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CAMPIONATO BERRETTI, L’ISCHIA CALA IL TRIS ALLA LUPA CASTELLI ROMANI

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ISCHIA ISOLAVERDE-LUPA CASTELLI ROMANI 3-0

ISCHIA ISOLAVERDE: D’Errico, De Palma, Pistola, Esempio, Todisco (26’ s.t. Vincenzi), Miranda, Di Bello F. (34’ p.t. Belmonte), Numerato, Caracciolo (35’ s.t. Gonzales), Passariello, Borrelli. (In panchina Di Donato, Petruccio, Vecchione, Vincenzi, Coppola). All. Numerato.

LUPA CASTELLI ROMANI: Ciurluini, Boninsegna, Molpurko (19’ s.t. Scaracci), Moretti, Cicchetti, Raudino, Frallicciardi (35’ s.t. Mililli), Barillaro, Salvatore, Iovine, Marenzi (25’ s.t. Mancini). (In panchina Piccheri, Bletti, Grò, Pompili). All. Pannunzio.

ARBITRO: Bottone di Frattamaggiore (ass. Borriello di Ercolano e Correra di Napoli).

MARCATORI: nel p.t. 20’ Borrelli, 45’ Caracciolo; nel s.t. 30’ Belmonte.

L’Ischia Isolaverde ritorna alla vittoria che mancava da oltre due mesi,interrompendo così la serie negativa di risultati,piegando la Lupa Castelli Romani con ben tre gol di scarto. La rinnovata squadra gialloblù, guidata da mister Numerato visto che Porta ha diretto la prima squadra, ha dato vita ad una prima frazione spettacolare.

Dopo venti minuti, azione studiata in allenamento: Miranda serve Di Bello che mette al centro e Borrelli da sottomisura non sbaglia. L’Ischia continua a giocare bene, costringendo la Lupa a stare lontana dalla propria area. Sul finire del tempo (intanto Di Bello F. esce per infortunio muscolare), Numerato dalla destra serve l’accorrente Caracciolo che raddoppia. Nella ripresa, la formazione capitolina fa fatica ad impensierire la difesa locale.

Al 30’ azione di rimessa dell’Ischia, Belmonte riceve da Gonzales, si invola e chiude l’incontro. La gara si chiude senza ulteriori sussulti. Bene la prima nell’Ischia del difensore De Palma neo acquisto che ha conferito solidità alla retroguardia. Prossimo turno in casa della Lupa Roma.

I Risultati Girone C

  • Pisa-Arezzo 2-2
  • Ischia-Lupa C.Romani 3-0
  • Avellino-Lupa Roma 0-2
  • Robur Siena-Pontedera 1-0
  • L’Aquila-Salernitana 1-0
  • Paganese-Tuttocuoio 0-1
  • Virtus Lanciano-Juve Stabia 0-2

Riposa Teramo

CLASSIFICA Gir. C:

  1. Arezzo 43;
  2. Tuttocuoio 32;
  3. Teramo 28;
  4. L’Aquila 27;
  5. Paganese, Lupa Roma e R. Siena 23;
  6. Juve Stabia 21;
  7. Pisa 19;
  8. Ischia Isolaverde 18;
  9. V.Lanciano 16;
  10. Lupa Castelli Romani 15;
  11. Salernitana 11;
  12. Pontedera 10;
  13. Avellino 2.

Ior, monsignor Scarano condannato a due anni per calunnia

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Monsignor Scarano, coinvolto nella vicenda legata al tentativo di far rientrare dalla Svizzera con un jet privato circa 20 milioni di euro, è stato assolto dall’accusa di corruzione perché “il fatto non sussiste”

CITTA’ DEL VATICANO – Monsignor Nunzio Scarano è stato condannato a due anni di reclusione (la pena è sospesa) per calunnia ma è stato assolto dall’accusa di corruzione, perché “il fatto non sussiste”. Scarano è coinvolto nella vicenda legata al tentativo di far rientrare dalla Svizzera con un jet privato circa 20 milioni di euro. La decisione è dei giudici della V sezione penale del Tribunale di Roma.

Scarano, già contabile dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), finì in carcere nel giugno del 2013 per il reato di corruzione. Nel processo sono state stralciate le posizioni di un ex agente dei servizi e di un broker. L’ex agente dei servizi , dopo aver preso a noleggio un aereo per recarsi in Svizzera, non sarebbe riuscito a portare a termine la “missione” di far rientrare in Italia i soldi.

Al prelato viene contestata la calunnia in quanto ha incolpato “falsamente” l’ex agente dei servizi del “delitto di furto e ricettazione dell’assegno bancario di 200 mila euro che – è detto nel capo di imputazione – Scarano aveva consegnato all’agente in esecuzione del patto corruttivo”.

