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Controlli al porto di Napoli, sequestrati giocattoli contraffatti

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Dai controlli eseguiti dai funzionari dell’Ufficio Dogane nel porto di Napoli, sono stati individuati container contenenti merce contraffatta

Nell’ambito dei controlli effettuati dai funzionari dell’Ufficio Dogane, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Napoli, sono stati individuati sette container contenenti merce contraffatta.

Durante l’operazione, che rientra nell’attività di contrasto al commercio di prodotti di illecita provenienza da altri Paesi, ha permesso di sottoporre a sequestro i container, arrivati dalla Cina, contenenti scooter a batteria per bambini, automobiline sia a batteria che elettriche. Il sequestro dei veicoli giocattolo ha impedito che fossero immessi sul mercato prodotti che avrebbero fruttato un ricavo illecito stimato circa 450 mila euro. I responsabili delle spedizioni sono stati denunciati.

Elezioni 2018: gara a raccontare agli italioti la favola quotidiana

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Elezioni 2018 ed etalico farlocchismo: «Si prendono impegni solenni e surreali perché tanto sarà impossibile onorarli, e la colpa se la prenderà qualcun altro»

I giocolieri che ingannano sui numeri

C’è qualche cosa che non torna nelle promesse di questa gioconda e sciagurata campagna elettorale. E non sono i conti. Che quelli non tornino lo sa chiunque abbia un soffio di vita in testa, e le operazioni dei quotidiani, compreso il nostro, di mettere giù il saldo della fantasilandia è soltanto una certificazione ragionieristica del festoso delirio. È già stato detto che nessuno dei leader sarà mai in grado di tradurre in ciccia tanta costosissima munificenza, poiché abbiamo le pezze al sedere, e intanto che l’Unione Europea ci tiene d’occhio attraverso il mirino del fucile. Ma non è un problema. Siccome è molto improbabile che uno dei tre schieramenti guadagni i seggi necessari a governare in solitudine, per avere la maggioranza in Parlamento serviranno coalizioni più ampie di quelle in gara, o addirittura larghe intese, e così il responsabile del tradimento sarà sotto mano: il nuovo alleato, purtroppo indispensabile.

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Davvero fantastico: si prendono impegni solenni e surreali perché tanto sarà impossibile onorarli, e la colpa se la prenderà qualcun altro.

Il giochino presuppone però che gli elettori siano tutti gonzi. Ed è qui l’aspetto straordinario della vicenda. Non tanto che i capi politici prefigurino un paese dei balocchi buono per la fiaba della buonanotte, ma che non esista un elettore disposto a prenderli sul serio. Fate la prova. Vi capiterà a cena un amico deciso a votare Silvio Berlusconi. Chiedetegli: ma davvero tu pensi che introdurrà un’aliquota fiscale unica al 23 per cento? Davvero pensi lo farà, dopo averlo assicurato a vuoto per due decenni e mezzo? Chiedete a un elettore di Matteo Salvini: ma davvero tu pensi che pagheremo il 15 per cento di tasse, di colpo, da un giorno con l’altro? Chiedete a un elettore di Matteo Renzi: ma davvero tu pensi che toglierà il canone tv, con la Rai che già non sta in piedi così? Sono mica matto, vi risponderanno. Una fumisteria collettiva fra chi chiede il voto offrendo la luna e chi lo concede tenendo i piedi per terra. Gli unici a riporre speranze in un immediato arricchimento collettivo sono forse gli elettori a cinque stelle, in buonissima parte persuasi che siamo conciati così perché la casta s’è ingoiata tutto, e che basti uno schiocco di dita per condurre l’intero popolo all’agiatezza. Dovrebbero alzare gli occhi, in certe stazioni ferroviarie, dove i pannelli dell’istituto Bruno Leoni aggiornano sul debito: più 4.469 euro al secondo, 268 mila euro al minuto, 16 milioni all’ora, 386 milioni al giorno, 11 miliardi e mezzo al mese. Ma non saranno i numeri a dissuaderli, perché tanto vogliono la rivoluzione, ovunque conduca.

Se si sceglie di mettere la croce sul simbolo di Forza Italia o del Pd è per terrore di quella rivoluzione, se la si mette sulla Lega è per disfarsi degli immigrati (auguri), se la si mette su Liberi e Uguali è per fare male a Renzi e recuperare un’idea elegiaca di sinistra. Non perché sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno: quello lo si promette a qualche residuale ingenuotto, per sottrarlo a Luigi Di Maio o all’astensionismo, in una rincorsa fra matti e che otterrà il solo risultato di aumentare la frustrazione.

Operazione “Vello d’Oro”: fermi e sequestri nei confronti della ‘ndrangheta

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La Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Vello d’Oro” ha eseguito ordinanze di custodia cautelare e sequestro di beni nei confronti di individui legati alla ‘ndrangheta

Nella mattinata odierna circa 200 militari appartenenti ai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Firenze, nell’ambito dell’operazione denominata “VELLO D’ORO”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del Capoluogo Toscano – Dott.ssa Paola Belsito – su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, emessa nei confronti di 14 persone (11 in carcere e 3 ai domiciliari), residenti tra la Calabria e la Toscana. Contestualmente alle misure cautelari personali, su richiesta del P.M., il GIP ha disposto anche il sequestro preventivo di 12 società, 5 con sede in Italia e 7 all’estero (per queste ultime è stata avviata specifica attività di assistenza giudiziaria internazionale in Slovenia, Gran Bretagna, Austria, Croazia e Romania) e di numerosi conti correnti bancari.

