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“E’ morto Papa Francesco”, l’annuncio in diretta su Raiuno – Video

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(Adnkronos) – "E' morto Papa Francesco".Eleonora Daniele, in diretta su Raiuno, annuncia il diretta la morte di Papa Francesco. "Penso una delle notizie più tristi per tutto il mondo.

Le agenzie riportano, ora, la morte del Papa", dice la conduttrice nel silenzio totale dello studio alle 9.59 del 21 aprile. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da ‘Laudato sì’ a ‘Dilexit nos’, le 4 encicliche di Papa Francesco

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(Adnkronos) – Sono quattro le encicliche promulgate da Papa Francesco, morto oggi all'età di 88 anni: "Lumen Fidei" (29 giugno 2013), "Laudato si'" (24 maggio 2015), "Fratelli tutti" (3 ottobre 2020) e "Dilexit nos" (24 ottobre 2024).  La prima enciclica è in realtà frutto del lavoro di Benedetto XVI. "Lumen Fidei" (Luce della fede) è la conclusione delle encicliche dedicate alle virtù teologali: Papa Joseph Ratzinger, infatti, aveva pubblicato "Deus Caritas Est" e "Spe Salvi".Papa Francesco nell'incipit scrive che Benedetto XVI "aveva già quasi completato una prima stesura di Lettera enciclica sulla fede.

Gliene sono profondamente grato e, nella fraternità di Cristo, assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi.Il Successore di Pietro, ieri, oggi e domani, è infatti sempre chiamato a 'confermare i fratelli' in quell'incommensurabile tesoro della fede che Dio dona come luce sulla strada di ogni uomo". "Si è visto – si legge nel testo dell'enciclica – che la luce della ragione autonoma non riesce a illuminare abbastanza il futuro; alla fine, esso resta nella sua oscurità e lascia l’uomo nella paura dell’ignoto.

E così l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce grande, di una verità grande, per accontentarsi delle piccole luci che illuminano il breve istante, ma sono incapaci di aprire la strada.Quando manca la luce, tutto diventa confuso, è impossibile distinguere il bene dal male, la strada che porta alla meta da quella che ci fa camminare in cerchi ripetitivi, senza direzione. È urgente perciò recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore.

La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo.Perché una luce sia così potente, non può procedere da noi stessi, deve venire da una fonte più originaria, deve venire, in definitiva, da Dio.

La fede nasce nell’incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per essere saldi e costruire la vita". La seconda enciclica di Papa Francesco si intitola "Laudato sì", citazione del Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi.Dedicata alla ecologia integrale, il pontefice sottolinea il legame inscindibile tra l'umanità e la Creazione.

Francesco mette ripetutamente dai rischi derivati dalla mancata attenzione alla cura della casa comune. "Oggi – afferma il Papa – non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri.Quando non si riconosce nella realtà stessa l’importanza di un povero, di un embrione umano, di una persona con disabilità, difficilmente si sapranno ascoltare le grida della natura stessa.

E’ preoccupante il fatto che alcuni movimenti ecologisti difendano l’integrità dell’ambiente, e con ragione reclamino dei limiti alla ricerca scientifica, mentre a volte non applicano questi medesimi princìpi alla vita umana". La terza enciclica dal titolo "Fratelli tutti, Papa Francesco" è dedicata alla fraternità e alla amicizia sociale.Secondo il Papa oggi, "la storia sta dando segni di un ritorno all’indietro.

Si accendono conflitti anacronistici che si ritenevano superati, risorgono nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti e aggressivi.In vari Paesi un’idea dell’unità del popolo e della nazione, impregnata di diverse ideologie, crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali".

Oggi – sottolinea il pontefice – si avverte "la perdita del senso della storia che provoca ulteriore disgregazione.Si avverte la penetrazione culturale di una sorta di decostruzionismo" che porta a "nuove forme di colonizzazione culturale".

Riferendosi alla pandemia di Covid, il pontefice rileva che "passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica.Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più gli altri, ma solo un noi.

Che non sia stato l'ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare".In definitiva – osserva Francesco – è "impossibile capire me stesso senza un tessuto più ampio di relazioni". "L'amore che è autentico, che aiuta a crescere, e le forme più nobili di amicizia abitano cuori che si lasciano completare.

La statura spirituale di un’esistenza umana è definita dall'amore". La quarta enciclica del pontificato di Papa Francesco intitolata "Dilexit nos" è sull'amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo.Secondo le intenzioni del Papa si tratta di una enciclica che raccoglie "le preziose riflessioni di testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che risale alle Sacre Scritture, per riproporre oggi, a tutta la Chiesa" il culto del Sacro Cuore di Gesù "carico di bellezza spirituale"."Si potrebbe dire che io sono il mio cuore, perché esso è ciò che mi distingue, mi configura nella mia identità spirituale e mi mette in comunione con le altre persone", afferma il pontefice.  "Dilexit nos" ripercorre tradizione e attualità del pensiero "sull'amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo", invitando a rinnovare la sua autentica devozione per non dimenticare la tenerezza della fede, la gioia di mettersi al servizio e lo slancio della missione. È infatti nel Cuore di Cristo che “ì"possiamo trovare tutto il Vangelo" e “riconosciamo finalmente noi stessi e impariamo ad amare".

Secondo Francesco, incontrando l’amore di Cristo, "diventiamo capaci di tessere legami fraterni, di riconoscere la dignità di ogni essere umano e di prenderci cura insieme della nostra casa comune".L’auspicio è che il mondo, "che sopravvive tra le guerre, gli squilibri socioeconomici, il consumismo e l’uso anti-umano della tecnologia, possa recuperare ciò che è più importante e necessario: il cuore". Il primo capitolo, "L’importanza del cuore", spiega perché occorre “ritornare al cuore” in un mondo nel quale siamo tentati di “diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato". È il cuore “che unisce i frammenti” e rende possibile "qualsiasi legame autentico, perché una relazione che non è costruita con il cuore è incapace di superare la frammentazione dell’individualismo".

E il mondo può cambiare “a partire dal cuore”.Il secondo capitolo si sofferma sui gesti e sulle parole d’amore di Cristo, mentre il terzo “Questo è il cuore che ha tanto amato” spiega come la Chiesa rifletta e abbia riflettuto “sul santo mistero del Cuore del Signore”.

Il Papa sottolinea che “la devozione al Cuore di Cristo è essenziale per la nostra vita cristiana in quanto significa l’apertura piena di fede e di adorazione al mistero dell’amore divino e umano del Signore, tanto che possiamo affermare ancora una volta che il Sacro Cuore è una sintesi del Vangelo”.Di qui l’invito a rinnovare la devozione al Cuore di Cristo anche per contrastare “nuove manifestazioni di una ‘spiritualità senza carne’ che si moltiplicano nella società”. È necessario tornare alla “sintesi incarnata del Vangelo” davanti a “comunità e pastori concentrati solo su attività esterne, riforme strutturali prive di Vangelo, organizzazioni ossessive, progetti mondani, riflessioni secolarizzate, su varie proposte presentate come requisiti che a volte si pretende di imporre a tutti”.  Negli ultimi due capitoli, il Pontefice mette in luce i due aspetti che “la devozione al Sacro Cuore dovrebbe tenere uniti per continuare a nutrirci e ad avvicinarci al Vangelo: l’esperienza spirituale personale e l’impegno comunitario e missionario”.

