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Dalle origini italiane agli incontri storici, le dieci cose da sapere su Papa Francesco

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(Adnkronos) – È morto oggi Papa Francesco all'età di 88 anni: solo ieri si era affacciato da San Pietro per la benedizione urbi et orbi pasquale.Dalle origini italiane all'incontro storico con Benedetto XVI, dieci cose da sapere su Jorge Mario Bergoglio. Papa Francesco nacque a Buenos Aires, in Argentina, il 17 dicembre 1936. È stato quindi il primo pontefice proveniente dal continente americano: prima di lui, nessun altro era stato eletto a capo della Chiesa cattolica universale arrivando da oltreoceano o, come disse lui stesso appena eletto salutando i fedeli dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro in Vaticano, "preso quasi alla fine del mondo!". La famiglia era di origini italiane, nello specifico piemontesi della provincia di Asti.

Il padre Mario Bergoglio e la madre Regina Maria Sivori erano salpati nel 1928 da Genova per l'Argentina, dove nacque Jorge Mario, primogenito di cinque figli, tre maschi e due femmine.  Perito chimico, Bergoglio venne colpito all'età di 21 anni da una grave polmonite e gli venne asportata la parte superiore del polmone destro.  
È stato il primo Papa ad essere scelto fra i gesuiti.A 22 anni era entrato nel seminario diocesano di Villa Devoto, un barrio di Buenos Aires, allora retto da sacerdoti gesuiti e dopo qualche tempo decise di entrare nella Compagnia di Gesù.
 L'ordinazione presbiteriale è del 13 dicembre del 1969 e dal 1973 al 1979 fu rettore della facoltà di Teologia e Filosofia a San Miguel.

Fu Papa Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992 e nel 1998 divenne arcivescovo della diocesi della capitale e con questo titolo anche primate d'Argentina.Il 21 febbraio del 2001, Karol Wojtyla lo creò cardinale e dal 2005 al 2011 fu alla guida della Conferenza Episcopale dell'Argentina. Bergoglio è stato il primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, scegliendo di adottare un nome mai utilizzato da un predecessore per la prima volta dopo undici secoli, dai tempi di papa Lando. Eletto Papa, Bergoglio non andò ad abitare nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico, ma scelse di restare nella domus di Santa Marta, sempre in Vaticano, dove ha soggiornato da cardinale durante le congregazioni e il Conclave.  Bergoglio è stato protagonista degli storici incontri tra due pontefici.

Francesco e Benedetto XVI si incontrano la prima volta il 23 marzo del 2013 a Castel Gandolfo, dove Joseph Ratzinger soggiornava in attesa che termininassero i lavori di ristrutturazione del monastero di Mater Ecclesiae all'interno dei Giardini Vaticani dove poi andò ad abitare.Si abbracciarono e poi pregano insieme, inginocchiati l'uno accanto all'altro: una foto che fece il giro del mondo. In un libro del 2024 Bergoglio ha parlato del rapporto con il suo predecessore, paragonando Ratzinger a "un padre". "Benedetto mi ha lasciato crescere – spiegava Francesco nel libro intervista con il giornalista Javier Martínez-Brocal 'Il successore – I miei ricordi di Benedetto XVI' – è stato paziente.

E se non vedeva bene qualcosa, ci pensava tre o quattro volte prima di dirmelo.Mi ha lasciato crescere e mi ha dato la libertà di prendere decisioni".

Francesco ha raccontato il rapporto che per quasi dieci anni di convivenza in Vaticano lo ha legato al Papa emerito: "Lasciava libertà, non ha mai interferito.In un'occasione, quando c'è stata una decisione che non ha capito, mi ha chiesto spiegazioni in modo molto naturale.

Mi ha detto: 'Guarda, non capisco questo, ma la decisione è nelle tue mani', io gli ho spiegato le ragioni e lui è stato contento".Francesco nel libro spiegava anche che il predecessore non si era mai opposto a qualche sua decisione: "Non mi ha mai tolto il suo appoggio.

Forse c'era qualcosa che non condivideva, ma non l'ha mai detto". Il 12 febbraio 2016 Francesco è stato il primo papa a incontrare un patriarca della Chiesa ortodossa russa , Cirillo I, dopo quasi mille anni dal Grande Scisma.I due firmarono una dichiarazione comune a L'Avana, a Cuba. Il 5 marzo 2021 Francesco è il primo papa in visita apostolica in Iraq, dove visitò Ur, città natale del patriarca Abramo. È stato anche il primo papa a incontrare un alto esponente dell'Islam sciita quale il grande ayatollah ʿAlī al-Husaynī al-Sīstānī, che lo accolse il 6 marzo 2921 in via straordinaria nella sua dimora privata a Najaf. Sono sette i premier che si sono avvicendati durante il pontificato di Papa Francesco.

Una sorta di staffetta con Mario Monti nel 2013, visto che il Sommo pontefice fu eletto il 13 marzo, poche settimane prima che il premier lasciasse palazzo Chigi, fino a Giorgia Meloni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tutte le riforme di Papa Francesco, il prof. Clementi: “Si chiude un ciclo”

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(Adnkronos) – "Papa Francesco è il pontefice che ha portato a compimento un ciclo storico della Chiesa cattolica, avviato con il Concilio Vaticano II e proseguito con i pontificati successivi".A dirlo all'Adnkronos è Francesco Clementi, ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza e autore del volume "Città del Vaticano" (Il Mulino), che ha tracciato un bilancio delle trasformazioni introdotte da Jorge Mario Bergoglio. “Francesco ha chiuso un lungo processo di riforma ecclesiale avviato da Paolo VI”, spiega Clementi, individuando quattro grandi ambiti di intervento: le riforme strutturali e costituzionali, quelle in campo giudiziario e finanziario, l’apertura alla presenza femminile nei ruoli chiave della Chiesa, e infine la ristrutturazione del Conclave, che segnerà il futuro della Chiesa post-Bergoglio. "Con la nuova costituzione apostolica del 2023, che ha sostituito quella del 2000 voluta da Giovanni Paolo II, Francesco ha semplificato l’ordinamento della Santa Sede, rendendolo più coerente con la sua visione.

Le riforme economico-finanziarie hanno reso il Vaticano più interconnesso e trasparente, ristrutturando il patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) e responsabilizzando maggiormente le entità giuridiche strumentali".Clementi ricorda in particolare la figura di Mario Draghi, come governatore Bce, presidente del Consiglio italiano e infine come membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nominato da Bergoglio nel 2021: "E' anche grazie a lui se il Vaticano è rimasto all’interno dei circuiti economici globali dopo anni di opacità e scandali". Una seconda area riguarda la riforma dell’ordinamento giudiziario vaticano, con pene più severe per i crimini legati alla pedofilia e alla corruzione. È in questo contesto che si inserisce la condanna a cinque anni del cardinale Becciu. “L’impegno di Francesco è stato forte e serio”, sottolinea Clementi, ricordando come le cause legate a casi di pedofilia nella Chiesa valgano centinaia di milioni di euro e coinvolgano diversi Paesi, dall’Australia al Canada e agli Stati Uniti. Un terzo punto riguarda il ruolo delle donne: per la prima volta è stata nominata una presidente del Governatorato (suor Raffaella Petrini).

Si tratta, secondo Clementi, di “un segnale che i cambiamenti non devono avere confini di genere”, in continuità con lo spirito del Concilio. Infine, Francesco ha trasformato radicalmente la geografia del Conclave.Oggi, su 135 cardinali elettori, 108 sono stati nominati da lui, superando il tetto dei 120 stabilito da Paolo VI. “È la prova che non si può più tornare indietro: servono 90 voti per eleggere un papa, ed è molto difficile farlo contro la linea politica di Bergoglio”, osserva Clementi. Tuttavia, aggiunge, la forza conservatrice nella Chiesa non si opporrà frontalmente, ma tenderà a rallentare la spinta impressa in questi anni, "a far depositare un po' di polvere sulle riforme bergogliane". “Non cercano un anti-Francesco, anche perché non passerebbe in Conclave, ma una figura moderata, che lasci sedimentare la sua eredità”.

Il futuro? "Sicuramente un ruolo importante lo avranno i cardinali asiatici, visto che oltre il 62% di loro sono elettori, a differenza dell'Europa, in cui solo il 46% dei cardinali potrà votare".Clementi non si azzarda in pronostici, anche se si sente di escludere l'arrivo di un altro papa latinoamericano. (di Giorgio Rutelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Fabio Fazio: “Oggi il mondo è senza la sua luce”

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(Adnkronos) –
Oggi il mondo è "senza la sua luce".Fabio Fazio che ricorda così Papa Francesco, morto oggi 21 aprile 2025 all'età di 88 anni.

Fazio ha ospitato il Pontefice nella sua trasmissione 'Che tempo che fa' diverse volte, l'ultima lo scorso 19 gennaio.All'Adnkronos, il conduttore non nasconde il suo smarrimento. "Davvero – afferma – sono molto sconvolto, sono disorientato.

Papa Francesco è stato un Papa straordinario perché è stato il Papa di tutti, proprio tutti.Aveva questa clamorosa, unica, straordinaria capacità di leggere nel cuore delle persone.

Un Papa che ha conosciuto e amato i poveri, un Papa che ha chiamato a sé tutti.Il suo famoso 'todos, todos, todos' significa che è stato un Papa dell'inclusione, che non ha escluso nessuno.

Ho avuto il privilegio della sua fiducia ed è stato un regalo della vita".  "Oggi – prosegue Fazio – mi sento non solo molto triste ma anche smarrito, come immagino si sentano miliardi di persone nel mondo.E' stato un Papa che abbiamo aspettato per tanto tempo e che ci ha fatto sentire tutti perdonati, tutti amati, come solo lui ha saputo fare.

In questo mondo sempre più buio lui è stato una luce da seguire, l'unico che, in questi anni, ha parlato con saggezza e con umanità di pace, l'unico che ha parlato di prospettive buone in questo mondo sempre più violento e sempre più aggressivo.Oggi il mondo è senza questa luce", conclude Fazio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, nel 2020 l’intervista all’Adnkronos: la prima a un’agenzia di stampa italiana

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(Adnkronos) – La corruzione in Vaticano, il covid, le critiche e il rapporto con Benedetto XVI: questi alcuni dei temi al centro dell'intervista che l'allora direttore dell'Adnkronos Gian Marco Chiocci fece a Papa Francesco il 30 ottobre 2020.Fu un evento storico, la prima intervista rilasciata da Bergoglio a un'agenzia di stampa italiana, e fece il giro del mondo. *** (di Gian Marco Chiocci) – Un filo di voce accompagnato dal sorriso. ”Buongiorno, benvenuto…”.

