Home Blog Pagina 5400

De Laurentiis fortemente deluso dopo la sfida di venerdì, ecco cosa ha fatto al termine del match!

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, al termine del match tra gli azzurri e la Juventuus, che ha visto prevalere i bianconeri grazie ad un gol di Gonzalo Higuain, secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Mattino, si è chiuso nella stanza del San Paolo a lui riservata, insieme al figlio per la forte delusione post gara. A pochi metri c’era lo spogliatoio della Juventus, che fino a mezzanotte a cantato e ballato, tra questi c’è era anche il Pipita.

Napoletani contro Napoli: danneggiato il campanile della Pietrasanta. I cittadini scendono in piazza

0
Napoli, violenza alla storia: danneggiato il campanile della Pietrasanta. I cittadini scendono in piazza

Un nuovo sfregio alla storia di Napoli. Questa volta ad essere usurpata con bombolette spray è stata l’Ara romana in marmo lunense databile al I – II secolo d.C. inglobata alla base del campanile romanico della chiesa della Pietrasanta, materiale di spoglio proveniente dalla città di Neapolis, come riporta il Mattino.

Situato nel tra via del Sole e via Tribunali, conosciuto col nome “Ad Arcum”, il monumento, patrimonio dell’Unesco, è stato danneggiato con vernice nera dai cosiddetti “graffitari”, una “piaga sociale” li definisce Antonio Pariante, presidente del Comitato civico di Portosalvo.

Un graffito che ha fatto infuriare i cittadini che Napoli la amano e la rispettano, e soprattutto che cercano di tutelarla e valorizzarla. Un atto che degrada e danneggia quello che del capoluogo partenopeo viene considerato dal mondo come un tesoro dal valore inestimabile.

E’ in programma il 14 dicembre una fiaccolata per dire basta agli sfregi fatti al patrimonio artistico e architettonico della città. L’evento partirà da Piazza Miraglia alle ore 17:30.

Napoli: parte la campagna di prevenzione per i botti di fine anno

0
Parte la campagna per la prevenzione dei danni derivanti dall’esplosione di fuochi d’artificio.

La Questura di Napoli ha promosso una campagna di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado della città di Napoli e provincia.

 

L’iniziativa, avviata alla fine di Novembre, proseguirà fino all’inizio delle feste natalizie e consentirà agli artificieri della Polizia di Stato di incontrare migliaia di alunni di oltre 20 istituti scolastici.

 

Negli ultimi anni, anche grazie alle campagne di prevenzione attuate, il numero dei feriti  è notevolmente diminuito, e allo stesso tempo si è registrato un incremento dei sequestri di materiale esplodente.

Del Piero: “Il Napoli gioca un calcio straordinario, ma alcuni giocatori non sono al top”

L’ex capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, ha parlato ai microfoni del quotidiano Tutto Sport, della sfida di venerdì sera, che ha visto la Juventus prevalere sul Napoli. Ecco le sue parole: “La Juve ha dato un segnale importante al campionato ed a se stessa. Ha ritrovato il sacrificio, quell’attenzione in difesa ed il collettivo che pareva smarrito. Campionato? Finalmente c’è equilibrio, un torneo con una squadra solista non è gratificante. Il Napoli? Gioca un calcio straordinario, ma deve fare i conti con alcuni suoi campioni non al meglio. Insigne è tra questi. L’Inter non ha le coppe, però, questo è un bel jolly”.

Higuain: “La mia esultanza non era polemica, mi ero rivolto ad un compagno. E su De Laurentiis dico…”

L’ attaccante della Juventus, Gonzalo Higuain, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’edizione odierna del quotidiano La Stampa, parlando della vittoria di venerdì contro il Napoli, ottenuta grazie ad una sua rete: “La vittoria di Napoli ci darà una grossa spinta per qualificarci in Champions ad Atene e lottare per il vertice nel match contro l’Inter. Se vincessimo lo scudetto, sarebbe qualcosa di mostruoso, ma per l’Inter non giocare in Europa è un vantaggio, ma noi abbiamo una grandissima squadra, con tanti ricambi. Al San Paolo è stata la Juventus più umile di quest’anno. E’ un pregio: le grandi squadre vincono anche con umiltà. Il rimpianto che ho è di non aver giocato sempre così: in passato ci sono stati cali di tensione che non so spiegare. Il Napoli, con il suo gioco veloce, ci ha aiutato ad alzare il livello di attenzione: a volte, contro avversari che addormentano il gioco, si abbassa. De Laurentiis? Non l’ho trovato si sarà nascosto. La mia esultanza non era polemica, mi sono rivolto ad un compagno: io parlo in campo, è la risposta migliore”

Brindisi: bimbo di tre anni ingerisce farmaci, è grave

0
Bimbo di tre anni ricoverato in gravi condizioni.

Brindisi, un bimbo di tre anni è rimasto intossicato ed è ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Brindisi, dopo avere ingerito alcuni farmaci che erano in casa. Il bambino avrebbe ingerito degli antinfiammatori. Le sue condizioni, al momento, sono gravi ma stazionarie, respira autonomamente ma la prognosi resta ancora riservata.

