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Gianturco: coppia rapina un automobilista, arrestata

Ieri mattina gli agenti su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Carlo di Tocco per una rapina ai danni di un automobilista.

Gianturco: coppia rapina un automobilista, arrestata

GIANTURCO- Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Reparto Prevenzione Crimine Campania, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Carlo di Tocco per una rapina ai danni di un automobilista.
I poliziotti hanno accertato che una donna armata di pistola, in compagnia di un complice a bordo di un’auto, dopo aver infranto il vetro della vettura della vittima si era impossessata di un borsello con 1100 euro.
Gli agenti, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima, hanno rintracciato i rapinatori in via Vespucci e, dopo un lungo inseguimento, li hanno bloccati in via Reggia di Portici.
Inoltre, nell’auto hanno rinvenuto un arnese atto allo scasso e il borsello con l’intera somma che è stata riconsegnata alla vittima.
Salvatore Improta e Anna Esposito, napoletani di 42 e 49 anni con precedenti di polizia, sono stati arrestati per rapina aggravata.

 

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Teatro di Messina – Duo pianistico, pianoforte a quattro mani “Arabesque”

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Teatro Vittorio Emanuele – Duo pianistico, pianoforte a quattro mani “Arabesque”

Si conclude il programma natalizio del Vittorio Emanuele “Resta a casa… e vieni al Teatro” 

Oggi (martedì) settimo appuntamento del Teatro:

Duo pianistico, pianoforte a quattro mani “Arabesque”

Si conclude l’attività del Vittorio Emanuele nell’ambito del programma natalizio “Resta a casa… e vieni al Teatro”: oggi (martedì 5 gennaio) alle ore 21, in diretta streaming sul sito e sui social dell’Ente, settimo ed ultimo appuntamento con il Duo pianistico, pianoforte a quattro mani dal titolo “Arabesque”.

Ata Virzì e Rossella Cannaò eseguiranno un programma incentrato su “L’Europa musicale tra Otto e Novecento”.

Un viaggio musicale tra le principali terre europee che hanno caratterizzato, nel secolo dell’Europa delle nazioni e dei nazionalismi, gli stili musicali più importanti ed influenti che porteranno al Novecento. L’idea di un’Europa in musica con un filo rosso che tenga legati i diversi Paesi, tutti inevitabilmente uniti da una definizione che superi i confini geografici per aprirsi a quelli culturali le cui matrici e radici diverse sono un arricchimento per una visione musicale in fieri della moderna Europa.  

Il programma spazierà da Debussy, Rachmaninoff, Grieg a Schubert.

Il concerto sarà replicato su TCF mercoledì 6 gennaio 2021 (ore 21) e domenica 10 gennaio 2021 (ore 18).

Ata Virzì

diplomata a pieni voti in pianoforte, clavicembalo e laureata in Farmacia. Ha frequentato i corsi internazionali di perfezionamento di Città di Castello e Assisi con i maestri Antonio Ballista e Gyorgy Sandor. Ha studiato interpretazione liederistica con Terese Linquist e Urban Ostlund, insegnanti del Mozarteum di Salisburgo, e per molti anni ancora ha ampliato il proprio repertorio sotto la guida del M° Vincenzo Balzani.

Autrice di racconti e fiabe musicali – “I sogni di Alice”, “Il prozio di Albert”, “Il pesciolino azzurro e la grande nave del giovedì”, ”Il giardino delle campane del vento”, “Un anno fa”, “Le gibet”- premiati ai concorsi “Un Prato di fiabe”, “Firenze Capitale d’Europa”, “A.L.I. Penna d’Autore” di Torino, ecc.., che sono stati progetti di lettura in molte scuole elementari della provincia di Messina ed inseriti in importanti cartelloni di prosa dedicati ai ragazzi , di cui ha diretto personalmente le rappresentazioni teatrali.

Svolge attività concertistica sia da solista che in varie forme cameristiche ed è stata per molti anni direttore artistico dell’AGIMUS di Taormina e di altre associazioni concertistiche.

Titolare di cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio A. Corelli di Messina, è promotrice di masterclass e laboratori fra cui il “Laboratorio di propedeutica per bambini” dedicato ai più piccoli e il “Laboratorio di Danze storiche” per la realizzazione di spettacoli dedicati alla musica antica con la messa in scena di coreografie storiche in costume, sotto la guida di Veronique Daniels e Ozan Karagoz, insegnanti della Schola Cantorum di Basilea.

Rossella Cannaò

pianista messinese, ha intrapreso gli studi musicali sotto la guida della prof.ssa Maria Pizzuto, diplomandosi brillantemente in Pianoforte e conseguendo il Biennio specialistico indirizzo interpretativo – compositivo con il massimo dei voti, lode menzione e diritto di pubblicazione della tesi dal titolo “Un’altra immagine di Arpocrate” presso il Conservatorio Statale di musica “A. Corelli” di Messina.

Laureata con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Palermo in Discipline Arte Musica e Spettacolo (D.A.M.S.), il suo percorso professionale ha spaziato tra la carriera universitaria, ha conseguito, infatti, il titolo di dottore di ricerca in “Storia dell’Europa mediterranea” presso l’Università degli Studi di Messina, e la carriera concertistica esibendosi con diverse formazioni cameristiche.

Ha partecipato a diversi Corsi di perfezionamento con il M° Vincenzo Balzani e con il M° M. Bilson. Numerose le pubblicazioni scientifiche di carattere storico – musicale in riviste nazionali specializzate, ha inoltre all’attivo due monografie: “I quattro madrigali del Canzoniere di F. Petrarca musicati nel Cinquecento” e “Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina. L’attività musicale dal 1852 al 1908”. Attualmente è docente di Pianoforte presso l’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci” di Ispica.

Mariella Musso

SCUOLA Castellammare: Calendario ripresa attività didattica

L’Unità di Crisi della Regione Campania ha stilato il calendario per la ripresa delle attività di didattica in presenza nelle scuole della Campania.

SCUOLA Castellammare: Calendario ripresa attività didattica

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Il Sindaco Cimmino ha da poco comunicato tramite canali social, il calendario della ripresa delle attività di didattica in presenza nelle scuole della Campania.
Resta da attendere l’ufficialità dell’ordinanza, tenendo sotto controllo l’andamento dei contagi.

L’Unità di Crisi della Regione Campania ha stilato il calendario per la ripresa delle attività di didattica in presenza nelle scuole della Campania. Ecco le date:
➡️11 gennaio: scuola dell’infanzia e prime due classi della scuola primaria
➡️18 gennaio: restanti classi della scuola primaria
➡️25 gennaio: scuola secondaria di primo e di secondo grado
In attesa di specifica ordinanza in merito da parte della Regione Campania, l’avvio della didattica in presenza per le date successive all’11 gennaio resta comunque subordinato all’andamento dei contagi.

 

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ERCOLANO: Smascherato truffatore rapinatore, 42enne in manette

ERCOLANO: da truffatore a rapinatore viene smascherato da un’anziana ingannata giorni prima. Inseguito dai familiari della vittima, 42enne finisce in manette, arrestato dai Carabinieri.

ERCOLANO: Smascherato truffatore rapinatore, 42enne in manette

ERCOLANO- Qualche giorno fa ha truffato un’anziana 78enne di Ercolano, fingendosi operatore di un’azienda di fornitura energetica; non soddisfatto, Giuseppe Diego Bombarda, 42enne del Rione Traiano si è ripresentato presso l’abitazione della donna indossando cappellino, mascherina e occhiali da sole.
Piuttosto che utilizzare un espediente per truffare l’anziana ha estratto una pistola e puntandogliela contro, tentato di strapparle alcuni gioielli che indossava.
La 78enne – in casa con un marito disabile di 83 anni – ha però reagito e strappato occhiali e berretto al rapinatore. In lui ha riconosciuto la stessa persona che pochi giorni prima l’aveva truffata e ha iniziato ad urlare, attirando l’attenzione dei vicini.
Bombarda è scappato, inseguito dal nipote della donna, e si è lanciato in una forsennata fuga in auto.
I familiari della vittima hanno però trascritto la targa del veicolo e l’hanno comunicata immediatamente ai Carabinieri della tenenza di Ercolano.
E’ così partita una caccia all’uomo, che ha consentito ai militari, con il coordinamento della centrale operativa, di attribuire la proprietà del veicolo proprio al rapinatore. Dopo una notte di ricerche, sentitosi braccato, Bombarda si è presentato in caserma ad Ercolano confessando le sue responsabilità. Ha poi consegnato una pistola scenica priva del tappo rosso, quella utilizzata per la rapina.
Arrestato per tentata rapina, Bombarda è stato tradotto al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.

 

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Venuta a mancare Emilia De Biasi ex Senatrice del PD

Messaggi per la scomparsa di Emilia De Biasi dal Ministro Speranza e la Sottosegretaria Zampa : l’ex senatrice del Partito Democratico aveva 62 anni.

Venuta a mancare Emilia De Biasi ex Senatrice del PD

Messaggi per la scomparsa di Emilia De Biasi dal Ministro Speranza e la Sottosegretaria Zampa : l’ex senatrice del Partito Democratico aveva 62 anni.

Speranza: “Addolorato per la scomparsa di Emilia De Biasi”
“Mi addolora profondamente la scomparsa così prematura di Emilia De Biasi, già Deputata, Senatrice e Presidente della XII Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, ruolo che ha interpretato con grande impegno a difesa del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Tema che le è sempre stato a cuore e su cui non abbiamo mai smesso di confrontarci fino a pochi giorni fa. Ci mancherà la sua passione e la sua dedizione. Sono vicino alla famiglia in questo momento così difficile”. Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Emilia De Biasi. Zampa: ‘’Perdiamo donna di grande valore e qualità. Addolorata da sua scomparsa’’
“La scomparsa di Emilia De Biasi mi addolora profondamente. Siamo state colleghe in parlamento per dieci anni e ho imparato allora ad apprezzarla per la sua intelligenza, il suo senso dell’humor, la sua cultura, e la sua coerenza politica. Emilia si è impegnata su tanti versanti, dalla parità di genere alla cultura e infine la salute, tema che l’aveva davvero appassionata enormemente. Perdiamo con la sua scomparsa la presenza e il lavoro di una donna di grande valore e qualità. Alla sua famiglia le mie condoglianze più profonde’’.
È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.

 

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Sorrento, arrivano due nuovi rinforzi per il centrocampo

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Matteo Langella e il 2002 Grimaldi andranno a rinforzare la mediana rossonera. Il benvenuto del Sorrento sui social

Inizia il nuovo anno e arrivano già le prime novità in casa Sorrento. La società costiera ha ufficializzato negli ultimi due giorni il tesseramento di due giovani centrocampisti che saranno immediatamente a disposizione del mister Luca Fusco. Si tratta dell’oplontino Matteo Langella e del classe 2002 Marino Grimaldi. Acquisti oculati, dunque, pensati dal ds Amodio per rimpolpare il reparto a fronte di due probabili uscite, quella dell’esperto Mancino e del camerunense Nembot, che si aggiungono al ritorno dell’ex Savoia e FC Matese Costantino.

Marino Grimaldi - Sorrento

Matteo Langella, classe 1997, arriva dal Savoia dopo un inizio di stagione non particolarmente esaltante a causa di alcuni acciacchi fisici e scelte tecniche che non gli hanno permesso di scendere spesso in campo. Si tratta di un elemento che porterà ordine ed equilibrio nel centrocampo rossonero, con trascorsi nelle fila di Sarnese e Nola.

L’under Marino Grimaldi arriva invece in prestito dalla Juve Stabia, con alcune importanti apparizioni in prima squadra tra Coppa Italia e Serie C.

I comunicati

Questi i due comunicati pubblicati sui profili social del Sorrento:

Il Sorrento 1945 è lieto di ufficializzare il trasferimento dal Savoia di Matteo Langella, centrocampista classe 1997.
“Ringrazio la Società ed il Direttore Sportivo Antonio Amodio per l’opportunità che mi hanno dato, mi impegnerò al massimo per dare il mio contributo al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Sono felice di far parte di questa Società che ho sempre ammirato in questi anni.”

Juve Stabia, Todaro: Con il tempo raggiungeremo i nostri obiettivi e quelli dei tifosi

Vincenzo Todaro, amministratore S.S. Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Vincenzo Todaro, amministratore S.S. Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina facebook “Juve Stabia Live”

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

” Dopo una retrocessione non è mai facile ricostruire, le ripartenze sono sempre problematiche. Assemblare una squadra non è mai facile anche perché molto spesso si valutano sono gli aspetti tecnici però dietro ai calciatori ci sono degli uomini che molto spesso si adattano o meno a un ambiente, quindi bisogna dare loro modo di poter comprendere la realtà sportiva in cui si trovano, il blasone della società e della città perché come ben sappiamo Castellammare è una piazza importante.

Molto spesso diamo per scontato che chi viene alla Juve Stabia comprenda questi valori ma non è così e allora ci vuole del tempo per fare sì che tutto questo venga recepito nel migliore dei modi. Credo che i ragazzi stiano facendo un ottimo campionato, sicuramente potrebbero fare di più ma molto spesso non si raccoglie tutto ciò che si semina. La Juve Stabia sicuramente merita altri palcoscenici e per me è stato un onore arrivare in un club così prestigioso. Ogni giorno cerco di dare il meglio di me per adempiere a quelle che sono delle istruzioni importanti, poi il tempo dira se si è fatto bene o male.

Nella Juve Stabia ho trovato risorse umane e professionali importanti, probabilmente poco utilizzate rispetto ai loro valori reali. Ritengo che tutte queste individualità siano figlie di Lello Persico, mi sembrava giusto dargli merito per quello che ha fatto in questi 40 anni perché molto spesso diamo attenzione al rettangolo di gioco ma per fare in modo che lo spettacolo vada avanti a monte c’è un lavoro di tante persone che lavorano in silenzio, a riflettori spenti, che non viene considerato nel giusto modo e Lello è uno di questi.

Persico ha gestito la segreteria della Juve Stabia per 40 anni e tantissimi successi sono dovuti alla sua persona. Ho voluto per un giorno che tutti i riflettori fossero puntati su di lui, che ha dato tanto alla Juve Stabia e con il quale stiamo cercando di creare un giusto ricambio generazionale.

Lello comunque rimane nella famiglia Juve Stabia, non sarà più il segretario generale perché purtroppo il covid ce l’ha allontanato per poterlo tutelare.
Ho fatto comunque in modo che desse il suo contributo come consigliere della Juve Stabia perché lo ritengo una persona capace e competente e non intendiamo privarci di lui almeno non nel breve termine. Il suo successore sarà una persona già presente in società che ha lavorato negli anni con lui ed è figlia dei suoi insegnamenti.

