Home Blog Pagina 26

L’ex Mezavilla: “Mi piace molto il centrocampo dello Stabia. Mi auguro di vedere la squadra in A”

0

Adriano Mezavilla, soprannominato “il Sindaco” dai tifosi stabiesi, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per condividere il suo legame indissolubile con Castellammare e analizzare l’attuale momento d’oro delle Vespe. Nonostante la distanza e il fuso orario, Mezavilla continua a seguire con attenzione i risultati della squadra, dichiarandosi orgoglioso di essere l’unico calciatore nella storia del club ad aver ottenuto due promozioni in Serie B.

L’analisi della Juve Stabia attuale
Mezavilla ha espresso grande soddisfazione per l’attuale settimo posto in classifica, sottolineando come la spinta emotiva della vittoria del campionato scorso sia stata fondamentale per dare consapevolezza al gruppo attuale.
• Il nuovo centrocampo: Interpellato sul paragone tra la sua storica coppia con Cazzola e i nuovi innesti, Mezavilla ha elogiato profili come Zeroli e Correia. Ha definito questi giocatori come elementi di “quantità, qualità e sostanza”, caratteristiche che ritiene indispensabili nel calcio moderno per superare i momenti di difficoltà.
• L’elogio a Candellone: Ha riconosciuto l’importanza del capitano attuale, sebbene abbia scherzato sul fatto che, prima di fare una statua a Candellone, ne servirebbe una per lui nel cuore dei tifosi.

Vita in Brasile: Agricoltura e Talenti
Lontano dal rettangolo di gioco professionistico, Adriano conduce oggi una vita dedicata alla famiglia e alla terra.
• Lavoro in campagna: Mezavilla ha rivelato di vivere nello stato del Paraná, nel sud del Brasile, dove lavora nei campi insieme al suocero occupandosi di prodotti agricoli e frutta.
• La scuola calcio: Non ha però abbandonato il calcio: gestisce infatti una scuola calcio in collaborazione con il comune locale, allenando circa 40 ragazzi. Il suo sogno è quello di poter un giorno segnalare un giovane talento brasiliano proprio alla Juve Stabia, sebbene ammetta che il livello richiesto in Italia sia molto alto e serva pazienza.

I segreti del passato: Roma, il “Menti” e le scarpe rotte
Durante l’intervista, Mezavilla ha ripercorso momenti iconici della sua carriera in gialloblù:
• La promozione del 2011: Ha ricordato l’incredibile tensione prima della finale contro l’Atletico Roma, svelando che Mister Braglia portò la squadra a fare una passeggiata a Piazza di Spagna per scaricare l’adrenalina invece di allenarsi.
• Sacrificio fisico: Ha confermato la sua totale dedizione alla maglia, ricordando quando giocò come difensore contro il Chievo in emergenza, nonostante non fosse al meglio, o quando scendeva in campo con le scarpe bucate e strettissime per sentire meglio il pallone.
• Il fattore “Menti”: Ha definito lo stadio di Castellammare un luogo che incute timore agli avversari per la vicinanza del pubblico, capace di far sentire una pressione superiore al numero reale di spettatori.

Un futuro ancora a tinte Gialloblù?
Nonostante il ritorno in patria, Mezavilla non chiude le porte a un futuro ritorno nel calcio italiano. Ha conseguito il patentino UEFA B e ha ammesso che gli sarebbe piaciuto un ruolo da dirigente o allenatore a Castellammare, ma i cambiamenti societari dell’epoca lo portarono a scegliere il Brasile. In chiusura, ha lanciato un messaggio d’amore alla città: “Giocate con il cuore prima che con la tecnica”, auspicando di poter tornare un giorno al Menti per vedere la Juve Stabia in Serie A.

 

Juve Stabia, il Menti tace mentre le Vespe pungono: Con l’Entella vittoria di cuore con un brivido VAR finale

0

Il ronzio delle Vespe squarcia il silenzio surreale del “Romeo Menti”. In un’atmosfera ovattata, dovuta all’assenza forzata del pubblico, la Juve Stabia conquista tre punti d’oro contro la Virtus Entella. Una vittoria ottenuta con i denti, figlia di una prova corale di altissimo livello che conferma una verità imprescindibile: questo gruppo sa soffrire, sa lottare e, soprattutto, sa vincere.

Il lampo di Candellone e la staffetta

La partita, tattica e bloccata, si sblocca grazie a un guizzo di Candellone. L’attaccante capitalizza con cinismo una delle poche occasioni concesse da un’Entella abbottonata, regalando il vantaggio alle Vespe. La gioia, però, dura poco per il bomber, costretto ad abbandonare il campo per un infortunio la cui entità sarà valutata nelle prossime ore.

Al suo posto entra un ottimo Burnete. Lontano dal limitarsi al compitino, il subentrato lotta su ogni pallone, facendo respirare la squadra e tenendo alta la linea nel momento di massima pressione ligure. Sulle fasce, intanto, Cacciamani si conferma un treno: le sue accelerazioni sfiorano il raddoppio, negato solo da un super Colombi.

Centrocampo “Top Class” e talenti cristallini

Se l’attacco punge, è in mezzo al campo che la Juve Stabia costruisce la sua fortezza.

  • Correia il gigante: Si traveste da top player. Una prestazione monumentale fatta di strappi fisici e recuperi fondamentali.

  • L’eleganza di Zeroli: Accanto alla fisicità di Correia, Zeroli mette in mostra una “top class” rara per la categoria, gestendo il possesso con la maturità di un veterano.

  • La perla Mannini: Nota di merito assoluta per il classe 2006. Sulla corsia laterale ha deliziato i presenti (pochi addetti ai lavori) con giocate di alta scuola, dimostrando una personalità fuori dal comune.

A dare equilibrio ci ha pensato il solito Mosti, garantendo qualità e quantità, mentre in difesa Varnier ha stretto i denti per 45 minuti prima di lasciare il campo, esausto ma prezioso.

Il muro difensivo e il thriller finale

Quando la Virtus Entella ha provato il tutto per tutto, ha trovato sulla sua strada un Giorgini monumentale, leader di una retroguardia che non ha concesso spazi. E dove non è arrivata la difesa, ci ha pensato Confente: una sicurezza tra i pali, decisivo con una parata nel recupero che ha blindato il risultato.

Ma il finale è degno di un thriller. A tempo quasi scaduto, l’Entella trova il guizzo giusto e spedisce la palla in rete. Il silenzio del “Menti” viene rotto dalle esultanze strozzate dei liguri, ma il tempo si ferma. L’arbitro resta immobile, mano all’orecchio. Sono i minuti infiniti del VAR. Attimi di tensione pura, in cui il cuore di Castellammare batte all’unisono fuori dalle mura dello stadio. Dopo un’attesa estenuante, il verdetto: fuorigioco. Gol annullato. È il sospiro di sollievo che vale la vittoria.

Lo spirito di Abate

La Juve Stabia festeggia un successo voluto con le unghie. È il trionfo del gruppo e della tattica di mister Abate. Nonostante le porte chiuse, lo spirito delle Vespe ha invaso il campo: l’obiettivo salvezza è un passo più vicino.

Juve Stabia, ufficiale: Emanuele Torrasi è un nuovo centrocampista gialloblù

0

Quello che avevamo annunciato nei giorni scorsi si è concretizzato in queste ore con la firma e l’annuncio ufficiale: Emanuele Torrasi è un nuovo calciatore della Juve Stabia.

Il club gialloblù ha depositato il contratto del centrocampista, prelevato dall’A.C. Perugia. La società ha comunicato un investimento importante: si tratta infatti di un’acquisizione a titolo definitivo, con il calciatore che si lega alla piazza di Castellammare con un contratto con scadenza fissata al 30 giugno 2027.

Il profilo: scuola Milan ed esperienza in C e B

Nato a Milano il 16 marzo 1999, Torrasi porta in dote qualità tecnica e una solida esperienza nonostante la giovane età. Cresciuto nel prestigioso vivaio del Milan, ha iniziato il suo percorso tra i “grandi” all’Imolese (stagione 2020-21), dove in 18 mesi ha collezionato 44 presenze, 2 reti e 3 assist.

