Home Blog Pagina 3185

Tutela diritto d’autore, Oscurati 5.500 siti illegali di live streaming VIDEO

Vasta operazione internazionale della GdF in sinergia con la Polizia di Stato a tutela del diritto d’autore svolta in 19 paesi esteri. Oscurati oltre 5.500 siti illegali di live streaming. VIDEO

Tutela diritto d’autore, Oscurati 5.500 siti illegali di live streaming

Oscurati oltre 5.500 siti illegali di live streaming e canali Telegram che trasmettevano illecitamente contenuti protetti in tutto il mondo. Sequestri rivolti alla confisca per equivalente per oltre 10 milioni di euro nei confronti dell’organizzazione criminale. I pagamenti degli abbonamenti avvenivano anche tramite criptovalute.

15 degli indagati, pur lucrando ingenti somme dalla propria attività illecita, percepivano il reddito di cittadinanza.

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, in sinergia con un’aliquota di personale altamente specializzato appartenente al Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato, nell’ambito del procedimento penale 11226 17 in essere presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Napoli, ha concluso una importante operazione di contrasto al fenomeno della pirateria audiovisiva attraverso la trasmissione non autorizzata su rete internet, la cosiddetta “IPTV” – Internet Protocol Television, denominata “THE PERFECT STORM”.

La complessa attività di indagine, coordinata dal Procuratore della Repubblica Giovanni Melillo e diretta dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Piscitelli e dal Sostituto Procuratore Valeria Sico, si è avvalsa dei canali di cooperazione giudiziaria internazionale tramite l’Agenzia Europea Eurojust, mediante il desk italiano, diretto dal Procuratore Filippo Spiezia, coadiuvato dai Sostituti Procuratori Aldo Ingangi e Angela Continisio.

In contemporanea con la riproduzione di numerosi eventi on demand, tra cui partite di calcio dei principali campionati europei, centinaia di migliaia di incauti utenti che avevano stipulato contratti di abbonamento con le IPTV pirata, hanno all’improvviso visualizzato sui propri dispositivi un pannello che li avvertiva che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sottoposto a sequestro.

La Guardia di Finanza infatti, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, a partire dal pomeriggio del 6 novembre, ha posto gradualmente in essere attività tecniche preliminari di monitoraggio consistenti nel progressivo spegnimento da remoto delle piattaforme, dei server e delle smart card utilizzate dai pirati, nonché nell’oscuramento dei siti web e dei canali Telegram dediti alla vendita e riproduzione dei contenuti dell’IPTV illegale.

Le preliminari attività hanno consentito il sequestro e l’oscuramento di oltre 5.500 risorse informatiche tra server di trasmissione, piattaforme di gestione, siti vetrina e siti di live streaming, oltre a 350 canali Telegram: in seguito a tale attività, come previsto, i responsabili dell’organizzazione, per rendere comunque possibile la trasmissione dei contenuti illegali alla propria clientela, sono stati costretti a palesare le ulteriori risorse di backup già predisposte per fronteggiare eventuali azioni repressive.

Tale azione di preliminare oscuramento e successivo monitoraggio, ha così consentito di individuare ulteriori 350 siti vetrina e 370 canali Telegram; tali risorse, sono state quindi oggetto di un nuovo sequestro d’urgenza disposto dalla Procura, che ha azzerato ogni residua possibilità in capo all’organizzazione di riprodurre contenuti video in violazione delle norme poste a tutela del diritto d’autore.

Nel corso dell’Action Day, fissato contemporaneamente in tutti i Paesi coinvolti nella giornata di ieri 10 novembre, è stata quindi complessivamente data esecuzione a:
  • una misura di custodia cautelare in carcere in Italia;
  • un provvedimento di sequestro e confisca per equivalente pari ad euro 10.619.000 nei confronti di 23 indagati con contestuale esecuzione di perquisizioni in Italia ed all’estero;
  • provvedimenti di sequestro di oltre 5.500 risorse informatiche utilizzate dall’organizzazione per la diffusione e la vendita illegale di contenuti in violazione del diritto d’autore ubicate in territorio nazionale ed in ognuno dei Paesi esteri che ha fornito la propria collaborazione;
  • 30 decreti di perquisizione e sequestro presso le centrali di ritrasmissione del segnale pirata in Italia ed all’estero;
  • 100 perquisizioni domiciliari e locali nei confronti dei principali re-sellers italiani;
  • un provvedimento di sequestro di 334 account PayPal destinati alla raccolta dei profitti dell’attività illecita
  • perquisizioni e sequestri di attrezzatura e denaro o altre utilità in n.12 paesi europei, tra cui Malta, Spagna, Germania, Bulgaria, Grecia, Lituania, Slovenia, Svezia, Belgio, Romania, Olanda e Francia.

Le indagini sono state condotte mediante innovativi strumenti tecnologici tra i quali un sofisticato software di Intelligenza Artificiale per l’analisi dei Big Data; tali risorse software, oltre a permettere di individuare ogni membro dell’associazione indagata, hanno anche consentito di identificare l’intera rete dei re-sellers operanti nel territorio nazionale, nonché l’elenco completo dei dati identificativi degli illeciti utilizzatori in ambito mondiale.

Le attività sono state svolte sull’intero territorio nazionale ed in altri 12 Paesi membri con il coordinamento dell’Agenzia Europea Eurojust ed in ulteriori 5 Paesi extra UE (USA, Regno Unito, Russia, Ucraina e Svizzera) mediante l’attività di raccordo info-operativo svolta dal II Reparto del Comando Generale del Corpo ed hanno richiesto l’intervento di oltre 600 finanzieri appartenenti a 91 diversi Comandi territoriali del Corpo e oltre 300 appartenenti ai collaterali esteri.

Alle operazioni ha partecipato inoltre un’aliquota di personale altamente specializzato appartenente al Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato, che ha fornito il proprio prezioso supporto tecnico alle ponderose attività di digital forensics presso le principali centrali di ritrasmissione del segnale pirata.

Le indagini hanno permesso di identificare un sistema articolato, a carattere piramidale, rappresentato da piattaforme informatiche di ultima generazione, alimentate simultaneamente da numerose “sorgenti di contenuti” ubicate in Europa e finalizzate alla trasformazione dei segnali audiovideo protetti da diritto d’autore riconducibili alle principali pay TV e servizi c.d. ‘Over The Top’ (Netflix, DAZN, Disney+), in flussi dati sistematicamente redistribuiti attraverso Server identificati in data center collocati in tutto il mondo.

Attraverso questa tecnica, i criminali informatici, a fronte di transazioni economiche disposte anche attraverso criptovalute, erano in grado di alimentare migliaia di servizi illegali di IPTV, nonché servizi web di live streaming, applicazioni mobili e canali Telegram.

Allo scopo di illustrare compiutamente l’aspetto dimensionale ed internazionale dell’operazione, va sottolineato anche l’impatto senza precedenti che l’operazione “THE PERFECT STORM” riverbera sulla platea mondiale dello streaming illegale, atteso che, al momento, per difetto – fermo restando che dati più circostanziati e completi saranno disponibili a seguito dell’esame delle numerosissime risorse che sono state sottoposte a sequestro, sono stati già individuati oltre 50 milioni di utenti, dei quali circa 5 milioni solo in Italia.

La Guardia di Finanza, nella sua veste di polizia economico finanziaria a tutela degli operatori onesti e per assicurare condizioni di leale concorrenza, contrasta con decisione questo business illegale che cagiona un imponente danno per l’economia italiana a discapito dell’industria dell’audiovisivo che, in un momento già gravemente segnato dalle difficoltà derivanti dalla pandemia di COVID 19, si stima abbia perso nel solo anno 2019 oltre 6.000 posti di lavoro (dati FAPAV) proprio per effetto di questi fenomeni criminali.

Segnaliamo che questa operazione, nonostante le difficoltà pratiche derivanti dall’emergenza Covid 19, è stata posta in essere con grande operatività e spirito di collaborazione e cooperazione da parte di tutte le forze di polizia italiane ed europee e di tutti i magistrati coinvolti nelle attività, sia quelli in servizio presso Eurojust che nei diversi uffici degli Stati Membri, destinatari dei n. 23 EIO.

Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Ischia-Carmine Di Meglio: “Non molliamo, dobbiamo tenere duro”

Il Responsabile delle giovanili fa una panoramica della situazione sui canali della società gialloblu

Simone Vicidomini– Il Calcio dilettantistico giocato oramai è fermo da un bel po di tempo. Le squadre più attrezzate e che hanno la possibilità di farlo, stanno però continuando a svolgere allenamenti ma soltanto individuali divisi in due gruppi, uno la mattina e l’altro il pomeriggio. In questo momento però ci sono anche le pagine ufficiali delle squadre che lavorano come si vuol dire dietro le quinte. L’Ischia Calcio sulla propria pagina dell’area comunicazione ha inaugurato la sezione “Focus”- Parlano i protagonisti della nostra società con un intervista a Carmine Di Meglio, responsabile del vivaio gialloblu nonchè tecnico della squadra Allievi regionali under 17.

Come vivono i ragazzi questo stop forzato imposto dal riproporsi della emergenza sanitaria ?
“Il momento è molto difficile, è complicato tenere i ragazzi a casa; io ho tre figli che giocano a calcio e studiano e togliergli oltre alla scuola anche lo sfogo dello sport è un bel problema. Ci hanno fermato ma dobbiamo tenere duro, da quello che sento in giro, con l’anno nuovo si potrebbe riprendere l’attività agonistica ma tutto dipenderà dalla situazione sanitaria.
Questa settimana-prosegue Di Meglio- faremo il punto della situazione con Pino Taglialatela e gli altri dirigenti; il presidente ci ha dato il via libera e spero si possa trovare il sistema almeno di far allenare i ragazzi a turno, rispettando tutte le norme anti contagio e magari con sessioni differenziate con 5/6 ragazzi per volta per fargli rompere l’isolamento sociale, sempre che non arrivino provvedimenti ancora più restrittivi. L’Ischia Calcio è stata la prima società sull’isola a decidere di fermare il settore giovanile non appena si è alzato il numero dei contagi; l’input è venuto dal presidente D’Abundo e credo che abbiamo fatto bene perché la salute dei nostri ragazzi, delle loro famiglie, del nostro staff viene prima di tutto.”
L’Ischia Calcio fonda il suo progetto sul calcio giovanile e si sta strutturando per farlo sempre meglio; in cosa è diverso, in termini di filosofia ed approccio, il modo di fare e pensare il calcio giovanile dell’Ischia rispetto alle altre realtà sportive? “Questa società crede moltissimo nel calcio giovanile ed è stata proprio questa visione del presidente che mi ha convinto ad accettare la sua proposta di entrare in società.
Noi non puntiamo a fare numeri ma a crescere i calciatori ischitani del futuro, a schierare una Prima Squadra composta da soli calciatori isolani, come d’altronde accade già oggi. Non puntiamo ad un progetto solo sportivo ma anche sociale, lavoriamo per indirizzare i ragazzi verso la pratica sportiva togliendoli dalle strade e mettendoli sul campo, assecondando anche le esigenze economiche delle famiglie isolane, molte delle quali in difficoltà di questi tempi. Vogliamo valorizzare i ragazzi ischitani accompagnandoli calcisticamente dai Primi Calci alla Prima Squadra gialloblu ma senza illudere loro e le loro famiglie. Se saremo bravi a trovare e far crescere i nuovi Taglialatela, Brienza, Buonocore saremo ben felici ma in questo momento la nostra priorità è di lavorare, anche insieme alle altre società, unendo le forze per il bene dei ragazzi, per dare loro serenità ed uno svago pulito e salutare.
Speriamo di ripartire senza divisioni e trasmettendo ai ragazzi valori sani; colgo anzi l’occasione per scusarmi con tutti se in qualche caso, per l’amarezza o lo sconforto, nelle scorse settimane ho contribuito ad alzare i toni di polemiche che con lo sport non c’entrano.
Oggi, dopo oltre 40 anni di sport (ho iniziato a 8 anni con Luigi Sasso al Campagnano) mi interessa soltanto riprendere ad allenarmi coi miei ragazzi e contribuire alla loro crescita per mezzo del calcio e mi auguro che lo si possa fare tutti insieme.”

Castellammare di Stabia: arrestata 22enne per tentato omicidio

Castellammare di Stabia: eseguita ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari per una donna 22enne, indiziata del reato di tentato omicidio.

Castellammare di Stabia: arrestata 22enne per tentato omicidio

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Nella mattinata odierna, a Castellammare di Stabia, i Carabinieri della locale Compagnia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta dì questa Procura della Repubblica, hanno tratto in arresto una donna di 22 anni, gravemente indiziata del reato di tentato omicidio.
Lo scorso 31 luglio, in orario notturno, nel corso di una lite scaturita fra tre donne, per futili motivi, in Castellammare di Stabia, all’esterno della discoteca Villa Zaira, una ragazza di 19 anni, che era intervenuta per tentare di placare gli animi e difendere una sua amica che ne era rimasta coinvolta, era stata colpita da un’altra donna con due coltellate, una alle spalle ed una al torace.
La vittima era stata quindi trasportata in prognosi riservata all’Ospedale del Mare di Napoli ove era rimasta ricoverata per una settimana.
Le indagini, espletate dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia e coordinate da questa Procura della Repubblica, anche mediante la meticolosa analisi delle immagini di video-sorveglianza e l’escussione di alcuni testimoni, hanno consentito di pervenire all’individuazione dell’autrice dell’accoltellamento nella donna oggi arrestata, la quale, dopo aver strattonato per i capelli la vittima ed averla spìnta a terra, l’aveva colpita dapprima con una coltellata alla schiena e successivamente con una coltellata al torace dopo che la stessa si era rialzata.
L’arrestata, dopo le formalità di rito, è stata sottoposta al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Givova Scafati: il G.M. Guastaferro dice la sua sul campionato di A2

0

La Givova Scafati è ufficialmente approdata alle Final Eight della Supercoppa Centenario 2020, grazie alla vittoria per 81 a 60 della Ge. Vi. Napoli contro Latina, fondamentale per permettere il passaggio dei giallobù al turno successivo. Venerdì 13 novembre la squadra guidata da Finelli sarà protagonista alle 18:00 dello scontro con la N. P. C. Rieti.

Intanto si pensa però anche alla questione campionato, con i dubbi che affliggono alcune delle società di A2, mentre nella città dell’Agro si è parlato molto di un possibile addio anticipato del play Randy Culpepper. Nel comunicato stampa a cura di Antonio Pollioso, le parole del G.M. Guastaferro riguardo questi due temi particolarmente caldi.

Il comunicato della Givova Scafati

All’indomani della nota stampa del C.O.N.I. diffusa in seguito alla promulgazione dell’ultimo D. P. C. M. e di una serie di successive voci trapelate nell’ambiente circa l’intenzione di alcune società di serie A2 di voler posticipare al nuovo anno l’inizio del campionato, il general manager gialloblù Gino Guastaferro chiarisce il punto di vista della società. «Prendiamo atto della decisione assunta dal C.O.N.I. di confermare il regolare svolgimento del campionato di serie A2 e la condividiamo a gran voce. Pur consapevoli delle enormi difficoltà che si stanno manifestando in questo preciso momento storico, a causa della larga diffusione del CoronaVirus, di cui non intendiamo assolutamente sminuire il rischio contagio, allo stesso tempo riteniamo che gli investimenti e le risorse economiche che la proprietà ha profuso meritino di essere tutelate. Senza dimenticare che intorno ai club come il nostro gravitano contratti di lavoro e di sponsorizzazione che meritano altrettanta tutela e rispetto. Lo stesso rispetto che dobbiamo riservare i nostri tifosi, costretti ad assistere per ora alle partite solo davanti ad uno schermo e ciononostante non hanno finora mai fatto mancare il proprio sostegno ed appoggio, a riprova del ruolo sociale, oltre che economico, che il mondo del basket riveste per tante persone e per i giovani in particolare. Un mondo che, pertanto, non può e non si deve fermare. Nell’attesa di rivedere quanto prima i palasport gremiti di persone, dobbiamo prendere consapevolezza della difficile attualità che stiamo vivendo ed iniziare il campionato nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza sanitaria, per assicurare e tutelare al massimo tutti i nostri tesserati e gli addetti ai lavori. Guardiamo avanti, guardiamo al futuro con grande senso di responsabilità, ma anche e soprattutto con tanta passione ed ottimismo».

