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Poste Italiane amplia la diffusione del servizio di richiesta e rinnovo del passaporto negli uffici postali

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(Adnkronos) –
Poste Italiane amplia la diffusione del servizio di richiesta e rinnovo del passaporto negli uffici postali, che da oggi è attivo anche in 12 uffici di Milano, 12 di Napoli, 3 di Bergamo e in 4 comuni della provincia di Firenze.Milano, Napoli e Bergamo si aggiungono quindi a Roma, Bologna, Verona, Cagliari, Aosta, Catanzaro, Perugia, Venezia, Matera, Modena, Monza e Brianza, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Sassari, Treviso e Vicenza dove il servizio è disponibile già da alcuni mesi.

Il servizio, si legge in una nota, è stato esteso inoltre in 88 uffici postali nei Comuni della provincia di Milano, in 42 della provincia di Napoli e in 121 della provincia di Bergamo: tutti inclusi nel progetto Polis di Poste Italiane, l’iniziativa rivolta ai 6.933 Comuni al di sotto di 15 mila abitanti che permette ai cittadini l’accesso digitale ai servizi della pubblica amministrazione direttamente dagli uffici postali.In totale, sono circa 14 mila le richieste di passaporto presentate nei 388 uffici postali abilitati delle grandi città in cui è disponibile il servizio.

Ad esse si aggiungono le circa 25 mila richieste presentate nei 2.052 uffici postali dei Comuni inclusi nel progetto Polis 
Ottenere il rilascio o il rinnovo del passaporto è un’operazione estremamente semplice.Grazie alla Convenzione firmata tra Poste italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle imprese e del made in Italy, infatti, agli interessati basterà consegnare all’operatore del più vicino ufficio postale del proprio Comune un documento di identità valido, il codice fiscale, due fotografie, pagare in ufficio il bollettino per il passaporto ordinario della somma di 42,50 euro e una marca da bollo da 73,50 euro.

In caso di rinnovo bisognerà consegnare anche il vecchio passaporto o la copia della denuncia di smarrimento o furto del vecchio documento.Grazie alla piattaforma tecnologica in dotazione agli uffici postali abilitati, sarà lo stesso operatore a raccogliere le informazioni e i dati biometrici del cittadino (impronte digitali e foto) inviando poi la documentazione all’ufficio di Polizia di riferimento.  
Per richiedere il rilascio del passaporto negli uffici postali delle grandi città è necessaria la prenotazione che si può fare registrandosi al sito di Poste Italiane.

Il nuovo passaporto potrà essere consegnato da Poste Italiane direttamente a domicilio.Negli uffici postali Polis è possibile ritirare certificati anagrafici e di stato civile, certificati previdenziali, certificati per le pratiche di volontaria giurisdizione.

Ad oggi sono stati erogati già 55 mila documenti.I nuovi servizi sono forniti dagli uffici postali allo sportello, nelle sale dedicate o tramite totem digitali che permetteranno al cittadino di eseguire le richieste in modalità self. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Meloni: “E’ un tempo grave, servono lealtà e responsabilità”

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(Adnkronos) – È un momento "decisivo per il destino dell'Italia, dell'Europa e dell'Occidente" che richiede consapevolezza del "tempo grave che stiamo attraversando", che richiede quindi "lealtà e responsabilità".Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo di Bruxelles il 20 e 21 marzo. "Seguiamo con grande preoccupazione la ripresa dei combattimenti a Gaza che mette a repentaglio gli obiettivi ai quali tutti lavoriamo: il rilascio i tutti gli ostaggi e una fine permanente delle ostilità così come il pieno ripristino di una piena assistenza umanitaria nella Striscia", ha affermato la premier in Senato. "Come da tre anni a questa parte, tema centrale del Consiglio europeo in materia geopolitica sarà la guerra di invasione russa all'Ucraina.

In questi giorni ho sentito molte ricostruzioni che non ho condiviso e voglio cogliere questa importante occasione per ribadire alcuni punti fermi, e per me centrali", ha sottolineato Meloni. "La nostra ferma e totale condanna della brutale aggressione all'Ucraina, così come il nostro sostegno al popolo ucraino, non sono mai stati in discussione, fin da quella terribile notte del 24 febbraio 2022 che ha scioccato il mondo", ha rimarcato la presidente del Consiglio.  Sin dall'invasione russa dell'Ucraina "scegliemmo da che parte stare, con chiarezza, condannando duramente un'aggressione militare che metteva a rischio le fondamenta stesse del diritto internazionale, e dando il massimo sostegno al popolo ucraino, che stava ricordando al mondo come la libertà fosse la cosa più preziosa della quale ogni essere umano dispone, e cosa fosse l'amor di Patria.Lo facemmo senza tentennamenti, perché ci sono momenti nei quali, inevitabilmente, i leader si distinguono dai follower, e chi ha a cuore l'interesse nazionale non lo baratta per una manciata di voti facili".  "A distanza di oltre tre anni, arrivati nel frattempo al governo della Nazione, quella scelta di campo è rimasta immutata.

Non soltanto per Fratelli d'Italia, ma per l'intera maggioranza di centrodestra, che ha sempre e compattamente votato per questa linea", ha sottolineato la presidente del Consiglio. "Questo impegno lo rivendichiamo davanti al mondo, con orgoglio e determinazione.L'Italia – ha rimarcato Meloni – si è dimostrata una Nazione solida e credibile, che ha una posizione chiara, e che rivendica il suo spazio sullo scenario globale.

Una Nazione che rispetta i propri impegni internazionali, a pieno titolo protagonista in Europa e in Occidente, e per questo anche una Nazione il cui parere conta".  Meloni in Senato ha ribadito che "l'invio di truppe italiane in Ucraina non è mai stato all'ordine del giorno così come riteniamo che l'invio di truppe europee proposto da Francia e Regno Unito sia un'opzione molto complessa, rischiosa e poco efficace".  Tutti in piedi dai banchi del governo quando la premier ha espresso solidarietà nei confronti del Capo dello Stato, più volte vittima di attacchi da parte della portavoce del ministro degli Esteri russo.Con determinazione "voglio dire che siamo al fianco del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ogni qual volta viene attaccato per la sola ragione di aver ricordato chi sono gli aggressori e chi gli aggrediti", ha detto la premier. Per quanto riguarda i dazi, il quadro internazionale "è complesso e in costante evoluzione, tenuto conto che gli Stati Uniti hanno attivato misure simili anche nei confronti di altre Nazioni, ma io sono convinta che si debba continuare a lavorare, con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno d'intesa e scongiurare una 'guerra commerciale' che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l'Europa", ha detto la presidente del Consiglio. "E credo che non sia saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie che diventano un circolo vizioso nel quale tutti perdono", ha messo in guardia. "Se è vero che i dazi imposti sulle merci extra Ue possono teoricamente favorire la produzione interna, in un contesto fortemente interconnesso come quello delle economie europea e statunitense – ha sottolineato Meloni – il quadro si complica".  "I dazi possono facilmente tradursi in inflazione indotta, con la conseguente riduzione del potere d'acquisto delle famiglie e il successivo innalzamento dei tassi da parte della Bce per contrastare il fenomeno inflattivo, come abbiamo già visto.

Risultato: inflazione e stretta monetaria che frena la crescita economica.Non sono certa, insomma, che sia necessariamente un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi", ha detto la premier. "Per questo – ha aggiunto – credo che le energie dell'Italia debbano essere spese alla ricerca di soluzioni di buonsenso tra Stati Uniti ed Europa, dettate più dalla logica che dall'istinto, in una ottica di reciproco rispetto e di convenienza economica". Sulla questione immigrazione, "non dimentico il nostro impegno sulle soluzione innovative, come tra tutte, in prima battuta, il protocollo Italia-Albania che il Governo è determinato a portare avanti, anche alla luce dell'interesse e del sostegno mostrato da sempre più nazioni europee.

Penso sia chiaro a tutti che se nella nuova proposta di Regolamento si propone di creare centri per i rimpatrii in Paesi terzi è grazie al coraggio dell'Italia, che anche su questo ha fatto da apripista", ha sottolineato. Applausi e standing ovation hanno salutato l'augurio della premier a Papa Francesco di ''poterlo vedere il prima possibile ristabilito del tutto".Il primo ad alzarsi in piedi è stato il vicepremier Antonio Tajani, seguito dagli altri ministri e da tutti i senatori in Aula.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Portabilità, efficienza, sicurezza e Intelligenza artificiale le soluzioni Asus per i professionisti

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(Adnkronos) – La pandemia di Covid-19 ha segnato un punto di svolta per il mercato dei laptop, con una crescita significativa che ha quasi raddoppiato le vendite dal 2019 al 2020, registrando un incremento del 70%.Questo incremento ha interessato tanto il settore consumer quanto quello business-to-business, sottolineando una trasformazione radicale nelle esigenze tecnologiche delle aziende e dei singoli utenti.

