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Stop alla Dama del Crack nell’Agro: denunciata 1 donna e 2 collaboratori

Spaccio dl sostanze stupefacenti nell’Agro: la Guardia dl Finanza di Salerno mette lo Stop alla Dama del Crack. Denunciata con 2 altri indagati che percepivano anche il Reddito dl Cittadinanza.

Stop alla Dama del Crack nell’Agro: denunciata 1 donna e 2 collaboratori

Spaccio dl sostanze stupefacenti nell’Agro: la Guardia dl Finanza dl Salerno mette fine agli affari della “Dama del Crack”. Disposto il divieto dl dimora nella provincia nei confronti dei tre indagati, che percepivano anche il Reddito dl Cittadinanza.

Nella mattinata di ieri, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, su disposizione del GIP del Tribunale alla sede, hanno eseguito un provvedimento di natura cautelare nei confronti di tre pluripregiudicati, indagati per i reati di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti.

Guardia di Finanza Salerno, controlliL’intervento delle Fiamme Gialle della Compagnia di Scafati ha avuto luogo dopo un anno di indagini coordinate da questa Procura, che hanno consentito di disvelare il sodalizio criminale, al vertice del quale si trovava una donna che, con la collaborazione degli altri due, curava lo spaccio della droga in diversi Comuni dell ‘ Agro nocerino-sarnese.

Nota nell’ambiente come “la dama del crack”, come riscontrato dagli inquirenti nel corso delle intercettazioni telefoniche, impartiva istruzioni ben precise ai due “luogotenenti” di fiducia, incaricati di gestire fornitori e clienti, coordinando dall’alto le attività e i movimenti degli spacciatori alle dipendenze.

Guardia di Finanza Salerno, autoParticolari le modalità di consegna dello stupefacente, che non avveniva in ma presso l’abitazione della donna o degli stessi consumatori, previa “prenotazione” telefonica, specie durante il periodo di lockdown, quando peraltro i pusher, ln caso di controllo delle Forze dell’ordine, fingevano di recarsi in farmacia, piuttosto che al supermercato, talvolta facendosi accompagnare da minori, certi di non destare in questo modo alcun sospetto.

Alla luce delle risultanze delle attività investigative (tra le altre, servizi di appostamento e pedinamento) e dei numerosi sequestri operati (una cinquantina, benché per quantitativi modici), i Finanzieri hanno appurato il carattere sistematico e continuativo delle cessioni, alla base delle esigenze cautelari del provvedimento eseguito.

Per arrestarne il giro d’affari, alla donna e ai due collaboratori è stato notificato il divieto di dimora nella provincia di Salerno. In più, essendo risultati tutti e tre percettori del reddito di cittadinanza, è stata disposta nei loro confronti anche la sospensione del beneficio, con contestuale segnalazione al competente ufficio dell’INPS, per il recupero delle somme sinora erogate.

Stéphanie Esposito Perna  /  Redazione Campania

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Di Bella (Canale 85): “Vazquez fondamentale per la Virtus Francavilla”

Stefano Di Bella, collega di Canale 85, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Juve Stabia Live” per parlarci della Virtus Francavilla

Di Bella (Canale 85): “Vazquez fondamentale per la Virtus Francavilla”

 

Stefano Di Bella, collega di Canale 85, è intervenuto telefonicamente nel corso del programma “Juve Stabia Live” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Mister Trocini era scuro in volto dopo il pareggio con la Vibonese perché c’è stata la consapevolezza di aver perso due punti contro una squadra forte come la Vibonese ma in una gara in cui si potevano prendere anche i tre punti. Si pagano gli errori difensivi. Ci sono il portiere e il centrale difensivo che sono arrivati da poco e forse sono ancora poco affiatati. E’ rientrato in squadra Vazquez che era una stato una grave perdita finora. La Virtus arriva molto arrabbiata a Castellammare con l’obiettivo di conquistare i tre punti. Finalmente ci sarà la rosa al completo. 

Contro la Juve Stabia ci saranno dei cambi. Contro la Vibonese è andata in campo la stessa squadra che aveva giocato contro la Turris. Tornerà Mastropietro insieme a Cosmo in mezzo al campo. Non è escluso che Perez vada in panchina e che partano dal primo minuto in attacco Ekuban e Vazquez. 

L’obiettivo della Virtus è sempre stata la salvezza. Poi una volta raggiunta la salvezza si può pensare a qualcosa di diverso. Queste almeno sono le dichiarazioni della società. Ci sono nomi importanti: Perez e Vazquez sono attaccanti con un peso specifico elevato. Perez ha giocato anche in B con Ascoli e Cosenza. Negli ultimi anni la Virtus è sempre andata nei playoff e li ha sempre giocati molto bene. 

Non credo che in questo campionato ci siano squadroni. Il Foggia per esempio rischia di lottare per non retrocedere. Ma la differenza tra Bari, Palermo e le altre non mi sembra abissale. Il Palermo non mi sembra irresistibile, forse solo il Bari è la vera corazzata. Il campionato si è appiattito verso il livello medio-alto. 

La Virtus Francavilla di tre anni fa che face il playoff con la Juve Stabia era una grande squadra. Se fosse passata quella sera, avrebbe avuto grosse possibilità di arrivare fino in fondo. 

Vazquez ha avuto seri problemi fisici ad inizio stagione e ancora non è al top della condizione. La sua assenza si è sentita tantissimo. Ekuban che lo ha sostituito è stato anche sfortunato in quanto si è divorato un gol ieri. Vazquez è un giocatore fondamentale per questa squadra. 

La Virtus Francavilla va molto bene sulle due fasce e specialmente sulla catena di sinistra. Caporale è cresciuto molto fisicamente e sulla fascia di competenza è difficile da fermare. Da quando è arrivato Franco che si posizione come mezzala sinistra è migliorato il rendimento di Nunzella. Il 3-5-2 è il modulo preferito dalla squadra e mister Trocini ha sempre giocato con questo modulo in Serie C. La Virtus ha molta spinta sulle due fasce”. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

Tentata truffa ad un esercente di un orologio da 14.500 euro. Denunciati

Tentata truffa per l’acquisto di un prezioso orologio. Una pronta telefonata al 117 della GdF ha determinato il fermo dei truffatori in fuga.

Come nella trama di un film, due tuffatori individuano la vittima, la lusingano con rassicurazioni e garanzie sulla bontà dell’affare e quando ritengono di aver acquisito la piena fiducia del malcapitato chiudono il cerchio portando a termine il colpo. Questa volta però qualcosa non va come programmato e i truffatori, due soggetti di origine napoletana (C. L. di 35 anni e C. G. di 40 anni), finiscono loro stessi nella rete delle Fiamme Gialle di Ragusa attivate attraverso il numero di pubblica utilità “117”.

Nella mattinata dello scorso 29 settembre la Sala Operativa del Comando Provinciale di Ragusa riceveva una chiamata da un utente (imprenditore ragusano) che riferiva di trovarsi presso un’agenzia della Banca Agricola Popolare di Ragusa per riscuotere un assegno circolare consegnatogli poco prima da un soggetto a cui doveva vendere un prezioso orologio Rolex modello DAY DATE in oro di sua proprietà.

Il segnalante riferiva però che il cassiere, all’atto dell’accettazione, aveva riscontrato la falsità del titolo di credito. Accortosi che qualcosa non era andata per il verso giusto, il “distinto” acquirente che fino a quel momento era rimasto all’esterno della banca si era velocemente allontanato insieme ad un complice, a bordo della propria auto, senza essere riuscito ad impossessarsi dell’orologio.

