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Vision Film Festival 2025, Sabato 29 marzo 2025 presso il Teatro Viganò in Roma – XII Edizione

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Sabato 29 marzo 2025 dalle 16:30 alle 19:30, presso il Teatro Viganò di Roma, si terrà la dodicesima edizione del Vision Film Festival.Presentato da Elena Rossetto, l’evento prevede un ricco programma con le proiezioni dei 10 cortometraggi selezionati dalla giuria interna del Festival.

Il fondatore del Festival Fabrizio Fazio consegnerà le targhette ai registi, che saranno intervistati al termine di ciascuna proiezione.Ospite di questa edizione, l’attore Gianni Rosato, che sarà intervistato da Elena Rossetto.

Il Vision Film Festival, fondato da Fabrizio Fazio nel 2014, si è imposto negli anni all’attenzione del pubblico, degli operatori e della critica per la qualità delle opere selezionate, diventando un imprescindibile appuntamento cinematografico, apprezzato per l’attenzione rivolta ai nuovi fermenti e al Cinema Indipendente.Ecco la selezione ufficiale, rigorosamente in ordine alfabetico di titolo:

  • “Distress Call” di Michele D’Anca – Best First Time Director (Italia)
  • “Dita a colori” di Kevin Vescera – Best Experimental Short Film (Italia)
  • “Fiabexit” di Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli – Best Fantasy Short Film (Italia)
  • “Gerione” di Nicola Scamarcia – Best Thriller Short Film (Italia)
  • “My Beloved” di Paolo Franzelletti – Best Animated Short Film (Italia)
  • “Per sempre” di Angelo Frezza – Best Drama Short Film (Italia)
  • “Reel Terror” di Ted Bennett – Best Horror Short Film (Regno Unito)
  • “The Imagination of a Child” di Cesare Catania – Best Documentary Short Film (Italia)
  • “The old chairs” di Pit Serrig – Best Student Short Film (Lussemburgo)
  • “You, Me and the Night” di Coco Bigles – Best Music Video (USA)

I biglietti per assistere all’evento sono in vendita su www.visionfilmfestival.it al prezzo di € 5,00.

Il Vision Film Festival è organizzato da Fabrizio Fazio Communications

Per informazioni e biglietti: https://www.visionfilmfestival.it/

Scoperta Eccezionale Nel Cuore del Vaticano: Parole Aperte Svela il Potere Del Silenzio

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Un’atmosfera carica di emozione ha avvolto il Salone Sistino dei Palazzi Apostolici, dove la rassegna “PAROLE APERTE”, in collaborazione con EDITOR COMMUNICATION, ha esplorato il tema del silenzio in tutte le sue sfaccettature. L’evento, tenutosi nel cuore del Vaticano, ha catturato l’attenzione del pubblico, offrendo una serata di profonda riflessione e arte.

Un’occasione speciale

La serata è stata resa ancora più significativa dalla presenza di Mons. Vincenzo Zani, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, che ha ricordato il dodicesimo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, accompagnando il ricordo con una preghiera per la sua salute.

Il silenzio protagonista

Il vero protagonista della serata è stato il silenzio, analizzato nelle sue molteplici dimensioni: meditazione, accoglienza, riservatezza, reticenza e persino disagio. Gli interventi di relatori di alto livello hanno guidato il pubblico in un viaggio interiore. Padre Pierluigi Giroli, Rettore della Basilica di San Carlo al Corso, ha illustrato l’opera di Clemente Rebora, evidenziando il silenzio come strumento di contrasto al caos moderno.

Arte e spiritualità

Un momento culminante è stata la prima recitazione pubblica del poema “SCUOLA DI SILENZIO”, scritto dal Cardinale José Tolentino de Mendonça e interpretato dall’attore Emmanuel Casaburi, con l’accompagnamento musicale di Letizia Zilocchi. La proiezione del cortometraggio “SIGMA” del regista armeno Aram Manukyan ha ulteriormente arricchito la serata.

Riconoscimenti e risonanza mediatica

L’evento ha avuto una vasta eco sui media vaticani, grazie alla trasmissione in streaming che ha permesso a un pubblico più ampio di partecipare. Inoltre, sono stati conferiti prestigiosi riconoscimenti a Giuseppe De Rita, fondatore del CENSIS, e Marcello Zeppi, Presidente del Montecatini Film Festival, per il loro impegno nella promozione della pace.

Un successo organizzativo

Il successo della serata è stato reso possibile dall’impegno di Roberto Coppola, event manager della rassegna, che ha saputo trasformare un tema intangibile in un’esperienza memorabile. “PAROLE APERTE” continua a stupire, dimostrando la capacità di intrecciare cultura, fede e arte in modi sempre nuovi e affascinanti.

Truffe ad anziani, Vaira (carabinieri): “Sempre più varie, ecco come difendersi”

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(Adnkronos) –
L'identikit del truffatore è vario, quanto – sorprendentemente – quello delle vittime, anziane ma non sempre ingenue e non di rado con un passato professionale importante e una conoscenza solida della società.Eppure si è tutti potenziali prede per spietati truffatori che fanno leva sul lato emotivo, inventando sempre nuove strategie per aggirare le precauzioni adottate grazie a campagne di informazione e prevenzione sempre più frequenti.

Il maggiore Sergio Vaira, comandante della Compagnia carabinieri Vomero, a Napoli, racconta all'Adnkronos l'evoluzione delle truffe agli anziani e le tecniche di difesa da adottare.Anche per i parenti più prossimi, che possano essere un ulteriore aiuto per le vittime. "I truffatori possono essere giovanissimi, spesso chiamati a impersonare il nipote di turno coinvolto nell'incidente stradale, oppure signori più distinti e avanti con gli anni che di volta in volta vestono i panni del direttore di banca, dell'impiegato dell'ufficio postale, dell'avvocato o rappresentante di istituzioni – spiega il maggiore Vaira – Hanno spesso precedenti specifici alle spalle.

Si dividono i compiti, tra telefonisti che agganciano la preda dagli elenchi telefonici online e attori che saranno poi chiamati ad entrare in scena per ritirare il bottino.Spesso possono essere anche a distanza di centinaia di chilometri uno dall'altro.

Perché tanti sono i truffatori in trasferta.In molte occasioni, registriamo una attenzione particolare su un'area specifica con lo stesso prefisso.

I telefonisti, che chiamano su una linea fissa, poi, si fanno dare anche un numero di cellulare con la scusa di farlo chiamare dal carabiniere o dall'avvocato 'X' invitandolo però a restare al telefono fisso isolando la vittima, che non ha possibilità di chiedere aiuto a terzi.Per questo consigliamo sempre di chiudere la chiamata, contattare il figlio o nipote che ha fatto l'incidente o ordinato il pacco da ritirare, per accertarsi direttamente con quello della realtà dei fatti.

