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Sanremo, il proprietario dell’Ariston: “Si crei una società tra Rai e Comune”

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(Adnkronos) – Rai e Comune di Sanremo più che una gara per il festival dovrebbero "fare una società".A lanciare l'idea all'Adnkronos è lo storico proprietario dell'Ariston Walter Vacchino, commentando la clamorosa decisione del Tar Liguria che ha tolto l'affidamento diretto alla Rai del festival di Sanremo subordinandolo, a partire dal 2026, alla realizzazione di una gara. "Dal momento che si tratta di un sodalizio che va avanti da settantacinque anni – spiega Vacchino all'Adnkronos – forse deve cambiare forma.

E invece che essere un sodalizio convenzionatorio, potrebbe essere il sodalizio di una società che abbia un presente e un futuro". Per Vacchino si tratta dello sviluppo naturale di un storico sodalizio: "I soggetti sono due: il comune di Sanremo e la Rai.Auspico dunque che la soluzione sia una forma societaria e non convenzionatoria.

Non so se questo sia possibile, ma lancio un'idea", spiega ancor meglio Vacchino.Che conclude in modo eloquente: "Io sono un sanremese che conosce la storia, e vedo che la manifestazione ha due soggetti, sempre gli stessi, da 75 anni: forse questo un senso ce l'ha". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lettere fisco a partite Iva, Leo: “Nessuna minaccia”

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(Adnkronos) – E' polemica per l'invio di lettere a 700mila partite Iva che hanno dichiarato redditi apparentemente bassi, invitandole ad aderire al concordato che si chiude il 12 dicembre.  "Da parte mia e del Governo non c'è nessuna intenzione di vessare, minacciare o intimorire nessuno" dice il viceministro dell'Economia Maurizio Leo. "L'obiettivo della riforma fiscale, a cui stiamo dando celere attuazione, va nella direzione di adottare comportamenti trasparenti dell'amministrazione finanziaria nell'ambito di un rapporto collaborativo con i contribuenti.In tal senso va l'informazione preventiva volta a evitare accertamenti".  "Anche le lettere di recente inviate dall'Agenzia delle Entrate rientrano nell'ordinaria attività di comunicazione per segnalare eventuali anomalie riscontrate nelle dichiarazioni sulla base dei dati in suo possesso", aggiunge.

Leo sottolinea che "la corretta informazione è alla base del 'fisco amico'". "Noi abbiamo cambiato la logica dell'accertamento, agendo ex ante anziché ex post – conclude -.E queste lettere ne sono un esempio lampante.

Si informa semplicemente il contribuente di una situazione che lo riguarda, ma deve essere assolutamente chiaro che chi ha adempiuto correttamente agli obblighi tributari non ha nulla da temere e potrà non tenere conto delle comunicazioni ricevute".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, Motta: “Saremo sempre sotto pressione, Vlahovic ci sarà”

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(Adnkronos) – Impegno casalingo per la Juventus sabato 7 dicembre 2024.All'Allianz Stadium arriva il Bologna di Italiano, fresco di passaggio del turno in Coppa Italia.

Una partita speciale per Thiago Motta, che affronta la squadra che, lo scorso anno, è riuscito a portare a una storica qualificazione in Champions League: "Il Bologna sta bene. È una grande squadra, pressa tantissimo, gioca molto verticale.Dobbiamo concentrarci per evitare di soffrire la loro grande intensità.

A Bologna ho trascorso due anni bellissimi, sia a livello umano che sportivo.Sul resto non ho niente da aggiungere", ha detto in conferenza stampa il tecnico bianconero. Motta ritroverà Vlahovic, al rientro dopo l'infortunio: "Dusan domani sarà con il gruppo.

Ha fatto la settimana con la squadra.Sono contento che sia tornato dopo l'infortunio.

Domani Vlahovic sarà con il gruppo, si è allenato in settimana con la squadra.Tornano anche Adzic e Savona.

Restano fuori Bremer, Cabal, Douglas Luiz, Nico Gonzalez, McKennie e Milik". La Juventus è reduce da una serie di pareggi consecutivi, ma Motta non sente la pressione: "La pressione esisterà sempre.Ogni squadra ha il suo obiettivo.

Me la prendo sempre volentieri, mi sento privilegiato a essere qui.Veniamo da una serie di gare che non abbiamo vinto, delle prestazioni che in alcuni momenti sono state buone, mentre in altri dobbiamo migliorare.

Non dobbiamo concentrarci su una fase del gioco, non solo su quella offensiva: anche in quel caso la responsabilità è di tutti, non solo del singolo, ma concorrono insieme i giocatori in campo a partire dal portiere". 
Sui tifosi: "Ringraziamo di nuovo i tifosi che domani verranno a sostenerci: l’importante è quello che faremo noi in campo, quello che trasmetteremo, ma sono convinto che insieme a loro potremo fare una grande prestazione". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: I convocati di Mister Guido Pagliuca per la sfida contro il Sudtirol

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La S.S. Juve Stabia è pronta a scendere in campo per affrontare il Sudtirol nella sedicesima giornata del campionato di Serie BKT. La partita, che si disputerà allo stadio “Romeo Menti” con inizio alle ore 20:30, si preannuncia ricca di emozioni.

Dopo l’allenamento di rifinitura, il tecnico Guido Pagliuca ha ufficializzato la lista dei 23 convocati per la sfida. Tra i pali, il tecnico potrà contare su Matosevic, Signorini e Thiam. In difesa, spazio a Rocchetti, Ruggero, Bellich, Baldi, Floriani Mussolini, Folino, Varnier e Fortini. A centrocampo, saranno a disposizione Di Marco, Zuccon, Buglio, Pierobon, Meli, Gerbo e Leone. In attacco, l’attaccante Adorante guiderà il reparto insieme a Piscopo, Candellone, Artistico e Piovanello.

Assenti alla gara saranno Andreoni, Maistro, Morachioli e Mosti, costretti a saltare la partita per infortunio. Una perdita importante per Pagliuca, soprattutto quella di Maistro, che in questa stagione si è rivelato un elemento fondamentale per la squadra.

