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Perugia-Pescara 0-4: poker del Pescara in Umbria

Un Pescara tonico e brillante, piega con un perentorio 4-0 a domicilio, un Perugia evanescente e mai in partita. Per gli abruzzesi si tratta del sesto successo di fila, che permette alla squadra di Massimo Oddo di consolidare il terzo posto in classifica. Sabato all’Adriatico – “Cornacchia” gli abruzzesi ospiteranno il Bari, in un vero e proprio scontro promozione. Ottime le prestazioni di Torreira e del solito Lapadula, sempre più bomber e capocannoniere del torneo cadetto. Perugia assolutamente non pervenuto: la squadra di Bisoli non ha praticamente mai tirato in porta. Terza sconfitta di fila per gli umbri, che vedono la zona play-off allontanarsi sempre di più.

LA CRONACA – Pescara e Perugia si affrontano al “Curi” nella sfida valida per la seconda giornata di ritorno. Abruzzesi reduci da 5 successi di fila e saldamente al terzo posto, mentre gli umbri stanno vivendo un momento difficile, come le 2 sconfitte di fila e l’anonima posizione di classifica, certificano: umbri fuori dalla zona play-off.

Oddo si affida al suo consueto 4-3-1-2, con la coppia Caprari-Lapadula in avanti supportata sulla trequarti da Benali. Risponde Bisoli, il quale propone il modulo 4-3-3, tridente formato dagli esterni Di Carmine e Zapata, con al centro Bianchi. Formazione di casa pesantemente rimaneggiata, vista l’assenza di ben 6 titolari. Arbitra Saia di Palermo.

Buon inizio del Pescara, che al 6’ si vede con un tiro dalla distanza da parte di Memushaj: la palla finisce alta sopra la traversa. Al 12’ Caprari da ottima posizione, non riesce ad impensierire il portiere locale. Si tratta sempre del Pescara che fa la partita, proponendosi in avanti, mentre il Perugia fatica nel trovare varchi offensivi.

Al 16’, ottimo cross dalla sinistra da parte di Zampano, Lapadula calcia all’altezza del dischetto del calcio di rigore, ma la palla si perde sul fondo. Al 26’ rocambolesco vantaggio del Pescara: cross basso dalla sinistra di Memushaj, Rossi del Perugia controlla in maniera assolutamente maldestra la palla, che supera la linea di porta e permette al Pescara di passare in vantaggio, grazie ad un’autorete.

Al 32’ Fiorillo deve bloccare un’insidiosa deviazione di Campagnato. Al 36’ Lapadula si libera e tira in area: respinge con i pugni l’ottimo Rosati. La prima frazione si chiude con il Pescara in avanti, e con gli abruzzesi che hanno un’altra buona chance con Lapadula. 1-0 per il Pescara al termine della prima frazione. Abruzzesi meritatamente in vantaggio, sebbene grazie ad un rocambolesco autogoal. Perugia mai pericoloso.

Nel secondo tempo, al 47’, grande chance per il Perugia, ma il tiro di Zapata dal limite dell’area di contro balzo, termina di un soffio fuori bersaglio, con Fiorillo completamente fuori causa. Al 56’ lungo lancia per Lapadula, la cui conclusione in area per poco non porta al raddoppio la sua squadra. Perugia sempre in affanno, mentre gli abruzzesi tengono saldamente le redini del match.

Il raddoppio del Pescara arriva al 67’, con Zampano che pesca Lapadula libero in area, il capocannoniere del campionato cadetto, sul filo del fuorigioco, dribbla Rosati e insacca per il 2-0. Il Perugia è alle corde, e al 70’ Benali, dopo un ottimo invito di Lapadula, timbra il terzo goal per gli abruzzesi. Al festival del goal abruzzese partecipa anche Caprari, molto ben servito da Verre, che al 73’ cala il poker agli umbri, finiti al tappeto. Il fischio finale è come una liberazione per gli umbri, surclassati da un Pescara in grande spolvero.

PERUGIA-PESCARA 0-4 TABELLINO:

PERUGIA (4-3-1-2): Rosati, Milos, Volta, Rossi, Spinazzola, Salifu (59′ Didiba), Taddei, Della Rocca, Zapata, Bianchi, Di Carmine. All. P. Bisoli.

PESCARA (4-3-1-2): Fiorillo, Fiamozzi, Campagnaro (77′ Zuparic), Fornasier, Zampano, Verre, Torreira, Memushaj, Benali, Lapadula (74′ Cocco), Caprari (83′ Mitrita). All. M. Oddo.

