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UEFA, Ceferin: “Si alle porte chiuse. Annullamento? Impatto terribile”

Il numero uno della UEFA si pronuncia sulla ripresa post COVID-19

Aleksander Ceferin, numero uno della UEFA, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera per parlare dell’eventualità della ripresa di tutte le competizioni europee e sull’eventuale danno che un ipotetico stop potrebbe comportare.

Ecco le parole di Ceferin:
“La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite. In tempi così duri si porterebbe alla gente felicità e un certo senso di normalità anche se le partite saranno solo in tv.
È presto per dire che non possiamo completare la stagione. L’impatto sarebbe terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare”. Priorità a campionati o coppe? “Dipende da quando si riprenderà, se possiamo farlo abbastanza presto, campionati e coppe europee potrebbero disputarsi in parallelo.
Tutte le attività si stanno organizzando per ricominciare, tutti hanno bisogno di ritrovare le loro vite. Se le misure di sicurezza verranno rispettate e se le autorità daranno luce verde, gli allenamenti potrebbero riprendere come il resto. Per le gare servirà un ulteriore consenso.
Meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno”. Ma non c’è nessuna scadenza al momento: “No, non c’è una deadline specifica. Siamo esplorando una varietà di opzioni per vedere quando potrebbero finire le competizioni, sempre in base alle date per ripartire”.

Corbo: “De Laurentiis spinge per tornare a giocare: c’entra anche il Bari”

Il giornalista spiega i motivi della volontà di ADL

Il noto giornalista Antonio Corbo ha parlato, attraverso il suo editoriale per il quotidiano La Repubblica, della situazione che attanaglia la Serie A dopo lo stop forzato a causa dell’emergenza COVID-19.

Ecco quanto scritto da Corbo:
“Con le sue urgenze confuse anche stavolta il calcio riflette il paese. Vogliono tutti ripartire, ma nessuno sa bene dove andare. In questa immensa stazione di Babele, De Laurentiis tra i più impazienti.
Con l’alleato Lotito freme: che scatti subito il verde, questione di giorni, domani l’incontro con il ministro Spadafora e mercoledì il vertice a Palazzo Chigi. Il presidente del Napoli si sente 5 volte impegnato: chiudere bene campionato e coppe, regolare i conti su stipendi e multe, spingere il Bari in B, smuovere il mercato, migliorare i proventi della Lega diretta da Paolo Dal Pino.
1) Per la ripresa il Napoli è pronto.
Non teme il protocollo sanitario. A Castel Volturno sono differenziati gli ingressi di squadra e dipendenti sia nel centro sportivo che in albergo, la clinica Pineta Grande è proprio accanto per tamponi e analisi sierologiche, spogliatoi sanificati.
2) Incerte le sedi delle partite a porte chiuse. Sono al Nord 14 club su 20, tra Lombardia, Piemonte, Emilia, Liguria, Veneto, Friuli. Il presidente Gravina indica il centro-sud per la fase finale. La Campania per basso rischio di contagio sembra ideale con viaggi senza aerei ma in bus, con gli stadi di Napoli, Benevento, Salerno, Avellino e della vicina Frosinone, con alberghi di lusso da Napoli a Telese. La Campania è però penalizzata dalla Regione. Minaccia restrizioni, anche chiudere i confini. Prende quota la Puglia.
3) Il mercato sembra florido. Il Napoli ha crediti (Diawara, Verdi, Rog) e cessioni importanti da fare (Koulibaly, Allan, Milik). Per Fabiàn Ruiz, il più richiesto, Gattuso chiede la conferma, lo stesso per Zielinski.
4) Diventa un caso Mertens.
Domenica 1 marzo fu annunciato il rinnovo dopo il pranzo con le famiglie al Vesuvio. È calato poi il silenzio: tace la società, tace il giocatore lasciando che siano pubblicate notizie di contatti con altri club, Chelsea compreso. Chi ha cambiato idea, De Laurentiis o lui? Quattro milioni annui sono tanti per il calcio che verrà. Il campionato si dividerà: Juve e Inter in lotta serrata con motori sovralimentati, in seconda fascia società che non sprecano, solo risparmio e scouting. È il segreto di Lazio, Atalanta e Verona. Vuol essere il piano industriale del Napoli che però a gennaio ha corretto gli errori estivi pagando non poco gli acquisti. Nessun club cercherà gli svincolati di pregio, come vorrebbero Mendes e Raiola.
Incidono sui bilanci. Gli scambi consentono invece plusvalenze.
5) De Laurentiis segue anche le fibrillazioni della Lega Pro. Il Bari è secondo. Quattro le promosse in B, si pensa alla prime dei tre gironi e al sorteggio per la quarta. Al Bari non conviene. C’è un’altra idea: promuovere anche le seconde, quindi una B allargata a 22 squadre. Le 4 campane (Avellino, Cavese, Paganese, Casertana) restano fuori, in C. Si parla solo di serie A, della sfida tra le 12 in ansia per ricominciare e le otto contrarie, ma c’è tutto un mondo che rischia di non riprendere neanche in autunno. Dalla serie D in giù mancano soldie garanzie sanitarie.
In Campania 700 società e 1500 squadre. È la battaglia disperata del presidente Cosimo Sibilia che gestisce il 98% del movimento calcio, un milione di tesserati. Per il ministro campano Spadafora in agenda domani non c’è solo la serie A. Non può sparire il calcio di periferie, borghi e campanili”.

Ferlaino: “Gattuso? Uomo giusto. Ripartenza? Gli scudetti si vincono sul campo”

“Se Orsato avesse espulso Pjanic in quell’Inter-Juventus…”

Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli, autore dell’arrivo in azzurro di un certo Diego Armando Maradona e della conquista di due scudetti, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano La Repubblica per parlare dell’attuale situazione che attanaglia la Serie A (e non solo) e della possibile ripartenza.