Per carpire la fiducia, sottomano i telefonisti hanno poi un blocco d'appunti dove annotano tutte le informazioni che accidentalmente le vittime danno e che i truffatori si rivendono come informazione nota per agganciare la vittima". 
Continue le campagne e le notizie sul fenomeno che persiste, a fronte però delle altrettante segnalazioni da parte di potenziali vittime che riconoscono il tentativo di truffa in atto e interrompono la chiamata.Questo a dimostrazione della consapevolezza che sta crescendo nei cittadini.

E qui la 'controffensiva' dei truffatori: "Succede che nel momento in cui la vittima mangia la foglia e attacca il telefono, l'interlocutore dall'altro capo della cornetta resta in linea di fatto bloccandole la possibilità di fare una nuova chiamata per accertarsi di esser stata contattata effettivamente dalla banca, dalla caserma o dal commissariato.Quando infatti interrompe la chiamata sospetta e attacca la cornetta, se l'altro non ha agganciato a sua volta, dall'altro capo del filo troverà a rispondergli sempre lo stesso con il quale stava parlando e che gli confermerà la bontà della chiamata precedente, dissolvendo i suoi sospetti".  Non solo.

Altra nuovissima e temutissima tecnica messa in campo dai truffatori per esser sempre più credibili è quella dello 'spoofing', attraverso il quale è possibile personalizzare più facilmente un numero di telefono e creare un Id chiamante ad hoc per ingannare la fiducia di chi risponde e avviare una truffa telefonica. "Ad esempio – spiega il maggiore Vaira – è possibile riprodurre sui dispositivi cellulari o fissi delle persone che chiamano un numero di telefono associato a un comando di Polizia o Arma.Quando la persona un po' più scettica, interrompe la chiamata e verifica il numero su un motore di ricerca, effettivamente l'utenza coincide, sebbene quella chiamata non parta da lì.

Per questo noi invitiamo sempre i cittadini a interrompere la chiamata e comunque a chiamare quel comando di Polizia o di carabinieri per accertarsi che effettivamente siano stati cercati". "Quando facciamo gli incontri con gli anziani, per informarli sulle truffe, coinvolgiamo anche i più giovani – aggiunge il comandante della Compagnia carabinieri Vomero – perché sono quelli che possono rendersi conto di qualcosa che non va e intervenire.Importante poi, in realtà condominiali dove è presente, la figura del portiere, perché quando si rende conto che l'inquilino anziano che di solito non esce, scende di casa per consegnare una busta con i preziosi o magari è scosso, segnala a noi la situazione sospetta.

Una delle truffe che stiamo registrando ultimamente è quella del dipendente della banca presso la quale la vittima ha un conto corrente che, resosi conto di una truffa in atto o di una fuga di dati, chiede di trasferire la somma di 40mila euro su un conto corrente sicuro di cui indicano le coordinate". Un fenomeno grande, eppure difficile da stimare con esattezza. "E' il motivo per il quale invitiamo sempre a denunciare, anche i tentativi di truffa – dice – perché solo così possiamo avere un quadro chiaro e una mappatura, rendendoci conto di quali sono le aree dove è più frequente il tentativo di truffa o di quali sono le fasce orarie.Ad esempio, ci siamo resi conto che spesso le truffe vengono messe a segno nel lasso di tempo in cui il portiere è in pausa pranzo, dalle 13 alle 15,30, oppure nei fine settimana, quando i figli non sono facilmente raggiungibili perché fuori.

La denuncia ci può aiutare a capire quali sono i metodi più usati, sensibilizziamo anche spesso i direttori degli istituti di credito delle realtà più abbienti ad approfondire quando si presenta un anziano per mobilitare importanti somme di denaro". (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andreeva vince Indian Weels grazie a… James. LeBron: “Felice di aver aiutato”

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(Adnkronos) –
Mirra Andreeva è la nuova regina di Indian Wells.La tennista russa, ad appena 17 anni, ha battuto la numero uno del mondo Aryna Sabalenka in tre set nella finalissima del Masters 1000 californiano.

Andreeva ha poi rivelato uno dei suoi segreti, dichiarando di essere stata ispirata, prima di entrare in campo, da un'intervista di LeBron James, cestista americano e stella dei Los Angeles Lakers. "Stavo ascoltando un'intervista di LeBron James dove diceva che un grande campione cerca di essere al 100% mentalmente,anche se non si sente al 100% fisicamente", ha detto Andreeva in conferenza stampa, "ho cercato di fare la stessa cosa in campo e di comportarmi come una delle leggende dello sport".  LeBron ha apprezzato le parole di Andreeva e ha risposto pubblicando una storia sul proprio profilo Instagram: "Congratulazioni Mirra!Felice di aver aiutato, ma onestamente, sei riuscita a fare tutto questo da sola!

Tutto il tuo duro lavoro, la tua energia e la tua dedizione al tuo mestiere.Continua così!", è stato il messaggio del campione NBA. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, il piano per la Cina: cosa cambierà per Hamilton e Leclerc

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(Adnkronos) – Obiettivo riscatto per la Ferrari.Dopo il flop in Australia, dove Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno chiuso rispettivamente all'ottavo e al decimo posto il primo Gp della nuova stagione di Formula 1, la Rossa vola a Shanghai per il Gran Premio di Cina, in programma domenica 23 marzo.

La scuderia di Maranello troverà condizioni differenti, ma non necessariamente più favorevoli, rispetto a Melbourne e spera di sfruttare appieno il potenziale della nuova SF-25, che fin qui ha deluso le aspettative. Il team principal Frederic Vasseur sta lavorando insieme agli ingegneri per sistemare tutto quello che non ha funzionato in Australia e, in particolare, creare una vettura più a misura di Lewis Hamilton.Il pilota inglese, che da quest'anno ha sostiuito Carlos Sainz al fianco di Leclerc, è parso non a suo agio con la nuova macchina, finendo in testacoda durante le qualifiche di Melbourne e lasciando trasparire evidente nervosismo, proprio come il monegasco, via radio durante il Gp.
 A deludere è stato soprattutto il passo gara, non all'altezza della McLaren, trionfatrice lo scorso weekend con Lando Norris, ma anche di quello della Red Bull e della Mercedes.

Nonostante gli ottimi tempi fatti segnare durante le prove libere australiane, la Ferrari non è stato competitiva né in qualifica né in gara, mostrando problemi con il sottosterzo e con la prestazione delle gomme, surriscaldate nonostante la pista bagnata.La configurazione aerodinamica della macchina ha tradito, così come la strategia, fallace, messa in atto in gara. Fondamentale sarà quindi imparare dai propri errori, per non perdere troppo terreno fin da subito sia in classifica Piloti che Costruttori.

Difficile vedere un'aerodinamica diversa già in Cina, mentre qualche modifica potrebbe arrivare per risolvere il problema del sottosterzo e rendere la vettura più reattiva, specialmente in curva, come chiesto espressamente da Hamilton. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malore su traghetto Napoli-Palermo, studentessa 17enne muore in gita

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(Adnkronos) – Malore mentre è sul traghetto in gita, morta una studentessa 17enne.La ragazza, che studiava all'istituto superiore per geometri Manetti-Porciatti di Grosseto, si trovava sul traghetto che da Napoli doveva portare la sua classe, la quarta di indirizzo informatico, a Palermo.  La 17enne – secondo quanto si apprende – sarebbe morta nella notte, poco dopo essere rientrata in cabina.

