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Manolas amaro: “Prendiamo gol alla prima azione contro, stiamo messi malissimo”

Manolas amaro: “Prendiamo gol alla prima azione contro, stiamo messi malissimo. Dobbiamo sfruttare le occasioni, altrimenti rischiamo il pareggio”

Il difensore del Napoli, Kostas Manolas, è intervenuto ai microfoni di DAZN al termine della gara vinta contro il Torino. (RILEGGI LIVE)
Queste le sue parole:

“La nostra gara è stata buona, ma quando abbiamo così tante occasioni poi però bisogna sfruttarle! Altrimenti rischiamo di pareggiare.
In questo momento siamo messi malissimo perché non riusciamo a sfruttare le occasioni e alla prima azione contro prendiamo gol. Dobbiamo crescere in questo! Non dobbiamo perdere concentrazione, perchè in un attimo si subisce gol e si riapre la gara.
Il mio Gol? Il mio lavoro è non prendere gol, poi se riesco a segnare ancora meglio.
Clasico? Sì, lo guarderò sicuramente perché mi piace il calcio”.

“La nostra gara è stata buona, ma quando abbiamo così tante occasioni poi però bisogna sfruttarle! Altrimenti rischiamo di pareggiare.
In questo momento siamo messi malissimo perché non riusciamo a sfruttare le occasioni e alla prima azione contro prendiamo gol. Dobbiamo crescere in questo! Non dobbiamo perdere concentrazione, perchè in un attimo si subisce gol e si riapre la gara.
Il mio Gol? Il mio lavoro è non prendere gol, poi se riesco a segnare ancora meglio.
Clasico? Sì, lo guarderò sicuramente perché mi piace il calcio”.
“La nostra gara è stata buona, ma quando abbiamo così tante occasioni poi però bisogna sfruttarle! Altrimenti rischiamo di pareggiare.
In questo momento siamo messi malissimo perché non riusciamo a sfruttare le occasioni e alla prima azione contro prendiamo gol. Dobbiamo crescere in questo! Non dobbiamo perdere concentrazione, perchè in un attimo si subisce gol e si riapre la gara.
Il mio Gol? Il mio lavoro è non prendere gol, poi se riesco a segnare ancora meglio.
Clasico? Sì, lo guarderò sicuramente perché mi piace il calcio”.

Pordenone-Juve Stabia, parte la prevendita dei biglietti

Pordenone-Juve Stabia, parte la prevendita dei biglietti. Tutte le informazioni sulle modalità di acquisto dei biglietti e sui prezzi 

Pordenone-Juve Stabia, parte la prevendita dei biglietti

 

Parte la prevendita dei biglietti per la gara Pordenone-Juve Stabia in programma martedì 3 marzo alle ore 21 allo stadio Dacia Arena di Udine e valevole per la ventisettesima giornata del campionato di Serie B 2019-2020. Di seguito il comunicato ufficiale che è stato diffuso dalla società gialloblù sulla vendita dei biglietti per il settore ospiti.

Rendiamo noto che sono già disponibili i tagliandi di ingresso del Settore Ospiti dello Stadio “Dacia Arena” di Udine, per assistere all’incontro Pordenone – Juve Stabia, in programma martedì 3 marzo 2020 alle ore 21.00 e valevole per la 27^ giornata del campionato di Serie BKT. I biglietti sono in vendita al prezzo di € 10,00 comprensivi dei diritti di prevendita. Si ricorda inoltre che la vendita dei tagliandi è disponibile anche per disabili e il costo è di 4 euro, 6 euro per l’accompagnatore. La vendita terminerà alle ore 19 di lunedì 2 marzo 2020 e i tagliandi sono disponibili in tutte le rivendite d’Italia del circuito Ticketone e online su sport.ticketone.it. ed acquistabili presso i seguenti punti vendita di Castellammare di Stabia situati in:
via Napoli 229;
via Plinio il Vecchio 17;
via Ponte della Persica 167“.

 

a cura di Natale Giusti

 

 

Napoli-Torino, le statistiche del match

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Napoli-Torino, le statistiche del match

 

I dati del match del San Paolo

Al San Paolo  vince e convince il Napoli di Rino Gattuso che batte 2-1 il Torino. Un gol per tempo basta ai partenopei per mandare K.O il Toro di Moreno Longo.  A sbloccare il match, ci ha pensato al 19′ Kostas Manolas, che ha realizzato il suo terzo gol con la maglia azzurra in questa stagione. Da un difensore a un altro: il gol del raddoppio per i partenopei porta infatti la firma di Giovanni Di Lorenzo, che torna a segnare dopo la rete contro la Juventus all’Allianz Stadium. Grande partita anche da parte del capitano Lorenzo Insigne, autore di due assist. Inutile poi al 91′ il gol di Edera per il Torino.  Terza vittoria consecutiva per gli uomini di Gattuso che volano a -3 punti dal quinto posto occupato in questo tempo dalla Roma di Paulo Fonseca

 

Napoli-Torino, le statistiche del match

Napoli-Torino, le statistiche del primo tempo

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Napoli-Torino, le statistiche del primo tempo

 

I dati dei primi 45 minuti

Al San Paolo finisce il primo tempo tra Napoli-Torino.  Per il momento conducono gli uomini di Gattuso per 1-0. La rete porta la firma di Kostas Manolas al 19′; per il greco, questa è già la sua terza rete con la maglia azzurra in questa stagione.  Azzurri che non erano partiti benissimo, infatti, il Torino ha avuto nei primissimi minuti del match ben due chance per far male a Ospina, senza però riuscirci. Dopo il gol subito, gli uomini di Longo invece si sono spenti lasciando totale libertà ai partenopei. Da sottolineare il centrocampo inedito schierato da Gattuso con Lobotka, Fabian Ruiz e Zielinski, e dal tridente d’attacco composto da Politano, Insigne e Milik.  Questo è quello che per ora dice il campo, vedremo cosa accadrà nella ripresa e se il Napoli riuscirà a portare a casa questo match e mettersi a -3 punti dalla Roma quinta.Al San Paolo finisce il primo tempo tra Napoli-Torino.

Le  statistiche del primo tempo

Un buon Real Forio cade di misura al “Calise” contro l’Albanova

ECCELLENZA – REAL FORIO – ALBANOVA 0-1: I biancoverdi costretti alla sconfitta dopo 3 pareggi consecutivi con i casertani che passano con un gol di Capogrosso

Di Capogrosso, sul finire del primo tempo, la rete del successo ospite. Proprio nella prima frazione i foriani non hanno giocato bene: l’Albanova ha esercitato una pressione non impossibile da contrastare ed ha creato qualche occasione, a differenza dei biancoverdi che non si sono praticamente mai visto nell’area di Restino

Simone Vicidomini- Il Real Forio vede fermarsi la sua lenta rincorsa alla zona play out. Dopo 3 pareggi consecutivi, la squadra di Nello De Siano è stata sconfitta ieri pomeriggio al Calise dall’Albanova. Di Capogrosso, sul finire del primo tempo, la rete del successo ospite. Proprio nella prima frazione i foriani non hanno giocato bene: l’Albanova ha esercitato una pressione non impossibile da contrastare ed ha creato qualche occasione, a differenza dei biancoverdi che non si sono praticamente mai visto nell’area di Restino. Vantaggio meritato, quindi, per gli uomini di Coccellato. Nella ripresa, il Real Forio è stato più volenteroso ed aggressivo, ha tenuto bene il campo e rischiato poco, ma non ha indirizzato verso la porta conclusioni degne di miglior sorte. La pressione dei padroni di casa è aumentata col tempo, ma non è stata degna di concretizzazione. La squadra foriana, quindi, resta al penultimo posto della classifica con 15 punti, ancora troppo pochi.

LE FORMAZIONI – Il Real Forio non ha potuto disporre di Babù, Trani e Boria, mentre Joof e Amabile non erano in perfette condizioni ma sono andati comunque in campo. Per ordine dello squalificato Nello De Siano, la squadra biancoverde è andata in campo con questo 4-3-1-2: D’Errico fra i pali, la linea difensiva composta da Galloppa, Iacono, Festa e Sorrentino, con Trofa, Joof ed Esposito a centrocampo, più Amabile alle spalle di Milone e De Luise.
L’Albanova si è presentata sull’isola senza De Simone (infortunato) e Senese (out per motivi familiari). Il tecnico Coccellato ha mandato i suoi in campo con questo 11: Restina in porta, più Ciano, Migliarotti, Falco, Capogrosso, Casale, Lepre, Guglielmo, Cifani, Scielzo e Di Micco.

