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Reina: “Fino alla fine daremo il massimo perché tutti possano sentirsi fieri di noi”

La Gazzetta dello Sport riporta alcune dichiarazioni di Pepe Reina che dimostrano il suo legame indissolubile con la città: “Domenica sera, il portiere spagnolo è stato ospite dell’attore Alessandro Siani che l’ha invitato a teatro ad assistere alla sua rappresentazione. Al termine dello spettacolo, Reina è stato inviato sul palco per ricevere l’applauso della gente. Un momento particolare, che l’ha emozionato abbastanza. “Noi ci teniamo tantissimo a difendere con onore questa città e questa maglia”, ha detto il portiere parlando anche a nome degli altri compagni. «Fino alla fine daremo il nostro meglio, perché voi tutti possiate sentirvi fieri della vostra squadra, dei vostri giocatori, dei vostri ragazzi». Parole intense, che hanno scatenato l’entusiasmo della platea che lo ha a lungo applaudito. Prima di andare via, Reina ha voluto regalare la sua maglia a Alessandro Siani con un dedica speciale. “Se c’è qualcuno che mi ha fatto capire cosa significa Napoli sei stato tu, con il film Benvenuti al Sud” . A quel punto, il sipario è calato nel tripudio generale”

Adesso sarete contenti. MASSIMO GRAMELLINI*

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Una ragazzina di Pordenone si getta dal balcone lasciando una lettera di scuse ai genitori e una di accuse ai compagni di scuola: adesso sarete contenti. Eviterei di lanciarmi in prediche contro i tempi moderni. I bulli e gli ipersensibili non sono nati con i telefonini. Durante l’adolescenza è sempre esistito il desiderio delle menti più fragili di essere accettate dal branco conformista che l’arroganza del numero rende forte e appetibile. E chi si sente respinto da persone che in fondo disprezza (l’animo umano è contraddittorio) si rifugia nella solitudine o nella malattia, meditando gesti estremi che in qualche caso compie davvero, nell’illusione di lasciare in eredità almeno un rimorso.

L’adolescenza rimane un pianeta esclusivo con cui gli adulti, che pure l’hanno attraversata, non riescono a rientrare in contatto. Meno che mai se i genitori dividono l’attenzione dei figli con molti altri stimoli, gli insegnanti vengono delegittimati come educatori dai genitori stessi e i presidi preferiscono tacere le storie di sopraffazione per non fare perdere reputazione e di conseguenza iscritti al proprio istituto. Ma una ricetta definitiva non esiste. Il bisogno di accettazione e riconoscimento appartiene alle angosce dell’uomo da quando ancora i nostri progenitori si dondolavano sui rami. Una cosa è sicura: essere rifiutati dal branco non è una colpa e può diventare persino una medaglia. Di solito lo si capisce da vecchi. Alla ragazzina di Pordenone, che nonostante le ferite non morirà, auguro di capirlo un po’ prima.

*lastampa

Sepe punta Tatarusanu e intanto dà l’ok per il trasferimento definitivo

La Nazione questa mattina ipotizza un cambio tra i pali della Fiorentina. Tatarusanu fatica. Qualche partita così così, la sensazione che non sia così decisivo come qualcuno poteva pensare. Ecco che, in casa viola, si pensa a Luigi Sepe. Fino ad oggi il ‘secondo’, dietro al rumeno, titolare soltanto in Europa League. Qualche partita, un po’ di ruggine da levarsi di dosso (era abituato a giocare sempre e comunque ad Empoli), ma anche la sensazione che i numeri per esplodere in modo decisivo ci siano. Tanto che la società viola, ormai da un po’ di tempo, sta trattando con il Napoli il possibile riscatto. In prestito Sepe a Firenze, con la promessa però di affrontare l’argomento futuro. Cosa che è stata fatta anche poche settimane fa, con una offerta concreta dei viola alla società partenopea che presto sarà presa in considerazione. Il portiere, intanto, ha già dato il proprio ok al trasferimento definitivo. Si trova bene a Firenze, a Napoli sembra chiuso da Reina, e allora ha deciso di attendere il suo momento in maglia gigliata. Un carattere forte quello di Sepe, uno calmo e tranquillo nel cogliere l’attimo. Un atleta particolarmente freddo.

Pordenone, ragazzina si lancia da balcone e scrive ai compagni: “Adesso sarete contenti”.

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Prima di lasciarsi cadere dal secondo piano della sua abitazione a Pordenone, ha scritto anche ai genitori, per scusarsi del gesto e ai soccorritori dice: «Avevo paura di urlare al mondo i miei timori». Poi, in una lettera ai compagni di classe, scrive: «Aete visto cosa mi avete costretto a vafre? Ora sarete contenti!» 

