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Caso Embraco: no secco della dirigenza alla Cigs e va avanti per trasloco

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Il ministro Calenda aveva nuovamente chiesto alla Embraco di ritirare i circa 500 licenziamenti previsti e di passare alla Cigs “per trovare poi soluzioni per la reindustrializzazione” dello stabilimento di Riva di Chieri. “Se hanno dubbi interpretativi – aveva detto Calenda – sono disponibile a scrivere una lettera di mio pugno rassicurandoli” e continuava: “adesso lavoriamo sul ritiro dei licenziamenti e poi sulla reindustrializzazione. Aspettiamo una risposta dall’azienda”.

E la risposta è giunta, ma non quella che Calenda sperava: la Embraco ha detto no all’ipotesi di mettere in Cigs i circa 500 lavoratori dello stabilimento di Riva di Chieri e così finisce la trattativa al ministero dello Sviluppo Economico cosa che ha portato il ministro a rilevare una “totale mancanza di attenzione al valore delle persone “da parte della multinazionale sottolineando di trovarsi “di fronte ad uno dei peggiori casi” di crisi aziendale.

Embraco “ha dimostrato una totale irresponsabilità verso i lavoratori e verso il governo” ha detto Calenda, e “non si comprendono le ragioni di questo atteggiamento”. Ora “attiveremo un percorso con Invitalia” per cercare una soluzione al più presto. Non ricevo più questa gente e neanche i loro consulenti italiani che sono peggio di loro”.

Per finire, Calenda ha confermato che domani sarà a Bruxelles per incontrare la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager proprio sulla vicenda Embraco e sul regime di agevolazioni fiscali applicato dalla Slovacchia alle imprese straniere.

Sulla vicenda è intervenuta anche a leader della Cisl, Annamaria Furlan, che così ha commentato, con un tweet, la decisione dell’azienda di procedere con il piano di licenziamenti nella sede di Riva di Chieri: è “inaccettabile in un paese civile l’atteggiamento di chiusura al dialogo di Embraco”.

Il governo – ha aggiunto Furlan – metta in campo ogni strumento possibile per ripristinare le corrette relazioni sindacali, I lavoratori meritano più rispetto dalle multinazionali”

Allan, l’entourage: “E’ il miglior centrocampista della Serie A”

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Le parole di Claudio Vagheggi, membro dell’entourage del centrocampista del Napoli Allan

Claudio Vagheggi, membro dell’entourage del centrocampista brasiliano del Napoli Allan, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb: “E’ un giocatore straordinario e non si scopre adesso. Dedica tutto se stesso al calcio. Si divide tra il pallone e la famiglia”.

Si può dire che adesso sia il miglior centrocampista della serie A?

“Per me sì, fa anche gol. E’ il miglior conquistatore di palloni, ma non è una novità. Queste sono le sue caratteristiche”.

Adesso rispetto all’Udinese è anche migliorato molto…

“Un conto è avere 23 anni altro discorso è averne 27 come adesso. E poi essere allenati da uno dei migliori tecnici a livello europeo ti fa fare un ulteriore salto di qualità”.

Napoli, Consiglio comunale ha approvato tre delibere e una mozione

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Napoli, Il Consiglio Comunale ha approvato gli atti sulla modifica all’imposta di soggiorno, il piano di rischio aeroportuale e la revisione straordinaria delle partecipazioni

Napoli – Presieduta da Alessandro Fucito, la seduta del Consiglio comunale è proseguita con l’esame della delibera  6/2018 sulle modifiche al regolamento dell’imposta di soggiorno. L’assesore Panini, illustrando la delibera, ha spiegato che si introduce l’imposta anche per le locazioni brevi, ormai in numero sempre crescente, alla luce della previsione legislativa vigente che lo consente. È urgente approvare l’atto deliberativo perché esistono accordi già fatti con alcuni siti online che gestiscono questo tipo di locazioni,  e dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa passeranno altri due mesi perché si vada a regime.  La scelta è quella di destinare una parte consistente della tassa ad una ricaduta sulla città, a partire da servizi importanti per il turista come il trasporto e successivamente si avvierà un lavoro per capire il tipo di fenomeni messi in moto da questo tipo di locazioni e quali effetti ne riceve la città.

Nel successivo dibattito sono intervenuti: Brambilla (Movimento 5 Stelle), che ha precisato come vi fosse già questa previsione, seppure non ancora strutturata. La tassa di soggiorno ha prodotto maggiori entrate negli ultimi anni, ma nel 2017 vi è stato un milione di differenza fra incassato e accertato, Nella delibera si dice che non vi saranno ulteriori aumenti nel triennio 2017-2019, a seguito di accordo con gli albergatori, ma nel piano di riequilibrio si prevede la modifica delle tariffe approvate a marzo scorso, quindi va chiarito da quando partirà la nuova previsione. Il voto alla delibera sarà contrario perché non viene rispettato il dettato della norma che prevede che quanto incassato sia reinvestito completamente in servizi per la cultura e il turismo.

Coccia (Napoli in Comune a Sinistra) per la quale la nascita di b&b ha dato la possibilità a tante famiglie e giovani di rimanere in città avviando delle attività, e per questo ben venga la delibera di oggi che mette delle regole e tiene sotto controllo chi intende solo speculare. Va posta maggiore attenzione al contrasto alla gentrificazione, la spinta dei residenti fuori dal centro storico, ma va aggiunto anche un nuovo piano commerciale che vada nella stessa direzione. L’assessore Panini ha condiviso le osservazioni della consigliera Coccia, e al consigliere Brambilla ha replicato che la necessità della delibera nasce proprio per allineare i piani del riscosso e dell’accertato, che vi è un incremento della spesa, mentre sulle tariffe la decorrenza dell’incremento della tassa sarà rispettosa dell’accordo sottoscritto con le organizzazioni di categoria, rispettando gli impegni di non aumentare nel triennio 2017-2019. La delibera è stata quindi approvata a maggioranza, contrario il Movimento 5 Stelle.

Sull’ordine dei lavori, il consigliere Brambilla ha quindi proposto la verifica del numero legale, in considerazione dell’importanza delle delibere ancora da discutere che richiedono una presenza in di un numero non esiguo di presenze, annunciando l’intenzione di rimanere in aula. Constatato il numero legale in 24 presenti, la seduta è proseguita con l’illustrazione da parte dell’assessore Piscopo della delibera 725/2017 sull’approvazione del Piano di rischio aeroportuale. Il piano, ha spiegato, riguarda l’area della città limitrofa all’aeroporto civile di Capodichino ed è stato redatto in esecuzione dell’obbligo previsto dal Codice della Navigazione del 2005 che per le aree a ridosso degli aeroporti prevede una serie di limitazioni legate alla sicurezza. Con il piano si coniugano le esigenze di tutela con quelle di sviluppo, prevedendo una differenziazione delle zone e del relativo rischio in quattro distinte aree, con differente tutela, a seconda della maggiore o minore vicinanza alla pista di atterraggio e decollo e, quindi, al rischio di incidente aereo. L’elaborazione del piano, uno dei primi adottati nel nostro Paese, è stato preceduto dall’interlocuzione con l’ENAC, l’ente preposto alla sicurezza dell’aviazione civile, interpellato anche in una fase preliminare. I contenuti sono stati poi aggiornati alla luce della pronuncia e delle indicazioni  della sentenza dal Consiglio di Stato del 2016 con riferimento al piano adottato dal comune di Cagliari, che amplia le norme di sicurezza.Le limitazioni derivanti dal Piano si riferiscono alle nuove opere ed attività da insediare nell’area sottoposta a tutela e non producono effetti rispetto alle realtà preesistenti. Le disposizioni del Piano integrano poi la disciplina urbanistica e prevalgono su tutte le altre disposizioni vigenti. Per completare l’iter, ha concluso Piscopo, resta ora da attendere il parere del Consiglio comunale, mentre restano da definire, successivamente all’approvazione del Piano di rischio e con un confronto con l’ENAC, le curve di isorischio.

