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Cinque ricoverati per influenza suina, uno deceduto

Dopo i due casi a Enna, anche a Messina ci sono stati cinque ricoverati per influenza suina di cui uno deceduto e un altro in rianimazione.

Appena ieri riportavamo la notizia che due persone, di cui una grave, erano state ricoverate presso il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Umberto I di Enna perché colpite dalla cosiddetta influenza suina. Erano state contagiate dal virus H1N1 pandemico che fu responsabile della pandemia di influenza del 2009.

Oggi si apprende che altri cinque pazienti affetti dal medesimo virus H1N1, sono stati ricoverati a Messina. Una paziente è morta dieci giorni fa mentre una è ricoverata in rianimazione all’ospedale Papardo. Tre persone invece sono guarite e sono state dimesse. Erano tutti ricoverati nel citato nosocomio della zona nord della città.

Il virus dell’influenza A, sottotipo H1N1, è un virus di Influenzavirus. Appartiene alla famiglia Orthomyxoviridae. Ne esistono numerose varianti che causano forme influenzali pandemiche negli animali, come l’influenza aviaria e la febbre suina.

Una pandemia influenzale ebbe inizio nell’aprile 2009 (chiamata febbre suina) ha causato centinaia di morti e decine di migliaia di contagi nel mondo, concentrati per la maggior parte nel continente americano. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) hanno lanciato un allarme, sostenendo che il virus ora si trasmetta direttamente tra uomini (senza quindi che sia necessario il contatto con l’animale infetto), arrivando a definire possibile una pandemia influenzale.

Adduso Sebastiano

Napoli-Barcellona, le statistiche del primo tempo

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Napoli-Barcellona

Al San Paolo finisce il primo tempo tra Napoli-Barcellona. Nella grande notte targata Champions, per il momento, conducono gli uomini di Gattuso per 1-0. Azzurri molto compatti, soffrono ma sanno come ripartire e, proprio grazie al contropiede, hanno fatto male al Barça col 121esimo gol con la maglia partenopea da parte di Dries Mertens. Gli uomini di Setién tengono molto il pallone anche se non sono riusciti ancora a impensierire Ospina. La partita è lunga, vedremo dunque nella ripresa se gli azzurri riusciranno a portare a casa il match e, perché no, anche a segnare qualche altro gol

Napoli-Barcellona, le statistiche del primo tempo

Coronavirus: la Conferenza Episcopale Siciliana dispone precauzioni

Davanti al diffondersi del Coronavirus, il Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana ha disposto alcune misure precauzionali.

L’Arcivescovo di Messina, Giovanni Accolla, Vescovo delegato della CESi  per la Caritas e la Pastorale della Salute, di comune accordo con il Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania, davanti al diffondersi del Coronavirus, ha diramato un comunicato a tutti i fedeli e parrocchie.

“Davanti al diffondersi del Coronavirus – scrive l’Arcivescovo di Messina Giovanni Accolla – di comune accordo con il Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, si ritiene opportuno far riferimento al Comunicato della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana del 24 febbraio 2020, facilmente reperibile sul sito www.chiesacattolica.it. In particolare, è necessario che ci si attenga alle disposizioni in merito delle Autorità civili e alle misure igieniche dei Presidi sanitari. A titolo cautelativo, si suggerisce di distribuire l’Eucarestia sotto la specie del Pane, preferibilmente sulla mano dei fedeli, e di evitare lo scambio delia pace con un contatto fisico. Si invita, inoltre, a tenere temporaneamente vuote le acquasantiere. Allo stato attuale non è limitata alcuna iniziativa di culto. Qualora le Autorità civili dovessero disporre altrimenti, sarà nostra premura comunicarlo tempestivamente”.

Nel comunicato della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana del 24 febbraio 2020 si fa presente che ”Davanti al diffondersi del Coronavirus, alla notizia dei primi decessi, alla necessità di tutelare la salute pubblica, arginando il più possibile il pericolo del contagio, in questi giorni – e in queste ore – si susseguono richieste relative a linee comuni anche per le nostre comunità ecclesiali. Come Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana avvertiamo il dovere di una piena collaborazione con le competenti Autorità dello Stato e delle Regioni per contenere il rischio epidemico: la disponibilità, al riguardo, intende essere massima, nella ricezione delle disposizioni emanate. Nel contempo, come Chiesa che vive in Italia, rinnoviamo quotidianamente la preghiera elevata ieri a Bari, nella celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre a conclusione dell’incontro del Mediterraneo: preghiera di vicinanza a quanti sono colpiti dal virus e ai loro familiari; preghiera per medici e infermieri delle strutture sanitarie, chiamati ad affrontare in frontiera questa fase emergenziale; preghiera per chi ha la responsabilità di adottare misure precauzionali e restrittive. Ci impegniamo a fare la nostra parte per ridurre smarrimenti e paure, che spingerebbero a una sterile chiusura: questo è il tempo in cui ritrovare motivi di realismo, di fiducia e di speranza, che consentano di affrontare insieme questa difficile situazione”.

Adduso Sebastiano

Lorenzo Pellegrini stop and go.

Lorenzo Pellegrini stop and go. Uscito a fine primo tempo durante la gara con il Lecce, ha riportato una piccola lesione al polpaccio che lo terrà fuori per le due prossime trasferte

Lorenzo Pellegrini, uscito a fine primo tempo durante la gara con il Lecce, ha riportato una piccola lesione al polpaccio che lo terrà fuori per le due prossime trasferte

Lorenzo Pellegrini uscito a fine primo tempo durante la gara con il Lecce, vinta 4-0 dalla Roma, ha riportato una piccola lesione al polpaccio che lo terrà fuori per le due prossime trasferte, quella di Gand, valevole per i sedicesimi di ritorno l’Europa League, e  quella Cagliari per il campionato di serie A. Il giovane atleta romano incarna tutti i pregi e difetti dell’essere romano e romanista.

Durante gran parte del girone di andata ci ha fatto vedere gesti tecnici fuori dal comune, che hanno fatto strabuzzare gli occhi al sempre caldo tifo giallorosso, facendo scomodare paragoni eccellenti.

E’ stata invocata a gran voce la mozione della consegna della maglia numero 10, sempre fondamentale a Roma, dalla quale Pellegrini, come suo solito molto garbatamente, ha declinato.

Tanti assist che ne hanno consacrata la classe facendo di nuovo volare la Roma.

La sua clausola rescissoria è stata in quei giorni un tema caldissimo. Il tifo della capitale invocava una ridiscussione o un ritocco dell’ingaggio con rimozione della clausola, proprio per paura che una grande, vedi Juventus, lo potesse strappare in estate.

Insomma sembrava proprio che la Roma e Roma, avessero trovato una loro continuità nel succedersi dei capitani, da Di Bartolomei a Giannini, a Totti, De Rossi e Florenzi. Quest’ultimo in verità mai amato come i predecessori.

Di ritorno dalle feste di Natale però il dramma!

La Roma gioca male, non corre, non ha gioco, si è smarrita e l’allenatore non riesce a trovare il bandolo della matassa. Pellegrini come i suoi compagni naufraga, offre prestazioni scadenti, non illumina più con le sue giocate.

Per la verità corre molto, ma corre male, tocca pochi palloni, è sempre fuori dal gioco.

Chi lo ha osservato con attenzione non ha potuto non notare l’impegno e la dedizione profusa, la sofferenza anche sul volto per non aver saputo compiere le scelte giuste all’interno delle gare disputate.

Gennaio e metà Febbraio sono da incubo, la Roma colleziona sconfitte e prestazioni mediocri, Lorenzo Pellegrini idem.

I leoni da tastiera impazziscono e gli scrivono di tutto sui social, i media anche se in maniera meno volgare, criticano aspramente il calciatore imputandogli spesso di non essere, che grandissima scoperta (!), né Totti né De Rossi.

Lorenzo Pellegrini deve estraniarsi, o almeno farsi scivolare questi insulti da dosso, deve cercare di sviluppare e lavorare secondo, noi, più il suo lato “sbarazzino”, ludico se vogliamo, ricordate il tacco nel derby dello scorso anno?
Ecco, genio e sregolatezza. Partendo dalle cose facile, ogni tanto, provare quello che gli altri neanche pensano.

Forse questo piccolo infortunio potrà dargli un po’ di riposo, più mentale che fisico, che gli consentirà di ritrovare questa sua scintilla che per il momento è solo nascosta dietro le difficoltà della squadra, nelle sue insicurezze.

