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Juve Stabia, Langella dona un abbonamento ad un infermiere contagiato

Juve Stabia, Langella dona un abbonamento di tribuna per il prossimo campionato ad un infermiere contagiato dell’Ospedale San Leonardo

Juve Stabia, Langella dona un abbonamento ad un infermiere contagiato

Continuano le iniziative della società gialloblù e del presidente Andrea Langella nel sociale e improntate all’insegna della massima solidarietà in questo periodo di emergenza sanitaria caratterizzato dalla pandemia di Coronavirus.

Il presidente della società stabiese infatti ha deciso di donare un abbonamento di tribuna per il prossimo campionato all’infermiere dell’Ospedale San Leonardo, Carlo Balzamo, che ha contratto il Covid-19. Anche la famiglia dell’infermiere dell’Ospedale San Leonardo è risultata purtroppo contagiata. Ancora una volta un operatore sanitario che opera in prima linea e risulta contagiato solo per l’espletamento della sua attività lavorativa.

Di seguito il comunicato ufficiale della società gialloblù.

“Il presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, è rimasto molto colpito dalla storia – raccontata da Metropolis – dell’infermiere dell’ospedale San Leonardo, Carlo Balzamo, che ha contratto il Covid-19 (e contagiato la sua famiglia) a causa della sua devozione al lavoro presso il nosocomio stabiese. Di conseguenza, il presidente Langella ha deciso di donargli un abbonamento di tribuna per il prossimo campionato della Juve Stabia (la consegna avverrà quando la situazione sanitaria si sarà normalizzata e non appena scatterà la prossima campagna abbonamenti).

“La sua storia mi ha particolarmente toccato sotto il profilo personale – ha spiegato il presidente Langella -. Non ho potuto che apprezzare il senso di responsabilità di questo infermiere che ha svolto con abnegazione il suo compito “in trincea” all’ospedale San Leonardo di Castellammare. Di conseguenza, da massimo dirigente della Juve Stabia ho pensato a cosa potesse fare il club per rendergli omaggio. Faremo in modo di contattare Balzamo per fargli sentire il nostro supporto e la nostra riconoscenza e, alla ripresa del campionato, lo aspettiamo in tribuna al nostro fianco per tifare Juve Stabia”.

 

a cura di Natale Giusti

Nel quartiere Pianura la Polizia denuncia un uomo per droga

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La Polizia ha denunciato un uomo del quartiere di Pianura per detenzione di sostanze stupefacenti destinate a spaccio.

Nel quartiere Pianura la Polizia denuncia un uomo per droga

NAPOLI- Nel quartiere Pianura la Polizia ha denunciato un uomo, con alle spalle precedenti, per detenzione di droga destinato allo spaccio.
Ieri pomeriggio gli agenti del commissariato erano in servizio per operazioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante un controllo in via Tosca, hanno scoperto, presso l’abitazione di un uomo, 3 panetti di hashish del peso complessivo di circa 225 grammi.
L’ uomo, “proprietario” dei panetti di hashish, all’identificazione è risultato essere Luigi Ferrillo, napoletano, di 53 anni.
L’ uomo aveva sulle spalle precedenti di polizia, è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Con il termine  “sostanza stupefacente” (chiamata comunemente “droga“) si intende una sostanza chimica farmacologicamente attiva, dotata di azione psicotropa, più o meno tossica e nociva per l’organismo e capace di indurre “stupor”.

Esempi di sostanza stupefacente sono eroina e cocaina. Le sostanze stupefacenti sono psicotropi illegali, tuttavia alcune sostanze stupefacenti sono oggi usate anche a scopo terapeutico, come ad esempio la marijuana.

Sull’idea dell’eventuale “scopo terapeutico” di queste sostanze c’è tutto da ridire: non c’ è nulla di salutare in queste sostanze, solo l’illusione momentanea di evasione e benessere, che non fanno altro che allontanare l’essere umano che ne fa uso dall’idea stessa di vita e benessere.

E’ un fatto però che questa roba sia alla base di un vero e proprio mercato che frutta tanti soldi nelle tasche di chi ne è coinvolto.

L’ operazione per contrastare questa realtà non è solo il ricorso alla forza legittima dello Stato, ma anche a tutte le risorse culturali a disposizione, per civilizzare le menti alla comprensione della dannosità di questo affare.

Chissà quanto tempo sarà necessario per capirlo, quante morti serviranno…

 

 

Stéphanie Esposito

I Carabinieri arrestano sorvegliato speciale trovato in bicicletta

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I Carabinieri hanno arrestato un sorvegliato speciale trovato in giro su bici elettrica, ora è ai domiciliari, sanzionato anche per violazione delle misure anti-Covid-19.

I Carabinieri arrestano sorvegliato speciale trovato in bicicletta

SANT’ANTONIO ABATE: I Carabinieri hanno arrestato un uomo -sorvegliato speciale- che andava in giro stando in sella ad una bici, per la violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di S. Maria la Carità.
Il soggetto, già noto alle forze dell’ordine, è E.S. , di anni 53.
I militari lo hanno sorpreso circolare a bordo di una bici elettrica. E’ stato pertanto ritenuto colpevole di violazione delle prescrizioni alla quale è sottoposto.
Finito in manette è ora ai domiciliari.
E’ stato anche sanzionato per la violazione inerente le recenti disposizioni normative in materia di Covid-19.

Il fatto che un soggetto sottoposto a misure restrittive, si senta ugualmente libero di uscire dalla propria casa e andare in giro in sella ad una bici elettrica, fa capire quale percezione abbia della Legge.

La nostra Costituzione prevede, per chi sbaglia, una sanzione, nell’ottica che il soggetto attraverso un percorso di rieducazione possa poi comportarsi secondo la Legge e non “cadere” ancora in errore.

Quando però viene mostrato in maniera così esplicita un menefreghismo nei confronti della Legge, al punto da fare letteralmente ciò che passa per la testa, è evidente che non parliamo solo di un’ignoranza della Legge, ma anche di incoscienza e indifferenza rispetto alle regole del vivere civile, che esistono per garantire una pacifica convivenza in una comunità.

Possiamo sperare che la ribadita misura di restrizione, dia modo di riflettere, stavolta per davvero, sull’importanza di attenersi alle regole, mai come questa volta di vitale importanza per tutti.

