Cercola, discarica abusiva e imbottigliamento di detersivi spacciati per disinfettanti: denunciati un 64enne di Portici e un 65enne di Melito
Il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha sottoposto a sequestro a Cercola(NA) una discarica abusiva, un capannone aziendale e prodotti detergenti riconducibili a due società attive nella produzione e distribuzione di detersivi.
In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Casalnuovo hanno scoperto un sito di stoccaggio di rifiuti speciali in un’area aperta, senza autorizzazione, in assenza di protezione del suolo, con grave rischio di inquinamento dell’ambiente e delle falde sottostanti.
Una delle due aziende effettuava abusivamente attività di imbottigliamento di detersivi in locali inidonei scaricando gli scarti della lavorazione direttamente all’interno della fognatura.
Ulteriori verifiche hanno poi permesso di accertare che le aziende, attraverso l’impiego di lavoratori “in nero”, commercializzavano detergenti e gel “igienizzanti” che, oltre a non essere autorizzati dal Ministero della Salute, riportavano sull’etichetta un pittogramma a forma di Croce Rossa e frasi in grado di ingenerare confusione nei consumatori relativamente al possesso di proprietà disinfettanti.
Al termine, sono stati sequestrati una discarica abusiva di circa 500mq contenente oltre 750 kg di rifiuti speciali, numerosi “cubotti” contenenti gli scarti della lavorazione dei detergenti, un complesso aziendale di circa 1000mq ed oltre 1000 litri di prodotti in gel.
Denunciati i rappresentanti legali delle due società coinvolte per violazioni al Testo Unico dell’Ambiente, un 64 enne di Portici e un 65enne di Melito di Napoli.
L’attività rientra nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli nell’area vesuviana anche nella cd. “fase 2” dell’emergenza sanitaria.
Cinquanta anni fa, precisamente il 20 maggio 1970, nasceva una delle normative più importanti del nostro Paese in tema di diritto del lavoro: lo Statuto dei Lavoratori.
Statuto dei lavoratori. Per cinquant’anni riferimento dei lavoratori
Lo Statuto dei Lavoratori nasceva al culmine di un periodo di grandi contestazioni nelle fabbriche e nelle piazze, il cosiddetto “autunno caldo” del ’69, dove i lavoratori rivendicavano a gran voce una riforma delle norme che regolavano il lavoro.
In Italia solo quell’anno si ebbero oltre 230 milioni di ore di sciopero che contestavano, tra l’altro, l’assoluta libertà di licenziamento degli imprenditori, la scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro, il basso livello dei salari rispetto alle medie europee, le forti differenze di retribuzione tra Nord e Sud.
Una protesta forte ed estesa che non poteva essere ignorata dal mondo imprenditoriale e politico. Così, elaborato dal giuslavorista Gino Giugni e per iniziativa di alcuni politici quali Giacomo Brodolini e Carlo Donat-Cattin, prendeva vita la legge n.300 del 1970, detta Statuto dei Lavoratori che, con 6 Titoli e 41 articoli, accoglieva le richieste degli operai.
La legge n.300 del 1970, fu varata per garantire la libertà e la dignità del lavoratore, assicurando nel contempo la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, per il rispetto della normativa stessa.
Lo Statuto regolava questioni importanti, quali il divieto di licenziamento senza giusta causa, la libertà di manifestare apertamente le proprie opinioni politiche e sindacali, la rappresentanza sindacale, la libertà di indire assemblee e di divulgare materiale informativo nelle fabbriche. Nel contempo il governo approvava misure più favorevoli per i lavoratori in materia pensionistica e assicurativa.
Da allora sono passati cinquant’anni, ma non li dimostra e, nonostante le modifiche apportate allo Statuto lo scorso decennio, esso ancora oggi è alla base del diritto del lavoro e il punto di riferimento per milioni di lavoratori italiani.
Ad essere oggetto di modifica l’art. 18 , una dei punti cruciali dello Statuto. L’articolo prevedeva che, se un licenziamento era ritenuto illegittimo, ci doveva essere la reintegrazione nel posto di lavoro (ma solo nel caso di imprese con più di 15 dipendenti). La riforma Fornero del 2012 ha stabilito invece, in luogo della reintegra, quattro differenti tipi di tutela, secondo i vizi che inficiano il licenziamento.
In seguito, con lo Jobs Act del governo Renzi, tra il 2014 e il 2015, l’art. 18 è rimasto solo per i rapporti lavorativi iniziati prima del 7 marzo 2015. Dopo tale data, infatti, per i contratti a tempo indeterminato, vige la disciplina del “contratto a tutele crescenti”, introdotta dal dlgs 23/2015. Per i lavoratori a tempo indeterminato e licenziati ingiustamente, la norma prevede il pagamento di un’indennità, invece della reintegrazione nel posto di lavoro.
Nonostante le modifiche, lo Statuto rimane un documento fondamentale per la tutela dei lavoratori, un testo che ha fatto la storia della nostra Repubblica per cinquant’anni e per molti aspetti ancora valido, ma che avrebbe bisogno di essere rivisitato, attualizzato, alla luce degli enormi cambiamenti che hanno investito la nostra società negli ultimi anni.
Celebrare la nascita di questa legge, ricordare come è nata, è doveroso, ma tanti sono i nodi ancora da sciogliere, anche a causa degli ultimi tragici eventi legati alla pandemia, come il rapporto tra la sicurezza sui luoghi di lavoro e la necessità della ripartenza, il lavoro nero o precario, il contrasto tra smart-working e diritto al tempo libero.
Sicuramente è un momento difficile per la nostra economia e riuscire a far ripartire l’Italia, conciliando al tempo stesso le tante esigenze del mondo del lavoro, non è un compito di facile soluzione, ma richiede fermezza, lungimiranza, interventi mirati e rapidi, che speriamo ci consentano di ritornare al più presto ai livelli ante-Covid-19.
Probabilmente la società italiana cambierà, il mondo del lavoro accelererà ancora di più le sue mutazioni, nasceranno nuovi tipologie di lavoro, nuove figure professionali e nuove forme contrattuali, ma le metamorfosi non ci spaventano.
