Castellammare, boom di guarigioni nelle ultime 24 ore, ma i contagi non si fermano: 66 nuovi casi di cui 34 sintomatici. Positivi anche bambini e ragazzi di 3, 8, 9 e 16 anni
Il Sindaco di Castellammare di Stabia, GaetanoCimmino, ha riferito di aver ricevuto notizie dall’ASL circa 66 nuovi casi di positività al Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore. Tra questi, 32 sono asintomatici. Ci sono anche giovanissimi: un piccolo di 3 anni e 8 ragazzi tra i 9 ed i 16 anni.
Nelle ultime 24 ore si è registrato un boom di guarigioni: in totale sono 53 gli stabiesi dichiarati guariti dalle autorità sanitarie.
“Sono certo che ogni giorno saranno sempre più le persone che usciranno dall’incubo. Bisogna tenere duro, mantenere la calma, restare in costante contatto con il proprio medico curante ed adottare tutte le precauzioni previste per evitare il diffondersi del contagio.” ha commentato il primo cittadino stabiese.
COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 2.716
di cui: Asintomatici: 2.304 Sintomatici: 412 Tamponi del giorno: 14.290 Totale positivi: 92.755 Totale tamponi: 1.153.786 Deceduti: 18 Totale deceduti: 862 Guariti: 790 Totale guariti: 17.665
Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 590 Posti letto di terapia intensiva occupati: 193 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 Posti letto di degenza occupati: 2.061
CC Rieti: arrestato un truffatore, denunciata una cittadina rumena
Arrestato dai carabinieri di Rieti un truffatore di origini campane già noto alle forze dell’ordine. Nella stessa giornata di ieri, denunciata una cittadina rumena per furto
Rieti- Arrestato dai carabinieri di Rieti un truffatore già noto alle forze dell’ordine. Nella stessa giornata di ieri, denunciata una cittadina rumena per furto.
Prosegue, incessante, l’attività dei carabinieri sul territorio dove, nella frazione di “Osteria Nuova”, i militari della Stazione di Orvinio della Compagnia di Rieti, hanno deferito in stato di libertà un uomo che già precedentemente era stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Cittaducale e della Stazione di Antrodoco: insieme ad altri due truffatori campani, si erano spacciati per sedicenti appartenenti ad una associazione ONLUS. Per D. L. M., di 55 anni, era stata eseguita la sospensione dell’ordine di esecuzione in carcere, ma nella giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Castelnuovo di Farfa coadiuvati da quelli dell’Aliquota Operativa del NORM di Poggio Mirteto, hanno proceduto al suo arresto, a seguito della revoca della suddetta sospensione, emessa dal Tribunale di Tivoli. L’uomo, che deve scontare una pena di due anni di reclusione per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale, è stato rintracciato presso l’Ospedale De Lellis di Rieti, dove era ricoverato da alcuni giorni a causa di una “sindrome depressiva”. Dopo aver ottenuto il Nulla Osta alle dimissioni da parte dei sanitari, è stato tradotto dapprima presso gli Uffici dell’Arma e, dopo le formalità di rito, presso la Casa Circondariale “Mammagialla” di Viterbo, ove dimorerà per i prossimi due anni.
È scattato invece il deferimento per una 27enne per il reato di furto con destrezza a seguito di una denuncia sporta da un uomo, il quale si era appartato nella boscaglia di quella frazione con una cittadina rumena al fine di consumare un rapporto sessuale. La donna, dimorante nel campo nomadi di Via Nomentana nella capitale, nel corso “dell’incontro amoroso”, aveva sfilato dalla tasca dei pantaloni dell’uomo, la somma contante di 1000 euro dandosi poi alla fuga. L’uomo, che riusciva a dare tempestivamente l’allarme, ha fatto si che i militari, dopo una breve indagine, rintracciassero e identificassero la donna. La somma di denaro non è stata ritrovata e questo ha fatto ritenere agli inquirenti che la cittadina rumena potesse avere dei complici in zona. Indagano i Carabinieri di Orvinio.
Sempre nell’ambito della Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, i militari della Stazione di Collevecchio hanno denunciato tre ventenni residenti nella zona della “bassa sabina”. Per futili motivi, si erano resi responsabili dei reati di minaccia in concorso nei confronti di un uomo aggredendolo e causandogli lesioni guaribili in 10 giorni.
Nella nona giornata di campionato la Ternana si conferma schiacciasassi e demolisce anche la Cavese mentre il Bari dimostra la propria superiorità rispetto alle altre rose del girone e questa volta la vittima è la Juve Stabia. Il Catanzaro batte un colpo e fa fuori l’Avellino. La cura Capuano dà subito i suoi frutti a Potenza. Tanti i temi della giornata di campionato appena terminata.
PROMOSSE
Catanzaro – La squadra era andata in ritiro dopo il pareggio contro il Palermo in doppia inferiorità numerica, partita che seguiva la clamorosa sconfitta per 5-1 di Terni. La squadra sembra essersi compattata e responsabilizzata. Il match contro l’imbattuto Avellino è probante. Partono subito bene i Giallorossi che però non riescono a capitalizzare l’occasione capitata sui piedi di Carlini. Allora sono i Lupi a mettere il naso avanti con un gol pazzesco di Fella in rovesciata che manda in estasi i tifosi. Le Aquile, a differenza delle scorse settimane, non mollano e trovano il pari con un po’ di fortuna con il tiro cross di Curiale. La svolta della partita è il doppio giallo a Miceli che lascia i suoi in dieci. Il Catanzaro prende coraggio e attacca la profondità lasciata scoperta dagli Irpini e infilano due volte l’esordiente Leone. Calabro è salvo, per ora.
Casertana – La Casertana non ha mai vinto in campionato e ci prova in quel di Francavilla contro la Virtus. I Falchetti riescono a sbloccarla al 22’ grazie al colpo di testa del capitano Carillo che corre subito ad abbracciare mister Guidi. La Virtus non riesce a controbattere così gli ospiti la chiudono grazie alle marcature di Cuppone, innescato sul filo del fuorigioco, e di Icardi con una rasoiata da fuori. Vibranti proteste dei pugliesi su tutte e tre le marcature lamentando delle irregolarità non ravvisate dal direttore di gara. Il difensore della Virtus, Sparandeo cerca di rimettere in discussione il match ma è tutto inutile. La Casertana con un colpo di coda riesce a tirare fuori la testa quando sembrava affogare.