Nel quarto, “L’amore che dà da bere”, rilegge le Sacre Scritture, e con i primi cristiani, riconosce Cristo e il suo costato aperto in “colui che hanno trafitto” che Dio riferisce a se stesso nella profezia del libro di Zaccaria.Diversi Padri della Chiesa hanno menzionato “la ferita del costato di Gesù come origine dell’acqua dello Spirito”, in primis Sant’Agostino, che “ha aperto la strada alla devozione al Sacro Cuore come luogo di incontro personale con il Signore”.  Tra i devoti, l’Enciclica ricorda San Francesco di Sales, Santa Margherita Maria Alacoque, Santa Teresa di Lisieux, Santa Faustina Kowalska, San Giovanni Paolo II.

L’ultimo capitolo “Amore per amore” approfondisce la dimensione comunitaria, sociale e missionaria della devozione al Cuore di Cristo, che, nel momento in cui “ci conduce al Padre, ci invia ai fratelli”.L’amore per i fratelli è infatti il “gesto più grande che possiamo offrirgli per ricambiare amore per amore”, come ha testimoniato, ad esempio, San Charles de Foucauld.  Il testo si conclude con una preghiera di Francesco: “Prego il Signore Gesù che dal suo Cuore santo scorrano per tutti noi fiumi di acqua viva per guarire le ferite che ci infliggiamo, per rafforzare la nostra capacità di amare e servire, per spingerci a imparare a camminare insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno.

Questo fino a quando celebreremo felicemente uniti il banchetto del Regno celeste.Lì ci sarà Cristo risorto, che armonizzerà tutte le nostre differenze con la luce che sgorga incessantemente dal suo Cuore aperto.

Che sia sempre benedetto!". (di Paolo Martini)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Papa Francesco, rinviate partite Serie A di oggi

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(Adnkronos) – Dopo la morte di Papa Francesco, la Lega Serie A rinvia le partite in programma oggi 21 aprile 2025.Non si giocheranno oggi i match Torino-Udinese (12.30), Cagliari-Fiorentina (15), Genoa-Lazio (18) e Parma-Juventus (20.45).

La Lega non ha reso note le date dei recuperi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, il gesuita dalla ‘fine del mondo’ al centro della Chiesa universale

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(Adnkronos) – E' morto oggi Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio.Argentino, è stato il primo pontefice proveniente dal continente americano.

Prima di lui, nessun altro era stato eletto a capo della Chiesa cattolica universale arrivando da oltreoceano o, come disse lui stesso appena eletto salutando i fedeli dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro in Vaticano, "preso quasi alla fine del mondo!".Primo anche ad essere scelto fra i gesuiti e a scegliere il nome di Francesco, autentico 'manifesto' del suo pontificato. Era nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, da una famiglia di origini italiane: piemontesi della provincia di Asti, il padre Mario Bergoglio e la madre Regina Maria Sivori erano salpati nel 1928 da Genova per l'Argentina, dove nascerà Jorge Mario, primogenito di cinque figli, tre maschi e due femmine.

Perito chimico, all'età di 21 anni è colpito da una grave polmonite e gli viene asportata la parte superiore del polmone destro.Un anno dopo, entra nel seminario dei gesuiti e nel 1963 si laurea in Filosofia. L'ordinazione presbiteriale è del 13 dicembre del 1969 e dal 1973 al 1979 è rettore della facoltà di Teologia e Filosofia a San Miguel.

E' Papa Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992 e nel 1998 diviene arcivescovo della diocesi della capitale e con questo titolo anche primate d'Argentina.Il 21 febbraio del 2001, Karol Wojtyla lo crea cardinale e dal 2005 al 2011 è alla guida della Conferenza Episcopale dell'Argentina. Già nel Conclave che nel 2005 elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio era inserito fra i cardinali 'papabili' e pare sia stato il più votato dopo colui che sarebbe diventato Papa con il nome di Benedetto XVI.

Con le dimissioni a sorpresa del pontefice tedesco, il 12 marzo del 2013 si apre un nuovo Conclave.Ma il portone della Cappella Sistina rimarrà chiuso soltanto per due giorni. Infatti, nel pomeriggio del 13 marzo, al quinto scrutinio, la fumata bianca in piazza San Pietro indica che 'Habemus Papam!" ed è proprio Jorge Mario Bergoglio, che sceglierà il nome di Francesco, primo Papa nella Storia della Chiesa a richiamarsi al santo dei poveri di Assisi.

Ed è anche il primo gesuita a diventare pontefice. Non va ad abitare nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico, ma sceglie di restare nella domus di Santa Marta, sempre in Vaticano, dove ha soggiornato da cardinale durante le congregazioni e il Conclave.Il 19 marzo, la messa inaugurale del pontificato, sul sagrato di San Pietro, vede la partecipazione di 130 delegazioni ufficiali provenienti da ogni parte del mondo.

E il 7 aprile prende possesso della cattedrale di Roma, la basilica di San Giovanni in Laterano. Gli incontri con il Papa emerito segnano mediaticamente soprattutto gli inizi del suo pontificato.Francesco e Benedetto XVI si incontrano la prima volta il 23 marzo del 2013 a Castel Gandolfo, dove Joseph Ratzinger soggiorna in attesa che terminino i lavori di ristrutturazione del monastero di Mater Ecclesiae all'interno dei Giardini Vaticani dove poi andrà ad abitare.

Si abbracciano e poi pregano insieme, inginocchiati l'uno accanto all'altro: una foto che farà il giro del mondo. Poi, si rivedono il 5 luglio in Vaticano, il 22 febbraio del 2014 in occasione del primo Concistoro per la creazione dei nuovi cardinali e ancora il 27 aprile in piazza San Pietro alla cerimonia di canonizzazione dei due papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e il 19 ottobre alla concelebrazione della messa in piazza San Pietro per la beatificazione di Paolo VI. L'ultimo grande evento pubblico che vede insieme Papa Francesco e il pontefice emerito Benedetto XVI – incontrato poi in altre circostanze occasione di ogni compleanno – è l'8 dicembre del 2015, per l'apertura del Giubileo straordinario della misericordia – indetto con la bolla "Misericordiae Vultus" dell'11 aprile del 2015 – con Joseph Ratzinger che assiste all'apertura della Porta Santa, che varca subito dopo Jorge Mario Bergoglio.L'ultimo atto 'ufficiale', invece, è la lettera con la quale Benedetto XVI, a cinque anni esatti dal Conclave, il 12 marzo del 2018, ha tenuto a sottolineare la piena continuità fra il suo pontificato e quello del suo successore. Di grande impatto, il 7 settembre del 2013, la veglia di preghiera in piazza San Pietro per la pace in Siria.

Significativa, a livello politico internazionale, la riflessione comune e la preghiera per la pace in Medio Oriente che Papa Francesco organizza – al ritorno dal pellegrinaggio dal 24 al 26 maggio del 2014 in Terra Santa – per l'8 giugno successivo con il presidente israeliano Shimon Peres e il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nei Giardini Vaticani. Una 'pietra miliare' del dialogo interreligioso sarà l'incontro ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi il 4 febbraio 2019 con il grande imam di Al-Azhar, al Tayyb, per la firma del documento sulla 'Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune'. Ma è all'Avana che si realizza un 'miracolo' diplomatico, con la ripresa dei rapporti tra Usa e Cuba; ed ecumenico, con l'incontro del Papa con Kirill I patriarca di Mosca, dopo l'amicizia consolidata con Bartolomeo I patriarca di Costantinopoli e il rinsaldamento dei rapporti con gli ebrei "fratelli maggiori" nella Sinagoga di Roma.Sempre nella scia del dialogo ecumenico che coinvolge anche la galassia protestante, con valdesi, luterani e anglicani. Papa Francesco è autore di quattro encicliche.