Il nostro Paese nella sua storia ha attraversato tanti momenti bui, anche nel recente passato, come quando ha dovuto letteralmente risorgere dalle sue ceneri dopo l’immane catastrofe della seconda guerra mondiale. Non è stato facile, ma il popolo italiano è resiliente, non si abbatte mai. Ce l’abbiamo fatta allora e ce la faremo ancora.
Castellammare, l’opposizione attacca: “Il turismo è in crisi e la maggioranza di Cimmino introduce la tassa di soggiorno. È una decisione inconcepibile. “
Castellammare di Stabia – I consiglieri d’opposizione hanno diramato un duro comunicato stampa contro la decisione di introdurre una tassa di soggiorno in città:
“Oggi incredibilmente la maggioranza consiliare di Cimmino, ha scelto di decidere da sola e procedere con l‘introduzione della tassa di soggiorno nella nostra città. Con la crisi del turismo, causata dalla pandemia, questa scelta rischia di mettere in ginocchio le aziende dell’accoglienza stabiesi. È una decisione inconcepibile. Avevamo proposto di procedere con la redazione di un regolamento, concordato con Ascom, assoalbergatori, federalberghi e Astar, attraverso un confronto di costruzione. Per poi introdurre la tassa, nel momento in cui la crisi fosse passata definitivamente. Non si capisce il motivo, ma ieri c’è stata una accelerazione in commissione bilancio, decidendo di comunicare alle associazioni di categoria, la volontà della amministrazione di andare avanti da sola, approvando il regolamento varato dalla giunta. Voteremo contro questa decisione, sia in commissione che in aula. Perché si tratta di una scelta che danneggia le imprese alberghiere e la città, in questa fase difficile.”
Castellammare di Stabia li 22.05.2020
Andrea Di Martino Italia Viva – Stabia L@b
Eutalia Esposito – Partito della Città
Giovanni Nastelli – Uniti per Stabia
Tonino Scala – Leu
Francesco Nappi – Movimento 5 Stelle
Francesco Iovino – Partito Democratico
Una persona di anni 56, residente in Torre del Greco (Na), posto ai domiciliari per reato di combustione illecita di rifiuti speciali.
Combustione illecita rifiuti: ai domiciliari 56enne di Torre del Greco
ln data odierna, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Gruppo Forestale di Napoli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di una persona di anni 56, residente in Torre del Greco (Na), per reato di combustione illecita di rifiuti speciali.
L’attività investigativa, condotta dallo scorso mese di febbraio con l’ausilio di videoriprese e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ha consentito delineare un grave quadro indiziario nei confronti dell’indagato ritenuto l’autore di due roghi di rifiuti speciali costituiti da scarti tessili, parti di carrozzeria e tappezzeria auto, plastica, pneumatici fuori uso, scarti di falegnameria, legno, carta e cartoni, guaine, rifiuti provenienti da demolizioni e vari rifiuti domestici – abbandonati o comunque depositati in maniera incontrollata sul territorio del comune di Afragola (Na).
L’operazione odierna si inserisce nell’ambito delle attività della Procura della Repubblica di Napoli Nord a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Combustione illecita rifiuti: ai domiciliari 56enne di Torre del Greco / Redazione Campania
Maltrattamenti in famiglia. Pregiudicato picchiava moglie e figlie, arrestato. Tre bimbe picchiate dalla madre violenta, arrestata 26enne.
Pregiudicato picchiava moglie e figlie, arrestato.
I Carabinieri della stazione diVittoria in provincia di Ragusa, hanno arrestato un noto pluripregiudicato, Di Giovanni Innocenzo cl.1983, già sottoposto agli arresti domiciliari per altro reato.
Il Di Giovanni, dedito all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti, per futili motivi, maltrattava e picchiava la moglie e le figlie minori, inveendo contro di loro con epiteti irripetibili e lanciandogli oggetti di ogni tipo, vasi, bottiglie e, non appagato, le picchiava fino al punto di tentare di strangolare la moglie che veniva salvata dall’intervento delle figlie.
I maltrattamenti e le botte si ripetevano da anni, fino a quando la moglie e le figlie, esasperate, trovavano il coraggio di chiedere aiuto ai carabinieri di vittoria, che subito intervenivano ed arrestavano il Di Giovanni che dopo le formalità di rito veniva tradotto su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Ragusa – Sost. proc. dott.ssa Monica Monego – presso la casa circondariale di Gela.
Tre bimbe picchiate dalla madre violenta, arrestata 26enne.
I Carabinieri diAlia in provincia di Palermo, a conclusione di attività d’indagine svolta secondo le linee seguite dai colleghi della “Rete Antiviolenza Carabinieri di Palermo”, per contrastare la violenza di genere e sostenere le vittime vulnerabili e i minori, hanno dato esecuzione ad ordinanza di applicazione di misura cautelare di custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese.
I militari hanno arrestato una 26enne, che all’interno delle mura domestiche, maltrattava le figlie minori, la più grande delle quali di soli 4 anni. Le bimbe erano sottoposte a continue vessazioni, ed un insostenibile regime di vita familiare, inoltre, la donna picchiava, insultava e minacciava di morte la più piccola, alla presenza delle altre.
Castellammare, 10 anni dalla scomparsa di Italo Celoro: un busto commemorativo nel Viale degli Artisti per ricordarlo
“Italo Celoroper decenni è riuscito ad animare il dibattito culturale a Castellammare di Stabia, portando la sua arte, la sua passione per il teatro e la sua identità stabiese in giro per l’Italia intera.” Questo il ricordo del Sindaco Gaetano Cimmino che nella giornata di oggi ha commemorato il decimo anniversario della scomparsa dell’artista stabiese.
“E’ stato un punto di riferimento per la tradizione teatrale e culturale che è parte integrante della storia della nostra città. Fu lui a fondare la Cooperativa di Teatro Cat, nata in un circolo artistico, frequentato da pittori, artisti e attori stabiesi. Un luogo in cui favorire lo sviluppo della cultura, delle arti, della musica e dello spettacolo e promuovere la coscienza collettiva per il recupero della moralità, dell’impegno sociale e della conoscenza del patrimonio culturale della città. A lui dobbiamo la divulgazione delle opere di Raffaele Viviani, di cui è ritenuto tra i principali interpreti al mondo, emblema di un riscatto civile e sociale che ha rappresentato da sempre un perno del suo afflato poetico.
