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Panuozzo napoletano: un altro must partenopeo o meglio, gragnanese

Quest’oggi vi presento un altro must napoletano (gragnanese per la precisione) perché Napoli non è solo Pizza, Calzoni o comunque fritti di mais (scagnuzzielli) o mozzarella in carrozza ecc, ma c’è anche il Panuozzo Napoletano , un prodotto più di nicchia ma molto ben conosciuto dai napoletani ed oggi, sempre più, da chiunque altro abbia avuto la possibilità di assaggiarlo.

Detto in breve il Panuozzo napoletano è una sorta di ciabatta cotta al momento (nei locali: nel forno a legna) e viene infine farcita con degli ingredienti a piacere che ognuno può scegliere tra gli ingredienti proposti (o disponibili in casa se non lo si mangia in qualche locale). Come per la Pizza e la Pizza a Metro (specialità di Vico Equense) le dimensioni variano da quelle singole fino a quelle extralarge bastevoli fino a 4 persone scegliendo, anche in questo formato, più gusti che saranno distribuiti nella sua lunghezza.

Per preparare il Panuozzo dovete iniziare con il fare, al momento, il pane stesso partendo dall’impasto perché non è che potrete usare un pane qualsiasi, per quanto buono, comprato dal vostro fornaio.

Nella versione casalinga che vi propongo, il Panuozzo napoletano vi assicurerà di portare in tavola un pizzico della tradizione verace partenopea, perciò non mancate di chiamare a raccolta anche i vostri amici e di accompagnare questa bontà con il vino tipico di Gragnano o, e se non l’avete, con una buona birra ghiacciata.

INGREDIENTI

PER 4 PANUOZZI

  • Farina Manitoba 300 g
  • Farina 00 200 g
  • Acqua 300 ml
  • Malto d’orzo 12 g
  • Lievito di birra fresco 15 g
  • 1 cucchiaio di olio EVO (extravergine d’oliva)
  • Sale fino 15 g
  • Semola q.b.

PER IL SUO RIPIENO vi indico solo quello di MELANZANE perché richiede anche una sua specifica preparazione

  • Melanzane 400 g
  • Pomodorini ciliegino 200 g
  • Basilico q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Comunque, per il RIPIENO, potrete utilizzare qualsiasi altro ingrediente sia di vostro gusto. Ad esempio: Prosciutto, Formaggio (o Scamorza), Pomodori e Rucola, ecc ecc ecc

PREPARAZIONE

  1. Cominciate con il mettere in due ciotole le due tipologie di farina aggiungendo, in ciascuna, il sale e il malto e mescolate, rapidamente, gli ingredienti secchi.
  2. In un brick versate l’acqua a temperatura ambiente nel quale scioglierete il lievito di birra sbriciolato e l’olio d’oliva con una forchetta
  3. Poi, in una ciotola capiente, versate la farina manitoba, unite la farina 00, date una mescolata con la mano e lavorate cominciando a versare l’acqua. Quando arrivate a metà aggiungete il malto e ancora un po’ d’acqua.
  4. Mescolate ancora, aggiungete del sale e la restante parte d’acqua.
  5. Non appena il composto prende consistenza trasferitelo sul piano e lavorate a mano per qualche minuto fino ad ottenere una sfera liscia e omogenea: al bisogno potete aggiungere ancora un pizzico di farina.
  6. Mettete in ciotola, coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio, orientativamente due o tre ore.

Nel frattempo potete occuparvi del ripieno di melanzane.

  1. Dopo averle lavate e asciugate, privatele del picciolo, affettatele e infine ottenete dei bastoncini di circa 0,5 cm.
  2. In una casseruola scaldate un po’ d’olio e tuffate le melanzane.
  3. Dopo circa 1 minuto a fiamma viva abbassate quasi al minimo la fiamma, regolate di sale e coprite con il coperchio. Lasciatele stufare per circa 30 minuti mescolando di tanto in tanto.
  4. Ora passate ai pomodorini.
  5. Dopo averli lavati e asciugati, tagliateli in 4 parti.
  6. In una padella scaldate un goccio d’olio, uno spicchio d’aglio e rimuovetelo prima di tuffare i pomodorini.
  7. Cuocete per una decina di minuti a temperatura media. Non appena le melanzane saranno cotte unite i pomodorini e cuocete per ancora 5 minuti senza coperchio.
  8. Aggiustate ancora di sale, eventualmente, e poi di pepe. Unite il basilico sminuzzato a mano e fate intiepidire.

A questo punto la pasta dovrebbe essere pronta recuperatela, togliete la pellicola e versatela su una spianatoia leggermente infarinata con la semola.

  1. Allungate la palla per ottenere un bigolo grosso e uniforme dopodiché dividetelo, se vi va di porzionarlo in partenza, in 4 parti con un tarocco (io ne ho fatto uno unico da dividere poi in 4). Appiattite delicatamente dando una piccola piega e ottenendo un rettangolo. Non ha importanza la lunghezza, l’importante è ottenere lo spessore di 1,5 cm e la larghezza di circa 7-8 cm.
  2. Disponete i quattro bigoli su un canovaccio spolverizzato con semola. Per distanziarli piegate un po’ il canovaccio tra le 4 ciabatte.
  3. Spolverizzate anche la superficie e coprite con un altro canovaccio pulitissimo. Lasciate riposare per una mezz’oretta in un luogo non troppo freddo e quando saranno rigonfi trasferiteli su una leccarda con carta forno.
  4. Procedete con la cottura in forno caldo, in modalità statica a 220°, per circa 12-15 minuti . Una volta pronti lasciateli raffreddare completamente. Con un coltello a seghetto tagliateli in due e procedete a farcirli: 2 con le melanzane e 2 con prosciutto e scamorza o altri ripieni a vostra scelta.

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Castellammare di Stabia, Furti di gasolio nelle scuole. 2 arresti

I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Castellammare di Stabia insieme a quelli della locale stazione hanno arrestato il 53enne Attanasio Ciro – nato a Napoli il 03.04.1968, residente a Qualiano – e il 46enne Gennaro Di Costanzo – nato a Napoli (Na) il 24.04.1975, residente a Marano di Napoli e sono già noti alle forze dell’ordine. I 2 sono ritenuti indiziati del reato di furto aggravato.

Sono le prime ore del mattino e I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Castellammare di Stabia, insieme a quelli della locale stazione, hanno disposto un servizio ad hoc volto al contrasto del fenomeno dei furti presso gli istituti scolastici.

La gazzella dell’Arma sorprende il 53enne Attanasio Ciro – nato a Napoli il 03.04.1968, residente a Qualiano – e il 46enne Gennaro Di Costanzo – nato a Napoli (Na) il 24.04.1975, residente a Marano di Napoli, già noti alle forze dell’ordine,  a bordo di un monovolume proprio nei pressi della scuola secondaria di primo grado Bonito Cosenza a via D’Annunzio e l’odore di combustibile è forte nell’aria.

Partono così gli accertamenti e le perquisizioni ad esito delle quali i 2 sono stati ritenuti indiziati del reato di furto aggravato.

Il caso:

Castellammare di Stabia, Furti di gasolio nelle scuoleNell’istituto erano stati appena rubati diversi litri di gasolio – successivamente si saprà che erano 250 litri – prelevati dalla cisterna.

Nell’auto dei 2 erano state installate una pompa e una cisterna di raccolta piena del prezioso diesel.

Gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.

Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per verificare l’eventuale coinvolgimento dei due arrestati in altri furti avvenuti presso le scuole della zona.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Schianto in galleria a Varano coinvolti due veicoli : 1 ferito grave

Lo schianto è avvenuto nella galleria “Varano”,  nel territorio comunale di Castellammare di Stabia, tra un mezzo pesante e un’automobile. Traffico bloccato

Questa mattina due veicoli a causa della pioggia si sono urtati all’ingresso della galleria a Varano in corrispondenza del km 6,600..

Secondo il racconto di alcuni testimoni un carroattrezzi avrebbe perso il controllo, a causa della pioggia, e avrebbe urtato un’autovettura che transitava nella corsia opposta.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno estratto il conducente del veicolo, rimasto incastrato tra le lamiere.

L’uomo è stato trasportato immediatamente al Pronto Soccorso più vicino e sarebbe ricoverato in condizioni gravi.

Le cause sono ancora in corso di accertamento. Le carreggiate, lungo la strada statale 145 “Sorrentina”,  sono entrambe chiuse al traffico per consentire il recupero dei mezzi coinvolti.

Il personale della Polizia Stradale e di Anas è sul posto e la regolare transitabilità verrà ripristinata il prima possibile, non appena ultimata la rimozione dei veicoli.

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Redazione Campania – Michele De Feo

Iniziano 6 giorni di Maltempo e clima via via più Freddo

Da Mercoledì 30 iniziano 6 giorni di Maltempo pilotate da ben tre vortici ciclonici uno più freddo dell’altro, raggiungeranno gran parte delle regioni. Pioverà un po’ ovunque, ma più fortemente sulle regioni tirreniche. La neve scenderà sulle Alpi e sugli Appennini anche a quote collinari nel Weekend che trascorrerà con un tempo spesso instabile.

Non mancherà niente. Ci saranno iniziali condizioni molto calde al Sud, la sabbia del deserto, la ‘pioggia rossa’, la neve marroncina, il vento forte diLibeccio Freddo’, il maltempo al Centro-Nord, piogge abbondanti e tanta neve fino in collina. Aggiungiamo un po’ di Acqua Alta a Venezia, il crollo delle massime di 10-15°C fino a valori termici tipici di gennaio, ed ecco a Voi il duplice attacco perturbato all’Italia!

La prima perturbazione, mite, dalle Baleari, porterà oggi e domani piogge diffuse sul versante tirrenico e ripresenterà al Nord un fenomeno strano e quasi dimenticato: dopo 111 giorni di assenza ecco l’acqua che cade dal cielo, la pioggia, un miraggio, speriamo che riesca ad allentare un pò la morsa della siccità!

In seguito è previsto un secondo ciclone: venerdì 1, e non sarà un Pesce d’Aprile, aria gelida polare arriverà direttamente da Rovaniemi, la casa di Babbo Natale. Sono attese nevicate a quote collinari e tanto maltempo. Al Centro-Sud l’aria fredda si scontrerà con l’aria nordafricana preesistente e causerà temporali e grandinate, tanto per non farci mancare nulla.

E le mareggiate dove le mettiamo? In effetti i venti di ‘Libeccio Freddo’ in arrivo dalla Porta del Rodano potrebbero attivare anche un moto ondoso molto vivace con onde di 5 metri dal Mar Ligure fino al Basso Tirreno e addirittura di 8 metri sul Mare di Sardegna.
Un periodo eccezionale che ci farà ripiombare in Inverno: farà molto più freddo il prossimo weekend rispetto a quello caldissimo del Capodanno 2022.