Il Santo Padre mi accoglie così nelle stanze vaticane dove ha acconsentito a rispondere agli interrogativi che tanto stanno scuotendo la Chiesa, preoccupando le porpore, angustiando i fedeli, dividendo gli addetti ai lavori che lo osannano o lo criticano a seconda della parrocchia d’appartenenza.Incontrare un Papa non è cosa di tutti giorni, regala emozioni rare, intense, fortissime anche se il padrone di casa fa di tutto per mettere l’ospite non solo a proprio agio ma – ed è davvero paradossale – sullo stesso piano. Parlare con Lui in una stanza spoglia, due sedie, un tavolo e un crocifisso, mentre fuori tracima l’apprensione per la pandemia, accresce quel desiderio di speranza e di fede di fronte all’ignoto, fede che per alcuni starebbe venendo meno a causa degli scandali, degli sprechi, delle continue rivoluzioni di Francesco e financo del virus, e di questi temi il Papa parlerà nel colloquio con l’Adnkronos. L’occasione è utile innanzitutto per mettere un punto e tirare la riga sull’annosa questione morale fra le mura al di là del Tevere che il Papa stesso non fatica a definire un “male antico che si tramanda e si trasforma nei secoli”, ma che ogni predecessore, chi più chi meno, ha cercato di debellare coi mezzi e le persone sulle quali in quel momento poteva contare. “Purtroppo la corruzione è una storia ciclica, si ripete, poi arriva qualcuno che pulisce e rassetta, ma poi si ricomincia in attesa che arrivi qualcun altro a metter fine a questa degenerazione”. Certo, nella vita millenaria della Chiesa non si ricorda un Papa così, tanto coraggioso quanto incurante di inimicarsi la potente curia romana con il mondo affaristico che le scodinzola intorno: Francesco è deciso a fare piazza pulita di ecclesiastici propensi a mettere il denaro (“i primi padri lo chiamavano lo sterco del diavolo e pure San Francesco” dice) prima della Croce. Coerente col suo dettame francescano il Vicario di Cristo fa quel che nessuno ha mai avuto la forza di fare per una Chiesa che sia davvero una casa di vetro, trasparente, com’era quella delle origini, votata agli ultimi, al popolo.

In una Chiesa per i poveri, più missionaria, però – ed è questo il credo di Francesco – non c’è spazio per chi si arricchisce o fa arricchire il suo cerchio magico indossando indegnamente l’abito talare. “La Chiesa è e resta forte ma il tema della corruzione è un problema profondo, che si perde nei secoli.All’inizio del mio pontificato andai a trovare Benedetto.

Nel passare le consegne mi diede una scatola grande: 'qui dentro c’è tutto – disse -, ci sono gli atti con le situazioni più difficili, io sono arrivato fino a qua, sono intervenuto in questa situazione, ho allontanato queste persone e adesso…tocca a te'.Ecco, io non ho fatto altro che raccogliere il testimone di Papa Benedetto, ho continuato la sua opera”.

Già, Benedetto XVI.Una narrazione tradizionalista e conservatrice racconta di un Papa emerito perennemente in guerra con quello regnante, e viceversa: dissidi, dissapori, spigolosità, diversità di vedute su tutto e tutti, trame sotterranee e pettegolezzi. C’è del vero?

Il Santo Padre si prende qualche secondo e poi sorride: “Benedetto per me è un padre e un fratello, per lettera gli scrivo 'filialmente e fraternamente'.Lo vado a trovare spesso lassù (con il dito indica la direzione del monastero Mater Ecclesiae proprio alle spalle di San Pietro, ndr) e se recentemente lo vedo un po' meno è solo perché non voglio affaticarlo.

Il rapporto è davvero buono, molto buono, concordiamo sulle cose da fare.Benedetto è un uomo buono, è la santità fatta persona.

Non ci sono problemi fra noi, poi ognuno può dire e pensare ciò che vuole.Pensi che sono riusciti perfino a raccontare che avevamo litigato, io e Benedetto, su quale tomba spettava a me e quale a lui”. Il Pontefice riannoda le fila del discorso partito da lontano, ripensa a quando arrivò al soglio di Pietro e di cosa pensava allora dei mali materiali della Chiesa, nulla rispetto a quel che poi ritroverà affondando le mani nella gestione opaca delle finanze vaticane, l’obolo di San Pietro, l’imprudenza di certi investimenti all’estero, l’attivismo poco caritatevole di pastori d’anime trasformatisi in lupi di rendite. Bergoglio si rifà a Sant’Ambrogio, vescovo, teologo e santo romano, per sintetizzare la sua linea guida: “La Chiesa è stata sempre una casta meretrix, una peccatrice.

Diciamo meglio: una parte di essa, perché la stragrande maggioranza va in senso contrario, persegue la giusta via.Però è innegabile che personaggi di vario tipo e spessore, ecclesiastici e tanti finti amici laici della Chiesa, hanno contribuito a dissipare il patrimonio mobile e immobile non del Vaticano ma dei fedeli.

A me colpisce il Vangelo quando il Signore chiede di scegliere: o segui Dio o segui il denaro.Lo ha detto Gesù, non è possibile andare dietro a entrambi”. Da Sant’Ambrogio il Papa passa alla nonna dispensatrice di buoni consigli: “Lei, che certo non era una teologa, a noi bambini diceva sempre che il diavolo entra dalle tasche.

Aveva ragione”.Come aveva ragione quella vecchina incontrata in una sterminata baraccopoli di Buenos Aires il giorno in cui morì Giovanni Paolo II: “Mi trovavo in un autobus – ricorda Francesco – stavo andando in una favela, quando venni raggiunto dalla notizia che stava facendo il giro del mondo.

Durante la messa, chiesi di pregare per il Papa defunto.Finita la celebrazione mi si avvicinò una donna poverissima, chiese informazioni su come si eleggeva il Papa, le raccontai della fumata bianca, dei cardinali, del conclave.

Al che lei mi interruppe e disse: senta Bergoglio, quando diventerà Papa per prima cosa si ricordi di comprare un cagnolino.Le risposi che difficilmente lo sarei diventato, e se nel caso perché avrei dovuto prendere il cane. “Ogni volta che si troverà a mangiare – fu la sua risposta – ne dia un pezzettino prima a lui, se lui sta bene allora continui pure a mangiare”. Questo pensa la gente del Vaticano?

Che la situazione è fuori controllo che può succedere di tutto? “Era ovviamente una esagerazione” taglia corto il Santo Padre. “Ma dava conto dell’idea che il popolo di Dio, i poveri fra i più poveri al mondo, aveva della Casa del Signore attraversata da ferite profonde, lotte intestine e malversazioni”. La lotta pubblica e senza sconti al malaffare vaticano di questi tempi regala l’immagine di un Pontefice molto concreto, deciso, risoluto, un eroe solitario osannato dalle folle ma osteggiato da un nemico invisibile.Un Papa che appare solo nei palazzi del piccolo Stato, ma che solo non è avendo dalla sua la quasi totalità degli osservanti e dei devoti.

Francesco inarca le sopracciglia, allarga lentamente le braccia cercando al contempo lo sguardo del suo ospite.Sono secondi interminabili. “Sarà quel che il Signore vuole che sia.

Se sono solo?Ci ho pensato.

E sono arrivato alla conclusione che esistono due livelli di solitudine: uno può dire, mi sento solo perché chi dovrebbe collaborare non collabora, perché chi si dovrebbe sporcare le mani per il prossimo non lo fa, perché non seguono la mia linea o cose così, e questa è una solitudine diciamo… funzionale.Poi c’è una solitudine sostanziale, che non provo, perché ho trovato tantissima gente che rischia per me, mette la sua vita in gioco, che si batte con convinzione perché sa che siamo nel giusto e che la strada intrapresa, pur fra mille ostacoli e naturali resistenze, è quella giusta.

Ci sono stati esempi di malaffare, di tradimenti, che feriscono chi crede nella Chiesa.Queste persone non sono certo suore di clausura”. Sua Santità ammette di non sapere se vincerà o meno la battaglia.

Ma con amorevole risolutezza si dice certo di una cosa: “So che devo farla, sono stato chiamato a farla, poi sarà il Signore a dire se ho fatto bene o se ho fatto male.Sinceramente non sono molto ottimista (sorride, ndr) però confido in Dio e negli uomini fedeli a Dio.

Ricordo di quand’ero a Cordoba, pregavo, confessavo, scrivevo, un giorno vado in biblioteca a cercare un libro e mi imbatto in sei-sette volumi sulla storia dei Papi, e anche tra i miei antichissimi predecessori ho trovato qualche esempio non proprio edificante”. Oggi la miglior difesa dei nemici giurati del Papa è l’attacco a Francesco attraverso i continui richiami a quel che presto, sperano, verrà dopo di lui.Una sorta di liberazione e di resurrezione per un pontificato dato già per archiviato perché troppo divisivo, politicamente scorretto, ideologicamente schierato da una parte sola.

Sul toto-papa che impazza nei passaparola, Bergoglio la prende con ironia: “Anche io ci penso a quel che sarà dopo di me, ne parlo io per primo.Recentemente, nello stesso giorno, mi sono sottoposto a degli esami medici di routine, i medici mi hanno detto che uno di questi si poteva fare ogni cinque anni oppure ogni anno, loro propendevano per il quinquennio, io ho detto facciamolo anno per anno, non si sa mai (il sorriso stavolta si fa più generoso, nda)”. Papa Bergoglio ascolta con attenzione l’elenco delle critiche che gli sono state rivolte nel tempo, non fa trasparire insofferenza sulla sortita del cardinal Ruini (“criticare il Papa non significa essergli contro”) sembra segnarsele a mente una per una le contestazioni, dalle unioni civili all’accordo con la Cina.

Ci pensa su una decina di secondi e infine consegna un pensiero a tutto tondo: “Non direi il vero, e farei torto alla sua intelligenza se le dicessi che le critiche ti lasciano bene.A nessuno piacciono, specie quando sono schiaffi in faccia, quando fanno male se dette in malafede e con malignità.

Con altrettanta convinzione però dico che le critiche possono essere costruttive, e allora io me le prendo tutte perché la critica porta a esaminarmi, a fare un esame di coscienza, a chiedermi se ho sbagliato, dove e perché ho sbagliato, se ho fatto bene, se ho fatto male, se potevo fare meglio.Il Papa le critiche le ascolta tutte dopodiché esercita il discernimento, capire cosa è a fin di bene e cosa no.

Discernimento che è la linea guida del mio percorso, su tutto, su tutti.E qui – continua Papa Francesco – sarebbe importante una comunicazione onesta per raccontare la verità su quel che sta succedendo all’interno della Chiesa.

E’ vero che poi se nella critica devo trovare ispirazione per fare meglio non posso certo lasciarmi trascinare da ogni cosa che di poco positivo scrivono sul Papa”. Il tempo di elaborare la domanda successiva e il Santo Padre anticipa ancor di più la risposta: “Non credo possa esserci una sola persona, dentro e fuori di qui, contraria ad estirpare la malapianta della corruzione.Non ci sono strategie particolari, lo schema è banale, semplice, andare avanti e non fermarsi, bisogna fare passi piccoli ma concreti.

Per arrivare ai risultati di oggi siamo partiti da una riunione di cinque anni fa su come aggiornare il sistema giudiziario, poi con le prime indagini ho dovuto rimuovere posizioni e resistenze, si è andati a scavare nelle finanze, abbiamo nuovi vertici allo Ior, insomma ho dovuto cambiare tante cose e tante molto presto cambieranno”. Fatta salva la presunzione di innocenza per chiunque sia finito o finirà nel mirino della magistratura vaticana, è sotto gli occhi di tutti quanto di buono stia facendo Francesco camminando sul filo del dirupo dell’immoralità diffusa in settori precisi della Chiesa.Ci chiediamo, e con un po’ di timidezza chiediamo al Santo Padre: ma il Papa ha paura?