“Dieci anni fa Italo Celoro è andato via, lasciando alla sua città e alle future generazioni un patrimonio di arte e cultura che oggi portano mirabilmente avanti i figli Sergio e Marcella. A lui – annuncia il primo cittadino stabiese – sarà dedicato un busto commemorativo nel Viale degli Artisti, a perenne memoria di un uomo che con la sua arte ha dato lustro alla nostra Castellammare.”
Politano: “Vogliamo fare meglio del Napoli di Sarri! Mancano ancora 10 partite, vogliamo continuare a vincere per arrivare in Champions League o in Europa League. Coppa Italia obiettivo principale“
L’attaccante del Napoli, MatteoPolitano, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli nel corso della trasmissione radiofonica Radio Goal. Queste le sue parole:
Quanto ti è mancato il campo? All’inizio è stato difficile, sentivamo che il pericolo era tanto: ci siamo messi a disposizione, siamo rimasti a casa. Ci siamo allenati a distanza con lo staff del mister che ci mandava gli esercizi da fare. Non siamo rimasti fermi.
Sensazioni? Sono positive, abbiamo un grande gruppo e ci sarà da giocare ogni tre giorni:sarà una grande sfida.
Campionato? Mancano ancora tante partite. Cercheremo di fare quante più vittorie possibile per arrivare in Champions League o in Europa League.
Coppa Italia? E’ il nostro obiettivo principale. Nonostante la vittoria dell’andata, non sarà facile affrontare l’Inter.
Passare il turno di Champions darebbe autostima? Al Camp Nou ci ho giocato per due anni di fila, fa un certo effetto. E giocarci a porte chiuse non sarà semplice. Ma dovremo abituarci anche agli spalti vuoti.
Progetto?Nei prossimi quattro anni ci auguriamo di fare meglio del Napoli di Sarri, ma spetta a noi dimostrare la bontà degli investimenti fatti della società.
Il primo gol in azzurro? Speriamo di riuscirlo a fare prima della partita di Champions.
Il rapporto con Gattuso?Appena sono arrivato mi ha fatto sentire importante. Così come i compagni. E’ molto intelligente ed io cerco di mettermi a disposizione. Avevo perso un po’ di fiducia nei mesi precedenti, è stato bello trovarlo.
La città di Napoli? Offre tanto, la gente è molto calorosa. Fino ad ora mi sono trovato molto bene.
Le richieste dei tifosi? Oltre alle foto? Di dare sempre il massimo. Sono venuto a Napoli per il progetto e per il mister: spero di consacrarmi qui.
La Nazionale? Speriamo di tornarci il prima possibile, sto cercando di guadagnarmi un posto ma devo fare bene con il Napoli. Abbiamo un bel mix tra giovani e di ragazzi che già hanno esperienza, è un ottimo gruppo.
Insigne? Con lui ho legato molto, ma è un bellissimo rapporto che è nato in Nazionale già prima che arrivassi al Napoli. Ritrovarlo in squadra è stato bello.
La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito una confisca di primo grado per 150 milioni di euro di beni ad un esponente di ‘cosa nostra’.
La Polizia di Stato ha eseguito un Decreto di Confisca di primo grado di beni emesso, su proposta del Procuratore della Repubblica di Palermo, dal Tribunale nei confronti di Impastato Andrea, 72enne nato a Cinisi. La confisca, per un valore complessivo di oltre 150 milioni di euro, è provento di attività illecite commesse dall’organizzazione Cosa Nostra.
Le indagini patrimoniali, avviate dalla Divisione Anticrimine della Questura di Palermo – Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno permesso di ricostruire il patrimonio illecito di cui l’IMPASTATO risultava poter disporre direttamente o indirettamente, anche attraverso l’individuazione della sua posizione economica e finanziaria sia sotto l’aspetto statico che dinamico. L’attività di indagine è stata indirizzata principalmente alla verifica di eventuali profili di sproporzione esistenti tra il c.d. patrimonio disponibile e il correlato profilo economico e finanziario anche in relazione alla platea di prestanome e fiduciari, principalmente reclutati all’interno del suo nucleo familiare, che gli hanno consentito, nel tempo, di realizzare un “impero economico” costituito da numerose imprese operanti nel settore edile, in quello dei trasporti, dell’estrazione del materiale da cava, del turismo, da numerosi beni immobili. Tra questi, un intero complesso turistico – residenziale ubicato nella rinomata località marinara di San Vito Lo Capo (TP) ed un complesso immobiliare adibito a centro commerciale di oltre 50.000 mq a Carini, oltre a rapporti bancari e finanziari.
Impastato Andrea è figlio di Giacomo detto “u sinnacheddu“, esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, in costante relazione con i noti Badalamenti, e fratello di Luigi (cl. 43), già indiziato mafioso ed ucciso a Palermo a colpi d’arma da fuoco nel corso di un agguato di mafia il 22.09.1981.
Il 2.10.2002 l’Impastato viene tratto in arresto per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso al termine di una lunga ed articolata indagine antimafia della Squadra Mobile di Palermo, volta a sradicare un sodalizio criminoso fattivamente impegnato ad amministrare e gestire il c.d. patrimonio corleonese.
Nello specifico le indagini, che hanno portato all’arresto dell’Impastato, hanno avuto origine da una certosina attività espletata nei confronti di Lipari Giuseppe (cl. 35), tratto in arresto in data 24.01.2002, già noto alle Forze dell’Ordine in quanto, in passato era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa proprio per la sua vicinanza a Bernardo Provenzano. Le investigazioni hanno permesso di accertare come il Lipari fosse il principale referente degli interessi economici dell’allora boss latitante per conto del quale aveva amministrato il suo ingente patrimonio.
Proprio dall’esame del materiale informatico sequestrato in casa del Lipari Giuseppe è emerso che l’Impastato era stato indicato dal Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il citato Lipari avrebbe potuto ottenere appoggio nell’attività di amministrazione e gestione dei beni.
L’imponente attività di indagine sviluppata dalla Squadra Mobile di Palermo nelle operazioni antimafia culminate nell’arresto di centinaia di indiziati mafiosi e di numerosi latitanti ha fatto emergere una serie di contatti dell’Impastato, sia personali che economici, con numerosi personaggi di spicco di Cosa Nostra, quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
In data 08.06.2005 l’Impastato è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo alla pena di anni 4 di reclusione, interdizione dai PP.UU. per anni 5, libertà vigilata per anni 1, perché riconosciuto colpevole dei reati di cui agli artt. 110, 416 bis commi 1, 4 e 6 C.P.