In totale, sono 18 le persone indagate nei cui confronti vengono contestate le ipotesi di reato che vanno dall’associazione per delinquere, all’estorsione, al sequestro di persona, all’usura, al riciclaggio ed autoriciclaggio, all’abusiva attività finanziaria e all’utilizzo/emissione di fatture per operazioni inesistenti nonché al trasferimento fraudolento di valori. È stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso di cui all’art. 7 della legge n. 203/91.

Il provvedimento giudiziario eseguito dai militari appartenenti alle due Forze di Polizia è stato emesso a conclusione di complesse ed articolate indagini, avviate a seguito di una denunzia di un imprenditore toscano in quanto vittima di un’attività di usura e di minacce operate da STELLITANO Cosma Damiano [imprenditore calabrese, di fatto domiciliato a Vinci (FI)], poiché, a fronte di un prestito ricevuto per € 30.000, avrebbe dovuto restituire una somma di denaro maggiorata di interessi (usurari) corrispondenti al 17% in un solo giorno (per un importo pari ad oltre € 35.000).

Le investigazioni, svolte anche con l’ausilio di indagini tecniche, – coordinate dal Procuratore Ettore Squillace Greco (applicato alla DDA di Firenze) e, più di recente, dal Sost. Proc. dott.ssa Giuseppina Mione – sono state condotte inizialmente dal Reparto Operativo dei Carabinieri di Firenze e, a partire dal novembre 2014, co-delegate anche al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, riuscendo ad individuare un sodalizio criminale ben strutturato di cui facevano parte, tra gli altri, soggetti legati ad elementi di spicco delle famiglie ‘ndranghetiste dei “BARBARO” e dei “NIRTA”, attive nella zona del litorale jonico della provincia di Reggio Calabria.

Il prosieguo delle indagini ha permesso di individuare un’articolata organizzazione criminale di origini calabrese – operante in Toscana ed in Calabria, nonché in diversi Stati europei quali la Slovenia, la Croazia, l’Austria, la Romania ed il Regno Unito –costituita attorno a SCIMONE Antonio, soggetto risultato a capo di una rete di aziende costituite ad hoc per generare voluminose movimentazioni finanziare (pagamenti di fatture relativi a costi fittizi) “strumentali” per costituire ingenti quantità di denaro contante a disposizione dei sodali, da destinare a nuove attività illecite ovvero da riciclare/reimpiegare in attività commerciali.

Più in particolare, SCIMONE Antonio, – con la fattiva collaborazione del menzionato STELLITANO, di NIRTA Giuseppe (nipote dell’omonimo capo indiscusso della ‘ndrina “La Maggiore” di San Luca, ucciso nel 1995) e di BARBARO Antonio –faceva confluire in conti correnti esteri intestati a società “cartiere” (tutte direttamente e/o indirettamente riconducibili allo stesso SCIMONE Antonio, in gran parte intestate a prestanome) rilevanti somme di denaro da riutilizzare come prestiti di denaro contante ad imprenditori conciari toscani, questi ultimi gravemente indiziati di essere ben consapevoli della provenienza illecita del denaro e complici del sistema criminale ideato dai menzionati calabresi.

Gli imprenditori toscani, infatti (indagati anche per il reato di riciclaggio), restituivano ai loro “finanziatori” le somme di denaro ricevute in prestito, maggiorate di interessi celando la dazione di denaro attraverso il pagamento di false fatture di acquisto di pellame, emesse da una S.r.l con sede nel pisano e materialmente predisposte dal contabile di fiducia dello STELLITANO.

In questo modo, gli imprenditori toscani – alcuni dei quali destinatari della odierna misura cautelare in carcere (3 persone) o domiciliare (3 persone) – si finanziavano ottenendo denaro contante (da utilizzare principalmente nella retribuzione “in nero” dei dipendenti) e, annotando in contabilità le citate false fatture, abbattevano gli utili delle proprie aziende (quindi pagavano una minore imposta sul reddito delle persone giuridiche), registravano un credito IVA fittizio e, quindi, scaricavano sull’erario il “costo” del finanziamento illecitamente ottenuto.

In ultima analisi, il sistema fraudolento così congeniato faceva gravare sulle casse dell’Erario il costo del denaro contante ricevuto dagli imprenditori toscani e, di converso, il profitto illecito dei calabresi. Infatti, il “prezzo” pagato dagli imprenditori toscani per il finanziamento ottenuto era, di fatto, celato sotto forma di IVA corrisposta per il pagamento delle menzionate fatture false (imposta poi portata a credito nelle liquidazioni periodiche dagli stessi imprenditori) mentre le società emittenti le citate fatture non hanno mai provveduto a versare l’IVA incassata.

Soffermandosi poi sulla natura degli stretti rapporti che SCIMONE Antonio ha intrattenuto con i soggetti quali i menzionati NIRTA Giuseppe e BARBARO Antonio, è stato possibile circostanziare l’aggravante del metodo mafioso.

In concomitanza con l’operazione “VELLO D’ORO”, la Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ed i militari del locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia –emesso nell’ambito dell’operazione denominata “MARTINGALA” nei confronti di 27 persone (di cui 4 destinatarie anche del provvedimento dell’A.G. toscana), ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, beni, utilità di provenienza illecita, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, reati fallimentari ed altro.

Guardia di Finanza di Caserta, individuati e sanzionati parcheggiatori abusivi

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La Guardia di Finanza ha effettuato un servizio di pattugliamento della città di Caserta, sanzionando diversi parcheggiatori abusivi

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, impegnata nella costante lotta al fenomeno dell’abusivismo commerciale e al decoro urbano, ha effettuato un servizio di pattugliamento della città di Caserta durante lo scorso fine settimana, anche con il supporto di alcune pattuglie dei Baschi Verdi di Aversa.

