Home Blog Pagina 6587

Napoli, Juve e Sassuolo esempi da seguire: unici club a puntare su giovani italiani

Tutte le fiches sul verde e l’azzurro, finalmente. L’approdo di Grassi al Napoli è soltanto l’ultima puntata su un giovane con potenzialità da Nazionale. Questo mercato di gennaio propone una tendenza incoraggiante: le grandi (alcune) stanno investendo sui talenti di casa nostra, mentre si placa l’ormai consueta ondata degli stranieri. Il club di De Laurentiis ha messo le mani anche sull’empolese Barba, dopo che Sarri ha rivitalizzato il naturalizzato Jorginho. Allo stesso modo in estate si era messo in luce il Torino, abile ad assicurarsi gli emergenti Benassi, Baselli, Belotti e Zappacosta. Tuttavia è la Juventus a dare l’esempio. In tandem con il Sassuolo i campioni d’Italia hanno investito sul gioiello del Cesena Stefano Sensi, così come hanno bloccato il diciottenne Mandragora (che resta a Pescara sino a fine stagione). Quindi addio alle sirene dei grandi nomi: Gündogan e Oscar. Piuttosto la strategia bianconera punta a formare in casa i titolari del futuro. Una formula già collaudata con l’approdo alla casa-madre di Sturaro, Zaza e Rugani, tre storie comunque di successo. E nell’orbita estiva juventina è scontato anche l’approdo a luglio dell’attesissimo Domenico Berardi. Su questa falsariga in Emilia è stato appena tesserato l’emergente Trotta dopo le riuscite scommesse estive su Pellegrini e Politano. Vengono così messe in pratica le idee del patron Squinzi, convinto fautore della valorizzazione del made in Italy. Gli esempi, insomma, sono ormai tanti. È fatale che qualcuno si perda per strada, ma è importante che i club più attenti comincino ad avere dei riscontri. Nell’immediato i riflessi positivi sono per loro, ma in prospettiva a guadagnarne sarà tutto il sistema: augurandosi ovviamente che il numero e il livello qualitativo degli azzurrabili torni ai fasti dei bei tempi. È contraddittoria invece la linea di condotta di Inter, Milan e Roma. Il club di Thohir (come con Moratti) investe tanto e bene nel settore giovanile, ma puntualmente lascia per strada i propri gioielli. In casa rossonera, invece, a parte la grande speranza Donnarumma, le ultime leve hanno fatto perdere le loro tracce. Senza soffermarsi su El Shaarawy, è emblematica la cessione all’Atalanta dell’ancora acerbo Petagna. Evidentemente in via Aldo Rossi in questa fase di criticità prevalgono altre priorità. Infine è paradossale il caso giallorosso. A Trigoria e dintorni i talenti in erba abbondano, ma la diaspora prosegue da anni, Florenzi a parte. Sabatini è bravo nella caccia ai campioncini all’estero (Paredes-Carbonero-Ucan), ma ai primi della classe nelle giovanili tocca sempre fare il giro d’Italia (senza ritorno). Al tirar delle somme, Juve e Sassuolo hanno una marcia in più. Merito di chi sceglie i giocatori: il duo Marotta-Paratici a Torino e la coppia Carnevali-Angelozzi in Emilia. Ma è anche merito della programmazione dei due club.

Gazzetta dello Sport

Corbo: “Mercato deludente, ma Sarri ci prova…”

Non è mai troppo presto per chiudere una lite dissennata. Gli porta bene, l’allenatore più bravo e tenebroso del momento non la sfilerà, almeno fino al 13 febbraio, appuntamento a Torino con la Juve, prima vera sfida scudetto. Sarri ha avuto a Genova due volte fortuna. Trova una Samp lenta, forse per il ritiro anticipato di luglio, di certo schierata con presunzione da Montella. La batte poi con un Napoli appannato. Nella volata scudetto sbanda ancora l’Inter. Certe reazioni ora si comprendono meglio: l’Inter non regge l’1-0 come le riusciva una volta, si sta lentamente sfasciando, non è un caso se Mancini non tolleri un pur sgradevole insulto. Ma anche il Napoli mostra cenni di inquietudine. La frase di Sarri sul mercato («I nostri obiettivi non cambiano») va interpretata. Non è uno schizzo di veleno verso De Laurentiis, ma l’allenatore in un breve giro di parole vuol tutelarsi: precisa a futura memoria che sono in arrivo dei giovani, quindi non i due grandi colpi annunciati dal presidente. Non aveva mai promesso lo scudetto, tanto meno si sente ora costretto a vincerlo. Scegliete voi: onestà, resa o solo malinconia? Il chiarimento riduce le tensioni, argina eccessiva euforia, ma un mercato più prudente che lungimirante è un segnale ambiguo per la squadra. Dovrà proprio Sarri comunicare nel riserbo degli spogliatoi il contrario di quanto afferma in tv: la fase crepuscolare delle milanesi e le traversie subite dalla Roma sono vantaggi irripetibili. Se non ora, quando? Già, l’altra opportunità era il mercato: investire, montare il turbo, un rombo e via, lo scudetto non è stato mai così vicino. Montella alla terza sconfitta consecutiva recupera brani di gioco della sua Fiorentina. Possesso palla, controllo della partita, attacco senza punti di riferimento: un progetto che affonda dopo poco. Perché Cassano non è il “finto 9” tagliente che si aspetta: il tempo passa, oggi il sempre incompiuto genio barese fa quel che può, l’improrogabile sostituzione lo sorprende in una espressione stralunata, quella teatrale vacuità del concittadino Checco Zalone, ma nessuno si diverte. Forse era da preferire Eder, per far posto nel 4-2-3-1 a Muriel dimenticato in panchina. Un calo di tensione si avverte invece nel Napoli: il secondo gol della Samp vola come una farfalla tra le mani di Reina, non sorprende quindi Marek Hamsik che segna in slalom con irruenza e tecnica, ma dà spazio a Carbonero, Koulibaly ha acuti con Cassano ma sbaglia movimenti, Higuain spara sulla collina di San Martino, contro una difesa tra le più morbide, in un campionato che il Napoli non può non tentare di vincere.