Un anno fa il prelato venne arrestato di nuovo, con l’accusa di riciclaggio e falso in atto pubblico, per “finte donazioni” per case di cura e per anziani del valore di circa 6 milioni di euro, provenienti da società offshore e transitate sui suoi conti presso l’agenzia Unicredit di Via della Conciliazione e presso la banca vaticana dello Ior.

Caso Quarto, l’ultima verità della sindaca: “Ecco tutti i miei colloqui con Fico”

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Gli ultimi verbali depositati dai magistrati della Distrettuale antimafia. WhatsApp della Capuozzo al suo vice, Andrea Perotti: “De Robbio di un’aggressività disarmante”

“Ora mi riprendo, stanotte non riuscivo a dormire. De Robbio è stato di un’aggressività disarmante”. Sono le 9.44 del 17 novembre. Il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, manda due messaggi WhatsApp al suo vice, Andrea Perotti. La sera prima, la Capuozzo aveva ricevuto la visita del recordman di preferenze della lista pentastellata, Giovanni De Robbio, che le aveva mostrato con il cellulare la foto area degli abusi edilizi realizzati nella casa dove il primo cittadino vive con il marito. La corrispondenza è ora agli atti dell’inchiesta sui veleni di Quarto coordinata dal pm Henry John Woodcock con i procuratori aggiunti Giuseppe Borrelli e Filippo Beatrice. Ecco gli ultimi verbali depositati dai magistrati della Distrettuale antimafia: fotografano gli ultimi due interrogatori sostenuti dal sindaco, convocata in Procura il 12 e il 14 gennaio scorsi.

Gli atti sono stati trasmessi anche alla Prefettura, che ne ha fatto richiesta, e alla commissione Antimafia che domani sera sentirà la sindaca. A domanda del pm Woodcock, la Capuozzo dice di aver informato il presidente della commissione di vigilanza Rai Roberto Fico, componente del direttorio dei Cinque Stelle “immediatamente dopo” essere stata sentita come teste in Procura il 24 novembre, mettendolo al corrente anche “del contenuto di tale interrogatorio”.

Nel verbale del 14 gennaio, il sindaco aggiunge di aver messo al corrente Fico dei contrasti politici con De Robbio anche a margine di una riunione tenuta “verso la metà del mese di luglio nel corso della quale – si legge – si parlò anche della questione dello stadio (che De Robbio avrebbe voluto affidare all’imprenditore delle pompe funebri Alfonso Cesarano, ritenuto legato alla camorra n.d.r.) e della presidenza del Consiglio comunale”, che De Robbio rivendicava per sé. La Capuozzo aggiunge di aver detto a Fico, in un colloquio separato, “che De Robbio aveva preso una posizione sicuramente contraria a quelle che erano le linee del movimento. Egli condivise la mia decisione ma non iniziò azioni disciplinari nei confronti del consigliere comunale in quanto non ne ritenne sussistere gli estremi”. Anche in altre occasioni il sindaco chiese provvedimenti per il consigliere, poi espulso a metà dicembre.

La sindaca di Quarto: “Faremo un grande progetto del Movimento Cinque Stelle senza il simbolo” (VIDEO)

Il sindaco non ha mai denunciato De Robbio, ora indagato con l’accusa di tentata estorsione. Nel verbale del 12 gennaio, la Capuozzo spiega di aver  “avuto la percezione della natura illecita” della condotta del consigliere solo “dopo il terzo incontro”. Dopo quell’episodio, chiese “a un tenente dei carabinieri che valore giuridico avrebbe avuto una registrazione da me stessa effettuata di un colloquio con De Robbio. Mi sono fatta regalare una penna in grado di videoregistrare. In quel momento mi ero determinata a denunciare”.

Quarto, su Facebook la difesa Di Maio, Fico e Di Battista (VIDEO)


* di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO / larepubblica

Il Pungiglione Stabiese: Le Vespe non sanno più vincere in casa

DIRETTA

“Il Pungiglione Stabiese” programma webradio condotto da Mario Vollono andrà in onda oggi 18 gennaio alle ore 20:15.

In studio ci saranno Gianluca Apicella (Magazine Pragma) e Salvatore Sorrentino (ViViCentro).

Parleremo del calciomercato della Juve Stabia e dell’ennesimo pareggio in casa con il Melfi.

Interverrà alla puntata il nostro corrispondente da Ischia, Simone Vicidomini per parlare con lui di Nicolas Izzillo.

Avremo come ospite telefonico Antonio Dell’Oglio ex centrocampista della Juve Stabia targata Fiore.

