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Torre Annunziata, siglato protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’area portuale

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Siglato Protocollo d’Intesa tra il comune di Torre Annunziata e l’Associazione Costruttori Edili di Napoli (ACEN).

Torre Annunziata – Nella giornata di giovedì 15 novembre è stata sottoscritta la partnership alla presenza del sindaco oplontino Vincenzo Ascione, dell’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Ammendola, del dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale Nunzio Ariano e del Presidente dell’ACEN Federica Brancaccio.

L’Amministrazione Comunale oplontina, unitamente agli altri Comuni della Buffer Zone Unesco, ha inserito nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo (C.I.S), previsto dalla legge 112 del 2003, una serie di opere strategiche per la valorizzazione e l’infrastrutturazione del territorio, con lo scopo di migliorare l’accessibilità dei siti archeologici di Torre Annunziata, Pompei ed Ercolano.

«Proprio in quest’ottica – spiega il sindaco Vincenzo Ascione – l’Associazione Costruttori Edili di Napoli si è proposta per una collaborazione con l’Amministrazione Comunale al fine di effettuare, mediante le proprie strutture di ricerca e su indicazioni fornite dall’Ente, uno studio di fattibilità per individuare possibili soluzioni tese alla promozione, alla riqualificazione e allo sviluppo della zona portuale e di quella del waterfront, che dal porto si espande in direzione sud-ovest».

Juve Stabia, cambia l’orario del match di sabato prossimo a Rieti

Tris di impegni ravvicinati per la Juve Stabia, che nell’arco di una settimana disputerà tre gare. Domani al menti arriva il Catania (18.30), martedì sempre nel fortino gialloblu si recupererà la seconda giornata con la Viterbese (20.30) mentre sabato prossimo è previsto il match in trasferta al Rieti. Proprio l’orario della gara in terra laziale è passato dalle 20.30 alle 14.30.

Questo il comunicato della Juve Stabia:

 La Lega Pro, a ratifica degli accordi intercorsi tra le due società, ha disposto che la gara Rieti – Juve Stabia, in programma sabato 24 novembre abbia inizio alle ore 14.30 anziché alle ore 20.30.

S.S. Juve Stabia

Il fallimento del controllo dell’ immigrazione irregolare è interno

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Ci si concentra molto su quello che succede alle frontiere, ma l’ immigrazione irregolare si combatte anche rafforzando i controlli interni. Cosa che in Italia si è riusciti a fare bene fino al 2004. Da allora, il peggioramento è stato continuo.

Il declino degli irregolari

L’immigrazione irregolare si combatte rafforzando sia i controlli esterni (di frontiera) sia quelli interni (sulla permanenza nel territorio nazionale). Per vari motivi (innanzitutto la breve durata del suo incarico), il precedente ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è occupato soprattutto dei primi e, almeno finora, il suo successore, Matteo Salvini, ha fatto lo stesso. Ma quest’ultimo, nelle promesse elettorali (“cacceremo 500 mila clandestini”) così come più di recente, ha criticato molto severamente i governi di centro sinistra per non aver esercitato alcun tipo di controllo. Cosa è successo realmente? Cosa ci dicono i dati?

Nessuno è in grado di dire quanti sono oggi nel nostro paese gli immigrati irregolari. Conosciamo, tuttavia, il numero dei “rintracciati”, cioè delle persone senza permesso di soggiorno fermate dalle forze dell’ordine nell’ultimo trentennio. La figura 1 presenta due diverse curve, una per i rintracciati all’interno del territorio nazionale dal 1984, l’altra per quelli respinti alle frontiere dal 1991. Osservando quest’ultima, vediamo che ha avuto un andamento continuamente discendente fino al 2009-2010 ed è poi lievemente risalita nei sette anni successivi. Invece, il numero dei rintracciati all’interno del territorio nazionale, gli irregolari (impropriamente chiamati clandestini), indicato dalla seconda curva, è cresciuto dal 1984, pur con oscillazioni in certi anni, toccando il picco prima nel 2002 e poi nuovamente nel 2006. Da poco più di 13 mila all’inizio del periodo, il numero di questi irregolari ha superato le 100 mila unità nel nuovo millennio. Da allora, però, il numero è costantemente diminuito fino al 2014, per risalire poi leggermente negli ultimi tre anni.
Stranieri respinti alle frontiere 1984-2017
Le variazioni sono riconducibili a quattro fattori. In primo luogo, alle sanatorie (del 1986, 1990, 1996 e 2002) che, regolarizzandoli, hanno fatto diminuire gli irregolari. In secondo luogo, all’allargamento dell’Unione europea, con l’acquisizione da parte dei cittadini romeni e bulgari, dal 1° gennaio 2007, del diritto di circolare liberamente in Italia e negli altri paesi dell’Unione (cioè dello status di regolare). In terzo luogo, alla crisi economica iniziata nel 2008, che ha bloccato i flussi irregolari. In quarto luogo, all’apertura della Libia perché nessuno degli arrivati da quel paese è tecnicamente un migrante irregolare.

Il sistema dei controlli interni

Come ha reagito il sistema di controllo interno del nostro paese di fronte alle variazioni del numero dei rintracciati? Quanti di loro siamo stati in grado di espellere? Il rimpatrio di un immigrato irregolare richiede, oltre ad accordi con i governi dei paesi di provenienza, notevoli risorse organizzative e finanziarie. Potremmo dunque attenderci che, a parità di altre condizioni, quanto maggiore è il numero annuo di irregolari trovati, tanto maggiori sono le risorse necessarie per rimpatriarli e tanto minore la quota di quelli che si riesce davvero a espellere. La figura 2 mostra che le cose sono andate invece in modo molto diverso. Fino al 1990, la quota degli irregolari espulsi è sempre rimasta molto bassa, al di sotto (in alcuni anni: molto al di sotto) del 10 per cento. Negli otto anni successivi, la quota è cresciuta rimanendo quasi sempre sotto il 15 per cento. Ha fatto un fortissimo balzo in avanti nel 1998 e 1999 e fino al 2004 si è mantenuta sopra il 40 per cento. Da allora è diminuita in modo significativo raggiungendo, negli ultimi quattro anni, un livello molto basso. Dunque, nel periodo in cui gli immigrati irregolari rintracciati dalle forze dell’ordine nel territorio nazionale crescevano e diventava più oneroso rimpatriarli è aumentata anche la quota degli espulsi. Invece, nel periodo successivo, quando la popolazione dei rintracciati si è ridotta, la quota degli espulsi è diminuita.