Per quanto riguarda il mio arrivo alla Juve Stabia, ho conosciuto i fratelli Langella agli inizi di settembre, ci siamo confrontati spesso su tanti aspetti. Probabilmente avranno visto in me che potessi dare un contributo sotto l’aspetto gestionale e amministrativo come ho fatto nel recente passato a Bisceglie e prima ancora ad Andria.

Mi ha fatto molto piacere perché per chi non lo sapesse io sono di Ercolano e Castellammare per me è stata sempre una meta calcisticamente irraggiungibile e ho colto con favore questa possibilità. Le cose da fare sono tantissime perché comunque ho trovato tante situazioni molto particolari, quindi va doppiamente il merito alla famiglia Langella per l’impegno che ha assunto, hanno avuto una bella dose di coraggio e impegno e io ho grande stima di loro.

La Juve Stabia per quello che sviluppa dal punto di vista economico merita sicuramente di stare in Serie B soprattutto per gli impegni finanziari importanti. La ritengo un azienda importante del territorio perché 78 famiglie vivono grazie alla Juve Stabia. Spero che a fine anno i fratelli Langella siano contenti di quello che si sta facendo per fare in modo che i conti tornino.

Ci metteremo del tempo per risanare i conti ma ho garantito di riuscirci e di riconsegnare a loro una società virtuosa.

Se avessi dovuto fare una valutazione dal punto di vista di ciò che ho trovato, al posto dei fratelli Langella non so se avrei fatto la stessa scelta.
Il campionato della Juve Stabia costa svariati milioni di euro, gli introiti sono pari a zero. A differenza della serie b non abbiamo supporto della lega, non godiamo dei diritti televisivi e quest’anno non abbiamo l’introito del botteghino.
Quale sponsor è interessato a sponsorizzare una squadra in uno stadio vuoto o dove ci sono solo emittenti televisive locali. Se uno sceglie di sponsorizzare il calcio è perché vuole visibilità a livello nazionale.

Per quanto riguarda la squadra, Jacopo Cernigoi ha sofferto tanto la lontananza dal campo, è stato colpito dal covid, il suo rientro ha provocato delle conseguenze che non gli hanno permesso di rientrare. Oggi sta bene, sta nel gruppo e lo ritengo un calciatore importante e un ragazzo eccezionale.

Personalmente sono amico con Angelo Fabiani, il direttore sportivo della Salernitana, ho voluto il figlio Angelo con noi perché ritengo che la sua figura sia indispensabile per interagire con ciò che riguarda l’aspetto tecnico. Non c’è nessun rapporto, nessun filo diretto con la Salernitana. Con tutto il rispetto per Lotito non siamo la società satellite di nessuno, e non abbiamo bisogno di nessuno, la società può affrontare la serie b da sola, ha una proprietà molto forte.

Diamo tempo al tempo e la Juve Stabia realizzerà tutti i vostri sogni perché alla base di questa società c’è un gruppo di calciatori importante, la famiglia Langella costituisce una risorsa importante, sta facendo tanto e farà ancora tanto.

Sicuramente la Famiglia Langella accontenterà i tifosi sul mercato, se ci saranno occasioni sicuramente le coglieremo al volo senza però fare grossi stravolgimenti perché abbiamo una buona rosa e che ultimamente ha espresso valori importanti. Tutti i nomi che ho letto di possibili calciatori nessuno corrisponde al profilo che interessa alla Juve Stabia.

Padalino e Ghinassi stanno svolgendo un ottimo lavoro, abbiamo una squadra importante sia in campo che fuori, chiediamo solo del tempo per realizzare ciò che i tifosi desiderano, dobbiamo avere solo pazienza e sono sicuro che raggiungeremo i nostri obiettivi e quelli dei tifosi”

Meteo 5 gennaio 2021: PROSSIME ORE, forte PERTURBAZIONE

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Meteo 5 gennaio 2021: PROSSIME ORE, forte PERTURBAZIONE con NUBIFRAGI e BUFERE NEVOSE a Quote Basse. Evoluzione fino a SERA

Meteo 5 gennaio 2021: PROSSIME ORE, forte PERTURBAZIONE

Perturbazione in Transito. WEEKEND a tutta NEVE. Martedì 5 con maltempo al Centro-Nord e neve copiosa sull’Appennino centrale, settentrionale e sul cuneese. EPIFANIA: a tratti instabile con neve in collina. Successivamente avremo giornate di GHIACCIO in Piemonte (temperature sottozero anche di giorno). WEEKEND BIANCO: tanta neve al Nord (anche in pianura) e in Toscana (anche a Firenze). Dal 12 Gennaio torna una possente ALTA PRESSIONE FREDDA.

Ancora maltempo nelle prossime ore per effetto di una forte perturbazione accompagnata da vento, nubifragi e bufere nevose anche a bassa quota. Fatta questa doverosa premessa, vediamo come evolverà il quadro meteorologico fino a sera.

Nel corso della mattinata saranno molte regioni a dover fare i conti con la pioggia e la neve. Precipitazioni sparse bagneranno gran parte del Nord ad iniziare dai comparti occidentali (neve a Cuneo e su tutta la provincia) e con locali temporali attesi invece sul lato tirrenico del Centro. Dal Levante ligure alla Toscana, al Lazio fino al nord della Campania. Altre piogge sono attese comunque in Umbria e fino all’Abruzzo e il Molise.

LA NEVE: precipitazioni a carattere nevoso cadranno sui rilievi alpini del Nordovest localmente fino a bassa quota (200/300m) quindi su Cuneo e provincia. Altra neve cadrà sull’Appennino centro-settentrionale sopra i 400/500m.
Stante la ventilazione a tratti sostenuta, ci attendiamo nevicate anche sotto forma di bufera. Piogge meno probabili invece sul lato nordorientale, quello adriatico e su molti tratti del Sud.

Nel corso del pomeriggio e della sera il maltempo continuerà ad imperversare sulle medesime regioni seppur con un maggior coinvolgimento delle regioni di Nordest con ancora possibili nevicate a bassa quota. Attenzione inoltre ad una breve parentesi di forti precipitazioni attesa tra Lazio, Abruzzo. Molise e Campania (frusinate, aquilano, isernino e casertano) dove non saranno da escludere locali ed improvvisi nubifragi.

In seguito, la forte perturbazione insisterà anche durante la notte, preludio ad una fase di tempo molto instabile che si protrarrà pure per la giornata di Mercoledì.

Redazione 

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Meteo Castellammare di Stabia da oggi a venerdì: temporali

Meteo Castellammare di Stabia da oggi a venerdì. Giornata caratterizzata da fenomeni temporaleschi, temperature comprese tra 8 e 12°C.

Meteo Castellammare di Stabia da oggi a venerdì: temporali

Martedì 5 gennaio: giornata prevalentemente piovosa con possibili temporali. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 12°C alle ore 14, mentre la minima a mezzanotte sarà di 8°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1260m a mezzanotte e la quota neve più bassa, 930m, alle ore 19. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud con intensità compresa tra 26 e 33km/h, al pomeriggio forti da Sud con intensità tra 31km/h e 39km/h, alla sera moderati da Sud-Sud-Ovest con intensità tra 25km/h e 32km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 19 e sarà di 4220m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 0.6, corrispondente a 248W/mq.

Mercoledì 6 gennaio: giornata prevalentemente piovosa con fenomeni temporaleschi alternati a schiarite, temperatura minima di 8°C e massima di 12°C. Entrando nel dettaglio, avremo rovesci di pioggia al mattino e al pomeriggio, manifestazioni temporalesche e schiarite alla sera. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 13 e sarà di 12°C, la minima di 8°C alle ore 23, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 1260m alle ore 23 e la quota neve minima sarà 940m alle ore 1. I venti saranno moderati da Sud-Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 17km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 15km/h, alla sera deboli provenienti da Ovest con intensità di circa 10km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 3740m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 0.2, corrispondente a 159W/mq.

Giovedì 7 gennaio: giornata prevalentemente piovosa con possibili schiarite, temperatura minima 4°C, massima 10°C. In particolare avremo qualche nube sparsa al mattino, pioggia di debole intensità al pomeriggio, pioggia moderata o forte alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 10°C alle ore 13, mentre la minima alle ore 7 sarà di 4°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1260m a mezzanotte e la quota neve più bassa, 1110m, a mezzanotte. I venti saranno deboli da Est al mattino con intensità di circa 9km/h, moderati da Est per il resto della giornata con intensità di circa 15km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 10 con un valore UV di 0.4, corrispondente a 218W/mq.

Venerdì 8 gennaio: giornata caratterizzata da rovesci di pioggia, temperatura minima 9°C, massima 15°C. Nel dettaglio: pioggia debole al mattino, pioggia moderata o forte al pomeriggio, deboli piogge alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 11 e sarà di 15°C, la minima di 9°C a mezzanotte, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2270m alle ore 5 e la quota neve minima sarà 2120m alle ore 5. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud con intensità tra 13km/h e 18km/h, al pomeriggio deboli da Sud-Sud-Est con intensità tra 9km/h e 15km/h, deboli da Sud-Est alla sera con intensità tra 7km/h e 13km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 14 e sarà di 2510m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 9 con un valore UV di 0.2, corrispondente a 148W/mq.

Lorenza Sabatino

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Da Milik a Emerson Palmieri: cosa faranno gli azzurri?

Da Milik a Emerson Palmieri: cosa faranno gli azzurri?

Il mercato invernale è ormai cominciato e tante squadre di Serie A cercano occasioni da sfruttare per completare e migliorare le rose in vista della seconda metà di campionato. Tra queste anche il Napoli veglierà su diverse situazioni e aspetterà il momento migliore per trattare. Tuttavia il direttore sportivo sportivo degli azzurri, Cristiano Giuntoli, ha chiarito le intenzioni della società: nulla si muoverà aldilà delle uscite di Llorente e Milik. Le parole di Giuntoli sono sembrate le classiche dichiarazioni di facciata, è difficile credere che gli azzurri non tentino qualche colpo per ridurre il gap con le milanesi.

Capitolo cessioni

Sarà compito di Giuntoli cercare una sistemazione a Milik e Llorente. Il polacco è fuori rosa ed in scadenza di contratto, il rapporto con il club è ormai pessimo, ma è interesse di entrambe le parti in gioco trovare una soluzione. Se da una parte il Napoli potrebbe ricavare qualcosa dalla sua cessione, dall’altra il polacco sta seriamente rischiando di perdere l’europeo con la Polonia, come ha più volte annunciato lo stesso Boniek in diverse interviste. Difficile credere che Adl accetti di venderlo a qualche big di Serie A, è quindi più probabile la sua cessione all’estero. La valutazione che fa il Napoli del polacco si aggira sui 15-18 milioni. La pista attualmente più calda porta all’Atletico Madrid, rimasto orfano di Diego Costa che ha rescisso il contratto coi colchoneros. Secondo alcune indiscrezioni l’ Atletico Madrid avrebbe già fatto recapitare un’offerta agli azzurri di circa 8 milioni, considerata insufficiente da Adl. La sensazione è che la trattativa possa in qualche modo concludersi, anche perché sembrano non arrivare altre richieste per il polacco. Llorente potrebbe invece far ritorno alla Juventus. La trattativa potrebbe sbloccarsi dopo il match di Supercoppa in programma il 20 gennaio.

Il matrimonio perfetto: Napoli-Emerson

Gli azzurri non hanno reali obiettivi di mercato, ma sicuramente non rimarranno a vedere in caso di buone occasioni da cogliere. L’acquisto perfetto sarebbe Emerson Palmieri: un terzino di livello internazionale che andrebbe a ricomporre con Insigne quella corsia mancina che tanto bene sta facendo in nazionale. I rapporti con il Chelsea sono ottimi e questo potrebbe sicuramente favorire un contatto tra i due club. Emerson è titolare inamovibile in nazionale, ma a Londra gioca molto poco, complici i continui problemi fisici e la concorrenza di Alonso e Chilwell. Napoli potrebbe rappresentare la soluzione ideale anche per lui, per rilanciarsi definitivamente e dimostrare tutte le sue qualità da protagonista assoluto. Giuntoli e De Laurentiis sono stati chiari: non ci sarà nessun approccio con il Chelsea senza le cessioni di Malcuit e Ghoulam. I due terzini azzurri sono molto difficili da piazzare a causa dei loro elevati ingaggi, ma Giuntoli tenterà fino all’ultimo di portare a termine quest’ennesimo miracolo.

Uno scambio che accontenta tutti: Milik in Francia?

In attacco potrebbe profilarsi uno scambio interessante che accontenta tutti. Il Marsiglia è alla ricerca di un centravanti, il Napoli vuole cedere Milik e i francesi Thauvin.  Entrambi hanno il contratto in scadenza e hanno dichiarato di non voler rinnovare. Thauvin, a differenza di Milik, continua ad essere protagonista in Francia con il Marsiglia, ma è voglioso di riscattarsi in un campionato diverso da quello francese dopo la deludente esperienza in Inghilterra con il Newcastle. Milik potrebbe tornare ad essere la punta di diamante in una piazza calorosa come quella marsigliese, Thauvin la consacrazione in un campionato come quello italiano. De Laurentiis riuscirebbe a risolvere un grande problema, senza rinforzare dirette concorrenti. Perché non provarci?

In Sicilia 4 potenziali aree per il deposito di scorie nucleari. 7 le Regioni in Italia

Sono 67 in Italia, 4 in Sicilia, nei Comuni di Palermo, Caltanissetta, Trapani, Calatafimi, Segesta, Castellana, Petralia, Butera.

Sono sette le regioni in cui sono state individuate le aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale. Sono Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. In Italia infatti i rifiuti nucleari non si inceneriscono poiché non consentito dalla legge per una volontà politica, mentre in diverse altre nazioni è consentito.

Nella Tavola generale allegata alla Cnapi (Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi) sono indicati anche i Comuni interessati nelle sette regioni.

In Sicilia sono state individuate quattro aree potenzialmente idonee per la costruzione del deposito nazionale nucleare. Si trovano nelle province di Trapani, Palermo e Caltanissetta. Nel dettaglio, nei Comuni di Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Butera.

Qui la pagina ove è possibile consultare:

l’avvio della procedura per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico, ex D.lgs. n. 31/2010;

proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee.