Immediatamente una pattuglia della Compagnia di Ragusa della Guardia di Finanza raggiungeva il segnalante presso l’agenzia e raccoglieva la sua denuncia e tutte le informazioni in suo possesso per cercare di individuare i responsabili.

In sintesi, questi i fatti:

Il denunciante, dopo aver pubblicato su un noto sito di annunci gratuiti un’inserzione per la vendita dell’orologio, era stato contattato da un soggetto di origine napoletana interessato all’acquisto al prezzo pattuito di € 14.500,00, liquidabile con assegno circolare.

Dopo una breve trattativa, nel corso della quale l’acquirente cercava di ottenere la piena fiducia del venditore, veniva concordato che il 29 settembre ci sarebbe stato l’incontro a Ragusa con la consegna del prezioso oggetto ed il contestuale pagamento.

Alla data stabilita all’appuntamento si presentavano i due, C.G. e C.L., rimasti però sorpresi dal fatto che l’imprenditore ragusano prima di cedere l’orologio avesse chiesto di procedere, insieme, al versamento in banca dell’assegno circolare offerto in pagamento.

Ciò nonostante, i due truffatori assecondavano il venditore tentando il tutto per tutto per portare a termine il colpo.

Una volta accortisi che il cassiere della banca si era reso conto della falsità del titolo di pagamento “gli acquirenti” si allontanavano con una scusa, cercando rapidamente di far perdere le loro tracce.

Grazie però alle informazioni fornite dal denunciante che era riuscito ad annotare la targa dell’auto utilizzata (come poi accertato successivamente, presa a noleggio per l’occasione da uno dei due truffatori) venivano avviate le ricerche sul territorio, segnalando i dati anche alle Sale Operative delle altre Province non potendosi escludere la possibilità che i soggetti in questione stessero cercando di lasciare la Sicilia.

Infatti, i due soggetti venivano individuati e fermati dalla Guardia di Finanza di Messina nei pressi dell’imbarcadero in procinto di traghettare per Villa San Giovanni.  D’intesa con l’A.G. di Ragusa competente per la tentata truffa si procedeva quindi al sequestro dell’assegno falso, del cellulare utilizzato dai due truffatori, che venivano denunciati a piede libero ai sensi degli artt. 56, 110 e 640 c.p.

Il “117” è il numero di pubblica utilità mediante il quale i cittadini dialogano direttamente con la Guardia di Finanza. Il servizio è pensato ed è predisposto per ricevere ogni segnalazione di episodi di interesse per la Guardia di Finanza, in ragione delle peculiari funzioni di polizia economico – finanziaria, a tutela delle risorse pubbliche e degli interessi della collettività.

Tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24, personale qualificato è pronto a soddisfare le richieste di informazioni e di intervento nei tanti settori operativi di competenza della Guardia di Finanza (dalla lotta all’evasione fiscale ed allo spreco di risorse pubbliche, alla tutela dei consumatori, dal contrasto allo spaccio ed al traffico di sostanze stupefacenti, alla repressione dei reati tributari, delle frodi comunitarie e del riciclaggio dei capitali illecitamente conseguiti).

Una telefonata al 117, indirizzata automaticamente ad una delle Sale Operative attive in ciascuno dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza, consente di segnalare irregolarità ed abusi, piccoli e grandi. Ove necessario, pattuglie del Corpo sono pronte ad intervenire immediatamente sul posto.

Adduso Sebastiano

Incendio a Baucina e Mezzojuso (PA): arrestati padre e figlio. Denunciato 44enee

I Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato padre e figlio mentre appiccavano in incendio con sterpaglie. Denunciato pure un 44enne.

Continuano i controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo per arginare il fenomeno degli incendi divampati sul territorio.

Nella giornata di ieri, durante un servizio mirato alla prevenzione degli incendi, i Carabinieri della Stazione di Baucina e Ciminna hanno arrestato in flagranza di reato T.m. e T.a, padre e figlio del luogo, rispettivamente di 70 e 38 anni.

I due sono stati sorpresi, in contrada Cannizzaro di Baucina, a incendiare sterpaglie su un’area di circa 2000 mq, l’incendio fortunatamente non ha causato danni a cose o persone.

Entrambi, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, sono stati tradotti nelle corrispondenti abitazioni, in attesa della convalida dell’arresto.

In una altra operazione, i Carabinieri di Mezzojuso hanno denunciato in stato di libertà, per il medesimo reato, un 44enne del posto, intento ad appiccare diversi focolai a della sterpaglia.

Adduso Sebastiano

I Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato padre e figlio mentre appiccavano in incendio con sterpaglie. Denunciato pure un 44enneContinuano i controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale per arginare il fenomeno degli incendi divampati sul territorio. Nella giornata di ieri, durante un servizio mirato alla prevenzione degli incendi, i Militari della Stazione di Baucina e Ciminna hanno arrestato in flagranza di reato T.m. e T.a, padre e figlio del luogo, rispettivamente di 70 e 38 anni. I due sono stati sorpresi, in contrada  Cannizzaro di Baucina, a incendiare sterpaglie su un area di circa 2000 mq, l’incendio fortunatamente non ha causato danni a cose o persone. Entrambi, su disposizione dell’autorità giudiziaria,  sono stati tradotti nelle corrispondenti abitazioni, in attesa della convalida dell’arresto. In una distinta operazione, i Carabinieri di Mezzojuso hanno denunciato in stato di libertà, per il medesimo reato, un 44enne del posto, intento ad appiccare diversi focolai a della sterpaglia.

Controlli alla stazione Anagnina, sequestrati oltre 5mila articoli

Operazioni anti abusivismo: oltre 5mila articoli sequestrati dalla Polizia Locale. Controlli mirati alla stazione Anagnina

Operazioni anti abusivismo: oltre 5mila articoli sequestrati dalla Polizia Locale. Controlli mirati alla stazione Anagnina

Roma- Prosegue la lotta all’abusivismo commerciale condotta della Polizia Locale di Roma Capitale. Nelle ultime 48 ore gli agenti dei Gruppi Gssu, Pics, Prati e Trevi hanno posto sotto sequestro oltre 5mila articoli, principalmente accessori di abbigliamento, giocattoli, prodotti di elettronica e di telefonia.

Le verifiche hanno riguardato in particolare le località maggiormente interessate dal fenomeno dei venditori abusivi, dalle principali piazze del Centro Storico, al Colosseo, alle vie commerciali nel quartiere Prati e quelle intorno al Vaticano.

Nel corso delle operazioni sono state fermate 4 persone per identificazione , alla fermata del tram 8 di Viale Trastevere, tutte donne di nazionalità straniera, accompagnate presso il Comando Generale per le procedure di foto- segnalamento. Nei loro confronti sono tuttora in corso accertamenti.

Mirati controlli anche in altri Municipi, come in piazzale della Stazione Metro Anagnina, dove le pattuglie del VII Gruppo Tuscolano hanno eseguito ripetuti interventi per contrastare il commercio illegale e ripristinare il decoro. Oltre 1500 gli articoli sequestrati, per un totale di più di un quintale di merce che era posizionata su banchi espositivi in alluminio.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

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Divieto di dimora e sospensione a Palermo per due docenti e un dipendente

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Divieto e sospensione per i reati di corruzione e falso: Cancellazione di protesti cambiari; Compravendita di un diploma di “Maturità tecnica”.   

La Polizia di Stato di Palermo, questa mattina, su disposizione della Procura della Repubblica della città, ha dato esecuzione ad un ordinanza di applicazione di misura cautelare personale per i reati di corruzione e falso in atto pubblico nei confronti di F.S., D.N.V., docenti di ruolo presso un Istituto Professionale palermitano, e S.A., dipendente della RE.SE.T., emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Procura di  Palermo.