Durante il lockdown, l'uso di dispositivi personali in casa è aumentato significativamente, stimolato dalla necessità di adattarsi a modelli di lavoro più flessibili, come lo smart working, che ha guadagnato terreno in Italia.Secondo una ricerca di mercato del 2021, il 67% delle piccole e medie imprese italiane ha scelto di mantenere lo smart working anche dopo la pandemia, modificando di conseguenza le loro esigenze riguardo ai laptop, che ora devono essere più robusti, leggeri e efficienti dal punto di vista energetico. "Nel mondo del lavoro moderno, la sicurezza dei dati è diventata una priorità assoluta, specialmente per i professionisti che si affidano ai loro dispositivi per svolgere le attività quotidiane", dichiara Lavinia Fogolari – Marketing Manager Asus Italia. "La Serie P di Asus ExpertBook è stata progettata proprio con questo in mente, offrendo una combinazione di affidabilità e sicurezza senza compromessi.

Al cuore di questa serie troviamo il Tpm 2.0, un chip di crittografia hardware che protegge le informazioni sensibili direttamente a livello del dispositivo.Questo significa che password e chiavi di crittografia sono al sicuro da attacchi esterni, garantendo una protezione robusta contro le minacce informatiche", conclude Fogolari.  L'accesso al dispositivo è reso ancora più sicuro e veloce grazie all'autenticazione biometrica, che include il riconoscimento facciale e gli scanner di impronte digitali.

Queste funzionalità non solo semplificano l'accesso, ma limitano anche il rischio di intrusioni non autorizzate, proteggendo i dati da occhi indiscreti.L'ascesa dell'intelligenza artificiale rappresenta un altro fronte su cui Asus sta investendo significativamente; il 74% delle aziende si aspetta che queste tecnologie potenzino l'efficienza e la produttività, e Asus è all'avanguardia con soluzioni innovative che stanno già trasformando il mercato. Un esempio concreto è Ai ExpertMeet, uno strumento sviluppato da Asus che registra automaticamente le conference call e genera sommari, facilitando la gestione delle riunioni.

Questa soluzione è in grado di tradurre in tempo reale presentazioni video in diverse lingue (inglese, italiano, francese, tedesco, spagnolo), migliorando la comunicazione globale senza necessità di connessione internet o archiviazione su cloud esterni, garantendo così una maggiore sicurezza dei dati. "Il software proprietario Asus opera localmente, senza necessità di connessione a internet o di archiviazione su cloud esterni, aumentando così la sicurezza dei dati.Per esempio, anche mentre si è in treno senza connessione, è possibile lavorare con file audio o video.

Questa autonomia dal cloud garantisce che i dati restino sul dispositivo e permette di ottimizzare le operazioni grazie al processore dedicato all'intelligenza artificiale generativa, assicurando sicurezza e indipendenza nelle operazioni quotidiane", sottolinea Alessandro Passadore, Country Product Manager Pc di Asus Italia Nel settore business, Asus si impegna costantemente per essere tra i primi a introdurre nuove tecnologie, garantendo la disponibilità immediata dei prodotti finali.Attraverso una collaborazione stretta con la supply chain, Asus assicura tempi di consegna rapidi dei suoi prodotti in Italia e in Europa.

Tutti i prodotti Asus destinati al segmento business sono dotati di certificazioni military grade, che garantiscono minori guasti e una maggiore durabilità, rispettando standard ambientali severi, inclusi imballaggi completamente riciclabili.  Inoltre, "grazie a una rete di partner certificati che coprono tutto il territorio europeo, Asus è in grado di offrire alle aziende un servizio di riparazione in garanzia Next Business Day in tutta Europa e un servizio che protegge i dispositivi dai danni accidentali fino a cinque anni", evidenzia Andrea Galli, Large Account Team Manager di Asus Italia.L'obiettivo finale è fornire così agli utenti finali una sicurezza senza precedenti nell'uso quotidiano dei dispositivi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Villa (Lilly Italia): “Azienda da 100 anni impegnata contro il diabete”

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(Adnkronos) – "Lilly è da sempre protagonista nella lotta al diabete, una delle principali sfide di salute pubblica, grazie a un impegno costante nella ricerca e nello sviluppo di terapie innovative.Un'eredità scientifica iniziata nel 1923 con la prima insulina disponibile in commercio, che ha segnato una svolta nella gestione della patologia e che Lilly ha continuato a perfezionare con l'introduzione della prima insulina umana ottenuta con Dna ricombinante negli anni '80.

Oggi, questo impegno si rinnova con tirzepatide, una terapia innovativa per il diabete di tipo 2, frutto di decenni di ricerca metabolica".Lo ha detto Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub, nel suo intervento oggi a Roma alla conferenza stampa 'Diabete di tipo 2: investire in salute, tra accesso all'innovazione ed efficienza del Ssn, è la sfida per il futuro', promossa da Lilly.  "Tirzepatide non solo migliora il controllo glicemico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare, ma supporta anche la perdita di peso, un fattore chiave nella gestione della malattia, rispondendo a un bisogno clinico ancora insoddisfatto", evidenzia Villa. "Lilly – sottolinea – continua a investire significativamente in ricerca e a rafforzare la propria presenza nell'area del diabete: nello stabilimento di Sesto Fiorentino, tra i più grandi centri europei per la produzione di farmaci biotecnologici, Lilly produce insulina da Dna ricombinante e farmaci innovativi per la cura del diabete come tirzepatide – che definisco orgogliosamente un farmaco 'made in Italy' – confermando un impegno storico nella cura di questa patologia e garantendo soluzioni terapeutiche all'avanguardia per i pazienti di oggi e di domani".  E dopo l'ok dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla rimborsabilità di tirzepatide, il primo e fino ad oggi unico farmaco di una nuova classe terapeutica, agonista recettoriale di Gip e Glp-1, per Villa "ora è fondamentale accelerare anche i processi regionali per evitare di creare differenze troppo forti a livello territoriale nell'accesso alle cure e garantire gli stessi livelli di cura a tutti i pazienti diabetici sul territorio nazionale".

Come "azienda – conclude – ci siamo impegnati molto per far sì che tirzepatide potesse essere disponibile per tutti i pazienti che ne avessero bisogno in ogni regione, andando anche a rispondere al problema delle carenze che ha caratterizzato questa classe di farmaci negli ultimi anni.Forti di un'alleanza che va avanti da anni, abbiamo lavorato con tutti gli stakeholder coinvolti nel percorso di cura del paziente, specialisti, medici di famiglia e farmacisti, al fine di valorizzare un percorso di cura integrato ed efficiente a beneficio del paziente, garantendo prossimità di cura e rapido accesso all'innovazione.

Innovazione che a sua volta offre poi risparmi diretti e indiretti per il sistema, riducendo complicazioni e prevenendo il carico sugli ospedali e sul sistema sociale e previdenziale.L'innovatività nell'ambito delle cronicità non è sempre valorizzata a sufficienza, ma è capace di generare enormi impatti di salute anche a causa dell'alta prevalenza e crescente incidenza di patologie come diabete e obesità.

Farmaci come tirzepatide offrono oggi al clinico uno strumento di cura olistico per pazienti affetti da questa grave patologia".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sos uova in Usa per aviaria, l’esperto: “Esistono alternative per compensare”

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(Adnkronos) – 'Sos uova' negli Usa, con scaffali vuoti e prezzi alle stelle causati dall'ondata di focolai di influenza aviaria negli allevamenti. "Le uova sono un alimento altamente nutriente, ricco di proteine di elevata qualità, vitamine e minerali essenziali per il benessere del corpo.Grazie al loro valore biologico e alle numerose proprietà benefiche, sono spesso protagoniste in cucina, sia in preparazioni dolci che salate.

La recente epidemia di influenza aviaria negli Stati Uniti ha portato all'abbattimento di milioni di galline ovaiole.Ma la buona notizia è che esistono molte alternative valide che possono compensare, almeno in parte, le caratteristiche nutrizionali e funzionali delle uova".

