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L’imprenditore Antonio Ferrieri: “Troppa violenza, vado via da Napoli”

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Ferrieri parla della sua decisione di lasciare la città

L’imprenditore Antonio Ferrieri, proprietario della pasticceria “Cuori di Sfogliatella” a corso Novara di fronte alla stazione ferroviaria di Napoli, ha detto basta dopo l’ennesimo episodio di violenza che ha visto due turisti vittime di un’aggressione proprio davanti al suo locale.

Ecco le sue parole:

“Per anni ho provato a convincere mio figlio che vive a Milano a tornare qui, ma adesso devo dire che ha avuto ragione lui, e se non cambia qualcosa in fretta sarò io a raggiungerlo”.
Che cosa è successo, signor Ferrieri?
“Dieci giorni fa un turista è stato aggredito violentemente da un gruppo di stranieri, forse magrebini. Lo hanno circondato e picchiato con pugni e calci e colpito con le sedie per togliergli lo zainetto con la macchina fotografica. Era appena sceso dall’Alibus, il pullman che arriva dall’aeroporto di Capodichino”.
A che ora è avvenuto il raid?
“Intorno alle 13, di un giorno lavorativo, davanti a decine di persone terrorizzate e davanti al figlio della vittima, un ragazzo di sedici anni che è stato anche lui picchiato. Li hanno assaltati in maniera animalesca”.
Di dov’era la vittima?
“Lo abbiamo soccorso con la polizia municipale e, in attesa che arrivassero ambulanza e altre forze dell’ordine, parlandogli ho capito che era originario di Roma, ma che da tempo vive con la famiglia a Londra. Voleva far conoscere Napoli al ragazzo, ma dopo quanto avvenuto non credo che metteranno più piede qui e questa è la cosa che più mi ferisce”.
Non è la prima volta che fatti del genere avvengono in zona, voi li avete denunciati?
“Spesso, anche con video inviati al Comune, al sindaco, agli assessori e alle forze dell’ordine. Grazie ad alcune riprese del nostro sistema di videosorveglianza è stata catturata una banda di borseggiatori stranieri che depredava i turisti appena arrivati in città. Ma non sono stati adottati i provvedimenti necessari a impedire che questi episodi si ripetano. Ormai avvengono così di frequente che la gente neanche li denuncia”.
Davvero vuole andare via e raggiungere suo figlio a Milano?
“Io sono nato a vico Scassacocchi a Forcella. Ho vissuto in un contesto difficile dove si dovevano fare delle scelte fin da giovani, ho deciso di lavorare, di dare tutto me stesso e ho creato un’attività. Sono grato alla mia città per quanto ho ottenuto, ma vedo che la situazione peggiora giorno dopo giorno. Soprattutto nella zona di piazza Garibaldi che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città e, invece, è ormai invivibile. L’ho detto alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ma non c’è stato niente da fare. Per un breve periodo c’era un pattuglia fissa, polizia e carabinieri si alternavano nella sorveglianza, ora l’hanno tolta e sono rimasti solo i vigili urbani che in questa situazione di violenza e degrado poco possono fare…”.
Ai vostri numerosi clienti che cosa dite?
“A chi si siede all’esterno raccomandiamo di stare attenti alle borse, ai portafogli, agli smartphone. Li avvisiamo, li mettiamo in guardia, ma è possibile lottare così ogni giorno? Ho pensato di mettere un vigilante privato con il compito di controllare il marciapiede davanti alla pasticceria. E lo farò presto. Ma vi sembra una cosa normale?”.

Napoli, controlli della Polizia nei locali della movida: due titolari denunciati

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Denunciato anche un deejay per disturbo della quiete pubblica

Durante le verifiche effettuate agenti della Polizia di Stato del Commissariato “Decumani” in diversi esercizi commerciali delle zone della movida a Napoli sono stati denunciati due titolari dei locali.

In un locale sono state identificate 15 persone ed il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento.Scattato un verbale di illecito amministrativo per spettacoli e intrattenimenti in assenza di richiesta nonché per violazioni inerenti il nulla osta per impatto acustico.In un altro locale i poliziotti hanno identificato 10 persone e deferito all’autorità giudiziaria il titolare assente e il dj per disturbo della quiete pubblica, sequestrando la strumentazione musicale.

Napoli cuore d’oro, spedizione di farmaci in Burkina Faso

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Donazione grazie al progetto “Un farmaco per tutti”

Il progetto “Un farmaco per tutti”, promosso dall’Ordine dei Farmacisti di Napoli e dall’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha permesso la spedizione di medicinale da Napoli in Burkina Faso.