Antonio Corbo-La Repubblica

Sarri non è contento per il mancato acquisto di 2 top player promessi da De Laurentiis

La Gazzetta dello Sport scrive su  Sarri e il mercato: “La questione dell’intermezzo di Coppa Italia tiene banco, ma lui la liquida in poche battute. Ha ben altro su cui soffermarsi, Maurizio Sarri, soprattutto dopo la quinta vittoria consecutiva e il primato solitario in classifica che, inequivocabilmente, induce a parlare di scudetto. “Io amo il ciclismo, è inutile guardare la classifica di una tappa quando ne mancano altre diciassette. Abbiamo risorse economiche inferiori rispetto ad altre squadre, cerchiamo di compensare con il lavoro e non con il mercato. La società è organizzata, qualcosa si può migliorare in termini di strutture, lo faremo di concerto”, ha osservato l’allenatore napoletano che ha fatto trapelare il proprio malcontento per il mancato acquisto dei due top player, così come aveva annunciato il presidente De Laurentiis, poco prima di Natale. “Gli obiettivi non sono mai cambiati, rimangono invariati e mi sembra che lo si capisca da come la società si sta muovendo sul mercato (domani le visite mediche di Grassi), andando su giovani di prospettiva. Tonelli e Barba? Ho chiesto alla società di non comprare giocatori dell’Empoli, perché mi sembra limitativo. Poi, se li considerano profili interessanti, vedremo cosa fare”, ha risposto Sarri, bocciando le trattative che la società ha in piedi con l’Empoli per giocatori che, per giunta, sono stati suoi allievi”.

Rinnovo Higuain, c’è la volontà di arrivare ad un accordo

La Gazzetta dello Sport parla di Higuain: “Al momento, si tratta di semplici indiscrezioni, che tengono conto del fatto che De Laurentiis e l’attaccante argentino non si sono ancora incontrati per ridiscutere il prolungamento del contratto che scadrà nel 2018. Pipita guadagna 5,5 milioni a stagione ed anche l’aspetto economico sarà ridiscusso: l’entourage del giocatore vorrà che il nuovo accordo preveda un ingaggio equiparato ai grandi talenti internazionali. Le parti hanno ribadito, in altre occasioni, che c’è la volontà di arrivare ad un accordo. Quando? Probabilmente a marzo: allora si potrà avere un quadro meglio delineato su quello che saranno le possibilità di arrivare allo scudetto”.

Il CorrSera risponde ai napoletani: “Cori vergognosi a Genova, ma il San Paolo ha il primato dei fischi…”

Il Corriere della Sera risponde ai tifosi del Napoli sui cori razzisti di Marassi. “Ieri a Marassi i soliti cori anti-napoletani: viva il colera, Vesuvio lavali col fuoco e vergogne del genere. Durante e dopo la partita, molti messaggi di tifosi napoletani: e questi allora? Ne scriverete sul Corriere? O vi limitate a condannare le parole di Sarri e a segnalare gli eccessi del San Paolo? Ecco qui, lo scriviamo. Non è solo orribile quel che si urla negli stadi italiani: è tristemente antico. La società si muove, cambia. Intorno a un campo di calcio, invece, tutto rimane uguale. Ogni tifoseria è pronta ad offendersi per quanto subisce, ma giustifica tutto ciò che fa. Lo so: è inutile ragionare di questi temi. Saltano fuori «la fede», «il cuore», l’elogio astuto dell’irrazionale. Ma proviamoci comunque. Nessuno pretende che gli stadi siano sale da concerti. In campo si gioca a calcio, si scontrano ragazzi, sogni e memorie; nessuno chiede silenzi attenti e commenti forbiti. Ma quello che accade negli stadi d’Italia — quasi tutti — è strabiliante: s’è fermato il tempo. Ecco perché Sarri è stato indotto a urlare quelle frasi a Mancini. Credeva che il campo fosse rimasto una zona franca dove nulla si riferisce, tutto si dimentica. Questo abbiamo scritto sul Corriere, giorni fa, parlando del Napoli. Aggiungendo che la squadra migliore del campionato e la tifoseria più appassionata non hanno bisogno di subissare di fischi gli avversari appena toccano palla. Sono arrivate centinaia di commenti: metà giustificano questa pratica, metà ricordano gli insulti che il Napoli riceve sugli altri campi. Ebbene: degli insulti abbiamo detto all’inizio (vergognosi). Ma i fischi sistematici — di cui il San Paolo ha il primato, certo non l’esclusiva — non ci piacciono. Sostenere la propria squadra non significa disprezzare o umiliare gli ospiti. Uno stadio che fischia ogni possesso di palla avversario dimostra insicurezza, non forza. Proviamo a tifare col cuore e a ragionare con la testa, per una volta: si può fare”.