Oltre la decina le pattuglie che hanno vigilato la città ed in particolare le aree caratterizzate da maggior afflusso di visitatori e turisti come Piazza Carlo III, Piazza Matteotti, Piazza Cattaneo e l’area adiacente la Reggia di Caserta.

Sono stati complessivamente eseguiti 5 ordini di allontanamento nei confronti di altrettanti parcheggiatori abusivi, alcuni dei quali già noti alle Fiamme Gialle per la loro recidività.

In particolare giovedì sera sono stati verbalizzati 3 soggetti in via Battisti; sabato sera è stato individuato 1 soggetto in via Unità Italiana mentre nella serata di domenica è stato identificato e verbalizzato un altro soggetto posizionato in Piazza Cattaneo.

Uno dei parcheggiatori individuati in via Battisti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 650 c.p. in quanto, non osservando il Divieto di accesso (c.d. “Daspo Urbano”) a quell’area emesso nei suoi confronti dalla Questura di Caserta, continuava ad effettuare l’attività di parcheggiatore abusivo. Per altri 2 parcheggiatori recidivi è stata proposta l’applicazione del Divieto di accesso, in quanto la condotta illecita è stata reiterata nell’arco delle successive 48 ore dall’ordine di allontanamento.

Coppa del Mondo spada maschile: secondo posto per l’Italia nella gara a squadre

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La squadra di spada maschile azzurra sconfitta in finale dalla Francia

L’Italia sorride al termine della gara a squadre che ha concluso la tappa del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile. La formazione azzurra ha infatti conquistato il secondo posto, bissando così quello già ottenuto a Legnano nel secondo appuntamento stagionale.

A salire in pedana per comporre il quartetto italiano sono stati Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, assieme a Gabriele Cimini, reduce dall’ottima prestazione nell’individuale e Lorenzo Buzzi, che non hanno fatto rimpiangere gli infortunati Paolo Pizzo e Marco Fichera.

Gli azzurri, guidati in panchina dai maestri Dario Chiadò ed Alessandro Bossalini, dopo aver esordito agli ottavi superando Israele per 45-42, hanno avuto nettamente la meglio ai quarti di finale sulla Germania col punteggio di 43-33, aprendo così le porte della semifinale contro gli ostici portacolori della Corea del Sud.

I quattro spadisti azzurri sono stati capaci di affrontare i coreani nel migliore dei modi ed imporsi nettamente, per 45-33.

In finale è poi giunta la sfida contro la Francia. Al termine di un match che ha visto i transalpini sempre avanti, nell’ultima frazione Enrico Garozzo ha provato a rimontare il punteggio, concludendo però con i transalpini avanti per 45-41.

 COPPA DEL MONDO – SPADA MASCHILE – PROVA  A SQUADRE – Vancouver, 18 febbraio 2018

Finale

Francia b. ITALIA 45-41

 Finale 3°-4° posto

Corea b. Ungheria 45-32

 Semifinali

ITALIA b. Corea del Sud 45-33

Francia b. Ungheria 45-32

 Quarti

Corea del Sud b. Usa 45-32

ITALIA b. Germania 43-33

Francia b. Ucraina 45-37

Ungheria b. Russia 45-36

Tabellone dei 16

ITALIA b. Israele 45-42

Classifica (24): 1. Francia, 2. ITALIA, 3. Corea del Sud, 4. Ungheria, 5. Ucraina, 6. Germania, 7. Usa, 8. Russia.

ITALIA: Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, Lorenzo Buzzi, Gabriele Cimini

La fotogallery di Juve Stabia – Bisceglie (0-2) | ViViCentro

Juve Stabia – Bisceglie le foto dei calciatori in campo

Guarda le foto di  Juve Stabia – Bisceglie realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci racconta così la sconfitta delle Vespe allenate dal duo Caserta – Ferrara con i ragazzi di Giuseppe Alberga allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.

 

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, la Juve Stabia torna a giocare in casa e lo fa contro il Bisceglie nella giornata 26° del campionato di serie C, girone C.

Queste le formazioni ufficiali:

Juve Stabia (4-4- 2): Branduani, Nava, Bachini, Marzorati, Crialese, Melara, Viola, Mastalli, Canotto, Paponi, Simeri.

A disposizione di Caserta e Ferrara: Bacci, Dentice, Allievi, Vicente, Redelofi, Matute, Berardi, Strefezza, Franchini, Calò, D’Auria, Sorrentino.

Bisceglie (3-5- 2): Crispino, Jurkic, Markic, Delvino, Giron, Azzi, Toskic, Risolo, Montinaro, Ayina, D’Ursi.

A disposizione di Alberga: Vassallo, Alberga, Diallo, Petta, Jovanovic, D’Ancora, Prezioso, Vrdoljak, Migliavacca.

Pomeriggio piovoso al Romeo Menti di Castellammare per il match tra Juve Stabia e Bisceglie. I padroni di casa puntano a replicare il successo di Fondi contro la compagine pugliese, che conferma, per ora, il preparatore dei portieri Albera quale allenatore, dopo l’esonero di Nunzio Zavettieri. Caserta cambia modulo preferendo il 4-4- 2 al consueto 4-2- 3-1 e lanciando tra i titolari Melara in luogo di Strefezza. Il Bisceglie invece conferma il 3-5- 2 con i due ex Juve Stabia equamente divisi tra campo (Giron) e panchina (D’Ancora).

Solo 581 gli spettatori presenti al Romeo Menti.

Minuto 10: GOL BISCEGLIE. Palla sanguinosa persa da Mastalli che innesca il contropiede del Bisceglie concluso da D’Ursi con la conclusione maligna che beffa Branduani. 0 – 1 Bisceglie.