È quindi intervenuto il consigliere Brambilla che ha osservato come il piano faccia riferimento allo stato attuale della città e non ai piani di sviluppo, e la mancata considerazione tra le aree di quelle di sorvolo e di atterraggio, annunciando l’astensione.

L’assessore Piscopo, nella replica, ha chiarito gli aspetti legati alla tempistica dell’approvazione dell’atto, sollevati dal consigliere Brambilla, e ha precisato che rotte vengono definite dall’Enac, per cui si è lavorato su queste indicazioni e sono state rpese in considerazioni ulteriori due fasce. Successivamente con l’Enac verranno prese in considerazione le curve di isorischio. L’atto è stato quindi approvato a maggioranza con l’astensione del Movimento 5 Stelle.

La delibera successiva, la n. 33/2018 sulla revisione straordinaria delle partecipazioni,è stata illustrata dall’assessore Panini, che ha spiegato che si tratta di una delibera di adeguamento alle prescrizioni del Testo Unico sulle società partecipate, che all’articolo 24 impone agli enti la revisione straordinaria delle sue società partecipate, e la verifica della loro detenibilità rispetto ai fini istituzionali dell’Ente. Sulla base delle norme del Testo Unico, delle linee guida fornite dalla Corte dei Conti e dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, sono risultate non più detenibili la quota del 9,86% presso il Ceinge Bioteconologie Avanzate; la quota del 12,50% presso la Società Gestione Servizi Aeroporti Campani S.p.a; la quota del 13,24%, per il tramite di ANM, presso City Sightseeing Napoli e la quota del 13,26%, per il tramite della Mostra d’Oltremare, presso Palazzo Canino, e la partecipazione di Terme di Agnano, non più detenibile.

Per quanto riguarda la società Net Service, l’unica soluzione possibile, sulla base delle norme vigenti che invece ne prevedrebbero la messa in liquidazione, è stata quella di stabilire di escluderla temporaneamente dalla revisione straordinaria, fatto salvo il termine di dodici mesi per individuare misure di razionalizzazione. Sull’Anm si conferma l’ipotesi di vendita fino al 40% delle azioni, non delle attività, ricordando che si è di fronte ad una decisione confermata dal Consiglio nel 2016. Il voto su questa delibera è importante perché senza orientamento del Consiglio non si possono presentare i nuovi indirizzi ai cda delle partecipate.

Sono intervenuti i consiglieri: Brambilla, per il quale vi è un problema perchél’ istruttoria sulle partecipate doveva essere fatta entro settembre 2017, mentre oggi si viene in Consiglio a chiedere una ratifica di decisioni già prese dalla Giunta, peraltro molte delle quali non condivisibili. Va chiarito chi controllerà le alienazioni da fare entro un anno e a tal fine si chiede una commissione di controllo o aggiornamenti continuativi sulla dismissione delle quote. A parte il giudizio positivo sulle scelte relative a Ceinge e City Sightseeing, si esprimono preoccupazioni su Abc e Net Service, e contrarietà alle altre per la mancanza di una serie di elementi di valutazione.

Langella (Agorà) ha chiesto chiarimenti sui contenuti della dismissione del 40 per cento della partecipazione in Anm.

L’assesore Panini nella replica ha chiarito che è giusto dire che si è oltre i termini previsti dal legislatore, e questo a causa della difficoltà della materia. Su Anm si è all’interno della necessità di definire un piano industriale che dovrà essere vagliato da commissari e giudici, ma si prevede il limite del 40 per cento, limite riferito alle azioni e non all’unitarietà dell’azienda, la cui maggioranza rimane nelle mani dell’amministrazione. Questa possibilità rientra nel piano approvato nel novembre 2012. Siamo in una fase di ricognizione delle partecipate, ha detto, prevediamo non un obbligo ma una facoltà e ogni singolo atto viene sottoposto al Consiglio comunale. Sul Caan confermiamo la dismissione strategica della partecipata, su Net Service la riflessione è che si tratta di una realtà funzionale all’attività di Abc, ma vanno individuati i percorsi per coordinarli. Oggi si individua un contenitore i cui contenuti verranno definiti dopo volta per volta.

Il consigliere Simeone (Agorà), è intervenuto per sottolineare che è stato chiarito che si sta procedendo ad un adeguamento normativo, e che non vi è volontà politica di dare quote ai privati. L’atto deliberativo è stato quindi approvato a maggioranza, con l’astensione del Movimento 5 Stelle.

L’ultimo punto all’ordine dei lavori, la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, che richiede l’implementazione del sito internet del Comune per consentire l’accesso agli atti riportati in PDF ai cittadini con disabilità visiva, illustrata dalla consigliera Menna, è stata approvata all’unanimità.

Bimba di 9 anni costretta dai genitori a prostituirsi, la Canalis: “Spero che arrivi prima la giustizia del carcere”

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Bimba di 9 anni costretta dai genitori a prostituirsi, la Canalis: “Spero che arrivi la giustizia del carcere”

La notizia della bambina di 9 anni di Palermo costretta dai genitori a prostituirsi in cambio di soldi, ha sollevato l’ira e il disgusto degli italiani. Anche la showgirl sarda, Elisabetta Canalis, si è espressa sul terribile fatto di cronaca: “Quando speri che la giustizia del carcere arrivi prima di quella dello Stato”, poche parole scritte in una storia di Instagram che non lasciano spazio ad altre interpretazioni.

La bambina sarebbe stata letteralmente venduta dai genitori a due uomini, che avrebbero avuto rapporti sessuali con lei per poi pagare alla mamma e al papà i soldi per la prestazione.

Attualmente i genitori della piccola e i due violentatori sono agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile.

Forti le parole della Canalis al riguardo, ricordiamo che anche lei è mamma di una bambina di due anni nata dal matrimonio con il chirurgo americano Brian Perri.