Potenza – Veni, vidi, vici. Ecco Capuano che in pochi giorni riorganizza la squadra e la guida nel blitz al “Liguori” contro la Turris. Mattatore della sfida è il capocannoniere del torneo Pietro Cianci che segna la seconda doppietta consecutiva, continuando il filotto di quatto partite consecutive a segno. Nel primo tempo sono due le occasioni importanti, una per parte. Protagonista per gli ospiti proprio Cianci che non trova l’impatto con la sfera da pochi passi dopo una spizzata di un compagno su un corner. Dall’altro lato ci prova Da Dalt ma spreca tutto col destro. Nella ripresa i Leoni la sbloccano con la zuccata di Cianci su un invitantissimo cross. I padroni di casa avrebbero l’occasione per riprendere la partita ma il colpo di testa di Pandolfi viene murato da un compagno. Così la squadra di Capuano sente l’odore del sangue e la chiude con un rigore del numero 9 dopo un contatto in area giudicato falloso dall’arbitro. Il Potenza trova i suoi primi tre punti in trasferta, mentre la Turris non vince da tre turni in casa.
BOCCIATE
Viterbese – I Gialloblù affrontano in casa la Paganese con la quale condivide gli stessi punti in classifica. Il primo tempo è tutto di marca Laziale. Tounkara ha il destro caldissimo e firma la prima occasione dopo appena 40 secondi ma Bovenzi è reattivo. Poi è il turno del compagno d’attacco Rossi che con un colpo di testa colpisce la parte superiore della traversa. Sempre di testa ci prova Falbo ma il portiere avversario si supera. La prima occasione degna di nota per gli ospiti arriva al 54’ con un ottimo tiro di Gaeta dalla distanza. La svolta del match arriva ad un quarto d’ora dalla fine con un fallo di mano di Mbende che spedisce gli Azzurrostellati dagli undici metri. A sorpresa non va il veterano Scarpa ma il giovane Guadagni, classe 2001, che calcia un penalty imprendibile regalando i tre punti ai suoi.
Cavese – La mini-striscia di due partite nelle quali la Cavese ha raccolto 4 punti andando vicinissima a fare bottino pieno, si interrompe bruscamente con la figuraccia contro la Ternana. Un match nel quale la Cavese non dà mai l’impressione di essere in partita. La strada si fa in salita già al quarto con il rigore di Falletti. Metelliani a pezzi che se concludono la prima frazione solo in svantaggio di una rete devono ringraziare la poca cattiveria delle Fere. Nella ripresa sale in cattedra il 36enne Vantaggiato che sigla una doppietta tra cui uno pazzesco di tacco. Al termine del match conclusosi 5-0, mister Modica rassegna le dimissioni che però vengono rigettate dalla società che gli rinnova la fiducia. Intano i Blufoncé sono penultimi, peggio ha fatto solo i Palermo che ha quattro gare in meno.
Catania – Continua l’incantesimo che dura ormai da 11 anni. Il Catania non riesce a sbancare il “Barbera” neanche quest’anno, in una situazione talmente particolare a tal punto da costringere il Palermo ad avere un unico panchinaro, il solo portiere di riserva. Non riuscire a vincere contro una squadra che non può effettuare cambi e che inevitabilmente soffre la stanchezza dovendo contare sugli stessi uomini per 90 minuti, evidenzia qualche criticità. Il primo tempo è tutto dei Rosanero che dopo il gol sfiorano, a più riprese, il raddoppio. Nella seconda frazione è Pecorino, attaccante del vivaio Rossazzurro, ad andare vicino al gol con un colpo di testa. Riuscirà a segnare qualche minuto più tardi su un’azione rocambolesca dove gli avversari reclamano per un presunto tocco di mano. Un punto che non soddisfa nessuno: il Palermo resta ultimo mentre il Catania si aggiunge alla bagarre per i play-off.
In casa Perugia non finisce neanche lo scarico dell’equilibratissimo match esterno con la Sambenedettese, che è già tempo di rifinitura.
L’ennesimo turno infrasettimanale vede il Curi ospitare la capolista Padova. Al termine della gara di domenica scorsa al “Riviera delle Palme” l’autore della rete oltre che di un’altra gran bella prestazione di sacrificio aggiuntivo alla qualità, Federico Melchiorri, diceva di un Perugia che non deve sentirsi inferiore al Padova.
Oggi in Conferenza pre gara l’allenatore Fabio Caserta elogia tutti i reparti avversari, sui quali si stagliano singoli forti come Paponi, Nicastro e Bifulco. Dalle parole del mister si potrebbe evincere che la partita a viso aperto che non c’è stata, o almeno c’è stata soltanto in parte con la Samb, potrebbe venir fuori domani. Allo stesso tempo, si può dedurre che Burrai ed Angella potrebbero tornare a calcare il campo da stadio, magari non dall’inizio.
Sarebbe importante per loro e per la squadra, che potrebbe cosi ritornare a giocare con maggiore costruzione nella manovra della mediana, come nella trovata compatta linea difensiva. Anziché concentrare molto sulla corda che va dai terzini/quinti al terzetto centrale davanti l’area a guardia di Fulignati. Per il reparto d’attacco se Murano non dovesse farcela (per lui problemi proprio durante Samb-Perugia 1-1), Caserta non intende cambiar nulla se non l’interprete: pronto in rampa di rilancio Bianchimano. Infine il tecnico, con i suoi toni sempre sereni ma decisi, allontana la “firma” per un pari: come a dire sono queste le gare a maggior spinta d’autostima, che quindi vano giocate e possibilmente vinte.
Due i precedenti per i campani con il fischietto pugliese Carella, nessuno con i siciliani
Luigi CARELLA della sezione di Bari è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Palermo valevole per la decima giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Castellammare giovedì 12 novembre alle ore 15 allo stadio “Romeo Menti”.
Carella, al suo quinto campionato in serie C e vanta due precedenti con le vespe e nessuno con i rosanero.
Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sui canali social parla del fondo perduto per le SSD e ASD con riferimento ai contratti di locazione, spiegando come e dove collegarsi per presentare le istanze di rimborso delle spese d’affitto, contributo utenze e eventuali costi per le sanificazioni.
“A partire dalle ore 10 del giorno 10 novembre e fino alla ore 14 del 17 novembre le SSD e ASD titolari di un contratto di locazione potranno collegarsi al sito www.sport.governo.it per presentare istanza di rimborso per le spese di affitto e per un contributo per le spese di utenze e eventuali costi sostenuti per le sanificazioni. Chi ha già ricevuto il fondo perduto la scorsa volta non deve ripresentare la domanda perchè lo riceverà automaticamente”.
Terzigno: lavoro in nero e tutela ambientale, 50 quintali di rifiuti stoccati illecitamente, 4 lavoratori in nero in opificio tessile, Carabinieri denunciano 44enne.