Grazie a molti comitati e associazioni ambientaliste piemontesi (in particolare del vercellese e della Valsesia) che avevano scritto ai ministri Stefano Patuanelli e Sergio Costa per sollecitare la pubblicazione della documentazione inerente lo smaltimento di rifiuti radioattivi, qualche giorno addietro i ministeri dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente avevano finalmente dato il «nulla osta» alla rispettiva pubblicazione della mappa, tenuta rigorosamente chiusa nei cassetti della Sogin, la società di Stato che si occupa dello smantellamento delle vecchie centrali, per tutto questo tempo. La Sogin ha tenuto un consiglio straordinario lo scorso 31 dicembre.

Dalla pubblicazione del 5 gennaio inizia il processo che nel giro di qualche anno porterà alla localizzazione del sito che in un primo momento dovrà contenere 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media intensità e poi anche 17 mila metri cubi ad alta attività, questi ultimi per un massimo di 50 anni (per poi essere sistemati in un deposito geologico di profondità di cui al momento poco si sa).

Per il Deposito e il Parco tecnologico è prevista una spesa di 900 milioni di euro, che saranno prelevati dalle componenti della bolletta elettrica pagata dai consumatori.

Nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione del 5 gennaio parte la «consultazione pubblica». Le Regioni, gli enti locali e i soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni e proposte tecniche alla Sogin.

È la prima consultazione pubblica che si svolge in Italia. In generale l’iter non si preannuncia facile, visto che bisognerà raccogliere il consenso delle comunità interessate e delle istituzioni locali. La consultazione pubblica durerà in tutto quattro mesi, compreso anche il «seminario nazionale» che Sogin dovrà organizzare, e una successiva rielaborazione di tre mesi che darà luogo alla «Carta nazionale delle aree idonee».

Poi si passerà alla fase delle «manifestazioni di interesse» dei territori. Il tutto in un periodo di pandemia, con le immaginabili difficoltà che si aggiungeranno ad una procedura di per sé complessa. Una volta individuato il sito serviranno quattro anni per la costruzione.

La Sogin è la società dello Stato italiano responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare.

È nata nel 2001 e costa agli italiani di sole spese di gestione circa 130 milioni l’anno, pagati in bolletta. Di rinvio in rinvio ha programmato la fine del decommissioning nucleare al 2036, 49 anni dopo il referendum del 1987. La società ha accumulato enormi ritardi nella messa in sicurezza dei rifiuti nucleari nazionali e nello smantellamento degli impianti, spendendo sinora, tutti prelevati sempre dalla bolletta elettrica, più di 4 miliardi di euro per completare circa il 30% dei lavori (che dovrebbero finire, appunto, nel 2036).

In atto i rifiuti nucleari da attività medicale e industriale e quelli derivanti dallo smantellamento delle centrali atomiche italiane, oggi sono 23 i siti provvisori, come l’area vercellese di Saluggia in Piemonte o i depositi nucleari della Casaccia alle porte di Roma, dove sono conservati nelle more della realizzazione del deposito nazionale di superficie.

Il Centro per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione dell’ISPRA, oggi confluito nell’ISIN, a fine 2020 ha pubblicato a partire dal 2000, l’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi, aggiornato annualmente. L’Inventario, che comprende anche il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse, viene elaborato con dati relativi a volumi, masse, caratteristiche fisiche, chimiche e radiologiche, caratteristiche dei contenitori e condizioni di stoccaggio dei rifiuti. Il documento è predisposto sulla base dei dati che annualmente i diversi operatori, ai quali compete la responsabilità primaria della detenzione e gestione in sicurezza dei rifiuti stessi, trasmettono all’Ispettorato.

Esercente Impianto
SO.G.I.N. SpA Centrale di Caorso
Centrale del Garigliano
Centrale di Latina
Centrale “Enrico Fermi”
Impianto EUREX
Impianto Plutonio
Impianto ITREC
Impianto OPEC 1
Impianto Bosco Marengo
ENEA NUCLECO1
Reattore di ricerca Tapiro
Reattore di ricerca TRIGA RC1
Commissione Europea CCR EURATOM di ISPRA
Deposito Avogadro S.P.A. Deposito Avogadro
Altri Operatori
Campoverde srl Deposito Campoverde
Campoverde srl, in seguito a fallimento Controlsonic Deposito Controlsonic
CEMERAD (in custodia giudiziaria) Deposito Cemerad
CESNEF Reattore L54M CESNEF
PROTEX Depositi Protex
SICURAD Deposito SICURAD
LivaNova Site Management (già SORIN Biomedica SpA) Deposito LivaNova
Università di Pavia Reattore LENA
Università di Palermo Reattore AGN

Adduso Sebastiano

Elezioni Comitato Campano: domenica c’è l’assemblea elettiva

L’Assemblea elettiva del Comitato Regionale Campania slitta di una settimana.

Nella mattinata di giovedì, la Prefettura di Avellino bloccò l’Assemblea Ordinaria Elettiva delle società del Comitato Regionale Campania. La decisione fu notificata immediatamente ai vertici dell’organo periferico della LND, come si evince dal comunicato stampa pubblicato sui canali del C.R. Campania:

“Come preannunciato sul Comunicato Ufficiale n. 51 di convocazione dell’Assemblea Ordinaria Elettiva delle società del Comitato Regionale Campania-quadriennio olimpico 2021/2024, a seguito del provvedimento notificato al C.R. Campania dalla prefettura di Avellino, in data odierna, si rende necessario svolgere l’Assemblea in data 10 gennaio 2021”.

Proseguendo nella lettura della nota stampa, si evince che l’Assemblea del Comitato Regionale si svolgerà domenica 10 gennaio, alle ore 16:00 in prima convocazione e alle ore 17:30 in seconda convocazione. Dunque assemblea che slitta per l’insediamento del nuovo presidente anche se già reduce da una esperienza al comando del comitato.

Zigarelli è candidato unico visto che l’avvocato Cirillo non ce l’ha fata a raccogliere le cento deleghe necessarie per la propria candidatura.

Simone Vicidomini

Mario Draghi, il demiurgo! Novello Furio Camillo salvatore della patria?

Mario Draghi, il demiurgo – John Dryden, poeta e drammaturgo inglese, asseriva: “Non è mai esistito, né potrà mai esistere, un governo dove opportunisti e stupidi non siano in maggioranza”. Ebbene, se così stanno le cose e se gli stupidi e gli opportunisti sono eletti dal popolo, esso non dovrebbe avere alcun motivo di lamentarsi del proprio governo. Ma non è sempre così.
Infatti, pur essendo consapevole di non saper votare e di sbagliare sistematicamente, facendosi abbindolare dai pifferai di turno, il popolo non recita – per come dovrebbe – il mea culpa, ma sa solo dolersi del cattivo operato dei propri eletti. Chiaramente ci troviamo in presenza di un caso di masochismo popolare, che in verità ha radici molto profonde nel tempo. Tant’è che il pagano Seneca (nella sua Phaedra), all’epoca in cui il popolo aveva messo in croce Gesù, affermava: “Il popolo gode nell’affidare il potere al turpe” (Populus gaudet tradere fasces turpi).

Mutano i tempi, ma i vizi e le virtù si assomigliano!
Ad alcuni strati popolari, secondo una certa corrente di pensiero multidisciplinare (neurologica, psicologica e pedagogica) che studia i processi mentali, piace farsi circonvenire e plagiare dal turpe politicante. Lo stimolo che innesca questa reazione comportamentale è la falsa convinzione di conseguire immaginari vantaggi, che la logica “opportunistica” offre in cambio della piaggeria e della fedeltà del soggetto passivo all’abietto manipolatore politico – finanziario. E molti sono i meccanismi di manipolazione e condizionamento su cui oggi fanno leva la Grande Finanza e le correnti politiche ad essa asservite. Ma questa è già un’altra storia che va trattata a parte e sicuramente stiamo divagando …!
In questa sede ci limiteremo a discettare solo su uno degli elementi utilizzati dall’esecrabile programma globalista, mirante a distruggere la nostra civiltà, a spersonalizzare le masse e indurle a farsi marchiare come mandrie di bovini: l’odio.
Dìvide et ìmpera (dividi e comanda), è l’antica tattica usata dai tiranni o da qualsiasi autorità per governare un popolo. Detta strategia in ambito socio-politico consiste nel provocare rivalità e nel fomentare l’odio tra i cittadini in modo tale che non possano riunirsi e fare fronte comune contro il governante.
“Un uomo condizionato ad odiare un dato simbolo può arrivare a dirottare un aeroplano o lanciarsi contro edifici pieno di esplosivo” – argomenta Ivan Patrovic Pavlov, scienziato fisiologo russo, vincitore dei premi Nobel per la medicina e per la fisiologia.
Ebbene, oggi l’odio è di casa nella nostra vita quotidiana. Quante notizie di odio politico (il c.d. veleno senza cura) associate a diluvi di improperi e di offese dominano da tempo la disputa partitica nonché il teatrino politico del nostro Paese? Tutto fa brodo per fomentare odio e discordia: perfino le elezioni americane hanno creato da noi un’atmosfera di veleni tra chi osannava Trump e chi Biden.
L’odio, arma del manipolatore, ha determinato la disgregazione della nostra civiltà! Esso è stato maleficamente programmato dagli “architetti” globalisti, sicuri che non vi sarebbe stata resilienza psicologica da parte del popolo agli eventi traumatici propri della globalizzazione.
In sostanza, giriamola come si vuole, di questo si tratta: se languiamo nella disperazione, la colpa è solo del popolo, oramai sempre più drogato dalla tecnologia insidiosa, dai programmi televisivi e dai media digitali che controllano le menti. E, peggio ancora, esso non si rende conto che chi controlla le menti controlla il potere.
Il popolo è recidivo: è in colpa, una prima volta, quando si lascia circonvenire e condizionare dal “turpe” e, una seconda volta, quando non reagisce e si rende connivente col di lui operato. Qualcuno con tutta ingenuità potrebbe chiedersi: sarà forse la voglia di apprendere (sbagliando s’impara) che spinge il popolo a sbagliare? Magari… se così fosse, a furia di sbagliare, avrebbe già appreso da tempo la lezione! Ecco allora che, a causa delle continue scelte sbagliate e delle tremende batoste subite, oggi agonizziamo nel caos e cerchiamo disperatamente una via d’uscita.

Ma c’è speranza di venirne fuori?
Per dare una risposta a questa domanda ci può venire in aiuto solo la Fede. L’apostolo Paolo disse: “Speriamo in ciò che non vediamo”. Allo stato, siamo messi tanto male, che peggio non si può. Infatti, si campa tra lacrime e preghiere e, ahinoi, c’è poco da sperare da un governo che in tempi normali non è nemmeno capace di mantenere il Paese a galla nella melma tissotropica in cui è impantanato.
Figuriamoci cosa potremmo aspettarci adesso, in piena crisi economica, aggravata dalla pandemia, tra litigi inter-partitici e intra-partitici in un Parlamento la cui rappresentanza non rispecchia più gli equilibri del Paese, con una Magistratura immersa nella sua peggior crisi istituzionale di sempre e in quest’Europa “matrigna”, della cui bandiera però ci dichiariamo fedeli servitori come lo furono gli Àscari eritrei della nostra, in altri tempi… quelli coloniali.
Per completare il quadro, il Washington Post, edizione vigilia di Natale, pone Roma e l’Italia in prima pagina, ma questa volta non per decantarne le bellezze artistiche e le virtù, bensì per fotografare lo stato di penosa miseria in cui il Paese è sprofondato a causa della rovinosa gestione della calamità virale.
E ciliegina sulla torta: una nota riservata giunta testé da Bruxelles mette sotto accusa i conti della coppia Conte-Gualtieri. A questo punto è sempre più probabile che, se i numeri non quadrano, l’Europa ci affibbi una bella Troika, che ci farà vedere i classici “sorci verdi”.
Allora, per venire fuori dalle scelte sbagliate, escludendo nuove elezioni ostacolate dai politici poltronari (tre quarti dei deputati, in una prossima legislatura, non tornerebbero in Parlamento) e un governo di unità nazionale (non immaginabile da parte dell’opposizione), resterebbe come opzione indolore solo un nuovo governo di transizione per poter arrivare senza ulteriori e maggiori danni alla prossima legislatura. Ma qui ci troviamo al cospetto di un altro serio problema: manca il “buon governante” e non ci stanchiamo di ripeterlo.

Siamo dunque sfigati?
Douglas Coupland diceva: “Solo gli sfigati prendono grandi decisioni quando le cose vanno male”. E guarda un po’, forse è il nostro caso! Eppoi, l’arte di arrangiarsi è tipicamente italiana. La nostra capacità di adeguamento ci permette di ottimizzare le poche risorse di cui disponiamo e spesso con risultati incredibili.
Non abbiamo grandi leader politici, è vero, ma abbiamo delle buone menti da imprestare per tempo determinato alla malfunzionante politica. Succede che nello sconcertante panorama politico attuale, si parli e si riparli molto di Mario Draghi, quasi fosse un novello Furio Camillo, il salvatore della patria.
Ma egli è disponibile, è compatibile con la bisogna? Non lo sappiamo! Quello che invece sappiamo è che dal recente sondaggio Swg offerto ad Huffpost la maggioranza relativa degli italiani sceglie Mario Draghi al comando del governo e che stiamo parlando di uno dei maggiori economisti in campo internazionale con profonda cultura politica, dimostrata esaurientemente nel governo della Bce e in tante altre cose importanti.
Il popolo, sperso e querimonioso, solo tre anni orsono ha votato in massa ed esultante i 5Stelle a tendenza antieuropeista, oggi, deluso ed esasperato, vede in Draghi, europeista per eccellenza, il demiurgo ovvero il divino artigiano della salvazione. Certo che, a parte l’inquietante volubilità delle preferenze popolari, quel che più preoccupa sotto il profilo psicosociologico è la grave incapacità della nostra gente di fare le scelte giuste al momento giusto, perché – lo ripetiamo – da un bel po` di anni, per un motivo o per altro, ha sempre sbagliato e non ne ha azzeccata una.