VIDEO – De Luca: “Un’operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti che parte dal tema della gestione dei rifiuti”

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Le parole del Presidente della Regione Campione Vincenzo De Luca

Il  Presidente della Regione Campione Vincenzo De Luca, risponde alle polemiche nate dall’inchiesta del giornale web Fanpage. Queste le sue parole:

Si è scatenata in queste ore una campagna di aggressione mediatica pseudogiornalistica contro di noi alla vigilia di una campagna elettorale delicata. Un’operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti che parte dal tema della gestione dei rifiuti“, dichiara il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che con un video risponde alle polemiche nate dall’inchiesta giornalistica della testata web Fanpage che nella giornata ieri hanno portato alle dimissioni del figlio Roberto. “Questa operazione – aggiunge De Luca – è la migliore conferma che nella Regione Campania stiamo buttando fuori la camorra e tutti gli interessi oscuri che si sono nascosti dentro al ciclo dei rifiuti. Due anni fa la Regione ha stipulato un protocollo di legalità con l’Anac, unica Regione d’Italia nella quale tutta la gestione dei rifiuti e delle acque è sottoposto alla vigilanza dell’Anac. Le gare per la rimozione delle ecoballe vengono approvate dall’Anac, che deve approvare il capitolato di gara, deve vigilare sulle aziende che partecipano alla gara, che controlla la commissione che aggiudica la gara. Un esempio nazionale di correttezza e di trasparenza“. “Il significato di questa operazione – continua De Luca – è esattamente il contrario di quello che vogliono fare apparire: è la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un’operazione di pulizia che stiamo facendo in Campania, dove per la prima volta stiamo cacciando la camorra in relazione ai rifiuti“.

Secondo il presidente della Regione Campania: “è una vergogna nazionale: ma quale giornalismo? Viene ingaggiato un camorrista, uno che si presenta mascherato, un signore che fa un’intervista a mio figlio e parla solo lui di cose che non c’entrano niente, cerca di tirare in ballo la Regione, le ecoballe e le gare. E’ una cosa vergognosa, ci dovremmo vergognare in Italia per il fatto che ci sia spazio per operazioni di vero squadrismo. A che punto è ridotta la democrazia italiana? Siamo arrivati al punto che una persona perbene deve vivere nella paura di sabotaggi, di manovre occulte. Ti può arrivare in casa un camorrista con telecamera nascosta, che viene a fare una registrazione, un’operazione di violenza privata“. “Cosa ha portato alla luce? Parla solo lui per cercare di confondere le acque. La gente normale ormai se ne scappa dalle istituzioni e dalla vita pubblica per questo sistema di aggressione mediatica continua al quale fai fatica a rispondere in tempi brevi con migliaia di titoli diffamatori“. De Luca spiega che in Campania “stiamo vivendo una resistenza, ci sentiamo partigiani in difesa dei valori di dignità e libertà umana. Sono anni che va avanti una vita pubblica fatta di calpestamento della dignità delle persone senza che ci sia una reazione adeguata. Su questo piano l’Italia arriva davvero alla barbarie“. De Luca parla anche degli antagonisti politici, prima rinnovando la sfida a Luigi Di Maio per “un dibattito pubblico dove, come e quando vuole e sulla materia che vuole lui“, poi rivolgendosi al presidente del Senato e leader di LeU, Pietro Grasso: “Ho visto le sue dichiarazioni e c’è da vergognarsi“.

“I migliori utilizzatori di questa vicenda sono le Cinque Stelle – sottolinea De Luca – e rinnovo ai Cinque Stelle il mio invito a un dibattito pubblico sui temi della trasparenza, della correttezza e della moralità pubblica. Sono mesi che sfido il loro candidato, Luigino Di Maio, a un dibattito pubblico. Mi piacerebbe avere un dibattito con questo giovanotto che intasca 15mila euro al mese e parla contro la casta“. Poi De Luca estende l’invito “anche a Pietro Grasso: ho visto le sue dichiarazioni e c’è da vergognarsi. Non una parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattito pubblico in diretta, rigorosamente senza registrazioni e tagli, sui temi della moralità pubblica”. De Luca conclude il messaggio video promettendo di “far ringoiare tutto a chi ha messo in piedi e a quelli che si sono prestati a questa aggressione mediatica“.

Palermo. Fatta prostituire a 9 anni: arrestati genitori e due clienti

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Palermo, facevano prostituire la figlia di 9 anni: 4 arresti: i rapporti avvenivano dietro pagamento di una ventina di euro. Il racconto choc: io non volevo ma loro insistevano

Avrebbero fatto prostituire la figlia di 9 anni. Con questa accusa i carabinieri di Partinico hanno arrestato una coppia di coniugi della provincia di Palermo. In manette sono finiti anche due uomini che avrebbero consumato le prestazioni sessuali con la piccola. I rapporti, dietro pagamento di una ventina di euro, avvenivano in campagna o nell’abitazione della coppia arrestata. Per i 4, sono stati disposti i domiciliari.

L’inchiesta è iniziata dopo la denuncia di un uomo che ha visto in aperta campagna la piccola appartarsi con uno dei due indagati e compiere per due volte atti sessuali. Il testimone ha raccontato che alla scena avrebbe assistito il padre della bambina.

La bambina è stata affidata a una casa famiglia.

vivicentro.it/CRONACAISOLE

Tragedia a Sant’Antimo, uomo investito da un treno: la vicenda

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Sarebbe un clochard l’uomo che si sarebbe lanciato sotto il treno questa mattina nei pressi della stazione di Sant’Antimo

Sant’Antimo – E’ stata ricostruita parzialmente la dinamica della tragedia avvenuta questa mattina sulla tratta ferroviaria Formia-Napoli all’altezza della stazione Sant’Arpino – Sant’Antimo.

Dalle ricostruzioni effettuate in base alle testimonianze raccolte, intorno alle 10:55 un uomo di mezza età, probabilmente un clochard, si sarebbe prima denudato e poi lanciato contro il treno che sopraggiungeva in stazione. Il macchinista non ha potuto fare nulla per evitare la tragedia. I testimoni presenti sul luogo, shoccanti dall’incidente hanno parlato di orribili condizioni in cui il cadavere era sui binari: i brandelli del corpo erano sparsi sulle le rotaie. Secondo alcune indiscrezioni la vittima sarebbe addirittura rimasta schiacciata da due convogli provenienti, nello stesso momento, da direzioni opposte.

Sul luogo dell’incidente sono giunti gli operatori del 118 che hanno potuto solo accertare il decesso dell’uomo. Sul posto anche gli agenti della Polizia Ferroviaria per effettuare i rilievi di rito.

Resta ancora sconosciuta l’esatta dinamica dell’accaduto insieme alle generalità della vittima. Le autorità starebbero analizzando eventuali immagini catturate dal sistema di videosorveglianza per ricostruire accuratamente la vicenda.

Castellammare, M5S, Vitiello: “Io impresentabile? Anche Rousseau era massone”

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Le sue parole

“Come avrei potuto immaginare che un Movimento che usa la piattaforma ‘Rousseau’, il cui nome deriva dal filosofo Jean-Jacques, ritenuto uno dei padri della massoneria moderna, fosse contrario alla massoneria? Di che cosa parliamo?”. Lello Vitiello, avvocato penalista di Castellammare di Stabia candidato con il M5S alla Camera, non si dà pace dopo la scomunica piovuta su di lui dai vertici pentastellati a causa dei suoi trascorsi nella massoneria.