La Juve Stabia cercherà di ottenere un risultato pieno per allontanare quanto più possibile la zona play out. Il Sudtirol, dal canto suo, arriverà a Castellammare di Stabia con l’obiettivo di portare a casa punti preziosi per l’obiettivo salvezza.

Non resta che attendere il fischio d’inizio per scoprire chi la spunterà in questo interessante confronto.

Don Matteo conquista gli ascolti tv, X Factor fa l’8,6% di share

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(Adnkronos) – 'Don Matteo' su Rai1 porta a casa la vittoria tra i programmi del prime time di giovedì, con 3.965.000 spettatori e il 21.6% di share.Al secondo posto la partita di Coppa Italia Lazio-Napoli su Italia 1, con 2.790.000 spettatori e il 13.2% di share.

Terzo piazzamento per la fiction turca 'Endless Love' su Canale 5, con 2.417.000 spettatori e il 12.4% di share.  In una serata caratterizzata dalla finale di 'X Factor' da Piazza Plebiscito (che totalizza tra Sky e Tv8 1.765.000 spettatori l’8,6% di share), tra gli altri ascolti di prime time si segnalano: 'Dritto e Rovescio' su Rete4 (954.000 spettatori, share 6.5%), 'PiazzaPulita' su La7 (858.000 spettatori, share 5.9%), 'Splendida Cornice' su Rai3 (806.000 spettatori, share 4.6%), 'Delitti in Famiglia' su Rai2 (391.000 spettatori, share 2%), 'Il Contadino Cerca Moglie' sul Nove (379.000 spettatori, share 1.9%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Occhio alla tintarella sulla neve: 6 consigli per proteggersi dal melanoma

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(Adnkronos) –
In montagna come al mare la pelle va protetta.Il melanoma non ha stagioni e per questo non va mai abbassata la guardia.

A lanciare un avvertimento, invitando a una maggiore attenzione e prudenza in vista delle prossime vacanze natalizie, è Paolo A.Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell'Istituto Pascale di Napoli, in occasione della decima edizione dell'Immunotherapy e Melanoma Bridge, che si chiude oggi a Napoli.  
L'invito è dunque quello di non lasciarsi ingannare dalle temperature basse e di proteggere la pelle dal cancro in inverno come in estate, seguendo pochi semplici regole di buon senso.

Ecco 6 consigli:  1) Applicare una protezione solare ad ampio spettro con fattore di protezione Spf 30+ su tutte le zone della pelle non protette da indumenti, come viso, collo e mani;  2) Attenzione al 'riciclo' della crema solare dell'estate passata.E' vero che nella gran parte dei casi la sua efficacia arriva fino a 12 mesi dal'apertura della confezione, ma questo vale solo se è stata conservata correttamente con il tappo ben chiuso e non esposta a temperature alte; 3) Indossate un cappello o un casco per una maggiore protezione durante lo sci, le ciaspolate, lo slittino o lo snowboard. 4) Indossate occhiali da sole con protezione Uv al 100% oppure occhiali protettivi anti-Uv.

Il melanoma, infatti, può colpire anche l'occhio; 5) Fare un'auto-valutazione della propria pelle per vedere se ci sono nei nuovi o che hanno modificato il loro aspetto.La regola da seguire è quella dell'Abcde: A come asimmetria nella forma, il melanoma potrebbe non averla; B come bordi irregolari; D come dimensioni, cioè aumento di larghezza e spessore; E come evoluzione, perché il melanoma può manifestarsi con cambiamenti in poche settimane o mesi; 6) Ricordarsi comunque di fare il periodico controllo dallo specialista.

Non sempre i nostri occhi possono scorgere tutte le anomalie.Il melanoma, infatti, non si presenta solo sul corpo, ma può comparire anche sul cuoio capelluto, sulle mucose (bocca, genitali) e anche sotto le unghie.

Può anche non essere colorato di marrone-nero, ma apparire rosato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattia misteriosa in Congo, l’Italia alza il livello d’attenzione in aeroporti e porti

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(Adnkronos) –
L'Italia alza il livello di attenzione sulla malattia di origine sconosciuta che ha portato a oltre 70 decessi nella Repubblica democratica del Congo.Le Usmaf – gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute, che si occupano del controllo sanitario su passeggeri e merci – a quanto apprende l'Adnkronos Salute, sono state allertate anche se non esistono voli diretti.  
Non c'è nessun allarme per l'Italia, ma le Usmaf – come accade in tempi di globalizzazione e di mobilità internazionale – hanno ricevuto la comunicazione su quanto sta accadendo in Congo e sugli eventuali sviluppi da parte delle autorità sanitarie internazionali.  Rispetto ai decessi in Congo dovuti ad una malattia simil-influenzale, scrive su Facebook Giovanni Rezza, ex direttore della Prevenzione del ministero della Salute, e oggi professore straordinario di Igiene presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, "la diagnosi non è ancora nota – in questo periodo dal clima secco si presentano spesso epidemie dovute al meningococco, ma chissà. È comunque impressionante come possa valere poco, ancor oggi, la vita in alcune aree dell'Africa.

Conseguenze per noi?Probabilmente nessuna, ma in un mondo globalizzato mai dire mai".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cultura, Pella (Anci): “Contare sulle Pro Loco per valorizzazione patrimonio immateriale”

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(Adnkronos) – “Questa è un'iniziativa che ho proposto come parlamentare nella scorsa manovra economica, che ha consentito di stanziare un contributo importante ad Unpli proprio perché rappresenta l'insieme di tutte le Pro Loco italiane che sono il braccio operativo per noi amministratori, per noi sindaci.L'Italia è formata da circa 8.000 comuni, quasi 6.000 hanno meno di 5.000 abitanti.

In quei piccoli comuni il patrimonio immateriale rappresenta un valore non solo dal punto di vista storico-culturale ma anche dal punto di vista occupazionale e del mantenimento del presidio territoriale.Noi oggi dobbiamo più che mai catalogare questo, per consentire a tanti turisti di venire in Italia, non solo a Roma, a Firenze o Venezia, ma anche in questi territori e far crescere l'economia attraverso gli albergatori, gli hotel, i ristoranti, ma soprattutto anche quelle tradizioni di artigianato che oggi sono fiorenti e importanti”.