Ricordiamo il proverbio ligure ‘di quel che c’è non manca niente’, ed abbiamo visto che fino a domenica non mancherà niente. Un altro proverbio invece recita ‘Non c’è due senza tre’ e proprio oggi, le ultime proiezioni modellistiche, indicano la possibilità di un terzo ciclone gelido in arrivo tra domenica sera e lunedì.
E’ dunque periodo di cambio di stagione per i nostri armadi, ma quest’anno lo faremo strano, al contrario: ritireremo fuori i cappotti ed i piumoni e lasceremo dentro le magliette a maniche corte, per almeno una settimana la Primavera si farà desiderare.

NEL DETTAGLIO

Mercoledì 30. Al nord: coperto con piogge, neve oltre 1500 metri. Al centro: maltempo su quasi tutte le regioni. Al sud: peggioramento graduale.

Giovedì 31. Al nord: piogge più intense sul Nord-Est e neve oltre 1400 metri. Al centro: piogge quasi ovunque e neve sulle cime più alte. Al sud: molto instabile su tutte le regioni.

Venerdì 1 aprile. Al nord: coperto con piogge, neve oltre 1000 metri. Al centro: maltempo su Sardegna e Tirreniche con neve in montagna, quota in calo fino ai 1200 metri. Al sud: piogge diffuse.

Tendenza: il tempo continuerà a rimanere molto instabile e diventerà più freddo, neve via via a quote più basse; durante il weekend possibili nevicate a quote collinari anche al Centro.

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Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione

Meteo Castellammare di Stabia: oggi e domani pioggia venerdì 1 temporali

Previsioni meteo Castellammare di Stabia per il 30/03/2022. Giornata caratterizzata da pioggia anche persistente, temperatura minima di 9°C e massima di 20°C

Situazione in tempo reale: Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da pioggia diffusa, con una temperatura di 10°C. Venti moderati provenienti da Sud-Est con intensità tra 14km/h e 24km/h. Si verificano precipitazioni a carattere di pioggia.

Meteo Castellammare di Stabia 3 giorni

Mercoledì 30 Marzo: giornata caratterizzata da pioggia o rovesci anche intensi, temperatura minima di 9°C e massima di 20°C.

Nel dettaglio: pioggia o rovesci anche intensi al mattino, deboli rovesci o piogge al pomeriggio, brevi rovesci e schiarite alla sera.

Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 20°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 3 sarà di 9°C, lo zero termico più basso si attesterà a 2570m alle ore 8 e la quota neve più bassa, 2210m, alle ore 8.

I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud-Est con intensità compresa tra 16 e 23km/h, al pomeriggio moderati da Sud con intensità tra 25km/h e 35km/h, moderati da Sud-Sud-Est alla sera con intensità tra 17km/h e 30km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 3.7, corrispondente a 642W/mq.

Giovedì 31 Marzo: giornata prevalentemente piovosa, minima 13°C, massima 17°C.

Nel dettaglio: avremo piovaschi intermittenti al mattino, pioggia anche persistente al pomeriggio e alla sera.

Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 17°C alle ore 12, mentre la minima alle ore 1 sarà di 13°C, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2040m alle ore 23 e la quota neve minima sarà 1740m alle ore 23.

I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud con intensità compresa tra 21 e 28km/h, per il resto della giornata moderati provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità compresa tra 18 e 23km/h.

La visibilità più ridotta si avrà alle ore 23 e sarà di 4320m.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 1.5, corrispondente a 412W/mq.

Venerdì 1 Aprile: giornata caratterizzata da da pioggia e temporali, minima 11°C, massima 15°C.

Nel dettaglio: previsti rovesci o temporali al mattino, fenomeni temporaleschi e schiarite al pomeriggio, previsti rovesci o temporali alla sera.

Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 15°C alle ore 11, mentre la minima alle ore 22 sarà di 11°C, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 1520m alle ore 23 e la quota neve minima sarà 1160m alle ore 23.

I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio moderati provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 22km/h, alla sera moderati da Sud-Sud-Ovest con intensità tra 15km/h e 20km/h.

La visibilità più ridotta si avrà a mezzanotte e sarà di 3580m.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 14 con un valore UV di 1.8, corrispondente a 439W/mq.

Giorno Tempo T min T max Precip. Vento (km/h) Pressione Quota 0°C
30 Marzo pioggia 9 °C 20 °C
81%
26 35
moderato
n/d n/d
31 Marzo pioggia 13 °C 17 °C
88%
SSW 19 41
moderato
n/d n/d
1 Aprile temporale 12 °C 15 °C
90%
SW 19 25
moderato
n/d n/d

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Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Risotto con Zucchine: un primo classico dal sapore delicato

Oggi vediamo come preparare un primo classico che è la soluzione giusta se volete preparare un risotto semplice, utilizzando ingredienti di stagione freschi e dal sapore delicato: il risotto con zucchine.

Risotto con Zucchine: un primo classico dal sapore delicato

Il Risotto con zucchine e, appunto, un risotto a base di riso e zucchine fresche grattugiate che, con una mantecatura a base di burro e parmigiano (o pecorino) diventa un piatto cremoso, avvolgente, ricco di sapore ma delicato che di sicuro piacerà a tutti, grandi e piccoli

E passiamo ora a vederne gli ingredienti e la preparazione.

INGREDIENTI
(per 4 persone)

  • Riso 260 g
  • zucchine 480 g
  • 500 ml di brodo vegetale
  • 25 g d burro
  • 1 cipollotto
  • olio extra-vergine di oliva 1 cucchiaio (20 gr)
  • parmigiano o formaggio pecorino 1 cucchiaino (25 g) 
  • prezzemolo q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q,b
  • timo limone q.b.

PREPARAZIONE

  • In un’ampia padella rosolate il cipollotto tritato nell’olio, quindi aggiungete il riso.
  • Fatelo tostare e successivamente sfumatelo con il vino bianco.
  • Intanto lavate e spuntate le zucchine per grattugiarle con una grattugia dai fori larghi.
  • Cuocete il riso con un mestolo alla volta di brodo caldo.
  • A metà cottura (dopo circa 10 minuti) aggiungete le zucchine grattugiate, sale, pepe e un po’ di timo limone che aggiungerà il gusto fresco del limone alle zucchine con le quali si fonde meravigliosamente senza alterarne il gusto.
  • A fine cottura mantecate con il burro ed il pecorino grattugiato.
  • Il vostro risotto con zucchine è pronto per essere servito ricorrendo ancora al timo limone che potrà dare anche un bel tocco di guarnizione al piatto che porterete a tavola.

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Napoli: Un club di serie A punta su Meret e Milik

C’è ancora incertezza riguardo a quali saranno i portieri che difenderanno la porta del Napoli nella prossima stagione anche se gli azzurri hanno fatto capire che vorrebbero puntare forte su Meret.

Il contratto di David Ospina, portiere titolare azzurro di questa stagione, scadrà infatti a giugno 2022 e ad oggi non è stato ancora trovato un accordo per il rinnovo.

Meret, ad oggi secondo portiere dei partenopei, è disposto a restare in azzurro anche nella prossima stagione solo a patto di avere la garanzia di poter essere il portiere titolare, garanzia che al momento sembra potergli essere concessa grazie al possibile addio di Ospina.

Pertanto, diversi club di Serie A hanno puntato l’estremo difensore, in attesa che il club azzurro sciolga la riserva relativamente alle strategie utili per comporre il proprio assetto di portieri.

Tra le tante squadre che vorrebbero Meret del Napoli quella che sembra essere avvantaggiata è il Torino di Ivan Juric.

Provedel Juve Stabia Perugia Calcio Serie B Castellammare (98)I Granata infatti non sono soddisfatti del rendimento del portiere titolare di questa stagione, Milinkovic Savic, e sono alla ricerca di un nuovo portiere da accoppiare a Berisha. Oltre a Meret, i candidati per ricoprire il ruolo di portiere nel Torino sono Cragno (Cagliari), Semper (Genoa), Provedel (Spezia), e Strakosha (Lazio).

Visto che molto probabilmente non verrà rinnovato il contratto di Andrea Belotti, il Torino dovrà procurarsi anche un nuovo numero 9.

In questi giorni il Torino ha individuato un grande attaccante ovvero Arek Milik (ex punta del Napoli ad oggi in forza al Marsiglia).

Come per Milinkovic Savic, il Torino non è soddisfatto neanche del rendimento di Sanabria, Pellegri e Zaza e per la prossima stagione punterebbe particolarmente su Milik in modo da non far rimpiangere “Gallo” Belotti.

Ad oggi entrambe sono trattative molto complicate a causa degli alti costi che propongono ma come sappiamo tutto può succedere in particolare nel mondo del calciomercato.

A cura di Simone Improta

Juve Stabia, sanzione di 2.000 euro e squalificati Schiavi e Caldore per la gara di Taranto

Juve Stabia, una sanzione di 2.000 euro e la squalifica di un turno per Nicolas Schiavi (quinta ammonizione stagionale) e Marco Caldore (decima ammonizione del torneo) sono le principali decisioni che riguardano le Vespe in relazione al match col Catanzaro.

Juve Stabia sanzionata di duemila euro, si legge nel dispositivo del giudice sportivo, per “A) per avere i suoi sostenitori occupanti la curva loro destinata intonato, al 30°minuto
del primo tempo, cori minacciosi nei confronti della tifoseria avversaria;
B) per avere un suo sostenitore, occupante la tribuna centrale, al 21°minuto del
secondo tempo, colpito ripetutamente e con violenza la panchina della squadra
ospitata e offeso un dirigente della Società avversaria, dopo essersi sporto sulla
recinzione, cessando dal suo comportamento soltanto dopo l’intervento degli
steward.
Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma
2, 25, comma 3, e 26 C.G.S., valutate le modalità complessive della condotta (r.proc.
fed.).

Particolarmente pesanti anche le squalifiche per la Juve Stabia di Schiavi e Caldore che erano diffidati e che di conseguenza salteranno il prossimo turno di campionato col Taranto in programma domenica prossima alle ore 17:30. Caldore in particolare doveva essere anche l’ex di turno che però non ci sarà in casa Juve Stabia.

Gli altri calciatori diffidati della Juve Stabia sono Eusepi (sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping), Evacuo, Altobelli, Dini e Guarracino. In caso di ulteriore giallo subiranno un turno di squalifica. C’à da stare attenti quindi in casa Juve Stabia in queste ultime 4 giornate di campionato.

