CC di Latina, inseguono un giovane che non si ferma all’alt, trasportava 8 kg di stupefacenti
CC Sabaudia, inseguimento per non essersi fermato all’alt, un 28enne trasportava 8 kg di stupefacenti
Sabaudia- I militari della locale Stazione Carabinieri, nel corso di un servizio di controllo alla circolazione stradale, hanno tratto in arresto un 28enne di Terracina colto in flagranza di reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
L’uomo era alla guida di un’autovettura quando all’alt imposto dai carabinieri, piuttosto che fermarsi, si è dato alla fuga. I militari hanno così iniziato un inseguimento mentre il guidatore cercava di disfarsi, gettandoli dal finestrino, di vari sacchi e panetti, risultati poi contenenti sostanze stupefacenti. Per fermare il fuggitivo è stato reso necessario l’intervento di un altro equipaggio, giunto tempestivamente tramite richiesta inoltrata alla centrale operativa. Dopo circa 2 chilometri, l’uomo è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale e veicolare. All’esito del controllo sono stati recuperati 50 panetti di sostanza stupefacente del tipo “amnesia” del peso complessivo di 5 kg e 3 buste termo saldate contenenti infiorescenze di marijuana, per un peso complessivo di 3 kg. Il 28enne è stato arrestato condotto alla casa circondariale di Latina come da disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.
A Fondi è stato arrestato un giovane per possesso di hashish. I militari dell’arma dei Carabinieri lo hanno colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 28enne di Lenola è stato trovato in possesso di 43 grammi circa di hashish e, durante la perquisizione domiciliare, è stato trovato un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento dello stupefacente nonché la somma contante di 50 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto ed ha disposto la liberazione dell’interessato perché risultato incensurato.
Gli agenti di Polizia di San Giuseppe Vesuviano hanno arrestato un uomo trovato in possesso di sostanze stupefacenti.
Arrestato uomo per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
NAPOLI- Nella giornata di ieri pomeriggio gli agenti di Polizia del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, sono stati impegnati in un’operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante i controlli, hanno notato in via Cupa di Nola a Somma Vesuviana una persona uscire da un casotto in legno e, alla loro vista, allontanarsi velocemente a bordo di un’auto.
I poliziotti sono entrati nella struttura e vi hanno trovato un uomo in possesso della somma di 240 euro, di due involucri di cocaina del peso complessivo di 12 grammi, di un involucro di marijuana del peso di 34 grammi e di uno di hashish del peso di 25 grammi oltre a diverso materiale per il confezionamento della droga.
L’uomo è stato fermato, identificato e arrestato.
L’ uomo A.P., 47enne di Somma Vesuviana, è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente mentre l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente poiché in possesso di un involucro di cocaina del peso di 0,5 grammi.
Per tutto il periodo dell’emergenza da Covid-19 e anche adesso nella cosiddetta “fase 2”, la Polizia ha continuato ad impegnarsi nel corso delle operazioni, nello specifico quelle inerenti allo spaccio di stupefacenti.
Purtroppo, questa è una piaga profonda, su cui bisognerebbe agire innanzitutto sul piano culturale e anche con politiche concrete e leggi forti che scoraggino a delinquere.
Pare che questo richieda molto “coraggio”…
Nel mentre si fa ben valere il Coraggio delle Forze dell’Ordine.
Rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi, di privati e imprese, trasportati violando la normativa dello smaltimento dei rifiuti. Filiera di soggetti operanti nell’ambito del traffico illecito di rifiuti, arrestati
Traffico illecito di rifiuti e riciclaggio, 27 arresti tra Roma e Latina. Sequestrati beni dell’azienda con volume d’affare di oltre 25 milioni
Roma- Stamattina all’alba sono scattati gli arresti per 27 persone coinvolte nel traffico illecito di rifiuti e riciclaggio, tutti riconducibili alla Centro Rottami srl.
I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, i Carabinieri Forestali di Roma e Latina e gli agenti della Polizia Locale e della Città Metropolitana di Roma Capitale, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e patrimoniali emesse dal Tribunale Ordinario di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia in seguito alla quale, 14 persone sono finite in carcere e 13 agli arresti domiciliari perché ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, riciclaggio e autoriciclaggio.
L’operazione, che ha visto impiegati oltre 200 uomini su diversi obiettivi distribuiti tra le province di Roma e Latina, è frutto di indagini di una pregressa attività investigativa sulCentro di Raccolta AMA di Roma–Mostacciano che a febbraio 2019 aveva già condotto all’emissione di 23 misure cautelari. Al termine dell’indagine, è emerso che una società di Cisterna di Latina, la Centro Rottami srl operante nel settore del recupero di rottami metallici, era il collettore finale di una vera e propria filiera di soggetti operanti nell’ambito del traffico illecito di rifiuti.
L’attività continuativa ed organizzata della Centro Rottami srl operava in violazione della normativa in materia ambientale. Riceveva e gestiva illecitamente, ovvero in assenza della prescritta documentazione di legge, ingenti quantitativi di rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi, provenienti da privati, società e/o imprese individuali prive di iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali (A.N.G.A.), raccolti e trasportati in violazione della normativa dello smaltimento dei rifiuti. Al fine di dare una parvenza di legalità nell’ambito della normativa di settore, i materiali oggetto di tali illeciti conferimenti venivano falsamente dichiarati rottami E.O.W. (End of Waste), cioè “non rifiuto” o “rifiuto cessato”, trattandosi invece a tutti gli effetti di rifiuti urbani.
L’attività così realizzata ha sviluppato, a partire dal 2017, un volume d’affari illecito di almeno 16 milioni di euro, tutti movimentati con transazioni in denaro contante.
Attraverso l’esecuzione di approfondimenti di natura economico-finanziaria condotti mediante accertamenti bancari e l’analisi di specifica documentazione amministrativo/contabile, sono state individuate artificiose annotazioni tese a riciclare le somme di denaro provenienti dal traffico dei rifiuti, destinandole all’acquisto di beni immobili per un valore di circa 1 milione di euro.
Unitamente alle misure cautelati personali, il GIP del Tribunale di Roma ha altresì disposto il sequestro dell’intero compendio aziendale della Centro Rottami srl (che nel solo anno 2019 ha sviluppato un volume d’affari di oltre 25 milioni di euro), dei suoi automezzi e dei conti correnti ad esso riconducibili per un valore equivalente pari a circa 17 milioni di euro, nonché di 23 autocarri utilizzati per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti all’azienda di Cisterna di Latina.
GdF: OPERAZIONE MAKE UP. ESECUZIONE DI UNA MISURA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 12 SOGGETTI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL FURTO E RICICLAGGIO DI AUTO.