Il provvedimento, risultato di una mirata attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Palermo – sezione Anticorruzione, applica a F.S. e S.A. la misura del “divieto di dimora a Palermo”, mentre a carico del D.N.V.  la “sospensione del pubblico servizio di docente per la durata di mesi sei”.

L’indagine ha riguardato due distinti settori pubblici: da un lato la Camera di Commercio di Palermo e le procedure volte alla cancellazione dei protesti cambiari, dall’altro il settore scolastico ed in particolare il conseguimento di diplomi di maturità.

Cancellazione di protesti cambiari.

L’attività investigativa inizialmente si concentrava su un dipendente della camera di commercio, addetto all’Ufficio Elenchi Protesti che, abusando della pubblica funzione, suggeriva agli utenti modalità fraudolente per la definizione delle pratiche di cancellazione di protesti cambiari; ottenuta l’illegittima cancellazione, il P.U. riceveva in cambio regalie varie da parte degli utenti stessi.

Inoltre, l’indagine ricostruiva molteplici casi di peculato a carico del dipendente che, nell’esercizio delle sue funzioni, si appropriava di denaro contante che gli utenti gli consegnavano per il rilascio di visure camerali o certificati attestanti l’esistenza o meno di protesti cambiari.

A carico del pubblico impiegato il GIP non ravvisava la sussistenza delle esigenze cautelari in quanto successivamente veniva trasferito ad altro incarico che escludeva il rapporto con l’utenza ed il maneggio di denaro, pur restando indagato per i reati di corruzione, peculato e falso.

In un episodio corruttivo le indagini mostravano la partecipazione di  S.A., quale intermediario tra lo stesso P.U. ed un privato che richiedeva la cancellazione di protesti cambiari elevati nei suoi confronti e della moglie; l’utente dopo il buon esito di quanto richiesto consegnava in cambio una regalia.

Compravendita di un diploma di “Maturità tecnica”.

A seguito di un allargamento investigativo emergeva diversa vicenda corruttiva consumatasi nel settore scolastico.

Le investigazioni, infatti, permettevano di ricostruire una compravendita di un diploma di “Maturità tecnica” conseguito nell’anno scolastico 2015/16 da un alunno di un Istituto scolastico Paritario di Palermo.

Nei fatti si appurava che  S. A. in qualità di intermediario con F.S. e D.N.V., all’epoca amministratori di fatto della scuola superiore parificata, quindi P.U., al fine di far conseguire al giovane il diploma di maturità, accettavano la promessa di ricevere in cambio la somma di 3000 euro ed, in esecuzione dell’accordo criminoso, agevolavano il medesimo nel corso della prova scritta per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, ricevendo in cambio la somma di denaro dell’importo di circa 1300 euro.

Nella vicenda corruttiva risulta indagato anche un dipendente dell’università di Palermo, quale altro intermediario unitamente al S.A., nei confronti del quale il GIP non ha ravvisato il ricorrere di esigenze cautelari.

Inoltre, a carico di F.S. e D.N.V. il provvedimento cautelare contesta reati di falso in quanto in qualità di amministratori dell’Istituto Parificato attestavano falsamente a favore di alcuni docenti scolastici lo svolgimento del servizio di docenza presso il predetto istituto, consentendo ai medesimi di ottenere le attestazioni di frequenza, utili per maturare punteggio nelle graduatorie ministeriali.

Infine, i predetti formavano atti ideologicamente e materialmente falsi ed in particolare: attestavano -a distanza di tempo- nei registri di classe la falsa presenza di alunni, attribuendo a questi ultimi anche false votazioni; formavano elaborati scritti apponendovi la firma di docenti ed alteravano elaborati riferibili alle prove scritte per il conseguimento del diploma di maturità, dando agli stessi voti non corrispondenti alla effettiva valutazione.

Per tali reati di falso, risultano indagati altri docenti del predetto istituto paritario per i quali il GIP non ravvisava la sussistenza di esigenze cautelari.

Adduso Sebastiano

Divieto Divieto 

Mancini: “Si vede già la mano di Padalino. Sarà un anno transitorio”

Renato Mancini, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Juve Stabia Live”: tutte le sue dichiarazioni

Mancini: “Si vede già la mano di Padalino. Sarà un anno transitorio”

 

Renato Mancini, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Juve Stabia Live” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Mi dispiace per come è finita la scorsa stagione della Juve Stabia. E’ stata una cosa inconsueta. Fare 5 punti nelle ultime 12 gare è stato uno schifo. Non mi sarei mai aspettata una debacle del genere. In 12 gare c’erano 36 punti a disposizione e si poteva fare meglio. Ora si è già voltato pagina con i risultati delle prime tre giornate. La juve Stabia ora è viva e non è più la squadra senza spina dorsale del post-lockdown. Le Vespe hanno messo la basi per fare bene. Questo sarà un anno transitorio perché c’è da ricostruire la società. Ci vuole forza e unione per poi prendere i frutti già l’anno prossimo. 

Vedo ottimismo ed è la migliore cosa. Si vede gioco e si vede la mano di mister Padalino che ho avuto modo di conoscere. E’ la persona giusta per Castellammare. Ci vuole tempo per amalgamare la rosa. Si vede bene già la mano del mister nel gioco espresso. La Juve Stabia non è favorita, se il pubblico ha pazienza la vedremo protagonista nei prossimi anni. Non sarà facile quest’anno. 

Le Vespe sono state brave a vincere a Vibo dove non era facile. Domenica si gioca contro una Virtus Francavilla molto scorbutica con un 3-5-2 molto consolidato. Sarà una gara non facile, da non sottovalutare. Ma sarà una fase di crescita anche questa gara. A lungo termine la vedo molto bene la Juve Stabia ma non per quest’anno che è una vera Serie B2 più che una Serie C. 

Il gol subito a Catania? Sui calci piazzati la difesa c’entra poco. Anche perché dieci undicesimi della squadra sono in area e ognuno ha un compito diverso. E’ un problema – continua Mancini – che può diventare psicologico se si ripete di domenica in domenica. Ma è un problema che si supera solo col lavoro quotidiano. 

Per la Juve Stabia credo ci vogliano 6-7 giornate per vedere la squadra in buona forma. C’è chi ha cambiato tantissimo come il Catanzaro, ma anche altri che hanno cambiato meno. Bari e Ternana sono squadre da attenzionare maggiormente in ottica campionato. Ci sono 2-3 squadre che poco c’entrano con questo campionato perchè è una B2 e non una Serie C. E sarà un campionato combattuto sicuramente fino alla fine”. 

 

a cura di Natale Giusti

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Campagna ROADPOL “TRUCK & BUS”: dal 12 al 18 ottobre 2020

Il Network Europeo delle Polizie Stradali ha programmato, dal 12 al 18 ottobre 2020,  la campagna ROADPOL “TRUCK & BUS” (mezzi pesanti e bus).

Campagna ROADPOL “TRUCK & BUS”: dal 12 al 18 ottobre 2020

ROADPOL è una rete di cooperazione tra le Polizie Stradali, nata sotto l’egida dell’Unione Europea, alla quale aderiscono tutti i Paesi Membri, tranne la Grecia e la Slovacchia, oltre alla Svizzera, la Serbia, la Turchia e in qualità di osservatore la Polizia di Dubai (Emirati Arabi Uniti).

L’Italia è rappresentata dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, che ricopre la Presidenza onoraria.