Parleremo della prossima gara in cui le Vespe saranno ospitate dal Lecce dell’ex Piero Braglia.Per conoscere meglio il prossimo avversario avremo in collegamento telefonico il collega Luigi D’Ambrosio di Colpoditaccoweb.it.

Chiuderemo la puntata come di conseutudine parlando del settore giovanile della Juve Stabia.

Ci collegheremo telefonicamente con Mario Turi ex allenatore della Primavera gialloblu.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.048.73.45 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti! 

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Quella battuta di Sarri ha dato nuovi stimoli a Higuain…

La Repubblica scrive su Higuain: “Se gli azzurri continuano a comandare da soli la classifica, nonostante le dieci vittorie di seguito della Juve, è soprattutto grazie alle magie dell’ispiratissimo numero 9: che ha trascinato i suoi compagni al quarto successo consecutivo nell’anticipo di sabato notte, firmando un’altra doppietta (la quinta nelle ultime sette gare) contro il Sassuolo. Invece di celebrarla, però, l’incontentabile tecnico toscano s’è preso la briga di analizzarla ai raggi ics: «Finalmente Gonzalo ha segnato attaccando la porta avversaria, come un vero uomo da area di rigore ». Parole che il diretto interessato non ha inteso come una critica, piuttosto come uno stimolo per crescere ancora: «Devo tanto al mio allenatore: tutto quello che sto facendo è merito suo». Il feeling sbocciato tra Sarri e Higuain è il principale segreto dell’ascesa del Napoli: impensabile all’inizio della stagione. Ha avuto però la sua importanza pure la regia di Aurelio De Laurentiis”.

Quella strana coppia che corre per lo scudetto

NAPOLI 42, Juve 40. Sono passate venti giornate: hanno emarginato club dalla gestione impossibile, Roma e Milan. Sembra fuori l’Inter, altro club che brucia milioni. Per lo scudetto corre una strana coppia: il Napoli e la Juve, partiti tutt’e due in ritardo, ora con risultati costanti, ma diversi. Due primati portano ad una realtà inedita: il miglior cannoniere è un bomber argentino che scopre continuità e splendori dopo chiaroscuri in Spagna in Italia attraverso una condizione rincorsa e finora mai raggiunta, una felicità pari all’ambizione. La migliore squadra è la stessa che ha offerto il gioco più spettacolare e coinvolgente, al punto da riconquistare un pubblico deluso e distante. Personaggio chiave di questa rivoluzione è Maurizio Sarri, un toscano caparbio e introverso che diventa anche leader di un’onda anomala, l’inattesa avanzata di Sousa con la Fiorentina, Giampaolo proprio con il suo Empoli, Di Francesco con il Sassuolo che sabato sera ha partecipato ad una grande serata di calcio, allineandosi alla modernità del Napoli: studio, sacrificio, coraggio. Resiste solo la Juventus, che riemerge con una travolgente rimonta: la sostengono l’esperienza di quattro scudetti, una società lungimirante, strutture rodate e spesso buone stelle, come ieri. Ha incrociato una Udinese stralunata o remissiva, svogliata o terrorizzata, con una difesa che sembrava preoccupata di schivare un Frecciarossa che piomba ad un casello incostudito. Lo strapotere della Juve è stato in campo pari allo sconcerto dell’allenatore Colantuono, atterrito dagli errori del portiere e da giocatori schierato male in area di rigore. Una Juve tuttavia poderosa, con Dybala che ha già archiviato Tevez, con una impostazione che supera gli schemi efficienti ma un po’ antiquati gestiti da Pirlo, un furore agonistico che ancora richiama però rimpiange quello di Vidal. In questo confronto il Napoli appare miglior ambasciatore del calcio europeo. Ritmico e velocemente ripetitivo, elegante e fulmineo richiama alcuni concetti del barcellona. La Juve ribatte in questa prospettiva scudetto con una fisicità da Bundesliga, è una filiale di calcio tedesca, non prima di talenti. Dybala in avanti, Pogba motore di lusso del centrocampo. In un confronto ravvicinato il Napoli prevale per il suo futurismo tattico. Se quella della Juve quasi sempre a tre è difesa collaudata, Sarri vanta qualcosa di diverso e più innovativo. La coralità dell’intervento: i difensori seguono la palla e non l’uomo, anticipò l’allenatore in Trentino, ma non apparve chiaro il concetto. Visto il Napoli, ora è evidente la svolta: sul giocatore rivale che porta palla si eleva una gabbia che lo circonda. La supera chi ha agilità e tecnica, come Sansone l’altra sera. Non solo: il rinvio è sempre corto con un mediano o una punta che ritorna per collaborare. Nascono così azioni da 12-14 passaggi come il secondo gol di Higuain al Sassuolo. Automatismi che la catena di sinistra esalta: Ghoulam, Hamsik e Insigne sono una fabbrica di gol ed emozioni. La catena di destra non è da meno perché integra l’opera. Si occupa della fase difensiva e con Callejon collabora nel controlato alla conclusione, come nel primo gol di sabato. La Juve ha più ricambi. Un limite: ma il mercato concede due settimane. Non grandi acquisti, ma quelli giusti.