Carabinieri in azione tra Terzigno e Boscoreale a tutela dell’ambiente
TERZIGNO- I Carabinieri del nucleo operativo del gruppo tutela del lavoro di Napoli, insieme a quelli della stazione locale, hanno denunciato una 44enne di origini cinesi per smaltimento illecito di rifiuti. Titolare di un’attività di lavorazione di tessuti nella cittadina di Terzigno, la donna aveva stoccato oltre 50 quintali di rifiuti speciali derivanti dallo scarto di produzione. I locali dove si svolgeva la produzione – hanno scoperto i militari – erano interrati e non erano stati messi in atto protocolli per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori impiegati.
4 i lavoratori irregolari individuati, tutti di nazionalità cinese. Contestate sanzioni amministrative per un totale di 30mila euro e prescrizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per complessivi 103mila euro. L’attività è stata posta sotto sequestro.
Opificio abusivo, scarti tessili smaltiti senza controllo: 39enne denunciata dai Carabinieri
I Carabinieri forestali della stazione parco di Boscoreale hanno denunciato un 39enne di origini cinesi per smaltimento illecito di rifiuti. Secondo quanto accertato dai militari il 39enne, titolare di un opificio per la lavorazione dei tessuti, aveva stoccato senza alcun controllo decine di sacchi di scarti tessili per un’area di circa 15mq.
L’attività, completamente abusiva e non autorizzata, è stata sequestrata insieme ai macchinari e alle attrezzature utilizzate per la produzione.
Ieri sera, ai Quartieri Spagnoli nel corso del servizio di controllo sul territorio, è stato arrestato per evasione dai domiciliari un 49enne napoletano.
Napoli- Quartieri Spagnoli: evade dai domiciliari, arrestato
NAPOLI– Ieri sera gli agenti del Commissariato Montecalvario, durante il servizio di controllo del territorio ai Quartieri Spagnoli, nel transitare in via Croci Santa Lucia al Monte hanno notato nei pressi di uno stabile un uomo che, alla loro vista, ha tentato di entrare frettolosamente nel portone: l’uomo era sottoposto a regime domiciliare.
I poliziotti lo hanno fermato accertando che si era allontanato dal proprio domicilio dove è sottoposto al regime degli arresti domiciliari per riciclaggio.
Alfredo Forte, 49enne napoletano, è stato arrestato per evasione.
Siamo nel pieno dell’emergenza della “seconda ondata” di pandemia da Covid-19, nonostante le restrizioni, diffuso è l’atteggiamento indifferente e irresponsabile per cui ancora troppe persone passeggiano per le strade, alzando il rischio di diffusione del virus.
Le restrizioni servono per scoraggiare gli assembramenti e quindi le occasioni di contagio. Spetta al senso civico e alla responsabilità di ciascuno di noi, mantenere un comportamento coscienzioso, che non renda vano tutto il lavoro e gli sforzi fatti da parte dei medici e di tutto il personale sanitario.
L’uomo 49enne catanese, in viaggio per raggiungere la Sicilia, è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Villa San Giovanni.
Stava per attraversare lo Stretto di Messina avendo in auto oltre 5 chilogrammi di cocaina il 49enne di Catania, arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Villa San Giovanni nell’ambito della consueta attività di controllo svolta nell’area di imbarco per la Sicilia.
I poliziotti, svolgendo i controlli usuali sui mezzi in transito da e per l’Isola, hanno rinvenuto all’interno di un’autovettura 5,5 kg di “polvere bianca”. Attualmente il costo della cocaina sul mercato è di circa 70 euro al grammo.
Il conducente aveva insospettito gli agenti poiché dimostrava nervosismo durante le fasi del controllo e, durante una verifica più’ approfondita, sono stati trovati cinque panetti di droga occultati sotto il sedile posteriore del veicolo.
Un uomo di 49 anni, catanese, in viaggio per raggiungere la Sicilia è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Villa San Giovanni.
L’uomo è stato arrestato in flagranza del reato di detenzione e traffico di sostanza stupefacente e condotto nella casa circondariale “San Pietro” di Reggio Calabria.
Il Tribunale della città calabrese dello Stretto ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare del carcere.
Coltivavano sostanze stupefacenti: i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli eseguono la misura cautelare di arresti domiciliari.
Coltivavano sostanze stupefacenti: arresti domiciliari a Napoli nord
Nella mattinata odierna, nell’ambito di un’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di due persone di cui un 41enne di origine albanese e un 54enne residente in Giugliano in Campania (NA), per il reato di coltivazione di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantitativo.
ln particolare i militari della Compagnia di Pozzuoli hanno scoperto, tra i comuni di Giugliano in Campania e Quarto (NA), una piantagione di canapa indiana (occultata da una fitta vegetazione di alberi da frutto e boscaglia) costituita da 20 serre con la presenza di ventilatori alimentati da generatori elettrici e pannelli solari e di taniche di fertilizzante. L’area era sorvegliata da cani di grossa taglia.
Le attività investigative hanno consentito, inoltre, di rinvenire all’interno di un container adibito all’essiccazione di piante di cannabis, ulteriori 17 kg di marijuana, già raccolta e pronta per essere immessa sul mercato illegale. È stata sottoposta a sequestro.
Le operazioni si sono concluse con il sequestro di n. 3.159 piante di cannabis dalle quali erano ricavabili circa 900.000 dosi medie singole.
Positiva al COVID-19 ed in isolamento fiduciario circola sulla Tangenziale di Napoli: denunciata una 32enne napoletana. Positiva al Covid circola sulla…
Il bollettino del sindaco Cimmino su Facebook: altri 74 cittadini stabiesi contagiati oggi comunicati dall’Asl Na 3 e dalla Regione Campania. Il bollettino del…
Napoli, piazzetta Nilo: rifiutano di indossare la mascherina e aggrediscono gli agenti lanciandogli contro bottiglie di vetro. Napoli: rifiutano di indossare…
Gattuso e la nuova mediana Azzurra. Il connubio perfetto tra il duro Bakayoko e il fine Fabián Ruiz.
È inizio settembre e il Napoli cede Allan Marques all’Everton. Il brasiliano lascia dopo cinque stagioni la maglia azzurra. Ma lascia soprattutto scoperta la mediana azzurra. Il Napoli è orfano del lottatore a centrocampo. Manca colui che recuperi i palloni e dia linfa e vitalità al reparto nevralgico del campo. Gli acquisti di gennaio, Lobotka e Demme, non hanno esattamente le stesse caratteristiche.