Vani i soccorsi.La ragazza si sarebbe accasciata, perdendo i sensi. La giovane ha accusato il malore mentre il traghetto era al largo, tra Massa Lubrense e Capri, a circa 40 miglia dalla costa, in acque internazionali.

Secondo quanto si apprende, la macchina dei soccorsi si è messa subito in moto ma, nonostante i tentativi di rianimazione, per la 17enne non c'è stato nulla da fare.Trasportata a bordo di una motovedetta, è deceduta poco prima dell'arrivo nel porto di Sorrento. A bordo, insieme ai soccorritori, sono intervenuti i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia.

La salma adesso è a disposizione della Procura di Torre Annunziata, che ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti.Sul corpo della studentessa – trasferito presso l'obitorio di Nocera Inferiore (Salerno) – sarà disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso e il reato che sarà ipotizzato presumibilmente è quello di omicidio colposo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Leonardo Candellone è il protagonista assoluto della 30ª giornata della Serie BKT 2024-2025

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L’attaccante della Juve Stabia ha trascinato la sua squadra alla vittoria contro il Modena con una doppietta da urlo, guadagnandosi il titolo di Player of the Week.

La sua prestazione è stata determinante per il successo della Juve Stabia, che grazie ai suoi gol ha conquistato tre punti fondamentali per la corsa verso “Itaca 2.0” (salvezza). Candellone ha dimostrato grande freddezza sotto porta, realizzando due reti di pregevole fattura che hanno mandato in visibilio i tifosi stabiesi.

La sua doppietta è solo l’ultima perla di una stagione fin qui molto positiva, che lo ha visto affermarsi come uno dei migliori attaccanti della Serie BKT. Candellone è un giocatore completo, dotato di grande tecnica e senso del gol, capace di fare la differenza in ogni momento della partita.

Il premio di Player of the Week è un riconoscimento meritato per la sua prestazione, che conferma il suo talento e la sua importanza per la Juve Stabia.

Il comunicato della Lega Serie B

Leonardo Candellone è stato protagonista della vittoria per 2-1 con cui la Juve Stabia ha superato il Modena nel turno di Serie BKT appena disputato. Tre punti pesanti arrivati a questo punto della stagione grazie ai quali le vespe alimentano i propri sogni playoff. La punta gialloblù diventa così il Player of the Week e, analizzando i dati “powered by Opta”, è stato uno dei due giocatori, con Mattéo Tramoni, che ha realizzato una marcatura multipla in questa giornata di campionato (doppietta per entrambi).

Nel periodo considerato, nessun attaccante ha vinto più contrasti di Candellone: due, come Pietro Iemmello, Domenico Berardi e Patrick Nuamah.

Il “27” gialloblù ha tentato due tiri in porta e ha giocato sette palloni in area di rigore avversaria nel match contro il Modena: due primati tra i giocatori scesi in campo in questa sfida.

Inoltre, Candellone ha preso parte a tre reti nelle ultime due presenze in Serie BKT (una doppietta e un passaggio vincente), tante quante nelle precedenti 26 gare in questo campionato (tre gol).

Grazie alla sua prima marcatura multipla in Serie BKT, ha poi stabilito il suo record di marcature in match casalinghi in un singolo torneo cadetto (tre) dopo che nelle due precedenti stagioni nella competizione non aveva mai messo a segno più di una rete davanti ai propri tifosi (una sia nel 2021/22 che nel 2019/20 con il Pordenone).

Con la doppietta al Modena, gli emiliani diventano gli unici avversari contro cui Leonardo Candellone vanta all’attivo più di una rete in Serie BKT (due gol in due presenze).

Stefano De Martino: “Ho comprato casa ai miei genitori”. La confessione a ‘Cinque Minuti’

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(Adnkronos) –
Stefano De Martino si è raccontato in collegamento con lo studio di Bruno Vespa a 'Cinque minuti', nella puntata andata in onda ieri, lunedì 17 marzo.Il conduttore, parlando del successo di Affari Tuoi ha svelato di aver comprato recentemente casa ai suoi genitori, un sogno che nutriva da tempo. "È stato il momento di restituzione di tutti i sacrifici.

Credo sia nell'ambizione di tutti noi figli, provare a dare qualcosa indietro rispetto all'amore smisurato che ci danno i nostri genitori. È stata una delle cose che avevo in mente di fare e sono molto felice di esserci riuscito", così Stefano De Martino ha parlato del legame con la sua famiglia.  
E sul successo di Affari Tuoi, il 35enne ha detto: "Credo che i telespettatori abbiano sviluppato una sorta di familiarità nei miei confronti.Questo è il bello del programma, che si diventa proprio di casa.

In quella fascia oraria sono un po' tutti davanti alla televisione.La familiarità cresce giorno dopo giorno e così anche la platea", ha spiegato il conduttore.  Stefano De Martino ha raccontato di essere molto orgoglioso del successo ottenuto: "Mi fa piacere ricevere un po' di messaggi di nipoti che guardano il programma con i nonni oppure di figli che lo guardando i loro genitori.

Mi rendo conto che c'è tutta la famiglia davanti alla tv".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto a 105 anni ultimo pilota sopravvissuto alla Battaglia d’Inghilterra

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(Adnkronos) –
John 'Paddy' Hemingway, ultimo pilota sopravvissuto alla Battaglia d'Inghilterra, è morto: aveva 105 anni.La Royal Air Force (Raf) ha comunicato il decesso avvenuto lunedì 17 marzo nella sua residenza di Dublino.

All'epoca dei combattimenti, Hemingway aveva vent'anni.  Nato a Dublino nel 1919, si arruolò nella Raf nel 1938.Diventato capitano di squadriglia Hemingway si ritirò dalla Raf nel 1974.

Era l'ultimo testimone dei 'The Few' (I Pochi), quel gruppo di ardimentosi piloti che respinsero le forze armate tedesche durante la Battaglia di Inghilterra, nonostante fossero in inferiorità numerica. Hemingway svolse un ruolo fondamentale nella difesa della Gran Bretagna contro gli incessanti raid aerei condotti dalla Luftwaffe, la forza aerea tedesca, dal luglio al settembre 1940, dopo la caduta della Francia.La squadriglia del pilota riuscì ad abbattere 90 aerei nemici nell'arco di 11 giorni nel maggio 1940, ha ricordato la Raf. Nel corso degli scontri aerei con i velivoli tedeschi, nell'agosto del 1940, Hemingway fu costretto a due lanci con il paracadute dal suo cacciabombardiere Hurricane.

In una di queste occasioni ammarò al largo della costa orientale inglese, prima di riaggregarsi al suo squadrone e riprendere le operazioni.Nel 1941 ricevette la Distinguished Flying Cross per il coraggio dimostrato in combattimento.