Minuto 94′: GOL BISCEGLIE. Raddoppio del Bisceglie che chiude la gara grazie a Jovanovic, che appoggia la palla nella porta lasciata incustodita da Branduani, salito nell’area di rigore dei pugliesi per cercare il pareggio nel finale.

Finisce così. La Juve Stabia stecca ancora l’appuntamento con la prima vittoria casalinga del 2018, uscendo anzi a mani vuote al cospetto di un avversario non certo temibile. Per la squadra di Caserta i tre punti al Menti stanno diventando una chimera.

A cura di Giovanni Donnarumma

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Napoli, rubano abiti nel centro commerciale Auchan: arrestate due donne

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Napoli, rubano abiti nel centro commerciale Auchan: arrestate due donne

Napoli, è avvenuto un furto all’interno dell’Auchan di Giugliano. Due donne sono state arrestate perchè trovate a rubare vestiti. Si tratta di P. Pellino, di Sant’Antimo, 55 anni e A. Bennato, di Somma Vesuviana, 22 anni. Le ladre sono accusate di furto aggravato perpetrato nel noto negozio “Ovs”. Le donne si erano impossessate di capi d’abbigliamento, come jeans, t-shirt e calze a cui aveva rimosso i sistemi antitaccheggio. Per sfuggire agli allarmi avevano nascosto tutti i capi sotto i giubbotti convinte di poter sfuggire all’occhio vigile delle guardie. Sul posto sono poi giunti i carabinieri della compagnia di Giugliano che hanno recuperato la refurtiva da un valore complessivo di 147 euro. Le due sono in attesa del rito direttissimo.

Ma non è finita qui. Poco lontano, a Casandrino, invece, è stato arrestato S. Di Francesco, 50 anni, accusato di furto aggravato, in quanto l’uomo è stato sorpreso dai militari dell’arma mentre si trovava all’interno di una villa in via Lavinaio. Il ladro aveva forzato il cancello d’ingresso di una recinzione di un appezzamento di terra. Una volta dentro ha asportato trenta porte in alluminio, parte delle quali aveva già caricato all’interno della propria autovettura, per un danno di 1500 euro.

Castellammare-Gragnano, scoperta discarica abusiva: scatta l’indagine

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Castellammare-Gragnano, scoperta discarica abusiva: scatta l’indagine

Tra Castellammare di Stabia e Gragnano è stata scovata una discarica abusiva. Pneumatici, vernici e rifiuti urbani erano stati accumulati in un’area di 150 metri quadrati in via Castellammare, a Gragnano. A scoprirla gli uomini della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, agli ordini del capitano Salvatore Della Corte.

Via Castellammare è una strada di collegamento tra la città delle acque e Gragnano, percorsa costantemente da autoveicoli ma non completamente sottoposta alle telecamere di videosorveglianza, di conseguenza ciò consente, ed ha consentito di non essere sottoposti a  qualsiasi controllo.

Nell’ambito dei controlli sul territorio, la Guardia di Finanza proseguirà quindi le attività di controllo trovare i responsabili dello sversamento abusivo di materiali inquinanti. La Gdf per ora ha già ben chiari su chi sono i sospettati, orientati nei confronti di alcune ditte del territorio, che operano nel settore edilizio. Ma, ovviamente le indagini  non si fermano qui, si continuerà ad indagare  comunque a 360 gradi e nei prossimi giorni sono attesi ulteriori sviluppi. Per ora l’aria interessata è stata delimitata per permettere di far proseguire le indagini.

Castellammare di Stabia, spacciavano usando il paniere di casa: arrestati in 3

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Castellammare di Stabia, spacciavano usando il paniere: arrestati in 3

Castellammare di Stabia, in tre spacciavano attraverso il paniere di casa; sono stati trovati in casa più di 3mila euro in contante e telecamere abusive. Questo ha portato i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Torre Annunziata nei confronti di 3 indagati già noti alle forze dell’ordine, 2 dei quali sono fratelli, ritenuti responsabili di spaccio di cocaina.

Le indagini hanno fatto luce sull’attività illecita che i 3 conducevano, particolarmente viva nel corso dell’ultimo mese. I militari li hanno scoperti grazie all’ osservazione della piazza di spaccio e “pizzicando” alcuni clienti del trio, presi con ancora addosso le dosi di cocaina. Lo scambio avveniva sotto casa dei 2 fratelli che cedevano le palline mediante un paniere calato dal balcone mentre il terzo socio, per altro libero vigilato, regolava l’afflusso degli acquirenti.

Durante le operazioni i carabinieri hanno trovato nell’abitazione dei fratelli 3.400 euro, probabilmente frutto delle loro transazioni; sono state anche sequestrate delle telecamere abusive, nascoste all’interno di una lampada posta all’ingresso del palazzo, istallate per proteggere gli affari dai controlli delle forze dell’ordine, che però a quanto pare, non sono servite a molto ai malviventi, dato che sono stati ugualmente scoperti.

Castellammare, guidava auto rubata a suore stabiesi: arrestata donna di Sorrento

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Castellammare di Stabia, guidava auto rubata a suore stabiesi: arrestata donna di Sorrento

Castellammare di Stabia, una donna di 35 anni di Sorrento, è stata arrestata perchè guidava un’auto rubata alle suore della città delle acque. Il tutto è avvenuti nella mattinata di venerdì 16 febbraio 2018, nel corso della consueta attività di vigilanza stradale finalizzata alla sicurezza e libertà di circolazione, attraverso una contestuale intensificazione dei servizi di prevenzione e repressione di ogni forma di criminalità, personale della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli – Fuorigrotta, operante sulla Tangenziale di Napoli, su segnalazione della locale Sala Operativa, dopo un inseguimento iniziato nei pressi dello svincolo di Furoigrotta e terminato nei pressi dello svincolo di Agnano, è stata arrestata  C.F., pregiudicata trentacinquenne residente a Sorrento. La donna viaggiava su un’auto rubata.

