I CC della Stazione di Gavardo hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un 57enne di Flero ritenuto responsabile di truffa aggravata all’INPS
57enne di Flero denunciato per truffa aggravata e continuata all’INPS
I Carabinieri della Stazione di Gavardo, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un 57enne di Flero ritenuto responsabile di truffa aggravata e continuata ai danni dell’INPS che ha fruttato l’indebita percezione di oltre 100.000 euro di pensione.
I militari hanno avviato le indagini a seguito di un intervento in un bar del posto ove era stata segnalata una lite tra gli avventori.
Il richiedente era proprio il 57enne, malmenato da un altro cliente, il quale riferiva di essere invalido.
I Carabinieri insospettiti hanno approfondito gli accertamenti, anche attraverso le immagini della videosorveglianza del Bar, dai quali è emerso che l’uomo durante la lite si era dimostrato in forza e agile a dispetto delle stampelle e della riferita mancanza di mobilità.
Dalla successiva lettura della documentazione medica l’uomo non avrebbe potuto neanche alzarsi autonomamente dalla sedia a dispetto di quanto fatto.
L’indagine, coordinata dal P.M. dott. Greco della Procura di Brescia, ha permesso di accertare che, a partire dal 2014, l’uomo aveva indebitamente percepito oltre 87000 euro a titolo di pensione di invalidità, ottenuta a seguito di un sinistro stradale, e 20000 euro circa a titolo di indennità di accompagnamento.
GdF Roma, confiscati in via definitiva beni per quasi 4 milioni di euro ad un imprenditore con precedenti per evasione fiscale e immobiliare
GdF Roma: confiscati in via definitiva beni per quasi 4 milioni di euro ad un imprenditore con precedenti per evasione fiscale e immobiliari
Roma- I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito la confisca diaziende, immobili, un‘imbarcazione e rapporti finanziari, per un valore complessivo di quasi 4 milioni di euro, nella disponibilità di Gabriele Tocchio, imprenditore settantenne con precedenti per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta.
Nel giugno del 2016 i beni erano stati prima sottoposti a sequestro, poi nel 2018, il Tribunale capitolino – Sezione Misure di Prevenzione, ne aveva disposto la confisca. La decisione è stata infine integralmente confermata dalla Corte di Appello di Roma ed è ora divenuta definitiva a seguito di pronunce della Corte di Cassazione.
Gli approfondimenti investigativi sono stati avviati su input del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata nell’ambito di un’iniziativa progettuale volta a verificare l’origine e la consistenza del patrimonio riconducibile a soggetti condannati per reati economico-finanziari.
In tale contesto, gli accertamenti eseguiti dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma sul conto di Tocchio hanno consentito di delinearne il profilo criminale, caratterizzato dalla sua propensione alla commissione, nell’arco di un ventennio, di reiterate violazioni penali-tributarie nonché il suo coinvolgimento in episodi fallimentari oggetto di contestazione in sede giudiziaria, tanto da qualificarlo come soggetto “socialmente pericoloso” ai sensi del “Codice Antimafia”.
Come evidenzia il Giudice della prevenzione, «tutte le vicende poste in essere sono concretamente indicative di uno stile di vita volto all’arricchimento selvaggio, completamente sprezzante delle norme civili, societarie, fiscali e commerciali».
Le indagini economico-finanziarie condotte nei confronti del proposto e dei membri del suo nucleo familiare hanno fatto emergere un significativo patrimonio societario e immobiliare del tutto incongruente rispetto ai redditi lecitamente dichiarati e, in gran parte, occultato dietro lo schermo giuridico di un trust, verosimilmente costituito per eludere possibili misure ablative.
Per effetto del provvedimento di confisca lo Stato ha definitivamente acquisito:
un trust con il relativo patrimonio, costituito, tra l’altro, da 3 unità immobiliari in provincia di Rieti;
l’intero compendio aziendale di 3 società di capitali;
un’imbarcazione di 24 metri;
le somme disponibili su conti correnti.
L’odierna attività testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione ai patrimoni accumulati dalla criminalità.
Una 23enne del catanese lancia la figlia contro l’ex amante. Teneva anche legata al seggiolone la bimba rompendole i denti con un cucchiaio.
Una 23enne di Acireale in provincia di Catania, madre di tre figli (due bambine di 5 e circa due anni e un maschietto di due mesi) è stata arrestata dai Carabinieri della Stazione di Viagrande, posta ai domiciliari in un’altra casa e indagata per maltrattamenti in famiglia, estorsione, furto in abitazione e uso indebito di carta di credito.
La donna vive insieme al compagno 30enne, ristretto ai domiciliari per furto, nell’abitazione dei genitori di quest’ultimo i quali tra l’altro, in particolare la madre, sono stati anch’essi oggetto di violenze e minacce da parte della ragazza nel difficilissimo periodo di convivenza.
Le indagini hanno fatto luce su una situazione drammatica con la donna capace di compiere gratuite ed ingiustificabili violenze fisiche e psicologiche nei confronti della figlioletta di due anni ma che, addirittura, hanno avuto inizio quando la piccola aveva solo qualche mese di vita.
Il compagno della giovane ed i suoi genitori erano ben a conoscenza del comportamento della donna la quale, però, aveva soggiogato l’intero nucleo familiare minacciando di rivalersi con ulteriori violenze proprio sulla bambina. La nonna della piccola ha passivamente subito ogni tipo di angheria e minaccia dalla compagna del figlio “… a te ti levo dal mondo! …”, solo perché quest’ultima aveva trovato la lavatrice ancora piena dei suoi indumenti appena lavati a anche, in altra occasione, sentire la giovane urlare al proprio figlio “… io prendo un coltello e a tua madre l’ammazzo!!! …”.
Ma un altro aspetto è l’assurda remissività del compagno e dei suoi genitori, costretti ad ascoltare e soffrire in silenzio, chiusi nelle proprie camere, le grida d’aiuto della nipotina percossa dalla madre, solo al fine di “limitare” le botte.
La bambina, come confidato dal compagno della giovane alla propria madre, aveva anche due denti rotti perché spezzati dalla madre con un cucchiaio sol perché, mentre le stava dando da mangiare, aveva avuto difficoltà a deglutire velocemente il cibo.
A denunciare tutto è stata la cognata della donna resasi conto della presenza sul corpo della piccola di segni di morsi sul viso, sulle braccia, sulla testa e di un sanguinamento dell’occhio destro per lo stesso motivo. Ha richiesto l’aiuto degli assistenti sociali del Comune di Viagrande il cui lavoro, unitamente agli accertamenti simultaneamente esperiti dai militari della locale Stazione, ha delineato un quadro agghiacciante della situazione.
È emerso che la piccola, comunque riconosciuta dal compagno della donna, era invece nata da una relazione avuta da quest’ultima con un uomo sposato di 55 anni il quale, incredibilmente, era anch’egli divenuto sua vittima. L’uomo ha dichiarato di ricevere continue richieste di denaro da parte della sua ex amante che, in particolare, lo minacciava di rivalersi fisicamente e psicologicamente sulla bambina in caso di suo diniego; in una di queste occasioni, addirittura, la donna ha lanciato la bambina sul parabrezza della sua autovettura quando aveva circa 15 mesi di età.
