Lutto nel mondo del cinema: E’ morto Ettore Scola
L’unione che divide
Roma. Le unioni civili dividono un intero Paese. È un tema che colpisce tutti e fa discutere anche gli stessi membri del Governo. I padri costituenti pensarono alla famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. È proprio in base all’ articolo 29 che molti si chiedono quanto possa essere influente questo passaggio in fase di approvazione. Il rischio che Mattarella rispedisca il testo alle Camere c’è e non deve essere sottovalutato. Per ora il Capo dello Stato non si è espresso.
«Il mio ddl è costituzionale e si farà grazie al mio cattivo carattere e grazie alla volontà di tutto il Pd».
Insomma, Monica Cirinnà corre ai ripari e rassicura chi aveva dubbi. Dimentica l’area democristiana del Partito Democratico, non favorevole alle adozioni. Il percorso è arduo, considerando che al Senato Renzi non gode di ampia maggioranza. Il voto probabilmente sarà a scrutino segreto e potranno esserci sorprese. La Chiesa dirà la propria in piazza il 30 Gennaio con il “Family Day”.
«La piazza fa la piazza, la Chiesa fa la Chiesa e il Parlamento fa il Parlamento, nessuna piazza può ostacolare il Parlamento».
La senatrice Cirinnà pensa che la manifestazione non condizionerà il voto in aula. I cattolici, però, in Italia non sono pochi e ricoprono una fetta consistente dell’ elettorato passivo. Una piazza non può ostacolare il Parlamento, ma è la piazza che lo elegge.
Emilio D’Averio
Coppa Italia, Napoli-Inter, i voti di Vivicentro: peccato!
Il Napoli esce dalla coppa Italia dopo la sconfitta interna subita contro l’Inter di Mancini: 0-2 il risultato finale. Questi i voti di Vivicentro.it:
Reina 6, Hysaj 5.5, Chiriches 6.5, Koulibaly 7, Strinic 6.5, Allan 6, Valdifiori 5.5, David Lopez 6, Callejon 6.5, Gabbiadini 5, Mertens 6. A disp. Gabriel, Rafael, Jorginho 6, Higuain 6, Maggio, Hamsik 5, Dezi, Insigne, Ghoulam, Albiol, El Kaddouri, Luperto. All. Sarri 6
dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino
TERREMOTO Campobasso. Scossa di Magnitudo 4.1 avvertita al Sud Italia
Forte terremoto a Campobasso poco prima delle 20. La scossa di magnitudo 4,1 è stata registrata alle 19,55 ore italiane. La scossa è stata avvertita oltre che sul Molise anche in Puglia, Campania ed Abruzzo. Molte segnalazioni sono arrivate da Benevento e persino da Napoli nelle zone collinari. L’ipocentro è avvenuto ad una profondità di circa 10 km.

In realtà si tratta di uno sciame sismico cominciato a ora di pranzo con l’evento più forte delle 19.55 ma attualmente si stanno registrando altri terremoti, l’ultimo evento risale alle 21.00 mentre vi scriviamo ed ha avuto una magnitudo di 3.4.
Per il momento non si hanno altre notizie. Vi terremo aggiornati.
Lavoro, oltre 500.000 contratti stabili in più
Roma – Crescono i contratti stabili nei primi 11 mesi del 2015: secondo i dati Inps i posti fissi sono stati oltre mezzo milione in piu’. Boom di voucher (+67,5%) e assunti con gli sgravi 1,15 milioni di lavoratori. Il premier Matteo Renzi accoglie con soddisfazione i dati diffusi dall’Istituto previdenziale: “Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in piu’ nel 2015. Inps dimostra assurdita’ polemiche su Jobs act #avantitutta”, scrive su twitter. Nei primi undici mesi del 2015, si legge nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, si sono registrati 510.292 rapporti di lavoro a tempo indeterminato in piu’ rispetto al 2014. Nel dettaglio, i nuovi rapporti di lavoro risultano 442.906 in piu’ (+37%) rispetto all’anno precedente, a cui si aggiungono +79.581 trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine (+25,8%), +16.337 apprendistati trasformati in contratti stabili (25,3%) a fronte di 28.532 cessazioni in piu (+1,9%). La variazione positiva e’ di 510.292. A consuntivo di queste dinamiche dei rapporti di lavoro dipendente, la loro variazione netta – vale a dire il saldo tra assunzioni e cessazioni – attesta, per il periodo gennaio-novembre 2015, un miglioramento, nel confronto con l’analogo valore per l’anno precedente, pari a 356mila unita’.
Su base annua, considerando quindi gli ultimi dodici mesi, si evidenzia una crescita complessiva delle posizioni di lavoro dipendente pari a 300.000 unita’, effetto di una crescita rilevante delle posizioni di lavoro a tempo indeterminato (oltre 450.000 in piu’) e di una contrazione di quelle regolate con contratti a termine e apprendistato. Tali andamenti spiegano anche il cambiamento nell’incidenza dei rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati, passata dal 31,9% dei primi undici mesi del 2014 al 38,6% dello stesso periodo del 2015. Nella fascia di eta’ fino 29 anni, l’incidenza dei rapporti di lavoro “stabili” sul totale dei rapporti di lavoro e’ passata dal 24,5% del 2014 al 31,3% del 2015. Nei primi undici mesi del 2015 risultano inoltre venduti 102.421.084 voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%, con punte del 97,4% in Sicilia, dell’85,6% in Liguria e dell’83,1% e 83% rispettivamente in Abruzzo e in Puglia. Il dato e’ ritenuto “allarmante” dalla Cisl, che pur riconoscendo la “scossa positiva” data dagli sgravi contributivi, chiede al governo un incontro per apportare opportuni correttivi all’uso dei voucher.
