Finanziere in aspettativa. Sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte nel Pd. Consigliere regionale in Calabria con Fratelli dāItalia.
Domenico Creazzo: arruolato dal 1999 nel Corpo della Guardia di Finanza in aspettativa da quando nel 2012 ĆØ stato eletto sindaco di SantāEufemia dāAspromonte; genero di Domenico Fedele ex consigliere provinciale di Reggio con il gruppo della Margherita nonchĆ© dirigente medico della āCommissione Invalidiā; vicepresidente dal 2014 del Parco dellāAspromonte; dal 26 gennaio 2020 consigliere regionale in Calabria nelle file di Fratelli d’Italia con 8 mila preferenze risultando il primo degli eletti; ĆØ tra le 65 persone arrestate dalla Polizia nell’ambito dell’operazione āEyphemosĀ£, contro la ‘ndrangheta, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri.
I Magistrati della Procura distrettuale di Reggio Calabria accusano di voto di scambio. La contestazione del reato, confermata dal Giudice delle Indagini Preliminari (GIP), sarebbe attinente proprio alle consultazioni dello scorso gennaio. Creazzo, infatti, secondo quanto accertato dallāinchiesta, si sarebbe rivolto alla cosca Alvaro di Sinopoli per ottenere i consensi necessari per la sua elezione nella coalizione di centro destra vincitrice delle elezioni regionali. La Procura ha chiesto anche lāautorizzazione a procedere allāarresto di Marco Siclari, medico, senatore di Forza Italia e fratello di Giovanni, sindaco di Villa San Giovanni, arrestato lo scorso dicembre nellāinchiesta sui presunti favori ai manager della Caronte& Tourist per la realizzazione dei piazzali del porto, di cui ci siamo occupati nellāarticolo ā18 Dicembre 2019 Ā Arrestato sindaco e manager di societĆ di traghettamentoā.
Non si tratta dellāunico politico finito in manette. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stata chiesta unāautorizzazione a procedere anche per un parlamentare eletto nella zona aspromontana reggina, il senatore di Forza Italia Marco Siclari, anch’egli coinvolto nell’operazione.
Il neo consigliere regionale Domenico Creazzo era passato nelle fila di Fratelli dāItalia qualche mese prima delle elezioni regionali. Sino ad allora era stato un esponente del Partito democratico ed aveva anche firmato la petizione a favore della ricandidatura di Mario Oliverio a presidente della Regione. Lāappartenenza al Pd gli aveva anche dato la possibilitĆ di presiedere il Parco nazionale dellāAspromonte, sebbene come presidente facente funzione. Poi, fulminato dal sovranismo nazionale, ha deciso di cambiare casacca e candidarsi con il partito di Giorgia Meloni.
Lāoperazione, coordinata dal Procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal Sostituto della Dda Giulia Pantano, ha riguardato i capi storici, i soggetti di vertice e gli affiliati di una pericolosa locale di āndrangheta operante a SantāEufemia dāAspromonte e collegata alla più nota cosca Alvaro di Sinopoli, considerata tra le più attive e potenti dell’organizzazione criminale.
Per 53 delle persone coinvolte ĆØ stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre le restanti 12 sono ai domiciliari. Sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, vari reati in materia di armi e di droga, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, reati aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalitĆ di aver agevolato la ‘ndrangheta e di scambio elettorale politico mafioso.
Gli Alvaro, secondo lāaccusa, avrebbero monopolizzato ogni attivitĆ nei comuni di SantāEufemia dāAspromonte e paesi vicini, imponendo il pizzo e lāassunzione di affiliati alla cosca alle imprese aggiudicatarie di appalti, anche con la forza delle intimidazioni e danneggiamenti. Nel corso dellāoperazione che ha visto impegnati 600 poliziotti della squadra mobile di Reggio Calabria, Sco e reparto mobile, sono stati sequestrati pistole, fucili e anche un bazooka. Dalle intercettazioni telefoniche ĆØ emerso che gli Alvaro avrebbero dovuto costruire anche un ordigno esplosivo, commissionato loro dalla cosca Gallico di Palmi, che doveva essere utilizzato per distruggere lāabitazione storica della famiglia di Palmi destinata, dopo la confisca, a ospitare il Commissariato di Polizia.