 

 

Stéphanie Esposito

De Luca sul funerale Saviano in emergenza Covid-19

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Il Presidente della Regione De Luca trasmette le decisioni prese -tramite provvedimento- sul caso del funerale tenutosi a Saviano.

De Luca sul funerale Saviano in emergenza Covid-19

E’ di poche ore fa la trasmissione del provvedimento preso dal Presidente della Regione De Luca in merito al funerale tenutosi a Saviano, dove c’è stata una spudorata violazione della legge.
Poco dopo l’accaduto, De Luca aveva comunicato di aver avuto già uno scambio di opinioni con il Prefetto sulla vicenda.
Sono state violate evidentemente e in maniera grave, disposizioni di legge. Entrambi hanno condiviso la valutazione sulla gravità della violazione di norme.
La Prefettura di Napoli ha in poco tempo posto in essere con l’impegno dell’Arma dei carabinieri, tutte le necessarie misure di verifica e di sanzione.
Si è formata poi una task force regionale per accertare che questi comportamenti abbiano messo o meno a rischio la sicurezza sanitaria di tutta la comunità di Saviano e di tutta una intera zona.
Sulla base di questo è seguito un provvedimento.

Dopo la riunione notturna della task force regionale che ha valutato la situazione del Comune di Saviano, è stata decisa la messa in quarantena.
La messa in quarantena per il Comune di Saviano, è stata una decisione inevitabile per impedire il sorgere di un focolaio di contagio a tutela della salute dei cittadini di Saviano, di quella dei Comuni vicini, e di un intero territorio densamente abitato.

È stato anche un atto di rispetto per la figura di un grande medico e della sua famiglia, che avrebbe per primo sollecitato comportamenti responsabili.
È una decisione che rende merito al sacrificio compiuto da tanti cittadini che hanno rispettato le regole.
È una decisione che ripristina la dignità e onora l’impegno civile di tutta la nostra comunità.
Così è stato riportato tramite canali ufficiali social del Presidente De Luca.

 

 

Intervistato dal Corriere della Sera, De Luca ha risposto a diverse domande.

Ha ribadito il suo punto di vista sull’importanza di continuare a tenere alta l’attenzione e a non “rilassarsi“, la posta in gioco è troppo alta.
All’idea di una “riapertura” De Luca ha detto : “…se si riapre saremmo costretti a limitare i treni che arrivano dal Settentrione e mettere in quarantena chi arriva senza motivo…”

Alla provocazione : “L’hanno dipinta come un imperatore che chiude le frontiere…”
ha risposto:
«Il vizio delle banalizzazioni caricaturali e l’abitudine di parlare senza sapere, è dura a morire. Salverò i miei polmoni dal virus – a Dio piacendo – ma non il mio fegato dagli imbecilli. Partiamo dai fatti. Noi abbiamo una situazione di questo tipo: nel Sud nel complesso si è contenuto il contagio; in alcune regioni del Nord ancora oggi si registrano da 400 a 1.000 contagi in più. È evidente, allora, che non si può dire che il problema è alle nostre spalle nonostante alcune tendenze positive».

Alla Frase : “Lei ha polemizzato con la Lombardia.”
ha risposto:
«Mai polemizzato con la Lombardia. Da sempre abbiamo una linea di solidarietà nazionale e di rifiuto di contrapposizioni Nord-Sud. Sta di fatto che noi abbiamo subìto un rientro disordinato e massiccio di persone del Nord e abbiamo fatto una fatica terribile a contenere l’espansione del contagio. Tutti i focolai che abbiamo avuto in Campania hanno origine dal Nord. Allora credo che sia ragionevole evitare che ci sia un rompete le righe e questa è la sensazione che si è avuta rispetto ad alcune regioni del Nord. Perciò io credo che dobbiamo chiedere al governo nazionale se non l’obbligo di domicilio nel Comune di residenza almeno l’obbligo di permanenza nelle regioni di appartenenza per un periodo. Sennò vorrà dire che dovremo limitare il numero di treni che arrivano dal Nord, prendere la temperatura corporea, fare controlli alle stazioni e obbligare alla quarantena chi viene dal Settentrione senza motivo. Si tratta di cose di semplice buon senso e possono essere condivise anche dal mio amico Fontana a cui confermo la stima, come confermo la mia solidarietà alla popolazione lombarda».

Alla possibilità che il Governo “riapra ha confermato che si riserverebbe di fare delle ordinanze restrittive:

“…questa è una responsabilità mia…Voglio essere sincero: ho avuto la sensazione di un crollo quasi psicologico di tanti amministratori del Nord. Capisco che sia un periodo pesante per tutti noi e capisco anche la fatica di reggere l’onda che cresce di richieste di flessibilità; ma è in questi momenti, come dico io, che bisogna essere uomini, e fare non quello che è più semplice o comodo, ma quello che è più ragionevole e più in grado di tutelare in maniera permanente il nostro futuro…”

E sul tema delle “Regioni” ha così risposto al giornalista del Corriere della Sera:
«Vorrei domandare semplicemente a tutti: chi avrebbe governato questa pandemia senza le Regioni? Nonostante l’impegno di Speranza e del governo, senza il ruolo delle Regioni l’Italia sarebbe sprofondata nella tragedia. Al governo nazionale c’è da chiedere più rapidità nelle valutazioni programmatiche e nel superamento di una palude burocratica che ancora oggi blocca finanziamenti vitali per i nostri territori».

 

 

Stéphanie Esposito

I consiglieri comunali con le forze politiche per l’operazione Verità

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I Consiglieri Comunali e le forze politiche della maggioranza trasmettono un messaggio rivendicando risposte chiare e spiegazioni.

I consiglieri comunali con le forze politiche per l’operazione Verità

CASTELLAMMARE DI STABIA- Nella mattinata di oggi i consiglieri comunali e le forze politiche della maggioranza hanno trasmesso un messaggio alla cittadinanza, tramite i canali social, per esprimere il proprio dissenso sugli eventi accaduti negli ultimi tempi.

Un ospedale focolaio, una struttura pubblica diventata ad uso privato. Non sono bastate le denunce, le invocazioni, gli appelli, le interrogazioni, per mutare uno scenario ai limiti della follia e una sciatteria senza eguali nella gestione del San Leonardo.