Operazione MAKE-UP della GdF: custodia cautelare per 12 ladri d’auto
Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 12 indagati (di cui 6 in carcere e 6 ai domiciliari), nelle province di Brindisi, Foggia, Taranto e Milano.
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di un’associazione a delinquere, operante su Ceglie Messapica (BR), dedita alla vendita di autovetture usate di provenienza furtiva, la maggior parte delle quali rubate nel Nord Italia.
In particolare, i militari della Compagnia di Ostuni hanno accertato che gli indagati:
compivano direttamente i furti di auto, ovvero li commissionavano a terzi sodali;
si recavano periodicamente in Germania o in Belgio al fine di procurarsi – da commercianti del posto – i documenti relativi a veicoli regolarmente immatricolati all’estero al fine di trasferirne l’identità formale su quelli di provenienza delittuosa;
utilizzando “targhe prova”, trasferivano le auto in provincia di Foggia, per la modifica dei codici telaio presso una carrozzeria connivente;
ricodificavano le centraline elettroniche e fabbricavano le nuove chiavi;
re-immatricolavano le auto come veicoli usati di provenienza estera;
vendevano le autovetture oggetto di furto servendosi di un autosalone di Ceglie Messapica ad essi riconducibile.
Durante il periodo delle investigazioni, sono state già sottoposte a sequestro n. 4 veicoli aventi numeri di telaio “ribattuti” ed associati a falsi documenti di circolazione.
Su delega dell’A.G., si è proceduto, altresì, ad eseguire il sequestro:
preventivo finalizzato alla confisca di circa 80.000 euro, per i reati di riciclaggio ed auto-riciclaggio, nei confronti degli organizzatori e promotori dell’associazione;
di ulteriori 25 veicoli venduti e già nella disponibilità di terzi acquirenti.
L’operazione odierna è espressione della particolare attenzione del Corpo nei confronti dei molteplici fenomeni in cui si dispiegano le illecite attività connesse ai reati di riciclaggio e testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e a salvaguardia delle imprese che rispettano le regole.
Castellammare, programmato un intervento di disinfestazione da mosche, zanzare e altri insetti: le regole da osservare
Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, AVVISA la cittadinanza che il giorno 28.05.2020 avrà inizio il trattamento di bonifica programmato per la disinfestazione da mosche, zanzare ed altri insetti.
L’intervento sarà attuato in orario notturno, a partire dalle ore 22:30, dall’A.T.I. Sigeco s.r.l. – UNICED S.r.l. che utilizzerà prodotti autorizzati e registrati al Ministero della Salute (a base di Piretroidi di sintesi) operatori specializzati, automezzi e attrezzature idonee. La popolazione è invitata a collaborare e si raccomanda ai residenti: – di evitare l’esposizione all’aperto di alimenti ed indumenti portandoli all’interno della propria abitazione; – di portare all’interno dell’abitazione animali domestici e volatili in gabbia; – di chiudere finestre e balconi durante il trattamento e di non sostare all’esterno durante il trattamento per evitare contatti accidentali con la soluzione che verrà nebulizzata durante lo svolgimento del servizio di disinfestazione.
PER QUALSIASI PROBLEMA CONSULTARE CENTRO ANTIVELENI OSPEDALI RIUNITI CARDARELLI NAPOLI
TEL. 081.7472870 – 081.5453333 – Fax 081.7472880
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Sgominata una banda dedita a furti in attività commerciali e abitazioni. Indagati anche per i furti alle scuole di Villabate (video).
Il Giudice per le Indagini preliminari di Palermo su richiesta della locale Procura ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Misilmeri nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di furto in abitazione e furto aggravato.
Le indagini, hanno consentito di fare luce su una banda di giovani dediti alla consumazione di furti in abitazione, in attività commerciali e presso alcuni Istituti Scolastici nel Comune di Villabate.
Il G.I.P. ha evidenziato come “le indagini dei Carabinieri hanno ricostruito la complessiva attività delittuosa ascrivibile agli indagati nel biennio 2018-2020 riguardante una serie di atti predatori che ha funestato il Comune di Villabate”.
Furti in attività commerciali e abitazioni.
Notevoli sono i disagi cagionati da tali eventi sia nei confronti degli imprenditori, commercianti, privati cittadini e non per ultimo nei riguardi dei vari dirigenti scolastici, costretti a fronteggiare le difficoltà legate all’efficienza e funzionalità dell’attività d’insegnamento con l’aumento esponenziale degli episodi di furto, che non hanno risparmiato nemmeno materiali e strumenti fondamentali per l’attività didattica.
Con il provvedimento è stato tratto in arresto V.p. 26enne di Villabate e notificato l’obbligo di presentazione alla P.G. nei confronti di un 27enne di Misilmeri, entrambi noti alle Forze dell’Ordine.
I due indagati operavano in maniera spregiudicata a qualsiasi ora del giorno. Parte della refurtiva è stata rinvenuta e consegnata ai legittimi proprietari.
Furti alle scuole.
Inoltre sono state denunciate a piede libero altre 5 persone, tra cui un minorenne, per i furti presso l’Istituto Secondario di Primo Grado “Pietro Palumbo” e l’Istituto Statale II Circolo “G. Rodari” di Villabate.
Furti in aziende, abitazioni e scuole, sgominata banda dai Carabinieri. Sgominata una banda dedita a furti in attività commerciali e abitazioni. Indagati anche per i furti alle scuole di Villabate (video).
Ischia, scarico di vernice in mare, il sopralluogo dei Verdi: “Situazione sempre più degradante, così si mette a rischio anche il turismo”
E’ davvero disastrosa la situazione in cui si presenta la spiaggia di Cava dell’Isola a Forio d’Ischia.
L’area, dove nella mattinata del 21 maggio è stato fatto un sopralluogo dai Verdi campani, è completamente invasa da rifiuti riportati dal mare e da materiale scaricato dall’uomo, in un canale di scolo, che si riversa in mare, è presente un liquido biancastro, presumibilmente si tratta di vernice, vi sono dei rischi di crolli ed ovunque dalla sabbia spuntano fuori chiodi e putrelle arrugginite.