L’Organizzazione sviluppa una cooperazione operativa tra le Polizie Stradali europee, con l’obiettivo di ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti stradali, in adesione al Piano d’Azione Europeo 2011-2020. Tale attività si sviluppa attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto delle violazioni e campagne “tematiche” in tutto il Continente, all’interno di specifiche aree strategiche.

L’obiettivo ultimo è quello di elevare gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo, anche attraverso campagne di comunicazione e operazioni congiunte i cui risultati vengono poi monitorati dal Gruppo Operativo ROADPOL.

Lo scopo della campagna “TRUCK & BUS” è di operare un’intensificazione  dei controlli, effettuati dalla Polizia Stradale di tutta Europa, dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci, degli autobus e dei veicoli destinati al trasporto di merci pericolose, sia d’immatricolazione nazionale sia straniera. Durante le giornate di controlli, gli agenti della Polstrada procederanno alla verifica dello stato psicofisico dei conducenti, il rispetto dei limiti di velocità, il rispetto della normativa ADR sul trasporto delle merci pericolose e tutte le altre prescrizioni sull’autotrasporto previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

Quest’azione combinata a livello europeo ha la finalità di sviluppare la coscienza e la consapevolezza da parte di tutti i conducenti e utenti della strada che nello stesso momento tutte le forze di Polizia Stradale dell’Unione Europea stanno operando con le medesime modalità, strumenti omogenei e un obiettivo comune.

A tal fine il Compartimento Polizia Stradale per la Campania e la Basilicata ha predisposto sull’intero territorio di propria competenza, in particolar modo sulle arterie autostradali e di grande comunicazione nazionale e per tutto il periodo in questione e sulle ventiquattrore, l’effettuazione di mirati controlli ai mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci e agli autobus.

Stéphanie Esposito Perna  /  Redazione Campania

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GDF Roma, il Prefetto Piantedosi in visita al Comando Regionale e al Comando Provinciale

Nella mattinata odierna il Prefetto di Roma, dottor Matteo Piantedosi, ha visitato la caserma “Francesco Arcioni”, sede del Comando Regionale e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma

GDF Roma: visita del Prefetto Piantedosi al Comando Regionale e al Comando Provinciale

Roma- Nella mattinata odierna il Prefetto di Roma, dottor Matteo Piantedosi, ha visitato la caserma “Francesco Arcioni”, sede del Comando Regionale e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. L’autorità è stata accolta dal Comandante Regionale, Generale di Divisione Rosario Lorusso, e dal Comandante Provinciale, Generale di Brigata Paolo Compagnone.

Prefetto di Roma, dottor Matteo PiantedosiIl Generale Lorusso ha illustrato al Prefetto l’organizzazione e i compiti dei Reparti delle Fiamme Gialle laziali soffermandosi, tra l’altro, sulle funzioni di “polizia del mare” svolte, a livello regionale, dal Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia e dalle dipendenti unità operative.

Il Generale Compagnone ha illustrato i risultati più significativi ottenuti dai Reparti della provincia nei settori della fiscalità, della tutela della spesa pubblica e della lotta alla criminalità economico-finanziaria, con un focus sulle linee d’azione del Corpo ai fini dell’aggressione ai patrimoni delle organizzazioni criminali.

All’Autorità è stato inoltre fornito un quadro di situazione sul concorso assicurato dalla Guardia di Finanza per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, che vede i Finanzieri in prima linea, al fianco delle altre Forze di polizia, in un contesto delicato come quello della Capitale.

Non è mancato, infine, un resoconto sull’impegno del Corpo a garanzia del rispetto delle misure di contenimento adottate dall’Autorità di Governo e dalla Regione Lazio per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto.

Il Prefetto ha poi visitato la Sala Operativa del Comando Provinciale, “cabina di regia” delle pattuglie operanti sul territorio, recentemente potenziata con le più moderne tecnologie, funzionali alla sua piena integrazione nel “sistema sicurezza” della Capitale.

Prima di lasciare la caserma “Arcioni”, il Prefetto ha voluto ringraziare le donne e gli uomini della Guardia di Finanza per il loro quotidiano impegno a salvaguardia della sicurezza dei cittadini e della legalità economico-finanziaria.

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Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

La nave Alan Kurdi sottoposta a fermo amministrativo dalla G. Costiera

La nave ALAN KURDI è stata oggetto oggi di un’ispezione volta a verificare l’ottemperanza alle norme di sicurezza della navigazione.

La nave Alan Kurdi sottoposta a fermo amministrativo dalla G. Costiera

In data odierna, ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave ALAN KURDI – di bandiera tedesca – ad un’ispezione volta a verificare l’ottemperanza alle norme di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale ad essa applicabili.

Le ispezioni effettuate dagli uomini della Guardia Costiera rispondono ad una precisa direttiva comunitaria (2009/16/EC) recepita dall’Italia nel 2011 e che riguarda tutte le navi straniere che approdano nei nostri porti e ancoraggi. Ispezioni ordinarie sono svolte in base ad una periodicità definita da un “profilo di rischio” della nave e ispezioni “supplementari” vengono invece disposte, quando ne ricorrano i presupposti, per esempio, nel caso in cui una nave sia coinvolta in un sinistro marittimo.

La ALAN KURDI è attraccata nei giorni scorsi nel porto di Olbia ove ha sbarcato i migranti presenti a bordo e svolto il previsto periodo di quarantena; la nave è stata sottoposta ad un’ispezione supplementare in ragione di una consistenza dei mezzi collettivi ed individuali di salvataggio, certificati dallo Stato di bandiera, per 20 persone, a fronte di un numero notevolmente superiore di persone recuperate a bordo durante la sistematica attività di “ricerca e soccorso” svolta nel Mar Mediterraneo.

L’ispezione ha evidenziato ulteriori irregolarità di natura tecnica tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto.

La nave è stata quindi sottoposta a “fermo amministrativo” fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva.

La ALAN KURDI era già stata ispezionata nel porto di Palermo nel Maggio del 2020 e sottoposta a “fermo amministrativo” per analoghe irregolarità, per le quali era stato consentito un viaggio verso un cantiere di riparazione in Spagna. Irregolarità che alla  luce dell’ispezione odierna non risultano ancora rettificate.

Cristina Adriana Botis

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Dopo Juve-Napoli il campionato è “falsato”?

Domenica 4 ottobre Juve-Napoli, una sfida storicamente non come le altre. Quest’anno ancora più “speciale”. Il Napoli non può spostarsi dalla Campania con direzione Torino a causa del comunicato delle ASL. Gli Azzurri ritengono che la pronuncia dell’Azienda Sanitaria sia stata legittima, mentre dall’altro lato c’è chi fa forza sul famoso protocollo stilato dal CTS e dalla FIGC e sulla successiva circolare che prevede la cosiddetta “quarantena soft”.

Le decisioni su Juventus-Napoli

Intanto martedì si attendeva la consueta pronuncia del Giudice Sportivo che, sulla base del referto redatto dall’arbitro Doveri, avrebbe dovuto prendere una decisione. Appunto, avrebbe dovuto. La situazione non è facile da risolvere e per questo è stato chiesto un supplemento di indagine, con tutta probabilità il verdetto verrà emesso tra mercoledì e giovedì prossimo.

Mentre gli organi preposti maturano la decisione, vengono formulate delle ipotesi sui possibili verdetti. Il ventaglio delle possibili decisioni è molto ampio e spazia dal 3-0 a tavolino in favore dei bianconeri, qualora venisse accertato che il club campano potesse partire nonostante le raccomandazioni dell’Asl, fino al rinvio (con tutta probabilità al 13 gennaio).