Ecco quanto dichiarato da Ferlaino:
Dal ‘90 il Napoli non ha più vinto…
«Purtroppo no, ma ci è andato vicino».
Si riferisce alla cavalcata dei 91 punti di Sarri nel 2018: cosa non ha funzionato secondo lei?
«L’arbitro Orsato…».
Cioè?
«Purtroppo non ha espulso Pjanic in Inter-Juventus. Avrebbe meritato la seconda ammonizione. Sarebbe stata un’altra partita, quella decisione l’ha condizionata. Probabilmente con quel cartellino rosso, il Napoli avrebbe vinto il terzo scudetto. Non è andata così».
Nel corso di questa stagione, gli azzurri hanno dovuto rimontare.
«Sì, hanno cambiato marcia con Gattuso. Prima della sosta, il Napoli era tra le squadre più in forma. Adesso non so cosa accadrà. Impossibile fare previsioni».
Le piace Gattuso, presidente?
«Era la migliore soluzione per il Napoli dopo l’esonero di Ancelotti. È un allenatore puntiglioso, duro e sta facendo molta esperienza. Ci voleva un tecnico del genere».

CorSera – Serie A e coppe pronte a ripartire: si inizia con Napoli-Inter

La Lega Calcio ha stabilito le date per la ripresa del campionato

Mentre l’Italia intera continua a lottare contro la pandemia causata dal COVID-19, la Lega Calcio è al lavoro per stabilire un’ipotetica data per far ripartire Serie ACoppa Italia; proprio da quest’ultima si aprirebbero le danze con Napoli-Inter a disputare la semifinale di ritorno.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere della Sera:
“Coppe da giugno. Un’€™opzione è far ripartire Champions ed Europa League il 22 giugno con gli ottavi (residui) delle due competizioni. Se fosse possibile si alternerebbero poi tra domenica e mercoledì le coppe e il campionato. La prima a terminare sarebbe la Coppa Italia con finale il 29 luglio, poi chiuderebbe la serie A il 2 agosto, la finale di Europa League sarebbe il 5 agosto e quella di Champions l’€™8 di agosto.
Coppe da luglio. Un secondo scenario prevede che le coppe riprendano attorno al 21 luglio con l’ultima giornata di serie A da disputare il 26 luglio. Champions e Europa League andrebbero avanti tutto agosto e si giocherebbero ogni settimana, con le due finali fissate per il 28 e il 31 agosto”.

Napoli, la Polizia arresta 7 persone per devastazione e saccheggio

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Napoli, tra le persone arrestate anche diversi minorenni: tutti aggravati dal metodo mafioso

Napoli, la Polizia arresta 7 persone per devastazione e saccheggio

Napoli, la Polizia ha dato esecuzione a due ordinanze che prevedono il carcere per sette soggetti, di cui alcuni minorenni a cui è stata obbligata la permanenza in casa. Questi soggetti sono stati accusati di diversi reati tutti riconducibili al metodo mafioso.

Nello specifico ecco quanto si legge in una nota della Polizia a noi inviata:

Nella mattinata odierna, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica – D.D.A. – e della Procura per i minorenni di Napoli, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a due ordinanze applicative di misura cautelare emesse rispettivamente dal G.I.P. del tribunale di Napoli che dispone la misura carceraria nei confronti di 7 persone e dal G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli che dispone la misura della permanenza in casa per 2 minori.

I maggiorenni sinora rintracciati sono(manca un settimo allo stato irreperibile):

1. GRASSO Giovanni, detto Ivan, nato a Na. il 26.5.1997;

2. MANCINI Gennaro nato a Na. il 3.6.1972;

3. INCORONATO Michele, nato a Na. il 3.6.1974;

4. PALUMBO Lucia, nata il 26.03.1978 a Na.;

5. RUSSO Maria Pia, nata a Na. il 20.4.1977;

6. GRASSO Salvatore, nato a Na. il 2.8.1975;

In considerazione dei gravi indizi di colpevolezza raccolti per i reati di devastazione e saccheggio, interruzione di un servizio di pubblica necessità, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Un grande lavoro quella della Polizia che in questo periodo di grande emergenza sanitaria, si sta muovendo in più settori, per fa fronte non solo ai controlli sul territorio riguardanti le norme anti covid – 19, ma soprattutto le numerosi indagini messe in pratica per la salvaguardia del cittadino contro la delinquenza organizzata sul territorio partenopeo, che in questo particolare momento storico, sembra darsi parecchio da fare.

Juve Stabia, un anno fa il sogno diventava realtà: Serie B!

La Juve Stabia festeggia oggi i suoi 365 giorni in Serie B. Il 20 aprile del 2019 le Vespe superavano la Vibonese riconquistando la cadetteria dopo cinque stagioni.

Nella Storia della Juve Stabia dallo scorso anno c’è un’altra data che è sinonimo di felicità. Al 19 giugno 2011 si è aggiunto esattamente un anno fa il 20 aprile 2019. In una giornata diventata magica per tutta Castellammare, la squadra guidata magistralmente da Fabio Caserta conquistava la matematica promozione in Serie B.

La gioia più grande arrivò al culmine di una cavalcata che per tanti mesi aveva lasciato prevedere un finale senza patemi, a tratti scontato. Non fu invece così, con il Trapani avversario caparbio fino alla fine e più continuo per tutta la seconda parte di stagione. Un’impresa che iniziò a vedere il suo compimento proprio con il successo nello scontro al vertice con i siciliani del 7 aprile 2019, deciso da Carlini e Canotto.

Due settimane dopo, con la rimonta clamorosa di Lentini nel mezzo, un altro successo casalingo, il più importante: quello del ritorno in Serie B. In un Menti gremito in ogni ordine di posto, Paponi fece esplodere la tifoseria stabiese, colpita pochi minuti dopo dal pareggio dei calabresi. A scacciare i fantasmi ci pensò il filo diretto che tutt’oggi lega le due promozioni: Adriano Mezavilla. Il brasiliano, già decisivo a Lentini, appoggiò con precisione chirurgica in rete il pallone della vittoria, facendo partire la festa al Romeo Menti.

Una festa voluta da tutti ma cercata ed agognata soprattutto dal patron Franco Manniello, che si era posto il ritorno in Serie B come traguardo primario non appena, cinque anni prima, la Juve Stabia si era vista costretta a salutare la cadetteria. Una data doppiamente importante per Nicholas Allievi, che a marzo aveva dovuto salutare il campo a causa della rottura del legamento crociato e che il 20 aprile di un anno fa festeggiò il compleanno, probabilmente, più emozionante della sua vita, condito dal salto di categoria. A proposito, al Ministro della difesa stabiese vanno gli auguri di buon compleanno.

Una categoria prestigiosa, che la Juve Stabia sta meritando di godersi in questa stagione, più che positiva per Caserta ed i suoi ragazzi, fermata ad oggi dall’emergenza sanitaria. Una categoria a cui la squadra, i tifosi e la società non vedono l’ora di dedicarsi nuovamente; nel frattempo auguri Juve Stabia!