Che stavolta sia l’eccezione che conferma la regola? Ce lo auguriamo!
Cionondimeno andiamo oltre: se il buon Mario Draghi sarà disponibile ad aiutare il Paese (noi avanziamo le nostre riserve), bando agli indugi, dia mano all’opera e ci incanti con le sue qualità! Quanto a noi (popolo), non sprecheremmo molte parole per metterci almeno una volta d’accordo in favore dei superiori interessi della collettività, tralasciando il retaggio degli ingannevoli colori partitici e l’acredine degli odi gratuiti. È missione impossibile con le teste che abbiamo, ma – per una volta e data la commiserabile situazione in  cui versiamo – chissà che l´impensabile non diventi realtà. Decisioni coraggiose in tempi difficili ci farebbero onore!
E forse, in queste condizioni, egli, il “Demiurgo”, con un piccolo gruppo di “illuminati” veraci e patrioti (qualcuno in giro ancora si trova), da grande economista e non solo, con le migliori credenziali di accesso agli Alti Poteri della Finanza di cui dispone, potrebbe farcela a traghettare il Paese, almeno fino alle prossime elezioni, verso un porto sicuro. Intanto sarebbe un gran bel risultato. E per il resto? Non anticipiamo! È “Storia futura”.

Giuseppe Arnò – direttore La Gazzetta italo brasiliana

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Interrotta attività di bracconaggio in Villa Literno dalla Forestale

Interrotta attività di bracconaggio in Villa Literno dalla Forestale della stazione di Caserta interrompono un’attività di bracconaggio in atto nei pressi dell’oasi naturale “Soglitelle” di Villa Literno (CE).

Interrotta attività di bracconaggio in Villa Literno dalla Forestale

Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Caserta, a seguito di segnalazione di attività di bracconaggio in atto nella Oasi Naturale “Le Soglitelle” in comune di Villa Literno (CE), si sono portati sul posto, laddove raggiunta a piedi un’area palustre completamente allagata, confinante con la sopracitata Oasi, hanno udito distintamente un canto di uccelli acquatici appartenenti alla specie Alzavola e Germano Reale, che veniva riprodotto ciclicamente ad alto volume, tramite l’utilizzo di un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico vietato.

Mentre i militari si portavano nei pressi della citata fonte sonora hanno notato a distanza la presenza di due soggetti armati di fucili, i quali vedendo i militari avvicinarsi, si sono dati alla fuga tra i campi allagati, facendo perdere le loro tracce, favoriti dal sopraggiungere dell’imbrunire.

Raggiunto il posto ove erano stati notati appostati i due bracconieri, si è rinvenuto un appostamento di caccia realizzato con mezzi di fortuna quali dei teli in PVC, nonché diverse cartucce calibro 12 già esplose, abbandonate al suo interno sul terreno.

I richiami acustici uditi in funzione a distanza non sono stati rinvenuti in quanto erano stati rimossi e portati via dai due bracconieri che però non erano riusciti a portare via sullo specchio d’acqua gli stampi in plastica galleggianti aventi le medesime fattezze delle diverse specie di anatidi oggetto della caccia di frodo. Gli “stampi in plastica”, abbinati ai richiami acustici, servivano per attrarre nei loro pressi la selvaggina al fine di poterla abbatterla agevolmente.

Sono stati recuperati in totale nr. 24 stampi in plastica aventi le fattezze di esemplari di: Moriglioni, Mestoloni, Fischioni, Codoni, Germani Reali e Alzavole, i quali sono stati sottoposti a sequestro, a carico di autori ignoti, per esercizio di illecita attività venatoria con mezzi non consentiti.

Corre l’obbligo precisare l’importanza della citata attività di contrasto che è stata posta in essere in area limitrofa al sito “Oasi Naturale delle Soglitelle”, di notevole interesse ambientale, in quanto zona umida facente parte della rete delle zone umide della Riserva Naturale regionale Costa Licola – Foce Volturno. Essa è costituita da prati allagabili di acqua salmastra che rappresentano un importante sito per la migrazione degli uccelli.

In passato la zona umida è stata oggetto di attività illegali da parte della criminalità che vi aveva realizzato delle vasche in cui far concentrare la fauna di passo migratorio al fine di consentire il bracconaggio, oltre che abbandonarvi rifiuti speciali anche pericolosi.

Successivamente il Ministero dell’ambiente finanziava un progetto di recupero ambientale, realizzato dalla Regione Campania e dal Comune di Villa Literno, per favorire la fruibilità naturalistica di questa zona umida così importante per gli uccelli migratori.

Attualmente tale zona umida è invece interessata dall’attuazione del “PROGETTO VOLO LIBERO”, cofinanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2018 che vede come capofila IGF (Istituto di Gestione della Fauna) e come partner cofinanziatore l’Ente Riserve Foce Volturno, Costa di Licola e Lago di Falciano, il Comune di Villa Literno, proprietario dell’area, il Consorzio Agrorinasce, la LIPU e i Carabinieri Forestali.

Il progetto, avviato nel 2019, ha una durata di tre anni, che prevede il pattugliamento del territorio da parte dei Carabinieri Forestali e volontari secondo il modello della sicurezza partecipata.

Nel corso del progetto sono state già censite nr. 148 specie di uccelli attraverso l’inanellamento o l’osservazione diretta, tra cui il Tarabusino, l’Allodola, la Cannaiola, il Migliarino di Palude, l’Usignolo di fiume, la Casarca, la Spatola, l’Avocetta, il Cavaliere d’Italia e la Volpoca. Vengono, altresì, organizzate visite guidate di piccoli gruppi per non disturbare l’avifauna nei delicati periodi della migrazione e riproduzione.

Lorenza Sabatino

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Arrestati due soggetti per rapina, lesione e ricettazione

Arrestati due soggetti per rapina, lesione e ricettazione consumati in un albergo nel comune di Casoria dalla polizia dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa.

Arrestati due soggetti per rapina, lesione e ricettazione

Questa mattina, nell’ambito di un’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa (CE) hanno dato esecuzione ad un’ ordinanza, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due persone, rispettivamente di anni 42 e 20, entrambi residenti in Napoli per rapina aggravata, lesioni personali aggravate e ricettazione commessi in concorso.

Le indagini, supportate da attività di intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno consentito di ricostruire un grave quadro indiziario a carico degli indagati che, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal Gip, in data 13 ottobre 2018 si sono resi responsabili di una rapina aggravata, consumata all’interno di un albergo nel Comune di Casoria unitamente ad altro complice già tratto in arresto.

ln particolare, gli autori della rapina, a bordo di un veicolo provento di furto, con volto travisato da passamontagna si introducevano, di notte, all’interno della struttura ricettiva perpetrando una rapina ai danni dell’addetto alla reception – il quale minacciato di morte e ripetutamente colpito al volto con violenti pugni e schiaffi, riportava gravi lesioni personali riuscendo pertanto ad asportare l’intero incasso della giornata.

A seguito dell’intervento tempestivo di una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Casoria, uno dei rapinatori veniva arrestato in flagranza di reato, mentre i suoi due complici riuscivano a dileguarsi.

Lorenza Sabatino

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Torre del Greco: sorpreso con la droga in auto. Arrestato

Torre del Greco: sorpreso con la droga in auto. Arrestato un uomo alla guida della cui auto hanno rinvenuto 29 stecche di hashish.

Torre del Greco: sorpreso con la droga in auto. Arrestato

Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Torre del Greco, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in via Nazionale un uomo alla guida di un’auto in cui hanno rinvenuto 29 stecche di hashish del peso di circa 52 grammi e 220 euro.

Inoltre, presso l’abitazione dell’uomo, i poliziotti hanno rinvenuto altri 47 involucri della stessa sostanza del peso complessivo di circa 218 grammi.

Catello Pugliese, 55enne corallino con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Lorenza Sabatino

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Alcuni altri articoli di cronaca campana presenti nei nostri archivi:

Tunisino fermato per favoreggiamento con finalità di terrorismo (VIDEO)

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La GdF di Agrigento ha eseguito il fermo di un tunisino indiziato per avere favorito la fuga di un ricercato internazionale per terrorismo.

La Guardia di Finanza di Agrigento eseguito un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto emesso in data odierna dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di   EJJED Nouri, cittadino tunisino gravemente indiziato del reato di favoreggiamento personale con finalità di terrorismo.

L’uomo di 50 anni, da tempo residente in Sicilia, è accusato di aver favorito la latitanza prima e la fuga all’estero poi del ricercato internazionale Abidi Aymen, destinatario di mandato di cattura europeo, spiccato dell’Autorità Giudiziaria della Repubblica Federale di Germania, perché responsabile del delitto di tentato omicidio, commesso in Lipsia (Germania) in data 09 aprile 2020, garantendogli dapprima rifugio e ospitalità in Sicilia e poi offrendogli la possibilità di riparare in Tunisia.  

Abidi Aymen, dopo i fatti di sangue di Lipsia, braccato dalle forze di polizia tedesche, era riuscito a lasciare clandestinamente la Germania, trovando rifugio in Italia, nella città di Firenze, dove, il 23.07.2020, era stato rintracciato ed arrestato (in forza del suddetto mandato di cattura europeo) da personale della locale Squadra Mobile, che lo associava poi presso la Casa Circondariale di Solliciano (FI).

Senonché il successivo 17.09.2020, all’interno del Tribunale del capoluogo toscano, ove era stato tradotto per comparire dinanzi alla competente Corte d’Appello per le procedure di rito conseguenti al suo arresto, mediante l’uso di violenza, riusciva a sottrarsi alla vigilanza del personale della polizia penitenziaria ed evadere, facendo nuovamente perdere le proprie tracce.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto M. Sabella e dai Sostituti Calogero Ferrara e Renza Cescon della DDA di Palermo e condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento, hanno dimostrato che Abidi, sul finire di settembre 2020, raggiungeva la Sicilia, trovando sicura accoglienza, per oltre un mese, in un’abitazione di un piccolo centro della provincia di Trapani.

Il 28.10.2020, il ricercato tunisino veniva trasferito in un capanno ubicato nei pressi di un molo di una nota cittadina rivierasca del trapanese, da dove, il successivo 31.10.2020, nottetempo, veniva fatto imbarcare su un gommone diretto in Tunisia, poi riutilizzato per introdurre cittadini extracomunitari nel territorio nazionale.

Raggiunte le coste tunisine, Abidi veniva “preso in consegna” da un sodale dell’odierno fermato.

Nelle intercettazioni agli atti d’indagine EJJED si diceva orgoglioso, nonostante il rischio di essere arrestato, di aver assicurato la fuga all’estero di ABIDI, che rischiava di essere condannato in Germania per fatti legati ad attività terroristiche.

Il provvedimento di fermo si rendeva necessario poiché EJJED Nouri, avendo il sospetto di essere indagato e temendo di poter essere arrestato, aveva pianificato di scappare a sua volta in uno stato estero dove poteva contare sull’appoggio di propri famigliari.

Adduso Sebastiano

Bollettino Castellammare: altri 45 cittadini positivi al Covid

Bollettino Castellammare: altri 45 cittadini positivi al Covid-19. Lo annuncia il sindaco Gaetano Cimmino con un post su Facebook.

Bollettino Castellammare: altri 45 cittadini positivi al Covid

La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud hanno comunicato che sono 45 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) nel periodo dal 29 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021.

Tra di essi solo 4 persone risulterebbero accusare in maniera lieve i sintomi del virus. Tra i nuovi contagiati un 12enne ed un 14enne, ma anche cittadini di età avanzata: due 90enni, un 85enne ed un 81enne.

Sono stati lavorati complessivamente 769 tamponi. È stato chiesto all’autorità sanitaria di aggiornare con precisione il numero dei casi positivi attuali presenti in città. Ci è stato comunicato che dal 1 al 29 dicembre sono risultati positivi 375 cittadini. Il comune è ancora in attesa di ulteriori dati che saranno comunicai nelle prossime ore.

Dai dati già in nostro possesso, inoltre, i guariti dal 1 dicembre 2020 al 3 gennaio 2020 sono 377. Nello specifico nel periodo dal 29 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021 sono 33 gli stabiesi che hanno sconfitto il virus. Tra di essi un bimbo di appena 25 giorni ed un 16enne.

“Ricordiamo, infine, che oggi 4 gennaio 2021 è consentito spostarsi liberamente nel proprio Comune. Il 5 e il 6 gennaio torna la Zona Rossa. Per la questione del rientro a scuola l’Unità di Crisi regionale, valutando i dati dei contagi, ha previsto una modalità scaglionata a partire da lunedì 11 gennaio. In quella data dovrebbero rientrare le classi dell’infanzia e le prime e le seconde classi della scuola primaria. Tale decisione sarà seguita da apposita ordinanza regionale” comunica il sindaco.

 

Lorenza Sabatino

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Da deputata europea del PD a portavoce del Presidente, di destra, della Regione Siciliana

Giornalista, deputata europea eletta nelle file del Pd nel 2014, ricandidatasi non eletta, ora nominata portavoce del Presidente Musumeci.

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, di centrodestra, ha nominato Michela Giuffrida quale nuovo portavoce della Presidenza regionale.

Giornalista professionista, che subentra nell’incarico a Fabio De Pasquale. La Giuffrida è stata direttore dell’informazione delle emittenti regionali Telecolor e Antenna Sicilia. Per oltre vent’anni corrispondente dall’Isola del quotidiano nazionale La Repubblica, ha contestualmente collaborato con Repubblica.it e per le altre testate del Gruppo L’Espresso. Laureata in scienze della comunicazione, sposata e madre di una figlia.

Per il suo impegno professionale, nel 2010 il capo dello Stato Giorgio Napolitano le ha conferito la onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nella ottava legislatura, Michela Giuffrida è stata deputata al Parlamento europeo per il gruppo Socialisti democratici.

Nel 2014 si candida alle elezioni europee con il Partito Democratico ed è stata eletta con 92.795 voti. Si è ricandida per un secondo mandato alle elezioni europee del 2019 sempre per il PD nella Circoscrizione Italia insulare prendendo stavolta 52.431 preferenze non risultando rieletta.

Sulla sua pagina Facebook appare in risalto la figura di  Che Guevara.

Adesso, dal 4 gennaio 2021, è stata nominata portavoce del Presidente della Giunta Regionale siciliana di centrodestra.

L’opinione:

La politica italiana (e siciliana) è poliedrica, non ci si può annoiare mai. Fino a che dura.

Adduso Sebastiano

Polizia Postale, il resoconto di un anno di attività

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L’impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la prevenzione e il contrasto di un insieme assai vasto ed eterogeneo.

L’anno 2020 è stato caratterizzato da mutamenti profondi delle nostre abitudini di vita. In modo repentino, quasi tutte le nostre attività (lavoro – scuola – tempo libero – formazione – cultura – relazioni) hanno conosciuto una rimodulazione basata in larga parte sull’utilizzo della rete, con un allargamento della platea degli utenti anche a soggetti normalmente poco adusi alle nuove tecnologie, fattore il quale, se da un lato ha accelerato un processo di modernizzazione certamente già in nuce, ha del pari determinato una accresciuta esposizione alle aggressioni della cyber-criminalità.