Si tratta di una Fiat Panda. Grazie ad all’indagine eseguita dalla forze dell’ordine, si è giunti a ricostruire i fatti: la macchina poco prima era stata asportata, manomettendo la serratura d’ingresso ai garage, dalla sede delle Suore Francescane Alcantarine di Castellammare di Stabia. La vettura è stata immediatamente riaffidata alle religiose e la persona arrestata, dopo le formalità di rito, veniva associata alla casa circondariale femminile di Pozzuoli. Sono però in corso altre indagini, per capire se la donna abbia legami con la criminalità stabiese.

 

EDITORIALE – Juve Stabia, un film visto e rivisto…

La Juve Stabia concede il Bis..ceglie, confermando per la seconda volta in stagione come la compagine pugliese rappresenti un boccone indigesto per gli uomini di Caserta. Zero punti portati a casa, tra andata e ritorno, contro i nerazzurri e, soprattutto, due tra le prestazioni peggiori della stagione che arrivano contro la squadra di Zavettieri prima ed ora di Alberga.

Avete presente il palinsesto televisivo del periodo estivo, con repliche su repliche a riempire la programmazione? La prestazione di ieri della Juve Stabia assomiglia, in effetti, proprio ad una vecchia replica già vista nel corso della stagione. Adeguandosi ad un copione ormai noto, e che non fa più notizia, le Vespe hanno messo nella gara di ieri tutti i difetti che, insieme o alternativamente, hanno caratterizzato tutte le sconfitte stagionali.

Tante volte abbiamo sottolineato la natura sprecona e fragile che porta la Juve Stabia a creare e sciupare, tante palle gol prima di andare in rete ed allo stesso tempo ad incassare gol alla prima occasione concessa agli avversari. Anche ieri, come in un film visto e rivisto, i gialloblù hanno steso il tappeto rosso agli avversari, facendosi bucare dal primo tiro del Bisceglie, dopo 10 minuti di gioco, aiutato anche da una sanguinosa palla persa a centrocampo da Mastalli. A nulla o quasi, e non è una novità, sono servite le tante occasioni da rete create dalle Vespe con Canotto, Paponi, Simeri, Viola e Melara imprecisi, ed in alcuni casi sfortunati, nell’attimo che avrebbe potuto cambiare la gara.

Parlando di difetti ormai noti della Juve Stabia, ancora una volta i ragazzi di Caserta e Ferrara hanno completamente sbagliato l’approccio alla gara, entrando in campo con una svogliatezza che non si vede nemmeno nel più blando degli allenamenti. Le ragioni che, a volte, portano la Juve Stabia a calcare il campo “forte” di un’inconscia convinzione di superiorità non le possiamo conoscere certo noi, ma dovrebbe essere chiaro a tutta la squadra che i risultati passano prima dall’atteggiamento e poi dai gol e dai passaggi riusciti. Un organico giovane, con valori rilevanti ma non idonei ad “ammazzare” il campionato, costruisce i propri risultati prima con la fame, la grinta, la voglia di sopraffare gli avversari ed il rispetto verso compagni ed allenatore (Canotto lo tenga a mente): se mancano questi elementi, che devono essere le fondamenta del progetto, inevitabilmente tutto lo il palazzo gialloblù è destinato a crollare.

Infine, non manca qualche perplessità sullo schieramento tattico iniziale. Mastalli e Viola sono stati schiacciati dal centrocampo del Bisceglie, soffrendo (e come dargli torto) l’apporto nullo dato in fase di copertura da Canotto e Melara. Il primo ieri è stato anarchicamente irritante, persino nell’uscita dal campo; il secondo ha mostrato ancora una volta di avere un piede educatissimo ma che deve essere supportato da una condizione atletica adeguata che, ad oggi, ancora manca. Simeri e Paponi, poi, sono stati troppo spesso orientati dagli stessi movimenti, lasciando intravedere sintomi di una convivenza tattica non semplice. L’equilibratore Strefezza non è riuscito nella ripresa a ristabilire l’ordine.

Ora il calendario mette di fronte alla Juve Stabia la corazzata Lecce, in volata solitaria verso la Serie B. Il lato positivo è che gare come quella con i salentini di certo faranno salire le motivazioni di una squadra apparsa scarica. Sarà ovviamente difficile immaginare un capolavoro gialloblù al Via Del Mare, ma ci sono tutte le potenzialità per cancellare il brutto film di ieri, visto e rivisto fin troppe volte.

Raffaele Izzo

Napoli, ultimo whatsapp dei tre napoletani scomparsi in Messico: i dettagli

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Napoli, ultimo whatsapp dei tre napoletani scomparsi in Messico: indagini in corso

Napoli, continuano le indagini su i tre uomini partenopei scomparsi in Messico. Sono state aperte tre inchieste, prima a Napoli e a Roma e poi, ultima avvenuta pochi giorni fa, in Messico. Le autorità messicane hanno aperto un’inchiesta sulla scomparsa di tre italiani scomparsi nello stato di Jalisco (centro). L’hanno indicato all’agenzia di stampa France Presse la procura locale e Mario de Vita, un parente dei tre scomparsi. L’ultima volta i tre – Vincenzo Cimmino, Antonio e Raffaele Russo, originari di Napoli – sono stati visti a Tecalitlan, nello Stato di Jalisco, circa 600 km a ovest di Città del Messico. Era il 31 gennaio.