Nonostante lo sbigottimento per la gravità del fatto l’uomo aveva immediatamente raccolto la bambina per proteggerla dalla furia della donna che, invece, tentava in ogni modo di avventarsi su di lei per colpirla, riuscendo infine ad allontanarla, salvo poi lei minacciarlo testualmente che “… ora come salgo dentro l’ammazzo! (alla bambina) …”.
Lo scorso 25 giugno scorso, ancora a seguito di una richiesta di denaro non accolta dall’ex amante, quest’ultimo si era recato nella Stazione dei Carabinieri di Viagrande per esporre il caso ai militari nel tentativo di trovare una mediazione ed una soluzione al problema.
Ma la donna invece, appena allontanatisi dalla caserma, si è appropriata dei documenti dell’autovettura che gli ha poi restituito soltanto dopo la cessione di 40 euro, quindi rivolgendosi a lui con una terribile minaccia “… ti sei rovinato, ora vado a casa, prendo (…) e l’ammazzo di botte e se me la penso, una volte per tutte, la prendo e la butto dal balcone. Lo faccio una volta per tutte, ora la tengo al buio nella stanzetta e la tengo a digiuno. Questa cosa che tu stasera sei venuto dai Carabinieri ti farò vedere l’inferno! A tua figlia (…) con questo tuo comportamento di stasera l’hai rovinata con le tue mani, vedrà l’Inferno pure lei!!! ..”.
L’intraprendenza criminale della donna non ha risparmiato neanche i propri vicini di casa perché, introdottasi all’interno della loro abitazione, si è impadronita di una carta di credito custodita all’interno di un portafoglio unitamente al relativo pin d’accesso, effettuando successivamente due prelievi da 100 euro, come ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’istituto di credito.
Dalle indagini sarebbe anche emerso che la donna legava la piccola al seggiolone, anche dalle 12 alle 21, per obbligarla a non muoversi mentre lei usciva di casa.
La giovane avrebbe problemi di tossicodipendenza e avrebbe minacciato e picchiato anche l’attuale convivente e i suoceri quando gli rifiutavano i soldi per comprare la droga. La famiglia ha sempre taciuto per paura delle vendette annunciate dalla 23enne sulla piccola, nel tentativo di proteggerla, ma senza riuscirci.
Per la donna sono stati disposti gli arresti domiciliari in una abitazione diversa da quella dove abita con la famiglia e con divieto di comunicazione tra quest’ultima e la figlia minore, nonché la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale per 6 mesi.
Lancia la figlia Lancia la figlia Lancia la figlia Lancia la figlia
I Carabinieri, rinvenuta una pianta di marijuana di circa 2 metri, hanno arrestato un uomo di Isorella per coltivazione e spaccio di marijuana.
Arrestato un uomo ad Isorella: coltivazione e spaccio di marijuana
I Carabinieri della Stazione di Isorella, insospettiti dal continuo via vai di persone soprattutto giovani, hanno effettuato un servizio antidroga in abiti civili nei pressi di una cascina del luogo e, all’arrivo di un giovane, sono entrati anche loro nella cascina identificandolo e avendo così contezza che trattavasi di un 33nne del posto utilizzatore di marijuana per cui hanno proceduto alla perquisizione locale rinvenendo così 320 gr. di marijuana, 620 euro ritenuti provento di spaccio, materiale per il confezionamento delle dosi ed infine, nell’area cortiliva, hanno rinvenuto anche una pianta di marijuana di circa 2 metri di altezza per cui hanno tratto in arresto l’uomo per il reato di Coltivazione e detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.
Sottoposto a rito direttissimo il Giudice ha convalidato l’arresto.
La GdF di Catania ha eseguito 30 misure cautelari: 3 arresti in carcere, 21 domiciliari e 6 interdizioni imprenditoriali per un anno (video).
Su delega di questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo nei confronti di 30 persone (3 ristrette in carcere, 21 agli arresti domiciliari e 6 raggiunte dalla misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno) indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di reati tributari e, in particolare, di indebite compensazioni (attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti) aggravate dalla partecipazione di professionisti.
In forza del medesimo provvedimento cautelare, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania hanno eseguito anche il sequestro preventivo di 11 società commerciali, aziende utilizzate dagli indagati unicamente per perpetrare i reati tributari in contestazione. Al contempo, è in corso l’esecuzione di sequestri preventivi (anche per equivalente) finalizzati alla confisca di 9,5 milioni di euro.
Le persone tratte in arresto e condotte in carcere sono:
– PALADINO Antonio (cl. 1963), commercialista, quale Presidente dell’Associazione Datoriale CONFIMED ITALIA (ente di organizzazione di datori di lavoro con sede dichiarata a Roma e uffici amministrativi a Catania); – SANFILIPPO Gaetano (cl.1977), dipendente dello Studio Professionale “Paladino”, diretto collaboratore di PALADINO in CONFIMED ITALIA; – NICASTRO Andrea (cl.1974), libero professionista esercente l’attività di “consulente amministrativo” a disposizione della CONFIMED ITALIA.
Ristretti agli arresti domiciliari i seguenti professionisti attestatori per la loro opera di certificatori di crediti inesistenti:
– BIGI Paolo (cl. 1958) libero professionista esercente l’attività di “consulente amministrativo”; – GREGORINI Silvia (cl. 1964), commercialista;
entrambi operativi su Roma;
– LICCIARDELLO Giuseppina (cl. 1960), commercialista domiciliata a Catania, di fatto professionista a disposizione di PALADINO; – TOSCANO Pasquale (cl. 1966), commercialista operativo su Latina con studio a Napoli, il quale non risulta tra i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità; – NICOTRA Daniele (cl. 1982), commercialista domiciliato a Catania; – GALLO Gian Mario (cl. 1966), commercialista con studio a Segrate (MI), il quale non risulta tra i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità.
Le persone citate – unitamente a 12 soggetti di seguito generalizzati, amministratori di imprese commerciali – costituivano un’associazione a delinquere finalizzata alla sistematica perpetrazione di reati tributari.