Stranieri rintracciati ed espulsi 1984-2017

Questo andamento del sistema dei controlli interni, apparentemente sorprendente, è in buona parte dovuto ai mutamenti normativi che vi sono stati in questo periodo, oltre che al variare delle risorse investite dai governi per farlo funzionare. Il sistema è diventato relativamente efficiente da quando è entrata in vigore la legge Turco-Napolitano ed è rimasto tale anche dopo la Bossi Fini. È andato in crisi quando non si è riusciti ad aggiornare e applicare le norme che lo regolavano e l’interesse dei governi, della magistratura e delle forze dell’ordine si è rivolto altrove, concentrandosi sui problemi creati all’aumento degli sbarchi.
È anche per gli insuccessi del sistema dei controlli interni che il consenso dell’attuale ministro dell’Interno è aumentato, nonostante che in questo campo, negli ultimi sei mesi, non sia stato fatto alcun passo avanti. Riuscirà il nostro eroe a riportare il sistema al livello raggiunto per la prima volta dal governo Prodi?

AUTORE: MARZIO BARBAGLI
Laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, è stato direttore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, professore ordinario di sociologia a Bologna e Trento, visiting scholar in numerose università americane, inglesi e australiane. Ha diretto l’Osservatorio nazionale sulle famiglie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato consulente del Ministero dell’Interno come direttore scientifico di quattro rapporti sulla criminalità in Italia e membro del Consiglio dell’Istat. E’ autore di numerosi libri, fra i quali “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente”, vincitore del premio Mondello per la saggistica. E’ professore emerito all’Università di Bologna e Accademico dei Lincei.

MARZIO BARBAGLI/lavoce.it

Benítez: “Spesso faccio da guida turistica di Napoli! Studiamo i movimenti di Insigne e Callejon, Mertens falso 9…”

Benítez: “Spesso faccio da guida turistica di Napoli! Studiamo i movimenti di Insigne e Callejon, Mertens falso 9…”

L’ex tecnico del Napoli, Rafa Benítez, attualmente al Newcastle, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss.
Queste le sue dichiarazioni:
Ancelotti?Sa gestire molto bene la rosa, sta facendo cose egregie. Ho un grande rapporto con lui, sono molto contento. Ma in Italia c’è la Juventus, è difficile per tutti. Anche lo scorso anno con Sarri hanno disputato un’ottima annata, ma coi bianconeri è difficile.
 Champions? Noi abbiamo fatto dodici punti e non siamo passati, il Napoli a sei è primo nel girone. L’impresa è possibile eccome.
In Italia tutti dicono che il Napoli fa sempre la stessa giocata: Insigne per Callejon.
Ma poi nessuno li ferma, è una tua invenzione? No, è una cosa sua, Callejon la sa fare molto bene. Conoscono benissimo cosa pensa l’altro e sanno trovarsi sempre. Anche qui (al Newcastle ndr) studiamo quello che fanno Insigne e Callejon. 
La nuova posizione di Insigne?Sta facendo bene, sta segnando molti goal. Lorenzo è veloce, ma anche resistente, può giocare tra le linee. Sa fare goal ed assist. Lui può giocare in qualsiasi posizione.”
De Laurentiis ti ha mai chiesto di tornare come dirigente? “No, sono ancora giovane e voglio allenare. (ride, ndr) Ma tornerei in città: parlo spesso delle bellezze di Napoli, il Cristo Velato… mostro le immagini a tutti. Spesso faccio da guida turistica di Napoli.”
Mertens falso 9? “Lui è molto intelligente, ha la mentalità per vincere per fare goal, per fare la differenza. Noi guardiamo le partite del Napoli, le studiamo e speriamo possano fare bene.”
Sette giocatori sono “tuoi” giocatori, c’è ancora la tua anima in questa squadra? “Mazzarri aveva fatto un buon lavoro, noi abbiamo reso più internazionale la squadra, ma poi la mano di Sarri ha plasmato definitivamente la squadra. Si può giocare bene, ma si deve anche vincere. Se continua così il Napoli ha le capacità giuste per vincere, anche se non è facile con la Juventus e l’Inter.”
Sarri si può ripetere anche al Chelsea? “Lo sta già facendo molto bene, il problema della Premier è che le prime tre non hanno ancora perso. La differenza con le altre è troppo grande. ma è difficile quale delle tre la spunterà alla fine tra Manchester City, Chelsea e Liverpool.” 
La tua missione è di salvare il Newcastle, le cose stanno andando bene dopo un momento di difficoltà? “Le prime partite erano contro le più forti, perdere era normale. Con le squadre al nostro livello ce la giochiamo. Ora il calendario ci mette contro squadre alla nostra portata. Credo che la squadra abbia la mentalità giusta. Vincere qualche partita ci darà fiducia.”
Vinto di tutto, ma la notte di Doha la ricordi particolarmente? “Sicuramente, il calcio a Napoli si sente in un’altra maniera. Giocare contro una squadra così forte come la Juventus, sentire la rivalità…è emozionante.”

Napoli, studenti in piazza per chiedere più investimenti nell’Istruzione: striscioni contro Salvini

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Napoli, studenti in piazza per chiedere più investimenti nell’Istruzione: striscioni contro Salvini

Studenti in piazza a Napoli per protestare contro le scelte del governo giallo-verde: due cortei sono partiti rispettivamente da piazza Garibaldi e da piazza del Gesù, per chiedere più investimenti per l’istruzione. Il corteo degli studenti (provenienti anche da varie zone della Campania) è partito da piazza Garibaldi, per poi giungere davanti all’ ingresso dell’Università Federico II, dove in quel momento era in corso un convegno a cui partecipa il ministro per il Sud, Barbara Lezzi.
Le porte d’ingresso dell’Ateneo, che sono state chiuse, sono presidiate da agenti dei Reparti Mobili che hanno indossato il casco. Sistemato sulle scale un striscione con su cui scritto “Governo del manganello. Stop repressione violenza di Stato” ed altri striscioni contro Matteo Salvini, ieri in città per un vertice in Prefettura. I ragazzi, in segno di protesta, hanno mostrato le proprie mani dipinte di rosso, colore del sangue. E’ poi giunto l’altro corteo, partito da piazza del Gesù. In totale, secondo le stime de ilMattino, sarebbero più di 5mila i ragazzi che si sono riuniti questa mattina per chiedere, tra le altre cose, azioni concrete contro la dispersione scolastica e la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Lungo il percorso sono stati gridati slogan e accesi dei fumogeni. Ieri durante gli scontri tra polizia e manifestanti un quindicenne è rimasto ferito alla testa a seguito di una carica di alleggerimento.

