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Napoli, Posillipo: sanzionato fioraio, sequestrate 200 piante

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Napoli, Posillipo: sanzionato fioraio, sequestrate 200 piante

Napoli, Posillipo: Polizia sanziona un fioraio, sequestra oltre 200 piante e le devolve in beneficenza.

Napoli, la Polizia sequestra piante ad un vivaio. Nello specifico, ecco quanto si legge in una nota della Polizia di Stato:

“Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Posillipo, durante il servizio di controllo del territorio, hanno effettuato un controllo a un fioraio ambulante in via Manzoni. I poliziotti hanno accertato che l’uomo, in possesso della licenza per esercitare l’attività in forma itinerante, aveva occupato abusivamente il suolo pubblico esponendo la merce ed esercitando il commercio in maniera permanente.

Gli agenti hanno sanzionato il fioraio e sequestrato 227 tra piante e fiori che sono state devolute alla chiesa di Santa Maria della Consolazione in via Villanova.”

Giornata della legalità 2020 a Stabia: “Lo Sturzo contro la mafia”

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Nel XXVIII anniversario della strage di Capaci, se i battenti delle scuole restano chiusi, alunni ed insegnanti continuano a lavorare in sinergia “da remoto” per dire no alla mafia.

Giornata della legalità 2020 a Stabia: “Lo Sturzo contro la mafia”

Una Giornata della Legalità densa di emozioni per gli alunni dell’Istituto Tecnico “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia che hanno presentato, in videoconferenza, alla Dirigente Scolastica dott.ssa Cinzia Toricco e ai propri docenti, i lavori realizzati nell’ambito del progetto Cittadinanza e Costituzione “Lo Sturzo contro la mafia”.

In rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati del tribunale di Torre Annunziata, in videoconferenza, era presente anche l’Avv. Antonio Suarato che ha esortato i giovani a tenere sempre vivo il ricordo dei gravissimi attentati, nei quali perirono i giudici Falcone e Borsellino, sottolineando quanto il loro sacrificio non sia stato vano e come l’esempio di questi eroi abbia spinto generazioni di giovani a intraprendere la carriera di magistrato.

Coordinati dal prof. Domenico De Falco, che ha svolto con gli alunni delle classi quinte – indirizzi Biotecnologie sanitarie ( sez. P – R ) e Biotecnologie ambientali (sez. S) – un percorso didattico formativo e informativo sull’argomento, dopo accurate ricerche i ragazzi hanno realizzato tre video (uno per classe), per ricordare ed onorare tutte le vittime innocenti delle mafie.

Immagini drammatiche, suoni suggestivi, parole dense di significato, che evocano un passato prossimo di violenze ed intimidazioni mafiose allo Stato e ai cittadini, che spaventano, indignano, commuovono, fanno riflettere sulla necessità di non dimenticare.
E ci accorgiamo che spesso i giovani sono meno superficiali di quanto possiamo pensare, che ci ascoltano, ci seguono, si lasciano coinvolgere in tematiche serie come la lotta alla criminalità, esprimono pensieri profondi, ci sorprendono col loro impegno.

Il problema della criminalità organizzata nel nostro Paese continua ad essere molto serio.

Oggi infatti le mafie sono meno appariscenti, usano di meno le armi e le bombe, ma si mimetizzano, si infiltrano in molti settori economici del nostro Paese, grazie anche alla complicità di imprenditori senza scrupoli e politici corrotti.
E proprio in questo momento di grave crisi economica è più che mai importante prestare attenzione, vigilare affinché i malavitosi non estendano ancora di più il loro raggio d’azione, non diventino più forti, appropriandosi con l’usura e le intimidazioni delle aziende che rischiano il fallimento.
Per questo non bisogna mai abbassare la guardia e tutti, cittadini e istituzioni, devono fare la loro parte. Diventa pertanto centrale il ruolo della Scuola nel sensibilizzare i giovani all’impegno sociale e alla legalità.

Nel suo discorso conclusivo, esprimendo agli studenti che hanno partecipato al progetto il suo più vivo apprezzamento per il lavoro svolto, anche la DS dott.ssa Cinzia Toricco, ha ribadito l’importanza di commemorare spesso quegli eventi, non solo nella Giornata della Legalità, perché

“parlarne significa non dimenticare e così le vittime delle mafie vivranno nel nostro ricordo per sempre”.

Simili parole erano state pronunciate da Paolo Borsellino in un suo discorso di tanti anni fa :

“Parlate di mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.

Parole più che mai attuali, perché la mafia si nutre di silenzi, e purtroppo non è stata ancora sconfitta.

Adelaide Cesarano

Juve Stabia, l’esito dei test sierologici a cui si sono sottoposti i giocatori

Juve Stabia, l’esito dei test sierologici a cui si sono sottoposti i giocatori, staff tecnico, sanitario e dirigenziale: il comunicato ufficiale 

Juve Stabia, l’esito dei test sierologici a cui si sono sottoposti i giocatori

 

La Juve Stabia si avvia a grandi passi verso la ripresa delle attività di gruppo dopo la fase di pandemia da Coronavirus che ha bloccato da oltre due mesi tutto il calcio italiano. Per ora la squadra si è allenata sul campo comunale di Casola ma, dopo la sanificazione effettuata ieri al “Romeo Menti” e la precedente pulizia effettuata allo stadio, gli allenamenti individuali facoltativi della squadra riprenderanno lunedì proprio allo stadio che ospita tutte le gare interne delle Vespe. In attesa ovviamente dell’ok definitivo da parte del governo per la ripresa degli allenamenti di gruppo che dovrebbe arrivare nel corso della prossima settimana.

Nel frattempo ieri sono stati completati nel corso della giornata tutti i test sierologici e molecolari a cui si sono sottoposti tutti i calciatori, compreso lo staff tecnico, sanitario e dirigenziale. Tutti i test hanno dato esito negativo.

Di seguito il comunicato ufficiale diffuso dalla società gialloblè nel corso della tarda serata di ieri.

“Rendiamo noto che i test sierologici e molecolari a cui sono stati sottoposti, nella giornata odierna,i calciatori della prima squadra, i componenti degli staff tecnico, sanitario e dirigenziale hanno dato tutti esito negativo”. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

Ambrosi: “La Juve Stabia con cui ripartimmo in C1 poteva fare grandi cose”

Alessandro Ambrosi, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione televisiva Juve Stabia Live: le sue dichiarazioni

Ambrosi: “La Juve Stabia dell’anno in C1 poteva fare grandi cose”

 

Alessandro Ambrosi, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Juve Stabia Live Talk Show. La trasmissione prodotta da ViViCentro Network, va in onda ogni giovedì dalle 20 sulla pagina Facebook Juve Stabia Live, e su tutte le altre pagine del gruppo ViViCentro Network S.r.l.. In audio trasmessa in diretta su Radio Città Castellammare e in differita il giorno dopo alle 20:30 su TV Oggi (canale 71 del digitale terrestre).