Tuttosport – Anche il Chelsea e il Tottenham interessate a Milik

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Tuttosport – Anche il Chelsea e il Tottenham interessate a Milik

L’edizione odierna di Tuttosport scrive di un Milik molto richiesto da diverse squadre, anche non italiane e tra queste ci sarebbero Chelsea e Tottenham:

“Intanto, però, ADL ha ricevuto due offerte importanti e entrambe prevedono degli scambi. Il Tottenham per Milik mette sul piatto il brasiliano Lucas Moura e contanti, mentre il Chelsea allegherebbe all’assegno il cartellino di Jeremie Boga, talento del Sassuolo su cui i Blues vantano un diritto di riscatto”.

Gazzetta – ADL vince la battaglia legale contro l’ex agente di Koulibaly

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Gazzetta – ADL vince la battaglia legale contro l’ex agente di Koulibaly

Come si legge nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport De Laurentiis ha vinto la battaglia legale contro l’ex agente di Koulibaly:

“Nella scorsa settimana è stato il Tas di Losanna – il tribunale di arbitrato sportivo – a dare ragione al Napoli nella causa intentata da Bruno Satin, ex procuratore di Kalidou Koulibaly sul rinnovo di contratto siglato col giocatore nel settembre 2018, che prolungò fino al 2023 l’accordo fra le parti. Alla fine il Tas ha respinto la richiesta di 400 mila euro dell’agente, condannandolo a pagare le spese legali del Napoli. L’azione è stata originata dalla decisione del calciatore di non affidarsi, in occasione di quel rinnovo, il secondo con il Napoli, al suo agente storico francese, che assiste tra gli altri anche Todibo e il terzino azzurro Malcuit. Koulibaly scelse invece il macedone, di origini albanesi, Fali Ramadani. Satin, escluso da quella trattativa del 2018, ha reclamato quasi 400 mila euro che riteneva dovuti in forza di un precedente incarico, relativo al rinnovo di contratto firmato nel 2016, mentre il Napoli aveva respinto la richiesta di pagamento sostenendo di aver pagato l’intero compenso, in quanto il nuovo accordo aveva sostituito il precedente”

Tuttosport – Questione Milik: la Juve disposta a tutto per il calciatore

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Tuttosport – Questione Milik: la Juve disposta a tutto per il calciatore

L’edizione odierna di Tuttosport scrive dell’interesse della Juventus per Arek Milik. Disposti a cedere tre dei loro calciatore, per averlo. Ecco quanto si legge:

“L’unica cosa sicura, ora come ora, è che la Juventus si è messa anche sulle tracce del centravanti di Rino Gattuso prossimo alla scadenza e che il giocatore è intrigato dalla possibilità bianconera. Stando a quanto filtra dai ben informati, c’è soprattutto un giocatore che potrebbe convincere il Napoli ad accettare un’operazione allargata per Milik con i bianconeri: Federico Bernardeschi. Discorsi e incastri futuri, nel caso, come lo sarebbero anche i ragionamenti sui conguagli. Senza scordare altre possibili contropartite che potrebbero rientrare in un giro del genere se invece alla Continassa si opponessero al sacrificio di Bernardeschi, che resta comunque un 26enne di livello internazionale. Un nome è quello di Daniele Rugani. L’ex Empoli è sempre più chiuso in bianconero. Ma occhio a Cristian Romero, difensore anche lui, ma più giovane e dai costi inferiori a livello di ingaggio”.

Liberi (Vincenzo Vanacore)

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È da un po’ che mi ronza nella testa quel brano del mai dimenticato Lucio Dalla, LiberiEra il 1993 e tutto mi sembrava più chiaro, mi incamminavo verso il futuro.

Libertà e futuro, due parole che in questi due mesi di isolamento forzato sono state pronunciate tante volte. Da qui nasce la riflessione, perché se nel frattempo le abbiamo utilizzate e ci abbiamo pensato, quando usciremo dall’isolamento lo avremmo fatto per davvero. Riflettere sullo stile di vita che ci ha portati fin qua. Ripensare la società. Dare valore, dare ancora valore a quelle istituzioni, spesso aggredite, che ci danno la vita: la scuola, la sanità, la ricerca.

Siamo in isolamento da circa quaranta giorni. Dall’oggi al domani siamo stati catapultati in un film di fantascienza, qualcosa che ha superato la fantasia. Ognuno in fondo perso nella sua stanza,

limitato nella libertà di movimento. Le uscite, gli incontri, la palestra. Abbiamo dovuto ripensare e riorganizzare vite affettive, lavoro, ritmi e rapporti.

E si fa presto a dire Smart Working (il solito prestito inglese). Si è riaperto l’interesse (per alcuni un’assoluta scoperta) nei confronti del telelavoro. Ma in una struttura economica come quella italiana, in fortissimo ritardo nella rivoluzione digitale, non basterà la spinta di un isolamento casalingo forzato a farci marciare verso il futuro. La flessibilità organizzativa di alcune tipologie di lavoro non sempre incrocia lungo la strada i diritti. Il telelavoro si applica bene alla società in grado di estrarre valore dai processi digitali. Ma almeno ci stiamo provando, forzatamente.

Adesso nel momento in cui ci stiamo illudendo che tutto passi in fretta si comincia a pensare, giustamente, alla ormai famosa fase 2. Lenta ripresa, sì, ma trattasi di ripresa con tutti gli accorgimenti di mascherine, distanza di sicurezza e ancora telelavoro.

La linea tra ambito privato e pubblico si è assottigliata e riusciamo a scrivere, fare lezioni, tra una lavatrice, qualche esercizio di pilates, i bambini che giocano e i compiti sulla piattaforma digitale.

Forse abbiamo compreso la fondamentale importanza delle (nuove) tecnologie, del digitale, senza le quali saremmo davvero persi. Ci consentono di mantenere un contatto, interno ed esterno.

Facciamo tutto comodamente dal divano. Ci ritroviamo a dover gestire il tempo. Altra parola che con libertà e futuro ronzano nella testa. Una montagna di tempo, senza dentro e fuori, tutto insieme dentro, velocissimo che ci sommerge alla fine di ogni giornata.