LA PARTITA – La prima sortita offensiva è dell’Albanova, ma sul cross di Lepre è bravo Joof a sventare in corner, ma nei primi 10 minuti non accade nulla. Al 12’, è un calcio d’angolo di Di Micco a costringere D’Errico agli straordinari. Al minuto 19, arriva il primo tentativo serio degli ospiti, con Di Micco che calcia da buona posizione – servito da Scielzo – ma prende solo l’esterno della rete. Poco dopo la mezz’ora, calcio di punizione dai 23 metri per l’Albanova, che Falco calcia e manda altissima. Si deve attendere il 40’, per rivedere concretamente i casertani avanti: conclusione dal limite ancora di Di Micco su assist sempre di Scielzo, ma D’Errico fa buona guardia sul primo palo. Si vede anche il Real Forio, con un’azione insistita di Festa, che con una sforbiciata dal limite impegna pochissimo Restina. Al 44’, l’Albanova va in vantaggio: Capogrosso colpisce di testa su cross di Ciano (punizione dalla tre quarti per fallo di De Luise su Di Micco) e mette dentro.
La ripresa, si apre senza cambi, ma il Real Forio ne fa uno dopo 5 minuti: esce Trofa per Coppa. Succede poco fino al 62’, quando entra l’ex Longo per Cifani nelle fila casertane. Passano 30 secondo e Restina, con qualche patema di troppo, blocca una conclusione dal limite di Amabile. L’estremo difensore dell’Albanova è impegnato, anche se non severamente, di più in questa ripresa. Al 67, cambio di portiere per Coccellato, Riccio rileva Restina. L’Albanova ci prova con Guglielmo al 70’, ma il tiro dell’ospite è alto. Al minuto 78, punizione dai 23 metri per l’Albanova, calciata da Lepre: palla altissima. Il Real Forio si fa minaccioso e l’Albanova sostituisce Scielzo con Rinaldi. Coccellato si chiude ancora, escludendo Migliarotti con Peluso nel finale.

REAL FORIO           0
ALBANOVA            1

REAL FORIO: D’Errico, Galloppa, Sorrentino, Joof, Iacono, Festa, Trofa (50’ Coppa), Esposito, De Luise, Amabile, Milone. A disposizione: All.: Francesco Napolano (Nello De Siano squalificato)

ALBANOVA: Restina (67’ Riccio), Ciano, Migliarotti (89’ Peluso), Falco, Capogrosso, Casale, Lepre, Guglielmo, Cifani (62’ Longo), Scielzo (83’ Rinaldi), Di Micco. All.: Coccellato

Arbitro: Liberato Maione della sezione di Ercolano (Assistenti: Riccardo Marcone di Nocera Inferiore e Aldo Marletta di Napoli)

Reti: 44’ Capogrosso (A)

Ammoniti: De Luise, Iacono, Esposito (RF), Casale, Restina (A)

Recupero: 0’ p.t., 4’ s.t.

RILEGGI LIVE – Napoli-Torino 2-1 (Manolas 19′, Di Lorenzo 82′, Edera 91′)

LIVE – Napoli-Torino

90+4′ PARTITA FINITA! Ottima prestazione del Napoli, nonostante il brivido finale

90+3′ ? Fallo tattico di Allan, giallo

90+2′ ? Entrata dura su Elmas, ammonito Ansaldi

90+1′ ⚽ Gol del Torino Cross perfetto di Ansaldi, Edera di testa non sbaglia

89′ Quattro minuti di recupero

83′ ? Cambio per il Torino: esce Zaza, entra Edera

83′ ? Cambio per il Torino: esce Rincon, entra Verdi

83′ ? Cambio per il Napoli: esce Politano, entra Elmas

82′ GOOOOOOOOOL DEEEEL NAPOLI! Mertens premia l’ottimo inserimento di Di Lorenzo: il terzino ci arriva in spaccata e batte Sirigu!

79′ ? Cambio per il Napoli: esce Lobotka, entra Allan

77′ Il Napoli perde pericolosamente palla al limite dell’area di rigore. Il tiro di Belotti è potente ma impreciso

75′ Sirigu esce fuori dai pali, Politano lo anticipa e prova il pallonetto da posizione molto proibitiva. La palla finisce sull’esterno della rete

73′ ? Cambio per il Napoli: esce Milik, entra Mertens

73′ Ottimo assist di Politano per Di Lorenzo: il suo suo tiro viene miracolosamente deviato in angolo da Sirigu

66′ ? Cambio per il Torino: esce Baselli, entra Meite

61′ Proteste del Napoli per un possibile tocco di mano di Izzo in area di rigore del Torino: la palla colpisce prima la gamba destra poi il braccio. Si continua

59′ Lobotka riesce a penetrare in area con una magia, Belotti lo ferma in extremis in calcio d’angolo

55′ Palla al bacio di Insigne per Milik, Nkoulou riesce a deviare in angolo la conclusione del polacco

46′ Inizia il secondo tempo

45+1′ FINE PRIMO TEMPO

45′ Un minuto di recupero

42′ Milik si libera bene in area e intercetta il cross di Insigne, il suo colpo di testa colpisce la parte alta della traversa e si spegne sul fondo

40′ ? Ammonito Zaza

36′ ? Fallo su Politano, ammonito Rincon

30′ Milik fa sponda per Insigne che prova l’eurogol calciando al volo. Sirigu riesce a smanacciare sopra la traversa con un grande intervento

24′ Ansaldi sbaglia clamorosamente il retropassaggio e lancia Insigne in porta. Il capitano azzurro si fa ipnotizzare da Sirigu e sciupa tutto

19′ ⚽ GOOOOOOOOOOOOL DEEEL NAAAPOLI!! MANOLAS!! Il difensore greco stacca di testa su un calcio di punizione perfetto di Insigne. Gran gol!

9′ Tiro a giro di Milik dai 18 metri, Sirigu respinge con qualche difficoltà

7′ Baselli a terra, possibile problema all’adduttore per lui

3′ Ci prova anche il Napoli: Zielinski scappa in contropiede e serve Insigne. Il tiro a giro del capitano azzurro si spegne alto sopra la traversa

2′ Seconda palla gol del Torino in due minuti: Ospina esce a vuoto, De Silvestri calcia a porta sguarnita ma il suo tiro viene spazzato da un difensore

1′ Subito pericoloso il Torino: Lukic prova a colpire di sforbiciata ma Maksimovic si oppone in calcio d’angolo

1′ Partita iniziata

Lettori di ViViCentro.it, benvenuti alla diretta testuale della sfida tra Napoli e Torino, valida per la ventiseiesima giornata di Serie A 2019/20. Ultimi preparativi allo Stadio San Paolo di Napoli, prima del calcio di inizio fissato alle ore 20:45. Segui la partita insieme a noi.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

Napoli (4-3-3): Ospina, Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Hysaj, Fabian, Lobotka, Zielinski, Politano, Milik, Insigne. A disposizione: Karnezis, Meret, Ghoulam, Luperto, Mario Rui, Allan, Elmas, Demme, Callejon, Lozano, Mertens

Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Rincon, Baselli, Lukic, Ansaldi; Zaza, Belotti. A disposizione: Rosati, Ujkani, Aina, Lyanco, Djidji, Singo, Adopo, Berenguer, Meite, Edera, Verdi

https://twitter.com/sscnapoli/status/1233809907717148672

 

Procida irretito, il San Sebastiano espugna lo Spinetti per 2-1

PROMOZIONE – PROCIDA – SAN SEBASTIANO 1-2: I biancorossi, che giocano male il primo tempo, si arrendono ai vesuviani

I biancorossi perdono 2-1, dopo aver regalato un tempo (il primo) ed un uomo (Russo) alla squadra del presidente, giocatore, allenatore Luca Borrelli. In gol Imparato su rigore e De Marino per gli ospiti e Tony Costagliola (punizione alla Maradona) per gli isolani

Simone Vicidomini- Il Procida esce con le ossa rotte dalla sfida col San Sebastiano. I biancorossi perdono 2-1 dopo aver regalato un tempo (il primo) ed un uomo (Russo) alla squadra del presidente, giocatore, allenatore Luca Borrelli. Però, hanno anche da recriminare gli uomini di Giovanni Iovine, sia per la rete annullata in avvio a Mazzella (inspiegabilmente), sia per le tante occasioni fallite nel finale, che sarebbero valse almeno la soddisfazione del pari. Troppi i problemi stagionali per il Procida, che dopo un inizio di campionato al di sopra delle possibilità dell’epoca, sta iniziando a segnare troppo spesso il passo, soprattutto contro avversarie abbordabili.

LE FORMAZIONI – Nel Procida non c’era Micallo, mentre Tony Costagliola e Cibelli sono andati in panchina benché non al meglio, idem dicasi per Russo, che è sceso in campo dall’inizio. Il tecnico procidano Giovanni Iovine ha schierato i suoi con questo 4-4-2: Lamarra a difesa della porta, la difesa composta da Veneziano, Russo, De Luise ed Annunziata, il centrocampo formato da Mammalella, Coppola, Mazzella e Vanzanella, con Ambrosino D. e Costagliola L. in avanti.
Il San Sebastiano è sceso in campo con questo 11: Testa in porta, più Perrino, Blandi, Tufano, Riccardi, Zobel, Di Matteo, Giorgio, Imparato, De Marino e Esposito.