Hamsik: “Voglio arrivare a quota 100 con il Napoli”

Marek Hamsik torna a parlare della sfida di Marassi attraverso il proprio sito. «Sapevamo che a Genova sarebbe stata una sfida difficile, ma siamo stati bravi a prendere subito un vantaggio all’inizio. Abbiamo fatto una grande partita, anche se alla fine ci siamo complicati un poco la vita per acciuffare questa vittoria. Però alla fine ce l’abbiamo fatta. Siamo felici».  «Sono contento di aver dato il mio contributo segnando ancora. Adesso dobbiamo andare avanti per la nostra strada, senza guardare agli altri e concentrandoci solo su noi stessi. Pensiamo solo alla sfida contro l’Empoli di domenica prossima». Quota cento «Sono arrivato a 96 gol con la maglia del Napoli. E’ una bella cifra. Sarebbe fantastico arrivare presto a quota 100».

De Laurentiis: “Spero di annunciare presto Grassi, ho già preso un giocatore per luglio!”

Aurelio De Laurentiis progetta il futuro immediato e quello più a lungo termine. Subito Grassi e un altro giocatore e poi per luglio un nuovo innesto già contrattualizzato. Questo quanto dichiarato dal presidente del Napoli nell’intervista rilasciata a radio KissKissNapoli: “Spero di poter annunciare presto Grassi – ha detto AdL a Valter De Maggio – e poi, come promesso, arriverà un secondo giocatore. Per luglio poi già fatto un nuovo acquisto. Già contrattualizzato”. Insomma, il numero uno azzurro, rilancia in chiave scudetto – costruendo una squadra sempre più giovane e di prospettiva – e proietta lo sguardo oltre al presente: “Abbiamo fatto di tutto per raggiungere gli obiettivi fissati ma poi nelle trattative bisogna tener conto anche delle controparti e della volontà dei giocatori. Comunque due giocatori avevo promesso e due ne arriveranno”. Poi una battuta sulla vittoria contro la Samp (“Successo molto importante”) e uno sguardo alla sfida con l’Empoli: “Facciamo massima attenzione, sono giovani di grande livello (non a caso due di questi Zielinski e Barba piacciono molto agli azzurri, ndr) che proseguono il lavoro tracciato da Sarri”.

sportmediaset.it

VIDEO – A Cimitile, spettacolo notturno della ditta Bruscella e Chiarappa

0

A Cimitile, in provincia di Napoli, ieri 24 gennaio, si è svolta la consueta festa in onore di San Felice in Pincis. Allo spettacolo notturno, ha preso parte la ditta ditta Bruscella e Chiarappa.

dal nostro inviato, Gennaro Novellino

CLICCA SUL PLAYER per vedere il video

VIDEO – Cimitile, spettacolo diurno della ditta f.lli Romano

0

A Cimitile, in provincia di Napoli, ieri 24 gennaio, si è svolta la consueta festa in onore di San Felice in Pincis. Allo spettacolo diurno, ha preso parte la ditta ditta F.lli Romano da Angri (Sa).

dal nostro inviato, Gennaro Novellino

CLICCA SUL PLAYER per vedere il video

VIDEO ViViCentro – A Cimitile, in onore di San Felice in Pincis, lo spettacolo diurno della ditta Boccia e Nappi

0

A Cimitile, in provincia di Napoli, ieri 24 gennaio, si è svolta la consueta festa in onore di San Felice in Pincis. Allo spettacolo diurno, ha preso parte la ditta Boccia e Nappi da Palma Campania (Na).

dal nostro inviato, Gennaro Novellino

CLICCA SUL PLAYER per vedere il video

La strada in salita dei valori. FEDERICO GEREMICCA*

0

Se Matteo Renzi, battezzando il 2016 «anno dei valori», sperava di aprirsi il cammino lungo un sentiero meno impervio rispetto al 2015, «anno delle riforme», bene: gli sono bastate un paio di settimane per aver conferma che le cose non stanno proprio così.  

Le tante e affollate «piazze arcobaleno» di sabato scorso e il prevedibile successo che avrà il Family day – indetto per quello prossimo – sono lì a dimostrarlo.  

Il tema dei cosiddetti diritti civili, infatti, sarà magari tra i meno sentiti nella «cittadella della politica» (come dimostrano, per altro, gli imbarazzanti ritardi accumulati su questo fronte) ma interessa e coinvolge i cittadini in maniera diretta e appassionata, trattandosi di questioni che segnano e scandiscono la loro vita quotidiana. Ed è per questo che le «due Italie» che simbolicamente si contrappongono in piazza sul tema delle unioni civili, a distanza di sette giorni l’una dall’altra, reclamano con urgenza da governo e Parlamento risposte chiare e, soprattutto, definitive. 

Non sarà una gatta facile da pelare, diciamolo subito. I 6 mila emendamenti già presentati in Senato – e tesi a correggere il disegno di legge Cirinnà – non lasciano presagire nulla di buono. In più, il ricorso al voto segreto e il fatto che due dei maggiori gruppi presenti a palazzo Madama (Pd e Forza Italia) abbiano deciso di lasciare libertà di coscienza ai propri senatori, rendono ardua la tradizionale professione di ottimismo: non solo circa l’effettiva approvazione della legge, ma anche riguardo al testo che potrebbe venirne fuori. Se a ciò si aggiunge che quasi tutti i partiti risultano divisi al proprio interno, il quadro è chiaro: e nient’affatto rassicurante. 