Juve Stabia - Catanzaro Calcio Serie C 2021-2022 (20) ALTOBELLI

Di seguito il comunicato ufficiale della Lega Pro con le decisioni del giudice sportivo (anche quelle inerenti la gara Juve Stabia-Catanzaro).

 

“DECISIONI GIUDICE SPORTIVO
Il Giudice Sportivo Dott. Stefano Palazzi, assistito da Irene Papi e dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig.
Silvano Torrini, nelle sedute del 28 e 29 Marzo 2022 ha adottato le deliberazioni che di seguito
integralmente si riportano:

GARE DEL 25, 26, 27 E 28 MARZO 2022
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari:
SOCIETA’
AMMENDA

€ 2000 FERMANA per fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti
violenti commessi, all’inizio del secondo tempo, dai suoi sostenitori occupanti la
tribuna laterale, integranti pericolo per l’incolumità pubblica, consistiti nell’avere
lanciato verso il 2°assistente arbitrale due bicchieri di plastica semipieni e una
bottiglietta d’acqua e nell’avere sferrato calci e pugni contro il vetro divisorio fra
tribuna e campo.
Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 6, 13
comma 2, 25 e 26 C.G.S, considerato che la condotta sopra descritta ha causato il
ritardato inizio del secondo tempo della gara di circa 3 minuti (r.a.a., r. proc. fed.).

€ 2000 JUVE STABIA
A) per avere i suoi sostenitori occupanti la curva loro destinata intonato, al 30°minuto
del primo tempo, cori minacciosi nei confronti della tifoseria avversaria;
B) per avere un suo sostenitore, occupante la tribuna centrale, al 21°minuto del
secondo tempo, colpito ripetutamente e con violenza la panchina della squadra
ospitata e offeso un dirigente della Società avversaria, dopo essersi sporto sulla
recinzione, cessando dal suo comportamento soltanto dopo l’intervento degli
steward.
Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma
2, 25, comma 3, e 26 C.G.S., valutate le modalità complessive della condotta (r.proc.
fed.).

€ 1500 TRENTO
A) per fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti violenti
commessi dai suoi sostenitori occupanti il settore loro riservato, integranti pericolo
per l’incolumità pubblica, consistiti nell’avere fatto esplodere un petardo di media
potenza, al 1°minuto del primo tempo;
B) per avere, al 50°minuto del secondo tempo circa, alcuni suoi sostenitori dapprima
proferito ripetutamente grida oltraggiose nei confronti del Medico della Società
avversaria e, successivamente, in conseguenza di un gesto della predetta tesserata,
inseguita lungo la rete di recinzione e ripetuto altre grida oltraggiose nei suoi
confronti.

Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 6, 13,
comma 2, 25 e 26 C.G.S, valutate le modalità complessive dei fatti, rilevato che non si
sono verificate conseguenze dannose in conseguenza dello scoppio del petardo e
269/669
considerato, da un lato, l’odiosità degli insulti proferiti e, dall’altro, che la Società
sanzionata disputava la gara in trasferta (r. proc. fed, r. c.c.).

€ 1000 LECCO per avere i suoi sostenitori intonato cori oltraggiosi nei confronti degli Ufficiali
di gara, dei Componenti la Procura federale, dei tesserati posizionati sulla panchina
avversaria e dei calciatori della Società ospitata, in particolare:
1 – negli ultimi quindici minuti della partita, ed in particolare tra il 45° e il 53°minuto del
secondo tempo, una quindicina di sostenitori del LECCO lasciava la “Tribuna”
portandosi a ridosso della rete di recinzione che divide tale settore dal recinto di gioco
e alcuni di essi proferivano parole aggressive ed offensive all’indirizzo degli Ufficiali di
gara, dei componenti la panchina del TRENTO e di un componente la Procura
federale;
2 – al termine dell’incontro, mentre la squadra del TRENTO stava imboccando il
sottopassaggio che conduce agli spogliatoi, numerosi sostenitori del LECCO presenti
in “Curva Nord” e nei “Distinti”, settori contigui al suddetto tunnel, proferivano parole
aggressive, minacciose ed offensive nei confronti dei tesserati ospitati.
Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma
2, e 25, comma 3, C.G.S. (r.proc. fed.).

€ 1000 MODENA per fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti
violenti commessi dai suoi sostenitori, integranti pericolo per l’incolumità pubblica,
consistiti nell’avere fatto esplodere nel corso del primo tempo tredici petardi di lieve
potenza all’interno del settore loro riservato.
Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 6, 13,
comma 2, 25 e 26 C.G.S, valutate le modalità complessive dei fatti e rilevato che non
si sono verificate conseguenze dannose in conseguenza dello scoppio dei petardi (r.
proc. fed, r. c.c.).

€ 500 LATINA per non avere garantito la partecipazione alla gara ACR MESSINA/LATINA
del Delegato ai rapporti con la tifoseria, irrogazione della sanzione in applicazione
dell’art. 4 CGS, in combinato disposto con il CU 326/A del 30 giugno 2015.
Misura della sanzione in applicazione anche dell’art. 13, comma 2, C.G.S, considerato,
da una parte, che vi erano tifosi al seguito della Società ospitata e, dall’altra, che non
si sono verificate situazioni di contatto fra tifosi e calciatori o altri tesserati del
LATINA (r.c.c., supplemento r.c.c.).

€ 500 BARI per avere una persona non identificata e non autorizzata, ma riferibile alla
Società, fatto accesso all’interno dello spogliatoio del BARI.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 4, 6, 13, comma 2, C.G.S., valutate le
modalità complessive dei fatti. (r. proc. fed.).

€ 500 FIDELIS ANDRIA per avere una persona non identificata e non autorizzata, ma
riferibile alla Società, fatto accesso sul terreno di gioco prima della gara.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 4, 6, 13, comma 2, C.G.S., valutate le
modalità complessive dei fatti. (r. proc. fed.).

DIRIGENTI ESPULSI
INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C., A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI
ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 5 APRILE 2022 ED €
500 DI AMMENDA
FRACCHIOLLA DOMENICO (LECCO)
per avere, al 48°minuto del secondo tempo, tenuto un comportamento irriguardoso nei confronti
della Squadra Arbitrale, in quanto si alzava in piedi e con gesti plateali di dissenso pronunciava al
loro indirizzo una frase irrispettosa.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, e 36, comma 2, lett. a) C.G.S., valutate
le modalità complessive dei fatti e la funzione ricoperta di dirigente addetto all’arbitro (r. IV. ufficiale).

PISTOLESI FRANCESCO (VITERBESE)
per avere tenuto, al 36°minuto del secondo tempo, una condotta irriguardosa nei confronti
dell’arbitro, in quanto usciva reiteratamente dall’area tecnica per protestare nei suoi confronti.
Misura della sanzione in applicazione degli artt.13, comma 2, e 36, comma 2, lett a), C.G.S., valutate
le modalità complessive della condotta (panchina aggiuntiva).

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C., A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI
ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 5 APRILE 2022
VISANI MATTEO (CESENA)
per avere, al 28°minuto del secondo tempo, tenuto un comportamento irriguardoso nei confronti
dell’assistente arbitrale, pronunciando al suo indirizzo una frase irrispettosa.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, e 36, comma 2, lett. a) C.G.S., valutate
le modalità complessive dei fatti (r. a.a.).

DIRIGENTI NON ESPULSI
AMMENDA € 500
POLITO CIRO (BARI)
per avere ripetutamente fatto accesso nello spogliatoio del BARI nonostante non fosse inserito nella
distinta di gara.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 4 e 13, comma 2, C.G.S., valutate le modalità
complessive dei fatti. (r. proc. fed.).

VAIRA DAVIDE (MODENA)
per essersi trattenuto durante l’intervallo della gara all’interno dell’area spogliatoi del MODENA
nonostante non fosse inserito nella distinta di gara.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 4 e 13, comma 2, C.G.S., valutate le modalità
complessive dei fatti. (r. proc. fed.).

AMMONIZIONE (I INFR)
FRACCHIOLLA DOMENICO (LECCO)
MEDICI NON ESPULSI
AMMENDA € 500
AIROLDI CHIARA (LECCO)
per avere tenuto, al 50°minuto del secondo tempo, un comportamento non corretto ed ingiurioso nei
confronti di alcuni sostenitori della Squadra ospitata posizionati nella Curva Sud, rispondendo alle
offese proferite dagli stessi con un gesto offensivo ripetuto in due occasioni, dopo avere prestato le
cure mediche ad un calciatore della Società di appartenenza.

Misura della sanzione in applicazione degli artt. 4 e 13, comma 2, codice giustizia sportiva, valutate
le modalità complessiva dei fatti e considerati la provocazione subita dai tifosi avversari, da una
parte, e il ruolo ricoperto, dall’altra. (r.proc. fed.).

ALLENATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA ED € 500 DI AMMENDA
RIPA FRANCESCO (FERMANA)
per avere, al 31°minuto del secondo tempo, tenuto una condotta irriguardosa nei confronti
dell’arbitro, in quanto si allontanava dalla panchina per protestare nei suoi confronti.
Misura della sanzione in applicazione degli artt.13, comma 2, e 36, comma 1, lett a), C.G.S., valutate
le modalità complessive della condotta (r. IV. Ufficiale, panchina aggiuntiva).

ALLENATORI NON ESPULSI
AMMONIZIONE (I INFR)
VADACCA MASSIMILIANO (FERMANA)
ARLEO PASQUALE (POTENZA)
CALCIATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE
CRESCENZI LUCA ANDREA (SIENA)
per avere, al 35°minuto del secondo tempo, tenuto una condotta antisportiva nei confronti di un
calciatore avversario in quanto, a gioco in svolgimento, nel tentativo di giocare il pallone lo colpiva
con i tacchetti all’altezza della caviglia e della tibia con vigoria sproporzionata.
Misura della sanzione in applicazione dell’art 39 C.G.S, valutate le modalità complessive della
condotta e considerato, da una parte, la pericolosità e le modalità del fallo commesso e, dall’altra,
che non si sono verificate conseguenze dannose a carico dell’avversario.

MARTINELLI LUCA (CATANZARO, espulso nel corso della gara con la Juve Stabia)
A) una gara effettiva di squalifica per doppia ammonizione;
B) una gara effettiva di squalifica per avere, al 40°minuto del primo tempo del match con la Juve Stabia, tenuto un
comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro, in quanto, alla notifica del provvedimento di
espulsione, rivolgeva all’arbitro frasi non rispettose.

Misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, e 36, comma 1, lett. a) C.G.S., ritenuta
la continuazione e valutate le modalità complessive dei fatti.