La dotazione di farmaci, per un valore di 140mila euro, è stata consegnata nel Paese africano dove rappresenteranno una risorsa sostanziale per la sopravvivenza della popolazione. Il progetto permette a ciascuno cittadino e ad aziende di devolvere medicine, presìdi medico-chirurgici, integratori e dispositivi a chi non può avere accesso alle cure. I medicinali raccolti all’interno delle farmacie sono smistati ai vari enti assistenziali che hanno aderito all’iniziativa.  Le confezioni sono già state distribuite a Emergency, Croce Rossa, Unitalsi, Elemosiniere del Santo Padre, La Tenda, le Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, La Casa di Tonia. E ora oltre i confini nazionali, nel Burkina Faso e in Benin.

Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine ha affermato: “In Italia è in crescita la povertà sanitaria. Nel 2015 la richiesta di medicinali da parte degli enti caritativi è risultata in aumento del 6,4 per cento rispetto allo scorso anno e sono più di 400mila le persone che non sono più in grado di permettersi i farmaci di cui hanno bisogno. Gli italiani in difficoltà oggi sono oltre 183mila”.

Accanto a questo progetto l’Ordine dei farmacisti opera anche con “Una visita per tutti” dedicando ogni mese alla prevenzione di una malattia: giugno è incentrato sull’insufficienza venosa. I cittadini di Napoli e provincia potranno effettuare screening gratuiti grazie al camper della salute che sarà in diverse piazze: primo appuntamento mercoledì 13 giugno in piazza Vittorio Emanuele a Sant’Antonio Abate dalle 10 alle 18.

Sarno, avevano aggredito un immigrato: presi i responsabili

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I due: “Aveva infastidito alcune ragazze”

Ieri, due ragazzi avevano aggredito un extracomunitario di 27 anni di origini camerunensi, Dang Mvomo, mandandolo in ospedale dopo averlo colpito con una mazza da baseball per le strade di Sarno mentre era in giro in bicicletta.

Gli agenti del Commissariato di Polizia di Sarno hanno individuato e denunciato i due giovani. Con l’ausilio delle poche informazioni fornite dalla vittima sul numero di targa della vettura usata dagli aggressori sono riusciti ad individuare una Fiat Panda utilizzata da un autotrasportatore del luogo, il 22enne M. V., spesso notato in compagnia di G.D.F., 24enne di Sarno. Dopo una perquisizione domiciliare a casa del primo giovane per cercare, senza esito, la mazza da baseball utilizzata per colpire il Mvomo, entrambi sono stati convocati in commissariato dove hanno ammesso le proprie responsabilità. Secondo quanto dichiarato dai due, l’episodio sarebbe stato commesso per vendetta nei confronti del camerunense che in precedenza, insieme ad altri extracomunitari, avrebbe infastidito alcune ragazze in una piazza di Sarno, circostanza negata dalla vittima. Una volta notato che lo straniero si allontanava da solo a bordo di una bicicletta, il 24enne lo aveva colpito con un tubo di aspirapolvere successivamente abbandonato in un campo. Questa mattina è stato ascoltato, in qualità di testimone, un altro passeggero della Panda, estraneo ai fatti, che ha confermato la versione dei due amici. I due, entrambi incensurati, sono stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria per lesioni dolose.

Napoli, sequestra e maltratta la moglie in casa: arrestato 55enne

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Carabinieri allertati dalla vittima

I carabinieri della caserma di Napoli hanno arrestato un uomo di 55 anni di Secondigliano, già noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e lesioni personali nei confronti della moglie.

I cmilitari sono intervenuti in casa dopo la telefonata della vittima che era stata aggredita per l’ennesima volta e poi chiusa in casa dal marito per impedire che si rifugiasse dai familiari. Non era dunque la prima volta: le vessazioni si erano acuite da febbraio e la vittima era estenuata. Il suo incubo ha visto la fine solo dopo l’arresto dell’uomo da parte dei militari che, quando sono intervenuti, lo hanno trovato sul pianerottolo di casa con le chiavi in tasca. L’uomo è stato portato a Poggioreale, la moglie è stata soccorsa e affidata alle cure dei familiari.

Napoli, poliziotti catturano un evaso dopo tre mesi: era al Cardarelli

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Il galeotto si era nascosto nella mensa dell’ospedale

V.T.. 50 anni, era ricercato dallo scorso 3 marzo quando dopo aver ottenuto un permesso di uscita non aveva fatto rientro nella casa circondariale di Castelfranco Emilia, dove era detenuto per misure di sicurezza a suo carico.

I poliziotti, il 29 maggio scorso sono intervenuti presso la parrocchia Santa Maria di Costantinopoli, in via mariano Semmola, per la presenza di una persona che arrecava disturbo, chiedendo e pretendendo quotidianamente aiuti di vario genere. All’arrivo degli agenti l’uomo è fuggito pero gli agenti sono riusciti a recuperare il suo cellulare che aveva smarrito durante la fuga. Grazie al recupero del cellulare e a un’incessante attività investigativa, gli agenti sono riusciti ad appurare che il 50enne si trovava in zona senza fissa dimora, dormendo su giacigli di fortuna nelle adiacenze della zona ospedaliera e che era solito frequentare la mensa del Cardarelli di Napoli.
Grazie a queste informazioni i poliziotti lo hanno trovato nei pressi della mensa della cucina ospedaliera. T. è stato arrestato, dando esecuzione all’ordine dell’Autorità Giudiziaria ed è stato condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale, in attesa di essere trasferito presso la casa di reclusione di Castelfranco Emilia dove dovrà espiare una condanna passato in giudicato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata dell’aver commesso il fatto contro minorenni.