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Quando si parla di Juve Stabia mi torna in mente quell’anno e mezzo in cui giocai con le Vespe. Un’esperienza importante da un punto di vista umano e professionale. Ogni volta che ci giocavo contro rimanevo stupefatto dalla tifoseria e per me è stato un onore giocare in quello stadio. Resto molto legato a tifosi, compagni di squadra ma soprattutto al Presidente D’Arco, una persona corretta ed onesta che mi ha lasciato un grandissimo ricordo. 

Il primo anno con la Juve Stabia? Fu un anno particolare perché tornavo in C2 dopo diversi anni. Mi colpì il Presidente D’Arco per il suo progetto. Feci 31 partite ma ebbi un infortunio che mi fece saltare 9 gare per uno schiacciamento di una vertebra perché non ero abituato a giocare sul sintetico. Il gol più bello forse quello contro il Lamezia ma ce ne sono tanti. Era una squadra composta da giocatori importanti che, seppur con il ripescaggio, arrivò in C1. Ma quella squadra con cui ripartimmo in C1, se avesse avuto la fortuna di poter completare tutto il campionato, sarebbe andata già in Serie B quell’anno. 

Il calcio che abbiamo vissuto noi è molto diverso da quello odierno. Da un punto di vista economico e qualitativo. Fino a Calciopoli tutti i principali campioni erano in Italia. Oggi a parte la Juve siamo scaduti molto verso il basso soprattutto per un problema economico. Oggi si preferisce andare in Cina. Questo effetto a scendere si ripercuote in tutte le categorie. 

La ripresa del calcio dopo il Covid sarà molto complessa. Da un punto di vista fisico sarà facile riprendere la condizione ma da un punto di vista mentale sarà durissima. Si ripartirà da zero e si giocherà con un gran caldo in tempi molto ristretti e non sarà semplice anche perché tutti gli equilibri saranno stravolti. 

I rigori che mi procuravo? Di solito si soffermavano su come li tiravo. In campionato riuscivo a prendere una decina di rigori ogni volta. Il calcio è un gioco dove l’astuzia la fa da padrona. Fuori dall’area di rigore pesavo 84 chili, dentro l’area pesavo 26 chili. Oggi gli attaccanti fanno di tutto per restare in piedi, secondo me invece l’attaccante deve riuscire a trovare il contatto fisico dentro l’area di rigore. Sicuramente col Var mi sarei trovato molto in difficoltà oggi. Ho preso alcuni rigori molto dubbi ma che in quel momento sono serviti molto alla mia squadra. Devi essere bravo anche a procurarti rigori. 

Il ricordo più bello legato ad una notturna con il Latina in casa in C2. Venivamo da alcuni risultati deludenti. Era una gara in cui meritavamo poco ma noi riuscimmo a vincere 2-1 proprio grazie ad un mio rigore dubbio e ad un gol di Andreulli nel finale. Una vittoria – continua Ambrosi – che ci diede molta consapevolezza che potevamo fare qualcosa di importante. Un’altra gara importante quella con il Perugia in C1 in cui vincemmo 2-0 con una mia doppietta. Avere il Menti a favore è un’arma in più importante. 

Le Universiadi? Nel 1997 fu una vittoria inaspettata. Prima erano stati selezionati tutti dilettanti poi si aprì anche ai professionisti. Vincere un titolo mondiale come quello di fronte a squadre importanti è un qualcosa di importantissimo. Avevamo giocatori importanti come Massimo Oddo, Califano, Andrisani, Corini, sotto la guida del tecnico Berrettini. Quando si indossa la maglia della nazionale è sempre qualcosa di molto importante che uno si porta dentro per tutta la vita. 

Auguro alla Juve Stabia di raggiungere quanto prima la salvezza, spero di venire prima possibile al Menti a vedere una partita e saluto molto cordialmente il magazziniere Enzo Guida di cui ho uno stupendo ricordo”. 

 

a cura di Natale Giusti

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Locomotiva d’Italia? Con il 66% dei nuovi casi Covid resta la Lombardia

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In Italia, nella giornata di ieri, sabato 23 maggio 2020, si sono registrati 669 nuovi casi, 441 nella sola Lombardia che, con il 66%, resta la locomotiva d’Italia anche per il Covid. Da ieri 119 deceduti

Locomotiva d’Italia? Con il 66% dei nuovi casi Covid resta la Lombardia

Stando ai dati diffusi dalla Protezione Civile, il totale delle persone che, ad oggi, hanno contratto il virus è di 229.327 segnando quindi un incremento rispetto a ieri di 669 nuovi casi. Di questi, 441 e quindi il 66%, purtroppo si fanno registrare ancora nella sola Lombardia che resta così, tristemente ed anche nella pandemia, la locomotiva d’Italia.

Sempre secondo la Protezione Civile il numero totale di attualmente positivi è di 57.752, con una decrescita di 1.570 assistiti rispetto a ieri.

In dettaglio, tra gli attualmente positivi:

  • 572 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 23 pazienti rispetto a ieri.
  • 8.695 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 262 pazienti rispetto a ieri.
  • 48.485 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
  • Rispetto a ieri i deceduti sono 119 e portano il totale a 32.735.
  • Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 138.840, con un incremento di 2.120 persone rispetto a ieri.
Suddividendo per Regione i casi attualmente positivi, bisogna annotare che:
  1. – 25.630 sono in Lombardia,
  2. – 8.025 in Piemonte,
  3. – 4.570 in Emilia-Romagna,
  4. – 3.581 nel Lazio,
  5. – 2.841 in Veneto,
  6. – 1.805 in Puglia,
  7. – 1.766 in Toscana,
  8. – 1.734 in Liguria,
  9. – 1.713 nelle Marche,
  10. – 1.273 in Campania,
  11. – 1.512 in Sicilia, che per la prima volta ha segnato 0 (zero) nuovi contagi,
  12. – 1.168 in Abruzzo,
  13. – 565 nella Provincia autonoma di Trento,
  14. – 459 in Friuli Venezia Giulia,
  15. – 288 in Calabria,
  16. – 287 in Sardegna,
  17. – 214 nella Provincia autonoma di Bolzano,
  18. – 189 in Molise,
  19. – 56 in Umbria,
  20. – 41 in Basilicata,
  21. – 35 in Valle d’Aosta.