 

ARBITRO: Sig. Francesco Paolo Saia di Palermo

Reti: 25′ Rossi (aut), 67′ Lapadula, 70′ Benali, 73′ Caprari

AMMONITI: Campagnaro, Zampano

CHRISTIAN BARISANI

 

 

Live testuale Lecce-JuveStabia (2-0)

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La Juve Stabia allo stadio “Via del Mare” affronta il Lecce dell’ ex Braglia.

 

Entrambe le formazioni reduci da due pareggi di seguito cercano la vittoria.  I padroni di casa scendono in campo con il 3-4-3 schierando Perucchini, Freddi,  Legittimo, Papini, Cosenza, Abruzzese,  Lepore, Salvi, Moscardelli, Surraco,  Doumba.  3-4-3 anche per le Vespe  di Mister Zavettieri con Polito, Rosania, Liotti, Obodo,  Polak, Carillo, Carrotta,  Favasuli, Gomez, Arcidiacono, Nicastro.

 

Lecce JuveStabia in campo

 

Calcio di inizio affidato ai padroni di casa.

Minuto 2 occasione per il Lecce, sfuma l’azione Doumbia grazie all’ intervento di Carillo.

Minuto 4 la Juve Stabia cerca di ripartire con Arcidiacono che però commette fallo ai danni di Lepore.

Minuto 6 ancora gli ospiti in attacco, un lancio lungo di Rosania serve Arcidiacono ma i difensori non gli permettono di crossare, mandando la palla in fallo laterale.

Minuto 9 Gomez serve Arcidiacono che però non riesce a controllare, la sfera giunge nelle mani di Perucchini.

Minuto 10 Lecce in avanti, Surraco per Moscardelli ma Polak interviene ed evita la conclusione.

Minuto  13 Nicastro tenta una conclusione da fuori area, nessun pericolo per l’estremo difensore del Lecce.

Minuto 18 Colpo di testa di Freddi, la sfera finisce sopra la traversa.

Minuto 20 Il Lecce in vantaggio grazie a Surraco servito da Doumba.

Minuto 33 I padroni di casa in attacco ma Salvi commette fallo e la palla viene riconsegnata agli ospiti che battono un calcio di punizione.

Minuto 35 Le vespe in attacco con Obodo  che serve Carillo ma  non riesce a gestire la sfera.

Minuto 37 Carillo ferma Moscardelli che stava raggiungendo Polito.

Minuto 38 Lancio lungo di Salvi per Moscardelli ma è fuori misura.

Minuto 40 Favasuli sbaglia un lancio diretto a Gomez.

Minuto 42 Errore di Carillo che si fa passare la palla sotto le gambe da Doumbia. Serve Moscardelli che però colpisce il palo.

Minuto 44 Tiro dalla tre quarti di Liotti ma colpisce Freddi.

La prima frazione di gioco termina con il vantaggio per 1 a 0 del Lecce.

Minuto 46  occasione per Gomez ma Perucchini riesce a bloccare la sfera.

Minuto 48 Cross in area di rigore di Doumba che serve Moscardelli ma non riesce a concludere.  

Minuto 52 Doppio vantaggio del Lecce ad opera di Cosenza  scaturito da un calcio d’angolo.

Minuto 53 Arcidiacono lascia il posto a Del Sante

Minuto 57 Gomez non riesce a servire Nicastro al centro dell’ area di rigore.

Minuto 65 Occasione per Cosenza che di testa butta il pallone di poco a lato.

Minuto 70 Tiro dalla distanza di Salvi, Polak riesce ad intercettarlo.

Minuto 72 per il Lecce Doumbia lascia il posto a Sowe, ex Juve Stabia.

Minuto 74 Del Sante commette fallo nei confronti di Surraco che guadagna un calcio di punizione. Nessun problema per Polito.

Minuto 77 Doppio cambio per la Juve Stabia. Entrano Gatto e Izzillo al posto di Gomez e Carrotta.

Minuto 84 Il Lecce sostituisce Moscardelli e Surraco. Entrano Curiale e De Feudis 

Minuto 94 De Feudis cerca la conclusione ma viene bloccato dalla difesa gailloblu.

Ammoniti: Perucchini, Freddi,Polak.

Corner 7 (Lecce), 1 (Juve Stabia)

Il match termina 2-0. I pugliesi tornano a vincere e le vespe di Zavettieri perdono la prima partita dopo una scia di risultati positivi. 