Ristretti agli arresti domiciliari anche gli indagati di seguito generalizzati, quali rappresentanti legali ed amministratori delle società coinvolte nel fraudolento schema evasivo:
– DEBOLE Salvatore (cl. 1957), amministratore di fatto dell’Istituto di Vigilanza Privato A.N.C.R. avente sede a Belpasso (CT), società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di debiti erariali per 2,9 milioni di euro; – VETRANO Giuseppe (cl. 1959), rappresentante legale della “Delivery Express s.r.l.s”, con sede in Catania (CT), esercente l’attività di “trasporto di merci su strada”, società beneficiaria della cessione di crediti IVA fasulli compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di debiti tributari per 450.000 euro; – PIAZZA Gesualdo (cl.1975), rappresentante legale di “San Francesco Società Cooperativa”, con sede in Caltagirone (CT), esercente l’attività di “altri servizi per la persona” società beneficiaria della cessione di crediti IVA fasulli utilizzati per la compensazione di 1 milione di euro di debiti erariali; – DE SANTIS Fabrizio (cl. 1961), rappresentante legale della “Pachira S.r.l.”, società che dichiarava quale attività (ora cessata) di “cura e manutenzione del paesaggio, compresi parchi e giardini”, con sede a Roma, “portatrice” di crediti IVA inesistenti utilizzati per compensazioni per oltre 2,5 milioni di euro; – CROCCO Maria Rosa (cl. 1958), rappresentante legale della “B suite società cooperativa”, la quale dichiarava quale attività (ora cessata) quella di “pulizia generale (non specializzata) di edifici”, già con sede in Rignano Flaminio (RM), anch’essa “generatrice” di crediti IVA fasulli utilizzati per compensazioni con debiti tributari non onorati; – NOTO Carlo (cl. 1965), rappresentante legale della “Quattrotempi S.r.l.”, società che dichiarava quale attività (ora cessata) di “organizzazione di convegni e fiere”, con sede a Roma, anch’essa società strumento per la compensazione di crediti di imposte non esistenti; – PES Roberto (cl. 1965), rappresentante legale della “La Cartomatica S.r.l.”, società che dichiarava quale attività (ora cessata) di “servizi connessi a tecnologie informatiche”, con sede a Roma, anch’essa società utilizzata per generare la compensazione di imposte per 1,3 milioni di euro; – GUARDABASCIO Pietro (cl. 1964), quale rappresentante legale di “Il Garofalo S.r.l.s.”, con sede a Roma ed esercente l’attività di “ipermercato”, società strumentale alla formazione di crediti tributari inesistenti da compensare con debiti tributari non assolti; – DI MEO Sebastiano (cl. 1951), rappresentante legale della società “Di Meo S.r.l.s”, azienda che dichiarava quale attività (ora cessata) “l’installazione di impianti per la distribuzione del gas”, con sede a Napoli, anch’essa società utilizzata per generare una compensazione di imposte a favore dell’Istituto di Vigilanza Privato A.N.C.R.;
E ancora:
– GALLONE Cosimo Damiano (cl. 1982), attualmente detenuto preso la Casa circondariale di Verona per rapina aggravata, rappresentante legale di “C.B.L. Trasporti e servizi società cooperativa”, avente quale attività il “trasporto di merci su strada” con sede in Pero (MI), anch’essa società veicolo per la creazione di crediti IVA fasulli; – BARRELLA Mario (cl. 1962), anch’egli nella qualità di rappresentante legale della succitata “C.B.L. Trasporti e servizi società cooperativa”; – MAGGIO Marco (cl. 1979), rappresentante legale di “Job Act Società Cooperativa”, attività dichiarata di “pulizia generale (non specializzata) di edifici”, avente sede a Milano, società cooperativa utilizzata dagli indagati per la creazione di crediti IVA fittizi poi portati in compensazione; – PELLONI Carmine (cl. 1963), rappresentante legale della “Molly Malone 2015 S.r.l.s.”, società che dichiarava quale attività (ora cessata) di “catering per eventi, banqueting”, con sede in Segni (RM), anch’essa utilizzata per generare la compensazione di imposte per circa 1,2 milioni di euro; – BERTOLINI Davide (cl. 1975), uno dei rappresentanti legali della “Textile Export S.r.l.”, avente sede in Roma (RM) ed esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di tessuti”, società i cui crediti tributari fasulli sono stati ceduti per favorire l’inadempimento di debiti tributari di soggetti terzi; – GALLO Michele Antonio Gerardo (cl. 1945), anch’egli rappresentante legale della citata “Textile Export S.r.l.”;
Sono stati, invece, raggiunti dal provvedimento del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale i soggetti di seguito indicati:
– DEBOLE Claudia (cl. 1983), quale rappresentante legale del già citato Istituto di Vigilanza Privato A.N.C.R.; – CELESTI Giacomo (cl. 1970), rappresentante legale della “Business Projects industrial services s.r.l. unipersonale” avente sede ad Augusta (SR) ed esercente l’attività di “installazione di impianti telecomunicazioni e elettronici”, beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di un’esposizione tributaria complessiva di 3,9 milioni di euro. – RISICATO Federico (cl. 1974), rappresentante legale della “Vigil Service s.r.l.” con sede in Belpasso (CT), quale società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di debiti tributari effettivi per 62.000 euro; – SPERA Michele (cl. 1967), rappresentante legale della “RE. POINT s.r.l.” avente sede a Ragusa, esercente l’attività di “altre attività di servizi connessi a tecnologie informatiche”, società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di un’esposizione tributaria complessiva di 105.000 euro; – GIANFORMAGGIO Rita (cl. 1993), rappresentante legale della “New Solar s.r.l.” avente sede a Catania esercente l’attività di “altre attività di consulenza amministrativa”, società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di debiti tributari complessivi per 252.000 euro; – BALSAMO Renato (cl. 1953), rappresentante legale della “Ariel Società cooperativa Sociale” avente sede a Catania ed esercente l’attività di “altri servizi di sostegno alle imprese”, società anch’essa beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di un’esposizione tributaria complessiva di 450.000;
L’operazione condotta dal Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo P.E.F. di Catania, convenzionalmente denominata “FAKE CREDITS”, sotto la direzione del gruppo di Magistrati di questa Procura specializzati nel contrasto ai reati fallimentari e tributari, è stata caratterizzata dall’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali nonché di accertamenti bancari unitamente alla disamina (a riscontro) di documentazione contabile ed extracontabile nonché di materiale informatico acquisito nel corso di una perquisizione locale.
La complessa investigazione, dispiegatasi da febbraio del 2019 all’aprile di quest’anno, ha tracciato la commercializzazione di oltre 25 milioni di euro di crediti fittizi di cui oltre 9,5 milioni utilizzati per indebite compensazioni.
L’efficace attività repressiva posta in essere dalla Guardia di Finanza di Catania trae origine dall’esecuzione di una verifica fiscale svolta nei confronti dell’Istituto di Vigilanza Privata “A.N.C.R. S.r.l”. con sede in Belpasso (CT), conclusasi, tra l’altro, con la segnalazione al competente ufficio finanziario di violazioni in materia di indebite compensazioni per oltre 2,8 milioni di euro. Lo schema fraudolento, ideato e alimentato da una rete di professionisti attivi su tutto il territorio nazionale, ricostruito dai Finanzieri, anche attraverso una meticolosa ricostruzione dei flussi finanziari generati dalle operazioni commerciali finite sotto la lente di ingrandimento degli investigatori economico- finanziari, si snodava lungo le seguenti fasi:
– reperimento e costituzione di società “farlocche” in mano a prestanome, titolari di crediti impositivi puntualmente emergenti dalle dichiarazioni fiscali presentate: è in questa fase che intervenivano i certificatori, BIGI Paolo, GREGORINI Silvia, LICCIARDELLO Giuseppina, TOSCANO Pasquale, NICOTRA Daniele, GALLO Gian Mario chiamati ad apporre il cosiddetto visto di conformità (visto leggero) attestante la regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e alla relativa documentazione sia per le imposte sui redditi sia ai fini I.V.A.; – commercializzazione dei crediti tributari fasulli a beneficio delle società sopra specificate caratterizzate da consistenti esposizioni con l’Erario; – effettuazione delle operazioni di compensazione crediti tributari fittizi – debiti tributari reali mediante compilazione e inoltro telematico dei modelli di pagamento; fase realizzativa curata da PALADINO e dagli altri professionisti che certificavano i crediti fittizi delle società accollanti “farlocche”; – gestione dei corrispettivi originati dagli accolli e dalle operazioni di cessione del credito: in questa fase, PALADINO, SANFILIPPO e NICASTRO, attraverso la CONFIMED ITALIA, gestivano direttamente, e a loro piacimento, tutti gli introiti generati dalle illecite compensazioni. Gli accertamenti bancari eseguiti nel corso delle indagini hanno permesso di constatare che le società indebitate, accollate/cessionarie, hanno versato alla CONFIMED ITALIA oltre 6,3 milioni di Euro che, ovviamente, non venivano riversate alle accollanti/cedenti, ma trattenute dal sodalizio criminale; solo 700 mila euro risultavano impiegati per pagamenti a favore di un fideiussore svizzero e di alcune accollanti fittizie, queste ultime società strumentali allo svuotamento dei conti della citata CONFIMED.