Weber, Renzi mette a rischio credibilità Ue per populismo
Accusa leader Ppe, Italia condiziona 3 miliardi Turchia a contropartita
STRASBURGO, 19 GEN – “Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità dell’Europa a vantaggio del populismo”. Lo ha detto il presidente del gruppo popolare europeo (Ppe), il tedesco Manfred Weber, intervenendo alla plenaria di Strasburgo. “Quando vediamo che l’Italia non è disposta ad aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita – ha detto Weber in Aula – tutto ciò va a svantaggio dell’Europa, della sua forza e della sua credibilità.”
Infine, anche Juncker rincara la dose: «I governi che attaccano Bruxelles si guardino allo specchio».
L’ESCALATION IN QUATTRO TAPPE
1) Lo scontro sull’asse Roma-Bruxelles si infiamma a inizio gennaio quando Renzi torna a chiedere più margini di flessibilità sui vincoli di bilancio.
2) Il 15 gennaio il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker sbotta: «Renzi ha a vilipenderci e criticarci ogni volta che può. Un comportamento sbagliato, che non capisco».
3) Il 16 gennaio la replica del premier: «Da Bruxelles vogliono farci paura, ma è solo un flebile ruggito. Pensano di poter intimidire e telecomandare l’Italia: si illudono, siamo un grande Paese».
4) Il 18 gennaio il nuovo botta e risposta: «Con Roma non si riesce a parlare», tuona Juncker. A replicare ci pensa il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: «L’Italia ha un governo nel pieno dei suoi poteri, sono polemiche inutili».
LA SFIDA DEL PREMIER
Oggi l’ultima puntata. «Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa», dice Matteo Renzi via Facebook tornando a suonare la carica anti-Ue. Dall’altra parte del campo, oltre confine – attacca il premier – «chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato». Il premier incontra a palazzo Chigi i vertici della Cisco: «L’Italia – dice – è sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Con grandi aziende globali che non fanno più mordi e fuggi come in passato, ma hanno deciso di puntare sul nostro Paese, di scommettere sul suo futuro». Ad attrarre gli investitori, ne è convinto Renzi, le riforme del Governo, fino a qualche mese fa apprezzate dall’Ue, e in particolare il Jobs act.
LO SCHIAFFO DI WEBER
Da Roma quindi nessun profilo basso in attesa che passi la burrasca. Ma anche a Bruxelles non scherzano. la novità è che scende in campo il Partito popolare europeo. «Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità dell’Europa a vantaggio del populismo», tuona il presidente del gruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, intervenendo alla plenaria di Strasburgo. Il nodo è ancora l’immigrazione: «Quando vediamo che l’Italia non è disposta ad aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita – aggiunge il “ventriloquo” della cancelliera tedesca Angela Merkel all’Europarlamento – tutto ciò va a svantaggio dell’Europa, della sua forza e della sua credibilità». Weber elogia invece Mogherini: «L’Europa è capace di grandi successi. Sono stato orgoglioso di vederla siglare l’accordo sul nucleare iraniano. E la voglio ringraziare per il suo lavoro, dice. Dichiarazione che va letta nell’ottica del crescente fastidio di Renzi nei confronti dell’Alto rappresentante per la politica estera europea, ormai considerata dal premier fuori controllo.
LA RISPOSTA DEL PD
Non è la prima volta che il «falco» Weber fa da spina nel fianco al premier. Gli aveva già dato filo da torcere un anno fa battendogli il tempo su conti e riforme, mentre all’avvio del semestre di presidenza italiana lo aveva invitato a rispettare le regole. E poco dopo aveva provocato, soffiando sulle critiche rivolte da Renzi, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker che sbottò: «Non sono a capo di una banda di burocrati». La replica italiana arriva per bocca di Patrizia Toia, capodelegazione degli eurodeputati Pd: «La credibilità dell’Europa l’ha messa a rischio chi come Weber e i suoi amici hanno voluto un’austerità ideologica che ha messo i cittadini in difficoltà e ha aumentato le diseguaglianze». Secondo Toia «Weber mette a rischio coalizione con i progressisti». Per il presidente del Pd Matteo Orfini «chi chiede che l’Europa cambi aiuta l’Europa, non la danneggia. È chi le dà un’impronta non in linea con la sua storia che la danneggia».
JUNCKER: 11 PROGETTI SOLO IN ITALIA
Non arretra neanche il Presidente della Commissione Ue. «C’è chi ritiene che la Commissione non sia stata sufficientemente attiva, ma non è vero», dice Juncker. «Il piano di investimenti è in azione, sono stati già mobilitati 40 miliardi. E 11 di questi progetti sono in Italia». «Senza un’azione comune, una politica europea dell’immigrazione, Schengen non sopravvivrà», avverte. «Bisogna andare oltre gli egoismi nazionali. L’Europa può e deve ritrovare unità. La solidarietà europea può portare ciascun Paese a superare la crisi». Poi l’ennesimo affondo, senza citare direttamente «l’Italia: Alcuni governi sono veloci ad attaccare Bruxelles, ma si guardino allo specchio, anche loro sono Bruxelles».
- ANALISI – Ecco le 6 ragioni di conflitto tra Italia e Ue (di Marco Zatterin)
- COMMENTO – Sospendiamo Schengen per salvarlo (di Bill Emmott)
Italia-Ue, ecco le 6 ragioni di conflitto MARCO ZATTERIN*
Bilanci, banche e Caso Ilva, ma anche rapporti con Russia e Turchia. La strategia di Renzi nei confronti di Bruxelles
Una parte di voglia di necessario cambiamento, una parte di difesa preventiva rispetto a possibili stangate su dossier molto sensibili e una parte di occhio alla politica interna dove la componente di chi gode quando si parla male di Bruxelles è rilevante. Ecco le tre principali ragioni che alimentano la strategia muscolare di Matteo Renzi nei confronti dell’Unione europea. Tre motivi forti, di cui il secondo è certamente il più concreto. Perché in questo momento, i dossier caldi italiani aperti nella capitale dell’Unione sono sei, almeno.
