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Catania e Trapani
Cronaca Isole - cronaca

Arresti di mafiosi tra Catania e Trapani (VIDEO)

Un’alleanza mafiosa tra gruppi del trapanese e catanese legati alla cosca Mazzei di Catania al centro dell’inchiesta ‘Vento di scirocco’ della Procura etnea.

Arresti di mafiosi tra Catania e Trapani (VIDEO)

Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del nucleo Investigativo del Comando provinciale di Catania e il nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, stanno eseguendo, tra Catania, Siracusa e Palermo, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 23 persone, cui 10 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 8 raggiunte da misure interdittive.

Contestualmente, il Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza sta curando l’esecuzione di sequestri preventivi anche per equivalente “finalizzata alla confisca per sproporzione (art.240 bis c.p.) nei confronti della principale figura imprenditoriale dedita all’illecita commercializzazione di gasolio nonché sequestri preventivi finalizzati alla confisca del profitto illecito derivante dalla ripetuta perpetrazione di frodi carosello all’IVA”. “Gli accertamenti patrimoniali – continuano ancora gli inquirenti – hanno consentito di tracciare beni sequestrabili per circa 20 milioni di euro tra i quali quote societarie e/o titolarità di 10 imprese commerciali (titolari, tra gli altri beni, di 7 distributori stradali), 8 fabbricati, un terreno, un motoveicolo e 6 rapporti bancari”.

L’indagine ha svelato le dinamiche criminali interne al clan, operante nell’hinterland etneo con base operativa a Mascalucia i quali avevano contatti con all’ala stragista di Cosa nostra e le famiglie mafiose di Mazzara del Vallo. È stato evidenziato nell’indagine il ruolo preminente di due personaggi, ritenuti dagli inquirenti di prim’ordine della famiglia Santapaola-Ercolano. L’inchiesta ruota attorno a Salvatore Mazzaglia, cognato di Piero Puglisi, a sua volta genero di Giuseppe Pulvirenti ‘u mapassotu. Uscito dal carcere Mazzaglia ha ripreso l’attività d’una volta, quella del malavitoso vecchio stampo che spaccia e fa estorsioni, ma nel frattempo si è messo al passo coi tempi. Con accanto il genero Mirko Casesa ha pensato bene di diventare un broker della droga, ovvero di assumere, nel mercato degli stupefacenti, il ruolo di cerniera tra l’offerta e la richiesta. E così dal 2016 data della sua scarcerazione ha garantito ogni tipo di stupefacente, cocaina, hashish, eroina e marijuana a chiunque ne avesse bisogno comprando tra la Calabria e Palermo.

Gli investigatori hanno quantificato un guadagno intorno ai 4/5 mila euro a chilo di roba pesante. Senza però dimenticare di essere un erede di quello che fu il braccio armato del clan Santapaola che si nutriva di estorsioni: ecco perché con la sua piccola azienda intestata alla figlia, ma di fatto sua, imponeva il pizzo nella vendita delle uova e di latticini ai commercianti e ai ristoratori di Nicolosi e Mascalucia. Quest’ultimo paese era la sua roccaforte che stanotte i Carabinieri del comando provinciale hanno messo a soqquadro.

È stato un manipolo di collaboratori di giustizia a ricostruire le attività criminali di Salvatore Mazzaglia: le estorsioni e il traffico di droga con il clan Cappello, malgrado loro avessero un pedigree santapaoliano, con i fratelli Vacante nipoti di Roberto, con Siracusa con i fratelli De Simone e con Palermo. Dal capoluogo siciliano importava hascisc che rivendeva nel catanese, mentre a Palermo esportava eroina.

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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