Le sue prestazioni non sono passate inosservate, valendogli la chiamata del Pordenone nel mercato invernale successivo: qui ha assaggiato la Serie B (16 presenze) e si è confermato l’anno dopo in C con 37 gare, un gol e 3 assist. Nelle ultime stagioni ha vestito la maglia del Perugia, diventando un perno del centrocampo umbro con 85 presenze totali, 3 reti e 6 assist dalla stagione 2023/24 ad oggi.

I ritrovi “eccellenti”: Abate e Lovisa

L’arrivo di Torrasi alle falde del Faito è anche una storia di incroci e ritorni. In gialloblù, il centrocampista ritrova il Direttore Sportivo Matteo Lovisa, che lo aveva già portato a Pordenone, ma soprattutto Mister Ignazio Abate.

Il legame con il tecnico è suggestivo: i due hanno condiviso lo spogliatoio al Milan, con Abate che era in campo proprio nel giorno dell’esordio in prima squadra del giovane Torrasi.

Le prime parole

Subito dopo la firma, il neo-acquisto ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ai canali ufficiali, mostrando grande entusiasmo per la nuova avventura:

“Mi si è presentata un’enorme opportunità alla quale non potevo dire no. Sono contentissimo e non vedo l’ora di cominciare in una piazza importante come Castellammare di Stabia dove si respira calcio. Ritrovo mister Abate con il quale ho avuto la fortuna di condividere l’esordio in prima squadra al Milan e il Direttore Lovisa che mi aveva portato a Pordenone qualche anno fa”.

La Juve Stabia aggiunge così un tassello di qualità e prospettiva al proprio motore, confermando le ambizioni della società e la bontà delle nostre indiscrezioni di mercato.

Juve Stabia, ufficiale: Baldi dopo il rinnovo fino al 2028 si trasferisce a titolo temporaneo alla Torres

0

Tutto confermato. Quella che vi avevamo raccontato come una trattativa in corso è diventata pochi minuti fa una realtà nero su bianco: Matteo Baldi lascia la Juve Stabia e si trasferisce alla Torres.

L’operazione, anticipata dalla nostra redazione nei giorni scorsi, si è concretizzata esattamente secondo le modalità previste. La società gialloblù non ha voluto perdere il controllo sul talentuoso difensore, optando per una strategia lungimirante: prima il prolungamento del contratto, a dimostrazione della stima tecnica, e poi la cessione a titolo temporaneo per permettere al ragazzo di trovare maggiore continuità.

I dettagli dell’accordo

Come si legge nella nota diramata dal club, il futuro di Baldi è stato blindato prima della partenza. Il difensore ha firmato un rinnovo che lo legherà alle Vespe fino al 30 giugno 2028.

Contestualmente, è stato formalizzato il passaggio alla Torres. La formula è quella del prestito secco fino al termine della stagione (scadenza fissata al 30 giugno 2026). Un’opportunità importante per Baldi, che andrà a rinforzare la retroguardia della formazione sarda portando con sé l’esperienza maturata in questi anni a Castellammare.

I numeri di Baldi in gialloblù

Si chiude, almeno momentaneamente, un capitolo importante durato 30 mesi. Baldi è stato uno dei protagonisti della recente storia delle Vespe, lasciando un segno tangibile nel percorso di crescita del club.

Il suo ruolino di marcia parla di 56 presenze complessive, impreziosite da 1 rete e 2 assist. Ma oltre ai numeri, resta il contributo fondamentale dato ai successi di squadra: La vittoria del campionato di Serie C (2023/2024) e il sorprendente quinto posto nella scorsa stagione di Serie B, culminata con la semifinale play-off.

Il comunicato ufficiale

Di seguito la nota integrale diramata dalla società:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto un accordo per il prolungamento del contratto con il difensore Matteo Baldi fino al 30 giugno 2028.

Contestualmente, il club rende noto di aver definito l’accordo con la Torres per la cessione del calciatore a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026.

Con la maglia gialloblù, Baldi ha collezionato 56 presenze, mettendo a referto 1 rete e 2 assist, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie C nella stagione 2023/2024 e al raggiungimento del quinto posto nella scorsa stagione, conclusasi con la semifinale dei play off di Serie B.

La società desidera ringraziare Matteo per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla maglia dimostrati durante i suoi 30 mesi in gialloblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

A Matteo va il nostro in bocca al lupo da parte della nostra redazione per questa nuova esperienza professionale.

Torna a Pompei l’affresco di Ercole bambino

0

Come in un romanzo giallo che vede ricomporsi nel tempo, tra indizi e ipotesi, una vicenda dai contorni criminosi, restituendo verità e dignità alla Storia, così la Villa suburbana di Civita Giuliana a nord di Pompei, si riappropria di un frammento di affresco trafugato anni addietro da uno dei suoi ambienti di culto. Si tratta del frammento di un affresco raffigurante Ercole bambino nell’atto di strozzare i serpenti, un tempo collocato nello spazio di una lunetta superiore della parete di fondo dell’ambiente – che risultava asportata da tombaroli – e le cui caratteristiche consentono di riconoscerne inequivocabilmente la provenienza da tale contesto.

Il reperto, illecitamente asportato, proveniva da una collezione privata negli Stati Uniti. Nel 2023, nell’ambito di un procedimento penale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, a seguito della collaborazione tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale Carabinieri di Roma e le Autorità degli Stati Uniti, è stata disposta l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei.

La vicenda si inserisce nell’ambito di una serie di azioni che il Parco Archeologico di Pompei, spiega una nota, sta conducendo dal 2017 assieme alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, consistenti in campagne di scavo e indagini giudiziarie presso la Villa romana di Civita Giuliana. Una collaborazione strategica, formalizzata da un protocollo d’intesa rinnovato più volte dal 2019, che ha permesso non solo di riportare alla luce testimonianze storiche di eccezionale importanza, ma anche di contrastare il sistematico saccheggio condotto da anni di attività criminale nell’area e che nel tempo, oltre alla sottrazione di reperti e decorazioni, ha causato la distruzione irreversibile di preziosi dati scientifici.

Nell’ambito di questa collaborazione, gli scavi archeologici condotti nel sito di Civita Giuliana tra il 2023 e il 2024 avevano portato all’individuazione di un ambiente a pianta rettangolare con funzioni rituali, identificato come un possibile sacello o sacrarium. Il sacello presentava un basamento quadrangolare, probabilmente destinato a sostenere una statua, ed era stato quasi completamente spogliato della sua decorazione dai tombaroli, inclusi 12 pannelli figurati e la lunetta affrescata superiore, di cui il frammento recuperato sarebbe pertinente.

La restituzione dell’opera si inserisce, a sua volta, in una più ampia operazione che ha permesso il rientro in Italia di 129 reperti, nell’ambito del Protocollo siglato tra il District Attorney della Contea di New York e il Governo della Repubblica Italiana.

Accertata la provenienza pompeiana dell’affresco, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ne ha quindi disposto l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei: al momento della restituzione non era però possibile fare alcuna ipotesi sulla sua collocazione originaria. Grazie a successive indagini approfondite, a cura dei funzionari del Parco in parallelo impegnati nello scavo extraurbano, e al confronto con informazioni acquisite, inclusi i dati emersi da intercettazioni ambientali, è stato possibile identificare con assoluta certezza l’affresco come proveniente dal sacello di Civita Giuliana.

Di fatto l’affresco raffigura Ercole in fasce mentre strozza i serpenti alla presenza di Zeus (simboleggiato dall’aquila sul globo) e Anfitrione: tale episodio non fa parte delle canoniche 12 fatiche, ma ne è un presagio. Poiché le pareti del sacello presentano traccia di altri 12 pannelli figurati, staccati clandestinamente, si può ragionevolmente ipotizzare che il tema dei pannelli staccati fosse costituito dalle dodici fatiche di Ercole: seguendo questa ipotesi, ben si inserisce l’affresco con Ercole bambino che lotta con i serpenti, poiché tale episodio non costituisce una delle fatiche che Ercole compirà in età adulta bensì è un evento che segna la sua nascita ed è la dimostrazione della sua forza prodigiosa. La sua collocazione in alto, all’interno della lunetta, sarebbe dunque prodromica e presagio delle future dodici fatiche.