La limitazione delle nostre libertà, quella di azione trasformata in pensare, riflettere, leggere e scrivere, come se ad un certo punto la libertà esteriore si sia trasformata in libertà interiore.

Sembra ancora di correre dietro al tempo anche se senti che tutto ciò che ti circonda si è fermato all’improvviso. Come a dire che questa libertà che mi sono ritrovato nelle mie mani, senza il mondo fuori, è diventata sterile e mi domando perché? Perché non riesco a sfruttarlo fino in fondo? Mi vengono in mente le parole di Luci Dalla: “Liberi, non è vero un accidente. Non siam liberi, no, per niente. Liberi, c'è sempre uno che ci sente, che ci compera, che ci vende. Liberi,

sono i sogni nella notte. Liberi, è questo specchio che si rompe”.

Quando tutto questo sarà finito, vorrei che ci ricordassimo di quanto sono importanti gli altri e il rapporto con la realtà circostante per realizzare la propria libertà, perché in fondo la mia dipende anche dalla tua. La libertà è l’obbligo di essere umani, è fondamentale la socialità per l’identità umana. In fondo essere liberi significa saper stare con gli altri, e sottolineo “sapere”.

Essere libero costa soltanto qualche rimpianto”, e se lo dice Vasco.

Potrebbe essere un bel punto di partenza anche per una politica di domani. Per i giorni che verranno, quando piano piano, ripartiremo.

Come dicevo, riflettere sullo stile di vita che ci ha portati fin qua. Ripensare la società. Dare valore, dare ancora valore a quelle istituzioni, spesso aggredite, che ci danno la vita: la scuola, la sanità, la ricerca. Istituzioni che hanno accanto un aggettivo che dovrà risuonare come un imperativo: pubblico. Rimettere in discussione la libertà dei sistemi economici liberisti che hanno messo al centro soldi e profitto invece che gli esseri umani.

Ma questa non è una guerra, quella è un’altra storia, e non basta scrivere per realizzare la propria libertà (di pensiero), perché il nemico qui è di tutti, stiamo uniti.

Ad un certo punto tutto finirà ma non ce ne accorgeremo. Magari qualcuno ci avrà capito qualcosa. Avrà riflettuto sullo stile di vita che ci ha portati fin qua. Qual è il mondo che vorremmo.

Quando riemergeremo forse avremo capito cosa è successo e cosa cambiare per una nuova realtà sociale, economica e ambientale e di certo è che non torneremo alla normalità perché quella era il problema (forse).

Comunque sia, come diceva Dalla, torneremo “Liberi, come rondini di Marzo. Fuori è caldo. Liberi, di tornare dalla gente, di parlarti, di guardarti, di baciarti e di toccarti e di esser liberi senza dover spiegare niente. Liberi, veramente, senza trucchi e senza niente. Liberi, finalmente, come il vento sulle onde”.

Vincenzo Vanacore

Castellammare, il dramma economico del Coronavirus colpisce anche gli asili privati

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Castellammare, l’appello dei titolari dell’asilo “Koala”

Castellammare, il dramma economico del Coronavirus colpisce anche gli asili privati

Castellammare, la crisi economica scoppiata con il coronavirus, ha portato molte difficoltà in tutti gli ambiti dell’economia, in tutti i settori. Naturalmente i privati sono stati quelli maggiormente colpiti da questa crisi, sia le piccole imprese che le grandi. Ecco perchè le titolari dell’asilo nido “Koala” hanno visto necessario rendere pubblico con una lettera, le varie difficoltà che un’impresa come la loro sta cercando di gestire in questo particolare momento storico, chiedendo anche un intervento da parte delle autorità competenti,

Ecco quanto si legge nella nota:

Le titolari dell’asilo nido il koala, operante sul territorio di Castellammare, in merito alla situazione creatasi con l’emergenza covid-19, intendono sottoporre alle autorità competenti il caso dei servizi educativi 0-6 privati. Consapevoli della particolare attenzione verso una categoria a rischio e soprattutto delle difficoltà volte a gestire anche le minime misure di sicurezza, chiedono di non essere abbandonate al loro destino.

I servizi educativi privati si basano esclusivamente sulle rette delle famiglie, di conseguenza con la chiusura risulta difficile sostenere le spese, pertanto si chiede un intervento mirato al sostegno delle strutture. In particolare sarebbe opportuno pensare ad un contributo sui fitti ed una sospensione dei contributi e delle utenze per i mesi di chiusura, in alternativa si chiede di soccorrere le imprese come la nostra con un contributo che consideri la copertura delle spese obbligatorie fino alla ripresa delle nostre attività.

I servizi educativi 0-6 privati nascono per colmare un’esigenza reale e concreta sul territorio, ma senza i giusti aiuti una buona parte rischia la non riapertura incrementando il problema della disoccupazione di figure competenti ed un danno alle famiglie che usufruiscono delle nostre strutture.

La lettera è a firma delle tre titolari Maria Tramparulo,Mariarita Calvanico e Francesca Cuomo

Campania, emergenza Covid-19: l’ultimo bollettino dell’Unità di Crisi

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Campania emergenza Covid-19, l’ultimo bollettino dell’Unità di Crisi (19/04): totale positivi 4.029 dall’inizio dell’emergenza, tamponi effettuati 49.187

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati sull’emergenza sanitaria Covid-19:

Totale positivi: 4.029
Totale tamponi: 49.187

Totale deceduti: 304
Totale guariti: 703 (di cui 589 totalmente guariti e 114 clinicamente guariti)

Provincia di Napoli: 2.159 (di cui 833 Napoli Città e 1326 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 607
Provincia di Avellino: 427
Provincia di Caserta: 397
Provincia di Benevento: 170
Altri in fase di verifica Asl: 269

Emergenza Sanitaria Covid-19 su base nazionale:

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 19 aprile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 178.972, con un incremento rispetto a ieri di 3.047 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 108.257, con un incremento di 486 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi 2.635 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 98 pazienti rispetto a ieri.
25.033 persone sono ricoverate con sintomi, con un incremento di 26 pazienti rispetto a ieri.
80.589 persone, pari al 74% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 433 e portano il totale a 23.660. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 47.055, con un incremento di 2.128 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 34.497 in Lombardia, 13.552 in Emilia-Romagna, 14.470 in Piemonte, 10.210 in Veneto, 6.496 in Toscana, 3.490 in Liguria, 3.182 nelle Marche, 4.321 nel Lazio, 1.971 nella Provincia autonoma di Trento, 2.786 in Puglia, 1.337 in Friuli Venezia Giulia, 2.202 in Sicilia, 1.987 in Abruzzo, 1.566 nella Provincia autonoma di Bolzano, 436 in Umbria, 864 in Sardegna, 844 in Calabria, 562 in Valle d’Aosta, 247 in Basilicata e 215 in Molise.