La prima, 'Lumen Fidei' firmata da Bergoglio il 29 giugno del 2013 ma con ampi stralci preparati dal suo predecessore Ratzinger, è dedicata alla fede cristiana. "Non lasciamoci rubare la speranza" è l'esortazione che riecheggia nel documento, che spesso viene presentato come scritto a 'quattro mani'.Ma le encicliche che connotano il suo pontificato sono senza dubbio quelle dal contenuto 'francescano': la 'Laudato Si' e la 'Fratelli Tutti'. La 'Laudato Si', firmata il 24 maggio del 2015 nel giorno di Pentecoste e resa pubblica il 18 giugno, è un documento che sottolinea l'esigenza di una ecologia integrale, dell'uomo e del pianeta, per la salvaguardia del Creato e la tutela dell'ambiente, che richiama nel titolo e cita direttamente fin dal suo 'incipit' il 'Cantico delle Creature' di San Francesco d'Assisi, invocando un mondo che non sia schiavo della finanza e della 'economia dello scarto'. A oltre cinque anni di distanza, il 3 ottobre del 2020, Papa Francesco firma – insolitamente non in Vaticano o al Laterano ma nel Sacro Convento di Assisi – la sua terza enciclica, 'Fratelli Tutti', pubblicata il giorno seguente in coincidenza voluta con la festività liturgica di San Francesco.

Partendo dal dato tragicamente attuale della pandemia per il coronavirus, il Pontefice esorta all'amicizia sociale e alla fraternità universale, senza che "nessuno sia lasciato indietro".E' del 23 ottobre 2024 l'ultima enciclica di Papa Francesco, la 'Dilexit Nos'. Anche l'esortazione apostolica 'Evangelii Gaudium' del 24 novembre del 2013, pur non essendo stata pubblicata sotto veste di enciclica, spiega bene come Francesco intenda il ruolo suo e della Chiesa cattolica, chiedendo una "conversione del papato".  Una rotta che va invertita anche nel campo delle finanze, come dimostrano i diversi interventi sullo Ior e l'istituzione di una Segreteria vaticana per l'Economia. Un intervento più complesso riguarda invece il governo della Chiesa e la Curia Romana, per la cui riforma viene creato un Consiglio di nove Cardinali, ribattezzato dai media 'C9', poi sceso a C6, cui partecipa anche il nuovo Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin – che subentra al cardinale Tarcisio Bertone – da lui scelto il 15 ottobre del 2013 per la guida del governo e della diplomazia pontificia. Le 'periferie' – quelle esistenziali dell'uomo come quelle geografiche, in Italia come nel resto del mondo – sono il terreno prediletto dei suoi viaggi apostolici.

Il primo lo compie non a caso a Lampedusa, l'isola siciliana dove si registrano i continui sbarchi di migranti dalle sponde settentrionali dell'Africa, in cerca di un futuro diverso per la loro esistenza.E che viene 'replicato' nell'isola greca di Lesbo, territorio in cui convergono i rifugiati che scappano da guerre e violenze in Medio Oriente, con pensieri frequenti anche a chi dall'Afghanistan, dal Pakistan o dal Bangladesh tenta di arrivare in Europa attraverso la rotta balcanica. In Italia rende omaggio a padre Pio, recandosi a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo; e visita le terre di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, don Tonino Bello e don Pino Puglisi.

E si reca più volte nella Assisi di San Francesco, nonché a Loreto. Visita anche le grandi realtà cittadine, iniziando da Cagliari e poi in successione a Napoli, Torino, Firenze, Milano, Genova, Bologna, Bari, Palermo, mentre nella 'sua' Roma, oltre alle tradizionali celebrazioni nelle grandi basiliche pontificie e le Via Crucis al Colosseo, visita soprattutto le parrocchie più periferiche dal punto di vista geografico e sociale. Fuori dai confini dell'Italia, di cui è Primate in quanto Vescovo di Roma, il Papa spazia dal Brasile della Giornata mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro nel 2013 alla Polonia per la Gmg di Cracovia nel 2016 a Panama per la Gmg del 2019. Il Pontefice viaggia molto: dalla Terra Santa di Palestina, Israele e Giordania al Marocco e alla Turchia, dalla Svezia al Portogallo, dall'Irlanda ai Balcani, dal Caucaso ai Baltici; in Asia e in Estremo Oriente, con la Corea del Sud e le Filippine, il Myanmar e il Bangladesh, la Thailandia e il Giappone – con l'appello contro le armi nucleari lanciato da Hiroshima – e in Iraq. E ancora, si spinge fino alle Americhe con Cuba e gli Usa e poi il Messico, la Bolivia, l'Ecuador, il Paraguay, la Colombia, il Cile, il Perù…ma non la sua Argentina; sulle sponde del Mediterraneo in Egitto, mentre in Centrafrica apre nella capitale Bangui la prima Porta Santa del Giubileo straordinario della misericordia; nonché in Kenya e Uganda; in Mozambico e nel Madagascar.

Fino ai discorsi davanti ai più grandi consessi internazionali: l'Onu, la Ue, la Fao. Ma accanto ai discorsi ai Grandi della Terra, agli eventi internazionali, agli interventi religiosi e diplomatici, risuoneranno per sempre le sue parole semplici tante volte espresse in pubblico: dall'altare della domus di Santa Marta durante la celebrazione delle messe mattutine, agli Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico, alle udienze generali in una piazza San Pietro sempre stracolma di fedeli o drammaticamente vuota, nella primavera del 2020 in piena emergenza per il coronavirus, quando solo, sotto la pioggia, con alle spalle un crocifisso miracoloso che salvò Roma dalle peste, invoca l'aiuto di Dio per fermare la pandemia. A cominciare dagli auguri più 'normali' e forse proprio per questo più 'inusuali', almeno sulla bocca di un Papa, fin dal primo momento della sua elezione al Soglio di Pietro: "Buonasera!", "Buongiorno!", "Buon pranzo!".E quella invocazione sempre ripetuta in ogni occasione: "Per favore, non dimenticate di pregare per me". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Papa Francesco, il Pontefice aveva 88 anni

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(Adnkronos) –
E’ morto oggi Papa Francesco.Il Pontefice aveva 88 anni. “Questa mattina alle 7.35 il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre”, ha detto il cardinale Kevin Farrell nella dichiarazione pubblicata dal Vaticano sul suo canale Telegram.

Ieri il Papa si era affacciato da San Pietro per la benedizione urbi et orbi pasquale. Nato Jorge Mario Bergoglio, era stato eletto al soglio pontificio il 13 marzo del 2013, diventando a 76 anni il primo Papa giunto dalle Americhe.Nato a Buenos Aires in Argentina il 17 dicembre 1936, era figlio di emigranti piemontesi.  Papa Francesco era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per oltre un mese dallo scorso 14 febbraio per una polmonite bilaterale.

I problemi respiratori del Pontefice si erano ripetuti con frequenza da quando il 29 marzo 2023 si era sentito male dopo un’udienza generale ed era stato ricoverato d’urgenza sempre al Gemelli.Era stato lui stesso a spiegare che si era trattato di una “polmonite acuta e forte nella parte bassa dei polmoni".