Napoli, i cittadini del Rione Sanità preoccupati: “Il vicoletto San Gennaro sprofonda”

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Gli abitanti del quartiere si sentono sempre più trascurati

I residenti nel vicoletto San Gennaro del Rione Sanità di Napoli hanno lanciato un appello al comune partenopeo, preoccupati per la situazione in cui verso il suolo stradale in questione, e si sono schierato contro di esso e contro la III Municipalità guidata dal presidente Ivo Poggiani.

In queste ore, sono apparsi anche striscioni di protesta volti ad evidenziare il disagio del quartiere.In uno degli striscioni, firmato da quartieresanità.com, si legge: “Vicoletto San Gennaro sprofonda. La Municipalità e il Comune mangiano i fiocchi di neve”. Una operazione che, denunciano i cittadini, è servita a dare visibilità al quartiere ma che non riesce a risolvere le spinose problematiche di chi vive ai confini delle strade principali e che si sente sempre più abbandonato al suo destino.
Il consigliere della terza Municipalità Gennaro Acampora ha dichiarato: “I cittadini si lamentano perchè da Comune e Municipalità arrivano solo annunci. Le istituzioni hanno il dovere di dare risposte, non si possono limitare a feste, festicciole e affidamenti di strade. I problemi reali del rione Sanità, ma più in generale di tutta la città, sono ben altri e sarebbe giusto che chi ha il dovere di occuparsi di queste problematiche cominci a farlo seriamente. Questo episodio è emblematico della rabbia dei cittadini che si sentono sempre più abbandonati da chi fa solo promesse ma non porta mai a termine i suoi impegni. Credo sia arrivato il momento che noi tutti, come istituzioni, proviamo ad essere più responsabili nei confronti dei cittadini e proviamo a dare risposte concrete a chi affronta quotidianamente problematiche serie come questa”.

Chissà cosa è … e cosa guarda – Immagini

“Cose di questo mondo” è un programma televisivo che cerca di spiegare riprese effettuate dai satelliti quando a un primo sguardo appaiono incomprensibili e a volte lo rimangono.  

In modo analogo, nel 2010 mentre guardavo il mondo attraverso Google Earth, nel “sorvolare” l’Egitto notai a Sud-Est del Cairo un rilevo a forma canina e con un luccichio in quello che sembrava un occhio.

Zoomando mi apparve l’incredibile immagine quasi di un cane disteso su un fianco, del quale si distinguevano le zampe anteriori, un folto mantello come quello di un collie (il Lassie dei noti film), l’orecchio, il muso e, soprattutto, in maniera nitida, la testa rivolta verso dietro con l’occhio in rilievo a osservare qualcosa che ne aveva richiamato l’attenzione.

Il suo sguardo infatti pareva come scrutare la città o forse la limitrofa necropoli di Giza, ove ci sono le tre piramidi tra cui la Grande Piramide di Cheope.

Zoomando ulteriormente si notavano i rilievi collinari che a distanza assumevano la forma di un cane.

La sorpresa e l’emozione tuttavia furono grandi, poiché mi trovavo a guardare la terra degli antichi egizi, tanto più che il loro dio della mummificazione e dei cimiteri, Anubi, era stato da essi rappresentato come un uomo dalla testa di canide.

Mi venne da pensare, guardando quella singolare conformazione del terreno, che se già vista su ‘’Google Earth’’ creava quell’effetto affascinante, quasi si trattasse realmente di un grande pacifico cane sdraiato, cosa avrebbe potuto ingenerare in degli ‘’alieni’’ che ci ossevano dall’Universo poggiando casualmente il loro sguardo su quel punto della crosta terrestre ?

Potrebbero anche immaginare che quella figura fosse una rappresentazione placida e calma degli abitanti della Terra, i quali pertanto vivrebbero in concordia e serenità tra di loro, godendosi tutti la luce e il calore del proprio Sole.

Ma se gli ‘’alieni’’ ci venissero a trovare … dovrebbero ricredersi.

Adduso Sebastiano.

Napoli, prova a rubare uno smartphone ma viene bloccato da un turista: arrestato

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Tempestivo l’intervento dell’uomo nella cattura del ladro

In via Poerio a Napoli, un uomo algerino già noto alle forze dell’ordine, ha provato a rubare lo smartphone (un I-Phone X) ad un turista svedese quarantunenne mentre passeggiava con la compagna.

Il turista ha reagito velocemente e lo ha bloccato, tenendolo per un braccio fino all’arrivo dei carabinieri del nucleo radiomobile che hanno tratto in arresto il 35enne algerino. Dopo le formalità è stato giudicato con rito direttissimo e condannato ad 8 mesi.