Sono in corso analisi e indagini sul pannello per chiarire nel dettaglio le geometrie e i punti di connessione con i lacerti di affresco ancora conservati in loco per una futura (auspicata) ricollocazione, all’interno di quel processo di valorizzazione e fruizione del sito archeologico di Civita Giuliana. Gli ulteriori approfondimenti investigativi proseguiranno per rintracciare gli altri affreschi sottratti dal sacello.

“Un reperto archeologico possiede valore non soltanto per la sua materialità, ma soprattutto per ciò che può raccontare sul passato – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – Ogni oggetto rinvenuto in uno scavo è una testimonianza storico-culturale preziosa, perché il suo significato dipende dal contesto in cui è stato trovato. Quando un reperto viene rubato, questo legame con il suo contesto originario si spezza irrimediabilmente. Anche se l’oggetto rimane integro dal punto di vista fisico, perde gran parte del suo valore scientifico. Senza conoscere dove, come e insieme a cosa è stato scoperto, il reperto non può più contribuire alla ricostruzione storica e diventa un semplice oggetto isolato, privato della sua funzione di testimonianza. Per questo rubare un reperto significa sottrarre a tutti noi una parte di conoscenza e cancellare un frammento della storia dell’umanità”.

“Questo ritrovamento – dichiara il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – è l’ennesimo frutto della collaborazione sinergica tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, rivelatasi uno straordinario strumento non solo per riportare alla luce reperti archeologici di eccezionale importanza, ma anche per interrompere l’azione criminale di soggetti che per anni si sono resi protagonisti di un sistematico saccheggio dell’enorme patrimonio archeologico custodito nella vasta area, ancora in gran parte sepolta, della villa romana di Civita Giuliana, recuperando preziose testimonianze storiche e restituendole alla fruizione della collettività”.

L’affresco sarà esposto da metà gennaio all’Antiquarium di Boscoreale, che già ospita una sala dedicata ai rinvenimenti di Civita Giuliana. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Scoperti nuovi affreschi nella Villa di Poppea a Oplontis

0

È in corso a Oplontis-Torre Annunziata (Napoli) un cantiere di scavo e restauro della Villa di Poppea, che sta interessando in particolar modo il celebre salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile. Dallo scavo, di recente avviato, affiorano primi nuovi scorci di raffinati affreschi, tra cui vivaci figure di pavoni e maschere.

L’intervento, dettato da necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del settore ovest della villa che costeggia il tratto urbano di via dei sepolcri e risolvere criticità conservative, si configura anche come occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Lo scavo in corso consentirà di fatto di creare una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico dove, nei prossimi anni, saranno realizzati spazi museali espositivi, depositi e servizi aggiuntivi. I primi risultati delle indagini, tra cui il completamento dello scavo del salone, sono illustrati in un articolo dell’E-journal degli scavi di Pompei.

“Nonostante le tracce presenti e gli sforzi interpretativi fatti al tempo dei primi scavi, il reale andamento di questo ambiente e di quelli vicini fino ad oggi conservava molte incertezze che l’attuale intervento di scavo potrà chiarire – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – oltre a mettere in luce nuove porzioni decorate con straordinari dettagli e colori, di cui già ne possiamo ammirare qualche anteprima”.

Tra le scoperte di particolare rilievo sono emersi una figura integra di una pavonessa, speculare all’esemplare maschio rinvenuto sulla porzione meridionale della stessa parete, e alcuni frammenti con la raffigurazione di una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana, a differenza di altri presenti nell’ambiente e attribuibili alla Tragedia. Si tratta di Pappus, un vecchio rimbambito che tenta di fare il giovane ma che finisce regolarmente per essere beffato e deriso. Di notevole interesse anche il rinvenimento di alcuni frammenti di affresco raffiguranti parte di un tripode dorato, inscritto in un oculus (cerchio), allo stesso modo della raffigurazione al centro di un’altra parete, dove invece è rappresentato un tripode in bronzo.

Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha anche restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, che raddoppiava il colonnato del porticato meridionale, richiamando schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis. È possibile che le specie arboree presenti in questo ambiente fossero affini a quelle individuate dalle analisi archeobotaniche effettuate in passato negli ambienti adiacenti come ad esempio l’olivo.

Lo scavo ha, inoltre, determinato l’individuazione di quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già noti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale. Interessante è il rilevamento di un paleoalveo, antico tratto di alveo di un torrente a carattere stagionale, che scorreva proprio in corrispondenza del tracciato di via dei Sepolcri, formatosi probabilmente dopo l’eruzione del 1631, che ha eroso parte dei depositi dell’eruzione del 79 d.C., offrendo una comprensione più chiara del paesaggio circostante.

“Questi primi risultati offrono nuove e promettenti prospettive di ricerca per la conoscenza della planimetria della villa – aggiunge Zuchtriegel – e per lo studio delle interazioni tra insediamento umano e ambiente naturale nel lungo periodo”. In contemporanea all’intervento di scavo è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due piccoli e preziosi ambienti, in origine destinati ad area di riposo, detti cubicola, che affacciano nell’area sud occidentale della Villa, proprio in prossimità dell’area dell’altro cantiere. Colpisce la loro ricca decorazione, costituita da stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, che rivela, al pari degli altri ambienti della Villa, una capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca molto alta, ed una palette di pigmenti varia, costituita anche dal blu egizio.

L’obiettivo dell’intervento è quello di recuperare la piena leggibilità della decorazione dipinta e dei mosaici, perduta nel tempo a causa dei processi di degrado dei materiali originali e dell’alterazione dei materiali utilizzati nei precedenti interventi di restauro. Il primo ambiente è decorato da affreschi in II stile che rappresentano finti marmi ed architetture fantastiche e che permettono di allargare illusivamente lo spazio; in alto, le volte sono decorate con un motivo a cassettoni, mentre le lunette rappresentano dei paesaggi. La pavimentazione a mosaico è conservata solo in parte, con tessere bianche e nere con motivi geometrici. Da uno stretto passaggio ci si immette in un secondo ambiente, apparentemente più semplice, decorato in III stile con fondi monocromi e motivi floreali; originariamente doveva essere presente una controsoffittatura a volta, di cui restano poche tracce. Questo secondo ambiente, nel quale si riconoscono più fasi di realizzazione, alcune non terminate, doveva essere probabilmente in ristrutturazione al momento dell’eruzione. Inoltre, sono presenti i calchi delle imposte delle porte e delle finestre che furono realizzati in gesso al momento della scoperta degli ambienti, secondo la tecnica che deriva da quella messa a punto da Fiorelli e che conservano ancora tracce originali in legno.

L’intervento di restauro che sta volgendo al termine, dopo quasi un anno di lavoro, ha restituito finora risultati ottimali, riportando gli affreschi e le pavimentazioni al loro splendore originario, rivelando cromie e dettagli precedentemente non visibile. Il completamento dell’intervento di pulitura ed asportazione dei materiali alterati prevede un intervento di ritocco pittorico che restituirà una piena leggibilità e valorizzazione a queste bellissime decorazioni. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Salerno, 16enne stuprata in spiaggia a Ferragosto: in manette due 17enni

0

A 16 anni stuprata in spiaggia da due ragazzi: in manette due 17enni in provincia di Salerno. La Squadra Mobile di Salerno ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip presso il Tribunale per i minorenni di Salerno, su richiesta della competente Procura, nei confronti di due 17enni, indagati per il reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una 16enne.