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER DOPPIA AMMONIZIONE
SPARANDEO LUCA (LECCO)
VASIC ALJOSA (LECCO)

CALCIATORI NON ESPULSI
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (X INFR)
GIORGIONE CARMINE (ALBINOLEFFE)
BAKAYOKO ABOUBAKAR (PONTEDERA)
POMPETTI MARCO (PESCARA)
BONAVOLONTA’ ANGELO (FIDELIS ANDRIA)
DI NOIA GIOVANNI (GUBBIO)
CALDORE MARCO (JUVE STABIA)
ESPOSITO ANDREA (LATINA)
ARENA MATTEO (MONOPOLI)
ROCCHI GABRIELE (MONTEROSI TUSCIA)
VOLTA MASSIMO (TRIESTINA)
MUNGO DOMENICO (VITERBESE)

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (V INFR)
GIGLIOTTI GUILLAUME (BARI)
CIOFI ANDREA (CESENA)
GONNELLI LORENZO (CESENA)
MATTEUCCI EMANUELE (PONTEDERA)
GUIDETTI LUCA (FERALPISALO’)
ROVER MATTEO (SUDTIROL)
BONINI FEDERICO (GUBBIO)
SARAO MANUEL (GUBBIO)
SCHIAVI NICOLAS ADRIAN (JUVE STABIA)
PERGREFFI ANTONIO (MODENA)
LA ROSA LUCA (OLBIA)
UDOH KING (OLBIA)
LONARDI LORENZO (VIRTUS VERONA)
IULIANO ONGILIO ALVARO (VITERBESE)

Juve Stabia - Catanzaro Calcio Serie C 2021-2022 (11) TONUCCI

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (XVI INFR)
CRIMI MARCO (TRIESTINA)
AMMONIZIONE CON DIFFIDA (XIII INFR)
POMPEU DA SILVA RONALDO (PADOVA)
MBAYE MAODO MALICK (FERMANA)
AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IX INFR)
PIZZUL LUCA (PRO PATRIA)
VANDEPUTTE JARI (CATANZARO)
CAPONI ANDREA (PONTEDERA)
URBINATI GIANLUCA (FERMANA)
BASSO GIANMARCO (VIBONESE)
SUAGHER EMANUELE (VIBONESE)

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)
BASSANO GIANLUCA (AQUILA MONTEVARCHI)
BOCCADAMO ANTONIO (AQUILA MONTEVARCHI)
JALLOW SULAYMAN (AQUILA MONTEVARCHI)
VAZQUEZ FEDERICO NAHUEL (CATANZARO)
BALESTRERO DAVIDE (FERALPISALO’)
DAVI’ SIMONE (SUDTIROL)
COLOMBINI LORENZO (GIANA ERMINIO)
ZANELLATI ALESSANDRO (GIANA ERMINIO)
SPALLUTO SAMUELE FRANCES (GUBBIO)
CARLETTI CRISTIAN (LATINA)
RICCIARDI MANUEL (LEGNAGO SALUS)
MINALA JOSEPH MARIE (LUCCHESE)
ZENUNI FEDERICO (POTENZA)
VOLPICELLI EMILIO (VITERBESE)

AMMONIZIONE (VIII INFR)
ROLFINI ALEX (ANCONA MATELICA)
GUCCIONE FILIPPO (MANTOVA)
FAZZI NICOLO’ (ACR MESSINA)
SALA ALESSANDRO (PRO SESTO)
ACQUADRO ALBERTO (VIS PESARO)
AMMONIZIONE (VII INFR)
MAITA MATTIA (BARI)
MALDONADO MOROCHO LUIS ALBERTO (CATANZARO)
PITTARELLO FILIPPO MARIA (CESENA)
REDOLFI ALEX (GUBBIO)
FRIGERIO MARCO ROMANO (LUCCHESE)
LUCARELLI MATTIA (PRO SESTO)
GALAZZI NICOLAS (TRIESTINA)
VITALE GAETANO (SEREGNO)

AMMONIZIONE (VI INFR)
FIGOLI MATTEO (CARRARESE)
CARRARO FEDERICO (FERALPISALO’)
LIBERA HERGHELIGIU DENIS ANDREA (FERALPISALO’)
BENVENGA ALEX (FIDELIS ANDRIA)
CORSINELLI FRANCESCO (LUCCHESE)
MILILLO ALESSIO (MANTOVA)
BORRI LORENZO (MONTEROSI TUSCIA)
PEZZELLA SALVATORE (SIENA)
ST CLAIR HARVEY WILLIAM (TRIESTINA)
DANTI DOMENICO (VIRTUS VERONA)
ROSSI MARCO (SEREGNO)

AMMONIZIONE (III INFR)
AJETI ARLIND (PADOVA)
JELENIC ENEJ (PADOVA)
BIASCI TOMMASO (CATANZARO)
BRUZZO MICHELE (GROSSETO)
AMADIO STEFANO (LATINA)
TREMOLADA LUCA (MODENA)
BORRELLI GENNARO (MONOPOLI)
ABDALLAH BASIT (MONTEROSI TUSCIA)
PISANO FRANCESCO (OLBIA)
GRILLO PAOLO (VIBONESE)
BISOGNO LUCA (VITERBESE)

AMMONIZIONE (II INFR)
BOCALON RICCARDO (TRENTO)
BELLI FRANCESCO (BARI)
BRAMANTE SIMONE (CARRARESE)
MELGRATI RICCARDO (PONTEDERA)
IERARDI MARIO (PESCARA)
KYEREMATENG NIGEL BRIAN (FERMANA)
PANNITTERI ORAZIO (FERMANA)
LEPORE FRANCO (PERGOLETTESE)

MUNARI DAVIDE (PIACENZA)
TONINELLI DARIO (PRO SESTO)
CAUZ CRISTIAN (REGGIANA)
LANINI ERIC (REGGIANA)
NEGLIA SAMUELE (REGGIANA)
GAVIOLI LORENZO (RENATE)

AMMONIZIONE (I INFR)
VEZZONI FRANCO ORLANDO (PRO PATRIA)
D’AURIA GIANLUCA (CARRARESE)
VETTOREL THOMAS (CARRARESE)
CARUSO LEONARDO (ACR MESSINA)
SILVESTRI TOMMASO (MODENA)
KOBLAR LUKA (POTENZA)
VESENTINI FILIPPO (VIRTUS VERONA).

IL GIUDICE SPORTIVO
Dott. Stefano Palazzi”. 

Maxi sequestro a Salerno ad opera della Guardia di Finanza

Gli agenti del Comando locale hanno effettuato un maxi sequestro a Salerno ai danni di pubblici ufficiali per oltre 6 milioni di euro

Riscontrati danni alle casse della provincia di Salerno; gdf in azione

La notizia

La Guardia di Finanza operante nella zona di Salerno ha applicato un provvedimento di sequestro conservativo per un totale di oltre 6 milioni di euro a carico di tre soggetti, dei quali due funzionari e un dirigente operanti nel settore finanziario della Provincia di Salerno.

L’attività

Le indagini precedentemente svolte dalla polizia giudiziaria hanno portato all’intervento della Guardia di Finanza per ulteriori indagini in ambito contabile e finanziario, che ha riscontrato attività di appropriazione indebita di fondi destinati alla Provincia.

Le prove ritrovate dalle forze dell’ordine hanno permesso di scoprire un grosso giro di proventi i quali venivano smistati tra i vari complici; essi dovranno rispondere delle accuse, mentre le autorità proseguono nel battere la zona per evitare che situazioni analoghe continuino a sottrarre soldi destinati a imprese ed interventi per il bene della comunità.

Antonio Cascone/redazionecampania

 

Cimmino: “La Juve Stabia ha un ottimo vivaio. Della Pietra è un attaccante che vedo bene anche per il futuro”

Salvatore Cimmino, giornalista, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per parlarci del momento delle Vespe.

Le dichiarazioni di Salvatore Cimmino sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it.

“Purtroppo lo dico da inizio campionato, l’organico della Juve Stabia è questo ed è limitato. Il Catanzaro ha tutto l’organico per fare la differenza in questo campionato. Molti si sono soffermati sulla bontà del ritorno di Novellino e sulla guida tecnica di Sottili. La verità – prosegue Cimmino – è che sicuramente loro non potevano fare miracoli. La forza dell’organico è questa.

Domenica contro il Catanzaro soprattutto nel primo tempo con un 3-5-1-1 molto schiacciato tra le linee e un grande Stoppa abbiamo fatto una grande partita. Della Pietra ha fatto una buona gara ed è uno di quei calciatori che vedrei anche per il futuro. Non dimentichiamo che Moro del Catania non lo conosceva nessuno e quest’anno ha fatto tantissimi gol e il Sassuolo – continua Cimmino – ha pagato tanto per prelevarlo dal Padova che ne detiene il cartellino.

Da tifoso spero nei playoff ma dall’alto della sua esperienza Novellino si mantiene basso e parla solo di salvezza. Novellino ad inizio campionato parlava solo di salvezza, era la società che parlava dei primi 5 posti. Ma Novellino – aggiunge Cimmino – conosce bene la forza di questa squadra. Se anche andassimo nei playoff, non credo che faremo grande strada.

Ieri a me è piaciuto tantissimo la scelta del 3-5-2, ad inizio gara ero dubbioso sul fatto che Troest e Tonucci giocando insieme facessero bene. E invece ieri hanno fatto un’ottima partita. Questo schema 3-5-1-1 è uno schema da adottare quando si affrontano squadre forti fisicamente. A Taranto – prosegue Cimmino – mancheranno Schiavi e Caldore e potrebbe giocare Esposito. A Taranto si può vincere ma non si deve perdere.

Cimmino Juve Stabia tifoso

In Italia i settori giovanili sono poco coltivati. La Juve Stabia ha un ottimo vivaio ed ha due grandi guide come Saby Mainolfi e Roberto Amodio che stanno facendo un ottimo lavoro. Della Pietra lo scorso anno è andato a Genova, è tornato quest’anno ed è stato schierato a fasi alterne. Quando è stato schierato dal primo minuto ha fatto un’ottima impressione. Entrare a gara in corsa – aggiunge Cimmino – è difficile in delle dinamiche di una gara. Ieri è accaduto con Bentivegna ma lo stessa cosa si deve dire per gli ingressi di Della Pietra e Guarracino quando sono subentrati in corso d’opera.

Bisognerebbe chiedere a Novellino e alla società quali sono le intenzioni per l’anno prossimo. Intorno al 24 aprile si dovrebbe sapere qualcosa sulla richiesta di concordato all’Agenzia delle Entrate della Juve Stabia.