La questione Culpepper

Negli ultimi giorni, soprattutto sui mass media, sono circolate voci di un possibile taglio dello statunitense Culpepper e i nomi dei suoi ipotetici sostituti. Al riguardo il dirigente di origini casertane intende chiarire una volta per tutte la posizione del giocatore. «Abbiamo un contratto con Culpepper che intendiamo onorare fino in fondo. Il giocatore gode della massima stima e fiducia sia della proprietà che dello staff tecnico. Si è inoltre perfettamente integrato con il gruppo e sta ritrovando la forma fisica migliore dopo un leggero problema muscolare che ha rallentato la sua preparazione. La società non ha alcuna intenzione di privarsi di questo atleta, le cui indiscusse qualità fisiche, tecniche ed umane sono perfettamente in linea con le ambizioni ed i progetti stagionali del club».

Il Derby di SuperCoppa va alla Givova Scafati: Napoli KO

0

Uno sguardo al match attraverso il Comunicato Stampa di Antonio Pollioso, addetto stampa della Givova Scafati:

Una Givova Scafati brillante e convincente ha superato più agevolmente del previsto la Ge. Vi. Napoli nel recupero del secondo turno del girone arancione di SuperCoppa Centenario 2020. Il risultato finale ha dato ragione alla formazione atleticamente e fisicamente più pronta, più compatta e quadrata e maggiormente organizzata, sia in attacco che in difesa. Gli avversari hanno retto il campo finché hanno potuto, ma poi sono stati costretti ad alzare bandiera bianca, condizionati anche dalla lunga pausa durante la fase di preparazione, in virtù dei tanti contagi tra i propri tesserati. Si è appalesata in campo la differenza di condizione tra i quintetti, che ha sicuramente agevolato il lavoro dei padroni di casa, i quali, dal canto loro, hanno comunque offerto una prestazione di grande spessore e personalità, fatta di gioco organizzato e difesa aggressiva.

LA PARTITA

E’ una schiacciata a due mani di Thomas a battezzare l’incontro, che per i primi minuti si mantiene equilibrato e conferma in pieno le aspettative della vigilia, con toni agonistici elevati e propensione di entrambi i quintetti al bel gioco ed allo spettacolo (10-8 al 5’). Un timido allungo lo tenta la squadra di casa al 8’ (17-10), grazie a qualche possesso recuperato e qualche buona soluzione di tiro dalla media e lunga distanza. Il vantaggio costruito riesce ad essere in buona parte conservato fino al suono della prima sirena (20-15).
La prima sorpresa del secondo periodo è l’ingresso in campo di Culpepper, il quale, sentendosi fisicamente meglio, si è reso disponibile all’utilizzo. I primi minuti sono però di marca partenopea: Mayo, Zerini e Monaldi riportano il punteggio in perfetta parità (22-22 al 14’). La risposta locale, che parte da una difesa forte ed aggressiva e da una compattezza senza precedenti, non si lascia attendere: break di 15-0 e risultato ribaltato (37-22 al 19’). L’intervallo arriva con la Givova avanti 37-24.
Cambiano i canestri d’attacco ma non il canovaccio della sfida, che anche nella sua seconda parte resta saldamente nelle mani dei locali, avanti 43-29 al 23’. Cattiveria agonistica in difesa ed organizzazione in attacco sono i principali motivi del preservato vantaggio gialloblù, che cresce col trascorrere dei minuti (50-38 al 26’). I padroni di casa hanno un approccio ed un ritmo di gioco differente, mentre i viaggianti pagano forse la pausa forzata per via dei contagi, che li ha resi meno brillanti e lucidi. Così anche il terzo periodo termina con Scafati in netto vantaggio 60-47.
Il peso sotto le plance di Cucci, Thomas e Benvenuti permette alla compagine dell’Agro di mantenere costantemente il naso avanti e non temere il ritorno biancoazzurro (66-50 al 34’). Nonostante il buon margine di vantaggio, non cala l’intensità di capitan Marino e soci, che riescono anche ad allargare la forbice del divario (78-59 al 37’). Gli ultimi minuti servono solo per le statistiche. La sirena conclusiva suona infatti sul 82-61.

LE DICHIARAZIONI

Coach Alessandro Finelli: «Dedico la vittoria di questo derby così sentito ad Enrico Longobardi, per la passione con cui sta operando con la società, seguendo le orme paterne. Altra dedica va ai nostri tifosi, che non hanno potuto assistere a quanto cuore hanno messo in campo i ragazzi per vincere questo incontro. Napoli ha mostrato di essere più indietro di noi quanto a condizione fisica, per via dello stop obbligato dei contagi subiti recentemente. Ma ciò non toglie nulla alla nostra prestazione molto buona, fatta di intensità difensiva, nella quale abbiamo vinto la battaglia a rimbalzo ed abbiamo sudato, tuffandoci sul campo per recuperare palloni vanganti. E’ stata una partita nata dalla testa, dalla concentrazione, dalla applicazione difensiva e dalla voglia di fare bene, che in attacco ha visto coinvolti tutti, con una buona circolazione di palla, che ha permesso a Thomas, Cucci e Benvenuti di andare in doppia cifra. E’ stata una partita corale, nella quale i nostri lunghi hanno avuto un buon impatto nel pitturato. La vittoria ci dà tanta fiducia ed autostima, per il ritmo e l’intensità con cui è stata giocata, per giunta contro un avversario forte come Napoli: dobbiamo continuare in questa direzione, per costruire con il lavoro in palestra i nostri successi».

 

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – GE. VI. NAPOLI 82-61
GIVOVA SCAFATI: Culpepper, Musso 8, Giordano n. e., Bianchi 3, Marino 8, Malpede n. e., Thomas 25, Rossato, Sergio 2, Benvenuti 22, Cucci 14, Nsesih n. e.. Allenatore: Finelli Alessandro. Assistente Allenatore: Di Martino Umberto.
GE. VI. NAPOLI: Zerini 5, Coralic n. e., Iannuzzi 2, Klacar n. e., Cannavina n. e., Parks 15, Sandri 10, Marini 6, Mayo 11, Uglietti 5, Lombardi 2, Monaldi 5. Allenatore: Sacripanti Stefano. Assistente Allenatore: Cavaliere Francesco.
ARBITRI: Moretti Mauro di Marsciano (Pg), Gagliardi Gianluca di Anagni (Fr), Ciaglia Gianfranco di Caserta.
NOTE: Parziali: 20-15; 17-9; 23-23; 22-14; -. Falli: Scafati 16; Napoli 19. Usciti per cinque falli: Parks. Tiri dal campo: Scafati 29/60 (48,3%); Napoli 20/62 (32,3%). Tiri da due: Scafati 18/35 (51,4%); Napoli 14/36 (38,9%). Tiri da tre: Scafati 11/25 (44%); Napoli 6/26 (23%). Tiri liberi: Scafati 13/15 (86,7%); Napoli 15/16 (93,8%). Rimbalzi: Scafati 39 (5 off.; 34 dif.); Napoli 35 (9 off.; 26 dif.). Assist: Scafati 16; Napoli 10. Palle perse: Scafati 15; Napoli 15. Palle recuperate: Scafati 11; Napoli 9. Stoppate: Scafati 1; Napoli 0.

 

Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio di Turchia

0

Formula Uno: dopo la sosta, tutti in Turchia. Hamilton ha il match point a disposizione, Verstappen e Bottas vogliono rovinargli la festa. Ferrari alla caccia di costanza

 

Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio di Turchia

Si accendono i motori e si riparte. La Formula Uno, sempre più vicina alla conclusione di questa stagione, torna in pista  e lo fa su un altro nuovo circuito. Dopo Portimao, Imola e Mugello, si fa tappa in una nuova nazione inaugurando un nuovo circuito: la Turchia. Per quel che riguarda il weekend, dopo Imola, si ritorna alla struttura di tre giorni: venerdì prove libere, sabato qualifiche e domenica gara.