Napoli, aggressione all’interno dell’Ospedale Santobono: guardie giurate ferite

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Napoli, aggressione all’interno dell’Ospedale Santobono. Due uomini esigono l’accesso al Pronto Soccorso nonostante sia chiuso ai parenti a causa del Covid-19: guardie giurate ferite

Nella giornata di ieri si è verificata una nuova aggressione all’interno di un ospedale dell’area di Napoli. Secondo quanto denunciato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, due uomini, rispettivamente padre e nonno di un bambino che stava ricevendo delle cure presso l’Ospedale Santobono, hanno preteso dai sanitari in malomodo con prepotenza ed ingiurie, l’ingresso nei locali del Pronto Soccorso (chiuso ai parenti per emergenza COVID-19). Al rifiuto delle guardie giurate presenti sul posto le hanno aggredite.

Le guardie guardie giurate hanno riportato rispettivamente l’inclinazione di una costola, con prognosi di 15 giorni, e la frattura di un dito della mano. Subito dopo, sono intervenute altre guardie giurate per calmare la situazione, e un poliziotto del locale drappello che ha messo i due aggressori sotto fermo di polizia giudiziaria in attesa dell’arrivo delle volanti.
Gli agenti della Polizia di Stato hanno, inoltre, acquisito le immagini di videosorveglianza per approfondire le indagini ed appurare l’esatta dinamica dei fatti.

A commentare l’episodio è stato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, membro della commissione sanità: “Aggredire chi in quel momento sta tutelando la salute e la sicurezza pubblica per motivi futili è da stupidi e da irresponsabili, soprattutto in un momento del genere. I due uomini sono stati identificati dalla polizia: chiediamo pene durissime per questi cialtroni”.

Campania, De Luca: “Vogliamo tutti riaprire, ma ora dobbiamo essere responsabili”

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Campania, De Luca: “Vogliamo tutti riaprire, ma ora dobbiamo essere responsabili. Stiamo valutando l’ipotesi di riaprire le attività che forniscono il cibo da asporto”

Pochi minuti fa, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha condiviso un video con il quale ha fatto il punto della situazione sulle prossime misure che verranno adottate su base regionale per far fronte all’emergenza Covid-19:
“Una delle principali sollecitazioni che abbiamo ricevuto fino ad oggi riguarda la riapertura delle attività che forniscono il cibo da asporto, così come quella delle librerie.
Non lo abbiamo consentito, non per ragioni di cattiveria, ma per evitare quanto più possibile assembramenti. Abbiamo deciso, allo stesso tempo, di dare, unica Regione in Italia, un contributo di 2mila euro a queste e a tutte le altre attività che sono rimaste chiuse.
“Stiamo, comunque, ragionando in queste ore di anticipare l’apertura delle attività in questione, ovviamente con le massime tutele possibili.” spiega il Governatore campano
Ma la decisione la prenderemo sulla base dell’andamento dell’epidemia, non sulla base di pressioni di questo o quello. Dobbiamo avere la forza di resistere a tutte queste pressioni. Stiamo, in ogni caso, parlando di non più una settimana lavorativa, rispetto alle decisioni già assunte dal Governo.
Avremmo tutti piacere a riaprire domattina tutto, ma dobbiamo essere responsabili ed evitare per un eccesso di fretta di aprire domani e di chiudere di nuovo tra due settimane. Perché questa sarebbe davvero una tragedia.
“È la tipica situazione di emergenza in cui bisogna dimostrare di essere uomini, dimostrando di sapersi assumere le responsabilità, facendo non le cose più comode e facili, ma le cose più giuste e necessarie.”
conclude De Luca.

Castellammare, terzo giorno consecutivo senza nuovi contagi, Cimmino: “Teniamo alta la guardia”

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Castellammare, terzo giorno consecutivo senza nuovi contagi, Cimmino: “Teniamo alta la guardia. Restiamo in casa, evitiamo i contatti sociali, rispettiamo le regole.”

Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha riferito di non aver ricevuto, nella giorna di oggi, notizie di nuovi casi di Covid-19 in città. Nel Comune stabiese non si registrano nuovi contagi da tre giorni. “Tutto ciò non deve indurci ad abbassare la guardia” avverte il primo cittadino.
“Teniamo alto il livello di attenzione, anche alla luce delle vicende che tuttora tengono banco all’interno dell’ospedale San Leonardo. Restiamo in casa, evitiamo i contatti sociali, rispettiamo le regole. Tutti voi state dimostrando grande maturità e senso di responsabilità. Continuiamo a remare insieme e a restare uniti. Insieme vinceremo questa sfida.” promette Cimmino.

Resta fermo a 35 il numero dei cittadini contagiati, di cui 21 tuttora positivi, 5 deceduti e 9 guariti, mentre le persone in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva sono attualmente 71, identificabili come cittadini positivi o sospetti o persone venute a contatto con pazienti positivi o casi sospetti.

La polizia municipale, infine, ha controllato 200 persone, tutte munite di autocertificazione comprovante la valida motivazione per circolare in strada.

Emergenza Covid-19 Campania:

Totale positivi: 4.029
Totale tamponi: 49.187

Totale deceduti: 304
Totale guariti: 703 (di cui 589 totalmente guariti e 114 clinicamente guariti)

Provincia di Napoli: 2.159 (di cui 833 Napoli Città e 1326 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 607
Provincia di Avellino: 427
Provincia di Caserta: 397
Provincia di Benevento: 170
Altri in fase di verifica Asl: 269

Il Comitato tecnico scientifico in Sicilia: ecco come ripartire

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Il Comitato scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia indica le direttive sul come si può ricominciare a partire dal 4 maggio.