Gli esiti degli accertamenti economico-patrimoniali effettuati dall’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Questura di Palermo confluivano nella proposta del Procuratore della Repubblica di Palermo per l’applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale a carico di IMPASTATO Andrea del 08/10/2007.
In data 05/01/2008 il Tribunale di Palermo emetteva un provvedimento con il quale ha disposto il sequestro dell’ingente patrimonio riconducibile al proposto, divenuto oggetto di confisca con l’odierno decreto.
Trai i beni sotto elencati, oggetto dell’importante misura ablatoria e che tornano oggi proprietà dello Stato, emergono: una cava, complessi industriali di oltre 50 mila Mq ed una grossa struttura alberghiera in una località di elevato interesse turistico (San Vito Lo Capo).
Beni oggetto di confisca:
AZIENDE
M.E.C. Mediterranea Edil Commerciale s.r.l con sede in CINISI
IN.CA.S. Inerti Calcarei Sud s.r.l. con sede iN Montelepre (PA)
MEDI. TOUR s.r.l. con sede IN Palermo
Prime Iniziative s.r.l. con sede in Carini (PA)
PARADAIS s.r.l. con sede in Montelepre (PA)
IMPRESA INDIVIDUALE IMPASTATO con sede a MONTELEPRE (PA)
icocem S.R.L. CON SEDE A MONTELEPRE (PA)
BENI IMMOBILI
QUARANTA APPEZZAMENTI DI TERRENO EDIFICABILI E NON UBICATI NELLE LOCALITA’ DI TERRASINI, CINISI, CARINI, MONTELEPRE, MONREALE, SAN VITO LO CAPO
UNA CAVA PER L’ESTRAZIONE DI INERTI UBICATA IN CONTRADA UCCIARDO TRA LE LOCALITA’ DI CARINI E MONTELEPRE
UN COMPLESSO INDUSTRIALE A CARINI ADIBITO A CENTRO COMMERCIALE DI MQ 50.000 CIRCA ATTUALMENTE LOCATO AD UNA SOCIETA’ DI GRANDE DISTRIBUZIONE COMMERCIALE. (AZIENDA QUEST’ULTIMA ESTRANEA AL PRESENTE PROCEDIMENTO)
UN COMPLESSO INDUSTRIALE A CARINI ADIBITO ALLA PREPARAZIONE DI INERTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI
UN COMPLESSO INDUSTRIALE COSTITUITO DA PIU’ CAPANNONI UTILIZZATI PER LO STOCCAGGIO IN LOCO DI MERCI VARIE CONTO TERZI NELLA ZONA INDUSTRIALE DI CARINI
COMPLESSO TURISTICO RESIDENZIALE DENOMINATO “CALAMANCINA RESIDENCE” SITO NELLA LOCALITA’ DI SAN VITO LO CAPO COSTITUITO DA NUMEROSI APPARTAMENTI E DA ALCUNE VILLETTE
SONO ALTRESI’ STATI CONFISCATI CONTI CORRENTI, DEPOSITI POSTALI E TITOLI
De Luca: “Non c’è bisogno di rincretinirsi con l’alcol, i baretti della movida chiudono alle 23. Sfruttiamo l’occasione per sviluppare una campagna per avere cafoni zero nella nostra Regione”
Il Presidente della RegioneCampania, Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza stampa odierna, con la quale ha aggiornato i cittadini sulle ultime misure adottate per il contenimento del contagio, si è soffermato sulla polemica che si è scatenata sulla decisione di chiudere i bar della movida alle 23 per i troppi assembramenti notturni:
“Possiamo sfruttare l’occasione per ribadire che non c’è bisogno di prendere le pasticche…di rincretinirsi con i super alcolici. Ogni fine settimana avevamo decine di ragazzini, anche di 13 anni, che finivano in coma etilico. A 13 anni, in coma etilico, nei nostri Pronto Soccorso! I baretti della movida resteranno chiusi alle 23. Non dobbiamo generalizzare, ci sono tanti gestori di bar che operano bene, ma la dimensione raggiunta da questo fenomeno è esagerata. Vogliamo cogliere l’occasione per sviluppare non solo una campagna per avere l’epidemia zero, ma per avere anche cafoneria zero. Vorremmo far partire una campagna anche di valore internazionale: no boor, cafoni zero. Una bella occasione per far crescere anche lo spirito civico e soprattutto per umanizzare i momenti di incontro e di divertimento.
Allo stesso tempo ho sollecitato il ministero dell’Interno a dare direttive più rigorose sull’uso delle mascherine e sulla gestione degli assembramenti notturni. O facciamo tutti dei controllo rigorosi o diversamente i problemi si riproporranno. Se ogni agente di pubblica sicurezza fa 10 ammende al giorno agli irresponsabili daremo una mano a contenere il fenomeno. Sono mesi decisivi per fare in modo che quello che riapriamo rimanga riaperto per sempre e sia tutelata la vita dei cittadini.“.
La Juve Stabia ieri è ripartita con gli allenamenti individuali presso il comunale di Casola di Napoli.
Queste sono state le parole del D.S. della Juve Stabia raccolte dalla nostra redazione sportiva:
La scelta di ripartire si colloca solo in aspetti economici e relativi obiettivi della società perché quello che inizierà di nuovo non sarà calcio. Senza tifosi, passione, serenità non è calcio ma dobbiamo accettare le decisioni e iniziare un mini campionato di dieci partite che ancora non sappiamo con certezza come affrontare. Sono comunque fiducioso nelle qualità della squadra e del mister.
La squadra mi sembra stia bene ma ovviamente un po’ di preoccupazione c’è perché quando ci siamo fermati eravamo in grande condizione. I nostri ragazzi però si sono confermati straordinari e hanno lavorato alla grande in situazioni non semplici. Tra l’altro posso confermare che la quasi totalità della squadra ha rinunciato a due mensilità per appoggiare la società.