Sono 18 gli operatori sanitari già contagiati, perché privi di dispositivi di protezione adeguati per fronteggiare l’emergenza. Un numero che rischia di essere ancora provvisorio. Ed ognuno di loro è diventato potenziale veicolo del virus. I nostri eroi, che ogni giorno lottano senza sosta per salvare vite umane, sono stati lasciati allo sbando. Uno scandalo di portata nazionale. Una gestione scellerata che mette a repentaglio la salute del personale sanitario e di migliaia di famiglie.

Già lo scorso 20 marzo la vicenda del parto di una donna positiva al Covid ci aveva messi in allarme. E soltanto 20 giorni dopo il sindaco ha ricevuto una relazione dalla direzione sanitaria, evasiva e poco chiara, riguardo al rispetto delle procedure adottate per garantire che il parto avvenisse in condizioni di totale sicurezza. Il 1 aprile siamo venuti a conoscenza dei tamponi effettuati d’urgenza a tutto il personale sanitario. Un caos infinito rispetto al quale noi pretendiamo risposte, tutti i cittadini pretendono risposte. Ormai è chiaro che i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri operatori non sono stati salvaguardati. Pensiamo alla vicenda dell’anestesista, che ha continuato a lavorare a venire a contatto con operatori e pazienti, pur avendo sintomi sospetti. Ed anche sulle procedure di isolamento ci arrivano testimonianze inquietanti, come quella dell’infermiere contagiato nel reparto di medicina d’urgenza, riportata in queste ore sulla stampa.

Abbiamo chiesto chiarezza a gran voce, abbiamo denunciato, abbiamo preteso risposte perché i cittadini non possono restare all’oscuro di quello che sta accadendo tra le corsie dell’ospedale San Leonardo. Non sono bastati però l’appello dei sindacati, le invocazioni dei lavoratori, la denuncia in Procura del sindaco Cimmino, l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Pentangelo. L’ospedale continua ad essere ad uso e consumo di una gestione dissennata e confusa, mentre gli operatori sono sviliti e abbandonati al suo destino.

Ma noi non arretreremo di un millimetro e andremo avanti nella nostra operazione verità. E chiediamo al Ministro della Salute di intervenire in fretta, chiediamo ai consiglieri regionali e ai parlamentari di zona di sostenerci, di affiancarci, di far sentire la loro voce insieme a noi. Ora è il momento di essere uniti e di fare fronte comune per la nostra città.

Pretendiamo di conoscere i responsabili di quello che accade all’interno dell’ospedale San Leonardo e di sapere come è stata gestita l’intera situazione. In gioco c’è l’incolumità di tutti i pazienti, del personale dell’ospedale e di tutti i cittadini. E non possiamo più accettare questa vergogna. Lo dobbiamo agli eroi che hanno sacrificato la loro vita, lo dobbiamo ai cittadini, lo dobbiamo a noi stessi.

Resta da vedere quali saranno le reazioni e le risposte da Chi è tenuto a dare spiegazioni.

 

 

 

Stéphanie Esposito

Lega Pro, il Presidente Ghirelli: “Rischiamo il default”

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Il Presidente della Lega Pro chiama all’attenzione:”Hanno tutti la voglia di tornare a giocare ma dobbiamo essere realisti e mettere tutti quanti nelle condizioni, sanitarie ma anche economiche, di farlo”

Parole di sconforto e di grande apprensione per il futuro della terza divisione del calcio italiano. “Da due mesi non ci sono incassi: gli spalti sono vuoti, mancano i 600 mila spettatori del girone d’andata. E non ci sono nemmeno gli sponsor” – ha detto Ghirelli.

Per far capire il concetto c’è l’esempio del Presidente del Giana Erminio.

“Bamonte, patron della Giana Erminio, è un imprenditore molto solido e molto valido che produce mozzarelle buonissime per ristoranti e pizzerie. A chi le vende adesso? “.

Sul tavolo dell’Assemblea del 4 Maggio allora di cosa si discuterà?

“Il 4 intanto discuteremo del piano strategico: cosa riformare e cosa tagliare dei costi. E quindi liberare le fideiussioni perché gli economisti ci dicono di mettere dentro liquidità. Ma allo stesso tempo dovremo aumentare i controlli, con il fondo di garanzia in mano alla Lega Pro in modo da stanare subito eventuali furbetti. Qua rischiamo il default e non parliamo, come in passato, del fallimento di 1-2 club” – ha concluso Ghirelli.

CdS – Il Napoli rifiutò 50 mln a gennaio dall’Everton

Il club allenato da Carlo Ancelotti ha provato l’assalto al brasiliano

Tra la lotta al COVID-19 e quella per la ripresa del campionato di Serie A, spunta un retroscena che riguarda Allan, centrocampista del Napoli. Il brasiliano, infatti, è stato contattato dall’Everton dell’ex allenatore partenopeo Carlo Ancelotti per portarlo in Inghilterra. Aurelio De Laurentiis, però, ha rispedito l’offerta al mittente rimandando l’operazione soltanto alla prossima estate.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Ultimo esempio, in ordine di tempo: a gennaio, in occasione della sessione invernale del mercato, Ancelotti avrebbe voluto portare Allan all’Everton e così arrivò ad offrire più o meno 50 milioni. Risposta: niente da fare, inutile discuterne ora. Cioè all’€™epoca. Trattativa lampo, aperta e chiusa, una tentazione e un flash appena. Finito, magari se ne riparlerà  tra un po’€™, verosimilmente in estate e soprattutto in virtù dei piani e dei progetti della squadra alla fine, ufficiale, di questa incredibile e tormentata stagione”.

De Luca: “Rompete le righe? No o fermo i treni e metto in quarantena”

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Il Governatore della Campania prosegue nella sua lotta al COVID-19

Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano Corriere della Sera per parlare dell’emergenza COVID-19 e della sua battaglia per tornare quanto prima alla normalità.