La replica stavolta è più ponderata.Il silenzio sembra non finire mai, sembra in attesa di trovare le parole giuste.

Sembra. “E perché dovrei averne?” si domanda e ci domanda il Santo Padre. “Non temo conseguenze contro di me, non temo nulla, agisco in nome e per conto di nostro Signore.Sono un incosciente?

Difetto di un po’ di prudenza?Non saprei cosa dire, mi guida l’istinto e lo Spirito Santo, mi guida l’amore del mio meraviglioso popolo che segue Gesù Cristo.

E poi prego, prego tanto, tutti noi in questo momento difficile dobbiamo pregare tanto per quanto sta accadendo nel mondo”. Il coronavirus è tornato fra noi, si trascina dietro inquietudine, morti e paura.Il Sommo Pontefice si prende la parola e non la lascia più, e parla quasi tenendoti per mano, come non ti aspetteresti mai dal pastore in terra della chiesa universale. “Sono giorni di grande incertezza, prego tanto, sono tanto, tanto, tanto vicino a chi soffre, sono con la preghiera a chi aiuta le persone che soffrono per motivi di salute e non solo”.

Il riferimento va ai famosi eroi, i “santi della porta accanto” come ebbe a definirli due settimane dopo l’appuntamento globale del 27 marzo, quand’era solo in piazza San Pietro, sotto la pioggia, in preghiera per la fine della pandemia ai piedi del crocifisso inondato dalle lacrime piovute dal cielo. Padre Santo, gli chiediamo, si prospettano nuovi lockdown, si riparla di restrizioni per il culto, c’è un rischio di ripercussioni per la Chiesa? “Non voglio entrare nelle decisioni politiche del governo italiano ma le racconto una storia che mi ha dato un dispiacere: ho saputo di un vescovo che ha affermato che con questa pandemia la gente si è 'disabituata' – ha detto proprio così – ad andare in chiesa, che non tornerà più a inginocchiarsi davanti a un crocifisso o a ricevere il corpo di Cristo.Io dico che se questa 'gente', come la chiama il vescovo, veniva in chiesa per abitudine allora è meglio che resti pure a casa.

E’ lo Spirito Santo che chiama la gente.Forse dopo questa dura prova, con queste nuove difficoltà, con la sofferenza che entra nelle case, i fedeli saranno più veri, più autentici, Mi creda, sarà così”. L’incontro termina qui, il commiato è semplice e commovente più del benvenuto.

Diceva San Francesco che un solo raggio di sole è sufficiente a cancellare milioni di ombre.Nella stanza improvvisamente vuota la luce di speranza dell’unico Papa che ha preso il nome dal fraticello d’Assisi resta incredibilmente accesa.

E per un istante con l’oscurità del virus si spegne anche il buio del peccato dei consacrati del Signore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’omaggio di Putin: “Difensore della giustizia” – Video

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(Adnkronos) – Una ''persona eccezionale'', un ''grande difensore della giustizia e dell'umanità'' che ''ha promosso il dialogo tra la Chiesa cattolica di Roma e quella russa ortodossa''.Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato Papa Francesco, morto oggi, in un telegramma inviato al Vaticano e pubblicato sul sito del Cremlino.

I media russi hanno riproposto i video degli incontri tra il Pontefice e il presidente russo. Il Pontefice godeva di grande autorità internazionale in quanto "fedele servitore dell'insegnamento cristiano, saggio religioso e statista, coerente difensore degli alti valori dell'umanesimo e della giustizia", ha sottolineato Putin, ricordando che ''durante il suo pontificato ha promosso attivamente l'interazione costruttiva tra la Russia e la Santa Sede. "Ho avuto l'opportunità di comunicare con questa persona eccezionale in molte occasioni e conserverò per sempre il suo ricordo.In questo momento di dolore, vorrei trasmettere a voi e a tutto il clero cattolico parole di vicinanza e sostegno", si legge nel telegramma. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Papa Francesco, dai funerali fino al Conclave: cosa succede ora

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(Adnkronos) – Con la morte di Papa Francesco, la Chiesa è entrata in una fase di transizione.Il primo atto è toccato al medico personale del Papa, che ha avuto il compito di constatare ufficialmente il decesso.

Una volta accertata la morte, il medico ha informato il Cardinale Camerlengo.Questa figura chiave, il cui ruolo è centrale durante la Sede Vacante, ha il compito di annunciare ufficialmente la morte del Papa.  Il Camerlengo, in presenza dei Maestri delle celebrazioni liturgiche pontificie, ha verificato ufficialmente il decesso.

La tradizione vuole che chiami il Papa per nome tre volte e, in seguito, pronunci la frase in latino ‘Vere Papa mortuus est" ("Veramente il Papa è morto").Inizia la sede vacante.  Il Camerlengo procede a sigillare la stanza del Papa e a informare il Vicario di Roma, il quale a sua volta comunicherà la notizia al mondo.

La notizia viene diffusa tramite i canali ufficiali della Santa Sede, raggiungendo i fedeli e i leader mondiali.Con la sede vacante il Camerlengo assume un ruolo di primaria importanza: è responsabile dell'amministrazione dei beni della Santa Sede e della preparazione del Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice.

Atto simbolico è la distruzione dell'Anello Piscatorio, l'anello che il Papa indossa e che viene utilizzato per sigillare i documenti ufficiali.La distruzione avviene in presenza dei cardinali.  Con la sede vacante, i dicasteri della curia romana continuano a svolgere le funzioni ordinarie pure con alcune limitazioni.

Niente decisioni che spetterebbero al Papa.La salma del Pontefice viene preparata per l'esposizione ai fedeli.

Francesco ha chiesto di non esporla.Iniziano i Novendiali: nove giorni di lutto durante i quali vengono celebrate messe in suffragio del Papa morto.  I funerali si svolgono in Piazza San Pietro, presieduti dal Decano del Collegio Cardinalizi; partecipano cardinali, vescovi, capi di Stato e rappresentanti di altre religioni.

Il Papa ha chiesto di essere sepolto nella Basilica di S.Maria Maggiore.  I cardinali elettori si preparano per il Conclave; quindi i cardinali con meno di 80 anni si ritirano nella Cappella Sistina, che viene sigillata per garantire la segretezza del voto.

Non possono avere contatti con l'esterno.Le votazioni seguono un rituale preciso.  I Cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice.

Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati.Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l'elezione non è ancora avvenuta.  Quando viene eletto il nuovo Papa, le schede vengono bruciate con paglia secca, producendo una fumata bianca.

Dopo l'elezione, il cardinale Protodiacono annuncia al mondo dalla loggia di San Pietro la famosa frase "Habemus Papam", seguita dal nome del nuovo Pontefice.Il nuovo Papa si affaccia dalla loggia e impartisce la benedizione "Urbi et Orbi".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, le apparizioni in tv: da ‘Che tempo che fa’ al ‘Festival di Sanremo’

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(Adnkronos) – Dal debutto su TikTok alle apparizioni nei programmi televisivi.Francesco è stato il primo Papa crossmediale, capace di spaziare su più mezzi di comunicazione, come le sue prime interviste al Tg1 e a Canale 5, all'agenzia di stampa Adnkronos fino al videomessaggio al Festival di Sanremo 2025 condotto da Carlo Conti.  Nel gennaio 2025 il pontefice ha esordito su TikTok per promuovere la sua autobiografia "Spera" scritta con Carlo Musso.

Apparso sull'account della Mondadori, ha detto: "Vorrei ringraziare il signor Carlo Musso che ha avuto questa pazienza di aiutarmi a ricordare tante cose della mia vita E' una autobiografia ma per me le autobiografie sono per ringraziare Dio per ciò che ha fatto della mia vita.In fondo il vero protagonista è il Signore che mi ha portato per mano e condotto avanti". Il 19 gennaio 2025 Francesco è stato per la terza volta ospite di Fazio sul Nove per parlare dell'autobiografia e del Giubileo della Speranza: il suo intervento è stato seguito da 2.453.000 telespettatori, pari a uno share del 12,1%, risultato che ha consentito a "Che tempo che fa" di raggiungere il suo record d'ascolto stagionale.

Il 14 gennaio 2024 il pontefice da Fazio, per la sua seconda volta, regalò alla rete di Warner Bros Discovery un record di ascolti: con 3 milioni di telespettatori pari al 14.2% di share – e picchi del 16.4% e di 3,4 milioni – la puntata divenne il programma più visto nella storia del Nove.La prima intervista risale al 6 febbraio 2022, quando Fazio andava in onda su Rai3: in quell'occasione le parole di Francesco a "Che tempo che fa" furono seguite da 6,7 milioni di telespettatori pari al 25.41% share, con un picco di 8,7 milioni e del 32.3%.    Prima di Fabio Fazio, il Papa più volte è apparso sul piccolo schermo, ma mai facendosi intervistare.

Celebre l'intervento al Tg1 delle ore 20 del 3 aprile 2020 con l'Italia chiusa in casa per il dilagare del Covid; quelle case in cui Bergoglio decise di entrare per portare un messaggio di speranza in un Paese in balia della pandemia. "Amici, buonasera!", esordì Francesco: e rivolse un pensiero ai bambini e ai ragazzi impediti a frequentare le scuole, alle famiglie con gli ammalati, alle persone sole, agli anziani "che mi sono tanti cari".Il Papa venne introdotto dal direttore del Tg1, Giuseppe Carboni, che spiegò com'era nato l'invito al pontefice.  Per tre volte Canale 5, fino al 2022, si è aggiudicata in esclusiva l'intervista natalizia a Papa Francesco sui temi più caldi d'attualità, registrata in Vaticano.

E' stato il direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, a riuscire nell'impresa di intervistare Papa Francesco per la Rai: furono 4 milioni 588 mila spettatori, con uno share del 21.7 per cento, i telespettatori che mercoledì 1° novembre 2023 – dalle 20.33 alle 21.13 – seguirono su Rai1 le parole del pontefice.Chiocci era stato il protagonista di un altro scoop: la prima intervista del Papa a un'agenzia di stampa: il 30 ottobre 2020 l'Adnkronos, che allora dirigeva, mandò in rete decine di lanci di una lunghissima intervista in cui parlava della riforma della Curia vaticana, del rapporto con Benedetto XVI, del possibile successore, della sua solitudine ("Mi sento solo perché chi dovrebbe collaborare non collabora") e della malattia. C'è stata anche una volta in cui il Papa si è recato personalmente in uno studio televisivo: 27 maggio 2023 Francesco fu ospite degli studi Rai a Saxa Rubra per registrare un'intervista per il programma "A Sua immagine", andata poi in onda il 4 giugno successivo.

C'è poi un'altra volta di Bergoglio in tv.Un intervento a sorpresa arrivò a "Uno Mattina" nel dicembre 2016: mentre Franco Di Mare e Francesca Fialdini conducevano la trasmissione, all'improvviso arrivò la telefonata di Bergoglio per ricordare il senso del Natale vero contrapposto a quello del "dio denaro".   Il record di ascolti per il Papa in tv è arrivato con Sanremo.