RedazioneStanislao Barretta

Disordini in centro a Napoli: manifestazione disoccupati in P.za Dante

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Disordini in centro a Napoli: nel pomeriggio, nel corso di una manifestazione statica in piazza Dante, regolarmente preavvisata dalla organizzazione sindacale SI Cobas a cui hanno partecipato circa trecento persone tra lavoratori ed esponenti di varie realtà antagoniste, dei disoccupati organizzati e dei comitati civici di Bagnoli, circa duecento manifestanti hanno improvvisato un corteo – vietato dalla attuale normativa covid – verso piazza Municipio, venendo bloccati in via Toledo.
In tale frangente alcuni dei manifestanti hanno iniziato un lancio di oggetti verso personale del Reparto Mobile in servizio, ferendo tre operatori.
Sono state acquisite tutte le immagini delle telecamere della zona oltre a quelle realizzate dalla Polizia Scientifica per la successiva individuazione dei responsabili che saranno perseguiti per il vile attacco ai poliziotti, oltre che per le altre violazioni commesse.

Il Questore di Napoli Alessandro Giuliano si è subito messo in contatto con il poliziotto ferito con prognosi di 15 giorni, manifestandogli solidarietà e gratitudine per il coraggio e l’abnegazione.

Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ricordando che proprio oggi a Napoli come in molte città italiane, alle 17,57 , è stata deposta una corona in ricordo delle vittime della stragi di mafia, ha chiesto, con fermezza , che  si arrivi , al più presto, alla individuazione dei responsabili della vile aggressione e che gli stessi siano assicurati alla giustizia.

Il Prefetto Gabrielli ha sottolineato che la coincidenza con le cerimonie commemorative, fa apparire ancora più grave quanto accaduto oggi.
Non è ammissibile, ha proseguito,che una manifestazione sfoci in violenza gratuita, ricordando che I poliziotti, ogni giorno, sono impegnati esclusivamente al servizio delle istituzioni democratiche e dei cittadini.

Disordini in centro a Napoli: manifestazione disoccupati in P.za Dante / Redazione Campania

NAPOLI: in mattinata due arresti della Polizia per rapina e maltrattamenti

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Nella giornata di ieri la Polizia è intervenuta in Piazza Cavour e area Mercato compiendo due arresti per rapina, lesioni, sequestro di persona e maltrattamenti.

NAPOLI: in mattinata due arresti della Polizia per rapina e maltrattamenti

NAPOLI- Ieri le Forze di Polizia hanno compiuto due arresti nell’area Mercato e in Piazza Cavour.
Gli agenti del Commissariato Dante, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti in piazza Cavour per una rapina ad una farmacia.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato un uomo che, dopo aver tentato di asportare dei prodotti all’interno della farmacia, era stato bloccato dai dipendenti e da altri avventori nonostante li avesse aggrediti colpendoli con pugni e calci.
Identificato il ladro, Z.L., 39enne georgiano irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per rapina, lesioni personali e per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.

Sempre ieri mattina, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, sono intervenuti in zona Mercato poiché una donna aveva segnalato di essere stata minacciata e rinchiusa in casa dal marito.
I poliziotti, giunti sul posto, dopo essere entrati nell’appartamento, hanno trovato la donna che ha raccontato di essere vittima di comportamenti violenti dell’uomo e che, più volte, questi erano avvenuti in presenza della figlia minore.
L’uomo H.B., 34enne del Bangladesh, è stato arrestato per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.

 

 

Stéphanie Esposito

Effettuati due Arresti tra Napoli e C.mare da Polizia e Carabinieri

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Gli agenti di Polizia e i Carabinieri hanno effettuato due arresti tra Rione Traiano-Napoli e Castellammare di Stabia.

Effettuati due Arresti tra Napoli e C.mare da Polizia e Carabinieri

Le Forze di Polizia e Carabinieri hanno compiuto due arresti nel Rione Traiano e a Castellammare di Stabia.
Ieri mattina gli agenti del Commissariato Pianura, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in viale Traiano una persona a bordo di un’auto che, alla loro vista, ha accelerato la marcia cercando di eludere il controllo.
I poliziotti lo hanno bloccato rinvenendo, all’interno del veicolo, una busta di cocaina e altri 25 involucri per il peso complessivo di 1,3 kg, 10 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 992 grammi, 4 confezioni di crack del peso complessivo di 396 grammi, una pistola cal.9 con matricola abrasa e completa di 10 cartucce e un bilancino.
Identificato, l’uomo risulta essere Franco Pelella, 42enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente nonché per porto e detenzione di arma comune da sparo.

A Castellammare di Stabia I carabinieri hanno arrestato Luigi Russo, 43enne del posto già ai domiciliari, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale Della Repubblica Presso La Corte Di Appello Di Napoli.
Tradotto al carcere di Secondigliano, sconterà 3 anni e 8 mesi di reclusione (dei quali effettivamente da espiare: anni 1, mesi 2, giorni 28) e pagherà 4000 euro di multa per lesioni personali, detenzione illegale di armi, porto in luogo pubblico di armi, reati in concorso e aggravati dal metodo mafioso.

 

 

 

Stéphanie Esposito

Truffa AGGRAVATA: si finge Nipote spillando 4100 euro, arrestato

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Una Signora 80enne vittima di una truffa da un “falso” Nipote, le sottrae oltre 4 mila euro in cambio di un vecchio libro.

Truffa AGGRAVATA: si finge Nipote spillando 4100 euro, arrestato

NAPOLI- UnSignora 80enne è stata vittima di truffa aggravata da un falso Nipote, un uomo 26enne che è stato poi arrestato dai Carabinieri.
Il “Nipotino” DEGENERE l’aveva contattata e spacciandosi per il nipote le aveva chiesto di consegnare ad un corriere il denaro in cambio di un pacco. In giornata l’avrebbe raggiunta e le avrebbe restituito la somma anticipata.
Il finto “nipote” e “corriere” – Pasquale Cantice, 26enne di acerra già noto alle ffoo – è stato però fermato e controllato in Via Manzoni da una pattuglia della Compagnia Vomero, impegnata in un vasto servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli: nelle sue tasche l’intera somma di denaro.
Grazie ad una rapida attività d’indagine, supportata anche dalle dichiarazioni rilasciate in denuncia dall’anziana, i carabinieri del Nucleo Operativo del Vomero e quelli della stazione di Posillipo hanno accertato che il denaro fosse provento della truffa appena consumata.
Il 26enne si è finto suo nipote e in una telefonata ha chiesto alla donna di accettare un pacco ordinato giorni prima sul web. Al corriere – ha continuato nella sua farsa – avrebbe dovuto consegnare la somma di 4100 euro quale prezzo dell’oggetto acquistato. Cadendo nel tranello, la vittima ha accolto il finto corriere, ricevuto il pacco e consegnato la somma.
Nella confezione solo un vecchio volume di un’enciclopedia medica.
Il 26enne – arrestato per truffa aggravata – è stato tradotto al carcere di Poggioreale. Il denaro è stato restituito alla vittima.

 

 

Stéphanie Esposito

“…Coraggio, forza e spalle larghe” la maggioranza spegne i 5 Stelle

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“…Coraggio, forza e spalle larghe” riprendendo il motto usato dal Sindaco Cimmino la maggioranza esprime vicinanza e al Primo Cittadino.