La CONFIMED ITALIA giocava, dunque, un ruolo decisivo nell’iter delittuoso appena descritto annoverando tra gli associati società costituite al solo fine di esporre nelle dichiarazioni fiscali, presentate nel corso della loro breve vita, crediti d’imposta fittizi. La CONFIMED, che disponeva di professionisti incaricati di apporre il cd. visto di conformità nelle dichiarazioni attestanti i falsi crediti erariali, offriva ai propri convenzionati gravati da debiti tributari, la possibilità di beneficiare di crediti erariali inesistenti proponendo un fideiussore svizzero (peraltro non abilitato a svolgere attività finanziaria in Italia) per garantire le operazioni commerciali e, da ultimo, incassa in nome e per conto delle accollanti/cedenti gli ingenti corrispettivi pattuiti per le operazioni di accollo/compravendita dei crediti.
Gli associati della CONFIMED, imprese beneficiarie delle citate finalità illecite, sfruttavano la possibilità di alleggerire la propria posizione debitoria con l’Erario, ottenendo un vantaggio economico pari ad almeno il 20% del carico impositivo dovuto; queste imprese non avevano remora ad affidare ingenti somme di denaro alle società accollanti/cedenti prima, e alla CONFIMED ITALIA poi, ben consapevoli del vantaggio finanziario che ne sarebbe derivato. Plurimi sono gli elementi indiziari a sostegno della consapevolezza dei soggetti imprenditoriali beneficiari delle indebite compensazioni circa la partecipazione a un preciso disegno criminoso: un esame superficiale del bilancio pubblicato dalle società detentrici dei crediti fittizi pone pochi dubbi circa la non veridicità dei dati economici esposti; la scelta di CONFIMED del fideiussore svizzero (nemmeno iscritto negli albi tenuti dalla Banca d’Italia) e la lettura della polizza assicurativa proposta inducevano a ritenere che le imprese accollanti non avrebbero prestato alcuna garanzia per l’adempimento degli obblighi assunti.
Altro elemento caratterizzante il modello evasivo fiscale ideato dal sodalizio criminoso è dato dalla partecipazione di imprese “portatrici” di crediti IVA certificati che in realtà erano soggetti economici inesistenti (solitamente di costituzione recente, dichiaravano la loro sede d’affari presso luoghi dove insistono realtà aziendali differenti, presentavano le dichiarazioni inziali necessarie ad avviare il circuito illecito e sono formalmente amministrate da persone prive di ogni capacità manageriali). Tali soggetti giuridici, in data odierna, sono stati raggiunti dal provvedimento cautelare del sequestro impeditivo delle quote societarie e sono, come su citate, “Pachira S.r.l.”, “B suite società cooperativa”, “Il Garofalo S.r.l.s.”, “Di Meo S.r.l.s”, “Job Act Società Cooperativa”, “Quattrotempi S.r.l.”, “La Cartomatica S.r.l.”, “Ariel Società cooperativa Sociale”, “C.B.L. Trasporti e servizi società cooperativa”, “Molly Malone 2015 S.r.l.s.” e “Textile Export S.r.l.”.
La complessa indagine, condotta dalle Fiamme Gialle di Catania, ha dunque consentito di interrompere uno schema delinquenziale attuale e ripetuto di evasione d’imposte orchestrato da figure professionali qualificate, imprenditori prestanome compiacenti e imprese pronte ad accaparrarsi benefici fiscali non spettanti; l’attività delle Fiamme Gialle etnee assume ancor maggior pregio ove si consideri l’attuale e generale crisi economica indotta dalla fase pandemica che già mette a rischio la sopravvivenza di molte imprese che verrebbero ulteriormente minacciate dalla presenza sul mercato di società commerciali sleali che operano mettendo continuamente a frutto ripetuti inadempimenti dell’obbligo di versare le imposte dovute.
CorSport – Napoli, la probabile formazione contro il Milan
Obiettivo: restare al quinto posto. Domenica sera, ore 21:45, scendono in campo le due squadre(insieme all’Atalanta) più in forma da quando si è ripresi a giocare: Napoli-Milan. Due allenatori che hanno intenzione di vincere e che quindi schiereranno i migliori giocatori a loro disposizione. A tal proposito, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, riportiamo la probabile formazione degli azzurri:
“Nel 4-3-3 di Gattuso tornano gli squalificati Koulibaly e Demme tra difesa e centrocampo, davanti a Meret gireranno Di Lorenzo-Manolas-Koulibaly-Mario Rui. In mezzo al campo mezze ali Fabian e Zielinski, con Demme centrale, e in attacco il tridente ormai storico formato da Callejon, Mertens e Insigne.”
“Corpi violati, ma resilienti -Quando l’amore è un non amore” di Gilda Cecoro, un libro per non dimenticare che la resilienza aiuta a continuare a vivere, anche quando ci si sente morti dentro.
“Corpi violati, ma resilienti – Quando l’amore è un non amore”
“Corpi violati, ma resilienti . Quando l’amore è un non amore è un testo molto delicato, con cui Gilda Cecoro rende onore alla memoria di Imma Villani e a tutte le donne e bambini vittime di violenza.
Il testo è strutturato in cinque parti, che si incastrano perfettamente, e affronta un tema molto delicato, quello della violenza sulle donne, in particolare della violenza assistita intra-familiare.
Disgraziatamente, nonostante siamo nel 2020, la visione maschile rispetto alla Donna e al femminile, tarda ad evolversi.
Seppur vero, che non tutti gli uomini sono uguali, i peggiori purtroppo riescono a fare danni irreparabili: uccidono o anche rendono le donne che hanno incontrato nel corso della vita “dei cadaveri che camminano”.
Aspetto “positivo” degli ultimi anni, è che finalmente si ha meno paura – e vergogna- di chiedere aiuto : mogli, madri, figlie, fidanzate, nonne, zie, compagne, partner, amiche, donne di tutte le età riescono finalmente a percepire dentro di sé, che quelle relazioni, quei legami uccidono, sono soffocanti, le stanno strozzando, le stanno uccidendo.
E quindi finalmente, l’istinto di sopravvivenza esplode, e bando all’ imbarazzo (?) di andare a raccontare i fatti propri, alla paura di non essere credute, al terrore del non sapere cosa accadrà dopo -se effettivamente accadrà qualcosa, si va… e si denuncia. FINALMENTE.