Ecco le parole di De Luca:
“Secondo me fa bene l’Italia. La mia convinzione è che questo sia l’unico campo nel quale non si possa sbagliare. Non possiamo dire “partiamo, vediamo e poi magari correggiamo per strada”. Se prendessimo decisioni che dopo due settimane alimentano un contagio generalizzato sarebbe una tragedia, dovremmo chiudere di nuovo tutto. Ma, dopo un mese e mezzo di quarantena, un’altra stagione come questa il Paese non la reggerebbe. Dunque non possiamo sbagliare”.

L’hanno dipinta come un imperatore che chiude le frontiere…
“Il vizio delle banalizzazioni caricaturali e l’abitudine di parlare senza sapere, è dura a morire. Salverò i miei polmoni dal virus — a Dio piacendo — ma non il mio fegato dagli imbecilli. Partiamo dai fatti. Noi abbiamo una situazione di questo tipo: nel Sud nel complesso si è contenuto il contagio; in alcune regioni del Nord ancora oggi si registrano da 400 a 1.000 contagi in più. È evidente, allora, che non si può dire che il problema è alle nostre spalle nonostante alcune tendenze positive”.

C’è chi dice che le Regioni abbiano contribuito alla confusione.
“Abbiamo assistito in questi giorni ad alcune valutazioni sgangherate, a polemiche fuori tempo o messe su per sentito dire. Le diverse posizioni, il più delle volte, riflettevano le diversità delle realtà che si dovevano governare. Senza il ruolo delle Regioni l’Italia sarebbe crollata. Il livello nazionale era impegnato a garantire un flusso adeguato e continuo di forniture, e abbiamo visto con quanta fatica è stato adempiuto questo compito, oggi fortunatamente in gran parte risolto”.

Lei ha polemizzato con la Lombardia.
“Mai polemizzato con la Lombardia. Da sempre abbiamo una linea di solidarietà nazionale e di rifiuto di contrapposizioni Nord-Sud. Sta di fatto che noi abbiamo subìto un rientro disordinato e massiccio di persone del Nord e abbiamo fatto una fatica terribile a contenere l’espansione del contagio. Tutti i focolai che abbiamo avuto in Campania hanno origine dal Nord. Allora credo che sia ragionevole evitare che ci sia un rompete le righe e questa è la sensazione che si è avuta rispetto ad alcune regioni del Nord. Perciò io credo che dobbiamo chiedere al governo nazionale se non l’obbligo di domicilio nel comune di residenza almeno l’obbligo di permanenza nelle regioni di appartenenza per un periodo. Sennò vorrà dire che dovremo limitare il numero di treni che arrivano dal Nord, prendere la temperatura corporea, fare controlli alle stazioni e obbligare alla quarantena chi viene dal Settentrione senza motivo. Si tratta di cose di semplice buon senso e possono essere condivise anche dal mio amico Fontana a cui confermo la stima, come confermo la mia solidarietà alla popolazione lombarda”.

Non possiamo dire: partiamo, poi si vede. Il Paese non reggerebbe un’altra chiusura. Se il governo riaprisse presto l’Italia lei si riserverebbe di fare delle ordinanze restrittive?
“Voglio essere sincero: ho avuto la sensazione di un crollo quasi psicologico di tanti amministratori del Nord. Capisco che sia un periodo pesante per tutti noi e capisco anche la fatica di reggere l’onda che cresce di richieste di flessibilità; ma è in questi momenti, come dico io, che bisogna essere uomini, e fare non quello che è più semplice o comodo, ma quello che è più ragionevole e più in grado di tutelare in maniera permanente il nostro futuro”.

TuttoSport – Addio Mertens: partito l’assalto finale dell’Inter

I nerazzurri avrebbero già deciso il ruolo del belga in società

Tempo di stop per il campionato italiano alle prese con l’emergenza COVID-19. Inizia a muoversi, invece, il mercato per la prossima estate: in particolare, l’Inter sarebbe pronta ad affondare il colpo per soffiare Dries Mertens al Napoli. I nerazzurri avrebbero già deciso il ruolo da far ricoprire all’attaccante belga in società.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport:
“Marotta punta a un altro ‘€œRe di Napoli’€, ovvero Dries Mertens il cui rinnovo con il club di Aurelio De Laurentiis si è nuovamente impantanato. L’€™ad è pronto a dargli asilo a Milano come erede di Alexis Sanchez (che tornerà  al Manchester United) oppure come sostituto di Martinez (in quel caso arriverà pure un’€™altra punta, come spiegheremo in seguito). Mertens da tempo ha sul piatto l’€™offerta del Monaco (contratto ricco, ma campionato non troppo ‘€œstimolante’€), quella del Chelsea e – soprattutto – quella dell’€™Inter dove gode della sponsorizzazione di Lukaku che vorrebbe a Milano pure un altro connazionale svincolato, ovvero Jan Vertonghen, in uscita dal Tottenham”.

CdS – Il Napoli fissa il prezzo per Allan e Koulibaly: maxi plusvalenza in arrivo

Il difensore senegalese e il centrocampista brasiliano sono pronti a lasciare gli azzurri

Tempo di addii in casa Napoli. Nonostante il campionato sia fermo a causa dell’emergenza COVID-19, il calciomercato non resta a guardare. Il club di Aurelio De Laurentiis, infatti, avrebbe deciso di cedere due punte di diamante della propria rosa: il difensore Kalidou Koulibaly e il centrocampista Allan.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“In realtà un’estate fa anche il Real si spinse ad offrire un bel po’ di milioni, 90 per la precisione, ma sia a Florentino sia al Psg fu risposto picche. Non si muove per meno di 130 milioni; una ventina in meno rispetto al valore della clausola rescissoria (150). E ora? Beh, Psg e United sono tornati alla carica e l’idea è che questa volta proveranno ad andare fino in fondo, ma il Napoli non ascolterà o valuterà alcuna proposta se la base di partenza sarà inferiore a 100 milioni: la linea era questa un paio di mesi fa e tale è rimasta.
Sullo sfondo, tra l’altro, anche l’assenza di un accordo sul rinnovo e soprattutto sul ritocco del contratto, tant’è che a gennaio Ancelotti provò a portarlo all’Everton. Invano: come nel caso di Koulibaly, però, è molto probabile che Carletto ci riprovi tra qualche mese, magari rilanciando, ma prima di tutto bisognerà capire le intenzioni del Napoli. Sì: è vero che sono già stati acquistati Demme e Lobotka, ma la composizione del centrocampo, valutando anche le situazioni di Zielinski e Fabian, è in evoluzione costante”.