“Alla luce degli incoraggianti dati del contenimento della pandemia nel territorio regionale, visti i tassi di occupazione dei posti ospedalieri e della capacità ricettiva dell’intera Rete ospedaliera siciliana delle terapie intensive, alla verifica dell’adeguata capacità di monitoraggio, inclusa la capacità di effettuare test diagnostici su vasta scala per individuare e monitorare la diffusione del virus, combinata al tracciamento dei contatti e a valutazione dell’efficienza e della efficacia del sistema di monitoraggio e gestione territoriale (Usca/Mmg/Pls/118) è plausibile prevedere che la graduale riapertura possa ragionevolmente partire dalla data del 4 maggio con le attività a più basso rischio”, lo scrive il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia nel parere che ha trasmesso al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, al termine di un inteso confronto durato oltre 48 ore.

Del Comitato, coordinato da Antonio Candela, fanno parte: Luigi Aprea (igiene e sanità pubblica), Bruno Cacopardo (malattie infettive e tropicali), Salvatore Corrao (medicina interna), Francesco Dieli (immunologia), Agostino Massimo Geraci (medicina e chirurgia d’urgenza), Antonello Giarratano (rianimazione e terapia intensiva), Gioè Santi Mauro (ranimazione e terapia intensiva), Cristoforo Pomara (medicina legale), Nicola Scichilone (pneumologia), Stefania Stefani (microbiologia), Francesco Vitale (virologia) e Toti Amato, (presidente Ordine dei medici).

Il documento redatto dagli esperti siciliani è stato da subito condiviso dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e dal Presidente della Conferenza delle Regioni. Stefano Bonaccini, nel corso della videoconferenza con la ‘Cabina di regia nazionale’ presieduta dal Premier Giuseppe Conte. La documentazione è stata inviata a Palazzo Chigi.

I componenti del Cts della Sicilia, per potere decidere le tempistiche di riapertura delle attività economiche e produttive, sono partiti dall’analisi dei criteri indicati nella Tabella di marcia comune europea verso la revoca delle misure di contenimento della Covid-19 in relazione alla risposta che il sistema regionale è stato capace di dare sino a ora alla diffusione dell’infezione per comprendere se ci siano presupposti scientifici per giustificare un momento di allentamento delle misure restrittive.

Il primo, di carattere epidemiologico, fa riferimento alla riduzione/stabilizzazione nel tempo del numero di nuovi positivi, dei ricoveri in ospedale e dei pazienti in terapia intensiva. Il secondo è rappresentato dalla sufficiente capacità dei sistemi sanitari siciliani in termini di capacità ricettiva e gestionale del carico di pazienti, mentre il terzo si riferisce a un’adeguata capacità di monitoraggio su vasta scala.

In merito alla fase di lockdown e alla necessità della ripresa produttiva anche nel nostro territorio, gli esperti, nello specifico, segnalano l’opportunità di un rafforzamento delle misure di distanziamento sociale e riconoscono “che non tutte le attività lavorative espongono lavoratori e utenti allo stesso rischio di contagio, ma che esso dipenda dal tipo di attività svolta, dal relativo ambiente di lavoro e dalla necessità/possibilità di contatto con soggetti potenzialmente Covid-positivi”.

Nella relazione stilata dagli esperti emerge in modo evidente come i dispositivi di protezione individuale diventeranno indumenti comuni nella vita di ciascuno. Semmai cambierà la tipologia a seconda delle professioni e delle condotte quotidiane.

È ovvio che l’approvvigionamento dovrà essere costante anche per le settimane a venire, così viene incoraggiata l’azione condotta da diverse aziende siciliane impegnate in una nuova avventura produttiva. A tal proposito il Cts scrive “É facile comprendere che per rispondere a tale richiesta è necessario il consolidamento da parte di Università e centri di ricerca regionali, in tempi brevissimi, di un processo di certificazione dell’idoneità dei materiali possibilmente idonei alla creazione di mascherine da mettere a disposizione di tutte le imprese che ne facciano richiesta al fine di riconvertire i loro processi produttivi, nell’ottica di una distribuzione capillare sul territorio di tali dispositivi di prevenzione del contagio”.

Il Comitato tecnico-scientifico regionale ha fatto proprie le indicazioni fornite dall’Osha (sistema istituzionale della sicurezza e della salute sul lavoro è una competenza del Ministero del Lavoro e della Salute , in raccordo con i Comitati regionali di coordinamento e le Parti Sociali. I compiti riguardano la consulenza a livello legislativo, la vigilanza, la promozione della salute e l’assistenza alle imprese ) e riprese dall’Aidii (Associazione italiana degli igienisti industriali) e ha così individuato precise categorie di rischio corrispondenti a fasce di lavoratori, valutandole in quattro livelli: basso, medio, alto e molto alto.

A quest’ultima appartengono prevalentemente medici e altro personale sanitario “con un elevato potenziale per esposizione a fonti note o sospette di Covid-19 durante specifiche procedure mediche, post-mortem o di laboratorio”, a esempio chi si occupa dell’intubazione o di procedure che possono comportare l’induzione di tosse, broncoscopie, alcune procedure ed esami odontoiatrici, raccolta di campioni invasivi su pazienti Covid-19 noti o sospetti”.

Fra i lavori ad alto rischio di esposizione, oltre a medici, infermieri ed altri operatori sanitari, ci sono anche coloro i quali sono impiegati nelle operazioni di pulizia/sanificazione in presenza di pazienti Covid-19 noti o sospetti negli ambienti ospedalieri, ma anche operai funebri coinvolti nella preparazione (ad es. per sepoltura o cremazione) dei corpi delle persone positive o sospette di Covid-19 al momento della loro morte.

Sono a rischio di esposizione media, i lavoratori che possono avere un contatto frequente o stretto (cioè con distanza inferiore a un metro) con persone potenzialmente contagiate, ma che non sono pazienti Covid-19 noti o sospetti. I lavoratori di questa categoria possono essere soggetti a contatti frequenti con il pubblico (ad es. addetti alle consegne di beni e merci, personale addetto alla sicurezza o all’ordine pubblico, lavoratori in punti vendita al dettaglio o all’ingrosso, etc.) e con altri colleghi. Per il Cts della Sicilia “nei luoghi di lavoro in cui i lavoratori sono esposti a un rischio medio di esposizione, i datori di lavoro dovrebbero implementare dei controlli tecnici come installare barriere fisiche “anti-respiro”, dove possibile. Ma anche controlli amministrativi: considerare strategie per ridurre al minimo il contatto faccia a faccia (ad esempio comunicazione telefonica, telelavoro), così come “ogni datore di lavoro dovrebbe scegliere la combinazione di Dpi che protegge i lavoratori in base al loro posto di lavoro. I Dpi per i lavoratori della categoria a medio rischio di esposizione variano in base alle mansioni lavorative, ai risultati della valutazione dei pericoli del datore di lavoro e ai tipi di esposizione che i lavoratori hanno sul lavoro”.