BILANCIO
Bene che il deficit sia sotto il 3% del pil, però l’Italia è in ritardo nella correzione del debito, almeno rispetto agli obiettivi concordati con l’Ue. Renzi promette 16 miliardi di flessibilità e di maggiori spese che non ha ancora in tasca. La metà circa è sicura. Il resto va negoziato. Con la trattativa per la clausola migranti/sicurezza (0,2 punti di pil) e quella per gli investimenti (0,3) che richiederanno molto lavoro sino ad aprile. L’aria che tira in queste ore è che non le avremo tutte e che si rischia una procedura per debito eccessivo. L’attivismo quasi scettico amareggia Bruxelles. Tuttavia c’è tempo. E il ministro Padoan è uomo che, quassù, raccoglie consensi.
ILVA
Oggi la Commissione europea avvia un’indagine formale sui presunti aiuti di stato concessi al sito siderurgico tarantino. Nel mirino è la legittimità del prestito ponte da 300 milioni deciso ai primi di dicembre, ma anche gli 800 milioni stanziati con la legge di Stabilità 2016 e i fondi già erogati per l’emergenza ambientale, altri 400 milioni. Ora c’è un periodo di consultazione per arrivare ad una quadra nel rispetto delle norme comunitarie che prevedono che lo stato si comporti come un qualunque azionista privato nel gestire le sue partecipazioni. Meglio che una procedura di infrazione. La buona novella attesa è che i servizi della commissaria Vestager assicurano l’intenzione di non interferire con le iniziative che saranno prese dal governo per porre rimedio al danno ecologico, proprio in considerazione dell’urgenza vitale degli interventi. L’inchiesta, insomma, non blocca gli interventi per l’ambiente. Però obbliga i futuri acquirenti del gruppo a rimborsare tutti soldi spesi. Il che rappresenta un ostacolo non da poco per la cessione che il governo ha promesso entro giugno.
BANCHE
Altro caso intricato per Padoan. I salvataggi delle ultime settimane, effettuati secondo i consigli di Bruxelles, non dovrebbero generare problemi, salvo errori ed omissioni. E’ intanto partito il negoziato per la bad bank in cui far confluire i crediti incagliati del sistema nazionale. E’ uno strumento vitale per la sicurezza delle banche e il rilancio degli impieghi, cruciale per far ripartire l’economia. Migranti. Infrazione dolorosa per la presa delle impronte. E’ stata «alla carriera» più che per l’interpretazione più recente. Roma deve convincere l’Ue a prendersi in carico di chi arriva assicurando tutti che la vigilanza sulle frontiere è salda. Tutti devono fare la propria parte e l’Italia per prima. Ma, stavolta, per ballare bisogna essere in Ventotto.
RUSSIA E GAS
Renzi pensa a riprendere a parlare con Mosca e riaprire il senso delle sanzioni post Ucraina. In mezzo, c’è il gasdotto Nord Stream che collega la Russia alla Germania. Bruxelles non ha avuto da ridire mentre ha bocciato il quasi speculare South Stream che doveva rifornire la penisola. E’ un comportamento squilibrato, ha tuonato il premier, forte di una decina di alleati. Sarà un duello interessante per questo 2016.
TURCHIA
L’Italia ha bloccato per ragioni tecniche (vuole che si valuti se i soldi possono venire tutti al bilancio Ue) il dibattito sul fondo da 3 miliardi per i rifugiati in Turchia e nessuno lo ha davvero gradito fra gli altri ventisette dell’Ecofin. Il no impedisce di andare avanti. Senza i soldi, è difficile che Ankara faccia quello che ha promesso, cioè bloccare i flussi e colpire i trafficanti. Senza i turchi, i rifugiati continueranno ad arrivare. *lastampa
Castellammare di Stabia: la processione della statua di San Catello (VIDEO)
Sulla vita di Catello si sa davvero molto poco.
Si sa che fu Vescovo di Castellammare di Stabia e che visse all’epoca dell’invasione longobarda, tra il VI ed i VII secolo.
Si sa che ebbe una vita molto sofferta: sul monte Faito dove spesso si rifugiava in preghiera insieme a sant’Antonino, gli apparve in sogno l’arcangelo Michele e a ricordo dell’apparizione costruì un piccolo tempio, oggi totalmente ricostruito, conosciuto come santuario di San Michele Arcangelo al Monte Faito.
Colpito da calunnie da suoi “familiari” (forse si intende vescovi di diocesi vicine), fu portato per un breve periodo a Roma, finché papa Gregorio I, a cui aveva predetto il pontificato, non gli riaffidò la diocesi di Stabia: tornò trionfante in città, accolto dall’amico Antonino, poi divenuto abate in Sorrento.
Questo sulla storia di ieri mentre sul suo ricordo odierno sembra che ci si avvii a lasciare ancora meno notizie.