Così Roberto Pella, vice presidente Anci, alla presentazione presso la Camera dei Deputati dello spot della campagna di comunicazione dell’Unpli – Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, che andrà in onda dal 7 dicembre al 4 gennaio. “Per alcuni territori le Pro Loco rappresentano un volano e soprattutto una crescita non solo dal punto di vista storico-culturale ma anche dal punto di vista economico.Valorizzare questo patrimonio significa anche dare forza e vigore alle nuove generazioni che oggi hanno più bisogno che mai di trovare dei punti su cui formarsi”, continua Pella, che aggiunge: “Le istituzioni possono appoggiare.

Ad esempio ogni anno noi diamo un contributo di oltre 24.000 euro alle Pro Loco di un comune che ha meno di 3.000 abitanti.I comuni devono e dovranno sempre di più sostenere le Pro Loco, perché sono un valore di crescita, un moltiplicatore.

L'economia fa il mercato, fa il pil.Però oggi, più che mai, quello che è importante è il valore sociale.

E oggi, soprattutto in un piccolissimo comune, ritrovarsi attorno ad una celebrazione, un evento, una valorizzazione di un patrimonio materiale o anche una manifestazione godereccia, dove poi ci sono i prodotti tipici, dove si sta insieme, significa fare armonia, significa fare polis e oggi ne abbiamo bisogno perché star bene con la propria mente e con il proprio corpo significa anche abbattere i costi sanitari, perché il tema della depressione nasce soprattutto nei grandi centri dove le persone non sono valorizzate per un nome o per un cognome, ma per un numero.” “Le Pro Loco sanno attrarre attorno a sé anche risorse aggiuntive.Se non avessimo questo braccio operativo, che è di puro e semplice volontariato, sarebbe impossibile per le amministrazioni comunali, soprattutto quelle piccole, poter fare tante iniziative”, conclude il vice presidente Anci. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marco Zaffaroni: La Juve Stabia? Per il Sudtirol è un ostacolo da superare per risalire la classifica

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Mister Marco Zaffaroni, allenatore del Sudtirol, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara con la Juve Stabia al Romeo Menti di Castellammare di Stabia che aprirà la giornata n.16 del Campionato di Serie BKT 2024-2025.

Queste sono state le sue parole che abbiamo raccolto e sintetizzato per voi lettori:

“La squadra sta cercando di reagire in tutti i modi a questa situazione che si è creata”, ha dichiarato Zaffaroni in conferenza stampa. “L’aspetto che va curato maggiormente è quello emotivo, che determina tante cose. Non ci deve essere scoramento, ma voglia di reagire e i ragazzi mi sembra che stiano facendo bene in questo senso”.

Il tecnico biancorosso ha poi sottolineato l’importanza di mantenere la concentrazione per tutti i 90 minuti: “Finora abbiamo avuto momenti della partita in cui la squadra fa bene, ma manca la continuità e la forza di mantenere questi momenti per tutta la gara. Quando succedono episodi negativi ci perdiamo un po’ e invece dobbiamo imparare a restare in gara per tutti i 90 minuti”.

Infine, Zaffaroni ha analizzato l’avversario: “La Juve Stabia è una squadra molto organizzata, che ha fatto un grande campionato lo scorso anno. Non dobbiamo sbagliare partita dal punto di vista caratteriale. In Serie B, non ci sono partite semplici. Dobbiamo restare concentrati e cercare di fare la gara per 95’ con le nostre caratteristiche”.

Sanremo, parla Aragozzini: “Decisione Tar non è una bomba, è una bufala”

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(Adnkronos) – Il rischio che la Rai perda il festival di Sanremo "non è affatto una bomba, è una bufala".Lo assicura all'Adnkronos Adriano Aragozzini, commentando il clamore sulla sentenza del Tar della Liguria che ha dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla Rai dell’organizzazione del Festival della Canzone Italiana, disponendo che dal 2026 il Comune di Sanremo indica una gara pubblica. Aragozzini, patron del festival dall'89 al '91 e per anni produttore esecutivo della kermesse, oltre che grande esperto della macchina festivaliera. "Intanto, ci sarà sicuramente un appello della Rai al Tar, e dopo l'appello credo che ci sia anche un'ulteriore possibilità della tv di Stato di appellarsi ulteriormente", spiega Aragozzini. Ma ci sarebbe un altro elemento ancora più importante. "Facciamo l'ipotesi che questa situazione dovesse andare avanti fino a che si debba stabilire chi debba prendere in mano il festival.

A quel punto è il Comune di Sanremo, che è proprietario del marchio del festival, che decide, ed è libero di darlo a chi gli pare", analizza Aragozzini. "E a quel punto, a chi sceglierebbe di darlo?Mi sembra chiaro che lo darebbe comunque sicuramente alla Rai, perché è l'unica azienda che può permetterselo, non solo dal punto di vista economico, ma anche per il background che ha".  In sostanza, sottolinea l'ex patron del festival, "se si arrivasse per assurdo ad un'asta, verrebbe vinta a mani basse dalla Rai, perché solo la Rai ha l'esperienza necessaria per gestire la macchina organizzativa di una cosa così complessa come il festival, con i suoi settant'anni di esperienza e i grandi risultati ottenuti, ben difficili da ripetere". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un Natale di Solidarietà a Castellammare: La Spesa Sospesa torna a riscaldare i cuori

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Castellammare di Stabia si prepara a vivere un Natale all’insegna della solidarietà. Torna, infatti, la Spesa Sospesa, il progetto ideato da Rosanna Fienga, imprenditrice, chef e scrittrice, che da anni si impegna per aiutare le famiglie in difficoltà economica.

Quest’anno, l’iniziativa si arricchisce di nuovi eventi e collaborazioni. Come quello del 16 dicembre, dalle 16 alle 20, “Le delizie di Stabia” che delizierà i palati con biscotti speciali a chilometro zero, mentre nello stesso giorno il gruppo mercatino di Stefy animerà il ristorante Francesco e Co. con abiti e accessori vintage.

“La solidarietà è da sempre importante per me e per coloro che credono in questo progetto”, spiega Rosanna Fienga. “Vogliamo regalare un Natale sereno a chi ha meno, offrendo loro la possibilità di portare in tavola i piatti della tradizione”.