Milik al Chievo? No, Ounas! L’algerino potrebbe finire alla corte di Maran

Milik al Chievo? No, Ounas! E’ questa l’ultima idea che circola con insistenza in casa Napoli. L’ idea del polacco in gialloblu non fa impazzire il patron clivense Campedelli e così è nata l’idea di inserire Adam Ounas nello scambio che porterà Inglese alla corte di Maurizio Sarri. Il tecnico azzurro nel corso dell’ultima conferenza stampa di certo ha ammesso che l’algerino ha bisogno di crescere e per farlo la soluzione Chievo potrebbe essere la migliore.

Firenze choc : in caserma appare una bandiera neonazista

0
Firenze, in caserma appare una bandiera neonazista.

La bandiera comparsa a Firenze è utilizzata in tutta Europa da gruppi neonazisti. Dall’Arma già si stanno valutando provvedimenti disciplinari per il militare, autore del gesto, ed eventuali conseguenze penali.

Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha dichiarato: “Chiunque giura di essere militare  lo fa dichiarando fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e alla Costituzione. Chi espone una bandiera del Reich, dunque, non può essere degno di far parte delle Forze Armate essendo venuto meno a quel giuramento”.

Vico Equense, ex poliziotto stabiese trova 100mila euro in strada: “Qualcuno di voi ha perso questi soldi?”

0
Vico Equense, ex poliziotto stabiese trova 100mila euro in strada: “Qualcuno di voi ha perso questi soldi?”

Vico Equense – Antonio Iozzino, ex poliziotto di Castellammare di Stabia, avrebbe ritrovato, subito dopo Seiano, circa 100mila euro per strada. Le banconote, da 20 e 50 euro, erano sparpagliate sul selciato, come mostra la foto postata sul profilo personale Facebook dell’agente.

E’ stato lui a dare direttamente la notizia sul Social:”…mo mo` …mi trovo dopo Seiano …in penisola sorrentina…Ops amici…. qualcuno di voi ha perso questi soldi…!!!? Aspetto un vostro contatto in modo di poterli restituire….Un abbraccio affettuoso a voi tutti…”

La foto postata, però, ha creato qualche dubbio: è molto simile, se non uguale, ad un’immagine che circola da anni sul web. Sarà uno scherzo fatto agli amici e subito diventato virale?

Intanto molti utenti hanno lasciato dei commenti al post del signor Iozzino: chi spiega che sarà la procura di Nocera Inferiore ad occuparsi del caso, chi invece afferma che sarà competenza di Sorrento o chi, ancora, lascia dei consigli spassionati sull’utilizzo delle banconote, ad esempio donarli in beneficenza.

Per gli aggiornamenti riguardanti la notizia clicca qui.

Moggi: “E’ un po di tempo che il Napoli non fa belle partite. Juve? Gara intelligente”

L’ ex dirigente di Napoli e Juventus, Luciano Moggi, ha parlato della sfida di venerdì sera al San Paolo ai microfoni della trasmissione radiofonica “Italia nel Pallone” in onda sulle frequenze di Radio Rai 2. Ecco le sue parole: “Il Napoli qualche segnale negativo lo aveva dato. Nelle gare precedenti Sarri ha detto che la squadra non era più brillante come un tempo .Anche col Milan non aveva fatto una bella partita, nemmeno a Verona col Chievo. La Juve s’è regolata di conseguenza e ha vinto perché ha fatto una partita intelligente. Callejon uno dei peggiori in campo, Reina il migliore. Gli azzurri restano comunque favoriti per lo scudetto insieme a Inter e Juventus”.

Mastella: “Resta l’anno buono per il Napoli. Sarri? Ho rispetto dei vecchi comunisti

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco quanto scrive l’edizione odierna della Rosea: “E’ vero che i tifosi ce l’hanno con lei? Oggi ci saranno degli striscioni contro di me perché ho rilasciato dichiarazioni pessimistiche, ma si immagini se il sindaco non ha piacere che la squadra della sua città si salvi. Sono tifoso del Napoli, di cui sono stato consigliere e vicepresidente, però a Napoli-Benevento ho tifato per il Benevento.

Napoli ko con la Juve? Se fossimo a tre giornate dalla fine sarebbe una sconfitta decisiva, ma l’epilogo è lontano. Venerdì ho visto un Napoli lento. Resto convinto che possa essere l’anno buono per lo scudetto, a patto che si facciano delle operazioni sul mercato di gennaio. I giocatori sono contati

Sarri? Sì, anche se l’ho sentito parlare male della Democrazia Cristiana. Vecchio comunista? Ho rispetto dei “vecchi comunisti”. Come noi democristiani avevano e hanno degli ideali. Siamo stati avversari leali. Sarri è un bravo allenatore, si è inventato l’attacco dei tre piccoli tenori: Callejon, Mertens e Insigne sono l’equivalente calcistico di Pavarotti, Domingo e Carreras nella lirica”.