Lorenzo deve capire che può prendere per mano la Roma insieme a Dzeko a Mhkitaryan. Sono loro tre che alzano il tasso tecnico della squadra, che possono dare quei strappi e quelle giocate che differenziano i momenti delle partite creando magie.

Lorenzo insieme a loro può regalare la qualificazione per la prossima Champion League e continuare a sognare l’Europa League.

Di Antonio Bonansingo

Napoli-Barcellona, formazioni ufficiali: azzurri col tridente leggero

Nel Barça Vidal schierato nel tridente offensivo

Quando manca meno di un’ora all’inizio del match tra NapoliBarcellona, valevole per l’andata degli ottavi di finale di Champions League, gli allenatori Gennaro GattusoQuique Setien hanno ufficializzato le rispettive scelte per quanto riguarda le formazioni.
Gli azzurri scendono in campo con Ospina tra i pali, preferito ancora una volta a Meret. In difesa ci saranno Di Lorenzo e Mario Rui sugli esterni con Manolas e Maksimovic centrali. In mezzo al campo Demme detterà i tempi di gioco con Elmas e Fabian Ruiz ai suoi lati; in avanti saranno Callejon, Mertens ed Insigne a provare a bucare la difesa blaugrana.
I catalani schierano Ter Stegen in porta, Semedo, Piquè, Umtiti e Junior in difesa; a centrocampo giocheranno Rakitic, Busquets e De Jong. In attacco Vidal completa il tridente con Messi e Griezmann.

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui; Fabin Ruiz, Demme, Zielinski; Callejon, Mertens, Insigne. All: Gattuso.
Panchina: Meret, Allan, Elmas, Luperto, Politano, Hysaj, Milik.
BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Semedo, Piqué, Umtiti, Junior; Rakitic, Busquets, De Jong: Messi, Griezmann, Vidal. All: Setien.
Panchina: Neto, Arthur, Lenglet, Riqui Puig, Ansu Fati, Ronald Araujo, Akieme.

Consigliere regionale appena eletto e già arrestato

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Finanziere in aspettativa. Sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte nel Pd. Consigliere regionale in Calabria con Fratelli d’Italia.

Domenico Creazzo: arruolato dal 1999 nel Corpo della Guardia di Finanza in aspettativa da quando nel 2012 è stato eletto sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte; genero di Domenico Fedele ex consigliere provinciale di Reggio con il gruppo della Margherita nonché dirigente medico della “Commissione Invalidi”; vicepresidente dal 2014 del Parco dell’Aspromonte; dal 26 gennaio 2020 consigliere regionale in Calabria nelle file di Fratelli d’Italia con 8 mila preferenze risultando il primo degli eletti; è tra le 65 persone arrestate dalla Polizia nell’ambito dell’operazione “Eyphemos£, contro la ‘ndrangheta, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri.

I Magistrati della Procura distrettuale di Reggio Calabria accusano di voto di scambio. La contestazione del reato, confermata dal Giudice delle Indagini Preliminari (GIP), sarebbe attinente proprio alle consultazioni dello scorso gennaio. Creazzo, infatti, secondo quanto accertato dall’inchiesta, si sarebbe rivolto alla cosca Alvaro di Sinopoli per ottenere i consensi necessari per la sua elezione nella coalizione di centro destra vincitrice delle elezioni regionali. La Procura ha chiesto anche l’autorizzazione a procedere all’arresto di Marco Siclari, medico, senatore di Forza Italia e fratello di Giovanni, sindaco di Villa San Giovanni, arrestato lo scorso dicembre nell’inchiesta sui presunti favori ai manager della Caronte& Tourist per la realizzazione dei piazzali del porto, di cui ci siamo occupati nell’articolo “18 Dicembre 2019  Arrestato sindaco e manager di società di traghettamento”.

Non si tratta dell’unico politico finito in manette. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stata chiesta un’autorizzazione a procedere anche per un parlamentare eletto nella zona aspromontana reggina, il senatore di Forza Italia Marco Siclari, anch’egli coinvolto nell’operazione.

Il neo consigliere regionale Domenico Creazzo era passato nelle fila di Fratelli d’Italia qualche mese prima delle elezioni regionali. Sino ad allora era stato un esponente del Partito democratico ed aveva anche firmato la petizione a favore della ricandidatura di Mario Oliverio a presidente della Regione. L’appartenenza al Pd gli aveva anche dato la possibilità di presiedere il Parco nazionale dell’Aspromonte, sebbene come presidente facente funzione. Poi, fulminato dal sovranismo nazionale, ha deciso di cambiare casacca e candidarsi con il partito di Giorgia Meloni.

L’operazione, coordinata dal Procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal Sostituto della Dda Giulia Pantano, ha riguardato i capi storici, i soggetti di vertice e gli affiliati di una pericolosa locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte e collegata alla più nota cosca Alvaro di Sinopoli, considerata tra le più attive e potenti dell’organizzazione criminale.

Per 53 delle persone coinvolte è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre le restanti 12 sono ai domiciliari. Sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, vari reati in materia di armi e di droga, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, reati aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta e di scambio elettorale politico mafioso.

Gli Alvaro, secondo l’accusa, avrebbero monopolizzato ogni attività nei comuni di Sant’Eufemia d’Aspromonte e paesi vicini, imponendo il pizzo e l’assunzione di affiliati alla cosca alle imprese aggiudicatarie di appalti, anche con la forza delle intimidazioni e danneggiamenti. Nel corso dell’operazione che ha visto impegnati 600 poliziotti della squadra mobile di Reggio Calabria, Sco e reparto mobile, sono stati sequestrati pistole, fucili e anche un bazooka. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che gli Alvaro avrebbero dovuto costruire anche un ordigno esplosivo, commissionato loro dalla cosca Gallico di Palmi, che doveva essere utilizzato per distruggere l’abitazione storica della famiglia di Palmi destinata, dopo la confisca, a ospitare il Commissariato di Polizia.

Dalle indagini della Squadra Mobile guidata da Francesco Rattà, è emerso che gli esponenti di vertice del locale di Sant’Eufemia d’Aspromonte sedevano ai tavoli in cui venivano prese decisioni importanti. Alcuni di essi si erano perfino recati in passato in Australia per risolvere controversie legate alla spoliazione di un sodale che venne sanzionato per una trascuranza ma non espulso dai ranghi della ‘ndrangheta. L’inchiesta ha consentito gli investigatori, di monitorare alcuni summit durante i quali gli indagati facevano riferimento alle cariche e ai gradi della ‘ndrangheta (come la “santa”, “camorrista”, “vangelista”, “sgarrista”, “capo locale”, “contabile”), alle cerimonie, alla formazione di un banconuovo, alla creazione di un nuovo locale a Sant’Eufemia d’Aspromonte con l’auspicata legittimazione del Crimine di Polsi e l’indipendenza dagli Alvaro che, tuttavia, continuano a controllare il paese limitrofo. Secondo la Dda, la ‘ndrangheta eufemiese appare antica e moderna al tempo stesso, ancorata a vecchi rituali ma fortemente protesa a radicarsi sempre più nel settore socio-economico ed imprenditoriale, anche attraverso un’oculata attività di infiltrazione negli apparati.

Creazzo “ha coltivato e realizzato – riferiscono in una nota stampa gli investigatori – il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali del gennaio 2020. A tale scopo si è rivolto alla ‘ndrangheta, e in particolare a Domenico Laurendi, dapprima attraverso il fratello Antonino Creazzo, in grado di procacciare voti, in cambio di favori e utilità, grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro e poi direttamente, al fine di sbaragliare gli avversari politici”.

E anche per IL senatore di Forza Italia Marco Siclari l’ipotesi di reato è scambio elettorale politico-mafioso. A mettere in contatto il parlamentare con Laurendi sarebbe stato Giuseppe Galletta Antonio, medico ed ex consigliere provinciale di FI a Reggio Calabria.

“Con l’intermediazione di Galletta – scrivono gli inquirenti Siclari accettava la promessa di procurare voti da parte del Laurendi in cambio di soddisfare gli interessi e le esigenze della associazione mafiosa. Tra i primi vantaggi ottenuti su richiesta del clan, il trasferimento , a Messina di Annalisa Zoccali, parente di Natale Lupoi, cognato degli Alvaro, una dipendente delle Poste italiane. Con l’aggravante del fatto che Marco Siclari, a seguito dell’accordo, era stato eletto nella relativa consultazione elettorale politica”.