Anche Stefania Schettino, esperta di moda, è entusiasta di partecipare all’iniziativa: “Dare una mano a chi ha bisogno è un dovere di tutti. La Spesa Sospesa è un progetto unico e importante per il territorio”.

Con i fondi raccolti, verranno acquistati buoni spesa da distribuire alle famiglie bisognose, grazie anche alla collaborazione di numerosi commercianti che hanno aderito all’iniziativa.

Arresto Netanyahu, Corte penale internazionale: “Mandato va eseguito”

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(Adnkronos) –
Tutti i Paesi che aderiscono alla Corte Penale Internazionale, quindi anche la Francia, sono tenuti ad eseguire i mandati di arresto emessi dall'Aja, inclusi quelli nei confronti di capi di Stato o di governo esteri, come il premier israeliano Benjamin Netanyahu.Nel caso in cui questi Paesi ritengano che ci sono circostanze che "impediscono loro di cooperare con la Corte", allora devono rivolgersi ai giudici, cui spetta la decisione.

Lo spiega, a Bruxelles incontrando la stampa, il portavoce della Cpi Fadi el Abdallah.Il problema sorge perché né la Russia né Israele aderiscono alla Cpi (l'Ucraina aderirà a partire dal primo gennaio 2025).

La Cpi, che ha sede all'Aja e conta 124 Paesi aderenti, non va confusa con la Corte Internazionale di Giustizia, principale organo giudiziario dell'Onu, che ha anch'essa sede nella capitale olandese. Per la Icc, dice il portavoce, "l'articolo 27 dello statuto di Roma è chiaro: non c'è immunità dalle accuse per nessuno.E' un principio stabilito dal diritto internazionale.

Se gli Stati ritengono che ci sia un conflitto tra il loro obbligo e, per esempio, quello di rispettare l'immunità diplomatica o altre circostanze che impediscano loro di cooperare con la Corte, per quanto riguarda i mandati di arresto, c'è l'articolo 9 che crea l'obbligo di cooperare con la Corte, ma permette loro anche di portare la cosa all'attenzione dei giudici, in modo che decidano se devono rispettare il loro obbligo o no.Sta ai giudici decidere".  
La decisione sull'eventuale sanzione per mancata cooperazione nei confronti di uno Stato viene poi demandata dall'assemblea degli Stati che aderiscono alla Corte.

Per quanto riguarda l'immunità dei capi di Stato e di governo la Icc, ricorda il portavoce, "aveva emanato ordini di arresto per Omar al Bashir, ex presidente del Sudan.La questione dell'immunità è già stata decisa.

Ci sono stati casi in cui alcuni Stati hanno portato davanti ai giudici informazioni sulle circostanze che hanno impedito loro di rispettare l'obbligo di cooperazione con la Corte, per esempio in relazione ad una visita di Omar al Bashir o di Vladimir Putin.Le decisioni dei giudici finora – sottolinea – hanno sempre stabilito che non c'è immunità che può essere opposta agli obblighi verso la Icc".  La Icc , ribadisce il portavoce della Icc, "può emanare un ordine di arresto e lo Stato membro lo deve eseguire.

Se lo Stato ritiene che ci siano motivi per i quali non può eseguirlo a causa di circostanze specifiche, sono i giudici che devono decidere".  "Se guardiamo alla storia della giustizia penale internazionale – aggiunge – gli ordini di arresto sono rimasti pendenti anche per 10, a volte 15 anni e alla fine vengono eseguiti.I mandati di arresto sono validi a vita: non possono essere ritirati, se non con una decisione da parte dei giudici, perché c'è una argomentazione valida per cui dovrebbero essere ritirati.

Crediamo che i giudici abbiano deciso in base alle prove presentate loro: rispettiamo la presunzione di innocenza", ma gli accusati "devono rispondere.Le circostanze politiche possono cambiare, ma la giustizia continua a perseguire i suoi obiettivi".  
C'è chi ritiene che gli ordini di arresto della Cpi possano costituire un ostacolo alle trattative di pace. "E' un argomento che viene usato – dice – ma le considerazioni politiche non vengono valutate dalla Corte.

Crediamo che non ci sia pace duratura senza giustizia.Se ci sono considerazioni per le quali c'è bisogno di fermare i casi, per esempio perché ci sono negoziati di pace, non sta alla Corte decidere.

Ma c'è un articolo nello statuto di Roma – spiega – che permette al Consiglio di sicurezza di sospendere le attività della Corte per 12 mesi, una decisione che può essere rinnovata.C'è la possibilità per il Consiglio di Sicurezza di sospendere, ma non di terminare i casi davanti alla Icc.

Per la Corte, noi abbiamo procedure legali da seguire e non possiamo prendere in considerazioni argomenti politici", conclude.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, inizio dolceamaro ad Abu Dhabi: Leclerc il più veloce, ma sarà penalizzato

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(Adnkronos) –
Inizia male il weekend di Formula 1 per la Ferrari.La Rossa, che deve recuperare 21 punti alla McLaren per vincere il mondiale Costruttori, è stata la più veloce nella prima sessione di prove libere ad Abu Dhabi, ma la gioia è durata poco. 
Charles Leclerc, il più veloce questa mattina, dovrà infatti sostituire il pacco batteria della sua SF-24 e partirà penalizzato di 10 posizioni in griglia.

Una partenza con handicap quindi per la Ferrari, che dovrà sperare in una rimonta miracolosa per strappare il titolo alla McLaren nel Gp in programma domenica 8 dicembre.Alle spalle di Leclerc i tempi migliori sono stati la McLaren di Lando Norris e la Mercedes di Lewis Hamilton. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia “intrappolata in una sindrome” che le impedisce di crescere, cosa dice il rapporto Censis

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(Adnkronos) – Un Paese che non riesce più a crescere, culturalmente impreparato, "intrappolato nella sindrome italiana" che impedisce spinte al cambiamento dopo un ventennio in cui i redditi si sono ridotti del 7%.E' questa la fotografia scattata dall'ultima analisi del Censis, contenuta nel 58° Rapporto sulla situazione sociale del Paese.
 "Se a prima vista il 2024 potrebbe essere ricordato come l’anno dei record (il record degli occupati e del turismo estero, ma anche il record della denatalità, del debito pubblico e dell’astensionismo elettorale), un’analisi approfondita ci consegna una immagine più aderente alla reale situazione sociale del Paese", recita il rapporto. La sindrome italiana, spiega il Censis, "è la continuità nella medietà, in cui restiamo intrappolati.