LA PARTITA – Pronti via ed il Procida sarebbe anche andato in gol, ma l’arbitro ha annullato inspiegabilmente una rete a Mazzella, per un fallo poco riconoscibile in diretta. Gli isolani, però, non giocano bene ed al 22’ subiscono la rete del vantaggio ospite, su calcio di rigore (netto) causato da Russo. Imparato batte Lamarra e porta in vantaggio il San Sebastiano. La prima frazione scorre con pochi altri sussulti.
Nella ripresa, mister Iovine è costretto a buttare nella mischia anche chi non è al top. Entrano Tony Costagliola prima e Cibelli poi. Prima ancora, però, i biancorossi restano in 10 per l’espulsione di Russo (già ammonito nella prima frazione sul fallo da rigore). Il San Sebastiano, su un lungo lancio alla tre quarti difensiva, trova la seconda rete con De Marino, bravo a fare secco Lamarra quando è a tu per tu con lui. Assedio procidano nel finale: Tony Costagliola accorcia le distanze con una punizione dal limite di maradoniana memoria ed i biancorossi sprecano almeno altre 2 palle gol per pareggiare. Il finale è amaro.

PROCIDA     1
SAN SEBASTIANO 2

PROCIDA: Lamarra, Veneziano, Annunziata, Coppola, De Luise, Russo, Mazzella, Mammalella, Ambrosino D., Vanzanella, Costagliola L.. A disposizione: Atteo, D’Auria, Calise, Gamba, Landieri, Rontino, Cibelli, Costagliola A., Cerase. All.: Giovanni Iovine

SAN SEBASTIANO: Testa, Perrino, Blandi, Tufano, Riccardi, Zobel, Di Matteo, Giorgio, Imparato, De Marino, Esposito. A disposizione: Damiani, Petrazzuolo, Noviel, Schetter, Ranavolo, Saiz, Borrelli, Prisco, Langella. All.: Francesco Castellano squalificato

Arbitro: Carmine Villani della sezione di Torre del Greco (Assistenti: Andrea Nazzaro e Cristian Sgariglia di Napoli)

Reti: Imparato rig. (SS), De Marino (SS), Costagliola A. (P)

Espulso: Russo (P) per doppia ammonizione

Juve Stabia, il podio gialloblu del 2 – 2 con il Trapani

La Juve Stabia acciuffa in rimonta il Trapani, arrivato a condurre per 0 – 2 il match del Menti prima della reazione delle Vespe targata Tonucci e Forte

PODIO

Medaglia d’oro: a Giacomo Calò, vero faro per la rotta della Juve Stabia. Nelle giocate del centrocampista è contenuta buona parte della sorta della squadra stabiese, totalmente dipendente dalle giocate e dalla fantasia del prossimo regista del Genoa. In una giornata che pare stregata la gara di Calò si illumina alla distanza, migliorando col passare dei minuti. Poco incisivo, come tutti i suoi compagni, nel primo tempo, il numero 5 della Juve Stabia sale in cattedra nella ripresa mettendo il suo piede educato in entrambe le reti della rimonta stabiese. Al solito artistica la pennellata con cui da calcio piazzato manda in rete Tonucci, Calò fa di meglio a dieci minuti dal termine quando recupera il pallone da mediano vecchio stile per poi lanciarsi in una sortita sulla fascia da ala di altri tempi e tornare se stesso crossando al centro. Sulla sua palla Addae si addentrerà in area conquistando il penalty. Re Sole.

Medaglia d’argento: a Ivan Provedel, che continua a ricevere voti altissimi da quando è a Castellammare. Dopo la ruggine accumulata ad Empoli non vedendo il campo, il portiere friuliano sta facendo gli straordinari alla Juve Stabia a suon di grandissime parata. Ancora una volta il 22 gialloblu mette faccia, corpo e guantoni nel risultato delle Vespe, salvando i suoi compagni vicinissimi al definitivo tracollo. Da replay continui le sue parate su Taugourdeau e Pettinari, che nella ripresa sbattono sulla glaciale freddezza di Provedel, portiere essenziale e senza fronzoli, che si vede solo come e quando deve vedersi un estremo difensore si spessore. Ice Man.

Medaglia di bronzo: a Denis Tonucci, che entra di prepotenza nel match. Il secondo tempo della sfida al Trapani è per cuori caldi e forti, ideale per le caratteristiche dell’ex Foggia, che cancella in modo impeccabile l’imprecisa prestazione di Cittadella. Da guerriero barbaro il coraggio con cui Tonucci si fionda sul pallone di Calò, svettando sugli altri ventuno in campo per superare Carnesecchi, fino a quel momento insuperabile. Altrettanto furore il difensore lo mette dopo il pareggio stabiese, quando il Trapani torna ad affacciarsi dalle parti di Provedel, difendendo il portiere come il migliore dei bodyguard. Una prestazione per chiudere con gli ultimi messi fatti di guai fisici e svarioni inaspettati. Alla riscossa.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Marcel Buchel, impalpabile per tutta la durata della sua gara. Certamente l’ex Empoli e Bologna ha l’alibi di non essere al meglio della condizione ma è una giustificazione che non può durare in eterno per un calciatore di casa in Serie A. Rispolverato dopo parecchie settimane il 50 gialloblu pare non trovare la sua posizione, non riuscendo a garantire la quantità e soprattutto la qualità chiestagli da Caserta. Anche alla luce dell’anticipo con cui, rispetto al mercato di gennaio, è arrivato alla Juve Stabia, a questo punto ci si aspettava di vederlo più avanti tatticamente e fisicamente.

Medaglia d’argento: a Luigi Canotto, inciampato in una gara dove poco viene. L’esterno stabiese questa volta non riesce a “matare” la sua ex squadra come fatto nei due precedenti confronti, risultando forse colpito da una gara che per lui sa sempre di rivincita. Una la giocata “alla Canotto” della sua prestazione, macchiata dalla bruciante palla persa sulla tre quarti che innesca l’azione del raddoppio del Trapani. Calato forse troppo, dal punto di vista mentale, nel match, il 18 va fuori giri senza dare al motore stabiese i cavalli ulteriori tipici delle sue sgroppate.

Medaglia di bronzo: a Francesco Di Mariano, che si aspettava un esordio da titolare differente. Gli ultimi venticinque minuti dall’ex Venezia sono apprezzabili per ritmo e generosità ma due errori, diversi ma banali, pesano sulla sua partita. Dell’esterno è la doppia leggerezza che porta al vantaggio del Trapani, con il fallo non necessario commesso in zona pericolosa e la distrazione che non gli consente di notare la battuta veloce dei granata; nella ripresa da matita blu è l’errore con cui Di Mariano ciabatta il destro a pochi metri dalla porta di Carnesecchi.

Pagelle di Juve Stabia: Provedel santo subito, Calò e Addae tra i migliori

Le Pagelle di Juve Stabia – Trapani a cura di ViviCentro Network: Provedel santo subito, Calò e Addae tra i migliori, Buchel il peggiore, Bifulco e Cisse cambiano la partita

Provedel santo subito, Calò e Addae tra i migliori

Ivan Provedel voto 7,5

Sant’Ivan da Pordenone è ormai il santino che sta per essere stampato per le strade nei pressi del Menti. Chiaramente non vogliamo essere blasfemi ma fa due parate, la prima su Dalmonte con la gamba di richiamo per evitare il 2-0 già qualche minuto prima del rigore, poi salva su Taugourdeau quello che sarebbe stato il 3-0. Decisivo, e nel finale voleva andare di nuovo a saltare, fermato dalla panchina GialloBlè, l’emblema della voglia di salvarsi.

Roberto Vitiello voto 5

Stavolta il capitano non è in grande spolvero. L’impegno non è mai in discussione, la “carretta” che ha tirato fin qui meriterebbe un 8 in pagella di base, ma dal suo lato stavolta sfonda prima Pettinari che manda Dalmonte a fare il 2.0, poi non chiude due volte prima del rigore, e completa facendo il fallo su Pettinari. Passaggio a vuoto di un paio di partite anche per lui.

Lito Fazio voto 5,5

Alza bandiera bianca per primo, per problemi di crampi, la diga con Troest non regge come nelle ultime partite del 2019. Fa fatica a contenere Pettinari, prima del rigore, forse la sua chiusura è già da fallo di mano da rigore. Deve tornare il super Fazio di qualche settimana fa.

Dal 17’ s.t. Denis Tonucci voto 6,5

Ecco il Tonucci, guerriero e mai domo, che galvanizzato dal goal trascina i compagni ad un’altra impresa in rimonta, gli manca il ritmo partita, ma dopo il goal sembra un altro, e anche prima, appena entrato, da una spallata a Pettinari per far capire all’avversario che non è li per assistere ad un’altra disfatta stabiese.

Magnus Troest voto 5,5

Fa fatica anche con Fazio come compagno di reparto, perché quando salti un paio di partite, tra l’altro per un errore di “testata” come quella assestata a Marconi nel fine gara di Pisa, rischi di andare un po’ in difficoltà nelle partite successive, questo è successo a lui, e nelle ultime 6 partite la Juve Stabia ha incassato 12 reti, 9 nelle ultime 4. Bisogna invertire la rotta.

