Una vittoria prestigiosa, una vittoria che regala continuità. La Juve Stabia, Under 17, batte la Sambenedettese per 1-0 grazie ad un gol su calcio d’angolo di Guarracino. Una gara combattuta, contro un’ottima squadra che ha provato a creare qualche grattacapo ad Esposito. Al termine del match abbiamo ascoltato Mariano Guarracino.
Una vittoria prestigiosa, una vittoria che regala continuità. La Juve Stabia, Under 17, batte la Sambenedettese per 1-0 grazie ad un gol su calcio d’angolo di Guarracino. Una gara combattuta, contro un’ottima squadra che ha provato a creare qualche grattacapo ad Esposito. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Michele Sacco.
Così in campo:
JUVE STABIA – Esposito, Boccia, Luongo (Zaccariello), Mangini, Miccio (D’Aniello), Di Pasquale (Percuoco), Pulcino, Selvaggio (Celentano), Stoecklin (Gaudino), Guarracino, Masotta (Pascale). A disp. Di Biase, Chierchia. All. Sacco
Una vittoria sofferta, ma una vittoria più che meritata vista la mole di gioco e di occasioni da gol create. I ragazzi di mister Franzese, Under 15 della Juve Stabia, battono al Menti per 3-2 la Sambenedettese. Apre le marcature Di Serio al secondo, poi la doppietta di Pacchioli ribalta il punteggio ma è ancora Di Serio a trovare il pareggio al 25esimo. Il 3-2 finale è di Minasi abile a stoppare al limite, su assist di Santarpia, e a trovare il gol che regala i tre punti. Al termine del match abbiamo ascoltato Ferdinando Santarpia.
Una vittoria sofferta, ma una vittoria più che meritata vista la mole di gioco e di occasioni da gol create. I ragazzi di mister Franzese, Under 15 della Juve Stabia, battono al Menti per 3-2 la Sambenedettese. Apre le marcature Di Serio al secondo, poi la doppietta di Pacchioli ribalta il punteggio ma è ancora Di Serio a trovare il pareggio al 25esimo. Il 3-2 finale è di Minasi abile a stoppare al limite, su assist di Santarpia, e a trovare il gol che regala i tre punti. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Vincenzo Franzese.
Così in campo:
JUVE STABIA – Arrichiello, Capo, Noviello, Esposito G.P., Ventrone, Santarpia, Vitale (Damiano), Ruggiero (Leone), Minasi (Somma), Di Serio, Casillo (Carannante). A disp. Mele, Mahmoud, Marino, Balzano, Prisco. All. Franzese
SAMBENEDETTESE – Paparella, Pacchioli (Vogt), Sterpi, Benigni (Bianchini), Di Girolamo, Ferretti, Cardoni, Amici, Fiscaletti, Curzi, Capparuccini. A disp. Celi, Nurcja, Maiga. All. Saggiomo
GOL – 2′ 25′ Di Serio (J), 4′ 12′ Pacchioli (S), 59′ Minasi (J)
Alla giornalista di Catania Fabiola Foti è stata fatta trovare una testa di agnello spaccata sul parabrezza dell’autovettura.
Una testa di agnello divisa a metà è stata fatta trovare la notte scorsa sul parabrezza dell’auto di Fabiola Foti, direttrice del sito L’Urlo.news, che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri di Catania. È stata la stessa giornalista a rendere nota la vicenda pubblicando sulla pagina del giornale online la notizia e una foto.
«Qualche giorno fa – scrive Fabiola Foti – qualcuno mi ha scritto sui social “fatti i cazzi tuoi”. La notte scorsa ho trovato una testa di agnello sul parabrezza della macchina. I macabri resti erano stati spalmati lato guida. Ho chiamato i carabinieri e ho sporto denuncia». «Quindi cosa significa questo? Che dovrei – si chiede Foti – piuttosto parlare del tempo e di cassate siciliane? Mi si invita a scrivere di altro? Sono una giornalista siciliana che vive e opera a Catania. Devo parlare del mare? Devo parlare dei dolci tipici? Volete che scriva che tutto va bene? ”
In merito alle intimidazioni di cui è stata vittima la direttrice Fabiola Foti, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Assostampa Catania, Ugl Catania e Fratelli d’Italia, hanno espresso la solidarietà nei confronti della giornalista.
«Il consiglio dell’ordine dei giornalisti di Sicilia esprime profonda preoccupazione per l’inquietante episodio che ha visto suo malgrado protagonista la collega Fabiola Foti. Il consiglio garantisce sin d’ora alla giornalista la propria vicinanza, certo che proseguirà la propria attività senza lasciarsi intimidire. Al tempo stesso si augura che le forze dell’ordine diano una immediata risposta a chi, anche attraverso tali gesti, prova a condizionare il ruolo dell’informazione in Sicilia», dichiara la nota dell’Odg.