È una situazione che condizionerà anche la prossima stagione, costringendo le squadre ad allestire organici ancor più massicci. Verrà colpito anche il marketing e le società ne risentiranno. Forte? L’emergenza non ci ha aiutato nei rapporti col Bevereen, con cui alcuni discorsi per il riscatto erano stati aperti ma poi si sono un attimo bloccati ma confido nel buon esito dell’operazione.
Sono dispiaciuto per la querelle societaria perché la polemica non è mai utile. È chiaro che da quando l’Ing. D’Elia è in società alcune cose a mio avviso non funzionano. Senza dubbio nel suo campo è un grande professionista ma dal punto di vista calcistico non è tra i più preparati. Quando ho notato che la Juve Stabia su tanti aspetti era in ritardo ho dovuto far capire che la situazione stava sfuggendo di mano. Ho richiesto praticità e velocità nell’attuare tutte le iniziative necessarie a far ripartire la squadra e alla fine mi sono dovuto attivare io, e ringrazio Alfonso Scarica, per avere il campo su cui allenarci. Io porto rispetto a tutti ma allo stesso modo pretendo rispetto, non persone che si mettono sul piedistallo.
In questa fase difficile ho fatto di tutto, anche occupandomi di faccende non proprie del mio ruolo e sono certo che la palestra di Castellammare sarà fondamentale per la mia crescita professionale. Ora però il bene primario, superiore a ogni interesse è portare la squadra alla salvezza.
Il decreto Rilancio prevede un fondo di 120 milioni di euro dedicati al finanziamento di un bonus da 500 euro per chi acquista biciclette, monopattini elettrici o altri mezzi di mobilità sostenibile, incentivando così il minor uso dei mezzi pubblici.
Decreto rilancio: Bonus anche per biciclette e monopattini elettrici
A seguire proviamo ad elencarvi i punti salienti e qualificanti del provvedimento:
Come specificato sia dal MIT che dal Ministero dell’Ambiente, i due ministeri che si occupano congiuntamente dell’incentivo, il bonus bici è retroattivo, ovvero è valido per gli acquisti effettuati a partire dal 4 maggio 2020, giorno d’esordio della Fase 2.
Il buono spesa sarà disponibile per tutti i cittadini purché maggiorenni e residenti in un comune con popolazione di oltre 50mila abitanti. Per avere lo sconto bisognerà aspettare l’appicazione web del ministero dell’ambiente (operativa entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto Rilancio, quindi entro la metà di luglio). Va conservata la fattura e alternativamente al rimborso si potrà chiedere un buono spesa digitale che può arrivare fino a 500 euro da spendere per comprare biciclette, anche con pedalata assistita, monopattini anche elettrici, segway e hoverboard, così come per i servizi di sharing mobility. Il bonus bici si può utilizzare anche per comprare mezzi usati, ma non per acquistare gli accessori (come il casco, il cestino, i lucchetti).
Il rimborso, pertanto, avverrà in due fasi . Nella prima fase (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione web. Nella seconda fase (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sull’applicazione web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.
L’importo del bonus non può superare il 60% della spesa sostenuta per l’acquisto, deve essere utilizzato entro 30 giorni dalla relativa generazione, pena l’annullamento, e sarà valido fino al 31 dicembre 2020.
Il fondo da cui attinge il bonus bici non è illimitato. Il fondo per il 2020 prevede una dote di 70 milioni. A cui il decreto Rilancio e aggiunge «ulteriori 50 milioni per l’anno 2020».
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del Ministero dei Trasporti e su quello del Ministero dell’Ambiete che ha anche appena pubblicato le FAQ con le domande più interessanti per meglio comprendere il provvedimento e le relative risposte.
Per ottenere il contributo basterà conservare il documento giustificativo di spesa (fattura) e, non appena sarà on line, accedere tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) sull’applicazione web che è in via di predisposizione da parte del Ministero dell’ambiente e accessibile anche dal suo sito istituzionale.
Alternativamente alla procedura a rimborso, una volta che l’applicazione sarà operativa (entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale) il buono mobilità potrà essere fruito attraverso un buono spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sulla piattaforma il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa elettronico da consegnare ai fornitori autorizzati, insieme al saldo a proprio carico, per ritirare il bene o godere del servizio individuato.
Queste disposizioni resteranno in vigore solo fino al 31 dicembre del 2020. Nel 2021 torneranno invece efficaci le previsioni del decreto Clima che prevede un fondo a carico del Ministero dell’ambiente pari ad ulteriori 180 milioni di euro destinato ai residenti nei Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria relativa alla qualità dell’aria. A partire dal 1° gennaio 2021 sarà necessario rottamare un autoveicolo o un motociclo inquinante per beneficiare del buono mobilità. Saranno previsti incentivi pari a 1.500 euro per ogni autoveicolo rottamato e a 500 euro per ogni motociclo rottamato. Oltre ai beni e ai servizi previsti per il 2020, nel 2021 sarà possibile acquistare anche abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale che, si auspica, avrà nel frattempo ricostituito la capacità di trasporto previgente alle norme sul distanziamento sociale.
Ieri sera nel corso della puntata di Juve Stabia Live Talk Show il programma sportivo edito da ViViCentro Network abbiamo sentito il patron della Juve Stabia, Franco Manniello.
Queste sono state le sue dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione sportiva:
“Mi auguro che il campionato non riparta. Siamo troppo in ritardo rispetto agli altri, solo oggi la società è andata a parlare con il sindaco per vedere di ricominciare con gli allenamenti. La Juve Stabia, in Serie B, si allena a Casola. Siamo in mano a dei dilettanti allo sbaraglio, sono dovuto intervenire duramente perché ho paura che facciamo retrocedere la squadra. Non c’è alcuna organizzazione e non c’è rispetto per i dipendenti storici della Juve Stabia. Si facciano da parte coloro che ci hanno portato in questa situazione, ora scendo in campo io. Non consento che vengano bruciati i miei sacrifici!”