L’ultima volta che de Vita è riuscito ad avere un contatto telefonico con i tre parenti, erano stati fermati dalla polizia in una stazione di servizio, ha spiegato all’Afp. “Hanno avuto tempo d’inviare un messaggio vocale” per dire a un altro membro della famiglia, che non era con loro, di “restare in hotel”. All’indomani de Vita ha presentato una denuncia, come confermato anche dalla procura locale.
Al quotidiano El Occidental, inoltre, de Vita ha detto di aver pensato che i tre fossero stati rapiti, ma che al momento non c’è stata alcuna richiesta di riscatto. Come sappiamo, sono state fatte diverse congetture sull’accaduto, c’è chi ha parlato di droga, ma le famiglie difendono i tre uomini a spada tratta.

Napoli, uomo investito da un treno a Sant’Antimo: treni in ritardo fino a 70 minuti

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Napoli, uomo investito da un treno a Sant’Antimo: treni in ritardo fino a 70 minuti

Napoli, ancora paura e terrore su i binari dei treni delle linee partenopee. Questa volta è toccato alla Linea Napoli-Formia, dove una persona è stata investita dal treno, a Sant’Antimo. A riportare la notizia è il sito NapoliToday. 

Si sa poco sull’accaduto, se non che è una persona di sesso maschile è stata investita a Sant’Antimo sulla linea ferroviaria Formia-Napoli.Si è a conoscenza solo del sesso della persona interessata. La cosa certa è che il tutto è accaduto dalle 10.55, dove il traffico fra AversaNapoli Centrale è stato sospeso.

Sul posto è giunta anche  l’Autorità giudiziaria per i rilievi di rito e per investigare sull’accaduto. Per evitare ulteriori disagi alla linea ferroviaria, è in corso la riprogrammazione del servizio ferroviario. I treni a lunga percorrenza sono deviati via Aversa/Caserta. Sono in programma ritardi ferroviari fino a 70 minuti.

Sulla persona interessata dall’incidenza, per ora non ci sono notizie, si sa solo che è di sesso maschile, nulla riguardo le condizioni in cui verte. Di conseguenza seguiranno aggiornamenti sul caso e sulla vicenda.

 

Politici spendaccioni e bugiardi: 1000 miliardi di promesse politiche

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In campagna elettorale si fanno tante promesse politiche per attirare il voto degli elettori. Paolo Baroni ha analizzato quelle dei principali partiti quantificandone i costi alla luce di un debito pubblico italiano che continua a salire di ben 4469 euro ogni secondo. In totale i partiti hanno fatto promesse per oltre 1000 miliardi.

Le promesse dei partiti valgono 1000 miliardi

Ma intanto il debito pubblico continua a salire di ben 4469 euro ogni secondo

ROMA – C’è la norma scassa-bilanci, l’abolizione della legge Fornero che vogliono Lega e 5 Stelle, che da sola costa 140 miliardi di qui al 2035 e, in media, 10-15 l’anno nei prossimi 5 anni. E ci sono altre proposte acchiappa-voto che singolarmente valgono un’intera manovra se non due: dalla flat tax del centrodestra al reddito di cittadinanza dei 5 Stelle, agli investimenti fuori dai vincoli europei del Pd. In totale, ma il conto è certamente fatto per difetto perché – confermano gli economisti – molte proposte non sono sufficientemente dettagliate, si arriva alla cifra iperbolica di mille miliardi di euro. In dettaglio: 5-600 miliardi di debito da tagliare e altri 400 abbondanti legati a misure di ogni tipo. Numeri che da soli rendono bene l’idea di quanto esagerate siano le promesse dei partiti.

Crescita miracolosa

L’impegno più rilevante, davvero titanico viste le cifre in ballo, riguarda il debito pubblico. Forza Italia lo vuole tagliare di 30 punti in 5 anni, il Pd in 10 anni, mentre sempre in 10 anni l’M5S punta addirittura a scendere di 40 punti. In soldoni parliamo di qualcosa che ai valori correnti oscilla tra 514 e 686 miliardi. Ovviamente il tutto senza mettere nuove tasse: si scommette quasi esclusivamente su una ripresa dell’economia come l’Italia non conosce da decenni, su un bilancio con un avanzo primario sempre più rilevante e su un’inflazione fissa sopra al 2%, conteggiando poco o nulla sul fronte delle privatizzazioni. Tutte «ricette incerte», le ha bollate nei giorni scorsi il Sole 24 Ore.

A spingere di più sulla crescita, secondo gli obiettivi di finanza pubblica raccolti dall’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica guidato da Carlo Cottarelli, sono innanzitutto Lega e Forza Italia. Gli azzurri nei tre scenari che presentano ipotizzano un Pil nominale che nel 2018 sale del 2,5% e a fine legislatura (2022) tocca il +4 se non addirittura il +5% mentre la Lega arriva a +4,7. A sinistra invece Leu (+4,3) sorpassa il Pd e il suo cauto +3,5%. Per gli esperti di Fi il rapporto debito/Pil dal 129,9% di quest’anno dovrebbe scendere al 112,8% nel 2022 (ed al 105,7% nello scenario più spinto) restando comunque ancora lontano da quota 100. La Lega si ferma invece al 120,3%, il Pd arriva al 118,4% (ed al 100,6% nel 2029 come promesso) e Leu al 114,4%. Non pervenute invece le stime del M5S.

