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Corsport – Napoli, l’addio di Callejon non è più così scontato

Molto importante è stato l’incontro di ieri tra lo spagnolo e ADL

Corsport – Napoli, l’addio di Callejon non è più così scontato

 

Sembrava pronto a lasciare Napoli e invece no. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport ieri un incontro molto importante è stato quello tra Callejon e il presidente Aurelio De Laurentiis. Ricordiamo che lo spagnolo è in scadenza di contratto e, da quel che filtra, il suo futuro sembra sempre più lontano da Napoli. Ma ecco quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport:

“Con Callejon è ripartito un dialogo. Proprio così: il presidente ha prima chiamato al telefono Josè, qualche giorno fa, e poi ha parlato un po’ con lui ribadendogli l’offerta precedente, un biennale col medesimo stipendio. Segnali? Beh, si vedrà, ma il suo adios non è più così scontato: non è un caso che non abbai ancora disdetto il suo appartamento

96 anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti: ricordare per vigilare

Quasi un secolo dall’assassinio Matteotti, tragedia del passato e monito per il futuro

96 anni dall’assassinio Matteotti: ricordare per vigilare

 

Il 10 giugno 1924, 96 anni fa, veniva barbaramente trucidato, da una squadraccia fascista, il deputato socialista Giacomo Matteotti. La sua “colpa” era di aver tenuto, il 30 maggio, un memorabile discorso alla Camera, nel quale denunciava coraggiosamente i brogli eletteroli consumati nelle elezioni dell’aprile precedente ed il clima di vilolenza e di intimidazione nel quale si erano svolte. L’emiciclo, occupato per due terzi da deputati fascisti, rumoreggia ma percepisce che i socialisti si preparano per una opposizione inflessibile e netta. “La nostra resistenza al regime dell’arbitrio dev’essere più attiva, non bisogna cedere su nessun punto, non abbandonare nessuna posizione senza le più decise, le più alte proteste “, aveva scritto il “nostro” in una precedente lettera a Turati ed il discorso tenuto quel giorno alla camera, nel tono e nei contenuti, rispecchiava questa impostazione.

Giacomo Matteotti 1885-1924

Mussolini stesso, deve averlo percepito che quel discorso era un “manifesto” che annunciava lo stile che l’opposizione si preparava ad adottare e, da par suo, il 31 maggio, giorno successivo al discorso di Matteotti, risponde dalle colonne del giornale il “Popolo d’Italia” che la maggioranza fascista era stata fin troppo paziente con l’opposizione. Pertanto la mostruosa provocazione del deputato Matteotti meritava “qualcosa di più concreto”, di una semplice risposta verbale.

Tipico linguaggio in codice da decodificare. Se per argomentare le parole non bastano, cosa resta? I fatti. La violenza. È l’unico linguaggio che quel regime conosceva ed adottava, con cinica consapevolezza e con scientifica metodicità.

E così puntualmente avvenne. Dieci giorni dopo una squadraccia di fanatici violenti, in pieno centro di Roma, ed alla luce del giorno (sono le ore 16) rapisce il deputato Giacomo Matteotti, nel mentre a piedi si sta recando a Montecitorio a fare il suo dovere di parlamentare.

Egli nelle settimane precedenti, oltre al vibrato discorso del 30 maggio, stava lavorando ad un dossier che probabilmente avrebbe presentato alla Camera proprio quel giorno. Aveva raccolto documentazione a sufficienza per accusare Mussolini ed il Re Vittorio Emanuele di intascare tangenti e mazzette da parte di una multinazionale americana – la Sinclair Oil – per poter trivellare il sottosuolo di Sicilia alla ricerca del petrolio e per altri progetti similari in Libia (allora possedimento italiano).

Convenzione Sinclair

Vien da pensare che, più che il discorso alla Camera, sarebbe stato questo siluro politico che avrebbe gettato discredito sul governo e sulla corona. Quindi Matteotti andava fermato ad ogni costo. E così fu. Egli viene caricato su una macchina ( che poi si saprà appartenere a Filippo Filippelli direttore del giornale “Corriere Italiano”), picchiato ed accoltellato al torace, quindi con chiaro intento di ucciderlo. In serata il cadavere verrà sotterrato alla meglio nella campagna romana, dove verrà casualmente ritrovato solo a metà agosto.

Le indagini riescono ad identificare gli assassini e ad arrestarli. Ma i giudici che indagano vengono rimossi dall’incarico ed in seguito trasferiti dalla capitale. La volontà di mettere la sordina ai fatti per circoscrivere il danno di immagine che ne derivava al governo era più che evidente.

Il partito socialista  denuncia chiaramente, questi atteggiamenti del governo che si avvia, ormai, a diventare regime e pubblica una nota che, tra l’altro, afferma : «L’autorità politica assicura solerti indagini per consegnare alla giustizia i colpevoli, ma la sua azione appare totalmente investita dal sospetto di non volere, né potere colpire le radici profonde del delitto, né svelare l’ambiente da cui i delinquenti emersero».

E la parabola politica si conclude nel gennaio successivo, quando Mussolini, in un famigerato discorso alla Camera, afferma che il fascismo è  “una passione superba della migliore gioventù italiana”, e che lui in persona  “assume, lui solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto” nei mesi passati. E poi, rincarando la dose, aggiunge “State certi che entro quarantott’ore la situazione sarà chiarita su tutta l’area”.