Il grido d’allarme del patron sulla gestione societaria
”Mi sono scocciato di vedere questa situazione, ora basta. Sottolineo di non voler riprendere tutte le quote della Juve Stabia, ormai mi sono defilato. Però sono stufo di vedere perfetti sconosciuti maltrattare figure storiche della Juve Stabia. Mi sono messo a completa disposizione di Langella per vendere tutte le mie quote ma abbiamo perso solo tempo. Ho dato carta bianca a lui e D’Elia ma ho capito che di calcio non ne sanno nulla. Mi fanno rischiare di retrocedere, bisognava organizzarsi bene. Ora chiamerò tutti i dipendenti e da domani si tornerà al lavoro. Non mi interessa cosa pensa D’Elia, ora prendo in mano io la situazione perché siamo allo sbando totale. Il mio è un grido d’aiuto.”
Sulla figura dell’Ing. D’Elia si esprime in maniera netta e precisa
“Il vicepresidente, scelto solo da Langella, ha rotto con tutti. Non c’è nessuno che lo vuole eppure continua a fare il padrone mettendo a repentaglio il futuro della Juve Stabia. Anche i calciatori mi hanno chiesto aiuto, la squadra era allo sbando. La situazione è critica e cercheremo di salvare il salvabile. Io ho fatto tanto per le vespe e non permetterò che qualcuno butti al vento i miei sacrifici. Devo difendere la dignità e la professionalità dei dipendenti storici. Nessuno potrà mortificarli.”
Le motivazioni che lo hanno spinto a rilasciare questa intervista
“Il mio duro intervento è dettato dalla paura di retrocedere. Non siamo in grado di riprendere e non mi sta bene tornare in C dopo una cavalcata storica lo scorso anno. Non mi sta bene! Dobbiamo salvarci, i calciatori hanno fiducia in me e io ho scritto pagine di storia della Juve Stabia, anche i tifosi si fidano solo di me e io devo salvare le sorti della nostra squadra. Io non guadagno con il calcio, anzi. Guido le vespe solo per passione.”
SANTA LUCIA: “SPARANO” FUOCHI DI ARTIFICIO IN STRADA PER FESTEGGIARE UN COMPLEANNO. POLIZIA DENUNCIA DUE UOMINI.
Fuochi d’artificio per compleanno: Denunciati in due a Santa Lucia (NA)
Ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, su segnalazione della Sala Operativa, sono intervenuti in via Santa Lucia per l’esplosione di fuochi pirotecnici.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno fermato due persone che avevano già fatto esplodere 11 “batterie” di fuochi d’artificio ed erano in procinto di accenderne altre 27 già sistemate sul manto stradale.
G.T. e A.C., napoletani di 52 e 37 anni, sono stati denunciati per accensioni ed esplosioni pericolose; inoltre, il 52enne è stato denunciato anche per omessa denuncia di materie esplodenti.
Infine, entrambi sono stati sanzionati per aver violato le norme finalizzate a contenere il contagio da Covid19.
Fuochi d’artificio per compleanno: Denunciati in due a Santa Lucia (NA) / Redazione Campania
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GDF Roma, la maxi operazione “GHOST CREDIT”, ha portato alla scoperta di un’evasione fiscale, ad opera di 20 società, per un valore complessivo di oltre 43 milioni di euro
GDF Roma: frode fiscale, maxi sequestro di oltre 43 milioni di euro nell’operazione “GHOST CREDIT”
Roma- L’intervento delle Fiamme Gialle, nella maxi operazione “GHOST CREDIT”, ha portato alla scoperta di un’evasione fiscale per un valore complessivo di oltre 43 milioni di euro.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, avente ad oggetto i beni di 20 società e 15 persone fisiche, corrispondente al totale delle imposte evase. Le imprese operavano a Roma e provincia, per lo più nei settori dei servizi alberghieri e della logistica.
Le indagini, condotte dal II Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno consentito di disvelare, anche valorizzando le risultanze delle attività ispettive eseguite dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di alcuni dei soggetti coinvolti, un ampio meccanismo fraudolento che, in pochi anni, ha generato un ingentedanno per l’Erario.
Figura centrale e artefice del sistema un commercialista operante a Roma che, coadiuvato da altri due professionisti compiacenti, ha gestito una moltitudine di imprese intestate a prestanome. Queste ultime, attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un valore di circa 190 milioni di euro, hanno generato crediti di imposta fittizi, poi utilizzati per neutralizzare i rilevanti debiti di natura contributiva nei confronti dell’INPS e fiscale per le ritenute d’imposta, derivanti dal numeroso personale dipendente.
In particolare, il credito veniva maturato simulando la compravendita di immobili mediante la stipula di atti connotati da vistose anomalie: i beni venivano ceduti, più volte e in un arco di tempo ridotto, da una società all’altra del gruppo; i corrispettivi dichiarati, di volta in volta crescenti e ormai sensibilmente superiori al valore di mercato, non risultavano effettivamente pagati; davanti al notaio, era talvolta presente una sola persona, che rappresentava sia la parte venditrice che quella acquirente.
Gli elementi di prova, raccolti nel corso delle investigazioni coordinate dalla Procura capitolina, hanno consentito l’emissione del provvedimento cautelare reale in base al quale sono stati sequestrati le disponibilità finanziarie delle società, nonché i conti correnti, gli immobili e gli automezzi di proprietà di tutte le persone coinvolte nella frode.
L’operazione testimonia l’azione della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Roma volta a contrastare l’evasione e le frodi fiscali che alterano le regole del mercato e danneggiano i cittadini e gli imprenditori onesti.
Nelle prime ore della mattinata in Napoli e Casoria, zona Arpino, militari della Tenenza Carabinieri di Cercola hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare personale traendo in arresto due persone per i reati di concorso nel tentato furto aggravato di auto.
I soggetti arrestati sono Dell’Annunziata Massimo di anni 41 di Casoria e Cervo Francesco di anni 40 di Napoli, entrambi pluri-pregiudicati per reati specifici.
La predetta misura scaturisce da indagini di p.g. condotte dai militari della tenenza dei carabinieri di Cercola ed avviate a seguito di una denuncia per tentato furto di un’autovettura di grossa cilindrata avvenuto nel mese di ottobre 2019 in quel centro urbano, furto non consumato per l’intervento del proprietario del veicolo che metteva in fuga gli autori del reato.
Le indagini avviate hanno permesso di individuare gli autori già noti all’Arma per pregresse indagini attinenti sempre i furti di veicoli. Le successive individuazioni fotografiche e personali eseguite dalla vittima e da alcuni testi presenti all’accaduto hanno poi dato certezza agli elementi probatori raccolti dagli inquirenti.