Questi verdetti possono “falsare” campionato?

Decisioni drastiche e particolari in un periodo anormale sia dal punto di vista della società civile che dal punto di vista sportivo. Il calcio si era dato delle regole per cercare di ripartire in tutta sicurezza nel post-lockdown e tutto è andato per il meglio. Poi, con il ritorno graduale alla vita normale, ecco il nuovo prevedibile picco di contagi nella società civile. Così come si registrano contagi sparsi in molte squadre di A, ad eccezione del cluster in casa Genoa. Proprio questi postivi rischiano di minare la regolarità del campionato. Ne hanno fatto le spese la scorsa settimana Genoa e Torino, la cui partita è stata rinviata e verrà recuperata appena si troverà un buco in una stagione già piena zeppa di impegni. La prossima potrebbe essere il Napoli che, qualora si decidesse per il recupero della gara contro la Juventus, avrebbe ancora maggiori difficoltà tenendo conto anche gli impegni di internazionali. Un campionato modificato di volta in volta dando uno sguardo alla proliferazione del virus tra i vari team del campionato.

Nell’eventualità invece che la Federazione ratifichi il 3-0 a tavolino si potrà parlare di un campionato regolarmente disputato? Tutelare la salute dei propri tesserati (e di conseguenza quella degli avversari) dopo un documento ufficiale come la pronuncia dell’Asl, può essere punita in questo modo? Questo è l’interrogativo più importante. Il calcio si era imposto un protocollo, anche piuttosto rigido, per permettere che i campionati potessero disputarsi con una ragionevole sicurezza. Adesso tutto ciò viene messo in discussione.

Le dichiarazioni del Governatore De Luca

Si muovono proprio in questa direzione le dichiarazioni odierne del Governatore Della Campania De Luca: “I giocatori dal punto di vista della sanità sono sottoposti alle stesse regole di tutti i cittadini italiani. E dunque il Napoli non parte perché messo in quarantena dalle ASL”. La questione riguarda probabilmente il cortocircuito tra istituzioni. In quanto il protocollo è stato concordato con i massimi vertici della Sanità del nostro Paese, quale il Ministero della Salute e il CTS. Ma se tutto questo può essere messo in discussione settimanalmente dalle Autorità locali, sembra non intravedersi la luce in fondo al tunnel. Inevitabilmente si deve considerare come il calcio può essere sottoposto a norme leggermente più permissive grazie anche alla facilità con la quale possono essere controllati tutti coloro che fanno parte del gruppo squadra.

Il Giudice Sportivo continua a studiare

Intanto il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea sta studiando le carte della Procura federale e potrebbe averne altre (mercoledì gli ispettori della Figc erano a Castelvolturno per verificare l’applicazione del protocollo Covid). Modus operandi piuttosto irrituale. Di solito questo iter avviene in appello, mentre in primo grado il giudice si esprime, in tempi molto celeri, di solito sulla base dei referti arbitrali. Una serie di circostanze che fa pensare a una sentenza molto articolata e che, molto probabilmente, non conterrà il 3-0 a tavolino contro il Napoli (che altrimenti sarebbe stato comminato in modo piuttosto semplice, anche solo sulla base del referto di Doveri che certificava l’assenza della squadra di Gattuso allo Stadium). La sentenza, infatti, dovrà equilibrare le esigenze della giustizia sportiva e quelle della politica.

Quello che è certo è la modifica alla quale deve essere sottoposto il protocollo, diventato ormai anacronistico rispetto alle esigenze delineate dalla situazione che stiamo vivendo. Un aggiornamento che potrebbe prevedere degli aggiustamenti in modo da scongiurare altre controversie, ma che assicurino unicamente la tutela della salute e il corretto svolgimento dell’attività di un indotto che dà lavoro a migliaia di persone.

Fonte foto: Ansa

Sotto La Lente – Troest, il vichingo che conferma la sua stabiesità

Sotto La Lente – Troest, il vichingo che conferma la sua stabiesità. Lusso per la Serie C, ha deciso di restare a dispetto delle avances della Triestina

Sotto La Lente – Troest, il vichingo che conferma la sua stabiesità

 

Magnus Troest, vero e proprio punto di forza della difesa delle Vespe e lusso per la terza serie, alla fine è rimasto a Castellammare nonostante le avances della Triestina durate praticamente fino all’ultima giornata di calciomercato. Secondo il direttore sportivo delle Vespe, Filippo Ghinassi, non c’è mai stata una vera trattativa con i friulani ma solo un qualcosa partito dall’agente del calciatore.

Ciò nonostante, comunque siano andate le cose, è prevalsa la stabiesità del calciatore e soprattutto della moglie che preferiva assolutamente restare a Castellammare. E la Juve Stabia in pratica è come se avesse fatto un ulteriore acquisto, perché avere uno come il danese in squadra è davvero tanta roba in questa categoria.

Magnus Troest, difensore centrale danese della Juve Stabia, è stato soprattutto due anni fa nella stagione culminata con la promozione diretta delle Vespe in Serie B a suon di record, sicuramente uno dei punti forza della squadra allenata da Fabio Caserta. Nato a Copenaghen il 5 giugno del 1987, il “vichingo” stabiese ha compiuto 33 anni nel giugno scorso.

Copenaghen, città natia di Magnus Troest, tradotto in italiano vuol dire porto di mercanti, e in questa ottica parlando di mercanti, anche se in questo caso la merce è rappresentata dai calciatori, fu davvero molto lungimirante la scelta del direttore sportivo della Juve Stabia di allora, Ciro Polito, che ad agosto del 2018 decise di affidarsi a questo difensore dalla provata esperienza che alla fine è stato davvero elemento indispensabile e imprescindibile dello scacchiere gialloblù di mister Caserta.

Nato calcisticamente in patria nel Midtiylland, Troest ha maturato una grande esperienza soprattutto in Serie B con squadre del calibro di Atalanta, Recreativo Huelva (Spagna), Varese (tra le cui fila affrontò anche la Juve Stabia qualche anno fa), Virtus Lanciano e Novara prima di approdare a Castellammare. Quando arrivò a Castellammare qualche addetto ai lavori storse il naso pensando che il calciatore danese avesse già imboccato la parabola discendente, ma si sbagliava di grosso.

Troest in campo è stato l’esatto opposto: un mix di forza fisica e qualità tecnica di alto livello, bravissimo a svettare di testa e capace non solo di incutere timore agli avversari in fase passiva ma anche di impostare molto bene il gioco uscendo con grande eleganza, palla al piede, per dare il via molto spesso alla fase attiva di gioco delle Vespe nel 4-3-3 di mister Caserta ma anche nella squadra ora allenata da mister Padalino.

Una vera e propria diga insormontabile nell’anno della promozione in B che ha permesso insieme a Roberto Vitiello,  a Paolo Branduani, Lino Marzorati (poi passato alla Cavese), Nicholas Allievi e Luca Germoni, di rendere impenetrabile una difesa che, già nell’anno precedente terminato con l’eliminazione ai playoff contro la Reggiana, non aveva subito molti gol. Un valore aggiunto in campo, addirittura gladiatorio in alcune gare soprattutto del girone di andata ma anche del finale di campionato, che sicuramente è stato decisivo per la conquista del sogno chiamato Serie B.

Purtroppo nello scorso campionato culminato con l’amarissima retrocessione in Serie C dopo un solo anno di permanenza in cadetteria, non si è visto il miglior Troest. Per gran parte della stagione è stata una stagione da dimenticare anche per lui, soprattutto nella fase post-lockdown. Solo lontano parente del vichingo che aveva rappresentato un’ostacolo insormontabile per gli attaccanti della Serie C nella stagione precedente. La Serie B purtroppo era ben altra cosa e lui se ne è accorto subito.