TuttoSport – Milik gradisce la Juve: è rottura col Napoli

Sempre più vicino l’addio del polacco

Le strade di Arek Milik e del Napoli sembrano essere sempre più lontane. Infatti, ci sarebbe stato, tra le altre, anche l’interessamento della Juventus che ha timidamente tentato l’approccio. L’attaccante polacco sembrerebbe gradire questa ipotesi.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport:
“Con Milik non ci sono clausole particolari che tengano: per ora conta solo (si fa per dire, naturalmente) il fatto che le due parti si piacciano a vicenda. Gli intermediari mossi dalla Continassa sono al lavoro da tempo e al momento hanno portato a casa un risultato non da poco: la punta gradirebbe la Juve. Del resto, sarebbe strano il contrario. E non è una semplice questione economica a intrigare il personaggio. O meglio, da quel punto di vista non c’è dubbio che sotto il profilo degli emolumenti ciò che il polacco percepisce ora rientri di gran lunga negli abituali canoni bianconeri. Però, al di là del fatto che dopo quattro stagioni i rapporti con il club napoletano sembrino compromessi, c’è che il giocatore potrebbe aver bisogno di altro: di un nuovo attracco, magari di nuovi compagni di viaggio – destreggiarsi al fianco di Cristiano Ronaldo non accade tutti i giorni – o forse essenzialmente di ritrovare colui che a suo tempo ne sponsorizzò l’avvento in Italia: tale Maurizio Sarri”.

Carabinieri e Protezione Civile, insieme per i più fragili

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Da Livorno a Latina, gesti di solidarietà e aiuti concreti dall’Arma dei carabinieri verso i più bisognosi

Da Livorno a Latina, gesti di solidarietà e aiuti concreti dall’Arma dei carabinieri verso i più bisognosi

di Maria D’Auria

In questo particolare momento storico, si moltiplicano proposte ed iniziative finalizzate ad aiutare chi versa in difficoltà. Ai bisognosi prima del covid, si sono aggiunti quanti hanno perso il lavoro, costretti a casa per la grave emergenza epidemiologica.

Anche i Carabinieri hanno contribuito con gesti semplici e significativi. Citiamo due esempi, giunti da Latina e da Livorno.

Ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, hanno offerto il loro contributo volontario per acquistare generi alimentari di prima necessità in favore dei più bisognosi. L’iniziativa benefica, particolarmente significativa per l’emergenza che stiamo vivendo, è stata svolta grazie al supporto del personale della Protezione Civile di Latina – Sezione A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri), che generosamente sta svolgendo un’opera meritoria in favore della popolazione, restando fedele agli immutabili ideali della benemerita

Carabinieri e Protezione Civile Latina (Foto: Col.Gabriele Vitagliano con il Presidente della Protezione Civile A.N.C. di Latina, Mar.Angelo Aufiero)

Dall’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Livorno, arriva un’altra bella testimonianza. Attraverso il suo Presidente (Lgt Cav. Giuseppe Lignola), la Sezione ha raccolto una modesta  somma, grazie al contributo volontario dei suoi soci,  con la quale sono state acquistate circa 300 mascherine protettive. Un ringraziamento speciale va al  Dott. Renato Cicchiello ed al Dott. Gianfranco Pucci, soci dell’associazione, il cui aiuto ha reso possibile il raggiungimento dell’obiettivo.

Carabinieri Livorno aiuti volontari Nella giornata di ieri le mascherine sono state consegnate ad Amatrice attraverso il Sindaco della città, Antonio Fontanella, che ha incontrato i rappresentanti dell’associazione presso la sede comunale. Presente anche l’ex sindaco Sergio Pirozzi che per Amatrice ci è sempre stato, soprattutto nei giorni più duri.

Carabinieri per Amatrice- con Sergio Pirozzi

Dalla Sezione A.N.C. di Livorno  “Cap. Francesco Gentile m.o.v.m.”, i ringraziamenti al Capitano ed ai colleghi in servizio “che ci hanno aspettato  ed accolto questa mattina. Quello di stamane- affermano- è stato solo un piccolo gesto di amicizia e vicinanza tra due comunità, Livorno ed  Amatrice,  che hanno conosciuto  il dolore che ogni tanto madre natura decide di dispensare. Questa mattina quel piccolo gesto lo hanno fatto i Carabinieri, quelli di ieri e quelli di oggi. Assieme, come sempre”.

Su Netflix la miniserie biografica “Unorthodox”. Recensione

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Unorthodox, la miniserie disponibile su Netflix. Recensione (di Maria D’Auria) 

“Unorthodox”, la miniserie disponibile su Netflix. Recensione 

UNORTHODOX- Basata sull’autobiografia del 2012 di Deborah Feldman, la miniserie racconta la storia di Esther Shapiro, una diciannovenne di New York cresciuta in una comunità ultra-ortodossa chassidica di Brooklyn, con regole rigidissime che le impediscono di studiare, suonare, decidere.

L’unico scopo delle donne appartenenti alla comunità, è quello di sposarsi e concepire figli. Quando Esther scopre di essere incinta, decide di spogliarsi di regole e ruoli per inseguire la libertà, lontano da quella vita che, a poco a poco, svela la sua vera natura e le appare, nitida, come una prigionia. Esty scappa a Berlino, dove vive la mamma, che già tanti anni prima era scappata dalla comunità ebrea. E qui scopre le tante verità, quelle mai dette, quelle che non le erano state mai raccontate. La sua vita sta per giungere ad una svolta, ma il passato è sulle sue tracce.

La fuga della giovane Esty è innanzitutto la ricerca di sé. E’ la scoperta di ciò che non conosceva e la voglia di vivere tutto ciò che le era stato negato. Determinata, coraggiosa, combatte con le sue paure, vincendole. Lo spettatore si scopre sorpreso e incredulo verso quelle regole assurde ma incredibilmente reali. Vigenti. Imposte. Tornano alla mente e incuriosiscono, ma a tratti inorridiscono, alcune situazioni -spesso al limite dell’immaginazione- che la protagonista svela nei flashback della sua vita a New york.