Giacomo Ricci voto 6

Parte bene, poi inizia a cedere a fine primo tempo dopo il tocco involontario sul cross di Kupisz che costa lo svantaggio. Nel secondo tempo nonostante i crampi fa una chiusura da applausi su Biabiany. Con lui, sulla sinistra, si soffre di meno rispetto a Germoni.

Bright Addae voto 7

Il migliore in campo, devastante quando si carica la squadra sulle spalle e mette una fisicità sul match da spazzare via il centrocampo avversario. Questa squadra è centrocampo dipendete, quando lui, Calò e Calvano sono al massimo, le vespe vanno, con loro non al meglio cedono. Conquista con tempismo il 2-2, e prova a mettere palloni importanti in area anche per il 3-2, ma sottoporta i compagni non segnano.

Giacomo Calò voto 7

Assist numero 11 e mette lo zampino nell’azione da cui scaturisce il rigore del 2-2. Ogni pallone che mette in area avversaria è un pericolo e il cioccolatino che regala a Tonucci per il goal che riapre il match è una perla, l’ennesima del suo campionato.

Marcel Buchel voto 5

Voto anche molto generoso per il peggiore in campo della Juve Stabia. Non si capisce se è il ruolo che soffre o se non sia in forma, certo è che è troppo lento e non riesce mai a completare la giocata prima che arrivi l’avversario.

Dal 9’ s.t. Alfredo Bifulco voto 6,5

Cambia volto alla Juve Stabia, entra con il giusto piglio in campo e da esterno alto sembra trovarsi a suo agio. Peccato che sotto porta non sia prolifico, altrimenti sarebbe insostituibile. Peccato per la parata di piedi di Carnesecchi che gli blocca il 3.2 in slalom speciale che avrebbe fatto esplodere lo stadio.

Francesco Di Mariano voto 6

E’ il giusto mix tra un primo tempo da 5, un secondo tempo da 6,5 che porterebbe ad un 5,75 ma il sei se lo guadagna non mollando nel finale e provando a più riprese. Nella sua gara fanno più notizia gli errori, sul goal del vantaggio trapanese, quando girandosi di spalle consente facilmente a Taugourdeau di servire Kupisz che trova il cross del fortunoso 0-1 del Trapani, e poi sbaglia da pochi passi il goal sullo 0-2. Deve crederci di più e forse risulterà decisivo nelle prossime gare.

Luigi Canotto voto 5

Dov’è finito il calciatore che nel 2019 ha fatto innamorare stabiesi e non per le sue scorribande in attacco? Contro il Perugia una delle poche prestazioni positive del 2020, ora però serve di nuovo il suo apporto per raggiungere una salvezza che è fondamentale per la società ma anche e soprattutto per il suo futuro.

Dal 9’ s.t. Kamamoko Cisse voto 6,5

Cambia la partita insieme a Bifulco, la sforbiciata con la quale impegna Carnesecchi sarebbe stata il goal del mese, sbaglia il goal a portiere battuto sull’1-2, ma spesso le sue sgasate mettono in difficoltà il Trapani. Se la pubalgia non lo ferma, potrebbe essere decisivo in questo finale di stagione.

Francesco Forte voto 6

Stavolta non è il solito Forte, ma trova comunque la concetrazione giusta per segnare il quinto rigore su sei tentativi stagionali e pareggiare i conti con Pettinari, a quota 12 reti realizzate. Soffre per il calo di Canotto in queste partite, perché tra loro sembra essere un grande feeling in campo.

Fabio Caserta voto 6,5

Forse sbaglia qualcosa all’inizio quando da ancora una chance a Buchel, il quale tradisce ancora le attese, e anche Di Mariano non fa meglio di Bifulco. Nel secondo tempo cambia la partita con Cisse e con l’ex Napoli, ma ora deve cercare di risolvere la sterilità della sua squadra su azione, visto che nelle ultime quattro partite la Juve Stabia segna solo su calci piazzati. Certo è che non è un male segnare così tanto sui calci da fermo, ma servirà anche trovare il goal su azioni manovrate.

Pagelle di Juve Stabia: Provedel santo subito, Calò e Addae tra i migliori/Mario Di Capua

Juve Stabia | Caserta: “Potevamo vincere ma importante non perderla”

Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine della gara col Trapani: tutte le sue dichiarazioni

Juve Stabia | Caserta: “Potevamo vincere ma importante non perderla”

Fabio Caserta, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match con il Trapani. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Gara diversa da Cittadella. Abbiamo avuto problemi contro una squadra che si e’ difesa anche in 9. Loro nella parte centrale avevano molto uomini e ho cercato di giocare sugli esterni passando dal 4-3-1-2 iniziale al 4-3-3. Non è facile contro una squadra che pensa solo a chiudersi. E’ stato importante non subire il terzo gol. Ma e’ stata importante la reazione della squadra. Questo è il fatto positivo della giornata.

La squadra ha accusato in settimana anche la non partita di Cittadella. Poi vai sotto di un gol e diventa tutto più difficile. Ma c’è stata una reazione importante. Ma la squadra ha subito troppo la brutta sconfitta di Cittadella. Potevamo prendere il terzo gol – continua Caserta – ma potevamo anche vincerla. L’aspetto mentale oggi non è stato negativo. Nei momenti senza palla forse abbiamo sbagliato qualcosa ma non è facile quando la gara si mette in salita. Questa partita volevamo vincerla ma l’importante è stata non perderla.

Il Trapani se la gioca così con tutte sia in casa che in fuori casa. Di Mariano e Buchel non hanno il ritmo partita e hanno avuto qualche difficoltà. Cisse ha dato una grossa mano. Questa squadra e’ molto attaccata alla maglia e quando facciamo le non prestazioni come a Cittadella poi subiamo psicologicamente come avvenuto oggi. Ma l’importante è stata reagire. Purtroppo quando vai sotto di due gol non è mai facile.

Non ci sono risultato scontati e sarà una battaglia fino alla fine. I mugugni non ci scalfiscono, ci sono non solo a Castellammare. Forse ho sbagliato anche io a caricare di troppa pressione questa gara. Volevo una reazione importante di questa squadra ma sono convinto che questa squadra ha dei valori e lo dimostrerà ancora. La nostra rovina e’ stata il Cittadella sia all’andata che al ritorno. Di quello che succede all’esterno la squadra non assorbe niente. Siamo tranquilli e sereni. Per Fazio solo crampi così come per Ricci. Elia? Tutto l’anno non lo abbiamo avuto ma credo ritornerà la prossima settimana a Castellammare dopo il controllo fatto con l’Atalanta. Anche Mastalli sta meglio e prima possibile potrà rientrare”.

a cura di Natale Giusti

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42 Daspo emessi dalla Questura di Napoli nel mese di febbraio

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Polizia di Napoli. Nel mese di febbraio, il Questore di Napoli ha emesso 42 DASPO, provvedimenti di divieto di accesso, alle manifestazioni sportive

42 Daspo emessi dalla Questura di Napoli nel mese di febbraio

Nel dettaglio, i DASPO emessi sono:

  • 5 per periodi da due a tre anni nei confronti di altrettante persone perché denunciate o condannate per estorsione o reati in materia di stupefacenti.
    Altri 37 Daspo, per periodi da uno a cinque anni, sono stati emessi in relazione a condotte illecite tenute in occasione degli incontri di calcio: 
      • Napoli – Lazio del 21 gennaio (uno),
      • Napoli – Lecce del 9 febbraio (due),
      • Lazio – Inter del 16 febbraio (uno),
      • Napoli – Barcellona del 25 febbraio (due),
      • Cavese – Reggina dell’11 gennaio (due),
      • Sorrento-Bitonto del 24 novembre (26),
      • Turris – Ladispoli del 19 gennaio (uno),
      • Juve Stabia – Empoli del 18 gennaio (uno),
      • Asd Edilmer Cardito – Madrigal Casalnuovo del 19 gennaio (uno).

Infine, con riferimento agli incontri Napoli-Juventus del 26 gennaio e Napoli-Lecce del 9 febbraio, sono state complessivamente elevate 28 sanzioni amministrative per violazioni del regolamento d’uso dell’impianto sportivo, e in particolare per occupazione delle vie d’esodo o delle scale di emergenza (17) e possesso di stupefacenti (11).