«La segreteria di Assostampa Catania, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani, manifesta la propria vicinanza e solidarietà alla collega Fabiola Foti, direttore del giornale on line L’urlo, che ha subito pesanti intimidazioni dopo gli articoli pubblicati su quanto accaduto alla fine della processione del fercolo di Sant’Agata e sulla presenza costante di pregiudicati nelle vicinanze del fercolo stesso. Il sindacato ribadisce con forza l’importanza sociale di un giornalismo libero e respinge qualsiasi tentativo di condizionamento. In questa occasione rivolge un appello al Prefetto Claudio Sammartino affinché si affronti il tema della libertà e serenità dei giornalisti nel corso di un prossimo tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica», commenta Daniele Lo Porto, segretario provinciale Assostampa Catania.
Anche l’Ugl ja fatto fa sentire la propria vicinanza. «A nome della Ugl di Catania esprimo la solidarietà alla giornalista e direttrice della testata online “L’urlo”, Fabiola Foti, vittima di una vile intimidazione legata probabilmente al suo intenso lavoro di inchiesta e di ricerca della verità su fatti che riguardano il nostro territorio. Il sindacato è sempre vicino a chi, in questa città continua a mantenere la schiena dritta, producendo informazione libera da qualsiasi condizionamento», si esprime il segretario generale territoriale della Ugl, Giovanni Musumeci.
Si unisce al coro di solidarietà anche Fratelli d’Italia Catania.
«Il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Catania, tramite il suo coordinatore, Alberto Cardillo, esprime la propria solidarietà alla giornalista catanese Fabiola Foti, oggetto di una pesante intimidazione. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza a Fabiola così come a tutti i giornalisti che ogni giorno subiscono intimidazioni sol perché adempiono al loro dovere, poiché la stampa libera, anche quando scomoda per alcuni, – conclude Cardillo- è guardiana di libertà, trasparenza e democrazia», si legge in una nota.
Don Giuseppe Amato scrive una lettera aperta al ministro (??) Marco Bussetti* che, in risposta ad una domanda fattagli da un giornalista di Nano Tv che gli chiedeva come possano fare le scuole del Sud a recuperare il gap con quelle del Nord, non trova niente di più intelligente dal non discostarsi dal dettato leghista e quindi dichiarare:
“ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte. Più fondi? No, più impegno: lavoro, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio”. Sic!
Una dichiarazione che ha suscitato molte proteste, e tantissima indignazione, non solo al Sud ma in tutt’Italia e, oltre a Don Giuseppe, in tanti hanno scritto e qualcuno ha inviato anche direttamente a noi il proprio pensiero (LEGGI) esprimendo la propria indignazione.
Tra chi non ci stà e non riesce a farsene una ragione, come su scritto, c’è anche Don Giuseppe Amato, Parroco delle Comunità di Pollina e Finale e Assistente diocesano dell’Azione Cattolica e, dallo scorso mese di Luglio, anche delegato della pastorale sociale e del lavoro su nomina del Vescovo S.E. Mons. Marciante, che prende la penna e scrive:
A seguire siamo leti di sottoporla anche alla vostra lettura:
“Egregio Sig. Ministro,
Dopo aver visto il video di una sua intervista, vorrei contestare non tanto la sua bieca risposta, ma la domanda che le ha posto il giornalista.
Noi (del Sud) non vogliamo fondi e soldi, necessari per carità, indispensabili senza dubbio, ma siamo di certo stanchi di far pensare che stiamo sempre lì a chiedere “l’elemosina” (per altro dovuta da uno stato che dovrebbe reinvestire in servizi le tasse versate), a sperperare danaro pubblico, a non essere capaci di far fronte alla diverse problematiche del Sud con le nostre forze e le nostre risorse.
E’ vero non siamo al passo con il resto dell’Italia, negli anni la nostra forza lavoro, tante professionalità e tante intelligenze sono venute meno. Diversi di noi hanno trovato fortuna al nord, altri, la maggior parte, all’estero, e mi creda non sa cosa darebbero per tornare a vivere nella nostra terra.
Siamo stanchi delle etichette: mafiosi, fannulloni, parassiti, spaghetti cu a pummarola ncoppa e mandolino, e ci dispiace che sia proprio il Ministro dell’Istruzione a prestare il fianco al propagarsi ancora di certa mentalità.
Sì, un torto lo riconosco a questa terra disgraziata e benedetta, di aver permesso a tanti di fare razzia della nostra cultura, dei nostri beni, delle nostre materie prime; avremmo dovuto essere un pò più egoisti, ma non saremmo stati meridionali, ci distinguiamo sempre per il nostro cuore grande e la nostra generosità, per il nostro calore e la capacità di accogliere, perché chi viene qui, non da padrone, può solo arricchirci.
Lei parla di impegno, di lavoro, di sacrificio, ora potrei risponderle con tanti di quei luoghi comuni legati alla politica, al suo partito, a come lei è diventato Ministro che forse le verrebbe su un minimo di rossore, ma non è questo il mio intento.