 

Prima chance per chiudere i giochi

Match point a disposizione  per Lewis Hamilton che potrebbe domenica diventare sette volte campione del mondo. Non prendiamoci in gira: inevitabilmente l’inglese vincerà il titolo, da capire però se già in questo weekend può continuare a scrivere un’altra pagina di storia. Vogliono rovinargli la festa Max  Verstappen e Bottas. Difficile  ma entrambi i piloti vogliono riscattare la gara di Imola, in particolare Verstappen che viene da tre ritiri su tre nei Gran Premi svolti in Italia.

 

 

Risposte? No, conferme

Risposte, o meglio conferme, che si cercano dalla Ferrari. La stagione sta ormai giungendo al termine e la testa è sempre più al 2021. “Puntiamo a lottare per il secondo posto” ha confermato il team principal della Rossa Mattia Binotto. La speranza c’è viste le ultime gare, ma ovviamente c’è ancora tanta strada da fare ma chiudere alla grande la stagione sarebbe senza dubbio una grande carica di energia per tutto lo staff di Maranello e per Charles Leclerc.

 

GP Turchia, gli appuntamenti

Venerdì 13 novembre

09.00 Prove Libere 1

13.00 Prove Libere 2

 

Sabato 14 novembre

10.00 Prove Libere 3

13.00 Qualifiche

 

 Domenica 15 novembre

11.10 Gara

 

Nazioni Unite: come intraprendere lavori con questa Istituzione

0

Come accedere alle gare per servizi e forniture indette dalle Agenzie delle Nazioni Unite. Organizzato un Seminario virtuale il 26.11.2020.

Come accedere alle gare per servizi e forniture indette dalle Agenzie delle Nazioni Unite: questo il focus del Seminario virtuale organizzato dal “United Nations Globals Service Centre (UNGSC)”, che si terrà il 26 novembre 2020 a partire dalle ore 9:00. 

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, in sigla ONU, abbreviata in Nazioni Unite, è un’organizzazione intergovernativa a carattere internazionale. Tra i suoi obiettivi principali vi sono il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni, il perseguimento di una cooperazione internazionale e il favorire l’armonizzazione delle varie azioni compiute a questi scopi dai suoi membri. L’ONU è l’organizzazione intergovernativa più grande, più conosciuta, più rappresentata a livello internazionale e più potente al mondo. Ha sede sul territorio internazionale a New York, mentre altri uffici principali si trovano a Ginevra, Nairobi, Vienna e L’Aia.

L’UNGSC, base logistica delle Nazioni Unite con sede a Brindisi è oggi uno dei principali centri per la fornitura di servizi di logistica, tecnologie dell’informazione, telecomunicazioni e formazione al Segretariato ONU, alle missioni di pace e in generale per i vari programmi di assistenza delle Nazioni Unite in tutto il mondo.

Come tutte le agenzie del sistema onusiano, anche l’UNGSC rappresenta quindi un importante centro di spesa con necessità sempre più ingenti di approvvigionamenti legati a beni e servizi. Nell’ultimo anno, il volume degli acquisti effettuati dal sistema delle agenzie ONU è cresciuto del 5,9% rispetto al 2018 attestandosi a 19,9 miliardi di dollari, di cui solo 323 milioni di $ riconducibili a forniture di aziende italiane. Con una quota dell’1,62%, il nostro paese rappresenta il 14^ fornitore del procurement ONU. Con riferimento alla sola UNGSC di Brindisi, la partecipazione italiana sulle commesse assegnate dall’Agenzia mostra negli ultimi tre anni un trend in crescita grazie all’acquisizione di una quota del 25,1%  sul totale del volume di acquisti della sede pugliese.

A fronte di questo ampio potenziale, la quota di partecipazione italiana al procurement delle Nazioni Unite rimane ancora sotto il potenziale. Una delle ragioni di questa debolezza risiede nella scarsa conoscenza dei meccanismi e delle procedure di partecipazione alle commesse lanciate dal sistema onusiano e rese disponibili attraverso il portale UNGM (United Nations Global MarketPlace).

Il Seminario che sarà aperto dal Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano e dal Direttore di UNGSC, Giovanna Ceglie, vedrà anche la partecipazione dei responsabili dell’ufficio acquisti delle principali Agenzie del polo onusiano di Roma (World Food Program, IFAD, FAO, ecc.) .

Il programma sarà articolato in 3 sessioni: una prima sessione dedicata al funzionamento del portale UNGM (United Nations Global Marketplace), punto di accesso alle gare pubblicate dalle Agenzia ONU, cui seguirà un approfondimento sulle procedure seguite dall’ufficio acquisti della sede di Brindisi e su come presentare le offerte correttamente ed, infine, una terza sessione riservata ad incontri (su richiesta) tra aziende italiane e il personale dell’Ufficio acquisti della UNGSC.

Per partecipare all’evento è necessario inviare l’adesione entro e non oltre il 17 novembre p.v. secondo le procedure di registrazione indicate al link: https://www.unlb.org/Procurement/GetDocumentAdvertById/IXypC0vVxDk%3d

Adduso Sebastiano

Nuovo colpo a fiancheggiatori del Clan dei Casalesi: 4 arresti

Nuovo colpo della D.D.A. di Napoli: arrestati De Luca C* e di Verde S*, ritenuti responsabili in concorso di omicidio premeditato, con l’aggravante di aver commesso il delitto con lo scopo di agevolare l’associazione camorristica denominata clan dei Casalesi.

Nuovo colpo a fiancheggiatori del Clan dei Casalesi: 4 arresti

Nella mattinata dell’11 novembre 2020, presso le case circondariali di Caltanissetta e Rossano, militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 6.11.2020 dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della D.D.A. di Napoli, nei confronti di De Luca Corrado* e di Verde Salvatore* , entrambi già detenuti per altra causa, ritenuti responsabili in concorso di omicidio premeditato, con l’aggravante di aver commesso il delitto con lo scopo di agevolare l’associazione camorristica denominata clan dei Casalesi.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta tra gli anni 2018 e 2019 sotto il coordinamento della DDA di Napoli, anche attraverso il riscontro di molteplici dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, ha consentito di accertare la responsabilità dei predetti in ordine all’omicidio di Cioffo Nicola 3 , avvenuto in Villa Literno (CE) in data 3.2.1990.

In particolare, l’impianto probatorio acquisito ha consentito di:
  • ­ identificare quali esecutori materiali Venosa Luigi (deceduto in data 07.08.2018), De Luca Corrado e Verde Salvatore;
  • ­ accertare la dinamica dell’evento delittuoso: nel dettaglio si appurava che Cioffo Nicola, alias “Torroncino”, in data 3 febbraio 1990, dapprima era stato condotto presso l’abitazione di Venosa Luigi, ai tempi capo dell’omonimo gruppo criminale, ed in tal luogo lo stesso era stato dapprima oggetto di un violento pestaggio, successivamente fatto segno con diversi colpi d’arma da fuoco; i killer, al fine di disfarsi del corpo, lo avevano caricato a bordo di una vettura e lo avevano trasportato nelle campagne di Villa Literno, in località “Ciannitiello”, ove, ancora vivo, lo avevano dato alle fiamme e contestualmente finito con diversi colpi d’arma da fuoco;
  • ­ comprendere che l’omicidio era stato decretato in virtù dell’appartenenza criminale del Cioffo alla fazione dei bardelliniani.

L’esecuzione è dunque da inquadrare nella guerra di camorra, avvenuta tra gli anni ’80 e ’90, tra le due anime dei Casalesi, quella dei “bardelliniani” e quella degli “Schiavone”; in particolare questi ultimi, come documentato già dai numerosi provvedimenti giudiziari che hanno ricostruito gli assetti dell’organizzazione criminale, a ridosso degli anni ’90, avevano stabilito l’eliminazione fisica di tutto il gruppo dei “bardelliniani”, al fine di acquisire l’egemonia criminale territoriale imponendosi così in regime monopolistico nell’ambito della gestione illecita dei rifiuti, delle estorsioni, nell’aggiudicazione degli appalti delle opere pubbliche.