PORDENONE, 18 GEN – “Non c’era alcun segnale che lasciasse presagire quanto accaduto, siamo sconvolti”. Sono le parole della dirigente della scuola media di Pordenone frequentata dalla ragazzina che stamani si è lanciata nel vuoto.
    “Mai, né durante i Consigli di classe, né in situazioni più informali – ha aggiunto – era emerso disagio di alcun tipo, e men che meno episodi di presunto bullismo. La ragazzina ha sempre frequentato con profitto anche se con una certa discontinuità” (ndr: discontinuità ora spiegata dalle parole della ragazza: “Non ce la facevo a rientrare a scuola”).

La preside ha voluto incontrare personalmente gli studenti e compagni della ragazzina, prima dell’uscita di scuola, informandoli di quanto accaduto.

    “Questa scuola si è sempre distinta per l’opera e i progetti di prevenzione di fenomeni di bullismo e dispersione scolastica”: lo ha affermato la presidente del Consiglio di istituto. “Nessuno sa ancora quali siano le reali motivazioni che hanno spinto a questo gesto terribile – ha aggiunto – e pertanto questo deve essere solo il tempo della riflessione e del silenzio”

La ragazzina ora è ricoverata all’ospedale di Udine, le sue condizioni non sono gravi.

Intanto l’episodio ha riaperto il dibattito su un problema tanto importante quanto spesso sottovalutato.

Tanti i commenti dal mondo della politica, tra cui quello del presidente del Senato, Pietro Grasso: «è soprattutto a scuola che dobbiamo creare una rete di protezione verso i ragazzi e le ragazze più fragili», scrive su Facebook, dicendosi convinto che «un contributo per combattere il fenomeno del bullismo, piccolo ma comunque rilevante, lo può dare anche il Parlamento».

 

 

Napoli-Inter, le probabili formazioni

Questa sera contro l’Inter il Napoli si gioca l’accesso alla semifinale di coppa Italia. Queste le probabili formazioni:

NAPOLI (4-3-3) – Reina; Maggio, Koulibaly, Chiriches, Strinic; Allan, Valdifiori, Lopez; Mertens, Higuain, El Kaddouri. All. Sarri

INTER (4-3-3) – Carrizo; Montoya, Miranda, Juan Jesus, Nagatomo; Felipe Melo, Kondogbia, Brozovic; Palacio, Jovetic, Perisic. All. Mancini

Ancora problemi per Maksimovic: la soluzione potrebbe già essere in casa

Rischia di sfumare la trattativa che porterebbe il difensore serbo Nikola Maksimovic dal Torino al Napoli visto che Cairo continua a chiedere 25 milioni di euro. A questa cifra il Napoli non arriverà, anzi 18 milioni di euro è l’ultima offerta. Secondo il Corriere dello Sport, il quarto di difesa può essere il giovane dell’Under 20 Sebastiano Luperto oppure si andrà a parlare ancora con l’Empoli per Federico Barba, perchè il ragazzo ha già detto sì.

LA SINDACA DI QUARTO. Il mistero di Rosa Capuozzo nel labirinto della politica (Marco Demarco*)

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Chi è davvero il primo cittadino di Quarto, che martedì risponde alle domande dell’Antimafia. Una moderna Giuditta, decisa e coraggiosa, o piuttosto colei che ha tardato a denunciare i ricatti? Un rompicapo su cui in molti si sono persi

Eroina civile, vittima dell’inciucio politico, o sughero galleggiante nella palude della provincia opportunista? Chi è davvero Rosa Capuozzo, sindaca ex grillina di Quarto, lo sapremo forse solo martedì, quando lei stessa risponderà alle domande della commissione Antimafia.

Lunedì c’è stata la conferma che si tratta di una donna minuta d’aspetto e forte di carattere. Con l’aiuto di don Milani («È inutile avere le mani pulite e tenerle in tasca») e deprecando i moralismi astratti (c’era da combattere la camorra e invece «il M5S è scappato a gambe levate») la sindaca ha infatti risposto a chi l’ha espulsa dal movimento. Ma ancora nulla che possa mettere il punto alla polemica che l’ha vista contrapposta a Grillo e ai membri del direttorio. Rosa Capuozzo resta dunque un mistero. Uno specchio in cui ognuno vede riflesso ciò che vuole. A volte, ha dato l’impressione di essere decisa e coraggiosa come una moderna Giuditta, riuscendo, come nel mito, a ignorare la timorosa élite maschile della città assediata e a decapitare l’assediante, gigantesco Oloferne. Nel caso, la camorra. Ciò è sicuramente successo quando Rosa la «pasionaria» ha lanciato i suoi appelli anti-clan, o quando non si è piegata davanti alle pressioni di Giovanni De Robbio, l’ex consigliere comunale pentastellato espulso prima di essere indagato per voto di scambio e tentata estorsione proprio ai danni della prima cittadina, residente in una casa forse non condonata. Ma altre volte la sindaca ha invece proposto di sé un’immagine del tutto diversa, come quando, per evitare complicazioni, ha tardato a denunciare i ricatti. O quando, intercettata pur non essendo «avvisata» di alcun reato, ha consigliato ai suoi di «non mettere i manifesti» su quanto stava succedendo a Quarto.