Al Santo Padre all'età di 21 anni venne asportato il lobo superiore del polmone destro dopo una grave polmonite. Dopo le dimissioni dal Gemelli, il Pontefice era tornato nella residenza di Santa Marta.Nelle ultime settimane, una serie di apparizioni pubbliche a sorpresa.

Ieri, la benedizione Urbi et Orbi per la Pasqua, con un bagno di folla in piazza san Pietro con la papamobile tra i fedeli: l'ultimo abbraccio.  Jorge Mario Bergoglio nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi: suo padre Mario fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupa della casa e dell’educazione dei cinque figli. Dalle ricerche effettuate si è scoperto che le origini di Papa Francesco sono da collocarsi tra i comuni di Passerano Marmorito e Cocconato d'Asti, sulle colline del Basso Monferrato.Il nonno, la nonna e il padre del pontefice lasciarono l'Astigiano per l'Argentina nel febbraio del 1929. Secondo l'albero genealogico del pontefice ricostruito dal Comune di Asti, il trisnonno Giuseppe Bergoglio era nato nel 1816 a Schierano, frazione di Passerano Marmorito, mentre la trisnonna Gioacchino Maria, figlia di Antonio, era nata nel 1819 a Cocconato d'Asti.

Dopo il matrimonio, i Bergoglio andarono a vivere più vicino ad Asti, a Montechiaro, dove nel 1857 nasceva Francesco, che si sarebbe sposato con Maria Bugnano, nativa di San Martino Alfieri.Di lì a poco la famiglia si sarebbe trasferita a Bricco Marmorito, una frazione del Comune di Asti nei pressi di Portacomaro. Negli archivi della parrocchia di San Bartolomeo a Portacomaro sono conservati i certificati di battesimo di diversi parenti dal pontefice, tra i quali quello del nonno, Giovanni Bergoglio (1884), che si trasferì a Torino nel 1906 e si sposò con Rosa Vassallo, nativa di Piana Crixia (Appennino ligure).  Il padre del pontefice, Mario Bergoglio, nacque a Torino nel 1908, ma in seguito la famiglia tornò ad Asti (nel luglio del 1918), dove aprì un negozio di alimentari e dove risiedette in via Fontana, in Corso Alessandria e in via dell'Antica Zecca, prima di emigrare per l'Argentina.

Il padre del papa, che frequentò le scuole ad Asti, la madre Regina Sivori, di origini savonesi, e i nonni del futuro pontefice partirono per Buenos Aires il primo febbraio del 1929. Jorge Maria Bergoglio non ha mai dimenticato le sue origini astigiane e ha mantenuto sempre contatti con i parenti di Asti (alcuni dei quali risiedono ancora nella casa di Bricco Marmorito) e Torino anche dopo la sua elezione a Sommo Pontefice.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, Cina manda indietro il Boeing: troppo costoso

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(Adnkronos) –
La Cina ha rimandato indietro negli Stati Uniti un Boeing destinato ad una compagnia aerea di Pechino diventato troppo costoso dopo l'introduzione dei dazi da parte del presidente americano Donald Trump.Si tratta di un 737 Max, con un prezzo stimato di 55 milioni di dollari destinato a crescere dopo la guerra delle tariffe tra Washington e Pechino, con la prima che ha imposto dazi fino al 145% e la seconda che ha risposto con controdazi del 125%.

Il jet è stato rispedito al centro di produzione di Seattle ancora con i colori della compagnia aerea cinese Xiamen Airlines a cui era stato destinato. L'aereo, che ha effettuato soste per il rifornimento a Guam e alle Hawaii, ha condotto un viaggio di ritorno di ottomila chilometri.Il 737 Max è il modello più venduto della Boeing. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna-Inter 1-0, Saviano esulta: “Gol di Orsolini contro curva ndranghetista”

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(Adnkronos) –
L'Inter perde e Roberto Saviano, tifoso del Napoli, esulta su Instagram festeggiando il gol del Bologna "contro la curva più ndranghetista del paese".La sconfitta dei nerazzurri, maturata allo scadere per il gol di Orsolini, consente al Napoli di agganciare il primo posto in classifica a 5 giornate dalla fine del campionato. Il k.o.

dell'Inter è stato provocato dalla rete che Orsolini ha realizzato al 95'.Saviano pubblica l'immagine dell'esultanza del giocatore del Bologna con un messaggio di poche righe: "Gooool!!

Un gol contro la curva più ndranghetista del paese, contro una società l'Inter che ha fatto della sua ambiguità con i clan la sua cifra", scrive facendo riferimento all'inchiesta sulle infiltrazioni malavitose nella curva nerazzurra e ai presunti rapporti tra tifo e club. A chi stigmatizza le "accuse gravissime", Saviano risponde: "Non ho accusato tutti i tifosi, ho detto che la curva dell'Inter in questo momento è la più infiltrata d'Italia e che trovo assurdo che la società negli anni non abbia saputo agire, anzi si sia posta come emerge nelle indagini in una posizione di subalternità" —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yemen, raid Usa su mercato a Sana’a: almeno 12 morti

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(Adnkronos) – Sono almeno 12 le persone che sono state uccise e altre 30 quelle che sono state ferite in raid aerei americani condotti nelle prime ore di oggi su Sana'a, capitale dello Yemen.E' quanto ha reso noto il ministero della Sanità dei ribelli Houthi.

L'agenzia di stampa Saba guidata dagli Houthi spiega che i raid aerei condotti ''dal nemico americano'' hanno colpito un mercato nel distretto di Farwa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Juventus: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Scende in campo la Juventus.I bianconeri affrontano oggi, lunedì 21 aprile, il Parma al Tardini nella 33esima giornata di Serie A.

La squadra di Tudor vuole continuare la sua corsa Champions consolidando il quarto posto in classifica, mentre quella di Chivu è a caccia di preziosi punti salvezza.  La sfida tra Parma e Juventus è in programma oggi, lunedì 21 aprile, alle ore 20.45.Ecco le probabili formazioni: 
Parma (3-5-2): Suzuki; Leoni, Valenti, Vogliacco; Delprato, Keita, Bernabé, Sohm, Valeri; Man, Bonny.

All.Chivu 
Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Veiga, Kelly; Gonzalez, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceicao, Kolo Muani; Vlahovic.

All.Tudor  Parma-Juventus sarà trasmessa in diretta e in esclusiva su Dazn.

La sfida sarà disponibile anche tramite smart tv e in streaming attraverso l'app e la piattaforma di Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, tregua finita: attacchi russi su varie città, sirene a Kiev

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(Adnkronos) – Scaduta la tregua pasquale annunciata da Vladimir Putin, sono ripresi oggi, lunedì 21 aprile, i raid aerei sull'Ucraina orientale meridionale.Le sirene di allarme sono risuonate nella notte in varie regioni e città, sotto attacco da parte delle forze armate russe. Esplosioni hanno scosso Cherkasy, Kherson e la regione di Odessa.

Sirene di allarme antiaereo sono suonate anche a Kiev. ''L'eserciro russo ha lasciato droni sulla regione'', ha scritto il governatore regionale di Dnipropetrovsk Sergiy Lysak said su Telegram.Nell'attacco è stata danneggiata una casa e un incendio è scoppiato in un magazzino alimentare, ma non sono stati segnalati feriti. Anche Vitaliy Kim, governatore della regione meridionale di Mykolaiv, ha segnalato la ripresa dei raid russi. ''La mattina del 21 aprile, verso le 4:57, il nemico ha attaccato la città con i missili.