Questa gente l’impegno ce lo mette ogni mattina per raggiungere i propri luoghi di lavoro in mezzo a strade da terzo mondo.
L’impegno ce lo mettono i nostri ragazzi che non hanno le metropolitane per raggiungere le scuole, ma gli autobus sgangherati, e si alzano alle 6:00 o (anche prima i pendolari dei treni) per guadagnarsi un minimo di istruzione.
L’impegno ce lo mettono i nostri docenti e il personale non docente per tenere in piedi le scuole, dove spesso i genitori devono comprare la carta igienica perché i fondi alla scuole non bastano, o dove nei mesi più freddi si devono sospendere le elezioni perché è finito il budget per acquistare il gasolio che alimenta i riscaldamenti.
L’impegno ce lo mettono i nostri genitori che, in tempi di crisi, ogni anno devono spendere centinaia di euro per cambiare i libri, poiché arrivano gli amici delle case editrici con tutte le novità del caso.
Dietro a tutto questo impegno ci stano padri e madri di famiglia che lavorano anche a giornata, a volate a ore, spesso in nero per mantenere le famiglie. Dietro a tutto questo c’è il sacrificio di tanti che sono dovuti partire per andare a insegnare in altre regioni trapiantando altrove intere famiglie e spezzando legami.
Quindi non ci venga a parlare di impegno, di lavoro e di sacrificio, perché insieme a tanti limiti sappiamo di cosa stiamo parlando.
Allora caro giornalista riformula la domanda: “Signor Ministro cosa farà per colmare il gap tra la sua ignoranza e il Ministero che è chiamato a ricoprire?”
*Chi è il ministro Marco Bussetti:
leghista con diploma di educazione fisica rilasciato dall’ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) di Milano e successiva laurea specialistica in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, attualmente ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel Governo Conte (chiaramente per soli meriti amicali). E questo è. Così siamo messi!
lettere/OPINIONI/ Cefalù: lettera aperta di Don Giuseppe Amato per il “ministro dell’istruzione” (??!!) Bussetti
Castellammare, commemorazione delle Foibe: dove erano le istituzioni?
Questa mattina a Castellammare di Stabia, su iniziativa del consigliere comunale Ernesto Sica, si è tenuta in Piazza Principe Umberto, la commemorazione delle vittime delle Foibe. Alle ore 11 è stato posizionata ai piedi del monumento ai caduti, una ghirlanda commemorativa ed è stato rispettato un minuto di silenzio in rispetto delle vittime.
Ebbene in un momento storico così importante, sembrerebbero essere state assenti le più alte figure istituzionali. A denunciare l’accaduto una cittadina stabiese presente al momento commemorativo. La donna ha così commentato la situazione:
Dov’era la fascia tricolore? Dov’era il gonfalone? Dov’erano le due cariche più importanti? Dov’erano i vigili in alta uniforme? Purtroppo esistono vittime di serie A e vittime di serie B. Questa mattina mancava tutto questo!
Ha poi concluso:
Sono stata li e mi è sembrato di vedere uno squallore, al posto di commemorare dei morti.
In base a quanto riportato dalla donna e raccolto dalla Redazione di ViVicentro, presente all’evento commemorativo, Ernesto Sica consigliere comunale per FdI, Michele Aprea, coordinatore di FdI, Vincenzo Ungaro. Insomma ecco riportato lo sdegno di una cittadina che questa mattina, presenta ad un evento commemorativo importante, ha visto la mancanza e forse, un pizzico di leggerezza, da parte delle istituzioni della nostra città.
Oggi ha avuto luogo la celebrazione di commemorazione in onore per le vittime delle Foibe
Castellammare, questa mattina si è tenuta la commemorazione delle vittime delle Foibe, dove è stata depositata una corona di alloro al monumento ai caduti a ed un minuto di silenzio partito alle ore 11.oo in Piazza Principe Umberto. Ha così commentato il consigliere comunale Ernesto Sica:
Finalmente anche la mia Città ha iniziato ufficialmente ad abbattere il muro del Ricordo negato riguardo le Foibe.
Negli anni da soli abbiamo portato avanti il ricordo delle Foibe in Città ed ora,nonostante tutto, l’amministrazione comunale, di cui faccio parte, ha fatto un primo passo importante ufficiale per il Ricordo delle migliaia di Italiani uccisi o costretti alla fuga dalla ferocia omicida dei partigiani comunisti del Maresciallo Tito.
Una prima “pietra” importante per la pacificazione nazionale della memoria è stata posta in Città.
Basta con sterili contrapposizioni ideologiche quando si parla del ricordo dei caduti di qualsiasi colore politico essi siano, TUTTI i caduti meritano sempre rispetto ( soprattutto quando sono nostri connazionali uccisi tragicamente). L’ITALIA è UNA ed indivisibile anche nella MEMORIA ! I negazionisti della memoria,di qualsiasi colore essi siano, sono nemici della Patria !