Il milione di cittadini italiani, che sabato hanno riempito le «piazze arcobaleno», reclamano però una risposta. Per ora, quella di Renzi e del Pd è chiara: la legge non è rinviabile e il testo Cirinnà non si cambia, nemmeno nel contestatissimo articolo riguardante la cosiddetta stepchild adoption (la possibilità, all’interno di una coppia gay, di adottare il figlio del partner). E’ una linea che non solo non convince tutti nello stesso Pd, ma che ha spaccato la maggioranza di governo e spinto il Vaticano a far sentire la sua voce. In più, da sabato prossimo ci sarà – presumibilmente – almeno un altro milione di cittadini che chiederà a governo e Parlamento cose decisamente diverse – se non opposte – a quelle delle «piazze arcobaleno».  

Per Matteo Renzi un passaggio nient’affatto semplice, e in una settimana che già si presenta – unioni civili a parte – densa e delicata. Domani, infatti, va al voto in Senato la mozione di sfiducia al governo per il caso Banca Etruria; giovedì inizia (sempre a Palazzo Madama) la corrida sul disegno di legge Cirinnà, e il giorno dopo Renzi dovrà volare a Berlino per l’atteso e delicatissimo faccia a faccia con l’«amica» Angela Merkel. Appuntamenti certo delicati e dall’esito non scontato: ma che non possono distrarre governo e Parlamento dalla necessità di colmare, stavolta, una lacuna etica e legislativa insopportabile in un Paese moderno e civile. 

L’«anno dei valori» si apre, insomma, all’insegna dello scontro e delle difficoltà. E a voler andar avanti su questo sentiero (eutanasia, ius soli, legge sull’omofobia) non è che all’orizzonte s’intravedano passaggi semplici. Renzi può lamentare – come in altri campi – il gravosissimo lascito ereditato dalle precedenti classi dirigenti: ed è vero che all’ombra dello strumentale ritornello secondo il quale con le riforme e l’affermazione dei nuovi diritti «non si mangia», il Paese ha accumulato in questa materia ritardi tali da farne fanalino di coda in Europa. Ma così stanno le cose. E se non stessero così, del resto, non ci sarebbe stato bisogno, al governo, di un leader che prometteva di «cambiare verso» ad un Paese prostrato ed arrabbiato… 

*lastampa

 
Alcuni diritti riservati.

Unioni civili: Diritti… di chi? (Costanzo Federico)

0

Il tema delle Unioni Civili certamente è l’argomento che nei prossimi giorni sarà oggetto di scontro politico e di battaglia parlamentare a cominciare dal Senato della Repubblica.

Sabato è  sceso in piazza il “popolo arcobaleno” e per sabato prossimo è prevista la manifestazione del family day a difesa della famiglia tradizionale e del matrimonio tra uomo e donna, “benedetto” tra l’altro dai Vescovi italiani e dalle formazioni più tradizionali della nostra politica.

Ma mi domando è giusto tutto questo? E’ conveniente alzare i toni in un dibattito che è sicuramente delicato ma visti i tempi forse una riflessione definitiva e qualche provvedimento andrebbe preso. Ma come? Potrebbe dire qualcuno. In che modo conciliare certi diritti lecitamente rivendicati con la difesa della natura, della scienza, e della procreazione naturale della specie che sicuramente non appartiene e non dipende da nessuno se non da qualcuno, magari un Dio, che nella sua perfezione ha creduto creature perfettibili l’uomo e la donna, insieme, e dalla loro unione la generazione filiale. Ma Dio è un Dio che lascia anche il libero arbitrio all’uomo, la possibilità di scegliere da se ciò che è buono e ciò che può essere dannoso.

In questa visione Dio lascia libertà all’individuo anche di fare le scelte che ritiene opportune in ambito affettivo, e se il Papa afferma: “chi sono io per giudicare un omosessuale, un gay o chicchessia”, chi siamo noi, ciascun essere umano, per impedire all’Uomo di amare e di amare come meglio crede.

Ed è da questo punto di vista che uno Stato, nel proprio rispetto della laicità e della netta distinzione tra funzione e regolazione  sociale ed esponente di una popolazione cristiana cattolica ma che non sono tutta lo Stato, ma solo una parte, è chiamato a rispondere e ad esaudire ciò che una parte dei propri cittadini chiede.

 E’ giusto che sia così, guai a trincerarsi dietro la forma di una tradizionalità che tra l’altro è scarsamente testimoniata nella sostanza e profondamente minata nella credibilità, lasciandosi guidare dai tempi che cambiano e cercando di regolamentare la realtà in una maniera più confacente e più realistica al vissuto di questi giorni.

Il popolo che ieri ha chiesto in 100 piazze italiane il loro riconoscimento va ascoltato e lo dico da cattolico praticante, lo dico da politico che in consiglio comunale ha votato contro anche la propria maggioranza avversando l’istituzione del registro delle unioni civili ma non perché contrario a prescindere, anzi, ma perché la tematica non poteva essere liquidata in modo frettoloso e senza approfondirne i suoi aspetti più delicati, ovvero la presenza di persone, esseri umani che hanno una dignità come ogni altro essere umano e non è giusto farne strumentalizzazione politica o di bandiera o di partito.