A fare il punto per l'Adnkronos Salute è l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di Nutrizione all'Università Lum. "Negli ultimi anni, sempre più persone scelgono di eliminare le uova dalla propria alimentazione, sia per motivi etici – come nel caso di chi segue una dieta vegana – sia per esigenze di salute, come accade per esempio in caso di allergie o di eventuali intolleranze", osserva Minelli. "Se consumate come alimento principale, alcune fonti vegetali come quinoa, soia e ceci possono rappresentare un'ottima alternativa – suggerisce il docente – poiché ricche di proteine, vitamine e minerali in grado di avvicinarsi ai benefici offerti dalle uova.Sostituire le uova nelle ricette, invece, può risultare più complesso.

Oltre ad apportare valore nutrizionale, infatti, questo ingrediente svolge anche un ruolo fondamentale nella struttura delle preparazioni, fungendo da legante e agente lievitante". Secondo Minelli, "in alcuni casi, i formaggi possono sostituire le uova per il loro elevato tenore in proteine, simile a quello delle uova.In particolare, i sostituti dell'uovo possono essere i formaggi cremosi come la ricotta o il mascarpone, che spesso vengono usati come legante di altri ingredienti in impasti di torte salate, polpette o ripieni; oppure il formaggio grattugiato, come il parmigiano o il pecorino, può dare struttura e compattezza a preparazioni come sformati e gnocchi".

Sebbene non esista un unico alimento vegetale in grado di replicare la funzione di legante e di agente lievitante, "è possibile ottenere risultati simili utilizzando diverse alternative.Ad esempio, si possono impiegare ingredienti come purea di frutta, yogurt vegetale o farina di ceci per migliorare la consistenza e il legame tra gli elementi, mentre per la lievitazione si può ricorrere a lievito chimico o bicarbonato di sodio", conclude il medico.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con i device cresce il consumo notturno di tv, in pole film e sport

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(Adnkronos) –
Cresce del 10% il consumo televisivo notturno e questo grazie anche ai device che consentono di guardare la tv comodamente a letto, nei locali, in viaggio, nella cuccetta di un treno e via discorrendo.Secondo il report di OmnicomMediaGroup, centro media quotato in Borsa che elabora per conto del quotidiano Libero i dati Auditel, il consumo della tv di notte ha raggiunto numeri importanti.

Forse anche per effetto della Total Audience Auditel, che misura appunto l'utenza sui device tecnologici, OmnicomMediaGroup stima una cifra media di oltre 2 milioni di aficionados giornalieri dei programmi notturni con più di 3 milioni di contatti, con aumenti consistenti durante i weekend.  Fra i format più seguiti film, serie tv, news, documentari e naturalmente sport.Domenica notte, per esempio, dopo "La domenica sportiva", "L'altra DS" su Rai 2 dopo l'una ha tenuto una media di 273mila spettatori col 5.5% di share mentre su Canale 5 "Pressing", terminato quasi alle due, ha incollato davanti allo schermo 677mila spettatori medi col 12.1% di share.  Nella notte tra sabato e domenica, invece, "Sport Mediaset-La Giornata" su Italia 1 verso le due e mezza ha totalizzato 116mila teleutenti col 4.5% di share mentre il film "The Town" della serie "I Bellissimi" di Rete 4 fino alle due e mezza ha viaggiato su una media di oltre 150mila spettatori col 6.2% di share e a seguire "Ciak News", il format di news sulle uscite al cinema, ha segnato 128mila teste col 5.2%.

Alle quattro di notte, sempre su Rete 4, erano in 50mila (3.6% di share) a vedere "Sandokan, la tigre di Mompracem" di Umberto Lenzi del 1963.  Ottimi riscontri anche per "Applausi" di Gigi Marzullo su Rai 1 dopo le due di notte (131mila teste e 6% di share), la rubrica di Rainews24 "TuttiFrutti" in onda verso le tre in simulcast su Rai 1 (120mila persone con il 7.1% di share), la replica di "Striscia la Notizia" su Canale 5 verso le tre (165mila utenti col 10.3% di share), o il tg "Studio Aperto La Giornata" su Italia 1 dopo le due (115mila teste col 4.5% di share) o ancora il talk "Accordi & Disaccordi" sul Nove verso le due e un quarto (101mila spettatori col 4.2% di share).Ma sorprendono anche i quasi 100mila spettatori (3.8% di share) che alle due e mezza e fino alle tre e passa di sabato notte seguivano su Real Time "Body Bizarre", format su persone affette da patologie rare.

Consumo leggermente più alto al Nord, con picchi del 15% di share, poi il Sud che arriva a punte del 10%. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cardiologo Crisci: “Testare Lp(a) utile per stima rischio cardiovascolare”

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(Adnkronos) – "La lipoproteina (a) rappresenta un ulteriore fattore di rischio in ambito cardiovascolare.E' stata categorizzata come fattore di rischio indipendente, ma ha anche la capacità di peggiorare la situazione di pazienti che già ne presentano altri.

La Lp(a) non è altro che una componente dell'Ldl che lo rende ancora più aterogeno e aggressivo per i nostri vasi.Geneticamente determinata, si può testare con un classico esame del sangue.

Basta misurarla un'unica volta e avremo una stima significativa del suo valore con piccole oscillazioni nel corso della vita".Lo ha detto Mario Crisci, dirigente medico Uoc Cardiologia interventistica presso l'Azienda ospedaliera di rilievo nazionale (Aorn) dei Colli, ospedale Monaldi di Napoli, in occasione dell’incontro 'Non solo colesterolo Ldl: alla scoperta della Lipoproteina (a)', organizzato da Novartis questa mattina a Milano. "Non esiste un identikit valido per tutti i soggetti a rischio cardiovascolare – prosegue Crisci – ognuno ha la sua categoria che viene determinata sulla base di alcune caratteristiche cliniche come colesterolo, ipertensione arteriosa, glicemia, fumo di sigaretta.

Sulla base di questo, siamo in grado di valutare, attraverso degli score, il rischio del paziente e dividerlo in categorie da basso a moderato, elevato e molto elevato.Sulla base della categoria di rischio andiamo ad adattare lo screening cardiovascolare ed eventualmente a decidere i target terapeutici da raggiungere.

Questo ha un grosso impatto nello screening della popolazione e andrebbe sempre effettuato nel corso di una semplice visita o di medicina generale o cardiologica". Oggi la sfida nella gestione dei pazienti con elevati livelli di Lp(a) è gravata dal fatto che non esistono farmaci approvati specificamente per ridurne i livelli, pertanto, i medici si concentrano su strategie indirette. "Attualmente solo la plasmaferesi è in grado di ridurre in modo significativo i livelli di lipoproteina(a), ma è una tecnica abbastanza invasiva – spiega Crisci – Dal punto di vista farmacologico nessun'altra molecola ha un grosso impatto su di essa.Sono, però, in corso degli studi con Aso e siRna che sono nuove tecnologie e farmaci davvero innovativi che possono abbattere in modo significativo il livello Lp(a) e ridurre il rischio cardiovascolare dei nostri pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stefano De Martino e Emma Marrone, la dedica sui social dopo 15 anni

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(Adnkronos) – Una reunion, quella di Stefano De Martino e Emma Marrone, è bastata per infiammare il gossip.La cantante e il conduttore televisivo sono stati avvistati in una nota pizzeria di Napoli, insieme al resto del cast di 'Stasera tutto è possibile', il game show di Rai2, giunto all'ultima puntata che andrà in onda questa sera, martedì 18 marzo, e che avrà come 'ospite speciale' la cantante salentina.  Il conduttore Stefano De Martino avrebbe voluto proprio Emma Marrone come ospite dell'ultima puntata di 'Stasera è possibile'.

Dopo la registrazione, avvenuta ieri sera, i due insieme al resto del cast hanno trascorso insieme una serata all'insegna del divertimento e di tanta musica.Sui social, infatti, è stato lo stesso Stefano De Martino a condividere un video che ritrae Emma mentre canta 'Tu sì 'na cosa grande', di Domenico Modugno.  Lo stesso brano che Emma aveva dedicato a Stefano esattamente 15 anni fa, quando i due stavano vivendo la loro relazione d'amore dopo la partecipazione al talent show di Canale 5, Amici.