La storia odierna, infatti, sembra che stia facendo del tutto per far dimenticare anche quel poco che si conosce(va) “declassando” sempre più la festività a lui dedicata nella città da lui salvata, la nostra città. Una città che l’ha sempre considerato e venerato come il suo principale protettore sia contro alcuni devastanti eventi naturali (vedi l’eruzione del Vesuvio) che durante gli eventi bellici ed i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
Certo la fede in San Catello resta forte nelle sue “roccaforti” come, ad esempio, è sempre stato il porto con i cantieri navali della città dove, nonostante il degrado (declassamento) della festività, ancora oggi non manca di fermarsi e sostare durante quella che ormai sembra sempre più essere solo “l’ora d’aria” concessa al santo in uscita dalla Cattedrale come, ancora oggi, gli operai – devotissimi al Santo – non mancano di affiggere, prima di ogni varo, una sua foto su tutte le navi (sempre più poche) che in essi vengono costruite
Saranno forse i morsi del tempo che passa che, morso dopo morso, riducono anche memoria e tradizione. Sarà quel che si vuole, di certo non c’è più quell’aria di festa che un tempo pervadeva la città a partire dalla fiera di San Catello che, con le sue bancarelle e le sue “grida”, accompagnava la giornata di San Catello. E questa “modernità” non ci piace per niente. Sa tanto di stanco trascinare qualcosa di cui si va a perdere sempre più la memoria.
Come sempre noi abbiamo provato a documentare la giornata ma, credeteci, è stata dura tener su le braccia per effettuare almeno le riprese di quella che era una grande e bella processione. Confidiamo che la prossima volta lo spirito della festa e della devozione si sentano di più. Nell’attesa, eccovi la nostra documentazione. Buona visione
Anacapri: Piacevole risveglio con nevicata

Isola di Capri. Questa mattina ad Anacapri, nel comune “più alto” dell’isola di Capri gli abitanti hanno avuto una piacevole sorpresa: la neve.
Meraviglia e stupore hanno pervaso l’animo di tutti gli anacapresi che non essendo quasi mai abituati a fenomeni atmosferici di questo tipo si sono abbandonati per un attimo alle piacevolissime sensazioni che si prova nei paesi di alta montagna in inverno quando nevica.
La presenza di neve sull’isola di Tiberio è un evento eccezionale in quanto il mare bagnando la costa dell’isola non consente in genere il verificarsi della temperatura adatta ad una nevicata ed inoltre il punto più alto dell’isola, il Monte Solaro è alto appena 600 metri, in genere non bastevoli per far si che vi sia presenza di neve.
E invece questa mattina ha fioccato. Tanta l’euforia anche dei bambini che al caldo delle scuole o delle case hanno potuto assistere anche loro all’imbiancamento parziale del loro paese.
Tutti con il naso al cielo ed i cellulari in mano per immortalare un momento più unico che raro ma che comunque ad ogni modo rende tutti un po’ più bambini… e più felici.
Costanzo Federico
Castellammare: rubano pavimento dal pastificio D’Ambrosio, arrestati in 5
I carabinieri hanno preso anche un minorenne
Castellammare di stabia – I militari hanno colto in flagranza 5 persone, tra cui un minorenne, mentre stavano rubando la pavimentazione del pastificio “D’Ambrosio”. Il pastificio non lavorava e loro hanno approfittato per sradicare la pavimentazione.
I carabinieri della stazione di Castellammare hanno arrestato cinque stabiesi per furto di materiale edile. I cinque, Aniello Sarcinelli (39anni), Gaetano Esposito nato Castellammare (50anni), Alfonso Esposito Ingenito (30anni), Salvatore Brano (22anni) e G.C. (17anni) sono stati bloccati mentre stavano togliendo una a una le lastre di pietra lavica e le stavano accatastando su un furgone che è stato sequestrato.
La refurtiva è stata restituita al proprietario e, dopo le formalità di rito, gli arrestati maggiorenni sono stati tradotti ai domiciliari in attesa di rito direttissimo mentre il minore è stato accompagnato nel centro di prima accoglienza dei colli aminei.
ISCHIA: ”DI COSTANZO SARA’ IL NUOVO ALLENATORE ,NELLA GIORNATA DI OGGI E’ ATTESA L’UFFICIALITA’ “
L’Ischia dopo le dimissioni della settimana scorsa di Bitetto, e aver affidato temporaneamente la panchina ad Antonio Porta nella trasferta di Rieti contro la Lupa Castelli Romani, la società dopo un summit, ha deciso di affidare la panchina a Nello Di Costanzo. Lo scorso anno arrivò a campionato in corso a Messina,che portò la squadra a disputare i play out persi contro la Reggina e la retrocessione della squadra. Il tecnico ex Messina, c’è da dire che predilige giocare con il classico modulo del 4-4-2,proprio per questo ha già parlato con la società dove quasi certamente arriveranno giocatori con caratteristiche per giocare con questo modulo. L’ex allenatore della Juve Stabia, nella giornata di oggi è attesa la firma decisiva che lo leghi al club isolano.
IL PUNTO SULLA 18ma GIORNATA DI LEGA PRO GIRONE C
CASERTANA BEFFATA SUL FINALE, FOGGIA PAREGGIO IN EXTREMIS. VOLA IL BENEVENTO, PAREGGI PER ISCHIA E JUVESTABIA
Dopo la 18^ giornata del campionato di Lega Pro girone C. Rimane invariato il distacco in vetta tra la Casertana e il Foggia. La capolista viene beffata sul finale. Calabresi avanti nel primo tempo con Mancosu,poi nella ripresa la rimonta è firmata da De Angelis e Jefferson, ma a due minuti dallo scadere e Razzitti che sigla il gol del definitivo pareggio di 2-2.
Stesso risultato per il Foggia contro la Paganese. Ospiti in vantaggio prima con un autogol e poi raddoppiano con bomber Caccavallo. Nella ripresa i pugliesi trovano il gol che accorcia le distanze con Iemmello e poi con Chiricò che firma il pareggio.
Al terzo posto solitario c’è il Benevento, che cala la manita al Messina in trasferta. Dopo pochi minuti ad aprire le marcature è proprio l’ex di turno Ciciretti. Al 20’ Cissè raddoppia. Il 3-0 è firmato da De Falco con un gran tiro dal limite dell’area. A chiudere il match ci pensa prima Ciciretti che sigla una doppietta e poi Marotta con un gol alla “Ibra” mette a segno il quinto gol.