In un'intervista rilasciata alla Bbc nel 2020, Hemingway rifiutò le attribuzioni di eroismo, dichiarando: "Il mondo era in guerra, e non si poteva andare da qualche parte e dire: 'Sono in pace e non combatto guerre'.L'abilità principale era la fortuna.

Dovevi essere fortunato, non importa quanto fossi bravo.Per esempio, il mio capo, Dickie Lee, era il miglior pilota che abbia mai visto, ma è stato abbattuto e ucciso.

Quindi non ha avuto fortuna.Io ho avuto una fortuna incredibile".  Hemingway ha proseguito il servizio nella Royal Air Force durante gli anni successivi, durante la Seconda guerra mondiale: mentre duellava contro i caccia nazisti, precipitò colpito dalla contraerea nei cieli italiani durante una missione di attacco al suolo per colpire una colonna corazzata tedesca nell'aprile 1945.

Fu una famiglia italiana a nasconderlo e proteggerlo, ancora tramortito dall'atterraggio di emergenza.Fu una bambina di nove anni di Coccanile di Copparo (Ferrara), Carla Fabbri, che lo salvò accompagnandolo verso le linee angloamericane, travestito da contadino. Nel 2023 attraverso 'Il Messaggero' l'ex aviatore irlandese lanciò un appello per incontrare quella bimba italiana, che però non c'era più da una decina d'anni.

Nel 2024 però, ha potuto incontrare, a Dublino, Lina Volpi, la figlia di Carla Fabbri, che di anni ne ha 62 e che è cresciuta con i racconti di quella storia, di quel pilota straniero arrivato in casa loro in cerca di aiuto, accolto, rifocillato e aiutato a fuggire.  Il primo ministro inglese, Keir Starmer, ha reso omaggio a Hemingway, dichiarando: "Sono addolorato dalla notizia della scomparsa di John 'Paddy' Hemingway, l'ultimo pilota noto della Battaglia d'Inghilterra.Ottant'anni fa, il coraggio e la determinazione di Paddy e di tutti i coraggiosi piloti della Raf contribuirono a porre fine alla seconda guerra mondiale.

Hanno sorvolato senza paura il territorio nemico per proteggere il Regno Unito e i suoi alleati, rischiando la vita".In un post sui social media il principe William ha scritto: "Dobbiamo molto a Paddy e alla sua generazione per le nostre libertà di oggi.

Il loro coraggio e il loro sacrificio saranno sempre ricordati".  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero treni 19 marzo, chi si ferma e orari

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(Adnkronos) – I treni si fermano ancora.Domani, mercoledì 19 marzo 2025, è sciopero nazionale del personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord.

I convogli potrebbero subire cancellazioni o variazioni dalle 9:01 fino alle ore 16:59.   L'agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione fa sapere Trenitalia.Come sempre, i treni che si trovano in viaggio a sciopero iniziato arrivano comunque alla destinazione finale se è raggiungibile entro un'ora dall'inizio dell'agitazione sindacale; trascorso tale periodo, i treni possono fermarsi in stazioni precedenti la destinazione finale.  L'agitazione indetta da Orsa, Ugl e Fast potrebbe avere ripercussioni anche sul servizio suburbano e aeroportuale.

Trenord infatti fa sapere che le corse sui collegamenti aeroportuali Malpensa Express e S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona potranno subire variazioni e cancellazioni.Saranno previsti autobus sostitutivi, senza fermate intermedie, per le corse del servizio aeroportuale non effettuate tra Milano Cadorna (da via Paleocapa, 1) e Malpensa Aeroporto e tra Stabio e Malpensa Aeroporto.  I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono chiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce e fino alle ore 24:00 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni Regionali.

In alternativa possono riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti.Trenitalia garantisce comunque alcuni treni a lunga percorrenza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, 59 gli ostaggi ancora prigionieri di Hamas: solo 24 sarebbero vivi

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(Adnkronos) – Sono 59 gli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza da Hamas e altri gruppi attivi nell'enclave palestinese.Si ritiene solo 24 siano vivi, come riportano i media israeliani.

Per tutti loro torna con forza la mobilitazione dei parenti che accusano il governo di Benjamin Netanyahu di averli "abbandonati" dopo i nuovi raid aerei israeliani che nella notte hanno colpito l'enclave palestinese, finita nel 2007 in mano a Hamas.  Stamani un esponente di Hamas citato da Al-Alaby Al-Jadeed parlava dell'uccisione di uno degli ostaggi e del ferimento di altri nei nuovi raid dopo che per mesi la Striscia è stata teatro di operazioni dei militari israeliani scattate in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele quando vennero fatte prigioniere 251 persone.Il 19 gennaio era entrato in vigore l'accordo per un fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, con la prima fase conclusasi dopo 42 giorni.

E nelle ultime ore Netanyahu ha dato ordine di attaccare Gaza accusando Hamas di aver "ripetutamente rifiutato di rilasciare" gli ostaggi e di aver respinto "le proposte che ha ricevuto dall'inviato del presidente Usa, Steve Witkoff, e dai mediatori".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kings League, Nainggolan furioso: “Io figure di m***a non le faccio” – Video

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(Adnkronos) – L'esperienza di Radja Nainggolan in Kings League non è iniziata nel migliore dei modi.Tesserato come wild card dai Caesar Fc, squadra con presidenti gli youtuber Er Faina ed En3rix, l'ex centrocampista di Roma e Inter ha debuttato nel torneo a 7 ideato da Gerard Piqué, e sbarcato quest'anno in Italia, andando incontro però a una pesante sconfitta.

La sua squadra infatti, ultima in classifica con zero punti conquistati, è stata battuta per 8-3 dalle Zebras nonostante la buona prestazione del Ninja, nominato MVP del match.   Nainggolan, intervistato a fine partita, non ha preso bene la sconfitta: "Se devo essere onesto qui mancano giocatori di qualità.Anche oggi tre gol sono stati segnati dalle wild card e la squadra in sé non è abbastanza competitiva secondo me.

Devo essere onesto, non hanno personalità.Questo gioco lo sai fare o non lo sai fare.

Se sai giocare a calcio a undici è una cosa, ma se devi giocare a calcio a cinque o a sette è un altro gioco", è stata la dura analisi di Nainggolan, che non è sicuro di proseguire la sua avventura in Kings League, "ci devo pensare.Perchè va bene MVP ma a me non interessa.

Figure di m***a a me non piace farle". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, puntata 17 marzo: tutto quello che è successo

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(Adnkronos) –
Tommaso Franchi è stato eliminato dal Grande Fratello tramite televoto flash.Il concorrente ha dovuto abbandonare la Casa nel corso della puntata del reality show andata in onda ieri, lunedì 17 marzo.