Scafati, morì insieme ai gemelli che portava in grembo: condannato ginecologo

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Scafati, morì insieme ai gemelli che portava in grembo: condannato ginecologo

Scampoli di giustizia nella sentenza del processo per la morte di Maria Rosaria Ferraioli, la 25enne mamma di Angri deceduta il 24 aprile 2011 con i due gemellini che portava in grembo dopo un intervento chirurgico.
Il giudice Raffaela Caccavale del tribunale di Nocera Inferiore ha condannato ad un anno e sei mesi di reclusione V.C., ginecologo dell’ospedale di Scafati.
Secondo il giudice sarebbe l’unico colpevole dei decessi. Assolti gli altri medici imputati, perché il fatto non sussiste. Rispondevano tutti di aborto colposo in concorso. La giovane era stata visitata dal suo ginecologo prima di recarsi in ospedale, per un ascesso della coscia destra che aveva almeno da un mese e mezzo. L’accusa ha evidenziato come le fosse stata prescritta una pomata alla camomilla, invece di una terapia antibiotica.
Con il peggiorare delle sue condizioni, la donna decise di recarsi a Scafati, nel pronto soccorso dell’ospedale. Qui fu visitata dal ginecologo, ora condannato, che avrebbe consigliato l’intervento chirurgico per l’ascesso senza però tener conto del fatto che la donna fosse incinta e senza controllare lo stato di salute dei due bimbi.
Ma dopo l’intervento le condizioni della 25enne peggiorarono e durante la notte fu colta da un grave shock settico. Inutile il tentativo di farla partorire con un cesareo, la giovane morì insieme ai due gemellini.

Juve Stabia, Caserta: Società in continua crescita. Col Catania per mandare un segnale importante (VIDEO)

A margine della presentazione di nuovi progetti in casa Juve Stabia, abbiamo ascoltato Mister Fabio Caserta. Il tecnico ha analizzato ai nostri microfoni l’impegno col Catania di domani ma non solo.

Queste le parole del tecnico:

Quello di oggi è l’ennesimo segnale dei progetti ambizioni della Società, desiderosa di fare bene anche oltre l’aspetto prettamente calcistico. L’attenzione ed i programmi ambiziosi della Juve Stabia testimoniano ancor di più la voglia che pervade, in primis la proprietà, ma noi tutti, di fare qualcosa di importante. È sicuramente una cosa molto bella, anche perché nel calcio moderno i risultati si perseguono non solo in campo. Sono iniziative finalizzate a far conoscere una piazza importante come Castellammare e la Juve Stabia e ad avvicinare tanti tifosi, non solo locali. Sono convinto che è solo l’inizio.

Mi sento legatissimo alla Juve Stabia, ai suoi tifosi ed a tutta Castellammare. Non è un segreto di come tutto l’ambiente mi sia stato particolarmente vicino nel momento più difficile della mia vita, quello coinciso con la morte di mio fratello. In quel periodo avevo anche pensato di smettere con il calcio proprio perché mi sentivo svuotato dal mio dramma. Ho sentito da parte di tutto l’ambiente gialloblu enorme vicinanza, come da parte della tifoseria. La loro fiducia mi ha aiutato a superare i momenti difficili ed a tornare in campo. Sarebbe potuta essere l’occasione di cambiare squadra ma sono felicissimo di aver scelto di continuare alla Juve Stabia. Magari anche quella decisione ha convinto, anni dopo, il Patron a darmi fiducia anche in veste di allenatore. Soprattutto in quel periodo, ma anche in altri momenti, ho capito come alla Juve Stabia l’umanità ed i rapporti umani vengano prima dei risultati, cosa molto rara ormai. .

Domani contro il Catania ci attende un match difficilissimo. Affrontiamo una corazzata che ha l’obiettivo non di avvicinarsi alla Juve Stabia ma di vincere il campionato. Ci vorrà massima concentrazione e massimo impegno. Fare risultato domani significherebbe dare un segnale forte al campionato ma soprattutto a noi stessi. Le nostre qualità non passano certo dal match di domani ma fare bene anche contro il Catania darebbe ancora più entusiasmo all’ambiente. Mi auguro di poter contare su uno stadio pieno, fattore che questi ragazzi certamente meritano. Io ho vissuto il Menti quasi pieno e so l’incidenza che lo stadio pieno può dare ad una gara. Ricordo il mio esordio in gialloblu nel derby con la Nocerina: lo stadio era strapieno e non mi sembrava di essere in Serie B, ma addirittura nella massima serie. Spero che il Menti domani, e non solo, possa essere il nostro fortino.

Situazione infortunati? Canotto sicuramente è out, mentre ci sono buone possibilità di rivedere Marzorati. Fino a domani valuterò le condizioni di tutti, ma ho una rosa completa a prescindere dai singoli.

Zielinski: “Testa già al Portogallo! L’allenatore sta cercando soluzioni, i tifosi saranno soddisfatti! La mia prestazione…”

Zielinski: “Testa già al Portogallo! L’allenatore sta cercando soluzioni, i tifosi saranno soddisfatti! La mia prestazione…”

Il calciatore del Napoli Piotr Zielinski è intervenuto al termine della gara persa dalla sua nazionale contro la Repubblica Ceca. Per la Polonia in campo anche l’altro giocatore azzurro, Arkadiusz Milik.
Queste le sue parole:
È un peccato uscire sconfitti, perché abbiamo avuto la possibilità di segnare un gol. Cosa mancava per segnare?
“Efficacia e serenità. Abbiamo avuto situazioni da gol, in particolare Robert Lewandowski. Dopotutto, di solito usa tali possibilità, ma questa volta il campo di gioco è stato interrotto e la palla che rimbalza sull’erba lo ha sorpreso”.

Stai già pensando al Portogallo? “Sì, è naturale, la partita con la Repubblica Ceca è finita, ovviamente dovrà essere analizzata, ma ora la cosa più importante è incontrare il Portogallo”.

Sapete bene che la pazienza dei tifosi sta lentamente scadendo? “Dobbiamo ricordare che siamo in fase di ricostruzione, c’è un nuovo allenatore che sta cercando alcune soluzioni, comprese quelle personali. Ci vuole tempo, ma penso che stia andando nella giusta direzione e i sostenitori saranno soddisfatti”.

Abbiamo giocato molto sulle corsie. Come è sembrato dal tuo punto di vista? “Ci stiamo allenando da un po’ di tempo e penso che abbiano fatto un buon lavoro nella partita con la Repubblica ceca. C’erano delle buone soluzioni dalla loro parte, ma c’è ancora un po’ di confusione”. 

Come valuti la tua prestazione? “Nel primo tempo non ero molto vicino alla palla e la situazione mancava. Dopo la fine del primo tempo, quando ho ricevuto le applicazioni e mi sono trasferito tra le righe, sembrava soddisfacente, perché abbiamo creato situazioni”.