Chi offre di più

Sulla carta tutti (salvo la Lega) puntano formalmente a ridurre il deficit, ma la realtà dei programmi ci consegna uno scenario completamente differente. Secondo le stime di Roberto Perotti della Bocconi pubblicate da Repubblical’insieme delle misure proposte da Forza Italia e Lega, da Pd, 5 Stelle e Leu potrebbe arrivare a costare anche 420 miliardi di euro (minimo 280). I programmi del centrodestra, in particolare, arrivano a pesare sino a un massimo di 300 miliardi (310 di costi e appena 10 di coperture, Berlusconi dice invece solo 110miliardi), soprattutto per effetto dell’introduzione della flat tax che nell’immediato produrrebbe 64 miliardi di minori entrare, addirittura 72 secondo altre stime (Brunetta parla invece di 50 «tutti coperti» e la Lega di 66). Poi c’è il reddito di dignità, che a seconda delle soluzioni costa 26 o 45 miliardi (29 secondo Daveri de lavoce.info), l’aumento delle pensioni a mille euro (24 miliardi) e l’eliminazione dell’Irap (altri 22 miliardi)

Maxisconti e nuovi bonus

Il pacchetto del Pd si ferma a quota 56 miliardi (39,7 di maggiori spese e 16,7 di minori entrate), mentre per il responsabile economico del Pd Tommaso Nannicini il totale si fermerebbe “appena” a 35. In questo caso la voce più critica riguarda la riduzione strutturale del cuneo a favore del lavoro stabile che potrebbe arrivare a costare anche 12 miliardi (1,8 al massimo per il Pd). Il sostegno alle famiglie (bonus da 240 euro/mese) vale invece 9 miliardi, gli investimenti fuori dalle clausole europee ben 18 e 2,75 miliardi il raddoppio dei fondi per il reddito di inclusione. Sul fronte delle entrate il taglio dell’Ires farebbe perdere 2,9 miliardi, 1,8 l’estensione del bonus da 80 euro. Il programma del M5S comporta invece oneri per 63 miliardi (108 di spese e/o mancate entrate con coperture per 45). Differenti i numeri che forniscono i grillini che indicano costi per 78,5 miliardi e coperture per 79, col risultato miracoloso che il loro sulla carta sarebbe l’unico programma a produrre un avanzo (0,5 miliardi). La norma cardine in questo caso è il reddito di cittadinanza valutato 15 miliardi a fronte dei 29 stimati da Baldini e Daveri su lavoce.info. Poi, tra gli interventi più onerosi, ci sono i costi dell’azzeramento della Fornero (11-15 miliardi), gli aiuti alle famiglie (14,5) e la riforma dell’Irpef (16). Il programma di Leu, infine, prevede spese per 30 miliardi (soprattutto per ridurre il peso delle tasse ai redditi più bassi e aiutare i meno abbienti) e saldo zero, visto che sarebbe interamente coperti da un recupero equivalente (e sempre virtuale) dell’evasione.

«Ogni promessa è debito», avvertono i megacontatori fatti installare dall’Istituto Bruno Leoni nelle stazioni di Roma e Milano. Ed è il caso di dire che mai ammonimento è stato più attuale dal momento che fa certamente impressione leggere che il nostro debito pubblico cresce di ben 4.469 euro ogni secondo che passa. Tant’è che proprio nella settimana in cui si andrà a votare tornerà a sfondare quota 2300 miliardi.

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lastampa/Le promesse dei partiti valgono 1000 miliardi PAOLO BARONI

Napoli, sequestrati beni ad un imprenditore per 160 milioni: scoperti i prestanome

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Napoli, sequestrati beni ad un imprenditore per 160 milioni: scoperti i prestanome

Napoli, continuano le operazioni di investigazione per scovare i furbetti delle tasse. I militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna stanno dando esecuzione a un provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Napoli, sezione misure di prevenzione, su proposta della Dda partenopea nei confronti di un imprenditore 52enne di Marigliano impegnato nei settori ricettivo, immobiliare e alimentare, imputato per intestazione fittizia di beni insieme ad altre 9 persone, i prestanome, appunto.

Il provvedimento è frutto di indagini iniziate nel 2012 condotte su beni riconducibili al 52enne e frutto di attività illecite commesse dallo stesso tra il 1994 e il 2008. Un ‘operazione vasta a quanto si può vedere, e che è costato molto tempo ai carabinieri, prima di giungere al fine ultimo. Il vincolo è successivo a un primo sequestro preventivo eseguito nel 2014, anno in cui, all’indomani della notifica di un’interdittiva antimafia da parte della Prefettura di napoli, l’imprenditore creò fittiziamente 4 società per eludere i provvedimenti. Oggi finiscono vincolati 2 società (nel settore turistico e della compravendita di beni immobili), 92 beni immobili tra cui terreni nel Vesuviano e nell’Avellinese e 7 conti correnti.

Santa Maria la Carità, alcune strade chiuse al traffico: i dettagli

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Santa Maria la Carità, alcune strade chiuse al traffico: i dettagli

Santa Maria la Carità, alcune strade saranno chiuse al traffico a causa di lavori in corso. Si tratta di di via Petraro, piazza Borrelli incrocio via Motta Carità che da oggi saranno chiuse per trenta giorni. Ma era  slittato l’inizio del cantiere che era previsto per il 16 febbraio e che, per avverse condizioni meteorologiche, è stato posticipato. L’effettiva esecuzione dei lavori si limitava alla sola giornata di venerdì 16, rimanendo di fatto la strada chiusa senza il materiale inizio delle operazioni di demolizione del manto stradale nei giorni feriali. Quindi in realtà i disagi sono aumentati, invece di diminuire.

Ma per evitare che si protraggano ancora per molto, al fine di evitare disagi alla cittadinanza e lamentele dovute alla strada chiusa si comunica che i lavori avranno inizio da oggi. Gli interventi proseguiranno per i prossimi trenta giorni. Una manutenzione predisposta per rifare essenzialmente il look in via Petraro, con l’eliminazione dei cubetti di porfido. Una pavimentazione disconnessa che ha creato non pochi problemi ai residenti ma anche ai mezzi in transito.