Il Paese si muove intorno a una linea di galleggiamento, senza incorrere in capitomboli rovinosi nelle fasi recessive e senza compiere scalate eroiche nei cicli positivi.Anche nella dialettica sociale, la sequela di disincanto, frustrazione, senso di impotenza, risentimento, sete di giustizia, brama di riscatto, smania di vendetta ai danni di un presunto colpevole, così caratteristica dei nostri tempi, non è sfociata in violente esplosioni di rabbia.

Ci flettiamo come legni storti e ci rialziamo dopo ogni inciampo, senza ammutinamenti.Ma la spinta propulsiva verso l’accrescimento del benessere si è smorzata".  Negli ultimi vent’anni (2003-2023) il reddito disponibile lordo pro-capite si è ridotto in termini reali del 7,0%.

E nell’ultimo decennio (tra il secondo trimestre del 2014 e il secondo trimestre del 2024) anche la ricchezza netta pro-capite è diminuita del 5,5%. "La sindrome italiana nasconde non poche insidie.L’85,5% degli italiani ormai è convinto che sia molto difficile salire nella scala sociale", si legge. "All’erosione dei percorsi di ascesa economica e sociale del ceto medio corrisponde una crescente avversione ai valori costitutivi dell’agenda collettiva del passato: il valore irrinunciabile della democrazia e della partecipazione, il conveniente europeismo, il convinto atlantismo.

Il tasso di astensione alle ultime elezioni europee ha segnato un record nella storia repubblicana: il 51,7% (alle prime elezioni dirette del Parlamento europeo, nel 1979, l’astensionismo si fermò al 14,3%).Per il 71,4% degli italiani l’Unione europea è destinata a sfasciarsi, senza riforme radicali.

Il 68,5% ritiene che le democrazie liberali non funzionino più.E il 66,3% attribuisce all’Occidente (Usa in testa) la colpa dei conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente.

Non a caso, solo il 31,6% si dice d’accordo con il richiamo della Nato sull’aumento delle spese militari fino al 2% del Pil.In una società che ristagna, e che si è risvegliata dall’illusione che il destino dell’Occidente fosse di farsi mondo, le questioni identitarie sostituiscono le istanze delle classi sociali tradizionali e assumono una centralità inedita nella dialettica socio-politica.

Ora si ingaggia una competizione a oltranza per accrescere il valore sociale delle identità individuali etnico-culturali, religiose, di genere o relative all’orientamento sessuale, secondo una ricombinazione interclassista.La rivalità delle identità e la lotta per il riconoscimento implicano l’adozione della logica «amico-nemico»: il 38,3% degli italiani si sente minacciato dall’ingresso nel Paese dei migranti, il 29,3% prova ostilità per chi è portatore di una concezione della famiglia divergente da quella tradizionale, il 21,8% vede il nemico in chi professa una religione diversa, il 21,5% in chi appartiene a una etnia diversa, il 14,5% in chi ha un diverso colore della pelle, l’11,9% in chi ha un orientamento sessuale diverso.

Se il ceto medio si sfibra, il Paese non è più immune al rischio delle trappole identitarie". "Mentre il dibattito politico si arrovella sui criteri normativi da adottare per regolare l’acquisizione della cittadinanza, il 57,4% degli italiani ritiene che l’«italianità» sia cristallizzata e immutabile, definita dalla discendenza diretta da progenitori italiani, per il 36,4% è connotata dalla fede cattolica, per il 13,7% è associata a determinati tratti somatici.Intanto, negli ultimi dieci anni sono stati integrati quasi 1,5 milioni di nuovi cittadini italiani, che prima erano stranieri.

L’Italia si colloca al primo posto tra tutti i Paesi dell’Unione europea per numero di cittadinanze concesse (213.567 nel 2023).Con un numero molto più alto delle circa 181.000 in Spagna, 166.000 in Germania, 114.000 in Francia, 92.000 in Svezia, le acquisizioni della cittadinanza italiana nel 2022 ammontavano al 21,6% di tutte le acquisizioni registrate nell’Ue (circa un milione).

E il nostro Paese è primo anche per il totale cumulato nell’ultimo decennio (+112,2% tra il 2013 e il 2022)". "Siamo culturalmente preparati al salto d’epoca?La mancanza di conoscenze di base rende i cittadini più disorientati e vulnerabili.

Per quanto riguarda il sistema scolastico, non raggiungono i traguardi di apprendimento in italiano: il 24,5% degli alunni al termine delle primarie, il 39,9% al termine delle medie, il 43,5% al termine delle superiori (negli istituti professionali il dato sale vertiginosamente all’80,0%).In matematica: il 31,8% alle primarie, il 44,0% alle medie e il 47,5% alle superiori (il picco si registra ancora negli istituti professionali, con l’81,0%).

Il 49,7% degli italiani non sa indicare correttamente l’anno della Rivoluzione francese, il 30,3% non sa chi è Giuseppe Mazzini (per il 19,3% è stato un politico della prima Repubblica), per il 32,4% la Cappella Sistina è stata affrescata da Giotto o da Leonardo, per il 6,1% il sommo poeta Dante Alighieri non è l’autore delle cantiche della Divina Commedia.Mentre si discute di egemonia culturale, per molti italiani si pone invece il problema di una cittadinanza culturale ancora di là da venire (del resto, per il 5,8% il «culturista» è una «persona di cultura»).

Nel limbo dell’ignoranza possono attecchire stereotipi e pregiudizi: il 20,9% degli italiani asserisce che gli ebrei dominano il mondo tramite la finanza, il 15,3% crede che l’omosessualità sia una malattia, il 13,1% ritiene che l’intelligenza delle persone dipenda dalla loro etnia, per il 9,2% la propensione a delinquere avrebbe una origine genetica (si nasce criminali, insomma), per l’8,3% islam e jihadismo sono la stessa cosa". "I conti che non tornano: più lavoro, meno Pil.Molti conti non tornano nel sistema-Italia e molte equazioni rimangono irrisolte.