CRITICI I DATI SULL’ESUBERO DEL SETTORE BANCARIO – PREVISTI ULTERIORI TAGLI CON I NUOVI PIANI

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Abi

(di Virginia Murru)

Il resoconto delle contrazioni dei posti di lavoro nel settore bancario non è incoraggiante, ad esprimere allarme è il sindacato più rappresentativo della categoria, ossia la Fabi, l’organizzazione che esprime anche la più incisiva forza contrattuale. Purtroppo in questo ambito sono i numeri a parlare, più che le parole: a partire dal 2000 ad oggi, si sono persi circa cinquantamila posti di lavoro, non è cosa da poco. Ma i piani industriali delle 15 maggiori banche italiane, prevedono ulteriori esuberi, contabilizzati nei cosiddetti ‘costi fissi’, di cui i dipendenti rappresentano l’onere maggiore. Per questo sono attualmente allo studio strategie volte a contrarre ulteriormente il personale, attraverso fusioni e aggregazioni che dovrebbero ridurre il passivo di questa voce in bilancio. Il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni, tuttavia, mette le mani avanti, a tutela dell’occupazione dei lavoratori bancari, sostenendo che non vi sarebbe più spazio di manovra da parte degli istituti di credito, che già pesantemente sono intervenuti per ridimensionare i loro quadri nel corso degli ultimi quindici anni. E poi ci sarebbe la legge Fornero, che ha già stretto una morsa intorno alla possibilità di ulteriori tagli e previsioni di esuberi, e pertanto, al di là degli accordi già presi in merito con il sindacato di categoria, non ci potrebbero stare altre riduzioni.

Dal 2009 al 2014 si sono persi quasi 28 mila posti di lavoro, con la Lombardia, che da sola ne ha perso oltre 7 mila, seguono il Piemonte e la Toscana, le regioni più penalizzate dall’ascia del ridimensionamento dei dipendenti. Secondo le stime della Fabi, e considerando gli ultimi piani industriali delle banche, ci sarebbero, entro il 2018, ancora esuberi per circa 23 mila posti.. Non sono numeri che parlano di sviluppo, e in queste strategie, oltre alla crisi economica in atto,  ci sono anche da considerare i nuovi assetti del sistema bancario, la digitalizzazione, che ha portato ad aumentare considerevolmente il numero delle ‘vittime’. La prospettiva resta preoccupante, e nonostante i fondi di tutela dei lavoratori del settore (finanziamento fondo esuberi), la riduzione del personale resta la sola via percorribile per evitare problemi ancora più gravi all’interno degli istituti stessi. La Fabi si oppone anche alla possibilità del pensionamento anticipato, sostenendo che va recuperata la fiducia sulla clientela, attraverso una forma di business più dinamica e rivolta alle iniziative economiche in atto.

La crisi dell’occupazione nel settore, si svolge in un’atmosfera di  polemica relativa al salvataggio degli istituti di credito, e le manovre del nostro governo atte a riportare in piedi alcune aziende di credito fallite (Banca delle Marche, Etruria, Cariferrara e Chieti). Il nostro paese deve in ogni caso fare i conti anche con le direttive dell’Unione Europea, e in particolare con il rigore delle norme emanate dalla BCE, che la legislazione interna dei paesi membri ha il dovere di recepire e applicare. Il ‘bail-in’ è entrato in vigore il primo gennaio di quest’anno..

In Sardegna scompare un istituto di credito praticamente storico, la Banca popolare di Sassari, fondata intorno al 1880, i 54 sportelli presenti in tutta la regione passeranno sotto il controllo del Banco di Sardegna, che a sua volta fa parte del gruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna, Bper,   che  detiene il 51% del suo capitale. Anche le insegne della Popolare di Sassari saranno un ricordo legato al passato. La Bper è una delle più solide banche italiane, il cui marchio è quotato in borsa a Milano. Il nuovo piano industriale della Bper prevede un pacchetto di esuberi sul quale il sindacato di categoria, la First, e la Cisl regionale, non concordano. Si lotta per evitare il peggio, ma le decisioni sembrano prese, e nel volgere di un triennio, in Sardegna potrebbero cambiare tante cose. Del resto si vive in un continuo clima di provvisorietà, queste sono le carte del terzo millennio, che si presenta denso di sconvolgimenti e incertezza un po’ ovunque.

In Sardegna, su un totale di esuberi previsti dai nuovi piani industriali esaminati dalla Fabi, pari a 570 unità, circa 250 dovrebbero riguardare le riduzioni programmate dal gruppo Bper nei due istituti sardi.

La Banca Popolare di Sassari svolgerà in futuro funzioni di ’consumer’, ossia di credito al consumo, e perderà quella di ‘retail’, cioè di servizio pubblico. Nonostante si voglia fare passare l’iniziativa come occasione di ‘crescita e arricchimento’, e i posti di lavoro, in definitiva, dovrebbero essere in parte salvaguardati, i sindacati e gli stessi dipendenti, non esprimono certo entusiasmo.