Credo che Novellino possa essere un allenatore importante anche per posizioni importanti della classifica. Anche se io preferirei un allenatore giovane magari con progetto triennale. Anche se su Guarracino, Della Pietra e forse un po’ meno su Stoppa almeno inizialmente, Novellino – continua Cimmino – ha sempre avuto le idee molto chiare. Stoppa è rifiorito a Castellammare e lo considero un giocatore di categoria superiore. Tra i profili più esperti preferirei Tesser. In alternativa andrebbe bene anche Boscaglia.

Abbiamo ora tre gare con tre squadre abbordabili ma solo sulla carta. Il Potenza a gennaio ha stravolto la squadra nel mercato. Hanno Cuppone che è un qualcosa di straordinario. Non sapremo quale Taranto troveremo con molti giocatori reduci da Covid e che giocherà anche in settimana col Palermo. Mi auguro – conclude Cimmino – che la Juve Stabia vada con personalità a Taranto e porti via un risultato positivo”.

La storia di Raffaele Imperiale il narcos più ricco d’Europa

La storia di Raffaele Imperiale: da piccolo commerciante della periferia stabiese a narcos più ricco d’Europa, fino all’estradizione del 25 marzo.

Si racconta che da bambino, Raffaele Imperiale, sia scampato ad un tentativo di sequestro. Le prove generali di una vita caratterizzata dalla fuga dalle autorità giudiziarie di tutto il mondo.

I natali di Raffaele Imperiale

E’ Figlio di Lucovico Imperiale a cui è intitolato il quartiere stabiese che confina con Gragnano, re del cemento negli anni 90 ed ex presidente della Juve Stabia. All’epoca nella società sportiva era presente Renato Battifredo, colonnello del clan D’alessandro.

Raffaele Imperiale poco più che ventenne inizia la sua carriera imprenditoriale come commerciante gestendo un deposito di bibite nella periferia stabiese, precisamente nel quartiere di Ponte Persica. Da qui il soprannome “Lelluccio Ferrarelle”.

L’ascesa criminale di Raffaele Imperiale

La sua ascesa criminale comincia nel’96 quando decide di emigrare in Olanda, destinazione Amsterdam, lasciando Castellammare e la carriera di commerciante. Qui inizia a gestire il “Rockland”, un coffe shop lasciato in eredità dal fratello morto pochi mesi prima. Lello conosce e parla fluidamente 5 lingue, molto furbo e audace, stringe rapporti con alcuni broker della droga della mafia nord africana che frequentano il suo locale.

Da qui i primi carichi, i primi affari e i primi guadagni. All’inizio degli anni 2000 diventa l’intermediario che regola i rapporti tra la camorra e alcuni mafiosi marocchini. Inizia a collaborare con Elio Amato e Antonio Orefice e diventa il curatore delle forniture di droga per Secondigliano e di tutte le piazze di Spaccio controllate dal clan Di Lauro.

Il suo aumento di patrimonio è proporzionale alla sua crescita professionale, infatti è lui il referente delle organizzazioni criminali che intendevano diventare leader nel settore dello spaccio di stupefacenti. Non a caso l’antimafia fa venire a galla un rapporto con il clan Amato di Scampia.

Da non trascurare le operazioni immobiliari in Lazio, Campania e Costa del Sol in Spagna: sono 3 le società immobiliari che hanno un giro d’affari di circa 90 milioni di euro l’anno. Inoltre tra il 2004 e il 2007, secondo alcune rivelazioni di collaboratori di giustizia, il narcos stabiese avrebbe fornito le armi agli scissionisti Amato-Pagano nella faida contro i Di Lauro.

Nell’ultimo decennio è a Dubai la sede degli affari del narcotrafficante stabiese. Era conosciuto da tutti come Antonio Rocco, falso nome usato per presentarsi come imprenditore di origini Italiane interessato alla costruzione di ville di lusso. Entra a far parte di un cartello di narcos cileni, irlandesi, serbi e marocchini.

Secondo un recente processo negli Stati Uniti, il cartello riuscirebbe a corrompere ufficiali di navi mercantili pagandoli fino a un milione di euro a testa, per convincerli a trasportare carichi di cocaina per il valore di 1 miliardo e mezzo di euro. Gennaro Carra, collaboratore di Giustizia, inoltre riferisce in un interrogatorio l’approvvigionamento dell’Imperiale:” Aveva rapporti diretti in sud America.

Loro dicevano che avevano navi con Container, prima con scalo in Spagna e poi in Olanda e da lì con camion di import export del mercato dei fiori di Pompei.” Inoltre Secondo l’antimafia Imperiale, nel corso della sua vita criminale, avrebbe annientato la concorrenza del narcotraffico arrivando a gestire un terzo del traffico di droga all’interno del vecchio continente.

Le “passioni” di Raffaele Imperiale

Una vita trascorsa tra il narcotraffico e le sue due grandi passioni: il calcio e le opere d’arte. Secondo le rivelazioni di Carra, Lelluccio ferrarelle avrebbe addirittura pensato, insieme al socio Mario Cerrone, all’acquisizione della S.S.C. Napoli. Da ricordare inoltre l’episodio dei quadri di Van Gogh ritrovati nel 2016 nel covo del narcotrafficante. Il loro valore si aggirerebbe intorno ai 130 milioni di euro. Passione che si estendeva anche nell’architettura: infatti Imperiale avrebbe commissionato ad un’altissima professionista, Zaha Hadid, la realizzazione di 10 ville a Dubai, un cantiere dal valore di 200 milioni di euro.

L’arresto e l’estradizione di Raffaele Imperiale

Tutto termina la notte del 4 Agosto, quando il broker della droga fu catturato. Si nascondeva nella sua abitazione a Dubai in compagnia della moglie e dei 4 figli. Una villa di lusso con piscine e quadri placcati in oro. All’interno custodiva in bella vista un quadro di Pablo Escobar, un dipinto con dedica di Sushmita Sem, Miss Universo ’94, una mappa di Amsterdam placcata in oro, milioni di dollari in contanti nascosti in botole e in cassaforte.

Dal momento dell’arresto passano sette mesi prima del rientro in Italia. Grazie alla prima condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi incassata a Gennaio per traffico internazionale di stupefacenti e al pressing del ministro Cartabia, si arriva all’estradizione.

Atterrato in Italia il 25 marzo, a Raffaele Imperiale sono stati notificati 2 provvedimenti, il primo relativo alla condanna per traffico di droga, il secondo si lega alla misura cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Proprio in merito a queste accuse Lelluccio è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari. Da lì il trasferimento in carcere dove inizierà a scontare la condanna definitiva per traffico di droga.

Cosi come Napoleone, Raffaele Imperiale, da imperatore del narcotraffico d’Europa ha trovato la sua Waterloo in una notte d’Agosto, finendo esiliato e lontano dai suoi affetti e da ciò che aveva conquistato. La giusta fine che si merita chi compie queste scelte di vita.

A cura Michele De Feo

Frittata con patate, pancetta, cipolle verdi e peperone rosso

Le cose più gustose sono quelle fatte con ingredienti semplici e di base. La frittata con patate, pancetta e cipolle è sicuramente una di queste perché non è la solita frittata con patate, tutt’altro è un connubio di sapori e di aromi ai quali sarà molto difficile sottrarsi (ammenoché non si abbiano problemi con le uova)! 

Potrete servirla sia a colazione che come spuntino, portarla in ufficio per un pranzo veloce o usarla per la cena quando non vorrete passare troppo tempo davanti ai fornelli.

La cottura potrete farla sia al forno che sui fornelli e sbizzarrirvi con tutti gli ingredienti che avrete in casa! 

Quella che vi presento è una delle varianti di frittata più apprezzate da me e dai miei ospiti.

Frittata con patate, pancetta, cipolle verdi e peperone rosso

INGREDIENTI (per 2-3 persone)

4-5 patate medie

6 uova sbattute

250 g di pancetta

3 cipolle verdi

1 peperone rosso

200 ml di latte

50 g di parmigiano

Sale e pepe a piacere

PREPARAZIONE  (15′)

Lavate e pelate le patate. Lessatele per 10 minuti.

Nel frattempo tagliate la pancetta, fatela soffriggere per 2-3 minuti, insieme al peperone tagliato a scaglie.

Sbattete le uova con il latte e il parmigiano, quindi condite con sale e pepe.

Togliete le patate, tagliatele (preferibilmente a cubetti) e aggiungetele nella padella.

Tritate la cipolla verde.

Dopo 5 minuti, versate il composto di uova e cipolle verdi nella padella. Mescolate una volta, mettete il ​​coperchio e lasciate cuocere a fuoco medio-basso.

Potete servire con parmigiano extra e panna acida, se piace.

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Zuppa di fagioli versione romena (ciorba de fasole): meravigliosa, gustosa e saporita

Oggi, per diversificare il menù, vi propongo la Zuppa di fagioli versione romena (ciorba de fasole), una classica zuppa di fagioli, un piatto povero meraviglioso, gustoso e saporito  che fa parte della tradizione popolare rumena. Viene servito in piatti individuali su fette di pane nero (ovvero o pane di segale) spolverizzato con prezzemolo tritato.

Ciò premesso, mettiamoci al lavoro e vediamo la ricetta così come preparata dalle suore.

Zuppa di fagioli versione romena (ciorba de fasole): meravigliosa, gustosa e saporita

INGREDIENTI
(per 4 persone)

  • 300 g di fagioli secchi,
  • 1 confezione di pancetta affumicata (in romania usiamo il ciolan ovvero: stinco affumicato)
  • 2 cipolle,
  • 1 carote,
  • 1-2 peperoni (a seconda della loro grandezza),
  • 3-4 pomodorini (pomodorini),
  • 1  cucchiaio di concentrato di pomodoro,
  • un paio di coste di sedano piccolo,
  • 35 ml di olio,
  • prezzemolo fresco q.b. (1 mazzetto)
  • sale e pepe a piacere.

PREPARAZIONE

  • Mettete al bagno, dalla sera prima, i fagioli
  • Mettete sul fuoco una pentola con circa 2 litri d’acqua fredda, versateci i fagioli e portate ad ebollizione.
  • Dopo 10-12 minuti dall’ebollizione scolate i fagioli e ripetete l’operazione con nuova acqua pulita (La procedura viene ripetuta due volte).
  • Lavate e pulite le verdure, quindi tagliatele a cubetti, senza i pomodori (vengono pelati per un passaggio futuro).
  • In una pentola a parte mettete l’olio e, quando è ben caldo unite le verdure e la pancetta affumicata tagliata a cubetti e lasciate cuocere per qualche minuto finché non cambiano leggermente colore.
  • Aggiungete il concentrato di pomodoro, i pomodori pelati e fate cuocere a fuoco lento per circa 12-15 minuti.
  • Trascorso questo tempo aggiungere i fagioli lessati e le verdure.
  • Fate bollire ancora qualche minuto, aggiustate di sale e pepe, quindi togliete dal fuoco e unite il prezzemolo tritato finemente.