Purtroppo, nonostante l’atto di coraggio, le ferite che lasciano le violenze subite, fisiche, psicologiche, e anche l’aver assistito per anni e anni a scene di violenza -pensiamo all’ambito domestico- restano come un veleno in circolo nel corpo, nel cuore e nella mente. Per questo motivo, è una questione che riguarda tutti. Siamo tutti chiamati a prendere atto della realtà e a sentirci coinvolti.
Le persone vittime di violenza sono Cittadini come tutti gli altri, ai quali però, nell’ambito “familiare” -che “sarebbe la prima comunità in cui si cresce”- è stato inferto un colpo durissimo, che determinerà per loro difficoltà per inserirsi “nel mondo” memori di ciò che hanno subito. Non basta dire “quando lavoro lascio i miei problemi fuori dalla porta “, perché i “problemi” che lasciano le violenze subite sono veleni, lacrime che esplodono “dentro”, determinando problemi di salute non indifferenti e annientano la Fiducia nel Futuro e negli altri.
Per questo il fatto che esiste ancora la violenza di genere è un problema di Stato: un Paese perde la possibilità di crescere, se le sue risorse vitali, i Cittadini -e quindi le persone vittime di violenze, non possono avere le risorse, la possibilità per affacciarsi al Mondo con fiducia e Speranza e credere che quello che hanno vissuto “nella prima comunità” non è l’unica realtà possibile.
Sarebbe bello, se oggigiorno, si abbandonassero definitivamente quei detti popolari per cui “tra moglie e marito non mettere il dito” o anche capire che NON è DISCREZIONE tacere quando ci si accorge che “certe situazioni” in “certe famiglie” “sono strane”…
Tacere dinanzi all’ingiustizia è un crimine, non è “essere discreti” e Sì ci riguarda TUTTI, perché potrebbe capitare a tutti. Molto spesso le vite sono segnate non dai progetti che facciamo, dai traguardi che raggiungiamo, ma dalle conseguenze che derivano dalle azioni altrui.
Questo Lavoro è supportato da personalità importanti, sia umanamente, sia per il ruolo che rivestono:
-Il dott. Vincenzo Gioia, che ha curato la prefazione; Capo di Gabinetto della Questura di Napoli; a dimostrazione che questo è un problema di Stato, e che lo Stato c’è.
-La dott.ssa Rita Villani ispettore superiore SUPS della Polizia di Stato e responsabile dell’ufficio Violenza di genere del Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare di Stabia.
-Libera Cesino, avvocato penalista e presidente di “Libera dalla violenza”; esperta in violenza di genere e diritti umani; tantissimi sono i casi che segue, permettendo a tutte le donne vittime di violenza di sentirsi davvero protette e Libere di riuscire ad immaginarsi un Futuro a partire dal primo coraggiosissimo passo, quello di denunciare.
-dott.ssa Viviana Donnarumma, impiegata nella direzione amministrativa della ASL Salerno e laureata in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”, Napoli;
– Rossella Idìl Thè Marraffino, laureata in Scienze della Formazione Primaria, insegnante di scuola dell’infanzia; art trainer ed ideatrice di laboratori creativi per bambini;
– Cla Bi, attrice e scrittrice salernitana; diplomata all’Accademia di Mimo. Ha lavorato con Luigi De Filippo, Angela Pagano, Mario Martone, Tato Russo.
E infine altro ringraziamento da parte di Gilda Cecoro è per Loredana De Simone, Immacolata Pane e Angela Cioffi per aver raccontato e riportato la loro storia. Sono l’esempio della rivalsa, della rinascita … della RESILIENZA.
Milik-Juventus, Tuttosport: i bianconeri offrono Bernardeschi agli azzurri
Il capitolo dedicato ad Arek Milik resta sempre molto caldo. Il polacco si è promesso alla Juventus che però vorrebbe acquistarlo dando al Napoli una contropartita. Si parla di Federico Bernardeschi e,secondo quanto riporta il Tuttosport, l’ok dell’esterno italiano per trasferirsi a Napoli potrebbe far decollare del tutto la trattativa. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:
“Secondo i beni informati il carisma di Gattuso alla lunga potrebbe convincere Bernardeschi, che però al momento si vede bianconero. La Juventus non è nemmeno sicura di voler sacrificare Bernardeschi, preferirebbe altre contropartite: da Rugani a Romero fino a Luca Pellegrini. Se il Napoli dovesse ottenere il via libera di Bernardeschi, sarebbe più semplice trovare un compromesso sulle valutazioni e sui problemi legati alla gestione diritti d’immagine dello juventino.”
Il Mattino – Napoli, settimana prossima ADL incontra gli agenti di Koulibaly
Kalidou Kuolibaly. Ogni anno si parla sempre di una possibile partenza del senegalese che mai come in questa stagione sembra certa. Infatti, secondo quanto riporta Il Mattino, settimana prossima ci sarà un incontro tra Fali Ramadani e Aurelio De Laurentiis per discutere sul futuro del difensore. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:
“La prossima settimana Fali Ramadani e i suoi collaboratori saranno a Napoli per trattare con Aurelio De Laurentiis e Cristiano Giuntoli per la questione legata a Kalidou Koulibaly. Ramadani porterà a De Laurentiis i risultati dei sondaggi effettuati con il Liverpool che vorrebbe affiancare Koulibaly a Van Dijk, il Manchester City che vuole un terzo centrale di livello internazionale, il Manchester United e con l’incognita Newcastle che ancora deve completare il closing con il fondo sovrano saudita. Da non escludere la pista Psg: dopo l’addio di Thiago Silva, Leonardo è ancora a caccia di un centrale. Finora, però, nessuno è arrivato a offrire 80-90 milioni, offerte tali da far vacillare De Laurentiis: Ramadani porterà l’istanza di Koulibaly di provae un’ultima grande avventura nella sua carriera, senza fare barricate, per l’addio, cercando di portare l’asticella della trattativa vicina ai 70 milioni. Solo il City, al momento, ha incalzato Ramadani con un pressing più vivace, anche dopo l’ennesimo infortunio per il centrale John Stones: la strada che porta Koulibaly da Guardiola potrebbe essere quella principale per la cessione”
Al Rione CMI, ennesima reliquia stabiese di un’area industriale che fu, ha almeno visto riaperta stamattina la propria spiaggia.
Riaperta stamattina la spiaggia del quartiere CMI di C.mare di Stabia
Gli abitanti del popoloso quartiere, posto nella periferia nord della città, potranno riavere il loro “posto al sole” ed accedere alla spiaggia del litorale stabiese in tutta sicurezza.
Una conquista resa possibile dall’accordo privato tra il R.O.S.S. e “Marina di Stabia”, con la mediazione dell’Amministrazione comunale, nelle persone del Sindaco Gaetano Cimmino e del Consigliere comunale Ernesto Sica.
Grazie ai volontari dell’associazione R.O.S.S. “Reparto Operativo Soccorso Stabia” che, con grande professionalità, svolgono dal 2009 azioni di Protezione Civile sul territorio e all’impegno di “Marina di Stabia”, uno dei porti turistici più grandi d’Europa sul litorale stabiese proprio al centro del Golfo di Napoli, l’accordo è stato finalmente siglato.