Stefano ed Emma si sono amati dal 2009 al 2012, quando poi la relazione si è interrotta bruscamente a causa dei tradimenti di lui, prima con la ballerina Giulia Pauselli e poi con la showgirl Belen Rodriguez, sposata nel 2013.  Con gli anni, i due si sono ritrovati: più volte hanno parlato del loro rapporto speciale, basato solo su una grande amicizia.La reunion di ieri sera, tuttavia, ha acceso la speranza tra i fan della coppia, anche se l'ipotesi del ritorno di fiamma ormai sembra acqua passata.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sapir Berman nella storia del calcio, prima arbitra trans in match internazionale

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(Adnkronos) – Irlanda del Nord-Montenegro è destinata a rimanere nella storia.La partita, valida per le qualificazioni agli Europei femminili Under 17, è stata infatti diretta da un'arbitra transgender.

Sapir Berman, 30enne israeliana, è diventata così la prima donna trans ad arbitrare una partita internazionale di calcio.L'arbitra ha diretto la sua prima gara nel 2018, in un match di elite maschile.

Tre anni dopo ha iniziato la sua transizione, diventando nel tempo un riferimento nel campionato israelino, dove lo scorso weekend ha diretto il big match tra Maccabi Tel Aviv e Hapoel Haifa.  "Diventare arbitra internazionale è un grande onore, un grande orgoglio", ha detto Berman ai canali della Uefa, "ma è soprattutto l’opportunità di continuare a fare ciò che amo, nel mondo che mi ha plasmata e dove sono cresciuta".L'arbitra israeliana dirigerà anche Kazakistan-Montenegro, partita in programma sabato prossimo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lipoproteina (a), rischio cardiovascolare nascosto nei geni di 1 persona su 5

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(Adnkronos) – Ha un ruolo determinante come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Cv), ancora oggi prima causa di morte e disabilità al mondo.E' la lipoproteina (a), nota anche come Lp(a), condizione ereditaria nascosta nei geni di 1 persona su 5.

Scoperta nel 1963 da Kåre Berg, il suo rapporto causale con la malattia coronarica e l'infarto del miocardio è stato definito in modo inequivocabile nel 2009 con lo studio genetico realizzato dal consorzio europeo di ricerca Procardis.Ampi studi prospettici successivi hanno ulteriormente confermato come elevati livelli di Lp(a) (>50 mg/dl) contribuiscano allo sviluppo di aterosclerosi e stenosi aortica, entrambe causa di infarto miocardico e ictus, rendendola così una delle variabili da monitorare, soprattutto nella prevenzione secondaria delle malattie Cv.

Se ne è parlato oggi, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della Lp(a) in programma il 24 marzo, in un evento organizzato da Novartis.  La lipoproteina(a) è una particella sferica biosintetizzata nel fegato costituita da una lipoproteina Ldl a cui si aggiunge la apolipoproteina(a), o Apo(a), mediante formazione di un ponte disolfuro tra apolipoproteina B100 e Apo(a).E' determinata geneticamente, codificata dal gene Lpa situato sul cromosoma 6q26-27, e i suoi livelli, che restano pressoché stabili nel corso della vita, non sono modificabili con cambiamenti dello stile di vita come dieta ed esercizio fisico.

Da un punto di vista epidemiologico, le donne over 50 presentano maggiori concentrazioni di Lp(a), pari a circa il 17% in più rispetto agli uomini, un aumento che coincide generalmente con la menopausa.A coloro che hanno testato la Lp(a) prima della menopausa andrebbe quindi consigliato di ripetere il dosaggio dopo la menopausa, o comunque entro 5 anni dal compimento dei 50 anni. Uno studio prospettico del 2022 ha inoltre evidenziato che i soggetti geneticamente predisposti presentano livelli elevati di Lp(a) sin dalla nascita.

Sebbene nei primi anni di vita i livelli di lipoproteina(a) siano generalmente bassi, il sangue del cordone ombelicale può essere un valido indicatore dei livelli di Lp(a) del sangue venoso neonatale che, se ≥ 90° percentile, possono aiutare l'identificazione dei neonati a rischio di sviluppare livelli elevati di Lp(a) in futuro.Valori superiori a 30 mg/dL sono stati associati a un aumento del rischio di ictus ischemico primario e ricorrente nei bambini e negli adolescenti.  "Il rischio cardiovascolare legato alla lipoproteina (a) sta diventando sempre più un tema di attenzione, soprattutto nei pazienti con precedenti eventi acuti o altre patologie cardiache – spiega Claudio Bilato, direttore della Cardiologia degli ospedali dell'Ovest Vicentino e professore a contratto presso la scuola di specializzazione in Malattie dell'apparato cardiovascolare dell'università di Padova – Studi recenti mostrano che livelli elevati di Lp(a) possono aumentare del 20% il rischio di infarti o ictus, indipendentemente dai fattori di rischio tradizionali.

Questo rende evidente che non considerare la Lp(a) nella valutazione complessiva del rischio cardiovascolare ne determina una sottostima.Al contrario, quindi, il suo dosaggio andrebbe incluso per una corretta ridefinizione del livello di rischio". La Lp(a) è un fattore di rischio indipendente, poiché non legato ad alcuno dei tradizionali fattori di rischio Cv come dislipidemia, obesità e fumo, ed è un parametro importate nel definire o riclassificare il rischio Cv complessivo del paziente: elevati livelli di Lp(a) conferiscono un rischio più elevato ai soggetti con ipercolesterolemia, pur non influenzando i livelli di Ldl-C.

Il dosaggio della Lp(a) andrebbe effettuato in pazienti a medio-alto rischio Cv per una migliore riclassificazione del rischio, in pazienti con eventi acuti recenti, prematuri o ricorrenti (anche in caso di controllo ottimale dei fattori di rischio convenzionali) e in pazienti con una storia familiare di eventi Cv prematuri, in pazienti con dislipidemie genetiche o in soggetti con significativa familiarità per malattia cardiovascolare.In particolare, per i pazienti con eventi acuti recenti, l'ospedalizzazione rappresenta un'opportunità indicata per valutare il rischio CV mediato dalla Lp(a) poiché i suoi livelli si abbassano immediatamente dopo l’evento, ma possono triplicarsi nelle settimane successive. "La Lp(a) è un fattore di rischio che predice e peggiora il rischio cardiovascolare.

Questo suggerisce come lo screening rappresenti un'opportunità concreta per prevenire eventi acuti evitabili – afferma Mario Crisci, dirigente medico Uoc Cardiologia interventistica, Aorn dei Colli – ospedale Monaldi, Napoli – La misurazione della Lp(a), dovrebbe essere presa in considerazione almeno una volta nella vita di ogni adulto per identificare coloro con livelli ereditari molto elevati.Il suo dosaggio andrebbe inserito nel normale percorso di ospedalizzazione a seguito di sindrome coronarica acuta o ictus e ripetuto a distanza di 1-3 settimane dall'evento acuto". Oggi la sfida nella gestione dei pazienti con elevati livelli di Lp(a) è gravata dal fatto che non esistono farmaci approvati specificamente per ridurne i livelli, pertanto i medici si concentrano su strategie indirette, come il controllo di altri fattori di rischio Cv, tra cui il colesterolo Ldl, l'ipertensione, il diabete e l'infiammazione.

Nei casi più gravi si ricorre all'aferesi delle lipoproteine, una procedura invasiva simile alla dialisi che rimuove fisicamente la Lp(a) dal sangue.Tuttavia, negli ultimi anni la ricerca ha compiuto progressi significativi, con lo sviluppo di nuove terapie attualmente in fase di sperimentazione clinica.

Tra queste pelacarsen, un oligonucleotide antisenso attualmente in fase 3 di sperimentazione clinica, sta dando risultati promettenti. "In Novartis sappiamo che le malattie cardiovascolari restano ancora oggi un'emergenza sanitaria globale – dichiara Paola Coco Country, Chief Scientific Officer and Medical Affairs Head Novartis Italia – Il nostro impegno è quello di individuare soluzioni terapeutiche in grado di rispondere a questa sfida e renderle disponibili ad un numero sempre maggiore di pazienti.E' il nostro modo di reimmaginare il futuro delle patologie cardiovascolari per garantire una migliore qualità di vita e sopravvivenza sul lungo periodo affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Andrea purgatori, chiesto il processo per 4 medici

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(Adnkronos) – La procura di Roma ha chiesto il processo per quattro medici in relazione alla morte di Andrea Purgatori, avvenuta nel luglio 2023.L’accusa contestata è di omicidio colposo.