In nottata i prefetti di tutta Italia ricevono ordini di imbavagliare la libera stampa e di vigilare col pugno di ferro su circoli culturali, associazioni e sodalizi vari che potessero costituire – a vario titolo – turbamento dell’ordine pubblico. Inoltre, era conferito loro il potere (arbitrario) di avvalersi del fermo di polizia temporaneo per tutti gli oppositori politici.

La dittatura era apparecchiata e gli italiani se ne potevano servire; portate principali offerte ai commensali: manganelli ed olio di ricino. Un banchetto durato venti lunghi anni, del quale conviene sempre fare memoria. Per evitare che nelle difficoltà – economiche e sociali – di questi mesi (e dei mesi che seguiranno), qualcuno sia tentato di provare la scorciatoia dell’uomo forte al comando. Che risolve i problemi, decidendo per tutti.

Dio non voglia!

Matteotti pagò con la sua vita questo impegno civile di denuncia. A lui va il nostro grato ricordo e la riconoscenza per l’esempio eroico che ci ha donato.

A noi non si chiedono atti di eroismo, ma solo impegno civico di vigilanza, a che la democrazia, pur con tutti i suoi problemi e difetti, continui a funzionare, facendo sventolare alta la bandiera della libertà e della dialettica animata dal libero pensiero. Possibilmente con meno beghe da lavandaia, tra i vari leader politici. Ma questo è pretendere troppo, ce ne rendiamo conto. Però ci abbiamo provato a dirlo lo stesso. Sommessamente. Chissà…

Carmelo TOSCANO

 

 

 

Tuttosport – Napoli, Gattuso vuole Immobile: i dettagli

Il tecnico del Napoli ha messo gli occhi sul bomber biancoceleste

Tuttosport – Napoli, Gattuso vuole Immobile: i dettagli

Il mercato. La data di inizio è quella del primo settembre ma il Napoli è concentrato anche su questo fronte. Obiettivo attacco. Gattuso ha chiesto un attaccante centrale. Secondo Tuttosport, il nome in cima alla lista dei desideri è quello di Ciro Immobile. L’attaccante biancoceleste ha sempre più probabilità di vincere la classifica marcatori e ha anche buone chance per la scarpa d’oro. Dovesse non andare in porto l’attaccante laziale, l’altra idea è Osimhen del Lille. A tal proposito, ecco quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano Tuttosport:

 

“Gattuso ha chiesto al club un solo sacrificio, l’attaccante centrale. Il primo nome continua a essere quello di Immobile e il Napoli continuerà a provarci, pur sapendo che la Lazio farà un braccio di ferro per trattenerlo. Lo stesso Immobile dichiara di voler restare, ma se i club trovassero l’accordo non gli dispiacerebbe vestire la maglia della sua città natale. L’alternativa è Osimhen del Lille, per il quale Gattuso stravede”

Operazione Beached della GdF Brindisi: misure cautelari per 17 – VIDEO

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GUARDIA DI FINANZA BRINDISI, OPERAZIONE “BEACHED”. MISURA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 17 SOGGETTI PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI (VIDEO)

Operazione Beached della GdF Brindisi: misure cautelari per 17

Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi e del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza coercitiva della libertà personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 17 indagati residenti nelle province di Brindisi, Taranto, Roma, Arezzo, Rimini, Forlì e Matera.

Le attività, avviate dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi e della Sezione Operativa Navale di Brindisi alla fine del 2017, hanno consentito di documentare l’operatività di uno strutturato sodalizio dedito all’importazione, trasporto, detenzione e cessione di ingenti quantitativi di marijuana.

La droga proveniva dalla cosiddetta. “rotta balcanica” attraverso potenti “gommoni” e, oltre alle “piazze di spaccio” delle province di Brindisi e Taranto, era destinata ad acquirenti dislocati in altre regioni del centro-nord.
L’organizzazione gestiva il traffico attraverso l’apporto fornito da ciascun indagato, “reclutato” grazie all’intermediazione di un soggetto residente nella provincia di Taranto. Inoltre, è stato possibile accertare anche la detenzione di armi da fuoco, utilizzate per intimidire i “clienti” in ritardo con il pagamento dello stupefacente.

Al termine delle investigazioni, alla luce degli elementi di prova raccolti, la D.D.A. di Lecce nelle persone del Dott. Alberto SANTACATTERINA, Dott.sa Giovanna CANNARILE e del Dott. Luca MICELI (P.M. applicato dalla Procura della Repubblica di Brindisi), ha richiesto al competente G.I.P. l’emissione di una misura cautelare personale eseguita, oggi, nei confronti dei richiamati
indagati.

Il Procuratore Aggiunto della D.D.A. leccese, Dott. Guglielmo CATALDI ha , altresì, attivato i previsti canali di cooperazione internazionale al fine di pervenire alla cattura dei soggetti attualmente all’estero.

L’attività odierna, nel confermare l’ottima sinergia operativa messa in campo dalla componente investigativa del Comando Provinciale di Brindisi, il Reparto Operativo Aeronavale di Bari ed il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo, nonché la consolidata collaborazione con le Autorità di Polizia albanesi, ha consentito di:

 denunciare complessivi 32 soggetti, appartenenti all’organizzazione ovvero implicati nella negoziazione di partite di sostanze stupefacenti;
 arrestare 6 responsabili in flagranza di reato;
 sequestrare oltre 4.000 kg. di marijuana, oltre mezzo chilo di cocaina, 27.000 euro in contanti, nr. 1 natante, nr. 3 autovetture e nr. 1 motocicletta.