Il male oscuro italiano (ma mica tanto): l’ingovernabilità

0
Una libertà senza eguaglianza affida il bene comune ai gruppi più forti, specie economicamente, di quel Paese. Se invece è l’eguaglianza a trionfare e la libertà a scomparire siamo a un passo dalla dittatura come del resto è accaduto in Russia. 

Scrivo da tempo che il problema più grave del nostro Paese è l’ingovernabilità: tre aree politiche maggiori che oscillano ciascuna attorno a un terzo dei voti disponibili, di fronte a una massa di astensioni mediamente arrivate al 40 per cento, anche al 50 per cento e oltre in alcune occasioni e in alcuni luoghi.

Questo problema rimane e non si vede il modo per superarlo. Uno dei tre partiti, il Movimento 5 Stelle, non può fare alleanze con altri perché le regole previste da Beppe Grillo lo escludono. Un altro, il Pd, vorrebbe riassorbire la sua sinistra dissidente che sarà d’ora in avanti un partito presieduto da Pietro Grasso, ancora presidente del Senato e che tale rimarrà fino a gennaio cioè tra un mese quando avrà termine la legislatura. Infine il raggruppamento di destra, formato da tre partiti: Forza Italia di Berlusconi, la Lega di Salvini e i Fratelli d’Italia di Meloni. Questi tre partiti sommati insieme arrivano – secondo gli attuali sondaggi – al 35 per cento.

Alleanze tra queste tre forze politiche maggiori sono dunque impossibili. A guardar bene la sola praticabile potrebbe essere quella tra un Pd che non sarà riuscito a riassorbire i dissidenti e Forza Italia purché si separi da Salvini. Berlusconi però è un appestato, politicamente e giudiziariamente parlando. In realtà appestati son tutti, ma lui lo è al massimo grado, senonché la destra, da lui in gran parte rappresentata, raccoglie la maggioranza dei voti.

Soprattutto dalla Lega di Salvini e dal partito di Meloni. Quand’anche quella ipotesi (Pd e Forza Italia) si verificasse l’ingovernabilità resterebbe e dunque, in queste condizioni, è del tutto inutile oltre che estremamente scomoda. Avverrà in tal caso il proseguimento dell’attuale governo Gentiloni, opportunamente rimaneggiato e mantenuto in carica dal presidente Mattarella come governo di ordinaria amministrazione, come un tempo furono Mario Monti ed Enrico Letta e perfino Renzi, nominati tutti e tre da Giorgio Napolitano.

Quanto potrà durare un Gentiloni prorogato? Forse un mese o forse un anno e poi di nuovo elezioni? È un futuro del tutto incerto, le ipotesi si intrecciano e si escludono a vicenda. Molto dipende anche dalle forze sociali e dall’andamento dell’economia; in tal caso tuttavia l’ingovernabilità dell’Italia si aggiungerà a quella di gran parte dell’Europa, a cominciare dalla Germania e dalla Spagna. Ma si estende perfino all’Inghilterra, a Trump e alle due Coree. Mezzo mondo, o se volete tutto il mondo democratico, ivi compresa l’Africa del Sud e il Sud America brasiliano e quello caraibico. Infine il Medio Oriente sconvolto da guerre e dal terrorismo dell’Isis che si infiltra ormai nelle periferie del mondo intero.

Dell’Africa non parliamo neppure: Mugabe a parte, l’Africa intera è un caos politico ma al tempo stesso è il continente più giovane di tutti, potenzialmente capace di un elevato sviluppo economico e di bloccare le migrazioni attirando capitali e tecnologie adeguate dall’Europa e soprattutto dall’Italia (piano Minniti) e perfino dagli Stati Uniti d’America.

C’è però, accanto a questo problema che rafforza il tema dell’ingovernabilità, un altro argomento di analoga importanza che riguarda soprattutto i governi, in Italia in particolare.

“Un’Italia dei rancori – così ha scritto ieri sul nostro giornale Guido Crainz – ci balza incontro dalle pagine del rapporto Censis, quasi a contrasto con una ripartenza del paese che pure viene segnalata. Questo fenomeno incrina drasticamente la coesione sociale: la sensazione sempre più drammatica che i figli non vivranno meglio dei loro padri, tutto al contrario (ed era stato questo invece il cemento solido dei primi decenni della nostra storia repubblicana). Un paese incapace di offrire realmente pari opportunità di lavoro e al tempo stesso segnato dal drastico ridursi dei giovani, con in più il rischio che il lavoro dequalificato diventi per loro una gabbia duratura. A questo bisogna aggiungere una diminuzione della popolazione sempre meno bilanciata dall’afflusso di immigrati.