Rosa Capuozzo è diventata, insomma, un rompicapo assoluto; il labirinto in cui tutti si sono persi. Compreso Roberto Saviano. In terra di camorra, appena eletta, la sindaca era diventata per lui il simbolo mancante di una politica nobile, incondizionata, per la prima volta libera da quel voto di scambio. E invece: «Deve dimettersi», ha poi sentenziato, anticipando Grillo di ventiquattro ore. Ci sono poi tutti gli altri. Quando Grillo difendeva la sindaca, e i vari Fico e Di Maio non si vergognavano di averla sostenuta, i «democrat» ne chiedevano a gran voce le dimissioni, e la renziana Picierno addirittura calava da Bruxelles a Quarto per manifestare indignata nell’aula del Consiglio comunale. Quando Grillo di colpo l’ha scaricata («l’onesta ha un prezzo»), e vai a capire perché, visto che nulla nel frattempo era cambiato, Renzi a sorpresa l’ha invece difesa («Rosa Capuozzo ha resistito alla camorra, non deve dimettersi»). I rispettivi quartieri generali si sono così ritrovati di punto in bianco sbandati e persi come in un 8 settembre. Nessuno, tra i colonnelli e le generalesse, era più al posto giusto. Picierno ha preso l’aereo e se n’è tornata a Bruxelles; Fico e Di Maio, nell’occasione insieme con Di Battista, sono invece finiti su una panca a discolparsi. Tutti con Rosa, tutti contro di lei. Ma mai tutti insieme. Tipico di una politica italiana gravemente malata di tatticismo. È in campo grillino, però, che le contraddizioni bruciano di più. Tra luglio e dicembre i membri napoletani del direttorio pentastellato si sono incontrati con Rosa Capuozzo almeno cinque volte: nella casa posillipina di Fico, in un bar del centro storico di Napoli, a Quarto. L’assedio al Comune era già iniziato, Oloferne già alle porte. Nessuno si era accorto di niente? O Giuditta aveva già deciso di fare tutto da sola? Martedì, forse, ne sapremo di più.

* @mdemarco55 / corrieredellasera

 

 

Miranda sogna la rivincita su Higuain: “Abbiamo dimenticato il ko di novembre”

Joao Miranda, difensore brasiliano dell’Inter, sogna una doppia rivincita su Gonzalo Higuain e sul Napoli, e dichiara ad Inter Channel: “Giocheremo contro un grande avversario e purtroppo lo incontriamo in un momento in cui loro stanno bene e in cui viceversa a noi i risultati stanno mancando. Mi aspetto una grande sfida e vogliamo vincere per ritrovare la fiducia. Nel calcio ogni partita fa storia a sé e quella sfida del San Paolo l’abbiamo dimenticata. Speriamo di scrivere una storia diversa, con una vittoria che ci possa consentire di passare il turno. Gonzalo Higuain è un grande attaccante e dovremo essere molto attenti perché è in un momento eccellente di forma. Sarà una bella prova per tutti noi”.

Grassi al Napoli, domani Giuntoli incontra Sartori per chiudere

La Gazzetta dello Sport scrive sull’affare Alberto Grassi dell’Atalanta: “Cielo nerazzurro per Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, che sarà al San Paolo stasera per il match di coppa Italia e poi raggiungerà Milano e incontrerà il collega atalantino Giovanni Sartori. La trattativa per Grassi è entrata nel vivo da un paio di giorni, adesso bisogna definirne i dettagli. Il Napoli si sente forte di una offerta complessiva tra gli 8 e i 9 milioni (5 cash e 3 o 4 di bonus) che verrà esposta appunto domani da Giuntoli a Sartori. L’Atalanta è disposta a cedere il suo gioiellino Grassi, ma vuole aspettare di capire se ci sono altre pretendenti disposte a rilanciare. Domani, però, sarà una giornata decisiva, il Napoli ha fretta di chiudere e specie qualora dovesse superare il turno di coppa Italia darebbe l’accelerata finale perché il calendario diventerebbe davvero fittissimo”.

LO SCONTRO IN SEDE EUROPEA I rischi non visti (Nicola Saldutti*)

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Ci sono cose che sono molto più legate di quello che appare. E la caduta dei mercati di questi giorni forse può trovare alcune spiegazioni nei rapporti con Bruxelles.I toni diventano forti e il confronto (sempre piùteso) tra Italia ed Europa comincia ad avere le prime conseguenze. La Borsa è fatta così, quando vede margini d’incertezza comincia a scommettere sulle oscillazioni e sulla possibilità di avvantaggiarsene. Interpreta a suo modo le parole. L’ultimo episodio venerdì con l’irritazione del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e l’accusa al governo italiano di prendersi meriti non suoi sulla flessibilità dei conti pubblici. Ieri un’altra puntata, con fonti della Ue che sono arrivate a dire di non avere interlocutori in Italia.Un rapporto muscolare sempre meno sereno con l’Europa, frutto di toni non proprio istituzionali che ultimamente a Roma sono stati usati nei confronti di Bruxelles. Tensioni che si aggiungono a una questione delicata, quella delle banche. Il sistema, ha più volte sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo complesso è solido. Pur non avendo beneficiato in maniera massiccia degli aiuti di Stato, come è accaduto, ad esempio, per quello tedesco (circa 250 miliardi di euro). 