Secondo la ricostruzione, i fatti si sarebbero verificati nella notte tra il 15 e il 16 agosto scorso, in occasione dei festeggiamenti del Ferragosto. I due minori, abusando delle condizioni di inferiorità psico fisica della minore, dovute all’assunzione di alcolici e stupefacenti, l’avrebbero condotta in un parcheggio nei pressi della spiaggia dove si stava svolgendo un falò, costringendola a subire atti sessuali e umiliandola con diversi insulti.

Le indagini, avviate nell’immediatezza dalla Squadra Mobile, si sono basate a riscontro delle dichiarazioni della vittima, oltre che con l’analisi delle celle del traffico telefonico, anche con le testimonianze di altre persone informate sui fatti e con immagini di videosorveglianza, che hanno immortalato le fasi precedenti e successive alla consumazione del reato.

Leggi anche

Fonte AdnKronos

Chiude con 35mila visitatori ‘Sogno mediterraneo. Sergio Vacchi’

0

Con 35mila visitatori e l’importante donazione della grande tela “La telefonata di marmo” (1966) si chiude domani, martedì 27 gennaio, la mostra ”Sogno mediterraneo. Sergio Vacchi” omaggio del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli all’artista scomparso dieci anni fa (Castenaso, Bologna, 1º aprile 1925 – Siena, 15 gennaio 2016) uno dei più originali e significativi protagonisti del Novecento italiano. Entra infatti nelle collezioni di Capodimonte, per volontà della Fondazione Vacchi, un’opera del ciclo Federico II di Hohenstaufen che, con raffinata ironia, ha al centro l’archeologia, il mare, la storia del territorio tra arte, artigianato e architetture. In particolare, “La Telefonata di marmo” (200×230 cm, smalto su tela), opera ermetica e fantastica, è ambientata in un notturno mediterraneo. La testa dell’imperatore emerge da una quinta architettonica mentre la mano solleva la cornetta del telefono in un tempo sospeso e congelato, carico di tensione ma apparentemente calmo. L’oggetto entra anacronistico in un’ ambientazione storica del passato creando immediatamente contemporaneità e interrogativi, sfidando certezze e cronologie. Il dipinto induce alla riflessione con un richiamo alla simbologia dei serpenti.

“La telefonata di marmo, già ammirata per tre mesi di mostra, sarà destinata al prossimo allestimento della sezione di arte contemporanea. Ringraziamo la Fondazione Vacchi e in particolare la sua presidente Marilena Graniti Vacchi che ha voluto questo importante omaggio per il centenario a Napoli scegliendo Capodimonte e che ora con una significativa donazione chiude il cerchio coronando una storia artistica e personale – dichiara il direttore Eike Schmidt, autore del saggio sul rapporto con la città ‘Da Adamo ed Eva a Federico II di Hohenstaufen’ nel catalogo edito da Forma – Per noi era doveroso ricordare soprattutto il ruolo di Sergio Vacchi nel momento più decisivo per la svolta contemporanea della scena artistica di Napoli e riavvicinarlo al vivacissimo e sperimentale panorama attuale”.

Già nel 1965 infatti alla Galleria “Il Centro” l’artista bolognese presentò “Adamo ed Eva in Italia”: un ciclo che sanciva il ritorno al figurativo. Nello stesso anno Marcello Rumma avviava un’intensa attività di promozione di arte contemporanea e Lucio Amelio apriva la Modern Art Agency. Nel 1966 Vacchi espone alla Galleria San Carlo. Come è noto, Sophia Loren e Carlo Ponti sono stati suoi affezionati collezionisti, acquisendone più di cento lavori tra i quali la monumentale Morte di Federico II di Hohenstaufen – Notturno italiano (1966), appartenente allo stesso ciclo dell’opera appena donata dalla Fondazione Vacchi a Capodimonte. “A nome della Fondazione Vacchi – sottolinea Marilena Graniti Vacchi – desidero ringraziare il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt, per l’attenzione e la sensibilità con cui ha accompagnato questa mostra dedicata a Sergio Vacchi. La donazione dell’opera ‘La telefonata di marmo’, esposta in mostra, intende essere un gesto di riconoscenza e di continuità, affinché il lavoro di Vacchi possa continuare a dialogare con il pubblico negli spazi del Museo di Capodimonte”.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Virtus Entella, Confente e Colombi: lo show dei numeri uno nel silenzio del Menti

0

Se il calcio fosse solo una questione di numeri, ci si limiterebbe a leggere quell’1-0 finale sul tabellone luminoso. Ma il pomeriggio surreale e silenzioso del “Romeo Menti” ha raccontato una storia diversa, scritta non dagli attaccanti, ma dai due padroni assoluti delle aree di rigore. La sfida tra Alessandro Confente e l’ex di turno Simone Colombi è stata un saggio di tecnica e carisma, un duello a distanza che ha nobilitato la gara, trasformandola in una vetrina per due dei migliori interpreti del ruolo.

Colombi, il ritorno del grande ex

Per Simone Colombi non poteva essere una domenica banale. Tornare a Castellammare, anche in uno stadio privato del calore della sua gente, ha un peso specifico diverso. Il portiere della Virtus Entella ha onorato il suo passato sfoderando una prestazione monstre. È stato lui l’ultimo ad arrendersi, l’argine contro cui si è infranta più volte la manovra offensiva delle Vespe.

L’istantanea della sua gara è tutta nel duello con Cacciamani: un volo plastico su un diagonale velenoso, un intervento che ha strozzato in gola l’urlo del gol all’attaccante gialloblù quando la palla sembrava già destinata all’angolino. Se i liguri sono rimasti aggrappati alla partita fino ai minuti convulsi dell’attesa VAR, il merito è esclusivamente dei suoi guantoni e di una leadership che gli ha permesso di guidare la difesa con l’autorevolezza di chi conosce ogni zolla di quel campo.

Confente e l’arte della concentrazione

Dall’altra parte del campo, Alessandro Confente ha accettato la sfida rispondendo colpo su colpo. La sua è stata una gara diversa, forse ancora più difficile per un portiere: meno sollecitato nel volume di gioco rispetto al collega, ma decisivo quando il pallone ha iniziato a scottare davvero.

La sua grandezza si è misurata nel recupero. Lì, dove la stanchezza annebbia le idee e le gambe tremano, Confente ha tirato giù la saracinesca. Un riflesso istintivo, felino, che ha salvato il risultato e blindato tre punti pesantissimi. Oltre alla vittoria, il portiere si porta a casa la soddisfazione personale del clean sheet: mantenere la porta inviolata in una gara così tirata è linfa vitale per l’autostima di tutto il reparto arretrato.

Una sicurezza per Abate

Alla fine, il duello dei “portieri moderni” lo vince il padrone di casa. Non solo per la parata tecnica, ma per la tenuta mentale. Nei minuti infiniti della revisione video, quando il destino del match era appeso a un filo, la calma olimpica di Confente ha trasmesso sicurezza a una squadra che sentiva il cuore battere forte.

Ignazio Abate può sorridere: se la difesa della Juve Stabia ha retto l’urto, è perché alle spalle del muro difensivo c’è un’ultima, invalicabile protezione. Confente vince la sfida dei numeri uno e si regala il sorriso più bello di questo sabato pomeriggio.

L’AZZURRO PENSIERO. La Juve punisce il Napoli oltre i propri demeriti. Finisce 3-0

0

Il Napoli esce dall’Allianz Stadium con una sconfitta pesante nel punteggio (3-0), ma che racconta una storia diversa rispetto a quanto visto in campo per oltre un’ora. Una gara decisa dagli episodi e dalla spietatezza dei padroni di casa nelle ripartenze finali, che condanna la squadra di Conte nonostante una prestazione di grande generosità.

La cronaca: David apre, la Juve chiude in contropiede

Il match si sblocca intorno al 20’: David trova l’inserimento perfetto in area di rigore e, con un sinistro chirurgico, batte l’estremo difensore azzurro infilando l’angolo lontano.