Non ci sono vittime o danni'', ha affermato.  Kiev e Mosca si sono accusate a vicenda di aver violato il cessate il fuoco. . "La Russia ha violato la tregua di Pasqua circa 3.000 volte", ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, riferendo di molteplici violazioni del cessate il fuoco da parte delle truppe di Mosca lungo la linea del fronte. L'esercito ha segnalato 96 assalti russi contro posizioni ucraine, 1.882 bombardamenti e 950 utilizzi di droni russi, ha affermato il presidente, citando un briefing del comandante in capo Oleksandr Syrskyi. "In effetti, su tutte le principali direzioni del fronte, la Russia non ha mantenuto le sue promesse", ha detto Zelensky. . —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gialappashow, chi è la conduttrice della puntata di oggi: anticipazioni

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(Adnkronos) – 'GialappaShow', il programma della Gialappa’s Band con Marco Santin e Giorgio Gherarducci, arriva al giro di boa.La quarta puntata va in onda oggi, lunedì 21 aprile, alle 21.30 in prima visione assoluta su Tv8, anche in simulcast su Sky e in streaming su Now.   Questa volta è Matilde Gioli, attrice dal talento multiforme, ad affiancare alla conduzione il Mago Forest.

Una puntata spumeggiante che decolla fin dall’anteprima quando Stefano Accorsi duetta al citofono con Miriam, alias Brenda Lodigiani.I due lasciano poi spazio alla sigla ispirata alla serie 'Baywatch', cui partecipa tutto il cast.   I Neri per Caso si esibiscono con Joan Thiele e la pianista Costanza Principe sulle note di 'My Babe Just Cares for Me' di Nina Simone.

Accompagnati al pianoforte sempre da Costanza Principe, i Neri per Caso interpretano, in una versione del tutto originale, 'The Typewriter' e 'Memories' dei Maroon 5.Elodie, co-conduttrice della prima puntata, fa un cameo nel nuovo episodio di 'Sensualità a corte' con Madreh (Simona Garbarino) e Jean Claude (Marcello Cesena).

Brenda Lodigiani si sdoppia in Marcella Bella in 'M – La figlia del secolo' e nella brunetta dei Ricchi e Poveri, mentre Max Giusti veste i panni di Antonino Cannavacciuolo a Masterchef e di Aurelio De Laurentiis, e Toni Bonji è prima 'Demotivatore – Annunciatore', poi 'Medico dello sport'.  In scaletta anche i filmati commentati dalla Gialappa’s Band, che prende di mira i programmi tv, i nuovi tormentoni del web e le partite di calcio di calcio internazionale, già al centro di Tv8 Gialappa’s Night nei mercoledì di Champions League. 'GialappaShow' è un programma di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Lucio Wilson, scritto con Michele Foresta, Adriano Roncari, Antonio De Luca, Marco Vicari, Martino Migli, Giovanni Tamborrino, Claudio Fois, Albert Huliselan Canepa, Carmelo La Rocca, Laura Bernini e Giuliano Rinaldi.La regia è di Andrea Fantonelli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Export vinicolo: come si stanno riorientando le strategie delle aziende italiane

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Le esportazioni rappresentano da tempo un pilastro del vino italiano.In alcuni casi superano il 70% del fatturato delle aziende, in altri sono la chiave per crescere in segmenti di mercato più redditizi e meno saturi.

Ma negli ultimi anni, le dinamiche globali hanno costretto molti produttori a rivedere le proprie strategie.Mutamenti nei consumi, fluttuazioni geopolitiche, crisi logistiche e nuove aspettative dei buyer hanno imposto un cambio di passo.

Per chi vuole comprendere meglio le nuove traiettorie dell’export vinicolo italiano, segnaliamo che esistono contenuti dedicati – ad esempio nella categoria servizi export di Winemeridian, magazine online specializzato nel mondo vitivinicolo – che analizzano tendenze, sfide e scenari nei mercati esteri.Fino a poco tempo fa, l’export era spesso affrontato con una logica opportunistica: un ordine estero, un importatore, qualche fiera di settore e un mercato in più da aggiungere al portafoglio.

Oggi questo approccio mostra i suoi limiti.I mercati sono diventati più selettivi, meno prevedibili.

Serve un modello diverso, più strategico, più strutturato.Le aziende italiane che esportano con successo non si affidano più al caso, ma lavorano su piani articolati che tengono conto di molti fattori: posizionamento, prezzo, logistica, comunicazione, presenza fisica e digitale.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la selezione dei mercati.L’epoca dell’espansione indiscriminata sembra tramontata.

Sempre più imprese decidono di concentrarsi su un numero limitato di Paesi, ma con una presenza più solida.Una distribuzione capillare ma discontinua non basta più. È preferibile essere riconoscibili in cinque mercati chiave, piuttosto che essere marginali in venti.

Questo implica una maggiore conoscenza delle dinamiche locali, un dialogo costante con gli interlocutori commerciali e un investimento più mirato.La parola chiave è “fidelizzazione”.

I distributori chiedono continuità, sostegno, strumenti per raccontare il prodotto.I clienti finali cercano autenticità, trasparenza, coerenza.

Le aziende che riescono a presidiare il mercato in modo attivo, che formano il personale di vendita, che raccontano il proprio lavoro in modo chiaro, costruiscono relazioni più durature.E queste relazioni sono la vera infrastruttura dell’export.

Un altro ambito che sta cambiando è la gestione dell’offerta.In passato, molti produttori tendevano a proporre all’estero gli stessi vini che funzionavano in Italia.

Oggi si lavora in modo più selettivo.Alcuni prodotti sono pensati specificamente per determinati mercati: packaging adatto, formato differente, comunicazione tarata su gusti e aspettative locali.

La capacità di segmentare l’offerta e personalizzare la proposta è diventata una competenza strategica.Anche la comunicazione ha subito un’evoluzione.

Le cantine più strutturate non si limitano a partecipare a fiere e presentazioni, ma sviluppano contenuti digitali, storytelling, video, materiali in lingua, canali social geolocalizzati.La narrazione non è più un contorno, ma parte integrante della strategia commerciale. È ciò che differenzia un’etichetta da tutte le altre.

Ed è proprio attraverso questo racconto che si costruisce una reputazione nei mercati esteri.Sul piano organizzativo, molte aziende stanno creando o potenziando team export dedicati.

Non si tratta solo di saper parlare inglese o compilare un DDT per l’estero.Servono figure capaci di leggere i dati, interagire con partner internazionali, comprendere i trend, valutare nuove opportunità, prevenire rischi.

In alcune realtà, la funzione export si fonde con quella marketing; in altre, dialoga in modo continuo con l’amministrazione, la logistica e la produzione.In ogni caso, viene sempre più considerata come una delle aree vitali dell’impresa.

La logistica stessa è diventata parte del ripensamento strategico.Con l’aumento dei costi di trasporto e le difficoltà legate alla catena di approvvigionamento internazionale, molte aziende hanno dovuto ridefinire rotte, modalità di spedizione e rapporti con i vettori.

C’è chi ha scelto di accorciare le distanze, chi ha investito in magazzini all’estero, chi ha razionalizzato la rete per contenere i costi e migliorare l’efficienza.Una delle novità più rilevanti è l’integrazione tra export fisico e vendite digitali.