Questo non significa che non ci siano situazioni di difficoltà. Come Popolare dell’Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, sulle quali è dovuto intervenire un decreto del governo. E che, nel caso dell’istituto toscano soprattutto, vedono ancora molti punti da chiarire. Sistema sano non vuol dire immune. E probabilmente l’andamento dei mercati riflette un clima: la necessità di ridurre il tasso di incertezza. In questi momenti emerge chiaramente la funzione della rete europea. E non solo perché le regole sono ormai comunitarie e il percorso di integrazione è irreversibile. Un cantiere aperto è quello della costituzione della cosiddetta bad bank (la traduzione letterale sarebbe banca cattiva, quella dove far confluire i crediti in sofferenza, difficilmente esigibili). Un passaggio cruciale anche per gli istituti più solidi che potrebbe sgombrare il campo su molte ambiguità di cui i mercati si stanno nutrendo. Le forti vendite di ieri e di venerdì non sembrano giustificate da una particolare fragilità del sistema in questo momento, ma orientate (e alimentate) dal livello di tensione sulle soluzioni e sui riassetti che ci saranno. 

È bastata la notizia dell’indagine conoscitiva della Banca Centrale Europea sulla situazione di governance e sui crediti a rischio di alcuni istituti per riaccendere le preoccupazioni. Proprio mentre il braccio di ferro con la Ue non accenna a risolversi né con una soluzione condivisa né con una soluzione unilaterale. E finché questo nodo non verrà sciolto è probabile che le banche restino in balìa dei mercati. Oltre al danno, la beffa, dal momento che Francia, Germania e Spagna hanno rafforzato il loro sistema con aiuti pubblici e che l’Italia lo ha fatto, invece, rispettando le regole. Prova ne sia che mentre tra Roma e Bruxelles si discuteva di bad bank , la Germania salvava, non più tardi di qualche mese fa, la Hsh Nordbank. 
È innegabile che toni muscolari siano stati usati più e più volte da altri Paesi in Europa, segnatamente ancora una volta la Germania. Ma i cattivi esempi non possono diventare un alibi. L’Italia si è impegnata su un percorso di risanamento difficile e doloroso. Molto resta da fare, per esempio sul fronte del debito che ci impedisce di disporre della necessaria libertà di movimento in caso di necessità, come questa. I mercati lo sanno e appena possono ne approfittano. 

*corrueredellasera

Insigne: “Higuain-Dybala? Mi tengo Gonzalo! Scudetto? Non sarà duello solo con la Juve”

Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in un’intervista che sarà trasmessa stasera nel Tgr della Campania e al Processo del Lunedì: “Higuain o Dybala? Noi abbiamo Gonzalo e ce lo teniamo stretto, è uno dei più forti al mondo. Spero rimarrà più a lungo possibile con noi. Non stiamo facendo un duello con la Juve: noi facciamo il nostro campionato, consapevoli che ce la giochiamo con tutti”. 

Insigne si è poi soffermato sulla questione che riguarda la Nazionale italiana, in vista dei prossimi Europei che si giocheranno in Francia a fine stagione: Per ora non c’è nessuna novità io penso solo a lavorare bene e a dare tutto con il Napoli, poi speriamo che arrivi la chiamata in Nazionale. Lavoro duro per convincere Conte a portarmi agli Europei”.

corrieredellosport.it

Difendiamo la bellezza della famiglia

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Uno dei più importanti valori morali, la famiglia, ha subito nel corso del XX secolo profonde trasformazioni. In passato la famiglia è stata sempre il fulcro della vita dell’intera società. Salvo qualche eccezione, tutte erano legalmente costituite e consacrate dal vincolo del matrimonio. I ruoli all’interno della famiglia erano sempre ben definiti e differenziati, di conseguenza, la moglie era quella che si occupava della cura della casa e dell’educazione dei figli, il marito era colui che provvedeva ai bisogni economici e dominava su tutti gli altri membri. I figli maschi, una volta raggiunta una certa età, imparavano dal padre il mestiere e tutti quegli atteggiamenti necessari per diventare un capo famiglia. Ed infine, le figlie femmine, aiutavano la madre nei lavori domestici per diventare casalinghe. Nella stessa casa vivevano insieme più generazioni, nonni, figli, nipoti, nuore. 

Attualmente, se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che quel focolaio domestico che abbiamo conosciuto non corrisponde più alla realtà.

Oggigiorno, i nuclei familiari, in media, sono composti dai genitori e da uno o due figli. Ma la trasformazione, non riguarda solo la costituzione dei membri della famiglia, che è sottoposta ad un duro attacco senza precedenti, ad essere cambiati, nel bene e nel male, sono soprattutto i rapporti reciproci tra i vari componenti. 