Martedì 11 febbraio 2025 sono stati 12 milioni 600mila, pari al 65,3% di share, gli telespettatori – stando alla media di total audience – che hanno seguito la prima puntata del Festival di Carlo Conti, che ha visto l'intervento in videomessaggio del pontefice.  Sul videomessaggio è aleggiato anche un giallo.Per il sito Dagospia il video mandato in onda a Sanremo sarebbe stato girato a maggio e per un'altra occasione sarebbe arrivato al Festival addirittura ad insaputa di Bergoglio, facendolo infuriare. "Fantascienza", ha replicato Conti. "A fine maggio ho preso parte alla Giornata mondiale dei Bambini e il Papa mi ha detto 'se potrò ringraziare ditemi cosa posso fare per voi'.

Così, il 12 gennaio, appena avuto l'ok su 'Imagine' di Noa e Mira Awad, l'ho fatto recapitare a padre Enzo Fortunato e dopo qualche giorno mi è arrivato questo video, esattamente il 1* febbraio, è arrivato il video", ha spiegato Conti. "Sono stato in silenzio, non lo sapeva nessuno.E' stata una grandissima gioia per me".  (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, lo stupore e il dolore in piazza San Pietro – Video

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(Adnkronos) – C'è stupore, c'è incredulità, ci sono tanti visi tristi in piazza San Pietro tra i migliaia di turisti e fedeli dopo l'annuncio della morte di Papa Francesco, oggi 21 aprile.C’è un religioso silenzio tra i cittadini che sono giunti in piazza alla notizia della scomparsa.

E religiosi che pregano in direzione della finestra da cui Bergoglio parlava al suo popolo durante l’Angelus.Ci sono tanti volti giovani, anche missionari da ogni parte d’Italia, già a Roma per la settimana Santa.  “Il carisma di Regnum Christi è vivere bene la propria fede e viverla soprattutto in uscita, ovvero al servizio degli altri, in apostolato.

La notizia della scomparsa di Papa Francesco ci ha colti di sorpresa”, dice all’Adnkronos un giovane dell’organizzazione internazionale del Movimento Regnum Christi tra i tanti impegnati in attività umanitarie, mediche e di evangelizzazione.  “E’ un momento di grande tristezza, per molti di noi Francesco è il primo Papa che abbiamo seguito dalla sua elezione.Un Papa che si è speso molto per gli ultimi.

Siamo qui per accompagnarlo in un momento così cruciale, non solo per il Papa in sé che adesso si trova a passare alla prossima vita, ma anche per la Chiesa cattolica in generale”. (di Lorenzo Capezzuoli Ranchi) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’ultima apparizione: Pasqua con bagno di folla in papamobile

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(Adnkronos) – E' morto oggi a 88 anni Papa Francesco.L'ultima apparizione del Pontefice al mondo è stata ieri, proprio nel giorno della Pasqua di risurrezione.

Bergoglio aveva espresso il desiderio di essere tra i fedeli per la benedizione Urbi et Orbi e così è stato.  In carrozzina alle 12 – dopo aver incontrato a sorpresa il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance – è apparso al mondo dal loggione delle benedizioni senza i naselli per l’ossigeno ma in tutta la sua fragilità.Ha detto poche parole: ‘Cari fratelli e sorelle, Buona Pasqua’ poi ha affidato la lettura del messaggio a mons.

Diego Ravelli ma nel testo pasquale c’era tutto Bergoglio.  Il Pontefice, nel messaggio, ha rinnovato il suo appello per un no al riarmo, denunciando la “volontà di morte” che “ vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini!

Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!”.Il suo pensiero è andato a Gaza dove c’è una “situazione umanitaria ignobile”.  Alla martoriata Ucraina per la quale era tornato a chiedere ogni sforzo per una “pace giusta e duratura”.

E poi ha lanciato un appello per tutti i paesi teatro di conflitti ormai dimenticati.Al termine della benedizione, che ha voluto dare lui stesso con un filo di voce, è sceso in piazza tra i fedeli e, convalescente dopo un ricovero di 38 giorni al Gemelli per una polmonite, ha fatto il bagno di folla tra la gente commossa, sull’auto scoperta. ‘Francesco, resta con noi’, hanno detto i fedeli.

E’ stato il suo congedo.Alle 7. 35 di questa mattina – nel lunedì dell’Angelo – il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. “Ora noi siamo ancora più shoccati perché ieri – nella Domenica di Pasqua -lo abbiamo visto che passava in mezzo alla gente .

Il volto e i gesti dimostravano che era sceso per dare l’estremo saluto .Anche lui probabilmente se lo sentiva, il Signore glielo faceva sentire”.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, già presidente della Conferenza episcopale italiana, con l’Adnkronos, passa in rassegna gli ultimi momenti in cui il mondo ha visto in vita il Pontefice.  “È stato il suo congedo.Ha fatto quello che aveva fatto per tutta la vita: era il pastore della gente, del gregge.

Anche quando era arcivescovo di Buenos Aires e andava col tram tra i poveri: l’uomo dell’Evangelii gaudium, e poi il Papa della Misericordia .Ha fatto tanto per i poveri, ha voluto che la chiesa fosse la chiesa per i poveri”, sottolinea Bassetti elencando tratti della sua eredità.  Il porporato torna all’immagine del Pontefice sofferente, fragile, di ieri che ha voluto dare il suo addio ai fedeli: “C’erano migliaia di fedeli.

Ora noi siamo ancora più schioccati perché lo abbiamo visto che passava in mezzo alla gente.Il volto e i gesti dimostravano che era sceso per dare l’estremo saluto.

Anche lui probabilmente se lo sentiva, il Signore glielo faceva sentire.Io sono raccolto in preghiera.

Che il Signore lo ricompensi del tanto bene che ha fatto: è’ stato vicino ai migranti, a chi soffre.Le opere di misericordia le ha fatte tutte.

Attraverso di lui si e’ data una bella testimonianza di una chiesa limpida".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, dalla crisi respiratoria alla morte: cosa dicono gli esperti

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(Adnkronos) – La notizia della morte di Papa Francesco è arrivata oggi come un fulmine in questo lunedì di Pasquetta: il Pontefice è scomparso quando sembrava che le sue condizioni di salute fossero in ripresa, dopo il ricovero di oltre un mese al Gemelli per una polmonite bilaterale.Soltanto ieri la Benedizione per l'Urbi et Orbi e il bagno di folla in piazza San Pietro.

Poi questa mattina il decesso. A quanto apprende l'Adnkronos, Papa Francesco sarebbe morto a causa di una emorragia cerebrale e non per una crisi respiratoria.I polmoni di Bergoglio – riferiscono all'Adnkronos Salute fonti qualificate facendo riferimento a quanto riportato da chi ha potuto vederlo questa mattina presto – non evidenziavano criticità o problemi respiratori eccessivi.   “È purtroppo successo quello che era prevedibile, l’insufficienza respiratoria era complessa e seria, il Papa non riusciva a parlare ma ha ritenuto giusto andare avanti con il suo lavoro e la sua missione e questo gli va dato atto.

Ha voluto esserci nella Pasqua.Probabile che sia sopraggiunto un problema cardiologico improvviso e questo in una persona di 88 anni alza il rischio di mortalità connesso all’insufficienza respiratoria.

Non sappiamo neanche come sarebbe andata se fosse rimasto al Gemelli invece di andare a Santa Marta, sarebbe andata diversamente?Magari in ambiente ospedaliero sarebbe arrivata una infezione a compromettere il quadro clinico”, afferma all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di Malattie infettive e tropicali).  Della stessa opinione Claudio Micheletto, direttore Uoc Pneumologia presso l'Azienda ospedaliera universitaria integrate di Verona e presidente dell'Associazione pneumologi ospedalieri. “Nei giorni scorsi abbiamo visto il Papa con i naselli per l’ossigeno, rientrava – come abbiamo sempre detto – tra i pazienti con una insufficienza respiratoria che è una condizione seria.

Poi la differenza la fa la salute del cuore, ma con bassi valori di ossigenazione il cuore può andare in sofferenza e si muore per un arresto cardiaco che è la conseguenza di una crisi respiratoria acuta”, dice all'Adnkronos Salute. Il Papa ha dimostrato grande resistenza fisica, “i pazienti con Bpco hanno una mortalità post ospedalizzazione del 20% – ricorda Micheletto – si muore per un arresto cardiaco che avviene quando è compromessa la respirazione e l’ossigenazione” una crisi che il Papa aveva superato durante il suo ricovero al Gemelli.   “Avevo espresso molte perplessità sul fatto che Papa Francesco potesse tornare alla normalità, perché conosco le infezioni respiratorie polimicrobiche che il Papa ha avuto e purtroppo possono avere alti e bassi.In queste situazioni le gravi comorbidità che affliggevano il Papa – immunodepressione per il cortisone, il sovrappeso, e l’età, hanno fatto sì che l’infezione ha avuto il sopravvento.

La Pasqua con lui è stato un momento straordinario per noi cattolici.Ricordiamo quindi che le malattie infettive non fanno pazienti di serie a, b o c.

Il Papa ci ha dimostrato che si può lottare ma dobbiamo fare di più come comunità medica per trovare nuovi rimedi contro le malattie infettive”, l'opinione espressa all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, da Mara Venier a Carlo Conti: il ricordo del Pontefice sui social

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(Adnkronos) – Il mondo dello spettacolo piange la morte di Papa Francesco.Il Pontefice si è spento oggi, lunedì 21 aprile, a 88 anni.

Da Mara Venier a Carlo Conti, ecco chi ha voluto salutare il Papa, per l'ultima volta, condividendo sui social il momento in cui, alcuni dei volti noti della tv, hanno avuto l'onore di poterlo incontrare e di stringergli la mano.  "Una bruttissima notizia.Ti volevano tanto bene !

Riposa in pace Papa Francesco", ha scritto la conduttrice di Domenica In, Mara Venier a corredo di uno scatto che la ritrae mentre stringe la mano al Pontefice.A farlo eco, il marito Nicola Carraro che ha commentato sotto il post: "Un grande Papa".  "Papa Francesco vivrà sempre nei nostri cuori", così Carlo Conti ricorda il Pontefice condividendo uno scatto del momento in cui, insieme alla moglie Francesca Vaccaro e il figlio Matteo di 11 anni, ha conosciuto e incontrato Papa Francesco.   "Sono affranto,disorientato.

Papa Francesco è stato il Papa che abbiamo sempre aspettato.Un uomo di Dio e del Vangelo.

Una persona meravigliosa e unica.Un intellettuale di cuore.E’ stato la luce nel buio di questo mondo.

Una luce che ha illuminato il nostro cammino.Siamo soli.", ha scritto Fabio Fazio.  "Papa Francesco sei stato la rivoluzione, la profondità l’essenza di essere Cattolico.

Non ti scorderò mai.Aiutaci poiché oggi ci sentiamo ancora più soli", ha scritto Simona Ventura postando una foto del Pontefice sorridente.  "Da oggi saremo tutti più poveri senza la tua guida e i tuoi insegnamenti", ha scritto Paola Perego condividendo il momento in cui lo ha incontrato.  Sul suo profilo Instagram, Alba Parietti ha ricordato Papa Francesco convidendo il suo dolore con una lunga dedica: "La pace non si costruisce mai con le armi ma aprendo il cuore.