Perché non è accaduto anche nel primo tempo? “non lo so”

Juve Stabia, svelati “Forza Vespe” e “Piattaforma Stabia 3.0”

Nella splendida cornice dell’Hotel dei Congressi si è tenuta la presentazione di “Forza Vespe”, magazine dedicato ai tifosi stabiesi ideato dal nuovo ufficio marketing delle Vespe. Svelato non solo il nuovo magazine ma anche l’applicazione “Stabia 3.0”. All’evento hanno partecipato in rappresentanza della Juve Stabia il Patron Franco Manniello, il Vice Presidente Giovanni Palma, il Club Manager Gianni Improta, Massimo Porrone  e Mario gallo, entrambi Project Manager, Nicola Carchia, Account Manager e Mister Fabio Caserta.

Il neo Vice Presidente, l’Avv. Palma ha precisato come l’intenzione sia pareggiare, ed anche migliorare, sul piano tributario e del marketing, i già ottimi risultati che in campo sta raggiungendo la Juve Stabia e come, ad oggi, il piano marketing della Juve Stabia sia unico in Italia.

Il tecnico Fabio Caserta si è detto felice di poter contare su una società attenta ad ogni aspetto di crescita, non solo calcistica. L’allenatore gialloblu ha poi ringraziato il Patron Manniello per tutto quello fatto quando era solo al comando della Juve Stabia, ed i nuovi Soci affiancatisi al Patron in estate.

È stato poi il turno del Club Manager, Gianni Improta, il quale ha confermato il suo legame con la piazza stabiese e la sua fiducia nella collaborazione tra Manniello, Ciccone e Palma, definendo Palma “un vulcano di idee” per le ambizioni della Juve Stabia, e sbilanciandosi sulla voglia del nuovo sodalizio gialloblu di non limitarsi alla conquista della Serie B.

I nuovi componenti dell’ufficio marketing hanno svelato Forza Vespe, il magazine che precederà le gare in casa della Juve Stabia. Il fanzine sarà composto da 16 pagine (solo la prima uscita, da domani, avrà 8 pagine) e conterrà tante curiosità sul mondo Juve Stabia. Ad affiancare il magazine ci sarà una app dedicata alle Vespe.

Nella piattaforma virtuale avranno accesso tifosi, giornalisti, calciatori e membri della Società, ognuno con proprie credenziali, che potranno prendere visione di informazioni diverse a seconda della qualifica. Stabia 3.0 conterrà anche informazioni turistiche, curiosità e parametri atletici e medici per lo staff delle Vespe, oltre a video inerenti la Juve Stabia e l’avversario di turno. Tramite l’applicazione sarà inoltre possibile acquistare biglietti e gadget.

Propedeutici a questi progetti, la crescita del brand Juve Stabia, tramite condizioni favorevoli per nuovi partner commerciali ed il miglioramento del sito internet e dei canali social gialloblu.

Orrore in una scuola di Qualiano: abusi sessuali su un bambino, arrestato il bidello

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Orrore in una scuola di Qualiano: abusi sessuali su un bambino, arrestato il bidello

Choc nell’Agro Giuglianese: un collaboratore scolastico avrebbe abusato sessualmente di un bambino, un piccolo alunno della scuola elementare di Qualiano, nella provincia di Napoli, nella quale lavora. L’orco, un uomo di 63 anni, è stato arrestato oggi dai carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, che hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa nei confronti del 63enne dal gip del Tribunale di Napoli. L’accusa, come riferiscono i colleghi di Fanpage.it, è quella di violenza sessuale su un minore.
L’arresto giunge al termine di una complessa attività investigativa di magistrati e militari dell’Arma, che ha preso il via dopo la denuncia presentata ai carabinieri di Qualiano dalla madre del bambino, a cui il piccolo ha raccontato quanto gli è successo e gli abusi subiti dal 63enne. Stando a quanto si apprende, a scuola, quando il bambino si recava in bagno, in più di una occasione, il collaboratore scolastico ne approfittava per seguirlo e per palpeggiarlo. Genitori degli alunni del plesso in apprensione: non sarebbe ancora chiaro se l’uomo avesse questo tipo di atteggiamento solo con la piccola vittima o anche con altri bambini.

Castellammare, soppressa definitivamente la fermata di Ponte Persica: accordo Regione-EAV

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Castellammare, soppressa definitivamente la fermata di Ponte Persica: accordo Regione-EAV

Nonostante le proteste dei cittadini residenti nella zona a ridosso tra Castellammare e Pompei, che vivranno in prima persona il disagio, la fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica verrà soppressa definitivamente.  Il Movimento Cinque Stelle è pronto a dare battaglia. “Si è discusso non poco della situazione di Ponte Persica-Ponte Izzo e del disagio che la cittadinanza sta vivendo in seguito alla soppressione della fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica causata dai lavori per il raddoppio dei binari nella tratta Torre Annunziata – Castellammare”
Questo quanto si legge nella nota congiunta a firma della senatrice Virgina La Mura e del consigliere regionale Tommaso Malerba.
Grazie alla documentazione consegnata agli attivisti dal consigliere Malerba ed alla sua interrogazione a risposta scritta effettuata proprio nella mattinata di venerdì scorso, si è potuto apprendere che la Regione Campania, in accordo con Eav, sopprimerà definitivamente la fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica“.
“Dato il disappunto – si legge nella nota – dei cittadini della zona presenti alla riunione, nel pomeriggio di domenica gli attivisti del M5S di Pompei e la portavoce al Senato, Virginia La Mura, hanno effettuato un sopralluogo ed incontrato la comunità locale delle zone di Ponte Izzo, Ponte Persica e Vìa Corsa. E stata un Occasione di confronto molto costruttiva, durante la quale sono stati evidenziati i disagi dei cittadini e le relative motivazioni, l’importanza strategica della fermata della Circumvesuviana”.

 

Scontro in Parlamento tra i gialloverdi su anticorruzione e piattaforma Russò

Scontro in Parlamento con emendamenti incrociati: 5 stelle ad opporsi alle norme salva Carroccio nel disegno di legge anticorruzione; i leghisti a contrastare le norme Russò.

Ieri, in Parlamento, c’è stata anche una battaglia, a suon di cavilli, fra alleati. L’ultimo fronte di scontro nella maggioranza si apre nel clima teso delle commissioni affari costituzionali e Giustizia con gli emendamenti al disegno di legge anticorruzione dove la Lega prova ad infilare una modifica sul peculato scatenando l’insurrezione dei 5 Stelle che dicono: è una norma per salvare i deputati del Carroccio.

La scintilla in quattro righe che provano a restringere la possibilità di punire chi distragga denaro pubblico quando il suo uso è normato da un regolamento interno, proprio cioè il reato delle spese pazze contestato, tra l’altro, ad alcuni leghisti a cominciare dal viceministro Rixi. Il PD denuncia il tentativo ed il movimento blocca tutto.