Note sugli arrestati:

  1. De Luca Corrado, da Antonio e da Caterino Eva, nato a Sorrento (NA) il 07.05.1967, residente in San Cipriano d’Aversa via A. Moro. n. 76, attualmente detenuto;
  2. Verde Salvatore, da Donato e da Bortone Clelia, nato a Cesa il 17.03.1968, residente in Casapesenna via Caduti sul Lavoro n. 16, attualmente detenuto.
  3. Cioffo Nicola da Domenico e da Pannullo Giuseppina, detto “Torroncino”, nato a San Cipriano d’Aversa l’11 dicembre 1964, già residente in Casal di Principe, via Dante n. 30, coniugato, pregiudicato.
  4. VENOSA Luigi da Antonio e Falconetti Maria Teresa, nato a San Cipriano d’Aversa 20 novembre 1953.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

 © TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

I Carabinieri arrestano un senegalese a Campobello di Mazara (CS)

I Carabinieri arrestano, a Campobello di Mazara (CS), pericoloso catturando senegalese: T.B. era ricercato per tentato omicidio

I Carabinieri arrestano, a Campobello di Mazara (CS), un senegalese pericoloso

È terminata a Campobello di Mazara la fuga di un 24enne senegalese, irreperibile dal 10 ottobre scorso, dopo il tentato omicidio di un 25enne gambiano, fatti avvenuti a Sibari – in provincia di Cosenza. La vittima era stata raggiunta da diverse coltellate all’addome, fortunatamente senza provocarle ferite mortali.

A distanza di un mese dall’agguato consumato in Calabria, i militari della Compagnia di Mazara del Vallo (TP) in Sicilia, in continuo contatto sinergico con i militari della Tenenza di Cassano all’ Jonio (CS) hanno dapprima localizzato e successivamente arrestato T.B., dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal GIP del Tribunale di Castrovillari su richiesta della locale Procura a seguito delle attività d’indagine condotte dai militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro. In particolare, l’uomo, senegalese d’origine, risultava gravemente indiziato del tentato omicidio di un cittadino Gambiano avvenuto il 10 ottobre in località Sibari (CS), dallo stesso colpito all’addome con un’arma da taglio. La vittima, dopo il ferimento, veniva trasportata d’urgenza presso l’ospedale di Cosenza in pericolo di vita. Dopo i fatti, il T.B. si rendeva immediatamente irreperibile. L’osmosi info-investigativa tra la Tenenza di Cassano All’Ionio e il N.O.RM. della Compagnia Carabinieri di Mazara del Vallo ha consentito, sin da subito, di comprendere che il soggetto si fosse dato alla fuga dalla Calabria alla Sicilia e di circoscrivere l’area di ricerca al territorio di Campobello di Mazara dove l’esistenza di una vastissima comunità di lavoratori extracomunitari dediti – in questo periodo dell’anno – alla raccolta delle olive, rendeva particolarmente complesse le operazioni di ricerca e di individuazione. Nella fattispecie, nonostante le oggettive difficoltà ambientali, l’incessante attività investigativa di carattere tecnico nonché il costante monitoraggio del territorio mediante l’esecuzione di numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento svolti in diverse fasce orarie, hanno consentito il restringimento dell’area di ricerca sino a giungere alla sempre più dettagliata localizzazione del pericoloso catturando. Pertanto, acquisiti gli elementi ritenuti utili per l’elaborazione di una strategia d’intervento che fosse efficace, ma al contempo sicura, veniva organizzato il dispositivo d’intervento che portava alla cattura del soggetto.

Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Napoli, De Magistris: “Giallo in Campania, presto adotteremo provvedimenti clamorosi”

Napoli, De Magistris: “C’è un giallo in Campania, presto adotteremo provvedimenti clamorosi per far capire al Governo che qui la situazione è seria”

Adotteremo provvedimenti clamorosi a Napoli” questa la promessa fatta in diretta su SkyTg24 dal sindaco del capoluogo partenopeo, Luigi De Magistris.

Il primo cittadino ha denunciato le indecisioni del Governo nell’affrontare l’emergenza che si sta vivendo in Campania:

“Insieme alla Giunta stiamo pensando di adottare provvedimenti clamorosi per costringere il Governo a capire che c’è una questione in Campania molto seria. C’è un giallo in Campania”

Secondo De Magistris non si può più rimanere inermi di fronte questa situazione: “Così non si può andare avanti, non vorrei che ci fossero ritardi. Serve al più presto la zona rossa”

Nella giornata di ieri, dopo aver appreso la notizia della conferma della zona gialla, il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha voluto confermare la linea di rigore seguita dalla sua azione politica:

“Solleciterò nelle prossime ore e nei prossimi giorni i ministeri dell’Interno e della Salute ad assumere provvedimenti rigorosi per il rispetto delle regole e per il contrasto all’epidemia. Non sono assolutamente tollerabili immagini come quelle del lungomare di Napoli, o di strade e quartieri abbandonati a se stessi, nei quali si continuano a violare le norme senza che nessuno di quelli che hanno il dovere di impedirlo muova un dito. Non è tollerabile che il lavoro straordinario fatto sul piano sanitario e ospedaliero, a tutela della vita delle persone, sia inficiato da un contesto ambientale che si muove nel segno della irresponsabilità istituzionale e comportamentale”

Sant’Antonio Abate, 38 nuovi positivi: continuano i controlli delle forze dell’ordine

Sant’Antonio Abate, 38 nuovi positivi: continuano i controlli delle forze dell’ordine, il Sindaco Abagnale: “Riteniamo opportuno intervenire ancor più”

Il Sindaco di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, ha riferito di aver ricevuto notizie dall’ASL circa 38 nuovi casi di Covid-19 relativi a cittadini abatesi registrati nelle ultime 24 ore. I guariti sono 20.

“Precisiamo in premessa che il bollettino di oggi conteggia i positivi ed i guariti anche della giornata di ieri, le cui somme equivalgono ai numeri che vedete inseriti nella grafica. Fortunatamente, ben venti nostri concittadini sono finalmente guariti.” ha riferito la prima cittadina abatese.

“Oggi abbiamo tenuto un’ulteriore riunione con la nostra Amministrazione. Riteniamo opportuno intervenire ancor più sul futuro della nostra cittadina. Vi terremo aggiornati sulle imminenti decisioni.”

Nel frattempo, anche nella giornata di ieri sono continuati i controlli della Polizia Municipale.

“Soprattutto nelle ultime ore, si è discusso circa la possibilità di rendere o meno le disposizioni ancor più stringenti, prima nella nostra regione, poi nell’intera nazione. Le stesse attualmente in vigore, sono state emanate con l’unico scopo di impedire che il Covid-19 possa ulteriormente diffondersi. L’unica possibilità che abbiamo per evitare che decisioni più drastiche siano prese da tutti gli Enti sovracomunali, è quella di dimostrare che siamo in grado di gestire la nostra libertà nei limiti imposti dalle Ordinanze.” ha commentato Abagnale.

“Farle rispettare è nostro dovere, rispettarle è dovere di tutti. Non facciamoci cogliere impreparati, abbiamo già vissuto sulla nostra pelle le conseguenze di un lockdown. Dimostriamo di aver ben intuito come comportarci sia nei luoghi aperti al pubblico che nelle nostre stesse abitazioni private ed il peggio sarà evitato.  Mascherina, igienizzante e distanza di sicurezza. Forza, abatesi!”

Sant’Antonio Abate, 38 nuovi casi di Covid: continuano i controlli

Operazione Cesare a Messina: arrestata cosca. Corse clandestine (VIDEO)

I CC di Messina hanno eseguito, nell’ambito dell’Operazione Cesare, l’ordinanza di arresto anche per i reati di spaccio, maltrattamento animali, estorsione e riciclaggio.

A Messina arrestata una cosca dedita a scommesse e corse clandestine di cavalli (VIDEO)

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina con l’Operazione “Cesare” hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 33 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Messina guidata dal Procuratore Maurizio de Lucia. 

L’operazione dei Carabinieri ha consentito di disarticolare il clan Galli, operante nel rione Giostra, e di individuare una rete di distribuzione della droga che opera in vari quartieri di Messina. L’indagine ha documentato il controllo della cosca sul business delle scommesse sulle corse clandestine di cavalli organizzate di notte in città e in periferia. Le strade scelte per le gare vengono chiuse al traffico da gruppi di giovani a bordo di scooter e moto reclutati dal clan per consentire il passaggio indisturbato dei calessi trainati dai cavalli.