Nella ripresa il Napoli entra in campo con un piglio diverso, schiacciando la Juventus nella propria trequarti alla ricerca del pareggio. Gli azzurri creano pressione, ma non riescono a trovare il guizzo vincente. Nel finale, con la squadra di Conte sbilanciata in avanti, la Juventus colpisce due volte in contropiede: prima Yildiz e poi Kostic firmano il definitivo 3-0, un passivo forse troppo severo per quanto espresso in campo.


Il commento di Antonio Conte: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

Nonostante la sconfitta, Antonio Conte difende la prestazione della squadra, sottolineando l’equilibrio della sfida fino al raddoppio bianconero:

“È stata una partita equilibrata per oltre un’ora. Dopo il secondo gol si è chiusa la gara. Complimenti alla Juventus, ma anche ai miei ragazzi che hanno dato tutto. Stiamo navigando in un mare agitato, ma dalla barca non scendiamo perché vogliamo combattere.”

L’allenatore guarda avanti con ottimismo: “Ho un gruppo serio, sono orgoglioso dell’impegno che stanno mettendo. Abbiamo ancora molti mesi e obiettivi da raggiungere, andiamo avanti con fiducia.”

Le voci dal campo: Di Lorenzo e Buongiorno

Il capitano Giovanni Di Lorenzo non nasconde l’amarezza, soffermandosi anche su un episodio dubbio in area bianconera:

  • “Fa male perché eravamo in partita fino alla fine. Dal campo ci sembrava ci fosse un rigore su Hojlund, ma è stato deciso diversamente. Ora dobbiamo reagire: mercoledì ci aspetta una sfida fondamentale per la Champions.”

Sulla stessa linea il difensore Alessandro Buongiorno, che sottolinea la compattezza del gruppo:

  • “Avremmo meritato qualcosa in più sull’1-0. C’è delusione, ma il gruppo è unito e si sacrifica. Dobbiamo tenere duro e riprendere la nostra strada con determinazione.”


Analisi e Prossimi Impegni

Il Napoli deve ora smaltire in fretta la delusione di Torino. Sebbene il risultato finale sia rotondo, la capacità degli azzurri di restare in partita e pressare una big come la Juve nel secondo tempo resta un segnale positivo. La testa va subito al turno infrasettimanale, dove in palio ci saranno punti pesantissimi per la corsa all’Europa che conta.

Juve Stabia, Mannini: Una luce nel silenzio del Menti. Il “ragazzino” gioca da veterano contro l’Entella

0

C’è un volto che brilla più degli altri nel pomeriggio surreale e silenzioso del “Romeo Menti”. È il volto pulito di Mattia Mannini. In un sabato dove l’assenza del pubblico avrebbe potuto spegnere gli animi, il giovane talento scuola Roma ha acceso la luce. Chiamato in causa all’ultimo istante per sostituire un pilastro come Carissoni, messo ko dall’influenza, Mannini non ha tremato. Anzi, ha trasformato un’emergenza improvvisa nell’occasione della vita, regalando una prestazione che ha tutto il sapore della consacrazione.

La maturità del predestinato

Nonostante la carta d’identità reciti 2006, Mannini si è mosso sulla fascia con la disinvoltura di chi quei campi li calca da anni. Per i presenti (addetti ai lavori e staff) è stata una vera delizia per gli occhi: accelerazioni brucianti, cross tesi e una capacità di lettura tattica rarissima per un quasi ventenne.

Chi si aspettava un ragazzo timoroso, limitato a svolgere il “compitino” per non sbagliare, è rimasto spiazzato. Mannini ha cercato costantemente la giocata propositiva, diventando una spina nel fianco costante per la difesa dell’Entella. Sostituire un leader come Carissoni non era impresa facile, ma lui ha interpretato il ruolo con un mix perfetto di umiltà e spavalderia. Ha spinto quando c’era da offendere e ha stretto i denti nel convulso finale, quando la Virtus provava il tutto per tutto e le attese del VAR toglievano il respiro. Il suo sorriso al triplice fischio è l’istantanea più bella di questo sabato: la felicità pura di chi sa di aver dato tutto per la maglia.

La scommessa vinta

Con il successo sull’Entella e la scoperta di un Mannini così convincente, Ignazio Abate può sorridere due volte. Nonostante l’emergenza influenza e il peso psicologico di una gara giocata in un clima irreale, il tecnico ha avuto il coraggio di gettare nella mischia il giovanissimo esterno, ricevendone in cambio una prestazione di assoluto livello.

La duttilità e la freschezza del ragazzo rappresentano ora una risorsa fondamentale per lo scacchiere tattico gialloblù. In questa seconda parte di campionato, dove le gambe inizieranno a pesare e ogni punto varrà il doppio, sapere di poter contare su un Mannini in questo stato di grazia è ossigeno puro. Abate ha trovato un’arma in più nel suo arsenale, un volto felice che incarna perfettamente lo spirito di questa Juve Stabia: una squadra che non ha paura di scommettere sul talento per blindare l’obiettivo salvezza.

Savoia calcio, pareggio in casa per 2-2 contro l’Enna grazie a Guida. Fotogallery

0

Finisce con un pareggio la sfida tra Savoia ed Enna, valida per la ventunesima giornata del campionato di Serie D.

L’Enna parte bene e chiude il primo tempo in vantaggio grazie alla doppietta di Tchaouna che segna al 2’ e raddoppia al 26’ su assist della difesa oplontina.

L’episodio

Sul momentaneo 0-1  si è verificato un episodio non sanzionato dall’arbitro.  Francesco Umbaca riceve palla in area sulla destra e viene falciato da un difensore siciliano. Proprio sul proseguimento dell’azione è poi arrivata la seconda rete degli avversari.

Umbaca atterrato in area

Il secondo tempo.

Nella ripresa solo assalti confusi del Savoia. Addirittura Chaouna sfiora il colpo del 3 a 0. Ma quando la partita sembra terminare verso una sconfitta, nel finale Michele Guida accende improvvisamente il Savoia.

La doppietta di Guida.

Al 41′ il gol che riapre la gara e in pieno recupero il pareggio al 48’che fa esplodere il Giraud.

IL TABELLINO:

Savoia (3-4-2-1): Sciammarella ’06 – Frasson, Checa, Vaccaro (46’ Fiasco ’05) – Schiavi, Ledesma (81’ Sellaf ’05), Pisacane ’06 (46’ Munoz), Esposito ’07 (46’ Carlini ’07) – Guida, Umbaca – Reis (66’ Meola).
A disposizione: De Lorenzo ’07, Bitonto ’06, Forte, Cadili. All. Catalano
Enna (4-4-2): Vito – Di Modugno, Occhiuto ‘05, Spina, Zerillo ‘06 – Bamba (77’ Galfano ‘07), Dadic, Tchaouna Franky ‘05 (71’ Rossitto), Distratto ‘07(84’ Salvi ‘09) – Tchaouna Franck ‘05, Diaz Garcia (61’ Gabrieli).
A disposizione: Loliva, Manganaro ‘07, Deriu ‘05, Cespedes ‘06. All. Passiatore.
Arbitro: Pasqualini di Macerata.
Assistenti: Pisu di Oristano e Tinelli di Treviglio.
Reti: 2’ Tchaouna Franck, 25’ Tchaouna Franck, 88’ Guida, 94’ Guida.
Ammoniti: 12’ Dadic, 22’ Spina, 54’ Diaz Garcia, 62’ Di Modugno, 94’ Guida.
Recupero: 2’ pt, 5’ st.
Note – angoli: 9-2.

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

Supercinema Castellammare, serata di comicità con Benvenuti in casa Esposito per La Stagione Teatrale di Luca

0

La rassegna “La Stagione di Luca”, diretta da Luca Nasuto, al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia, è un punto di riferimento culturale che consolida il legame tra la città di Castellammare e le grandi produzioni teatrali italiane, con un cartellone di alto livello, che alterna drammi intensi a commedie brillanti.

Finalmente in scena anche a Castellammare di Stabia al Teatro Supercinema lo scorso venerdì un fortunato spettacolo teatrale che ha raccolto successi in tutt’Italia: “Benvenuti in casa Esposito”.