La seduta viene sospesa fino a che il carroccio si dice pronto alla marcia indietro ma l’atmosfera pesante rimane per l’intera seduta delle commissioni che, a sera inoltrata, danno il via libera all’arresto in flagranza per i corrotti ma anche per i casi di peculato, il traffico di influenze oltre che all’introduzione dell’agente provocatore e alla sospensione della prescrizione dopo il primo verdetto e, se questo sembrava il passaggio più difficile per la maggioranza, è diventato invece solo il primo di una serie dal momento che non è certo solo lo scontro sul peculato tra Movimento 5 Stelle e Lega su disegno di legge anticorruzione a fare alzare la tensione.

Subito dopo, infatti, ecco che è il Carroccio a partire all’assalto delle norme ribattezzate dai detrattori come salva Casaleggio. Si tratta dell’articolo 9 del ddl che equipara le fondazioni e le associazioni come Russò ai Partiti Politici, ma non estende loro gli obblighi di trasparenza e rendicontazione previsti per le formazioni politiche dall’articolo 7.

Una ferita che il deputato leghista Igor Righetti punta a stanare con un emendamento ad hoc che peraltro ampia il dovere di pubblicità di donatori e lo importi anche ai finanziamenti ricevuti per la realizzazione e la gestione di piattaforme informatiche, o siti Internet,  proprio come la mission di Russò che riceve, ogni mese, un contributo di 300 € dai parlamentari 5 Stelle destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei pentastellati.

La mossa della Lega è un invito a nozze per le opposizioni e viene letta come un rialzo del prezzo con l’alleato per ottenere, tra l’altro, il voto delle commissioni affari costituzionali e giustizia della camera nell’incontro che è previsto per domani in un clima arroventato anche dalle tensioni crescenti tra Di Maio e Salvini.

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Nocera, paura sulla tratta Napoli-Salerno: esplosione sulla linea ferroviaria, cinque feriti

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Nocera, paura sulla tratta Napoli-Salerno: esplosione sulla linea ferroviaria, cinque feriti. Uno è grave

Attimi di panico nella galleria Santa Lucia della linea ferroviaria Napoli-Salerno, nel tratto che va da Nocera Inferiore e Salerno, dove verso le 2 e mezza di questa notte, è divampato un rogo nel quale sono rimaste ferite 5 persone.
Lo rende noto l’ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato. L’incendio sarebbe stato innescato dall’esplosione di una bombola mentre erano in corso lavori di manutenzione. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Le fiamme hanno coinvolto un mezzo della ditta Salcef che lavora per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ferendo i cinque operai che sono stati soccorsi dal 118.
Il più grave, un operaio 40enne, è attualmente in prognosi riservata dopo aver riportato ustioni su varie parti del corpo. L’uomo è stato trasportato nel reparto grandi ustionati del Cardarelli di Napoli.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato di Nocera Inferiore, quelli della sottosezione della Polfer di Salerno, del posto Polfer di Nocera, i carabinieri di Nocera Superiore, i vigili del fuoco e il 118. È anche intervenuto il pm di turno della Procura di Nocera Inferiore che ha disposto indagini per accertare la dinamica dell’accaduto, se si sia trattato di un incidente e eventuali responsabilità.
La circolazione dei treni tra Salerno e Bivio Santa Lucia è sospesa. I collegamenti regionali Salerno-Caserta sono garantiti da autobus che vengono impiegati anche tra Salerno e Nocera Inferiore, a integrazione del servizio metropolitano Salerno-Napoli Campi Flegrei. I treni Intercity percorrono l’itinerario alternativo via Cava de’ Tirreni mentre i convogli ad Alta Velocità avranno origine o fine corsa a Napoli Centrale.

Urla e strepiti in Senato per il Decreto Genova. Urla e scontri anche a Napoli

Tre mesi dopo il crollo del ponte Morandi il decreto Genova è legge ma l’approvazione in Senato è arrivata a fra urla e strepiti. Nel testo anche il condono per Ischia. Un pugno alzato da Toninelli infiamma ancora più l’atmosfera ed è bagarre in aula.

Il decreto Genova diventa legge tra le proteste dell’opposizione nell’aula di Palazzo Madama. A scatenare il dissenso, il pugno alzato del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli durante la votazione. Un gesto di esultanza si giustifica lui:

“300 milioni di euro per Genova e per i Genovesi per comprare Finalmente una nuova abitazione”, dice

Ma la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati non la pensa così e afferma:

“avrei immaginato che oggi fosse davvero una giornata diversa perchè pesano su tutti i 43 morti, su tutte le coscienze nostre”

C’è poi la Fronda 5 Stelle.

10 senatori non prendono parte al voto: 167 si, 49 no, 53 astenuti e gli assenti Gregorio De Falco, Elena Fattori e Paola Nugnes che contestano il condono delle case ad Ischia. Forza Italia si astiene, Fratelli d’Italia a favore, PD contro con Matteo Renzi che attacca e dice:

“avete fatto risuonare la parola onestà e state portando un CONDONO dentro il decreto di Genova”

Ma gli scontri non finiscono qui in una giornata molto elettrica. Lega e 5stelle si sono scontrati ieri su vari fronti, anche sui rifiuti in Campania.

Torna a Napoli dopo circa un mese il ministro Salvini, presiede il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, parla di migranti e Terra dei Fuochi. Ed è su questa, sull’emergenza ambiente, l’allarme che lancia attaccando Comune e Regione sul ciclo dei rifiuti scatenando così le reazioni del Vice Premier Di Maio e del Ministro dell’ambiente Costa.

Queste le parole pronunciate da Salvini:

“non c’è un governo, c’è uno spreco servono nuovi impianti, occorre il coraggio di dire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia”

Sui social Di Maio puntualizza:

“il termovalorizzatore non c’entra una ceppa” la Camorra, avverte, ha investito sul business degli inceneritori.

Dal canto suo, il ministro per l’ambiente Costa evidenzia che il titolare del Viminale è stato provocatorio ed è in questa atmosfera che intanto, lunedì, i due vicepremier sono attesi a Caserta per la firma di un protocollo d’Intesa, proprio sulla Terra dei Fuochi, con il Presidente del Consiglio Conte.

Per completare il quadro annotiamo che, mentre Salvini parlava in prefettura a Napoli, ci sono stati scontri in piazza tra forze dell’ordine e manifestanti con una quindicenne ferita alla testa.

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Politica

Lo Monaco: “Noi siamo il Catania. A Castellammare per vincere e risollevarci da un momento buio.”