La storia è avvincente e l’interpretazione dei protagonisti è ineccepibile. L’ottimo riscontro del pubblico è oltre ogni aspettativa. Un successo meritato, dovuto anche alla novità della storia che, nel panorama televisivo, mancava.

La serie, in quattro puntate, è disponibile su Netflix.

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A Mezzojuso i Carabinieri sequestrano 8000 mq di area boschiva

A Mezzojuso i Carabinieri sequestrano 8000 mq di area boschiva poiché due uomini del posto tagliavano radicalmente gli alberi.

I Carabinieri della stazione di Mezzojuso, in provincia di Palermo, giornalmente impegnati nel controllo del tessuto urbano e del grande comprensorio rurale, sono intervenuti insieme ai vigili del fuoco per un vasto incendio boschivo in contrada Lacca.

Le conseguenti verifiche hanno consentito di individuare due uomini del posto impegnati in un taglio radicale degli alberi; pertanto i militari della stazione, in pieno coordinamento tra reparti dell’Arma, hanno coinvolto negli accertamenti i Carabinieri del centro anticrimine natura di Palermo – NIPAAF.

I riscontri presso l’area boschiva, costituita da una fustaia di roverella, con presenza di querce da sughero e castagni, hanno acclarato che a fronte di un’autorizzazione per l’esecuzione di un taglio di diradamento di 150 alberi rilasciata dall’ispettorato dipartimentale delle foreste di Palermo in favore della proprietaria dell’area, era stato effettuato un taglio a raso di tutte le piante di roverella con rilascio di pochi e sporadici arbusti in difformità sostanziale con quanto autorizzato.

La committente e i due uomini, esecutori materiali del disboscamento, ritenuti altresì responsabili, per colpa, dell’incendio dell’area boschiva, sono stati denunciati a piede libero alla Procura della repubblica di Termini Imerese; l’area, pari a 8000 mq, nonché il legname indebitamente abbattuto e gli strumenti utilizzati per il taglio sono stati sequestrati.

Il comune di Mezzojuso è divenuto noto attraverso la trasmissione su La7 “Non è l’Arena” condotta da Massimo Giletti, essendosi occupata della vicissitudine delle sorelle Napoli. Vicenda che ha portato allo scioglimento per il rischio di infiltrazioni mafiose del Comune medesimo amministrato dal sindaco Salvatore Giardina.

Sebastiano Adduso

Atti di violenza nei confronti della madre. Arrestato giovane

La Polizia di Stato di Partinico (PA) ha tratto in arresto un giovane, responsabile di reiterati atti di violenza nei confronti della madre.

La Polizia di Stato ha tratto in arresto, a Partinico, in provincia di Palermo, un cittadino di 29 anni, responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e di minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale, interrompendo una grave escalation di violenza domestica consumata dal giovane all’interno del proprio nucleo familiare.  L’arresto è maturato, nella serata dell’altro ieri, a seguito di una segnalazione di persona molesta giunta al Numero Unico di Emergenza (N.U.E.).

Sul posto gli agenti si sono avveduti della presenza di un giovane che urlava e camminava nervosamente su un balcone al secondo piano di una palazzina e lo hanno pertanto invitato ad aprire il portoncino d’ingresso; nel frattempo il giovane è sceso in strada barcollando e ha iniziato ad inveire con frasi sconnesse contro gli agenti.

Durante le fasi dell’identificazione, rese particolarmente difficoltose dall’atteggiamento ostile del soggetto, gli agenti hanno sentito delle urla provenire dall’appartamento da cui era sceso il giovane. Precipitatisi quindi all’interno dello stabile, hanno notato una donna sul pianerottolo che invocava aiuto, la stessa in stato di agitazione e in lacrime ha mostrato alcuni ematomi all’altezza dell’occhio, graffi sul collo ed ecchimosi sparse, indicando il figlio, ovvero il giovane sottoposto al controllo, quale responsabile delle lesioni e chiedendo al contempo l’aiuto dei poliziotti perché si sentiva in grave pericolo.

Dai successivi accertamenti e dal racconto della donna è emerso uno spaccato di gravi soprusi e violenze, attuate a volte anche con l’uso di oggetti contundenti, da parte del giovane nei confronti della madre, comportamenti determinati nella maggior parte dei casi da futili motivi e spesso acuiti dal suo frequente stato di ubriachezza, come quella sera.

Alla luce dell’accaduto e di quanto accertato dagli agenti, il giovane è stato tratto in arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia e di minacce e resistenza a P.U. e condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso- Pagliarelli”. La donna, rassicurata dall’efficacia dell’intervento dei poliziotti è stata affidata alla cura dei sanitari per le cure del caso.

Sebastiano Adduso

Firmata ordinanza per la Sicilia. Si rimuovono alcuni divieti della quarantena

Firmata ordinanza dal Presidente della Regione Siciliana che rimuove alcuni divieti posti per l’epidemia Covid-19. I casi di oggi nell’Isola.

Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato una nuova ordinanza (in basso riportata) che entrerà in vigore dalla mezzanotte di oggi fino al 3 maggio.

Questa ordinanza l’aveva già annunciata ieri il Presidente della Regione Siciliana, in una intervista a Skytg24, dichiarando <<Questo è il momento più difficile, bisogna conciliare l’esigenza di riaprire gradualmente e dare un segnale fiducia al popolo siciliano, dall’altra parte avere la prudenza di non vanificare quanto fatto. I nostri numeri confermano la bontà della linea del rigore che abbiamo mantenuto, ma adesso non dobbiamo fare passare il messaggio tutti in libertà. Io adotterò nelle prossime ore un’ordinanza che consente di allentare le maglie, abbiamo concordato con il governo nazionale che dal 3 maggio si possono pensare alcune soluzioni ma adesso non dobbiamo fare passare il messaggio ‘tutti liberi>>.

Il Presidente aveva anche evidenziato la necessità di ripartire con la stagione turistica, che ogni anno contribuisce in maniera determinante al PIL della Sicilia “Partiremo con una stagione turistica in ritardo, a luglio. Nei prossimi giorni autorizzeremo gli stabilimenti a cominciare a lavorare”.

La Regione Sicilia dunque riparte prima di altre, confortata anche dalla costante discesa della percentuale di contagio e dalla mancata saturazione dei posti in terapia intensiva.