Lasciate riposare ancora qualche minuto affinché il prezzemolo diffonda il suo aroma, dopodiché potrete servirlo.

Servire caldo.

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Ischia, Cibelli: “Ambiamo al secondo posto. Questo gol ci voleva”

Eccellenza-Il centrocampista gialloblu è risultato decisivo nel derby contro il Real Forio. “Non segnavo da troppo tempo”

Simone Vicidomini- L’Ischia fa suo il derby vincendo 3-0 contro il Real Forio allo stadio “Mazzella”. Quel che contava era vincere e superare un’ostacolo che stesso Iervolino alla vigilia aveva dichiarato un avversario ostico, soprattutto perchè si trattava di un derby. Una partita che non ha regalato grosse emozioni in campo rispetto allo spettacolo bel colpo d’occhio visto sugli spalti tra le due tifoserie. Gialloblu davvero brutti nella prima frazione di gioco dove non hanno mai impensierito la retroguardia foriana, tranne sul tiro di Castagna da fuori area con D’Errico che si è fatto trovare pronto.

Nella ripresa è cambiato totalmente l’inerzia della gara, con i gialloblu che hanno cambiato decisamente passo mostrando la differenza di qualità tecnica che avevano rispetto ai biancoverdi.

Nelle tre reti segnate contro i foriani oltre a Florio e De Luise (4 stagionale per lui statistica importante) c’è anche lo zampino di Giò Cibelli. L’ex Procida nella ripresa è subentrato a Kikko Arcamone, con Iervolino che l’ha schierato in cabina di regia cercando di innescare i propri compagni con i suoi lanci lunghi, dando quel dinamismo che era mancato.

“E’ stato importante vincere il derby è una partita a cui tenevamo molto- commenta Cibelli-. Così anche i nostri tifosi che hanno offerto un grandissimo spettacolo sulle gratinate dello stadio. C’è l’abbiamo messa tutta per portare a casa la vittoria perchè è importante per il nostro cammino, visto che ambiamo al secondo posto. E’ un 3-0 che ci teniamo stretto e guardiamo già alla prossima partita contro il Barano che sarà fondamentale”.

L’Ischia ha una rosa abbastanza ampia dove tutti quanti vi sentite titolari. Quando un calciatore entra dalla panchina sembra che non cambi assolutamente nulla, anzi la qualità del gioco migliora molto. Questo è un segno di uno spogliatoio unito che fa un gran bene alla squadra? “Assolutamente si. Il merito è del mister che ci fa sentire tutti importanti e anche quella mezz’ora o novanta minuti che giochiamo, ognuno di noi sa che deve giocare con il massimo impegno e deve metterci il cuore dando il cento per cento per il bene dell’Ischia, che è la cosa più importante. Naturalmente tutto questo fa si che il gruppo è unito e possiamo andare avanti togliendoci delle belle soddisfazioni”.

Il gol che ho segnato? “Avevo letto la difficoltà del portiere, perchè era solito giocare la palla quindi ho capito che avrebbe potuto passarla a Saurino. Sono andato in anticipo e sono stato freddo nel calciare in porta. Questo gol ci voleva proprio non segnavo da troppo tempo”.

L’Ischia, come ha sempre detto Iervolino deve guardare in casa sua, però la vittoria del Napoli United sul campo della Puteolana ha sorpreso un po tutti. A questo punto tra due settimane al “Mazzella” quando arriverà il Napoli United sarà la partita che potrebbe rappresentare la svolta del vostro campionato in ottica play-off? “E’ un risultato che non ci aspettavamo ,ma va bene così. Noi guardiamo avanti e fortunatamente abbiamo lo scontro diretto in casa e a prescindere da quello che faranno nel prosieguo del campionato -chiosa Cibelli-noi scenderemo in campo per vincere e quello sarà il nostro unico obiettivo”.

Vandalizzata la statua di Viviani, lo stabiese che ha cambiato un’epoca

Ricordando le bellezze di Stabiae, non possiamo non citare uno tra i più grandi autori del Teatro del Varietà: Raffaele Viviani. Al cui ricordo, in villa comunale, si trova un busto ora vandalizzato

Si sente parlare molto spesso di Castellammare, ma poco di chi questa città ha resa migliore: uno di questi è Raffaele Viviani a ricordo del quale, in villa Comunale, si trova un suo busto, ora vandalizzato.

Dell’atto di alta inciviltà già tanto si è letto e tanti hanno scritto per cui non vale la pena di spenderci altre parole di deplorazione se non ricordare, come direbbe Viviani: << E ce ne stanno è fatiche…>> a cui aggiungo: e quante fatiche sprecate per civilizzare certe persone ricordando che ora, sul leggio nero accanto alla statua di Raffaele Viviani non c’è più nulla. Strappata la targa con le notizie sulla vita dell’autore e, imbrattata con delle scritte, e stata gettata in un’aiuola una ventina di metri più avanti.

Nessuna segnalazione o denuncia è arrivata del raid fino a quando, ieri mattina, ad accorgersene non è stato lo studioso Angelo Acampora che così ha commentato lo scempio:

“Non ho parole per commentare un episodio tanto grave e il fatto che avvenga nell’indifferenza è ancora più allarmante. Ma quella targa è sbagliata. Occorre correggere l’errore sulla data di nascita di Viviani prima di rimetterla al suo posto. L’autore, che con Eduardo de Filippo, ha innovato il teatro napoletano è nato il 9 gennaio del 1888 e non il 10. Basta leggere il certificato di nascita del Comune” sottolinea Acampora.

Note su Viviani: vita ed opere.

Viviani nasce a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1888 e sin da piccolo sono note le sue doti recitative al padre, anch’esso attivo all’interno del circuito teatrale, in particolare all’Arena Margherita di Castellammare, dove recitavano i ‘Pulcinelli’ dell’epoca. Molto presto Raffaele, insieme alla sua famiglia, per motivi economici fu costretto a spostarsi a Napoli; tra mille difficoltà fondò con il padre il “Teatro Masaniello”.

Viviani debuttò sulla scena all’età di quattro anni e mezzo cantando in un teatrino di Pupi, a Porta San Gennaro, e indossando il frac di una marionetta per sostituire Gennaro Trengi, tenore e comico, ammalato.

Ben presto, ebbe anche una duettista, Vincenzina Di Capua. A sei anni recitò in un dramma in prosa: Masaniello, nel primo Teatro Masaniello gestito dal padre. Inoltre, recitava e cantava anche canzoni come ‘O mariunciello e I figli di nessuno, in duetto con la sorella Luisella.

All’età di dodici anni, nel 1900, rimasto orfano del padre, Raffaele insieme con la sorella Luisella fu costretto a lavorare per vivere. Furono anni di lotta ininterrotta contro la fame e la miseria.

A quattordici anni, fu scritturato in un circo equestre, il Circo Scritto, per recitare la parte di Don Nicola nel famoso contrasto settecentesco la Canzone di Zeza. Convinto di non saper fare altro nella vita se non recitare, da questo momento inizia a fare il giro delle compagnie di circo e dei piccoli teatri di periferia. In seguito recitò da Felice (tradizionale ruolo comico) con il Pulcinella Giacomo Sportelli.

All’età di quindici anni fu scritturato, come artista di Varietà, dalla compagnia Bova e Camerlingo, insieme con la sorella Luisella, per una tournée in Alta Italia.

A Napoli, nel 1904, fu scritturato dal Teatro Petrella, dove interpretò per la prima volta lo Scugnizzo, una macchietta scritta da Giovanni Capurro e musicata da Francesco Buongiovanni, che Viviani aveva ascoltato al Teatro Umberto I, interpretata da Peppino Villani. L’interpretazione offerta da Viviani fu straordinaria.

Dopo ‘O Scugnizzo, nacquero una dopo l’altra, quelle caratteristiche figure di tipi partenopei che sono indimenticabili e straordinari successi del teatro di Viviani: Il trovatore‘O mariuncielloMalavitaIl mendicante‘O tranviere‘O sciupatore‘O cocchiereIl professore‘O sunatore ‘e pianino.

In questi numeri e macchiette, da lui create, mise a punto uno stile personale in cui l’arte della deformazione e della caricatura era temperata da una vena di sentimentalismo e di realismo.

Nel 1906, all’Arena Olimpia, Viviani, esordì con una macchietta composta da lui intitolata Fifì Rino, dando il via a quel marionettismo istrionico, ripreso in seguito da Nino Taranto giovane e soprattutto da Totò. Inoltre, sempre in quell’anno, si esibì nei caffè, gelaterie, concerti musicali e teatri dell’Italia settentrionale.

Nell’estate del 1907, tornato a Napoli, lavorò negli stabilimenti balneari, dove si esibì cantando con altri artisti.

La scrittura all’Eden, per Viviani, fu di particolare importanza: significava l’affermazione.

All’Eden debuttò, presentando sei melologhi di ispirazione realistica.

Il debutto fu salutato dal pubblico in maniera straordinaria; quella sera mise fine alla sua miseria. Con l’Eden di Napoli, chiuse il ciclo della fame. La sua carriera a questo punto può dirsi definitivamente avviata.

Nel febbraio del 1911, fu scritturato per il Fowarosi Orpheum di Budapest con l’impiego di rappresentarvi per un mese le sue macchiette.

Fece una specie di rassegna dei suoi tipi più pittoreschi, tra cui Il pescivendolo e la Festa di Piedigrotta.

Al ritorno da Budapest fu scritturato dalla Sala Umberto di Roma ed ottenne un grande successo, al punto da contenderlo ad Ettore Petrolini.

La tournée in Francia non felicissima ed i provvedimenti governativi successivi alla disfatta di Caporetto, nel 1917, lo spinsero a compiere il passaggio dal Varietà al teatro vero e proprio. Pertanto, Viviani organizzò una Compagnia di prosa e musica che debuttò al Teatro Umberto I di Napoli, il 27 dicembre del 1917, con l’atto unico (versi, prosa e musica) Il vicolo.

Raffaele amava come pochi la sua città: ne aveva appreso, nel corso del tempo i modi, le abitudini, i costumi e le usanze. La sua profonda povertà incise molto sulla sua formazione teatrale: Papiluccio, così chiamato da piccolo, portava in scena la semplicità.

E’ questa la parola adatta per descrivere Raffaele Viviani: SEMPLICITA’.