Redazione

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Il Mattino – Napoli, ancora rinviato il discorso stipendi

Neanche l’incontro di ieri col patron De Laurentiis ha cambiato più di tanto la situazione

Il Mattino – Napoli, ancora rinviato il discorso stipendi

Gli stipendi restano ancora congelati. Il Napoli e il calcio italiano hanno perso tanto, la crisi economica si è fatta sentire e coloro che prendono atto sono i calciatori. Lo riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Mattino:

 

“Una fumata grigia tendente al nero. Gli stipendi restano ancora congelato- ieri nessun pagamento- ma il presidente ha promesso che subito dopo la gara con il Verona presenterà un piano che ha in mente per le riduzioni salariali. Che, garantisce, non sarà particolarmente pesante nonostante una situazione dei conti della società che risentono della lunga sosta. Dunque, pagherà ma non adesso, le mensilità accumulate a causa del lockdown del campionato. De Laurentiis arriva a Castel Volturno  attorno alle 11:30 a bordo di un van  dai finestrini oscurati e accompagnato solo dal suo braccio destro, il fidato Chiavelli. Dentro, ad attenderli, il ds Giuntoli e il figlio Eduardo. La squadra è ancora in campo e il patron allunga lo sguardo per seguir da lontano le ultime fasi della seduta. Attorno alle 12:40 inizia la riunione, con Gattuso,  la squadra, l’intero staff tecnico e anche quello dei collaboratori. Il tema centrale, per tutti è quello dello stipendio. De Laurentiis inizia il suo discorso parlando della situazione del calcio italiano  che è in piena crisi economica. Ritornare a giocare, dice, era l’unica strada per limitate i danno. Dice che tutti devono stare sereni, perché lui pagherà gli arretrati accumulati. Ma lascia intendere che, in ogni caso, chiederà una piccola partecipazione alle perdite. I leader del gruppo abbozzano, dissimulano, scrollano le spalle: capiscono che c’è ben poco da ribattere.”

Ghedi: un 30enne arrestato dai CC per spaccio di hashish e cocaina

I Carabinieri della Stazione di Ghedi, hanno tratto in arresto un italiano 30nne, nullafacente con precedenti specifici per droga. L’uomo, a bordo di un ciclomotore, alla vista dei militari ha fatto inversione e ha tentato di fuggire. Immediatamente bloccato è stato perquisito e trovato in possesso di gr.10,5 di cocaina e gr.5 di hashish.

I Carabinieri hanno quindi tratto in arresto l’uomo per il reato di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.

Sottoposto a rito direttissimo, in teleconferenza presso il C.do Compagnia di Verolanuova, il Giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di presentazione della Polizia Giudiziaria due volte a settimana in attesa del processo.

Ghedi: un 30enne arrestato dai CC per spaccio di hashish e cocaina / Redazione Lombardia

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Alcuni altri articoli di Cronaca dal Nord presenti nel nostro archivio

CategoriaNord – cronaca – NORD

CorSport – Napoli, ecco quali giocatori ha incontrato ADL a Castel Volturno

Il patron azzurro ieri ha fatto visita alla squadra in vista della sfida di coppa contro l’Inter

CorSport – Napoli, ecco chi ha incontrato ADL a Castel Volturno

 

Ieri è stato un giorno molto importate a Castel Volturno. Alcuni azzurri, oltre a preparare insieme a Gattuso la sfida di sabato, si sono fermati a parlare col presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Ovviamente il tema centrale è sempre lo stesso: il loro futuro.  A tal proposito, ecco come sono andati gli incontro secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport:

“Con Mertens c’è ancora da limare qualche aspetto legato all’immagine, ma Dries firmerà opresto proprio come Zielinski. Con Maksimovic il dialogo è tornato sereno. Chiacchierata anche con Meret, passato da titolare indiscusso a vice di Ospina, la stima, nei suoi confronti, è immutata.”

Salvini a Messina. Oggi assemblea per organizzarne l’accoglienza

Salvini ha annunciato il suo tour in Sicilia. Passerà anche da Messina. Il gruppo «No Beni culturali alla Lega – Musumeci Dimettiti» aveva già indetto un’assemblea per oggi alle 18, in Piazza Immacolata di Marmo (dietro il Duomo).
L’obiettivo è quello di dare continuità alla mobilitazione – che ha visto il suo apice il 2 giugno a Palermo – per il ritiro della nomina del leghista Samonà ad assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
Quale migliore occasione della visita a sorpresa di Salvini per discutere delle forme e delle modalità con cui manifestare il nostro dissenso? Questa sarà l’ennesima, inutile e offensiva passerella del segretario del partito anti-siciliano per eccellenza. La portavoce del gruppo di Messina, Domiziana Giorgianni, lancia un appello a tutti i messinesi che hanno memoria e non hanno dimenticato le offese subite da Salvini e dai leghisti.
Dice: «non possiamo permettere che Salvini venga nella nostra città e sia libero di scorrazzare in giro come se nulla fosse. Dobbiamo ribadire con forza e determinazione che in Sicilia e a Messina non è il benvenuto».
Vediamoci questo pomeriggio alle 18 a Piazza Immacolata di Marmo (dietro il Duomo) per organizzare l’accoglienza di Salvini a Messina.