Sono a basso rischio di esposizione, infine, quanti sono impiegati in lavori che non richiedono il contatto con persone sospettate o note per essere infetti da Covid 19, né hanno frequenti contatti ravvicinati (distanza di almeno un metro) con il pubblico e con altri colleghi. Per questa categoria il Cts suggerisce “l’implementazione di una corretta igiene e pratiche di controllo dell’infezione tra cui un corretto lavaggio delle mani (sia da parte dei lavoratori, che degli utenti) tramite un luogo in cui lavarsi le mani (se sapone ed acqua corrente non sono prontamente disponibili, devono essere fornite soluzioni idroalcoliche, con alcol superiore del 60 per cento), incoraggiare un’adeguata etiquette respiratoria per tosse e starnuti, scoraggiare i lavoratori dall’utilizzo di postazioni e materiale di lavoro utilizzato dai colleghi. Sviluppare politiche e procedure per una pronta identificazione ed isolamento delle persone malate tramite automonitoraggio dei sintomi”.

Sulla base di queste evidenze scientifiche, il Governo regionale potrà dunque fare leva sui punti di forza che hanno permesso di gestire la fase uno per puntare al successo della fase due.

Per gli esperti resta fondamentale, infine, assicurare la capacità di effettuare test diagnostici su vasta scala per individuare e monitorare la diffusione del virus e potenziamento dell’assistenza territoriale.

Sebastiano Adduso

Roncoferraio: deposito incontrollato e smaltimento per incenerimento

RONCOFERRAIO: DEPOSITO INCONTROLLATO E SMALTIMENTO MEDIANTE INCENERIMENTO DI RIFIUTI. CARABINIERI DENUNCIANO 64ENNE PER REATI AMBIENTALI.

Roncoferraio: deposito incontrollato e smaltimento per incenerimento

I Carabinieri della Stazione di Roncoferraro hanno denunciato un 64enne, del luogo, affittuario di una porzione di terreno agricolo, di fatto adibito a discarica abusiva, per reati in materia ambientale.

Per scovare il sito è stato sufficiente seguire una alta colonna di fumo nero che, nel tardo pomeriggio di ieri, si è levata al cielo.

Una scena infernale, con fiamme alte una decina di metri, ed un forte odore acre. Queste le prime impressioni dei militari intervenuti che hanno immediatamente allertato i Vigili del Fuoco di Mantova che sono giunti sul posto.

I tempestivi accertamenti sulla proprietà del fondo e sulla materiale disponibilità della superficie hanno sin da subito consentito di raccogliere indizi sul responsabile del gesto che, di fronte al fatto compiuto, si sarebbe giustificato dicendo di aver bruciato semplici residui agricoli.

Ma nel corso delle operazioni di spegnimento, nonché dal sopralluogo dell’area non interessata dalle fiamme, è stato possibile ipotizzare il reato di deposito incontrollato di rifiuti.

Il sito, dopo esser stato bonificato dai vari focolai, è stata sottoposto a sequestro in attesa della catalogazione dei vari rifiuti.

Redazione

Lega B contro la proposta della Lega Pro di interrompere il campionato

Lega B contraria alla proposta della Lega Pro di interrompere il campionato. Il comunicato ufficiale con le dichiarazioni di Mauro Balata

Lega B contro la proposta della Lega Pro di interrompere il campionato

 

La Lega B in un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio portale si dichiara apertamente contro la proposta della Lega Pro di interrompere definitivamente il campionato a causa del protrarsi della pandemia di Coronavirus. Di seguito il comunicato ufficiale con le dichiarazioni del Presidente della Lega B, Mauro Balata.

“La Lega Serie B ha appreso dagli organi di stampa della convocazione di un’assemblea, da parte della Lega Pro, che dovrebbe ratificare le proposte formulate dal proprio Consiglio direttivo in ordine agli sviluppi di questa stagione calcistica così complicata.

In primo luogo sotto il profilo formale stupisce il metodo adottato dal presidente Ghirelli, il quale non ha mai coinvolto nella riflessione le altre componenti federali, né ha adottato un pur minimo grado di condivisione circa quanto la Lega Pro si apprestava a proporre.

Si tratta di un segnale in evidente contrasto con quello “spirito di squadra” che invece è assolutamente necessario perseguire in un momento così delicato per tutto il calcio italiano, senza considerare peraltro come le proposte formulate coinvolgono direttamente sia il campionato di Serie B che quello di Serie D, circostanza che evidenzia il mancato rispetto dei ruoli istituzionali nei confronti dei presidenti Sibilia e Balata.

In secondo luogo, sotto il profilo sostanziale, le proposte avanzate dalla Lega Pro appaiono totalmente non condivisibili e irricevibili.

Ci si riferisce sia alla scelta di interrompere la disputa del campionato in modo unilaterale, in un momento in cui il calcio italiano sta tentando la ripresa, sia ai meccanismi di passaggio di categoria, dove l’idea di procedere a un sorteggio per individuare la quarta società da promuovere in Serie B appare alquanto fantasiosa oltre che sconosciuta nel nostro sistema professionistico, e dunque una prospettiva che non può essere contemplata neppure in astratto.

‘Bisogna infine rilevare – dice il presidente Mauro Balata – in un’ottica più generale, come oggi più che mai occorra individuare percorsi di riforma condivisi, volti a supportare nell’immediato le società per superare la crisi contingente, e che siano proiettati a garantire una nuova oramai ineludibile stabilità di sistema nell’ottica di una reale sostenibilità.

Senza alcun intento polemico, si ritiene in ogni caso necessario l’autorevole e urgente intervento del Presidente Federale, vista anche la preannunciata celebrazione delle seduta assembleare della Lega Pro del 4 maggio, affinché venga tutelato e affermato il valore delle regole e preservate le ragioni di tutte le componenti, riconducendo il tema nella sede federale deputata’.

La Lega Serie B, pur auspicando la necessità di un’unità di azioni e di visione di tutto il sistema calcistico italiano, in armonia con la FIGC, si farà parte attiva e vigile nel preservare i diritti delle proprie associate, assumendo tutte le iniziative che dovessero rendersi opportune”.