Il Lecce non va oltre allo 0-0 nel derby pugliese contro l’Andria.
Martina Franca-Cosenza rinviata per neve.
Il Matera di Padalino continua a volare e ottiene la quinta vittoria consecutiva,vincendo 1-4 ad Agrigento contro l’Akagras. Nel primo tempo partita già chiusa: Infantino segna il prirmo gol, poi Di Lorenzo e Rolando chiudono la prima frazione di gioco sul risultato di 0-3.
Al 48’ Di Grazia segna il gol della bandiera,ma bomber Letizia chiude il match. In casa Juve Stabia un altro 1-1,questa volta contro il Melfi. Vespe in vantaggio con Arcidiacono e poi pari di Herrera.
Un altro 2-2 di giornata è quello tra Lupa Castelli Romani ed Ischia Isolaverde. Isolani in vantaggio con Kanoute al 10’. Al 14’ da calcio d’angolo Petta di testa pareggia. Sul finire del primo tempo ancora Kanoute riporta in avanti l’Ischia e firma una doppietta.
Al 93’ Morbidelli realizza il definitivo 2-2 con un calcio di rigore.
Tra Catania e Monopoli termina a reti bianche.
CASTELLAMMARE di STABIA: si tornerà a “volare” e, in soli 7 minuti, passare dal mare ai 1100 metri di Monte Faito
CASTELLAMMARE DI STABIA. La funivia del monte Faito, opera prestigiosa della città inaugurata il 15 agosto del 1960 e incompresibilmente ferma dal 2012, è tornata a rientrare negli interessi del comune e della regione che il 16 gennaio scorso hanno, finalmente, aperto il cantiere per l’esecuzione dei necessari lavori di manutenzione che prevedono, primariamente, la sostituzione del cavo di acciaio che consente la movimentazione delle cabine che collegano la stazione di Castellammare alla vetta del Monte Faito con un viaggio mozzafiato di grande suggestione e in un panorama meraviglioso che, in 7 minuti, consente di passare dal livello mare agli oltre 1100 metri del Monte Faito.
Ieri mattina i dipendenti dell’Eav, come previsto dall’intervento programmato dalla Regione Campania, hanno consegnato la fune di traino delle “panarelle”, come sono chiamate le cabine che accolgono i passeggeri e li trasportano in un viaggio da sogno fino alla vetta di Monte Faito e, da questa, nuovamente alla città di Castellammare.
L’intervento prevede anche l’adeguamento dell’infrastruttura alla normativa antisismica a fronte di un costo complessivo di circa 2 milioni di euro e dovrebbero concludersi entro la prossima estate.
Che dire: speriamo che i tempi siano rispettati ed i lavori siano eseguiti a regola d’arte e che possano essere di traino, o contorno, anche alla volontà di far rinascere una delle altre gemme di Castellammare di Stabia: le sue TERME note ed apprezzate sin dai tempi dei romani e così duramente e colpevolmente abbandonate, senza ne remore ne vergogna, ad un iniesorabile declino ed oblio da chi di dovere, invece, avrebbe dovuto tutelare e utilizzare un bene della natura che ci ha sempre offerto una innumerevole quantità di acque minerali (più di 17, lisce, fredde, calde, aciule, ferrate ecc ecc) da poter porre a frutto come e più di quanto, altre Città, hanno saputo fare sfruttando una sola semplice e striminzita fonte di un’unica acqua.
Ma questa, purtoppo, è Castellammare. Una Regina (non a caso definita Regina delle Acque e Perla del Golfo di Napoli) ridotta a vasciaiola nell’indifferenza se non di tutti, di sicuro di tanti, incontestabilmente di chi doveva e poteva averne cura e, in questo, chiedo scusa, pongo anche quella parte miope del personale – con in testa alcuni amministratori – che, in esse, hanno sempre visto NON un bene della Città ed una benedizione della natura ma, sic et simplicite, una mucca da mungere a più non posso e, preferibilmente, senza nemmeno andare a farlo sul posto ma standosene a casa o altrove.
Cambieranno le cose? Speriamo di sì e ci auguriamo che i cavi d’acciaio appena consegnati abbiano la forza di trainare anche l’inettitudine di altri riportando a galla e trainando anche le terme senza dimenticare un’altro gioiello stabiese: gli storici cantieri navali.


LIVE – Coppa Italia, Napoli-Inter 0-2 (74′ Jovetic; 92 Ljajic)
Premi F5 per aggiornare
95′ Fine partita
92′ Contropiede dell’Inter e gol di Ljaijc del 2-0
90′ Vengono concessi 5 minuti di recupero
88′ Espulso Mertens per doppia ammonizione a seguito di una simulazione
87′ Dentro Felipe Melo per l’Inter e fuori Medel
86′ Miracolo di Handanovic che con i piedi salva su tiro di Mertens e poi mette in corner su Higuain
80′ Giallo per Higuain per proteste
79′ Fallo di Mertens su Nagatomo: giallo per lui
76′ La combianzione Higuain-Mertens-Hamsik viene fermata dall’intervento difensivo di Jesus che spazza l’area
74′ Hamsik sbaglia un passaggio facile a centrocampo e Jovetic la piazza dove Reina non può arrivare: 0-1!
72′ Cambio anche per l’Inter: dentro Palacio e fuori Perisic
70′ Giallo per Valdifiori per fallo a centrocampo. Cambio per il Napoli: dentro Higuain e fuori Gabbiadini
68′ Bella verticalizzazione di Jorginho per Gabbiadini, ma l’attaccante non riesce ad agganciare e la sfera finisce tra le mani di Handanovic
66′ Fuori David Lopez per infortunio e dentro Jorginho per gli azzurri
63′ Jovetic prova la conclusione da fuori ma Reina è attento e blocca
58′ Cambio per il Napoli: dentro Hamsik e fuori Allan
55′ Callejon prova l’azione personale ma il suo tiro è deviato in corner da Telles
52′ Medel va al cross per la testa di Perisic, ma Reina c’è e blocca
46′ Fallaccio di Miranda su Gabbiadini: giallo per lui
45′ Partiti, palla all’Inter!