Il canale e-commerce – una volta marginale per il vino – ha assunto un ruolo crescente.Alcune aziende vendono direttamente all’estero tramite piattaforme internazionali o siti multilingua.

Altre si affidano a partner specializzati.In ogni caso, il digitale consente di raggiungere nicchie geografiche o di consumo prima impensabili.

Ma richiede competenze dedicate, gestione delle spedizioni, assistenza post-vendita, e una presenza online coerente.Infine, le nuove strategie export tengono conto anche dei criteri ESG (ambientali, sociali, di governance).

In molti mercati – soprattutto del Nord Europa, del Nord America e dell’Asia urbana – i buyer valutano la sostenibilità delle imprese come elemento di selezione.Vini certificati biologici, packaging sostenibili, cantine con sistemi di gestione ambientale attivi sono sempre più apprezzati.

Non è solo un vantaggio reputazionale, ma un vero e proprio requisito per entrare o restare in determinati circuiti di distribuzione.Il vino italiano ha dimostrato di saper competere con successo nel mondo.

Ma per continuare a farlo serve capacità di adattamento.Oggi esportare non significa solo spedire bottiglie, ma saper leggere mercati in trasformazione, investire su relazioni di valore, adattare i messaggi, lavorare sulla logistica, misurare l’impatto.

Le aziende che stanno riorientando la propria strategia in questa direzione sono anche quelle che stanno costruendo le basi per un posizionamento più solido, coerente e lungimirante.

Usa, nuova bufera su Hegseth: ha condiviso piani di guerra in chat con moglie e fratello

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(Adnkronos) – Un altro 'caso Signal' colpisce l'amministrazione Usa.Secondo il New York Times, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha condiviso i piani dettagliati per un'operazione militare contro gli Houthi nello Yemen in una chat di gruppo, questa volta sul suo telefono personale, nella quale erano presenti anche la moglie, Jennifer, ex produttrice di Fox News, e suo fratello Phil Hegseth, assunto al Pentagono come responsabile di collegamento del Dipartimento della Sicurezza Interna e consigliere senior.

Entrambi hanno accompagnato il Segretario alla Difesa in viaggi e hanno partecipato a riunioni di alto livello. La chat, denominata 'Defense 'Team Huddle', conta più di una dozzina di persone ed è stata creata durante il processo di conferma di Hegseth, come strumento per i suoi più stretti alleati per elaborare strategie.Ma il segretario ha continuato a utilizzarla, hanno affermato due fonti vicine alla vicenda.

Nel gruppo anche l'avvocato personale di Hegseth, Tim Parlatore. Si tratta del secondo caso di fuga di documenti riservati, dopo la vicenda resa nota nelle scorse settimane da un giornalista dell'Atlantic.Le informazioni condivise specificavano gli orari di volo degli F/A-18 Hornet diretti contro gli Houthi nello Yemen, replicando sostanzialmente i piani d'attacco condivisi anche con un altro gruppo Signal di alti funzionari creato dal consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, in cui era stato aggiunto accidentalmente il giornalista Jeffrey Goldberg. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Lazio: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – La Lazio torna in campo in campionato.Dopo la cocente delusione maturata in Europa League, dove biancocelesti sono stati eliminati dal Bodo Glimt ai rigori nei quarti di finale, i biancocelesti volano a Genova per sfidare oggi, lunedì 21 aprile, il Genoa nella 33esima giornata di Serie A.

La squadra di Inzaghi è reduce dal pareggio nel derby con la Roma, mentre i rossoblù di Vieira hanno firmato uno 0-0 al Bentegodi di Verona.  La sfida tra Genoa e Lazio è in programma oggi, lunedì 21 aprile, alle ore 18.Ecco le probabili formazioni: 
Genoa (4-2-3-1): Leali; Sabelli, De Winter, Vasquez, Martin; Thorsby, Frendrup; Messias, Miretti, Zanoli; Pinamonti.

All.Vieira 
Lazio (4-2-3-1): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Rovella; Tchaouna, Dale-Bashiru, Zaccagni; Castellanos.

All.Baroni  Genoa-Lazio sarà trasmessa in diretta e in esclusiva su Dazn.

La sfida sarà disponibile anche tramite smart tv e in streaming attraverso l'app e la piattaforma di Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula Uno, GP dell’Arabia Saudita 2025: le pagelle di Carlo Ametrano

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Ancora Oscar Piastri.L’australiano vince il Gran Premio dell’Arabia Saudita davanti a Max Verstappen e alla Ferrari, che strappa il primo podio della sua stagione 2025, di Charles Leclerc.

Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Jeddah.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“La McLaren è la scuderia più forte, lo abbiamo sempre detto.Entrambi i titoli sono ormai cosa fatta, soprattutto quello costruttori.

In quello piloti sarà lotta tra Piastri e Norris, anche se Verstappen ha fatto bene”.

Primo posto per Oscar Piastri, nuovo leader del Mondiale!Voto?

“Vedo che è molto attento e lucido, non sbaglia niente tatticamente.

Rispetto a Norris fa meno errori.Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Max Verstappen.

Voto?

“Verstappen sta sempre lì.Ha fatto la pole e continua a metterci del suo, anche se per il Mondiale la vedo dura.

Voto 9″.

Terzo posto per la Ferrari di Charles Leclerc.Che ne pensi?

“Non ci dobbiamo illudere di questo terzo posto.

Ferrari resta sempre arretrata e deve migliorare. È un’altra annata buttata.Voto 6.5″.

Quarta piazza per Lando Norris.

Voto?

“Deve migliorare.Gli diamo la sufficienza per via della rimonta, ma doveva fare di più questo weekend.

Voto 6″.

Quinto invece per Russell.Che ne pensi?

“Mercedes non ha fatto benissimo, così e così.

Comunque la macchina resta equilibrata.Voto 6″.

Sesta piazza per Kimi Antonelli.

Come valuti la sua gara?

“Sta facendo bene e continua ad andare a punti. È il futuro della Formula 1.Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Hamilton?

“Non so che dire.

Questa è stata principalmente un’operazione di marketing.Anche se prenderlo per poi farlo arrivare settimo o ottavo… non lo so.

Voto 5″.

Segue la Williams: in 8^ posizione c’è Sainz!Voto?

“Voto 6, di speranza”.

Che voto dai al nono posto di Albon?

“Stesso discorso fatto per Sainz.

Voto 6″.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Hadjar?

“È un buon pilota.Può fare bene e lo sta dimostrando.

Voto 6″.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone a due settimane con il GP di Miami.Per salutarci, in attesa del pagellone di fine stagione, ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Il Senna Day ormai è alle porte, manca pochissimo.

Quasi contiamo le ore.Quest’anno ci sarà Pasquale Buondonno, che sarà insieme a me il relatore della serata e che ringrazio come sempre.

Ci sarà anche Roda Anchidin come madrina della serata, con Davide Sforzi che presenterà lo striscione per Ayrton Senna.Veniamo da un 30ennale bellissimo, ma come sai non sta a me decidere se la serata è bella o meno.

Non mancate: il prossimo 30 aprile alle Cantine Zuffa a Imola.Ci tenevo a ringraziare Odeon tv con Filippo Gherardi, Martina Renna e Federica Afflitto per avermi confermato per questa nuova stagione di F1.