In sintesi le novità dell’ordinanza:

Si può fare jogging vicino casa. I disabili possono fare una breve passeggiata accompagnati sempre vicino l’abitazione.

Gli spostamenti con l’animale di affezione, per le sue esigenze fisiologiche, sono consentiti solamente in prossimità dell’abitazione.

Ritornano le consegne a domicilio dei generi alimentari la domenica e nei festivi.

Si potrà curare l’orto e fare la manutenzione delle campagne soprattutto per attivare misure contro gli incendi.

I titolari degli stabilimenti balneari possono cominciare a preparare la stagione estiva sistemando le cabine e pulendo gli arenili.

Nei Comuni di Agira, Salemi, Troina e Villafrati resta in vigore la “zona rossa”, ma sarà consentito il transito in entrata e per garantire le attività necessarie alla cura e all’allevamento degli animali, nonché per le attività, imprenditoriali e non, in quanto connesse al ciclo biologico delle piante, anche per il sostentamento familiare.

I lavoratori pendolari che attraversano lo Stretto di Messina dovranno compilare un modulo (allegato all’ordinanza) e trasmetterlo al dipartimento regionale della Protezione civile per avere il “visto” di autorizzazione. Esso dovrà essere esibito all’atto dell’imbarco al personale addetto al controllo per rendere più agevole il transito dei pendolari. I relativi controlli saranno previsti dalla prima corsa del 22 aprile. Restano in vigore le disposizioni relative al controllo sanitario agli approdi della Rada San Francesco, della Stazione Marittima e di Tremestieri.

Queste sostanzialmente le misure meno restrittive stabilite nella nuova ordinanza del Presidente della Regione siciliana, nell’ambito del contrasto al coronavirus.

Rimane invariata l’ordinanza che blinda l’accesso alla Sicilia “Per ora è bene che si vada avanti così -ha detto il Presidente Musumeci – Ci sarà una corsa in più per attraversare lo Stretto di Messina” che passeranno da 4 a 5.

Intanto questo pomeriggio sono stati comunicati i casi di positività da Coronavirus Sar-Cov-2 aggiornati alle 17.00 di oggi 18 aprile 2020 in Sicilia, come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Stabile complessivamente la situazione.

Ci sono 47 tamponi positivi su 2.543 test effettuati nelle ultime 24 ore, pari dunque l’1,85%, percentuale poco più alta di quella di ieri (1,66%) con 46 tamponi positivi su 2.767.

Gli attuali positivi nell’Isola salgono a 2.171, dunque 32 in più rispetto a ieri (2.139): di 568 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 42 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.603 (+31) sono in isolamento domiciliare. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 47.715 (+2.543 rispetto a ieri). di questi sono risultati positivi 2.672 (+47), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.171 persone (+32), 305 sono guarite (+9) e 196 decedute (+6).

La divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (14, 15, 10); Catania, 612 (107, 78, 68); Enna, 311 (171, 29, 25); Messina, 389 (128, 52, 40); Palermo, 342 (74, 45, 25); Ragusa, 58 (4, 6, 5); Siracusa, 105 (63, 60, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

Sebastiano Adduso

Totti: “Trigoria? Non con Pallotta. Io agente? Magari porto un buon giocatore a Roma”

“Accompagno mio figlio agli allenamenti e resto fuori, mi viene da piangere”

Francesco Totti, ex capitano della Roma e campione del mondo nel 2006 con l’Italia, ha parlato del suo passato a Trigoria e del suo rapporto con l’attuale presidente giallorosso Pallotta.

Un Francesco Totti scatenato e senza peli sulla lingua. Dopo la diretta Instagram con Bobo Vieri, l’ex capitano giallorosso ha intrattenuto tifosi e followers con una seconda diretta, questa volta con Luca Toni. Il Pupone ha rivelato che il rapporto con la sua amata Roma è ormai ai minimi storici. Totti non è infatti più entrato a Trigoria da quando le strade di sono separate. Neanche per il figlio, inserito nell’Under 15 del club:

“Ci sono rimasto male perché alla Roma ho dato tutto, mi sarei tagliato anche la gamba. Non ho più messo un piede a Trigoria: accompagno Christian e resto fuori. Resto in macchina e mi viene da piangere. Mio figlio gioca lì e non vedo la partita. Sono stato più lì dentro che a casa, ho tanti amici che escono a salutarmi. Prima o poi tornerò lì dentro”.

Futuro da agente per Totti
Sembra sempre più concreta la pista che voglia Totti come nuovo agente nel prossimo futuro (nei giorni scorsi l’indiscrezione che lo vedeva come prossimo procuratore di Insigne). Lo stesso Toni lo stuzzica con una domanda al riguardo. Questa la risposta di Francesco:

“Spero di trovare adesso un buon giocatore per la Roma ma finché è così, con questo presidente (Pallotta, ndr) non credo che rimetterò piede a Trigoria, la vedo difficile”.

Reati e denunce, intervento dei CC sul territorio di Latina

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Truffa, spaccio, detenzione abusiva di armi. L’intervento dei Carabinieri sul territorio di Latina

Truffa, spaccio, detenzione abusiva di armi. L’intervento dei Carabinieri sul territorio di Latina

A SS. Cosma e Damiano è stato denunciato un giovane per detenzione abusiva di munizioni e porto d’armi atti ad offendere. I militari  della locale Stazione Carabinieri hanno proceduto nei confronti del 40enne, in seguito ad  una perquisizione personale e veicolare in cui veniva trovato in possesso di: 2 spadini a serramanico, 3 coltelli a serramanico dalla lame lunghe 10 cm. e 1 bastone in legno, nascosti all’interno dell’abitacolo della propria autovettura. La perquisizione era stata estesa al suo domicilio dove venivano rinvenute sette cartucce per fucili da caccia cal. 12 e cal. 28.   Durante la perquisizione veicolare erano stati trovati anche 1,4 grammi di sostanza stupefacente tipo “Cocaina” e 7,3 grammi di sostanza “Hashish”.