 

a cura di Natale Giusti

 

 

Le Comiche Di Ridolini che non ci servono (Lo Piano e Saint – Red)

In questi giorni, oltre che dal Governo centrale, arriveranno le disposizioni dai Governatori delle varie Regioni, sul cosa fare e come agire quando entrerà in vigore la 2° parte della Pandemia. Alcune attuali misure, sembrano essere alla pari de le comiche di Ridolini.

Sul come e con quali criteri si possano riaprire le attività economiche, ogni Governatore ha idee proprie, che spesso si distanziano dalle direttive del Governo centrale.

Alcuni Governatori vorrebbero riaprire le fabbriche da domani, poi via-via a scaglioni tutte le altre; per altri neppure se ne parla, altri ancora, che potrebbero essere a corto di idee, aspettano gli eventi, prima di esporsi. Per ultimo c’e’ qualcuno invece che vorrebbe chiudere i confini regionali.

Statuto Speciale :

La Sicilia, è dotata di un’ampia autonomia, legislativa, amministrativa e fiscale, ciò comporta che la Regione potrà dare alcune direttive autonomamente, fra queste, sarà possibile, (anche nel periodo della Pandemia), uscire di casa per andare a lavare la macchina.

Bisognerà avere un nuovo foglio di via da compilare con una casella apposita, nella quale sbarrare cosa? situazione di necessità? pericolo di rogna all’interno dell’abitacolo? di fuliggini o stalattiti che cadono dal tetto? presenza di strani animaletti?

Considerato che barbieri e parrucchieri sono chiusi da quasi 2 mesi, si potrebbe abbinare al lavaggio, gravidaggio e ingrassaggio della propria auto, quello delle proprie teste, unitamente al lavaggio dell’auto? Anche questo modus lavandi avrebbe bisogno di una nuova disposizione? oppure potrebbe essere nel pacchetto?

Procedamus con 2 altre disposizioni Ministeriali

La prima:

Si potrà provvedere a pulire le spiagge, prima della stagione balneare? certamente, solo che bisognerà vedere chi sarà disposto ad anticipare, (sempre che le abbia), ingenti somme per una stagione estiva che sembra già compromessa.

Dovrebbe essere lo Stato ad anticipare queste somme, essendo a rischio migliaia di posti di lavoro nel settore turistico-alberghiero.

La seconda:

Si potrà andare a curare la propria campagna, questo mi sembra utile, visto che il futuro di tutta l’Umanità potrebbe essere collegato all’agricoltura.

In questo caso ci vorranno migliaia di braccianti per poterla fare decollare, specialmente nelle zone del Sud. Non parlo di capolarato nè di lavoro nero, i compensi dovrebbero essere comparati al numero delle ore lavorative.

Se l’Italia deve ripartire, bisognerà mettere in atto ogni provvedimento che sia utile alla collettività. I 600 euro per le famiglie in condizioni di povertà, solo solo una boccata d’aria fresca, solo un lavoro stabile, potrebbe dare l’ossigeno giusto per poterle continuare a far respirare.

Proprio in questi momenti drammatici, bisogna avere la forza di prendere decisioni importanti, non aver paura di sforare nei conti, la UE ha promesso di darci una mano? perfetto, abbattiamo tutte le burocrazie esistenti nella nostra vita quotidiana. Esse rappresentano un freno ad ogni attività, sono la tomba per migliaia di imprenditori.

Per una volta nella vita, ogni politico dovrebbe pensare agli altri e non più a se stesso, se così non fosse, inutile prendere ulteriori inutili provvedimenti, ritorneremmo come nell’America del Far West.

Le Comiche Di Ridolini che non ci servono / Lo Piano SaintRed

 

Crowdfunding Ospedale del Mare, obiettivo raggiunto, continua raccolta

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“CROWDFUNDING solidale a favore del personale dell’Ospedale Del Mare: obiettivo raggiunto e superato grazie a centinaia di donatori da tutto il mondo”

Crowdfunding Ospedale del Mare, obiettivo raggiunto, continua raccolta

175 donatori da Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Cina, 10.772 euro raccolti, obiettivo dei dieci mila raggiunto e superato in solo 9 giorni! Sono questi i numeri di una delle raccolte fondi a favore del personale sanitario dell’Ospedale del Mare ideata a fine marzo da Francesco Somma, dirigente medico presso la struttura ospedaliera di Ponticelli, e Yichan Huang, manager 35enne cinese, residente a Parigi e originaria di Wuhan, nella regione dell’Hubei dove è nata la Pandemia.

Ma la raccolta fondi non è terminata al raggiungimento dell’obiettivo, diventato realtà anche grazie alla collaborazione di associazioni che hanno raccolto donazioni come Lions Club Castellammare Terme e Castellammare Host, Fidapa di Castellammare di Stabia, Garden Club Stabiae e Circolo Cacciatori Pimonte, mentre tra i donatori singoli da segnalare anche l’importante contributo di mille euro da parte della famiglia Vigorito, di cui Oreste è il presidente del Benevento Calcio.

Ad esprimere i ringraziamenti per l’obiettivo raggiunto del Crowdfunding sulla piattaforma GoFundMe sono proprio i due ideatori.
“Sono rimasta estremamente sorpresa dalla solidarietà che il popolo italiano ha mostrato attraverso questa raccolta – afferma Yichun Huang – . Quando siamo partiti abbiamo dato uno sguardo alle altre campagne simili e ci siamo accorti che molte campagne non si riuscivano a superare i 2, 3 mila euro e proprio perché ce n’erano tante. Non ci siamo fatti intimorire da ciò e grazie a tutte le persone amiche che si sono mobilitate ed hanno speso la loro energia e motivazione per l’obiettivo comune, siamo riusciti nell’intento incredibile di raggiungere in pochi giorni la ragguardevole cifra di dieci mila euro. La cosa bella è che la maggioranza dei donatori sono italiani, nonostante il momento brutto che il popolo italiano ha vissuto e sta ancora vivendo dal punto di vista economico e non solo. Sono felice di aver dato il mio contributo a combattere la battaglia per un paese che amo come l’Italia”.
“Mi ritengo estremamente felice – afferma il dottor Francesco Somma – di poter annunciare che la nostra raccolta fondi solidale, a favore del personale dell’Ospedale del Mare, oltre ad aver raggiunto il primo traguardo dei dieci mila euro.

Redazione Campania