“La spiaggia così come è impraticabile ed anche pericolosa. Anzitutto vi è un totale stato di degrado e di abbandono, ci sono rifiuti ovunque, ma ciò che più preoccupa è l’instabilità dell’area dovuto al rischio crolli, dovuti soprattutto all’abusivismo edilizio, abusivismo che nonostante tutto continua ad essere praticato in questa zona. C’è poi questo liquido di colore biancastro che si versa in mare, pensiamo che potrebbe trattarsi di vernice, non lo sappiamo con certezza, ma lo scopriremo presto. Abbiamo allertato ed inviato una nota alla Capitaneria di Porto per segnalare la gravità della situazione e richiedere dei provvedimenti, bisogna mettere in sicurezza l’area, ripulire e bonificare la spiaggia, e mettere fine all’abusivismo. Ischia è un’isola che vive prevalentemente di turismo ma se si procede in questa direzione, lasciando che il mare, le spiagge ed i luoghi più belli vadano verso il degrado e diventino via via più inquinati si rischia seriamente di perdere la maggior risorsa del territorio ed i turisti potrebbero non essere più spinti a venire qui.”- ha dichiarato il Consigliere Regionale del sole che ride Francesco Emilio Borrelli assieme al commissario dei Verdi dell’Isola d’Ischia Mariarosaria Urraro.
A 48 ore dalla pubblicazione del decreto Rilancio Italia, l’INPS ha completato le operazioni di pagamento della seconda rata (aprile) delle indennità 600 euro a favore dei lavoratori autonomi, dei collaboratori e degli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Completate anche le operazioni di pagamento a favore degli operai a tempo determinato dell’agricoltura, con seconda rata ell’indennità fissata dalla legge nella misura di 500 euro.
Decreto rilancio Italia, Inps: già da oggi in pagamento le indennità 600 euro di aprile
In dettaglio, nella giornata odierna 1.400.000 pagamenti sono già stati accreditati sui conti correnti e sulle carte dotate di Iban dei beneficiari, altri 400.000 domani 22 maggio. Gli ulteriori 2.000.000 di pagamenti saranno accreditati lunedì 25 maggio.
La distribuzione dei pagamenti su tre giornate lavorative si è resa necessaria in considerazione dei vincoli tecnici di funzionamento della rete interbancaria nazionale, che consente la gestione di non oltre 2,2 milioni di bonifici al giorno. Nella giornata di venerdì 22 maggio lo spazio era quasi interamente impegnato da pagamenti già pianificati da altre amministrazioni pubbliche.
Allo scopo di favorire la tempestività di liquidazione della seconda rata dell’indennità, il pagamento è stato effettuato attraverso il medesimo strumento di riscossione utilizzato per il pagamento della rata di marzo.
Il pagamento in contanti per i 190.000 lavoratori che, all’atto della domanda inviata ad aprile scorso hanno scelto questa modalità di pagamento, avverrà a partire da martedì 26 maggio (74.000), mercoledì 27 maggio (19.000) e giovedì 28 maggio (97.000). Per riscuotere la seconda rata dell’indennità, questi lavoratori potranno recarsi presso qualsiasi sportello postale del territorio nazionale muniti necessariamente della comunicazione che riceveranno da Poste Italiane, oltre che del documento di identità e di un documento attestante il proprio codice fiscale.
I pagamenti accreditati oggi sui conti correnti riguardano:
– 957.000 lavoratori autonomi;
– 239.000 operai agricoli a tempo determinato;
– 106.000 professionisti titolari di partita Iva e lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
– 75.000 lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali.
Per i lavoratori autonomi dello spettacolo, il decreto Rilancio Italia ha previsto l’ampliamento della platea dei beneficiari dell’indennità a tutti coloro che nel 2019 hanno avuto almeno 7 giornate assicurate e un reddito inferiore a 35.000 euro e ha introdotto, oltre alla seconda rata (aprile), anche una terza rata di pari importo (600 euro) per il mese di maggio. Sul piano procedurale, per i predetti lavoratori, il decreto-legge ha stabilito che il diritto alla seconda e terza dell’indennità sia subordinato alla verifica dell’assenza di un rapporto di lavoro subordinato o di un trattamento pensionistico al 19 maggio scorso. Pertanto, l’Istituto è tenuto a processare i predetti controlli anche per le domande pervenute ad aprile e, successivamente, potrà disporre i relativi pagamenti della seconda e terza rata.
Castellammare, Tonino Scala avvia una raccolta firme per chiedere al Sindaco Cimmino di occuparsi della questione spiagge libere per garantire a tutti l’accesso a tutti
Castellammare di Stabia – Il consigliere di Liberi e Uguali, Tonino Scala, ha scritto una lettera al sindaco Gaetano Cimmino, invitandolo a occuparsi della questione spiagge libere in modo da garantire l’accesso al mare anche alle famiglie che non riescono a sostenere il costo dei biglietti delle spiagge private. Per dare forza a questa richiesta, il consigliere ha avviato una raccolta firme chiedendo il sostegno dei cittadini (QUI per firmarla).
“Con l’ approssimarsi della stagione estiva nonostante il covid 19 sarà consentita andare al mare nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dal governo e dalle istituzioni preposte. Fino ad oggi però si parla solo delle spiagge gestite dai privati e qualcuno di loro chiederebbe più spazio utilizzando anche le spiagge libere. Considerato che questa disgraziata pandemia ha reso ancora più precarie le condizioni di molte famiglie che già erano in condizioni difficili sarebbe una grande ingiustizia impedirle di andare al mare non essendo esse in condizioni di sostenere il costoso biglietto delle spiagge private. Pertanto i sottoscritti cittadini chiedono di organizzare per tempo la procedura per la riapertura delle spiagge libere gestite nel rispetto delle norme sanitarie previste. Fidando nella sua sensibilità e in attesa di un riscontro positivo La salutano cordialmente”
In questo tempo dove non è mai stato così chiaro che dobbiamo rimanere uniti anche se distanti, i social hanno avuto un ruolo fondamentale. In un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso, le personalità più creative ed eclettiche hanno avuto la possibilità di mettersi in gioco, di ritagliarsi uno spazio personalissimo spesso coinvolgente ed entusiasmante.
E’ il caso dei Jalisse, il duo musicale formato da Alessandra Drusian e Fabio Ricci che con il fermo forzato della quarantena si sono messi in gioco attraverso la pagina ufficiale Facebook con le dirette web “Casa e bottega Jalisse”.
Dal 18 Maggio tutti i giorni alle ore 21:30 Alessandra e Fabio conducono una “web on air” che li vede protagonisti insieme a numerosi ospiti impegnati nel mondo della cultura, della musica, dello spettacolo, un mix di volti noti e persone comuni. L’atmosfera che si respira durante la diretta è piacevolissima, un clima allegro e coinvolgente che si avvale soprattutto dell’interattività del social attraverso la messaggistica in tempo reale, tutti possono partecipare ed interagire in maniera immediata fornendo opinioni e punti di vista.
L’edizione di ieri 20 Maggio ha visto la partecipazione di 4 ospiti, la cantante Jessica Morlacchi, Sonia Dorigo responsabile di INTERCULTURAConegliano, lo studente Lorenzo recentemente rientrato dalle Filippine grazie ad Intercultura ed infine il manager ed influencer, collaboratore del Network Vivicentro.it, Luigi Barbetta, in arte William Jonathan.