Riportando una citazione di A.Golini de “La famiglia italiana dall’ottocento ad oggi”, in una famiglia rispettabile vi erano due regole fondamentali : i rapporti consentiti solo tra coniugi e il matrimonio considerato un’unione per la vita. Ai tempi d’oggi sia l’una che l’altra regola sono andate via via perdendo valore, come la famiglia di per sé. Di fatto ci si trova di fronte ad una fase di grande transizione e la famiglia, quel pilastro fondamentale di ogni società, è sempre più messa in discussione, vedi i matrimoni tra omosessuali, i divorzi, l’aborto, la procreazione assistita, le unioni di fatto. Si riscontra anche la paura di mettere al mondo figli, a causa delle poche garanzie sul loro futuro.

Infine, ma non meno importante elemento di crisi è senz’altro, il declino della fede nelle coppie che si definiscono credenti, talvolta si celebra il matrimonio religioso non perfettamente coscienti di ciò che si sta facendo. La religiosità familiare, viene relegata, di frequente, ad un posto marginale, nella vita di una coppia, a volte non viene proprio presa in considerazione.

Un altro attacco del demonio, alla famiglia naturale, ovvero quella composta da un uomo e una donna è il decreto proposto dalla senatrice Cirinnà, che mira ad istituire anche in Italia il matrimonio omosessuale in tutto e per tutto uguale al matrimonio tra un uomo e una donna, così come riconosciuto e tutelato dalla costituzione. Le coppie omosessuali essendo per definizione, impossibilitate a dare la vita e dovendo ricorrere all’adozione o all’esternalizzazione della procreazione, vengono strumentalizzate e utilizzate simbolicamente per stravolgere l’esperienza naturale della maternità e della paternità, legittimando surrogati e linee di filiazione sradicati da una madre e da un padre.

Distruggendo la peculiarità della relazione uomo – donna si separa la maternità e la paternità dall’atto procreativo, si riduce il figlio ad oggetto del desiderio degli adulti, si rendono i bambini fin dalla nascita orfani di genitori viventi, si promuove lo sfruttamento della donna, ridotta a venditrice di ovuli o ad utero da affittare 

Fabio D’Amora

IL CORTEO Lesbiche, gay e trans sabato in piazza a Roma per le unioni civili. Nella stessa giornata presidi in tante città

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Roma, 18 gen. – Il mondo Lgbt manifesta sabato prossimo 23 gennaio – dalle ore 15 al Pantheon a Roma – in favore della ddl Cirinnà sulle unioni civili.

L’iniziativa è organizzata da Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno e Gay Center.

“Le associazioni lesbiche, gay e trans della Capitale – si spiega in una nota – manifestano per i pieni diritti delle coppie omosessuali e delle loro famiglie. Nella stessa giornata ci saranno presidi in tante piazze italiane, per una grande mobilitazione nazionale. Nel corso del pomeriggio a Roma si alterneranno gli interventi degli organizzatori ed un flash-mob”.

ONU. Federica Mogherini in corsa (a ostacoli) per la poltrona di Ban Ki-moon

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Anche Kristalina Georgieva tra le papabili.

Roma, 18 gen. – Il mandato del segretario generale dell’Onu Ban ki-moon scade il 31 dicembre prossimo. Prima di lui altri sette uomini hanno avuto la leadership delle Nazioni Unite. “E’ ora di cambiare”, ha scritto il “New York Times”, sostenendo la necessità di nominare una donna. E oggi, il quotidiano francese Le Figaro ricorda – con parole che risuonano da endorsement – l’attivismo di Kristalina Georgieva, vice presidente e Commissario dell’Unione europea per il Budget e le Risorse umane, a cui a maggio sarebbe stato affidato il compito di trovare nuovi finanziamenti per le Nazioni unite. “La Georgieva sarebbe una candidata eccellente”, ha confermato un alto funzionario Onu citato dal quotidiano. La corsa per la successione al diplomatico sudcoreano, insomma, è già entrata nel vivo. E tra i partecipanti spicca anche l’italiana Federica Mogherini, attuale Alto rappresentante Ue per la Politica Estera e di sicurezza. Una corsa che per lei prevede anche alcuni ostacoli, non ultimo il fatto che – rilevano alcune fonti – “il segretario generale è solitamente espressione di Paesi strategicamente non eccessivamente rilevanti”. Non è il caso dell’Italia. La leadership della missione Onu in Libano, il ruolo rilevante in Afghanistan e in Kosovo, il prossimo probabile impegno in Libia alla guida di una missione di stabilizzazione sono solo alcuni esempi di un’Italia ‘sovraesposta’ a livello strategico, diplomatico, militare, economico ed umanitario. Certo, a favore di Lady Pesc giocano la perseveranza e l’equilibrio con cui ha inseguito e, alla fine ottenuto con il segretario di Stato Usa John Kerry, un accordo sul programma nucleare iraniano. Un successo che Mogherini può vantare nonostante la latitanza di una politica estera comune europea, mentre qualcuno le rimprovera posizioni troppo filo-arabe e filo-russe (ma questo potrebbe non essere necessariamente un punto a suo sfavore, visto che Mosca è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, organo che ‘suggerisce’ all’Assemblea il nome da votare). Un punto a suo sfavore potrebbe invece essere l’eccessivo affollamento di italiani in ruoli di leadership all’Onu. Il primo gennaio di quest’anno Filippo Grandi ha assunto l’incarico quinquennale di Alto Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati. Un ruolo di straordinaria importanza, in un momento in cui si discutono le possibili vie di pacificazione della Siria e, soprattutto, in un momento di sfide senza precedenti nel campo delle migrazioni. Inoltre, non è un mistero che l’Italia punti alla direzione dell’Unesco, con tre possibili candidati di peso come Giovanna Melandri, Francesco Rutelli e Piero Fassino e, soprattutto, a un seggio non permanente al Consiglio di Sicurezza per il biennio 2017/18. In ogni caso, sono numerosi i nomi di personalità femminili già proposti ufficiosamente o semplicemente sussurrati per la successione di Ban Ki-moon. Tra i più accreditati ci sono quelli dell’attuale direttore generale dell’Unesco Irina Bokova, del Commissario Ue per il Budget e le Risorse umane Kristalina Georgieva (entrambe bulgare), del direttore del Fondo monetario internazionale, la francese Christine Lagarde, della presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, del segretario esecutivo della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi Alicia Bßrcena Ibarra, del presidente della Commissione internazionale contro la Pena di Morte, Navi Pillay. Coa-Plg