I pm di piazzale Clodio avevano chiuso le indagini lo scorso dicembre nei confronti del radiologo Gianfranco Gualdi, l’assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, e il cardiologo Guido Laudani.Ora la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare che prenderà il via il prossimo 19 settembre.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Artrosi del ginocchio, speranza per cura da estratti di placenta liofilizzata

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(Adnkronos) – "La novità più rilevante proveniente dagli Usa nell'ambito dell'ortobiologia applicata alle patologie del ginocchio è stata la notizia di un nuovo studio in fase 3 per una terapia biologica per la cura dell'artrosi a base di estratti di placenta liofilizzata, terapia denominata Asa (Amniotic Suspension Allograft)".Il futuro della cura dell'artrosi del ginocchio è stato uno dei temi al centro del Congresso annuale dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons (Aaos) a San Diego, a cui ha partecipato la Siot, Società italiana di ortopedia e traumatologia, con il presidente Pietro Simone Randelli che ha confermato ai ricercatori statunitensi "l'interesse dell'Italia quale partner ideale nell'utilizzo di questa nuova terapia che, come emerso dai dati dei primi 2 studi effettuati, riduce i sintomi nel 75% dei pazienti trattati per almeno 1 anno, mostrandosi nettamente superiore agli altri trattamenti", riferisce la Siot.

Per quel che riguarda l'artrosi dell'anca, "tra le novità è stata presentata ufficialmente la nuova protesi a doppia mobilità in lega metallica anallergica, in grado non solo di ridurre notevolmente il rischio di lussazione della protesi, ma anche di assicurarne una longevità pluridecennale".  "Gli ortopedici italiani che hanno contribuito al programma del congresso con speaker d'eccezione – sottolinea Randelli che ha guidato la delegazione italiana al congresso Aaos – confermano ancora una volta il nostro livello fra i più avanzati del mondo: chirurgia protesica dell'anca e del ginocchio, tecniche di ricostruzione per traumi sportivi e tumori dell'osso e tecnologie all'avanguardia per interventi alla colonna vertebrale, piedi e caviglie, i temi di maggiore successo". Tra le novità emerse – riporta la Siot – uno spazio rilevante è stato dato alle tecnologie rigenerative di ultima generazione utilizzate in ambito ortopedico.Nel simposio sulle reali applicazioni cliniche dell'ortobiologia in ortopedia, insieme ai più importanti professionisti del settore, il presidente Randelli ha illustrato come l'utilizzo delle cellule staminali da tessuto adiposo sia utile nella riparazione dei tendini della spalla, portando l'esperienza dell'Istituto Gaetano Pini di Milano sui vantaggiosi risultati ottenuti nei soggetti trattati con questa tecnologia innovativa. "Oggi – commenta a margine del congresso Randelli, direttore Prima Clinica ortopedica dell'università degli Studi di Milano, Istituto ortopedico Gaetano Pini – le cellule staminali possono contribuire a migliorare i risultati clinici delle tecniche di riparazione della cuffia dei rotatori, migliorando i risultati funzionali dei pazienti già nelle fasi precoci della riabilitazione".  La prossima edizione del congresso si terrà a marzo 2026 a New Orleans, in Louisiana, dove la Società italiana di ortopedia ha brillato in passato come 'Guest nation' dell'Aaos, organizzando simposi congiunti e tavole rotonde con i più importanti colleghi statunitensi.

Già quest'anno però, il presidente dell'Academy americana, Annunziato Amendola, parteciperà quale ospite d'onore al 108esimo Congresso nazionale della Siot, che si terrà a Roma dal 6 all'8 novembre 2025 con presidenti Giulio Maccauro e Francesco Pallotta.Il congresso di Roma sarà quindi un'ulteriore occasione di confronto fra i due Paesi per migliorare la qualità di vita e i risultati chirurgici dei pazienti ortopedici.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete per 4,5 mln italiani, solo 1 paziente su 2 aderisce a terapie

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(Adnkronos) – "La prevalenza del diabete in Italia è attualmente attorno al 7%, che corrisponde a circa 4 milioni e mezzo di persone con diabete.Sappiamo, però, che per ogni 2 persone con diabete ce n'è almeno una terza che ha il diabete, ma non sa di averlo: quindi abbiamo circa 1 milione di individui con diabete non diagnosticato.

Il 90% dei casi è costituito da diabete di tipo 2, 5-6% circa da diabete di tipo 1, 1-2% da diabete gestazionale e poi ci sono altri tipi meno frequenti di diabete come il diabete da difetti genetici o forme di diabete secondario.Non solo, si stima che poco più di 1 paziente su 2 sia aderente alla cura suggerita".

Lo ha detto Riccardo Candido, presidente Amd – Associazione medici diabetologi, intervenendo oggi a Roma alla conferenza stampa 'Diabete di tipo 2: investire in salute, tra accesso all'innovazione ed efficienza del Ssn, è la sfida per il futuro', promossa da Lilly.  "Nel mondo le persone con diabete sono più di mezzo miliardo, numero destinato a crescere fino ad un miliardo e 300 milioni da qui ai prossimi 25 anni – avverte lo specialista – Anche in Italia le stime prevedono un aumento al 9-10% della prevalenza nel 2040.Il diabete è una pandemia per i numeri e per l'impatto che ha sulla salute, sulla qualità di vita e sui costi del Servizio sanitario nazionale: basti dire che circa l'8% dei costi sanitari globali sono legati al diabete".

In particolare, "la spesa più elevata riguarda le ospedalizzazioni per le complicanze, i farmaci utilizzati per il trattamento delle comorbilità correlate al diabete e le prestazioni ambulatoriali.Di conseguenza – sottolinea l'esperto – oggi è urgente per gli Stati intervenire con provvedimenti sanitari e politico-istituzionali in grado di incidere sia sulla prevenzione delle complicanze, ma anche sulla corretta gestione della malattia diabetica e sulla cura". Attualmente molte persone con diabete non raggiungono i risultati di controllo prefissati. "I dati degli Annali di Amd rilevano che solo il 56% delle persone con diabete di tipo 2 raggiunge un valore di emoglobina glicata sotto il 7%, che è il primo grande obiettivo target nel controllo glicemico.

I motivi?Diagnosi tardiva e inizio del trattamento non tempestivo; inerzia terapeutica da parte dei professionisti che non intervengono in maniera precoce e incisiva nelle modifiche delle terapie qualora il diabete non sia sufficientemente controllato; difficoltà da parte dei pazienti a mantenere adeguati stili di vita in termini alimentazione e attività fisica; utilizzo di terapie fino a qualche tempo fa non del tutto efficaci e gravate dal rischio di ipoglicemia, per cui lo specialista non poteva spingere troppo il dosaggio", elenca Candido.

E "ovviamente la ridotta aderenza dei pazienti alle terapie che vanno seguite per tutta la vita: si stima che poco più di 1 paziente su 2 sia aderente alla cura suggerita.L'ultimo aspetto è la difficoltà, a livello regionale, di disporre e di mettere a disposizione in tempi rapidi le innovazioni terapeutiche che oggi sono le più efficaci, come tirzepatide, non gravato dal rischio ipoglicemico, che agisce sul controllo glicemico e sulla riduzione del peso corporeo, efficace anche sul controllo della pressione e del colesterolo, agendo quindi anche sulla prevenzione del danno cardiovascolare e renale.

Problematico – conclude Candido – resta nel nostro Paese il tema della disequità di accesso alle nuove opportunità terapeutiche e tecnologiche".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete, Frasoldati (Ame): “Per paziente serve team multidisciplinare”

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(Adnkronos) – "L'orientamento attuale nella cura e assistenza del paziente con diabete è la gestione integrata, in cui è strategico il lavoro in team multidisciplinare, costituito da endocrinologi e diabetologi, ma anche da molte altre figure professionali quali il medico di medicina generale, figura professionale fondamentale perché conosce meglio il paziente e la realtà famigliare e sociale in cui vive e lavora.Il diabetologo e l'endocrinologo sono le due figure di riferimento cui fanno da corollario indispensabile il dietista, il nefrologo, il cardiologo, l'oculista, il neurologo, il chirurgo vascolare, l'ortopedico, lo psicologo fino all’infermiere dedicato".