Durante la diretta i Jalisse hanno canticchiato le note del nuovo singolo recentemente pubblicato, “Non aver paura di chiamarlo amore”, un brano scritto dai due musicisti e che vede la collaborazione della band metal “TeodasiA”.
Il risultato è un “metal-pop” incentrato sull’amore, un richiamo all’unica forza necessaria per superare questo periodo che ci vede “sospesi” nel tempo e nello spazio. Potete di seguito ascoltarlo…
Gli interventi sono stati numerosissimi, le risate altrettanto, una vera festa che unisce e rafforza lo spirito. William Jonathan, una vera star per gli appassionati di motori, ha colto l’occasione per suggerire ai Jalissedi ampliare ulteriormente gli orizzonti e sbarcare anche sulla piattaforma di Istagram. L’influencer che conduce tutti i giorni alle ore 18 il format “Una quarantena di minuti con Willy” sul canale william_jonathan_ official, ha sottolineato le potenzialità da cogliere, agli aspetti da non sottovalutare. Istagram vanta oltre un miliardo di utenti attivi con una crescita esponenziale cinque volte maggiore rispetto agli altri social. Si tratta di una piattaforma visual che cattura soprattutto i giovani e che nell’ultimo anno in Italia ha avuto una vera e propria esplosione di consensi.Non ci resta quindi che attendere i progetti futuri dei Jalisse, coppia nella musica e nella vita, che ancora una volta, ne sono sicuro, riusciranno a sorprenderci!
Napoli, San Giovanni – Barra: arrestato un 34enne per droga
Napoli, San Giovanni: Polizia arresta un 34enne per droga.
Napoli, a San Giovanni scatta un arresto per droga. Nello specifico, ecco quanto si legge in una nota della Polizia:
Ieri mattina gli agenti del Commissariato San Giovanni- Barra, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in corso San Giovanni un’autovettura con un uomo a bordo.
I poliziotti hanno rinvenuto nell’auto, nascosto nel portaoggetti del bracciolo, un panetto di hashish per un peso di circa 100 grammi.
V.A., 34anne originario di Cercola, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Le forze dell’ordine intensificato i controlli nella zona centrale: in particolare la Guardia di Finanza ha effettuato un sequestro nella zona mercatale della “Maddalena”.
Abbiamo sentito il collega di La Spezia, Enrico Lazzeri, nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”:
“La situazione coronavirus in Liguria è stata abbastanza difficile, non come in altre zone del Nord Italia ma comunque in maniera importante. A La Spezia, invece, la situazione è stata meno difficile rispetto al resto della regione. Ormai sembra che il peggio sia passato e mi auguro che per tutta la nazione si possa andare avanti.
La città di La Spezia, e in generale la nostra regione, è abituata a ripartire dopo le catastrofi. Ora è il momento di ripartire e mi auguro che riparta anche il calcio per dare un segnale a tutti. Bisogna guardare avanti e scendere in campo in massima sicurezza. Così, inoltre, si eviterebbero le litigate tra le varie società. Ripeto, io preferirei che si giocasse. Lo Spezia si stava giocando il campionato e sarebbe brutto chiudere qui la stagione.
I ragazzi di Italiano ha fatto una grossa rimonta dopo un inizio di stagione disastroso. L’ultima sconfitta in casa della Juve Stabia ha fermato un po’ la corsa dello Spezia ma la squadra, in caso di ripartenza, se la giocherebbe senz’altro. Il tecnico ex Trapani sta svolgendo un lavoro incredibile. È un allenatore con le idee chiare e lo ha dimostrato da subito, anche quando i risultati non erano positivi. Per me è un predestinato e andrà certamente in A. Ha un futuro luminoso davanti a sè.
La sua squadra gioca molto bene e, soprattutto, vince. Sappiamo che vincere è fondamentale perché se giochi bene ma perdi il bel gioco è fine a sè stesso. Lui è stato bravo a continuare a lavorare dopo un inizio da incubo e i risultati, ora, gli danno ragione. La gara con la Juve Stabia è stata l’unica sconfitta meritata per lo Spezia in questo 2020. Le vespe misero in seria difficoltà le aquile e meritarono i tre punti. I liguri devono lavorare meglio per non soffrire così tanto il sintetico, come capitato anche in altre partite.
Napoli, “Fase 2” anche per il mercato del falso: scattano i sequestri
Napoli, inizia la fase 2 anche per il mercato del falso: sequestrati 60.000 articoli contraffatti tra cui 2600 mascherine pseudo protettive e diversi articoli, come scarpe e diversi accessori per bambini. La Guardia di Finanza ha denunciato i due responsabili.
Napoli, il comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli ha sequestrato, nel corso di due distinti interventi, oltre 60.000 articoli contraffatti, tra cui 2600 mascherine per bambini. In particolare, il Gruppo Pronto Impiego, partendo dal monitoraggio dei flussi commerciali in ripresa nella zona mercatale della “Maddalena”, ha individuato, nell’area industriale del quartiere Poggioreale, un 47enne di origini cinesi che, a bordo della propria auto, era entrato in un’area adibita a deposito container iniziando a prelevare delle scatole da uno di essi.
I successivi approfondimenti hanno permesso alle Fiamme Gialle di riscontrare che all’interno del deposito erano presenti altri 8 container, tutti nella disponibilità dello stesso soggetto, contenenti calzature con marchi contraffatti di note griffes sportive quali “ADIDAS”, “NIKE” e “FILA”, pronte per essere immesse sul mercato come “falso d’autore”. Al termine la merce è stata sottoposta a sequestro e il responsabile è stato denunciato per contraffazione e ricettazione. Nel corso di un secondo intervento, questa volta a Mugnano di Napoli, gli stessi Baschi Verdi, durante un controllo su strada, hanno fermato un 38enne di Melito, risultato coinvolto in un traffico di prodotti contraffatti.
La successiva perquisizione di un locale nella sua disponibilità ha permesso, infatti, di sequestrare 5700 articoli (libri da colorare, braccialetti, spinner) con marchi contraffatti di noti personaggi per l’infanzia, quali “Bing”, “Pjmasks”, “LOL”, nonchè 2600 mascherine pseudo protettive per bambini, di scarsa qualità e potenzialmente dannose per la salute.
Anche in questo caso il responsabile è stato denunciato penalmente per contraffazione e ricettazione.
Napoli, Rione Sanità: scoperto arsenale, arrestati due fratelli
Napoli, Rione Sanità: Polizia scopre arsenale e arresta due fratelli
Napoli, arrestati due fratelli nel Rione Sanità. Ieri mattina gli agenti del Commissariato San Carlo Arena hanno effettuato un controllo in via Largo proprio d’Avellino in un deposito in uso a due uomini.