Antonio Corbo-La Repubblica

Una donna misteriosa dietro i 20 gol di Higuain

La Gazzetta dello Sport paragona Angelillo e Higuain: “Higuain, a quanto si dice a Napoli, ha fatto il percorso inverso. Fino a giugno era… particolarmente sensibile al fascino femminile, ora è fidanzato con un’argentina e ha ridotto le uscite. Storia seria ma misteriosa, perché il nome della ragazza resta un giallo. Vero o falso che sia, il Pipita è fenomenale: la definizione di Brera per l’uomo dei 33 gol, «prestipedatore completo», in fondo potrebbe valere anche per lui. Gonzalo segna in tutti i modi, è molto più fisico e ha origini differenti rispetto ad Angelillo: è nato in Francia e suo papà era del mestiere, faceva il calciatore. Si chiama Jorge, faceva il difensore e se doveva andare sulla caviglia non aveva crisi di coscienza. In Argentina ha più o meno questa etichetta: difensore tra duro e durissimo. Come papà Angelillo, un po’ macellaio”

C’è l’Inter, scatta la parola d’ordine nel quartiere generale di Castel Volturno

La Repubblica si proietta alla sfida di domani tra Napoli e Inter: “Avanti tutta e niente calcoli. Nemmeno in Coppa Italia, dopo la passeggiata del debutto (3-0) contro il Verona e alla vigilia della sfida secca di quarti di finale contro l’Inter, che si giocherà domani sera allo stadio San Paolo. Ieri mattina tecnico e giocatori erano già al lavoro a Castel Volturno, senza quartiere. La parola d’ordine è superare il turno. «Tutti gli obiettivi hanno la stessa importanza, non privilegiamo il campionato sulle Coppe », aveva dichiarato all’inizio della stagione Maurizio Sarri, dando poi sostanza alle sue parole con i fatti. Nemmeno l’inevitabile turn over ha frenato la marcia degli azzurri, che si sono messi seriamente a caccia del loro personale triplete: nonostante la dolorosa esclusione dalla Champions. Pure domani, contro l’Inter, andrà in campo il migliore Napoli possibile”.

Juve Stabia: In arrivo il terzo acquisto di questa sessione di calciomercato

DanieleRosania

Nuovo arrivo in casa Juve Stabia. A due settimane dall’inizio del mercato invernale, il duo Manniello- Logiudice ha concluso il terzo acquisto per rinforzare la squadra che attualmente è al decimo posto in classifica con 22 punti.

Dopo aver perfezionato, il primo giorno di mercato, l’acquisto dell’attaccante Stefano Del Sante e aver perfezionato, nella giornata di ieri, l’acquisto del centrocampista Nicolas Izzillo, il ds Pasquale Logiudice sta per concludere una terza trattativa con la Paganese. In azzurrostellato dovrebbe approdare Maurizio Vella, ormai fuori dal progetto stabiese, mentre alle falde del Faito arriverà Daniele Rosania.

Nato nel 1991 a Terracina, in provincia di Latina, viene acquistato dall’Ascoli, compagine di Serie B. Ma non disputa alcuna partita. Nel 2011/2012, dunque, si trasferisce al Lanciano in C1. Coi frentani colleziona dieci presenze. Rimane comunque in ombra. Assiste al grande salto alla volta dei cadetti. Anche in questo caso, però, non si guadagna la fiducia del tecnico, e viene relegato in panchina. Quindi torna all’Ascoli, che nel gennaio del 2014 lo gira al Catanzaro. Con la casacca giallorossa fa la sua apparizione in un’unica gara. Lo nota il Pordenone. Perciò fa le valigie, intento a scrivere un nuovo capitolo della sua storia sportiva. Detto, fatto. Scende in campo 22 volte, accaparrandosi l’apprezzamento dei tifosi e una maglia da titolare. Conduce un buon campionato. Ma i ramarri retrocedono, salvo poi essere ripescati. E nel frattempo Rosania resta svincolato. Non se lo lascia sfuggire la Paganese. Il difensore continua così il proprio cammino in Lega Pro, per lui gavetta e permanente realtà.