Il colpo last minute
La dirigenza del Napoli lavora ma non sembra trovare l’identikit del giocatore che possa diventare il classico tassello che completi il puzzle. Non si vocifera alcun nome fino all’ultimo giorno di mercato. Nelle ultime ora di mercato nasce e viene conclusa una trattativa che ruba poco l’attenzione degli addetti ai lavori ma sarà decisiva per gli equilibri della squadra campana. Cristiano Giuntoli chiude l’accordo con il centrocampista del Chelsea TiemouéBakayoko. Un vero e proprio affare perché arriva con la formula del prestito oneroso fissato a 2 milioni. Il calciatore si rivela sin da subito imprescindibile per il nuovo centrocampo ridisegnato da Gattuso. Il mister calabrese accantona il classico centrocampo a tre che ha contraddistinto le ultime stagioni degli Azzurri, a favore della mediana a due.
Le caratteristiche complementari
Un centrocampo però non può funzionare solo con calciatori di grinta ma è necessaria tanta qualità in modo da poter orchestrare tutta la manovra. Ed è per questo che il ruolo di playmaker viene affidato al talentuoso spagnolo ex Real Betis, Fabián Ruiz.
Il “brutto” e l’elegante, il rubapalloni e il regista. Un connubio che non può fallire. Il primo scorcio di stagione non ha fatto altro che confermare che l’idea di Gattuso fosse geniale. Un centrocampo ben assortito che dà il meglio in entrambe le fasi. Bakayoko si sacrifica in fase di copertura, dà equilibrio alla squadra che deve sopportare ben quattro giocatori offensivi, ma soprattutto permette a Fabián di liberarsi da compiti prettamente difensivi. Ed è proprio per questo che il numero 8 azzurro riesce a fornire prestazioni di ottimo livello.
I lati da migliorare
Ovviamente si può sempre migliorare. Fabián in alcuni casi sembra ancora troppo compassato, il percorso di adattamento in questa zona di campo gli permetterà anche di acquisire una visione a raggi x in modo da individuare linee di passaggio che agli altri restano invisibili.
Per Baka nulla di nuovo. Aveva stregato Gattuso già ai tempi del Milan, quando prese le chiavi del centrocampo rossonero. Una posizione che allora condivideva con Kessié e Bonaventura. Un muro invalicabile a difesa della propria trequarti. Non chiedetegli di impostare ma solo il minimo indispensabile. Lotta come un gladiatore su ogni pallone che sradica dai piedi degli avversari.
Ritorna la compattezza del passato
Con le dovute proporzioni il centrocampo di stampo Gattusiano ricorda quello dell’epopea di Sarri. Il reparto che equilibrava un’intera squadra in modo da permettere agli attaccanti di dedicarsi a ciò che sanno fare meglio, ne sa qualcosa Higuaín. In quegli anni si parlava di un centrocampo a tre. C’era Allan, un uomo instancabile che dava il meglio di sé in fase di interdizione, poi Jorginho un calciatore dotato di un acume tattico non comune e il vero e proprio metronomo di tutta la squadra. Sul centro sinistra invece c’era Marekiaro, giocatore completo che con il suo carisma trasportava tutta la squadra.
La stagione è ancora agli albori ma Gattuso sembra essersi convinto che il 4-2-3-1 sia il migliore schieramento per il nuovo corso del Napoli, uno schieramento nel quale la nuova mediana Azzurra è l’ago della bilancia, capace di donare equilibrio a tutta la squadra.
Hamilton-Biden: il Padre Fondatore e il prossimo Presidente degli USA. Vita privata di due uomini che hanno amato il loro Paese.
Hamilton-Biden: il Padre Fondatore e il prossimo Presidente degli USA
Hamilton-Biden: il Padre Fondatore e il prossimo Presidente degli USA. Le elezioni presidenziali in America, si sa, sono una questione di vitale importanza per il Paese. Talvolta, letteralmente: i Padri Fondatori Aaron Burr e Alexander Hamilton si sfidarono a duello in seguito alla preferenza di quest’ultimo per il candidato (poi vincitore delle elezioni e terzo presidente degli Stati Uniti) Thomas Jefferson. Burr dovette accontentarsi della carica di vicepresidente, che prossimamente sarà ricoperta da Madame Kamala Harris, e accettarla di buon grado.
L’endorsement di Hamilton nei confronti del rivale politico Thomas Jefferson gli costò letteralmente la vita: nonostante la pretesa di Burr di scuse pubbliche da parte del federalista, il primo Segretario del Tesoro dei nuovi Stati Uniti si rifiutò di ribaltare la sua convinzione. Tutto per difendere il Paese dalla guida di una personalità che non riteneva adatta al ruolo.
La vita del Padre Fondatore fu scandita da scandali e lutti, spesso intrecciati tra loro. Il primogenito, Philip, perse la vita anche lui in un duello disposto per la salvaguardia della reputazione del padre. Oltre alle ostilità con il presidente John Adams (successore di Washington), fu questo il motivo del ritiro di Hamilton dalla scena politica.
Nonostante un destino comune di lutto, non è andata così per il prossimo presidente Joe Biden. Dopo la carica di vicepresidente per entrambi i mandati di Obama, infatti, il democratico Biden ha scalzato Trump dalla Casa Bianca e, scegliendo Kamala Harris come vicepresidentessa, sembra già aver fatto la storia.
Si tratta del presidente più anziano eletto: avrà 78 anni quando il 20 gennaio prossimo si insedierà alla Casa Bianca e ha alle spalle una vita privata e politica già vissuta intensamente.
Nel 1972 perde la moglie e la figlia di appena un anno in un incidente stradale di cui le dinamiche non sono mai state chiarite. Gli altri due figli restano feriti, ma sopravvivono. Incoraggiato da questi, sposa la prossima First Lady, prima italo-americana alla Casa Bianca, Jill Tracy Jacobs. All’età di 46 anni muore il primogenito a causa di un tumore incurabile.
Nonostante tra le due personalità storico-politiche in questione passino circa tre secoli, il programma messo in campo da entrambi vede al centro una revisione del sistema finanziario.
Laddove Alexander Hamilton proponeva la condivisione del debito pubblico tra i diversi Stati, con l’opposizione del futuro presidente Jefferson (allora Segretario di Stato), Joe Biden prevede l’inattaccabilità dei diritti sindacali e della contrattazione collettiva. Inoltre, lavorerà per la creazione di oltre 10 milioni di posti di lavoro, specie nel settore eco-sostenibile con l’obiettivo di una clean-economy. Hamilton, con l’approvazione e l’appoggio di George Washington, lavorò per stabilire una National Bank: fondamentale per il benessere economico della nuova nazione.