SECONDO TEMPO
45′ Fine primo tempo
44′ Ci prova Gabbiadini su punizione: Handanovic para senza problemi il tiro piazzato
42′ Ci prova Allan da fuori area, palla alta sopra la traversa
37′ Bella ripartenza sull’asse Callejon-Gabbiadini, ma la palla dello spagnolo e fermata in area da Miranda
34′ Palla perfetta di Mertens per Gabbiadini che calcia, Handanovic compie un altro miracolo ma è fuorigioco
28′ Koulibaly ci prova dalla trequarti: il suo tiro finisce alto
26′ Napoli vicinissimo al gol: Strinic mette al centro e Callejon apre il piattone, ma un super Handanovic dice di ‘no’
24′ Ci prova Kondogbia da fuori: per fortuna del Napoli la palla finisce su Perisic e la difesa spazza
17′ Ci prova ancora Mertens, il suo cross finisce tra le braccia di Handanovic
13′ Bella combinazione degli avanti del Napoli, ma la palla di Mertens non passa. Ancora il talento belga al tiro a giro: para Handanovic
8′ Napoli all’attacco, ma in questi primi minuti manca di precisione dalla trequarti in su
6′ Perisic crossa dalla sinistra, para Reina. Il rinvio del portiere arriva a Gabbiadini che stoppa sulla trequarti per Mertens: il belga prova il gol del secolo, ma Handanovic para
1′ Partiti, palla al Napoli!
PRIMO TEMPO
20:44 – Squadre in campo
20:31 – Anche il Napoli rientra negli spogliatoi
20:29 – L’Inter fa rientro negli spogliatoi
20:08 – In campo gli azzurri per il riscaldamento tra gli applausi dei tifosi
20:06 – Ecco l’Inter per il riscaldamento
20:02 – In campo Pepe Reina per il riscaldamento. Anche i portieri dell’Inter sul terreno di gioco.
19:56 – Le formazioni ufficiali:
NAPOLI (4-3-3) – Reina, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Allan, Valdifiori, David Lopez, Callejon, Gabbiadini, Mertens. A disp. Gabriel, Rafael, Jorginho, Higuain, Maggio, Hamsik, Dezi, Insigne, Ghoulam, Albiol, El Kaddouri, Luperto. All. Sarri
INTER (4-2-3-1) – Handanovic, Nagatomo, Miranda, Jesus, Telles, Medel, Kondogbia, Biabiany, Ljajic, Perisic, Jovetic. A disp. Carrizo, Palacio, Icardi, Montoya, Santon, Murillo, Ranocchia, Gnoukouri, D’Ambrosio, Brozovic, Melo, Manaj. All. Mancini
19:50 – In campo Rafael e Gabriel per il riscaldamento
19:32 – Inter sul campo per testare il manto erboso prima del riscaldamento
Buongiorno e benvenuti alla diretta della gara di coppa Italia tra Napoli e Inter valevole per i quarti di finale, gara secca. Vivicentro.it vi aggiornerà in tempo reale.
dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino
Il Punto – 19 gennaio
Malgrado la battuta d’arresto della già lenta ripresa industriale italiana, ci sono settori che crescono e hanno archiviato la crisi iniziata nel 2008: farmaceutico, articoli sportivi, oreficeria, strumenti di precisione. Troppo pochi per trascinare il resto dell’industria. Nel frattempo, la recuperata fiducia delle famiglie si soddisfa con prodotti importati e il Pil si misura in decimali.
Con il prezzo che crolla giorno dopo giorno, il mercato del petrolio è affogato dall’offerta. Si parla di una ripresa delle quotazioni nel 2017. Con uno strascico di posti di lavoro in fumo e di cambiamenti duraturi nel settore.
Interessi degli azionisti e interessi dell’impresa non sempre coincidono. Basta pensare alle Opa, efficaci nel moltiplicare valore per i primi ma deludenti nel produrre posti di lavoro e profitti aziendali. Da che parte deve stare, allora, il Cda? Codice civile e regole di corporate governance non chiariscono il dubbio. È ora di affrontarlo.
Due episodi molto diversi raccontano – in una lettera da Londra – la capacità della società britannica di rimanere attaccata alle tradizioni e nello stesso tempo di rinnovarsi: chiude l’ultima miniera di carbone e il direttore del British museum lascia la storica istituzione dopo averla rivoltata come un guanto. Oltre Manica, la globalizzazione è arrivata.
Sempre più medici trascinati in tribunale da pazienti che (in buona o mala fede) chiedono risarcimenti per cure forse inappropriate. Conseguenza immediata: boom di esami e terapie non necessarie prescritti da chi vuole evitare rischi peggiori. A seguire: più alti costi per il Ssn, più alti costi per assicurazioni sanitarie. Una soluzione all’esame del Parlamento rischia di non risolvere il problema.
La Corte di giustizia europea ha stabilito che si possa vietare ai gay la donazione di sangue solo se non esistono metodi per escludere l’infezione da virus Hiv. Metodi ormai alquanto sicuri. Un passo avanti – come negli Usa – contro la discriminazione sessuale. Perché i rapporti a rischio abbondano anche tra gli etero.
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- Industria, pochi su mille ce la fanno
19.01.16
Francesco DaveriA novembre c’è stata una battuta d’arresto della lenta ripresa italiana. I dati sulla produzione industriale rivelano però che alcuni settori sono in netto rilancio. E altri, durante la crisi, si sono rafforzati. La stagnazione nella produzione dei beni di consumo e il boom delle importazioni.