Il senatore Marco Siclari di Forza Italia è stato eletto nel collegio uninominale n. 4 della Calabria composto da 92 comuni, con una percentuale del 39,59%, riuscendo ad ottenere solo a Sant’Eufemia d’Aspromonte 782 voti, pari al 46,10%, mentre nel limitrofo Comune di Sinopoli 435 voti, pari al 63,41%.

Con il ruolo di capo, promotore ed organizzatore dell’associazione mafiosa, è stato arrestato il vicesindaco Cosimo Idà, artefice di diverse affiliazioni che avevano determinato un forte attrito con le altri componenti del locale di ‘ndrangheta eufemiese e l’alterazione degli equilibri nei rapporti di forza tra le varie fazioni interne allo stesso. Con la contestazione di partecipazione all’associazione mafiosa sono stati arrestati in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere il presidente del consiglio comunale Angelo Alati, quale mastro di giornata della cosca, il responsabile dell’ufficio tecnico ingegnere Domenico Luppino ritenuto referente della cosca in relazione agli appalti pubblici del Comune, e il consigliere di minoranza Dominique Forgione che aveva il compito di monitorare gli appalti del comune per consentire l’infiltrazione da parte delle imprese riconducibili alla cosca eufemiese. L’operazione “Eyphemos” ha interessato anche il nord e il centro Italia. Oltre che in provincia di Reggio Calabria, infatti, numerosi arresti e perquisizioni sono stati eseguiti in Lombardia e in altre regioni. In particolare il blitz ha riguardato pure le zone di Milano, Bergamo, Novara, Lodi, Pavia, Ancona, Pesaro Urbino e Perugia. L’inchiesta ha confermato come la cosca Sinopoli abbia allungato da tempo i suoi tentacoli in Lombardia, nel pavese, nonché, in Australia, dov’è presente un locale di ‘ndrangheta, dipendente direttamente dalla casa-madre calabrese degli Alvaro.

Sulla vicenda è intervenuto con un video sulla propria pagina Facebook il Presidente della Commissione Regionale Antimafia, Nicola Morra.

L’opinione.

La trasversale politica in Italia, da decenni, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello del sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico, è in modo sparso, risaputo e legalmente dissimulato, INTERIORMENTE CORROTTA ! Come se ne esce ?

Adduso Sebastiano

Coronavirus: 322 i casi accertati in Italia al 25 febb 2020 (VIDEO)

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I dati aggiornati sul Coronavirus al termine della riunione, presso la sede operativa della Protezione civile, del 25 febbraio 2020

Coronavirus: 322 i casi accertati in Italia al 25 febb 2020 

Presso la sede del Dipartimento della protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento risultano contagiate 322 persone in 8 regioni e in una Provincia autonoma.

Nel dettaglio: i casi accertati di Coronavirus sono:
    • 240 in Lombardia,
    • 43 in Veneto,
    • 26 in Emilia-Romagna,
    • 3 in Piemonte,
    • 3 nel Lazio,
    • 3 in Sicilia,
    • 2 in Toscana,
    • 1 in Liguria,
    • 1 nella Provincia autonoma di Bolzano.
  • I pazienti ricoverati con sintomi sono 114,
  • 35 sono in terapia intensiva,
  • 162 si trovano in isolamento domiciliare,
  • Una persona è guarita,
  • 10 sono decedute.

A seguire la Conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine della riunione, presso la  sede operativa della Protezione civile, con i Ministri, i Presidenti delle Regioni e i tecnici del Ministero della Salute sull’emergenza coronavirus.

Redazione

Video da Palazzo Chigi con Licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

La Bastonatura di ViViCentro.it – Dimenticare Cittadella (e anche in fretta)

La Bastonatura di ViViCentro.it – Dimenticare Cittadella (e anche in fretta). Partita tutta da cancellare al più presto quella del “Tombolato”

La Bastonatura di ViViCentro.it – Dimenticare Cittadella (e anche in fretta)

 

La storia di questo campionato di Serie B dice una cosa molto evidente per la Juve Stabia. Quando questa squadra abbassa l’intensità e non scende in campo mentalmente carica, può andare incontro a delle brutte figure contro chiunque. E’ accaduto ancora una volta a Cittadella sabato scorso. Reduci dalla grandissima vittoria contro il Crotone lanciatissimo verso le prime posizioni della classifica, per le Vespe la gara del “Tombolato” è durata solo dieci minuti. Il tempo di creare una bella occasione gol con Bifulco e sfiorare la rete ma poi le Vespe sono letteralmente sparite dal campo. E il Cittadella ha pressoché dominato per i restanti 80 minuti della gara, segnando tre gol ma soprattutto creando tante palle gol con un Diaw in grande spolvero che ha fatto letteralmente ammattire Troest e Tonucci.

Una Juve Stabia non pervenuta al “Tombolato” che ha confermato la caratteristica di essere una squadra abbastanza umorale. Ma soprattutto un Cittadella che avrebbe potuto vincere anche 6 o 7-0 tanto è stato netto il divario dei valori tecnici in campo. Un divario messo in evidenza dalla gara che non rispecchia però assolutamente la differenza di valori tecnici tra le due squadre. Non c’è tutta questa differenza tra Juve Stabia e Cittadella ma le Vespe scese in campo scariche mentalmente hanno contribuito a questa gara a senso unico per i veneti.

Il campionato della Juve Stabia però dice anche un’altra cosa molto importante. Ad ogni sconfitta esterna pesante e inaspettata ha sempre corrisposto poi nella giornata di campionato successiva una bella vittoria squillante delle Vespe. Fa eccezione solo la doppia sconfitta con la Virtus Entella (fuori casa) e quella successiva con il Frosinone (in casa) maturata però in circostanze eccezionali con la squadra di mister Caserta decimata dalle tante assenze in quell’occasione. A conferma di una squadra forse troppo umorale che, come confermato dalle dichiarazioni di Forte e Mallamo rilasciate qualche mese fa, ha bisogno di sentirsi con l’acqua alla gola per dare il meglio di sé stessa.

E quindi l’imperativo categorico di questa settimana di avvicinamento alla gara con il Trapani non può che essere uno. Dimenticare e anche in fretta il Cittadella, battere il Trapani e avvicinarsi sempre di più all’obiettivo salvezza che equivarrebbe alla vittoria di un altro campionato. Il cammino verso la salvezza è ancora lungo e irto di difficoltà. Ma con una squadra carica mentalmente niente è precluso.

 

a cura di Natale Giusti

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Polizia di Stato Enna: operazione “Stragi del Sabato Sera”

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Polizia di Stato Enna: servizi mirati di controllo per il contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, ha predisposto, nella notte tra il 22 ed il 23 febbraio 2020, un dispositivo speciale di controllo denominato “Stragi del Sabato Sera” che ha interessato i Comuni di Regalbuto e Leonforte.

Sono state impiegate 3 pattuglie della Polizia Stradale di Enna e dei Distaccamenti di Catenanuova e Nicosia unitamente ad una struttura sanitaria mobile della Questura di Enna.

Nella circostanza sono stati effettuati accurati controlli sulle autovetture in transito e sugli occupanti, con i seguenti esiti:

5 conducenti sono stati sorpresi alla guida di veicoli in stato di ebbrezza alcoolica e, tra questi, 4 avevano inoltre assunto sostanze stupefacenti (e per tale motivo deferiti all’Autorità Giudiziaria);

accertate complessivamente 10 infrazioni al Codice della Strada;

ritirate 4 patenti di guida ai fini dell’applicazione della sanzione accessoria della sospensione, con conseguente decurtazione di 70 punti.

La Polizia di Stato continuerà ad effettuare controlli mirati e specifici nell’interesse ed a tutela della collettività.

Polizia di Stato Enna: operazione “Stragi del Sabato Sera”/Redazione SiciliaSebastiano Adduso

La Polizia di Stato (in precedenza Corpo delle guardie di pubblica sicurezza) è una delle quattro forze di polizia italiane direttamente dipendente dal Dipartimento della pubblica sicurezza, del Ministero dell’interno.

Costituisce autorità nazionale di pubblica sicurezza e vigila sul mantenimento dell’ordine pubblico. Al vertice vi è il capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza.

Truffe agli anziani secondo appuntamento delle OO.SS. dei pensionati

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Truffe agli anziani, l’iniziativa organizzata da SPI CGIL, FNP CISL Pensionati e UIL Pensionati presso il Centro Polivalente per Anziani.