Redazione Campania

Alcune delle ultime operazioni effettuate dalla Polizia di Napoli presenti nel nostro archivio:

Manniello: “Ambiente non sereno. Bisogna fare il bene della Juve Stabia”

Franco Manniello, patron della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match con il Trapani: le sue dichiarazioni

Manniello: “Ambiente non sereno. Bisogna fare il bene della Juve Stabia”

 

Il patron della Juve Stabia, Franco Manniello, ha parlato ai nostri microfoni in sala stampa al termine del match tra le vespe e il Trapani, terminato 2-2. Ecco le parole del numero uno della Juve Stabia:

Se Provedel non salva su quell’azione finisce 3-0 per loro. Ma poi la potevamo anche vincere. E’ sicuramente un punto guadagnato per come si era messa. Rimontare dopo un 2-0 e’ stato importante. Questo campionato ci ha abituato a colpi di scena clamorosi. Voglio parlare di un’altra cosa. In società si è creato un ambiente antipatico tra l’amministratore e tutti i dipendenti della Juve Stabia. Per me la Juve Stabia e’ una famiglia e dovremo risolvere dei problemi interni. Sono successe delle cose contro un’istituzione, uno stabiese che da anni porta avanti la segreteria amministrativa della Juve Stabia. La Juve Stabia e’ di Castellammare e dei tifosi. O si risolve la questione oppure sono pronto a fare non due ma sei passi indietro. E’ una situazione che va affrontata e non c’è un clima sereno. In 12 anni c’è sempre stato un clima idilliaco e ci deve continuare ad essere. Bisogna rasserenare il clima. E’ un clima in cui i dipendenti non stanno a loro agio. Ho visto lo striscione della Curva e i cori. La Juve Stabia è di Castellammare di Stabia, non del sottoscritto o di qualcun altro. Se i tifosi hanno reagito in questo modo avranno avuto le loro ragioni. Posso solo dire che sarò sempre al fianco della Juve Stabia”.

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Ricci: “Juve Stabia caparbia, bravi a non mollare mai”

Giacomo Ricci, terzino sinistro della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match col Trapani: le sue dichiarazioni 

Juve Stabia | Ricci: “Juve Stabia caparbia, bravi a non mollare mai”

Al termine del match tra Juve Stabia e Trapani, terminato 2-2, ha parlato in sala stampa il terzino della Juve Stabia, Giacomo Ricci. Ecco le sue parole raccolte dai nostri microfoni al “Menti”:

Bisogna continuare come abbiamo sempre fatto, testa bassa e pedalare e continuare così. Dopo la sconfitta col Cittadella, loro sono stati più bravi sulle seconde palle. Il Trapani ha sfruttato le disattenzioni della Juve Stabia. Sembravamo fuori dai giochi e poco prima del gol di Tonucci abbiamo rischiato di subire il 3-0 ma poi siamo riusciti a riportarla dalla nostra parte. Bisogna capire i nostri errori e cercare di non ripeterli. Abbiamo lavorato tanto in settimana e ci sta finire con i crampi. Deciderà il mister chi fare giocare. Già da martedì torneremo la Juve Stabia di sempre. Avevamo preparato la gara per giocare sugli esterni ma così non è stato. Ci sono anche gli avversari in campo e il Trapani per lunghi tratti ha giocato bene. Siamo stati poi bravi anche dopo il cambio modulo a tornare in partita e a portarla dalla nostra parte. Ho finito con i crampi e ho cercato di portarla fino alla fine e fortunatamente ci sono riuscito abbastanza bene. Testa al Pordenone”.

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Juve Stabia vs Trapani: finisce 2-2 con una grande rimonta delle Vespe

Juve Stabia-Trapani, segui la diretta testuale del match dal “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia. Le Vespe vogliono reagire dopo la brutta sconfitta di Cittadella

LIVE | Juve Stabia-Trapani 2-2 (Pettinari 30°, Taugourdeau 53°, Tonucci 67°, Forte 81°)

 

90°+5 Finisce 2-2 tra Juve Stabia e Trapani: una gara dalle grandi emozioni con le Vespe capaci di rimontare addirittura dallo 0-2 con le reti di Tonucci e Forte su rigore. Un punto d’oro per la Juve Stabia per come si stava mettendo la partita con i siciliani sul doppio vantaggio. Alla fine tanti capovolgimenti di fronte con entrambe le squadre che avrebbero potuto vincerla nel finale. Martedì Vespe di scena ad Udine contro il Pordenone alle ore 21.

89° Pettinari su cross di Biabiany sfiora il 3-2 per il Trapani. Partita incredibile con tanti capovolgimenti di fronte

87° grande parata di Carnesecchi su girata di Addae sempre su azione susseguente ad angolo

85° Juve Stabia vicinissima al 3-2: Cissè arpiona una palla su angolo battuto dal solito Calò ma tira incredibilmente fuori a portiere battuto

81° GGGGOOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: segna Forte su rigore per atterramento di Luperini sullo stesso bomber delle Vespe. Ammonito anche Luperini nella circostanza

70° entra nel Trapani Biabiany per Dalmonte

70° Calò direttamente da calcio d’angolo con Carnesecchi che blocca ma con molti dubbi che la palla abbia già varcato la linea di porta.

67° GOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: rete di Tonucci di testa su punizione battuta dalla destra da Calò. 

66° Taugourdeau si invola tutto solo dalle parti di Provedel con il portiere della Juve Stabia che compie un autentico miracolo sventando la minaccia.

65° ammonito Grillo. Esce Colpani per il Trapani ed entra Buongiorno

61° entra Tonucci per Fazio infortunato

59° Bifulco si gira molto bene sugli sviluppi di un calcio d’angolo e trova la parata di Carnesecchi

53° ammonito Dalmonte. Nella Juve Stabia entrano Cissè e Bifulco per Canotto e Buchel

52° rigore per il Trapani: Vitiello atterra Pettinari e Taugourdeau non perdona dal dischetto per il 2-0 meritatissimo del Trapani. Da notare che un minuto prima Dalmonte aveva tirato a botta sicura ma aveva trovato un grande Provedel a impedirgli la rete. 

SECONDO TEMPO

45°+2 Finisce con il Trapani in vantaggio per 1-0 il primo tempo al “Menti”. Una Juve Stabia assolutamente inguardabile con Buchel e Di Mariano assolutamente impalpabili e quest’ultimo spostato sull’esterno offensivo a sinistra con il passaggio al 4-3-3 nell’ultima parte del primo tempo. Di fronte un Trapani assolutamente tutto chiuso in difesa con anche dieci uomini dietro la palla ma che ha saputo colpire al momento giusto meritando anche il vantaggio contro una Juve Stabia che non ha mai tirato in porta.

46° gran tiro di Taugourdeau con Provedel che respinge di pugno

31° Trapani in vantaggio: Kupisz batte una punizione sulla destra e con un tiro cross dalla fascia destra batte Provedel dopo una deviazione assolutamente decisiva di Troest e il colpo di testa a porta vuota di Pettinari. Siciliani comunque molto più in palla della Juve Stabia nella prima mezzora di gioco. Buchel e Di Mariano i peggiori per le Vespe

30° Kupisz va vicinissimo al gol per il Trapani riprendendo un cross dalla sinistra di Colpani

26° ammonito Forte che verrà squalificato dal giudice sportivo

23° ammonito Scognamillo per fallo su canotto che si accingeva ad entrare in area di rigore dalla destra

20° ammonito Taugourdea per un fallo quasi da ultimo uomo su un lanciatissimo Di Mariano

19° Trapani vicinissimo al vantaggio: tiro dal limite dell’area di Grillo e deviazione di Troest che per poco non beffa Provedel

16° da angolo ancora Trapani pericolosissimo in una gara in cui i siciliani giocano anche in dieci dietro la palla probti a ripartire pericolosamente in contropiede

10° Partita priva di emozioni e molto tattica nei primi dieci minuti di gioco. Ci pensa Colpani per il Trapani a creare una bell’azione entrando in area dalla sinistra e mettendo al centro una palla pericolosissima su cui non arriva nessuno per la deviazione vincente

PRIMO TEMPO 

La Juve Stabia cerca il pronto riscatto, dopo la brutta sconfitta di Cittadella, contro il Trapani di mister Castori al “Romeo Menti”. Lo farà contro una squadra penultima in classifica ma che, dopo l’arrivo di Castori sulla panchina, sembra più solida in campo, fatta eccezione per la gara di Cremona persa nettamente dai siciliani.

Nella Juve Stabia recuperati tutti gli infortunati, fatta eccezione per Salvatore Elia fermo ai box per uno stiramento muscolare. Torna tra i disponibili anche Karamoko Cissè che sembra quindi aver risolto dopo un lungo stop i suoi problemi con la pubalgia. Sei i diffidati in casa gialloblè: si tratta di Tonucci, Mallamo, Fazio, Germoni, Addae e Forte. 

Caserta alla vigilia ha evidenziato l’importanza della partita con in palio punti pesanti sia per le Vespe che per i siciliani. E ha sottolineato come sia importantissimo l’aspetto mentale. Questa squadra ha infatti dimostrato di potersela giocare con tutti. Ma quando cala l’intensità e l’attenzione si possono anche fare magre figure come quella rimediata a Cittadella sabato scorso.

Nel Trapani fuori ancora Del Prete, oltre a Jakimovski, Martina, Moscati e Pirrello (squalificato per una giornata). Rientra Standberg dalla squalifica. In avanti Biabiany favorito su Piszczek.

Arbitrerà la gara il sig. Niccolò Baroni della sezione di Firenze che sarà coadiuvato dagli assistenti Pietro Dei Giudici della sezione di Latina e Alessandro Cipressa della sezione di Lecce. Il quarto uomo sarà il sig. Davide Morriconi (arbitro di Lega Pro) della sezione di Roma 2.