La lite sarebbe avvenuta a causa di motivazioni passionali
Napoli, al Vomero ieri sera un 17enne è stato denunciato in stato di libertà, a causa di un ferimento in una lite di un ragazzo di 18enne, M.C. Secondo il referto medico dei sanitari del Cardarelli, il ragazzo sarebbe arrivato ieri sera in pronto soccorso con una ferita lacero contusa alla gamba destra causata da un corpo contundente. Il 18enne ha dichiarato alle forze dell’ordine che mentre si trovava in piazza Fuga, un ragazzo di sua conoscenza, gli si è avvicinato e lo ha ferito a seguito di una lite avvenuta per motivazioni passionali.
M.C. ha detto che aveva già litigato con il minorenne tre giorni per lo stesso motivo sentimentale. La polizia subito si è messo sulle tracce del minorenne che però si è presentato in questura accompagnato dai genitori e assumendosi le sue responsabilità.
Mancano tre giorni al big match tra Juve Stabia e Catanzaro. Le due squadre si affronteranno mercoledì alle 20.30 al Romeo Menti; in alcun caso la gara potrà essere decisiva, in un senso o nell’altro, ma è innegabile che la sfida tra la squadra di Caserta e quella di Auteri sia uno dei crocevia della stagione. 12 i punti che separano il Catanzaro dalla Juve Stabia capolista, con i calabresi che hanno però una partita in meno delle Vespe.
Come confermato dal D.G dei gialloblu, Clemente Filippi, al termine del match vittorioso di Rende, la speranza è quella di poter contare mercoledì su un Menti gremito ed infuocato. Solo in due occasioni, nei match casalinghi contro Casertana e soprattutto Catania, la Juve Stabia è stata assistita dal pubblico delle grandi occasioni.
Per risvegliare il richiamo gialloblu, si è attivata la Curva Sud, tappezzando luoghi simbolo di Castellammare con striscioni di invito allo stadio destinati ai tifosi meno affezionati. Nei giorni scorsi sono infatti comparsi tanti slogan a tinte stabiesi: dalla Cassarmonica, passando al centralissimo Viale Europa, toccando le Antiche Terme, fino al Liceo Classico ed al Liceo Scientifico, con l’obiettivo di contagiare con la febbre gialloblè più tifosi possibili.
“Invadiamo il Menti” – “Sosteniamo la Juve Stabia” – “Segui lo sciame” – “Tutti al Menti” – “Fincantieri è Juve Stabia”: messaggi che puntano ad essere recepiti anche da chi in questi mesi non è stato vicino al meraviglioso cammino dei ragazzi d Caserta. Mercoledì sera si saprà quanto gli appelli della Curva Sud saranno stati convincenti.
Sembrerebbe partito tutto a seguito di un rifiuto da parte del ragazzo
Vico Equense, una ragazza del luogo avrebbe minacciato e pedinato un ragazzo, 25 anni di Napoli. La sua rabbia sarebbe nata nel momento in cui il ragazzo l’avrebbe respinta. Non sarebbe nata una semplice cotta da parte della ragazza, in quanto parliamo di un vero e proprio amore malato. Al secco no da parte del ragazzo alle avance della coetanea, le cose si sarebbero fatte più pesanti da affrontare. Inoltre sembrerebbe che il ragazzo era già felicemente fidanzato ed era quasi in procinto di sposarsi. Questo però non l’ha fermata che ha cominciato a tampinare il ragazzo con chiamate a qualsiasi ora, messaggi, audio. Il 25enne è costretto perfino a bloccare il suo profilo, senza successo; quest’ultima, infatti, ha ricominciato dopo poco a tempestarlo di messaggi attraverso altri profili fake. Di fronte ai diversi rifiuti la giovane a minacciato il ragazzo: “se non stai con me dirò alla tua ragazza che hai un’amante”.
Da qui è partita la denuncia per stalking e diffamazione. Ora partirà il processo. (Metropolis)
Sorrento, in sei giorni rimosse e smaltite dalle spiagge della zona tre tonnellate di rifiuti. L’operazione è cominciata lunedì scorso fino alle prime ore di questa mattina, ad opera dell’assessorato comunale all’Ambiente, che ha permesso di raccogliere chili e chili di legno e oggetti in plastica che avevano invaso le spiagge di Marina Piccola, Marina Grande e Puolo a seguito delle recenti mareggiate. Si tratterebbe di rifiuti proveniente per la maggior parte dal Sarno.
Così ha commentato Luigi Di Prisco, consigliere comunale delegato alla Risorsa Mare e principale promotore dell’iniziativa :
«Abbiamo fronteggiato una situazione straordinaria mettendo in campo la task-force ideata dall’assessorato all’Ambiente che ogni settimana, anche nei mesi invernali, pulisce le spiagge pubbliche. È stato importantissimo eliminare questi rifiuti rapidamente per evitare che le precipitazioni attese nelle prossime settimane li trascinassero di nuovo al largo».