Juve Stabia, è Caserta mania: anche un’altra big di Serie C sul tecnico

Il Pisa mette gli occhi su Fabio Caserta

L’ottimo primo campionato da allenatore di Fabio Caserta alla Juve Stabia non è passato inosservato. Tante compagini ambiziose hanno messo nel mirino il tecnico delle Vespe, sondando il terreno per portarlo lontano da Castellammare.

Vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi dell’interesse concreto dell’Alessandria, che metterebbe sul piatto un progetto triennale da affidare a Caserta. Ai grigi si affiancano anche Novara e, sembra, persino il Crotone in Serie B, ma la pista calabrese sembra essersi raffreddata.

Ultimo in ordine di tempo ad aver posto la lente di ingrandimento su Caserta è il Pisa, società importante del girone A eliminata ad sorpresa dalla Viterbese nei playoff. Da valutare sono però le intenzioni della società toscana, con una situazione di stallo sotto la Torre circa il futuro, simile a quella che si vive in queste settimane a Castellammare. Con Caserta andrebbe a crescere la colonia di ex gialloblù a Pisa, formata ad oggi da Izzillo, Carillo e Lisi.

La certezza è che Caserta resta tra gli allenatori più ambiti in Lega Pro. Il suo legame con la Juve Stabia scade il 30 giugno; ai nostri microfoni il tecnico si è detto pronto a proseguire la sua avventura alle Vespe: tutto dipenderà dalla volontà e dalle ambizioni del Presidente Manniello.

Incredibile proposta del Cto: “Di notte il Pronto Soccorso va chiuso”

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“Per tenere aperto il Pronto Soccorso c’è bisogno di un’organizzazione precisa”

Il Cto di Napoli come l’ospedale Rizzoli di Bologna: chiudere il pronto soccorso durante le ore notturne. a proposta choc che giunge a un mese e mezzo di distanza dalla riapertura dell’emergency del presidio dei Colli ed è stata idea di quattro primari (Stelio Baccari della prima Ortopedia, Luigi Cioffi della seconda divisione di Traumatologia, Feliciano Crovella a capo della Chirurgia, Michele Rotondo al timone della Neurochirurgia), da altrettanti responsabili di unità dipartimentali (Vincenzo di Martino della Gatroenterologia, Andrea Lombardi della Chirurgia della mano, Fortuna Marcucci della Riabilitazione e Massimo Natale della Chirurgia Vertebrale) e da tre dirigenti di unità semplici del Cto (Guido Cesarasuolo per l’Artroscopia, Mario Coviello per l’Ortopedia post trauma e Salvatore D’Alterio anestesista).

Gli uomini del personale medico scrivono agli organi regionali e aziendali: “L’Emilia dal 2009 ha deliberato la chiusura notturna del pronto soccorso dell’istituto ortopedico Rizzoli con funzionamento dalle 7,30 alle 19,30. Una riorganizzazione operativa da 9 anni. Proponiamo di applicare quel modello al Cto di Napoli con la massima urgenza. Tenere aperto il pronto soccorso spiega Michele Rotondo, uno dei firmatari – non è sbagliato ma serve un’organizzazione precisa, tutto deve funzionare come un orologio. Attualmente sono ferme le attività programmate, mancano medici, infermieri e personale sociosanitario. Le tecnologie limitate a una Tac e alcuni ecografi. Sono stati acquistati e dovranno arrivare un secondo tomografo, una Risonanza, e un agiografo digitale. Ma attualmente ci sono limiti oggettivi nei tempi di utilizzo della sala operatoria. In pronto soccorso si crea un collo di bottiglia. Intendiamoci conclude Rotondo l’idea che noi non vogliamo fare il pronto soccorso è del tutto infondata. Dovremmo lavorare in condizioni ottimali però, a garanzia dei pazienti in urgenza e anche di quelli che a casa aspettano per un intervento che, allo stato, bisogna rimandare per mesi”.

Napoli, il comune rifiuta l’apertura di una nuova gara per i lavori a via Marina

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L’amministrazione: “Stiamo ragionando sulle strategie migliori”

In seguito alla rescissione del contratto alla ditta Asse Costiero ufficializzata giovedì scorso per non aver rispettato i tempi previsti per la fine dei lavori in via MarinaNapoli, il comune ha deciso di andare verso lo scorrimento della graduatoria del 2015.