FORMAZIONI UFFICIALI 

JUVE STABIA (4-3-1-2): Provedel; Vitiello, Fazio (Tonucci dal 61°), Troest, Ricci; Addae, Calò, Buchel (Bifulco dal 53°); Di Mariano; Canotto (Cissè dal 53°), Forte

Allenatore: sig. Fabio Caserta

TRAPANI (3-5-2): Carnesecchi; Pagliarulo, Strandberg, Scognamillo; Kupisz (Coulibaly dal 73°), Luperini, Taugourdeau, Colpani (Buongiorno dal 65), Grillo; Dalmonte (Biabiany dal 70°), Pettinari

Allenatore: sig. Fabrizio Castori

 

a cura di Natale Giusti 

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Coronavirus al nord: chiuse le città ma non le fogne “leghiste”

Facendo un uso becero dell’incresciosa vicenda del Coronavirus, Niccolo Fraschini, consigliere a Pavia, approfittando del fatto che sono state chiuse città ma non le cloache locali ci ha tenuto ad attaccare i meridionali mostrando così come, pur essendo un perfetto imbecille, al nord si può avere accesso ad una poltrona in comune. Un bravi ai ‘pavesini’ che lo hanno votato, ad esso si assimilandosi.

Coronavirus al nord: chiuse le città ma non le fogne “leghiste”

Coronavirus, il consigliere comunale di Pavia, Niccolò Fraschini, evidentemente affetto quantomeno di imbecillità congenita si è scagliato, sulla sua pagina Facebook, contro napoletani, francesi e rumeni e la cosa non è passata, ne può passare, nel silenzio anche se, a ben vedere, con gente del genere bisognerebbe adottare il ben noto motto da me già più volte richiamato seppure nella versione adattata all’odierna genia di amebe dentro la quale è cresciuta la fede leghista prima, salviscista poi:

Non ti curar di loro ma guarda e passa facendo attenzione a non calpestarne qualcuno. Ti sporcheresti le suola e porteresti a casa una puzza di merda”

Ciò premesso però, come già scritto, non posso lasciar correre questa ennesima certificazione della deficienza di certi soggetti portatori, essi si, di un virus ancor più grave del Coronavirus: il virus dell’imbecillità, tanto più che, a quanto sembra (cosa ancor più vomitevole), si sta trasformando sempre più in pandemia diffondendosi anche al Sud, addirittura anche a Napoli.

L’esimia nordica ameba, consigliere per la lista di centrodestra “Pavia prima” a sostegno del sindaco Mario Fabrizio Fracassi e, come se non bastasse, addirittura addetto stampa al Consiglio regionale della Lombardia, sul suo FB ha scritto:

Il post del consigliere Niccolo Fraschini

eppure si auto-definisce: “europeista, liberale, attivo nel volontariato. Sciatore e corridore. Ottimista, testardo e juventino!”

Tutto insomma, ha dimenticato solo: “tardum” (tradotto: senza cervello), e sarebbe stata l’unica affermazione veritiera, ed onorevole.

Tali parole hanno chiaramente scatenato il web che ha risposto a tono tanto che, alla fine, il “pavido” consigliere, in perfetta linea leghista e salviscista – ergo: “cuor di coniglio in becero guappetto di cartone”, ha fatto la più radicale delle ritirate: ha chiuso la bacheca.

Troppo tardi però visto che il popolo del web ha fatto vari screenshot del suo stato (e, tra questi, quello riportato sopra).

E qui mi fermo perché, rispondergli per le rime sarebbe come scendere al suo livello e, per quanto possa sforzarmi, proprio non ci riuscirei anche perché dovrei rovistare anch’io materiale dalle fogne e la cosa mi da di stomaco.

Epperò, prima di chiudere, posso utilizzare la loro stessa melma riportando alla memoria di tutti, napoletani e meridionali in particolare, alcune chicche leghiste e salvisciste:

2009. Festa di Pontida. Matteo Salvini intona il coro:

“Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”

aggiungendo poi, come se non bastasse:

Sono troppo distanti dalla nostra impostazione culturale, dallo stile di vita e dalla mentalità del Nord. Non abbiamo nessuna cosa in comune. Siamo lontani anni luce”.

2011. In merito al terremoto a L’Aquila, l’europarlamentare Mario Borghezio dichiara:

Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. Il comportamento di molte zone terremotate dell’Abruzzo è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate”.

Settembre 2012. Vito Comencini, segretario di sezione e vice coordinatore provinciale dei Giovani padani, su Radio Padania, dice:

«Carta igienica al Sud, che devono ancora capire a cosa serve».

Novembre 2012. Donatella Galli, consigliera leghista della provincia di Monza e Brianza, invoca l’aiuto dei vulcani per pulire il sud:

“Forza Etna, Forza Vesuvio, Forza Marsili!!!”

Luca Salvetti, dei Giovani Padani di Mantova, nel corso del Congresso dei Giovani Padani del 2013 ha affermato:

Congresso Giovani padani, Che vadano a fanculo i giovani del Sud!Ho letto sul Sole 24 Ore che, ancora una volta, verranno aiutati i giovani del Mezzogiorno. Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del Mezzogiorno, che vadano a fanculo i giovani del Mezzogiorno! Al Sud non fanno un emerito cazzo dalla mattina alla sera. Al di là di tutto, sono bellissimi paesaggi al Sud, il problema è la gente che ci abita. Sono così, loro ce l’hanno proprio dentro il culto di non fare un cazzo dalla mattina alla sera, mentre noi siamo abituati a lavorare dalla mattina alla sera e ci tira un po’ il culo”.

2014. Riguardo ad una possibile riforma della Scuola, il solito Matteo Salvini dichiara:

Bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord”.

Dicembre 2014. Il leader del Carroccio scrive su facebook:

Chi scappa non merita di stare qui, lo considero un fannullone. E non è un caso che siano AFRICANI o MERIDIONALI ad andarsene, gente senza cultura del lavoro”.

Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso:

E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe”.

E, ancora, un’altra storica “perla” salviniana:

Carrozze metro solo per milanesi”.

E qui mi fermo visto che sento conati di vomito che mi salgono alla gola come a voler seppellire, sotto idoneo materiale, volgarità e demenzialità del genere (e ce ne sono tantissime altre, credetemi).

Chiudo quindi qui questa mia nota limitandomi a dire all’ennesima ameba di cui sopra, all’anagrafe Niccolò Fraschini, consigliere comunale a Pavia:

si vergogni, vada nel suo bagno, abbracci la tazza cantando non son degno di te e poi ci si butti dentro senza dimenticare di tirare lo sciacquone.

Ai conterronei che tanto vuoto hanno in testa laddove dovrebbe esserci un cervello, non posso non ripetere, con ancor più calore, la stessa esortazione:

Vergognatevi, andate nel bagno, abbracciate la tazza cantando non son degno di te e poi buttatevici dentro senza dimenticare di tirare lo sciacquone,

ed annotare, dopo averli visti in tanti video, e peggio ancora “esprimersi”, che fa male vedere tanti pecoroni, zoticoni ed ignorantoni aver dato accesso alle sirene leghiste e salviscite nell’illusione di sentirsi, per una volta nella loro vita, superiori a qualcuno solo perché “diversi” (e per fortuna dico io).

Quello che mi indigna di più è poi la mancanza non dico di cultura, ma almeno di memoria di un passato nemmeno tanto lontano se ci si rifà solo al quanto quelli che ora provano ad approfittare della loro ignoranza dicevano di loro (rinfrescarsi la memoria rileggendo sopra).

Se poi ci aggiungiamo anche la memoria di quando eravamo noi ad essere i “migranti”, in verità in ottima ed affollata compagnia di veneti e trevigiani anch’essi ora così infervorati contro i “diveramente ambienti”, il tutto diventa non solo ancor più vomitevole ma anche ignobile visto che oltretutto, spesso, tra i nuovi “migranti” magari ci sono anche dei laureati e quantomeno plurilingue mentre loro magari – anzi, sicuramente – non conoscono nemmeno la loro stessa lingua nazionale ma solo, e nella versione volgare, quella del suo quartiere.

Coronavirus al nord: chiuse le città ma non le fogne “leghiste”/Stanislao Barretta

 

Il virus della paura e l’isteria collettiva generata dal nuovo virus

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Il virus della paura è, com’è noto, una pulsione ancestrale del genere umano, è un impulso ferino ed irrazionale, preesistente ad ogni stadio della civiltà e a qualsiasi forma di cultura e di raziocinio, è un elemento insito nella stato di natura animale ed è riconducibile all’istinto più antico e primordiale di auto-conservazione della specie. La paura discende da un sentimento più che naturale, ossia il terrore inconscio ed incontrollabile della morte. Perciò, la paura è una pena che si sconta e si vince vivendo.

Il virus della paura e l’isteria collettiva generata dal nuovo virus

Sin dai suoi lontani primordi, l’umanità ha imparato (per una necessità insopprimibile, e non per volontà) a convivere con lo sgomento destato dalla furia naturale e dalle sue terribili manifestazioni più frequenti: tuoni e fulmini, terremoti, eruzioni vulcaniche ed altri cataclismi.