‘Oratore’ della loggia napoletana Sfinge – aderente all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia – ma in ‘sonno’ da fine gennaio, Vitiello è stato espulso dal M5S per aver violato l’articolo 6 del nuovo Regolamento grillino, che vieta la candidatura di persone iscritte ad associazioni massoniche e, soprattutto, per non aver informato i vertici del suo passato. Non solo: insieme agli altri candidati-massoni, Vitiello sarà anche denunciato per danno d’immagine da Luigi Di Maio. “Ma il vero danno d’immagine – dice all’Adnkronos l’avvocato stabiese – lo sto subendo io. Facciano quello che vogliono, io so come tutelarmi”.

Diffidato dall’utilizzo del simbolo M5S, Vitiello non intende retrocedere di un millimetro: “Non ritiro la mia candidatura e continuo a usare il simbolo perché sono un candidato del Movimento“.

 

Over 75 esentati canone RAI: “TV importante per persone anziane e sole”

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Saranno esentati dal canone Rai 350 mila over 75. Gentiloni: “Televisione importante per le persone anziane e sole”

Il premier Paolo Gentiloni, intervenendo alla conferenza stampa dell’agenzia Del Demanio sui risultati 2017, ha detto:

“E’ stato appena firmato da parte del ministro dell’Economia e del ministro dello Sviluppo economico il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del canone Rai per gli over 75”.

Di conseguenza, continua Gentiloni, “grazie all’aumento della fascia di esenzione del canone Rai gli esentati over 75 passano da 115 mila a 350 mila. E’ una decisione importante del Mise e del Mef”, e questo testimonia anche quanto la tv sia diventata importante per le fasce sociali in difficoltà e per le persone anziane e sole.

vivicentro.it/politica

 

Napoli, il Consiglio comunale approva la delibera sulla riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale

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Napoli, il dibattito sul nuovo piano di riequilibrio è proseguito con diversi interventi

In Consiglio comunale è proseguito il dibattito sulla delibera n. 57 per l’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale riformulato, approvato infine con 23 voti favorevoli con appello nominale. A margine dell’approvazione del piano è intervenuto in Aula il sindaco Luigi de Magistris.

Per Elena Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra), quando si parla di piano di riequilibrio, bisogna essere consapevoli che non siamo di fronte al libro dei sogni, e che nel corso di questi sette anni sono cambiate le regole del gioco; non è discutibile sul piano giurisprudenziale il principio della continuità amministrativa, ma questa deve collimare anche con democrazia, politica, buona fede; a proposito del debito, siamo di fronte ad un problema attualissimo: quando, la democrazia, può tagliare con la continuità amministrativa imposta dal passato? Sarà questo il tema della manifestazione del 21 febbraio a Roma. A proposito dei costi della politica, occorre una inversione di tendenza: vanno richiamati i principi costituzionali ed i diritti umani contro la spending review; ha chiesto alle opposizioni una maggiore partecipazione anche per proporre ricette alternative rispetto alle scelte dell’amministrazione che comunque sono dettate dalle richieste della Corte dei Conti.

Per Stanislao Lanzotti (Forza Italia) è inaccettabile, parlando del futuro della città, essere costretti ad affrontare argomenti così importanti, in poco tempo, senza avere a disposizione la documentazione completa, senza l’opportuno approfondimento in commissione; in generale, la logica di scontro amministrativo sottesa anche alla manifestazione romana non giova alla città; meglio sarebbe stato puntare su una legge speciale per Napoli, con un forte controllo commissariale sull’impiego delle risorse; è necessario gestire il patrimonio puntando alla messa a reddito per creare opportunità per i cittadini, in una visione strategica che oggi manca; ha infine annunciato che dopo la discussione generale, il proprio gruppo non parteciperà alla votazione.

Per Eleonora De Majo (Dema) negli ultimi due anni, come in un perverso videogioco, l’amministrazione si trova ad affrontare difficoltà sempre maggiori e diverse; ciononostante, è stata positivamente affrontata la riformulazione del piano grazie all’emendamento alla legge di bilancio; vanno ringraziati tutti coloro, amministrazione e uffici, che hanno lavorato per realizzare il miracolo di predisporre il documento in tempi brevi; con il piano, ci vengono chiesti impegni gravosi, come le dismissioni del patrimonio; sul tema della grande evasione e della riscossione, dobbiamo essere consapevoli delle morosità incolpevoli dovute alle condizioni molto pesanti in cui vive una parte della città; la politica che stiamo perseguendo è in difesa delle città, tutte messe in difficoltà dalle scelte governative, e in particolare, sul debito post terremoto, l’amministrazione sta giocando una partita trasparente, radicalmente diversa da quella di forze politiche che l’hanno generato e che ancora ritengono di lucrare sulla salute delle persone nella gestione dei rifiuti.

Per Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) la seduta di oggi chiude un lavoro politico svolto in Parlamento, nel quale tutti hanno svolto la propria parte, e grazie al quale l’ammontare complessivo di un debito sempre più soffocante può essere spalmato nel tempo; sul piano tecnico va riconosciuto a tutti il lavoro svolto e, sul piano politico, ha definito importante la manifestazione del prossimo 21 febbraio a Roma, necessaria pur essendo consapevoli che non ci saranno nell’immediato provvedimenti formali tesi a risolvere la questione; sarà necessaria una nuova battaglia politica, all’indomani delle consultazioni elettorali, per affrontare e risolvere il problema, riscrivendo le regole.

Per Arienzo (Partito Democratico), va premesso che il Piano nasce dalla volontà del Parlamento di andare incontro agli enti locali; in questo senso, a proposito della manifestazione del 21, si è detto perplesso sulla volontà dell’amministrazione di smarcarsi dalla linea dell’Anci e di porsi da sola in una protesta sul debito; è complesso per le opposizioni, ha concluso, dare il proprio contributo politico quando i documenti sono arrivati in ritardo e in sede di conferenza dei capigruppo è stata rifiutata la richiesta di un minimo slittamento dei tempi tecnici; tutto ciò, ha concluso, annunciando che il PD non parteciperà al voto, pone ancora il tema del ruolo che si vuole attribuire al Consiglio della terza città d’Italia, dove ancora emerge che non c’è spazio per la politica e per il confronto.