Conclude Di Prisco:
«Andiamo avanti con forza e decisione per lasciare in eredità ai nostri figli un un ambiente migliore di quello che ci è stato consegnato». (Il Mattino)
Tantissime occasioni sprecate per la squadra di Ancelotti che ha giocato contro la Fiorentina ieri sera a Firenze. Clamorose soprattutto le opportunità capitate a Mertens e Milik. Bene per la Fiorentina che ha saputo tenere testa agli azzurri. Ecco le foto del match di ieri, a cura di Giovanni Somma:
Nuovi scontri ma meno partecipanti in Francia alle manifestazioni dei Gilet gialli che giungono così al tredicesimo sabato di manifestazioni a Parigi e in tutta la Francia. A roma, invece, è rimasto deserto il setting annunciato da un movimento italiano che si ispira ai gilet gialli.
Anche questa volta si sono registrati scontri nella capitale: una Molotov è stata lanciata davanti al portone del Senato, auto e vetrine sono state date alle fiamme, un dimostrante ha perso una mano per lo scoppio di un lacrimogeno.
Cortei si sono registrati anche a Bordeaux, Tolosa, Marsiglia e altre città e tuttavia la partecipazione è in netto calo: a Parigi hanno sfilato soltanto 4.000 persone, poco più di 50.000 in tutta la Francia, e il gruppo di Nizza, che aveva annunciato un grande evento mediatico che sarebbe dovuto iniziare intorno alle 17:00 alla frontiera con l’Italia, è stato bloccato in autostrada dalle forze dell’ordine. Venerdì, i Gilet gialli avevano fatto un blitz a Sanremo mentre a Roma, invece, è andato deserto il setting annunciato da un movimento italiano che si ispira ai gilet gialli ma questa è cosa naturale e distinguente tra i francesi e gli italiani.
Infatti, quando Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, stando a quanto tradizionalmente viene raccontato, rispondendo a chi le riferiva delle proteste del popolo affamato e della mancanza di pane disse:
«S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche.»«Se non hanno più pane, che mangino brioche.»
ecco che il popolo francese insorse e prese si qualcosa, ma non certo le brioches, bensì prese la Bastiglia. Questo i francesi. Gli italiani invece, c’è da scommettere, avrebbero ringraziato per il magnanimo pensiero e, finanche applaudendo al gentil pensiero, avrebbero continuato ad arrangiarsi come potevano, ciascuno a modo proprio, magari calpestando un proprio simile tanto per sfogare la propria frustrazione; e magari sentirsi superiore. E le vicende, nonchè le condizioni di questi giorni: AD 2019, Era Gialloverde, lo confermano ampiamente.
E questo è stato, è, e sarà sempre: siamo italiani, si dice, e questo già la dice lunga perché di italiani, di fatto, non c’è traccia alcuna. E’ una storiella raccontata dai savoiardi e da Garibaldi smentiti anche da Massimo D’Azeglio che annotava il dato secondo il quale, per quanto l’Italia geograficamente e politicamente nel 1861 risultasse unita, in essa regnavano, e sarebbero sempre regnate culture, tradizioni e lingue (o dialetti) diversi tra loro per cui sarebbe stato più corretto prenderne atto e affermare che non tutto era stato fatto ma che:
“fatta l’Italia ora bisogna fare gli italiani”
cosa purtroppo mai presa in considerazione, e quindi mai fatta, per cui l’Italia geografica continuava, continua e continuerà ad essere l’Araba Fenice dei Comuni dalle cenere dei quali continua a risorgere ed ai quali resta “fedele nei secoli” visto che, di fatto, la cosiddetta unità fu violentemente e fraudolentemente imposta dal regno sabaudo che, artificialmente e solo geograficamente, la proclamò unicamente a suo uso e consumo (ma questo è altro, seppur storia). Ma venendo all’oggi, e a ben vedere, si deve annotare che purtroppo, nel corso del tempo, semmai evoluzione c’è stata, questa in realtà è una ulteriore involuzione visto che ai Comuni, sempre più di frequente, si sostituiscono i propri cortiletti di quartiere, addirittura di casa (e di casta).
Esagero? Può darsi e, alla fin fine, sono il primo a sperarlo ma ….
Ma quando apro mente ed occhi vedo anche di peggio per cui, adeguandomi al personalismo vigente, non posso fare a meno di dirmi: io speriamo che me la cavo
e italianamente dire: Povera Patria, dimenticando anch’io che, alla fin fine, chi ci comanda sono soggetti scelti dalla maggioranza di noi per cui, se …. sono loro, altrettanto lo è chi li ha eletti perché in loro si specchiano ed in loro vedono gratificate le loro frustrazioni.