C’era anche un “patto di ferro” tra il clan Galli di Messina e i Santapaola di Catania per gestire le corse clandestine dei cavalli al rione Giostra e nelle zone di confine tra le due città, facendo affari d’oro con le scommesse anche d’insospettabili professionisti. Poi il business del traffico di droga nelle roccaforti tradizionali dei gruppi criminali della zona sud di Messina, tra Santa Lucia sopra Contesse, villaggio Aldisio e Fondo Fucile.

Il clan messinese, secondo gli inquirenti, si rivolgeva alla famiglia mafiosa dei Santapaola di Catania affinché facesse anche da mediatore per regolare i rapporti e le controversie sulle gare clandestine tra scuderie messinesi e catanesi che si svolgevano tra le due province.

Un caso significativo nelle investigazioni è quello di una mattina prima dell’alba, quando si diedero appuntamento alle pendici dell’Etna, nella zona di Castiglione di Sicilia, il capomafia di Messina Pippo Irrera che aveva puntato ventimila euro sul suo purosangue, ma non si sentiva tranquillo e i catanesi legati al clan Santapaola che dicevano di avere un cavallo ancora più forte che poi aveva vinto con l’inganno, come scoprirà dopo il Capomafia messinese.

“Guarda il video su Internet – aveva sbottato qualche giorno dopo uno dei fedelissimi di don Pippo – quelli con la moto spingevano il calesse”. Irrera andò su tutte le furie “Devo fare scoppiare una bomba, appena scende Iannuzzu gli dò un colpo di pistola in faccia, bastardo”.

Nella sala intercettazioni del Comando provinciale dei Carabinieri di Messina ci si rese conto che la situazione poteva degenerare: per una gara di cavalli persa uno dei capimafia più influenti della provincia era pronto a scatenare una vendetta e quindi una potenziale guerra di mafia tra due città, Messina e Catania. Stanotte Irrera è stato arrestato con i suoi fidati del clan Galli.

Tra gli indagati anche un veterinario che dava farmaci agli animali per migliorarne le prestazioni.

Sono in corso anche sequestri di beni riconducibili alla cosca.

Adduso Sebastiano

Napoli, rigettato il ricorso: “furbata” del club o del sistema?

Napoli, rigettato il ricorso: “furbata” del club o del sistema?

Tra norme federali e norme primarie chi sembra aver ragione? Le autorità federali si amministrano da sole, dandosi regole alle quali non si può contravvenire. È un accordo tra le parti che sembra avere supremazia addirittura sulle autorità statali. Le Società sportive che addivengono e stipulano tale contratto interno alla Federazione calcistica, non possono in alcun modo rifarsi ad altre regole, neanche se si tratta di regole per la salvaguardia della salute pubblica in periodo di pandemia. Questo sembra stabilire il rigetto del ricorso del Napoli Calcio per il 3 a 0 a tavolino contro la Juventus.

https://

Secondo grado avverso alla Ssc Napoli. La Giustizia sportiva resta della sua opinione che il Napoli abbia sbagliato a non seguire le sue regole imposte a mezzo Protocollo sanitario interno, convenuto e sottoscritto da tutte le Società di serie A. Colpa del Napoli insomma aggiungiamo noi, che nella prova di forza abborracciata, non sia riuscito a far valere il buon senso. Che questo poi coincida con il volere statuale della Asl che le aveva impedito la partenza, è un particolare. Dicevamo prova di forza, perché il Napoli, sì, punta proprio a dimostrare più o meno in modo sotteso che il famoso Protocollo si sia rivelato tutt’altro che infallibile. E poco importa se sia stato firmato ed accettato, se poi nel suo evolversi e nell’atto pratico e concreto, sia risultato – via via che i contagi sfuggissero al controllo tanto nel mondo della vita quotidiana, quanto nell’universo calcio – totalmente inadeguato.

Si, è come se il Napoli volesse dimostrare, da solo, l’anacronismo di un sistema che sembra destinato a crollare sotto il peso del carrozzone che deve portar avanti anche con i morti in strada. Da quel giorno della salita a Torino, ne sono passate di gare rinviate tra le varie categorie, e di casi sospetti legati alla gestione Covid – non ultimo quello della Lazio -; eppure per l’autarchica giustizia sportiva non basta per ristabilire la veridicità della drammatica dimensione che sta vivendo il nostro Paese e l’Europa. E allora è il Napoli lo scolaro che mette in evidenza le schizofrenie della ridicolezza delle cose del mondo del pallone in tempi di decine e decine di migliaia di contagi, da rimettere dietro la lavagna.

Le prove di forza non prevedono accordi preventivi: né il soggetto unico che può in questi casi trattare, la Lega, né i soggetti interessati, Agnelli e la Juve dall’altro lato, avevano voglia di accordi. Si sarebbe dovuto agire giocoforza solo dopo a conti fatti. Sperare che si possa aver ragione di chi ha come unico scopo quello di portar a termine il campionato costi quel che costi, è passibile di cocente delusione. Evidente che per venirne a capo, occorrerebbe uscire dal sistema chiuso in un microcosmo, per andare a combatterlo nel macrocosmo della Giustizia Ordinaria. Ma quest’ultima scenderà nelle beghe di condominio calcistico, di interpreti che parlano di furbate e di piccolezze del genere, dinanzi ai morti a centinaia ritornati nella nostra nazione?

 

Ricercato in Italia, arrestato in Romania dalla Politia Română: omicidio

Barnat Cornel, ricercato in Italia perché uccise un connazionale in Melicucco (RC) nel 2018, rintracciato ed arrestato in Romania dalla Politia Română ad Adamclisi – VIDEO

Ricercato in Italia, arrestato in Romania dalla Politia Română: omicidio

Grazie alle informazioni fornite dai Carabinieri attraverso il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia è stato tratto in arresto dalla Politia Română ad Adamclisi, in Romania, Barnat Cornel, 29enne rumeno.

Barnat era ricercato in Italia per l’omicidio di un connazionale, Draghici Ion, assassinato il 4 novembre 2018 presso la propria abitazione in Melicucco (RC). Decisive le indagini dei Carabinieri di Gioia Tauro e della Stazione di Melicucco che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso 13.10.2020, da parte del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palmi nei confronti dell’omicida.

Il provvedimento si è poi tradotto in un mandato d’arresto europeo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, a seguito del mancato rintraccio dell’indiziato di omicidio sul territorio nazionale.

Il catturando, a seguito degli approfondimenti investigativi, veniva rintracciato nella cittadina rumena di Adamclisi, nei pressi di Costanta, ove l’uomo viveva e lavorava, rintraccio operato al termine di una complessa attività di indagine nella quale sono stati fondamentali i canali della cooperazione internazionale tra le forze di polizia europee.

L’uomo, a seguito del brutale omicidio, si era reso irreperibile, tornando a mezzo autobus dopo pochi giorni in madrepatria. Il cadavere del Draghici Ion, 57enne all’epoca dei fatti, veniva rinvenuto presso la propria abitazione di Melicucco, dopo 2 giorni dall’uccisione.

Grazie alla ricostruzione degli inquirenti delle varie fasi precedenti e successive all’efferato delitto, scaturito da una lite per futili motivi tra i due connazionali e degenerata anche a seguito dell’abuso di sostanze alcoliche, l’Autorità giudiziaria di Palmi emetteva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del Barnat.

L’attività d’indagine, diretta dal pubblico ministero dottor Scarpino e coordinata dal procuratore aggiunto dott. Casciaro, permetteva di appurare che l’indagato, dopo aver lasciato il territorio nazionale a seguito dell’omicidio, continuava a mantenere contatti con i propri familiari nella Piana di Gioia Tauro; pertanto, sulla base delle evidenze raccolte nel corso dell’attività di ricerca e della localizzazione in Romania, l’Autorità Giudiziaria riteneva opportuno emettere un Mandato di Arresto Europeo in ottemperanza al quale il collaterale rumeno, avvalendosi prioritariamente degli elementi forniti dai militari dell’Arma, è riuscito a catturarlo nella nuova abitazione del paese di origine.