Nonostante i segnali non incoraggianti circa l’andamento del Pil, il numero degli occupati si è attestato a 23.878.000 nella media dei primi sei mesi dell’anno, con un incremento di un milione e mezzo di posti di lavoro rispetto all’anno nero della pandemia e un aumento del 4,6% rispetto al 2007.Ma la distanza tra il tasso di occupazione italiano (siamo ultimi in Europa) e la media europea resta ancora significativa: 8,9 punti percentuali in meno nel 2023.

Se il nostro tasso di attività fosse uguale a quello medio europeo, potremmo disporre di 3 milioni di forze di lavoro aggiuntive, e se raggiungessimo il livello europeo del tasso di occupazione, supereremmo la soglia dei 26 milioni di occupati: 3,3 milioni in più di quelli registrati nel 2023". "La produzione delle attività manifatturiere italiane è entrata in una spirale negativa: -1,2% tra il 2019 e il 2023.Il raffronto dei primi otto mesi del 2024 con lo stesso periodo del 2023 rivela una caduta del 3,4%.

Invece le presenze turistiche in Italia hanno raggiunto i 447 milioni nel 2023, con un incremento del 18,7% rispetto al 2013.L’aumento più evidente nel decennio è attribuibile alla componente estera (+26,7%), che si colloca sui 234 milioni di presenze, ma il turismo domestico è comunque cresciuto del 10,9%.

A Roma le presenze turistiche nel 2023 hanno superato i 37 milioni.In termini di produttività, nel periodo 2003-2023 le attività terziarie registrano però una riduzione del valore aggiunto per occupato dell’1,2%, mentre l’industria mostra un aumento del 10,0%". "Nel 2023 la quota di figure professionali di difficile reperimento rispetto ai fabbisogni delle imprese è arrivata al 45,1% del totale delle assunzioni previste (era pari al 21,5% nel 2017). È aumentato soprattutto il peso delle figure difficili da reperire per esiguità dei candidati: dal 9,7% del totale delle assunzioni previste nel 2017 al 28,4% nel 2023.

Tra gli under 29 anni, sono di difficile reperimento per esiguità dei candidati il 34,1% delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e il 33,3% delle professioni tecniche.Nel 38,9% dei casi non si riescono a trovare giovani che vogliano fare gli artigiani, gli agricoltori o gli operai specializzati.

Specialisti e tecnici della salute sono ormai la primula rossa del mercato del lavoro.Il ridotto numero di candidati riguarda ben il 70,7% della domanda di lavoro per infermieri e ostetrici, il 66,8% per i farmacisti e il 64,0% delle posizioni aperte per il personale medico.

Ristoratori e albergatori non riescono a trovare soprattutto cuochi (il tasso di irreperibilità per ridotto numero di candidati è salito al 39,1%) e camerieri (35,3%).La carenza di candidati riguarda anche gli idraulici (il 47,7% delle assunzioni previste) e gli elettricisti (40,2%)". "Si acuisce il problema della rarefazione dei servizi e delle infrastrutture di coesione sociale presenti sul territorio.

Se in Italia le famiglie che sperimentano difficoltà nel raggiungere una farmacia sono il 13,8% del totale (3,6 milioni) e per accedere a un Pronto soccorso sono il 50,8% (13,3 milioni), nel caso dei residenti in comuni fino a 2.000 abitanti le difficoltà riguardano rispettivamente il 19,8% e il 68,6% delle famiglie.Sono poco più di 8 milioni le famiglie italiane per cui è difficile raggiungere un commissariato di polizia o una stazione dei carabinieri.

Per più di un quinto è difficile raggiungere un negozio di generi alimentari o un mercato.Ma per il 54,9% delle famiglie che vivono nei piccoli comuni anche l’accesso a un supermercato si rivela difficoltoso". "Tra il 2013 e il 2023 si è registrato un aumento del 23,0% in termini reali della spesa sanitaria privata pro-capite, che nell’ultimo anno ha superato complessivamente i 44 miliardi di euro.

Al 62,1% degli italiani è capitato almeno una volta di rinviare un check up medico, accertamenti diagnostici o visite specialistiche perché la lista di attesa negli ambulatori del Servizio sanitario nazionale era troppo lunga e il costo da sostenere nelle strutture private era considerato troppo alto.Al 53,8% è capitato di dover ricorrere ai propri risparmi per pagare le prestazioni sanitarie necessarie.

Sul fronte previdenziale, il 75,7% pensa che non avrà una pensione adeguata quando lascerà il lavoro.In particolare, è l’89,8% dei giovani ad avere questa certezza". "Il 58,1% dei giovani di 18-34 anni si sente fragile, il 56,5% si sente solo, il 51,8% dichiara di soffrire di stati d’ansia o depressione, il 32,7% di attacchi di panico, il 18,3% accusa disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia.

Solo in alcuni casi si arriva a una vera patologia conclamata: un giovane su tre (il 29,6% del totale) è stato in cura da uno psicologo e il 16,8% assume sonniferi o psicofarmaci.Ma c’è anche una maggioranza silenziosa fatta di giovani che mettono in gioco strategie individuali di restanza o rilancio per assicurarsi un futuro migliore, in Italia o all’estero.

Dal 2013 al 2022 sono espatriati circa 352.000 giovani tra i 25 e i 34 anni (più di un terzo del totale degli espatri).Di questi, più di 132.000 (il 37,7%) erano in possesso della laurea.

Negli anni i laureati sono aumentati: nel 2013 erano il 30,5% degli emigrati dall’Italia, nel 2022 erano diventati il 50,6% del totale". "Si profila all’orizzonte un imponente passaggio intergenerazionale di ricchezza.Uno degli effetti nascosti della denatalità che da molti anni preoccupa il Paese è che, a causa della prolungata flessione delle nascite, il numero degli eredi si riduce, quindi in prospettiva le eredità si concentrano.

Oggi le famiglie della «generazione silenziosa» (i nati prima della Seconda guerra mondiale) e del baby boom (i nati tra il dopoguerra e i primi anni ’60) detengono insieme il 58,3% della ricchezza netta delle famiglie.In attesa ci sono parte della «generazione X» (i nati tra il 1965 e il 1980), i millennial e la «generazione Z» (i nati negli ultimi decenni dello scorso secolo e nei primi anni del nuovo millennio).