Io non sono praticamente ma è l’unico Papa che ha toccato nel profondo la mia coscienza e il mio cuore e mi ha fatto ritornare a credere.Non ho molte parole solo grande dispiacere e grande dolore di aver perso un altro padre.

Il Padre di tutti noi.Il padre degli ultimi dei più deboli.

Il Padre che ci faceva sentire tutti importanti tutti uguali .Da oggi siamo tutti più poveri e soli.Papa Francesco era la nostra coscienza contro ogni egoismo , individualismo, guerre , ingiustizie.

Inclusione , fraternità.L’ultima visita alle carceri , perché per lui nessuno era uno scarto della società", ha scritto.  "Ciao Francesco.

Grazie per essere stato il Papa di tutti, nostra guida e punto di riferimento.Averti potuto incontrare e parlare rimarrà tra le emozioni più grandi della mia vita.

Riposa in pace", ha scritto il cantautore napoletano Gigi D'Alessio a corredo dello scatto che lo ritrae accanto al Pontefice quando ha avuto l'onore di incontrarlo.   "Di fronte alla morte di un Papa (per quanto mi riguarda il settimo delle mia vita) ritengo che noi piccoli peccatori possiamo solo attingere al dovere del rispetto.E, per chi la pratica, della preghiera.

Papa Francesco se n’è andato dopo aver distillato e distribuito generosamente, ancora ieri, le ultime gocce del sua vita", esordisce Marino Bartoletti.  Il conduttore televisivo ha ricordato il giorno in cui è stato eletto Papa Francesco: "Ero quasi per caso in piazza San Pietro il 13 marzo del 2013.C’ero andato a piedi: una piacevole passeggiata in una sera molto romana, dal clima dolcissimo.

Sinceramente non sapevo davvero nulla di Jorge Bergoglio: d’altra parte gli stessi vaticanisti più accreditati non lo davano fra i primi cinque papabili.Ricordo che in piazza c’erano soprattutto attesa ed emozione per la possibile nomina del Cardinale Scola, arcivescovo di Milano (che effettivamente – lo si sarebbe poi scoperto – aveva raccolto molti consensi nei due scrutini della prima giornata, ma già con Bergoglio alle calcagna).

In realtà già fra il terzo e, soprattutto, il quarto scrutinio i voti cominciarono ad affluire copiosamente verso il futuro papa Francesco: che al quinto tentativo e dunque alla fine del secondo giorno sbaragliò tutti gli avversari con una maggioranza schiacciante ( “Fratelli e sorelle, buonasera”.Mi divertì l’idea che avesse lo stesso cognome di uno dei più celebri giornalisti sportivi italiani, Carlo “Carlin” Bergoglio, piemontese anche lui, che esordì e lavorò per trent’anni nel mio adorato Guerin Sportivo, per poi diventare prima vicedirettore di Tuttosport e successivamente direttore al posto di Renato Casalbore, perito nella tragedia di Superga". E ancora: "L’inizio del suo Ministero mi suscitò molta curiosità e altrettanta simpatia.

Col tempo non mi ritrovai sinceramente in tutte le sue posizioni, fatta salva ovviamente l’inadeguatezza per valutare l’operato di un Papa.Dopo quella bellissima sera di una primavera anticipata lo vidi di persona solo una volta durante un’udienza in Vaticano, quando regalò a me e alla mia compagna – allungando paternamente la mano -un tenero e disarmante sorriso (la scena finì addirittura sulla prima pagina dell’Osservatore Romano).

Quel sorriso, per tanti motivi, me lo porterò per sempre nel cuore.Il resto ce lo dirà la storia", ha concluso Bartoletti.   "Parlare con Papa Francesco ed essere ascoltati, un privilegio.

Profondo dolore per il Papa della speranza, del rispetto per il diverso, povero, bisognoso d’aiuto.Mai stanco di invocare la PACE", ha scritto la giornalista Emma D'Aquino, ricordando il giorno in cui ha incontrato Papa Bergoglio.   "Santo Padre , senza di te abbiamo il cuore pieno di dolore e adesso ci sentiamo piu' soli", ha scritto Cristiano Malgioglio.  "Sono stata fortunata ad averti conosciuto.

Sei stato un grande Papa, che ha lottato per i più deboli e per la pace dei popoli.Ricorderò sempre la tua profonda dolcezza e il tuo sorriso.

Ciao Papa Francesco", ha scritto Cristina D'Avena.   

 "Era il giugno del 2017, eravamo tutti emozionati.La tua benedizione su noi 3, d in modo particolare su mio figlio Giacomo.

Pochi mesi dopo ho ripensato al nostro incontro.Grande Papa Francesco", ha scritto Elena Santarelli a corredo di uno scatto che ritrae la conduttrice televisiva al fianco del Pontefice mentre appoggia la mano sulla spalla del figlio Giacomo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, partite rinviate e il ‘twitter calcio’ protesta

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(Adnkronos) –
La news della morte di Papa Francesco ferma il campionato di Serie A e il popolo del calcio, su X, protesta con una valanga di tweet.Il decesso del Pontefice, avvenuto alle 7.35 di oggi 21 aprile, è stato annunciato poco prima delle 10.

La Lega di Serie A, con un comunicato inviato attorno alle 10.30, ha ufficializzato il rinvio delle gare in programma oggi per la 23esima giornata.Non si giocano i match Torino-Udinese (12.30), Cagliari-Fiorentina (15), Genoa-Lazio (18) e Parma-Juventus (20.45). Quando il rinvio diventa ufficiale, su X sale la protesta del 'twitter calcio'.

La decisione della Lega viene giudicata inopportuna e immotivata. "Medioevo", si legge in diversi messaggi. "L'Italia è un paese laico", scrivono in tanti.Molti appassionati fanno notare che la decisione è stata adottata a ridosso delle partite, quando migliaia di persone hanno speso soldi per viaggiare in trasferta e acquistare biglietti.   Su X, la federcalcio annuncia che sono "sospese tutte le competizioni in programma nella giornata di oggi, dalla Serie A ai Dilettanti".

Il messaggio della Figc scatena una nuova ondata di repliche: "Benissimo, decisione legittima, ora risarcite tutte le persone che hanno speso tempo e soldi per seguire la propria squadra oggi", una delle risposte. "Avete scelto una linea, siate coerenti, da oggi in poi niente più calcio durante le festività Cristiane", si legge ancora. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, la vergogna dei leoni da tastiera sull’incontro con Vance

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(Adnkronos) – Anche in un momento storico e tragico come la morte di Papa Francesco arrivano i soliti vergognosi commenti sui social.Nel mezzo della valanga di messaggi di condoglianze, raccoglimento e dolore, alcuni non trovano di meglio che ironizzare sull'ultima visita di ieri tra il pontefice e J.D.

Vance.Il vicepresidente degli Stati Uniti aveva avuto un breve incontro privato con Papa Francesco a Casa Santa Marta la mattina di Pasqua.  "So che non si sente bene, ma è bello vederla in salute", ha detto Vance al Papa.

Parole su cui oggi i leoni da tastiera realizzano meme e battute senza rispetto. "Mamma mia che sfiga.Dj Vance gli dice che prega per la sua guarigione e il Papa muore il giorno dopo.

Questa è l'aura malefica che si porta dietro", scrive @iluvtortellini sui social. "JD Vance ha incontrato il Papa per augurargli una 'Buona Pasqua'. 'La vedo meglio, Santità', ha detto Vance.Papa Francesco è morto", è il messaggio su X di @Massi_DiMario. "Ovviamente il Papa incontra Vance che gli dice 'la trovo bene' e il giorno dopo muore", dice @alexdoestv; e ancora: "Vance: 'Contento di vederla meglio'.

Diverse ore dopo il Papa muore.Sipario.", sono le parole di @ImmersoNelnulla. Nel frattempo il vicepresidente degli Stati Uniti, che si trova in visita ufficiale in India, ha inviato un messaggio di cordoglio."Ho appena appreso della scomparsa di Papa Francesco (sic).

Il mio cuore è rivolto ai milioni di cristiani in tutto il mondo che lo amavano.Sono stato felice di vederlo ieri, anche se era ovviamente molto malato", ha scritto su 'X' J.D.

Vance. "Lo ricorderò sempre per l'omelia che ha pronunciato nei primissimi giorni del Covid, è stata davvero bellissima.Che Dio lo benedica", ha aggiunto condividendo il link all'omelia citata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, le visite a sorpresa: dal negozio di dischi alle case di Bruck e Bonino

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(Adnkronos) – Non solo le telefonate, ma anche le visite a sorpresa a chiese, case, famiglie, sedi di congregazioni o anche semplici negozi sono state una delle novità a cui Papa Francesco ha abituato i fedeli fin dalla sua elezione.Sono stati numerosi i fuori programma che il pontefice si è concesso, come quando, tra gli episodi più noti, a Roma si è recato a casa della scrittrice ebrea ungherese Edith Bruck (20 febbraio 2021) o ha fatto sosta a casa di Emma Bonino (5 novembre 2024), l'esponente radicale leader del partito +Europa, allora da poco dimessa dall'ospedale dopo un ricovero per difficoltà respiratorie. Fare un elenco completo delle visite a sorpresa sarebbe non solo lungo ma anche arduo per il gran numero di esse.

Ecco, allora, il ricordo di alcune tra le più significative. Nel pomeriggio del 4 settembre 2015, in mezzo allo stupore dei romani che si trovavano nella zona a fare shopping, il Papa si reca in un negozio di ottica di via del Babuino, chiedendo al titolare Alessandro Spiezia di cambiare la montatura delle lenti.All'uscita si concede anche ai selfie.

Nel luglio 2024 Papa Francesco è tornato nello stesso negozio per poter cambiare le lenti.  Il 12 agosto 2016 Papa Francesco si reca a Roma presso la casa di pronta accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII , fondata da don Oreste Benzi, dove incontro 20 giovani liberate dalla schiavitù della tratta e della prostituzione.  Il 21 dicembre 2016 Papa Francesco lascia il Vaticano e si reca in un negozio di ortopedia di via del Gelsomino, in zona Gregorio VII, per acquistare delle scarpe nuove. Il 28 luglio 2018, in una Roma quasi deserta, Papa Francesco arriva a sorpresa, a bordo di una Ford Focus blu, in Via Alessandria, nel quartiere Salario a Roma, per fare visita ad un'anziana signora, sua conoscente, impossibilitata a muoversi di casa perché malata.La pensionata più volte aveva chiesto di incontrare il pontefice e lui ha voluto esaudire il suo desiderio. Il 31 dicembre 2019 Papa Francesco partecipa al funerale della sua cara amica novantacinquenne Maria Grazia Mara nella parrocchia romana di San Giuseppe al Nomentano. Il 22 ottobre 2020 Papa Francesco va a trovare le 172 suore Figlie di Maria Ausiliatrice, partecipanti al XXIV Capitolo generale della Congregazione.