D’altronde il gruppo Bper non ha deciso solo la sorte del ‘marchio’ della Popolare di Sassari, è intervenuta anche in altre regioni, come la Campania; il nuovo piano di esuberi, per consolidare e favorire il rilancio dell’istituto, prevede una riduzione dei lavoratori che vanno oltre le mille unità.

Sarri: “E’ stata dura, ma era importante vincere. Higuain? Deve continuare così” (VIDEO)

Maurizio Sarri ha parlato nel post partita della vittoria a Marassi contro la Sampdoria. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sky Sport: “Vittoria importante contro una squadra con qualità tecniche importanti. Partita difficile, indirizzata bene: peccato per averla riaperta a fine primo tempo. Loro ci hanno messo complicato un po’ le cose, non concediamo tantissimo ma quando lo facciamo ci fanno gol. Contento per Hamsik al di là del gol sta diventando un centrocampista completo. I ragazzi hanno grande intensità ma non devono essere stimolati dagli avversari che si avvicinano: devono chiudere le partite prima. Fossi Higuain non mi preoccuperei di vincere il pallone d’oro ma continuerei solo a migliorare. Il resto viene di conseguenza”.

(Pasquale Ammora)

VIDEO in elaborazione

Hamsik in gol: raggiunto Careca nella storia del Napoli!

Marek Hamsik segna il gol del 3-1 allo stadio Marassi contro la Sampdoria. Con la sua marcatura, raggiunge Careca nella classifica dei marcatori azzurri: lo slovacco è al sesto posto con 96 gol in maglia azzurra.

Hamsik: “Ora vogliamo battere l’Empoli. Careca? Voglio i 100 gol in azzurro” (VIDEO)

Marek Hamsik ha parlato ai microfoni di Premium al ermine della gara vinta contro la Sampdoria:

“In questo campo non è mai facile e siamo contenti per il risultato. Peccato per il 3-2 subito, ma queste vittorie ci compattono. Ora l’Empoli per fare punti. Siamo là in alto e vogliamo giocarcela. Careca? Voglio i 100 gol in azzurro”.

VIDEO in elaborazione

Sampdoria-Napoli, i voti di Vivicentro: Higuain, che numeri!

Il Napoli batte anche la Sampdoria a Marassi e allunga sulla Juve in attesa della gara di questa sera contro la Roma e sull’Inter dopo il pari interno con il Carpi. Questi i voti di Vivicentro.it:

25 Reina 6; 2 Hysaj 6.5, 33 Albiol 6, 26 Koulibaly 6, 31 Ghoulam 6 (3 Strinic 6, dal 26° s.t.); 5 Allan 6, 8 Jorginho 5.5, 17 Hamsik 6.5; 7 Callejon 5.5 (77 El Kaddouri 6, dal 35° s.t.), 9 Higuain 7, 24 Insigne 7 (14 Mertens 7, dal 30° s.t.). Panchina: 1 Rafael, 22 Gabriel, 21 Chiriches, 96 Luperto, 11 Maggio, 94 Chalobah, 19 David Lopez, 6 Valdifiori, 23 Gabbiadini. All. Sarri 7

a cura di Ciro Novellino

Sampdoria-Napoli, il tabellino del match: che gol di Hamsik!

Il Napoli batte la Sampdoria allo stadio Luigi Ferraris nel 21° turno del campionato di serie A. Reti di Higuain all’8° p.t., Insigne al 18° p.t. su rig., Correa al 45° p.t., Hamsik al 14° s.t., Eder al 27° s.t. e Mertens al 34° s.t.

SAMPDORIA (4-3-3) – 2 Vivano; 5 Cassani, 4 Moisander, 87 Zukanovic, 19 Regini; 77 Carbonero, 7 Fernando, 8 Barreto (25 Alvarez, dal 10° s.t.); 10 Correa (95 Ivan, dal 35° s.t.), 99 Cassano (11 Dodò. dal 20° s.t.), 23 Eder. Panchina: 1 Puggioni, 57 Brignoli, 13 Pereira, 26 Silvestre, 17 Palombo, 20 Krsticic, 24 Muriel, 9 Rodriguez. All. Montella

NAPOLI (4-3-3) – 25 Reina; 2 Hysaj, 33 Albiol, 26 Koulibaly, 31 Ghoulam (3 Strinic, dal 26° s.t.); 5 Allan, 8 Jorginho, 17 Hamsik; 7 Callejon, 9 Higuain, 24 Insigne (14 Mertens, dal 30° s.t.). Panchina: 1 Rafael, 22 Gabriel, 21 Chiriches, 96 Luperto, 11 Maggio, 94 Chalobah, 19 David Lopez, 6 Valdifiori, 77 El Kaddouri, 23 Gabbiadini. All. Sarri