Nonostante la storia tenda a cancellare i processi culturali e sociali di un tempo per ricordare, a volte, solo superficialmente gli eventi, basta un po’ di attenzione per ritrovare un filo conduttore: le sfide di un tempo non sono più quelle di oggi e, sebbene le soluzioni adottate sembrino diverse, hanno, in realtà, una solida tendenza di base: il miglioramento del Paese a partire dal sistema economico-finanziario. Lo stesso vale per le personalità politiche coinvolte: il benessere del Paese, ad ogni costo.
Joe Biden, infine, progetta di eliminare le politiche di asilo di Trump e il cosiddetto Travel Ban, una serie di limitazioni alla concessione di visti per l’ingresso negli Stati Uniti ad alcuni cittadini stranieri. È significativo se si considera che il Padre Fondatore Hamilton è arrivato a New York partendo da un’isola dei Caraibi per fondare il sistema finanziario su cui il Paese poggia le basi ancora oggi.
Ciò che resta da considerare è se la vittoria di Biden rappresenti un’effettiva preferenza per le linee politico-progettuali finora esposte oppure il messaggio di insoddisfazione dell’America nei confronti dell’ex Presidente Donald Trump. Dal 20 gennaio in poi.
Operazione “Dura Labor” Associazione a delinquere e caporalato: 8 arresti tra La Spezia ed Ancona. Sfruttati e minacciati oltre 150 operai bengalesi utilizzati nella costruzione di yacht di lusso. Perquisizioni e sequestri per circa 1 milione di euro
Operazione “Dura Labor” Associazione a delinquere e caporalato – VIDEO
Oltre 50 finanzieri del comando provinciale di la spezia hanno eseguito 8 ordinanze di Custodia cautelare (7 in carcere e 1 ai domiciliari), ed hanno sottoposto a sequestro Preventivo oltre 900.000 mila euro in un’operazione condotta tra La Spezia, Savona, Ancona e Carrara.
I militari del gruppo di La Spezia, coordinati dal procuratore della repubblica di La Spezia, Dott. Antonio Patrono, hanno disarticolato un sodalizio criminale partendo da una serie di controlli in materia di lavoro nei confronti di una società con oltre 150 dipendenti, perlopiù extracomunitari di provenienza bengalese, operante presso importanti cantieri spezzini che realizzano yacht di lusso.
Partendo da alcune anomalie, individuate e segnalate dalla prefettura di la spezia, i finanzieri hanno condotto una complessa indagine che ha reso possibile individuare una serie di condotte di sfruttamento, ai danni di decine e decine di operai bengalesi, punite dalla recente normativa a contrasto del caporalato (art. 603 bis c.p.).
Al fine di cristallizzare le condotte illecite e individuare i c.d. “caporali”, sono state acquisiti gli orari di ingresso ed uscita al lavoro, testimonianze dei lavoratori e di altri soggetti contigui ed avviate intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno confermato le gravi condizioni di sfruttamento a cui erano assoggettati gli operai, in un regime di sopraffazione, a volte minaccioso e violento, messo in atto da un sodalizio di altri connazionali e di un italiano.
I “capi”, approfittando dello stato di bisogno, sotto-retribuivano gli operai con una paga fissa (c.d. “paga globale”, di 4 o 5 euro l’ora), impiegandoli, senza soluzione di continuità, in attività lavorative pesanti e anche pericolose, come la saldatura, la stuccatura e la verniciatura di imponenti yacht e super-yacht.
Inoltre, gli operai erano assoggettati a turni massacranti (fino a 14 ore al giorno senza permessi e riposi), sorvegliati a vista dai “caporali” e spesso minacciati, offesi e percossi.
Lo stato di assoggettamento degli operai era favorito dall’imprescindibile necessità di non perdere il lavoro, unico mezzo di sostentamento delle famiglie e unico veicolo per godere di un valido permesso di soggiorno in Italia.
Si sono verificati casi in cui, in caso di infortunio sul lavoro, i mal capitati lavoratori erano Costretti a fornire una falsa dichiarazione al personale sanitario del pronto soccorso, senza Fare alcun riferimento al lavoro svolto.
Nei giorni di assenza per malattia, compresi quelli recentemente avvenuti per casi di positività al tampone per il covid-19, i lavoratori bengalesi non percepivano alcun pagamento, perdendo, di fatto, l’unica fonte di reddito.
I finanzieri del gruppo di la spezia, inoltre, hanno svolto numerosi accertamenti bancari effettuati su decine di conti correnti e su carte postepay intestate agli operai che hanno consentito di svelare il particolare sistema adoperato dai caporali: tutte le buste paga ed i velativi versamenti risultavano, ad un primo controllo, conformi, la posizione lavorativa delle maestranze era in perfetta regola e tutto veniva contabilizzato (permessi, turni festivi, ore di lavoro e bonifici per le retribuzioni).
In realtà, una volta pagate le buste paga con bonifici bancari, i “caporali” pretendevano, anche con l’uso della violenza e con la minaccia della perdita del posto di lavoro, la restituzione, in contanti, di parte degli emolumenti bonificati, costringendo gli operai a continui prelievi al bancomat.
Il meccanismo era stato studiato da un membro del sodalizio, un consulente del lavoro di Ancona, il quale predisponeva false buste paga con il minimo dei contributi previdenziali, consentendo all’azienda di essere apparentemente in regola per poter ricevere le Sostanziose commesse ed accedere ai prestigiosi cantieri navali spezzini.
Al termine delle indagini, su proposta della locale procura, il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare nei confronti degli 8 membri del sodalizio criminale ed il sequestro dei beni a loro riconducibili, per un valore di circa 1 milione di euro, tra quote societarie, immobili e autovetture.
È stata anche disposta, infine, la misura cautelare del “controllo giudiziario” nei confronti dell’azienda che sfruttava gli operai, ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 della legge 199/2016, misura che consente di rimuovere le condizioni di sfruttamento e di salvaguardare la posizione lavorativa delle maestranze.
L’operazione odierna è il risultato del quotidiano impegno profuso dalla Guardia di Finanza a contrasto di ogni forma di illegalità e di abusivismo nel sistema economico del nostro Paese. La difesa e la tutela del lavoro, diritto costituzionalmente garantito, passa soprattutto attraverso la lotta ai fenomeni di sfruttamento della manodopera, al caporalato e alle altre gravi forme di prevaricazione e violenza.
Operazione “Dura Labor” Associazione a delinquere e caporalato VIDEO / Cristina Adriana Botis
I Comitati Regionali di Emilia Romagna e Veneto indicano la possibile soluzione per portare a termine la stagione
Quale tipo di soluzione ci dobbiamo aspettare per i campionati dilettantistici?