Eppure i segni positivi sono indubbi: una crescita del Pil che supera le angustie dello “zero virgola” dell’ultimo biennio; una produzione industriale ai più alti livelli europei e un’occupazione che sta realmente aumentando. Si aggiunga poi una crescita dei consumi che sembra talora una “compensazione” del persistente blocco dell’ascesa sociale.

In questo complesso e contraddittorio quadro è impossibile ricostruire un reale futuro senza un progetto convincente e un immaginario collettivo coerente con esso, ma i dati che vengono proposti confermano la sfiducia dilagante nella politica e nel ceto politico; a influire sull’immaginario non è più quello che si chiamò “miracolo economico” dei nostri anni Sessanta. Di qui la radicalità delle scelte che sarebbero necessarie su tutti i terreni per invertire realmente la rotta e proprio l’attenzione del Censis sia agli elementi di ritrovata vitalità sia a quella di drammatica fragilità ce ne fa comprendere l’assoluta urgenza”.

Fin qui Crainz e il Censis da lui citato. Il tema principale che emerge da questa diagnosi è quello dei giovani. Abbiamo già constatato che stanno peggio dei padri e molto peggio dei nonni che vissero ai tempi del “miracolo economico”. Vari autori collaborarono a quel “miracolo” a partire dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento, ma l’autore principale fu il governatore della Banca d’Italia Guido Carli e poi i suoi successori Paolo Baffi e soprattutto Carlo Azeglio Ciampi.

Non a caso oggi Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea (Bce) somiglia molto ai predecessori sopra citati e sta lavorando non solo per l’Italia ma per l’Europa con esito positivo. La sua politica monetaria e la politica economica che ne deriva sono ampiamente costruttive rispetto alla debolezza ed anzi all’assenza d’una politica europea. Non solo sul piano economico ma anche su quello politico e sociale: rigore contro flessibilità, nazionalismo contro europeismo, ingovernabilità contro stabilità. C’è soltanto Macron che regge il timone rafforzando la Francia con i poteri che ha sull’Europa per quanto possibile (poco). Macron da un lato, Draghi dall’altro.

Sul piano economico Macron non è in grado di operare in chiave europea mentre Draghi opera non soltanto sull’economia ma anche su una visione politica: l’Eurozona come cuore dell’Europa politica ed economica. Purtroppo nell’Eurozona ci sono anche la Spagna che sembra tuttavia in grado di placare la rivoluzione dell’indipendenza catalana e la Germania che invece è ancora lontana dall’aver superato la sconfitta elettorale di Merkel e quello che ne è seguito.

Draghi e Macron, come abbiamo già detto, sono i punti centrali per salvare una visione dell’Europa unita. Avrebbero bisogno di un’Italia politicamente stabile e governabile, d’un Renzi che si ponga come il collaboratore del rafforzamento europeo. Purtroppo Renzi sembra assai meno innovativo se non addirittura incapace di inventare un progetto e tanto meno di collaborare alla sua esecuzione.

Una vera e operante classe dirigente c’è nel partito e nel governo: Veltroni, Franceschini, Minniti, Orlando, Calenda, Fassino, Delrio e molti altri. Ma Renzi non li riconosce come classe dirigente, talvolta si avvale dell’uno o dell’altro ma poi li mette in disparte, se ne dimentica, una classe dirigente mobilitata in permanenza, la disconosce. Questo è il vero guaio per l’Italia ed anche per l’Europa ma lui, Renzi, non sembra rendersene conto: il fascino di comandare da solo lo possiede, è il suo modo di pensare ed è anche un malanno per lui e per il partito da lui guidato.

Quanto alla sinistra dissidente, che ormai si fregia come bandiera di Pietro Grasso, ancora presidente del Senato, non è interessata a nessuno dei temi che abbiamo fin qui esaminato. Vuole soltanto che esista un partito nuovo, creato tuttavia da persone politicamente assai vecchie. D’Alema è il più vecchio di tutti, ma anche Bersani non scherza e Vendola neppure. Hanno un progetto politico di respiro nazionale ed europeo? Non sembra, non l’hanno ancora coniato ma se lo avessero immaginato sarebbero poi in grado di attuarlo? Con chi? Qual è la loro classe dirigente? Civati? Sarebbe il migliore ma è uno solo. Il loro obiettivo è unico: far fuori Renzi. Ho definito domenica scorsa una lite tra comari. Lo ripeto: così sembra e purtroppo così è.

Post scriptum. Debbo purtroppo chiarire una mia frase, scritta e detta in una trasmissione televisiva: “La politica e la morale sono due entità in certi casi contrapposte ma in altri stanno invece insieme”. E cito in proposito Platone e Aristotele. Però non sono stato evidentemente chiaro e di conseguenza non compreso, perciò mi spiegherò ora con maggiore chiarezza. La politica è il governo dei pochi che hanno come compito quello di fare il bene dei molti, cioè di quelli che sono il popolo. La morale invece si può anche definire la visione della politica o, se volete, l’ideologia di quella politica.