Accompagnato dalla superiora generale Madre Yvonne Reungoat, l'unica religiosa a conoscenza della visita, il pontefice fece il suo ingresso a sorpresa nell'aula capitolare della Casa generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Roma, in via dell'Ateneo Salesiano. Il 20 febbraio 2021 Papa Francesco incontra la sopravvissuta della Shoah Edith Bruck, poetessa e scrittrice, nella sua casa del centro di Roma.Il pontefice era rimasto colpito da un'intervista della Bruck pubblicata da "L'Osservatore Romano" il 26 gennaio dello stesso anno, alla vigilia della Giornata della Memoria, a proposito del suo libro autobiografico "Il pane perduto" (La nave di Teseo). Il 12 gennaio 2022 Papa Francesco arriva all'improvviso di Francesco in un negozio di dischi in via della Minerva, vicino al Pantheon del quale il pontefice conosce i proprietari dai tempi in cui, da arcivescovo, frequentava la zona alloggiando nella Casa del Clero di via della Scrofa durante i soggiorni capitolini.

Arrivato intorno alle 19, a bordo di una Fiat 500L bianca che presto ha attirato l’attenzione dei passanti, Francesco ha benedetto i locali recentemente ristrutturati.Per una quindicina di minuti il Papa si è intrattenuto all'interno del negozio, quasi una bottega dal sapore antico come tante del centro di Roma, che in vetrina esibisce i dischi in vinile di Maria Callas e dei Pink Floyd o le opere di autori più recenti. Il 31 luglio 2024, festa liturgica di Sant'Ignazio di Loyola, visita a sorpresa il luna park di Ostia Lido, sul litorale romano.

In quell'occasione, il pontefice incontra la comunità dei giostrai e circensi del parco di divertimenti e la sua amica suor Geneviève Jeanningros, Piccola Sorella di Gesù.  Il 27 agosto 2024 visita la parrocchia degli Agostiniani a Roma nel giorno in cui la liturgia festeggia Santa Monica, dove riposa il corpo della santa, simbolo delle madri di tutto il mondo. Il 5 novembre 2024 sulla strada di ritorno dalla Pontificia Università Gregoriana, dove in mattinata ha incontrato la comunità accademica, la Fiat 500L bianca del Papa invece di proseguire dritto per Casa Santa Marta in Vaticano devia verso una via del centro di Roma.Francesco ha voluto infatti fare sosta a casa di Emma Bonino, dimessa a fine ottobre dalla struttura sanitaria in cui era ricoverata.

In seguito a difficoltà respiratorie, per Bonino il 17 ottobre si era reso necessario il ricovero presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Santo Spirito di Roma; una settimana dopo era stata trasferita in una struttura privata della capitale e per poi fare ritorno a casa.Una visita del tutto a sorpresa.

Al termine il Papa, una volta uscito dal portone dell'abitazione, viene avvicinato da alcune persone incuriosite che gli hanno domandato in che condizioni avesse trovato Bonino. "Benissimo", risponde il pontefice, "lei è sempre cordiale".Dettagli sulla visita li ha forniti la stessa Emma Bonino tramite un post sul suo account personale X, in cui pubblica pure una foto di lei insieme al Papa, entrambi in sedia a rotelle, sulla terrazza di casa sua. "Stamane, con enorme sorpresa e piena di emozione, Sua Santità mi ha fatto una graditissima visita", si legge. "Di Papa Francesco emerge sempre l’aspetto umano straordinario.

Già dai presenti che ha voluto donarmi, un meraviglioso mazzo di rose e dei cioccolatini.Sono rimasta molto colpita dalla forza e comprensione dimostratami già dal suo saluto 'cerea' tipico piemontese, per le nostre origini comuni.

E avermi detto di essere 'un esempio di libertà e resistenza' mi ha riempito di gioia". In passato Francesco ed Emma Bonino si sono incontrati più volte, a partire dal 4 novembre 2015 quando l'ex ministro degli Affari esteri aveva preso parte all'udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI.Insieme all'al procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino, e a Maria Rita Parsi, Bonino aveva presentato le nuove iniziative a favore dei bambini profughi da parte della fondazione "La fabbrica della pace".

Lo stesso anno il Papa aveva telefonato alla esponente politica ammalata di tumore ai polmoni, per informarsi sulle sue condizioni di salute.L'8 novembre 2016 il Papa l'aveva poi ricevuta in udienza privata nel Palazzo Apostolico.

La Sala Stampa vaticana riferiva allora che "il colloquio si è focalizzato soprattutto sui temi dei flussi migratori, dell'accoglienza ai migranti e della loro integrazione".Proprio per l'opera a favore dei migranti, Papa Francesco aveva elogiato la parlamentare durante un incontro informale a Santa Marta con il direttore del "Corriere della Sera", Luciano Fontana, sempre nel 2016.

Emma Bonino, ha detto Francesco in quell'occasione, "ha offerto il miglior servizio all'Italia per conoscere l'Africa". (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Bergoglio torna alla Casa del Padre: rinviate a data da destinarsi tutte le partite di Serie A, B e C

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Una notizia che scuote l’Italia e il mondo intero, imponendo un momento di silenzio e profonda riflessione: Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è tornato oggi, lunedì 21 aprile 2025, alla Casa del Padre all’età di 88 anni. La scomparsa del Santo Padre, avvenuta in mattinata, ha immediatamente gettato nello sconforto milioni di fedeli e non solo, segnando la fine di un pontificato caratterizzato da un forte impegno per la pace, la giustizia sociale e l’attenzione verso gli ultimi.

In segno di lutto nazionale e di profondo rispetto per la figura che per oltre un decennio ha guidato la Chiesa Cattolica e rappresentato un faro morale per l’umanità, il mondo dello sport italiano si ferma. La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in accordo con le Leghe professionistiche, ha diramato pochi minuti fa un comunicato ufficiale che annuncia il rinvio a data da destinarsi di tutte le partite dei campionati di Serie A, Serie B e Serie C previste.

Una decisione forte ma inevitabile, che interrompe bruscamente il cammino dei tornei nel pieno delle fasi decisive per la classifica, la salvezza e la promozione. Stadi che sarebbero dovuti essere teatro di sfide cariche di passione rimarranno silenziosi, in un’atmosfera surreale dettata dalla gravità dell’evento. Il calcio italiano si unisce così al cordoglio del Paese e del mondo intero, rendendo omaggio alla memoria di un Pontefice che ha saputo parlare al cuore delle persone, credenti e non.

Il calendario sportivo, già fitto in questo periodo dell’anno, subirà ora un’inevitabile ridefinizione. La FIGC e le Leghe lavoreranno nei prossimi giorni per trovare le collocazioni più idonee per recuperare gli incontri rinviati, un compito non semplice che richiederà la massima collaborazione tra tutte le parti in causa. Al momento, tuttavia, ogni pensiero è rivolto altrove.

La scomparsa di Papa Francesco lascia un vuoto incolmabile. La sua eredità spirituale, il suo messaggio di amore e accoglienza, la sua semplicità disarmante rimarranno impressi nella memoria collettiva. L’Italia si ferma per piangere uno dei suoi figli spirituali più amati, e il calcio, la passione più grande di milioni di italiani, rispetta questo momento di dolore e riflessione, mettendosi in pausa in attesa che il Paese possa elaborare la perdita di una guida così significativa. Non si giocherà per qualche giorno, ma la memoria e l’insegnamento di Papa Bergoglio continueranno a vivere nei cuori.

Morto Papa Francesco, Mattarella: “Grande vuoto per perdita punto di riferimento”

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(Adnkronos) – “Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato”.Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La morte di Papa Francesco – prosegue il capo dello Stato – suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo.

Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanità”. “La riconoscenza nei suoi confronti – conclude Mattarella – va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi”. Punti di riferimento nelle drammatiche settimane del Covid, come il 27 marzo del 2020, quando uno dopo l’altro lanciarono un messaggio di speranza ed incoraggiamento all’Italia e al mondo.L'impegno comune mai venuto meno, pur da una inevitabile diversità di prospettiva legata ai rispettivi ruoli svolti, per evitare che la 'guerra mondiale a pezzi' porti "a un mondo in pezzi", sollecitando "la soluzione pacifica dei conflitti in atto", a cominciare da quelli in Ucraina e Medio Oriente.

Gli appelli rivolti alla comunità internazionale praticamente all'unisono, a partire soprattutto dalla fine del 2023 e l'inizio del 2024, per sviluppare un dibattito sui rischi e le opportunità connessi alle nuove tecnologie, in primo luogo l'intelligenza artificiale.Un’identità di vedute frutto di una vera e propria familiarità, andata oltre quella sintonia, anche sul piano umano e dell’amicizia, che ha caratterizzato il rapporto tra diversi Capi di Stato italiani e Papi.  Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Papa Francesco, grazie anche al loro rapporto personale, nei dieci anni durante i quali hanno incrociato le loro strade, sono stati capaci di parlare lo stesso linguaggio, nella forma e nei contenuti, rispetto a tutti i temi forti e controversi che caratterizzano quello che il Pontefice non ha esitato a definire un cambiamento d’epoca: pandemia, guerre, sfide tecnologiche, immigrazione, lavoro, povertà, minaccia terroristica, tutela del pianeta.  Questioni alcune delle quali subito centrali a partire dalla visita ufficiale del Capo dello Stato oltre Tevere il 18 aprile 2015 e da quella ricambiata dal Papa al Quirinale il 10 giugno del 2017, momenti culminanti di una continua interlocuzione fatta di occasioni pubbliche di incontro, scambio di messaggi, colloqui privati.

E da ultimo con quel "richiamo alla speranza", tema guida del Giubileo in corso, che "tocca a noi saper tradurre in realtà", di fronte a problematiche che richiedono risposte coerenti con i doveri di solidarietà e di rispetto della dignità umana, ma anche in linea con i principi fondamentali della Costituzione e con i valori che ispirarono i padri fondatori dell’Unione europea, oggetto di ripetute esortazioni sia da parte di Mattarella che di Francesco. Così se per l’uno “l'occupazione, e la dignità -che ad essa è intrinsecamente legata- deve costituire il centro dell'esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado", per l’altro “il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli trovano un denominatore comune nell'insufficienza dell'offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità. È necessaria un'alleanza di sinergie e di iniziative perché le risorse finanziarie siano poste al servizio di questo obiettivo di grande respiro e valore sociale e non siano invece distolte e disperse in investimenti prevalentemente speculativi".  Al Pontefice, Mattarella riconosce di aver sollecitato, con l'enciclica 'Laudato si', la comunità mondiale ad intervenire per far fronte a "fenomeni globali incontrollati come il riscaldamento del pianeta", prima che si arrivasse all'Accordo di Parigi sul clima.Entrambi si ritrovano concordi nel denunciare la trasformazione del mar Mediterraneo “da culla di civiltà in un baratro che divora uomini, donne e bambini, insieme alle loro speranze, alle loro aspirazioni, ai loro sogni”, in “un freddo cimitero senza lapidi”.  Bergoglio in occasione di quegli incontri ufficiali rende merito al "modo col quale lo Stato e il popolo italiano stanno affrontando la crisi migratoria", ma “le proporzioni del fenomeno richiedono un coinvolgimento molto più ampio, non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale” per fermare “questo naufragio di civiltà”. La stessa collaborazione necessaria per rispondere alla tremenda sfida lanciata dal terrorismo, che spinge il Presidente della Repubblica a sottolineare l’importanza del viaggio del Pontefice in Egitto e il colloquio con le autorità religiose islamiche dell'Università di El Azhar. "Parole, e gesti, che hanno rappresentato un passo decisivo verso una maggiore comprensione reciproca, verso la costituzione di un fronte comune nei confronti dell'estremismo e del fanatismo, di qualunque matrice esso sia".  “Come credente –afferma ancora Mattarella durante il suo primo mandato- mi rendo conto, tra gli altri aspetti, di quanto il mondo attuale abbia bisogno, senza rendersene conto, di quella misericordia che Francesco proclama e invoca.