Rinaldi (Dema) ha ringraziato i consiglieri di opposizione presenti in Aula, che hanno consentito un dibattito vivo su un tema importante; di fronte alle grandi difficoltà di carattere economico-finanziario della città di Napoli, si è riusciti ad evitare il dissesto; vanno fortemente criticate le conseguenze negative per la città dei debiti connessi al post-terremoto e all’emergenza rifiuti; per questi motivi, la manifestazione di Roma sarà centrale per rilanciare il tema di Napoli, e del Mezzogiorno intero, grande assente di questa campagna elettorale, a trazione Nord. Se il presidente della Corte dei conti arriva a parlare della necessità di una legge speciale per Napoli come unico rimedio per uscire dal debito, questo vuol dire che è noto a un soggetto neutro che da sette anni a Napoli si sta compiendo un miracolo, si tratta di un riconoscimento del credito politico del quale gode la città; mettere in discussione quei debiti, ha concluso, mette in discussione quel sistema criminale che li ha generati e che toglie ossigeno alla città.

Menna (Movimento 5 Stelle), ha richiamato l’attenzione dell’Aula sugli scontri di ieri, ricordando che l’antifascismo non può essere difeso solo nelle piazze; in una discussione che riguarda il bene della città, ha invitato ad andare oltre le divisioni degli schieramenti, ricordando come sia importante condannare le conseguenze negative del post-terremoto e dell’emergenza rifiuti; tuttavia la sua parte politica non voterà questo documento perché le opposizioni non sono state messe in condizione di contribuire costruttivamente; difendersi da un sistema richiede lacrime e sangue, e scelte impopolari, ad esempio, sul tema dei rifiuti, serviva ai tempi dell’emergenza essere più netti e fare appello ai cittadini.

Concluso il dibattito, l’assessore Panini ha nuovamente sottolineato la solidissima struttura tecnica del documento che però rispetta anche contenuti politici; si tratta di un ottimo piano che, una volta consegnato alla Corte dei conti, ci garantirà di affrontare la nuova difficile fase che si apre nella quale porremo il tema degli enti locali. L’amministrazione, costituzionalmente ed eticamente rigorosa, che aveva ereditato una amministrazione dichiarata tecnicamente “fallita” dalla Corte dei conti, ha garantito i diritti costituzionali ed il lavoro, e non ha alimentato il debito che deriva sostanzialmente dalle regole nel frattempo intervenute. Ha concluso ricordando la natura super partes della manifestazione del 21 febbraio a Roma: è fondata sulla inoppugnabile verità che buona parte del debito è di competenza dello Stato e che la città ha già pagato e sta pagando la sua parte.

Su richiesta delle opposizioni, la votazione sulla delibera 57 per la riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale è avvenuta per appello nominale ed ha registrato – assenti dall’Aula come preannunciato le opposizioni – 23 voti favorevoli.

Anche il Sindaco de Magistris è intervenuto in Aula ed ha ringraziato la squadra, tecnica e politica, che ha elaborato il piano, lavorando in condizioni difficili e superando molti ostacoli, e anche le opposizioni che hanno discusso degli interessi della città, pur essendo in campagna elettorale. In questi anni l’amministrazione è riuscita a preservare i servizi di rilevanza costituzionale, a realizzare l’acqua pubblica, a non mettere sul mercato le partecipate, salvaguardando il lavoro. Ma, ha proseguito, siamo stati votati per essere trasparenti, corretti, onesti, ma anche per rispondere a bisogni e diritti, e ciò va fatto, anche disobbedendo, se la legge è ingiusta: quella del 21 febbraio sarà la prima tappa della grande mobilitazione che andrà avanti anche dopo la campagna elettorale; irrompiamo in un vuoto politico, denunciando che la cassa bloccata impedisce di governare e realizzare il mandato popolare. La Corte dei conti è stata molto severa ma, nell’ultima apertura del suo anno giudiziario, con onestà intellettuale oltre che istituzionale, sono stati definiti “storici” i debiti che la città è nell’impossibilità di pagare. Leggi speciali ci sono state per altre città, ultima Torino per i trasporti, non Napoli, che può farcela con leggi ordinarie, non speciali: a Roma non si va contro qualcuno, ma perché abbiamo le classe bloccate per due debiti che consideriamo particolarmente insopportabili, uno del 1980, l’altro relativo al commissariamento rifiuti.

De Magistris ha infine denunciato la canea mediatica nazionale sul movimento 5 stelle e il pericoloso crinale che si è imboccato, quello di equiparare fascismo e antifascismo; richiamando Sandro Pertini, ha concluso sulla necessità di contrastare il fascismo e di non tradire la costituzione repubblicana nata grazie al sangue dei partigiani che hanno combattuto il fascismo.

Serie C, giornata anticipata al sabato per le elezioni

La Lega Italiano Calcio rende noto che la nona giornata di ritorno del campionato di Serie C è anticipata al 3 marzo

Nel campionato Serie C, la nona giornata di ritorno viene anticipata a sabato 3 marzo ed in questa data si giocheranno tutte le gare in programma“, è l’annuncio della Lega Italiana Calcio Professionistico.

Lo ha deciso la Lega Pro per rispettare la data del 4 marzo in cui si svolgono le Elezioni politiche 2018“.

La decisione condivisa con i nostri club– spiega Gabriele Gravina, Presidente Lega Pro- è nata con la consapevolezza di anticipare il turno di campionato a sabato 3 marzo, salvaguardando così il diritto alla partecipazione al voto“.

Napoli, il sindaco De Magistris: “Stop alla propaganda fascista nel nostro Paese”

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Le parole del sindaco di Napoli in seguito agli scrontri avvenuti nei pressi della stazione di Garibaldi

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris è intervenuto a seguito degli scontri avvenuti ieri sera tra attivisti dei centri sociali e le forze dell’ordine di ieri nei pressi della stazione di Garibaldi.

Queste le parole del primo cittadino De Magistris con cui rivendica e difende i valori antifascisti:

“La Costituzione pone fuori legge le organizzazioni che fondano la loro ideologia sul fascismo e, quindi, sull’odio razziale e del diverso come pericolo per la razza ritenuta, in modo aberrante, superiore. Mi chiedo chi aspettano il Ministro dell’Interno e lo stesso Governo per porre fine alla propaganda fascista nel nostro Paese. Napoli è città della resistenza popolare al nazifascismo. Napoli è città medaglia d’oro al valor militare per le quattro giornate del settembre del 1943 quando una rivolta di popolo sconfisse il potente esercito nazifascista. Prima città d’Europa a liberarsi con il suo popolo dal nazismo e dal fascismo. Se si continuano a consentire comizi e manifestazioni neofasciste facendole passare per esercizio della democrazia significa autorizzare l’inizio della fine della democrazia. È da qui che si crea il clima brutto che si respira e che deve essere sconfitto. L’eversione non può divenire normalità. Vogliamo Stato e Popolo uniti a difesa della Costituzione e dei suoi valori antifascisti inviolabili. Napoli prima, ora e sempre antifascista”.

“Il Pungiglione Stabiese” – 2018, la vittoria al Menti resta un tabù

Il Pungiglione Stabiese: Le Vespe anche contro il Bisceglie non riescono a conquistare i tre punti incassando una sconfitta pesante per il morale

Questa sera come di consuetudine ritorna l’appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 19 febbraio 2018 dalle ore 20:00 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè.