Un venerdì sera di risate con questa esilarante commedia, interpretata da noti attori del panorama nazionale, la cui comicità lascia spazio a una riflessione critica sulla legalità e sull’importanza dei legami familiari.

Il protagonista, interpretato dall’attore Giovanni Esposito, è Tonino Esposito, figlio di un defunto boss della camorra del Rione Sanità, un personaggio goffo e ingenuo, privo della ferocia necessaria per succedere al padre, il che crea situazioni comiche e paradossali.

Il problema è che Tonino non si rende conto che quest’attività non fa per lui, perché come delinquente è una frana e si ritrova sempre in situazioni tragicomiche, tanto che alla fine il capoclan, Don Pietro De Luca detto “’O Tarramoto”, lo fa mettere agli arresti domiciliari pur di evitare che combini guai peggiori.

Le sue disavventure mostrano l’assurdità dei codici d’onore e delle gerarchie criminali, mettendo alla berlina il modus vivendi degli affiliati e privandoli di quell’alone di fascino o terrore che spesso li circonda nei media.

La criminalità organizzata appare come un mondo grottesco, ignorante e, in ultima analisi, perdente. Attraverso la risata, l’autore invita alla riflessione, dimostrando che l’umorismo può essere un’arma potente contro la prevaricazione mafiosa.

Nel cast oltre a Giovanni Esposito ci sono gli strepitosi Nunzia Schiano, Salvatore Misticone nella parte dei suoceri e Susy Del Giudice in quella della moglie di Esposito.

Molto bravi anche Aurora Benitozzi nel ruolo della figlia ribelle Tina, Giampiero Schiano, che interpreta il fantasma di un capitano spagnolo, con il cui teschio Tonino parla dei suoi problemi nel cimitero delle Fontanelle, Gennaro Silvestro nel ruolo del boss e Carmen Pommella in quello della madre di Tonino.

Il testo teatrale è stato scritto da Pino Imperatore insieme a Paolo Caiazzo e ad Alessandro Siani, che ne ha curato anche la regia.

Il ritmo della commedia è serrato con continui cambi di scena, mantenendo alta l’attenzione del pubblico e garantendo risate fin dall’inizio. La messa in scena è realistica, con scenografia e costumi che rispecchiano le aspirazioni piccolo-borghesi dei personaggi.

La scenografia è dinamica, capace di trasformarsi a vista, passando dall’abitazione degli Esposito a quella più sfarzosa del boss “‘o Tarramoto”, con un grande trono e quadri di tendenza.

L’integrazione di proiezioni video permette di espandere lo spazio teatrale, alternando gli interni domestici a suggestivi scorci della città.

Gli abiti contribuiscono alla caratterizzazione, oscillando tra il gusto popolare e l’ostentazione tipica di certi ambienti, rendendo immediatamente riconoscibili i ruoli e le aspirazioni dei personaggi.

“Benvenuti in casa Esposito”, commedia ben riuscita e dalla travolgente comicità, ha raccolto gli applausi scroscianti del folto pubblico intervenuto al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia. Ha salutato i presenti alla fine dello spettacolo anche l’autore del testo Pino Imperatore.

Un plauso a Luca Nasuto, attore, drammaturgo e poeta, nonché direttore artistico della rassegna, per aver portato a Castellammare di Stabia il grande teatro nazionale, con alcuni dei più straordinari attori comici italiani.

Conte: “Se scendi dalla barca rischi di uscire dall’Europa”

0

Dopo la pesante sconfitta contro la Juventus per 3-0 allo Stadium, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha commentato la partita a Sky Sport: “Fino all’1-0 è stata una partita equilibrata, poi dopo la seconda rete si sono aperti gli spazi per loro. Complimenti a loro ma anche ai miei, ho poco da dire a questi ragazzi. Per la prima volta ho fatto entrare un giocatore che non avevo mai visto in allenamento. Non dobbiamo piangere e se qualcuno vuole scendere lo faccia pure, ma noi rimaniamo a combattere con tutte le nostre forze”. Sul contatto Hojlund-Bremer: “Non ho visto. Gli arbitri facciano quello che meglio credono, basta che ci sia onestà per un calcio pulito”.

Sugli obiettivi di questa stagione: “Mancano ancora sedici partite. Noi stiamo lì per fare del nostro meglio. Ho dei ragazzi seri che stanno dando tutto. Dalla barca non si scende perché c’è un campionato ancora lungo e tanti obiettivi: ci può essere l’obiettivo Champions, quello dell’Europa League, della Conference. Se scendi dalla barca rischi davvero di stare fuori dall’Europa. Sta a noi cercare di fare il nostro meglio”.

Juve Stabia – Virtus Entella (1-0): Le foto dei protagonisti in campo

0

Guarda le foto di Juve Stabia – Virtus Entella realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe con i liguri allenati da Andrea Chiappella in uno stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia a porte chiuse per disposizione del Prefetto di Napoli.

TABELLINO UFFICIALE

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (45′ Ruggero), Bellich; Mannini (72′ Gabrielloni), Correia, Leone (72′ Pierobon), Zeroli, Cacciamani; Mosti; Candellone (24′ Burnete) (89′ Maistro).
A disp.: Signorini, Boer, Dalle Mura, Baldi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Beggi (Abate squalificato).
VIRTUS ENTELLA (3-4-2-1): Colombi; Parodi (75′ Fumagalli), Tiritiello (45′ Alborghetti), Marconi; Bariti (67′ Mezzoni), Nichetti (67′ Dalla Vecchia), Karic, Di Mario; Franzoni, Guiu (75′ Cuppone); Debenedetti.
A disp.: Del Frate, Siaulys, Squizzato, Russo, Turicchia, Del Lungo.
All.: Chiappella.

Direttore di gara: Sig. Giuseppe Mucera della sezione AIA di Palermo

1° Assistente sig. Paolo Bitonti della sezione AIA di Bologna

2° Assistente sig. Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido

IV° ufficiale sig. Alberto Ruben Arena della sezione AIA di Torre del Greco

VAR sig. Matteo Gualtieri della sezione AIA di Asti

AVAR sig. Stefano Del Giovane della sezione AIA di Albano Laziale

Marcatori: 13′ Candellone (JS)

Angoli: 4 – 3

Ammoniti: 8′  Tiritiello 31′ Leone 90′ Di Mario

Espulsi: –

Recupero: 2 min pt – 7 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Partita a porte chiuse disposte da ordinanza del Prefetto di Napoli

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

Juventus-Napoli 3-0! Benzina terminata per gli Azzurri

0

In un periodo di massima crisi, dettata dagli infortuni, per il Napoli di Antonio Conte, i Partenopei vanno allo Stadium ad affrontare la Juventus dell’ex Spalletti. La squadra è in enorme difficoltà, reduce dal pareggio in Champions, arrivato in maniera rocambolesca.

Primo tempo

Il primo tempo mette subito le cose in chiaro, la Juve pressa forte e fa la partita. Il Napoli pare già stanco già dall’avvio, illuminato dal solo Vergara, che sarà il migliore in campo degli Azzurri.

Al diciassettesimo, Thuram raccoglie palla e calcia al giro sul secondo palo, ma la palla sbatte sul legno.

Al ventiduesimo arriva il gol della Juve, McTominay respinge un cross, Locatelli raccoglie al limite dell’area ed imbuca per David, Spinazzola non contiene ed il canadese a tu per tu con Meret non sbaglia, 1-0.

Al ventiquattresimo la Juve va vicina al raddoppio, Yildiz serve Concencao solo in area, calcia e prima di esultare trova il salvataggio sulla linea di Buongiorno.

Al trentanovesimo, c’è un episodio in area di rigore bianconera, Bremer abbatte Hojlund a palla lontana, per l’arbitro non c’è nulla e neanche per il VAR, ma sembra palese l’errore della classe arbitrale.

Secondo tempo

Nella ripresa il Napoli accenna una reazione mentale, spinge forte e crea occasioni, ma al settantasettesimo arriva l’errore di Juan Jesus in uscita dal basso, Yildiz di invola verso la porta a campo aperto e batte Meret, 2-0 nel momento migliore del Napoli.