Come ricorda nel suo romanzo Dalla vita alle scene. Il romanzo della mia vita: <<Non mi fisso sempre una trama, mi fisso l’ambiente; scelgo i personaggi più comuni a questo ambiente e li faccio vivere come in questo ambiente vivono, li faccio parlare come li ho sentiti parlare [ ] >>

Quella che vive nel teatro vivianeo è la gente umile, fatta di pensieri semplici e di parole semplici. La drammaturgia è un riflesso della sua epoca, della sua società che mette in scena i personaggi teatrali fissi, quelli appartenenti a delle categorie umane specifiche.

Come Verga, non citato a caso vista la corrispondenza cronologica e l’ascendente meridionale su entrambi, Papiluccio fotografa la verità, quella che ha visto con i suoi occhi, respirato con la sua bocca e toccato con le sue mani tra i vicoli di Castellammare e di Napoli.

A questo punto è doveroso citare le sue grandi opere ma, prima ancora, mi piace riproporre, invitandovi ad ascoltarla, una tra le sue opere: Fravecature (ASCOLTA)

1917
Il vicolo (Commedia in un atto)
1918
Via Toledo di notte (Commedia in un atto)
1918
Piazza Ferrovia (Commedia in un atto)
1918
Scugnizzo – Via Partenope (Commedia in un atto)
1918
Scalo Marittimo (Commedia in un atto)
1918
Porta Capuana (Commedia in un atto)
1918
Osteria di campagna (Commedia in un atto)
1918
Piazza Municipio (Commedia in due atti)
1919
Borgo Sant’Antonio (Commedia in due atti)
1919
Caffè di notte e giorno (Commedia in un atto)
1919
Eden Teatro (Impressioni in due atti)
1919
Santa Lucia Nova (Commedia in due atti)
1919
La Marina di Sorrento (Commedia in un atto)
1919
Festa di Piedigrotta (Sagra popolare in due atti)
1920
La Bohème dei comici (Commedia in un atto)
1920
Lo sposalizio (Commedia in due atti)
1921
Campagna napoletana (Commedia in due atti)
1922
Circo equestre Sgueglia (Commedia in tre atti)
1922
Fatto di cronaca (Commedia in tre atti)
1923
Don Giacinto (Commedia in un atto)
1924
La figliata (Commedia in due atti)
1925
I pescatori (Dramma in tre atti)
1926
Zingari (Tragedia in tre atti)
1926
Napoli in frac (Commedia in tre atti)
1926
L’Italia al Polo Nord (Commedia in in due atti)
1927
Tre amici, un soldo (Commedia in tre atti)
1927
Putiferio (Commedia in tre atti)
1928
La festa di Montevergine (Rappresentazione in tre atti)
1928
La musica dei ciechi (Commedia in un atto)
1928
Vetturini da nolo (Commedia in un atto)
1928
La morte di Carnevale (Commedia in tre atti)
1929
Nullatenenti (Commedia in tre atti)
1930
Don Mario Augurio (Commedia in tre atti)
1930
Il mastro di forgia (Commedia in tre atti)
1932
Il guappo di cartone (Commedia in tre atti)
1932
L’ultimo scugnizzo (Commedia in tre atti)
1933
I vecchi di San Gennaro (Commedia in tre atti)
1933
L’ombra di Pulcinella (Commedia in due atti)
1933
L’imbroglione onesto (Commedia in tre atti)
1935
Mestiere di padre (Commedia in tre atti)
1935
L’ultima Piedigrotta (Commedia folkloristica musicale in tre atti)
1936
Quel tipaccio di Alfonso (Commedia in un atto)
1936
La tavola dei poveri (Commedia in tre atti)
1937
Padroni di barche (Commedia in tre atti)
1939
La commedia della vita (Commedia in tre atti)

Muratori (Commedia in tre atti)

I Dieci Comandamenti (Decalogo in due tempi)

Per chiudere, un consiglio:

Quando giriamo per la nostra città, pensando ai problemi, alla tristezza del quotidiano prosciugato dalla bellezza ed invecchiato di speranze, ripensiamo a Viviani, quello che dalla tristezza ha fatto nascere l’arte.

Redazione Campania

 

 

Borno: La donna uccisa e smembrata ha un nome. Fermato un 43enne

Un 43enne, amico e vicino di casa, ha confessato il delitto della donna smembrata e ritrovata a Borno. Il corpo della donna tenuto prima nel congelatore

Questa mattina, alle ore 04,30, i Carabinieri del Comando provinciale di Brescia e della Compagnia di Breno hanno eseguito, a carico di un uomo di 43 anni residente nel milanese, un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Brescia, dr.ssa Lorena Ghibaudo, per i reati di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere.

Il provvedimento è giunto al termine di serrate indagini condotte da Procura e Carabinieri dopo il ritrovamento, avvenuto il 20 Marzo scorso, del corpo di una donna fatto a pezzi e gettato in un dirupo nelle montagne di Borno, in Valcamonica.

Il ritrovamento è avvenuto grazie ad un cittadino del luogo che, accortosi della presenza di quattro bustoni neri, utilizzati per la spazzatura, ne aveva aperto uno, rinvenendo pezzi di cadavere umano ed in particolare, tra i pochi identificabili, una mano di donna. I carabinieri, prontamente avvisati dall’uomo, avviavano le indagini, rese molto difficili dalla totale assenza di elementi utili all’identificazione della vittima.

Gli investigatori decidevano allora di pubblicare un comunicato nel quale si descrivevano alcuni tatuaggi ancora parzialmente visibili sul corpo della donna. La divulgazione del particolare consentiva ad alcune persone – anche residenti in altre regioni – di mettersi in contatto con i militari per comunicare loro che quei tatuaggi potevano appartenere ad una donna molto conosciuta negli ambienti del cinema porno.

Identificata quindi la donna in Carol Maltesi, in arte Charlotte Angie, si appurava che l’auto, a lei in uso, era transitata domenica 20 marzo scorso, proprio in territorio di Borno, condotta da un uomo che a sua volta era risultato avere la disponibilità della auto stessa in quanto in precedenza controllato a bordo in precedenti circostanze.

Nella giornata di ieri quest’uomo, amico e vicino di casa della vittima, si presentava ai carabinieri per fornire informazioni circa la donna scomparsa, offrendo circostanze che subito si rivelavano contraddette dalle emergenze investigative fino a quel momento acquisite.

Il magistrato ed i carabinieri, che nel frattempo avevano raccolto elementi che collocavano l’uomo in territorio di Borno la mattina di domenica 20, lo sottoponevano ad una serie di contestazioni, anche in sede di formale interrogatorio, svoltosi nel corso della notte alla presenza del difensore.

L’uomo decideva quindi di confessare l’omicidio e l’occultamento del cadavere avvenuto a gennaio 2022, prima riponendolo in un congelatore nella casa della stessa vittima e poi, una volta fatto a pezzi, gettandolo nel dirupo di montagna.

Il racconto fornito dall’uomo ha chiarito molti particolari, ma su di essi, il lavoro della Procura di Brescia e dei Carabinieri continua alla ricerca dei riscontri, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza della persona sottoposta alle indagini.

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Pasta e Patate alla napoletana: un primo piatto dalle radici molto umili

Pasta e patate alla napoletana: una ricetta economica molto gustosa che fa parte del ricettario di tante nazioni, nonché regioni, ed ognuna di queste ha la sua. Le patate lesse sono un leitmotiv anche nella cucina della mia terra (Transilvania), e sono un ingrediente semplice che dura bene anche per alcuni giorni: basta grattare via uno strato sottile e non strisce consistenti di patata,. Le patate, inoltre, possono essere alla base di molti piatti prelibati: gnocchi, stufati, insalate di patate, patate gratinate o le classiche (per i romeni) patate contadine con cipolle indurite, cumino, olio e paprika. Di tutti questi piatti, man mano, vi darò le ricette che uso.

Ma ora vediamo come preparare una gustosa Pasta e Patate per la quale confesso che, tra le tante ricette possibili, mi sono lasciata influenzare dalla tradizione di un amico napoletano, e devo dire che il risultato è eccezionale: assaggiatela, vi si aprirà un “nuovo mondo” e vi assicuro che non sto esagerando perché ha sorpreso anche me per preparazione, modalità di cottura e, cosa più importante di tutte, un sapore che dire meraviglioso è ancora poco.

Pasta e Patate alla napoletana: un primo piatto dalle radici molto umili

INGREDIENTI
(per 4 persone)

  • Pasta Mista 320 g
  • Patate 750 g
  • Sedano 150 g
  • Carote 150 g
  • Cipolle bianche 1
  • Lardo 130 g
  • Concentrato di pomodoro 20 g
  • Rosmarino 1 rametto
  • Parmigiano Reggiano DOP la crosta 1
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero (o paprika dolce) q.b.

e poi c’è l’ingrediente “segreto” ma fondamentale della pasta e patate alla napoletana.

Un ingrediente che la fa differire da qualsiasi altra ricetta, inclusa quella romena alla quale ero abituata.

Sto parlando della crosta del formaggio! Quasi tutti (tranne i napoletani, devo dire) la scartano, e non sanno che si perdono a non aggiungerla in pentola per una meravigliosa pasta e patate ma anche nella ricetta della pasta e fagioli (di cui vi parlerò prossimamente).

La crosta di formaggio, infatti, diventa morbida rilasciando parte del formaggio ancora attaccato trasformando il piatto in una prelibatezza di cremosità, mentre la parte più esterna, accuratamente pulita e grattata, è da masticare: un mio consiglio? Per evitare scontri diplomatici a tavola, è di dividerla in pezzi tanti quanti sono i commensali così ognuno avrà la sua porzione.

PREPARAZIONE

  • Per preparare la pasta e patate alla napoletana cominciate tagliandole a tocchetti irregolari di circa 2 cm. e a mondare sedano, carota e cipolla che poi sminuzzerete finemente. Infine affettate e poi sminuzzate il lardo.
  • A questo punto avete tutto quello che vi occorre, e potrete quindi spostarvi ai fornelli per cucinare la vostra Pasta e Patate alla napoletana.
  • Mettete sul fuoco una casseruola e un giro d’olio, aggiungete il lardo e lasciatelo scaldare a fuoco dolce per qualche minuto.
  • Aggiungete il trito di cipolla, carote e sedano.
  • Dopo qualche minuto unite le patate e lasciatele insaporire per qualche minuto mescolando di tanto in tanto evitando così che bruci il fondo.
  • Aggiungete anche il rosmarino e la crosta di formaggio (che prima avrete lavato grattandone la parte esterna) unite anche il concentrato di pomodoro e mescolate.
  • Versate 600 g di acqua calda, aggiustate di pepe e di sale.
  • Coprite con il coperchio lasciando cuocere a fuoco dolce per 30 minuti; al bisogno potete aggiungere ancora un po’ di acqua.
  • Trascorso il tempo le patate risulteranno ammorbidite, schiacciatene una parte con il dorso del cucchiaio di legno;
  • A questo punto aggiungete 250 g di acqua calda, versate la pasta mista e portate il tutto nuovamente a bollore.
  • Lasciate cuocere la pasta mescolando di tanto in tanto: se dovesse servire potrete aggiungere altra acqua al bisogno però ricordate che il composto, a fine cottura, dovrà risultare cremoso e quasi asciutto (non brodoso).
  • Assicuratevi che sia giusto di sale, eliminate i rametti di rosmarino e la vostra pasta e patate alla napoletana è pronta.