Truffe agli anziani secondo appuntamento delle OO.SS. dei pensionati

Castellammare di Stabia – Con una straordinaria partecipazione si è tenuto, presso il Centro Sociale Polivalente per Anziani, un secondo appuntamento sul problema della truffa agli anziani, organizzato dai sindacati territoriali SPI CGIL, FNP CISL Pensionati e UIL Pensionati.

Un problema in preoccupante crescita e bene hanno fatto le organizzazioni sindacali a riproporre la questione per rendere sempre più vigili gli anziani, ma non solo loro, indurli a tutelarsi e dunque conoscere le modalità attraverso le quali i truffatori si propongono soprattutto nei confronti di soggetti deboli e soli.

Un’apprezzabile operazione di prevenzione messa in campo dai sindacati locali dei pensionati che, com’è stato annunciato, avrà un seguito con l’organizzazione d’identiche iniziative in tutte le realtà della città e all’interno delle parrocchie.

Ad avviare i lavori, per nome e per conto delle tre sigle sindacali che hanno proposto l’iniziativa, Salvatore Esposito segretario FNP CISL Pensionati di Castellammare.

“Abbiamo deciso di dar seguito all’iniziativa del 27 novembre scorso, “Non ci casco…se ci casco denuncio” – ha esordito Esposito – con la finalità di sensibilizzare le persone anziane e non solo, su una questione che è diventata una vera e propria emergenza.
Un fenomeno per il quale le denunce stanno aumentando e dunque la nostra intenzione di proporre tanti di questi momenti nei luoghi più diversi e anche nelle parrocchie di periferie, affinché più persone sappiano come comportarsi quando si trovano in certe situazioni”.

Sono stati poi la Vice Commissaria della Polizia di Stato Manuela Marafiore e il Capitano della Compagnia dei Carabinieri Carlo Venturini, entrambi dei Comandi di Castellammare, a entrare nel merito del problema, a evidenziare alcune, tra le tante, forme di truffa e a suggerire utili consigli.
“Le più frequenti – ha affermato la Marafiore – sono le cosiddette truffe del parente. Truffe che colpiscono l’anima della vittima e che fanno leva sull’elemento psicologico”.

Un truffatore che si finge parente e telefonicamente racconta alla vittima che un suo parente, un figlio o un nipote, è in estrema difficoltà per la quale ha urgente bisogno di denaro.
Il tutto raccontato con agitazione, con grande capacità di creare a chi è dall’altra parte del telefono, preoccupazione, ansia e soprattutto confusione e quindi poca capacità di razionalizzare e riflettere sull’accaduto. Da qui la disponibilità a ricevere un complice e dare tutto ciò che in casa si ha di valore, dai soldi ai gioielli.

La Vice Commissaria ha allertato i presenti a essere attenti a truffe legate al coronavirus, truffatori che si presentano in casa, dichiarandosi infermieri inviati dall’ASL per effettuare un tampone per la verifica o meno della presenza del virus.
Altri tipi di truffe sono stati illustrati dal Capitano Venturini, da quelle perpetrate dai falsi carabinieri, a quelli dei falsi funzionari di enti pubblici.

La consegna di pacchi facendo credere che è merce acquistata da parenti della vittima che ignara accetta e paga quanto richiesto dal truffatore; abbonamenti porta a porta di riviste delle Forze dell’ordine; la tradizionale truffa dello specchietto.

“Il truffatore si sceglie la vittima – ha aggiunto il Capitano dei Carabinieri – il consiglio che noi possiamo dare, è di non perdere la calma e se abbiamo commesso l’errore da far entrare lo sconosciuto, cercare con un pretesto di invitarlo a uscire inventando qualche nostro impegno”.
Altre sono state le raccomandazioni dei due esponenti delle Forse dell’ordine, non far entrare in casa nessuno se non conosciuto; chiamare, in caso di difficoltà Polizia o Carabinieri; avere a portata di mano il numero telefonico di parenti e/o vicini per poterli subito contattare e soprattutto denunciare anche se si ha un solo sospetto.

“Una iniziativa questa – ha affermato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Castellammare Antonella Esposito – che nasce anche dal protocollo d’intesa sottoscritto con l’assessorato e le organizzazioni sindacali. E dunque un nostro obbligo a continuare questo importante discorso di prevenzione”.

In relazione a quella che è la sua professione, psicologa e criminologa, l’assessore ha anche evidenziato quanto importante è essere accanto alle vittime che subiscono uno stress psicologico importante. Nelle vittime, ha ancora detto, si instaura un senso di colpa e ci si sente in colpa anche nei confronti dei familiari, oltre a perdere considerazioni di se stessi per essere caduti ingenuamente nelle grinfie di truffatori.

Presenti all’iniziativa i segretari Antonio De Luca per lo SPI CGIL e Ferdinando Oliviero per la UIL Pensionati, oltre che dirigenti territoriali delle tre organizzazioni sindacali.
A portare il saluto per conto di questi ultimi, Osvaldo Nastasi della UIL territoriale il quale, dopo aver dato atto dell’importanza dell’iniziativa messa in campo, ha invitato i presenti a vigilare e soprattutto in questo momento particolare, ad avere fiducia nelle istituzioni, sottolineando comunque la disponibilità del sindacato a essere vicino alle persone.

Ha moderato i lavori il giornalista Enzo Lamberti.
Giovanni Mura

Operazione Festa in maschera: sgominata organizzazione narcotrafficante

MESSINA: OPERAZIONE “FESTA IN MASCHERA”. SCOPERTO SUPERMARKET DELLA DROGA E SGOMINATA ORGANIZZAZIONE NARCOTRAFFICANTE TRA LA CALABRIA E LA SICILIA. 11 MISURE CAUTELARI. (VIDEO)

Operazione Festa in maschera: sgominata organizzazione narcotrafficante

Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti (5 dei quali in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 2 con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria), promotori e membri di un’organizzazione criminale che gestiva un lucroso traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, sull’asse tra la Calabria e la Sicilia.

Le indagini, condotte dai militari del Gruppo di Messina e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina, traggono origine dagli approfondimenti avviati a seguito dell’arresto, effettuato il 26 settembre 2018, di due soggetti messinesi, C.D. cl. 97 e R.D. cl. 99, sorpresi agli imbarcaderi dei traghetti privati mentre trasportavano oltre due chili e quattrocento grammi di cocaina ed un modesto quantitativo di hashish, sulla rotta dalla Calabria a Messina, abilmente occultati nelle fiancate dell’autovettura.

Tenuto conto dell’ingente quantitativo di stupefacente sequestrato, dell’elevato grado di purezza, pari al 76%, e delle modalità operative adottate nell’occasione dagli arrestati, si riteneva come quanto rilevato non fosse considerabile come un episodio isolato, bensì rientrasse in un contesto delinquenziale molto più ampio.

Sulla scorta dei preliminari approfondimenti d’indagine, venivano, quindi, avviate mirate indagini tecniche che consentivano di disvelare l’esistenza di un’articolata associazione a delinquere, finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti che aveva la sua base nel rione Giostra di Messina, dotata di stabili canali di approvvigionamento in Calabria, a Catania e nella stessa città dello Stretto.

In tale contesto, il successivo 2 febbraio 2019, le Fiamme Gialle peloritane traevano in arresto il messinese R.G. cl. 96, oggi destinatario del provvedimento di cattura, perché sorpreso al rientro da Catania, a bordo di un’autovettura noleggiata, in possesso di 5 chilogrammi di marijuana.

Acclarata la modalità di approvvigionamento, il seguente 23 febbraio 2019, i Finanzieri facevano irruzione nell’abitazione di L.P.G. cl. 83, anch’esso oggi nuovamente tratto in arresto, sita nel Rione Giostra di Messina, sorprendendo i fornitori catanesi, C.R. cl. 67 e S.W. cl. 61, nonché – oltre al proprietario dell’abitazione – il congiunto L.P.G. cl. 61, il capo e promotore dell’organizzazione, M.G. cl. 91, ed i sodali M.F. cl. 61 e T.V. cl. 88 e sequestrando ulteriori 5 chilogrammi di marijuana.

Più in particolare, si acquisiva alle indagini come il gruppo criminale investigato, connotato da allarmante professionalità e vorticosa ripetitività, avesse impiantato in un’abitazione sita nel rione Giostra di Messina un servizio di distribuzione di droga operativo h24, grazie ad un ingegnoso sistema di turnazione tra i partecipi che si alternavano ai padroni di casa, il capo e promotore M.G. cl. 91 e la consorte S.G. cl. 86, oggi destinatari di arresto.