Il bene degli altri per i fratelli Rosselli era definito Giustizia e Libertà. Per Marx era il superamento (ma non l’abolizione) delle libertà borghesi e la rivoluzione del proletariato il quale doveva instaurare un regime comunista che, era la parola d’ordine, doveva far lavorare tutti abolendo la proprietà privata dei beni. La proprietà doveva passare allo Stato che si limitava a garantire il bene del popolo.

Quando questa operazione fosse stata portata a termine lo Stato sarebbe stato di fatto abolito, limitandosi a far funzionare quel sistema di totale libertà. Questo tipo di regime comunista avrebbe dovuto gradualmente estendersi a tutto il mondo e a quel punto la pace e il benessere sarebbero stati mondiali. Potrei fare altri esempi ma questi mi sembrano ampiamente sufficienti e così lo ripeto e concludo: la politica si occupa di instaurare governi destinati al bene del popolo; la morale invece è la visione ideologica di quel bene e spera che la politica lo attui. Alle volte la visione è molto utile, altre volte è tardiva e contrastante con il compito della politica.

Spero che queste due parole siano state sufficientemente chiarite. La speranza è che politica e morale siano in pieno accordo. A volte capita e a volte no. La striscia del 03 Dicembre 2017

Quando Grillo depose con Decreto Regio la candidata di Genova vincitrice delle “cliccarie”, era proprio perché riteneva che il popolo ha bisogno di qualcuno che lo diriga. Lui da solo, però, è un po’ poco.

Grigi contro gialli? A scegliere le maglie sarebbe stato De Laurentiis, ecco perchè…

Grigi contro gialli non sembrava di certo un Napoli- Juventus, una delle sfide più affascinanti di tutto il panorama calcistico italiano. Anche il tecnico degli azzurri, Maurizio Sarri, non era contento della scelta dei colori della divisa sociale. L’edizione odierna del quotidiano Tutto Sport però svela un retroscena: “Una recriminazione che ha trovato d’accordo una bella fetta di tifosi:  l’eccesso di fantasia nei colori di seconde e terze maglie scontenta molti appassionati, cosi come il loro utilizzo quando non ce ne sarebbe la necessità. A ferire la sensibilità dei tifosi più attaccati alle tradizioni e di Sarri, però, è stato proprio De Laurentiis, in omaggio ad un’ altra tradizione: la scaramanzia napoletana. In grigio infatti il Napoli, aveva battuto il Milan. La scelta delle maglie spetta alla squadra di casa e il Napoli ha comunicato alla Juventus che avrebbe giocato in grigio”.

Spari contro la troupe di Striscia la Notizia. Nuova aggressione a Roma

0
Aggredita la troupe di Striscia la Notizia!

Sono in corso le indagini dei Carabinieri, per poter ricostruire la dinamica dell’aggressione. Gli inviati di Striscia  hanno dichiarato di aver sentito due colpi di arma da fuoco, in più, dopo gli spari, un uomo dal volto coperto avrebbe lanciato un pesante mattone contro la troupe, ferendo un cameramen alla gamba.

Tutto ciò è accaduto nel quartiere San Basilio, la troupe si trovava lì per documentare lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Inglese: “Non vedo l’ora di giocare al San Paolo. Sogno l’inno della Champions, e sul mio trasferimento…”

Il prossimo attaccante del Napoli, Roberto Inglese ha parlato ai microfoni dell’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport. Ecco la sua intervista: “Al Chievo ci si sente come una famiglia. Vuol dire essere attaccato alla maglia, capire quanto Campedelli sta male per il Chievo, non far caso se il Bentegodi a volte pare vuoto anche se non lo è, e trovarti la carica dentro. Dopo 5 anni di prestiti ho sempre sentito che avrei fatto bene qui. Prima di smettere, mi piacerà tornare, sarà il mio grazie per avermi fatto crescere, come in famiglia. Mi commuovo facilmente, non ho vergogna a dirlo, ma per il calcio ho pianto solo di dolore, a Carpi quando mi uscì di nuovo la spalla, la prima volta fu a Pescara, poi a Lumezzane mi ruppi il perone. Prima di giocare bacio un rosario di legno che mi regalò mia nonna, però mi va di pregare un po’ tutte le sere, non solo se ho una gara. Prego per ringraziare, anche quando le cose vanno così così. Mi sono sentito da serie A a fine torneo scorso: doppia cifra senza giocare sempre. A 25 anni. Mai sbroccato per cambiare aria se non giocavo, usavo le energie per migliorare. Sull’inno Champions: Prima di studiarlo l’avevo ascoltato un milione di volte. E’ più forte di me, la sento e alzo il volume della tv. Una sera l’ho fatto che c’era Elena, la mia fidanzata e lei: “Cosa sai di questa musica?. Niente, ovviamente adesso tutto. Inno composto da Britten, testo in inglese, francese e tedesco, controcanto nella lingua del paese ospitante quando c’è la finale. Sì che ci penso: sentirla in campo dev’essere esagerato. Al San Paolo? Tremano i quartieri vicini, no? La prossima settimana tiferò molto Napoli. E anche City..Il mio Napoli è iniziato correndo in sede al Chievo alle 7 di sera, il mercato chiudeva alle 11 e bisognava fare in fretta. Dal giorno dopo non ci ho pensato più, sono stato bravo. Solo lavoro, come a Carpi, e credo che Giuntoli abbia scommesso un po’ su quello. Ci penserò se ci andrò. La gente la fa facile: “Lì ti mettono la palla sui piedi, vedrai”, ma devi saperti allenare con loro, quando mi sono allenato con Insigne ho capito un po’ di cose. Lì c’è un’orchestra e se stoni tu, stona tutta la musica: stop e passaggio in 11 allo stesso modo e per questo ti rubano il tempo. Per vedere quel calcio lì accendi solo quando c’è il Napoli o il City. Pronto a provarci, poi prenderò atto”.