Lo ha detto Andrea Frasoldati, presidente Ame – Associazione medici endocrinologi e direttore Struttura complessa di Endocrinologia dell'Arcispedale Santa Maria Nuova Irccs, Asl di Reggio Emilia, nel suo intervento oggi a Roma alla conferenza stampa 'Diabete di tipo 2: investire in salute, tra accesso all'innovazione ed efficienza del Ssn, è la sfida per il futuro', promossa da Lilly.  "La presenza di questi specialisti – sottolinea Frasoldati – è decisiva nell'assicurare al paziente e alla malattia un management adeguato con le migliori terapie, una diagnosi precoce e un trattamento ottimale, in grado di prevenire o rallentare la progressione delle complicanze".Ma "una gestione integrata prevede un sistema organizzato per rispondere ai bisogni dei pazienti e la mancanza di uno scambio tra le diverse figure specialistiche può rendere difficile al paziente l'accesso e l'aderenza alle cure". Il diabete, ricorda lo specialista, "è una malattia cronica che comporta un rischio aumentato di diverse complicanze di carattere vascolare che coinvolgono diversi organi.

In tal caso il paziente necessita dell'intervento di tanti specialisti".Sul fronte terapie, "grazie ai benefici di una nuova classe di farmaci si può intervenire sul peso, un aspetto molto importante – rimarca – perché il paziente è contento e più attivo.

Anche in termini di aderenza al trattamento è coinvolto in modo positivo e meno rinunciatario". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fecondazione, Pellicer (Ivi): “Garantire accesso a tecniche Pma a maggiore efficacia”

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(Adnkronos) – "Le tecniche di Pma sono diverse e danno risultati diversi", per questo è importante "garantire l'accesso alle tecnologie più efficaci".Lo ha detto all'Adnkronos Salute Antonio Pellicer, professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università di Valencia, fondatore di Ivi, Istituto valenciano di infertilità, specializzato nella procreazione medicalmente assistita, commentando i dati della Relazione 2024 sullo stato di attuazione della legge 40/2004 in materia di Pma trasmesso del ministero della Salute al Parlamento. "Nel 2022 – sottolinea – in Italia si sono fatti intorno a 87mila trattamenti" di procreazione medicalmente assistita, "un lieve incremento rispetto al 2021.

Le donne che ricorrono alla Pma hanno un'età media intorno a 37 anni: un'età troppo elevata per avere figli e che ritengo sia una conseguenza dei cambiamenti sociali.Rispetto a una volta, infatti, le coppie decidono di avere figli più tardi", a un'età più avanzata. (Video) Tornando alle tecniche di Pma, "se si utilizza il materiale biologico, i gameti della coppia, la classica Fivet, cioè la fecondazione in vitro – spiega Pellicer – con 3 embrioni sani a disposizione, siamo in grado di garantire il 93% di successo.

Se invece utilizziamo ovuli donati, quindi si ricorre all'eterologa con ovodonazione, avendo 5 embrioni, il successo è ancora più alto: si può arrivare anche al 98%, perché gli ovuli sono più giovani".  In Italia ci sono dati che mostrano chiaramente che la Pma è ancora poco utilizza. "Spagna e Danimarca – illustra il professore – hanno un tasso di utilizzo intorno al 10-12%: su 100 bambini che nascono, 10-12 sono da Pma.In Italia sono solo il 4,2%".

Inoltre, secondo il report ministeriale, un consistente numero di centri Pma di secondo e terzo livello presenti sul territorio nazionale svolge un numero ridotto di procedure nell'arco dell'anno.Solo il 32,5% ha eseguito più di 500 cicli contro una media europea del 50,1%.

Si deve inoltre considerare che più della metà delle tecniche di secondo e terzo livello è effettuato in centri privati, con grandi differenze regionali. "Per colmare questo gap – suggerisce Pellicer – ovviamente è importante l'informazione, l'educazione, ma anche l'aiuto economico alle coppie per garantire che accedano al trattamento più moderno ed efficace nei centri pubblici o privati convenzionati".Su questo aspetto "è stato un grande risultato il riconoscimento dell'infertilità come una malattia e, come tale, il suo inserimento nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, cosa che facilita l'accesso al trattamento della Pma.

Ma attenzione: questo aiuto deve essere adeguato – avverte – perché questa è una tecnologia che 'impara' continuamente", evolve in fretta "e bisogna applicare le tecniche più moderne per avere tassi di successo più elevati". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete 2, ok Aifa a tirzepatide per controllo malattia e complicanze

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(Adnkronos) – La malattia diabetica è comune, cronica, sistemica, complessa, eterogenea nelle sue manifestazioni, estremamente dispendiosa per i sistemi sanitari e le famiglie, consumante per chi cura e chi è curato.Più del 90% dei casi di diabete diagnosticati sono rappresentati dalla forma di tipo 2, in aumento in tutto il mondo, Italia inclusa.

La sua gestione è difficile.Solo 1 persona su 2 con diabete di tipo 2 raggiunge il target prefissato di 6,5-7% dell'emoglobina glicata (HbA1c), parametro di riferimento che indica se il diabete nel tempo è ben compensato.

Una risposta concreta alle esigenze dei pazienti e degli specialisti arriva dall'innovazione terapeutica: Aifa ha approvato la rimborsabilità di tirzepatide di Lilly, il primo e fino ad oggi unico farmaco di una nuova classe terapeutica, agonista recettoriale di Gip e Glp-1; il farmaco, inserito in Nota 100, può essere prescritto dagli specialisti e dai medici di medicina generale.Un passo avanti nella terapia del diabete di tipo 2, con un miglioramento del profilo di cura, personalizzazione della terapia e minor ricorso a terapie più complesse e pronto soccorso. Il diabete "dilaga" ovunque, in particolare il tipo 2 che in Italia negli ultimi trent'anni è più che raddoppiato e oggi si assesta mediamente attorno al 7% della popolazione generale, con picchi sopra l'8% in Calabria e Campania.

I dati rilevati dalle principali società scientifiche e monitorati da Istituto superiore di sanità e programma Arno registrano almeno 4 milioni di italiani con diabete diagnosticato, oltre il 90% con diabete di tipo 2, mentre almeno 1 altro milione vive con la patologia, ma non ne è conoscenza per mancata diagnosi.Le prospettive non sono migliori: la prevalenza nel 2040 subirà un aumento al 9-10%, i numeri saliranno a più di 7 milioni fra 15 anni.  "Il 56% delle persone con diabete di tipo 2 raggiunge un valore di emoglobina glicata sotto il 7%, che è il primo grande obiettivo target nel controllo glicemico – afferma Riccardo Candido, presidente Associazione medici diabetologi (Amd) – I motivi?

Diagnosi tardiva e inizio del trattamento non tempestivo; inerzia terapeutica da parte dei professionisti che non intervengono in maniera precoce e incisiva nelle modifiche delle terapie qualora il diabete non sia sufficientemente controllato; difficoltà da parte dei pazienti a mantenere adeguati stili di vita in termini alimentazione e attività fisica; utilizzo di terapie fino a qualche tempo fa non del tutto efficaci e gravate dal rischio di ipoglicemia; ridotta aderenza dei pazienti alle terapie; difficoltà a livello regionale di mettere a disposizione rapidamente le innovazioni terapeutiche che oggi sono più efficaci, come tirzepatide; da ultimo, la disequità di accesso alle nuove opportunità terapeutiche e tecnologiche". "Le principali conseguenze del diabete di tipo 2 sono quelle croniche, dovute al prolungato mantenimento negli anni di elevati valori della glicemia e della tossicità legata agli zuccheri nel sangue – spiega Gianluca Aimaretti, presidente Società italiana di endocrinologia (Sie), ordinario di Endocrinologia università del Piemonte Orientale e direttore dipartimento di Medicina traslazionale – Le principali riguardano il rene, l'occhio, il sistema nervoso centrale e periferico, micro- e macro-circolo, con danni importanti che nel tempo aumentano il rischio di infarto, ictus, e problemi anche a livello epatico, della sfera genitale e del cavo orale.E' necessario diagnosticare il più precocemente possibile la malattia diabetica per intervenire con adeguati trattamenti, solo così è possibile rallentare o in qualche caso prevenire le complicanze che talvolta insorgono quando ancora il paziente non sa di essere diabetico e non ha disturbi.