“…Coraggio, forza e spalle larghe” la maggioranza spegne i 5 Stelle

CASTELLAMMARE DI STABIA- Tramite i canali ufficiali, gli esponenti della maggioranza tuonano contro gli esponenti 5 Stelle Stabiesi, lodando il lavoro fino ad ora portato avanti dal Sindaco che si è “armato”- come scrisse in un precedente post- “…Coraggio, forza e spalle larghe” per guidare la Città verso un futuro con ampi orizzonti.

Ecco il messaggio:
Hanno scarcerato i boss e oggi pretendono pure di darci lezioni di moralità. Questo è il livello di quei “politici” stabiesi a 5 Stelle che hanno chiesto lo scioglimento del consiglio comunale.
Non vedevano l’ora di uscire dal guscio per giustificare la loro inutile presenza in Parlamento, alimentati da altri avvoltoi locali che da mesi erano in letargo.
Il virus li aveva “messi a parcheggio”, prendendo in prestito un’espressione a loro cara, ma eccoli di nuovo spuntare, i re delle bufale sul web con cui hanno costruito i loro castelli di sabbia, mentre centinaia di esponenti della camorra, della mafia, della malavita organizzata, fanno rientro a casa e ringraziano la loro sciatteria.
Ci sorprende che ad unirsi a questo coro insulso siano anche senatori che un tempo sventolavano la bandiera della lotta alla camorra e che negli ultimi tempi hanno perso la bussola, sobillati da un oscuro “marinaio di Stabia” che non riesce proprio ad accettare l’idea di aver perso credibilità e consensi in città.
Ditelo apertamente. Ditelo senza peli sulla lingua. Avete paura. Avete paura di veder rinascere Castellammare. Non riuscite proprio ad accettare l’idea che un’amministrazione comunale sorretta da una compagine politica di sani principi, stia mettendo ordine nel caos che per decenni ha regnato in città.
Lo sappiamo, è dura accettare che altri siano riusciti a realizzare quello che voi non siete capaci di fare. Ma fatevene una ragione.
Per governare Castellammare ci vogliono coraggio, forza e spalle larghe. Dice bene il nostro sindaco, a cui ci stringiamo in questa ennesima operazione verità.
Sono stati proprio i tanti anni di vuoto, di inerzia, di spartizioni di poltrone tra ladroni e ladri di galline a generare quei mostri che oggi la magistratura sta mirabilmente smascherando. Anni di vuoto e di spartizioni a cui stiamo ponendo rimedio applicando regole certe, tempi certi, nel piano per lo sviluppo e la rinascita della città, proprio per evitare le incertezze e le interpretazioni che costituiscono un terreno fertile per gli speculatori e per la camorra.
Noi abbiamo mandato via ditte che gestivano servizi comunali senza contratto, noi abbiamo stabilito regole chiare e restrittive per gli appalti, noi abbiamo eliminato il business dei parcheggiatori abusivi a Pozzano. Noi abbiamo ridotto la camorra alla fame.
E proprio questo vi fa paura: vedere un’amministrazione capace di realizzare quello che voi non avete neppure il coraggio di pensare. Ci state provando in tutti i modi ad associarci a quel mondo, fate a gara a chi la spara più grossa.
Ci spiace deludervi: l’inchiesta in corso non ci tocca nemmeno. Anzi. Su precisa disposizione del nostro sindaco sono state avviate le procedure di verifica e di successiva revoca del permesso di costruire per l’intervento nell’area ex Cirio.
Noi non scarceriamo i boss, non facciamo regali alla malavita. La nostra condotta politica è all’insegna della trasparenza, della correttezza, della programmazione. Lo dicono i fatti. Mentre voi, con le vostre ridicole richieste, state cercando di impedire lo sviluppo, di affossare Castellammare, di tenerla ferma, immobile, per chissà quanti anni, di alimentare quel connivente silenzio che ha regnato qui per un decennio, prima del nostro arrivo.
Perché tanto odio verso la città? Perché vi prestate a queste logiche? Sarebbe stato più sensato unirvi a noi, alla nostra causa, e iniziare a capire come si fa la politica seria, corretta, onesta, competente.
La città oggi è oppressa da una crisi economica e sociale, triste conseguenza del Covid, e il vostro atteggiamento da avvoltoi va nella direzione della paralisi, della devastazione, del collasso definitivo.
Continuate a riscaldare le poltrone e lasciate perdere questa città, non fa per voi.

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

23 MAGGIO 1992 ore 17:58 il ricordo di Giovanni Falcone

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Il Sindaco Cimmino scrive un messaggio per celebrare il ricordo di Giovanni Falcone morto proprio il 23 Maggio 1992 alle ore 17:58 sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi km da Palermo.

23 MAGGIO 1992 ore 17:58 il ricordo di Giovanni Falcone

CASTELLAMMARE DI STABIA- Il 23 MAGGIO 1992 alle ore 17:58, il Dottor Giovanni Falcone, la Dottoressa Francesca Morvillo, gli Agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, morirono sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi km da Palermo, fatti esplodere in un attentato di stampo terroristico – mafioso compiuto da Cosa Nostra.

Il Sindaco Gaetano Cimmino ha tenuto a trasmettere anche lui un messaggio in ricordo di questo Cittadino Italiano che ha reso onore all’ Italia e ancora oggi è tra gli esempi più alti di Uomini che danno davvero un senso alla Vita.

Ore 17.57. Il fragore dell’esplosione rimbomba ancora, 28 anni dopo.

In quel triste e balordo 23 maggio 1992, Giovanni Falcone, la moglie Francesca e i tre agenti della scorta vennero fatti saltare in aria in un barbaro e vigliacco attentato di mafia.
Un efferato delitto di cui è nostro compito tenere viva la memoria, per ricordare il coraggio di Falcone, il suo senso dello Stato e il suo amore verso la libertà e la giustizia. Un ricordo da trasmettere ai giovani e alle nuove generazioni, che rappresentano il presente e il futuro del nostro Paese, per evidenziare che le mafie costituiscono il cancro della società.

Un ricordo che la nostra città conserva in un luogo simbolico, l’aula consiliare di Palazzo Farnese, dedicata alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: un luogo in cui come rappresentante delle istituzioni esercito quotidianamente, insieme all’intera amministrazione comunale, il mio compito di essere il baluardo della lotta contro le mafie e contro qualsiasi forma di illegalità, per costruire insieme una società migliore.

 

 

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

LA SCUOLA DICE “NO” ALLA DAD (DIDATTICA ANTI DEMOCRATICA)!