Ecco il riassunto della quarantesima puntata.  Il tanto atteso chiarimento tra Shaila Gatta e Lorenzo Spolverato si è trasformato durante la puntata in un accesso scontro.I due, che ormai non sono più una coppia, pare non riescano più a stabilire una tregua. "Indossi una maschera da quando ci siamo lasciati.

A me fa rabbia perché io voglio bene a lui e il mio sentimento esiste.Mi chiedo se ho idealizzato", ha detto l'ex velina. Il televoto vedeva in nomination Helena Prestes, Shaila Gatta, Chiara Cainelli, Mariavittoria Minghetti e Javier Martinez, ed è proprio il pallavolista argentino a dover abbandonare la Casa.

Tuttavia, il concorrente ha avuto la possibilità di rientrare in gioco perché, in quanto veterano del GF, ha ottenuto un bonus, la seconda vita.L'argentino è rientrato nella Casa pochi minuti dopo la sua eliminazione. Il cerchio si stringe e la finale si avvicina.

Il prossimo televoto decreterà l'eliminato della semifinale di questa edizione del Grande Fratello.Il pubblico è chiamato a scegliere chi salvare tra Helena Prestes, Giglio e Chiara Cainelli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alex Vittur, chi è l’amico e nuovo agente di Jannik Sinner

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner cambia agente.Nella giornata di ieri, 17 marzo, il tennista azzurro ha annunciato un cambio nel proprio management, lasciando la StarWing Sports per affidarsi ad Avima, società che già da un anno gestiva la comunicazione del numero uno al mondo.

L'assenza dai campi per squalifica, arrivata dopo un'accordo con la Wada che prevede tre mesi di inibizione per il caso Clostebol, sta servendo quindi a Sinner per sistemare alcune questioni personali e gestire i propri rapporti professionali.Il nuovo manager sarà l'amico Alex Vittur, ma chi è Vittur?
  L'addio a Lawrence Frankopan, Ceo di StarWing Sports, e l'investitura di Alex Vittur come agente unico sono stati annunciati da Sinner con un comunicato pubblicato sui propri canali social.

La Avima Sports & Business Management è un'agenzia fondata proprio Lawrenc Alex Vittur, ex tennista professionista e amico di Jannik da quando aveva 13 anni. Vittur è stato al fianco dell'azzurro in tutte le scelte più importanti della sua carriera, lo convinse a lasciare lo sci alpino per dedicarsi al tennis e si trasferì con lui a Bordighera quando Sinner, all'inizio della carriera, si allenava con Riccardo Piatti.E proprio nel divorzio da Piatti e la scelta di affidarsi a Simone Vagnozzi, a cui si è aggiunto poi Darren Cahill, c'è stata la mano di Vittur, sempre presente come consigliere speciale di Sinner.  Ora il suo obiettivo sarà quello di aumentare i ricavi di Sinner, che è stato tra gli sportivi più pagati del 2024 con circa 57 milioni di entrate, preservando i vecchi accordi di sponsorizzazione e chiudendone di nuovi.

Al momento, nonostante la squalifica e le polemiche intorno all'accordo con la Wada, l'immagine di Jannik è rimasta indenne, con gli sponsor che gli sono rimasti a fianco.  Il numero uno del tennis mondiale è ormai anche un’icona non solo in campo, ma anche fuori.Sinner oggi appare in svariate pubblicità, presta il suo volto a tante iniziative ed è spesso invitato come guest star a grandi eventi.

Gucci è stato uno dei primi marchi a puntare su di lui, proprio come Nike, con cui il numero uno al mondo ha un accordo da circa 15 milioni l'anno. In tv lo vediamo spesso negli spot di Fastweb e Lavazza, brand che sponsorizza diversi tornei del circuito.Ma nell'ultimo anno, quello dell'ascesa e della consacrazione, Sinner ha stretto accordi anche con De Cecco, Enervit, Alfa Romeo, Parmigiano Reggiano, Technogym, L'Oreal e anche Pigna, che ha lanciato una nuova linea di oggetti scolastici ispirati all'azzurro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Accesso a Medicina, anestesisti: “Disponibili a collaborare su orientamento”

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(Adnkronos) – La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) accoglie con interesse l'approvazione definitiva della riforma dell'accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, odontoiatria e Medicina veterinaria e si rende disponibile a collaborare con il ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) per l'attuazione delle iniziative di orientamento nelle scuole secondarie superiori.Uno degli aspetti qualificanti della riforma – spiega la società scientifica in una nota – è proprio l'attività di orientamento, che rappresenta un'opportunità concreta per avvicinare gli studenti alle discipline sanitarie, promuovendo la consapevolezza dell’importanza e il fascino di specialità mediche come l'Anestesia e rianimazione.

Siaarti ritiene fondamentale sensibilizzare i giovani sulla necessità di coltivare una vocazione verso queste specializzazioni, cruciali per il sistema sanitario e per la gestione delle emergenze ad alta complessità. "Siamo pronti a offrire il nostro contributo nell'ambito dell'orientamento scolastico – afferma Elena Bignami, presidente Siaarti – affinché gli studenti possano maturare scelte più informate e motivate verso le professioni sanitarie, in particolare quelle dell'area critica".Accanto alle opportunità offerte dalla riforma, permangono tuttavia alcune preoccupazioni.

La presidente Siaarti esprime dubbi sulla capacità delle università di garantire una didattica di qualità e un'adeguata formazione pratica con l'incremento degli studenti ammessi. "Numeri così elevati – osserva Bignami – rischiano di compromettere la qualità della didattica frontale e della formazione pratica nei tirocini, con possibili ripercussioni sul livello di preparazione dei futuri medici e specialisti.Non siamo convinti che questo nuovo assetto organizzativo possa realmente garantire un effettivo diritto allo studio e una formazione equa per tutti, soprattutto per la parte pratica". A destare ulteriori timori è il combinato disposto tra questa riforma e le disposizioni del cosiddetto 'Decreto Calabria' e dei successivi provvedimenti, che consentono ai medici specializzandi, già dal secondo anno di corso, di partecipare ai concorsi per le assunzioni nelle aziende sanitarie. "Se non si pone un'adeguata attenzione alla qualità della formazione – avverte la presidente Siaarti – il rischio è che i giovani medici vedano ridotti non solo gli anni di formazione effettiva, ma anche la loro preparazione a causa del sovraffollamento e della necessità di entrare subito in mondo del lavoro caratterizzato dalla carenza di organico.