 L’essere umano è prezioso a prescindere dalle sue tendenze e dalle proprie scelte affettive pertanto l’auspicio è che finalmente il Legislatore nazionale e non soltanto piccoli comuni riescano a dare un assetto definitivo a questa tematica con tanto buon senso non eccedendo ne da un versante ne da un altro ma riuscendo a trovare quella giusta sintesi che possa regalare all’Italia uno sprazzo di modernità nella difesa della tradizione, ma in modo intelligente, nel rispetto di tutte le sensibilità, dimostrando, lo spero, ancora una volta la grande nazione che siamo stati e che siamo, in grado di accogliere tutti e di dare lezioni di civiltà al mondo intero come già tanti secoli or sono abbiamo fatto.

Foto: Web

Costanzo Federico

JUVENTUS 1 ROMA 0 Altro passo falso di Spalletti, la Juve vince con un gol di Dybala

0

Roma– La Roma guarisce dalla pareggite e torna a perdere allo Juventus Stadium di Torino sprecando una buona occasione: quella di vincere e rimettersi in gioco tra le “grandi”. Un’idea non troppo ambiziosa se si fosse svegliata prima ed avesse voluto osare un po’ di più. E non sarebbe stato neppure tanto difficile considerato che ha subito un solo gol al 77’ da una Juventus poco più che soddisfacente, capace di mettere a punto una sola rete contro la bella addormentata.         

Primo tempo

La Roma è arroccata in difesa, la Juventus varca con facilità il campo avversario rendendosi subito pericolosa. Per i primi 10 minuti di gioco c’è solo la Juve. Fa possesso palla e conduce la regia della gara mentre i giallorossi subiscono passivamente un attacco spietato.

Al 9’ arriva il primo cartellino giallo per De Rossi dopo uno scontro con Mandzukic.

Seguono due tiri pericolosi di Dybala, il primo bloccato da Szczsney, il secondo deviato da De Rossi.

Al 13’ ammonito Rudiger che travolge Dybala a centrocampo.

Al 17’ arriva il primo tiro in area bianconera, Florenzi dopo un’azione in contropiede calcia da fuori, Buffon para con decisione un tiro piuttosto velenoso.

È ancora la padrona di casa ad aggredire gli ospiti.

Al 19’ Dybala a tu per tu con Scszesney fa partire un siluro che colpisce la traversa, ma l’arbitro Banti fischia il fuorigioco.

Al 23’ Evra sfiora il vantaggio con un tiro a giro a pochi metri dal portiere, ma non inquadra la porta.

La Roma prova a resistere rintanata nella propria metà campo, punta tutto sul contropiede ma non è facile sorprendere una Juventus agguerrita non solo in attacco ma anche in difesa.

Al 37’ sporadica azione giallorossa, Dzeko riceve da sinistra su cross di Salah, colpisce di testa ma non centra la porta.

L’ultima azione prima dell’half time è tutta bianconera: il solito Dybala prova a sbloccare il risultato calciando con un tiro a giro dal limite, ma Scszesney non si fa sorprendere e blocca.

Si conclude con quest’azione il primo tempo con un favorevole e fortunoso 0-0 per i giallorossi.

Secondo tempo

Riprende il match, confermata la stessa formazione.

Al 47’ fallo da ammonizione di Marchisio su Pjanic, l’arbitro lo condona.

Al 50’ ammoniti Pjanic per proteste e Mandzukic per fallo su Rudiger.

Spalletti continua a mantenere un gioco strettamente chiuso in difesa dove la Juve spadroneggia in lungo e in largo senza però riuscire a trovare il varco giusto in area.

Al 63’ i giallorossi iniziano ad avanzare gradualmente improvvisando le attese azioni di attacco. Nainggolan prova a sorprendere Buffon con un tiro dalla distanza, palla deviata in corner.

Primo cambio per Allegri, entra Cuadrado al posto di Lichtsteiner.

Al 68’, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Cuadrado da sinistra fa partire un fendente insidioso, Scszesney respinge con sicurezza; poco dopo ci prova Evra ma il portiere respinge il tiro in maniera piuttosto fortuita.

Termina al 71’ la gara di Vainqueur che cede il posto a Keita.

La Juventus riprende di nuovo in mani le redini della gara.

Al 77’ errore della difesa giallorossa, scoperta sulla fascia destra, Florenzi concede l’ambito spazio a Dybala che dopo un facile contropiede, servito da Pogba, piazza in rete la palla del vantaggio!!!

Juventus 1 Roma 0

All’81’ Dzeko segna ma a gioco fermo per un presunto fallo fischiato dall’arbitro.

All’85’ esce a sorpresa Dybala ed entra Morata.

All’88’ fallo di mano di Pogba che viene ammonito, Pjanic calcia la punizione dal limite, i tifosi bianconeri e dalla panchina preferiscono non guardare. Ma la palla viene deviata in angolo, la Juventus continua a mantenere il vantaggio.

Salah è completamente assente in questa gara, Spalletti alla buon’ora decide di sostituirlo mettendo dentro Sadiq mentre il cronometro segna il 90’.

L’arbitro concede 4 minuti di recupero in cui la Roma crede ancora di poter agguantare il pareggio, un pensiero alquanto ingenuo visto il tardo risveglio dopo la lunga sonnolenza durata almeno 80 minuti.

Spalletti mette dentro anche Torosidis che entra al posto di Florenzi, c’è tempo anche per l’ultimo giallo della serata assegnato a Nainggolan per proteste o forse per fallo su Morata, ha fatto entrambe le cose. Ma di sicuro non c’è tempo per un altro gol: la gara si chiude con il giusto vantaggio dei bianconeri di Allegri il quale, pur effettuando cambi a casaccio, conquista 3 punti importanti che piazzano la Juve da sola al secondo posto ad appena 2 punti dalla capolista, mentre la Roma si allontana sempre più dai piani alti.