I poliziotti, giunti all’interno del locale, hanno praticato un foro in una delle pareti che era stata da poco imbiancata, ed hanno scoperto un’intercapedine dove erano stati occultati un fucile kalashnikov completo di caricatore, una pistola 44 Magnum, una pistola cal. 7,65 con matricola abrasa, un fucile cal. 12 a canne mozze, una pistola cal. 6,35, tre caricatori vuoti, un paio di manette e 738 cartucce di diverso calibro.
Si tratta di due, fratelli gemelli di 38 anni napoletani, A.A. e C.A., uno dei quali con precedenti di polizia, sono stati arrestati per detenzione illegale di armi clandestine e munizionamento e per ricettazione.
Continua senza sosta il lavoro della Polizia su tutto il territorio partenopeo: durante questo periodo di emergenza sanitaria, i controlli si sono intensificati smantellando numerose piazze di spaccio e diverse attività illecite sul territorio, proprio come questa descritta prima.
Come si evince dalle foto si tratta di un arsenale abbastanza importante, probabilmente destino alla vendita e alla ricettazione. Gli agenti di Polizia, continueranno ad investigare per capire sia la provenienza delle armi, sia per accertarsi che i due fratelli siano o no legati a qualche clan del territorio.
GDF LIVORNO, RIPARTENZA COVID: ARRESTATI 4 FACCENDIERI DOPO 28 TRUFFE INTERNAZIONALI NELLA VENDITA DI CASE E ALBERGHI TRA TOSCANA, NORD E SUD D’ITALIA. DANNEGGIATI IN 53, TRA PROPRIETARI IMMOBILIARI E IMPRENDITORI. SEQUESTRATA AL CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE VILLA MILIONARIA VICINA ALLA TERRAZZA MASCAGLI DI LIVORNO, INTERDETTO NOTAIO, 10 GLI INDAGATI PER TRUFFA, RICICLAGGIO E ASSOCIAZIONE A DELINQUERE.
GdF Livorno: arrestati 4 faccendieri dopo 28 truffe internazionali
Lusingavano le proprie vittime promettendo guadagni facili ma in realtà gli unici a intascare il denaro, ben 1 milione di euro, erano loro: cinque componenti di un sodalizio criminale tra imprenditori e professionisti che simulavano di poter “piazzare” all’estero case, alberghi e terreni il cui leader neanche con il lockdown ha smesso di godersi i fasti di una vita agiata, abitando una fantastica villa con piscina vicino al mare, oggi confiscata e acquisita al patrimonio dello Stato. Un blitz, quello odierno della GdF, coordinato dalla Procura e innescato dal GIP del Tribunale di Livorno che ha emesso provvedimenti cautelari restrittivi, con l’arresto di quattro persone, due in carcere e due ai domiciliari e una misura a carattere interdittivo con cui viene inibita l’attività professionale del quinto componente l’associazione a delinquere: il titolare di un importante e noto studio notarile della città labronica. È l’epilogo di una complessa indagine (Operazione “Limited”) diretta dalla Procura e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Livorno che ha disarticolato il sodalizio dedito alla commissione di truffe internazionali immobiliari e finanziarie ai danni di altri imprenditori e privati cittadini che, in pratica, anticipavano decine di migliaia di euro di spese asseritamente necessarie a costituire società inglesi presso cui intermediare gli affari con facoltosi stranieri. Alla base, una serie di denunce/querele presentate da 53 vittime delle condotte truffaldine che hanno messo in moto Procura e Fiamme Gialle, consentendo di individuare le responsabilità di 10 persone coinvolte in 28 episodi di truffa realizzati a Livorno e in altre 10 località toscane, da Firenze a Casciana Terme, da Bibbona a Portoferraio, da Ponsacco a Fauglia, da Crespina Lorenzana a Riparbella, fino ad arrivare a Volterra e a Follonica. Ulteriori casi si sono verificati inoltre al di fuori della Toscana, in altre 8 regioni, dal Piemonte (Alessandria) alla Liguria (Camogli e Sarzana), dalla Lombardia (Pavia) al Veneto (Venezia e Verona), dall’Emilia Romagna (Carpi) all’Umbria (Assisi e Arrone), fino in Campania (Pozzuoli) e in Puglia (Altamura). Per cinque dei dieci indagati è emerso il coinvolgimento attivo in una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla truffa, che operava attraverso schemi fraudolenti diversificati, adattati ai vari contesti. Per i cinque, l’Autorità giudiziaria ha disposto misure cautelari personali. In particolare: – per il dominus dell’associazione, N.C., direttore della società britannica STS INVESTMENT, 39enne, nato a Piombino e residente a Livorno e per il suo collaboratore e autista, M.B., di 55 anni, nato in Germania e residente a Follonica, è stato disposto l’arresto in carcere; – per i due complici, invece, l’ex imprenditore turistico livornese G.D., di 71 anni, già condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e il titolare di un’impresa edile, B.M., di 43 anni, nato in Albania e residente a Follonica, sono scattati gli arresti domiciliari; – al notaio che invece si occupava di conferire i crismi di autorevolezza e serietà all’affare da concludere è stato notificato il provvedimento di interdizione dalla professione per 8 mesi. Tre le modalità con le quali sono state perpetrate le 28 gravi truffe finanziarie e immobiliari a carattere internazionale: – simulando trattative per compravendite di case, alberghi e terreni, in cui veniva millantata alla vittima di turno, interessata alla vendita del suo immobile di pregio non facilmente commerciabile, la volontà di acquisizione da parte di gruppi o soggetti stranieri dotati di grandi risorse economiche, fondazioni arabe, magnati americani, sceicchi, imprenditori cinesi o banche croate. Un affare che doveva concludersi con la costituzione di una “Limited”, società di diritto inglese assimilabile alla Srl italiana e il versamento di una consistente somma di denaro, solitamente pari a circa 30 mila euro, a carico dello stesso potenziale venditore, incassata la quale i proponenti il business si rendevano irreperibili; – intervenendo nel contesto di pratiche per l’ottenimento di mutui o prestiti, in cui pure veniva previsto il ricorso alla costituzione di società straniere a spese del malcapitato, anche qui con l’incasso del denaro e la susseguente irreperibilità dei truffatori intermediari; – direttamente acquistando beni mobili, in cui veniva prospettato a esercenti commerciali le esigenze di terzi di (a loro volta) acquisire materiali e arredi di vario genere in pronta consegna, ritirando poi la merce con la contestuale consegna di assegni, sempre inesigibili perché facenti parte di carnet oggetto di furto o di smarrimento. Rilevante il valore dei patrimoni immobiliari oggetto degli affari, fatti apparire come di facile realizzazione da parte dei sodali. In realtà non era così, visto che il valore degli immobili che gli indagati hanno finto di poter far monetizzare alle vittime dei propri raggiri era superiore a 150 milioni di euro.