A Priverno, i militari della locale Stazione, hanno tratto in arresto un 50enne per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I Carabinieri hanno dato esecuzione al decreto di sospensione cautelativa della misura alternativa dell’affidamento terapeutico emesso dall’ufficio di sorveglianza di Roma, che concordava con la motivata richiesta di aggravamento della pena avanzata da quell’Arma. Il soggetto è stato condotto presso la casa circondariale di Latina per l’espiazione della pena, così come disposto dall’A.G.

I Carabinieri di Lenola hanno denunciato per truffa un 32enne, il quale tramite web, con artifici e raggiri – dietro la falsa promessa di cedere uno smartphon – riusciva a farsi accreditare da un 52enne, tramite  ricarica postepay, la somma di 174 euro.

A Formia è stata denunciata una donna per indebito utilizzato di carte di credito. Al termine dell’attività di indagine, i militari della locale Stazione hanno deferito all’A.G. la 56enne, riconosciuta dalla vittima da lei frodata. La donna gli aveva sottratto due carte di credito procurandosi un ingiusto profitto: in più occasioni, sottraeva delle  somme di denaro per un importo complessivo di € 200,00 (duecento) per  acquisti di vario genere.

Infine a Terracina è stato deferito all’A.G. un 56enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, in seguito a perquisizioni personali e domiciliari, è stato trovato in possesso di 1,5 grammi circa di cocaina, un bilancino di precisione, vario materiale per il taglio e confezionamento dello stupefacente nonché della somma contante di 360 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. Lo stupefacente, il materiale rinvenuto e il denaro, sono stati sottoposti a sequestro.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Fase 2: Ritorno Alla Normalità? (Lo Piano – Saint – Red)

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Il 4 Maggio si sta avvicinando e con esso la tanto paventata (minacciata?) Fase 2 definita Ritorno alla normalità: ma cos’è la normalità

Fase 2: Ritorno Alla Normalità? (Lo Piano – Saint – Red)

Il 4 Maggio si sta avvicinando, dopo un lunga chiusura forzata dovuta alla Pandemia, molte attività produttive potrebbero riprendere la loro (normale) routine. Bisognerà vedere quante attività riusciranno a ricominciare e quante altre sI troveranno con le gomme sgonfie, nell’impossibilità di riaprire i battenti.

E’ sicuro, se non si rimetterà in moto la “macchina del lavoro”, molti pezzi del motore si incepperanno per sempre, non saranno più utilizzabili, ne’ sostituibili con altri.

In questo marasma, non essendoci nel Governo una strategia comune nel risolvere i gravi problemi sia economici che sanitari, sarà difficile che i Governatori delle varie Regioni, possano trovare una linea comune sul cosa fare e come agire in questa fase ancora pandemica.

Al Nord, il 4 Maggio, molte attività riapriranno, sia pur con tutte le cautele sanitarie che verranno adottate nei confronti dei lavoratori, per la ragione che la vità è più importante di qualsiasi altra cosa al Mondo.

I governatori della Lombardia, Friuli e della Regione Veneta sono dell’avviso di far aprire migliaia di fabbriche, in quanto rappresentano l’ossatura del nostro sistema economico: senza di esse la nostra economia già messa a dura prova da questa crisi, andrebbe verso il baratro.

Altri Governatori, come De Luca, non la pensano allo stesso modo, quest’ultimo ha dichiarato che sarebbe disposto a chiudere i confini della propria Regione, per bloccare in primis, l’entrata di Lombardi e Veneti.

Inutile continuare a dilungarsi su questi aspetti, visto che non si possono fare previsioni, in mancanza di un piano comune da parte del Governo.

In Europa, non stiamo dando un bell’esempio di coesione politica, anche se le parole della Presidente della Commissione europea, sono state confortanti. Ha dichiarato pubblicamente che l’Europa ha  lasciato sola l’Italia, nel momento più difficile in particolar modo all’inizio della Pandemia.

Dopo questa breve “anteprima”, andiamo ai numeri di casa nostra, per constatare, dati alla mano, quale siano le cifre di questa disastrosa Pandemia.

Tre milioni e 700 mila, tra famiglie e lavoratori dipendenti, sono rimasti senza reddito: i più colpiti sono le coppie con figli ed i singles. Dati preoccupanti, se si pensa che più della metà di questi aveva uno stipendio di poco superiore ai mille euro, oggi si ritrovano a percepire uno stipendio sotto tale soglia.

Per queste persone, perdere anche solo un mese di stipendio, può fare la differenza, intendiamo dire che non si potranno nè pagare mutui, nè le utenze, nè tantomeno eventuali piccoli debiti pregressi, visto che sono a rischio povertà.

Per non parlare di chi ha già perso tutto, parlo di liberi professionisti, piccoli imprenditori, che per potere solo fare un pasto caldo al giorno, si devono recare alle mense della Caritas.

Questo è solo uno spaccato di un’Italia, per vederne altri, speriamo meno dolorosi, bisognerà aspettare la riapertura delle fabbriche e degli esercizi commerciali. Se ciò non dovesse avvenire, non ci saranno denari che potranno salvarci da un aggravamento della recessione già in corso.

Lo Piano SaintRed

De Luca: “Effettuato sopralluogo al cantiere dell’ospedale di Caserta”

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“Stiamo rispettando alla lettera i tempi di realizzazione”

Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania, ha fatto il punto della situazione dei controlli effettuati presso tutti i presidi medici del territorio regionale, soffermandosi, in particolare, su quello casertano.

Ecco quanto scritto da De Luca sul proprio profilo Facebook:
“Sopralluogo al cantiere dell’ospedale modulare di Caserta: un intervento di grandissimo valore. Stiamo rispettando alla lettera di tempi di realizzazione. Un altro dei miracoli amministrativi che abbiamo fatto in Campania. Sono 24 i posti letto di terapia intensiva su 120 complessivi fra Caserta, Napoli (Ospedale del Mare) e il Ruggi a Salerno. Nel corso di queste due settimane abbiamo avuto un accesso ridotto alle terapie intensive. Grazie a Dio, c’è un’aggressività minore del virus. Ma è del tutto evidente che questi nuovi posti letto ci servono per separare l’attività ospedaliera normale dall’attività di cura dei pazienti COVID, quindi è essenziale questa realizzazione. Non sarà demolita dopo due mesi, ma rimarrà come struttura di affiancamento all’ospedale”.