Papa, grazie Polizia di Stato che veglia con premura su Giubileo

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CdV, 18 gen. – Papa Francesco ha voluto dire il suo grazie oggi al capo della Polizia Alessandro Pansa e agli uomini e dirigenti dell’Ispettorato della Polizia di Stato presso il Vaticano, molto impegnati nella viglilanza sugli eventi del Giubileo. “Dirigenti, Funzionari e Agenti di Pubblica Sicurezza, siete chiamati – ha detto – a un impegno piu’ grande per far si’ che le celebrazioni e gli eventi collegati con il Giubileo straordinario si svolgano in modo regolare e proficuo”. Secondo il Papa, “l’ordine esteriore, sul quale voi vegliate con attenta premura, non manchera’ di favorire quello interiore, permeato di serenita’ e di pace”.

Il giudice che ha assolto Erri De Luca: “Dire di sabotare la Tav non è per forza reato”. OTTAVIA GIUSTETTI*

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Le motivazioni della sentenza dopo l’assoluzione del tribunale di Torino. Le frasi dello scrittore non erano “idonee a istigare attualmente e concretamente qualcuno” a commettere reati contro il cantiere della Val di Susa.

Il termine “sabotare” non è indicativo del ricorso a mezzi penalmente illeciti, come lo stesso Erri De Luca ha detto in aula: “Lo sciopero è esattamente questo: il sabotaggio della produzione. Si incrociano le braccia, si rifiuta di fare il lavoro assegnato e si danneggia, si sabota la produzione. Dunque ho del verbo sabotare e dell’azione di sabotaggio molti significati ai quali ho partecipato personalmente che considero nobili, giusti e necessari”. Anche per questo il giudice di Torino, Immacolata Iadeluca, ha assolto perché il fatto non sussiste lo scrittore Erri De Luca dall’accusa di istigazione a delinquere in un processo che si è concluso il 19 ottobre scorso. Accogliendo le spiegazioni che De Luca ha dato in aula durante l’interrogatorio, dunque, il giudice ha scagionato quel termine che secondo i pm era invece proprio la cartina di tornasole della sua vicinanza al movimento No Tav e alle sue frange più estreme.

“La Tav va sabotata” ha dichiarato lo scrittore ai giornalisti dell’Huffington Post e poi ha aggiunto: “Sabotaggi e vandalismi sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile”. I pm di Torino, Andrea Padalino e Antonio Rinaudo hanno chiesto il processo accusando De Luca di istigazione a delinquere ma il giudice ha assolto. Le frasi di Erri De Luca non erano “idonee a istigare attualmente e concretamente qualcuno” a commettere reati contro il cantiere del Tav in Valle di Susa. Spiega così Immacolata Iadeluca nelle motivazioni della sentenza con cui ha assolto lo scrittore.

Le motivazioni sono state depositate oggi. Lo scrittore era stato processato per avere detto, durante un paio di interviste, che era giusto “sabotare” i lavori per il Tav.

*larepubblica

Koulibaly: “Abbiamo fame di vittorie! Juve? Sapevamo sarebbe tornata”

Kalidou Koulibaly ha parlato a Radio Gol:

Un giorno all’improvviso?Lo aspettiamo in ogni partita dopo la vittoria. Sabato era lì la mia famiglia e non hanno mai visto qualcosa del genere. Speriamo di cantarlo fino a fine campionato”

Higuain? “In allenamento faccio molta fatica a prenderlo, sono molto felice di averlo in squadra con me. E’ importantissimo per noi, quando segna fa stare bene la squadra. Dà l’esempio a tutti”.