Quale sarà l’effetto psicologico su coloro che sanno di essere destinatari di un atto di successione?Forse una ridotta propensione al rischio imprenditoriale, compressa dalle aspettative dei potenziali rentier". "Il numero dei reati commessi in Italia ha conosciuto nel tempo una costante e prolungata riduzione.

Nel 2023 però si è registrato un aumento dei reati del 3,8% rispetto all’anno precedente e dell’1,7% rispetto all’anno pre-Covid 2019. È presto per dire se si tratta di una fase congiunturale o di una inversione di tendenza.Benché gli episodi di criminalità facciano molta impressione nell’opinione pubblica, in quanto i reati sono concentrati nelle aree urbane, a livello nazionale gli omicidi volontari sono però diminuiti dai 502 del 2013 ai 341 del 2023 (-32,1%), le rapine sono scese nel decennio da 43.754 a 28.067 (-35,9%), i furti nelle abitazioni si sono ridotti da 251.422 a 147.660 (-41,3%).

Ma tra gli italiani aumenta l’insicurezza e il bisogno di sentirsi protetti.L’85,5% possiede almeno un dispositivo per la difesa della propria abitazione e il 50,1% investirà di più nella sicurezza domestica negli anni a venire.

Oggi in Italia sono quasi 1,7 milioni le persone che detengono regolarmente un’arma da fuoco.Se si considerano i loro nuclei familiari, si possono stimare in 3,7 milioni (pari al 6,3% della popolazione) le persone che hanno una pistola a portata di mano e potrebbero utilizzarla, per sbaglio o intenzionalmente.

Il 43,6% degli italiani pensa che sparare a un malintenzionato che si introduce in casa per rubare dovrebbe essere considerato un atto legalmente legittimo". "Le asimmetrie delle emozioni: i luoghi delle relazioni e la solitudine tra le pareti domestiche.Dopo l’esperienza traumatica della pandemia, è sempre più evidente il ritorno alla convivialità e alla frequentazione dei luoghi pubblici.

Il 58,8% degli italiani incontra gli amici durante il tempo libero almeno una volta alla settimana.Il dato sale tra i giovani, con punte intorno al 90% tra chi ha dai 15 ai 19 anni, mentre è evidente una rarefazione delle relazioni tra le persone anziane.

Nel 2023 si sono registrate più di 10 milioni di presenze alle 2.397 fiere organizzate in Italia: +16,3% rispetto all’anno precedente.Aumenta la partecipazione ai concerti, con oltre 28 milioni di presenze (+70,1% rispetto al 2019).

La casa invece può diventare il luogo della solitudine.Nel 2023 le persone sole hanno superato gli 8,8 milioni (+18,4% dal 2013).

I vedovi (3,1 milioni) costituiscono il 34,8% delle persone sole, i single (celibi e nubili o separati e divorziati) sono il 65,2% (5,8 milioni), conclude l'analisi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

X Factor 2024, Mimì: “Felice di aver ispirato almeno un bambino come me” – Video

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(Adnkronos) – La vincitrice di X Factor 2024, Mimì, si racconta all’Adnkronos il giorno dopo il trionfo: un’esperienza surreale, la gioia di rappresentare la comunità afroitaliana e il sogno di ispirare le nuove generazioni. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fratelli d’Italia, minacce social a Elena Donazzan: “Devi fare la fine degli ebrei”

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(Adnkronos) – “Spero che bruci, devi fare la fine degli ebrei negli Anni ‘40”.Oppure: “Ti auguro le peggiori cose”.

E ancora: “Speriamo che ti chiudano la bocca”.Insulti, minacce, messaggi carichi di livore, odio e antisemitismo stanno travolgendo in queste ore i profili social della deputata europea di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, vicepresidente della commissione Industria all’Eurocamera e membro sostituto della delegazione per le relazioni con Israele. All’origine della vicenda, la ferma condanna dell’esponente del partito di Giorgia Meloni ai messaggi sessisti e violenti contenuti nei testi musicali di Niky Savage e Simba La Rue.

I due trapper, già risaliti alla ribalta delle cronache, avrebbero dovuto esibirsi nel mese di dicembre a Bassano del Grappa e Castelfranco Veneto ma proprio la polemica sollevata da Donazzan ha spinto i gestori dei locali ad annullare i concerti. “Non mi faccio di certo intimorire da insulti e minacce ma trovo allarmante il rigurgito antisemita che caratterizza le esternazioni di questi leoni da tastiera – commenta Donazzan-.Cosa c’entrano le persecuzioni subite dal popolo ebraico con la mia richiesta di annullare le esibizioni di due trapper che nelle loro canzoni esprimono attacchi violenti contro le donne o le forze dell’ordine?”, si interroga l’eurodeputata di Fratelli d’Italia. “Probabilmente con la mia azione ho colto nel segno, perché oggi più che mai ritengo necessaria l’intrapresa di una battaglia culturale e di educazione di comunità – prosegue -.

Ognuno nel proprio ruolo, a partire da famiglie e istituzioni, deve agire per proteggere le nuove generazioni dai cattivi maestri.Serve più fermezza contro i propalatori d’odio, quelli convinti che valgano solo le regole della strada, tra risse, accoltellamenti e sparatorie.

Il rischio è che il fenomeno delle baby gang diventi sempre più consistente”, aggiunge Donazzan. “Alcune delle minacce che sto ricevendo sui social provengono da account con nomi in arabo ma che parlano in italiano, probabilmente si tratta di giovani di seconda generazione.Ma dopo aver assistito alla rivolta di Corvetto a Milano non mi stupisco.

Alle anime belle della sinistra, ai paladini dell’integrazione a tutti i costi dico: volete aprire gli occhi?”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, si corre ad Abu Dhabi: orari, programma del weekend e dove vederlo in tv

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(Adnkronos) – Inizia oggi ad Abu Dhabi il weekend che assegnerà il mondiale Costruttori in Formula 1, mentre Max Verstappen ha già festeggiato il suo quarto titolo Piloti consecutivo.La Ferrari deve invece recuperare 21 punti alla McLaren dopo aver dimezzato lo svantaggio in Qatar ed è a caccia della gara perfetta nell'ultimo Gp della stagione.   Si parte venerdì 6 dicembre con le prime due prove libere, una delle quali vedrà Leclerc in pista con il fratello Arthur, e si continua poi il sabato con la terza sessione.