Per seguire la puntata basta collegarsi su facebook, questi i link:

VIDEO

  • Diretta facebook sul profilo personale di Mario Vollono e sulle pagine ViViCentro.it e ViViRadioWEB
  • La puntata sarà poi inserita il giorno dopo nella galleria video della pagina ViViCentro.it dove potrete trovare l’archivio di tutte le puntate andate in onda questa stagione sportiva

In questa puntata in studio ci saranno Mario Di Capua e Giovanni Donnarumma.

Commenteremo insieme il campionato della Juve Stabia, parlando della sconfitta con il Bisceglie di Alberga. Le Vespe incassano il gol dopo appena 10 minuti e non riescono a raddrizzare la partita, rischiando di subire il raddoppio che arriva comunque nei secondi finali della partita quando tutti i calciatori, compreso il portiere Branduani, erano alla ricerca del pari.

Ci collegheremo telefonicamente con Pasquale Logiudice, ex D.S. della Juve Stabia per parlare di questo campionato e dei motivi relativi alla fragilità difensiva della squadra.

Presenteremo il match con la corazzata Lecce che verrà disputato domenica alle ore 16:30 invece che alle 20:30 come era previsto inizialmente.

Ci collegheremo telefonicamente per notizie più approfondite sul Lecce con l’amico e collega Luigi D’Ambrosio di ColpodiTaccoWeb.it, che analizzerà con noi il momento dei salentini in vista della gara con la Juve Stabia.

Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Mario Vollono” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulla chat facebook!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

La Juve Stabia perde con il Bisceglie scatenando la rabbia delle tifose

In questo 2018 la Juve Stabia non riesce più a vincere al Menti

La Juve Stabia ieri ha disputato e perso meritatamente la gara con il Bisceglie. La squadra pugliese aveva già all’andata condannato le Vespe ad una sconfitta senza appelli e anche al ritorno si ripete lo stesso esito.

Oggi a mente fredda vi vogliamo raccontare il pensiero delle tifose del Menti che ogni domenica sostengono le Vespe, e che hanno assistito a questa ennesima delusione di questo 2018. La loro analisi della partita è comune, tant’è che tutte affermano che la squadra non ha onorato la maglia. Sono molto arrabbiate con tutti i calciatori per questo motivo. Secondo il loro modesto parere anche le scelte di Mister Caserta non hanno convinto soprattutto quando ha operato i cambi effettuati anche in maniera tardiva.  La classifica non è diventata molto complicata solo grazie ai tre punti conquistati a Fondi. Il Menti è diventato in questo 2018 un vero tabù e questo non se lo spiegano. Questa maledizione deve essere allontanata già dalla prossima partita casalinga con la Sicula Leonzio e per farlo sono pronte a versare sul sintetico del Menti enormi quantità di sale! Nonostante le arrabbiature, ci fanno sapere che sono sempre innamorate della Juve Stabia e mai l’abbandoneranno, ma chiedono ai calciatori di fare più attenzione e di metterci ancora più impegno per onorare la maglia.

A cura di Patrizia Esposito

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Insigne: “Ogni volta che indosso la maglia del Napoli al San Paolo mi viene la pelle d’oca”

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La lettera d’amore di Insigne verso il suo Napoli

L’attaccante del Napoli, Lorenzo Insigne, sulle pagine di Players’ Tribune scrive una lunghissima lettera d’amore verso il suo Napoli, in cui racconta i suoi inizi, le sue emozioni, le sue passioni. Questa la lettera:

“Adesso sono sei anni che indosso questa maglia e provo ancora la stessa emozione ogni volta che segno un gol per il Napoli. Significa tanto per me, perché sono fiero di essere di questa città. Sapete, a volte sento alcune persone parlare male e dire cattiverie discriminatorie su Napoli: per me è molto frustrante perché non conoscono la città, le persone buone e quelle meno buone si trovano dappertutto. Per me questa è la città più bella del mondo: abbiamo il sole, il mare, si mangia bene. E se non credete a me, la prova sono i miei compagni di squadra: magari alcuni arrivano qui con un po’ di timore perché sentono parlare male di Napoli, ma guardate quanti giocatori sono rimasti qui, invece di trasferirsi in club più grandi. Alcuni di loro sono qui da tre o quattro stagioni e non vogliono andarsene, né loro né le loro famiglie. Il nostro capitano, Marek Hamšík, è slovacco e vive qui da 11 anni. Quando chiedo ai miei compagni perché vogliono rimanere loro mi dicono: “Amo questa città, amo la vita qui, amo i tifosi del Napoli”. Noi qui facciamo sentire a casa tutti: Napoli è stupenda e spero che un giorno se ne accorga anche chi parla male di questa città.

Ora il mio unico obiettivo è vincere lo scudetto con il Napoli. E’ stato molto doloroso non qualificarsi al Mondiale con la nazionale e non c’è nulla che posso dire per esprimere tutta la mia delusione. Mi fa ancora arrabbiare, perché avrei voluto vivere un Mondiale da protagonista dopo quello in Brasile in cui ero giovane e avevo giocato poco. Ma devo chiudere quel capitolo e concentrarmi per cercare di vincere il tricolore con il Napoli, il primo della mia vita. Lo voglio fare per la mia città, il mio paese, i miei amici, la mia famiglia e per i miei figli: questa città ha bisogno di vincere.

Ogni volta che indosso la maglia del Napoli al San Paolo mi viene la pelle d’oca.

Ogni volta che indosso la maglia del Napoli al San Paolo mi viene la pelle d’oca. Perché so cosa significa per la mia famiglia, e ripenso a tutto quello che ha sacrificato mio padre negli anni per tirare avanti e per permettermi di coltivare questa passione. Non so cosa abbia dovuto fare per avere i soldi per comprare le mie prime scarpe, ma so che è stato faticoso. Quel sacrificio ha dato inizio a questo sogno. E ora posso scendere in campo nella mia città e mi vengono i brividi perché penso: “Qui ha giocato il più grande giocatore della storia. Qui è dove ha giocato Maradona”.

Con tutto il dovuto rispetto, caro Ronaldo, adesso che sono più grande e che conosco la mia storia, devo pentirmi e devo dire che Maradona è il più grande giocatore che sia mai esistito.

Ronaldo, avevi delle scarpe meravigliose. Eri il Fenomeno. Eri la mia ispirazione. Ma io sono napoletano, qui c’è un solo re. E il suo nome è Diego Armando Maradona”

Controlli al porto di Napoli, sequestrati giocattoli contraffatti

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Dai controlli eseguiti dai funzionari dell’Ufficio Dogane nel porto di Napoli, sono stati individuati container contenenti merce contraffatta

Nell’ambito dei controlli effettuati dai funzionari dell’Ufficio Dogane, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Napoli, sono stati individuati sette container contenenti merce contraffatta.

Durante l’operazione, che rientra nell’attività di contrasto al commercio di prodotti di illecita provenienza da altri Paesi, ha permesso di sottoporre a sequestro i container, arrivati dalla Cina, contenenti scooter a batteria per bambini, automobiline sia a batteria che elettriche. Il sequestro dei veicoli giocattolo ha impedito che fossero immessi sul mercato prodotti che avrebbero fruttato un ricavo illecito stimato circa 450 mila euro. I responsabili delle spedizioni sono stati denunciati.