ARBITRO Daniele ORSATO di Schio (Assistenti: Barbirati-Marzaloni. IV uomo: Manganelli. Arbitri di porta: Damato-Doveri)

Sampdoria-Napoli: formazioni ufficiali. (Pasquale Ammora)

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Nessuna sorpresa in casa Napoli, Sarri si affida agli uomini migliori per mantenere la testa della classica. Dall’ altra parte una Sampdoria a caccia del riscatto che continua ad affidarsi all’ estro di Cassano.

Ecco le formazioni ufficiali:

SAMPDORIA: Viviano, Moisander, Zukanovic, Cassani, Regini, Fernando, Barreto, Correa, Eder, Carbonero, Cassano.

NAPOLI: Reina, Hjsaj, Koulibaly, Albiol, Ghoulam, Hamsik, Jorginho, Allan, Callejon, Insigne, Higuain.

L’ISCHIA ISOLAVERDE OGGI PRIMA DELLA GARA CON IL MESSINA, RICODERA’ GIANGIACOMO MONTI

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Giangiacomo MontiPrima dell’inizio di Ischia Isolaverde-Messina,  sarà osservato un minuto di raccoglimento per ricordare il Dottor Giangiacomo Monti, medico sociale gialloblù in diverse epoche, in particolare la stagione 2009/2010.

Ex calciatore, papà di Andrea – militante nelle giovanili dell’Ischia – Giangiacomo Monti è stato un professionista e uno sportivo esemplare. Sempre disponibile verso il prossimo, con una grande passione per il calcio, il Dottor Monti ha lasciato un ricordo indelebile in tutti i campi. Da quello medico a quello associativo, passando per quello sportivo.

A una settimana di distanza dalla sua scomparsa, doveroso tributare un minuto di silenzio.

Ciao Giangiacomo, non ti dimenticheremo mai!

Il Torino non molla El Kaddouri, Petrachi pensa ad un acquisto last-minute

Secondo Tuttosport, il Torino non molla la presa per Omar El Kaddouri del Napoli. Petrachi ha le idee molto chiare a riguardo e sarebbe intenzionato a lanciare l’affondo decisivo nelleultime ore di mercato. Un colpo last-minute dunque per Ventura che riabbraccerebbe volentieri l’attuale calciatore del Napoli.

Luperto più 4mln per Barba, domani l’incontro decisivo

La Gazzetta dello Sport scrive: “Per domani è previsto un ritorno alla carica del Napoli per Barba, in scadenza nel 2017. Nella trattativa dovrebbe essere inserito come contropartita tecnica il difensore classe ’96 Luperto, questo elemento più una cifra vicina ai 4 milioni potrebbero essere la chiave di volta per lasciare andare Barba da Sarri”

USA – Jonas paralizza costa est, 18 morti

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Washington – Un’epica tempesta di neve e di forti venti, Jonas, ha paralizzato sabato dieci Stati della costa orientale americana, ha causato almeno 18 morti, decine di feriti e intrappolato centinaia di persone per ore sulle strade.

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New York – La tempesta ha colto di sorpresa New York, che in poche ore è passata dall’attendersi effetti minori al divieto del traffico prorogato fino a questa mattina (mezzogiorno in Italia) di fronte a una nevicata che, in poche ore, ha lasciato a terra 63 centimetri, la terza più grande nevicata da quando si sono cominciate a registrare, nel 1869. Nella città più popolata del Paese, la metro esterna è stata sospesa, l’isola di Manhattan ha chiuso i tunnel e i ponti che la uniscono alla terraferma e si è fermato tutto in una delle sue strade simbolo: spettacoli cancellati a Broadway.

Washington D.C. – La capitale e’ da mezzogiorno di venerdì virtualmente ferma e in massima allerta: sabato ha registrato la peggiore fase della tempesta, con venti violenti, visibilità quasi nulla, grandi accumuli di neve e temperature gelide in discesa, fino alle minime che si sono avvicinate ai meno 20 gradi centigradi. La metro di Washington, che serve gli Stati limitrofi di Virginia e Maryland, rimarrà chiusa almeno fino a lunedi’, mentre il sindaco, Muriel Bowser, ha chiesto ai cittadini di rimanere a casa e lasciar lavorare le macchine spazzaneve.