Come una normale attività lavorativa, le indagini svolte dalle Fiamme Gialle documentavano frequenti “cambi turno” e addirittura il pagamento di emolumenti accessori per i turni di “reperibilità”, alla stregua di veri e propri “dipendenti”: un vero e proprio supermarket dello stupefacente.

Per le illecite attività, lo spacciatore A.C. cl. 84, oggi arrestato, percepiva uno stipendio di circa € 1.200,00 mensili.

Nel corso dell’intera indagine sono stati sequestrati oltre 2 kg. di cocaina, oltre 10 kg. tra marijuana e hashish, nonché tratti in arresto in flagranza di reato n. 8 soggetti e accertati oltre 2500 episodi di spaccio, nel breve periodo da novembre 2018 a febbraio 2019, altresì emergendo come alcuni degli indagati vantassero la disponibilità di armi da fuoco.

In conclusione, l’attività di oggi costituisce un altro duro colpo alle organizzazioni criminali operanti nel Rione Giostra di Messina, notoriamente sotto l’influenza di uno dei clan storici e più strutturati della città.

A tal riguardo, il capo e promotore M.G. cl. 91 è figlio del più noto M.C. cl. 58, killer del clan GALLI di Giostra, assassinato il 22 maggio 2001 in un agguato mafioso con un colpo alla testa, all’incrocio tra viale Giostra e viale Regina Elena di Messina.

Evidentemente, proprio tale blasonato rapporto parentale consentiva al M.G. cl. 91 di scalare le gerarchie del clan GALLI, addirittura venendogli riconosciuta la sua primazia sul territorio dai congiunti diretti del capo clan GALLI Luigi “scarpuzza” cl. 56, “…lo sanno che tu comandi anche a me …”, in occasione dei commenti connessi ad un attentato incendiario nei confronti di una sala scommesse riferibile al medesimo M.G. cl. 91, avvenuto lo scorso gennaio 2019.

In aggiunta, è stato altresì accertato come 9 soggetti degli 11 destinatari di provvedimento cautelare facciano parte di nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza, nonché un soggetto addirittura quale diretto interessato. Su tale aspetto verranno avviati mirati approfondimenti tesi a verificare la liceità della percezione del relativo sussidio.

Con l’operazione odierna, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Guardia di Finanza di Messina, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti dediti a lucrose quanto gravi attività di narcotraffico, confermano come la soglia di attenzione nei confronti di fenomeni della specie sia altissima, così recuperando un ampio spazio di legalità, oggi restituito alla collettività onesta.

Operazione Festa in maschera: sgominata organizzazione narcotrafficante/Re/dazione Sicilia  Sebastiano Adduso

Torre Annunziata, l’avviso del Comune sulle disposizioni anti Coronavirus

Torre Annunziata, l’avviso del Comune sulle misure adottate per scongiurare il contagio da Coronavirus: informazioni ed eventuali comunicati saranno consultabili sul portale istituzionale

Il Comune di Torre Annunziata comunica che sulla home page del portale istituzionale (qui) sono disponibili tutte le informazioni utili per i cittadini, gli eventuali comunicati che saranno diramati dall’Amministrazione Comunale, nonché gli aggiornamenti provenienti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Salute e dalla Regione Campania.

Si comunica, altresì, che coloro i quali, negli ultimi quattordici giorni abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in Cina nelle aree interessate dall’epidemia, nonché abbiano soggiornato o effettuato spostamenti nei comuni della “zona rossa” (Vò, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano) hanno l’obbligo di comunicarlo all’Asl Na 3 Sud attraverso il 112 oppure al Comando di Polizia Locale al numero 081.535.84.50.

Per ricevere ulteriori informazioni o chiarimenti è possibile contattare la Regione Campania al numero verde 800.909.699 o il numero di pubblica utilità 1500 reso disponibile dal Ministero della Salute.

Tali misure sono adottate, in via precauzionale, a tutela della salute pubblica al fine di poter consentire alle Autorità Sanitarie Locali di porre in essere tutti gli interventi previsti dal protocollo del Ministero della Salute. ➡️ https://bit.ly/2SXcBH3

Per ricevere ulteriori informazioni o chiarimenti è possibile contattare la Regione Campania al numero verde 800.909.699 o il numero di pubblica utilità 1500 reso disponibile dal Ministero della Salute.Per ricevere ulteriori informazioni o chiarimenti è possibile contattare la Regione Campania al numero verde 800.909.699 o il numero di pubblica utilità 1500 reso disponibile dal Ministero della Salute.Per ricevere ulteriori informazioni o chiarimenti è possibile contattare la Regione Campania al numero verde 800.909.699 o il numero di pubblica utilità 1500 reso disponibile dal Ministero della Salute.Per ricevere ulteriori informazioni o chiarimenti è possibile contattare la Regione Campania al numero verde 800.909.699 o il numero di pubblica utilità 1500 reso disponibile dal Ministero della Salute.

Mastalli: “Col Cittadella una gara no. Stiamo pensando già al Trapani”

Alessandro Mastalli, capitano e centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al “Romeo Menti”: le sue dichiarazioni

Mastalli: “Col Cittadella una gara no. Stiamo pensando già al Trapani”

 

Alessandro Mastalli, centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto stamane in conferenza stampa al “Romeo Menti”. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Sto decisamente bene dopo l’infortunio. Sto riprendendo i miei ritmi allenandomi bene con la squadra. La settimana appena iniziata sta andando bene. Capita che si sbagli una gara ma ora ci stiamo allenando alla grande. Ogni sconfitta serve sempre soprattutto quando vieni da un momento positivo. Ti aiuta a spronarti. Abbiamo un obiettivo importante e queste sconfitte ci aiutano a capire cosa ci manca per poter raggiungere l’obiettivo salvezza. 

Col Cittadella è stata semplicemente una partita no che durante il campionato può capitare perchè non siamo delle macchine. Dobbiamo lasciar andare questa sconfitta e ora stiamo già pensando alla prossima importantissima gara di sabato contro il Trapani. Mister Caserta quando ci sono queste brutte sconfitte non dice tanto. Sì è arrabbiato tanto e ce lo ha detto già a Cittadella. Ora è tutto passato e ci sta spronando per fare una grande partita sabato col Trapani. 

Ogni gara fa storia a sé. Questo campionato equilibrato ci dice che tutti possono battere ogni squadra. Non bisogna sottovalutare il Trapani perchè è un’ottima squadra e non merita di avere quella classifica. Dobbiamo dare il massimo per portare a casa i tre punti. 

Non so dirvi quando mi rivedrete in campo. Spero il prima possibile. Per me è importante sentire che il ginocchio stia bene. Fare una gara intera per me è complicato ma posso già iniziare a dare il mio contributo. Mi sento pronto insomma e sto bene. 

Il Coronavirus? Ci comportiamo seguendo le regole che ci sono state dette. Non bisogna farsi prendere dal panico. Bisogna solo rispettare le dieci regole che sono state impartite a tutti i cittadini italiani”. 

a cura di Natale Giusti e Mario Di Capua

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“Nessuno lotta ‘a mani nude’ contro il Coronavirus”: le rassicurazioni del direttore ASL Napoli 1

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“Nessuno lotta ‘a mani nude’ contro il coronavirus”: le rassicurazioni del direttore ASL Napoli 1, Ciro Verdoliva: “No ad allarmismo, si distrugge il lavoro di centinaia di professionisti che lavorano senza sosta”

Napoli – “Nessuno è “a mani nude contro il virus”, né al Presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco, né in nessun altro presidio sanitario o ospedaliero. Dichiarare una cosa simile non solo significa mentire, ma è anche da irresponsabili perché si genera solo allarmismo e psicosi e si distrugge il lavoro di centinaia di professionisti che – unitamente alla direzione strategica aziendale – lavorano senza sosta per affrontare l’attuale scenario conseguenziale al COVID-19“. Così Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro, stigmatizza le dichiarazioni rese in una lettera indirizzata ai media da alcuni medici, dalle quali emerge una rappresentazione della realtà che non può che generare allarmismo e alimentare la psicosi.
Il P.O. San Giovanni Bosco – sottolinea Verdoliva – ha in dotazione presidi di protezione individuale come tutte le altre strutture di competenza di quest’Azienda, anche prima dell’allarme COVID-19. Si può immaginare una carenza solo se si pretende che tutti, sempre ed indistintamente, debbano indossare mascherine e camici monouso o altri dispositivi. Nel caso del COVID-19 questi presidi di protezione individuale devono essere invece indossati dagli operatori sanitari che lavorano in aree “a rischio” e non indistintamente da tutto il personale, e comunque, nel rispetto delle Ordinanze già emanate dal Ministero della Salute e dell’Ordinanza n°1 del 25.02.2020 a firma del Presidente Giunta Regione Campania ed in coerenza a quanto dettato dalle “linee guida operative per l’identificazione/gestione dei casi sospetti e accertati di infezione da coronavirus (2019-nCoV)” allegate alla citata Ordinanza n°1/2020“.