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Ieri la scuola si è mobilitata con un Flash-mob virtuale contro la DAD (Didattica a distanza). L’evento, di cui riportiamo qui il link (https://www.facebook.com/events/178051926835444/), è stato organizzato dall’Assemblea “SCUOLA A DISTANZA ZERO”, nella riunione telematica del 16 maggio scorso. L’assemblea unisce, negli intenti e nelle rivendicazioni, diverse soggettività, tra cui il gruppo di genitori SCUOLA E BAMBINI AL TEMPO DEL COVID-19, diversi collettivi studenteschi e i Cobas Scuola Napoli.

Tantissime le foto pubblicate, da parte di docenti e studenti che, relegati nell’asfittica dimensione virtuale, hanno affidato a cartelli di protesta l’urlo della Scuola insostituibile e insurrogabile, quella dei corpi che interagiscono, sperimentano e si relazionano in uno spazio democratico e inclusivo.

L’iniziativa ha inteso denunciare i limiti e i rischi educativi, operativi e sociali della “Scuola digitale”, sponsorizzata dai colossi del Big Tech e da un ministero che pare intenzionato a “normalizzarla”, il che determinerebbe il passaggio definitivo dalla Scuola del pensiero critico e delle conoscenze a quella del pensiero unico e delle competenze immediatamente “spendibili” sul mercato, già avviato dalla contestatissima e pessima Legge 107 (“Buona Scuola” renziana).
Per archiviare definitivamente questo improponibile e fallimentare surrogato della Scuola viva e vera, si è deciso di palesare la netta contrarietà del mondo della scuola alle ipotesi di “didattica mista” (metà in presenza e metà in video) che si stanno prospettando e che inquietano non poco.

Gli slogan più frequentemente usati da quelli che si sono scattati foto collettive o in piccoli gruppi, esibendo cartelli, sono stati “INSEGNARE NON E’ ASSEGNARE; IMPARARE NON E’ CLICCARE”; “FINE DELLA TRASMISSIONE. QUESTA NON E’ LEZIONE” e “PER USCIRE DAI LORO SCHEMI, USCIAMO DAI NOSTRI SCHERMI”, anche con riferimento polemico al fatto che la decretazione d’emergenza della Fase 2 si sta occupando di riaprire le attività produttive e non i luoghi della conoscenza, della ricerca e della cultura, e sta ancora limitando il fondamentale diritto all’espressione del dissenso.
L’assemblea, che ha aderito, oggi, Sabato 23 maggio, anche all’iniziativa “PRIORITA’ ALLA SCUOLA”, che si è svolta in diverse città (a Napoli a Piazza Dante, dalle ore 10,30), nel pieno rispetto delle misure di sicurezza vigenti, chiede:
investimenti adeguati per l’edilizia scolastica; riapertura delle scuole di prossimità; scorporo delle classi-pollaio; sospensione del pagamento del cosiddetto “contributo volontario”, incostituzionale e reso più oneroso dalla crisi; pensionamento dei docenti che hanno raggiunto i 60 anni e assunzioni in numero adeguato rispetto alle esigenze effettive.
La Scuola non è un “costo” da tagliare, ma la garanzia di un futuro all’insegna del progresso vero, quello, cioè, che la distanza la riduce a zero, facendo uguaglianza.

Juve Stabia, arrivano le dimissioni dell’amministratore unico D’Elia

Juve Stabia, arrivano le dimissioni dell’amministratore unico D’Elia. Il comunicato ufficiale della società gialloblù con le dichiarazioni del Vice Presidente

Juve Stabia, arrivano le dimissioni dell’amministratore unico D’Elia

 

Continua il caos societario all’interno della S.S. Juve Stabia. Dopo il contraddittorio dai toni molto accesi tra i due soci di maggioranza della S.S. Juve Stabia, Andrea Langella e Franco Manniello, nel corso della trasmissione Juve Stabia Live, sono arrivate oggi le dimissioni dell’amministratore unico nonché Vice Presidente della Juve Stabia, ing. Vincenzo D’Elia. 

Di seguito il comunicato ufficiale pubblicato sul sito ufficiale della S.S. Juve Stabia e scritto di pugno dall’amministratore unico della società gialloblù.

“È un giorno triste. Mi vedo costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di amministratore unico della Juve Stabia. Mi vedo costretto, per l’appunto, in quanto la vicenda che mi riguarda è diventata – mio malgrado – centrale in un contraddittorio, al quale sono estraneo, tra i due soci che nei giorni scorsi ha raggiunto toni inaccettabili rispetto ai quali ritengo opportuno prendere le distanze. Lo faccio per il bene della Juve Stabia, società alla quale mi sento intimamente legato dopo un anno di lavoro instancabile, e dei tifosi che non meritano affatto di vivere situazioni di incertezza per la loro squadra del cuore.

Quest’anno di passione è stato infangato da ignobili menzogne che troveranno la giusta risposta nei fatti e, certamente, non nelle illazioni portate alla ribalta ed all’attenzione della città senza alcun contraddittorio, dal quale mi sono sempre tenuto distante per non accalorare gli animi e lasciare l’ambiente sereno anche quando, ingiustamente, una curva, su notizie non veritiere, è stata indotta a contestarmi.

Falsità costruite ‘ad arte’ per meri fini opportunistici, per demolire un percorso virtuoso che, a questo punto, va necessariamente interrotto. Sin dal giorno della nomina, ho profuso impegno ed abnegazione, per dare alla società una struttura moderna e professionale (altro che dilettantismo…), dotandola di consulenti di comprovata esperienza e integrandone il personale esistente con poche, ma strategiche, risorse umane di esperienza e valore. Nessuno dei precedenti collaboratori è stato mai allontanato, questo ci tengo a sottolinearlo. Affermare il contrario vuol dire mentire. Ne, tantomeno, lo stesso segretario Persico, figura storica della famiglia Juve Stabia del quale si è pretestuosamente fatto un gran parlare, potrà giammai confermare che è stato licenziato o invitato a dimettersi.

Anzi: l’unica opzione reiteratagli più volte, è stata quella di affiancargli un adeguato supporto visto che, da solo e con un’abnegazione senza pari, si trovava a ricoprire una miriade di funzioni che andavano necessariamente ripartite per sgravarlo dalle troppe incombenze. E tutto ciò, ricordiamolo, in una società di Serie B, con un fatturato importante e 50 dipendenti tra area sportiva ed amministrativa. Una società nella quale era impensabile continuare ad agire con improvvisazione.

La mia storia umana e professionale ed i risultati conseguiti sul campo non possono essere certamente intaccati dalle menzogne, solo raccontate ma non supportate dai fatti, mandate in pasto agli ignari tifosi solo per ripercorrere il copione oramai noto di eliminare qualsiasi figura integrativa in un’organizzazione oramai obsoleta, non più al passo con i tempi e con il prestigio di una categoria da consolidare e mantenere ad ogni costo.