Ciò – aggiunge – potrebbe avere ripercussioni negative sulla qualità dell'assistenza sanitaria, specialmente nelle discipline ad alta complessità come la nostra". Siaarti ritiene che sia il momento di aprire una riflessione più ampia sulla durata del percorso formativo in Medicina e Chirurgia e sulla specializzazione. "Potremmo immaginare un corso di laurea in Medicina ridotto a 4 anni, con un percorso di specializzazione della durata di altri 4 anni: i primi 2 senza possibilità di assunzione e gli ultimi 2 con una crescente autonomia professionale – suggerisce Bignami – Questa potrebbe essere una strada per garantire una formazione più mirata e di qualità, evitando il rischio di medici formati in tempi ridotti ma con competenze non adeguate".  Siaarti auspica che i decreti legislativi attuativi della riforma tengano conto di queste criticità e si rende disponibile a un confronto costruttivo con le istituzioni per individuare soluzioni che possano coniugare l'aumento dell'accesso con la necessaria garanzia di qualità formativa. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Draghi: “Nostra sicurezza messa in dubbio, Europa è più sola”

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(Adnkronos) – Mario Draghi torna per la prima volta in Parlamento dopo la fine del mandato da Presidente del Consiglio.E, davanti alle commissioni riunite Bilancio, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e del Senato, lancia l'allarme sulla sicurezza dopo la svolta di Donald Trump. "La nostra sicurezza è oggi messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggior alleato rispetto alla Russia che, con l’invasione dell’Ucraina, ha dimostrato di essere una minaccia concreta per l’Unione Europea", afferma l'ex premier presentando il suo Rapporto sulla competitività, già illustrato al Parlamento europeo il 17 settembre scorso. "L’Europa – osserva – è oggi più sola nei fori internazionali, come è accaduto di recente alle Nazioni Unite, e si chiede chi difenderà i suoi confini in caso di aggressione esterna – e con quali mezzi".  Sottolineando che la questione della difesa è tra le maggiori vulnerabilità a cui è esposta l’Unione europea, Draghi ricorda che "l’Europa avrebbe dovuto comunque combattere la stagnazione della sua economia e assumere maggiori responsabilità per la propria difesa in presenza di un minore impegno americano da tempo annunciato.

Ma gli indirizzi della nuova amministrazione hanno drammaticamente ridotto il tempo disponibile.Speriamo ci spingano con eguale energia ad affrontare le complessità politiche e istituzionali che hanno finora ritardato la nostra azione". "La difesa comune dell’Europa diventa un passaggio obbligato per utilizzare al meglio le tecnologie che dovranno garantire la nostra sicurezza.

Persino la nostra valutazione dell’investimento in difesa, oggi basata sul computo delle sole spese militari, andrà modificata per includere gli investimenti su digitale, spazio e cybersicurezza che diventano necessari alla difesa del futuro.Per tutto ciò occorre iniziare un percorso che ci porterà a superare i modelli nazionali e a pensare a livello continentale". Per l'ex premier "occorre definire una catena di comando di livello superiore che coordini eserciti eterogenei per lingua, metodi, armamenti e che sia in grado di distaccarsi dalle priorità nazionali operando come sistema della difesa continentale". "Dal punto di vista industriale ed organizzativo questo vuol dire favorire le sinergie industriali europee concentrando gli sviluppi su piattaforme militari comuni (aerei, navi, mezzi terresti, satelliti) che consentano l’interoperabilità e riducano la dispersione e le attuali sovrapposizioni nelle produzioni degli Stati membri", afferma. "Nelle ultime settimane, la Commissione ha dato il via a un ingente piano di investimenti nella difesa dell’Europa.

Mentre si pianificano nuove risorse – sottolinea Draghi – occorrerebbe che l’attuale procurement europeo per la difesa – pari a circa 110 miliardi di euro nel 2023 – fosse concentrato su poche piattaforme evolute invece che su numerose piattaforme nazionali, nessuna delle quali veramente competitiva perché essenzialmente dedicata ai mercati domestici.L’effetto del frazionamento è deleterio: a fronte di investimenti complessivi comunque elevati, i Paesi europei alla fine acquistano gran parte delle piattaforme militari dagli Stati Uniti". "Tra il 2020 e il 2024, gli Stati Uniti hanno fornito il 65% dell’importazione di sistemi di difesa degli Stati Europei aderenti alla Nato.

Nello stesso periodo l’Italia ha importato circa il 30% dei suoi apparati di difesa dagli Stati Uniti", rileva Draghi. "Se l’Europa decidesse di creare la sua difesa e di aumentare i propri investimenti superando l’attuale frazionamento, invece di ricorrere in maniera così massiccia alle importazioni, essa ne avrebbe certamente un maggior ritorno industriale, nonché un rapporto più equilibrato con l’alleato atlantico anche sul fronte economico.Questa grande trasformazione – osserva l'ex presidente della Bce – è in realtà necessaria non solo per le complessità geopolitiche cui stiamo assistendo, ma anche per via della rapidissima evoluzione della tecnologia che ha stravolto il concetto di difesa e di guerra".   Parlando delle conseguenze per l’Europa del ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, evocato solo indirettamente, il primo pensiero di Draghi va ai dazi annunciati da Washington. "Quando la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, mi ha chiesto di redigere un Rapporto sulla Competitività, i ritardi accumulati dall’Unione apparivano già preoccupanti.

L’Unione Europea ha garantito per decenni ai suoi cittadini pace, prosperità, solidarietà e, insieme all’alleato americano, sicurezza, sovranità e indipendenza.Questi sono i valori costituenti dell'Unione europea, la nostra Unione europea". "La nostra prosperità, già minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner.

I dazi, le tariffe e le altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee", aggiunge.  "Una seria politica di rilancio della competitività europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette, per imprese e famiglie", scandisce Draghi, per il quale "occorre certamente accelerare lo sviluppo di generazione pulita e investire estesamente nella flessibilità e nelle reti.Ma occorre anche disaccoppiare il prezzo dell’energia prodotta dalle rinnovabili e dal nucleare da quello dell’energia di fonte fossile.

Non possiamo però unicamente aspettare le riforme a livello europeo". "In Italia sono disponibili decine di gigawatt di impianti rinnovabili in attesa di autorizzazione o di contrattualizzazione. È indispensabile semplificare e accelerare gli iter autorizzativi, e avviare rapidamente gli strumenti di sviluppo.Questo abiliterebbe nuova produzione a costi più bassi di quella a gas, che rappresenta ancora in Italia circa il 50% del mix elettrico (a fronte di meno del 15% in Spagna e di meno del 10% in Francia)".

Inoltre, "senza aspettare una riforma europea, possiamo slegare la remunerazione rinnovabile da quella a gas, sia sui nuovi impianti che su quelli esistenti, adottando più diffusamente i Contratti per differenza (Cfd) e incoraggiando e promuovendo i Power purchasing agreement (Ppa)", aggiunge.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi a Potenza, forte scossa di magnitudo 4.2

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(Adnkronos) – Terremoto oggi martedì 18 marzo a Potenza.Registrata alle 10.01, la potente scossa di magnitudo 4.2, si è verificata – secondo i dati dell'Ingv – a sei chilometri dal Comune di Vaglio Basilicata e a una profondità di 14 chilometri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zahalka: Peccato non essere tornato alla Juve Stabia. Thiam? Spero che diventi il migliore portiere gialloblù

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Milan Zahalka, ex portiere della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il pungiglione stabiese”, in onda sui canali social di Vivicentro.it. Durante l’intervista, Zahalka ha ripercorso con entusiasmo la sua esperienza a Castellammare di Stabia, ricordando con affetto i momenti salienti della sua carriera in gialloblù.