Nel corso dei millenni della preistoria, l’uomo ha provato ad esorcizzare la paura, cercando di interpretare i vari fenomeni fisici come eventi soprannaturali di origine divina. In tal modo sono sorte le antiche religioni mitologiche che affondano le loro radici nei timori più ancestrali e remoti dell’umanità.

Ancor oggi, in un’epoca apparentemente soggiogata dal razionalismo e dal delirio/complesso di onnipotenza tecnicistica ed utilitaristica dell’uomo, la paura è un elemento costante della nostra esistenza.

Essa assume innumerevoli manifestazioni, si insinua nei meandri più oscuri e reconditi dell’animo umano, come un “virus” subdolo e letale che genera più danni e iatture di qualsiasi morbo e di ogni epidemia infettiva.

È fuori discussione che la paura sia uno dei tratti più tipici e peculiari della natura animale che è insita nell’uomo, ma non dev’essere un’ossessione che non concede pace o tregua.

Eppure, la realtà che viviamo oggi, è sempre più assillata da paure, a cominciare dalla paura di morire fino alla paura di vivere.

Non a caso, il triste e lugubre primato dei suicidi, in modo particolare tra le generazioni più giovani, è conteso dalle nazioni più opulente ed evolute dell’Occidente, il Giappone in testa.

Non a caso, le società vengono governate anche con il ricorso alla paura, e gli Stati più avanzati sul fronte tecnologico si avvalgono anche delle paure per esercitare una forma di controllo sociale sempre più esteso e capillare.

Non a caso, si vincono le elezioni politiche proprio “giocando” la carta dell’idiosincrasia o della fobia isterica verso qualcuno, un nemico, un diverso, da demonizzare ed agitare come uno spauracchio. In primis, la “paura del comunismo”, che costituisce tuttora un’avversione ed un’inquietudine ossessiva della borghesia.

Lo “spettro del comunismo”, dopo il fallimento del “comunismo reale”, dopo la caduta del muro di Berlino ed il tracollo dell’URSS, viene agitato assai più che in passato, proprio allo scopo di conquistare e di preservare il potere e l’ordine costituito. In passato, in Italia venne importata dall’Estremo Oriente una nuova paura incarnata nel virus dell’Aviaria, meglio nota come “influenza dei polli”, che suscitò timori assai spropositati, infondati ed isterici, prefigurando vari scenari apocalittici addirittura di stragi “pandemiche”, paragonabili alle peggiori pestilenze dei secoli passati.

Invece, come si è verificato in altre occasioni, il panico si rivelò assai più pernicioso della stessa patologia “ornitologica”. Che polli! I veri “polli” si rivelarono gli utenti e gli spettatori più sciocchi e passivi delle campagne di disinformazione di massa.

L’aviaria si dimostrò essere una bufala. Già nel 1998/99 numerosi polli perirono a causa del contagio, ma i mass-media non ne parlarono e tutti continuarono a mangiare polli senza allarmismi di ordine sanitario.

Lo spavento suscitato dall’aviaria in anni successivi, mise in ginocchio un’intera economia agricola, contribuendo ad incrementare i già colossali profitti delle multinazionali farmaceutiche. La vicenda conferma l’abnorme ruolo dei mass-media, la cui “influenza” è assai più deleteria di ogni virus influenzale.

Aveva pienamente ragione il ministro della propaganda nazista, Goebbels, quando affermava: “Una bugia, ripetuta continuamente, è accettata dalle masse popolari come una verità incontestabile”.

Negli anni ’80, il virus HIV (l’Aids) seminò un’enorme psicosi nel mondo occidentale, ma fu presto scongiurato, tuttavia ancor oggi rappresenta una delle principali malattie infettive in Africa e nel Sud del mondo, un morbo assai più letale della tubercolosi e della malaria, che provocano stermini di massa. Mentre in Occidente il virus dell’AIDS è oramai debellato grazie ai risultati ottenuti sul versante della ricerca, nei Paesi del Terzo mondo esso uccide più di ogni altra malattia a causa degli esorbitanti costi dei vaccini, imposti dalle multinazionali farmaceutiche, che risultano potenti e totalitarie quanto lo sono le compagnie petrolifere e quelle legate all’industria bellica, per cui si configurano come i padroni assoluti ed incontrastati del nostro pianeta. Nei secoli bui della storia, il terrore provocato dalla peste bubbonica causava più danni del morbo stesso.

Ad esempio, nell’Europa medievale la paura degli untori era assai più nociva e deleteria della stessa peste che sterminava milioni di vite umane. Le testimonianze che ci hanno lasciato il Boccaccio ed il Manzoni nelle loro opere (Decameron e Storia della colonna infame) ci trasmettono degli insegnamenti assai preziosi. Ma, come spesso accade, la storia insegna, ma non ha scolari (cit. Antonio Gramsci).

Le vicende relative al nuovo virus, il Covid-19, meglio conosciuto come il Coronavirus, temo che confermino il fatto che la paura è assai più subdola e più perniciosa di qualsiasi morbo epidemico, eppure, nel contempo può rivelarsi lucrosa per chi, in modo cinico e spregiudicato, riesca a trarne profitto.

L’isteria collettiva generata dal nuovo virus, assai meno nocivo dell’influenza stagionale, è un fenomeno di proporzioni immani e spaventose. La mia ipotesi, dettata dalle esperienze storiche, è che le attuali campagne mediatiche di allarmismo e di terrorismo psicologico di massa, serviranno a giustificare e ad incentivare la corsa futura all’acquisto di milioni di dosi di vaccino ad un titolo preventivo e cautelativo, che farà la fortuna dei principali colossi farmaceutici multinazionali.

Lucio Garofalo

CdS – Prevendita fiacca per Napoli-Torino: staccati 25mila tagliandi

Prevendita non esaltante per la gara interna contro i granata

Una prevendita che procede a rilento quella di Napoli-Torino, gara valevole per la ventiseiesima giornata del campionato di Serie A, e che separa l’andata degli ottavi di Champions League contro il Barcellona e la semifinale di ritorno contro l’Inter (si parte dall’1-0 di San Siro in favore del Napoli). Questo fattore, probabilmente, può aver determinato questa prevendita fiacca.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Più o meno venticinquemila spettatori: è il dato della prevendita della partita che gli azzurri giocheranno oggi alle 20.45 al San Paolo con il Torino. Non tantissimi, certo, ma neanche una miseria considerando che appena martedì è andato in scena il gran gala di Champions League contro il Barcellona di Messi, e giovedì è invece in agenda il secondo e decisivo atto delle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter, ancora a Fuorigrotta”.

Sette arrestati per corruzione a Palermo

Sette arrestati, tra cui due consiglieri del Comune di Palermo, per corruzione e falso ideologico in atto pubblico.

Con l’operazione “Giano bifronte”, la Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e i Carabinieri del Reparto Operativo di Palermo hanno notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari a due consiglieri comunali di Palermo, due funzionari del Comune, un architetto e due imprenditori. Sono accusati, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.

A seguito delle indagini coordinate dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dell’Aggiunto Sergio Demontis e dei Sostituti Giovanni Antoci e Francesco Gualtieri e in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip Michele Guarnotta del Tribunale, i finanzieri hanno arrestato i consiglieri comunali Sandro Terrani (Italia Viva), 51 anni, membro della Commissione Bilancio, Finanza e Tributi, e Giovanni Lo Cascio (Pd), 50 anni, presidente della commissione Urbanistica, lavori pubblici, edilizia privata e residenziale pubblica; i funzionari comunali Mario Li Castri, 54 anni, di Palermo, ex dirigente dell’Area tecnica della riqualificazione urbana e delle infrastrutture, e Giuseppe Monteleone, 59 anni, di Palermo, ex dirigente dello Sportello Unico Attività Produttive; l’architetto Fabio Seminerio, 57 anni, di Palermo; gli imprenditori Giovanni Lupo, 77 anni, di San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento, e Francesco La Corte, 47 anni, originario di Ribera, rispettivamente amministratore di fatto e di diritto della Biocasa s.r.l. (con sede a Palermo) che opera nel settore edilizio. All’architetto Agostino Minnuto, 60 anni, di Alia, in provincia di Palermo, è stato notificato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Il comitato di affari, secondo l’accusa, controllava l’edilizia privata, un settore strategico dell’Amministrazione dove lotta all’abusivismo e legalità sono sempre stai considerati un fiore all’occhiello dal sindaco Orlando. Nel l 2016 Seminero e persone a lui vicine, hanno presentato, per conto di numerosi imprenditori, tre progetti per la lottizzazione di aree industriali dismesse del Comune di Palermo: l’ex Keller di via Maltese (non lontano da viale Strasburgo), alcuni capannoni in via Messina Marine e l’ex fabbrica di agrumi a San Lorenzo. I progetti prevedevano la costruzione di 350 unità appartamenti di edilizia sociale residenziale convenzionata. Per costruire serviva una deroga al piano regolatore ed era dunque necessario che il Consiglio comunale attestasse il pubblico interesse di tali iniziative. Volevano una nuova colata di cemento su Palermo, derogando al piano regolatore. Per la Procura, c’era al riguardo un “comitato d’affari” formato da consiglieri comunali, funzionari, professionisti e imprenditori, che avrebbe spinto per il via libera alla costruzione di 350 alloggi in tre aree industriali dismesse.