Ora la speranza malcelata del direttore sportivo Ghinassi è quella che Troest riveda le sue condizioni contrattuali e decida di spalmare l’ingaggio magari allungando anche il contratto: se lo augura tutta Castellammare perchè Troest è uno di quei calciatori da qui deve iniziare la riscossa delle Vespe e averlo anche per i prossimi anni a comandare la difesa gialloblè sarebbe davvero un lusso in questa categoria.

 

a cura di Natale Giusti

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Maxi frode fiscale da 15 milioni di euro. Sequestrati beni

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La GdF di Messina ha scoperto una maxi frode che avrebbe permesso ad un noto imprenditore di evadere IVA, imposte, sanzioni e interessi.

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina, all’esito di complesse attività di polizia economico-finanziaria denominata operazione “Casse vuote”, hanno scoperto una maxi frode fiscale che ha permesso ad un noto imprenditore di Messina di evadere complessivamente oltre 15 milioni di euro tra IVA, imposte sui redditi, sanzioni ed interessi.

In tale contesto, su proposta della Procura della Repubblica di Messina, il competente Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina disponeva l’imponente sequestro di 6,5 milioni di euro, cui le Fiamme Gialle peloritane davano quindi esecuzione.

In particolare, le articolate investigazioni, eseguite dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, consentivano di acquisire significativi e convergenti elementi indiziari circa l’importante frode fiscale oggi repressa, perpetrata avvalendosi di ben 13 aziende, con sede di fatto a Messina e sedi legali solo formalmente dislocate sull’intero territorio nazionale, segnalando alla locale Procura della Repubblica i reali autori dell’illecito.

Un vorticoso giro di trasferimenti finanziari tra le citate plurime realtà societarie, costituenti un importante gruppo imprenditoriale, di fatto riferibile al noto imprenditore messine G. A. al fratello anche a mezzo di una “testa di legno”, operante nei più svariati settori commerciali: edile, delle pulizie, dei trasporti, alberghiero, della ristorazione e della grande distribuzione.

Più nel dettaglio, una puntuale e comparata analisi dei flussi bancari e della documentazione amministrativo-contabile della principale realtà societaria investigata, nonché delle altre società destinatarie delle ingenti provviste alle medesime dirottate, consentiva, secondo ipotesi investigativa, di leggere in maniera unitaria il complesso schema ideato per frodare le casse dell’Erario, in definitiva teso a sottrarsi, fraudolentemente, al doveroso pagamento delle imposte.

Il sistema prevedeva il trasferimento di ingenti somme di denaro intercompany dai conti correnti della società debitrice dell’erario – peraltro, all’epoca, titolare di un significativo appalto, per ben 13 milioni di euro circa, con un importante ospedale del nord, per il servizio di pulizia e sanificazione – ai conti correnti delle altre realtà societarie del gruppo, così completamente svuotandone le relative casse e minandone la relativa solidità finanziaria.

Ma v’è di più: il ramo d’azienda inerente il citato appalto milionario era oggetto di cessione ad una neo costituita società, sempre riferibile al medesimo gruppo imprenditoriale, avente medesimo oggetto sociale, alla cifra irrisoria di 20.000,00 euro.  Fatti sparire i soldi ed un ramo d’azienda particolarmente redditizio, la procedura di riscossione coattiva per i debiti erariali iscritti a ruolo accumulatisi nel tempo risultava, quindi, definitivamente compromessa.

L’operazione odierna rientra nell’ambito dell’intensificazione dei controlli e del monitoraggio della onesta libertà di impresa, nel cui ambito le aziende si confrontano – in un clima di normale concorrenza – pagando ognuna le tasse dovute ed offrendo, quindi, prezzi al consumatore ed al committente non falsati dall’evasione fiscale. Nel caso in esame, le indagini hanno consentito di ipotizzare come gli indagati abbiano distratto le somme che avrebbero dovuto essere utilizzate per adempiere agli obblighi tributari attraverso complessi giri di contabilità all’uopo studiata ad arte, per prosciugare le casse di una società del gruppo. In conclusione, ancora una volta, l’attività investigativa svolta conferma l’impegno profuso, quotidianamente, dalla Procura della Repubblica, dal Tribunale e dalla Guardia di Finanza di Messina al servizio della collettività, anche nell’importante settore della tutela del libero mercato e delle casse dell’Erario.

Adduso Sebastiano

scoperto una maxi frode che avrebbe permesso ad un noto imprenditore di evadere

Operazione “Nicole Kush”: 23 arresti a Livorno per traffico droga – VIDEO

CARABINIERI LIVORNO, Operazione ‘Nicole Kush’: eseguite misure cautelari nei confronti di 23 persone per traffico di droga.

Operazione “Nicole Kush”: 23 arresti a Livorno per traffico droga – VIDEO

Su ordine della Procura di Livorno, che ha diretto le indagini, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Livorno e della Compagnia di Cecina, nelle province di Livorno e Pisa e nella Capitale, con il supporto dell’Arma territorialmente competente, del Nucleo Cinofili di  San Rossore (PI) e del Battaglione “Toscana”, hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, nei confronti di 23 indagati ritenuti responsabili di traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento è stato emesso a conclusione di un’articolata indagine avviata nel gennaio 2019 dopo il sequestro di un quantitativo della pregiata tipologia di marijuana ibrida denominata “Nicole Kush”(da qui il nome dell’indagine).

Le successive investigazioni hanno accertato che due italiani, un 28enne di Rosignano Marittimo ed un 30enne di Cecina, erano dei veri e propri broker del traffico di droga nella Val di Cecina. Non solo marijuana ma anche cocaina e hashish, i due vendevano la droga al minuto direttamente ad alcuni consumatori della zona ma, soprattutto, commercializzavano importanti quantitativi delle diversificate tipologie di stupefacenti a circa una ventina di altri pusher che, a loro volta, cedevano la droga ad assuntori locali.

I due principali indagati avevano la disponibilità di una vera e propria base logistica: un ricovero di fortuna ben attrezzato per occultare la droga e per effettuare le operazioni di taglio e confezionamento. La base era all’interno di un’area rurale recintata, in località Mazzanta di Rosignano Solvay.

Le indagini si sono sviluppate, altresì, in direzione del canale di approvvigionamento della cocaina. Gli investigatori labronici hanno identificato una compagine composta da cittadini albanesi, dimoranti nel cecinese, a sua volta collegata ad una banda di connazionali residenti a Roma. Nel corso delle indagini sono stati documentati i viaggi degli indagati albanesi che si sono recati nella Capitale per rifornirsi di cocaina.

Nell’estate del 2019, un loro connazionale giunto a Cecina verosimilmente per trattare la vendita di una partita di cocaina è stato tratto in arresto dai Carabinieri della locale Compagnia. L’uomo era sfuggito all’esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Roma perché ritenuto appartenente ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, operante nei quartieri romani di Tor Bella Monaca e San Basilio.

Dopo il suo arresto la compagine albanese stanziata in Val di Cecina ha continuato ad approvvigionarsi di cocaina dai connazionali egemoni nell’estrema periferia Est di Roma, trattandone la compravendita con il figlio 22enne.

Oltre ai 23 destinatari dell’Ordinanza eseguita questa mattina, altre 5 persone risultano indagate in stato di libertà. Nel corso delle investigazioni sono state 6 le persone tratte in arresto in flagranza e 3 quelle deferite in stato di libertà, nonché sono stati rinvenuti e  sequestrati circa 90 gr. di cocaina, 50 gr. di hashish e 15 gr. di marijuana.