Niente nuova gara, insomma, che rischierebbe di allungare i tempi. Nel caso dello scorrimento, tecnicamente si potrebbe ricorrere al secondo classificato, la Romeo Gestioni, anche se, stando a fonti comunali e sindacali, l’azienda potrebbe non essere interessato a subentrare in cantiere. La Romeo non commenta. In questo caso, in pole position ci sarebbe il Consorzio Stabile Infratech, terzo arrivato. Ma al momento, è bene precisare, nessuno si è ancora pronunciato ufficialmente. La strada dello scorrimento della graduatoria sembra più probabile rispetto all’indizione della gara, che richiederebbe almeno 2-3 mesi. Tempo prezioso, visto che i lavori di restyling vanno completati e rendicontati entro marzo 2019, altrimenti si rischia di perdere i fondi europei. È molto probabile, quindi, che a breve possano partire le lettere di invito ufficiali alle concorrenti del 2015 per sondarne la disponibilità.
Questo il pensiero dell’amministrazione comunale:
“Lo scorrimento della graduatoria conferma l’assessore alle Opere Pubbliche, Mario Calabrese è la prospettiva più probabile, rispetto ad una nuova gara o ad altre ipotesi. Non abbiamo ancora preso una decisione, ma credo che arriverà la prossima settimana. L’obiettivo imprescindibile, adesso, è accelerare la ripresa del cantiere, perché abbiamo una scadenza impellente per marzo 2019. Stiamo ragionando sulle strategie migliori per restituire al più presto questa importante strada ai cittadini”.

Napoli, ancora disagi per l’Anm: dismesse 75 corse provinciali

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Continuano i disagi per l’azienda napoletana

Dopo gli scioperi annunciati a partire dal prossimo 22 giugno, continuano i disagi per l’Anm di Napoli che annuncia la cancellazione di ben 75 corse nella provincia napoletana.

A parlare della situazione in cui versa l’azienda dei trasporti di Napoli è Nicola Pascale, amministratore unico dell’Anm dal 19 marzo scorso: “Gli scioperi dei trasporti mettono in difficoltà la città. In questo momento difficile per Anm, non si possono anteporre le aspettative personali alla salvezza dell’azienda. Invitiamo i lavoratori al senso di responsabilità. Ora prevale l’esigenza di risanare. Le indennità arretrate? Non possiamo pagarle adesso, sono congelate con gli altri debiti. Ma stiamo lavorando per tagliare subito i superminimi dei funzionari”.

Tra le prime azioni, una sterzata soprattutto sulla lotta all’evasione, partecipando personalmente anche ai blitz dei controllori ai tornelli. La deadline del concordato fallimentare è fissata al 3 luglio. Intanto, il 22 giugno ci sarà lo sciopero Anm: le funicolari (Centrale, Chiaia, Montesanto e Mergellina) si fermeranno per 24 ore, per iniziativa di Ugl e Cisal. Bus, metrò e parcheggi per sole 4 ore, per la protesta di Usb, Orsa e Confail. Mentre l’Anm ieri ha annunciato che non parteciperà alla gara regionale per il Lotto 4, corrispondente all’area metropolitana di Napoli, da 33 milioni di km e oltre 100 milioni di euro per gestire i trasporti su gomma. L’azienda dismetterà 75 bus e 253 dipendenti (180 autisti e 73 indiretti, tra operai, manutentori e amministrativi) delle linee suburbane. Mezzi e uomini saranno trasferiti a chi si aggiudicherà il bando. Attualmente si è già candidata l’Eav che corre in partnership con Bus Italia. Rebus sulla Ctp. Nelle prossime ore, Anm lancerà la manifestazione d’interesse per trovare i volontari. Se non saranno sufficienti, si sceglierà per anzianità lavorativa.

Castellammare, il Comune aderisce allo SPRAR: i dettagli

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Il Comune di Castellammare di Stabia aderisce allo SPRAR, “Sistema di Protezione per richiedenti e titolari di protezione internazionale ed umanitaria

Il Comune di Castellammare di Stabia aderisce allo SPRAR, “Sistema di Protezione per richiedenti e titolari di protezione internazionale ed umanitaria”. Da come si legge nella delibera commissariale in città è previsto l’arrivo di 30 immigrati. La firma per l’adesione al progetto di integrazione sociale è arrivata da parte del commissario Gaetano Cupello nella giornata di mercoledì 6 giugno 2018.

Il progetto di accoglienza dovrà essere completato entro il prossimo 30 settembre, per accogliere come contenuto nella delibera “titolari di protezione internazionale ed altresì richiedenti protezione internazionale, nonché titolari di permesso umanitario, singoli o con il rispettivo nucleo familiare

Per quanto concerne invece le spese, il Ministero si farà carico del 95% del costo del progetto mentre il restante 5% sarà a carico dell’Amministrazione comunale e sarà costituito dalla valorizzazione del personale impegnato e dei locali comunali messi a disposizione per le attività formative previste nel progetto, senza ulteriori spese a carico del Comune di Castellammare.