Brutto finale per la Givova Ladies, alla Tendostruttura di Via Vittorio Veneto di Gragnano vince la Banca Stabiese: il racconto in scatti del match
Finisce con una sconfitta la prima partita delle Givova Ladies alla Tendostruttura di Via Vittorio Veneto a Gragnano e valevole per l’ultima giornata della regular season nel confronto diretto con la Banca Stabiese che costa alle ragazze dirette da Nicola Ottaviano il sesto posto in classifica.
Guarda le foto realizzate dal fotografo Antonio Gargiulo che ci racconta così l’ultima partita della regular season della Givova Ladies, contro la Banca Stabiese
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Ieri, da Vicenza, i due vicepremier Di Maio e Salvini hanno annunciato l’arrivo a breve dei rimborsi per i risparmiatori truffati e, uniti, hanno lanciato la sfida a Bankitalia e Consob: “azzeriamo i vertici” . ha detto Salvini – “non è una critica a persona ma è necessario tirare una linea su chi doveva vigilare e non lo ha fatto”.
Risarcimento in tempi rapidi per risparmiatori quindi, dicono Di Maio e Salvini assicurando che i decreti attuativi saranno pronti tra pochi giorni e che il fondo di un miliardo e mezzo è pronto essere utilizzato.
Questo è il messaggio unitario che i vicepremier Salvini e Di Maio hanno mandato ieri, a Vicenza, davanti ai risparmiatori delle banche Venete in assemblea dove, lasciando da parte le tante frizioni tra le quali il caso Diciotti, le tensioni con la Francia e il TAV, si presentano uniti e lanciano anche la sfida a Bankitalia e Consob che non hanno vigilato e dicono che vanno abrogate.
Tornando ai risarcimenti, affermano che si procederà comunque e a prescindere, e questo nonostante la lettera dell’Unione Europea per la quale potrebbe configurarsi un aiuto di stato per di più inutile e anche pericoloso.
Sulla stessa linea è il PD Veneto che, con Alessandra Moretti, evidenzia che ci sono delle procedure da rispettare: la loro propaganda – dice la Moretti – mette seriamente a rischio gli indennizzi.
Unica nota positiva, secondo il PD, è l’avvio dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta che rappresenta un’occasione per alzare il velo su un intreccio tra politica, imprenditoria e banche in Veneto
Termina con una sconfitta la regular season della Givova Ladies, queste le parole di coach Nicola Ottaviano
Finisce con una sconfitta la prima partita delle Givova Ladies alla Tendostruttura di Via Vittorio Veneto a Gragnano e valevole per l’ultima giornata della regular season nel confronto diretto con la Banca Stabiese che costa alle ragazze dirette da Nicola Ottaviano il sesto posto in classifica.
In una gara vibrante e giocata davanti ad un’ottima cornice di pubblico, il risultato finale è stato di 54-63 con le ragazze in maglia NeroArancio che sono partite con Sicignano, Iozzino, Pastena, Gatti e Sapienza in quintetto mentre il team stabiese risponde con Inverno, Potolicchio, Borriello, Atanasovska e Dione.
A fine gara queste le parole di coach Nicola Ottaviano: “In primis voglio ringraziare il Comune di Gragnano per l’ospitalità. Ci ha permesso di allenarci in questi giorni e di disputare la partita di stasera facendoci sentire come a casa. Inoltre ci tengo a ringraziare sia le associazioni sportive che il pubblico caloroso, è sempre bello giocare in un palazzetto pieno. Per quanto riguarda la partita complimenti a Castellammare, le ragazze hanno segnato con una sfrontatezza incredibile, mentre noi facevamo fatica in alcune parti di gioco a trovare il fondo della retina. Abbiamo comunque lottato per provare a restare in partita, ma ogni azione in attacco dove potevamo ribaltare l’inerzia abbiamo perso puntualmente palla con errori banali. Quindi bisogna lavorare anche su questo, abbiamo ancora qualche mese per poterlo fare, il discorso è sempre lo stesso, lavorare su queste ragazze per provare a mantenere un buon gruppo l’anno prossimo e non dover iniziare da zero. Ora testa alla Coppa Campania”.
Dal 2000 in Sicilia è ripresa l’emigrazione verso il Nord Italia e i mercati esteri, soprattutto di giovani. Negli ultimi 4 anni in 90 mila sono andati via.
Per il 2018 l’Istat (Istituto nazionale di statistica) ha evidenziato come ancora i siciliani continuano in massa a cambiare residenza per motivi di lavoro, tanto che lo scorso anno si è arrivati a ben 25mila partenze.