Purtroppo, con il passare del tempo ho dovuto constatare che ogni figura aggiuntiva a quelle esistenti – per quanto sia necessaria – è considerata di disturbo ad una gestione patriarcale e monocentrica. Ho provato a dare organizzazione ed immagine alla società, a preparare il campo per una permanenza duratura nella categoria, foriera di risultati sempre migliori.

Ho consolidato i rapporti con le Istituzioni locali e federali. Ho preparato il campo per proiettare la Juve Stabia in un parterre internazionale. Il lavoro svolto non è stato capito e non può essere completato. Non ho potuto far breccia nei cuori dei tifosi, cui per primi va dato conto, falsamente informati ed oggi, giustamente, preoccupati ed insoddisfatti. Non sono riuscito nella mission e, pertanto, abbandono il campo.

Rassegnare le dimissioni ne è necessaria ed ineluttabile conseguenza, atto dovuto ed irrevocabile. Per responsabilità, per amore della squadra e, soprattutto, per il dovuto rispetto che meritano i tifosi, proprio loro. Spero fortemente, per il bene della società, dello staff tecnico, della squadra, dei tifosi – cui comunque va il mio ringraziamento per l’anno intenso ed emozionante vissuto insieme – e dei cittadini stabiesi tutti, che i soci trovino – alla luce della mia uscita – un nuovo equilibrio apportando le necessarie urgenti risorse organizzative e finanziarie senza le quali si aprirebbe una parentesi disastrosa ed irreversibile per le sorti del club.

Ing. Vincenzo D’Elia

A.U. SS JUVE STABIA”. 

 

a cura di Natale Giusti

 

Il Presidente dell’Ars: non ho nulla a che vedere con lo scaldalo sanità in Sicilia

Il Presidente Micciché manifesta il suo sdegno invitando a chiedere a chi alla Regione Sicilia ha incaricato le persone ora arrestate.

Il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, in una pubblica telefonata esprime tutto il suo rammarico per essere stato chiamato in causa da certa Informazione in merito al recente scandalo sanità nel quale la Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 12 persone e una ventina sono indagate, tra cui Carmelo Pullara, vicepresidente della Commissione sanità all’Ars.

Ci siamo occupati di questa vicenda nell’articolo “21 Maggio 2020 Corruzione nella sanità in Sicilia: ‘Abbiamo cambiato la busta’.

Nel frattempo, i deputati a lui fedeli, Tommaso Calderone, Riccardo Savona, Michele Mancuso, Mario Caputo, Alzo Papale, Riccardo Gallo appartenenti al Gruppo parlamentare di Forza Italia all’Ars, nonché gli Assessori regionali, Bernardette Grasso, Edy Bandiera e Marco Falcone, unitamente a tutti i coordinatori provinciali del partito in Sicilia, hanno firmato un documento congiunto nel quale, senza se e senza ma, difendono a spada tratta il loro leader Miccichè.

Nella telefonata resa pubblica, Miccichè tra l’altro addossa la responsabilità al Governo regionale quando dice “Andate da Razza e Musumeci e chiedete loro se Miccichè ha mai sponsorizzato questa persona”.

La questione scaturisce dalla circostanza che uno degli arrestati, ora in carcere, Fabio Damiani, Direttore generale dell’ASP 9 di Trapani, nelle intercettazioni, mentre parlava con l’imprenditore Salvatore Manganaro di Agrigento e suo faccendiere di riferimento, diceva che il suo sponsor per la nomina a manager dell’Asp era, a suo dire, Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars.

Manganaro nell’intercettazioni affermava “Chi c’è dietro questa operazione lo sappiamo solo noi e Gianfranco. Il pupo è Turano…eee…. u puparo è Miccichè. A me a prescindere del resto se l’operazione mi deve riuscire è quella lì ok? Ma siccome siamo in tre a saperlo tu si u quarto che a Trapani dietro Turano e Lumia ce l’ha messo Miccichè con un teatrino palermitano”.

E Damiani aggiungeva “Però in città è risaputo che quello che deciderà e che… sarà Gianfranco. Il problema è che non c’è stato l’incontro con lui. Basterebbe avere l’incontro con lui e. e poi non sarebbe necessario incontrare nessun’altro”.

Secondo la Guardia di Finanza di Palermo che ha ricostruito i fatti sulla base delle intercettazioni, ci sarebbe stato anche un incontro a Palermo che si racconta essere avvenuto tra Ivan Turola, Fabio Damiani e Guglielmo Micciché fratello del presidente dell’Ars, incontratisi, dicono sempre gli intercettati, nel bar Spinnato in via Principe di Belmonte. Invan Turola, di Milano, è considerato dagli Inquirenti un referente occulto di FER.CO. s.r.l.

Il Presidente dell’Ars Miccichè in una intervista di qualche giorno fa ha dichiarato di non conoscere questo Damiani e di avere chiesto al fratello se fosse vero che cercava sponsor. Il fratello Guglielmo ha risposto con una battura che non ne sapeva.

Il Presidente dell’Ars ha ulteriormente aggiunto nell’intervista “Chi vuole può chiederlo a Razza o a Musumeci o a chi vuole. Tutti vi diranno che non ho mai sponsorizzato un direttore della sanità. Non li conosco” aggiunge Miccichè che poi precisa “Se una cosa ho detto è che Candela non mi piaceva. L’ho detto a tutti che avevo notizie poco rassicuranti”.

Antonino Candela, arrestato e posto ai domiciliari, era stato nominato Coordinatore all’emergenza Coronavirus in Sicilia a marzo 2020 dal Presidente della Regione Nello Musumeci).

E sempre nell’intervista ha concluso Micciché che “Se un solo organo di informazione si permetterà di scrivere che io sono lo sponsor del signor Damiani, tramite mio fratello Guglielmo, che nella sua vita non mi ha mai fatto una telefonata per sponsorizzare né Damiani, né altri, subirà una denuncia penale e civile per risarcimento danni. Mi sono scocciato di sopportare organi di stampa che, leggendo nell’ordinanza del gip il tentativo non riuscito di farsi sponsorizzare da me, scrivono tutto il contrario, affermando che io sarei lo sponsor di Damiani”.

Il sostegno congiunto dei suoi:

“Trovo sconfortante dover leggere articoli giornalistici di tale portata – sottolinea il Capogruppo, on. Tommaso Calderone  in quanto Gianfranco Miccichè non è indagato. È totalmente estraneo a ogni fatto corruttivo o tangentizio. È gravissimo e inaccettabile quello che è stato scritto da alcuni giornali. Abbiamo dato mandato ai nostri legali per proporre querela contro le falsità scritte da certa stampa”.

“Gianfranco Micciché – riferisce l’Assessore Bernardette Grasso – ha dimostrato in questi anni, nel corso della sua prestigiosa carriera politica, di aver saputo mantenere un profilo di irreprensibilità, di trasparenza, che non viene certo messo in discussione da qualche titolo forzato o fuori luogo. Lo conosco bene, così come conosco il suo motto di sempre: “non sono ricattabile”.