Elezioni 2018: gara a raccontare agli italioti la favola quotidiana

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Elezioni 2018 ed etalico farlocchismo: «Si prendono impegni solenni e surreali perché tanto sarà impossibile onorarli, e la colpa se la prenderà qualcun altro»

I giocolieri che ingannano sui numeri

C’è qualche cosa che non torna nelle promesse di questa gioconda e sciagurata campagna elettorale. E non sono i conti. Che quelli non tornino lo sa chiunque abbia un soffio di vita in testa, e le operazioni dei quotidiani, compreso il nostro, di mettere giù il saldo della fantasilandia è soltanto una certificazione ragionieristica del festoso delirio. È già stato detto che nessuno dei leader sarà mai in grado di tradurre in ciccia tanta costosissima munificenza, poiché abbiamo le pezze al sedere, e intanto che l’Unione Europea ci tiene d’occhio attraverso il mirino del fucile. Ma non è un problema. Siccome è molto improbabile che uno dei tre schieramenti guadagni i seggi necessari a governare in solitudine, per avere la maggioranza in Parlamento serviranno coalizioni più ampie di quelle in gara, o addirittura larghe intese, e così il responsabile del tradimento sarà sotto mano: il nuovo alleato, purtroppo indispensabile.

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Davvero fantastico: si prendono impegni solenni e surreali perché tanto sarà impossibile onorarli, e la colpa se la prenderà qualcun altro.

Il giochino presuppone però che gli elettori siano tutti gonzi. Ed è qui l’aspetto straordinario della vicenda. Non tanto che i capi politici prefigurino un paese dei balocchi buono per la fiaba della buonanotte, ma che non esista un elettore disposto a prenderli sul serio. Fate la prova. Vi capiterà a cena un amico deciso a votare Silvio Berlusconi. Chiedetegli: ma davvero tu pensi che introdurrà un’aliquota fiscale unica al 23 per cento? Davvero pensi lo farà, dopo averlo assicurato a vuoto per due decenni e mezzo? Chiedete a un elettore di Matteo Salvini: ma davvero tu pensi che pagheremo il 15 per cento di tasse, di colpo, da un giorno con l’altro? Chiedete a un elettore di Matteo Renzi: ma davvero tu pensi che toglierà il canone tv, con la Rai che già non sta in piedi così? Sono mica matto, vi risponderanno. Una fumisteria collettiva fra chi chiede il voto offrendo la luna e chi lo concede tenendo i piedi per terra. Gli unici a riporre speranze in un immediato arricchimento collettivo sono forse gli elettori a cinque stelle, in buonissima parte persuasi che siamo conciati così perché la casta s’è ingoiata tutto, e che basti uno schiocco di dita per condurre l’intero popolo all’agiatezza. Dovrebbero alzare gli occhi, in certe stazioni ferroviarie, dove i pannelli dell’istituto Bruno Leoni aggiornano sul debito: più 4.469 euro al secondo, 268 mila euro al minuto, 16 milioni all’ora, 386 milioni al giorno, 11 miliardi e mezzo al mese. Ma non saranno i numeri a dissuaderli, perché tanto vogliono la rivoluzione, ovunque conduca.

Se si sceglie di mettere la croce sul simbolo di Forza Italia o del Pd è per terrore di quella rivoluzione, se la si mette sulla Lega è per disfarsi degli immigrati (auguri), se la si mette su Liberi e Uguali è per fare male a Renzi e recuperare un’idea elegiaca di sinistra. Non perché sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno: quello lo si promette a qualche residuale ingenuotto, per sottrarlo a Luigi Di Maio o all’astensionismo, in una rincorsa fra matti e che otterrà il solo risultato di aumentare la frustrazione.

Operazione “Vello d’Oro”: fermi e sequestri nei confronti della ‘ndrangheta

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La Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Vello d’Oro” ha eseguito ordinanze di custodia cautelare e sequestro di beni nei confronti di individui legati alla ‘ndrangheta

Nella mattinata odierna circa 200 militari appartenenti ai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Firenze, nell’ambito dell’operazione denominata “VELLO D’ORO”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del Capoluogo Toscano – Dott.ssa Paola Belsito – su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, emessa nei confronti di 14 persone (11 in carcere e 3 ai domiciliari), residenti tra la Calabria e la Toscana. Contestualmente alle misure cautelari personali, su richiesta del P.M., il GIP ha disposto anche il sequestro preventivo di 12 società, 5 con sede in Italia e 7 all’estero (per queste ultime è stata avviata specifica attività di assistenza giudiziaria internazionale in Slovenia, Gran Bretagna, Austria, Croazia e Romania) e di numerosi conti correnti bancari.

In totale, sono 18 le persone indagate nei cui confronti vengono contestate le ipotesi di reato che vanno dall’associazione per delinquere, all’estorsione, al sequestro di persona, all’usura, al riciclaggio ed autoriciclaggio, all’abusiva attività finanziaria e all’utilizzo/emissione di fatture per operazioni inesistenti nonché al trasferimento fraudolento di valori. È stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso di cui all’art. 7 della legge n. 203/91.

Il provvedimento giudiziario eseguito dai militari appartenenti alle due Forze di Polizia è stato emesso a conclusione di complesse ed articolate indagini, avviate a seguito di una denunzia di un imprenditore toscano in quanto vittima di un’attività di usura e di minacce operate da STELLITANO Cosma Damiano [imprenditore calabrese, di fatto domiciliato a Vinci (FI)], poiché, a fronte di un prestito ricevuto per € 30.000, avrebbe dovuto restituire una somma di denaro maggiorata di interessi (usurari) corrispondenti al 17% in un solo giorno (per un importo pari ad oltre € 35.000).

Le investigazioni, svolte anche con l’ausilio di indagini tecniche, – coordinate dal Procuratore Ettore Squillace Greco (applicato alla DDA di Firenze) e, più di recente, dal Sost. Proc. dott.ssa Giuseppina Mione – sono state condotte inizialmente dal Reparto Operativo dei Carabinieri di Firenze e, a partire dal novembre 2014, co-delegate anche al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, riuscendo ad individuare un sodalizio criminale ben strutturato di cui facevano parte, tra gli altri, soggetti legati ad elementi di spicco delle famiglie ‘ndranghetiste dei “BARBARO” e dei “NIRTA”, attive nella zona del litorale jonico della provincia di Reggio Calabria.

Il prosieguo delle indagini ha permesso di individuare un’articolata organizzazione criminale di origini calabrese – operante in Toscana ed in Calabria, nonché in diversi Stati europei quali la Slovenia, la Croazia, l’Austria, la Romania ed il Regno Unito –costituita attorno a SCIMONE Antonio, soggetto risultato a capo di una rete di aziende costituite ad hoc per generare voluminose movimentazioni finanziare (pagamenti di fatture relativi a costi fittizi) “strumentali” per costituire ingenti quantità di denaro contante a disposizione dei sodali, da destinare a nuove attività illecite ovvero da riciclare/reimpiegare in attività commerciali.