In questo scenario, l’impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni si è indirizzato verso la prevenzione ed il contrasto di un insieme assai vasto ed eterogeneo di attacchi informatici, diretti a colpire il patrimonio personale dei cittadini come l’integrità del tessuto economico-produttivo del Paese, la regolarità dei servizi pubblici essenziali come il mondo delle professioni, la sicurezza e la libertà personale di adulti e ragazzi con particolare riferimento alla protezione dei bambini e delle persone più vulnerabili.

  1. N.C.P.O.

Nel corso del 2020, il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) ha confermato il ruolo centrale della Polizia Postale e delle Comunicazioni nella lotta alla pedofilia e pornografia minorile online.

Dall’inizio della diffusione pandemica da COVID-19, la Polizia Postale ha intensificato il monitoraggio della rete con lo scopo di scongiurare l’aumento di reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online, determinato dalle misure restrittive assunte. E’ stato svolto un lavoro di valutazione settimanale dei dati relativi alla vittimizzazione dei bambini e dei ragazzi in rete, al fine di monitorare la minaccia cibernetica in un momento di fragilità emotiva nazionale.

Con la sospensione delle attività scolastiche e la conseguente attivazione della didattica a distanza per tutti gli Istituti, molteplici sono state le segnalazioni relative a episodi di intrusione nelle piattaforme dedicate alla formazione degli studenti; la Polizia Postale ha svolto un assiduo monitoraggio anche sulle app di messaggistica istantanea, al fine di individuare i responsabili degli accessi non autorizzati, accertando la presenza di gruppi dedicati.

Le condotte delittuose che hanno registrato un incremento di circa il 110% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, riguardano i reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online e dell’adescamento di minori online, per i quali sono stati eseguiti 69 arresti e denunciate 1192 persone.

Per tale motivo, fin dall’inizio della diffusione pandemica del virus Sars-Cov-2, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, con l’impiego di tutte le sue articolazioni territoriali (coordinate attraverso l’azione strategica assicurata da questo Servizio), ha:

  1. a) intensificato il monitoraggio della rete, con lo scopo di scongiurare l’aumento di reati in esame;
  2. b) rafforzato il raccordo delle investigazioni nei canali di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria, presupposto strategico fondamentale per disarticolare le illecite comunità virtuali caratterizzate da una struttura organizzata;
  3. c) innalzato, laddove possibile, il livello di collaborazione con i social network più diffusi in Italia, in un’ottica di sinergia nella lotta all’utilizzo improprio del web, definendo canali preferenziali di comunicazione e gestione dei casi penalmente rilevanti;
  4. d) aumentato l’impegno funzionale all’individuazione di un numero sempre maggiore di siti che contengono materiale pedopornografico, da inserire nella black list, gestita dal C.N.C.P.O., il cui accesso viene inibito, con modalità diverse a seconda dell’ubicazione dei server utilizzati, agli utenti internet attivi sul territorio italiano.

Tutto ciò, nel tentativo di adeguare la risposta, anche sotto il profilo della prevenzione, alle mutate esigenze connesse all’emergenza sanitaria in atto.

Tra le 14 indagini più significative avviate dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale nell’ambito dei reati di sfruttamento sessuale dei minori, condotta principalmente in modalità sotto copertura online anche nelle Dark Net, si segnala:

OPERAZIONE “50 COMMUNITY”

L’attività condotta dalla Polizia Postale di Torino per diffusione e, in alcuni casi, produzione di materiale di pornografia minorile, nei confronti di 50 indagati, 3 dei quali arrestati per possesso di ingente quantità di materiale pedopornografico. L’operazione, coordinata dal C.N.C.P.O., ha coinvolto tutto il territorio nazionale ed è frutto di una cooperazione con il canadese National Child Exploitation Coordination Center (NCECC). Il materiale illegale, scambiato su piattaforme di messaggistica istantanea, era diversificato e spaziava da immagini di nudo a violenze sessuali ai danni anche di neonati, scene di sadismo, etc.

Nel territorio siciliano sono stati effettuati due arresti. In particolare la Polizia Postale di Palermo nel mese di agosto ha eseguito una perquisizione informatica in un’abitazione del Comune di Termini Imerese rinvenendo in numerosi dispositivi informatici nella disponibilità dell’indagato, più di 100 mila file di pornografia minorile (video ed immagini), dal contenuto particolarmente raccapricciante, con vittime anche in tenerissima età. A seguito di questa attività veniva tratto in arresto un uomo lì residente, poi sottoposto agli arresti domiciliari.

In seguito, dallo sviluppo delle ulteriori attività investigative, con approfondite analisi del contenuto dei dispositivi informatici sequestrati, sono emersi indizi inerenti ulteriori adescamenti on-line compiuti dall’indagato con la complicità della sua convivente. In particolare, alcuni minori, residenti a Catania, venivano adescati mediante falsi profili social di minori, con lusinghe ed artifizi finalizzati a scopi sessuali. Le adolescenti venivano opportunamente ascoltate dalla Polizia Postale di Catania che partecipava alle indagini.

A seguito di questi sviluppi su delega della Procura Distrettuale di Palermo, la Polizia Postale ha tratto in arresto, in esecuzione di apposita ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Palermo, la coppia di conviventi di Termini Imerese, i quali venivano ritenuti responsabili in concorso di violenza sessuale e adescamento di minori, nonché divulgazione e detenzione di materiale di pornografia minorile.

Tra le altre attività di contrasto alla pedopornografia online effettuate nel territorio della Sicilia Occidentale, si menziona l’arresto di un uomo di Palermo, commerciante del quartiere Brancaccio, ritrovato in possesso di ingente quantità di materiale pedopornografico, a seguito di un’attività espletata dalla Polizia Postale di Palermo, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica ed il coordinamento del Servizio della Polizia Postale di Roma.

Nel corso della perquisizione informatica disposta dalla Procura di Palermo è emerso il possesso di più di 50 mila file di pornografia minorile (video ed immagini). All’uomo, tratto in arresto, è stato contestato dalla Procura anche il reato di divulgazione di materiale pedopornografico per il quale il GIP di Palermo ha disposto la detenzione in carcere.

Nel corso dell’anno, pure nel territorio palermitano sono stati individuati due soggetti, un operaio e un disoccupato, che detenevano e pubblicavano foto e video relativi a minori sottoposti ad abusi.

Le attività informatiche sono state sviluppate dalla Polizia Postale di Palermo coordinata dal Servizio Polizia Postale di Roma – CNCPO e sotto la direzione della Procura di Palermo che ha emesso i due decreti di perquisizione, all’esito dell’esecuzione dei quali è stata rinvenuta una raccolta di file contenenti gravissimi abusi condotti su minori i quali erano stati pure divulgati, circostanza che ha portato all’arresto dei due soggetti.

OPERAZIONE “LUNA PARK”

Dopo due anni di indagini “sotto copertura” nel web, la Polizia Postale di Milano, coordinata dal C.N.C.P.O., ha identificato 432 utenti che condividevano su Applicazioni di messaggistica istantanea foto e video pedopornografici, anche di neonati. Dei 159 gruppi individuati, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, composte da promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Sono 81 gli italiani identificati e 351 gli utenti stranieri coinvolti nell’indagine, alcuni dei quali tratti in arresto nei loro Paesi di origine, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia attivata dal C.N.C.P.O.

Un’altra delicata Operazione condotta dalla Postale di Milano ha riguardato un filmato pubblicato in diretta su una piattaforma gratuita di streaming, in cui un uomo abusava di una neonata. All’esito dell’indagine è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del nonno materno della bimba, al quale veniva affidata quando la madre era via. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti decine di migliaia di file pedopornografici raffiguranti minori anche in tenerissima età.

OPERAZIONE “DARK LADIES”

Operazione che ha portato all’arresto di due mamme e un papà i quali abusavano sistematicamente delle proprie figlie, diffondendo online le immagini delle violenze. Sono stati contestati i reati di produzione e diffusione di materiale di pornografia minorile online, nonché di violenza sessuale. Le investigazioni, avviate dalla Postale di Firenze e coordinate dal C.N.C.P.O. nell’ambito della cooperazione internazionale, sono state condotte su gruppi di messaggistica istantanea a “tema pedofilo”. Le due bambine sono state affidate ai servizi sociali e condotte in luoghi sicuri.

OPERAZIONE “PAY TO SEE”

L’indagine è scaturita dalla denuncia di un genitore che aveva rinvenuto sul cellulare della figlia una chat contenente un vero e proprio listino prezzi per prestazioni di natura sessuale online, con tariffe differenziate a seconda delle richieste (es.: “sexchat 45 minuti in cui faccio da schiava = 30 euro”). La Polizia Postale di Bari e Foggia, coordinata dal C.N.C.P.O., ha eseguito 21 perquisizioni su tutto il territorio nazionale anche nei confronti di diversi minori che avevano acquistato i “servizi” offerti dall’adolescente.

OPERAZIONE “DANGEROUS IMAGES”

L’attività investigativa ha portato alla denuncia di 20 minorenni in concorso tra loro per detenzione e diffusione di materiale di pornografia minorile a delinquere. La Polizia Postale di Firenze ha individuato un 15enne, organizzatore e promotore, insieme ad altri coetanei, dello scambio di innumerevoli filmati e immagini pedopornografiche, anche in forma di stickers, attraverso diversi social network. Il giovane era in possesso anche di numerosi files c.dd. gore, ovvero filmati e immagini provenienti dal Dark Web, raffiguranti suicidi, torture, mutilazioni, squartamenti e decapitazione di persone e animali.

OPERAZIONE AMNESIA

E’ una delle indagini più significative avviate direttamente dal Centro nell’ambito dei reati di sfruttamento sessuale dei minori, che ha consentito di trarre in arresto un 30enne per detenzione di materiale di pornografia minorile, aggravato dall’ingente quantità, dall’utilizzo di mezzi di anonimizzazione e criptazione, nonché dalla particolare violenza di alcune immagini rinvenute.

In particolare, l’uomo produceva filmati di abusi sessuali ai danni di una bambina di pochi anni, visibilmente narcotizzata. I video sono stati poi diffusi e commercializzati nel dark web.

OPERAZIONE SCACCO MATTO

L’indagine è il frutto di una lunga attività sotto copertura della Polizia Postale di Catania scaturita da un monitoraggio sul Dark Web e dal rinvenimento di un sito contenete immagini di pornografia minorile e commenti che istigavano esplicitamente alla commissione di atti sessuali in danno di minori, che ha portato alla denuncia di 20 persone di cui 3 tratte in arresto.

Per quanto concerne l’attività di prevenzione svolta dal C.N.C.P.O. attraverso una continua e costante attività di monitoraggio della rete, sono stati visionati 33.681, di cui 2.446 inseriti in black list e oscurati in quanto presentavano contenuti pedopornografici.

 C.N.C.P.O. 2019 2020 Incremento

%

Casi trattati 1396 3.243 + 132,30 %
Persone indagate 617 1192 + 93.19 %
Arrestati 37 69 + 86.48 %
Perquisizioni 510 757 + 48.43 %
Gb di materiale sequestrato 127.269 215.091 + 69.00 %
  1. TRUFFE ON LINE E REATI CONTRO LA PERSONA

Il fenomeno delle truffe online, ha riguardato anche la contraffazione del marchio CE. Sono state scoperte numerose partite di materiale, venduto all’ingrosso, proveniente soprattutto dall’estero, riportanti marchi CE contraffatti: la merce era destinata, in alcuni casi, alla vendita al dettaglio anche attraverso il circuito delle farmacie ignare della contraffazione.

Nei primi mesi dell’anno, sono stati riscontrati numerosi casi di truffe online nella vendita di dispositivi di protezione individuale, considerata la ricerca pressante di mascherine, guanti, liquidi igienizzanti, attraverso la proliferazione di numerosi siti di e-commerce truffaldini dedicati al commercio di tali prodotti.

Sono state anche raccolte numerose segnalazioni e avviate altrettante attività d’indagine, inerenti le false raccolte fondi, poste in essere attraverso siti web apparentemente riconducibili ad enti ospedalieri o accreditate da falsi patrocini di Istituzioni o Enti Pubblici (Regioni – Comitati vari). Il modus operandi dei cybercriminali, facendo leva sul generale e diffuso sentimento di vicinanza della cittadinanza al personale medico ed infermieristico, incessantemente impegnato nella lotta al Covid 19, dava la possibilità di effettuare dei versamenti di denaro e/o bonifici su IBAN legati a conti correnti o carte ricaricabili attivati ad hoc.

Inoltre, è stato osservato, contemporaneamente alla chiusura dei luoghi di lavoro a seguito dell’introduzione delle misure di contenimento del virus, un incremento del fenomeno dei falsi annunci di lavoro. Un fenomeno che racchiude in sé variegate condotte criminose, talune dirette a conseguire profitti illeciti (denaro, identità digitale e dati sensibili), altre tese ad esporre il cittadino che, inconsapevole del disegno criminoso, presta la sua opera per la realizzazione di delitti che spesso vanno ben oltre alla consueta truffa (riciclaggio di denaro), a gravi conseguenze sul piano giuridico, familiare e sociale.

Nell’ambito delle truffe online, nel corso del 2020 sono stati trattati complessivamente 98.000 casi.

Nel corso del periodo in esame, è stata implementata l’attività di contrasto al diffuso fenomeno del falso trading online (358 casi trattati con oltre 20 milioni di euro di danno) che ha visto aumentare a dismisura la perdita di ingenti capitali verso Paesi esteri, con la prospettiva di facili guadagni derivanti da investimenti “sicuri”.

Particolare attenzione è stata indirizzata all’attività di prevenzione e contrasto al revenge porn con 126 casi trattati e 59 denunciati; alla diffamazione on line con 2.234 casi e 906 persone denunciate; 143 sono stati i casi relativi allo “stalking” con 7 arrestati e 73 denunciati e alla cosiddetta “sextortion” con 636 casi trattati, una persona arrestata e 36 denunciate.

I reati afferenti al cosiddetto “Codice Rosso”, le cui indagini sono profuse non soltanto per giungere all’identificazione del responsabile del reato, ma anche per la rimuovere i contenuti dal web o, quantomeno, per limitarne la divulgazione massiva, hanno visto nella Polizia Postale un punto di riferimento per le tante vittime di reato.