Alcuni comitati regionali come quello della Campania e della Sicilia sui propri comunicati ufficiali hanno inserito delle date approssimative alla ripartenza che si basano sulle tempistiche dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Poi ce ne sono altri, di grande importanza per numeri di tesserati e società iscritte, come i comitati Emilia Romagna e Toscana che hanno le idee molto chiare su quando e come ripartire.
Per il C.R. Lombardia, disputa del solo girone d’andata essendo i gironi composti da 18 squadre, play-off allargati ad almeno a 8 squadre e play-out. Scartata quindi una possibile ripartenza nel mese di dicembre, vista la curva dei contagi e il sempre più probabile inserimento di altre regioni nelle fasce cosiddette arancio o rosse che di fatto precluderebbero ai calciatori delle categorie principali, come l’Eccellenza e la Promozione, addirittura di svolgere un allenamento se non chiusi in casa o al massimo su un terrazzo.
Diamo uno sguardo su cosa hanno programmato altre realtà nazionali, come l’Emilia Romagna e la Toscana. Il comitato presieduto da Paolo Briati, in merito ai campionati regionali maggiori, in estate ha scelto la strada dell’aumento dei gironi e della diminuzione delle squadre per ogni raggruppamento. Quello emiliano romagnolo annovera ad esempio 3 gironi di Eccellenza da 14 squadre ciascuno. Intervenendo alla sempre interessante trasmissione dilettantistica ZonaD, il presidente Braiati è stato molto chiaro: “Se ripartiamo anche alla fine di Gennaio o primi di Febbraio c’è lo spazio per terminare la stagione entro giugno,ovviamente con l’inserimento di alcuni turni infrasettimanali”.
Il C.R. Veneto dal presidente Ruzza non ha perso tempo ed insieme al Consiglio Direttivo ha stilato modalità e periodo per la ripresa delle attività, ad iniziare dagli allenamenti fino alle partite ufficiali. Un programma che naturalmente è legato alla situazione dei contagi. Il comitato veneto auspica che possano riprendere gli allenamenti solo delle società che dovranno poi effettuare i recuperi nel mese di gennaio. Anche in Veneto calcio a 11 e calcio a 5 riprenderanno dal 7 febbraio 2021 con la disputa solo del girone d’andata per poi procedere con i play-off e play-out.
Il Comitato Regionale Lombardia non può seguire la rotta di Veneto e Emilia Romagna perchè i propri gironi sono formati da 18 squadre e dunque sarà concluso il girone d’andata e si procederà con gli spareggi, in testa e in coda. Il presidente lombardo, Giuseppe Baretti, attende indicazioni dalla LND per poi procedere. Infatti il 13 novembre è in programma il Consiglio Direttivo della Lega presieduta da Sibilia. Il 14 novembre invece è stata fissata una riunione con le società di Eccellenza e Promozione. In seguito, si svolgeranno riunioni organizzate dalla singole delegazioni provinciali e destinate a Seconda, Terza Categoria e attività giovanile provinciale.
Poche risorse? Ai comitati regionali non sfugge l’aspetto economico. Alla LND saranno chieste delle somme per poter innanzitutto posticipare il pagamento delle rate successive relative alle ulteriori spese, che andrebbero in scadenza per le società a novembre e dicembre, sino alla ripresa dell’attività. Inoltre va aggiunta, i confronto con le istituzioni per forme di sostegno concreto attraverso finanziamenti a fondo perduto in ragione dell’ulteriore stop forzato e di tutte le difficoltà vissute dai club.
Salvatore Buoncammino, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina facebook “Juve Stabia Live”
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it
“La prossima partita per me è molto sentita essendo un doppio ex sia della Juve Stabia che del Palermo, sperando che si giochi perchè ho avuto modo di sentire le ultime notizie da Palermo e avendo giocato con solo 13 calciatori a causa del covid il derby contro il Catania non so neanche se avrà a disposizione il numero minimo di calciatori per scendere in campo giovedi prossimo.
Roberto Fiore oltre ad essere stato il mio presidente sia a Castellammare che ad Ischia prima di sposarmi è stato il mio “compare” di cresima, lui oltre essere un grande presidente è stato anche un grande competente di calcio, sicuramente nella parentesi di Castellammare ha fatto grandi cose, ha sempre cercato di allestire squadre per ottenere la promozione in serie b, perdendo purtroppo due finali pur avendo costruito squadre di vertice.
A causa del covid in tutti i campionati si stanno subendo un sacco di goal perchè la mancata presenza di pubblico non dà le giuste pressioni e sta creando una certa sensazione di rilassamento tra i giocatori. Il Romeo Menti ad esempio ha sempre creato una certa pressione sia agli avversari che alla squadra stessa, avendo una conformazione strutturale “all’inglese” che rende il pubblico di Castellammare molto importante.
Il ricordo di Castellammare – continua Buoncammino – è molto importante per me, nella mia carriera pur non avendo fatto molti goal, ho sempre vissuto per la squadra sia quando scendevo in campo che quando andavo in panchina, mi sono sempre sentito un allenatore aggiunto e ho sempre creduto in ciò che facevo, io ho sempre giocato per la squadra mettendo spesso da parte anche gli obiettivi personali pur di vincere la partita, questo era lo spirito con il quale ho affrontato la mia carriera.
La Juve Stabia quest’anno pur essendo partita in ritardo sta ottenendo degli ottimi risultati pur segnando relativamente poco, a differenza degli anni in cui giocavo io, noto una carenza generale di attaccanti di spessore e questa può essere una causa.
Per quanto mi riguarda calcisticamente ovviamente sto in pensione ma seguo molto il settore giovanile collaborando con alcune società purtroppo a causa del covid e la sospensione dei campionati sono in attesa dell’evolversi della situazione sperando che quanto prima possa risolversi.
Auguro ai tifosi della Juve Stabia un presto ritorno allo stadio – l’augurio di Buoncammino – perchè Castellammare è innamorata della propria squadra la segue costantemente sia in casa che in trasferta inoltre gli auguro con tutto il cuore di ritornare presto in serie B perchè la squadra e la città la meritano e lo hanno dimostrato a pieno titolo”
Il 49enne titolare di un bar è stato posto ai domiciliari. I fatti risalgono al 2017. Denunciato dal fidanzato di una delle ragazze coinvolte.
Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Tenenza di San Cataldo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal Tribunale di Caltanissetta, hanno tratto in arresto per violenza sessuale un quarantanovenne di sancataldese.