Lotta all’evasione fiscale a Battipaglia della GdF Salerno: sequestri

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LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA, A BATTIPAGLIA (SA), BENI PER 600 MILA EURO AD UN “FALSO” IMPRENDITORE AGRICOLO.

Lotta all’evasione fiscale a Battipaglia della GdF Salerno: sequestri

La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti di un imprenditore di Battipaglia (SA), per il reato di dichiarazione fiscale fraudolenta.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno, scaturisce da un controllo dei Finanzieri della Tenenza di Battipaglia nei confronti di un agricoltore, dedito alla produzione e commercializzazione di agrumi, il quale, avvalendosi della qualifica di imprenditore agricolo, in tre anni ha omesso di dichiarare al Fisco ricavi per oltre 1,4 milioni di euro.
Sosteneva infatti di essere a tutti gli effetti un semplice contadino, in quanto dichiarava di coltivare i terreni nella disponibilità per poi rivendere i soli prodotti raccolti nei suoi campi.
In questo modo, beneficiava delle agevolazioni fiscali del regime speciale dell’agricoltura, che consente la determinazione del reddito sulla base della rendita catastale, in maniera forfettaria, in questo caso pari a poche centinaia di euro all’anno.

I militari, partendo dalle ingenti quantità di agrumi commercializzati (oltre 5.000 quintali nel triennio dal 2015 al 2017), a fronte dell’unico terreno effettivamente destinato a questa coltivazione (con una superficie di appena 1,7 ettari), hanno ricostruito che la gran parte della frutta veniva invece acquistata da altri agricoltori. Addirittura, nel caso dei cedri, venivano venduti senza avere piantato neanche un albero.

Le incongruenze rilevate hanno portato le Fiamme Gialle salernitane a riqualificare l’attività dell’imprenditore, rideterminando in maniera analitica il reddito imponibile e facendo emergere un’evasione fiscale di circa 600.000 euro.

Per garantire il pagamento del debito nei confronti dell’Erario, sono stati così posti sotto sequestro liquidità e titoli nella disponibilità dell’indagato per un valore complessivo di pari importo.

Redazione Campania

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Bisca clandestina a Biancavilla (CT) gestita da fruitore RdC

Gestiva una bisca clandestina a Biancavilla in provincia di Catania e allo stesso tempo percepiva il reddito di Cittadinanza.

I Carabinieri della Stazione di Biancavilla, insieme ai militari della Guardia di Finanza di Paternò e del personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Catania, hanno denunciato e sottoposto a sanzioni amministrative il titolare della bisca in una sala scommesse in via Filangeri a Biancavilla per truffa aggravata, esercizio di gioco d’azzardo, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, assenza di licenza di pubblica sicurezza, inosservanza ed omessa esposizione della tabella dei giochi proibiti, nonché per aver messo a disposizione della clientela apparecchi per il gioco.

Già al momento dell’intervento sono stati trovati all’interno della sala scommesse degli avventori intenti a giocare a carte od al biliardo unitamente al titolare il quale ha tra l’altro, specifici precedenti di polizia.

All’interno della sala giochi erano attivi 6 computer, 5 totem, 816 euro ritenuti provento dell’esercizio di scommessa, nonché tutto l’occorrente per l’esercizio del gioco d’azzardo: tavoli da gioco con fiches e mazzi di carte per il gioco di ramino, poker e baccarà; stampanti termiche per l’emissione delle ricevute; quaderni sui quali erano stati annotati i nomi degli scommettitori con le puntate e le relative vincite e quote di gioco, nonché un computer sul quale risultavano rilevabili accessi su siti internet stranieri di giochi on line su cui in uno di essi il titolare della sala, in particolare, operava quale profilo intermediario tra il gestore e l’utente finale che effettuava la scommessa.

L’uomo era sprovvisto della prevista licenza di pubblica sicurezza in quanto sono stati trovati ben 8 apparecchi, installati e funzionanti, idonei all’esercizio del gioco con vincite in denaro non collegati alla rete telematica del Monopolio e, quindi, non corrispondenti alle caratteristiche previste dalla specifica normativa; non aveva effettuato la comunicazione dei propri dati anagrafici al Questore, né dell’esistenza della sala gioco con vincite in denaro; non aveva esposto all’interno ed all’ingresso del locale il materiale informativo sul rischio di dipendenza della pratica di giochi con vincita in denaro.

Il titolare infine, come se non bastasse, ha dichiarato di essere percettore del Reddito di cittadinanza, motivo per il quale è stato anche denunciato per truffa aggravata nel conseguimento di erogazioni pubbliche.

All’uomo sono state elevate multe per un totale di 130 mila euro.

GORI: Al via la dismissione del depuratore di Marina Grande a Sorrento

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GORI IN CAMPO CON UN’OPERA FONDAMENTALE PER LA PENISOLA SORRENTINA E L’INTERO GOLFO DI NAPOLI

SORRENTO: AL VIA LA DISMISSIONE DEL DEPURATORE DI MARINA GRANDE

Un nuovo, importante tassello nel puzzle delle grandi opere di GORI.