Anche nella repressione dei reati di minacce e molestie, perpetrate attraverso i social network ovvero con “mezzi tradizionali”, massimo è stato l’impegno della Polizia Postale con 1001 casi trattati, 2 arrestati e 270 persone denunciate.

L’attività investigativa volta ad arginare il fenomeno dell’hate speech, è stata particolarmente complessa portando alla trattazione di numerose segnalazioni di utenti attraverso il Commissariato di P.S. online, e un monitoraggio attivo della rete attraverso le piattaforme social.

In questo ambito una particolare attenzione si è avuta per gli atti intimidatori posti in essere nei confronti dei giornalisti, con l’attiva partecipazione, in chiave operativa con idonee iniziative di prevenzione e contrasto, al Sottogruppo istituito presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Analisi Criminale.

Sono stati 35 gli interventi da parte degli Uffici della Polizia Postale dislocati su tutto il territorio nazionale, coordinati dal Servizio Polizia Postale, finalizzati alla prevenzione di intenti suicidari da parte di utenti dei social network, anche grazie alle segnalazioni pervenute al Commissariato di PS OnLine.

  2019 2020
Diffamazione online 2.234 2.234
Stalking 168 143
Revenge porn 131 126
Sextortion 516 636

Tra le citate attività di polizia giudiziaria, si segnalano alcune di particolare rilievo:

OPERAZIONI “REVENGE PORN”

Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Sicilia Occidentale ha svolto diverse attività investigative di contrasto al fenomeno della diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, cosiddetto Revenge Porn.

In particolare, si menziona un’operazione condotta dalla Polizia Postale di Palermo e di Trapani nei centri di Marsala e Petrosino nei confronti di tre soggetti di età compresa fra i 30 ed i 36 anni, ritenuti responsabili di “revenge porn” ed altri reati commessi in danno di almeno sei giovani donne. Gli stessi avevano ricevuto e divulgato fotografie delle vittime – ex fidanzate o semplici conoscenti degli indagati – ritratte prive di abiti o in pose erotiche, pubblicandole senza il loro consenso sul sito pornografico “phica.net”, all’interno di chat room dedicate allo scambio di materiale sessualmente esplicito. A seguito delle indagini, i soggetti sono stati tutti individuati e sottoposti a perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Marsala.

Sempre nel territorio trapanese, una donna di anni 34, ad inizio di quest’anno aveva formalizzato una querela nei confronti dell’uomo con cui aveva instaurato una relazione sentimentale intrapresa virtualmente che non riusciva però a terminare. L’uomo, infatti – non essendosi arreso alla fine della relazione – aveva iniziato a perseguitare la denunciante in vari modi, giungendo a minacciarla di divulgare il materiale a sfondo sessuale, audio e video, che i due avevano prodotto durante il rapporto amoroso a distanza. A conclusione delle indagini espletate dalla Polizia Postale di Trapani coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala, la Sezione di Nuoro ha dato esecuzione alla misura degli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato, residente a Nuoro.

La Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha svolto una complessa attività investigativa, coordinata dalla locale Procura, relativa alle numerose denunce per cyberstalking e revenge porn, presentate da una donna triestina nei confronti dell’ex compagno, per la pubblicazione su siti pornografici di foto sessualmente esplicite, scattate durante la loro relazione. L’indagato, con precedenti penali specifici e già tratto in arresto dal Compartimento Polizia Postale di Trieste per ripetute violenze sessuali videoriprese nei confronti di una minore 4 anni, è stato sottoposto a perquisizione che ha permesso il rinvenimento e il sequestro di materiale significativo a livello probatorio.

OPERAZIONE “POSTE VITA”

A seguito di denunce presentate da PosteVita e Poste Italiane S.p.A. riguardanti riscossioni fraudolente di polizze del Ramo Vita, è stata avviata una complessa attività di indagine, dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, giungendo all’identificazione di una compagine criminale costituita da 16 associati che, attraverso la riscossione fraudolenta di polizze del ramo “Poste vita”, era riuscita a conseguire un profitto illecito pari a 1 milione e 500.000 euro.

OPERAZIONI BREAKING NEWS

La Polizia Postale di Catania a conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale di Messina, ha denunciato in stato di libertà un uomo di anni 46, disoccupato, residente in provincia di Torino, ritenuto responsabile di ricettazione e violazione del diritto di autore. Nella circostanza l’individuo, tramite gruppi del servizio di messaggistica Telegram, diffondeva illecitamente quotidiani online con grave pregiudizio per le testate giornalistiche con rilevante perdita di vendite.

La Polizia Postale, nonostante le problematiche di trasparenza legate all’utilizzo della piattaforma Telegram, è riuscita a risalire all’indagato nei confronti del quale la Procura ha emesso un decreto di perquisizione che ha condotto al sequestro delle apparecchiature informatiche utilizzate per commettere gli illeciti.

OPERAZIONE “FAKE TRAVELS”

La Polizia Postale di Ancona e il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, hanno sgominato un sodalizio criminale dedito alla consumazione di truffe ad aziende italiane del centro/nord. Tali aziende, operanti in vari settori merceologici, venivano attirate dalla possibilità, poi risultata falsa, di concludere lucrosi affari con industrie americane. Denunciati 4 italiani, di cui due residenti all’estero, responsabili di una movimentazione fraudolenta di denaro per centinaia di migliaia di euro e di dollari che poi venivano trasferiti su conti svizzeri e statunitensi.

OPERAZIONE “SAFE SOCIAL”

La Polizia Postale di Bologna, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, ha svolto un’articolata attività investigativa relativa a numerose truffe online, perpetrate in danno di giovani utenti, interessati all’acquisto di capi di abbigliamento di modesto valore commerciale, posti in vendita tramite la piattaforma Instagram. Gli accertamenti effettuati hanno consentito di riscontrare profitti fraudolenti per circa 250.000,00 Euro e un numero di vittime stimato in 2400 persone, di cui oltre la metà minori. Ad esito dell’attività di indagine è stato individuato un sodalizio, operante nell’hinterland milanese e nei confronti di cinque degli indagati sono state eseguite misure cautelari e in totale 12 provvedimenti di perquisizione.

  1. CNAIPIC

L’analisi del dato emergente dalle attività del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), relativo al periodo intercorso tra gennaio e dicembre 2020, permette di rilevare, in primo luogo, come, sia gli attacchi diretti alle grandi infrastrutture erogatrici di servizi essenziali (approvvigionamento idrico ed energetico, pubblica amministrazione, sanità, comunicazione, trasporti, finanza sistemica), che gli attacchi apparentemente isolati (diretti a singoli enti, imprese o cittadini), siano connotati da una dimensione criminale organizzata, essendo ascrivibili all’operato di sodalizi ben strutturati, spesso operanti a livello transnazionale.

Le tipologie di eventi cyber che hanno maggiormente impegnato gli operatori del Centro sono rappresentate dagli attacchi a mezzo malware, soprattutto di tipo ransomware, attacchi DDoS con finalità estorsiva, accessi abusivi con l’intento di carpire dati sensibili, campagne di phishing e, in ultimo, campagne APT (Advanced Persistent Threats), particolarmente insidiose poiché ricollegabili ad attori malevoli dotati di notevole expertise tecnico e rilevanti risorse.

L’emergenza Covid-19, in particolare, ha costituito un’ulteriore occasione per strutturare e dirigere attacchi ad ampio spettro, volti a sfruttare per scopi illeciti la situazione di particolare esposizione e maggior vulnerabilità in cui il Paese è risultato, e tuttora risulta, esposto.

Nello specifico, alcune delle più rilevanti infrastrutture sanitarie impegnate nel trattamento dei pazienti “Covid” sono state oggetto di campagne di cyber-estorsione volte alla veicolazione all’interno dei sistemi ospedalieri di sofisticati ransomware – concepiti allo scopo di rendere inservibili, mediante cifratura, i dati sanitari contenuti al loro interno – a fronte di richieste di pagamento del prezzo estorsivo, per lo più in cryptovalute (es. Bitcoin), onde ottenere il ripristino dell’operatività.

Il sistema sanitario e della ricerca è stato inoltre bersaglio di diversi attacchi APT, con lo scopo della esfiltrazione di informazioni riservate riguardanti lo stato di avanzamento della pandemia e l’elaborazione di misure di contrasto, specie con riguardo all’approntamento di vaccini e terapie anti-Covid.

Si sono moltiplicati i casi di phishing ai danni di enti ed imprese, veicolati attraverso messaggi di posta elettronica i quali, dietro apparenti comunicazioni di Ministeri, organizzazioni sanitarie ed altri enti, relative all’andamento del contagio o alla pubblicazione di misure di contrasto, nascondevano in realtà sofisticati virus informatici in grado di assumere il controllo dei sistemi attaccati (c.d. virus RAT) e procedere così all’esfiltrazione di dati personali e sensibili, alla captazione di password di accesso a domini riservati, finanche all’attivazione di intercettazioni audio-video illegali.

Sul piano degli attacchi al sistema produttivo del Paese, si è registrato un generale aumento delle minacce legato all’adozione su larga scala dei modelli di lavoro a distanza, c.d. “smartworking”, modelli che se da un lato hanno consentito la prosecuzione di attività essenziali, hanno d’altro canto prodotto una considerevole estensione del perimetro informatico delle aziende, con una conseguente maggior esposizione ad azioni ostili esterne.

Nel delineare l’identità degli autori del reato, il trend legato all’andamento degli attacchi ai danni delle infrastrutture critiche fa registrare, nel complesso, l’emersione di una matrice criminale di natura puramente economica, orientata al conseguimento di profitti illeciti, che si pone in misura oggi prevalente rispetto alle condotte ispirate da ragioni di cyber-hacktivism, ideologicamente o politicamente orientato.

L’azione di contrasto attuata dal CNAIPIC, nell’anno in corso, è stata orientata sia all’attività di contrasto dei reati, sia, soprattutto, ad assicurare interventi di tipo preventivo e di protezione, incentrati sulla capacità di analisi e di allerta precoce finalizzata alla diffusione, in tempo reale, degli IoC (c.d. indicatori di compromissione) relativi alle minacce in corso, a beneficio dell’intero panorama delle infrastrutture critiche nazionali.

L’aggiornato quadro informativo riferibile alle specifiche fenomenologie delittuose può essere agevolmente evidenziato attraverso la tabella statistica, di seguito indicata, che offre il confronto tra il periodo gennaio/dicembre 2019 e quello riferibile all’anno 2020, periodo, quest’ultimo, caratterizzato dall’emergenza epidemiologica in atto che ha favorito, come detto, l’andamento crescente del numero di attacchi complessivamente verificatisi ai danni delle Infrastrutture critiche del nostro Paese:

  2019 2020
Attacchi rilevati 239 507
Alert diramati 77.596 79.209
Indagini avviate 88 99
Persone arrestate 3 21
Persone denunciate 53 79
Richiesta di cooperazione internazionale in ambito Rete 24/7 High Tech Crime G8 (Convenzione Budapest) 74 65

Dalla tabella si evince che, ad oggi, gli attacchi rilevati sono più che raddoppiati, con un conseguente quasi equivalente incremento delle persone identificate ed indagate.

Tra le attività di polizia giudiziaria più significative si segnala:

OPERAZIONE “DATA ROOM”

Il CNAIPIC nell’ambito di una lunga ed articolata attività di indagine ha effettuato quella che può essere ritenuta la prima operazione su larga scala volta alla tutela di dati personali trafugati, culminata con l’esecuzione, effettuata con l’ausilio di personale dei Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, Napoli, Perugia ed Ancona, a 13 ordinanze di custodia cautelare e 7 ordinanze che dispongono l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di esercitare imprese o ricoprire incarichi direttivi in imprese e persone giuridiche.

Al vertice del sistema due dipendenti infedeli di TIM S.p.A., oltre ai responsabili di alcune società che offrono servizi di call center, avevano messo i piedi una complessa ed articolata attività criminale finalizzata al commercio illecito dei dati personali di centinaia di migliaia di utenti di società operanti nella fornitura di servizi essenziali, nel settore telecomunicazioni ed energia.

I 26 indagati complessivi, tutti destinatari di provvedimenti di perquisizione locale e personale, sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, della violazione aggravata dei reati previsti all’art. 615 ter c.p. (accesso abusivo a sistema informatico), all’art.615 quater c.p. (detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso), riguardando le condotte sistemi di pubblico interesse, e della violazione della legge sulla privacy art. 167-bis D. Lgs. 193/2003 (comunicazioni e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala).

Le estrazioni dei dati dai database dei fornitori dei servizi, per come verificato nel corso delle indagini, venivano sistematicamente portate avanti con un volume medio di centinaia di migliaia di record al mese, che gli indagati modulavano a seconda della illecita “domanda” di mercato.

Nel corso delle attività, svolte grazie alla collaborazione di TIM S.p.A. ed all’importante apporto della struttura di sicurezza aziendale dell’azienda, è venuto alla luce un complesso “sistema” che vedeva, da un lato una serie di tecnici infedeli procacciare i dati, dall’altro una vera e propria rete commerciale che ruotava attorno alla figura di un imprenditore Campano, acquirente della preziosa “merce”, che poi veniva poi piazzata sul mercato dei call center, 13 sono quelli già individuati nella prima fase delle indagini, tutti in area campana, ed oggetto di altrettante attività di perquisizione.

Nell’ottica di un’efficace condivisione operativa, il Centro ha proseguito la stipula di specifici Protocolli a tutela delle infrastrutture critiche nazionali: al riguardo, nel 2020 sono state sottoscritte 7 nuove convenzioni con le società Borsa Italiana, EFSA (European Food Safety Authority), IREN S.p.A., SACBO Aeroporto di Bergamo, SAIPEM S.p.A., SIA S.p.A. e SIOT TAL Oleodotto Transalpino.

Si rappresenta, altresì, che analoghe forme di collaborazione sono state avviate dagli uffici territoriali della Specialità con strutture sensibili di rilevanza locale, sia pubbliche che private, al fine di garantire un sistema di sicurezza informatica capillare e coordinato.

  1. FINANCIAL CYBERCRIME

Il diffondersi dell’epidemia da Covid-19 ha senz’altro inciso, anche sulla qualità e quantità dei fenomeni legati al cybercrime, con particolare riferimento al crimine di tipo economico-finanziario.

Il phishing finanziario fa registrare decisi incrementi, essendo aumentata la misura delle carte di credito compromesse e dei dati finanziari commercializzati sul dark web (così come sono in aumento i casi di vishing, volti a carpire dati personali e codici bancari dispositivi attraverso semplici truffe telefoniche operate da numeri telefonici apparentemente riconducibili a banche ed istituti finanziari).