La Givova Ladies Scafati espugna Castellammare: vittoria in rimonta al PalaSeveri

0
La Givova Ladies Scafati espugna Castellammare: vittoria in rimonta al PalaSeveri. Sotto di 10 il team di coach Ottaviano ribalta la partita nell’ultimo quarto. Da segnalare il rientro di Busiello dal lungo infortunio

Ultimo periodo da libro “Cuore” per la Givova Ladies Scafati, che espugna (58-65) il PalaSeveri di Castellammare.
Nella prima frazione le ospiti sono protagoniste di un grande sprint. Scibelli e Čičić sono una sentenza dai 6,75 e trascinano la loro squadra fino al +10 (5-15). Poi sul finire la Banca Stabiese comincia a salire di tono e accorcia le distanze con Potolicchio e Grumetti (14-20). Nei secondi dieci giri di lancetta Scafati continua a mantenere in mano il pallino del gioco. Iozzino firma addirittura il massimo vantaggio sul 19-30. Coach Costagliola ferma la gara e pian piano Castellammare comincia la rimonta. Sono l’inarrestabile Potolicchio e Trotta a suonare la carica e a fermare il punteggio sul 31-32 con un poderoso break.
Al ritorno sul parquet la Givova Ladies si smarrisce. Le palle perse e i troppi rimbalzi offensivi concessi danno linfa alle padrone di casa, che prendono in mano l’inerzia. Coach Ottaviano si gioca anche la carta Busiello, al rientro dopo 7 mesi circa di stop, ma la reazione non arriva nell’immediato. Così la rediviva Potolicchio e Gallo trovano con continuità la via del canestro e permettono alla Banca Stabiese di scavare un solco di dieci lunghezze prima dell’ultimo periodo (52-42). Il tecnico scafatese striglia a dovere le sue nella pausa e in campo si rivede un’altra squadra. Scibelli e Negri difendono per quattro e in attacco Čičić, ben imbeccata da Busiello e Iozzino, scalda la mano nel gelo del PalaSeveri. Castellammare perde la bussola e non trova più il fondo della retina (i primi punti soltanto dalla lunetta a 2’51’’ dalla fine). Il maxi break di 17-0 (dal 52-42 al 52-59) è l’emblema del grande risveglio scafatese. Nel finale Gallo tenta di tenere vive le speranze delle locali, ma Čičić e Busiello infilano i punti della staffa.
Successo fondamentale per la Givova Ladies, che complice la sconfitta interna di Salerno contro Cercola, aggancia le granata al comando.
Questo il commento a fine match di Nicola Ottaviano. “Le ragazze sono state bravissime nei primi due quarti, poi hanno sofferto la difesa stabiese e non riuscivano più attaccare. In un timeout ho detto loro di non fare lo stesso errore di Salerno e di continuare a stare giù con le gambe e tenere nella nostra metà campo. Da quel momento abbiamo cominciato a crederci e i nostri tiri sono entrati. Complimenti a Castellammare, che ha dato vita ad una bella partita. Vincere contro Massimo Costagliola per me il miglior allenatore della B femminile campana è una bella soddisfazione”.