Nel pomeriggio invece ci saranno le qualifiche, fondamentali per stabilire la griglia di partenza del Gran Premio del giorno dopo.Domenica 8 dicembre è in programma l'attesissimo Gp di Abu Dhabi.

Ecco il programma completo e tutti gli orari del weekend: 
Venerdì 6 dicembre
 10.30: Prove libere 1 14.00: Prove libere 2 
Sabato 7 dicembre
 11.30: Prove libere 3 15.00: Qualifiche 
Domenica 8 dicembre
 14.00: Gran Premio  L'intero weekend di Formula 1 sarà trasmesso in diretta televisiva sui canali Sky Sport.Qualifiche e Gp di Abu Dhabi saranno visibili anche in chiaro su TV8, ma in differita, rispettivamente alle 18.30 di sabato 7 dicembre e alle 17 di domenica 8.

In streaming il weekend di Formula 1 sarà disponibile su NOW e sull'app SkyGo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

X Factor, è boom di ascolti: per vittoria di Mimì quasi 1,8 milioni di spettatori

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(Adnkronos) –
Trionfo di ascolti per X Factor 2024.La finale, la prima in esterna nella storia internazionale del format, ha visto il trionfo di Mimì e del suo giudice Manuel Agnelli, una Piazza del Plebiscito piena di fuochi d’artificio e 1.765.000 spettatori medi, un dato che è in crescita del +51% rispetto alla scorsa stagione. 
La finalissima dello show Sky Original prodotto da Fremantle, ieri su Sky Uno/+1 e TV8, è stata la più vista delle ultime 4 stagioni con uno share tv complessivo, tra TV8 e Sky, dell’8,6%; 4.717.000 contatti tv unici.

Nel complesso, i liveshow di questa edizione si chiudono con una media, al giovedì sera, di 739mila spettatori solo su pay (crescita del +23% rispetto alla scorsa edizione); tra Sky e TV8, il dato nei sette giorni (che quindi esclude il gran finale di ieri) sale a 1.878.000, pari ad un +24% rispetto a un anno fa.Sono dati che fanno di #X2024 la migliore delle ultime quattro stagioni. Sui social la finalissima di #XF2024 ha raggiunto oltre 574mila interazioni Social TV Audience in rilevazione Linear, in crescita del +87% rispetto allo scorso anno e del +60% rispetto a una settimana fa; nella rilevazione Same Day 24/7 le interazioni sono state oltre 617mila, +78% rispetto a un anno fa e +58% rispetto alla semifinale.

Con questi dati social, la finale è stata ovviamente la miglior puntata dell'anno e primo evento della serata televisiva di ieri.Complessivamente, a livello di Social Tv Audience in rilevazione Linear, lo show in questa stagione ha ottenuto quasi 5 milioni di interazioni, con una crescita del +58% rispetto all'anno passato. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Kevin Piscopo può diventare la stella del Natale stabiese?

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Kevin Piscopo è stato protagonista nel campionato 2023-2024 con la meravigliosa vittoria del torneo da parte della Juve Stabia. L’attaccante è stato confermato anche nella serie cadetta. Il periodo Natalizio lo scorso anno ha esaltato l’ex Pordenone. Con l’arrivo delle festività e con un calendario ricco di partite importanti per le vespe, i tifosi sperano in qualche regalo come successo nel recente passato.

Il mese di dicembre potrebbe essere un mese decisivo per l’attaccante Kevin Piscopo. Con Mosti e Maistro fuori dai giochi fino alla sosta (ultima gara il 29 dicembre in casa con il Frosinone per poi riprendere il 12 Gennaio a La Spezia n.d.a.) potrebbe essere proprio Piscopo ad avere la chance di “rifinire” per gli attaccanti che Pagliuca schiererà in campo.

Mister Pagliuca proprio ieri in conferenza ha tessuto le sue lodi, confermandone le qualità a sostegno della squadra e anticipando la possibilità di impiegarlo dal primo minuto nella gara con il Sudtirol.

In questo torneo di Serie B il calciatore è stato decisivo già nella gara contro il Mantova. Se vogliamo un po’ tornare indietro nel tempo dobbiamo tornare allo scorso campionato dove molto probabilmente abbiamo assistito al miglior Piscopo visto a Castellammare fino a questo momento. La Juve Stabia si regalava un girone d’andata dal sapore di primato con delle partite davvero intense: Benevento, Crotone, Virtus Francavilla e la difficile trasferta di Picerno.

Le vespe di Guido Pagliuca fecero praticamente bottino pieno pareggiando solo la partita dello Stadio Scida che portò comunque punti, morale ed una prestazione davvero importante in casa di un avversario assolutamente difficile. Per tornare al nostro racconto, Piscopo fu decisivo contro la Virtus Francavilla aprendo le danze nella netta vittoria gialloblù e successivamente fece saltare il banco anche a Picerno altra partita assolutamente importante e forse cruciale per il proseguo della stagione.

Anche questo mese di dicembre si annuncia assolutamente difficile con sfide tutte da vivere con in mezzo anche il derby di Salerno allo Stadio Arechi.

I tifosi della Juve Stabia sperano che anche in questo 2024 possa ripetersi il Piscopo versione natalizia dello scorso torneo, attaccante con numeri interessanti ma spesso apparso discontinuo nel rendimento generale.

Covid Italia, bollettino ultima settimana: 2.440 casi e 46 morti

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(Adnkronos) – Leggerissima risalita dei casi Covid in Italia.Sono 2.440 i contagi registrati nell'ultima settimana (28 novembre – 4 dicembre), erano 2.122 nella precedente; i morti sono 46 ed erano 47 nella precedente.

Lo evidenzia il report settimanale del ministero della Salute.I tamponi scendono a 56.400 rispetto ai 58.468 della settimana precedente, il tasso di positività è 4,3% più alto rispetto al 3,6%.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)