“Ho vissuto a Castellammare di Stabia un’annata splendida”, ha esordito Zahalka, “arrivai in corso d’opera perché c’erano dei problemi tra i pali e per fortuna il presidente Fiore mi scelse per venire ad aiutare la Juve Stabia in quell’anno. Nella C2 che facemmo noi c’erano dei super giocatori, ad esempio Riganò e Molino ed anche noi avevamo bei giocatori, era tutto un altro livello. Fu un’annata molto divertente, con un gruppo splendido, un allenatore fantastico ed un presidente carismatico che manca al calcio di oggi”.

Zahalka ha poi elogiato la figura del presidente Fiore, sottolineando il suo carisma e il suo sostegno alla squadra: “Il presidente Fiore ci ha sempre aiutato anche nei momenti più difficili, entrando anche negli spogliatoi per dare la giusta carica e fiducia sia a noi che all’allenatore senza condizioni; quando vincevamo delle partite difficili entrava negli spogliatoi e creava un’atmosfera allegra. La nostra parola magica era ‘premio’ (ride) e il presidente acconsentiva. Fiore era parte del gruppo e ci sosteneva, penso che quell’anno diede il più possibile e anche nel mercato invernale portò nuovi giocatori; riuscimmo a centrare la salvezza che era la cosa principale, con una giornata d’anticipo, facemmo il massimo possibile”.

L’ex portiere ha ricordato anche l’importanza del gruppo squadra e del mister Pierino Cucchi: “C’era un gruppo splendido, mi sento ancora con i miei ex compagni. Pierino Cucchi raggiunse appunto con noi il risultato della salvezza. Era un padre per tutti che eravamo un mix tra giovani e calciatori di esperienza e lui riuscì a fare integrare i calciatori giovani nel suo modulo di gioco. Ogni giorno noi credevamo nell’obiettivo prefissato, c’erano delle difficoltà anche economiche, il mister ci dava sempre fiducia ed ha sempre dato il massimo, era una persona davvero speciale”.

Zahalka ha poi espresso alcuni rimpianti per la sua carriera, tra cui la mancata possibilità di tornare alla Juve Stabia dopo il fallimento del Como: “Ho vari rammarichi per la mia carriera, ad esempio quando fallì il Como diedi mandato al mio procuratore di tornare alla Juve Stabia che era appena salita dalla D, però non ci fu interesse da parte della nuova società e fu un po’ una delusione.

Dopo l’esperienza alla Juve Stabia nel giro di poco tempo, mi ritrovai dalla C2 ad un gruppo di serie A nella squadra del Como, ero molto giovane e purtroppo mi ritrovai in una società fallita dopo una manciata d’anni. Pensavo di essere nel club giusto ed invece saltò tutto. Poi uscirono fuori le regole nuove tra cui quella degli Under che resero l’inserimento in altre squadre tutto molto più complicato. Ho girato anche altre piazze, ma è stato tutto difficile con la crisi economica e le regole che sono cambiate; alla fine ho preso la decisione di andare a Cipro che in quegli anni iniziava a salire di qualità ed ho giocato lì tra serie A e B. Il più grande rammarico è quindi che dopo tante stagioni fatte bene ho trovato difficoltà a trovare una sistemazione. Sarei volentieri tornato in C2 alla Juve Stabia. Castellammare mi ha sempre dato calore”.

Infine, Zahalka ha ricordato con emozione il rigore parato a Torre Del Greco e ha espresso la sua gioia per essere considerato uno dei portieri più forti della storia della Juve Stabia: “Il rigore parato a Torre Del Greco fu una grande soddisfazione, me lo ricordano sempre tutti, ci diede un buon input con motivazione e grinta per le partite successive perché non venivamo da risultati positivi; arrivammo stremati alla fine della partita. Ho passato cinque mesi a fare riabilitazione alle terme di Castellammare, era tenuto nascosto, mi stirai un legamento della spalla ed ho giocato 7\8 partite con un braccio solo (ride), ogni partita erano antidolorifici e terapia alle terme.

Giuseppe Vives era uno dei giocatori di talento che Cucchi inserì nella rosa, diede una mano e noi lo aiutavamo a cancellare lo stress emotivo in alcune partite. Sono stato contento che abbia fatto una bella carriera, è stato un piacere averlo come compagno di squadra. E’ un motivo di orgoglio essere inserito tra i portieri più forti della storia della Juve Stabia, fa piacere che le persone mi ricordino in modo positivo, io ricambio questo stato d’animo”.

Zahalka ha concluso l’intervista con una promessa: “E’ un po’ che programmo di venire a trovarvi, ma è dura, tra lavoro e famiglia, ma vi prometto che tornerò. Attualmente sono in Repubblica Ceca e lavoro nella ristorazione, ho un ristorante-pizzeria italiano qui che funziona molto bene. Ho provato a restare nel mondo del calcio come preparatore dei portieri ma il mondo degli allenatori e dei collaboratori è molto difficile e molto breve. Se hai fortuna riesci ad avere il tuo spazio in questo ambiente, ma è un mondo di élite. Ho deciso quindi di chiudere con il calcio perché bisogna mantenere la famiglia e quindi ho preso una strada diversa. L’importante è essere soddisfatti di quello che uno ha fatto in passato, poi si chiude un capitolo e ne inizi un altro e non bisogna essere delusi di non aver sfondato nel calcio che fa parte della mia vita, ma non è tutto.

Demba Thiam ha delle qualità, nonostante la giovane età, è anche lui molto alto e speriamo che in futuro si possa dire che sia stato uno dei migliori portieri della Juve Stabia”.

Trump-Putin, quando c’è il colloquio oggi e cosa diranno

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(Adnkronos) – Si terrà oggi, martedì 18 marzo, tra le 16 e le 18 (ora di Mosca, 14-16 in Italia) il colloquio tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.A confermarlo, come si legge sulla Tass, è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.  Trump e Putin parleranno della "ulteriore normalizzazione delle relazioni" tra Stati Uniti e Russia, oltre che della situazione in Ucraina, ha detto ancora Peskov. "Ci sono già stati colloqui (tra Usa e Russia).

L'inviato degli Stati Uniti, Steve Witkoff, è stato a Mosca, c'è stato un round di colloqui a Istanbul e c'è stato un primo colloquio tra i presidenti – ha detto Peskov – Ma ci sono molte questioni (in agenda), l'ulteriore normalizzazione delle nostre relazioni bilaterali e la soluzione della questione ucraina.Ci si aspetta che i Presidenti parlino di questo".  "Non siamo mai stati così vicini a un accordo di pace", ha detto Trump alla vigilia del colloquio con Putin.