Il Napoli esce completamente dalla partita. La Juve dilaga, all’ottantaseiesimo c’è il sigillo di Kostic, che dalla distanza calcia da fermo e trova l’angolino, nulla può fare Meret, 3-0.

Sconfitta pesante per il morale del Napoli, che già era mentalmente instabile; per via dei problemi che lo continuano a colpire.

Juve Stabia – Virtus Entella (1-0): Il podio e il contropodio gialloblù

0

La Juve Stabia continua la sua crescita ed a farne le spese è la Virtus Entella che cade al Menti sotto il fendente di Leonardo Candellone. Nonostante l’assenza dei tifosi, le vespe volano ancora alto.

PODIO

Medaglia d’oro: a Kevin Zeroli ed al suo impatto super con i colori della Juve Stabia. Seconda maglia da titolare consecutiva e seconda prova incisiva per l’ex Monza che, come avvenuto a Bari, anche contro la Virtus Entella mette lo zampino nella rete che decide il match. Suo infatti l’ottimo passaggio filtrante poi capitalizzato da Candellone. Zeroli poi ci prova più volte trovando però Colombi attento negli interventi. Innesto più che azzeccato. Primo posto condiviso con Candellone che realizza la rete del vantaggio e regge le sorti dell’attacco fino al 25′. La sua uscita dal campo mostra a tutti, anche a chi lo critica, che il suo contributo è troppo importante per la fase offensiva per le Vespe che appunto perdono di peso in avanti proprio a causa della sua assenza sul rettangolo verde.

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, ormai certezza della difesa stabiese. Il ritorno tra i titolari di Varnier dirotta sul centro destra l’ex Sudtirol, che però non risente del cambio di posizione. Pulito negli interventi e ruvido nell’usare il fisico, Giorgini non sbaglia niente e anzi “comanda” anche bene i compagni: nel silenzio del Menti si sentono infatti forti le sue urla, con Correia e Mannini tra i principali destinatari delle esortazioni del difensore.

Medaglia di bronzo: proprio a Mattia Mannini, che non fa sentire la mancanza di Carissoni. L’attacco influenzale che colpisce l’ex Cittadella lancia tra i titolari il ragazzo cresciuto nella Roma che, finalmente, mostra di che pasta è fatto. Corsa e tanto cuore nei saliscendi sulla fascia di Mannini, impeccabile soprattutto nel sostegno alla linea difensiva. L’impressione è che il girone di ritorno possa essere nuovo inizio bella storia del 76 con la Juve Stabia.

CONTROPODIO

La notizia che fa storcere il naso è l’infortunio di Candellone, ancora da valutare ma certamente influente almeno sulla prossima gara con la Reggiana. L’assenza del capitano, nello stato di forma attuale, crea un vuoto difficile da colmare. Con Gabrielloni in cerca della migliore condizione e Burnete, che va aiutato ma che deve anche lui aiutare l’ambiente ad aiutarlo, le settimane a venire saranno importanti per il futuro prossimo della Juve Stabia. Inoltre, sono da registrare le amnesie difensive finali che, come avvenuto col Pescara, erano costate due punti prima dell’intervento del var.

Juve Stabia, altra svolta societaria: Avram Grant è il Nuovo Head of Football Operations di Solmate

0

Il futuro della Juve Stabia si tinge di un respiro internazionale che profuma di grande calcio. La notizia che sta facendo vibrare il cuore del popolo gialloblù non è solo un cambio di organigramma, ma un segnale inequivocabile: la Solmate (Brera Holdings PLC, quotata al NASDAQ: SLMT), proprietaria al 100% delle Vespe, non ha alcuna intenzione di fermarsi nel mondo del calcio. Al contrario, rilancia, puntando sulla massima professionalità possibile.

L’annuncio ufficiale è di quelli che spostano gli equilibri: Avram Grant, già advisor della società, è stato nominato Head of Football Operations. Una scelta che conferma come la holding, con base strategica ad Abu Dhabi, voglia strutturare il proprio comparto sportivo con una guida dal pedigree indiscutibile.

Un Gigante del Calcio Mondiale al Timone

Per capire la portata di questa nomina, basta scorrere il curriculum di Avram Grant. Non capita spesso che un club di Serie B o una realtà sportiva italiana sia legata a un dirigente capace di arrivare ai vertici assoluti del calcio europeo.

  • Chelsea FC: Ha guidato i “Blues” fino alla storica finale di UEFA Champions League.

  • Premier League: Esperienze di primo piano con West Ham e Portsmouth.

  • Nazionali: Ha guidato la Nazionale israeliana e diverse selezioni in Africa, dimostrando una visione del calcio a 360 gradi.

Nel suo nuovo ruolo, Grant supervisionerà tutte le operazioni sportive di Solmate, assumendo le responsabilità precedentemente gestite da Dan J. McClory e Alberto Libanori. Il suo compito sarà chiaro: portare efficienza, disciplina commerciale e valore a lungo termine.

Perché i Tifosi della Juve Stabia Possono Esultare?

L’investimento in una figura come Grant è la prova provata che la Solmate vuole “fare calcio” in modo serio e strutturato. Per la Juve Stabia, questo significa far parte di un ecosistema che punta all’eccellenza operativa.

L’obiettivo dichiarato dal CEO Marco Santori è quello di ottimizzare il business sportivo integrandolo con la strategia sulle infrastrutture di asset digitali della società. Per la piazza di Castellammare di Stabia, questo si traduce in:

  1. Competenza d’Élite: Avere una leggenda del calcio a supervisionare le strategie significa accesso a metodologie di lavoro utilizzate nei top club mondiali.

  2. Stabilità e Ambizione: Un dirigente del calibro di Grant non accetta incarichi senza un progetto solido e ambizioso alle spalle.

  3. Visione Internazionale: La possibilità di internazionalizzare il brand Juve Stabia e attrarre nuove opportunità, sia tecniche che commerciali.

“Avram porta in azienda un pedigree calcistico senza pari”, ha sottolineato Santori. “Ottimizzerà e introdurrà disciplina commerciale nel nostro business sportivo”.

Una Nuova Era per le Vespe

Mentre Solmate continua a espandersi nel settore tecnologico e delle infrastrutture Solana, la nomina di Grant mette al sicuro l’anima sportiva del progetto. Il popolo gialloblù può guardare al futuro con rinnovato ottimismo: la rotta è tracciata e al comando c’è un uomo che ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo.

IL MORSO DELLA VESPA. Menti chiuso, cuore aperto: lo Stabia vince per i suoi tifosi

0

In un’atmosfera surreale, con le tribune del Menti chiuse al pubblico a seguito dei tafferugli post-Pescara, la Juve Stabia continua la sua marcia spedita verso i piani alti della classifica. Gli uomini di Ignazio Abate (squalificato e sostituito in panchina dal suo staff) centrano il sesto risultato utile consecutivo, piegando di misura una Virtus Entella battagliera ma poco concreta sotto porta.

Lampo di Candellone e tegola infortunio

Il match si sblocca dopo appena tredici minuti. L’intuizione vincente porta la firma del nuovo arrivato Zeroli, che pesca in profondità Leonardo Candellone. Il capitano gialloblù si avventa sul pallone: la prima conclusione viene murata dall’ex Colombi, ma sulla respinta il numero 9 non perdona. È l’1-0, nonché il settimo centro stagionale (il terzo di fila) per il bomber delle Vespe.

La gioia del gol dura però poco: pochi minuti dopo il vantaggio, Candellone è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare, lasciando il campo tra le preoccupazioni dello staff tecnico in vista dei prossimi impegni.

Reazione Entella e legni sfiorati

La Virtus Entella, gravata dalle statistiche di un attacco asfittico e ancora a secco di vittorie esterne, prova a scuotersi. I liguri si rendono pericolosi con Guiu e Di Mario, ma trovano sulla loro strada un Confente in stato di grazia e una difesa stabiese sempre lucida nelle chiusure.