Inoltre nella delibera si legge l’incarico affidato al Dirigente Servizi Socio – Educativi, in qualità di RUP, della predisposizione degli atti e delle attività necessarie per la presentazione della domanda di ammissione alla ripartizione del fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo, nonché della predisposizione degli atti necessari per la partecipazione al bando di evidenza pubblica per la selezione dell’Ente gestore e delle attività necessarie, autorizzandolo, se del caso, alle eventuali correzioni formali della proposta progettuale allegata ai fini dell’inserimento sul portale SPRAR

Inoltre si precisa che l’Ente comunale darà esecuzione al bando di evidenza pubblica per la selezione dell’Ente gestore solo ad avvenuta comunicazione di concessione del finanziamento da parte del Ministero

Pepe Reina e Rafael lasciano Napoli: tre i nomi nella lista dei sostituti

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Lo spagnolo Pepe Reina ha lasciato il Napoli, e per sostituirlo sono in corso diverse trattative

Lo spagnolo Pepe Reina ha lasciato il Napoli, e per sostituirlo sono in corso le trattative per Alphonse Areola del Paris Saint-Germain, per il giovane ucraino dello Zorya Luhansk Andriy Lunin e l’italianissimo Salvatore Sirigu del Torino. L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport fa il punto della situazione, ecco quanto scrive:

“Si fa largo l’ipotesi Andrij Lunin, giovanottone ucraino dello Zorya su cui hanno messo gli occhi un bel po’ di club. Eventualmente da trattare ed assicurarsi come vice. Standosene ancora alla finestra per cogliere gli sviluppi fra Areola ed il Psg, non perdendo di vista un certo Salvatore Sirigu. Tornato a giocare in Nazionale, il sardo tornerebbe anche volentieri a lavorare con Ancelotti, così come avvenne a Parigi nel 2012-13”

Conte al G7 in Canada: l’arte di un colpo al cerchio ed uno alla botte (VIDEO)

In Canada il premier dice sì al rientro di Putin nel gruppo dei Grandi, non esclude il no alle sanzioni alla Russia e cerca di mediare sui dazi. Il tutto mentre Donald Trump litiga con il Canada e discute con la Francia per cui è un esordio che lo etichetta come unico filotrumpiano tra i capi di governo europei presenti a Charlevoix.

Muovendosi poi nell’ambito delle disposizioni leghiste imposte al governo, fa la voce grossa con l’Unione Europea sugli immigrati incassando così gli apprezzamenti del caro amico di Salvini, l’ungherese Viktor Orban che, da Budapest, afferma:

“Le cose procedono secondo i miei gusti, nella politica europea sono apparsi protagonisti duri …… Gli italiani hanno detto che vogliono fermare l’immigrazione”.

Poi però ribadisce che l’Ungheria non accetterà rifugiati di altri Paesi comunitari. “Qui non invieranno nessuno”, ha assicurato riferendosi alla proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, secondo la quale i rifugiati che restano in Italia devono essere ripartiti tra i Paesi comunitari.

Ma che importa, six dixit Salvini e quindi non si discute: credere, obbedire, combattere, anche sul nodo delle sanzioni alla Russia per il quale, quando si tratterà di confermarle, non esclude di porre il veto:

“L’Italia valuterà le posizioni che emergeranno. Nel confronto con altri partner valuteremo ma c’è apertura al dialogo che non significa stravolgere un percorso iniziato con i trattati di Minsk”.

E sui dazi? NI! La posizione del governo, dice, sarà “di moderazione”:

Sui dazi commerciali – afferma Conte – c’è molta conflittualità e noi siamo qui per valutare le varie posizioni: sicuramente come è nelle nostre corde saremo portatori di una posizione moderata cercando di aprire le motivazioni e ci comporteremo di conseguenza”.

Ecco: Lui da un colpo al cerchio e uno alla botte; appunto! Ma a noi italioti va bene così visto che abbiamo votato uno dei suoi due gostwriter dandoci così, da soli, un bel colpo di tipo tafazziano del quale, oòtretutto, sembra che in tanti ne abbiano goduto e ne godano ancora (per ora) per cui …. ben ci stà e che dire se non: Io speriamo che me la cavo

Stanislao Barretta

Campionati Italiani Sorgenia Milano 2018 assegnati i Tricolore di Serie A1 per fiorettisti, spadiste e sciabolatrici

Assegnati i Tricolore di Serie A1 per fiorettisti, spadiste e sciabolatrici entusiasmo per il settimo titolo italiano di Beatrice “Bebe” Vio

MILANO – Le pedane del Mi.Co. Fieramilanocity hanno accolto la seconda giornata di gara dei Campionati Italiani Sorgenia Milano2018. Dopo i primi tre titoli tricolore assegnati ieri a Francesco Ingargiola nel fioretto maschile, Rossella Fiamingo nella spada femminile ed a Sofia Ciaraglia nella sciabola femminile, l’attenzione è stata riversata sulle gare di serie A1.

Nella sciabola femminile a festeggiare dall’alto del primo gradino del podio è stata la squadra del Centro Sportivo dell’Esercito. Il quartetto composto da Chiara Mormile, Caterina Navarria, Martina Criscio e Benedetta Baldini, dopo aver fermato in semifinale il Club Scherma Roma per 45-34, ha avuto ragione in finale delle Fiamme Oro col punteggio di 45-35. Terzo posto poi per la squadra del sodalizio romano che si è aggiudicato il match valido per il podio contro il Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare grazie alla stoccata finale del 45-44.