Quest’anno, inoltre, saremo presenti anche al Gran Premio di Imola nel quale presenteremo lo striscione Ayrton Fans Club Toscana con Davide Sforzi.Con noi anche Gualtiero Pischedda e Giovanni Rodriguez.

Poi spazio all’Orgoglio Motoristico romano e al Minardi Day”.

Ucraina-Russia, scaduta la tregua. Trump: “Spero in accordo Mosca-Kiev questa settimana”

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(Adnkronos) – E' scaduta a mezzanotte la tregua di Pasqua tra Russia e Ucraina.Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che il presidente russo, Vladimir Putin, non ha dato indicazioni di prolungarla.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Mosca. "Speriamo che Russia e Ucraina raggiungano un'intesa questa settimana.Poi entrambe cominceranno a fare grandi affari con gli Stati Uniti, che stanno prosperando, e a fare fortuna!", ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. "Abbiamo visto l’annuncio del presidente Vladimir Putin di un cessate il fuoco temporaneo per la Pasqua.

Restiamo impegnati a raggiungere una tregua piena e duratura.Se valuteremo che le loro intenzioni sono serie, accoglieremmo con favore un’estensione oltre domenica", ha affermato il Dipartimento di Stato statunitense in una nota, riportata dal Kyiv Independent. Putin ha dichiarato unilateralmente una tregua pasquale temporanea dalle 18:00 (ora di Mosca) del 19 aprile fino alla mezzanotte di domenica.

Secondo Zelensky e i soldati in prima linea, l'esercito russo ha violato il cessate il fuoco ripetutamente nella giornata di Pasqua, "oltre duemila volte", ha scritto Zelensky sui social, condividendo il rapporto del comandante in Capo delle Forze armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, che parla di bombardamenti e utilizzo dei droni.Anche Mosca ha accusato Kiev di violare la tregua con attacchi contro "postazioni russe" nei territori che occupa in Ucraina orientale. Sabato Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina è pronta a estendere la tregua ad almeno 30 giorni, e anche ieri ha invitato la Russia ad accettare una tregua incondizionata di un mese, anche solo per quanto riguarda gli attacchi aerei. "Questo mostrerebbe le reali intenzioni della Russia, perché 30 ore bastano per fare notizia, ma non per costruire fiducia.

Trenta giorni possono dare una possibilità alla pace", ha affermato in un post sui social. La proposta del presidente ucraino richiama quella statunitense di una tregua completa di 30 giorni, espressa dai negoziatori di Washington a marzo durante i colloqui tra Kiev e Mosca svoltisi in Arabia Saudita.L’Ucraina aveva accettato, dichiarandosi pronta ad attuare il cessate il fuoco una volta che la Russia avesse accettato gli stessi termini.

Mosca da allora ha rifiutato ogni proposta per un cessate il fuoco più ampio, pretendendo che l’Ucraina interrompa il proprio sostegno militare estero, condizione considerata irricevibile da Kiev e dai suoi alleati. Trump ha minacciato il 18 aprile di ritirarsi dal processo di mediazione se una delle due parti renderà irraggiungibile un accordo.Putin ha annunciato la sua "tregua di 30 ore" il giorno successivo.

I leader europei hanno accolto con scetticismo la mossa di Mosca, definendola una "operazione mediatica" e sollecitando Putin a dichiarare una tregua incondizionata. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, Cina avverte: “Non ripetete errori della Grande Depressione”

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(Adnkronos) – Nel pieno dell’escalation della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, l’ambasciatore cinese a Washington, Xie Feng, ha invitato gli Stati Uniti a evitare politiche protezionistiche che potrebbero danneggiare l’economia globale, citando come monito lo storico Smoot-Hawley Act del 1930 che aggravò la Grande Depressione.Parlando durante un evento all’ambasciata sulla medicina tradizionale cinese, Xie ha usato metafore mediche per descrivere la situazione attuale: "Non si può curare un mal di testa concentrandosi solo sulla testa o un dolore ai piedi guardando solo ai piedi – ha detto – E certamente non si dovrebbe prescrivere medicine agli altri quando si è malati". Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, Xie ha affermato che "la lezione dello Smoot-Hawley Act è ancora attuale", riferendosi alla legge che alzò drasticamente i dazi negli anni '30, provocando una contrazione del commercio mondiale e aggravando la crisi economica.

L’ambasciatore ha messo in guardia contro la "militarizzazione dell’interdipendenza economica", sottolineando che "costruire muri tariffari ostacola il commercio globale, interrompe le catene di approvvigionamento e danneggia le fondamenta della crescita economica mondiale". Xie ha infine avvertito che l’interruzione delle catene di fornitura porterà a "carenze, aumento dei prezzi e danni per tutti".Attualmente, il presidente Donald Trump ha imposto dazi per un totale del 145% sulle importazioni dalla Cina, portando l’aliquota effettiva a circa il 156%, mentre Pechino ha risposto con tariffe fino al 125%.

Nonostante le crescenti tensioni, Trump ha lasciato intravedere spiragli di dialogo: "Penso che con la Cina raggiungeremo un ottimo accordo", ha dichiarato. Il premier giapponese Shigeru Ishiba ha invitato Washington a tenere distinti i temi della sicurezza e del commercio nelle trattative in corso per attenuare l’impatto della guerra dei dazi avviata da Trump.Sebbene le nuove tariffe del 24% sulle esportazioni giapponesi siano al momento sospese per un mese e mezzo, rimangono in vigore altre misure, tra cui un dazio del 10% aggiuntivo, oltre a quelli già applicati su acciaio, alluminio e veicoli. Trump aveva messo in discussione anche l’accordo bilaterale di sicurezza del 1960, criticandolo per l’apparente mancanza di reciprocità.

Ishiba ha replicato in Parlamento affermando che il trattato non impone l’obbligo per il Giappone di difendere gli Stati Uniti, ma neppure prevede una protezione unilaterale da parte americana, come sostenuto da Trump.  Il premier ha ribadito l’importanza di evitare che le tensioni commerciali influenzino le relazioni in materia di difesa. "Non è appropriato trattare sicurezza e commercio come un tutt’uno", ha dichiarato Ishiba all’agenzia Kyodo, auspicando un esito positivo dei negoziati in corso e un possibile modello per future intese globali. Il governo sudcoreano invierà il ministro del Commercio Ahn Duk Geun e il ministro delle Finanze Choi Sang Mok a Washington per negoziare con l’amministrazione statunitense in merito ai dazi del 25% annunciati da Trump all’inizio di aprile.I colloqui si terranno giovedì e venerdì su richiesta degli Stati Uniti, secondo quanto riferito in una nota ufficiale.

Il presidente ad interim Han Duck Soo ha adottato una linea conciliante, affermando in un’intervista al Financial Times che Seul "non risponderà con misure ritorsive", sottolineando il debito storico del Paese verso Washington dopo la guerra di Corea. I dazi, se confermati al termine del periodo di sospensione di 90 giorni, potrebbero colpire duramente l’economia sudcoreana, fortemente orientata all’export.Han ha evidenziato il ruolo cruciale degli aiuti, della tecnologia e delle garanzie di sicurezza statunitensi nello sviluppo economico del Paese, facendo intendere che Seul cercherà di evitare uno scontro commerciale diretto con Washington. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Decreti, ostruzionismo e urne: primavera tra tour de force e rischio ingorgo

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(Adnkronos) – Una primavera di lavoro intenso, con un rush finale verso l'estate che si preannuncia particolarmente serrato, e il rischio ingorgo sempre dietro l'angolo a causa dello slalom tra campagna elettorale, referendum ed elezioni.Nelle prossime settimane Camera e Senato sembrano essere destinate a un 'tour de force', soprattutto a causa di un 'pacchetto' particolarmente ricco di decreti in scadenza e da approvare entro termini precisi.  Per questo, di fatto, a Montecitorio i ponti lunghi primaverili sono stati ridimensionati, con l'aula che torna a riunirsi martedì 22 per approvare il giorno dopo, con la fiducia, il Dl Pa che scade il 13 maggio e che deve essere inviato al Senato.