Banca Stabiese Basket Femminile Stabia- Givova Ladies Scafati 58-65

Banca Stabiese Basket Femminile Stabia: Trotta 8, De Rosa, Manganiello 2, Carotenuto 2, Potolicchio 21, Gallo 17, Orta n.e., Di Ruocco n.e., Giaquinto n.e., Grumetti 6, Scala 2. All. Costagliola

Givova Ladies Scafati: Sicignano, Iozzino 12, Busiello 2, Porcu 3, Sapienza 3, Ottaviani n.e., Serra, Scibelli 14, Negri 5, Baglieri n.e., Falanga 4, Čičić 22. All. Ottaviano

Arbitri: Di Rienzo e Ricci di Caserta

Parziali: 14-20, 31-32, 52-42

UFFICIO STAMPA

Le condizioni di Insigne preoccupano, potrebbe essere una pubalgia

Lorenzo Insigne è uscito anzitempo durante la sfida con la Juventus. Secondo l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, potrebbe trattarsi di una pubalgia. Ecco cosa scrive la Rosea:“Il primo avviso c’era già stato, poco più di dieci giorni fa, quando l’attaccante fu costretto ad uscire anzitempo nella gara di Champions, con lo Shakhtar, al San Paolo. Anche allora, come adesso, si era parlato di affaticamento, ma nessuno aveva fatto riferimento alla possibilità di una pubalgia, anche perché la domenica aveva giocato, regolarmente, a Udine. L’argomento è diventato allarmante dopo quanto detto da Sarri alla domanda sull’entità dell’infortunio patito da Insigne, venerdì sera. Ieri mattina, Lorenzo non ha partecipato alla seduta defaticante e si è sottoposto soltanto a terapie. A questo punto, salvo un recupero lampo, la sua presenza mercoledì a Rotterdam, nell’ultima e decisiva giornata del girone di Champions, è fortemente in dubbio. Sarà importante capire, però, quanto potrà essere serio il problema che affligge Insigne e, soprattutto, se ci sia la possibilità concreta di poterlo perdere per parecchio tempo”.

Gli italiani senza tetto muiono per strada!

0
Nel pesarese un italiano trovato privo di vita su una panchina, scatta la polemica contro gli immigrati!

E’ stato ritrovato ieri mattina a Via Cimarosa nel pesarese un italiano senza tetto: si tratta di un ex insegnate che ha perso la vita a causa del freddo, vivendo nelle condizioni di clochard. I soccorsi, arrivati poche ore dopo il rinvenimento da parte di un passante che ha dato l’allarme alla Questura, ma non hanno potuto che constatare la morte. Come riporta l’odierno articolo del Messaggero a firma di Luigi Benelli: “Una vita  scivolata in una condizione ai margini della società, dopo che Bonaposta era pure laureato in filosofia e aveva spesso svolto il ruolo di insegnante in qualità di supplente. E’ morto al freddo, solo e abbandonato a sé stesso, stroncato per un arresto cardiaco. Da appurare quanto le basse temperature abbiano contribuito nel diventare concause del decesso.” A farsi sentire in queste ore sono le voci del web, soprattutto dai siti più agguerriti contro le politiche pro-immigrazione che accusano le istituzioni di permettere alla clandestinità un alloggio e lasciar morire gli italiani; si ci scaglia anche contro le Caritas che ,a detta di alcuni,  sapevano della sua situazione da tempo: scattata la polemica!

 

Sei come una canzone di Mogol e Battisti: la ‘microstoria’ del genio che ha cambiato un’epoca

0
Un viaggio nel passato, nella musica dell’autore che ha capovolto la musica italiana: Lucio Battisti.

Era il 2014 quando decisi di scrivere sul mio blog “Storia della musica italiana a cura di Annalibera Di Martino” un pò della storia di uno dei più grandi artisti della musica leggera italiana: Lucio Battisti. Volevo rispolverala con voi, proprio partendo da quel pezzo, anche se noto incertezza e timore tra le righe ma è un modo anche per riscoprirmi e svelarmi cambiata.