FORMAZIONI

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (66’ Cuadrado), Khedira, Marchisio, Pogba, Evra; Mandzukic, Dybala (85′ Morata).

Roma (3-4-2-1): Szczesny; Manolas, De Rossi, Rüdiger; Digne; Pjanic, Vainqueur (71′ Keita), Florenzi (90′ Torosidis); Nainggolan, Salah (90′ Sadiq); Dzeko.

Lecce-JuveStabia: le pagelle delle vespe

0

Brutta sconfitta per la Juve Stabia di mister Zavettieri. Surraco e Cosenza regalano tre punti al Lecce di Braglia, abile a sfruttare le incertezze della retroguardia stabiese.

Ecco le pagelle delle vespe:

  • POLITO 5: Non può nulla o quasi in occasione dei due gol, regala il 3-0 al Lecce con un errore grossolano, per sua fortuna l’arbitro ravvisa un fallo da parte di Surraco.
  • CARILLO 6: Prova discreta la sua, qualche sfumatura dovuta alla poca esperienza ma gara sufficiente per lui.
  • POLAK 6: Al pari di Carillo, tiene abbastanza bene Moscardelli.
  • ROSANIA 4.5: Esordio negativo per il centrale di Terracina. Due distrazioni in occasione dei due gol di Surraco e Cosenza, da rivedere.
  • LIOTTI 5.5:  Doumbia fa quel che vuole sulla sua fascia, Lepore lo anticipa praticamente sempre a centrocampo.
  • OBODO 6: Tiene bene il campo e il conforto con Salvi. Lotta su tutti i palloni fino alla fine.
  • FAVASULI 5.5: Deve rifiatare dopo aver giocato praticamente sempre, c’è bisogno di un ricambio.
  • CARROTTA 6: Buona prova per lui. In fase offensiva si spinge in avanti come esterno, in fase difensiva funge da difensore aggiunto.
  • (GATTO: SV)
  • ARCIDIACONO 5: Evanescente. Non incide mai pericolosamente ma si divora una buona occasione in apertura di match.
  • (DEL SANTE 6: Crea qualche spunto e ci prova con qualche guizzo, c’è bisogno di lui.)
  • NICASTRO 5: Stesso discorso fatto per Arcidiacono, non si vede praticamente mai.
  • GOMEZ 4: Fantasma. Ennesima prova incolore per lui, se la Juve Stabia non crea nessun problema a Perucchini è anche e soprattutto colpa di un’altra sua prestazione incolore.
  • (IZZILLO: SV) 

Braglia: “Juve Stabia esperienza unica. Contento per la prestazione.” (VIDEO)

0

Al termine del match del Via Del Mare tra Lecce e Juve Stabia, vinto 2-0 dai padroni di casa grazie alle reti di Surraco e Cosenza, si è presentato in sala stampa il tecnico dei giallorossi, ex Juve Stabia, Piero Braglia.

Ecco le sue parole:

“La squadra ha fatto tutto quello che ho chiesto, ci siamo disposti benissimo in campo e sono felice di come hanno interpretato la gara. Siamo una squadra veramente forte ma ci sta non vincere sempre, in casa facciamo benissimo così come fuori, non saranno gli ultimi due pareggi esterni ad intaccare il nostro lavoro. Surraco ha fatto benissimo così come gli altri, ripeto che sono felice della prestazione e al di là del modulo credo che questa squadra possa giocarsela ovunque. Sowe? Mi aspetto tanto da lui, quando salta l’uomo non si riesce a recuperarlo, credo possa fare benissimo. Il mercato? Non chiedo niente, se parte Beduschi sarà rimpiazzato, altrimenti resteremo così. La Juve Stabia? Ho un grandissimo ricordo della Juve Stabia di Castellammare, sono stato più che bene lì e la città mi ha dato tanto, non rinnegherò mai i bellissimi momenti vissuti sulla panchina delle vespe.”

https://www.youtube.com/watch?v=QTzSXQToNc8

Surraco: “Siamo una squadra fortissima, è dura tenerci testa.”

0

Al termine del match del Via Del Mare tra Lecce e Juve Stabia, vinto 2-0 dai padroni di casa grazie alle reti di Surraco e Cosenza, si è presentato in sala stampa l’autore del gol del vantaggio Juan Surraco.

Ecco le sue parole: Juan Surraco

“Abbiamo sfoderato una grande prestazione oggi, abbiamo vinto meritatamente e sono felice per aver segnato, oltre che per aver vinto. Per fortuna l’ho presa bene e sono riuscita a spedire la palla dietro le spalle di Polito. Dedico il mio gol al nostro magazziniere che mi aiuta sempre, io spero di segnare tanto ma anche fare assist per gli altri e vincere mi va bene. Se tutti facciamo il nostro dovere è difficile per tutti metterci in difficoltà. Siamo una squadra quadrata e trovare una squadra alla nostra altezza è difficile. Ad Andria il manto erboso non era in buone condizioni, oggi era perfetto e infatti abbiamo giocato molto meglio. La posizione in campo? Io mi metto a disposizione del mister e spero di segnare sempre come oggi. Andremo a Caserta con maggior calma dopo questa vittoria, se diamo il massimo possiamo vincere senza problemi.”