A fronte delle condotte tracciate, la GdF ha ricostruito i proventi illeciti incamerati dal dominus dell’associazione, che ammontano a 1.000.000 di euro, tra cui 84.000 € trasferiti in Egitto presso la filiale di una banca degli Emirati Arabi Uniti e 170.000 € per gli arredi e i materiali edili acquisiti, anch’essi, tramite truffe. Nelle trame di una di queste era incappato tra l’altro l’ex Viceprefetto dell’Isola d’Elba, G.D., il quale, come emerso in una parallela vicenda giudiziaria, dopo il torto immobiliare subito, si era procurato degli ordigni di natura deflagrante allo scopo di danneggiare l’auto di N.C. In quell’occasione, la ritorsione venne fermata dal tempestivo intervento dei Baschi Verdi. Nei confronti di N.C. oggi però è stato operato il sequestro di tutte le sue auto di lusso: un’Audi R8 coupé, un’Audi A6 allroad, una Range Rover e una Mercedes Cla Amg, del valore complessivo di oltre 260.000 euro. Le Fiamme Gialle, sempre su ordine dell’Autorità giudiziaria, hanno dato esecuzione anche alla confisca a titolo definitivo della prestigiosa villa con piscina ove dimorava N.C., del valore di mercato di 3 milioni di euro, ubicata in zona residenziale poco distante dalla Terrazza Mascagni e dal lungomare di Livorno, dove il dominus si era trasferito, pur non avendone titolo e che il truffatore ha utilizzato più volte come opulenti location per gli incontri nei quali proponeva i propri discutibili affari. La confisca segna la conclusione della pregressa vicenda giudiziaria coinvolgente l’odierno arrestato G.D., già imprenditore incorso nel fallimento di una società per azioni con la quale, all’epoca, gestiva investimenti immobiliari e strutture turistico-ricettive sulla Costa degli Etruschi. Oltre alla villa, la stessa confisca comprende anche un appartamento nel centro di Livorno e un terreno edificabile nel quartiere labronico di Scopaia. In un momento storico in cui è particolarmente avvertita l’esigenza di disporre di liquidità, carente ancor più a causa dell’emergenza sanitario-economica che ha coinvolto il Paese, gli appetiti dei soggetti mossi da intenti criminali aggrediscono più facilmente le prede dei loro tranelli. Proprio in questa fase 2 è dunque particolarmente importante la tutela dell’economia sana che la Guardia di Finanza di Livorno, in stretta collaborazione con la locale Procura della Repubblica e implementando le linee strategiche del Comando Regionale Toscana sviluppa sul territorio, a difesa dei cittadini e delle imprese ed a contrasto delle organizzazioni criminali. Hanno cooperato contestualmente oggi nell’esecuzione delle attività di polizia giudiziaria, comprensive di 19 perquisizioni domiciliari e locali, 56 fiamme gialle in servizio al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria labronico e ai Reparti del Corpo subdelegati a intervenire presso questo capoluogo e le città di Firenze, Pisa, Cecina e Follonica, con il supporto di 19 mezzi, tra cui un elicottero HH412C del Reparto Operativo Aeronavale sempre della GdF di Livorno.
GdF Livorno: arrestati 4 faccendieri dopo 28 truffe internazionali/ Redazione
Operazione “Sorella Sanita’”: corruzione e appalti pilotati. Eseguite 12 misure cautelari. Sequestrate imprese e disponibilità finanziarie.
Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i finanzieri del locale Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di 12 soggetti, a vario titolo indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti, di cui:
– 2 destinatari di custodia cautelare in carcere: Fabio DAMIANI (cl. 65 di Palermo – attuale Direttore generale dell’ASP 9 di Trapani) e Salvatore MANGANARO (cl. 76 originario di Agrigento – faccendiere di riferimento per il DAMIANI);
– 8 sottoposti agli arresti domiciliari: Antonino CANDELA (cl. 65 di Palermo – attuale Coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19, di cui abbiamo citato nell’articolo “9 Aprile 2020 Il Comitato tecnico scientifico in Sicilia: ecco come ripartire“ – e già Commissario Straordinario e Direttore generale dell’APS 6 di Palermo, medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica, nominato Coordinatore all’emergenza Coronavirus in Sicilia a marzo 2020 dal Presidente della Regione Nello Musumeci), Giuseppe TAIBBI (cl. 73 di Palermo – faccendiere di riferimento per il CANDELA), Francesco ZANZI (cl. 64 di Roma – amministratore delegato della Tecnologie Sanitarie S.p.a.), Roberto SATTA (cl. 70 di Cagliari – responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie S.p.a.), Angelo MONTISANTI (cl. 69 di Palermo – responsabile operativo per la Sicilia di SIRAM S.p.a. e amministratore delegato di SEI Energia s.c.a.r.l.), Crescenzo DE STASIO (cl. 71 di Napoli – direttore unità business centro sud di SIRAM S.p.a.), Ivan TUROLA (cl. 80 di Milano – referente occulto di FER.CO. s.r.l.), Salvatore NAVARRA (cl. 73 di Caltanissetta – Presidente del consiglio di amministrazione di PFE S.p.a.).
Nei confronti di Giovanni TRANQUILLO (cl. 59 di Catania – referente occulto di EURO&PROMOS S.p.a. e di PFE S.p.a) e di Giuseppe DI MARTINO (cl. 57, originario di Polizzi Generosa (PA) – ingegnere e membro di commissione di gara) è stata invece applicata la misura del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriale e pubblici uffici.
Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia, nonché di disponibilità finanziarie per 160.000 euro, quale ammontare allo stato accertato delle tangenti già versate: le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungerebbero una cifra pari ad almeno Euro 1.800.000.
Le complesse indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria delle fiamme gialle palermitane – svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, esami documentali e dei flussi finanziari – hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un centro di potere composto da faccendieri, imprenditori e pubblici ufficiali infedeli che avrebbero asservito la funzione pubblica agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore della sanità pubblica.
Le articolate fasi del sistema corruttivo ruotavano intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’ASP 6 di Palermo, disvelando le trame sottese all’accaparramento di appalti milionari del settore sanitario siciliano.