Nella ripresa, la Juve Stabia avrebbe l’occasione d’oro per chiudere i conti: Leone serve a Cacciamani un pallone che urla solo “gol”, ma il giovane attaccante si fa ipnotizzare da Colombi a tu per tu con la rete.

Il brivido finale e il VAR

Il finale è un autentico assalto ligure. Al triplice fischio manca pochissimo quando il Menti (vuoto) trema: Fumagalli mette dentro la palla del pari, ma la gioia degli ospiti viene strozzata dal VAR, che ravvisa un fuorigioco millimetrico di Cuppone. Lo stesso Cuppone e Franzoni sfiorano il colpaccio in pieno recupero, ma il fortino gialloblù regge l’urto.


Le conseguenze della classifica

Con questo 1-0, le due squadre prendono direzioni opposte:

  • Juve Stabia: Sempre più salda in zona playoff, confermandosi una delle realtà più solide del torneo.

  • Virtus Entella: Gli uomini di Chiappella restano pericolosamente invischiati nella lotta playout, pagando ancora una volta l’incapacità di pungere lontano da casa.

A fine gara, nonostante i cancelli chiusi, la squadra è corsa sotto le mura dello stadio per festeggiare con i tifosi che hanno sostenuto i colori gialloblù dall’esterno per tutti i novanta minuti.

Teatro Karol di Castellammare: Maurizio de Giovanni presenta il suo nuovo romanzo “L’orologiaio di Brest”

0

Al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, nell’ambito della Rassegna “Platealmente – Dal libro alla Scena” un autore dal grande carisma: Maurizio de Giovanni, col romanzo “L’orologiaio di Brest”.

Teatro Karol gremito lo scorso giovedì sera per l’incontro con Maurizio de Giovanni, un autore che durante le presentazioni dei suoi romanzi riesce a mobilitare il pubblico e riempire i teatri, creando eventi letterari di grande richiamo.

A fare gli onori di casa e ad accogliere sul palco il famoso scrittore partenopeo, il giornalista Pierluigi Fiorenza e la prof. Eliana Bianco, che con la consueta verve e simpatia hanno interloquito con un de Giovanni affabile e divertente che, tra l’altro, è anche un estimatore di Castellammare di Stabia e ci torna sempre volentieri.

“Se non si viene a Castellammare, non vedo in quale altro luogo della nostra regione si debba venire – ha esordito – È un posto pieno di cultura, di bellezza, di consapevolezza. Castellammare è ricchissima e deve sempre ricordarsi di esserlo in ogni momento.”

Anche stavolta con “L’orologiaio di Brest” de Giovanni non ha deluso il suo pubblico, presentando un noir dalla trama carica di tensione emotiva e mistero, dove il destino e le coincidenze temporali muovono le vite dei protagonisti.

L’opera, una narrazione complessa che si muove tra il 1984 e il 2025 indagando le dinamiche oscure della storia italiana, si discosta dalle precedenti (come le serie del Commissario Ricciardi o dei Bastardi di Pizzofalcone) per esplorare contesti e atmosfere diverse.

È un noir storico, ambientato tra Italia e Francia, che intreccia le vite di Vera Coen, giornalista in cerca della verità sulla morte del padre, e dell’abitudinario professor Andrea Malchiodi.

Al centro della storia c’è l’enigmatica figura di un ex militante degli anni di piombo, un esperto di armi ed esplosivi noto come “l’orologiaio”, custode di segreti inconfessabili legati alla lotta armata e a tradimenti istituzionali.

La trama scava nei meandri della “notte della Repubblica”, rivelando l’esistenza di una “Entità” governata da una persona con un potere immenso, e suggerisce connessioni tra il terrorismo degli anni ’70/’80 e i centri di potere oscuro.

Il tema dell’amore emerge soprattutto nel rapporto padri-figli, spesso segnato da assenze, silenzi e consapevolezza tardiva, e nelle conseguenze emotive che le scelte politiche e criminali del passato hanno avuto sulla vita privata dei personaggi.

Nel romanzo, il tempo non è solo un’ambientazione, ma il vero protagonista. La narrazione esplora il rapporto tra passato e presente, rivelando come la memoria, il ricordo e l’assenza condizionino l’identità e le azioni dei personaggi.

Evocato sin dalle prime pagine, il tempo scorre, si ferma e ritorna, creando un’atmosfera intensa e sospesa. La struttura narrativa mette in luce come il passato non passi mai veramente, ma influenzi il presente.

“Questo romanzo nasce da una riflessione sul tempo. Il tempo è una convenzione, quindi è oggettivo da un punto di vista – ha affermato de Giovanni – Dal punto di vista personale il tempo è qualcosa di diverso, per esempio, l’ultima volta che abbiamo visto una persona molto cara. Abbiamo un tempo fino ad allora e uno vissuto dopo. Siamo persone diverse da quel momento in poi.”

“Anche il tempo comune ha avuto degli snodi – ha sottolineato l’autore – e quello della stazione di Bologna, con l’orologio fermo all’ora della strage, è qualcosa che ci portiamo dentro. Questo Paese è stato una cosa fino a quell’ora e qualcosa di diverso da quell’ora in poi.”

“Se il telefono avesse suonato un minuto dopo, Marco (uno dei personaggi del noir) sarebbe già uscito per andare al mare. Sono cose banali e immediate che possono cambiare la vita delle persone. Sono piccoli eventi: vai a una festa dove non dovevi andare, oppure non ci vai perché hai la febbre, incontrerai o non incontrerai qualcuno che ti cambierà la vita.”

“Se una barca che affonda al largo della Libia, uccidendo tutti, avesse a bordo un ragazzino di sei anni che un giorno avrebbe scoperto la cura per i tumori? Questi snodi dell’essere e del non essere sono la materia della narrazione.”

Le riflessioni di Maurizio de Giovanni non sono mai banali perché si radicano in temi sociali profondi. De Giovanni contrappone il tempo vissuto individualmente a quello storico, evocando gli anni di piombo e il loro strascico sulla coscienza contemporanea.

In sintesi, il tempo in quest’opera non è una semplice linea cronologica, ma una ferita aperta e un’indagine sulla memoria.

È proprio questa la cifra distintiva di Maurizio de Giovanni: la capacità di usare il genere noir o poliziesco come un “cavallo di Troia” per esplorare le fragilità umane e le contraddizioni della società contemporanea.

Tra i presenti all’evento il sindaco di Castellammare dott. Luigi Vicinanza, il dott. Luigi Riello, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli dal 2015 al 2023, e dirigenti scolastici, docenti e alunni di vari istituti stabiesi, che con la loro presenza hanno testimoniato l’attenzione con cui la scuola promuove la lettura come esperienza viva e non solo come dovere scolastico.

Il sindaco Luigi Vicinanza è salito sul palco per salutare il noto scrittore che nel suo romanzo racconta un periodo buio della nostra storia.

Il primo cittadino, dopo aver fraternamente salutato de Giovanni, in riferimento agli anni ’80 ha affermato:

“Sono stati anni tremendi, i peggiori della storia italiana, della Nostra Repubblica. Le uniche cose positive che eravamo giovani e che arrivò Maradona a Napoli e vinse lo scudetto. Che grande invidia per questa “Entità”, il cui potere dura da cinquecento anni, mentre qui a Castellammare non lo fanno durare neanche cinque anni!”

Un evento letterario che ci ha lasciato qualcosa su cui riflettere, suggerendo che il libro non sia solo un oggetto di consumo, ma uno strumento di resistenza intellettuale, in un mondo dominato da contenuti rapidi e frammentati.

“L’orologiaio di Brest” di Maurizio de Giovanni (Feltrinelli, 2025) è un romanzo noir dalla trama coinvolgente, il ritmo incalzante e i personaggi ben delineati, che culmina con un colpo di scena finale, lasciando il lettore con il fiato sospeso.

È il primo capitolo di una nuova e promettente serie letteraria che indaga il rapporto tra memoria e oblio: non vediamo l’ora di leggerne il prossimo.