Il Barnat è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria rumena ed è in attesa di formale estradizione in Italia: le buone pratiche avviate già da tempo nell’ambito della cooperazione internazionale, hanno permesso una pronta risposta delle autorità rumene che hanno immediatamente localizzato l’omicida dopo pochissimi giorni dalla loro attivazione tramite i canali ufficiali.

Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

I Carabinieri sanzionano, ma si confrontano anche con gli imprenditori

Il coronavirus non ferma il lavoro nero. Continuano senza sosta i controlli in tutta la Sicilia dei Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro.

 Il nuovo coronavirus Sars-Cov-2 causa della patologia Covid-19, non ferma il lavoro nero. I Carabinieri sanzionano ma si confrontano anche con gli imprenditori, orientandone i futuri comportamenti.

Continuano infatti senza sosta i controlli effettuati dai Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo in tutta la Sicilia.

Nel solo mese di ottobre, in stretto coordinamento con le Prefetture ed i comandi dell’Arma Territoriale, nelle 9 province, sono stati eseguiti ben 129 accessi ispettivi in altrettante aziende operanti in vari settori (edilizia, con particolare attenzione per gli appalti pubblici, filiera della ristorazione, agricoltura).

25 imprese sono state destinatarie di provvedimento di sospensione per aver impiegato più del 20% della forza lavoro in nero. In particolare, su 383 lavoratori identificati, 84 erano in nero.

14 aziende non erano in regola con le prescrizioni anti-Covid. Dipendenti non muniti di mascherine e guanti, mancato rispetto del distanziamento interpersonale, assenza di documentazione informativa sulle condotte da tenere sui luoghi di lavoro: sono queste solo alcune delle mancanze riscontrate durante i controlli.

Le attività ispettive sono state improntate ad un approccio collaborativo, per il ripristino della legalità e la prevenzione di condotte future. In un clima di lealtà e confronto costruttivo, i Carabinieri per la Tutela del Lavoro hanno cercato di indottrinare ed indirizzare gli imprenditori, per meglio districarsi nella fitta maglia di norme che disciplinano la prevenzione anti-Covid. Solo nelle situazioni più gravi è stata avanzata proposta all’autorità prefettizia per la sospensione delle attività.

Per 57 datori di lavoro, inoltre, è scattata la denuncia in stato di libertà per violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per aver installato sistemi di videosorveglianza abusivi.

Tra i lavoratori “in nero”, 3 sono risultati percettori di Reddito di Cittadinanza per cui, oltre alla denuncia in stato di libertà, sono stati segnalati all’I.N.P.S. per il recupero delle somme già percepite ed il blocco delle successive erogazioni.

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni, soprattutto in chiave informativa e preventiva.

Adduso Sebastiano

Arrestato marocchino condannato in via definitiva per tentato omicidio

0

Rintracciato dalla Polizia di Stato di Messina in provincia di Brescia e arrestato per tentato omicidio di un connazionale a Furci Siculo.

Nel pomeriggio del 30.10.2020, la Squadra Mobile della Questura di Messina, coadiuvato da personale dell’omologo organo investigativo della Questura di Brescia, ha dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Messina a carico del cittadino marocchino ABOUFARIS Miloudi, classe ’80, condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Appello di Messina alla pena della reclusione di anni nove per il delitto di tentato omicidio in concorso ai danni di un suo connazionale, commesso in Furci Siculo (ME), il 23.05.2004.

La vicenda in parola aveva origine nel novembre 2003, allorquando una donna di nazionalità marocchina, al settimo mese di gravidanza, aveva denunciato delle molestie da parte di un suo connazionale che le aveva formulato esplicite avances, invitandola a lasciare il marito per unirsi a lui.

In quell’occasione, la vittima reagiva respingendo l’uomo e cercando di scappare ma, quest’ultimo, l’afferrava per le spalle strappandole una camicia e la colpiva sul fianco, facendola cadere a terra svenuta.

Non appena risvegliatasi, la donna veniva soccorsa e trasportata in ospedale da personale di altra forza di polizia, per ricevere le cure del caso.

Successivamente, la vittima, aveva denunciato di essere stata nuovamente avvicinata dal suo aggressore, il quale le aveva intimato di ritirare le accuse mosse contro di lui, minacciandola di morte.

Nel maggio del 2004 l’uomo veniva tratto in arresto a seguito di ordinanza di custodia cautelare.

Ma, pochi giorni dopo l’esecuzione della predetta misura, alcuni parenti dell’arrestato, tra i quali figurava anche il citato ABOUFARIS Miloudi, bloccavano per strada il marito della donna che aveva subito le esposte molestie e gli chiedevano se intendesse ritirare le denunce presentate contro il parente.

Di fronte al netto rifiuto da parte dell’uomo, gli aggressori, in numero di quattro, lo assalivano, bloccandolo per le braccia, in modo da non consentirgli la fuga. Contemporaneamente, lo colpivano con sbarre di ferro, calci e pugni.

In particolare, un colpo di spranga cagionava al malcapitato la frattura della gamba sinistra, di fatto, impedendogli di scappare. A quel punto, uno degli aggressori cercava di colpire la vittima al busto con un coltello, ma quest’ultima riusciva ad afferrare la lama con la mano procurandosi, così, una ferita da taglio lungo il palmo.

Quindi, il gruppo si accaniva ancora con le sbarre sulla testa dell’uomo che cercava di bloccare i colpi con le braccia procurandosi, di conseguenza, delle fratture scomposte agli arti.

Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri, nel frattempo giunti sul posto, impediva che l’azione criminosa fosse portata a conclusione.

Al rintraccio e all’arresto dell’ABOUFARIS Miloudi, che si era reso irreperibile sin dall’aprile del 2019, si è pervenuti a seguito di mirate e complesse indagini – supportate da operazioni di captazione, analisi di tabulati, attività di localizzazione ed accertamenti di vario genere – condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Messina con il coordinamento della locale Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello.

L’attività investigativa espletata, infatti, consentiva di individuare il ricercato che aveva temporaneamente e riservatamente fatto rientro in un Comune della provincia bresciana, presso l’abitazione della moglie, ove intendeva trascorrere alcuni giorni in famiglia.

La conseguente azione dinamica – attuata dagli investigatori della Mobile messinese coadiuvati dai colleghi della Questura di Brescia – non lasciava vie di fughe all’uomo che, venerdì scorso, veniva tratto in arresto e associato in carcere come disposto dall’Autorità Giudiziaria mandante.

Adduso Sebastiano

Lunerti: “Il tridente Lunerti-Musella-Onorato era un qualcosa di unico”

Giorgio Lunerti, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Lunerti: “Il tridente Lunerti-Musella-Onorato era un qualcosa di unico”

 

Giorgio Lunerti, ex attaccante delle Vespe, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” in onda ogni lunedì dalle ore 20:30 sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Palermo e Juve Stabia? Il ricordo è quello di aver vinto un campionato sia a Palermo che a Castellammare. Vedere due squadre in cui ho militato è sempre un piacere ma sarebbe meglio vederle in altre categorie perchè meriterebbero entrambe di stare in categorie superiori. Mi dispiace che sia Palermo che Juve Stabia non militino in categorie superiori. 

Con Buoncammino ci siamo rincorsi in varie squadre. Spesso ci siamo dati il testimone come alla Sambenedettese e a Castellammare e anche a Palermo. 

A volte parlo con i miei ex compagni e parliamo del fatto che calciatori come quelli di 20 anni fa ce ne sono pochissimi ora. Ora si bada solo al fisico ma la qualità è veramente poca. E’ un calcio che a me non piace con un giro palla noioso dove giocano la palla più i portieri che gli altri calciatori. 

Il 29 maggio del 1994? Quel filmato ce l’ho nella mia bacheca e me lo rivedo spesso e ogni volta mi viene la pelle d’oca. La Sambenedettese è la squadra della mia città e ancora oggi i tifosi della mia città non mi perdonano quel gol al Pinto di Caserta. Lo rifarei cento volte perchè in quel caso dovevo pensare solo alla Juve Stabia e al raggiungimento dei playoff. 

Il tridente Lunerti-Musella-Onorato era un qualcosa di unico. Abbiamo fatto bene e abbiamo fatto più o meno lo stesso numero di gol tutti e tre. Ovviamente con l’aiuto dei compagni abbiamo fatto bene. Mi ricordo una gara col Potenza. L’allenatore dei lucani, Pasquini, disse con quei tre là davanti gli portiamo una sedia alludendo al fatto che eravamo in là con l’età. Segnammo tutti e tre: doppietta di Musella, un gol io e un gol Onorato. Lo abbiamo accontentato (ride – ndr -). 