Per avere una portata del danno, basti pensare che quattro anni prima, a dicembre del 2014, la popolazione contava 5 milioni e 92mila persone. Significa che in quattro anni abbiamo perso 90mila cittadini, in media 22mila e 500 l’anno. Però la rilevazione Istat ci fornisce un andamento differenziato: 2mila in meno a fine 2014, poi si sale a 18mila in meno a fine 2015, un calo di altri 18mila a fine 2016, ben 30 mila in meno a fine 2017 e 25mila in meno a fine 2018. Un calo demografico eccessivo, che potrebbe anticipare, continuando questo trend precipitoso, la previsione Istat che vede in Sicilia un milione di abitanti in meno da qui al 2065.
La popolazione registrata ad inizio dell’anno scorso era composta da 5 milioni e 27mila unità; alla fine dei dodici mesi i “superstiti” di un anno di fortissima crisi sono risultati 5 milioni e 2mila. La perdita è stata del 4,9 per mille. In pratica, ogni mille abitanti, cinque hanno deciso di fare le valigie, stanchi di un sistema inaccessibile che mortifica sacrifici e merito e che gestisce l’accesso al lavoro solo tramite clientele e raccomandazioni. Inoltre facendo il saldo fra nuovi nati e deceduti, viene fuori un meno 10.600, quindi i decessi hanno superato di gran lunga le nascite.
Nell’Isola gli immigrati che hanno preso residenza sono stati 6.900 in più dei siciliani che sono andati invece a lavorare all’estero. Il fenomeno che tuttavia determina il crollo della popolazione è l’emigrazione verso il Centro-Nord. Quelli che hanno lasciato la Sicilia sono stati 16.400 in più di quelli che dal Nord sono venuti a lavorare nell’Isola. Ci sono anche i trasferimenti per altri motivi, come i pensionati che vanno a vivere all’estero per non pagare tasse. Anche in questo caso la fuga dalla Sicilia è molto più intensa: sono stati 4.400 in più degli stranieri che hanno scelto di venire a vivere nelle dimore del Sud-Est isolano. La somma di tutti questi saldi presenta un calo demografico di 25mila unità.
Ad incidere sulla scelta di emigrare non è solo la mancanza di lavoro, c’è anche la bassissima qualità di vita. Infatti, rispetto all’aspettativa di vita alla nascita, l’Istat ci dice che l’Isola è terz’ultima nel Paese riguardo alla durata della vita degli uomini (79,9 anni in media) e penultima per le donne, che però vivono più a lungo (84 anni).
L’opinione.
Le leggi deviate degli ultimi decenni propugnate da ipocriti governi nazionali e regionali, di centrodestra e centrosinistra, sostenuti dalle rispettive innumerevoli pletore di mantenuti con l’estorsione fiscale, hanno da un lato tenuto l’Isola in uno stato di bisogno generale, carenza infrastrutturale, sotto sviluppo e disoccupazione, da qui anche l’emigrazione, e per un altro verso hanno forzosamente invalidato qualsiasi legittima civile reazione da parte dei siciliani che non vorrebbero assoggettarsi al conclamato ingordo sistema politico-istituzionale-burocratico-giuridico-sindacale-professionale siciliano. A questo si sommi che i grandi bacini elettorali vincolati dal clientelismo pubblico e voto di scambio sociale, garantiscono il consenso rinsaldando ad ogni elezione gli stessi trasversali partiti che da sempre si spartiscono le risorse dell’Isola. Si aggiunga, guarda caso, la parallela delinquenza e la criminalità organizzata. Sicché la domanda, anzi il grido di dolore si rinnova: Come se ne esce dall’annosa morsa politico-istituzionale-giuridica, interiormente conservatrice (per usare un eufemismo) che tiene sottoscarpa i siciliani produttivi, lavoratori, privati ed operosi ? Come ne possiamo civilmente uscire i siciliani da questa, detto in siciliano popolare, mafiosità costituzionalizzatasi ?
Seggi aperti dalle 7:00 fino a stasera alle 23:00 in Abruzzo per eleggere il nuovo presidente della regione è il consiglio regionale lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi a contendersi la poltrona di governatore.
Sono attesi al voto circa un milione e duecentomila aventi diritto.
L’appuntamento elettorale si propone anche come un test per misurare i rapporti di forza tra gli alleati di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, anche in vista degli Europei di maggio.
In corsa per la carica di Presidente della Regione sono 4, tre avvocati e un manager con una laurea in filosofia:
Il senatore Marco Marsilio, un manager con una laurea in filosofia, è il candidato sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Abruzzo, Forza Italia, Azione Politica, Unione di Centro-DC-IDeA.
L’ex vicepresidente del CSM Giovanni Legnini guida la coalizione di centro-sinistra con 8 liste a sostegno: Partito Democratico, Abruzzo in comune, Centristi per l’Europa-Solidali e Popolari per Legnini, Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-LeU, Avanti Abruzzo – Italia dei Valori, Abruzzo Insieme – Abruzzo Futuro, Legnini Presidente, +Abruzzo – Centro Democratico.
La consigliera regionale uscente Sara Marcozzi è la candidata per il MoVimento 5 Stelle
L’avvocato Stefano flajani è il candidato di CasaPound.