Nella serie A1 di spada femminile, vince invece la squadra delle Fiamme Oro. Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Alice Clerici ed Eleonora De Marchi superano in finale per 44-36 le portacolori del Centro Sportivo dell’Esercito. Sul terzo gradino del podio sale il Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare che, dopo la sconfitta per 22-21 contro le Fiamme Oro, supera nella finale per il terzo posto, per 31-23 la Cesare Pompilio Genova sconfitta in semifinal dall’Esercito per 45-30.

L’ultima gara di giornata è stata quella di serie A1 di fioretto maschile, dove al termine di una finale emozionante a vincere è stata la squadra del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle. Daniele Garozzo, Giorgio Avola, Valerio Aspromonte e Guillaume Bianchi hanno sconfitto 45-43 l’Aeronautica Militare. Il quadro delle semifinali aveva visto le Fiamme Gialle superare i Carabinieri per 45-38, mentre l’Aeronautica aveva fermato col punteggio i 45-43, le Fiamme Oro poi al terzo posto grazie al successo sui Carabinieri per 45-37.

Ha preso il via oggi il programma delle gare di scherma paralimpica, con l’assegnazione dei titoli italiani di fioretto maschile paralimpico, categorie A, B e C, e di fioretto femminile paralimpico, categorie A, B e C.

Fioretto femminile | Paralimpico

E’ Andreea Ionela Mogos a festeggiare il titolo italiano al termine della gara di fioretto femminile categoria A. E’ stata lei ad avere la meglio nel derby interno alle Fiamme Oro, contro Loredana Trigilia, con il punteggio di 15-8.

Stop in semifinale per Sara Bortoletto del Circolo della Spada Bassano, fermata 15-1 da Andreea Mogos, e per Karin Mizzi del Club Scherma Ariete, superata da Loredana Trigilia per 15-3.

Settimo titolo consecutivo invece per Beatrice “Bebe” Vio nel fioretto femminile, categoria B. La paralimpionica, portacolori delle Fiamme Oro, ha vinto dapprima il match di semifinale contro Julia Markowska del Club Scherma Roma per 15-3 e poi ha avuto ragione in finale di Alessia Biagini del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo per 15-7. Sul podio anche Marta Nocent del Petrarca Padova, fermata dalla Biagini per 15-11.

Nella categoria C, Consuelo Nora delle Lame Rotanti Torino conquista il titolo tricolore grazie al successo per 15-8 in finale su Monia Bolognini della Zinella Scherma di San Lazzaro di Savena.

Fioretto maschile | Paralimpico

Emanuele Lambertini ha vinto il titolo italiano di fioretto maschile categoria A. L’atleta delle Fiamme Oro ha superato in finale per 15-5 Matteo Dei Rossi della Scherma Treviso. Sul podio anche Alberto Morelli del Cus Siena, fermato in semifinale sul 15-2 da Emanuele Lambertini, e Samuele Mazoni della Zinella Scherma, sconfitto 15-4 da Matteo Dei Rossi.

Nel fioretto maschile categoria B, successo per Marco Cima, portacolori delle Fiamme Oro. La finale ha visto il fiorettista di Vetralla avere la meglio col punteggio di 15-2 sull’altro atleta delle Fiamme Oro Gianmarco Paolucci. In semifinale Marco Cima aveva fermato Luca Tulli del Club Scherma Roma per 15-9, mentre Paolucci aveva avuto ragione di Michele Massa dell’Accademia Fermo col punteggio di 15-6.

Infine, nella categoria C, Martino Seravalli delle Fiamme Oro supera in rimonta William Russo del Club Scherma Palermo per 15-13. Terzo posto per i due atleti della Zinella Scherma, Matteo Addesso, fermato 15-10 da Seravalli, e Leonardo Rigo, sconfitto 15-11 da William Russo.

C’è chi vede un volto biblico nella statuina ritrovata nell’antica Abel Beth Maacah

L’ultimo reperto portato alla luce dal lavoro congiunto tra l’Azusa Pacific University e l’Hebrew University di Gerusalemme a Tel Abel Beth Maacah nel nord di Israele è stato esposto nell’ultima settimana di Maggio al Museo israeliano di Gerusalemme.

Si tratta di una piccola testa in maiolica risalente alla Tarda Età del Ferro IIA (9 ° secolo a.C.), posta accanto alla famosa iscrizione “Casa di David” di Tel Dan.

L’antica città di Abel Beth Maacah, menzionata più volte nella Bibbia ebraica, continua a offrire interessanti scoperte. Nel mese di luglio del 2017, ad Abel Beth Maacah, Mullins e il suo team stavano scavando i resti di quella che potrebbe essere un’antica cittadella dai tempi dei re israeliti.

 Una stanza conteneva prove di attività metallurgica, in un’altra è stata ritrovata un modellino di una nave in stile fenicio.