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Il lato negativo del crollo del petrolio
19.01.16
Jacopo Brilli
Il prezzo del petrolio ha toccato i livelli più bassi degli ultimi dodici anni. Molte le cause, a partire da investimenti concentrati soprattutto nei processi a monte. Il ritorno all’equilibrio tra domanda e offerta è previsto per il 2017. Cambiamenti permanenti possono provocare nuovi squilibri. -
Per chi gioca il Cda: per l’impresa o per gli azionisti?
19.01.16
Salvatore BragantiniIl consiglio di amministrazione deve gestire una società nell’interesse di questa o degli azionisti? Perché talvolta divergono parecchio, in particolare nelle Opa. Il Cda deve essere una sorta di tutore con il compito di agire a vantaggio dell’impresa che non può decidere in proprio.
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Quando il paziente chiede i danni al medico
19.01.16
Vitalba Azzollini
La diffusione della medicina difensiva grava sui costi del sistema sanitario nazionale. E un disegno di legge cerca una soluzione scoraggiando le azioni legali di pazienti danneggiati. Sarebbe meglio seguire l’esempio di altri paesi dove, in talune ipotesi codificate, è previsto un indennizzo. -
E i gay possono tornare a donare il sangue
19.01.16
Matteo M. WinklerImpedire ai gay di donare sangue è una precauzione sensata o è una discriminazione frutto di pregiudizio? Il divieto permanente colpisce infatti chiunque si dichiari omosessuale. I progressi della scienza su Hiv e test e le ragioni che hanno portato Francia e Stati Uniti ad abolire la proibizione.
ViViCentro e la Juve Stabia, da sabato la diretta radiofonica esclusiva delle gare della Berretti
Vivicentro.it e la Juve Stabia, un connubio imprescindibile. Fatti per stare insieme. La prima squadra con tutte le news ma c’è una grande novità. Infatti, da sabato 23 gennaio potrete ascoltare in diretta e in esclusiva, le gare interne della Berretti delle Vespe. Inizia una nuova avventura, portiamo in alto i ragazzi di Nicola Liguori e diamo spazio alle giovanili dirette da Alberico Turi. La diretta andrà in onda su ViviRadioWeb, la radio ufficiale di Vivicentro.it. A condurre la diretta con interviste anche nel post partita, sarà il giornalista Ciro Novellino. Per la prima gara, spalla per il commento tecnico, Mario Vollono (vice direttore di Vivicentro.it)
Non mancate, vi aspettiamo…!
Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:
Link per ascoltare dal pc: https://37.187.93.104/start/viviradioweb/ (Link ottimizzato per Google Chrome, con altri browser tipo Mozilla Firefox, Internet Explorer, ecc. bisogna installare Java)
Renzi contro Juncker e Commissione Ue: “Ci vogliono deboli, ma l’Italia è tornata”
Post del premier su Facebook il giorno dopo la “assenza di interlocutori” a Roma lamentata da fonti Ue. “Italia sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Preferirebbe averci più deboli e marginali, se ne facciano una ragione”.
ROMA – “L’Italia, sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Con grandi aziende globali che non fanno più mordi e fuggi come in passato, ma hanno deciso di puntare sul nostro Paese, di scommettere sul suo futuro”, “la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi, firmando un post che ha evidentemente in Jean-Claude Juncker e nella Commissione Ue l’oggetto del suo attacco polemico. Che giunge il giorno dopo le gravi affermazioni riportate da non meglio precisate fonti Ue, secondo le quali la Commissione non avrebbe autentici interlocutori a Roma.
Un giudizio altamente lesivo della credibilità internazionale del governo Renzi, difeso con decisione dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “L’Italia ha un governo nel pieno dei suoi poteri”. Questi gli ultimi sviluppi di una polemica a distanza che impegna Roma e Bruxelles ormai da settimane, con Renzi a chiedere alla Ue di non essere solo un pacchetto di regole, di cambiare passo e di mettere da parte una politica economica votata alla sola austerità e dall’altra parte il presidente della Commissione Juncker e il suo vice Dombrovskis a ricordare quanto l’Italia stia usufruendo di molteplici forme di flessibilità, quanto il debito pubblico italiano sia un elemento di rischio per la tenuta dell’Unione, che la stessa flessibilità è condizionata al completamento delle riforme e, ulteriore nota polemica sottolineata da un irritato Juncker, quella flessibilità non si deve a Renzi ma è stata adottata dalla Commissione.
Richiami a cui Renzi continua a rispondere a tono. Tra le “aziende globali che hanno deciso di puntare sul nostro Paese”, il presidente del Consiglio cita “Cisco, i cui vertici ho incontrato questa mattina a Palazzo Chigi, in occasione dell’annuncio di una serie di investimenti strategici qui da noi che valgono 100 milioni di euro per i prossimi tre anni. E’ il primo dei due giganti – aggiunge il premier, che posta anche una foto – cui avevo accennato nella mia ultima eNews che guardano all’Italia come a un Paese solido, che ha futuro e che, finalmente, favorisce chi vuole creare opportunità destinate a restare, a creare impresa, lavoro, innovazione. E’ importante che questo avvenga sul fronte della digitalizzazione, della formazione, della creazione di start-up innovative, della ricerca. Ma anche della trasformazione digitale di settori di eccellenza della nostra economia come il manifatturiero e l’agroalimentare, entrambi simbolo del made in Italy e della nostra qualità nel mondo”.