Castellammare di Stabia– Durante la settimana che porta alla sfida di domani tra Juve Stabia e Catania, ha parlato l’Amministratore Delegato degli etnei, Pietro Lo Monaco. Queste le parole del dirigente nativo di Torre Annunziata, riportate da “La Sicilia”:

Sfida alle vespe? Quello di Castellammare di Stabia è il banco di prova ideale. Siamo il Catania e abbiamo forze e uomini per combattere alla pari. Mettiamoci alle spalle il Catanzaro e andiamo avanti. Andremo a giocare contro un club imbattuto fino ad oggi e che se dovesse vincere i due recuperi sarebbe primo in classifica. La Juve Stabia vola sull’entusiasmo di questo inizio grazie ai risultati che ha conquistato sul campo. Massimo rispetto per loro ma siamo il Catania, chiamati a fornire una prestazione degna del nostro nome.

Sottil? Siamo con Sottil e crediamo nel suo lavoro, la squadra è forte. Stiamo soffrendo l’inizio fuori luogo di questo campionato. Non è e non sarà un alibi, però abbiamo patito i mesi senza giocare, ci è stato spezzato il ritmo delle partite di Coppa che avevamo disputato e vinto. C’è stato un calo ma ci riprendiamo, non c’è miglior sfida di quella di Castellammare. Ribadisco che abbiamo costruito una squadra molto competitiva e dobbiamo dimostrarlo come avevamo fatto per esempio a Rende. Diamoci una mossa”

Comunicazione e immagine: la nuova frontiera degli studi professionali

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In un mondo dove tutti siamo un po’ editori, le tematiche della comunicazione interessano oramai da vicino anche gli studi professionali.

In una realtà di servizi professionali la comunicazione non coincide con l’advertising classica. Non esiste un prodotto con caratteristiche oggettive da poter osannare. Si comunica costantemente il proprio stile attraverso parole, atteggiamenti, scelte strategiche e, perché no, anche attraverso l’arredamento e le soluzioni tecnologiche degli uffici in cui si lavora. La comunicazione diventa “relazione”.

Oggi più che mai è chiaro che bisogna approcciarsi con molta attenzione e mai sottovalutare il valore della comunicazione. Le tradizionali attività di PR, o la presenza stampa con articoli a firma o citazioni, purché importanti e nodali, non bastano più da soli ad affermare il valore della professionalità e dell’esperienza. E non bisognerebbe mai sottovalutare le opportunità che arrivano dai social.

George Bernard Shaw sosteneva: “Con il tono giusto si può dire tutto, con quello sbagliato nulla, l’unica difficoltà è trovare quello giusto”.

Un piano di comunicazione ragionato, valido e coerente può contribuire in modo determinante al successo di un’iniziativa.

Lo scenario attuale, sia nel privato sia in ambito lavorativo, ci impone di non trascurare mai la promozione di noi stessi. Anche nel mondo degli affari è sempre la comunicazione a cui ci si affida per creare da zero o rendere più solida l’immagine di un’organizzazione con tutti gli interlocutori interni ed esterni. “Reputation” direbbero i più esperti. Per qualsiasi realtà lavorativa moderna, l’immagine è in continua metamorfosi e quindi ricca di potenzialità ma anche profondamente fragile. Per gli studi professionali questa fragilità è ancor più amplificata dalla sostanziale difformità degli interlocutori e delle loro diverse esigenze.

Non esiste un approccio univoco e vincente. C’è chi nelle relazioni si mostra crudo e brusco, e chi più cortese ed empatico, ma entrambi possono essere apprezzati da interlocutori differenti.

Ed è a questo punto che entra in campo il concetto di “immagine riflessa”. E’ quasi sempre migliore di quella dell’immagine reale, in funzione di una inevitabile differenza di valutazione che le parti identificano. L’immagine da rilasciare deve essere di stretta competenza dei vertici dell’organizzazione e dovrebbe essere condivisa da tutti i collaboratori, professionisti e persone dello staff.

Il professionista della comunicazione deve essere in grado di sincronizzare le scelte strategiche con le scelte di comunicazione affinché non vi siano “diverse immagini”, che possono risultare addirittura conflittuali o multi-direzionali. L’ufficio comunicazione può, attraverso un lavoro di ascolto e messa in atto di una strategia, evitare di generare confusione negli interlocutori per salvaguardare l’integrità comunicativa dell’organizzazione stessa.

Barano- Kikko Arcamone: “Ci tenevo a segnare per la squadra “

ECCELLENZA- Il centrocampista del Barano ci racconta del momento che sta attraversando insieme alla compagine allenata da mister Gianni Di Meglio 

L’addio di Ferrari ? “E’ brutto perché dopo tanti anni fa strano. Pietro sia fuori che dentro al campo è una persona fantastica. Non averlo più nello spogliatoio e come se hai perso un punto di riferimento”

Simone Vicidomini- E’ un Barano dai due volti. Altro giro e altra sconfitta per la squadra bianconera che sale a 7 sconfitte in campionato. La compagine bianconera sabato scorso è stata sconfitta tra le mura casalinghe del “Don Luigi Di Iorio” per 1-0 dal Casoria. C’è da dire che forse per la prima volta in questa stagione,gli aquilotti hanno giocato la miglior partita,mettendo in campo tanto cuore e grinta. Il risultato però,alla fine ha visto premiare la formazione di mister Amoresetti. I viola praticamente con un solo tiro verso la porta hanno conquistato 3 punti importantissimi,lasciando così con l’amaro in bocca i bianconeri. Un Barano che ha avuto tante occasioni per pareggiare la partita e addirittura vincerla,ma è apparso molto sprecone sotto porta. Il gol che ha sancito la vittoria dei viola è arrivato al quarto d’ora di gioco con un colpo di testa di Siciliano. Il gol subito ha dato una scossa agli aquilotti dove proprio Kikko Arcamone ha avuto due nitide occasioni per pareggiare la gara: prima una conclusione di sinistro da ottima posizione e poi il calcio di rigore assegnato per il fallo commesso da Petrarca su Pistola. Il centrocampista però dagli undici metri si è fatto ipnotizzare da Maiellaro che ha respinto il penalty. ( 3 rigore consecutivo concesso in casa ) Il forcing finale serve a poco,che vede il Casoria espugnare il campo alla chianole per 1-0. La posizione di classifica del Barano resta precaria con solo 7 punti raccolti in 10 giornate e un attacco sempre più in difficoltà appena 6 i gol messi a segno e 17 quelli subiti-anche la difesa sembra essere diventata un punto debole per questa squadra. Per commentare la sconfitta di sabato,abbiamo intervistato proprio il capitano Kikko Arcamone,che ormai dopo l’addio di Ferrari ed Andres è diventato il faro e trascinatore del centrocampo.