I tre progetti di lottizzazione delle aree industriali dismesse di Palermo, finalizzati a edilizia sociale residenziale convenzionata, erano stati avviati quattro anni fa dall’architetto Seminerio. Il professionista puntava alla deroga del piano regolatore, ma era necessario il via libera del Consiglio comunale per l’attestazione del “pubblico interesse”. Dell’istruttoria si occupò Li Castri, all’epoca capo dell’Area Tecnica del Comune, ma soprattutto ex socio di studio di Seminerio. Avrebbe dovuto astenersi, ma non lo fece. “Con Seminerio continuava a mantenere un’assidua frequentazione”. Le intercettazioni hanno poi svelato il resto, un vorticoso giro di favori: i costruttori Lupo e La Corte avrebbero promesso a Li Castri la direzione dei lavori per Seminerio. Ma c’era dell’altro in ballo. “Attorno a questa cosa ruotano da 1000 a 2000 voti”, diceva il costruttore Lupo a Seminerio.

Ai politici sarebbero state fatte diverse promesse, “per utilità di varia natura”, questa la contestazione. A Lo Cascio sarebbe stato promesso uno sconto del 50 per cento sui lavori di ristrutturazione di un immobile comprato per la figlia (30 mila, anziché 60 mila); gli imprenditori gli avrebbero anche presentato un dirigente bancario per ottenere un mutuo a tasso agevolato per l’acquisto dell’immobile. Terrani avrebbe invece ricevuto dai costruttori Lupo e La Corte un incarico professionale per una sua strettissima amica.

“Le indagini – dice il Colonnello Gianluca Angelini, Comandante del nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo – hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un vero e proprio comitato d’affari in grado di incidere sulle scelte gestionali di pubblici dirigenti e amministratori locali, i quali avrebbero asservito la pubblica funzione agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore dell’edilizia privata”.

Li Castri, Seminerio e Monteleone “coltivavano insieme numerose cointeressenza economiche” ha raccontato l’ultimo pentito di mafia, Filippo Bisconti, il boss costruttore che in più occasioni aveva frequentato lo studio Seminerio.

“Il quadro indiziario è stato corroborato dalle dichiarazioni di Filippo Bisconti – aggiunge il colonnello Mauro Carrozzo, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri – arrestato nell’operazione Cupola 2.0 perché ritenuto componente della commissione provinciale di Cosa nostra”. Bisconti Filippo Salvatore, imprenditore edile nell’area metropolitana di Palermo e quale capo-mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno, ora collaboratore di giustizia, era stato tratto in arresto dall’Arma dei Carabinieri per associazione mafiosa il 4 dicembre 2018 quale capo-mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno, il quale ha riferito circostanze e dinamiche interne agli uffici tecnici comunali, con particolare riguardo agli interessi coltivati per anni dai citati Li Castri, Seminerio e Monteleone e in particolare “alle numerose cointeressenze economiche che effettivamente i tre soggetti coltivavano insieme nel settore dell’edilizia”

L’opinione.

La CORRUZIONE è notoriamente dappertutto in Italia e in Sicilia. Un male endemico ed a tutti i livelli, nessuno indenne, dagli scranni più altri fino all’ultimo sgabello, che però tutta la vecchia trasversale politica, di destra e sinistra, non ha mai voluto affrontare in quanto poi il potere, le mazzette, il clientelismo, il voto di scambio sociale, il favoritismo, il mercimonio, giovano elettoralmente e piacciono per le tasche in questa nostra retorica, omertosa e dissimulante cultura nazionale e regionale. E il cittadino non ha alcun forzoso strumento per vigilare e segnalare, salvo impelagarsi in annosi, dispendiosi e logoranti giudizi, rischiando di subire ritorsioni dalla mafia criminale e quella costituzionale. Ma neanche la nuova politica dimostra in sostanza di volere sradicare questo cancro della corruzione.

Da queste pagine si sono scritti innumerevoli articoli sulla necessità di dare uno strumento normativo al cittadino affinché possano legittimamente e concretamente partecipare e controllare la “cosa pubblica” a cominciare dal proprio Comune nonché Enti vari.

In questo articolo del “24 Dicembre 2019 Il Cdm autorizza il Salva Sicilia. Un manifesto per non ripetere gli anni passati” nella seconda parte “… di seguito un sintetico manifesto contro corruzione, spartizione, sperperi, sprechi, manciugghia e ingordigia …” si indicano doviziosamente, sulla scorta di esperienza in trincea, gli strumenti e le leggi che andrebbero rispristinati e modificati.

Si è pure illustrato di persona l’argomento a più parlamentari e si è anche partecipato a manifestazioni pubbliche per sensibilizzare da un palco sulla questione. Non è mai servito a nulla.

La CORRUZIONE in Italia fa parte della incarnata annosa mentalità del sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico-professionale-imprenditoriale-sindacale e della cosiddetta ipocrita società civile. Se ne arrestano 100 e allo stesso tempo se ne generano e surrogano ai precedenti altri 1000 di corrotti, a cominciare dalle nuove leve, specialmente squillo della politica (uomini e donne) che anzi, spesso esperti di diritto ed economia, si affinano per non incorrere in errori legali. Come se nesce ?

Adduso Sebastiano

 

Juve Stabia | Forte: “La gente qui ha la stessa fame di vittorie che ho io”

Juve Stabia | Forte: “La gente qui ha la stessa fame di vittorie che ho io”. Francesco Forte, attaccante della Juve Stabia, parla della sua esperienza a Castellammare e della sua carriera

Juve Stabia | Forte: “La gente qui ha la stessa fame di vittorie che ho io”

 

Francesco Forte, attaccante della Juve Stabia, ha rilasciato una lunga intervista al portale gianlucadimarzio.com in cui parla della sua esperienza a Castellammare e delle tappe della sua carriera finora. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Totti e De Rossi? Vorrei essere come loro. Non ho mai creduto a chi diceva che non sarei diventato un calciatore. Avevo fame e voglia di arrivare. Fino a pochi anni prima guardavo quei giocatori dagli spalti. In quel momento stavo giocando contro Totti e De Rossi a San Siro nella semifinale di Coppa Italia il 17 aprile 2013 con in panchina Stramaccioni per l’Inter. Le emozioni che ho provato – continua Forte – non saprei raccontarle a parole. Puoi capire solo vivendole. A fine partita non ce l’ho fatta e sono corso da De Rossi a chiedergli la maglia.

Non ho vissuto una carriera facile. Tanta Serie C, poi la B e l’esperienza in massima serie in Belgio. Lì la gente è più fredda e si vive lo spogliatoio come un ufficio. Arrivi alle 8:30 ed esci alle 12:30. Ognuno fa la sua vita. In estate ho scelto di tornare in Italia e a Castellammare in particolare. La mia compagna era incinta e volevamo far nascere nostro figlio qui. Sapevo che venire in questa città sarebbe stata la scelta giusta. La gente ha la stessa fame che ho io. Puntiamo la salvezza. Ad agosto ho promesso a me stesso che avrei dato il 110% per conquistarla.

Come è nato il soprannome di “squalo”? In Primavera con l’Inter c’era un telecronista che si divertiva a darci soprannomi. Gli ricordavo Negredo, che in quel periodo giocava col Manchester City. Mi chiamò The Shark. Quell’appellativo mi ha portato fortuna. Il mio sogno? Dopo l’esperienza con l’Inter ho sempre desiderato tornare in Serie A. Non ho mai mollato e continuerò per la mia strada”.

 

a cura di Natale Giusti 

Fonte: www.gianlucadimarzio.com

Il Mattino – Coronavirus, rischio porte chiuse per Verona-Napoli

Al “Bentegodi” i tornelli potrebbero restare chiusi

L’emergenza coronavirus continua. Sono state quattro le partite rinviate nello scorso turno di campionato e quattro saranno a porte chiuse durante il prossimo (ventiseiesima giornata). Il rischio ci sarà anche nella settimana successiva quando il Napoli sarà di scena a Verona contro l’Hellas: per questa ragione la gara potrebbe andare in scena senza pubblico.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Le gare a porte chiuse di questo week-end sono: Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e come detto la partitissima scudetto Juventus-Inter in serata. Senza tifosi anche il posticipo di lunedì tra Verona e Samp inizialmente salva in quanto il dcreto inizialmente aveva scadenza primo marzo. Il prossimo turno si giocheranno senza tifo: Spal-Cagliari, Bologna-Juventus, Atalanta-Lazio, Verona-Napoli, Genoa-Parma, Inter-Sassuolo e Torino-Udinese”.