Scudetto? “Sapevamo che la Juventus era una grande squadra e che sarebbero tornati in corsa per lo scudetto. Sarà un campionato aperto, faremo di tutto per stare lì fino alla fine e poi vedremo dove saremo. Non dobbiamo guardare la classifica e pensare a vincere le partite. Se faremo bene resteremo davanti”

Inter? “Proviamo a giocare il nostro calcio e proviamo a vincere domani che sarà una partita molto importante”

Maturazione rispetto a Bologna? Questo deve dirlo il Mister. Abbiamo fatto bene contro una squadra che ha vinto contro tutte le grandi, volevamo migliorare rispetto alla prova di Bologna”

Sassuolo?Una vittoria in rimonta è sempre più bella, è stato un grande successo. Sarri si è arrabbiato per il gol subito, come sempre. E’ normale che non è contento quando subiamo reti. Vogliamo vincere più partite possibile, abbiamo fame di vittorie”. 

Che emozione è diventare papà “E’ una grande emozione. Mia moglie mi ha chiamato sabato pomeriggio dicendomi di correre in ospedale che era nato mio figlio. Ora aspettiamo un po’ poi lo porterò al San Paolo, anche lui vuole vedere il Napoli”. (tuttonapoli)

 

ALLIEVI NAZIONALI, ISCHIA-ANDRIA VINCE LA NOIA

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F.ANDRIA-ISCHIA ISOLAVERDE 0-0

FIDELIS ANDRIA: Castellano, Mastropasqua, Bottalico, D’Addario, Salomone, Bruno, Sisto, Cfarku, Cianci, Piarulli, D’Agostino. A disp. Borraccino, Micelli, Addario, Correnti, Capozzi, Carella, Losito, Procacci, Zingano. All. Loconte.

ISCHIA ISOLAVERDE: Cappa, Vanacore, Severino, Cardone, Rinaldi, Vitiello, Moreno, Buonocore, Coratella, Marigliano, Catavere. A disp. D’Amato, Gaglione, Perna, Sivero, Esposito, Panico, Vatiero, Barrella, Guadagno. All. Fusaro.

ARBITRO: Rutigliani di Molfetta (ass. Porzia e Sicolo di Molfetta).

Andria. Passo falso da parte della formazione Under 17 dell’Ischia che non riesce ad andare oltre un pareggio a reti inviolate in casa della Fidelis Andria, formazione di bassa classifica.

Una partita giocata su un terreno di gioco davvero impraticabile.

La prestazione dell’Ischia non è stata all’altezza dell’abituale standard e a condizionare un tantino la prova degli isolani è stato il terreno di gioco, in più punti impraticabile.

L’undici di mister Loconte ce l’ha messa tutta per fare bella figura con la vice capolista, giocando con ardore e chiudendo bene tutti gli spazi. 

L’Ischia raramente si è affacciata pericolosamente dalle parti del portiere pugliese e il taccuino è rimasto desolatamente vuoto.

Al ritorno in campo, l’Ischia ha cercato di effettuare un forcing deciso per conquistare l’intera posta in palio ma l’Andria ha continuato a giocare con grande intensità, concedendo agli ospiti solo qualche traversone dalle fasce.

Nel serrate finale, l’arbitro ha indicato il dischetto in seguito ad un’azione irregolare nell’area andriese ma, su segnalazione dell’assistente (off-side di Coratella, sul quale era stato poi commesso il fallo), il signor Rutigliani di Molfetta è ritornato sui propri passi.

Pareggio che sa tanto di beffa con la Juve Stabia che ha battuto il Catania e allunga in classifica.

Prossimo turno il 31 gennaio i gialloblu ospiteranno il Messina.

CLASSIFICA Gir. F:

  1. Juve Stabia 38;
  2. Ischia Isolaverde 35;
  3. Martina Franca* 28;
  4. Matera* 26;
  5. Cosenza* e Monopoli 21;
  6. Catanzaro 19;
  7. Akragas 17;
  8. Napoli 15;
  9. Paganese* e Fidelis Andria 14; 
  10. Catania 13;
  11. Lecce 11;
  12. Messina 10.

(* una gara in meno).

GIOVANISSIMI NAZIONALI, UNDER 15: ”ISCHIA ARRIVA LA PRIMA VITTORIA STAGIONALE CONTRO IL LECCE”

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ISCHIA ISOLAVERDE-LECCE 1-0

ISCHIA ISOLAVERDE: Ventriglia, Piscitelli, Tamburro, Acampora, Oliva, De Simone, Graziani, Brandi, Chiocchetti, Colantonio, Sgambato. A disp. Ingenito, Ceparano, Abramo, Del Gaudio, Di Salvatore, Lepre, Zaccaro, Battipaglia, Petrone. All. Balzano.

LECCE: Petrarca, Macchia, Marulli, Tarantino, Giglio, Spagnolo, Camassa, Pizzolla, Quarta, Politi L., Spalluto. A disp. Bacca, Politi S., Tondo, Miccoli, Viterbo, Vecchio. All. Mazzeo.