Questo sentimento lo avvertirei, peraltro, anche se non fossi credente”.  E il Papa ricambia la stima, ricordando che da "tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le Istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia". “Grazie della testimonianza”, dice al Presidente della Repubblica, salutandolo al termine della visita di congedo in Vaticano il 16 dicembre del 2021, che si rivelerà soltanto un arrivederci, vista la riconferma al Colle di Mattarella che arriva poco più di un mese dopo. "Il popolo italiano non dimentica la sua rinuncia al meritato riposo fatta in nome del servizio richiestole dallo Stato", gli dirà Bergoglio il 29 maggio del 2023, consegnandogli in Vaticano il Premio 'Paolo VI', "una bella occasione per celebrare il valore e la dignità del servizio, lo stile più alto del vivere, che pone gli altri prima delle proprie aspettative". E sempre in quella occasione il Sommo pontefice, nel sottolineare "quella componente essenziale del vivere comune che è l’impegno per la legalità", ricorda il fratello del Capo dello Stato Piersanti tra "quanti hanno sacrificato la vita per la giustizia".  "Paolo Vi -sottolinea il Presidente della Repubblica- è stato il Papa del mio passaggio dalla giovinezza all'età matura, è stato anche il mio Vescovo, perché negli anni del Concilio, tra Giovanni XXIII e Paolo VI, ero impegnato nella Gioventù di Azione cattolica della Diocesi di Roma.Per queste ragioni e tante altre che potrebbero essere ricordate avverto in alta misura l'onore di ricevere il Premio a lui intitolato e non posso nascondere la commozione di averlo ricevuto dalle mani del Santo Padre".

Il suggello di un rapporto, come detto, andato oltre la diplomazia e l'amicizia.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, le nuove regole per i funerali semplici dettate da Bergoglio

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(Adnkronos) – Papa Francesco, morto oggi a 88 anni, ha rivelato di voler essere sepolto nella basilica romana di Santa Maria Maggiore e non nella basilica di San Pietro.E ha fatto mettere, nero su bianco, anche le nuove regole per le esequie, in generale, di tutti i Pontefici.

Tra le novità introdotte c'è la constatazione della morte non più nella camera del defunto ma nella cappella, la deposizione immediata dentro la bara, l'esposizione alla venerazione dei fedeli del corpo del Papa già dentro la bara aperta, l'eliminazione delle tradizionali tre bare di cipresso, piombo e rovere.  Un altro elemento di novità consiste nell'introduzione delle indicazioni necessarie per l'eventuale sepoltura in un luogo diverso dalla Basilica Vaticana.Tra le novità più rilevanti c'è anche la semplificazione dei titoli pontifici.

La prima stazione "nella casa del defunto" prevede le novità della constatazione della morte nella sua cappella privata, anziché nella camera, e la deposizione della salma nell'unica bara di legno e in quella interna di zinco, prima di essere traslato in Basilica (è stata eliminata la prima traslazione nel Palazzo Apostolico).  La seconda stazione "nella Basilica Vaticana" considera un'unica traslazione in San Pietro, la chiusura della bara e la messa esequiale.Nella Basilica Vaticana il corpo del Papa defunto è esposto direttamente nella bara e "non più su un alto cataletto".

Infine, la terza stazione "nel luogo della sepoltura" include la traslazione del feretro al sepolcro e la tumulazione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Francesco è tornato alla Casa del Padre”, l’annuncio del Vaticano – Video

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(Adnkronos) – "Con profondo dolore devo annunciare la morte del nostro Santo Padre Francesco.Alle ore 7.35 di questa mattina il vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre".

E' la comunicazione con cui il Vaticano, attraverso le parole del cardinale Kevin Farrell, ha annunciato la morte di Papa Francesco oggi, 21 aprile 2025. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, da Meloni alla Casa Bianca il cordoglio per la scomparsa

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(Adnkronos) – E' morto oggi Papa Francesco.La scomparsa del Pontefice, 88 anni, è stata annunciata dal Vaticano.

Immediato il cordoglio delle istituzioni italiane e della politica mondiale.Dalla premier italiana Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sono decine i messaggi per il Santo Padre arrivati alla notizia della morte. "Papa Francesco è tornato alla casa del Padre.

Una notizia che ci addolora profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore", le parole della premier Giorgia Meloni. "Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che non sono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza.Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile.

E ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che 'non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce'", prosegue la presidente del Consiglio. "Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa.Il suo magistero e la sua eredità non andranno perduti.

Salutiamo il Santo Padre con il cuore colmo di tristezza, ma sappiamo che ora è nella pace del Signore", conclude Meloni. ''Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre.Cura del Creato, Misericordia, fratellanza: è stato un grande Pontefice.

Un amico dell'Italia.Preghiamo per lui e per il futuro di tutta la Chiesa Cattolica.

Santo Padre, ci protegga da lassù''.Così su 'X' il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "La scomparsa di Papa Francesco suscita un profondo senso di dolore: guida spirituale di immenso carisma e testimone di fede vissuta, ha saputo incarnare i valori della misericordia e della solidarietà, avvicinando la Chiesa a tutti con una particolare attenzione a chiunque fosse in difficoltà.

Il Suo impegno per il dialogo, la pace e l’attenzione agli ultimi resteranno un’eredità preziosa", il messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. "Con profonda commozione, ci uniamo al dolore della Chiesa universale per la scomparsa di Papa Francesco.La sua morte lascia un vuoto immenso.

Le sue parole di pace, i gesti di misericordia e il costante richiamo alla fratellanza tra i popoli resteranno un faro per le generazioni future.In questo momento di lutto, siamo vicini a tutta la comunità dei cristiani e a chi, in ogni angolo del pianeta, piange la perdita del Santo Padre.

Che il suo esempio continui a ispirare il cammino di chi crede in un mondo più giusto, umano e solidale", dice il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana. "La scomparsa di papa Francesco ci lascia tutti attoniti e sbigottiti.La famiglia della Difesa italiana, e io per primo, si stringe, con affetto e commozione, a tutta la Chiesa cattolica e a tutti i fedeli cristiani che ora stanno pregando per l’anima di un Pontefice che lascia un vuoto in ognuno di noi", scrive su 'X', Guido Crosetto, ministro della Difesa. "Papa Francesco ha guidato, con sapienza, umanità e sacrificio, la vita della sua Chiesa e la voce del suo Magistero si è fatta sentire in tutto il Mondo.

Le sue parole, i suoi gesti e il suo esempio di pace e fratellanza, tolleranza e rispetto, resteranno indelebili nel ricordo di tutta la comunità.Alla Chiesa cattolica e a tutti i fedeli, in questo momento di dolore, il cordoglio e l’abbraccio di tutta la Difesa italiana", conclude Crosetto. "Papa Francesco lascia un vuoto immenso, non solo nella comunità cattolica, ma anche in chi, pur senza il dono della fede, crede in un mondo più giusto grazie al suo esempio.

Il suo sguardo, il suo cuore e la sua voce continueranno a ispirarci, ora più che mai", scrive quindi su 'X' Anna Maria Bernini, ministra dell'Unversità e della Ricerca. "Esprimo profondo cordoglio per la morte di Papa Francesco.Un pontefice che ha segnato in modo indelebile la storia della Chiesa.

Resterà nel cuore di tutti noi per il suo messaggio di fraternità, di amore per i poveri, di pace", le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. E ancora il cordoglio del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: “Provo un profondo dolore per la scomparsa di Papa Francesco.Roma, l’Italia e il mondo piangono un uomo straordinario, un pastore umile e coraggioso che ha saputo parlare al cuore di tutti.

Papa Francesco ha segnato un’epoca con il suo esempio di semplicità, il suo infaticabile impegno per la pace, la vicinanza e l’amore per gli ultimi, la cura per il creato.Il suo magistero e il suo esempio resteranno vivi per sempre.

Ci stringiamo con affetto alla Chiesa e a tutti coloro che hanno trovato in lui una guida e un punto di riferimento.Roma, la città che ha amato profondamente e in cui è stato ‘Vescovo tra la gente’, lo ricorderà sempre con immensa gratitudine e con un affetto sincero.

Nel nostro cuore resterà la sua voce, il sorriso paziente, la forza quieta delle sue parole.A chi resta – conclude Gualtieri – il compito di custodirne l’eredità più preziosa: uno sguardo sul mondo fatto di misericordia, ascolto e tenerezza”. "Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco.

Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, con la sua umiltà e il suo amore puro per i meno fortunati.I miei pensieri sono con tutti coloro che soffrono questa profonda perdita", scrive quindi su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che poi aggiunge: "Possano trovare conforto nell'idea che l'eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un mondo più giusto, pacifico e compassionevole". ''L'Europa piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

Il suo sorriso contagioso ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo'', le parole della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola su 'X'. '''Il Papa del popolo' sarà ricordato per il suo amore per la vita, la speranza per la pace, la compassione per l'uguaglianza e la giustizia sociale.Che riposi in pace'', ha aggiunto Metsola. ''E' con grande tristezza che ho appreso della scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

Quando ci siamo incontrati di recente a Roma, ho ringraziato Papa Francesco per la sua forte leadership nel proteggere i più vulnerabili e difendere la dignità umana.Porgo le mie condoglianze a tutti i cattolici del mondo''.

Così l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Kaja Kallas ha ricordato il Pontefice. ''Mi unisco alle milioni di persone in tutto il mondo che piangono la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.Era profondamente compassionevole.

Aveva a cuore le grandi sfide globali del nostro tempo – migrazioni, cambiamenti climatici, disuguaglianze, pace – così come le lotte quotidiane di tutti''.Così il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. ''Nel suo ultimo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, ha proposto tre azioni affinché si realizzi un 'cambiamento duraturo': la cancellazione del debito internazionale, l'abolizione della pena di morte e la ridistribuzione dei fondi militari per porre fine alla fame.

Che le sue idee continuino a guidarci verso un futuro di speranza.Requiescat in pace'', ha aggiunto Costa. ''Da Buenos Aires a Roma, Papa Francesco ha voluto che la Chiesa portasse gioia e speranza ai più poveri.

Che unisca le persone tra loro e con la natura.Che questa speranza continui a rivivere oltre la sua vita.

Mia moglie ed io rivolgiamo i nostri pensieri a tutti i cattolici e al mondo in lutto'', scrive il presidente francese Emmanuel Macron su 'X'. ''Piango la scomparsa di Papa Francesco.Il suo impegno per la pace, la giustizia sociale e i più vulnerabili lascia un'eredità profonda.