Parole confermate a stretto giro dalla Russia: "Non siamo mai stati più vicini di cosi alla pace.Siamo sulla linea delle 10 yard della pace", ha detto Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una metafora legata al football: la meta è vicina e per centrare l'obiettivo, secondo le indiscrezioni, Trump potrebbe arrivare a riconoscere la Crimea come russa.  L'Ucraina dal canto suo attende l'esito del colloquio e intanto continua a tessere la sua tela diplomatica.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron. "L'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni – ribadisce Zelensky – Tuttavia, per la sua attuazione, la Russia deve smettere di porre condizioni.Ne abbiamo parlato anche con il presidente Macron.

Inoltre, abbiamo parlato del lavoro dei nostri team nel formulare chiare garanzie di sicurezza.La posizione della Francia su questa questione è molto specifica e la sosteniamo pienamente". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serena Rossi debutta a teatro con l’omaggio alla sua città: “Con SereNata a Napoli realizzo un sogno”

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(Adnkronos) – Non ama definirsi una diva (“diva a chi?”).Forse un’antidiva, che non si prende mai sul serio.

Non conosce la rabbia (“non serve per farsi rispettare o volere bene”).Ma, al contrario, nel corso della sua carriera ha saputo trasformare gentilezza e semplicità nella sua forza.

Sì, perché Serena Rossi è arrivata dove è arrivata perché è così, proprio come si vede sullo schermo, non avendo mai paura di mostrare le sue fragilità, la sua risata (una melodia per le orecchie) e il suo stupore (come quello di una bambina).Serena è ‘mille culure’ come la Napoli cantata da Pino Daniele.

Ed è proprio alla sua città che l’attrice rende omaggio con il suo primo spettacolo ‘SereNata a Napoli’ (prodotto da Agata Produzioni e Savà Produzioni Creative): un viaggio fatto di musica e parole, che si intrecciano come amanti per raccontare una città leggendaria e dalle mille contraddizioni: “È la mia serenata a Napoli, per lei provo un amore viscerale ma anche conflittuale, in alcuni momenti”, dice all’Adnkronos l’attrice.Per lei “è un sogno che si realizza, ce lo avevo nel cuore da tantissimo tempo.

Io credo che le cose si concretizzino nel momento giusto.Prima forse non lo era, mi sono concentrata sulle esperienze televisive e cinematografiche” e soprattutto “ho cercato di fare la mamma il più possibile.

Ora mio figlio è un po’ più grande, mi sono presa il lusso di fare questo spettacolo che è molto impegnativo e mi porterà via da casa per un po’”.  
La tournée partirà il 22 marzo al Teatro Colosseo di Torino (data già sold out) e proseguirà l’1 aprile all’Auditorium della Conciliazione di Roma (sold out), il 10 aprile al Teatro Verdi di Firenze, dal 5 al 9 maggio al Teatro Augusteo di Napoli (sold out), il 21 maggio al Teatro Duse di Bologna e il 6 giugno al Teatro Arcimboldi di Milano.Rossi sarà in tour anche questa estate.

Il 24 giugno alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 17 luglio al Real Sito di Carditello San Tommaso, il 29 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, l’1 agosto al Teatro Verdura di Palermo, l’8 agosto al Teatro Romano di Spoleto, il 10 agosto al Teatro della Versiliana di Marina di Pietrasanta, il 23 agosto all’Arena Virgilio di Gaeta, il 27 agosto allo Sferisterio di Macerata, il 5 settembre all’Oasi dei Battendieri di Taranto e il 13 settembre al Teatro Romano di Verona.Serena Rossi riporta in vita Napoli attraverso la leggenda di Partenope, il canto dei vicoli, i suoni delle feste popolari e ninne nanne che hanno cullato generazioni.  “Non parlerò di me, non volevo che lo spettacolo fosse egoriferito”, ma “ci sono dei momenti legati alla mia famiglia, quando parlo della guerra e dei treni dei bambini, come ho raccontato nel film di Cristina Comencini.

Mia nonna è stata una di quei bambini”.Inoltre, racconto di una mia antenata che è stata la prima cantante femminista della storia, sapere che ho dentro un po’ di lei mi commuove molto”, anticipa l’attrice (di recente nominata ambasciatrice del World Food Programme), che si dice essere “in una fase in cui voglio raccontare la mia visione di questa città per farla scoprire a chi non la conosce, a chi pensa di conoscerla e riscoprire a chi la conosce”.

E lo fa accompagnata da un’orchestra composta da sei elementi, parte viva dello spettacolo, guidata dal Maestro Valeriano Chiaravalle. “C’è tanta musica, i brani sono 18.Spazieremo da ‘Reginella’ a ‘Dove sta Zazà’ fino a ‘Io mammeta e tu’ e ‘Lacreme napulitane’”.  Nel corso della carriera “nessuno ha mai visto la mia napoletanità come un difetto, ma spesso mi hanno detto ‘non è questo che ci serve al momento’.

Quando sono arrivata a Roma – ricorda Rossi all’Adnkronos – mi sono sentita un pesce fuor d’acqua e inadeguata, così cercavo di darmi un tono quando parlavo”. È stato “mio marito (il collega attore Davide Devenuto, ndr) a farmi vedere la mia napoletanità come una grande forza consigliandomi di non nasconderla perché avrei perso la mia naturalezza.L’ho ascoltato ed è andata bene”.  Ed è proprio così.

Rossi è sinonimo di successo: al cinema, in televisione e anche in sala doppiaggio. È stata la voce di Anna di ‘Frozen’ ma anche di Mary Poppins nel film con Emily Blunt e della Regina Cattiva nella versione live-action del classico d’animazione Disney ‘Biancaneve’, dal 20 marzo nelle sale.Rossi interpreta i brani del villain, interpretato da Gal Gadot: “Dopo ‘Uonderbois’ ci ho preso gusto con le ‘cattive’”, dice tra le risate Rossi. “Questa per me è stata una sfida perché la Regina Cattiva ha una durezza e una rabbia nella voce, canta con i bassi.

La mia, invece, è una vocalità molto leggera.Spero di essere riuscita a diventare la più cattiva del reame”.

La tournée porterà l’attrice lontana dai set per alcuni mesi ma, come anticipa all’Adnkronos, “ci sono un paio di cose belle in cantiere, ma non posso dire nulla.Forse riesco a girare una cosa prima dell’estate e una subito dopo”.

La speranza di Rossi è quella “di portare ‘SereNata a Napoli’ ancora un po’ più in là”.Per l’attrice questo “è un momento di grande fermento, di scegliere bene e di essere saggi”.  I rumors su di lei a Sanremo in veste di co-conduttrice nell’edizione di Carlo Conti hanno circolato per mesi, chissà se il prossimo anno possa davvero succedere: “Sarebbe bellissimo, un sogno.

Da buona napoletana ti dico 'vene quanno adda venì'".In questo momento “mi sento abbastanza completa.

Quello che desidero per la mia carriera è di continuare ad essere curiosa e smaniosa di cercare nuove sfide che mi possano gratificare e darmi tanto.Ma ammetto che già così sono molto felice", conclude. (di Lucrezia Leombruni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)