VIDEO in elaborazione

Il Podio Gialloblù di Lecce – Juve Stabia 2 – 0

Dopo 12 risultati utili consecutivi, si interrompe la striscia positiva delle Vespe e di Nunzio Zavettieri. Al Via del Mare di Lecce la squadra di Braglia supera senza difficoltà la Juve Stabia.

Campionato Lega Pro, Girone C, 24/01/16, Lecce – Juve Stabia 2 – 0

PODIO

Medaglia d’oro: a Francesco Favasuli, timoniere d’esperienza di una nave alla deriva. Il Capitano gialloblù comprende fin dai primi minuti che, quella che si sta giocando, è un match dove il fioretto deve lasciare spazio alla sciabola e gioca con attenzione, grinta e cuore. Nella prima parte del primo tempo Favasuli fa un lavoro sporco fondamentale e che assume ancor più valore perché non nelle corde del centrocampista ex Salernitana; il Capitano tenta come può di guidare i compagni, facendo da collante tra la difesa, aiutata con ripiegamenti profondi, e l’attacco, servito con passaggi lunghi, non sfruttati da punte poco incisive ed inconsistenti. Nel marasma visto oggi tra le Vespe, Favasuli è forse l’unico in campo che ha tentato di dare ordine e di arginare le folate del Lecce.

Medaglia d’argento: a Luigi Carillo, ancora autore di una buona prestazione. Il baby difensore conferma quanto di buono fatto vedere all’esordio da titolare contro il Melfi e risulta, forse, il più in palla tra gli uomini della retroguardia stabiese. Il giovane difensore dopo appena due minuti è provvidenziale nell’anticipare di testa Doumbia, lasciato solo a pochi metri dalla porta di Polito, ed a servire l’estremo difensore gialloblù. Nella ripresa Carillo è bravo a replicare la chiusura prodigiosa della prima frazione, sempre su Doumbia, con un tuffo di testa coraggioso che fa invocare ai padroni di casa il calcio di rigore per un presunto tocco con il braccio. In un match su un campo difficilissimo, contro una delle squadre più forti del torneo, Carillo riesce a non farsi travolgere dalle azioni del Lecce, mostrando una maturità ed una attenzione ben superiori a quelle dei suoi 20 anni.

Medaglia di bronzo: ai tifosi stabiesi, al solito ammirevoli. I supporter gialloblù non si sono fatti condizionare da una classifica deficitaria, da una squadra in difficoltà e da un match programmato ad un orario non certo comodo ed hanno seguito in massa la Juve Stabia, sostenendola per tutti i novanta minuti ed indipendentemente dal risultato. Vedere quell’angolino del “Via del Mare” tinto di gialloblù con le grandi bandiere sventolanti, anche dopo i due gol del Lecce ed a partita quasi terminata, è stato davvero emozionante. Nel solito week end in cui si sono registrate contestazioni alle proprie squadre, cori razzisti nei confronti di piazze del sud, insulti incivili ecc i tifosi stabiesi hanno dato l’ennesima dimostrazione di quanto siano un esempio per gli Ultras di tutta Italia.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Daniele Rosania, il cui esordio in maglia gialloblù è stato da horror. Il difensore prelevato dalla Paganese ha la sfortuna di esordire non solo in una partita complicatissima, ma anche in un ruolo non suo ed in cui non può trovarsi a suo agio. Le assenza di Cancellotti e Romeo, infatti, costringono Zavettieri a schierare Rosania terzino destro ed i risultati sono purtroppo molto negativi. Il difensore, pur non giocando male, appare in netto ritardo in occasione dei due gol del Lecce. Sulla prima realizzazione, quella di Surraco, Rosania si lascia scappare ingenuamente Doumbia, bravo poi a servire il numero 10 salentino per il vantaggio dei giallorossi. Nel secondo tempo, sul corner da cui nasce il raddoppio dei padroni di casa, è ancora Rosania che si lascia sopraffare, questa volta di testa, dall’autore della rete, Cosenza. Dispiace per il brutto esordio del difensore gialloblù, che va sicuramente rivalutato nel proprio ruolo e dopo che avrà acquisito una maggiore intesa coi compagni di reparto.

Medaglia d’argento: a Guido Gomez, sempre lontano dall’essere un vero attaccante. La punta viene scelta da Zavettieri dal primo minuto al posto di Del Sante, non al meglio della condizione, ed ancora una volta la sua prestazione è sconsolante. Gomez non ha la forza di contrastare gli avversari, di fare sponde per i compagni, di andare in pressing sul portatore di palla o di rendersi presente in area di rigore. Per essere più chiari, la partita di Gomez sembra quella di un bambino di 10 anni che gioca contro ragazzi di 16-17 anni e che, di conseguenza, a stento riesce a toccare una palla. In un match così difficile, dove prima ancora delle doti tecniche era necessario tirare fuori la grinta, la voglia di far bene e la determinazione, Gomez sbaglia per l’ennesima volta tutto, dando l’impressione di essere sceso in campo quasi demotivato e sfiduciato.