Riposi in pace''.Così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez sui social. ''La morte di Papa Francesco mi riempie di profonda tristezza.

Francesco sarà ricordato per il suo instancabile impegno a favore dei più deboli della società, per la giustizia e la riconciliazione'', il messaggio su 'X' del futuro cancelliere tedesco Friedrich Merz. ''L'umiltà e la fede nella misericordia di Dio lo hanno guidato in questo.In questo modo, il primo latinoamericano a sedere sulla Santa Sede ha toccato le persone di tutto il mondo, oltre i confini confessionali'', ha aggiunto Merz. ''Il mio pensiero in questo momento è rivolto ai fedeli di tutto il mondo che hanno perso il loro Santo Padre.

Che riposi in pace'', ha concluso. ''Papa Francesco è stato in tutto e per tutto un uomo tra gli uomini.La comunità cattolica mondiale ricorda un leader che ha visto e chiamato in causa i bisogni del nostro tempo.

Con la sua profonda sobrietà, il suo servizio e la sua umanità, Papa Francesco è stato un esempio per molti, compresi i non cattolici.Lo ricordiamo con profondo rispetto''.

Così su 'X' il primo ministro olandese Dick Schoof. ''Riposi in pace, Papa Francesco''.Così la Casa Bianca su 'X' ha ricordato il Pontefice, condividendo una foto di Francesco con il presidente americano Donald Trump durante il suo primo mandato e una foto con il vice presidente JD Vance ieri in Vaticano. ''Ho appena appreso della scomparsa di Papa Francesco (sic).

Il mio cuore è rivolto ai milioni di cristiani in tutto il mondo che lo amavano.Sono stato felice di vederlo ieri, anche se era ovviamente molto malato'', ha scritto quindi su 'X' JD Vance. ''Lo ricorderò sempre per l'omelia che ha pronunciato nei primissimi giorni del Covid, è stata davvero bellissima.

Che Dio lo benedica'', ha aggiunto Vance condividendo il link all'omelia citata. ''Piangiamo la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco questa mattina.La sua dedizione alla pace e alla compassione è stata fonte di ispirazione per milioni di persone'', i messaggio del Segretario generale della Nato Mark Rutte. ''Le nostre più sentite condoglianze alla comunità cattolica e a tutti coloro che sono stati toccati dalla sua umanità'', ha aggiunto Rutte. ''Invio le mie più sentite condoglianze al mondo cristiano e in particolare alle comunità cristiane in Israele – la Terra Santa – per la perdita del loro grande padre spirituale, Sua Santità Papa Francesco.

Uomo di profonda fede e sconfinata compassione, ha dedicato la sua vita a sollevare i poveri e a invocare la pace in un mondo travagliato'', recita il messaggio del presidente israeliano Isaac Herzog su 'X'. ''Giustamente, ha attribuito grande importanza al rafforzamento dei legami con il mondo ebraico e alla promozione del dialogo interreligioso come via verso una maggiore comprensione e rispetto reciproco'', ha aggiunto Herzog. ''Spero vivamente che le sue preghiere per la pace in Medio Oriente e per il ritorno sano e salvo degli ostaggi trovino presto risposta.Possa la sua memoria continuare a ispirare gesti di gentilezza, unità e speranza'', ha concluso. "Profondamente addolorato per la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

In quest'ora di dolore e di ricordo, porgo le mie più sentite condoglianze alla comunità cattolica mondiale.Papa Francesco sarà sempre ricordato come un faro di compassione, umiltà e coraggio spirituale da milioni di persone in tutto il mondo", le parole del premier indiano Narendra Modi, che ricorda come "fin da giovane, si è dedicato alla realizzazione degli ideali del Signore Cristo.

Ha servito diligentemente i poveri e gli oppressi.Per coloro che soffrivano, ha acceso uno spirito di speranza". "Ricordo con affetto i miei incontri con lui e sono rimasto profondamente ispirato dal suo impegno per uno sviluppo inclusivo e a 360 gradi.

Il suo affetto per il popolo indiano sarà sempre caro.Possa la sua anima trovare la pace eterna nell'abbraccio di Dio", conclude Modi. "I miei colleghi mi hanno appena informato della notizia.

Porgo le mie condoglianze a tutti i cristiani del mondo", la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei nel corso di una conferenza stampa.L'Iran, Paese a maggioranza musulmana, mantiene stretti legami con il Vaticano. La morte di Papa Francesco "rappresenta una profonda perdita per il mondo intero, poiché egli era una voce di pace, amore e compassione", ha quindi affermato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, definendo il Pontefice una figura importante per il suo ruolo nel ''promuovere la tolleranza e favorire il dialogo'' oltre che ''un sostenitore della causa palestinese''.

Lo ha reso noto la presidenza egiziana con un comunicato. Anche presidente cristiano del Libano Joseph Aoun ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco, "caro amico e forte sostenitore" del Paese multiconfessionale. "Non dimenticheremo mai i suoi ripetuti appelli a proteggere il Libano e a preservarne l'identità e la diversità", ha affermato Aoun, unico presidente cristiano del mondo arabo, in una dichiarazione su X della presidenza, definendo la morte di Francesco "una perdita per tutta l'umanità, perché era una voce potente a favore della giustizia e della pace" che chiedeva "il dialogo tra religioni e culture". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, un ‘ciclone’ benefico sulla Chiesa

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(Adnkronos) – Il 12 marzo del 2013 – dopo le dimissioni a sorpresa di Papa Benedetto XVI – le porte della Cappella Sistina si chiudono per il Conclave che eleggerà il nuovo pontefice.I fedeli che gremiscono piazza San Pietro e i media collegati in diretta da tutto il mondo non dovranno attendere molto per l'esito: il giorno seguente, dopo appena cinque scrutini, la fumata bianca anticipa ciò che sarà proclamato solennemente dalla Loggia delle Benedizioni della basilica vaticana: "Habemus Papam!". E' l'argentino, di origini piemontesi, Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, "preso quasi alla fine del mondo", come sottolinea lui stesso nel primo discorso alla folla dei credenti e dei turisti curiosi, dopo l'annuncio del nome scelto per il pontificato: Francesco.

E anche questa è decisione senza precedenti, se vogliamo 'rivoluzionaria', che entra nella Storia della Chiesa.  "Fratelli e sorelle, buona sera!", sono le sue prime parole da pontefice, anch'esse inusuali, come il duplice augurio di "buona notte e buon riposo!" con il quale si congeda dai fedeli, assicurando loro: "Ci vediamo presto"; e i domenicali "buon pranzo e arrivederci!".Francesco, già dal suo primo discorso, introduce due elementi non coreografici ma sostanziali per quello che sarà il suo ministero spirituale: si definisce anzitutto come 'vescovo di Roma' senza auto-attribuirsi il titolo di 'Papa'.

E prima di dare la benedizione alla folla dei credenti, chiede al popolo cristiano di pregare per lui e lo chiede "per favore", altro termine che risulterà ricorrente nel suo pontificato. Un pontificato, quello del 'gesuita-francescano' Bergoglio, che viene subito incorniciato da una foto che anch'essa può definirsi 'storica' senza temere di abusare del termine: quella dell'abbraccio tra Papa Francesco e il pontefice emerito Benedetto XVI, all'eliporto di Castel Gandolfo, seguita dall'immagine – che farà il giro del mondo – dei due Papi inginocchiati l'uno accanto all'altro e raccolti in preghiera davanti all'altare e al crocifisso.Una 'coabitazione' virtuale – "il Papa è uno solo e oggi si chiama Francesco", ha tenuto a specificare Benedetto – sicuramente inedita.  Un atteso appuntamento quotidiano si rivelerà invece quello della messa e dell'omelia di ogni mattina alle 7 in Santa Marta, la domus all'interno della Città del Vaticano dove Jorge Mario Bergoglio decide di abitare, rifiutando le stanze del Palazzo Apostolico, considerato "un imbuto" che gli impedirebbe di vivere a contatto con la gente.

Gente che sempre più numerosa affolla la piazza San Pietro in occasione delle udienze generali del mercoledì mattina e della recita dell'Angelus al mezzogiorno della domenica. Piazza che calcherà completamente vuota, quasi come un pianeta disabitato, con passo incerto e affaticato incorniciato dal colonnato, sotto la pioggia, nella drammatica serata in cui, con un crocifisso 'miracoloso' alle spalle, chiederà l'aiuto di Dio per fermare l'epidemia mondiale da coronavirus, che miete vittime e chiude le persone nelle loro case. Proprio attraverso le parole espresse nelle omelie del mattino in Santa Marta o nell'udienza in piazza San Pietro, i cattolici e anche i fedeli di altre religioni e i non credenti – con i quali instaura un dialogo franco e aperto – mostrano di apprezzare i toni semplici e misericordiosi di Francesco, l'invito ad essere cristiani 'di sostanza' e non solo 'di apparenza', l'esortazione a "non stancarsi mai di chiedere perdono al Signore, perché Lui non si stanca mai di perdonarci, Lui perdona sempre".Da qui, l'indizione di un Giubileo straordinario della Misericordia. Molto forte anche l'intervento sulla politica sociale ed economica, con le accuse più volte ripetute nei confronti di "una economia che uccide e un mercato che è una tirannia invisibile, in cui prevale la legge del più forte e dove regnano la speculazione, la corruzione e l'evasione fiscale" e in difesa dell'ambiente e del creato, con l'enciclica 'Laudato Si'; e della comune fratellanza e uguaglianza al di là di ogni differenza, con l'enciclica, 'Fratelli Tutti'.

Posizioni che gli costano persino l'epiteto di 'marxista' rivoltogli dagli ambienti ultraconservatori Usa e ovviamente respinte al mittente, con la sottolineatura che "questo non è comunismo, questo è il Vangelo". Altre scelte e altri segni, compiuti fin da subito da Bergoglio, hanno il potere mediatico di identificare il suo pontificato alla guida di "una Chiesa povera, per i poveri", di "una Chiesa in uscita", verso le "periferie" sociali ed esistenziali.A cominciare dal suo stesso abbigliamento, con la talare bianca indossata sopra i pantaloni, neri come le scarpe non più di colore rosso.

E poi, la croce sul petto, non d'oro ma semplicemente d'argento dorato.Infine la 'papalina', il copricapo portato sempre al posto della tiara o della mitria e tante volte 'scambiata' con un sorriso con i bambini durante il 'giro' in papamobile che precede le udienze in piazza. Non si priverà di usare anche parole ed espressioni talora ripescate da proverbi, modi di dire gergali e saggezze popolari.

Ma alle quali il Papa farà seguire i fatti, soprattutto per curare le 'piaghe' di scandali morali, sessuali e finanziari, che non hanno risparmiato la Chiesa degli ultimi tempi, fin dentro le mura leonine del Vaticano.Ma al di là di tutto, se non una vera e propria 'rivoluzione', sicuramente il pontificato di Jorge Mario Bergoglio sarà ricordato come un ciclone, naturalmente benefico, che si è abbattuto sulla Chiesa: il 'ciclone' Francesco. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)