La Procura di Nola ha concordato le risultanze investigative e tenuto conto della caratura criminale dei soggetti identificati, entrambi gravati da innumerevoli reati specifici e ben noti alle forze dell’ordine, ha avanzato ed ottenuto dall’ufficio GIP del locale Tribunale la misura cautelare eseguita dai militari.
Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in Napoli e Casoria a disposizione dell’A.G. mandante.
Carabinieri di Cercola: arrestati 2 pluripregiudicati per tentato furto d’auto / Redazione Campania
POGGIOMARINO: Sapone venduto come gel antibatterico. Oltre 8mila flaconi, per il valore di 20mila €, sequestrati. Denunciato imprenditore 52enne titolare di una rivendita di prodotti cosmetici
POGGIOMARINO: Sapone venduto come gel antibatterico. 52enne denunciato
I carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale, nell’ambito di un servizio di contrasto alla vendita di prodotti per la sanificazione non conformi alle norme sanitarie, hanno denunciato un 52enne di Poggiomarino per Frode in commercio.
Titolare di una rivendita di prodotti cosmetici, l’uomo aveva stoccato in magazzino – pronte per la commercializzazione – 8496 confezioni di gel lavamani con etichette che ne esaltavano le proprietà “antibatteriche”. Ovviamente prive delle autorizzazioni del Ministero della Salute le confezioni – hanno scoperto i militari – contenevano del semplice sapone.
Tra i materiali rinvenuti e poi sequestrati anche 2 rotoli di etichette adesive da applicare ai flaconi con l’indicazione “antibatterico naturale”.
Il valore commerciale dei prodotti sequestrati ammonta a 20mila euro.
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Decreto di fermo eseguito all’alba per i 2 rapinatori che misero a segno il colpo alla banca Bnl di Aversa ferendo una guardia giurata ed un poliziotto.
Decreto di fermo x 2 ritenuti responsabili di rapina alla BNL di Aversa
Nella mattinata odierna, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, appartenenti alla Squadra Mobile della Questura di Caserta a alla Squadra di P.G. del Commissariato di Aversa hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Napoli Nord, emesso il 21 maggio, nei confronti di due persone, ritenute gravemente indiziate dei delitti di rapina aggravata e tentato omicidio. I fermati sono due uomini, uno di 47 anni di Melito di Napoli (NA), l’altro di 56 anni di Aversa (CE). Sono state anche eseguite diverse di perquisizioni, tra le province di Napoli e Caserta.
II provvedimento restrittivo è stato adottato nell’ambito di un’attività d’indagine delegata dal Pubblico Ministero alla Squadra Mobile di Caserta, congiuntamente al Commissariato di Aversa, a seguito dell’ efferata rapina consumata lo scorso 1 1 Maggio 2020 presso l’istituto di credito “BNL” di Aversa nel corso della quale vennero feriti un agente di polizia e una guardia giurata.
Quel giorno due rapinatori, travisati e muniti di un’arma lunga e di una pistola, accedevano all’area antistante l’ingresso dell’istituto bancario, seguendo la guardia giurata. Uno di loro raggiungeva il vigilante e lo bloccava immediatamente prima che accedesse ai locali dell’istituto; in particolare all’altezza dell’ingresso per l’alimentazione del bancomat, al fine di sottrargli il plico contenente il denaro. Ne nasceva una colluttazione nel corso della quale interveniva un agente del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli, libero dal servizio, che si trovava sul posto. Questi, coraggiosamente, affrontava il rapinatore che aveva aggredito la guardia giurata, cercando di disarmarlo, ma veniva raggiunto dal secondo criminale che gli esplodeva contro diversi colpi d’arma da fuoco, alcuni dei quali lo attingevano all’inguine e agli arti inferiori. Nella circostanza restava ferita anche la guardia giurata.
I rapinatori, dopo aver sottratto alla guardia giurata il plico contenente la somma di 100.000 euro e la pistola in sua dotazione, fuggivano dalla filiale dileguandosi a bordo di un’autovettura.
Le immediate attività investigative, condotte con l’ausilio delle analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di video sorveglianza, hanno portato alla presumibile individuazione dei due fermati.
Decreto di fermo x 2 ritenuti responsabili di rapina alla BNL di Aversa / Redazione Campania
Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Juve Stabia Live Talk Show: le sue dichiarazioni
Andrea Langella, presidente della della Juve Stabia, è intervenuto durante la trasmissione televisiva Juve Stabia Live Talk Show. La trasmissione prodotta da ViViCentro Network, va in onda ogni giovedì dalle 20 sulla pagina Facebook Juve Stabia Live, e su tutte le altre pagine del gruppo ViViCentro Network S.r.l.. In audio trasmessa in diretta su Radio Città Castellammare e in differita il giorno dopo alle 20:30 su TV Oggi (canale 71 del digitale terrestre).
Queste le sue dichiarazioni:
Dopo la riunione con cui Lega e Figc hanno decretato la ripartenza dei campionati professionistici ci siamo attivati per poter tornare al Menti. Abbiamo avuto una riunione con l’Amministrazione comunale, la quale si è resa disponibile e si è impegnata a sanificare lo stadio entro il fine settimana. Ci siamo impegnati a versare le mensilità non ancora pagate in questi mesi di blocco per l’uso dell’impianto ed abbiamo già provveduto ad una prima pulizia dei locali dello stadio. È giusto che la sanificazione vera e propria spetti al Comune proprietario della struttura.
I calciatori si sono allenati ieri, e lo faranno fino a fine settimana, a Casola mentre da lunedì potranno iniziare gli allenamenti individuali della Juve Stabia al Menti. Preciso che sono stati fatti test sierologici, medici e prove di sforzo, solo i tamponi verranno eseguiti nei prossimi giorni. Siamo in linea, anzi in anticipo, con i programmi previsti. Non è vero che molte squadre sono già ripartite: come presidente della Juve Stabia ho ascoltato vari colleghi che mi hanno confermato che sono ancora lontani dall’essere pronti. Dal canto nostro ci stiamo preparando al meglio per le ultime dieci gare del campionato.