“Ho manifestato al presidente Micciché la mia vicinanza, all’uomo prima ancora che al politico, essendosi ritrovato, suo malgrado, tirato in ballo in una vicenda alla quale è decisamente estraneo. Gianfranco proseguirà con ancora maggiore determinazione nel suo impegno verso la Sicilia”. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, commissario FI per Catania e provincia.

Nessuna ombra e nessun dubbio, sull’operato del Presidente Miccichè. Spiace assistere ancora una volta, ad assalti mediatici privi di alcun fondamento. L’azione politica del Presidente Miccichè è trasparente quanto la sua genuina immediatezza, la sua storia personale e politica ne sono la dimostrazione. Mi auguro, per il futuro, che fatti come questo non accadano mai più, e che la Stampa ed i media, si occupino delle innumerevoli iniziative positive che il Presidente porta avanti ogni giorno, per la nostra terra e per i Siciliani tutti”. Lo riferisce l’Assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera.

“Le calunnie orchestrate a regola d’arte con il preciso intento di screditare il Presidente Micciché, noi le rispediamo al mittente. Non esiste nessun fondamento che giustifichi un tale attacco mediatico – chiosa il Vicecoordinatore regionale di Forza Italia, on. Riccardo Gallo. Che siano prese le distanze da tali infamanti affermazioni”.

“Sarebbe semplice esprimere solidarietà nei confronti del Presidente Micciché – dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia a Caltanissetta, on. Michele Mancuso. Noi andiamo oltre, ovvero all’uomo prima del politico, che oggi più di ieri ha sempre mantenuto un’immagine pulita e priva da ogni logica clientelare. Da parte nostra c’è solo stima e fiducia, certi che tali strumentalizzazioni giornalistiche sono figlie di una meschina macchina del fango. Forza Italia in Sicilia si è sempre caratterizzata per trasparenza, coerenza e grande onestà”

“È notorio – rimarca il deputato regionale, on. Mario Caputo -che il Presidente Miccichè nella sua lunga attività politica, sia a livello regionale che nazionale è sempre stato lontano da ogni coinvolgimento anche solo marginale o accidentale, con persone e fatti a vario titolo coinvolte nella aggiudicazione di pubbliche gare. Riteniamo azzardate e ingiuste le illazioni che nelle ultime ore lo hanno accostato a vicende giudiziarie in cui sono interessati alcuni vertici dell’Asp e altri pubblici dipendenti. Ancor più di ieri gode della nostra fiducia come uomo e come rappresentante delle Istituzioni”.

“Da parte della deputazione trapanese non c’è stata nessuna interferenza e ingerenza nella nomina del direttore sanitario. Le accuse al Presidente Miccichè sono inappropriate e fuori luogo”, conclude il Presidente della Commissione Affari Istituzionali, on. Stefano Pellegrino.

Non resta che aspettare La Magistratura affinché, si spera presto, faccia chiarezza. Nell’immagine di copertina il Presidente dell’Ars Gianfranco Micciché mentre al telefono manifesta la sua indignazione per essere stato citato dalla Stampa in questa vicenda.

Chi lo riconosce? Una richiesta di “aiuto al riconoscimento”

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Chi lo riconosce? La Procura di Napoli chiede aiuto nell’identificazione del cadavere rinvenuto il 29.04.2020 dai Carabinieri di Bacoli

Chi lo riconosce? Una richiesta di “aiuto al riconoscimento”

“In data 29.04.2020, in prossimità dell’arenile di Bacoli, è stato rinvenuto in mare un cadavere tuttora non identificato per cui la Procura della Repubblica di Napoli ha disposto, ai sensi dell’art. 329 comma 2 del codice di procedura penale, la parziale de-secretazione di singoli atti del procedimento che, diffusi attraverso gli organi di informazione, potrebbero consentire l’eventuale acquisizione da parte di terzi delle informazioni utili all’identificazione.

Il cadavere è riferibile ad una persona di sesso maschile di età compresa tra i 30 ed i 50 anni, avente capelli castano scuri della lunghezza di circa 6-7 centimetri in regione occipitale. Per la particolarità delle caratteristiche, si diffonde altresì l’immagine del tatuaggio rilevato sulla spalla destra.”

Redazione Campania

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Operazione Ghost Tender II della Guardia di Finanza di Lucca

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GUARDIA DI FINANZA LUCCA: OPERAZIONE “GHOST TENDER II” MISURE DI PREVENZIONE ANTIMAFIA. IN CORSO DI ESECUZIONE SEQUESTRI DI BENI PER CIRCA 7 MILIONI DI EURO TRA LUCCA E CASERTA.

Operazione Ghost Tender II della Guardia di Finanza di Lucca

Nell’ambito delle indagini era stato individuato un gruppo criminale che ruotava attorno ad imprenditori edili residenti in Provincia di Lucca e Caserta i quali, utilizzando prestanome e società compiacenti, molte delle quali “apri e chiudi”, si aggiudicavano decine di appalti della ASL 3 – Napoli Sud (con sede a Torre del Greco), per milioni di euro, in relazione a commesse per lavori edili, banditi per importi inferiori ai valori soglia oltre i quali sarebbe stato necessario ricorrere alle procedure ordinarie di affidamento.

A tale scopo, il sodalizio aveva stabilito rapporti corruttivi con un Dirigente della predetta ASL, il quale non solo aveva aggiudicato l’appalto in violazione delle norme di trasparenza, correttezza e imparzialità, ma aveva consentito al sodalizio di conseguirne il pagamento pur in assenza di qualsivoglia esecuzione dei lavori. In questo modo, le imprese riconducibili al gruppo criminale erano risultate, a turno, aggiudicatarie di numerosi appalti per lavori falsamente attestati come avvenuti, ma di fatto in gran parte non eseguiti. Il procedimento penale in parola vede attualmente in corso di svolgimento la fase dell’udienza preliminare.

Più recenti indagini patrimoniali, coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lucca ai sensi del citato D.Lgs. n. 159/2011, hanno quindi evidenziato la “pericolosità” dei soggetti sottoposti ad indagini, in quanto ritenuti “indiziati” sia di reati commessi “al fine di agevolare l’attività” dell’associazione mafiosa dei “Casalesi – fazione Michele Zagaria”, che di trarre i propri mezzi di sostentamento da delitti a sfondo patrimoniale.

Al contempo, è stata appurata la “sproporzione” del patrimonio disponibile rispetto al proprio reddito, in relazione al periodo temporale di riferimento (2013 – 2019). Sulla base delle risultanze emerse, il Procuratore Aggiunto Luca Tescaroli e il sostituto Procuratore Giulio Monferini hanno quindi avanzato richiesta di applicazione delle misure preventive personali e patrimoniali e l’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze (presieduto dal dottor Raffaele D’Isa), valutando la sussistenza dei requisiti di legge, ha emesso il provvedimento ablatorio dei beni riconducibili ai proposti.