Arcamone, cosa vi è mancato durante la gara sabato in cui non siete riusciti a conquistare un risultato positivo nonostante abbiamo visto il miglior Barano della stagione? “ Sicuramente ci è mancato il gol-dichiara Arcamone- abbiamo creato diverse palle gol tra cui il calcio di rigore assegnato nel primo tempo, che magari pareggiando subito la partita avrebbe reso le cose un più facili. Non riuscendo a pareggiare la partita subito,iniziano a subentrare dei fattori,come il tempo e la fretta che ti porta a sbagliare anche il passaggio più facile”.

Che aria tira all’interno dello spogliatoio dopo una sconfitta che in fin de conti brucia tanto?

“ L’aria nello spogliatoio in questa settimana penso e spero sia più tranquilla,perché siamo consapevoli di aver disputato una buona gara ma di aver raccolto zero. Dobbiamo lavorare solo con serenità. Ci aspettano poi due partite consecutive in casa e lì dovremmo fare punti assolutamente”.

State palesando grosse difficoltà ad andare in gol. Segnate veramente poco,soprattutto per una squadra che lotta per la salvezza. Dove sta il problema e perché fate pochi gol ?

“ Questo problema lo abbiamo avuto anche sul finale della scorsa stagione. Sappiamo che è difficile fare gol,ma non mi sento di dare la colpa a nessuno,anche perché i nostri attaccanti vengono serviti poco e non vengono messi nella giusta condizione di trovare la via del gol. Sabato abbiamo fatto il possibile,e con un pizzico di fortuna in più,potevano tranquillamente fare 2-3 gol “.

Il  Barano oltre a non riuscire a dare un trend di risultati positivi,ha perso anche Andres e Ferrari che hanno lasciato la compagine baranese. In questo momento si sente il faro portante del centrocampo visto che gioca in una posizione nevralgica ? “ E’ bello sicuramente sentirsi importante per una squadra,però c’è anche tanta responsabilità. E’ vero abbiamo perso due giocatori importanti,ma anche nel’eventualità di un cambio ci servivano numericamente. In quel ruolo comunque abbiamo Conte che ha tanti anni maturati alle spalle con questo campionato e poi Scritturale che è un giovane promettente,che sta avendo una crescita importante “.

Che idea si è fatto sull’addio dell’ex capitano Pietro Ferrari ? “ E’ brutto perché dopo tanti anni fa strano. Pietro sia fuori che dentro al campo è una persona fantastica. Non averlo più nello spogliatoio e come se hai perso un punto di riferimento. Quest’anno gli over erano pochi,lui,Monti, Chiariello ed io. In mezzo al campo riesci anche a sopperire,ma l’assenza all’interno dello spogliatoio si sente abbastanza. Se ricordi lo scorso anno aveva già detto che volevo dire addio alla squadra. Ferrari uomo spogliatoio ? “Sicuramente,perché avevi sempre un punto di riferimento su cui poter contare. E’ difficile da rimpiazzare un capitano come lui”.

Nella prossima partita andrete in trasferta, in casa del Frattamaggiore,capolista del girone A del campionato di Eccellenza, un impegno molto proibitivo sulla carta.  Cosa dovrete mettere in campo sotto l’aspetto tecnico-tattico per cercare di portare a casa un risultato positivo? Dove ci sarà da migliorare ?

“ Sicuramente dovremmo migliorare sotto porta. Le poche occasioni che ci verranno concesse le dobbiamo concretizzare al meglio. Sotto l’aspetto tecnico-tattico ci vorrà una prestazione di cuore e tanta grinta e cercare di essere più cinici possibili. Andremo a Fratta a giocarcela a viso aperto. Queste partite però non ci fanno paura,perché contro questa corazzate abbiamo dimostrato sempre tanto disputando ottime gare “.

 

Sicilia, il Tribunale fallimentare di Messina ha rigettato il concordato di Messinambiente

Nella precedente udienza di settembre, i creditori si erano opposti all’accoglimento del concordato da parte del tribunale di Messina, tra i quali l’Agenzia delle Entrate che aveva un credito di circa trenta milioni, tanto da proporre istanza di fallimento dopo che nel 2014 aveva inoltrato un pignoramento, la cui opposizione di Messinambiente venne rigettata, per cui divenne esecutivo.

Adesso la sezione fallimentare del Tribunale di Messina ha emesso il seguente dispositivo che chiuderebbe questa prima fase: «Visti gli art. 179 e 162 legge fall., dichiara l’improcedibilità del concordato preventivo proposto da Messinambiente spa in  liquidazione, aperto con decreto del 6 ottobre 2017. Dispone con separato provvedimento in ordine all’istanza di fallimento formulata dal Pubblico ministero».

La richiesta di concordato di agosto 2017 era stata ammessa dal Tribunale. A fine settembre dello stesso anno, con una delibera del Consiglio Comunale di Messina, ma con parecchi assenti, sedici consiglieri avevano votato favorevolmente al piano di rientro dai debiti di Messinambiente, impegnando una spesa di 30 milioni cui la metà all’Agenzia delle Entrate e la rimanete parte da suddividere tra i vari creditori. Senza quella delibera Messinambiente sarebbe già stata dichiarata fallita da diverso tempo poiché questa era stata la richiesta

I debiti di Messinambiente sono anche il Tfr dei dipendenti, per contributi previdenziali con l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica che dal 2011 con il governo Monti fu trasferito all’INPS) e per altri debiti soprattutto coi fornitori.

In totale i debiti ammonterebbero a circa 100 milioni. Il solo comune di Messina, in quanto utente della Messinambiente, avrebbe con quest’ultima un debito di circa 35 milioni di euro. In atto il Comune di Messina è anche il socio di maggioranza, se non di fatto unico. Si legge infatti nel sito di Messinambiente “La Messinambiente S.p.A. è una società per azioni statutariamente a capitale misto pubblico-privato, operativa dal 18 ottobre 1998, con Capitale Sociale interamente versato. Nel 2006 il socio privato che possedeva il 49% delle azioni le ha cedute al Comune di Messina che le ha momentaneamente rilevate nelle more di individuare un nuovo partner”.

Da circa un anno la raccolta rifiuti nella Città di Messina è stata affidata a Messina Servizi Bene Comune, altra S.p.a. partecipata del Comune di Messina di cui è socio unico e nella quale sono confluiti i lavoratori di Messinambiente e Ato3 oltre che i servizi di queste ultime, quali: spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani; servizi connessi alla gestione dei centri di valorizzazione e pressatura dei rifiuti secchi provenienti dalla raccolta differenziata, di trattamento della frazione umida previsto a Mili; gestione post – operativa delle discariche dismesse; manutenzione delle aree a verde del Comune di Messina.