Dopo l’annuncio durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la Sala Consiliare del Comune di Sorrento, sono partiti oggi stesso i lavori per la dismissione del depuratore di Marina Grande e il collettamento dei reflui all’impianto di Punta Gradelle. Un intervento che contribuirà, nell’arco di 15 mesi, alla valorizzazione del territorio e dell’ecosistema marino in Penisola Sorrentina. “Servire il territorio vuol dire anche, per GORI, tutelare l’ambiente ed il mare attraverso una gestione ottimale della depurazione – il commento dell’Amministratore delegato, Giovanni Paolo Marati – Grazie all’efficientamento dei depuratori, agli interventi sulla rete fognaria ed all’avvio dell’impianto di Punta Gradelle, è stato possibile nel corso degli anni raggiungere importanti traguardi, come  il riconoscimento della Bandiera Blu ai comuni che rispettano i criteri della gestione sostenibile del territorio”.

Gori Conferenza Stampa dismissione depuratore Marina Grande Sorrento - FOTO 2Ed è proprio nel pieno rispetto dei vincoli imposti dal territorio che GORI, in qualità di soggetto attuatore individuato dalla Regione Campania, ha elaborato una soluzione progettuale innovativa al fine di mettere insieme tutela dell’ambiente e gestione del servizio. “A seguito di approfonditi studi e dell’attenta valutazione di diversi scenari, il sentiero intrapreso è stato quello della realizzazione di un tunnel sotterraneo per il convogliamento a gravità dei reflui alla galleria consortile esistente – sottolinea Francesco Rodriquez, responsabile Investimenti, Ingegneria e Servizi di GORI – Una soluzione vantaggiosa anche in considerazione delle esigenze di un territorio che, per l’elevato flusso turistico che lo contraddistingue, presenta una viabilità urbana particolarmente delicata e sensibile, e una scelta che avviene nel pieno rispetto della bellezza paesaggistica che caratterizza questi luoghi”.

Finalmente, attraverso quest’opera, sarà possibile recuperare il borgo di Marina Grande che potrà tornare al suo originario splendore, grazie alla proficua sinergia con GORI e Regione Campania che ci ha consentito di conseguire un altro importante traguardo” dichiara il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo.

Un intervento molto atteso dai cittadini, per il quale la Regione Campania ha stanziato 3 milioni e 400.000 euro.  “Questo progetto è frutto di una serie di buone prassi che tutti gli enti preposti hanno messo in campo – le parole del Vice Presidente della Regione, Fulvio Bonavitacola – Il risanamento ambientale del nostro territorio è una delle priorità che dobbiamo perseguire, mettendo a sistema il collettamento dei reflui verso gli impianti di depurazione, attraverso una straordinaria strategia integrata”. Non solo Sorrento, infatti, tra le opere in corso sul territorio. “A breve si concluderanno anche altri importanti lavori di collettamento negli impianti Sub 1 e Sub 2, per un totale di circa 100.000 persone che avranno la possibilità, finalmente, di allacciarsi alla rete fognaria – conclude il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo –  Sottrarre il mare, risorsa strategica per la nostra regione e per questi territori, al degrado in cui versava da decenni, garantendo il corretto funzionamento dell’intero ciclo integrato delle acque è un dovere morale per chi ha l’onere e l’onore di amministrare la cosa pubblica oggi”.

Lorenzo Pontani presenta la sua opera: “L’uomo che cadeva sempre”

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In libreria e fumetteria, il coloratissimo e surrealeromanzo grafico di Lorenzo Pontani “L’uomo che cadeva sempre”, PhoenixPublishing

L’artista romano Lorenzo Pontani crea per Phoenix Publishing
“L’uomo che cadeva sempre”, cento variopinte e intense tavole dove si alternano immagini di re, cavalieri, creature alate e pesci volanti, castelli e un eroe: un omino bluastro senza testa. L’omino, senza una apparente ragione, precipita di continuo dal cielo e ogni volta deve fare l’impossibile per tornare sul suo piccolo pianeta, usurpatogli da Occhio Piumato. Tutte le volte che tenta di risalire, incappa in soggetti e paesaggi visionari. La sua missione ruota attorno allo scontro di due strambi personaggi: l’antico regnante di una valle, rimasto incastonato nella terra e il guerriero che ha imprigionato il sovrano, intento a ristabilire le sorti del reame.

Pontani è al suo esordio con questo volume autoconclusivo, ricco di spunti onirici e dalla trama complessa che, però, solletica l’intuizione del lettore. Le immagini sono coloratissime e sgargianti, con rimandi ad Adventure Time di Pendleton Ward e strizzatine d’occhio ai lavori del maestro Jacovitti. I pochi dialoghi hanno il potere di liberare la fantasia del lettore, e aprirgli la strada a vari piani interpretativi.

In questo caleidoscopio di colori, emerge il tratto deciso di una fiaba per tutte le età, dove non esistono buoni o cattivi, ma una storia avvincente da guardare più che da leggere.

Lorenzo Pontani ha 24 anni ed è fumettista e autore. Ha frequentato per 4 anni la Scuola Romana dei Fumetti, e ha lavorato per il sito di fumetti “ilmiofumetto.it”.

Ha pubblicato anche un’illustrazione sul libro “I segreti del regno di Babbo Natale”, edito da Uno editori.

Curatore: Gianluca Testaverde

Illustratore: Lorenzo Pontani

Editore: Phoenix Publishing

Collana: Pegaso

Pagine: 100

EAN: 9788894389692

Euro 15,50

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10 Giugno 2020: la Giornata della Marina a Castellammare di Stabia

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Il 10 Giugno si celebra la Giornata della Marina, nell’ anniversario dell’azione di Premuda, una delle più significative azioni compiute durante la 1^ guerra Mondiale.