La tecnica di questo calciatore è un diamante grezzo ancora da affinare. Gioca di mestiere, tralasciando preziosismi inutili e azioni di prestigio. Piuttosto, si distingue per la concretezza degli interventi. Mosso da un grande senso del dovere e del sacrificio, corre al limite del fiato e della stanchezza. Occhio, infatti, al temperamento del giovane, che possiede grinta e impulsività che alcune volte gli sono costate l’espulsione dal campo.

Daniele Rosania andrà a sostituire il partente Marco Migliorini e già tra martedì e mercoledì dovrebbe arrivare alla corte di mister Zavettieri.

Pronto un piano B alternativo a Grassi: ecco i tre nomi

La Gazzetta dello Sport parla di un piano B qualora non dovesse concretizzarsi il colpo Grassi dall’Atalanta: “Diversamente, il direttore sportivo proverà a concludere un’altra delle trattative che ha in piedi. Come quella di Zielinski, per esempio, che gioca ad Empoli, ma è dell’Udinese. In questo caso, però, l’operazione verrebbe formalizzata a giugno. Nelle ultime ore, gli emissari di Giuntoli hanno trattato il mediano Obiang, l’ex sampdoriano, ora al West Ham, e Sissoko del Newcastle. Dall’Olanda, invece, è arrivata l’indiscrezione secondo la quale Bazoer, mediano metodista dell’Aiax, sarebbe stato seguito dal Napoli”.

Unioni civili, la Regione Lombardia al Family day: gonfalone in piazza e slogan sul Pirellone. Polemiche. ANDREA MONTANARI*

La manifestazione contro il convegno omofobo

La giunta: “La natura è più forte di chi vuole stravolgerla”. Il Pd: “Boicottiamo la scritta di luci sul grattacielo”.

La Regione pensa di inviare il gonfalone con la rosa camuna al Family day organizzato sabato 30 a Roma dal comitato “Difendiamo i nostri figli” e di illuminare lo stesso giorno il Pirellone con la scritta “Family day”. Come già accaduto in occasione della commemorazione degli attentati terroristici di Parigi e lo scorso primo dicembre, Giornata mondiale per la lotta all’Aids. L’idea è del governatore Roberto Maroni che avrebbe chiesto ai tecnici di verificare la fattibilità. Del resto, esiste già un precedente. Quando l’allora governatore Roberto Formigoni invio il gonfalone ufficiale della Regione al Family day del 2007.

Esattamente un anno dopo il convegno organizzato dalla Regione in difesa della famiglia tradizionale utilizzando il logo di Expo 2015, che fu accusato di ospitare anche tesi omofobe e si concluse tra le polemiche, l’assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini della Lega rivendica: “La natura è più forte di chi tenta di stravolgerla”. Ricorda con orgoglio “un anno speso dalla Regione per ribadire che la famiglia è quella formata da mamma, papà e figli” e attacca il candidato alle primarie del centrosinistra Giuseppe Sala che allora era commissario unico di Expo. “Era tra coloro che volevano boicottare il convegno e ci chiese di togliere il logo dalla locandina. Ricordatevi di questo cittadini, cattolici e non, che andrete a votare il sindaco di Milano tra qualche mese”. Quindi l’affondo contro il testo del disegno di legge Cirinnà sui diritti civili alle coppie di fatto al voto nelle prossime settimane in Parlamento. “Potrà anche essere approvato dal Parlamento, in una versione o in un’altra. Ma la natura è più forte di chi tenta di stravolgerla e prima o poi la verità vincerà”.

                                                   Convegno famiglia, La Russa urla allo studente: ”Culattone”


Nonostante la bufera provocata un anno fa dalla cacciata dal convegno dello studente della Bocconi Angelo Antinoro, che aveva tentato di chiedere alla platea: “Quanti di voi sono sicuri che i vostri figli siano eterosessuali”? Prendendosi, per questo, del “rompi balle” dal direttore di Tempi Luigi Amicone e del “culattone” dall’ex ministro Ignazio La Russa. Polemiche provocate anche dalla presenza in platea di don Mauro Inzoli, l’ex sacerdote ridotto allo stato laicale dopo l’accusa di pedofilia in un’inchiesta della Procura di Cremona.