Tutta la vicenda dal punto di vista degli sviluppi giurisprudenziali si presenta anche imprevedibile. Il cosiddetto Giudice contabile, ovverosia la Corte dei Conti, infatti, ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica, rientrando nella sua competenza i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari, ha potestà giudiziale piena, non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti, fatti e comportamenti; esercita un controllo esclusivo e può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi. E il generale orientamento giurisprudenziale della Cassazione anche a Sezioni Unite (Cass. civ., SS. UU., 12 dicembre 2013, n. 27733, che richiama, sul punto, Cass. n. 26806 del 2013) è che il danno erariale, dai più ritenuto di natura non patrimoniale, rappresentato dal danno all’immagine dell’ente partecipante, ben può essere lesa dal comportamento illegittimo dell’amministratore o del componente dell’organo di controllo della partecipata.  In questi casi, sottolinea la Cassazione, si è ”in presenza di un cosiddetto danno erariale, ossia di un danno provocato dall’agente al patrimonio dell’ente pubblico, come ad esempio accade nel caso del danno all’immagine della pubblica amministrazione”.

Intanto, sulla pagina del neoSindaco di Messina De Luca si legge: ”PURTROPPO SUL CONCORDATO PREVENTIVO DI MESSINA AMBIENTE AVEVO RAGIONE IO: si trattava di un criminale sistema di scatole cinesi costato svariati milioni di euro nel vano tentativo di tenere in piedi un sistema clientelare e parassitario spesso attinto da profili di illiceità; BOCCIATO IL CONCORDATO PREVENTIVO DI MESSINA AMBIENTE ! A GIORNI SARÀ FORMALIZZATO IL FALLIMENTO DI MESSINA AMBIENTE ! Ma nel settore di raccolto dei rifiuti i colpi di teatro non sono finiti qui ! Dopo che sarà completata l’azione straordinaria di pulizia della città completeremo l’azione di bonifica del sistema rifiuti rendendo pubblici tutti i retroscena che hanno messo in ginocchio la città. Sono il Sindaco e mi prendo la responsabilità di tutto ! Nella mia qualità di Sindaco presenterò specifiche denunzie per interruzione di pubblico servizio rendendo pubblici i nomi e cognomi ! Per ora pensiamo e far tornare alla normalità il sistema !”.

L’opinione.

Più in generale, sarebbe l’ora che amministratori, dirigenti e funzionari, paghino di tasca propria, in maniera certa e rigorosissima. Poiché non si può continuare in questa ipocrita Italia, Sicilia, Messina e Provincia, che ognuno nel sistema pubblico-politico operi con comportamenti arroganti, sprezzanti, ineducati, dissennati, misantropi, clientelari, nepotisti, ingordi, feudali e persino al limite della cultura delinquenziale o mafiosa, causando così un depauperamento dei beni pubblici, un accrescimento di sparso debito, un restringimento dei servizi e assistenza, un innalzamento dell’estorsione fiscale e quindi a cascata un impoverimento generale della società, un aumento della disoccupazione, uno sdegno diffuso tra i cittadini, un avvilimento civile esteso.

Se il neoGoverno nazionale 5stelle-lega non prende questa Italia “dalle corna”, rivedendo tutte le leggi per chiunque, nessuno o cosa indenne, in modo chiaro, serio, certo, severissimo e con sanzioni gravose per chi non ottempera soprattutto nei termini e nei modi, non se ne uscirà mai dal decennale marcio-pubblico-politico-generale (tanto notorio quanto dissimulato) e che dagli scranni più alti all’ultimo sgabello dello Stato, Regioni e Comuni, ha risaputamente ammalorato negli anni la Penisola, riducendo molti cittadini in una condizione socio-economica regredita, difficile, se non anche drammatica.

L’immagine è tratta dal sito della partecipata Messina Servizi Bene Comune ora sostituta di Messinambiente.

Adduso Sebastiano

Rifiuti, governo diviso sull’emergenza in Campania: Di Maio attacca Salvini

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“Servono 5 inceneritori, uno per provincia”

“Servono 5 inceneritori uno per ogni provincia della Campania: sta per profilarsi una grande emergenza rifiuti e sanitaria. Se trovano la localizzazione bene, altrimenti ci pensiamo noi”. La miccia della bomba rifiuti accesa a Napoli dal vicepremier Matteo Salvini, ha il sapore della forte provocazione per l’altra metà del contratto di Governo che contro gli inceneritori ci ha costruito anni di campagna elettorale: i grillini da gialli sono diventati verdi di rabbia.

A iniziare dall’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Quando si viene in Campania – dice – e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. È un disastro legato ai rifiuti industriali provenienti da tutta Italia. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”. Anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa si rizela, e lunedì sarà a Caserta per parlare della Terra dei fuochi e di come risolvere il problema dello smaltimento dei migliaia di tonnellate di schifezze imballate o sotterrate. Le parole di Salvini hanno innescato una furiosa polemica interna al Governo e tra alleati, la seconda a stretto giro dopo quella sul condono a Ischia. Sotto accusa ci finisce anche la Regione guidata da Vincenzo De Luca il cui Piano rifiuti non prevede termovalorizzatori.

Corriere dello Sport – Il Napoli continua a sognare Cavani, ma ADL ha messo gli occhi su tre alternative

C’è anche il nuovo Ibra

Il campionato è fermo per la sosta per le Nazionali e, intanto, i club pensano già al mercato di gennaio e a come riempire le lacune presenti in rosa. Il Napoli pensa (e sogna) sempre a Cavani, ma la pista che porta all’attaccante del PSG è soltanto una suggestione. Nel frattempo, il club di Aurelio De Laurentiis non resta a guardare, anzi segue già tre alternative.

Secondo quanto si legge sulle pagine dell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il Napoli segue Piatek del Genoa, Dolberg dell’Ajax e Mariano Diaz del Real Madrid. Per l’attaccante del Genoa De Laurentiis ha già formulato un’offerta di 25 milioni ritenuta troppo bassa da Preziosi. Ma le parti si rivedranno, il Napoli però c’è. Mentre per Kasper Dolberg l’interesse è datato. Giuntoli lo scoprì quasi per sbaglio, quando andò a visionare Klaassen all’Ajax, poi Dolberg segnò in quella partita. Definito il nuovo Ibra. E infine l’occasione Mariano Diaz che ha ereditato la numero 7 al Real Madrid, ma solo quella. Perchè in oltre duecento minuti giocati non è riuscito a segnare nemmeno un gol.
Fino ad ora hanno dato grossi segni di affidabilità, soprattutto per rendimento. Ma è anche vero che tra sette mesi il discorso potrebbe essere diverso. Ecco perchè il Napoli deve tutelarsi cominciando a guardarsi intorno. In pole c’è sempre il sogno Cavani, poi via via tutti gli altri.