Traffico aereo  La tempesta ha messo in crisi notevolmente il traffico aereo, con oltre 12mila voli cancellati e la previsioni che i voli non cominceranno a riprogrammarsi fino a lunedì nei vari scali principali.

Higuain non ha digerito l’eliminazione dalla Coppa Italia ed è ancora più carico

La Repubblica scrive su Gonzalo Higuain: “Non ha digerito l’eliminazione in Coppa Italia, quindi cerca il riscatto con una grande prova per ribadire il primato in classifica e cancellare giorni di polemiche infinite per la querelle Sarri-Mancini. L’allenatore azzurro che in questi giorni ha chiesto al suo gruppo una prova d’orgoglio. Higuain ha risposto in maniera convinta: si farà trovare pronto”

Unioni civili, riappare Vendola Nichi con un video per #SvegliaItalia. Cirinnà a Roma: «Il Papa? Belle parole ma il ddl è costituzionale»

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Parroco pro gayIl nodo che divide non solo i partiti ma lo stesso Pd è quello dello «stepchild adotion», letteralmente «adozione del figliastro». È il meccanismo che permette a uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio, biologico o adottivo, del compagno. Possibilità che il ddl Cirinnà estende anche alle coppie omosessuali. Proprio la senatrice del Pd è stata accolta da un’ovazione ieri a Roma quando è salita sul palco della manifestazione in piazza del Pantheon a Roma. In migliaia l’hanno applaudita quando ha assicurato che «questa legge dimostrerà che quando il Pd è unito non c’è nessuno che lo blocca».

A chi poi le chiedeva se le parole del Papa potessero cambiare qualcosa, Cirinnà ha risposto: «No, affatto. Quelle del Papa sono bellissime parole ma nella legge è chiaro che le unioni civili si fondano sull’articolo 2 e non sull’articolo 29 sul matrimonio, e quindi la legge è pienamente costituzionale».

I partiti, a pochi giorni dall’arrivo in aula del testo, si sono schierati. Nel centrodestra sono per il no Fratelli d’Italia e la Lega mentre Berlusconi, pur avendo dichiarato di essere a favore della regolamentazione delle unioni civili ha lasciato libertà di coscienza ai suoi parlamentari. Nel centrosinistra se il Pd è dilaniato tra la parte più cattolica e quella «renziana», il M5S e Sel sono invece compatti per il via libera la testo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=gJjYctv5ix8

 

Sono 6 mila gli emendamenti che «gravano» sul testo – oltre 5 mila della Lega e 300 di Forza Italia – anche se i fascicoli non sono ancora disponibili. nel Pd invece si sta cercando di trovare un punto di incontro. Al momento sono due le strade che vengono ritenute percorribili. La prima ha come cardine l’emendamento a firma Lumia, Fedeli e altri: esplicitare il ruolo del Tribunale dei minorenni, ribadire che il percorso che porta all’adozione del figlio del partner non è automatico. La bussola è la sentenza della Consulta del 2010, i Dem hanno lavorato per superare ogni dubbio di incostituzionalità, togliendo i riferimenti all’istituto del matrimonio per far cadere le accuse di equiparazione con le unioni civili. Il piano A tiene insieme una gran parte del gruppo Pd, ma certamente non i cattolici che lo giudicano insufficiente. I cattolici del Pd – una trentina circa – chiedono però un’apertura vera, di non trovarsi di fronte ad un muro e nelle condizioni di dire no anche al voto finale sul provvedimento.

Luigi Frasca / iltempo

Cirinnà a Roma: «Il Papa? Belle parole ma il ddl è costituzionale»

Il “supercanguro”, per capirci: un emendamento che contiene precetti normativi che costituiscono di fatto già la legge sulle unioni civili (compresa la stepchild adoption ) e che serve per bypassare il dibattito su moltissimi altri emendamenti. Mi fanno pena. Noi andiamo avanti per la nostra strada, che è quella giusta: “riconoscere i diritti di tutti, certo, ma tutelare la famiglia naturale garantendole (come noi facciamo in Lombardia) tutti quei diritti che la nostra Costituzione repubblicana stabilisce all’articolo 29: “‘La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio'”.

A Ferrara la manifestazione – organizzata dalle associazioni Circomassimo Arcigay e Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno e Agedo – si terrà alle 16 in piazza del Municipio. Circa 200 le persone che sono scese in piazza nei giardini di corso Cavour dove si è svolta la manifestazione #svegliatitalia, quella a favore delle unione civili. 2 e non sull’art.

Paola Binetti, deputata Ncd-Udc: “Forte, chiara e netta si è levata ieri la voce del Papa a proposito di ciò che debba intendersi per famiglia e di ciò che costituisca una realtà decisamente diversa”.