L’assessore Cappellini, invece, continua a non avere dubbi. “Non abbiamo mai ceduto di un millimetro né io né Maroni e così abbiamo vinto. Forti delle nostre idee, dei nostri principi e in nome di tutte quelle persone che hanno riempito il nostro auditorium”. Dall’opposizione, il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla reagisce: “Cominciamo a preoccuparci dell’ossessione dell’assessore per la cosiddetta famiglia naturale, argomento che pare occuparla molto più delle politiche culturali di cui ha la delega. Per altro, di tutta questa attenzione le famiglie lombarde, a parte i discutibili convegni, non se ne sono proprio accorte. Quanto alle finestre dei nostri uffici, se tenerle accese o spente lo decidiamo noi, non Maroni o la Cappellini”.

*larepubblica

Porto, offerto in prestito Imbula: eccola risposta del Napoli

Imbula è stato il grande protagonista della scorsa sessione di mercato: era tutto fatto con l’Inter, poi alla fine il dietrofront e la decisione di accettare la proposta del Porto. Operazione da 22 milioni con l’Olympique Marsiglia, fin qui non un grande successo. Al punto che il Porto lo metterebbe volentieri sul mercato, malgrado le smentite. Imbula è stato proposto almeno in un paio di occasioni al Napoli, anche con insistenza. La risposta è stato un no secco, il centrocampista è un profilo che non interessa è che viene ritenuto assolutamente incompatibile con le necessità di Sarri. Lo riferisce Alfredo Pedullà.

Higuain-Napoli, si lavora per prolungare fino al 2019

La Repubblica parla di un piano per blindare Gonzalo Higuain a Napoli: “Questo Higuain, però, farebbe molto comodo a tutti. «Ci interessa, ma il mio amico De Laurentiis purtroppo non vuole cederlo”, ha detto nei giorni scorsi Rummenigge, rivelando l’interesse del Bayern. Sotto traccia si è informato anche il Psg, stoppato a sua volta dai 94 milioni e rotti da pagare. «Si vede che i contratti sappiamo farli», ha gonfiato il petto il presidente del Napoli, che sta a sua volta lavorando per prolungare la permanenza in maglia azzurra del campione argentino fino al 2019. Le parti ne stanno parlando, con stima reciproca. La prossima clausola, in caso di accordo, sfonderà il muro dei cento milioni: il prezzo giusto per il cannoniere più prolifico d’Europa”

VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta F.lli Romano

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Continua la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di ieri ha previsto soltanto spettacoli diurni: vi proponiamo quello della ditta F.lli Romano da Angri (Sa).

dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino

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Crollo senza fine del petrolio, le Borse Ue cercano di tenere botta RAFFAELE RICCIARDI

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Un uomo pedala vicino alla raffineria al Sud di Teheran (ap)

La fine delle sanzioni all’Iran apre le porte a una nuova iniezione di greggio sul mercato, con l’effetto di portare il Brent fin sotto quota 28 dollari al barile: minimi da dodici anni. Seduta ancora in negativo per la Borsa di Tokyo, mentre i listini del Vecchio continente aprono poco mossi. Banca centrale cinese in campo per fermare le oscillazioni delle yuan. Wall Street resta chiusa.

MILANO – Il petrolio accelera la corsa al ribasso, dopo che le sanzioni verso l’Iran sono state ufficialmente rimosse: una normalizzazione dei rapporti internazionali che mette Teheran nelle condizioni di tornare a pompare altri barili di greggio in un mercato già di per sé saturo. Il ritorno di uno dei maggiori produttori di oro nero sulla scena internazionale, infatti, rischia di alimentare ancor di più quell’eccesso di domanda determinato dalla politica dell’Opec, che ha preferito difendere le sue quote di mercato a danno dei produttori Usa, piuttosto che stringere i rubinetti per tenere i prezzi un po’ più alti. Con questo timore, tanto il Brent che il Wti quotano ampiamente sotto 30 dollari al barile: nel primo caso si arriva a toccare un minimo sotto 28 dollari al barile, salvo poi risalire, a livelli mai raggiunti negli ultimi dodici anni. Nel caso del benchmark americano, la quotazione è intorno ai 29 dollari al barile.

Proprio l’andamento del greggio è uno dei parametri maggiormente osservati nelle sale operative, insieme alla Cina, in una giornata orfana degli operatori Usa: Wall Street rimane chiusa per clebrare il Martin Luther King jr. day. I listini europei aprono in cauto rialzo, nonostante la debolezza dell’Asia. A Milano, il Ftse Mib segna +0,03% in avvio. L’agenda macroeconomica è piuttosto scarica e si segnala solo il commercio estero italiano; evento-principe della settimana è la riunione della Bce. Londra sale dello 0,3%, Parigi è invariata e Francoforte aggiunge lo 0,1%.