Napoli, lo scempio del Lago Fusaro: ormai in rovina la foce borbonica

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Napoli, lo scempio del Lago Fusaro: ormai in rovina la foce borbonica

Napoli, ormai in rovina il Lago Fusaro. Secondo quanto raccontano le fonti storiche, a causa del riscaldamento delle acque e quindi con la conseguente diminuzione di produzione di ostriche, per ordine del Re fu aperta una nuova  foce per migliorare il ricambio delle acque nel lago Fusaro. Lunga 700 metri con una luce di circa 11 metri, interamente banchinata con uno sbocco a mare dotato di saracinesche, l’opera fu terminata nel 1859. All’inaugurazione, presenziò Francesco II.

Una storia tutta da vantare, se non fosse che la storia reale attuale, è completamente diverse. Non più gloriosa è purtroppo. A seguito di atti vandalici e di una cattiva gestione da parte degli Enti preposti, la foce borbonica sul lago Fusaro attualmente versa in stato di degrado, in gran parte insabbiata e con le saracinesche originali dell’epoca aggredite dai rovi. In passato si è provveduto a tutelare in parte il sito ma l’ operazione nel tempo è risultata vana. Ma a preoccupare sono le condizioni totali del Parco della Quarantena, un polmone verde sulle sponde del lago Fusaro al cui interno insiste la foce borbonica. All’interno c’è degrado assoluto, rifiuti sparsi un po’ ovunque come se fosse una discarica.

Pompei, licenziati i 16 esperti del “Grande Progetto Pompei”: stop ai cantieri

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Pompei, licenziati i 16 esperti del “Grande Progetto Pompei”: brusco stop ai cantieri

Pompei, con il licenziamento dei 16 esperti del progetto  “Grande Progetto Pompei” è a rischio la messa in sicurezza degli Scavi. Il «Grande Progetto Pompei» perde pezzi importanti: licenziata l’intera segreteria tecnica. Questo determina lo stop di 30 cantieri di manutenzione, progettazioni, verifiche, collaudi e commissioni di gara, e il conseguente blocco del progetto finanziato dall’Unione Europea per 105 milioni di euro. Una grossa perdita che da oggi, ha portato i 16 professionisti arrivati a Pompei da ogni parte d’Italia agli inizi del 2015 due archeologi, nove architetti e cinque ingegneri che hanno aiutato il direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna nell’opera di rilancio del sito, a tornare a casa.

Gli esperti sono stati sollevati dall’incarico con una nota di poche righe, la lettera di fine rapporto scritta, suo malgrado, da Osanna. «Si comunica  che non risultando alcun riscontro definitivo alla nota inviata al ministero in data 19 gennaio 2018, il rapporto di collaborazione attualmente intercorrente con il Parco Archeologico di Pompei scade il 18 febbraio». Da come si può capire, il tutto colpa della buricrazia, ovvero  di un decreto non convertito in tempo, di una «distrazione» del Parlamento.

L’incombere della campagna elettorale ha di fatto bloccato l’iter per l’assunzione a tempo indeterminato dei super tecnici.

Napoli, in protesta i dipendenti dell’ex Coop Arenaccia: causa licenziamenti

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Napoli, in protesta i dipendenti dell’ex Coop Arenaccia, si tratta degli addetti alle pulizie: causa licenziamenti

Napoli, in protesta i dipendenti dell’ex Coop Arenaccia, addetti alle pulizie. «Siamo stati licenziati dopo anni di lavoro e di sacrificio all’interno di una società per cui abbiamo dato tutto e in cui avevamo fiducia». Queste sono le parole di rabbia e disperazione dei venti addetti alle pulizie dell’ex Coop dell’Arenaccia che hanno perso il lavoro. Un licenziamento avvenuto dopo l’assorbimento della vecchia compagine lavorativa all’interno del nuovo organigramma della società Multisviluppo Unipersonale che, con il nuovo contratto assicurato ai dipendenti, demanda a loro questa attività. Dipendenti – tra l’altro – collocati in ferie per tutta la settimana, senza alcuna comunicazione sulla prossima data di apertura dell’esercizio commerciale.

Continuano le dichiarazioni: «Questo è uno degli aspetti bui di tutta questa vicenda. Subito dopo la nostra assunzione, abbiamo ricevuto una lettera su cui viene scritto che siamo collocati in ferie ma senza comunicarci quando e come potremo riprendere il nostro lavoro. È tutto molto strano, chiediamo chiarezza e dignità, soprattutto per i nostri colleghi che da poco hanno perso il lavoro». Impensabile una cosa del genere. Purtroppo il tema del lavoro, è ancora un argomento tabù nella bella città di Napoli, che sembra non aver niente più da offrire ai suoi figli, che dopo anni di duro lavoro, non si vedono ricompensati i sacrifici.

Hamsik: “Bravi a reagire dopo la sconfitta di giovedì. Volevamo fare altri gol”

Ecco le parole di Hamsik

Il capitano del Napoli, Marek Hamsik, al termine della gara di campionato vinta con la Spal 1-0 grazie alla rete di Allan, ha pubblicato un suo commento sul suo sito ufficiale. Ecco quanto scrive il calciatore slovacco: “Abbiamo reagito nel modo giusto alla brutta gara di Europa League. Siamo partiti bene andando in vantaggio già dai primi minuti. E’ stato davvero un peccato non essere riusciti a fare altri gol nonostante avessimo creato tanto. Adesso dobbiamo guardare la prossima gara che ci vedrà affrontare il Lipsia in casa sua”.