Anche i presuli del Piemonte sono stati chiari: “Gli adulti non possono e non devono trasformare desideri in diritti e imporre al minore ciò che ritengono bello e giusto per se stessi”.

L’Italia infatti lo scorso 21 luglio è stata condannata dalla corte per i diritti dell’uomo che ha ritenuto che “la tutela legale attualmente disponibile” nel nostro Paese “per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di due persone impegnate in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile“. E la senatrice non ci sta all’ipotesi di soluzioni rabberciate sulla stepchild adoption: se l’articolo 5 del ddl saltasse del tutto sotto i colpi del voto segreto, “avremmo almeno giocato la battaglia”.

“Per la Chiesa “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo diunione“, afferma il Pontefice spiegando, tuttavia, che chi vive altre forme di unioni è oggetto della “misericordia” della Chiesa”.

Corriere Della Sera titola “Unioni civili, richiamo del Papa” e nell’occhiello dà conto anche delle parole di Matteo Renzi, che ha sottolineato l’urgenza di questa legge.

Tra i movimenti in campo senza esitazioni i Neocatecumenali, Rinnovamento nello Spirito, la Comunità Giovanni XXIII, Mcl, ma sostegno, anche se più timido, pure da Azione Cattolica. Il ministro ha sostenuto di approvare il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto ma “non si deve stravolgere il fulcro della società, cioè la famiglia“. È la conseguenza giuridicamente inevitabile del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili. “Questa è una legge che meriterebbe di essere fatta oggetto di uno sforzo maggiore di ponderatezza, precisione ed equilibrio.*Auspichiamo davvero con forza che il Parlamento si dia il tempo e le modalità necessarie per farlo, con il necessario sforzo di ascolto delle istanze del Paese”.

Evangelisti Maggiorino

Pedullà: “Napoli stregato da De Roon, anticipati club di Premier”

Il Napoli letteralmente stregato da Marten de Roon: lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Aggiungendo ora qualche particolare in più: il club di De Laurentiis ha deciso di anticipare quando ha memorizzato che non soltanto qualche big italiana aveva chiesto informazioni. Anche e soprattutto dalla Premier League avevano mandato emissari con una certa continuità, in attesa di formulare una proposta. Già, perché una delle maggiori qualità di de Roon, oltre al senso tattico, è la fisicità unità a una spiccata personalità. Nato come difensore centrale, in mezzo al campo spopola. Per l’Heerenveen è stata una plusvalenza importante, lo aveva preso a parametro zero, per l’Atalanta sarà una plusvalenza ancora più marcata. Riepilogando: nella lista dei probabili acquisti per luglio de Roon ha già un ruolo di primissimo piano. Predestinato. Lo riferisce Alfredo Pedullà.

Napoli-Empoli, aperta la Curva A soltanto agli abbonati

Sono in vendita i biglietti per Napoli-Empoli, 22esima giornata di Serie A di domenica 31 gennaio al San Paolo (ore 15).

Come previsto dalla Determinazione del CASMS,  il settore Curva A resterà chiuso. Su Ordinanza della Prefettura sarà consentito l’ingresso esclusivamente ai soli abbonati di Curva A.

I tagliandi si possono acquistare nelle abituali ricevitorie autorizzate.

Questi i prezzi 

SETTORE    PREZZO
Tribuna Onore    Euro   60
Tribuna Posillipo    Euro   50
Tribuna Nisida    Euro   40
Distinti    Euro   25
Tribuna Family    Euro   10
Curve    Euro   14
Ridotto Tribuna Family: Euro 5

sscnapoli.it

Domani Grassi a Castel Volturno, poi dovrebbe toccare a Barba

La Gazzetta dello Sport scrive: “Vincere da capolista in trasferta: ecco l’ennesimo esame da superare. La vetta va puntellata, come la rosa del Napoli. Grassi arriverà domani, poi dovrebbe toccare a Barba. Si guarda al futuro, ma le aspettative dei tifosi erano altre. Sarri è molto diretto in merito: «Mi piacciono i giovani, però bisogna tener conto del contesto ed essere chiari sugli obiettivi nel breve-medio periodo. Questo è un anno di costruzione…». Un modo elegante per dire che da un organico così non si può pretendere lo scudetto. Sarri ha imparato che certi termini non vanno usati”

L’ultima sfida di Grillo: “Diritto di voto a 16 anni”

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Il leader del M5S: «In molti Paesi esiste già, sarebbe un corretto equilibrio generazionale»

«A sedici anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Un giovane non può determinare il suo futuro attraverso la scelta del governo nazionale del suo Paese. È un controsenso perché il giovane è il primo a doversi esprimere sul futuro, è colui infatti che lo vivrà più di altri, che ha più diritto a esprimersi su scelte realmente sostenibili». È quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo.  