Il Consigliere Ernesto Sica si è detto particolarmente soddisfatto della restituzione di questo spazio agli abitanti del rione, dove la vita a volte può essere difficile, dove si può cadere nel disagio sociale o avvertire un senso di marginalità, di abbandono, tipico di tutti i quartieri geograficamente decentrati. “Come tutte le problematiche risolte nel CMI, e come ogni problema che mi viene sottoposto in ogni quartiere della città, ”– ha affermato il Consigliere Sica – “anche questa questione l’ho presa profondamente a cuore, cercando una soluzione.”
E la soluzione è finalmente arrivata, dopo un mese di lavoro, con la effettiva riconsegna stamattina alle 10,00 di questo spazio alla comunità, che simbolicamente rappresenta il primo passo verso la riconquista del mare, di quel mare del Golfo, diventato inaccessibile alla maggior parte dei cittadini. “È importantissimo avere ridato la spiaggia ad un quartiere che deve divenire sempre meno periferia, riappropriandosi del mare e diminuendo la distanza con il centro. Questo quartiere non è solo!” ha evidenziato Sica, sottolineando come queste iniziative possano contribuire al cambiamento.
Un cambiamento che per il quartiere sembrava imminente nel 2007, con la costruzione del nuovo porto turistico di “Marina di Stabia” e con la riqualificazione della fascia costiera, in quanto era previsto anche un restyling della zona, con varie strutture ricettive, commerciali e di intrattenimento.
Il piano comprendeva la costruzione di un albergo a quattro stelle, un centro commerciale, una sala cinematografica, ristoranti e fast food e alcuni di questi progetti erano stati firmati dal famoso architetto Fuksas .
Ad oggi nessuno di questi progetti è stato ancora realizzato e il rione CMI continua ad essere un quartiere dormitorio di un’area industriale dismessa. Dell’orgogliosa zona industriale degli anni ’50 del Novecento non resta altro che un agglomerato di case popolari, opifici fatiscenti e scheletri di ciminiere. L’accordo raggiunto con “Marina di Stabia” riaccende però un barlume di speranza.
SEQUESTRATI A LODI, E DONATI, 6000 LITRI DI PRODOTTO IGIENIZZANTE CONFISCATI. CONSEGNATI ALLA PROTEZIONE CIVILE ED ALLA CARITAS.
Sequestrati a Lodi, e donati, 6000 litri di prodotto igienizzante (VIDEO)
Sono incessanti le attività svolte dalla Guardia di Finanza di Lodi per monitorare, e prevenire, l’immissione in commercio di dispositivi di protezione individuale e di beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica non conformi alle disposizioni normative.
Nelle ultime settimane, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Lodi, hanno proceduto al sequestro di 6.000 litri di prodotto igienizzante venduto con una dichiarata azione “sanitizzante” per la cute, in assenza di autorizzazione del Ministero della Salute, creando, di fatto, nei consumatori una falsa aspettativa nei confronti dello stesso prodotto.
Le successive analisi chimiche disposte dall’Autorità Giudiziaria hanno, inoltre, consentito di verificare che, in realtà, le sostanze impiegate ben si prestano alla sola disinfezione di superfici e non della cute.
Su proposta delle Fiamme Gialle tale merce è stata requisita dal Prefetto di Lodi per la successiva consegna alla Protezione Civile, sede di Codogno, ed alla Caritas diocesana per fronteggiare l’emergenza sanitaria in tutte le parrocchie della Curia.
L’attività di controllo della Guardia di Finanza sul commercio di dispositivi di protezione individuale e presidi medico chirurgici costituisce, in questo momento particolarmente delicato, un valido contributo al reperimento di beni indispensabili per l’intera collettività.
In corso operazione “Cerbero”. Sedici arresti a Santa Caterina Villarmosa (CL) da parte dei Carabinieri e Guardia di Finanza.
È attualmente in corso una operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza nel Comune di Santa Caterina Villarmosa(in provincia di Caltanissetta, nell’ambito della quale si stanno eseguendo misure cautelari personali nei confronti di sedici soggetti tra i quali alcuni componenti della locale amministrazione comunale, imprenditori e dirigenti pubblici. Ad alcuni degli indagati viene contestato, tra l’altro, l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati contro la pubblica amministrazione.
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Sfida ad altissima tensione quella tra Juve Stabia e Virtus Entella. Domani alle ore 18.45, in un Menti tristemente deserto, le vespe si giocano le ultime chance di salvezza contro i liguri di mister Roberto Boscaglia. L’assenza dei tifosi, purtroppo, ha già inciso negativamente per la Juve Stabia nella sconfitta per 2-3 con il fanalino di coda Livorno.
La Virtus Entella è una squadra con ottime individualità e naviga al centro della classifica della cadetteria ed è alla ricerca degli ultimi punti per poter festeggiare in anticipo la salvezza, essendo anche lei una neopromossa. Nonostante ciò, la presenza di alcuni esperti come Mancosu, Pellizzer, Poli, Paolucci, Rodriguez e De Luca, solo per citarne alcuni, ha aiutato i liguri a salvarsi.
La Juve Stabia, al contrario, ha sperperato tutto nel post lockdown inanellando quattro sconfitte su quattro e finendo ad un passo dalla retrocessione diretta in Lega Pro. La squadra di mister Fabio Caserta si gioca un’enorme fetta di salvezza contro i diavoli liguri.
Come se non bastasse, oltre al periodo nerissimo, in casa Juve Stabia ci saranno tante assenze a complicare ancora di più la situazione. Il faro Calò e il terzino Ricci saranno out per squalifica mentre non faranno parte del match Mezavilla e Cissè causa infortunio. Anche Elia non è a disposizione. Proprio le assenze di Elia, Ricci e Calò sono quelle che peseranno di più essendo due uomini chiave nello scacchiere delle vespe.
Tanta abbondanza in casa Entella, sopratutto in attacco dove ci sono quattro attaccanti che sarebbero titolari in quasi tutte le altre squadre cadette (Morra, Mancosu, De Luca G, De Luca M, Rodriguez e il trequartista Chajia). Al netto dei ballottaggi, queste potrebbero essere le probabili formazioni del match:
Juve Stabia, i convocati di mister Caserta per il match con la Virtus Entella. Cinque assenze di rilievo tra le Vespe: out anche Elia
Juve Stabia, i convocati di mister Caserta per il match con la Virtus Entella
Diramato il comunicato ufficiale con l’indicazione degli squalificati e degli indisponibili per le Vespe che domani sera alle ore 18:45 al “Romeo Menti” affronteranno la Virtus Entella di mister Boscaglia per la trentatreesima giornata del campionato di Serie B 2019-2020. Tra le Vespe cinque assenze pesantissime: oltre agli squalificati Calò e Ricci, mancheranno anche gli infortunati Elia, Cissè e Adriano Mezavilla. Aggregati in prima squadra i giovani Della Pietra e Guarracino.
Prima del match con la Virtus Entella sarà osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Giuseppe Rizza, ex calciatore della Juve Stabia, tragicamente scomparso all’età di 33 anni, che era nella rosa della squadra che nel 2010-2011 conquistò la promozione in Serie B con la finale playoff vinta allo stadio “Flaminio” di Roma contro l’Atletico Roma.