Nessuno è “a mani nude contro il virus”, né al Presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco, né in nessun altro presidio sanitario o ospedaliero.

Napoli mani

Napoli, babygang appicca un incendio nei pressi di una scuola dei Quartieri Spagnoli

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Napoli, babygang appicca un incendio nei pressi di una scuola dei Quartieri Spagnoli, Borrelli (VERDI): “Serve un piano di rieducazione civile di questi giovani

La situazione in Piazza Montecalvario, nei Quartieri Spagnoli, Napoli, diventa sempre più complicata.
La piazza, che ospita la scuola Paisiello, diventa di sera un luogo di disordini, vandalismo e violenza, essendo un ritrovo per giovani che consumano alcol e droga, e giovanissimi che danno sfogo alle più scalmanate fantasie.
A raccogliere le segnalazioni dei residenti e dei genitori degli alunni del Paisiello è stato Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.
L’ultima segnalazione racconta di un gruppo di ragazzini intenti ad appiccare un rogo in prossimità dell’ingresso della scuola:
Questa è la piazza principale dei Quartieri Spagnoli eppure viene ridotta in pessime condizioni dall’inciviltà e dalla violenza, diventando così non un luogo di aggregazione ma di pericoli.” denuncia il consigliere.
“La piazza va salvata e riqualificata per essere riconsegnata alla cittadinanza. Innanzitutto serve che la zona venga pattugliata, controllata e videosorvegliata per evitare il susseguirsi di eventi simili ma soprattutto serve un piano di rieducazione civile di questi giovani, c’è bisogno di colmare quelle lacune educative lasciate dai loro genitori che, evidentemente, non sono stati in grado di indirizzare i loro figli verso una strada che conduce alla legalità, al rispetto del prossimo e del territorio e alla civiltà
.”

Monti: “Ischia sempre padrone del campo, col Rione Terra sarà difficile”

Monti, l’allenatore gialloblu parla della facile vittoria ottenuta dalla sua squadra domenica pomeriggio sul Quartograd al Mazzella

Monti: “Ischia sempre padrone del campo, col Rione Terra sarà difficile”

Mancano 7 partite alla fine, ma nelle ultime 5-6 ci muoveremo pochissimo da Ischia. In queste ultime partite c’è la trasferta in casa del Rione Terra, che è una buona squadra ed all’andata ci ha messo in difficoltà”

IL COMMENTO

Simone Vicidomini– L’Ischia prosegue la sua ormai inarrestabile marcia verso la promozione in Eccellenza. La squadra gialloblu, domenica pomeriggio al Mazzella, ha inanellato il suo tredicesimo risultato utile consecutivo, battendo con estrema facilità il malcapitato Quartograd, formazione che naviga nei bassifondi della classifica. Gli isolani hanno quindi tenuto la testa della graduatoria del girone B, replicando alla bella vittoria riportata dal Pianura in casa del Lacco Ameno sabato. In gol per l’Ischia sono andati Davide Trofa, Ugo Invernini e Luigi Castagna: quest’ultimo ha segnato una doppietta che lo ha fatto diventare anche leader della classifica dei marcatori del gruppo, insieme a Lorenzo Costagliola del Procida, con 14 reti all’attivo. Comunque, dopo la partita, è intervenuto ai nostri microfoni l’allenatore della compagine ischitana, Giuseppe Monti, che ci ha commentato i non tantissimi temi che ha estrinsecato la stessa. Ecco le parole di Billone.

Mister Monti, contro il Quartograd, l’Ischia ha riporta l’ennesima vittoria, la 17esima della stagione. La gara ha dato pochi spunti, perché l’avete dominata. Forse, qualcosa la possiamo dire sulle tante palle gol sprecate dai suoi calciatori…
“Non è sempre facile affrontare tutte le gare con una certa concentrazione, stare sempre al massimo. I ragazzi, anche se hanno sbagliato tanto sotto porta, sono stati padroni del campo per tutta la gara ed hanno portato a casa la vittoria”.

La vittoria è importante perché permette all’Ischia di allungare ulteriormente sul gruppetto delle terze. Mister, ma c’è una piccola maledizione sui calci di rigore? Anche se sabato scorso Saurino ne ha segnato uno importante, in altre occasioni gli errori hanno anche inciso sul risultato, come però non hanno fatto oggi…
“Non c’è una maledizione. A volte i rigori sono calciati male. Non c’è poca convinzione. Sul rigore di Sogliuzzo, il portiere ha indovinato l’angolo, ma il, tiro non era potente. A volte ci sono errori nostri, invece in altre volte si calcia bene ed il portiere lo para ugualmente”.

La vittoria dell’Ischia è importantissima e meritata, abbiamo detto. Avete allungato sulle inseguitrici e, fra le altre cose, fra poco avrete una bella serie di partite nelle quali non lascerete l’isola, visto che ne giocherete 2 in casa, poi andrete in trasferta a Lacco Ameno per poi tornare in casa. Ciò carica un po’ di più la prossima trasferta col Rione Terra…
“Si parla di quelle 5-6 partite di cui io ho sempre detto all’inizio. Oggi ne mancano 7 alla fine, ma nelle ultime 5-6 ci muoveremo pochissimo da Ischia, che non lasceremo per un mese. Poi, starà a noi fare il cammino in un certo modo. Ma in queste ultime partite c’è la trasferta in casa del Rione Terra, che è una buona squadra ed all’andata ci ha messo in difficoltà. Considero quella in casa del Rione Terra, al pari di quelle ad Ottaviano ed Ercolano, difficile per noi”.

La trasferta in casa del Rione Terra potrebbe avvicinare ancora di più l’Ischia al sogno Eccellenza. In chiusura, mister, una battuta su un giovane a cui ha concesso uno scampolo di partita col Quartograd. Parliamo di Carlo Trani…
“Carlo è un ragazzo che è da un po’ di tempo con noi. E’ serio, sempre puntuale, si allena bene ed ho voluto premiarlo. Mi dispiace per altri come Pistola che è rimasto in panchina e come Arcamone che è entrato dopo, ma ci sono degli equilibri da rispettare, si gioca in 11, e sono stati costretti a restare fuori. Ma sono giocatori titolari della rosa che abbiamo costruito all’inizio”.

Monti: “Ischia sempre padrone del campo, col Rione Terra sarà difficile”/Simone Vicidomini

Campania, venti forti e mareggiate: Allerta Meteo a partire dalle 12 di domani

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Campania, venti forti e mareggiate: Allerta Meteo a partire dalle 12 di domani, criticità soprattutto sulle zone costiere e sulle isole

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo per Vento e Mare valevole a partire dalle 12 di domani e fino alle 12 di giovedì prossimo.
Nelle prossime ore sono previsti venti molto forti dai quadranti occidentali, soprattutto sulle zone costiere e sulle isole, nonché su zone appenniniche con tendenza a disporsi da Nord-Ovest dal pomeriggio-sera. Locali forti raffiche. Mare agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte.
La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di attivare il monitoraggio delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso nonché di controllare la corretta tenuta del verde pubblico. Si invita inoltre ad attuare le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile.

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di  allerta meteo per Vento e Mare valevole a partire dalle 12 di domani e fino alle 12 di giovedì prossimo.
Si prevedono Venti forti dai quadranti occidentali, soprattutto sulle zone costiere e sulle isole, nonché su zone appenniniche con tendenza a disporsi da Nord-Ovest dal pomeriggio-sera. Locali forti raffiche. Mare agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte.
La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di attivare il monitoraggio delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso nonché di controllare la corretta tenuta del verde pubblico. Si invita inoltre ad attuare le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile.La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di attivare il monitoraggio delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso nonché di controllare la corretta tenuta del verde pubblico. Si invita inoltre ad attuare le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile.