Ogni volta che devo scrivere un pensiero su un artista a me caro risulta difficile poiché dovrei essere imparziale e quindi mi scuso in anticipo se la mia “analisi” può lasciar intendere quanto sia serena e affascinata se si parla di Lucio Battisti. Ho deciso di elaborare un testo che non sia la classica “lezione didattica” su una biografia comune e difficile anche per me da usare come strumento per spiegare la grandezza di un coppia come quella di Mogol e Battisti. Rapetti incontra a Milano Lucio all’inizio degli anni sessanta tramite una cantante francese Cristine  che aveva intenzione di scoprire nuovi talenti. All’inizio non fu positivo come incontro poiché Mogol non fu colpito dalla maestria di Lucio, ma piuttosto decise di lavorare con lui perché aveva davanti un uomo semplice ,umile e con un sorriso davvero straordinario. Ho sempre pensato che si trattasse di un innamoramento musicale, che é risultato funzionare molto di più rispetto ai matrimoni canonici! Lasciando da parte il mio lato di pessima ironia ,andiamo avanti: Giuliano ebbe modo di ascoltare i pezzi che aveva scritto Lucio come “29 settembre” per gli equipe 84 e ne rimase finalmente colpito,ma voleva qualcosa di più : “Lucio devi cantare”! É strano oggi scrivere, conoscendo il seguito, che la Rai aveva bocciato il cantautore laziale e quando Mogol riuscì a convincerlo ad incidere, dovette faticare per persuadere la casa discografica Ricordi  a produrre un disco per un RIFIUTATO da una grande industria ,trampolino di lancio a quei tempi di importanti talenti, come Luigi Tenco. L’etichetta ( per intenderci: la casa discografica) che accompagnò “il poeta” ( come amava definire Lucio il suo amico Mogol) e  Lucio fu LA NUMERO UNO . Una miniera di pezzi che hanno legato generazioni, che hanno fatto cantare i ragazzi davanti ai falò e fatto innamorare miliardi di coppie. Maestri di arte pura e operai capaci di creare immaginari vicini alla gente comune non poi così astratti ma quasi foto di vita quotidiana. Mogol vanta nella sua carriera la stesura di oltre 1500 canzoni e immancabili vittorie al Festival di Sanremo come la prima del 1961 con “Al di lá” cantata da Betty Curtis e Luciano Tajoli . Il cammino però di questi due amici ,che avevano in comune la passione per i cavalli, dopo l’incisione di ” Una giornata uggiosa” ( uno dei tanti successi) si divide a causa di contestazioni economiche fatte da Mogol per il suo salario troppo basso. Solo dopo molti anni Lucio ammetterà le sue colpe nei confronti di Giulio per questo problema. Io credo che non si siano mai lasciati ! Ho preso spunto per raccontarvi questa piccola storia da un’intervista che Mogol lasciò qualche anno fa al TG1: ho scoperto guardando integralmente il video che Mogol é uno pseudonimo dato al paroliere di Battisti da alcuni suoi amici e che ha origini nella cultura cinese. Durante la stesura del mio libro dedicato a Luigi Tenco invece, scavando tra i documenti, ho avuto notizia sul padre dello stesso Mogol ( Mariano Rapetti) che, insieme a Nanni Ricordi , si opposero alla partecipazione di Luigi Tenco al Festival. Tralasciando le curiosità in cantina, quelle della famiglia Tenco, avevamo detto che ci fu un periodo in cui Giulio e Lucio presero strade opposte per questione economiche . I dischi poi realizzati saranno completamente diversi da quelli che contenevano 29 settembre,Piú di una lira o Dolce di giorno. I testi saranno opera della moglie di Battisti, Valeria stupendo il pubblico e la critica per la durata (minore rispetto ai pezzi degli album precedenti) e anche per la presenza quasi sempre assoluta dei sintetizzatori. E’ interessante mettere a confronto tre pezzi ,figli delle mani di entrambi ovvero: MI RITORNI IN MENTE , FIORI ROSA FIORI DI PESCO, AMORE CARO AMORE BELLO.

Analizziamo un secondo in poche parole il contesto dei brani :

MI RITORNI IN MENTE -> all’interno della storia d’amore non esiste una speranza di perdono da parte di nessuno dei due partner.

FIORI ROSA FIORI DI PESCO –> in questo testo invece é la donna a non voler perdonare il proprio amato.
AMORE CARO AMORE BELLO -> ironia della sorte, il partner maschile non perdona la propria donna.
Questo breve ed elementare schemino serve a spiegarvi il fattore comune tanto caro alla discografia battistiana: L’AMORE . Non si tratta di usare parole eleganti e struggenti, ma quelli di Battisti sono quadri di vita quotidiana, fotografie che ritraggono attraverso un linguaggio semplice la vita e le relazioni umane. Questo é il caso dell’amore ma non bisogna pensare che la produzione dell’artista in questione menzioni solo il sentimento tra uomo e donna inteso come rapporto fisico e spirituale . Viene raccontata in “SI VIAGGIARE “attraverso un discorso metaforico(in senso lato )  la bella AMICIZIA. Non é la storia del meccanico che incontriamo ogni giorno quando andiamo a fare il pieno ma piuttosto di un operaio specializzato nella cura e condivisione della nostra esistenza per quello almeno che compete nei limiti ad un amico!
Due mondi diversi, due parole di uno stesso discorso che si incontrano e fanno nascere il libro più bello anzi, in questo caso LA CANZONE ITALIANA”.
a cura di Annalibera Di MARTINO
RIPRODUZIONE RISERVATA

Castellammare – Le date del congresso cittadino del PD

0
Castellammare – Le date del congresso cittadino del PD

Nei giorni 15 e 16 dicembre presso il Palazzetto del Mare di Castellammare di Stabia, si terrà il congresso cittadino del Partito Democratico. Il giorno 15 sarà dedicato alle deposizioni delle candidature alla segreteria cittadina, mentre il 16 si voterà.

A comunicare la notizia dell’accordo sulle date in cui si svolgerà suddetto congresso sono stati il sindaco Antonio Pannullo, il capogruppo Fancesco Iovino e i membri dell’assemblea nazionale Nicola Corrado e Nicola Cuomo.

Lo scopo del congresso è: “la necessità di ricostituire un gruppo dirigente che sia di supporto e stimolo alla attività amministrativa, nonché di traguardare i prossimi appuntamenti e tematiche nazionali, costituisce una esigenza improcrastinabile”