ARBITRO: Mollo di Castellammare.

MARCATORE: 20’ st Graziani (rig.).

Napoli. Grazie ad un calcio di rigore segnato da Graziani al 20’ della ripresa, l’Ischia conquista la prima vittoria in campionato. Un giusto coronamento dei progressi mostrati nelle ultime tre partite dal gruppo del patron Colantonio. I ragazzi di mister Balzano hanno vinto una gara molto intensa e combattuta. L’Ischia fin dall’inizio ha cercato la via della rete ma il Lecce ha fatto buona guardia, facendo leva su un grande agonismo.

Eccezion fatta per qualche azione d’angolo pericolosa, nella prima parte della gara non si registrano occasioni degne di nota. Il secondo tempo inizia con l’Ischia in attacco. Graziani e Brandi da fuori area non riescono a superare il portiere Petrarca che salva il risultato con due grossi interventi. Al 20’ l’azione che decide il risultato. Azione in verticale, con Battipaglia che serve Graziani: quest’ultimo imbecca Brandi che viene atterrato a pochi passi dalla porta.

L’arbitro assegna giustamente il rigore che Graziani trasforma. Il Lecce cerca di rimediare, avanza il baricentro ma sono i locali ad avere le migliori occasioni. A 5’ dalla fine Battipaglia viene messo giù in area ma stavolta il fischietto stabiese non se la sente di assegnare un secondo penalty. Nel serrate finale, la difesa dell’Ischia tiene duro. Per la squadra di mister Balzano finalmente arriva una vittoria,che da morale alla squadra per affrontare al meglio i prossimi impegni. Prossimo turno di riposo. Domenica 31 gennaio si andrà in terra lucana contro il Melfi, fanalino di coda del girone.

I Risultati Girone G

  • Juve Stabia-Avellino 1-0
  • Casertana-Bari 0-2
  • Foggia-Benevento 0-5
  • Monopoli-Fidelis Andria 2-1
  • Martina Franca-Melfi 4-0
  • Ischia.I-Lecce 1-0

CLASSIFICA Gir. G: 

  1. Benevento 32;
  2. Bari 29;
  3. Casertana 25;
  4. Martina Franca 23;
  5. Lecce e Avellino 20;
  6. Fidelis Andria 18;
  7. Juve Stabia 16;
  8. Monopoli 11;
  9. Foggia 10;
  10. Ischia Isolaverde 8;
  11. Melfi 5.

CAMPIONATO REGIONALE MINI ALLIEVI: ”L’ISCHIA STRAVINCE CONTRO L’ARES VOMERO”

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ISCHIA ISOLAVERDE-ARES VOMERO 11-0

ISCHIA ISOLAVERDE: Massa, Amato 2, Amatruda 1, Formisano, Cuccurullo 1, Cozzolino, D’Apice 1, Maione, De Mato 1, Memoli 1, Paladino 1. A disp. Lepre, De Martino, Di Giulio, Sansone, Esposito 1, Marmolino 1, Canzano 1. All. Fusaro.

Goleada della squadra “Mini Allievi” regionali dell’Ischia contro il fanalino di coda Ares Vomero.

Incontro senza storia dall’inizio alla fine. Le undici realizzazioni vengono distribuite tra i componenti della rosa a disposizione di mister Fusaro. L’unico a mettere a segno una doppietta è stato il difensore Amato. I gialloblù dopo la nona giornata sono sempre secondi a quota 22 punti, ad una lunghezza di distanza dal Boys Posillipo. Nel prossimo turno, l’Ischia riposa. Si ritornerà in campo il 29 gennaio proprio contro la capolista.

CAMPIONATO REGIONALE MINI GIOVANISSIMI: ”L’ISCHIA CALA IL POKER AL CLUB AZZURRA”

ISCHIA ISOLAVERDE-AZZURRA C. 4-0

ISCHIA ISOLAVERDE: Mestizia, Castaldo, Santagata, Falanga, Pinto, De Crescenzo, Percuoco 1, Senese, Tarallo, Esposito, Rivieccio. A disp. Cozzolino 1, D’Elia, Balzano, Bianco, Visciano 1, Falanga, Schiavone 1. All. Frulio.

Pronto riscatto da parte dei “Mini Giovanissimi” regionali dell’Ischia che rifilano quattro gol all’Azzurra Calcio, squadra penultima in classifica.

Gara a senso unico, con i boys di mister Frulio intenzionati a dimenticare la sconfitta contro il Bombonera.

La determinazione dei gialloblù frutta il vantaggio di Visciano.

Poco dopo è Percuoco a raddoppiare su calcio di rigore.

Si va al riposo sull’1-0. Il portiere dell’Azzurra nel secondo tempo compie interventi di rilievo ma non può evitare prima il tris di Cozzolino e poi il poker di Schiavone.

Prossimo turno in casa del Calcio Caivano nono in classifica con 7 punti, L’Ischia è settima a quota 12.