La centrale degli appalti siciliana era utilizzata per pilotare – nel nome della legalità – quattro gare. Due erano state bandite dall’Asp 6 di Palermo, sulla gestione e manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, del valore di 17.635.000 euro, e sulla fornitura di vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici, valore di 126.490.000 euro; le altre due erano della Cuc, la Centrale unica di committenza, sui servizi integrati di manutenzione delle stesse apparecchiature, del valore di 202.400.000 euro, e sui servizi di pulizia per gli enti del servizio sanitario regionale, del valore di 227.686.423 euro. Seicento milioni, dunque, nel complesso.
Oltre ai pagamenti in contanti, secondo la ricostruzione dell’accusa (il Procuratore Francesco Lo Voi, l’Aggiunto Sergio Demontis e i Pm Giacomo Brandini e Giovanni Antoci), veniva usata una galassia di imprese, intestate a prestanome, ma di fatto riconducibili ai faccendieri di riferimento per i pubblici ufficiali corrotti. Il sistema delle fatture gonfiate, ricostruito dal Nucleo tutela della spesa pubblica, nascondeva le mazzette. Trust (cartelli, consorterie, amministratori dei beni sui quali hanno il controllo per conto di terzi) fraudolenti poi schermavano la riconducibilità delle società utilizzate per intascare le tangenti.
Antonio Candela, ora ex paladino della legalità, che all’inizio del 2013, con una sequenza drammatica e carica di tensione ma in sé anche un po’ singolare, che coinvolse con una letterale in Procura anche il Presidente della Regione Rosario Crocetta, insieme a Fabio Damiani, fecero arrestare quasi con le mani nel sacco Salvatore Cirignotta, allora manager dell’azienda sanitaria provinciale di Palermo, in cui entrambi lavoravano.
Adesso è stato colto dalle intercettazioni mentre si definiva il “capo condominio della sanità, io sempre questo rimango”, dice Candela senza sapere di essere intercettato. E ancora nelle intercettazioni ambientali e telefoniche si parla di aggiustamenti “Abbiamo cambiato la busta” e di spartizioni “I 100 li dividiamo in due“.E secondo il Gip Claudia Rosini aveva solo costituito un centro di potere (l’ennesimo centro di potere, nella, risaputa, traversale “legalità made in Sicilia”).
Nello specifico sono state analizzate 4 procedure ad evidenza pubblica interessate da condotte di turbativa, aggiudicate a partire dal 2016, il cui valore complessivo sfiora i 600 milioni di euro, aventi ad oggetto:
gestione e manutenzione apparecchiature elettromedicali – bandita dall’ ASP 6 del valore di 17.635.000 euro;
servizi integrati manutenzione apparecchiature elettromedicali – bandita dalla CUC del valore di 202.400.000 euro;
fornitura vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici – bandita dal ASP 6 del valore di 126.490.000 euro;
servizi di pulizia per gli enti del servizio sanitario regionale – bandita dalla CUC del valore di 227.686.423 euro.
Le spregiudicate condotte illecite garantivano l’arricchimento personale dei pubblici ufficiali infedeli e dei loro intermediari, mediante l’applicazione di un tariffario che si aggirava intorno al 5 % del valore della commessa aggiudicata.
Gli operatori economici vincitori delle gare, importanti società di livello nazionale, erano consapevoli e partecipi delle dinamiche criminali, dalle quali traevano un vantaggio che avrebbe remunerato nel tempo il pagamento delle tangenti.
Lo schema illecito, ricostruito dagli specialisti anticorruzione del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria, appariva consolidato:
– l’imprenditore interessato all’appalto avvicina il faccendiere, noto interfaccia del pubblico ufficiale corrotto;
– il faccendiere, d’intesa con il pubblico ufficiale, concorda con l’impresa corruttrice le strategie criminali per favorire l’aggiudicazione della gara;
– la società, ricevute notizie dettagliate e riservate, presenta la propria “offerta guidata”, che sarà poi adeguatamente seguita fino all’ottenimento del risultato illecito ricercato.
Le condotte scorrette emerse nel corso dello svolgimento delle procedure turbate riguardano:
– l’attribuzione di punteggi discrezionali, non riflettenti il merito del progetto presentato;
– la sostituzione delle buste contenenti le offerte economiche;
– il pagamento di stati avanzamenti lavoro anche in mancanza della documentazione giustificativa necessaria;
– la diffusione di informazioni riservate, coperte da segreto di ufficio.
I pagamenti delle tangenti in alcuni casi avvenivano con la classica consegna di denaro contante nel corso di incontri riservati, ma molto più spesso venivano invece mimetizzati attraverso complesse operazioni contabili instaurate tra le società aggiudicatarie dell’appalto e una galassia di altre imprese, intestate a prestanomi, ma di fatto riconducibili ai faccendieri di riferimento per i pubblici ufficiali corrotti.
Il patto criminale veniva poi ulteriormente cementato grazie alle continue e sistematiche interlocuzioni che erano necessarie per gestire tutte le fasi attuative dei contratti la cui durata era ovviamente pluriennale.
L’odierna attività evidenzia, ulteriormente, il perdurante impegno della Guardia di Finanza, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, per il contrasto della corruzione e delle più gravi forme di reato contro la Pubblica Amministrazione che sottraggono alla collettività risorse pubbliche, incidendo pesantemente anche sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini, soprattutto in un settore delicato come quello della sanità.
Napoli, Cercola: incendia auto nel Vesuviano, arrestato
Napoli, Cercola: Incendia numerose autovetture in diversi comuni Vesuviani: piromane arrestato dai Carabinieri
Napoli, i Carabinieri della Tenenza di Cercola hanno tratto in arresto un 43enne, già pregiudicato per reati contro il patrimonio, che la notte tra sabato e domenica si è reso autore di un incendio in danno di alcune autovetture parcheggiate in strada, con modalità simili a quelle riscontrate in diversi episodi che negli ultimi mesi stavano letteralmente terrorizzato gli abitanti locali e delle città limitrofe, e per i quali i militari avevano da tempo avviato le indagini, articolando una serie di servizi mirati alla caccia del piromane, soprattutto nelle aree vesuviane quali Sant’Anastasia, Pollena Trocchia, Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. Proprio l’ultimo suo folle gesto, quello dell’incendio di quattro vetture nei Comuni di Pollena Trocchia e Massa di Somma, gli è stato fatale.
In particolare, il 17 maggio scorso, l’ennesimo incendio innescato in un’autovettura Fiat Panda si è propagato immediatamente ed irrefrenabilmente coinvolgendo altre autovetture parcheggiate adiacentemente. Due di esse, alimentate con impianto a gpl, andate completamente distrutte, hanno procurato fiamme altissime che lambivano diverse abitazioni civili, una villetta ed un fabbricato occupato da dodici famiglie. Solo grazie al rapido intervento dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco di Napoli si sono evitate più esplosioni la cui forte deflagrazione avrebbe sicuramente causato ingenti danni agli immobili ed un grave pericolo per l’incolumità pubblica. Fortunatamente non si è reso necessario lo sgombero di alcuna palazzina, ma la paura ha comunque coinvolti i residenti, svegliandoli nel pieno della notte per le fiamme ed le esplosioni.