Chiusura in calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo, che peraltro ha ridotto nel finale le perdite registrate in avvio di seduta. L’indice Nikkei ha chiuso gli scambi a 16.955 punti (-1,12%), livello minimo da settembre scorso, dopo avere aperto in calo del 2,8 per cento. Si tratta della nona seduta in perdita, su 10, dall’inizio dell’anno. L’indice Topix ha lasciato sul terreno l’1,04% a 1.387 punti. Sostenuti gli scambi, con 2,23 miliardi di azioni passate di mano. La produzione industriale giapponese, dato definitivo, a novembre ha registrato un calo dello 0,9% su base mensile rispetto al -1% della lettura preliminare. Ad ottobre si registrò un 1,4%, su base annua la crescita è dell’1,7%.

E’ andata meglio alla Borsa di Shanghai, con l’indice Composite che a recuperato leggermente a 2.913,84 punti (+0,44%); anche Shenzhen ha registrato un deciso rialzo (+1,58%). Diverso invece l’umore di Hong Kong, con l’indice Hang Seng in calo dell’1,45%. La Banca centrale cinese è attiva per ridurre la volatilità sui mercati valutari: ha annunciato che imporrà dei livelli di riserve sui depositi in yuan per le banche estere, modellandoli su quelli delle banche nazionali. La mossa, che segue la sospensione ad operare sul mercato dei cambi decisa a fine 2015 per alcuni colossi come Deutsche Bank o Standard, mira a bloccare fondi per oltre 30 miliardi di dollari e ridurre così la volatilità e le operazioni speculative.

L’euro tratta in ribasso. La moneta unica vale 1,0814 dollari, mentre venerdì – secondo le rilevazioni della Bce – veniva scambiata a 1,0914 sul biglietto verde. Rublo ai minimi dal dicembre 2014: la valuta europea è scambiata adesso a 85,85 sul rublo, mentre il biglietto verde è a 78,81 sulla moneta russa. Pesano, per l’economia russa, i tracolli dei prezzi energetici. Apertura poco mossa per lo spread fra Btp e Bund tedesco: il differenziale segna 101 punti contro i 100 della chiusura di venerdì. Il rendimento espresso è pari all’1,56%.

Come accennato, oggi Wall Street resta chiusa ma è reduce da un nuovo, forte, calo per la preoccupazione riguardante l’economia cinese. Gli ultimi 10 giorni di scambi sono stati i peggiori d’inizio anno in assoluto. Le turbolenze nei mercati finanziari alimentano le attese per un rialzo dei tassi graduale da parte della Federal Reserve, tanto che JP Morgan ha posticipato a giugno da marzo le stime per la prossima stretta. Il Dow Jones ha ceduto il 2,39%, scendendo sotto i 16.000 punti per la prima volta dallo scorso 29 settembre. Per l’indice benchmark S&P500 è stata la terza settimana di fila in calo, la striscia temporale più lunga dallo scorso luglio. Va sottolineato comunque un aspetto positivo: i minimi dell’agosto 2015 sono stati mantenuti.

VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Ugo Lieto

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Continua la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di ieri ha previsto soltanto spettacoli diurni: vi proponiamo quello della ditta Ugo Lieto da Roccarainola (Na).

dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino

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VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Giuseppe Catapano

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Continua la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di ieri ha previsto soltanto spettacoli diurni: vi proponiamo quello della ditta Giuseppe Catapano da Saviano (Na).

dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino

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Il canto che ricorda la Shoah ma celebra l’amore per la vita MAURIZIO MOLINARI*

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È stato il canto di «Ani Maamin» a concludere la visita di Papa Francesco nella Sinagoga di Roma come era avvenuto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Il testo che inizia con le parole «Io credo» si richiama ai tredici principi di fede di Maimonide e la melodia è attribuita a Azriel David Fastag, un chasid di Modzitzer che si ritiene l’abbia composta dentro un carro bestiame mentre lo portavano a Treblinka. Ad intonarlo furono gruppi di ebrei che si incamminavano verso le camere a gas nei campi di sterminio.  

Ogni anno, durante la cena del Seder che ricorda l’Uscita degli ebrei dall’Egitto narrata nell’Esodo, molte famiglie ebraiche cantano «Ani Maamin» per ricordare i caduti del ghetto di Varsavia e i sei milioni di vittime del nazifascismo.  

Fu Elio Toaff, allora rabbino di Roma, a volerlo nella cerimonia per Giovanni Paolo II per indicare il legame con la memoria della Shoah. È un motivo che, in una versione più recente del cantante chassidico Shlomo Charlebah, celebra l’amore per la vita e la fede nella venuta del Messia.  