Insomma, scrive ancora Renzi, “la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa. Con tanto lavoro ancora da fare – questa settimana sarà decisiva per la trasformazione della pubblica amministrazione e per un altro passo avanti della riforma istituzionale – ma anche con la consapevolezza che ce la stiamo mettendo tutta e che le grandi realtà internazionali, come oggi testimonia Cisco, tornano a scommettere su di noi”.
Auriemma: Il primo posto logora chi non ce l’ha”
Auriemma sul Corriere dello Sport: “Non sarà necessario infilarsi nella Dmc-12 del dottor Emmett Brown per tornare chissà quanto indietro nel tempo e ricordare come stava messa la classifica dell’attuale campionato di serie A. Basta prendere un qualsiasi quotidiano datato 14 settembre e rendersi conto che le gerarchie dell’italico pallone si sono totalmente ribaltate. Con i dovuti distinguo, ma le formazioni in testa alla graduatoria in quel periodo erano (nell’ordine) Inter, Chievo, Sampdoria, Torino, Roma, Palermo, Sassuolo, Fiorentina e Lazio, tutte racchiuse nell’arco di 3 punti. Napoli e Juventus? Disperse e smarrite in fondo alla classifica (2 e 1 punto) con i foschi presagi che rendevano insonni le notti di De Laurentiis, preoccupato di dover perdere la scommessa Sarri, ed Agnelli che stava prendendo coscienza della irrinunciabilità a gente del calibro di Pirlo, Vidal e soprattutto Tevez. Invece, entri nuovamente nella macchina del tempo e rimetti il naso oltre le 20 giornate di serie A, con lo stupore di chi (tanti) dovrebbe oggi fare ammenda rispetto alle calunniose esternazioni lanciate all’indirizzo del mercato juventino, ma soprattutto partenopeo: dopo i lussuosi sprechi concessi a Benitez, era iniziata l’epoca di una spending review necessaria a raddrizzare certi conti e che difficilmente sarebbe concisa con una strategia mercantile avente ad oggetto il potenziamento dell’organico”.
Sospendiamo Schengen per salvarlo BILL EMMOTT*
Secondo Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, il collasso dell’area Schengen, la zona di libera circolazione dei cittadini, distruggerebbe il mercato unico e l’euro. Ora che anche l’Austria si è unita ai Paesi europei che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere, questo collasso potrebbe essere più prossimo di quanto possa immaginare. Sarebbe meglio, a questo punto, se prendesse lui l’iniziativa: una sospensione organizzata, concordata di Schengen sarebbe molto meglio dell’attuale disordine, del processo di divisione in corso. È tempo di sospendere Schengen per salvarlo.
La credibilità, come di certo Juncker sa bene, è vitale per tutti i politici e i governanti. L’anno scorso il flusso di oltre di un milione di immigrati e richiedenti asilo che ha attraversato i confini dell’Unione europea, accolto solo da indecisione, mezze misure e spesso caos, ha già inferto un duro colpo alla credibilità dell’Ue. Quest’anno ne arriverà almeno un altro milione, sia in Italia, per mare, attraverso il Mediterraneo, vuoi per via terra passando dalla Turchia. La fiducia nell’Unione nel suo insieme o nei confini nazionali è a pezzi.
Ecco perché Schengen è ormai indifendibile – o per dirla con parole diverse, già sconfitto. La risposta dell’Unione europea alla crisi dei migranti, grazie alle profonde divisioni esistenti tra i governi nazionali, è consistita fin qui in una serie piuttosto patetica di mezzi accordi che nessuno si aspetta seriamente che entrino pienamente in vigore: intese per ridistribuire i rifugiati pro quota, per creare una polizia di frontiera europea, per implementare l’Accordo di Dublino che stabilisce per i richiedenti asilo l’obbligo di registrazione nel Paese d’arrivo. A queste condizioni continuare a pensare al libero movimento di persone e mezzi senza controlli di frontiera significa solo coltivare un’illusione.
Ciò che occorre, innanzitutto, è far rinascere la fiducia nell’Unione europea, e per questo bisogna mettere fine alle divisioni e alle accuse reciproche fra gli Stati membri. Per avviare questo percorso, la Commissione europea, con il supporto cruciale della Germania, deve far partire una specie di processo di pace fra gli Stati membri e la piena sospensione di Schengen sarebbe un’ottima base di partenza. Facciamo tutti la stessa cosa, sarebbe il messaggio di un’iniziativa del genere, con termini condivisi e modalità comuni: possiamo quindi smetterla di accusarci a vicenda.
I francesi dicono: «Indietreggiare per prendere meglio lo slancio». Certo, sarebbe un peccato dover di nuovo mostrare il passaporto passando il confine fra Italia e Francia. Ci sarebbe un costo economico da pagare per ripristinare i controlli dei camion alle frontiere e più burocrazia. Ma ne varrebbe la pena se tutto ciò potesse essere usato come base per un accordo europeo destinato a garantire l’indirizzo di molte più risorse ai compiti di sorveglianza e monitoraggio dei confini esterni dell’Ue e alla realizzazione di centri adeguati e umani per l’accoglienza dei richiedenti asilo.
La Germania, al solito, pagherebbe di più, e sarebbe vista come il Paese più impegnato. È la generosa politica umanitaria delle porte aperte inaugurata dal cancelliere Angela Merkel largamente e giustamente biasimata per la rapida accelerazione impressa negli ultimi sei mesi all’immigrazione. Anche gli esperti in materia dell’Onu convengono sul fatto che offrire una tale accoglienza significa semplicemente incoraggiare i rifugiati a muoversi, rischiando così la vita.
Perciò il presidente Juncker e la cancelliera Merkel devono guidare congiuntamente questo processo: sospendere Schengen e dare il via a un nuovo fondo capace di affrontare la crisi dei migranti. L’alternativa rischia davvero di essere il collasso dell’intera Unione Europea.
* Traduzione di Carla Reschia /lastampa