Impiattatela guarnendo con un giro di olio e servitela ben calda (magari con una spolveratina di paprika dolce o pene nero)

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Taser, nuovo strumento operativo in dotazione anche alla polizia di stato di Messina

La Questura di Messina è tra le 18 Questure d’Italia nelle quali i poliziotti impegnati nel controllo del territorio saranno dotati, per primi, di questo nuovo strumento operativo, che si aggiunge agli strumenti già in dotazione agli operatori. L’arma ad impulsi elettrici, o Taser (acronimo di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle), è un dispositivo in grado di emettere impulsi elettrici proiettando a corto raggio una coppia di dardi, al fine di inabilitare temporaneamente le funzioni motorie del soggetto attinto e dunque renderlo inoffensivo, neutralizzandone la minaccia.

L’operatività del Taser diventa effettiva dopo un ciclo di formazione degli operatori della Polizia di Stato, che garantirà il rispetto delle condizioni di sicurezza dei soggetti coinvolti. Uno specifico addestramento che, a Messina, ha visto impegnati 66 operatori di polizia, detti “utilizzatori”, ed ulteriori 66 operatori, detti “collaboratori”, in grado di operare nel modo più efficace e sicuro, nelle situazioni critiche e di assoluto pericolo.

Subito dopo l’attivazione della pistola ad impulsi elettrici da parte dell’operatore-utilizzatore, infatti, una volta resa inoffensiva la persona dimostratasi violenta e non collaborativa, l’operatore-collaboratore svolge una fondamentale attività di supporto, interrompendo definitivamente l’atteggiamento pericoloso ed ultimando le incombenze di rito.

Il Taser costituirà, a partire da oggi, un importante strumento di deterrenza per il crimine, dotando gli operatori di polizia di uno strumento ulteriore per prevenire e reprimere la commissione di reati, a tutela della incolumità di tutti e della sicurezza dei cittadini. Il suo utilizzo, comunque, costituirà l’extrema ratio, per le sole situazioni critiche nelle quali il rapporto con soggetti pericolosi, sempre improntato alla ricerca del dialogo e di una ragionevole collaborazione, dovesse rivelarsi di per sé inefficace.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Autostrade Siciliane e Telepass lanciano l’iniziativa “Nove mesi senza canone”

Con l’approssimarsi della bella stagione, Autostrade Siciliane e Telepass lanciano congiuntamente una nuova iniziativa volta a premiare gli utenti delle autostrade A18 e A20 e incentivare l’utilizzo dei sistemi di telepedaggio. L’idea è quella di esentare i viaggiatori dal pagamento del canone per 9 mesi al fine di favorire la fluidità del traffico, azzerare le code ai caselli e aumentare i benefici ambientali e la sicurezza degli automobilisti.

È già possibile attivare la promozione, ma solo recandosi presso i Punto Blu di Catania, Giardini Naxos, Messina, Patti e Buonfornello. Possono accedervi i clienti “Telepass Ricaricabile” ed i nuovi clienti, che però non hanno un contratto attivo da almeno 6 mesi. Dalla sottoscrizione l’utente pagherà solamente la tariffa della tratta autostradale percorsa, senza i costi fissi relativi all’abbonamento.

La promozione è stata avviata da Autostrade Siciliane e Telepass con l’obiettivo di migliorare la scorrevolezza del traffico e contribuire concretamente ad una mobilità sicura e sostenibile. L’utilizzo del Telepass, infatti, riducendo code e tempi d’attesa in prossimità dei caselli autostradali consente di limitare le emissioni inquinanti dei veicoli in attesa e migliora la sicurezza degli automobilisti, diminuendo drasticamente il numero di veicoli presenti contemporaneamente nei piazzali di stazione.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Givova Scafati più forte del covid: battuta Cento 74-54

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Nonostante lo stato di forma tutt’altro che ottimale, la squadra dell’Agro battaglia per trenta minuti e mette la freccia nell’ultimo quarto. Monaldi super, 25 punti per lui.

È una vittoria che vale oro quella conquistata dalla Givova Scafati nella ventiquattresima giornata del campionato di serie A2 ai danni della Tramec Cento. Le precarie condizioni in cui il team dell’Agro ha affrontato la settimana antecedente la sfida tra defezioni per covid-19 ed altri problemi di natura fisica preoccupavano non poco la dirigenza in vista di questo delicato incontro, che tale si è rivelato fino a metà del terzo periodo.

Poi è stato un monologo scafatese: tra la seconda parte del terzo periodo ed il quarto, gli scafatesi hanno messo alle corde l’avversario, lo hanno annichilito e costretto alla resa anzitempo, grazie ad una difesa gagliarda ed alle migliori percentuali al tiro dal campo.

LA PARTITA: Givova Scafati vs Tramec Cento

Polveri bagnate in avvio di gara per i gialloblu, che faticano a trovare la via del canestro (0-2 al 2’). Il punteggio si mantiene basso, le difese prendono il sopravvento sui rispettivi attacchi, con quello di casa che trova in Monaldi un prezioso terminale, bravo e fungere da trascinatore nelle prime battute di gioco (9-2 al 5’). Con la girandola dei cambi, coach Rossi trova forze fresche a cui poter attingere per conservare un discreto margine di vantaggio sull’avversario. Quest’ultimo però gioca bene, cresce col trascorrere dei minuti e riesce lentamente ad accorciare, aggrappandosi alla mano calda di Gasparin e Berti (14-14 a fine primo quarto).

Il buon momento degli ospiti si conferma tale anche in avvio di seconda frazione, in cui tentano un timido allungo (16-23 al 13’), con Tomassini particolarmente ispirato. Lo spettacolo latita, perché l’agonismo e la fisicità prende il sopravvento, fino a quando sale in cattedra Monaldi che, coadiuvato da Clarke, è il protagonista del parziale di 11-3 che riporta avanti i gialloblu (27-26 al 17’). Da qui all’intervallo, le due formazioni se la giocano a viso aperto, tenendo in equilibrio il punteggio, che però alla fine dà ragione agli emiliani (30-33).

Cambiano i canestri di attacco ma non l’andazzo della sfida, che si mantiene equilibrata e combattuta, con i due quintetti che non se le mandano a dire e giocano a muso duro, tenendo equilibrato il punteggio (40-39 al 25’). Nella fase centrale del periodo, stringendo le maglie della difesa ed approfittando di qualche errore in fase conclusiva dei biancorossi, i locali (bene Daniel, Ikangi e Monaldi) provano a piazzare un allungo importante (44-39 al 27’). È un buon momento per la Givova, che riesce a chiudere avanti 50-45 la terza frazione.

Si continua a segnare poco, ma la formazione di casa, nonostante qualche errore di troppo, riesce ad incrementare il proprio vantaggio, che arriva fino in doppia cifra (58-48 al 34’). Da questo momento innanzi la Tramec appare confusa, sembra aver smarrito la bussola e fatica ad imbastire azioni che si concludano con un tiro ben costruito. Ne sanno approfittare i gialloblù, che allargano la forbice del divario, ritrovano l’energia di Clarke e piegano in due la sfida (68-50 al 37’). Le ultime fasi di gioco servono solo per le statistiche. Alla sirena, il tabellone elettronico recita: 74 Scafati, 54 Cento.

ROSSI SODDISFATTO NEL POST PARTITA: “IL DESTINO È NELLE NOSTRE MANI”

«Voglio dare il merito della vittoria al nostro staff sanitario, fisioterapico e di preparazione atletica, che in questi giorni hanno lavorato sodo, con professionalità e dedizione, allo scopo di far arrivare la squadra a questa partita nella migliore condizione possibile. Cento ci ha messo in grossa difficoltà, è allenata benissimo e gioca una pallacanestro fatta di grande collaborazione. Noi abbiamo fatto fatica, soprattutto nel primo tempo a rimbalzo, perché abbiamo concesso troppi secondi tiri. Siamo venuti fuori alla lunga con l’energia, portandoci a casa una vittoria così importante e difficile. Ora ci attende un trittico di trasferte complicate, che rappresentano un crocevia fondamentale del campionato, in questa fase che precede quella ad orologio. Il nostro destino è nelle nostre mani».

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – TRAMEC CENTO 74-54

GIVOVA SCAFATI: Mobio, Daniel 9, Parravicini, De Laurentiis 5, Ambrosin 2, Clarke 11, Rossato 8, Monaldi 25, Cucci 7, Ikangi 7. Allenatore: Rossi Alessandro. Assistente Allenatore: Nanni Francesco.

TRAMEC CENTO: Zilli 4, James 11, Tomassini 12, Barnes 2, Dellosto 4, Ranuzzi n. e., Berti 10, Moreno 2, Gasparin 9, Guastamacchia n. e.. Allenatore: Mecacci Matteo. Assistenti Allenatori: Cotti Andrea, Ferlisi Giuseppe.

ARBITRI: Maschio Duccio di Firenze, Ferretti Fabio di Nereto (Te), Bramante Angelo Valerio di San Martino Buon Albergo (Vr).

NOTE: Parziali: 14-14; 16-19; 20-12; 24-9. Falli: Givova Scafati 16; Cento 21. Usciti per cinque falli: nessuno. Espulsi: nessuno. Tiri dal campo: Givova Scafati 23/52 (44,2%); Cento 22/63 (34,9%). Tiri da due: Givova Scafati 12/17 (70,6%); Cento 17/34 (50,0%). Tiri da tre: Givova Scafati 11/35 (31,4%); Cento 5/29 (17,2%). Tiri liberi: Givova Scafati 17/23 (73,9%); Cento 5/10 (50,0%). Rimbalzi: Scafati 36 (8 off.; 28 dif.); Cento 38 (14 off.; 24 dif.). Assist: Scafati 15; Cento 5. Palle perse: Scafati 8; Cento 10. Palle recuperate: Scafati 5; Cento 1. Stoppate: Scafati 0; Cento 1.