Nella stanza più orientale, Mario Tobia, uno studente di ingegneria di Gerusalemme, ha rinvenuto la piccola testa posta sotto esame.

Robert Mullins,  capo archeologo di Abel Beth Maacah e presidente e professore del Dipartimento di Studi Biblici e Religiosi di Azusa Pacific , ne descrive le caratteristiche:

La testa misura 5,58 x 5.08 cm ed è finemente decorata in tutte le sue caratteristiche, tra cui le trecce nere lucide trattenute alla sommità del capo da una fascia dipinta in giallo e nero e una barba curata. Gli occhi a mandorla hanno le pupille dipinte di nero e la posizione delle labbra  gli donano un’espressione a tratti severa. Il volto in faience è colorato di verde chiaro, colore ottenuto dall’aggiunta di rame alla pasta di quarzo. Il suo stile elegante indica che l’uomo era un personaggio distinto, probabilmente un re. Da alcune analisi, la testa sembra essersi staccata dal corpo di una figurina alta 20-25 cm.

“Nonostante sia piccolo il reperto, ci offre un’opportunità unica di guardare negli occhi una persona famosa del passato; un passato consacrato nel Libro delle Ere “, ha dichiarato Mullins. “ La datazione al radiocarbonio del materiale organico trovato nello stesso edificio della scultura suggerisce che l’oggetto sia stato costruito a partire dal 902-806 a.C. In quel periodo,  i confini di tre diversi regni, Israele, Tiro e Aram – Damasco, erano molto vicini ad Abel Beth Maacah. E questi cambiarono spesso, diversi regni controllavano Abel Beth Maaca in tempi diversi. Non sappiamo se la statuina raffiguri personaggi come il re Acab di Israele, il re Hazael di Aram-Damasco o il re Ethbaal di Tiro, governanti conosciuto dalla Bibbia e da altre fonti. La testa rappresenta un enigma reale. “

I dettagli sulla testa di figurina e sulla sua scoperta sono stati recentemente presentati alla comunità archeologica israeliana al 44 ° Congresso Archeologico Annuale dell’Università Ben Gurion del Negev dal Dr. Naama Yahalom-Mack dell’Università Ebraica di Gerusalemme.

Napoli, furti seriali a centro di telefonia: ladro ‘tradito’ da un tatuaggio

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Uno dei tre ladri autori di una serie di furti in un centro di telefonia di Napoli è stato arrestato: ‘tradito’ dai suoi tatuaggi

Colpirono più volte il titolare di un centro di telefonia, nel quartiere Stella di Napoli, pur di impossessarsi dell’ incasso della giornata. Botte e violenza che lo scorso 17 settembre 2017 furono riprese dal sistema di videosorveglianza. Filmati che nelle scorse ore hanno permesso di arrestare uno dei tre malviventi, ‘incastrato’ dai suoi tatuaggi.
A finire in manette, rivela l’Ansa, è stato S. Incoronato, 35 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti.
Nei filmati sono ben riconoscibili i suoi tatuaggi: sull’avambraccio, mentre stringe il braccio intorno al collo del commerciante, ci sono  un quadrifoglio e due dadi, che però non gli hanno portato molta fortuna. Proprio sulla base di tali elementi, infatti, i carabinieri sono riusciti ad identificarlo e ad arrestarlo.
Le indagini, insieme alla denuncia della vittima, hanno permesso di formulare accuse sostenute da forti indizi nei confronti del destinatario del provvedimento cautelare.
L’uomo, poco prima di essere arrestato, avrebbe anche provato a fuggire e ad opporre resistenza ai militari, con l’ aiuto della compagna. Tentativo, poi fallito, che gli costerà l’ aggravamento del suo quadro indiziario.

Hamsik sempre più proiettato verso la Cina: Giuntoli valuta tre nomi

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Il capitano del Napoli Marek Hamsik sempre più proiettato verso la Cina il ds Giuntoli valuta tre nomi

Il capitano del Napoli Marek Hamsik sempre più proiettato verso la Cina. Secondo quanto riferito dall’edizione di oggi del quotidiano Corriere del Mezzogiorno, il capitano del Napoli spinge per trasferirsi allo Shandong Luneng di Pellè gli offre un importante triennale da 13 milioni a stagione. Intanto il presidente Aurelio De Laurentiis però non si smuove dalla sua posizione e fissa il prezzo di 30 milioni di euro per liberarlo.

Nel frattempo la società studia le alternative per sostituire Hamisk in caso di partenza. Il primo nome nell’agenda del direttore sportivo Giuntoli è quello d Fabian Ruiz, che può giocare anche davanti alla difesa. Poi c’è anche Dennis Praet, che potrebbe avere un contatto col connazionale Dries Mertens nei prossimi giorni. Spunta poi il nome di Daniele Baselli del Torino che costerebbe meno rispetto ai 25 milioni della clausola rescissoria del centrocampista della Sampdoria.