L’uomo, titolare di un bar, sin dall’estate del 2017, abusando della propria posizione di datore di lavoro, costringeva le proprie dipendenti, alcune delle quali all’epoca dei fatti minorenni, a subire atti sessuali contro la loro volontà.
La misura trae origine dalla denuncia del fidanzato di una delle ragazze coinvolte nella vicenda, che nell’estate del 2017, lavorando per conto dell’uomo in un locale, durante i turni di lavoro subiva continui apprezzamenti fisici e palpeggiamenti quotidiani, fino ad arrivare ad essere condotta presso l’abitazione del proprio aguzzino, ove veniva costretta a consumare, contro la propria volontà, un rapporto sessuale.
I fatti risalgono al 2017. Denunciato dal fidanzato di una delle ragazze coinvolte.
La ragazza, intimorita, non raccontava quanto accaduto, trovando solo successivamente il coraggio di rivelare tutto al proprio fidanzato, dopo aver saputo della medesima sorte toccata ad un’altra ragazza.
Le indagini, condotte dai Carabinieri di San Cataldo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, hanno portato alla luce ulteriori episodi di violenza.
49enne di San Cataldo (CL) costringeva le dipendenti a fare sesso. Arrestato.
Infatti venivano ascoltate altre ragazze che avevano prestato attività lavorativa presso il medesimo esercizio, che rivelavano la serialità delle condotte poste in essere dall’uomo, alcune delle quali riconducibili alla nozione penalistica di violenza sessuale.
L’uomo, che è difeso dall’avvocato Maria Francesca Assennato, dopo le formalità di rito, è stato condotto agli arresti domiciliari.
Il Report settimanale conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento. Nella maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario di tipo 3 ma sono in aumento il numero di Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio nazionale con criticità ormai evidenti in numerose Regioni/PA italiane.
Report settimanale COVID delle Regioni a cura della Cabina di Regia (DM 30 aprile 2020)
La situazione descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA.
Tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane.
È essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
Punti chiave:
· Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 26 ottobre – 01 novembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella prima parte di ottobre.
· Si conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento sull’intero territorio nazionale. La maggior parte del territorio è compatibile con uno scenario di tipo 3 ma il numero di Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 è in aumento. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con criticità in numerose Regioni/PA italiane
· Nella settimana di monitoraggio, tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane.
Questa settimana si osserva un ulteriore forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 523,74 per 100,000 abitanti nel periodo 19/10/2020-01/11/2020 (vs 279,72 per 100,000 abitanti nel periodo 12/10-25/10).Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è passato da 54.377 (periodo 12/10-25/10) a 129.238 (periodo 19/10-01/11). L’aumento di casi è diffuso in tutto il Paese, con tutte le Regioni/PPAA che riportano un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso MdS).
Nel periodo 15 – 28 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,72 (95%CI: 1,45 – 1,83). Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,5 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte Regioni/PA. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità(https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).
Si segnala che nel Report settimanale sono state riportate molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali in 9 Regioni/PPAA.
Si osserva complessivamente una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Questo, ha comportato in questa settimana un ritardo nella ricezione dei dati consolidati dalle Regioni/PA per la settimana 26 ottobre – 1 novembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Di per sé, questo costituisce una ulteriore prova della generale criticità di resilienza diffusa su tutto il territorio nazionale e dovuta alla gravità della situazione epidemiologica. Come conseguenza questo può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.
Si mantiene stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento di contatti (19,5%), e si conferma la percentuale ormai rilevante dei casi identificati per la comparsa di sintomi (35,1%). Si conferma stabile (27,4%) anche la percentuale dei casi che è stata rilevata attraverso attività di screening. É ormai non trascurabile (18,0%) la percentuale dei casi per cui non è stato riportato il motivo dell’accertamento diagnostico.
Continua ad aumentare il numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (74.967 questa settimana vs 49.511 la settimana precedente) che supera l’80% dei nuovi casi segnalati in alcune Regioni/PA.
Conclusioni:
· La situazione descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA.
· L’aumento ulteriore dell’incidenza è coerente con l’aumento dell’Rt nazionale che attualmente si mantiene al di sopra di 1,7 nel suo valore medio e abbastanza stabile (a 1.45) nel sul intervallo di confidenza minore, indicando un progressivo avvicinamento allo scenario 4. Si conferma una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con criticità ormai evidenti in tutte le Regioni/PA.
· Con la rapida crescita dell’incidenza è sempre più frequente l’impossibilità di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e il rapido aumento del carico sui servizi assistenziali con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri sia in area critica che non critica che caratterizza questa fase epidemica.
· Si conferma che è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.
Per le Regioni/PA classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive, sonopreviste specifiche misure in base aldocumento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
Per le Regioni/PA classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, data l’elevata trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto, si raccomanda di considerare di anticipare rapidamente le misure previste per il livello di rischio Alto ed il corrispondente scenariocome riportato nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732, in raccordo con il Ministero della Salute.
· Si invitano le Regioni/PA a realizzare una continua analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732, in raccordo con il Ministero della Salute.
Angela Chianello, nota come Angela da Mondello, al canto di Non ce n’è coviddi, è stata denunciata a Mondello insieme al web-manager.
La Polizia di Stato di Mondello, nota località balneare in provincia di Palermo, ha indagato in stato di libertà due persone, Angela Chianello ed il suo “web manager”, palermitani di 41 e 36 anni, per avere realizzato, in qualità di promotori e organizzatori, uno spettacolo-evento pubblico (video-clip musicale), occupando abusivamente ed arbitrariamente un’area demaniale marittima in concessione, tenuto peraltro in assenza della prescritta licenza di P.S. e dell’agibilità dei luoghi. L’organizzazione, la promozione e lo svolgimento dell’evento / spettacolo musicale è stata posta in essere in violazione della vigente normativa di contenimento del contagio del virus Covid-19.
I poliziotti del Commissariato di P.S. “Mondello”, in virtù di quanto ricostruito anche attraverso l’acquisizione di filmati, video e notizie dai principali social network e da alcune testate giornalistiche on line, hanno ricostruito come, la mattina di domenica, intorno alle 07:00, un nutrito gruppo composto da circa 20 persone fosse intento a ballare e cantare senza indossare dispositivi di protezione individuale ed in violazione del prescritto distanziamento sociale.
In particolare, i soggetti ripresi in un video presto divenuto virale, alla presenza della coindagata Angela CHIANELLO, ormai nota come “Angela da Mondello”, intonavano una canzone-ritornello ispirata alla frase pronunciata dalla signora CHIANELLO agli inizi di questa stagione estiva secondo la quale “A MONDELLO NON CE N’E’ COVIDDI”. La frase era stata pronunciata nel corso di un’intervista di pochi secondi rilasciata ad un’emittente locale mentre si trovava in spiaggia a Mondello con i suoi familiari all’inizio della stagione estiva; la colorita espressione avrebbe reso alla donna una forte popolarità tanto da aver creato una sorta di vero e proprio brand anche a fini economici.