Medaglia di bronzo: per la prima volta da quando siede sulla panchina delle Vespe, a Mister Zavettieri. Probabilmente qualunque scelta avesse fatto il tecnico gialloblù, la Juve Stabia sarebbe uscita senza punti dal Via Del Mare in virtù della forza dell’avversario e dell’emergenza in cui versa la sua squadra, ma alcune scelte del tecnico hanno lasciato qualche dubbio. Innanzitutto la decisione di schierare dall’inizio due punte vere più Arcidiacono ha probabilmente messo in difficoltà la squadra, che non è stata in grado di tamponare le avanzate del Lecce anche per la scarsa copertura dei tre giocatori offensivi schierati. Sarebbe stato, forse, più opportuno un 4-4-1-1 con Arciadiacono a sostegno di Nicastro e, soprattutto, Maiorano in mezzo al campo a dare man forte ad Obodo e Favasuli. Proprio la terza bocciatura consecutiva riservata a Maiorano, che dopo il suo recupero non è mai sceso in campo, nemmeno per un minuto, lascia qualche perplessità. Il centrocampista battipagliese è un elemento, per esperienza e dinamismo, troppo importante per rimanere fuori, soprattutto in partite così difficili ed in un periodo così complicato. Infine, non capiamo perché, se proprio le due punte vere sembravano la soluzione giusta, Gomez è stato preferito a Del Sante. Inutile dilungarsi troppo, semplicemente Del Sante, anche al 60% e senza i novanta minuti delle gambe, appare al momento superiore a Gomez che, suo malgrado, deve recuperare cattiveria e grinta se vuole cercare di fare la differenza in un categoria difficile come la Lega Pro.

Raffaele Izzo

Cosenza: “La vittoria è la dimostrazione del fatto che siamo stati criticati ingiustamente.”

0

Al termine del match Lecce Juve Stabia, vinto 2-0 dai padroni di casa grazie alle reti di Surraco e Cosenza, si è presentato in sala stampa il difensore del Lecce, Giuseppe Cosenza, autore del gol del 2-0.

Ecco le sue parole:

“Mi mancava segnare, mi sentivo che avrei segnato oggi e così è stato. Ho dedicato il gol ad un mio amico in difficoltà. Abbiamo giocato benissimo e la vittoria è stra meritata. Speravo segnasse Moscardelli perché si danna e da tutto per la squadra, deve stare tranquillo perché i gol arriveranno, per oggi mi godo il mio gol e i tre punti che sono fondamentali per andare a Caserta con la testa più leggera dopo due gare difficili a Rieti ed Andria. La vittoria è il giusto frutto del nostro lavoro e credo sia la dimostrazione migliore di quanto sia forte questa squadra. Siamo stati criticati invano e abbiamo dimostrato di avere la forza di battere tutti, siamo una squadra fortissima.”

VIDEO in allestimento

Daniele Rosania: Peccato per l’esordio negativo. Sono sicuro che ci rifaremo.. (VIDEO)

Esordio non felice per il nuovo difensore gialloblè, Daniele Rosania. Ecco le parole del centrale delle Vespe, da noi ascoltato dopo il match di Lecce.

Dispiace aver esordito con una sconfitta ma abbiamo giocato contro un avversario di assoluto valore. Sarebbe stato difficile fare risultato anche se fossimo stati al completo, purtroppo però le tante assenze hanno reso tutto ancor più complicato, fermo restando che non devono essere un alibi. Dobbiamo restare uniti e pensare già al prossimo match contro il Catanzaro.

Sicuramente non è stata la mia miglior prestazione; le gambe non giravano come al solito. Senza dubbio ha influito sulla mia partita il fatto che non giocassi dal 20 dicembre, quindi le scorie del periodo di inattività si sono fatte sentire. Sono certo, però, che in breve tempo tornerò al top della forma.

Con Polak mi sono trovato subito bene. Jan è un grande difensore ed un’ottima persona, mi sta aiutando ad inserirmi in un gruppo molto compatto ed in cui c’è tanta voglia di fare bene. Speriamo di fare grandi cose insieme.

Ho scelto la Juve Stabia senza pensarci un attimo. Le Vespe rappresentano il punto più alto della mia carriera fino ad ora. Finalmente mi trovo in un club blasonato, con una storia importante e con un’organizzazione che non lascia nulla al caso. Spero di non deludere la Società che ha puntato su di me.

Raffaele Izzo

Nunzio Zavettieri: Dispiace per le tante assenze. Sui gol del Lecce siamo stati ingenui.. (VIDEO)

Al termine della sconfitta rimediata a Lecce, il tecnico della Juve Stabia, Nunzio Zavettieri, si è soffermato ai nostri microfoni.

Ecco le parole del tecnico gialloblè:

Il Lecce è forse la squadra più forte di questo campionato ed oggi lo ha dimostrato.

Il rammarico è non aver potuto giocare questa partita con tutti gli uomini a disposizione. Adesso sarà importante non abbattersi e preparare nel modo giusto la prossima partita, quella di domenica contro il Catanzaro. Purtroppo ho dovuto fare di necessità virtù, costringendo alcuni ragazzi a giocare fuori ruolo e mettendoli, quindi, in parte in difficoltà. Non avevo però alternative; le assenze erano davvero tante.

Dispiace anche perché sui due gol, in particolare sul primo, abbiamo commesso ingenuità importanti, senza le quali il Lecce non avrebbe segnato. Dobbiamo essere più cattivi e concentrati. In un campionato così difficile le doti caratteriali valgono quanto quelle tecniche.

La speranza è che questa sconfitta non lasci strascichi psicologici; sappiamo che oggi ci è mancata furbizia, oltre ai tanti infortunati. La classifica non è sicuramente positiva ma, sinceramente, non la guardo.

So quanti punti abbiamo ma non in che posizione siamo; in un momento così non conta sapere il nostro piazzamento ma conta solo la consapevolezza di dover migliorare e fare di più.

https://www.youtube.com/watch?v=XETFhjWZjDg

Raffaele Izzo