Più in particolare, SCIMONE Antonio, – con la fattiva collaborazione del menzionato STELLITANO, di NIRTA Giuseppe (nipote dell’omonimo capo indiscusso della ‘ndrina “La Maggiore” di San Luca, ucciso nel 1995) e di BARBARO Antonio –faceva confluire in conti correnti esteri intestati a società “cartiere” (tutte direttamente e/o indirettamente riconducibili allo stesso SCIMONE Antonio, in gran parte intestate a prestanome) rilevanti somme di denaro da riutilizzare come prestiti di denaro contante ad imprenditori conciari toscani, questi ultimi gravemente indiziati di essere ben consapevoli della provenienza illecita del denaro e complici del sistema criminale ideato dai menzionati calabresi.

Gli imprenditori toscani, infatti (indagati anche per il reato di riciclaggio), restituivano ai loro “finanziatori” le somme di denaro ricevute in prestito, maggiorate di interessi celando la dazione di denaro attraverso il pagamento di false fatture di acquisto di pellame, emesse da una S.r.l con sede nel pisano e materialmente predisposte dal contabile di fiducia dello STELLITANO.

In questo modo, gli imprenditori toscani – alcuni dei quali destinatari della odierna misura cautelare in carcere (3 persone) o domiciliare (3 persone) – si finanziavano ottenendo denaro contante (da utilizzare principalmente nella retribuzione “in nero” dei dipendenti) e, annotando in contabilità le citate false fatture, abbattevano gli utili delle proprie aziende (quindi pagavano una minore imposta sul reddito delle persone giuridiche), registravano un credito IVA fittizio e, quindi, scaricavano sull’erario il “costo” del finanziamento illecitamente ottenuto.

In ultima analisi, il sistema fraudolento così congeniato faceva gravare sulle casse dell’Erario il costo del denaro contante ricevuto dagli imprenditori toscani e, di converso, il profitto illecito dei calabresi. Infatti, il “prezzo” pagato dagli imprenditori toscani per il finanziamento ottenuto era, di fatto, celato sotto forma di IVA corrisposta per il pagamento delle menzionate fatture false (imposta poi portata a credito nelle liquidazioni periodiche dagli stessi imprenditori) mentre le società emittenti le citate fatture non hanno mai provveduto a versare l’IVA incassata.

Soffermandosi poi sulla natura degli stretti rapporti che SCIMONE Antonio ha intrattenuto con i soggetti quali i menzionati NIRTA Giuseppe e BARBARO Antonio, è stato possibile circostanziare l’aggravante del metodo mafioso.

In concomitanza con l’operazione “VELLO D’ORO”, la Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ed i militari del locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia –emesso nell’ambito dell’operazione denominata “MARTINGALA” nei confronti di 27 persone (di cui 4 destinatarie anche del provvedimento dell’A.G. toscana), ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, beni, utilità di provenienza illecita, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, reati fallimentari ed altro.

Guardia di Finanza di Caserta, individuati e sanzionati parcheggiatori abusivi

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La Guardia di Finanza ha effettuato un servizio di pattugliamento della città di Caserta, sanzionando diversi parcheggiatori abusivi

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, impegnata nella costante lotta al fenomeno dell’abusivismo commerciale e al decoro urbano, ha effettuato un servizio di pattugliamento della città di Caserta durante lo scorso fine settimana, anche con il supporto di alcune pattuglie dei Baschi Verdi di Aversa.

Oltre la decina le pattuglie che hanno vigilato la città ed in particolare le aree caratterizzate da maggior afflusso di visitatori e turisti come Piazza Carlo III, Piazza Matteotti, Piazza Cattaneo e l’area adiacente la Reggia di Caserta.

Sono stati complessivamente eseguiti 5 ordini di allontanamento nei confronti di altrettanti parcheggiatori abusivi, alcuni dei quali già noti alle Fiamme Gialle per la loro recidività.

In particolare giovedì sera sono stati verbalizzati 3 soggetti in via Battisti; sabato sera è stato individuato 1 soggetto in via Unità Italiana mentre nella serata di domenica è stato identificato e verbalizzato un altro soggetto posizionato in Piazza Cattaneo.

Uno dei parcheggiatori individuati in via Battisti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 650 c.p. in quanto, non osservando il Divieto di accesso (c.d. “Daspo Urbano”) a quell’area emesso nei suoi confronti dalla Questura di Caserta, continuava ad effettuare l’attività di parcheggiatore abusivo. Per altri 2 parcheggiatori recidivi è stata proposta l’applicazione del Divieto di accesso, in quanto la condotta illecita è stata reiterata nell’arco delle successive 48 ore dall’ordine di allontanamento.

Coppa del Mondo spada maschile: secondo posto per l’Italia nella gara a squadre

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La squadra di spada maschile azzurra sconfitta in finale dalla Francia

L’Italia sorride al termine della gara a squadre che ha concluso la tappa del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile. La formazione azzurra ha infatti conquistato il secondo posto, bissando così quello già ottenuto a Legnano nel secondo appuntamento stagionale.

A salire in pedana per comporre il quartetto italiano sono stati Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, assieme a Gabriele Cimini, reduce dall’ottima prestazione nell’individuale e Lorenzo Buzzi, che non hanno fatto rimpiangere gli infortunati Paolo Pizzo e Marco Fichera.

Gli azzurri, guidati in panchina dai maestri Dario Chiadò ed Alessandro Bossalini, dopo aver esordito agli ottavi superando Israele per 45-42, hanno avuto nettamente la meglio ai quarti di finale sulla Germania col punteggio di 43-33, aprendo così le porte della semifinale contro gli ostici portacolori della Corea del Sud.

I quattro spadisti azzurri sono stati capaci di affrontare i coreani nel migliore dei modi ed imporsi nettamente, per 45-33.

In finale è poi giunta la sfida contro la Francia. Al termine di un match che ha visto i transalpini sempre avanti, nell’ultima frazione Enrico Garozzo ha provato a rimontare il punteggio, concludendo però con i transalpini avanti per 45-41.

 COPPA DEL MONDO – SPADA MASCHILE – PROVA  A SQUADRE – Vancouver, 18 febbraio 2018

Finale

Francia b. ITALIA 45-41

 Finale 3°-4° posto

Corea b. Ungheria 45-32

 Semifinali

ITALIA b. Corea del Sud 45-33

Francia b. Ungheria 45-32

 Quarti

Corea del Sud b. Usa 45-32

ITALIA b. Germania 43-33

Francia b. Ucraina 45-37

Ungheria b. Russia 45-36

Tabellone dei 16

ITALIA b. Israele 45-42

Classifica (24): 1. Francia, 2. ITALIA, 3. Corea del Sud, 4. Ungheria, 5. Ucraina, 6. Germania, 7. Usa, 8. Russia.

ITALIA: Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, Lorenzo Buzzi, Gabriele Cimini