In via generale, le ricerche più autorevoli hanno rilevato nei primi sei mesi un aumento del 600% nel numero di e-mail di phishing in tutto il mondo, che utilizzava temi correlati al Coronavirus per colpire persone e aziende. Di queste, il 45% puntava su siti-clone, inducendo gli utenti di Internet a digitare le proprie password su domini malevoli. La restante parte dei casi ha riguardato, per lo più, l’utilizzo di temi correlati al Covid-19 all’interno di messaggi email che inducevano a cliccare su allegati contenenti malware di varia natura.

Le frodi basate sul social engineering vedono stabili nei numeri i fenomeni di Bec fraud (frodi realizzate attraverso la compromissione di caselle di posta elettronica), che risultano tuttavia influenzati dall’epidemia del Covid-19 sia a causa dell’abbassamento delle difese aziendali, determinato dallo stato di difficoltà psicologica o “logistica” di lavoratori ed amministratori, sia dall’aumento delle comunicazioni commerciali a distanza, conseguente all’adozione su larga scala di processi di smart-working.

Alcuni Bec fraud risultano specificamente collegati al tema-Covid, perché relativi direttamente a frodi commerciali nell’acquisto di mascherine e dispositivi sanitari.

Con riguardo all’esperienza italiana, in pochi mesi, oltre ad un costante numero di casi “minori” (nell’ordine delle decine di migliaia di euro), sono state frodate 48 grandi e medie imprese, per un ammontare complessivo di oltre 25 milioni di euro di profitti illeciti, dei quali quasi 15 milioni sono stati già recuperati in seguito all’intervento della Polizia Postale e delle Comunicazioni che, al 10 dicembre 2020, ha complessivamente identificato ed indagato 674 persone di cui 24 tratte in arresto (nell’analogo periodo del 2019 furono complessivamente indagate 531 persone di cui 8 in stato di arresto).

L’obiettivo criminale del trafugamento dei dati personali e delle credenziali di accesso a servizi finanziari, utili alla disposizione di pagamenti in frode, è raggiunto attraverso massive campagne di phishing, consumate mediante le due modalità in assoluto più ricorrenti, rappresentate dall’invio di email contenenti allegati malevoli e dall’impiego di siti-clone.

Parallelamente, il procacciamento di codici “one-time”, token virtuali e password dispositive avviene mediante il ricorso all’insidiosa variante “vocale” del phishing, il cosiddetto “vishing”, ed alle tecniche di sim-swap.

L’attività investigativa realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, funzionale al contrasto di tali fenomeni delittuosi, ha permesso di identificare ed indagare 3741 persone a fronte dei 3473 denunciati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Di seguito le operazioni di Polizia Giudiziaria più significative:

OPERAZIONE “2BaGoldMule”

L’operazione che ha visto, per l’Italia la Polizia Postale agire al fianco di Europol, dell’ FBI americana e delle forze di polizia informatiche di altri 14 paesi europei, ha disarticolato un’organizzazione criminale denominata QQAAZZ, attiva sin dal 2016 a livello internazionale nel cyber-riciclaggio, fungendo da piattaforma europea per ripulire i proventi di frodi informatiche messe a segno da alcuni dei più pericolosi cybercriminali del mondo.

La centrale di riciclaggio “QQAAZZ”, aveva base operativa in Portogallo e Spagna e ramificazioni in tutta Europa, compresa l’Italia, dove l’organizzazione poteva contare su un altissimo numero di conti correnti bancari online, falsamente intestati ad altrettante “teste di legno” (i cosiddettti “Muli”), per spostare e rendere scarsamente rintracciabili gli ingenti profitti illeciti. Denaro che finiva anche nell’acquisto di cryptovalute o nel reimpiego in attività commerciali di copertura aperte nel Regno Unito.

In Italia, in particolare, la Polizia Postale ha identificato la branca nostrana della complessa organizzazione criminale, con l vertice due cittadini italiani residenti a Londra, in contatto con membri operativi del gruppo criminale di stanza nella capitale inglese.

OPERAZIONE “LAST CHAIN”

Nel settore del cyber-riciclaggio, nel corso dell’Operazione “Last Chain” la Polizia Postale ha identificato ed arrestato una delle più importanti organizzazioni criminali internazionali dedita alla commissione di attacchi informatico-finanziari in tutta Europa., in collaborazione con Eurojust, Europol e con la polizia rumena, disarticolando una centrale di riciclaggio in Genova in relazione a profitti di frodi informatiche commesse in tutta Europa. Sono stati eseguiti 13 arresti in Italia e in Romania, oltre a diversi sequestri di ville, appartamenti automobili ed esercizi commerciali.

Il giro di affari dell’organizzazione criminale ammontava a 20 milioni di euro l’anno.

OPERAZIONE “ECLISSI”

Nel settore del contrasto alla pirateria informatica, con l’Operazione Eclissi la Polizia Postale ha messo a segno una delle più vaste operazioni di polizia mai condotte, coordinata a livello internazionale dalle agenzie Eurojust ed Europol, che ha puntato a disarticolare direttamente la complessa infrastruttura tecnologica responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose emittenti televisive a pagamento.

Intervenendo direttamente su oltre 200 server e 80 allocati in diversi Paesi europei, che consentivano la diffusione capillare in tutta Europa del segnale, sono state bloccate “alla sorgente” 30 Iptv illegali, che raggiungevano un pubblico di circa 5 milioni di utenti solo in Italia.

OPERAZIONE “THE PERFECT STORM”

Dall’analisi tecnica dei dispositivi sequestrati in occasione della precedente operazione Eclissi, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha supportato la Guardia di Finanza nell’esecuzione di misure cautelari nei confronti di un’organizzazione criminale, basata in Italia e radicata in diversi stati Europei, composta da 20 cittadini italiani, 2 greci ed un maltese, ritenuti ricoprire una posizione di assoluto rilievo nel settore criminale della pirateria informatica.

Il supporto degli specialisti del Servizio Polizia Postale, richiesto dalla Procura della Repubblica di Napoli in virtù dello specifico know-how operativo maturato in occasione della precedente indagine, si è concretizzato nell’invio di dedicati team tecnici di intervento dislocati in 4 Focal point sul territorio nazionale, consentendo la geolocalizzazione, l’identificazione e l’analisi tecnologica delle nuove “Centrali”, dalle quali i flussi di dati informatici illeciti venivano generati e messi a disposizione della complessiva infrastruttura criminale, che ne garantiva la diffusione agli utenti della Rete internet.

OPERAZIONE “BITGRAIL”

La complessa attività investigativa pone una pietra miliare nel settore delle indagini in materia di criptovalute. L’attività prende le mosse da una denuncia presentata dal gestore di una nota piattaforma italiana di exchange, relativa al furto di un’ingente somma della cryptovaluta denominata “NANO” XRP per un controvalore di circa 120.000.000,00 di euro, realizzato da ignoti hacker sfruttando un bug del protocollo Nano ed effettuando illecite transazioni.

L’operazione, tecnicamente senza precedenti, ha successivamente permesso di disvelare il coinvolgimento attivo nel disegno criminosi dello stesso gestore della piattaforma, sospettato autore di condotte omissive nella gestione dei protocolli di sicurezza informatica, fraudolente e distrattive nei confronti degli oltre 230 mila clienti della piattaforma. L’ideazione da parte della polizia postale di un protocollo per il trasferimento della criptomoneta rinvenuta nella disponibilità dell’indagato e posta sotto sequestro completa il quadro di innovatività dell’operazione in esame.

OPERAZIONE “MALA FIDES”

Quattro misure cautelari sono state eseguite sul territorio lombardo dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nei confronti degli autori di sedici accessi abusivi, compiuti tra aprile e luglio 2019, sul conto online di un noto Studio Commercialista milanese, da cui erano stati sottratti oltre 200.000 euro, poi riciclati attraverso operazioni speculative effettuate presso case da gioco e casinò siti in Veneto e in Liguria.

Il gruppo criminale era altresì dedito al trafugamento di assegni bancari, alle frodi mediante pubblicazione onilne di falsi annunci immobiliari, nonché all’organizzazione di matrimoni combinati e false adozioni, a scopo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso il nostro Paese finalizzato ad ottenere con modalità fraudolente permessi di soggiorno e concessioni della cittadinanza italiana.

OPERAZIONE “ETHEREUM”

L’operazione ha consentito di individuare il responsabile di un attacco informatico realizzato con l’utilizzo di malware di ultima generazione, il quale aveva approfittato della sua posizione lavorativa all’interno dello scalo aeroportuale di Lametia terme per sfruttare l’infrastruttura informatica della società di gestione dello scalo per “minare” – ovvero produrre – moneta virtuale, scoprendo l’esistenza di una vera e propria “MINING FARM”, ovvero di una rete abusiva collegati alla rete Internet esterna attraverso i sistemi dedicati alla gestione dei servizi aeroportuali ed alimentati attraverso la fornitura di energia elettrica dell’Aeroporto. Tale architettura consentiva all’utilizzatore del sistema integrato con la rete aeroportuale, di approvvigionarsi della criptovaluta “Ethereum”, prodotta senza sostenere le ingenti spese di energia elettrica necessaria per il funzionamento h24 delle apparecchiature e sfruttando la connettività fornita dagli impianti info-telematici dell’aeroporto, compromettendo la sicurezza ed esponendo i sistemi di gestione dello scalo.

OPERAZIONE NEL TRADING ONLINE

Nel settore delle truffe da falsi investimenti finanziari online, al termine di un’articolata indagine durata oltre un anno, la Polizia postale ha identificato i componenti di un sodalizio criminale dedito ai reati di abusiva attività finanziaria, truffa, riciclaggio ed estorsione, mediante una piattaforma di investimento che proponeva l’acquisto di cryptovalute, capace di sottrarre, alla sola vittima la cui denuncia ha dato corso all’attività investigativa, un danno pari ad € 380.000,00, attraverso l’esecuzione di bonifici bancari a favore di un conto corrente estero ubicato in Repubblica Ceca.

La somma è stata successivamente in buona parte recuperata, grazie al dispositivo investigativo che tuttora vede impegnate, a fianco della polizia italiana, l’Agenzia Europol e le forze di polizia cyber di altri paesi europei.

OPERAZIONE CONTRO PHISING A TITOLARI DI CONTI CORRENTI

In ambito locale, nel territorio siciliano, il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Palermo, coordinato da quella Procura, ha individuato e posto sotto sequestro una pagina web di phishing che replicava il sito di internet banking di Intesa San Paolo ed era stata creata da truffatori al fine di ottenere le credenziali di accesso dei correntisi dell’istituto di credito. I truffatori si fingevano operatori della Banca e inoltravano ai correntisti un sms contenente il link del sito internet clone dell’internet banking di Intesa San Paolo, pagina web di phishing in cui si richiedeva l’inserimento delle credenziali e del pin collegati al conto, che venivano pertanto carpiti. Dopo i primi accertamenti informatici inerenti l’hosting del sito truffa, in intesa con il Servizio Polizia Postale costantemente aggiornato, il personale dell’area investigativa di contrasto al Cyber Crime della Polizia Postale di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza e quindi l’oscuramento del sito di phishing, emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo. Il sequestro è stato in seguito convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo che ha disposto il sequestro preventivo.

  1. CYBER-TERRORISMO

Come noto, il 2020 è stato caratterizzato da eventi, sia a livello globale, sia nazionale, che hanno avuto notevoli riflessi sulle attività di prevenzione, monitoraggio ed investigative quotidianamente svolte dal personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni e finalizzate al contrasto delle azioni eversive, del terrorismo internazionale, dei fenomeni di radicalizzazione sul web.

Ed invero, negli ultimi 12 mesi sono notevolmente incrementate rispetto all’anno precedente le segnalazioni, molte delle quali pervenute dai cittadini tramite il portale del Commissariato di P.S. Online, circa la presenza di contenuti illeciti all’interno di spazi e servizi di comunicazione online di ogni genere.

Consistenti sono stati gli sforzi dedicati al contrasto dei fenomeni di radicalizzazione jihadista, nonché volti ad arginare la propaganda del Daesh, che attualmente è veicolata da vari Media Center insistenti nelle province del Califfato che si appoggiano ai c.d. Supporter Generated Content per la diffusione dei contenuti illeciti all’interno delle varie piattaforme di comunicazione.

Nel dettaglio, tale struttura di propaganda continua a basarsi su una miriade di account, attivati quotidianamente dai supporter del Califfato (anche in forma automatizzata tramite apposite strutture dipendenti dal Daesh e deputate al mantenimento dell’operatività mediatica) con l’obiettivo di divulgare magazine online del Califfato, aggiornamenti sulle attività dei combattenti nei teatri operativi, video, documenti, manuali o pubblicazioni di esponenti di spicco della corrente radicale islamica, infografiche di minaccia etc.

L’individuazione di tale modalità operativa per la diffusione della propaganda jhiadista è dovuta sia a causa dell’incremento dell’azione di rimozione dei contenuti illeciti presenti sulle proprie piattaforme da parte dei maggiori fornitori di servizi Internet (tra i quali Telegram, Facebook, Google, Twitter, etc.), sia per le particolari attività di contrasto attuate dal law enforcement.

In questo ambito, gli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno concorso con altri organi di Polizia e di intelligence alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. L’attività, funzionale al contrasto del proselitismo e alla prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione, ha permesso di sviluppare un dedicato monitoraggio di circa 36.000 spazi web e alla rimozione di diversi contenuti inneggianti alla jihad.

In particolare, nel corso del 2020 sono proseguite le attività svolte dal personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni all’interno dei tavoli di lavoro internazionali deputati al contrasto del Cyberterrorismo, con il coordinamento di Europol e con il coinvolgimento di tutte le Forze dell’Ordine degli Stati Membri, nonché dei rappresentanti dei maggiori Internet Service Provider, tra i quali soprattutto Telegram (che è stato il fornitore di servizi online che ha ricevuto la maggior parte delle richieste di rimozione e che ha allontanato dalla propria piattaforma una parte significativa degli attori chiave all’interno della rete di diffusione della propaganda IS).

Ed ancora, in tale contesto operativo, tra le principali attività svolte nel corso del 2020 dal personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni si evidenzia la partecipazione all’azione denominata “RAD – Referral Action Day on instructional material online” svoltasi il 2 luglio 2020 e promossa da Europol al fine di procedere – tramite la segnalazione ai rispettivi Provider interessati – alla rimozione di ogni tipo di contenuto didattico in formato digitale utilizzato per la pianificazione e realizzazione di attacchi terroristici.