La CHIANELLO, insieme a colui che si è accreditato suo web-manager – agente, nella circostanza co-indagato ed insieme a persone allo stato ignote, sono ritenuti responsabili per i citati reati e per le connesse violazioni amministrative della normativa c.d. anti-covid.
I due co-indagati, in virtù delle immagini e video acquisiti dal web, risultano avere disatteso l’obbligo di indossare i d.p.i., l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatto accesso a un’area pubblica in violazione del divieto di assembramento, svolto una manifestazione in forma dinamica senza osservare le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento del contagio da COVID-19, violando infine il divieto di tenere spettacoli anche all’aperto.
Positiva al COVID-19 ed in isolamento fiduciario circola sulla Tangenziale di Napoli: denunciata una 32enne napoletana.
Positiva al Covid circola sulla tangenziale: denunciata una 32enne napoletana
Continua incessantemente l’attività di vigilanza sulla tangenziale di Napoli finalizzata alla verifica del rispetto delle prescrizioni imposte con i recenti decreti ministeriali volti al contenimento della diffusione del Covid-19.
Ieri sera gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Fuorigrotta, alle dipendenze della Sezione Polizia Stradale di Napoli, hanno intercettato in prossimità dei caselli di Fuorigrotta un’auto con a bordo la sola conducente. Pertanto, dopo il pagamento del pedaggio l’hanno fermata per sottoporla ad un controllo finalizzato ad accertare il motivo del suo spostamento. La donna, mostrando una particolare inquietudine al controllo, non ha saputo riferire nulla in merito e, successivi accertamenti, è emerso che era risultata positiva al COVID-19 e che si era allontanata dal proprio domicilio.
La donna, una 32enne napoletana, è stata denunciata per avere violato la quarantena fiduciaria.
Il bollettino del sindaco Cimmino su Facebook: altri 74 cittadini stabiesi contagiati oggi comunicati dall’Asl Na 3 e dalla Regione Campania. Il bollettino del…
Napoli, piazzetta Nilo: rifiutano di indossare la mascherina e aggrediscono gli agenti lanciandogli contro bottiglie di vetro. Napoli: rifiutano di indossare…
Guardia di Finanza di Napoli: nel fine settimana 718 controlli sulle persone e sugli esercizi commerciali, 16 sanzioni, tra violazioni anticovid e denunce…
Oltre i numeri: la pandemia ha anche un lato umano. Lo esploriamo attraverso il racconto dei fuorisede per descrivere la realtà di oggi.
Oltre i numeri: l’addio dei fuorisede alla loro nuova vita
Tra gli articoli e i servizi dedicati in questi mesi alla descrizione della perdita umana e sociale dovuta al virus abbiamo letto dei sacrifici del personale sanitario, dello sconforto e del lutto di chi aveva perso i propri cari, ma anche della distanza imposta tra familiari e “congiunti” che vedevano inasprirsi le misure tese ad allontanare chi, di per sé, già da lontano si voleva bene.
Tra loro, i fuorisede: ragazzi che da tutte le zone d’Italia si spostano per studiare all’università dei sogni. Tutto ciò, lontani chilometri da casa, dagli affetti e da una quotidianità che, per scelta o necessità, si sono lasciati alle spalle.
Un vero e proprio processo di transizione: le amicizie di una vita si allentano o, per i più fortunati, trovano modo di rimodularsi attraverso mille altri modi per sentirsi vicini. Il rito delle videochiamate, della preparazione del pranzo al telefono con la mamma (i cui consigli se prima erano mal tollerati, ora hanno il sapore dei più autorevoli tra gli chef) non sono una novità per loro. Ma in tempi di pandemia, si sa, ogni sacrificio si inasprisce e ha il sapore di qualcosa che ci è stato tolto.
Le distanze si allargano e oggi, con la riunione del governo e del Ministero della Salute per la rimodulazione delle misure da applicare in un’Italia divisa in tre, le fermate dei pullman sono stranamente vuote.
Forse perché in attesa dell’ufficialità dei nuovi provvedimenti, chi in zona rossa non c’è ancora ha l’arduo compito di decidere: tornare o restare a casa, perché casa è anche il luogo in cui ragazzi e ragazze hanno sacrificato per anni (o avevano appena iniziato a farlo) il loro tempo libero. Per studiare, lavorare, costruirsi un futuro in un Paese che avrebbe molto da offrire ma stenta a lasciare andare i suoi giovani. Sempre con la promessa che le cose miglioreranno.
Ma come potrebbe succedere, se la fine della pandemia, seppur lontana, non lascerà il Paese nella speranza di una crescita economica, ma solo con quella di un ristabilimento (sempre lento, sempre lieve) della situazione precedente?
Vivere fuori casa significa costruirsene una nuova. E la pandemia mette a dura prova proprio loro: quelli che con sforzi, sacrifici e un pizzico di fortuna hanno saputo ricostruire una vita da giovane in un Paese in cui, ai giovani, non è chiesto altro che studiare, laurearsi e trovare lavoro. Tutto ciò, nel minor tempo possibile; subito, immediatamente.
Come si fa a dire addio un’altra volta a una vita e a una socialità costruite con le proprie forze? Senza l’istituzione scolastica alle spalle che favorisse l’interazione, senza le radici amicali di una vita? Tutto ciò, dopo aver scoperto davvero se stessi. E averlo fatto solo dopo aver abbandonato il nido.
La società italiana, si sa, è in antitesi con quella del sogno americano. Si tende a stare a casa, protetti, per più del tempo necessario. Ma chi ha deciso di compiere lo scarto, il salto in avanti, e ha imparato a pagare le bollette al compimento dei vent’anni, si trova oggi davanti ad una scelta le cui opzioni lasciano ugualmente con l’amaro in bocca. Restare a casa. Ma quale?
Napoli, piazza Bovio. Due ragazzi si salutano prima che uno dei due salga su un pullman per Caserta. La circolazione tra le province, si sa, in Campania è interdetta. Il ragazzo l’accompagna: “addio,” dice scherzosamente. “Ricordati a cosa sono allergico. Agli acari, alla polvere e alla forfora di gatto”. La ragazza ride e sembra un saluto a cuor leggero.
Non si sa quando si rivedranno. Ma le piccole cose restano, e trovano il modo di accorciare le distanze.