Di seguito il comunicato ufficiale della società stabiese con l’indicazione degli squalificati e degli indisponibili delle Vespe.
“Tutti in ritiro: mister Fabio Caserta ha portato a Cava de’ Tirreni anche i calciatori squalificati ed infortunati che non prenderanno parte a Juve Stabia-Entella, valevole per la 33^ giornata del Campionato di Serie BKT, in programma domani, 10 luglio 2020, con inizio alle ore 18.45 allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia. Aggregati i giovani Della Pietra e Guarracino. Prima della partita verrà osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Giuseppe Rizza, ex calciatore della Juve Stabia, tragicamente scomparso in settimana all’età di 33 anni. SQUALIFICATI: Calò e Ricci, INDISPONIBILI: Cisse, Elia e Mezavilla”.
A Porta Capuana e Rione Traiano, gli agenti di Polizia impegnati in operazioni di controllo vs prostituzione e spaccio di droga.
Polizia in operazioni di controllo vs prostituzione e droga
NAPOLI- Ieri mattina a Porta Capuana, gli agenti di Polizia del Commissariato Vicaria-Mercato, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno effettuato un servizio straordinario del controllo del territorio nella zona di Porta Capuana dove era stata segnalata la presenza di persone dedite alla prostituzione.
Nel corso dell’attività sono state identificate 30 persone e sono stati controllati 16 veicoli.
Inoltre, sono stati effettuati dei controlli ad alcuni bassi in via Cappella a Pontenuovo e vico S. Caterina a Formiello in cui sono state trovate nove donne di diversa nazionalità .
Quattro georgiane tra i 37 e 44 anni, irregolari sul territorio nazionale, sono state denunciate per ingresso e soggiorno illegale nel territorio Stato e nei loro confronti sarà avviata la procedura di espulsione.
Oggi pomeriggio al Rione Traiano, gli agenti del Commissariato Pianura, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato, nei pressi del rione Traiano, uno scooter con una donna a bordo che si muoveva con circospezione.
I poliziotti l’hanno seguita fino a via Gentileschi dove l’hanno bloccata trovandola in possesso di un panetto del peso di circa 100 grammi di hashish e della somma di 120 euro.
Domenica Caparro, 57enne napoletana con precedenti di polizia, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tra Torre del Greco e Cercola due arresti dei Carabinieri: un “evasore” dei domiciliari e un estorsore di denaro al parroco.
Carabinieri in azione: 2 Arresti tra “il Sacro e il Profano”
TORRE DEL GRECO- I Carabinieri hanno “nuovamente” arrestato un uomo trovato fuori casa con una schedina tra le mani… Era ai domiciliari!
Il brivido del gioco e la sua passione per il calcio non ha fermato Lorenzo Cuciniello, 39enne di Torre del Greco già noto alle Forze dell’ Ordine. Era sottoposto ai domiciliari ma la voglia di puntare sulle partite in programma ha avuto la meglio e ha così lasciato la sua abitazione per raggiungere un vicino centro scommesse. I Carabinieri della sezione radiomobile di Torre Del Greco lo hanno beccato davanti al portone del palazzo, mentre rientrava con la “schedina” ancora tra le mani.
Arrestato per evasione, Cuciniello è stato nuovamente sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.
A Cercola invece i Carabinieri sono intervenuti in aiuto di un parroco minacciato da un 48enne che voleva estorcergli 20 euro.
Nel pomeriggio di ieri il tribunale di Torre Annunziata, durante l’udienza di convalida, ha ritenuto responsabile Salvatore Arienzo, 48enne del posto già noto alle forze dell’ordine, dei reati di estorsione e resistenza a p.u. per i quali era stato arrestato sabato scorso dai carabinieri della tenenza di Cercola.
L’uomo ha costretto il sacerdote di una parrocchia di Cercola a consegnargli 20 euro, minacciando di distruggere banchi e arredi sacri della chiesa. Ottenuta la somma è fuggito.
Il parroco, che già conosceva il 48enne, poco prima di essere avvicinato ha fatto partire una telefonata ad un secondo prelato. Quest’ultimo, dall’altro lato della cornetta, ha ascoltato tutto – minacce comprese – e ha allertato i carabinieri.
I militari l’hanno individuato mentre entrava nella stazione della vicina circumvesuviana e inseguito, anche sui binari.
Bloccato lo hanno arrestato e poi tradotto al carcere di Poggioreale dove è rimasto anche dopo la convalida.
Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio della Stiria
Risposte,conferme,riscatti. Ogni team ha associato un obiettivo: c’è chi va a caccia di risposte, come la Ferrari che, dopo la gara di domenica in Austria in cui l’unica nota positiva è stata la gara di Leclerc, ha capito che sulla Rossa c’è ancora tanto da lavorare. C’è chi va a caccia di conferme, come la Mercedes con Bottas o come la McLaren e la Racing Point grandi protagoniste del GP a Spielberg. E infine c’è chi va alla caccia del riscatto: la Red Bull che ha visto i suoi due politi neanche tagliare la linea del traguardo domenica; ma anche Lewis Hamilton, con un weekend, il suo, assolutamente da dimenticare. Ognuno ha il suo obiettivo, vedremo se tutte le vetture però riusciranno a raggiungerlo. Quando scoprirlo? Domenica, 15:10, si corre a Stiria. A tal proposito, riportiamo gli appuntamenti del Gran Premio:
Givova Scafati, ufficiale l’arrivo di Randy Culpepper
La Givova Scafati continua a lavorare sul mercato. Il club gialloblù infatti è lieto di comunicare di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive dell’atleta di nazionalità statunitense Randy Lechard Culpepper. In grado di giocare sia da playmaker che da guardia, il cestista trentunenne di 182 cm per 79 kg è il secondo straniero che giocherà in serie A2 con la divisa gialloblù nella prossima stagione agonistica 2020/2021.
Non è la prima volta che militerà per una società italiana, avendo in curriculum una buona esperienza in massima serie con la maglia di Cantù (stagione 2017/2018), durante la quale ha fatto registrare 17 punti di media a partita, conditi da 3,4 rimbalzi, 3,7 assist e primo in assoluto per palle recuperate (2,1 di media), e la fugace apparizione dello scorso febbraio a Pistoia, dove ha disputato, prima dell’interruzione dei campionati per la pandemia, una sola partita, realizzando 20 punti e conquistando 4 rimbalzi.
Givova Scafati, chi è Randy Lechard Culpepper
Cresciuto cestisticamente agli UTEP Miners dell’università del Texas ad El Paso, esperienza chiusa con 19,3 punti di media, prima del debutto europeo (stagione 2011/2012) in Ucraina al Zaporizhye, con cui disputa due campionati consecutivi: il primo da 22,4 punti e 3,6 assist di media; il secondo da 21,6 punti e 4,8 assist di media. Nel 2013 si è spostato nella vicina Russia, per giocare nelle fila del Volgograd, restandovi due stagioni di fila (intervallate da una fugace apparizione nel campionato libanese con l’Al Hekmeh Beirut): la prima da 26 punti e 2,5 assist di media, risultando il miglior marcatore dell’intera VTB League; la seconda da 21 punti e 2,7 assist di media, con una importante esperienza in Eurocup. La sua stagione 2015/2016 è iniziata invece in Francia con il Limoges e proseguita in Turchia con il Besiktas Istanbul. Si è trattenuto in Anatolia pure nel 2016/2017, per indossare la maglia del Best Balikesir (14,6 punti e 2,9 assist di media), prima della già citata esperienza italiana.