Il presidente Fiore non mi disse niente dopo il gol alla Sambenedettese che ci fece centrare l’obiettivo playoff. Però era felicissimo. Nessuno credeva in noi perchè ci ritenevano una squadra un pò in là con gli anni ma sul campo sovvertimmo tutti i pronostici e per poco non vincemmo il campionato. 

Il calcio ai tempi del Covid? Vedo pochissime partite. Senza pubblico non è calcio, non ha senso. Per fortuna che non gioco. Se avessi giocato in questo periodo non mi sarei divertito. Un conto è il pubblico che ti incita o ti insulta dandoti comunque motivazioni, un altro conto è giocare senza pubblico. Sembrano tutte partite di allenamento del giovedì. Spero che riaprano presto gli stadi. 

Ho segnato anche un gol al Real Madrid in amichevole quando giocavo nel Palermo. Era però solo un’amichevole. Per me è stato più importante il gol all’ultimo minuto con la Sambenedettese che il gol al Real Madrid. Non gli ho mai dato peso. 

Come finirà Juve Stabia-Palermo? Il fattore campo ormai non conta più niente. Seguendo un pò il campionato vedo che il Palermo sta messo male mentre la Juve Stabia non è ancora continua. Da ex di entrambe spererei che in casa vinca la Juve Stabia mentre quando si giocherà a Palermo mi auguro che vincano i rosanero”. 

 

a cura di Natale Giusti

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Castellammare, Cimmino risponde alle polemiche: “Le luminarie di Natale saranno luci di speranza”

Castellammare, Cimmino risponde alle polemiche: “Le luminarie di Natale saranno luci di speranza, i bimbi meritano un Natale gioioso. Prevista una clausola di rescissione”

Nelle scorse ore un’accesa polemica ha tenuto banco sui gruppi social della città di Castellammare di Stabia a causa della pubblicazione del bando da oltre 150mila euro per l’installazione delle Luminarie di Natale.

Poco fa il Sindaco Gaetano Cimmino ha provato a spiegare le sue ragioni nel corso di una live su facebook indetta per calmare le acque: “Il bando è stato pubblicato in via preventiva, in modo da arrivare a dicembre preparati. Non si poteva attendere ulteriormente. Rischiavamo di passare le feste al buio. E’ una visione ottimistica pensare che per Natale la situazione migliori, ma i bambini meritano di vivere il Natale in modo gioioso” sostiene il primo cittadino.

Le luminarie di Natale saranno luci di speranza” continua, rivelando che all’interno del bando è prevista una clausola rescissoria nel caso in cui la cifra stanziata dovesse servire per altri scopi.

Una spiegazione che tuttavia non è andata giù a tutti. Molti cittadini hanno portato ad esempio i comuni limitrofi che hanno deciso di destinare il budget per le luci natalizie all’acquisto di bombole d’ossigeno o di beni di prima necessità per le famiglie bisognose.

A tal proposito il Sindaco si è giocato la carta degli aiuti delle unità pastorali cittadine: “I parroci sono ancora una volta in prima linea e megafoni di questa emergenza sanitaria” sottolinea Cimmino che ha poi ricordato, in conclusione, le iniziative del farmaco sospeso e del carrello solidale.

 

VI Municipio, chiuso minimarket per gravi condizioni igienico-sanitarie

0

Tutela consumatori,  chiuso un altro minimarket nel VI Municipio per gravi condizioni igienico-sanitarie: sequestrati circa 300 chili di alimenti.                                                                 

Chiuso minimarket nel VI Municipio per gravi condizioni igienico-sanitarie. Sequestrati circa 300 Kg di alimenti

Roma- Proseguono i controlli della Polizia Locale di Roma Capitale  a tutela della salute pubblica e degli avventori di di locali e attività commerciali, con particolare attenzione agli esercizi definiti “minimarket” .

Come avvenuto nei giorni scorsi, con la chiusura di un minimarket  nel quartiere di Torre Angela, anche questa volta il provvedimento ha riguardato un esercizio nella zona del VI Municipio, dove gli agenti dell’Unità Spe (Sicurezza Pubblica ed Emergenziale) hanno riscontrato diverse  irregolarità amministrative e gravi carenze igienico-sanitarie , tanto da richiedere l’intervento del personale Asl territorialmente competente. Oltre alla presenza di escrementi di topo, gli operanti hanno accertato violazioni delle norme sulla sicurezza alimentare, nonché il mancato rispetto di alcune disposizioni per il contenimento dell’emergenza epidemiologica. Scattata l’immediata chiusura dell’attività.

Alle sanzioni previste, si è aggiunto anche  il sequestro di circa 300 chili di alimenti: più di 70 chili di carne priva di tracciabilità e oltre 200 chili di prodotti, tra cereali, patate, barbabietole, frutta secca e legumi,  in quanto privi  di regolare etichettatura riportante indicazioni sulla provenienza e scadenza. Sequestrata anche una bilancia non a norma.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo

La Bastonatura di ViViCentro.it – Le Vespe in trasferta col mal di gol

La Bastonatura di ViViCentro.it – Le Vespe in trasferta col mal di gol. La Juve Stabia fuori dalle mura amiche non ha ancora segnato su azione

La Bastonatura di ViViCentro.it – Le Vespe in trasferta col mal di gol

 

La sconfitta di Bari ci lascia in dote un dato statistico abbastanza negativo per ciò che concerne il rendimento esterno delle Vespe. Infatti nelle cinque trasferte fatte finora a Vibo Valentia, Lentini (Catania), Teramo, Avellino e Bari, la Juve Stabia non ha ancora segnato alcun gol su azione. L’unica rete siglata finora fuori casa è quella di capitan Mastalli a Vibo su calcio rigore nella gara vinta per 1-0 a pochi minuti dalla fine contro la Vibonese.

Nelle altre partite disputate fuori casa finora, il leit-motiv è stato sempre il solito. Una squadra sempre propositiva che produce un ottimo gioco, vero e proprio marchio di fabbrica di mister Padalino, che crea tante occasioni da rete ma con poca vena in fase realizzativa.

Anche a Bari contro una delle schiacciasassi del campionato che quasi certamente contenderà alla Ternana il primo posto nel Girone C, almeno quattro palle gol limpidissime ma nessun gol realizzato. Una sorta di vero e proprio male oscuro per la Juve Stabia che andrà estirpato nelle prossime giornate di campionato se non si vuole vanificare il grande lavoro che questa squadra sta effettuando in grande sintonia con i dettami del tecnico.

Sia chiaro, sono tanti gli alibi e le giustificazioni per i ragazzi di mister Padalino. Innanzitutto è solo un mese che questa squadra è stata forgiata negli ultimi giorni del mercato. E poi, come lo stesso Padalino ha sottolineato, questa squadra non ha fatto ritiro precampionato ed è come se stesse trovando ora la giusta amalgama in tutti i settori. Ovvio che col lavoro quotidiano migliorerà l’intesa anche fra gli attaccanti e la finalizzazione non potrà che migliorare.

Inoltre i tanti infortuni e casi di Covid che hanno riguardato sempre e solo il reparto avanzato. Bentivegna si è infortunato subito dopo la prima giornata di campionato e lo abbiamo rivisto solo a Bari. Golfo non lo abbiamo quasi mai visto nelle migliori condizioni, anche lui fermato da una serie di stop di varia natura. Stesso dicasi anche per Cernigoi fermato dal Covid per lungo tempo. Senza dimenticare che lo stesso Romero gioca ormai da inizio stagione con qualche problema al ginocchio.

Una serie di intoppi che hanno frenato la fase realizzativa della Juve Stabia soprattutto fuori casa dove sono state affrontate, a parte la Ternana, quasi tutte le pretendenti alla vittoria finale del torneo. Ma un problema che va risolto alla svelta, perchè una Juve Stabia con le polveri bagnate non è una buona premessa per il prosieguo della stagione e per le ambizioni di questa squadra.

 

a cura di Natale Giusti

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.