Dalle indagini della Squadra Mobile guidata da Francesco RattĆ , ĆØ emerso che gli esponenti di vertice del locale di SantāEufemia dāAspromonte sedevano ai tavoli in cui venivano prese decisioni importanti. Alcuni di essi si erano perfino recati in passato in Australia per risolvere controversie legate alla spoliazione di un sodale che venne sanzionato per una trascuranza ma non espulso dai ranghi della āndrangheta. Lāinchiesta ha consentito gli investigatori, di monitorare alcuni summit durante i quali gli indagati facevano riferimento alle cariche e ai gradi della āndrangheta (come la āsantaā, ācamorristaā, āvangelistaā, āsgarristaā, ācapo localeā, ācontabileā), alle cerimonie, alla formazione di un banconuovo, alla creazione di un nuovo locale a SantāEufemia dāAspromonte con lāauspicata legittimazione del Crimine di Polsi e lāindipendenza dagli Alvaro che, tuttavia, continuano a controllare il paese limitrofo. Secondo la Dda, la āndrangheta eufemiese appare antica e moderna al tempo stesso, ancorata a vecchi rituali ma fortemente protesa a radicarsi sempre più nel settore socio-economico ed imprenditoriale, anche attraverso unāoculata attivitĆ di infiltrazione negli apparati.
Creazzo “ha coltivato e realizzato – riferiscono in una nota stampa gli investigatori – il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali del gennaio 2020. A tale scopo si ĆØ rivolto alla ‘ndrangheta, e in particolare a Domenico Laurendi, dapprima attraverso il fratello Antonino Creazzo, in grado di procacciare voti, in cambio di favori e utilitĆ , grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro e poi direttamente, al fine di sbaragliare gli avversari politici”.
E anche per IL senatore di Forza Italia Marco Siclari l’ipotesi di reato ĆØ scambio elettorale politico-mafioso. A mettere in contatto il parlamentare con Laurendi sarebbe stato Giuseppe Galletta Antonio, medico ed ex consigliere provinciale di FI a Reggio Calabria.
“Con l’intermediazione di Galletta – scrivono gli inquirenti – Siclari accettava la promessa di procurare voti da parte del Laurendi in cambio di soddisfare gli interessi e le esigenze della associazione mafiosa. Tra i primi vantaggi ottenuti su richiesta del clan, il trasferimento , a Messina di Annalisa Zoccali, parente di Natale Lupoi, cognato degli Alvaro, una dipendente delle Poste italiane. Con l’aggravante del fatto che Marco Siclari, a seguito dell’accordo, era stato eletto nella relativa consultazione elettorale politica”.
Il senatore Marco Siclari di Forza Italia ĆØ stato eletto nel collegio uninominale n. 4 della Calabria composto da 92 comuni, con una percentuale del 39,59%, riuscendo ad ottenere solo a Sant’Eufemia d’Aspromonte 782 voti, pari al 46,10%, mentre nel limitrofo Comune di Sinopoli 435 voti, pari al 63,41%.
Con il ruolo di capo, promotore ed organizzatore dellāassociazione mafiosa, ĆØ stato arrestato il vicesindaco Cosimo IdĆ , artefice di diverse affiliazioni che avevano determinato un forte attrito con le altri componenti del locale di āndrangheta eufemiese e lāalterazione degli equilibri nei rapporti di forza tra le varie fazioni interne allo stesso. Con la contestazione di partecipazione allāassociazione mafiosa sono stati arrestati in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere il presidente del consiglio comunale Angelo Alati, quale mastro di giornata della cosca, il responsabile dellāufficio tecnico ingegnere Domenico Luppino ritenuto referente della cosca in relazione agli appalti pubblici del Comune, e il consigliere di minoranza Dominique Forgione che aveva il compito di monitorare gli appalti del comune per consentire lāinfiltrazione da parte delle imprese riconducibili alla cosca eufemiese. Lāoperazione āEyphemosā ha interessato anche il nord e il centro Italia. Oltre che in provincia di Reggio Calabria, infatti, numerosi arresti e perquisizioni sono stati eseguiti in Lombardia e in altre regioni. In particolare il blitz ha riguardato pure le zone di Milano, Bergamo, Novara, Lodi, Pavia, Ancona, Pesaro Urbino e Perugia. Lāinchiesta ha confermato come la cosca Sinopoli abbia allungato da tempo i suoi tentacoli in Lombardia, nel pavese, nonchĆ©, in Australia, dovāĆØ presente un locale di āndrangheta, dipendente direttamente dalla casa-madre calabrese degli Alvaro.
Sulla vicenda ĆØ intervenuto con un video sulla propria pagina Facebook il Presidente della Commissione Regionale Antimafia, Nicola Morra.
Lāopinione.
La trasversale politica in Italia, da decenni, dagli scranni più alti fino allāultimo sgabello del sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico, ĆØ in modo sparso, risaputo e legalmente dissimulato, INTERIORMENTE CORROTTA ! Come se ne esce ?