NOTE:
I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23.
Gli elettori dovranno presentarsi ai seggi muniti di tessera elettorale e di un documento d’identità valido.
Gli elettori hanno a disposizione un’unica scheda su cui esprimere le preferenze, ed è di colore verde. Da un lato la scheda presenta i simboli dei partiti in lizza con accanto lo spazio per scrivere i nomi dei candidati consiglieri comunali, mentre dall’altro lato c’è un riquadro con il nome del candidato presidente della Regione collegato alla coalizione o al singolo partito.
Brutto finale per la Givova Ladies, alla Tendostruttura di Via Vittorio Veneto di Gragnano vince la Banca Stabiese
Finisce con una sconfitta la prima partita delle Givova Ladies alla Tendostruttura di Via Vittorio Veneto a Gragnano e valevole per l’ultima giornata della regular season nel confronto diretto con la Banca Stabiese che costa alle ragazze dirette da Nicola Ottaviano il sesto posto in classifica.
In una gara vibrante e giocata davanti ad un’ottima cornice di pubblico, il risultato finale è stato di 54-63 con le ragazze in maglia NeroArancio che sono partite con Sicignano, Iozzino, Pastena, Gatti e Sapienza in quintetto mentre il team stabiese risponde con Inverno, Potolicchio, Borriello, Atanasovska e Dione.
Le atlete dirette da Cavaliere provano a mettere dall’inizio il match dalla propria parte con un parziale di 6-0 firmato da Tasevska, Potolicchio e Interno, i primi tre punti Free Basketball sono segnati da Martina Gatti con un gioco da tre punti, Atanasovska fa 3-8, Sapienza e un libero della capitana e padrona di casa Iozzino fanno 6-8. La Banca Stabiese segna però con continuità con Seka, Pololicchio e Borriello, mentre solo Sapienza trova canestro in casa NeroArancio per il 10-19 all’8’, Panteva mette due liberi ma anche Atanasovska e Potolicchio chiudono il primo quarto sul 12-23. Il secondo periodo vede una piccola reazione delle “Ladies” che però non riescono ad arginare la buona vena realizzativa di Potolicchio e compagne che trovano il massimo vantaggio sul 16-30 con una tripla di Monda, Iozzino prova a ricucire, ma ancora una tripla stabiese e un canestro di Inverno fissano il parziale all’intervallo sul 24-39. Borriello, tra le migliori in campo, porta le sue sul +17 ad inizio terzo quarto (24-41) ma qui arriva l’ottima reazione NeroArancio con un 7-0 messo a referto dal duo Iozzino-Sapienza (31-41), Dione segna ma poi arriva un altro 6-0 Givova Ladies con Sapienza, Sicignano e Manna.
La sfortuna però, continua a perseguitare la squadra NeroArancio, quando Giusy Sicignano, tra le migliori sul parquet di casa, essendo lei proprio di Gragnano, subisce uno sfondamento prendendo bene posizione su Atanasovska, batte la testa sul parquet, e dopo qualche minuto di preoccupazione riesce ad uscire con le sue gambe dal campo, ma poi è comunque costretta nel post partita ad andare in ospedale per le risonanze del caso e di prassi. Praticamente la stessa cosa successa a Marilù Sapienza appena una settimana fa a Salerno. Il match riprende e Borriello mette la tripla del 39-48, Segnano nell’ordine Panteva, Seka, Sapienza e Potolicchio, poi un libero di Iozzino chiude il terzo periodo del match sul 42-50. Nell’ultimo quarto le difficoltà al tiro aumentano e nei primi 5 minuti si segna solo dalla lunetta con 1 libero di Borriello, 2 di Seka e 2 di Stoyanova, Dione fa 44-55 a 5’40’’ dalla fine, Codispoti segna 2 liberi, Dione segna ancora da sotto, Valentina Iozzino suona la carica rubando due palloni di fila, segnando un gioco da 3 punti e mandando a segnare poi Valeria Manna per il 51-57 a 4’26’’ dalla fine. Antonia Borriello mette la tripla del 51-60, Codispoti segna altri due liberi, ancora Iozzino trova un’ottima penetrazione ma anche lei si infortunia all’anca in ricaduta, Stoyanova segna 1 libero per il 54-60 a 2’40’’ dalla sirena conclusiva, ma poi le Givova Ladies, senza Iozzino e Sicignano non trovano più canestro e Castellammare vince con 1 libero di Dione e il canestro della staffa di Potolicchio per il 54-63 finale.
Giovedì la sfida casalinga contro la Polisportiva Battipagliese al PalaFusco di Angri alle ore 21,15 del 14 febbraio. Nella fase ad orologio, le ragazze in NeroArancio giocheranno in casa contro Battipaglia, Marigliano e Salerno, mentre le trasferte saranno a Caserta, Capri e Castellammare di Stabia.