Per assicurare al provvedimento una corsia preferenziale è scattata la 'tagliola' sulla discussione alla Camera, provocando le ire dell'opposizione: "A maggio faremo ostruzionismo su tutto", ha promesso il M5S dopo l'ultima capigruppo di Montecitorio.  Sulla stessa linea Avs e anche Pd, che ha lamentato la "chiusura totale di maggioranza e governo" sui lavori parlamentari.Scintille si prevedono, quindi, in aula sempre la prossima settimana quando (giovedì) bisognerà votare alla Camera le risoluzioni legate al Dfp.

Anche qui le opposizioni hanno promesso battaglia dopo aver chiesto in capigruppo, senza trovare soddisfazione, la presenza del ministro dell'Economia e della premier in aula.  Dopo il Dl Pa le Camere hanno subito un'altra scadenza da rispettare: il Dl sicurezza, in scadenza il 10 giugno e anche questo da inviare al Senato.Montecitorio se ne occupa già giovedì prossimo, con il voto sulle pregiudiziali presentate dalle opposizioni.

Intanto il Senato, da martedì, ha in programma di licenziare l'ennesimo decreto, il Dl bollette, già approvato dalla Camera. L'aula di palazzo Madama ospiterà inoltre mercoledì Giorgia Meloni per l'atteso premier time.A questo punto, dopo i voti della prossima settimana, le Camere dovrebbe godere di qualche giorno di tranquillità.

A Montecitorio sarà una capigruppo giovedì 24 a definire il programma dei lavori di maggio.Il Senato ha già stabilito che la settimana dal 28 aprile al 2 maggio sarà riservata ai lavori delle Commissioni: niente aula quindi, con l'eventuale eccezione dell'esame del Dfp se fosse necessario. Ma il calendario di maggio rischia di essere particolarmente impegnativo da definire, per non parlare di quello di giugno.

Al Senato, per fare un esempio, sono in coda il Dl sulle consultazioni elettorali e referendarie (scadenza il 18 maggio), il Dl sulla cittadinanza (scadenza il 27 maggio), il Dl sull'immigrazione irregolare (scadenza 27 maggio), il Dl calamità naturali (scadenza il 30 maggio).Diversi di questi provvedimenti sono in attesa del via libera della Camera, prima.

A giugno invece, il 6, scade il Dl Pnrr.  Tutto questo al netto delle decisioni del Cdm, con nuovi provvedimenti che potrebbero essere approvati da qui alla pausa estiva, come i decreti (annunciati o attesi) sugli acconti Irpef 2025 e sul 'salva pensioni'.I lavori del Parlamento dovranno, infine, tenere conto delle scadenze elettorali per le quali di prassi è prevista una pausa a ridosso delle urne per la campagna elettorale.  I prossimi appuntamenti sono quelli delle amministrative e del referendum.

Domenica 25 e lunedì 26 maggio è in programma il primo turno delle amministrative, con ballottaggio l'8 e il 9 giugno quando ci sarà l'election day con i referendum abrogativi relativi a 5 quesiti in tema di lavoro e cittadinanza.In totale al voto andranno oltre 400 comuni italiani, molti di questi in regioni a statuto speciale che hanno un altro calendario elettorale: FVG 13 e 14 aprile (ballottaggio 27 e 28 aprile); Sardegna 8 e 9 giugno (ballottaggio 22 e 23 giugno); Sicilia 25 e 26 maggio (ballottaggio 8 e 9 giugno); Trentino-Alto Adige 4 maggio (ballottaggio 18 maggio).  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Atalanta 0-1, Ederson stende i rossoneri a San Siro

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(Adnkronos) –
Colpo Champions dell'Atalanta.La Dea batte 1-0 il Milan a San Siro oggi, domenica 20 aprile, nella 33esima giornata di Serie A.

Decisivo il gol segnato nella ripresa da Ederson su assist di Bellanova.Con questa vittoria i bergamaschi di Gasperini difendono il terzo posto dall'attacco del Bologna salendo a 64 punti, mentre i rossoneri di Conceicao vedono svanire l'ennesima occasione di rimettersi in corsa per un posto in Europa, rimanendo a quota 51.  Il copione del match sembra chiaro fin da subito.

L'Atalanta costruisce, il Milan si difende e riparte in velocità.Il piano tattico dei due allenatori però porta a un primo tempo praticamente privo di occasioni, dove Retegui da una parte e Jovic dall'altra sono serviti poco e male, ingabbiati nella morsa della difesa avversaria.

Il nuovo assetto a 3 studiato da Conceicao, e che ha brillantemente esordito nel 4-0 rifilato a domicilio all'Udinese, sembra dare i suoi frutti.Il Milan è compatto, aspetta basso la Dea e ribalta subito il fronte per innescare la velocità di Leao, più vicino alla porta e in fiducia.

Ederson va vicino al vantaggio al 20', ma il centrocampista brasiliano spreca di testa.L'occasione più grande del primo tempo però arriva nel finale, al 44', quando Jovic viene servito in area, si gira ma dall'altezza del dischetto spreca tutto. Il Milan rientra in campo determinato e costruisce una buona occasione a inizio ripresa, con Reijnders che entra in area ma non riesce a trovare compagni.

L'Atalanta prova ad accelerare la manovra ma è imprecisa nell'ultimo passaggio e dà coraggio agli avversari.Al 53' Leao si trova tutto solo davanti a Carnesecchi, seppur in posizione defilata, ma il suo diagonale viene murato dall'intervento provvidenziale di Djimsiti.

Gol sbagliato, gol subito.Al 62' l'Atalanta trova il vantaggio: la costruzione dal basso della Dea libera Lookman, che pesca Bellanova sul secondo palo.

L'ex esterno del Torino mette al centro per l'inserimento di Ederson, che di testa firma l'1-0.Il Milan subisce il colpo e i bergamaschi sfiorano il raddoppio: Lookaman sfonda ancora sulla sinistra e mette al centro per Retegui, che a porta vuota non riesce a spingere il pallone in rete.

I cambi di Conceicao non riescono a dare la scossa, quelli di Gasperini danno palleggio e pericolosità.Joao Felix prova l'azione personale, ma strozza troppo il destro.

Nel finale è Maignan a evitare lo 0-2 con una bella parata di piede sul diagonale di Lookman, mentre Reijnders, in pieno recupero, non inquadra la porta da fuori area.Termina quindi 0-1 a San Siro.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Perugia, incendio in fabbrica materiali plastici a Umbertide: enorme nuvola nera

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(Adnkronos) – Un incendio si è verificato in una fabbrica di materiali plastici a Umbertide, in provincia di Perugia.Le fiamme hanno avvolto parte dello stabilimento e una densa nuvola di fumo nero si è levata in cielo.

I vigili del fuoco sono impegnati da questo pomeriggio negli interventi per spegnere le fiamme. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)