Nel 2018/2019 si è diviso tra la Corea del Sud, dove ha vestito la maglia di Anyang KGC (20,9 punti e 4,1 assist di media), e la Turchia, dove invece ha difeso i colori dell’Afyon Belediyespor (14,3 punti e 3,4 assist di media). Nell’ultima stagione, infine, ha giocato in Ucraina con il Prometey Kamianske, fatturando 20,8 punti e 4,6 rimbalzi, prima di rispondere alla chiamata di Pistoia, che ha però anticipato di poco la sospensione delle attività agonistiche per la pandemia da Covid-19.
Culpepper:”A Scafati per il progetto”
A tal proposito, riportiamo le dichiarazioni del protagonista di giornata, Randy Lechard Culpepper: «Ho accettato di giocare in serie A2 e rifiutato offerte dalla massima categoria, perché a Scafati c’è un progetto importante, valido e competitivo, di cui sono onorato di farne parte. Voglio dare il mio contributo per aiutare la società a raggiungere gli obiettivi prefissati. Sono sicuro di trovare l’ambiente e gli stimoli giusti per fare bene e prendersi belle soddisfazioni. Con piacere ritrovo Charles, con cui ho giocato insieme a Cantù e che ho già sentito telefonicamente. Sono pronto a lasciare un segno in questo campionato e in questa società».
Longobardi:”Randy ha giocatore con grande leadership”
Oltre Culpepper, riportiamo anche le parole del responsabile scouting gialloblù Enrico Longobardi: «Abbiamo chiuso il mercato con il colpo che volevamo fare; ci serviva l’ultimo tassello e pensiamo di aver scelto il migliore possibile inserendo un giocatore come Randy, di gran talento e leadership. Ora attendiamo di avere date certe per l’inizio della stagione».
Alla vigilia del match tra Juve Stabia e Virtus Entella, il tecnico degli ospiti Roberto Boscaglia ha parlato ai microfoni del club ligure per presentare la sfida contro gli uomini di mister Fabio Caserta. Ecco le sue parole:
“Andiamo ad affrontare una Juve Stabia in netta difficoltà, che ha raccolto zero punti alla ripresa del campionato. Hanno sempre perso e quindi sono arrabbiati e vogliosi di fare punti in casa contro di noi.
Se da un lato c’è la Juve Stabia che vuole riscattarsi, dall’altro ci siamo noi che vogliamo chiudere la pratica salvezza per giocarci le ultime partite senza ansia e in massima tranquillità. Sappiamo che non sarà facile perchè la Juve Stabia, al netto della classifica e del periodo nero, ha buone qualità. Noi però abbiamo tanta voglia di fare punti quindi sarà una gara ostica anche per loro. Sulla carta stiamo meglio noi ma sappiamo che sarà il campo il giudice supremo. Avremo quasi tutti a disposizione e questo è ottimo in chiave turn over. I ragazzi hanno avuto un giorno in più di riposo proprio perchè con tante gare c’è bisogno di recuperare.
Abbiamo lavorato benissimo in settimana e faremo una grossa partita domani pomeriggio in casa della Juve Stabia.”
GUARDIA DI FINANZA FOGGIA, FALSO IN ATTO PUBBLICO E ABUSO D’UFFICIO NEGLI AFFIDAMENTI PER LA MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DELLA CITTÀ DI ALBERONI (FG), INTERDETTI DAL PUBBLICO UFFICIO DUE DIPENDENTI DEL COMUNE, UN TERZO INDAGATO
Falso in atto pubblico e abuso d’ufficio: sospesi 2 funzionari (VIDEO)
I finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, all’esito di articolate e rapide attività di indagine coordinate e dirette in ogni loro fase dalla Procura della Repubblica di Foggia, nella mattinata odierna hanno dato esecuzione all’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, applicativa della misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio, nei confronti di due funzionari del Comune di Alberona (Foggia), in posizioni di vertice della tecnostruttura dell’Ente locale, indagati per i reati di abuso d’ufficio e falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale unitamente ad un terzo dipendente comunale non sottoposto a misura cautelare.
Il provvedimento è il suggello ad una efficace attività di polizia giudiziaria della Tenenza di Lucera, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, che in poche settimane ha consentito di far emergere nel Comune di Alberona una gestione “familiare” negli affidamenti dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione della città, a beneficio di due imprese locali, legate da vincoli di parentela a componenti dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio comunale, alle quali sono stati liquidati affidamenti per oltre 128.000 euro, in carenza delle procedure prescritte dal Codice dei Contratti Pubblici e in assenza dei requisiti previsti per le imprese affidatarie dei servizi.
In dettaglio, le indagini spedite, coordinate dalla Procura, si sono concentrate sull’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione. Dagli approfondimenti fatti dai finanzieri sulla documentazione acquisita in Comune, e dopo aver raccolto informazioni testimoniali dai dipendenti della tecnostruttura dell’Ente, è emerso che le liquidazioni delle somme dovute per le prestazioni rese dall’impresa affidataria avvenivano, in spregio dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione, senza alcuna preventiva verifica della posizione contributiva dell’impresa affidataria – obbligatoria per legge e risultata non in regola – mediante la reiterata falsa attestazione in istruttoria dell’insussistenza di circostanze ostative all’emissione dei mandati di pagamento, per un ammontare complessivo di € 77.925 a partire dal 2015.
Peraltro, si è accertato che l’impresa affidataria dei lavori, legata da vincoli di parentela al funzionario responsabile di Settore dell’Amministrazione comunale, che in base alla legge si sarebbe dovuto astenere dalla procedura di aggiudicazione dell’appalto per evidente conflitto di interesse, si è ritrovata ad operare in regime di prorogatio, ininterrottamente, per circa 30 anni, nonostante il formale “invito”, rivolto dalla Giunta Comunale e dal Consiglio Comunale all’Ufficio Tecnico di procedere ad una nuova gara per l’affidamento del servizio.
È stato inoltre accertato che, per l’affidamento dell’efficientamento energetico dell’impianto di pubblica illuminazione del valore di € 50.000, nell’istruttoria curata dall’Ufficio Tecnico del Comune è stata falsamente attestata la regolarità della documentazione di gara presentata dall’impresa poi risultata affidataria.
Un terzo approfondimento, sempre nell’ambito della manutenzione straordinaria dell’impianto di illuminazione della città, ha riguardato l’affidamento di alcuni lavori – ad un’impresa legata da vincoli di parentela con un membro del Consiglio comunale – in realtà già affidati alla ditta convenzionata per l’esecuzione della manutenzione della illuminazione pubblica.
L’attività di indagine svolta in tempi estremamente rapidi testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza di Foggia nel prevenire e contrastare i reati contro la Pubblica Amministrazione a tutela delle regole di una sana competizione tra imprese oneste.