10 Giugno 2020: la Giornata della Marina a Castellammare di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA- Questa mattina, il Sindaco Cimmino ha partecipato alla celebrazione per la Giornata della Marina, deponendo una corona d’alloro al monumento di Stabia Marinaio.

Non è mancato in giornata un messaggio di commemorazione trasmesso anche sui canali social ufficiali:

Questa mattina insieme al gruppo di Castellammare di Stabia “M.O.V.M. Luigi Longobardi” dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia abbiamo celebrato la Giornata della Marina deponendo una corona d’alloro al monumento di Stabia al Marinaio.

Oggi 10 giugno è la ricorrenza dell’impresa di Premuda, azione navale con cui i mezzi comandati da Luigi Rizzo affondò la corazzata austriaca Santo Stefano, determinando la fine della Prima Guerra Mondiale. Auguri a tutti i marinai d’Italia, a tutti gli uomini e le donne della Marina Militare, militari e civili di ogni ordine e grado.

 

La celebrazione di questi eventi meriterebbe maggiore risonanza, soprattutto tra le nuove generazioni: ci sono state ben due guerre mondiali, che agli occhi e ai cuori dei giovanissimi risultano lontane, forse troppo -per fortuna! . Eppure sarebbe bene che il passato restasse sempre nelle nostre memorie, come un memento per guardare al futuro con saggezza e speranza, onde evitare che orrori del genere possano verificarsi ancora.

 

 

Stéphanie Esposito

GDF, Arrestato a Castelverde pusher trovato in possesso di armi e cocaina

Arrestato dalla GDF, a Castelverde, un pusher 20enne trovato in possesso di armi e cocaina

Arrestato dalla GDF, a Castelverde, un pusher 20enne trovato in possesso di armi e cocaina

Castelverde- Arrestato un ventenne romano dai Finanzieri del Comando Provinciale della Capitale perché trovato in possesso di cocaina e di una pistola automatica proveniente da un furto.

Il viavai di persone già note quali assuntori di stupefacenti nei pressi di una palazzina nella zona di Castelverde, ha attirato l’attenzione delle Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano, che hanno monitorato la situazione per individuarne la destinazione.

Una volta acquisiti sufficienti indizi, i militari hanno deciso di perquisire l’abitazione del ventenne, rinvenendo oltre 15 grammi di cocaina, già confezionata in dosi, oltre a una pistola automatica Walter PPC con 33 cartucce, risultata rubata in un appartamento nel 2015, tre cellulari, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga.

Il pusher, gravato da numerosi precedenti per fatti analoghi, è stato arrestato per i reati di spaccio, ricettazione e porto abusivo d’arma da fuoco.

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dalla Guardia di Finanza di Roma.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

 

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Arrestato 23enne dalla Polizia per detenzione di sostanza stupefacente

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Rione della Bussola: Polizia arresta un 23enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente – 22 gr circa di cocaina.

Arrestato 23enne dalla Polizia per detenzione di sostanza stupefacente

NAPOLI-Ieri pomeriggio, nel Rione della Bussola, gli agenti di Polizia hanno arrestato un giovane uomo di 23 anni perché trovato in possesso di sostanza stupefacente destinata allo spaccio.
Gli agenti del Commissariato Poggioreale, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo in via del Libeccio presso l’abitazione di un uomo che è stato trovato in possesso di una busta contenente 22 grammi circa di cocaina, della somma di 220 euro, di un bilancino e di diverso materiale per il confezionamento della droga.
L’uomo Pasquale Emanuele De Vita, 23enne napoletano sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G., è stato dunque arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Ennesima notizia sconfortante che conferma quanto il “business” dello spaccio sia considerata un’attività più redditizia di qualunque altro mestiere…

Al di là dello sforzo encomiabile da parte delle Forze dell’Ordine che agiscono sul territorio, resta sempre e comunque la questione della “rivoluzione culturale” che dovrebbe far abbassare la domanda di questa schifezza e una visione + un piano politico che venga effettivamente attuato per contrastare questi loschi affari.

 

 

 

Stéphanie Esposito

 

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Estorsione aggravata da metodo mafioso: la Polizia interviene

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Nel pomeriggio di ieri, gli agenti di Polizia sono intervenuti in soccorso del direttore di un supermercato vittima di estorsione aggravata da metodo mafioso.

Estorsione aggravata da metodo mafioso: la Polizia interviene

NAPOLI- Nel pomeriggio di ieri, a Caivano, la Squadra Mobile di Napoli e il Commissariato di P.S. Afragola hanno arrestato DE LIA Luigi, cl. ‘98 e DI MICCO Ferdinando, cl. ‘97, entrambi pregiudicati, nella flagranza del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Nelle prime ore del pomeriggio, il DE LIA si è presentato presso un supermercato della zona e, a nome degli “amici di Caivano”, ha ingiunto al direttore del punto vendita di consegnargli la somma di 2.000 euro entro l’orario di chiusura, rappresentando che quella sarebbe stata la prima di altre rate estorsive da corrispondere in concomitanza delle festività di pasqua e natale e del ferragosto e che sarebbe tornato a riscuotere quanto richiesto alcune ore dopo.
Poco prima della chiusura del supermercato l’uomo, in compagnia del DE MICCO, si è presentato presso il punto vendita per ritirare il provento dell’estorsione ma ha trovato ad attenderlo gli operatori della Polizia di Stato che hanno proceduto ad arrestarlo in flagranza di reato.
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Filiera del falso- GdF Roma contro la contraffazione, 4 finanzieri tra gli arrestati