AEROPORTO DI LINATE: arrestato un ovulatore con 600gr di stupefacenti

AEROPORTO DI LINATE: sequestro di droga operato congiuntamente dal Gruppo della Guardia di Finanza di Linate e dall’Ufficio Milano 3 del Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per un totale di circa 600 grammi contenuti in 52 ovuli.

AEROPORTO DI LINATE: arrestato un ovulatore con 600gr di stupefacenti

Il team di Finanzieri e Doganieri di Linate ha sequestrato 200 grammi di cocaina e 400 di eroina purissime e arrestato il responsabile per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

La droga era trasportata in 52 ovuli nell’apparato gastro-intestinale di un cittadino portoghese di 35 anni, che li aveva ingoiati un paio di giorni prima ad Amsterdam, da dove l’uomo si era imbarcato su un volo diretto a Milano.

Insospettiti dall’atteggiamento e dallo stato di nervosismo mostrati dal passeggero, i Funzionari doganali e le Fiamme Gialle hanno monitorato i suoi spostamenti fino al posto di controllo doganale e quindi hanno ritenuto opportuno sottoporlo a ulteriori accertamenti.

Il soggetto è stato portato, dunque, in ospedale per eseguire più approfonditi esami e le indagini radiologiche hanno rivelato nel suo intestino la presenza di 52 ovuli, al cui interno era confezionato lo stupefacente, che sul mercato milanese avrebbe fruttato diverse centinaia di migliaia di euro.

Gli espedienti del narcotrafficante si sono rivelati inefficaci ad evitare il dispositivo di contrasto dei traffici illeciti approntato nell’aeroporto milanese congiuntamente dai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio Milano 3 e dai Finanzieri del Gruppo Linate.

Redazione Lombardia

Operazione Thor, 25 febb 2020, Carabinieri del ROS di Catania

Procura Distrettuale di Catania, Direzione Distrettuale Antimafia, Operazione Thor del 25 febbraio 2020 dei Carabinieri del ROS

Operazione Thor, 25 febb 2020, Carabinieri del ROS di Catania

Su Delega di questa Procura, i Carabinieri del ROS stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 23 persone, emessa dal GIP Distrettuale.

Il provvedimento è scaturito da articolata attività d’indagine avente ad oggetto 23 omicidi (tra cui un triplice omicidio, due duplici omicidi e complessivi 3 casi di c.d. lupara bianca), commessi dalla fine degli anni ’80 al 2007.

Tra gli episodi in ordine ai quali si è proceduto, vi è il duplice omicidio di SANTAPAOLA Angelo e di SEDICI Nicola, commesso il 26 settembre 2007 e per il quale ad oggi vi è sentenza definitiva solo nei confronti di AIELLO Vincenzo Maria, già rappresentante provinciale della famiglia.

L’indagine, denominata Thor, è stata avviata nell’aprile del 2018, all’indomani della collaborazione con la giustizia di SQUILLACI Francesco, già uomo d’onore della famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO, le cui propalazioni hanno consentito di riscontrare quelle rese nel tempo da AVOLA Maurizio, DI FAZIO Umberto, DI RAIMONDO Natale, INDELICATO Fortunato, LA CAUSA Santo, MACCARRONE Ferdinando, NIZZA Fabrizio, RAFFA Giuseppe e SAMPERI Claudio Severino, fino a quel momento rimaste prive di riscontri.