Il fattore-Iran che spaventa l’economia MARIO DEAGLIO*

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La revoca delle sanzioni internazionali all’Iran, sospettato di voler fabbricare la bomba atomica, è stata accolta, quanto meno nel mondo ricco, con un senso generale di soddisfazione: è sembrata, e a molti ancora sembra, come il punto di inizio di un’inversione di tendenza rispetto all’impressionante flusso di notizie mondiali negative che, all’incirca dall’inizio dell’anno, stanno contrassegnando le Borse, l’economia e la politica di tutto il mondo. L’illusione che ci si trovi davanti a un generico «vogliamoci bene» è durata poche ore (del resto, la revoca delle sanzioni è avvenuta senza alcun sorriso e con pochissime strette di mano): dopo aver scambiato con l’Iran alcuni prigionieri, gli Stati Uniti hanno immediatamente reimposto le sanzioni, sia pure in maniera limitata e senza coinvolgere gli alleati.  

Si conferma, una volta di più, che la realtà mediorientale non si presta a facili semplificazioni e che dalla revoca delle sanzioni potrebbero derivare, accanto a effetti positivi diretti e immediati, anche importanti effetti negativi indiretti. Da un lato, la domanda iraniana di importazioni, bloccata da oltre un decennio si rivolgerà principalmente all’Europa con la forza di decine di miliardi di dollari iraniani detenuti all’estero che, a seguito degli accordi raggiunti, saranno «scongelati». Alcuni contratti importanti sono già abbozzati, come ricordava La Stampa di ieri. 

Per l’Italia in particolare, l’aumento di domanda derivante dalla fine di sanzioni internazionali all’Iran potrebbe rappresentare una sorta di parziale «compensazione» a fronte dei danni derivanti all’economia italiana dalle sanzioni internazionali imposte alla Russia. 

Vediamo ora gli effetti negativi, tralasciando le conseguenze che potrebbero derivare dall’attitudine non amichevole di Washington nei confronti di Teheran: nel giro di poche settimane, l’Iran si prepara a inondare il mercato petrolifero con almeno mezzo milione di barili aggiuntivi al giorno, stando al suo ministro degli Esteri, il che farà aumentare di almeno un terzo lo squilibrio tra un’offerta abbondante e una domanda molto debole, visto l’elevato livello delle scorte già esistenti. 

Un tempo, una simile notizia sarebbe una stata salutata con giubilo dai Paesi importatori, in particolare da quelli europei. Ora però che il prezzo del petrolio ha già raggiunto livelli eccezionalmente bassi, questo abbassamento non sembra essere nell’interesse di nessuno: non dei Paesi esportatori ma neppure dei Paesi importatori, come l’Italia e gran parte dei membri dell’Unione europea, che ricavano una parte non trascurabile delle loro entrate fiscali proprio dalla tassazione del greggio, legata al prezzo di mercato. 

Negli ultimi giorni, segnali d’allarme sono giunti da buona parte dei Paesi produttori, mentre le Borse punivano con forti ribassi pressoché tutte le compagnie petrolifere. In Venezuela, il presidente ha appena definito «catastrofica» la situazione economica, proprio per la riduzione degli incassi derivanti dall’esportazione di petrolio; in Nigeria, le transazioni bancarie sono paralizzate dalla paura; negli stessi ricchissimi Paesi del Golfo, le Borse hanno fatto registrare ieri cadute pesantissime e i governi si preparano a chiedere prestiti sul mercato internazionale. 

In sostanza, il gioco petrolifero sembra essere scappato di mano a tutti, in un Medio Oriente in cui il miscuglio tra razionalità e religione si è ormai spostato nettamente a favore della religione. La razionalità dei comportamenti dei produttori di petrolio pare, infatti, un ricordo del passato e la componente religiosa è largamente determinante. Il più che millenario conflitto tra i musulmani sciiti (che hanno il proprio capofila precisamente nell’Iran), appoggiati dalla Russia e i musulmani sunniti (che hanno nel territorio dell’Arabia Saudita il principale centro religioso e l’origine dei maggiori flussi di petrolio) determina i comportamenti dei governi e i prezzi dei mercati. In un certo senso si può dire che il resto del mondo vive sull’orlo di una guerra di religione che, per la sua intensità e la sua violenza, fa impallidire la Guerra dei Trent’anni tra protestanti e cattolici, scoppiata quasi quattrocento anni fa. E che ritardò fortemente la crescita economica dell’Europa. 

 

* mario.deaglio@libero.it  / lastampa

VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Luigi Di Matteo

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Si è aperta oggi, 17 gennaio, la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di oggi prevede soltanto spettacoli diurni: il secondo a scendere in pista è la ditta Luigi Di Matteo da Sant’Antimo (Na)

dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino

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