GDF Roma, Operazione “RESET”: vasta operazione a contrasto della contraffazione e della corruzione. Eseguite 15 misure cautelari personali tra cui 4 finanzieri

GDF Roma, Operazione “RESET”: contro la filiera del falso, eseguite  15 misure cautelari personali per contraffazione  e corruzione, coinvolti 4 finanzieri

Roma- I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, nei confronti di 15 persone, tra cui 4 appartenenti alle Fiamme Gialle, per fatti di produzione e vendita di capi d’abbigliamento contraffatti nonché di corruzione.

Le indagini, condotte prima su delega della Procura della Repubblica di Tivoli e successivamente proseguite da quella di Roma, hanno consentito di ricostruire l’intera “filiera del falso”, partendo dai prodotti messi in vendita presso un banco ambulante gestito da due fratelli romani, operanti nei mercati rionali della Capitale e dei Comuni limitrofi.

I germani, direttamente o tramite propri collaboratori, non erano solo sistematicamente dediti alla commercializzazione di capi di abbigliamento contraffatti, ma acquistavano anche capi “neutri” presso commercianti di etnia cinese, per poi rivolgersi a persone di origine senegalese per l’apposizione di etichette contraffatte riproducenti nomi e marchi di note griffe della moda (Ralph Lauren, Ciesse, Kway, North-Face, Colmar, Woolrich, Stone Island, Levis, Nike, etc..). A questo punto la merce veniva venduta presso i mercati comunali o rionali su banchi ambulanti appositamente allestiti settimanalmente.

L’attività era particolarmente redditizia: a fronte di una spesa iniziale tra i 20 e i 30 euro, il capo di abbigliamento “taroccato” veniva venduto a un prezzo oscillante tra gli 80 e i 90 euro. E il mercato non mancava, anche perché il capo “originale” poteva costare fino a 500 euro.

Nel corso delle investigazioni, i militari del Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma hanno fatto piena luce sui rapporti opachi emersi tra i soggetti indagati e alcuni colleghi in servizio presso Reparti della Capitale.

In particolare, sono stati documentati singoli episodi in cui gli imprenditori, colpiti da sequestri di merce contraffatta ad opera di pattuglie della Guardia di Finanza, hanno chiesto ausilio ai quattro appartenenti al Corpo oggi arrestati, promettendo e/o elargendo loro regalie di varia natura (un telefono cellulare, capi di abbigliamento ed accessori, cene) per cercare di “limitare i danni” ovvero venire a conoscenza di indagini a loro carico o di attività di controllo programmate.

Sulla base delle risultanze complessive dell’attività, il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei 2 fratelli imprenditori e di un Finanziere, gli arresti domiciliari nei confronti di 7 persone (4 imprenditori e 3 militari), l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 4 persone e, infine, il divieto di dimora nel Comune di Roma congiuntamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di un ulteriore soggetto.

L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Roma nel contrastare i danni arrecati dal fenomeno della contraffazione al sistema economico e, potenzialmente, anche ai vari acquirenti, nonché nel combattere e reprimere tempestivamente ogni comportamento illecito dei pubblici dipendenti, anche all’interno della stessa Amministrazione.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Giovane a Palermo colpisce la fidanzata con un collo di bottiglia. Arrestato

Il giovane 30 anni incensurato, ha colpito la fidanzata con un collo di bottiglia alla gola provocandole una profonda ferita.

In data odierna, la Stazione Carabinieri di Palermo Piazza Marina ha dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di un trentenne italiano.

L’Autorità giudiziaria palermitana, sulla base degli elementi indiziari raccolti dai Carabinieri della Stazione di Piazza Marina, ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del giovane in ordine al reato di tentato omicidio aggravato: in particolare, all’esito di una lite scaturita per motivi in corso di accertamento, avrebbe colpito ripetutamente la fidanzata brasiliana 26enne, anche al volto ed al capo, procurandole un profondo taglio al collo servendosi di un coccio di bottiglia in vetro.

La donna per le ferite riportate è tuttora ricoverata presso un nosocomio cittadino in prognosi riservata, mentre il fermato è stato associato alla casa circondariale Pagliarelli.

Altri casi di violenza di genere perseguiti dai Carabinieri:

“28 Dicembre 2018 … Sicilia, uccide l’ex moglie e tenta il suicidio

“7 Marzo 2019 Uccisa ragazza di 23 anni a Messina. L’ennesimo femminicidio e alla vigilia della festa della donna

“1 Aprile 2019 Catenanuova (EN) uccide ex moglie e si costituisce ai Carabinieri

“24 Maggio 2019 Malmenato poiché aveva chiesto alla fidanzata di lui se aveva bisogno di aiuto. Arrestato l’aggressore

“16 Giugno 2019  Uccide la moglie con la quale era separato innanzi al figlio anch’egli ferito

“23 Novembre 2019 Anche a Messina centinaia di donne in piazza contro la violenza di genere

“31 Marzo 2020 Strangola la compagna, tenta il suicidio, poi chiama i Carabinieri

“22 Maggio 2020 Maltrattamenti in famiglia. Arresti. I Carabinieri in Sicilia

“Io resto così” (Kimerik), il libro dedicato alle FFOO che diventa un film

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“Io resto così” (Kimerik Editore),  il libro di successo di Debora Scalzo, pubblicato nel 2016, diventa un film. Il volume, vincitore del Premio Speciale Eccellenza del Cuore 2016, racconta la storia di uomini e donne in divisa.