Sono oltre 60 gli assuntori, che hanno acquistato la droga dagli indagati, tra cui tra cui 4 minori. Gli episodi di cessione dello stupefacente documentati sono state oltre un centinaio, per un volume di affari di decine di migliaia di euro.

Con questa operazione, ancora una volta, i Carabinieri del Comando Provinciale, interrompendo, di fatto, la filiera della commercializzazione della droga, hanno inferto un duro colpo al mercato illegale degli stupefacenti nella Val di Cecina.

Cristina Adriana Botis

Stéphanie Esposito Perna

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Sale sui tetti per rubare, minore arrestato dai CC di Breno (BS)

Breno (Bs) – Sale sui tetti per rubare in casa, minore arrestato dai Carabinieri, allertati dai cittadini, per tentata rapina in abitazione

Sale sui tetti per rubare, minore arrestato dai CC di Breno (BS)

Non ha ancora compiuto 18 anni il giovane che è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Esine e della Compagnia di Breno.

Lo scorso pomeriggio sono arrivate diverse chiamate al 112 che segnalavano la presenza di un soggetto, vestito di scuro, che si aggirava furtivamente sui tetti delle abitazioni di Via Chievo a Breno.

Alcuni testimoni avevano riferito di averlo visto forzare i lucernai e scendere all’interno della soffitta di due diverse case.

I militari lo hanno bloccato mentre cercava di allontanarsi a piedi.

Durante il sopralluogo, i carabinieri hanno potuto accertare che il 17enne era riuscito ad entrare in due case e aveva rovistato in alcune stanze con l’intento di compiere dei furti.

In tutte e due gli appartamenti erano presenti le anziane proprietarie.

Dopo aver frugato nella camera da letto della prima casa senza riuscire a rubare nulla, il minore si è diretto nella seconda abitazione, dove però è stato scoperto dalla badante della proprietaria, che si era insospettita per i rumori che provenivano dal piano superiore.

Per garantirsi la fuga il ladro spintonava la donna e scappava via.

All’esterno interveniva un testimone che lo aveva visto salire sui tetti. Anche lui veniva colpito con due pugni dal ladro che stava fuggendo e che, a distanza di un paio di centinaio di metri dalle due case, veniva definitivamente bloccato dalle pattuglie di carabinieri.

Il giovane, residente con la propria famiglia a Breno, è stato arrestato per il reato di tentata rapina in abitazione.

Il Giudice del Tribunale per i minorenni ha convalidato il suo arresto e, tenuto conto della gravità dei fatti contestati, ne ha disposto la permanenza domiciliare in casa tutto il giorno.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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GORI – “ENERGIE PER IL SARNO” progetto per il risanamento del fiume

“ENERGIE PER IL SARNO” LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI E GORI AL LAVORO PER IL RISANAMENTO DEL FIUME SARNO

Ascoltare, per acquisire le istanze dei protagonisti delle comunità. Coinvolgere, per creare valore condiviso e mettere a fuoco gli interessi rilevanti. È con questi obiettivi che GORI ha gettato le basi per un dialogo permanente con i comuni ricadenti nel bacino idrografico del fiume Sarno. Si è svolto ieri pomeriggio, infatti, in forma completamente digitale, il tavolo tecnico che ha dato il via al progetto “Energie per il Sarno”. Un confronto costruttivo introdotto da Marco Frey, professore Ordinario di Economia e gestione delle imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, esperto di sostenibilità e temi ambientali, a cui hanno partecipato più di 30 sindaci delle amministrazioni che insistono sul territorio sarnese. Le attività rientrano nell’ambito degli interventi infrastrutturali e delle azioni di sostenibilità ambientale che l’Azienda sta mettendo in campo. Un percorso già avviato lo scorso anno attraverso specifiche azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte a tutta la comunità, tra cui il progetto Plastic Free, per la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso, e la campagna di comunicazione. Un click per il Sarno, che rende gli utenti protagonisti di azioni concrete per la tutela del corso d’acqua semplicemente aderendo al servizio Bolletta Web.

“Il progetto Energie per il Sarno rappresenta solo l’inizio di un percorso che faremo insieme alle amministrazioni comunali – il commento del Presidente di GORI, Michele Di Natale – Le istanze venute fuori da questo momento di confronto rappresentano una ricchezza che non verrà dispersa ma coltivata e che, insieme agli interventi in corso e programmati sul territorio sarnese, ci consentirà di fare importanti passi avanti”.

“Il bacino idrografico del fiume Sarno è tra le aree su cui negli ultimi anni GORI sta concentrando sforzi e risorse­­ − sottolinea l’Amministratore Delegato, Giovanni Paolo Marati – L’Azienda è stata individuata come soggetto attuatore di un vasto programma di opere finanziate dalla Regione Campania per circa 135 milioni di euro. Solo con un’azione condivisa e sinergica con le amministrazioni comunali del territorio e con gli enti istituzionali competenti, potremo riuscire nell’ambizioso progetto di risolvere definitivamente, nei prossimi anni, l’emergenza ambientale che affligge circa 850.000 cittadini di questo territorio”.

Un impegno che passa anche attraverso la promozione di eventi formativi e informativi al fine di coinvolgere e informare maggiormente i cittadini e le istituzioni.

“Il disinquinamento del fiume Sarno rappresenta una sfida ma anche una priorità – conclude il Direttore dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo – Grazie alla proficua sinergia tra GORI, le amministrazioni comunali e la Regione Campania, restituiremo alle future generazioni una condizione ambientale migliore”.

GORI Progetto Energie per il Sarno

Givova Scafati, tutto pronto per il debutto in SuperCoppa

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I gialloblù di Finelli scendono in campo domenica 11 ottobre alle 18:00 contro la Benacquista Latina

 

Givova Scafati, tutto pronto per il debutto in SuperCoppa

 

Domenica prossima 11 ottobre 2020, alle ore 18:00, il PalaBianchini di Latina sarà teatro dell’esordio stagionale della Givova Scafati in una gara ufficiale. Non sarà però il campionato di serie A2 a prendere il via, perché il suo inizio è stato fissato per metà del prossimo mese di novembre. Si inizierà invece dal primo turno del minigirone all’italiana della SuperCoppa Centenario 2020, nel quale sono state inserite, oltre ai gialloblù, la Benacquista Latina, la Ge. Vi. Napoli e l’Allianz Pazienza San Severo.

 

L’avversario

Il primo ostacolo della Givova Scafati in questa competizione è rappresentato dalla formazione pontina degli ex Bisconti e Passera: due veterani della categoria, con il primo (centro di 208 cm) passato per Scafati in serie A2 Silver nella stagione 2014/2015 ed il secondo (playmaker di 180 cm) sulle sponde del fiume Sarno due stagioni or sono (2018/2019). Le due chiocce del gruppo hanno lo scopo di formare al meglio i due giovani statunitensi Gilbeck (centro) e Lewis (guardia), che per la prima volta in assoluto esordiscono in una competizione italiana. In questo lavoro, i due trentottenni sono affiancati da altri interessanti atleti che conoscono bene la seconda categoria nazionale, come l’ala piccola Raucci, la guardia Baldasso e l’ala grande Benetti, che hanno numeri e qualità da vendere. Completano poi il roster neroazzurro gli esterni Piccone e Mouaha, giovani talenti con mezzi tecnici e atletici importanti. A guidare dalla panchina questo ottimo collettivo sarà per il sesto anno di fila un’altra vecchia conoscenza scafatese, quel coach Franco Gramenzi che sulla panchina del PalaMangano si è accomodato in ben tre occasioni: stagione 1997/1998 in serie B2, conquistando la promozione in serie B d’eccellenza; stagione 2004/2005 in Legadue, chiudendo alla semifinale play-off con all’attivo una finale di Coppa Italia di categoria; stagione 2008/2009 in Legadue, terminata in semifinale play-off.