I soggetti colpiti da provvedimento sono:
  • ADORNETTO Alfio, nato a Misterbianco (CT) il 30.10.1971;
  • BATTAGLIA Santo, nato a Catania il 4.3.1961, detenuto per altra causa;
  • BRANCIFORTE Filippo, nato a Catania il 20.1.1964, detenuto per altra causa;
  • CARUSO Enrico, nato a Venezia il 29.4.1955;
  • CAVALLARO Giovanni, nato a Catania il 9.9.1972, detenuto per altra causa;
  • COCUZZA Giuseppe, nato a Leonforte (EN) il 19.2.1963, detenuto per altra causa;
  • COCUZZA Nunzio, nato a Leonforte (EN) il 30.10.1966, detenuto per altra causa;
  • COCIMANO Orazio Benedetto, nato a Catania il 10.1.1964, detenuto per altra causa;
  • DI GRAZIA Francesco nato a Catania il 12.12.1966, detenuto per altra causa;
  • ERCOLANO Aldo, nato a Catania il 14.11.1960, detenuto per altra causa;
  • FASCETTO Natale Salvatore nato a Catania il 25.12.1970, detenuto per altra causa;
  • FILLORAMO Natale Ivan, nato a Catania il 7.9.1974, detenuto per altra causa;
  • MACCARRONE Francesco nato a Catania il 9.9.1961, detenuto per altra causa;
  • MAGRÌ Angelo Marcello, nato a Catania il 20.1.1970, detenuto per altra causa;
  • MAGRÌ Orazio, nato a Catania il 15.5.1971, detenuto per altra causa;
  • NARDO Sebastiano, nato a Lentini (SR) 27.3.1948, detenuto per altra causa;
  • PATTI Cesare Natale, nato a Catania 24.12.1958, detenuto per altra causa;
  • QUATTROLUNI Aurelio, nato a Catania il 7.2.1960;
  • SANTAPAOLA Vincenzo (fu Salvatore), nato a Catania il 30.08.1956, detenuto per altra causa;
  • SANTAPAOLA Vincenzo Salvatore (di Benedetto), nato a Catania il 2.6.1969, detenuto per altra causa;
  • SQUILLACI Giuseppe, nato a Catania il 26.8.1946, detenuto per altra causa;
  • SQUILLACI Nicolò Roberto Natale, nato a Catania il 25.12.1970, detenuto per altra causa;
  • ZUCCARO Nunzio, nato a Catania il 27.10.1962.
Le vicende omicidiarie oggetto del provvedimento cautelare sono le seguenti:
  • A) omicidio di SANTAPAOLA Angelo e SEDICI Nicola, commessi in Catania il 26.9.2007: sono chiamati a risponderne SANTAPAOLA Vincenzo Salvatore, MAGRÌ Orazio e FILLORAMO Natale Ivan. Il fatto è stato oggetto di giudizio nell’ambito del procedimento c.d. Iblis, limitatamente alle posizioni di AIELLO Vincenzo Maria e DI BENNARDO Salvatore, il primo direttamente coinvolto nella vicenda omicidiaria e condannato in via definitiva all’ergastolo ed il secondo responsabile di favoreggiamento personale. Nell’ambito del presente procedimento, invece, sono stati acquisiti elementi certi sulla riconducibilità del delitto in capo a SANTAPAOLA Vincenzo Salvatore, figlio di Nitto, in quel periodo a capo della famiglia (preoccupato dall’ingombrante presenza di SANTAPAOLA Angelo, della sua autonoma operatività e dei rapporti diretti e privilegiati con cosa nostra palermitana), e nei confronti di MAGRì Orazio, quale esecutore materiale del duplice delitto e di FILLORAMO Natale quale coautore;
  • B) omicidio di PISTONE Roberto, commesso in Catania l’8.5.1992: sono chiamati a risponderne QUATTROLUNI Aurelio e DI GRAZIA Francesco. L’omicidio va ascritto al conflitto tra i MAZZEI, intesi carcagnusi, e i d.cursoti. In detta vicenda, i SANTAPAOLA – ERCOLANO agirono nell’interesse dei primi, essendo PISTONE un cursoto;
  • C) omicidio di TOMASELLI Santo Nunzio, commesso in Catania il 2.3.1992: sono chiamati a risponderne FASCETTO Natale Salvatore, MACCARRONE Francesco e BRANCIFORTE Filippo. La vittima era affiliata ai cursoti e l’omicidio va ascritto al conflitto tra questi ultimi ed i MAZZEI, intesi carcagnusi, con i primi appoggiati dai SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • D) omicidio di VILLA Sebastiano, commesso in Catania il 12.2.1992: sono chiamati a risponderne MACCARRONE Francesco e BRANCIFORTE Filippo. Non sono emerse le ragioni dei contrasti tra la vittima e BRANCIFORTE Filippo, che volle l’omicidio;
  • E) omicidio di BONANNO Carmelo, commesso in Catania il 30.12.1991: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe e MACCARRONE Francesco. La vittima, appartenente ai cursoti, aveva frizioni con i fratelli MACCARRONE i quali ne chiesero l’omicidio che, dunque, passò per fatto ascrivibile allo scontro in atto tra i cursoti ed i MAZZEI, benché maturato in ambiti privati;
  • F) omicidio di LA SPINA Rosario, commesso in Ragalna il 23.6.1992: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe e BATTAGLIA Santo. Trattasi di caso di c.d. lupara bianca. L’omicidio fu voluto da BATTAGLIA che riteneva la vittima inaffidabile, sospettandola di essere autore di confidenze alle FF.PP.;
  • G) omicidio di LO MORO Francesco, di anni 20, commesso in Motta Sant’Anastasia il 7.6.1994: è chiamato a risponderne DI GRAZIA Francesco. Le ragioni dell’omicidio vanno ricercate nel fatto che la vit
  • vittima era considerata responsabile di una rapina ad un distributore dell’uomo d’onore D’AGATA Marcello. Peraltro suo padre era ritenuto affiliato al clan CAPPELLO, assetto in contrasto con la famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • H) omicidio di BERTOLO Angelo, commesso in Catania l’1.7.1994: sono chiamati a risponderne COCUZZA Nunzio e ZUCCARO Nunzio. L’omicidio ha una duplice causale: il fratello della vittima aveva avuto una lite con DI GIACOMO Giuseppe, reggente del clan LAUDANI, ed era ritenuto legato al clan CAPPELLO che la vittima, dal canto suo, aveva pubblicamente indicato come più importante della famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • I) omicidio di MAUGERI Antonio, commesso in Belpasso il 19.9.1996: è chiamato a risponderne MAGRÌ Angelo Marcello. La vittima, forte del rapporto con il gruppo dei c.d. Tuppi di Misterbianco, era in disaccordo con gli SQUILLACI di Piano Tavola, a richiesta dei quali MAGRÌ consumò materialmente il delitto;
  • Integrazione per la vittima innocente di mafia Cirino CatalanoJ) omicidio di CATALANO Cirino* (vittima innocente di mafia), MOTTA Salvatore e SAMBASILE Salvatore, commesso in Lentini il 10.4.1991: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe, MACCARRONE Francesco, COCUZZA Nunzio e NARDO Sebastiano. Si tratta di delitto commesso nell’interesse ed a richiesta del gruppo NARDO di Lentini. MOTTA, però, risultò estraneo agli assetti mafiosi come anche CATALANO e, dunque, rimasero accidentalmente vittima del delitto;
  • K) omicidio di CIRINCIONE Nicola, commesso in Camporotondo Etneo il 4.10.1990: sono chiamati a risponderne ERCOLANO Aldo, SQUILLACI Giuseppe, DI GRAZIA Francesco, CARUSO Enrico e MACCARRONE Francesco. La vittima apparteneva alla famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO e venne uccisa perché ritenuta inaffidabile in quanto tossicodipendente;
  • L) omicidio di MONTAURO Salvatore, in Belpasso il 10.7.1991: è chiamato a risponderne DI GRAZIA Francesco. È un caso di c.d. lupara bianca ascrivibile al timore che la vittima, vicino ai CAPPELLO, potesse compiere omicidi in pregiudizio dei SANTAPAOLA;
  • M) omicidio di PARATORE Antonino, commesso in Catania il 24.5.1991: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Giuseppe e MACCARRONE Francesco. PARATORE, affiliato alla famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO, venne ucciso perché accusato di trattene per sé i proventi delle attività estorsive e di gestire in modo autonomo il traffico di stupefacenti;
  • N) omicidio di TOMASELLI Giovanni, commesso in Catania il 24.5.1995: sono chiamati a risponderne COCUZZA Giuseppe e PATTI Cesare Natale. La vittima, affiliata al clan CAPPELLO, aveva ostacolato l’attività estorsiva dei SANTAPAOLA – ERCOLANO;
  • O) omicidio di ZAMMATARO Agatino, commesso in Catania il 20.11.1996: sono chiamati a rispondere BRANCIFORTE Filippo, MAGRÌ Angelo Marcello e CAVALLARO Giovanni. ZAMMATARO Agatino, suocero di MAGRÌ, venne ucciso per volontà di quest’ultimo e per dissidi di carattere familiare;
  • P) omicidio di CALABRESE Salvatore e PRESTIFILIPPO CIRIMBOLO Gabriele, commesso in Catania il 3.12.1992: sono chiamati a risponderne BRANCIFORTE Filippo e FASCETTO Natale Salvatore. L’omicidio venne eseguito a richiesta delle famiglie mafiose dell’ennese che mal sopportavano l’autonomia criminale dei due giovani;
  • Q) omicidio di BONANNO Vito, commesso in Catania il 19.10.1995: sono chiamati a risponderne SANTAPAOLA Vincenzo (nipote di Nitto) e COCIMANO Orazio Benedetto. L’omicidio avvenne nell’ambito dello scontro tra la famiglia SANTAPAOLA – ERCOLANO ed elementi del disciolto clan del malpassoto, con la prima decisa ad eliminare coloro che non ne riconoscevano la supremazia;
  • R) omicidio di GRASSO Pietro, commesso in Belpasso il 22.7.1989: sono chiamati a risponderne SQUILLACI Nicolò Roberto Natale e MACCARRONE Francesco. La vittima apparteneva al clan dei c.d. Tuppi di Misterbianco e l’omicidio si inquadra nei contrasti tra detta associazione mafiosa ed il clan retto, all’epoca, da PULVIRENTI Giuseppe, inteso u malpassoto.
  • S) omicidio di TORRE Giuseppe, di anni venti, commesso in Misterbianco il 16.2.1992: è chiamato a risponderne ADORNETTO Alfio. L’omicidio avvenne ad opera del clan del malpassoto perché tramite il ragazzo, figlio della compagna di Gaetano NICOTRA del clan dei c.d. Tuppi di Misterbianco, contrapposto al primo, si voleva rintracciare il NICOTRA che si era reso irreperibile ed ucciderlo. Il ragazzo che non era a conoscenza di alcuna informazione utile fu interrogato, torturato ed ucciso per poi bruciare il cadavere con il metodo dei “copertoni”);
  • T) omicidio di ABATE Luigi, commesso in Catania il 2.1.1992: sono chiamati a risponderne QUATTROLUNI Aurelio e DI GRAZIA Francesco. La vittima era ritenuta responsabile di furti di mezzi d’opera in relazione ai quali cosa nostra fu richiesta di intervenire;
  • U) omicidio di FURNÒ Antonio, commesso in Valcorrente il 13.9.1990: sono chiamati a risponderne ERCOLANO Aldo e DI GRAZIA Francesco. Trattasi di un caso di c.d. lupara bianca verificatosi perché la vittima fu ritenuta responsabile di una rapina in danno di un supermercato di ERCOLANO Aldo;
  • V) omicidio di LA ROSA Domenico, commesso in Catania il 24.9.1992: è chiamato a risponderne ERCOLANO La vittima era specializzata in rapine e, nel corso di una di esse, perpetrata nel 1983, venne ucciso il fratello di ARCIDIACONO Francesco, inteso u salaru, che pertanto chiese ed ottenne vendetta;
  • W) omicidio di COLOMBRITA Maurizio, commesso in Catania il 28.1.1991: è chiamato a risponderne ERCOLANO Aldo. La vittima era estranea ai contesti mafiosi e fu uccisa per errore in luogo del fratello, destinatario dell’attentato perché appartenente al clan CAPPELLO

Redazione Sicilia /Sebastiano Adduso

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Il Mattino – Napoli – Inter si giocherà regolarmente il 5 marzo

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Il Mattino – Lega e Rai bocciano la proposta nerazzurra

Il Mattino – Napoli – Inter si giocherà regolarmente il 5 marzo

L’edizione odierna de “Il Mattino”  riporta che con molta probabilità la partita Napoli – Inter non verrà spostata e si terrà regolarmente il 5 marzo.

“Napoli-Inter, gara di ritorno della semifinale difficilmente verrà rinviata. L’Inter avrebbe preferito spostarla. La Lega non è contraria, ma senza l’ok del Napoli, il match resta in calendario regolarmente per il 5 marzo. E il Napoli al momento non vuole far slittare il match. Bisogna tener conto anche del parere (negativo) della Rai, che è detentrice dei diritti tv della Coppa Italia. Dunque, resterà tutto invariato. Peraltro la data della finale prevista il 13 maggio non può essere spostata”