Inoltre, gli studi dimostrano che le complicanze possono portare negli anni a gravi disabilità e ridurre l'aspettativa di vita in media di 6-7 anni". Nonostante un approccio terapeutico integrato con dieta, attività fisica e farmaci, quasi 1 paziente su 2 non raggiunge tutti e tre gli obiettivi attualmente raccomandati dalle più recenti linee guida internazionali, ovvero controllo della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo.Inoltre, l'85% dei diabetici di tipo 2 è sovrappeso od obeso e non riesce a ridurre il peso corporeo, nonostante gli sforzi.

A questi bisogni clinici non soddisfatti fino ad oggi risponde l'innovazione di Lilly con tirzepatide: un robusto corpus di 5 studi registrativi globali del programma Surpass – riporta una nota – ha dimostrato significativi risultati nel controllo glicemico dei pazienti, con una riduzione dell'emoglobina glicata e del peso corporeo grazie alla doppia inibizione di Gip e Glp-1; inoltre, tirzepatide ha dimostrato la sua efficacia, rispetto ai farmaci in uso, sul controllo della pressione arteriosa e del colesterolo agendo anche sulla prevenzione del danno cardiovascolare e renale.Il farmaco non è gravato dal rischio ipoglicemia e il profilo di sicurezza e tollerabilità sono risultati favorevoli.  Tirzepatide, indicato per i pazienti adulti con diabete di tipo 2 non ben controllato dalla dieta e dai farmaci, già in uso sia in monoterapia con metformina che in aggiunta ad altri farmaci, è contenuto in una penna preriempita facile da usare, somministrato una volta a settimana, migliorando così l'aderenza terapeutica.

Il miglioramento del controllo glicemico e metabolico si associa quindi ad una marcata riduzione delle complicanze e ad un risparmio dei costi. "Investire in salute facilitando l'accesso all'innovazione è cruciale per le persone con diabete di tipo 2 – sottolinea Raffaella Buzzetti, presidente Sid (Società italiana di diabetologia) – L'accesso a terapie innovative può migliorare significativamente gli esiti clinici e la qualità della vita; inoltre, può ridurre il carico clinico e sociale: il diabete di tipo 2 è una malattia cronica con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla società.L'accesso a terapie innovative permette un miglior controllo della glicemia, riducendo il rischio di complicanze come malattie cardiovascolari, insufficienza renale e neuropatie e ciò si traduce in minori ospedalizzazioni e in un miglioramento della qualità di vita.

L'innovazione può condurre a migliorare l'aderenza terapeutica: le nuove terapie offrono benefici in termini di tollerabilità ed efficacia, hanno minori effetti collaterali e modalità di somministrazioni più semplici con migliori risultati clinici che motivano a seguire il trattamento con maggiore costanza". Nel diabete di tipo 2, "contrariamente a quanto avviene nel tipo 1, esiste ancora poca consapevolezza della malattia tra gli stessi pazienti, le diagnosi sono tardive e quando si scopre di essere diabetici si tende a minimizzare il problema – evidenzia Stefano Nervo, presidente Diabete Italia rete associativa Odv – Sarebbe opportuno aumentare la consapevolezza affinché il paziente prenda in carico se stesso, pretenda di ricevere la miglior cura possibile e sia responsabile in prima persona della sua condizione e di ciò che comporta nella gestione quotidiana convivere con il diabete.Avere a disposizione nuove opportunità terapeutiche significa essere curati in maniera più efficace, significa prevenire le complicanze e ridurre il carico terapeutico per il paziente e il caregiver.

Anche i device e la modalità di somministrazione delle terapie sono importanti e possono fare la differenza nel buon successo di una terapia, come nel caso di somministrazione settimanale che ha un impatto molto più positivo rispetto a quella giornaliera".  Il diabete, come "patologia cronica, richiede una sorveglianza che perduri nel tempo, e questo solo il medico di medicina generale può garantirlo – rimarca Walter Marrocco, responsabile scientifico Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale – Inoltre, rappresenta una crescente emergenza sanitaria in Italia, con una prevalenza in aumento e un impatto significativo sulla salute pubblica: è quindi fondamentale promuovere strategie efficaci di prevenzione, diagnosi precoce e gestione della malattia per ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita delle persone affette.In tale contesto e con questi obiettivi la medicina generale diventa essenziale per poterla affrontare e gestire compiutamente". "I numeri ci dicono che la strategia comunicativa adottata in questi anni, che era ed è ancora orientata a non drammatizzare la patologia, è stata ed è decisamente insufficiente, se non addirittura inadeguata – osserva Manuela Bertaggia, vice presidente Fand, Associazione italiana diabetici Odv – Una comunicazione poco incisiva rispetto ad una malattia che richiede cure e assistenza per tutta la vita non riesce a coinvolgere i pazienti e a creare consapevolezza.

Il fatto che lo stesso diabetologo tenda a non parlare di fattori di rischio non ha aiutato a responsabilizzare le persone con diabete di tipo 2, che invece vanno educate su quelli che possono essere i pericoli derivati da certe cattive abitudini e comportamenti errati.Necessaria la prevenzione primaria, attivando campagne di sensibilizzazione che raggiungano la popolazione generale, i pazienti diagnosticati e le persone che magari convivono con la malattia ma non ne sono a conoscenza, e bisogna andare nelle scuole.

Attraverso i bambini e gli adolescenti si agganciano genitori e nonni".  Lilly – ricorda la nota – è impegnata nell'area metabolica da oltre 100 anni, a partire dalla prima insulina commerciale al mondo.Oggi amplia la sua innovazione con una molecola, tirzepatide, che potrebbe rivoluzionare la gestione del diabete di tipo 2.

L'azienda lavora a stretto contatto con decisori pubblici e comunità scientifica per rendere disponibile l’innovazione terapeutica alle persone con diabete. "Lilly è da sempre protagonista nella lotta al diabete, una delle principali sfide di salute pubblica, grazie a un impegno costante nella ricerca e nello sviluppo di terapie innovative – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub – Oggi questo impegno si rinnova con tirzepatide, una terapia innovativa per il diabete di tipo 2, frutto di decenni di ricerca metabolica.Tirzepatide non solo migliora il controllo glicemico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare, ma supporta anche la perdita di peso, un fattore chiave nella gestione della malattia, rispondendo a un bisogno clinico ancora insoddisfatto.

Come azienda ci siamo impegnati molto per far sì che tirzepatide potesse essere disponibile per tutti i pazienti che ne avessero bisogno in ogni regione, andando anche a rispondere al problema delle carenze che ha caratterizzato questa classe di farmaci negli ultimi anni".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bulgaria, gaffe totale: minuto di silenzio per ex attaccante. Ma è vivo

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(Adnkronos) – Clamoroso in Bulgaria.Durante l'ultima giornata di campionato, l'Arda Kardzhali, prima del fischio d'inizio della partita contro il Levski Sofia, ha voluto dedicare un minuto di silenzio a Petko Ganchev, ex attaccante bulgaro e vera e propria leggenda del club, con cui ha segnato 120 gol, in occasione della sua morte.

Il fatto però è che Ganchev, in realtà, è ancora vivo e la gaffe ha fatto immediatamente il giro del web, diventando virale. A commentare il clamoroso errore è stato lo stesso Ganchev, 79 anni, che ha raccontato come abbia appreso della 'notizia' direttamente dalla moglie: "Sono entrato nel cortile di casa mia e c'era mia moglie in lacrime", ha detto ai media bulgari, "mi ha gridato: ‘Petko, Petko, hanno annunciato in televisione che sei morto, ti stanno dedicando il minuto di silenzio’". Immediate le scuse dell'Arda Kardzhali: "La dirigenza del PFC Arda desidera esprimere le sue più sentite scuse all'ex giocatore dell'Arda Petko Ganchev e ai suoi familiari dopo che il club ha ricevuto informazioni errate sulla sua morte", hanno scritto sul proprio profilo Facebook, "auguriamo a Petko Ganchev molti altri anni di buona salute e di godere dei successi della nostra squadra". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il segreto della felicità di Carlo e Camilla? Trascorrere weekend separati

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(Adnkronos) –
Re Carlo e la regina Camilla festeggiano quest'anno 20 anni di matrimonio.Sembra che i due trascorrano "molto tempo separati".

E' forse questo il segreto della loro felicità?  A quanto parte re e consorte, che festeggeranno il 9 aprile mentre saranno in Italia in visita di Stato-, trascorrerebbero i weekend separati.Camilla si ritira nella sua amata e "disordinata" casa di campagna nel Wiltshire senza Charles ogni fine settimana secondo Ingrid Seward, caporedattrice della rivista Majesty, che ha dichiarato che "in realtà i sovrani trascorrono parecchio tempo separati.