Il progetto di Debora Scalzo. Io resto così, dal libro al film

di Maria D’Auria

“Io resto così”,  il libro di successo di Debora Scalzo, pubblicato da Kimerik nel 2016, diventa un film. Il volume, vincitore del Premio Speciale Eccellenza del Cuore 2016, racconta la storia di uomini e donne in divisa. Una vita fatta di sacrifici, di turni spesso massacranti e di stipendi inadeguati. I rischi che ogni giorno corrono i poliziotti, ma anche la passione che li ha condotti a quella scelta che l’autrice definisce “una vocazione”.

La storia di Debora Scalzo, diretta dal regista Marco Pollini (che ne firma anche la sceneggiatura insieme all’autrice), è accortamente rappresentata ed è dedicata a chi ha perso la vita indossando la divisa,  sono le vittime del dovere.

Stefano Paoloni
(Stefano Paoloni- SAP)

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia sottolinea il sostegno del SAP per questo progetto: “Sosteniamo questo progetto vista la splendida narrazione. Finalmente un film dalla nostra prospettiva– spiega Paoloni attraverso un comunicato stampa-  Il libro narra la storia di due ragazzi che si innamorano.  Stella e Vincenzo, un poliziotto napoletano che viene trasferito a Verona. È la storia di un ragazzo, di un collega che sacrifica la sua vita nell’esercizio del suo dovere. Una delle rare volte in cui si racconta la nostra storia, dalla nostra prospettiva, dalla prospettiva cioè di chi dedica ogni giorno a servire la sicurezza del nostro Paese”.

 

Marco Pollini regista
(Marco Pollini- Regista)

Si legge tra le righe, anche l’entusiasmo del regista Marco Pollini. “È un onore far parte di questo progetto come pure è un onore commemorare e mettere in risalto i valori delle FFOO- afferma il regista–  Ho accettato di realizzare questo film  perché credo che le Forze dell’Ordine siano un grande esempio di dedizione, impegno e costanza e di grande aiuto per tutti i cittadini e per il nostro Paese”. Nel film, il regista rappresenta la vita “vera” della Polizia di Stato, “sulle volanti, sulle pantere… e cosa succede alle famiglie dei poliziotti quando perdono il loro caro, vittima del dovere”. Insomma, è un film girato dalla prospettiva dei poliziotti, da quella stessa parte in cui si trova il regista. Dalla parte dei poliziotti.

Prima della pandemia, è stata lanciata una Raccolta Fondi per la realizzazione del film. Sospesa per dare priorità alle donazioni per l’emergenza da Covid-19, la Campagna è ufficialmente ripartita con un bellissimo video di presentazione.

VIDEO

Se siamo ripartiti più forti di prima, è perché vogliamo realizzare con dedizione un film per i nostri eroi dimenticati dallo Stato”, scrive l’autrice sulla pagina Facebook “Io Resto Così Film”.

Chiunque voglia contribuire, anche solo con 1 euro (il costo di un caffè), può farlo cliccando al seguente link.

https://www.produzionidalbasso.com/project/quanto-vale-la-vita-di-un-poliziotto-la-vita-e-la-passione-delle-forze-dell-ordine-in-un-film/

(Piattaforma PRODUZIONI DAL BASSO – Debora Scalzo e Sonia Iacovone – Raccolta fondi per il film)

Castellammare di Stabia: rubata pistola ad agente della Polizia Municipale

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Nel pomeriggio di ieri, la Polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza nei confronti di due persone, responsabili del furto della pistola di un agente della Polizia Municipale.

Castellammare di Stabia: rubata pistola ad agente della Polizia Municipale

CASTELLAMMARE DI STABIA- Ieri pomeriggio personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa in data 05 giugno 2020 dal G.I.P. presso il Tribunale di Torre Annunziata dr. Antonello ANZALONE, e posta in esecuzione dal Sost. Proc. della Repubblica dr. Emilio PRISCO con provvedimento del 08 giugno 2020, nei confronti di GARGIULO Francesco, nato a Vico Equense (Na) il 13 maggio 1978, e di GARGIULO Catello, nato a Castellammare di Stabia il 28 giugno 1974, già detenuto presso la Casa Circondariale di Poggioreale

I due, in data 5 aprile 2020 in zona “Acqua della Madonna“, approfittando di un momento di distrazione della vittima, si sarebbero resi responsabili del furto di un marsupio asportandolo da una autovettura parcheggiata sulla pubblica via, dopo averne infranto il finestrino.

All’interno del marsupio era custodita la pistola di ordinanza di un appartenente alla Polizia Municipale di Castellammare di Stabia.

Le successive indagini della squadra investigativa del Commissariato di Torre Annunziata hanno permesso, in tempi celeri, di raccogliere elementi nei confronti dei due indagati, giungendo altresì al ritrovamento dell’arma rubata.

Dopo gli atti di rito, GARGIULO Francesco è stato sottoposto alla predetta misura ed accompagnato presso la sua abitazione.

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