Sono in fase di conclusione le operazioni di sequestro di beni, tra Caserta e Lucca, per circa 7 milioni di euro, costituiti da 25 conti correnti, 8 società, 18 locali ad uso commerciale, 32 abitazioni, 7 autorimesse e 4 terreni. Il patrimonio sarà ora gestito dagli Amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Firenze.

Nei confronti degli interessati è stata fissata l’udienza per la discussione in ordine all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con obbligo di soggiorno per anni 3 e mesi 6.

L’attività svolta si inquadra in una più ampia strategia, attuata dalla Procura del capoluogo toscano (diretta dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo), finalizzata a contrastare gli illeciti arricchimenti anche attraverso l’applicazione della normativa antimafia.

L’operazione testimonia, infine, l’impegno costante della Guardia di Finanza a tutela dell’economia, attività sempre più importante anche alla luce del difficile momento causato dall’emergenza epidemiologica in corso.

GUARDIA DI FINANZA LUCCA, OPERAZIONE GHOST TENDER II / Redazione

Gazzetta – Juventus su Milik, si può riproporre il caso Higuain! Il Napoli valuta le contropartite

Gazzetta – Juventus su Milik, si può riproporre il caso Higuain! Il Napoli valuta le contropartite Romero, Luca Pellegrini e Mandragora

Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, la Juventus sarebbe intenzionata a strappare Arek Milik al Napoli. La permanenza in azzurro dell’attaccante polacco è messa in dubbio dal mancato accordo sul rinnovo del contratto in scadenza tra un anno. I bianconeri sono molto interessati al suo profilo da attaccante moderno e proverà a piazzare il colpo inserendo nell’offerta alcune contropartite interessanti. Il Napoli vorrebbe 40 milioni cash, ma la Juve ha alcune carte importanti da giocarsi.  Potrebbe riproporsi, sebbene “in piccolo” un nuovo caso Higuain. Su Milik, tuttavia, c’è anche l’interesse di Arsenal, Tottenham e Atletico Madrid.

La Gazzetta su Milik-Juventus:

“Milik è da tempo una delle ipotesi considerate dalla Juventus per il futuro. Il pallone è nei piedi di De Laurentiis. Il Napoli chiede 40 milioni e fa sapere di non accettare contropartite tecniche, ma la strada del mercato è lunga. L’ipotesi più semplice per il club sarebbe un trasferimento all’estero, la Juve però è più che attenta: ha carte potenzialmente interessanti come Romero (dal Genoa), Luca Pellegrini (tornerà dal prestito al Cagliari) e forse Mandragora (al termine della sua esperienza all’Udinese)”

Il Mattino – Due club inglesi su Milik, rinnovo di Maksimovic a rischio

Il Mattino – Due club inglesi su Milik, rinnovo bloccato, nessun passo in avanti, addio più vicino. Rinnovo di Maksimovic a rischio, contatti interrotti a causa dell’emergenza Covid-19

L’edizione odierna de Il Mattino ha parlato a lungo del calciomercato in uscita del Napoli, che tra rinnovi, addii e nuovi arrivi sarà uno dei club più attivi della prossima estate. Una volta risolti i problemi per i rinnovi di Mertens e Zielinski, il club azzurro si concentrerà su altre due questioni spinose: quella di Milik, che dopo aver rifiutato l’ultima offerta è sempre più vicino all’addio e quella di Maksimovic, il cui rinnovo sembrava a un passo salvo poi andare incontro a una lunga pausa a causa dell’emergenza Coronavirus:

Dopo aver portato a termine i rinnovi di Mertens e Zielinski, poi il club azzurro farà il punto con Milik e Maksimovic. Per l’attaccante polacco il discorso si è bloccato da tempo, non si sono registrati passi avanti, partenza ormai sempre più vicina. E per lui ci sono già diversi estimatori, in Italia in maniera particolare la Juve, mentre all’estero Arek ora è seguito con interesse dall’Atletico Madrid nella Liga e soprattutto in Premier League dall’Arsenal e il Tottenham. Discorso rinnovo da riprendere anche con Maksimovic, avviate le trattative poi interrotte per l’emergenza coronavirus. Si ragiona su un prolungamento plurieannale, uno dei discorsi che il ds Giuntoli affronterà dopo che verranno concluse le operazioni legate a Mertens e Zielinski.

Napoli di

Reddito di Emergenza: Da ieri le domande dal sito internet INPS

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A partire da ieri, 22 maggio 2020, le domande per il Reddito di Emergenza possono essere inoltrate all’Inps utilizzando il servizio online

Reddito di Emergenza: Da ieri le domande dal sito internet INPS

A partire da ieri, le domande per il Reddito di Emergenza (REm) possono essere inoltrate all’Inps utilizzando il servizio online disponibile sul sito internet dell’Istituto.

Le domande dovranno essere presentate all’Inps esclusivamente in modalità telematica entro il 30 giugno 2020, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica.

Per la presentazione della domanda ci si potrà avvalere anche degli istituti di patronato.

Previsto dal DL 34/2020 per supportare i nuclei familiari in difficoltà economica a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19, il REm è subordinato al possesso dei requisiti di residenza, economici, patrimoniali e reddituali indicati all’articolo 82 del decreto.

Redazione

Alcune altre news dall’INPS presenti nel nostro archivio:

CdS – Calciomercato Napoli, Allan conteso da Everton e PSG: individuato il sostituto

CdS – Calciomercato Napoli, Allan conteso da Everton e PSG: individuato il sostituto: Veretout, Il centrocampista della Roma è innamorato della città di Napoli tanto da sceglierla per la proposta di nozze alla sua Sabrina

Secondo l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Allan sarebbe uno dei nomi caldi del calciomercato in uscita del Napoli.
Il centrocampista brasiliano, già a un passo dall’addio nella scorsa stagione, potrebbe accettare di intraprendere una nuova avventura dopo una stagione in azzurro in cui non è riuscito a esprimersi ai suoi livelli. Su di lui ci sono il PSG (pista già sondata in passato) e l’Everton di Ancelotti che riabbraccerebbe volentieri il centrocampista. Intanto Giuntoli avrebbe individuato il nome del sostituto di Allan: Jordan Veretout della Roma.

“Il mercato resta aperto per un mediano che ha estimatori e che può finire all’Everton (da Ancelotti) come al Paris Saint Germain (che non sembra sia sparito). E a quel punto, là in mezzo, mancherebbe un uomo in grado di saper fare tante cose: uno che somiglia a Jordan Veretout della Roma, avvicinato nell’estate scorsa e poi anche dopo. E che Veretout sia innamorato di Napoli, la città in cui ha chiesto alla sua Sabrina di sposarlo, sa di facilitazione”