In serata il presidente stabiesi ha confermato l’incontro con il primo cittadino di Castellammare anche tramite un comunicato apparso sul sito ufficiale del club:
Nella giornata di oggi, il presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, e l’amministratore unico della società, Vincenzo D’Elia, hanno incontrato il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, per porre le basi affinché i calciatori possano al più presto tornare ad allenarsi, per il momento in forma individuale, sul prato del Romeo Menti.
Il presidente Langella e l’amministratore D’Elia hanno riscontrato quanto il sindaco Cimmino e l’amministrazione comunale abbiano a cuore le sorti della squadra ed ottenuto che nella giornata di sabato avvenga la sanificazione dello stadio Menti, presupposto necessario per la ripresa delle attività. Di conseguenza, da lunedì i calciatori potranno svolgere – in via facoltativa – sedute di allenamento individuali al Romeo Menti. Successivamente, quando verranno effettuati tutti i controlli previsti dal protocollo condiviso dal Governo e dalla FIGC, la squadra potrà riprendere gli allenamenti di gruppo agli ordini di mister Caserta.
Già da oggi alcuni dei dipendenti della Juve Stabia sono rientrati dalla cassa integrazione e tornati regolarmente a lavoro. Si torna lentamente all’agognata “normalità”.
Nel 28esimo anniversario della strage di Capaci, Sebastiano Ardita, consigliere del Csm, dice: basta celebrazioni ipocrite.
Ricorre il 23 maggio, il 28esimo anniversario della strage di Capaci.
Era il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all’altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l’auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.
Sebastiano Ardita, consigliere del Csm eletto da Autonomia e Indipendenza, la corrente creata con Piercamillo Davigo dopo la scissine di Magistratura Indipendente, ed ex procuratore aggiunto di Messina e Catania, ex dirigente del Dipartimento autonomia penitenziaria, mercoledì, nel suo intervento a Palazzo dei Marescialli, al plenum del CSM in ricordo della morte del Magistrato Giovanni Falcone, ha detto delle parole che forse si aspettava in molti di sentire da anni.
“Dobbiamo essere coerenti e non ipocriti ricordando Falcone. Quella di Giovanni Falcone fu una storia di solitudine, di sconfitte, di tradimenti subiti dentro e fuori la Magistratura. Dovette difendersi dal Csm. Venne isolato, calunniato, accusato di costruire teoremi, mentre svelava i rapporti tra cosa nostra ed il potere. Gli venne contestato protagonismo, presenza sui media, di collaborare col governo, non fu eletto al Csm. Subì le stesse critiche che oggi si contestano ai magistrati più esposti” ha ricordato il consigliere del Csm Sebastiano Ardita.
“Dovremmo fare in modo che, se rinascesse, Falcone non si ritrovasse in quelle stesse condizioni. Ma ho motivo di temere che oggi, con la gerarchia del nuovo ordinamento, Falcone non potrebbe neppure essere quello che è stato. Questo dobbiamo dire e fare, se vogliamo rimanere distanti dall’ipocrisia di certe commemorazioni ufficiali, alle quali oramai alcuni di noi preferiscono non andare più” ha concluso il Magistrato Sebastiano Ardita.
Da queste pagine, in un articolo di due anni addietro, si era raccontato qualcosa di analogo a quanto detto dal dr Ardita “ 23 Maggio 2018 Il Magistrato dr. Giovanni Falcone … Ricordiamo la vita del Magistrato dr. Giovanni Falcone poiché lui è sempre vivo nelle nostre menti. Le parti sottolineate sono eloquenti di quanto dovette, dovettero combattere anche contro le Istituzioni”.
Di quell’articolo riportiamo qui di seguito l’eloquente ultimo paragrafo, assonante con le parole del consigliere del Csm Ardita.
<<Fernanda CONTRI, già componente del C.S.M. il 15 dicembre 2016 “… ho molta fatica a venire al Consiglio Superiore perché i quattro anni di vita che io ho passato al Consiglio Superiore sono stati i più brutti anni della mia vita. È la verità, era la consiliatura 1986-1990, pensate al caso Falcone, Borsellino. Sono stati per me strazianti e ancora adesso quando passo, perché sono venuta a Roma per altri quindici anni poi, ma quando passo da Piazza Indipendenza dico all’autista “Vada via” perché ho paura di essere risucchiata dentro. Ovviamente il problema era la mafia, era Giovanni Falcone, era Paolo Borsellino. Voglio ricordare una cosa in positivo, in una notte famosa nello studio del Vice Presidente del C.S.M., quando alcuni suoi colleghi tentarono di mandarlo sotto processo disciplinare, con Elena Paciotti riuscimmo a ottenere una mediazione che non arrivasse a quel punto …”.>>.
Nell’immagine di copertina i momenti dopo la strage di quel 23 maggio 1992.
COVID-19: IL SINDACO DI SALERNO INCONTRA IL COMANDANTE PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA. AL SETACCIO LE AUTOCERTIFICAZIONI PER IL BUONO SPESA.
Buono Spesa: le autocertificazioni di Salerno al setaccio della GdF
Questa mattina, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, accompagnato dall’Assessore alle Politiche Sociali Nino Savastano, ha avuto un incontro con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, il Gen. B. Danilo Petrucelli. Motivo della visita, la consegna della lista dei cittadi ni che hanno ricevuto il buono spesa per far fronte alle difficoltà economiche conseguenti alla grave crisi pandemica.
Superata la prima fase dell’emergenza, quando la priorità era quella di far arrivare il sussidio direttamente alle famiglie interessate, si tratta ora di verificare che effettivamente tutti i beneficiari del contributo rispettino i requisiti del bando. Ricordiamo, infatti, che i requisiti fissati per la presentazione della domanda al fine di ottenere il beneficio attengono alla posizione reddituale del richiedente.
La Guardia di Finanza di Salerno, dopo aver effettuato una prima selezione di tutte le domande presentate, procederà all’approfondimento delle situazioni in cui emergeranno delle incongruenze dall’incrocio delle banche dati normalmente utilizzate nello svolgimento delle proprie funzioni di polizia economica e finanziaria.
L’obiettivo della collaborazione è quello di evitare inutili dispersioni di risorse pubbliche, soprattutto adesso che lo sforzo primario del Comune è orientato, in maniera rapida, rigorosa e trasparente, a favore di chi realmente sta attraversando una situazione di grave disagio e difficoltà economiche.