L’Action Day ha coinvolto unità specializzate del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e rappresentanti di 18 Paesi, tra cui 13 Stati membri dell’U.E. e 5 Paesi extra U.E.

L’attività in argomento ha riguardato i contenuti online creati o utilizzati come materiale didattico per ispirare e commettere attacchi nel contesto del terrorismo di matrice jihadista, nonché dell’estremismo razziale, antagonista ed anarchico.

In particolare, appare opportuno evidenziare come i manuali fatti in casa e le guide individuate nel corso dell’operazione costituiscano il principale strumento per la realizzazione di armi devastanti, soprattutto per gli attacchi condotti da attori solitari, ovvero dai gruppi terroristici e dai loro sostenitori.

Durante l’azione, gli esperti della Sezione Cyberterrorismo hanno rilevato, valutato e segnalato i contenuti online, inclusi manuali e tutorials su come preparare ed attuare attacchi terroristici, come selezionare gli obiettivi, come utilizzare le armi e costruire bombe. Alcuni dei documenti individuati contenevano anche le istruzioni su come rimanere anonimi online e su come evitare di essere individuati durante la pianificazione di un attacco terroristico.

All’esito delle attività è stato segnalato per la successiva rimozione un numero complessivo di 1724 url riconducibili a 113 piattaforme web utilizzate per la propaganda jihadista e n. 182 url su 67 piattaforme web nell’ambito dei contenuti riferibili all’area dell’ultradestra ed antagonista/anarchica.

Appare evidente, dunque, come il carattere transnazionale delle operazioni di contrasto appena descritte, sia per la natura internazionale del fenomeno che per la stessa struttura della rete, comporti un’imprescindibile attivazione di strumenti di cooperazione sovranazionale che possano apportare un indiscusso valore aggiunto alle attività di prevenzione messe in atto dalle diverse Forze di Polizia nazionali.

Ed invero, l’analisi effettuata sulla diminuzione del corso del 2020 del numero dei siti ed account riconducibili alla propaganda jihadista ha permesso di evidenziare l’importanza delle lavoro svolto dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, quale punto di contatto nazionale dell’Internet Referral Unit (IRU) di Europol, nell’ambito degli “Action Day” promossi da Europol e che hanno determinato un massiccio “take down” di migliaia di gruppi, canali ed account che sono stati oggetto di preventiva segnalazione da parte del law enforcement, in quanto considerati responsabili della pubblicazione del settimanale di propaganda jhiadista al-Naba.

Per quanto concerne, invece, l’attività di contrasto, la Polizia Postale e delle Comunicazioni si avvale della possibilità prevista per legge di avviare attività sotto copertura, con l’impiego di profili o meglio di vere e proprie identità virtuali, costruiti ad hoc e fatti “maturare” nel tempo, gestiti da personale specializzato, con l’affiancamento dei mediatori linguistici e culturali.

Proprio l’utilizzo di tali account fittizi, nel tempo fatto “crescere” dagli investigatori nel corso delle diverse, quotidiane, attività di monitoraggio informativo e, dunque, accreditato all’interno dei canali e gruppi frequentati dagli internauti sostenitori dello Stato Islamico, ha permesso di condurre diverse, complesse, attività tecnico-investigative.

Si evidenzia, in particolare, tra gli altri, il seguente risultato investigativo:

OPERAZIONE MIRAGGIO

L’indagine è stata avviata in relazione alla segnalazione, acquisita in ambito di collaborazione internazionale, concernente la condivisione, su una piattaforma digitale di contenuti, in lingua araba, di propaganda del terrorismo di matrice jihadista. Gli approfondimenti hanno permesso di concentrare le indagini nei confronti di un soggetto italiano radicalizzato, residente a Catanzaro, titolare di numerosi account su piattaforme social (Telegram. Rocket Chat, Riot) attraverso i quali partecipava a gruppi chiusi di chiara connotazione jihadista per accedere ai quali bisognava essere accreditati e quindi ritenuti affidabili dagli amministratori dei canali.

L’analisi tecnico-informatica sui dispositivi sequestrati ha evidenziato la puntuale osservanza di regole tecniche di anonimizzazione e di archiviazione sicura del materiale informatico presenti sulle infografiche diffuse dagli organi di propaganda del Califfato. In particolare sono stati rinvenuti manuali di istruzioni sulla realizzazione di ordigni, tutorial sulla conduzione di operazioni terroristiche, documenti esplicativi sull’auto addestramento per il compimento di attentati, nonché video ed immagini cruente di esecuzioni dell’ISIS, riviste ufficiali delle agenzie mediatiche dell’ISIS, Al Qaeda e altri gruppi terroristici, oltre a documenti in lingua araba auto-prodotti dall’indagato.

Alla luce di tali riscontri investigativi, è stato richiesto al Giudice delle Indagini Preliminari la misura cautelare personale della custodia in carcere per l’indagato, che ha trovato accoglimento con la conseguente emissione di un’ordinanza di cattura, in ordine all’ipotesi criminosa di cui agli artt. 270 quinquies e sexies c.p.

Oltre alle suindicate attività sia preventive, sia di Polizia Giudiziaria connesse al terrorismo di matrice jihadista, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha registrato nel corso degli ultimi anni un notevole incremento nell’ambito del settore della propaganda online legata all’estremismo razzista e xenofobo, riscontrando un trend di forum e discussioni dedicate all’argomento in costante aumento.

In particolare, anche in tale contesto il web rappresenta uno strumento strategico per la diffusione della propaganda delle ideologie estremiste e violente, nonché per il reclutamento di nuovi combattenti, il finanziamento, lo scambio di comunicazioni riservate nella pianificazione degli attentati e di rivendicazione degli stessi.

L’indottrinamento ed il reclutamento, come nel caso del radicalismo jihadista, avvengono sempre sulla rete, attraverso una graduale autoformazione che inizia con la visualizzazione di contenuti diffusi soprattutto nelle board “riservate”, diverse dai principali social network.

La digitalizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha permesso all’antisemitismo 2.0 di riprodursi in modo rapido e multimediale; contenuti contro gli ebrei si trovano sia negli spazi web antisemiti che in siti e social network generalisti, dove vengono pubblicati e condivisi commenti offensivi senza registrare l’intervento dei moderatori.

Il web 2.0, dunque, pare aver legittimato una cultura dove razzismo, intolleranza e antisemitismo sono divenuti socialmente accettabili, specie tra i giovani. La radicalizzazione verbale e l’abbassamento della soglia dei tabù si evidenzia attraverso il linguaggio, la carica di violenza, il sarcasmo razzista. In tale ambiente, la promozione delle teorie cospirative, la demonizzazione degli ebrei/sionisti e dello stato ebraico e l’uso degli ebrei/sionisti come capro espiatorio possono condurre ad una violenza reale contro gli ebrei.

Anche in tale contesto, dunque, sono stati indirizzati gli sforzi operativi del personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che lo scorso 3 novembre ha preso parte all’azione operativa denominata “JAD – Joint Action Day to combat hate postings”, sotto il coordinamento di Europol e la partecipazione dell’unità specializzata del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e rappresentanti delle polizia di diversi Paesi europei, con l’obiettivo di contrastare la pubblicazione online di messaggi d’odio connotati da aspetti xenofobi, razzisti ovvero discriminatori.

L’attività è stata condotta a livello territoriale dalle DIGOS e dai Compartimenti Polizia Postale, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Proseguendo nella descrizione delle attività svolte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’anno in corso, appare opportuno evidenziare come la grave emergenza socio-sanitaria, tuttora in corso, accompagnata dalle restrizioni introdotte dai decreti governativi per contrastare la diffusione del virus Covid-19, abbia determinato una rilevante attività di monitoraggio dei canali e gruppi all’interno delle varie piattaforme di comunicazione online nelle quali sono stati pubblicati numerosissimi commenti in cui emergeva la volontà di reagire alle decisioni governative attraverso vere e proprie azioni di piazza, anche violente.

Ed invero, tra le fattispecie illecite che hanno fatto registrare un considerevole incremento (come, ad esempio, accaparramento, falsificazione e sciacallaggio economico relativo ai presidi sanitari finalizzati al contenimento del contagio del COVID-19, ovvero l’intensificazione di attacchi informatici, soprattutto di tipo ransomware, nei confronti delle infrastrutture critiche ed, in particolare, delle strutture sanitarie pubbliche e private) è stata riscontrata da questa Specialità l’aumento dei seguenti fenomeni della rete:

  • diffusione di fake news (notizie destituite di fondamento relative a fatti od argomenti di pubblico interesse, elaborate al solo fine di condizionare l’opinione pubblica, orientandone tendenziosamente il pensiero e le scelte) con le quali vengono prospettati rimedi fraudolenti per il contenimento del contagio, nonché vere e proprie “teorie del complotto” volte a destabilizzare l’ordine democratico ed indirizzare i sentimenti di rabbia nei confronti di determinate “categorie sociali”;
  • creazione di discussioni all’interno di piattaforme di comunicazione online nell’ambito delle quali si cercano strategie di protesta e contrasto, anche violento, alle disposizioni in materia di contenimento dell’emergenza Covid.

Appare evidente, inoltre, come i problemi economici e sanitari causati dall’emergenza coronavirus siano stati strumentalizzati da numerosi esponenti di vari movimenti non precisamente collocabili politicamente, per alimentare la disinformazione ed organizzare l’imminente “chiamata alle armi per reagire al caos globale” attraverso azioni di violenza eversiva.

In tale contesto, dunque, la Polizia Postale effettua una costante attività di monitoraggio, finalizzata alla più efficace forma di prevenzione e contrasto.

  1. COMMISSARIATO DI PS ONLINE

Il portale del Commissariato di P.S. online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e fare segnalazioni.

PERIODO NR. VISITE ACCESSI
TOTALE 2019 1.014.446 28.580.287
TOTALE 2020 3.191.633 65.094.386
INCREMENTO % + 214,6 % + 127,7 %

Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.

Di particolare importanza le segnalazioni giunte anche sul sito del Commissariato di P.S. on-line per i reati di cyberbullismo, perpetrati da studenti nei confronti di compagni di scuola e non, attraverso i social media, con atti denigratori e diffamatori. Alcune attività sono sfociate nell’emissione da parte dei Questori di provvedimenti di ammonimento anche al fine di responsabilizzare minori autori del reato.

ATTIVITÀ DEL COMMISSARIATO DI PS ONLINE

PERIODO SEGNALAZIONI INFORMAZIONI DENUNCE
2019 23311  20923 10571
2020 55792 25743 11977
INCREMENTO % + 139.3% + 23.0 % + 13,3 %

 FAKE NEWS

Nell’ambito del diversificato contesto operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni, particolare attenzione viene costantemente rivolta anche al fenomeno della “disinformazione”, con un impegno ancor maggiore nel contesto emergenziale vissuto a causa della diffusione del virus Sars-Cov2: la crescente proliferazione delle cd. fake news, sovente caratterizzata da un potenziale impatto negativo sulla salute pubblica e sulla corretta ed efficace comunicazione istituzionale ha imposto di innalzare i livelli di attenzione nell’ottica di un efficace contenimento del particolare fenomeno.

L’azione di contrasto attuata, rispetto alle varie fenomenologie delittuose che hanno caratterizzato la fase dell’emergenza Covid-19 (talora agevolate dalla diffusione di fale notizie e/o informazioni), è stata, quindi, realizzata non soltanto sotto il profilo della repressione dei reati tentati o consumati, ma anche nell’ottica di interventi di tipo preventivo, tesi a veicolare alla cittadinanza le informazioni utili per contenere ed impedire le condotte delittuose sopra richiamate.

In tale direzione, il potenziamento dell’operatività del Commissariato di PS online ha permesso di innalzare i livelli di interazione con i cittadini, i quali, in una situazione di emergenza sanitaria, hanno mostrato un accresciuto bisogno di strumenti idonei a garantire rapidi ed efficaci riferimenti istituzionali a cui poter indirizzare le proprie segnalazioni e le proprie preoccupazioni e da cui poter apprendere informazioni corrette, utili anche a prevenire il consumarsi di condotte delittuose.

Al riguardo, dall’inizio dell’emergenza COVID-19, sono stati individuati 136 eventi, riconducibili al fenomeno della disinformazione, rispetto ai quali è stato predisposto uno specifico alert funzionale alla veicolazione delle corrette informazioni.

PERIODO SEGNALAZIONI FAKE NEWS ALERT

DIRAMATI

TOTALE 2019 21 29
TOTALE 2020 134 136
INCREMENTO PERCENTUALE RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DELL’ANNO PRECEDENTE + 436,0% + 353,3 %

 ATTIVITA’ DI PREVENZIONE

Parallelamente all’incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino. La Polizia Postale e delle Comunicazioni è impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni.

Nello specifico si evidenzia la campagna educativa itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Una Vita da Social”, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre 2milioni e mezzo di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 220.000 genitori, 125.000 insegnanti per un totale di 18.500 Istituti scolastici e 350 città raggiunte sul territorio nazionale.

Un progetto dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”, finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network.

A disposizione degli utenti è presente la pagina facebook e twitter di “Una vita da social”, gestita direttamente dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dove vengono pubblicati gli appuntamenti, le attività, i contributi e dove i giovani internauti possono “postare” direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento.

Nel corso del lockdown l’attività di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole è proseguita attraverso piattaforme di video conferenze.

ATTIVITA DI FORMAZIONE, INNOVAZIONE E RICERCA NEL SETTORE DELLE TECNOLOGIE ICT

Anche nell’anno 2020, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha avviato una serie di collaborazioni con Istituzioni Scientifiche ed Enti di Ricerca volti ad individuare nuove metodologie di lavoro in ambito info-investigativo anche attraverso la pianificazione di percorsi formativi specialistici con “focus” su varie tecnologie emergenti (5G, blockchain, IoT, AI).

In particolare, sono stati avviate collaborazioni con il mondo accademico che hanno permesso lo svolgimento di vari “lectures” sui temi della sicurezza informatica e della digital forensics. Anche per quanto riguarda la tecnologia blockchain è stato intensificato il lavoro di studio e ricerca di nuove soluzioni finalizzate al tracciamento delle transazioni in criptovalute, utilizzate per fini criminali (frodi informatiche, estorsioni, compravendita di materiale illegale nel darkweb, riciclaggio). Sono state oggetto di approfondimento anche nuove tematiche con particolare riferimento al mondo dell’Intelligenza Artificiale e dell’Internet delle Cose.

Adduso Sebastiano