La casa di Ray Mill è, se vogliamo, per Camilla una sorta di liberazione dalla vita reale.Prima di sposare Charles, fece un patto con lui: avrebbe tenuto quella casa come rifugio". "Va ogni fine settimana, quando può, e ci va anche d'estate per trascorrere un po' di tempo con i suoi nipoti e i suoi figli, ed è qualcosa che la allontana dall'intero mondo reale e dove va soprattutto per rilassarsi – racconta l'esperta reale – Molto spesso non va a Highgrove a meno che lei e Charles non abbiano altri impegni.

Si tratta di allontanarsi dalle restrizioni dovute alla sicurezza ed essere circondati da personale e persone che fanno cose per te, il che, ovviamente, sarebbe meraviglioso per tutti noi.Penso che nel suo caso abbia bisogno di un posto dove potersi effettivamente rilassare ed essere semplicemente se stessa, e andare in giro con jeans sporchi, se vuole, senza essere costantemente controllata".  Una fonte ha dichiarato all'Express che Camilla "al Ray Mill può sedersi con un grande G&T, togliersi le scarpe e guardare Coronation Street, che Charles detesta".  Il re, invece, quando è libero nei weekend, si reca spesso a Highgrove o a Sandringham, mentre durante la settimana i due risiedono insieme a Clarence House.

Della residenza di campagna di Camilla nel Wiltshire si è parlato la scorsa settimana, quando si è saputo che il re ha acquistato una casa confinante, che sarebbe stata adibita a sede per matrimoni, pagandola 3 milioni di sterline per proteggere la privacy della moglie.   —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crema pasticcera in polvere: ecco perché può essere letale

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(Adnkronos) – La crema pasticcera istantanea in polvere è un elemento fondamentale di molte cucine.Basta aggiungere acqua e riscaldare, e la miscela in polvere di amido di mais e aromi si trasformerà in un delizioso dessert. È difficile immaginare qualcosa di più inoffensivo.

Ma può nascondere un lato oscuro e potenzialmente letale.   Come ricorda infatti la Bbc, il 18 novembre 1981, nella fabbrica Bird's Custard nell'Oxfordshire, una tramoggia di polvere traboccò e la nube che ne uscì esplose, ferendo 9 persone rimasero.Sono state fortunate, visto nel 1919 48 persone, tra cui un bambino, persero invece la vita a causa di un'esplosione in un impianto per amido di grano a Cedar Rapids, Iowa, che rase al suolo parte della città. “L'esplosione principale è sembrato che sollevasse gli edifici e tenerli in sospeso per un momento, lasciandoli poi cadere con il loro stesso peso”, scrisse in seguito un osservatore.

Nel 1977 si verificarono a Westwego, New Orleans, Louisiana, una serie di esplosioni a catena che coinvolsero diversi silos per il grano.Nell’incidente morirono 35 persone. Ma anche nel nuovo millennio le esplosioni di polvere, di varie sostanze, hanno continuato a mietere vittime: nel 2014, 97 persone sono morte a causa dell'incendio della polvere in una fabbrica di Kunshan, in Cina.

Nel 2022, un rapporto di settore ha contato 50 esplosioni di questo tipo a livello globale, anche se non tutte riguardavano prodotti alimentari.  
Ma come può l'impasto di un semplice dessert causare una carneficina?In tutte le esplosioni di polvere ci sono alcuni fattori comuni.

La polvere deve essere composta da una sostanza infiammabile: questo significa che la sabbia, composta da minerali come la silice, è al sicuro.Ma la farina, l'amido di mais, lo zucchero, la polvere di carbone, la plastica in polvere e la polvere di alluminio possono tutti bruciare, il che significa che se vengono trasportati in aria, il rischio di un'esplosione devastante aumenta. Questo perché, sospese in una nuvola, tutte queste particelle hanno un'enorme superficie esposta all'ossigeno.

Il che le rende rapide nella combustione.Se alcune di esse si riscaldano fino all'accensione – e in ognuno di questi casi è stata coinvolta una fonte di calore come l'attrito o l'elettricità statica – l'incendio può diffondersi quasi istantaneamente al resto della nube.

Come un mucchio di coriandoli incendiati in un camino, la polvere sospesa brucia velocemente. Se guardiamo un cucchiaio di amido di mais o di crema pasticcera in polvere, è quasi impossibile immaginarlo come un motore di distruzione.Ci sono però situazioni in cui si può incontrare questa chimica pericolosa nella vita reale, al di fuori di una fabbrica di crema pasticcera o di un silos di farina. Le feste in cui la polvere colorata, spesso amido di mais, viene sparata sulla folla, ispirate alla festa indù dell'Holi, sono eventi popolari in primavera.

Nel 2015, in un parco acquatico di Taiwan, l'amido di mais colorato spruzzato sul pubblico di un concerto ha preso fuoco, provocando un vortice in cui sono rimaste ferite più di 500 persone.Venti persone sono poi morte a causa delle ferite riportate. La direzione del parco ha dichiarato di non essere a conoscenza della possibilità di incendi esplosivi dovuti alle nuvole di amido di mais.

In effetti, le polveri colorate sono spesso vendute con etichette che le indicano erroneamente come non infiammabili, come ha scoperto un team di scienziati nel 2023, quando ha testato le qualità combustibili di varie polveri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tesla, Bocchino: “Felice di averla, politicizzazione che fa Piccolotti una follia. Musk? La sinistra rosica”

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(Adnkronos) – Oggi la Tesla, la macchina di Elon Musk, è diventata un oggetto politico.Viene boicottata in giro per il mondo e calano le vendite in Italia, perché comprare una Tesla ha un significato ideologico, come dimostrano anche le polemiche legate alla scelta di Elisabetta Piccolotti e Nicola Fratoianni (moglie e marito, deputata e leader di Avs) di vendere una macchina che evidentemente li imbarazza.

Italo Bocchino, direttore editoriale del Secolo d'Italia, è proprietario di una Tesla e parla con l'Adnkronos del suo 'status'.  
E' proprietario di una Tesla, immagino un proprietario felice.Partiamo da qui.
 Sono un proprietario felice di una Tesla, a prescindere da Elon Musk e dalle sue posizioni politiche. Cosa vuol dire avere una Tesla, oggi? Vuol dire avere un'auto totalmente elettrica e aiutare l'ambiente, avere prestazioni interessanti, a partire dalla silenziosità e dallo scatto; vuol dire avere un'auto futurista, un super computer con quattro ruote, che è in grado di pensare.

Oggi vuol dire anche avere una posizione a favore o contro Musk, visto che nel mondo stanno camuffando il marchio e visto che Fratoianni e Piccolotti se ne vergognano. 
Elisabetta Piccolotti ha detto che, benché efficientissima, la sua Tesla ora è un peso politico.Come commenta queste parole?
 Sono parole di chi non sa quello che dice, perché ha comprato una macchina da ricchi essendo esponente di un partito che dice di lottare per i poveri.

L'ha pagata 47mila euro mentre io l'ho pagata 37mila euro, evidentemente l'hanno anche riempita di optional da ricchi.Il ragionamento che fanno è bacato.

E' come se persone di destra vendessero le Fiat che hanno perché Elkann è il padrone di Repubblica.E' assurdo non comprare o voler vendere una macchina per ragioni politiche.

La politicizzazione di un'auto è una follia, è veramente un oltraggio ai rapporti civili. Parlando del rapporto con Musk, ha detto che la sinistra 'rosica'. La sinistra rosica, perché un uomo ricco e geniale sostiene la destra ed è amico di Giorgia Meloni.La sinistra vorrebbe la sua Meloni e il suo Musk e non ce l'hanno, per questo rosica.

Musk, tra l'altro, dice oggi le stesse cose che diceva quando sosteneva Obama e allora andava tutto bene.  
Ci sono anche i dati a dire che c'è un 'effetto Musk' sulle vendite di Tesla in Italia.Come lo spiega?
 Le vendite sono in calo perché Tesla ha fatto il pieno nella stagione degli incentivi che sono finiti, perché l'acquisto di un'auto elettrica non è per tutti e anche perché, evidentemente, c'è un fattore ideologico visto che Musk si è buttato in politica.

Lo dimostra anche lo show che ha fatto con Trump alla Casa Bianca per correre ai ripari. (Di Fabio Insenga)   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)