 

Finelli:”Siamo pronti”

A tal proposito ecco le dichiarazioni di coach Alessandro Finelli: «Siamo contenti di disputare finalmente, dopo così tanti mesi, una gara ufficiale, che differisce di gran lunga dagli scrimmage fin qui disputati. Stiamo bene fisicamente, sappiamo che ancora diverse settimane ci separano dall’inizio del campionato, ma siamo pronti per questa SuperCoppa, nella quale dobbiamo alzare l’asticella dell’intensità e la affrontiamo con l’ambizione di voler superare il turno. Cominciamo da Latina, contro una squadra molto duttile, che si appoggia molto su Lewis, atleta statunitense che ha grande talento, senza però dimenticare il centro Gilbert ed un gruppo di italiani molto conosciuti, come Passera, Baldasso, Raucci e Benetti. Dovremo registrare passi in avanti sul piano della chimica difensiva rispetto all’ultima uscita e migliorare il nostro approccio sui 40’, puntando su una condizione fisica che sta crescendo col tempo. Dovremo poi di conseguenza esprimere le nostre migliori caratteristiche offensive, ovvero quelle di una squadra che nei primi secondi dell’azione può essere altamente pericolosa, grazie ad una serie di giocatori che sanno bene come correre in campo».

 

Benvenuti:”Fisicamente stiamo molto bene”

Oltre a coach Finelli, ecco le parole del centro Lorenzo Benvenuti: «Fisicamente stiamo bene, in gran forma, perché ci stiamo allenando tutti veramente alla grande, con un ottimo atteggiamento. Finalmente a Latina giocheremo una partita che ha i due punti in palio e così cominciamo a respirare nuovamente un’aria da competizione. Siamo un gruppo ben affiatato, che sta lavorando sodo e bene, con un coach che ci sta mettendo molto del suo per indicarci la giusta rotta da seguire. Non vediamo l’ora di scendere in campo e dedicare la vittoria ai nostri tifosi, che speriamo di poter riabbracciare quanto prima, perché senza il loro affetto dalle gradinate diventa tutto più difficile».

F1 GP Eifel, pioggia e nebbia bloccano il venerdì di prove libere

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F1: le condizioni climatiche(pioggia e nebbia su tutte) impediscono il regolare svolgimento delle prove libere. Appuntamento domani alle 12, tempo permettendo, con la terza sessione.

 

F1 GP Eifel, pioggia e nebbia bloccano il venerdì di prove libere

 

Ha vinto il mal tempo. Il venerdì di prove libere al Nürburgring non ha visto nessuno scendere in pista. Giornata triste dunque per Mick Schumacher che era pronto a debuttare sull’Alfa Romeo dopo lo straordinario campionato di Formula 2 che lo vede al comando e in lotta con Callum Illot, anche lui pronto nella mattinata a gareggiare sulla Haas. Restano dunque tutti con l’amaro in bocca. Domani si avrà, tempo permettendo infatti, solo un’ora per conoscere nel dettaglio la pista prima di fare sul serio alle quindici con le qualifiche. Le condizioni climatiche dovrebbero migliorare  anche se è previsto un abbassamento delle condizioni.

 

 

 

F1 GP , pioggia e nebbia bloccano il venerdì di prove libere

 

Ha vinto il mal tempo. Il venerdì di prove libere al Nürburgring non ha visto nessuno scendere in pista. Giornata triste dunque per Mick Schumacher che era pronto a debuttare sull’Alfa Romeo dopo lo straordinario campionato di Formula 2 che lo vede al comando e in lotta con , anche lui pronto nella mattinata a gareggiare sulla . Restano dunque tutti con l’amaro in bocca. Domani si avrà, tempo permettendo infatti, solo un’ora per conoscere nel dettaglio la pista prima di fare sul serio alle quindici con le qualifiche. Le condizioni climatiche dovrebbero migliorare  anche se è previsto un abbassamento delle condizioni.

 

 

SANT’ANTIMO: Carabinieri fermano i 3 che ferirono Gaetano B. Ferraiuolo

Fermati dai Carabinieri gli indiziati dei delitti di tentato omicidio di Gaetano Barbuto Ferraiuolo, gambizzato a colpi di pistola.

SANT’ANTIMO: Carabinieri fermano i 3 che ferirono Gaetano Barbuto Ferraiuolo

NAPOLI- In data odierna, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri appartenenti al Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Giugliano in Campania (Na) hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo del Pubblico Ministero nei confronti di tre persone, rispettivamente di anni 28, 26 e 19, residenti in Sant’Antimo (Na) e Grumo Nevano Na), ritenute gravemente indiziate dei delitti di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.

Il provvedimento restrittivo è stato adottato nell’ambito di un’attività d’indagine delegata ai Carabinieri in seguito all’efferato fatto di sangue avvenuto, in Sant’Antimo, lo scorso 20 settembre nel corso del quale venne gravemente ferito un giovane che, per le lesioni riportate, subì anche l’amputazione di entrambi gli arti inferiori.

In particolare il giorno 20.9.2020, alle 23:30 circa, la vittima, Gaetano Barbuto Ferraiuolo, veniva aggredita in Viale Europa. Nel corso della colluttazione l’uomo veniva colpito al capo, più volte, con il calcio di una pistola calibro 9 dalla quale poi venivano esplosi colpi di arma da fuoco che attingevano la vittima alle gambe e alla zona inguinale. L’uomo, ferito gravemente, veniva lasciato in fin di vita riverso sulla strada.
Le immediate attività investigative, rinforzate anche da una minuziosa analisi delle fonti di prova raccolte, hanno portato al provvedimento restrittivo nei confronti dei tre giovani.

 

 

 

 

N.B. Si rammenta che a seguito delle nuove disposizioni governative, si rende obbligatorio l’uso della mascherina e evitare assembramenti.

 

Stéphanie Esposito Perna
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Convocato dai CC di Odolo per una pratica si presenta “fumato”: arrestato

I CC di Sabbio Chiese hanno tratto in arresto un 35enne di Odolo (BS) convocato per una pratica: detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Convocato dai CC di Odolo per una pratica si presenta “fumato”: arrestato

I carabinieri di Sabbio Chiese hanno tratto in arresto un 35enne di Odolo (BS) per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’uomo era stato convocato in caserma per una ordinaria attività d’ufficio presentandosi poi all’appuntamento emanando un forte odore di marijuana.

I Carabinieri hanno proceduto immediatamente alla perquisizione personale che forniva già un primo riscontro, il possesso di una piccola quantità di hashish.

Avendo a carico precedenti specifici, i militari decidevano di estendere la perquisizione prima sull’auto, parcheggiata di fronte alla caserma, dove trovavano la fidanzata 27enne intenta a prepararsi uno spinelli, e poi a casa.

Proprio in casa venivano recuperati 750 grammi di marijuana e 45 di hashish oltre a materiale per il confezionamento e la vendita dello stupefacente.

Scattava così l’arresto e la denuncia in stato di liberta per la fidanzata convivente.

Questa mattina il tribunale di Brescia convalidava l’arresto e poneva l’uomo agli arresti domiciliari in attesa della definizione del processo.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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