«Che mondo lo aspetta con le decisioni folli fatte dalle generazioni che lo hanno preceduto? Generazioni che probabilmente maledirà in futuro? Se un sedicenne è immaturo (una vecchia leggenda…) come giudicare maturi o saggi coloro che investono in armi, distruggono l’ambiente, scatenano le guerre, che gli sottraggono il diritto alla pensione e al lavoro?», prosegue Grillo. «Siamo il Paese con le soglie d’età per entrare in Parlamento tra le più alte al mondo: 25 anni per essere eletti alla Camera e 40 per il Senato. Con la popolazione più anziana d’Europa e i giovani con il tasso di disoccupazione più alto d’Europa (40% tra i 18 e i 24 anni)», si legge ancora nel post.  

Grillo aggiunge: «Il voto a sedici anni esiste già in molti Stati: Austria, Argentina, Brasile, Ecuador, isola di Man, di Jersey e di Guersney, Cuba, in Svizzera nel cantone di Glarona e in Germania in molti Lander e in Scozia per il referendum sull’indipendenza. I 16 e i 17enni in Italia sono circa un milione e centomila, se potessero votare pareggerebbero gli elettori cosiddetti anziani sopra i 65 anni. Sarebbe un più corretto equilibrio generazionale».  

Per Grillo, «il voto è anche uno strumento per arrestare il fenomeno di distacco dalla politica da parte dei giovani cittadini. Il M5S ha votato per l’estensione del voto ai sedicenni nella riforma della legge elettorale europea, nel Parlamento italiano ha presentato una mozione di riforma costituzionale e istituzionale per estendere il voto anche ai referendum popolari sulla modifica di governo e di Stato. Entrambe le proposte sono state bocciate». «La paura dei giovani è l’unico motivo per non dare loro il voto, forse perchè sono i più informati e sfuggono ai controllo dei media controllati dal regime e con il loro voto cambierebbero il Paese», conclude Grillo.  

 
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“I 5Stelle pagano la ragazza di Di Maio” Grillo? Chi comanda è solo Casaleggio». (Nino Materi*)

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Tre anni per trasformare un sogno politico in un incubo. Serenella Fucksia, classe 1966 di Fabriano (Ancona), ci ha messo tre anni per capire che tra le 5 stelle del «suo» movimento c’è un buco nero che «inghiotte trasparenza e meritocrazia»

Per averlo denunciato è stata espulsa dal movimento. Ora è nel gruppo Misto e medita di tornare a fare il medico del lavoro.Scusi senatrice, ma M5S non doveva rappresentare la nuova politica?«Quando ho iniziato lo credevo anch’io. Oggi la delusione è totale per aver scoperto che M5S è un partito come gli altri. Anzi peggio.E perché mai?«Perché ha illuso l’elettorato che lo ha votato in massa, nella certezza che avrebbe fatto una politica diversa».E invece?«Invece è caduto negli stessi vizi della cosiddetta Prima Repubblica. Quella stessa partitocrazia che Grillo aveva promesso di spazzare via».Quindi, un grande bluff?«Un autentico tradimento».Con addirittura l’accusa di «voto di scambio mafioso», come insegna la brutta storia al Comune di Quarto, col sindaco Rosa Capuozzo dimissionaria e capro espiatorio di un gioco più grande.«La vicenda Capuozzo è lo specchio di un movimento ormai allo sbando».Cioè?«Il direttorio che ha espulso la Capuozzo sapeva delle minacce. Di quei ricatti sapevano Fico e Di Maio. Ma loro sono intoccabili. La Capuozzo invece…».Una strategia kamikaze…«Ma funzionale al cerchio magico».Quale cerchio magico?«Quello che gravita attorno a Casaleggio e che in M5S fa il bello e il cattivo tempo, dettando la linea e gestendo un sacco di soldi».Non eravate quelli che dovevano «moralizzare» la politica?«Il nostro gruppo beneficia di enormi finanziamenti. Come vengono usati questi soldi? Sono stati stipulati contratti onerosissimi a beneficio dei soliti noti. Altro che moralizzazione…».A chi si riferisce?«Sa, ad esempio, chi teneva i nostri corsi di comunicazione? La fidanzata di Di Maio».Ma lo ha detto a Grillo?«Grillo ormai si è allontanato dal movimento. Chi comanda è la Casaleggio Associati».E chi non si «associa»?«Viene espulso».