Le indagini, immediatamente attivate dai militari della locale Tenenza dei Carabinieri, sviluppate con l’esame di immagini di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti in zona, la conoscenza delle aree interessate dai roghi ed il modus operanti adottato in altri episodi, hanno permesso di ricostruire in breve tempo il percorso seguito dal piromane rintracciandolo subito dopo in Sant’Anastasia, nei pressi del Santuario della Madonna dell’Arco, mentre ancora girovagava sulla pubblica via con gli abiti intrisi di fumo, le mani annerite e con addosso l’accendino utilizzato per appiccare l’incendio.
Il responsabile delle azioni delittuose è stato arrestato e il Tribunale di Nola, in sede di convalida, tenendo conto della pericolosità sociale del soggetto e della gravità dei reati consumati, che ne facevano presupporre una reiterazione di condotta, ne ha diposto la custodia in carcere, presso la Casa circondariale di Napoli Poggioreale.
Le indagini proseguono per verificare la responsabilità dell’uomo nei precedenti episodi.
Tramite canali social ufficiali, il Sindaco Cimmino aggiorna sullo stato del numero dei contagiati: negli ultimi cinque giorni ZERO CONTAGIATI.
Emergenza Covid-19 FASE 2 : il Sindaco Cimmino aggiorna sui dati
CASTELLAMMARE DI STABIA- Anche stasera il Sindaco Cimmino ha comunicato i numeri relativi all’emergenza Covid-19: negli ultimi cinque giorni non ci sono stati nuovi contagiati.
Di seguito il comunicato: Nessun nuovo contagio ci è stato comunicato dall’Asl negli ultimi 5 giorni a Castellammare di Stabia. Sono numerosi i tamponi analizzati in questi giorni, relativi a cittadini stabiesi. E tutti hanno dato esito negativo. Un dato che ci conforta, ma non possiamo minimamente permetterci di abbassare la guarda in questa fase di convivenza con il virus. Il Covid-19 è ancora in circolo, non è svanito. E sono 3 attualmente i pazienti positivi, a cui auguro di guarire presto e di vincere la loro battaglia con il virus. In isolamento domiciliare con sorveglianza attiva ci sono oggi 21 persone, individuabili come casi sospetti o positivi o come persone venute a contatto con pazienti sospetti o positivi.
Continuiamo a remare insieme e a restare uniti, rispettando le regole: indossare sempre la mascherina in modo corretto, lavare spesso le mani, evitare assembramenti. Insieme ce la faremo. Il nuovo hashtag da seguire è #restiamoadistanza.
Restano quindi in vigore le norme comportamentali finora rispettate:
utilizzare la mascherina, coprendo NASO E BOCCA;
lavarsi spesso le mani;
mantenere un distanziamento di almeno un metro tra una persona e l’altra.
Come ha ribadito il primo Cittadino in un suo precedente post, pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale:
Regole semplici e fondamentali per affrontare la Fase 2 dell’emergenza coronavirus.
L’obiettivo è proteggere la salute di tutti per ridurre il rischio di contagio.
Meno di mezz’ora fa, il Presidente della Regione Campania De Luca ha firmato l’ordinanza n.49 in merito alla riapertura di esercizi commerciali.
Emergenza Covid-19: il Presidente De Luca firma l’ordinanza n.49
Tramite i canali social ufficiali, il Presidente della REgione Campania De Luca ha comunicato di aver ufficialmente firmato l’ordinanza numero 49 concernente le riaperture di ristoranti e gli orari di chiusura di esercizi; riprendono le attività di autoscuole. Di seguito il comunicato: Ho appena firmato l’Ordinanza n. 49 che disciplina le aperture previste a partire da domani.
– È stata decisa da domani la riapertura di ristoranti e pizzerie senza limiti di orario.
– L’orario di chiusura dei locali dove si svolge la cosiddetta movida, e in particolare bar, “baretti”, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante di bibite, resta fissato inderogabilmente alle ore 23.
– Da venerdì invece riapriranno le aree mercatali non più soltanto per i generi alimentari. Si dà mandato alle amministrazioni comunali di predisporre i previsti dispositivi di sicurezza nei mercati stessi.
– Sempre da venerdì, riprenderanno le attività delle autoscuole.
– Gli orari fissati per i locali pubblici saranno soggetti a periodica valutazione in relazione alla situazione epidemiologica e al rispetto delle misure di sicurezza. Proseguiranno nei prossimi giorni gli incontri con le categorie interessate per condividere tutte le misure.
– Sono vietati eventi e party in sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, che possono costituire pericolo di contagio.
Resta FONDAMENTALE l’uso della mascherina che copra NASO E BOCCA, l’abitudine di lavare spesso le mani, mantenere il distanziamento tra le persone di almeno un metro.
Il virus non è stato ancora sconfitto, tuttavia bisogna ripartire. E’ bene però non vanificare tutti gli sforzi fatti finora, ma continuare a vivere secondo questi preziosi accorgimenti. Ne va della nostra stessa vita, e della vita delle persone che amiamo.
La Polizia di Stato ha sottoposto agli arresti domiciliari un insegnante accusato di stalking ed abusi nei confronti di una alunna minorenne.
Nella serata del 18 maggio, la Squadra Mobile di Palermo ha proceduto all’esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari e della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale di insegnante emessa dal GIP del Tribunale di Palermo dott. Rosario Di Gioia su richiesta del PM dott.ssa Giorgia Righi del pool coordinato dal Proc Agg dott.ssa Annamaria Picozzi, nei confronti di un sessantenne palermitano.
L’uomo, insegnante presso un istituto superiore della città, è indagato per il reato di atti persecutori e per avere posto in essere atti idonei e diretti in modo non univoco a compiere atti sessuali in danno di una sua alunna minorenne.
Nel mese di maggio dello scorso anno, infatti i genitori della ragazza si recavano presso i locali del Commissariato Libertà per denunciare i comportamenti che il professore aveva avuto nei confronti della figlia.
In seguito, le indagini della quarta sezione della Squadra mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo permettevano di avere un quadro dettagliato sulla personalità dell’uomo, che aveva un precedente specifico. Venivano ascoltate altre alunne e docenti e acquisita la documentazione scolastica.
Inoltre, nel marzo di quest’anno si riceveva una nuova denuncia dei genitori della ragazza relativi alla presenza nei pressi della loro abitazione dell’uomo che avrebbe tentato di parlare e di trattenere la figlia con la forza.