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Salerno, 16enne stuprata in spiaggia a Ferragosto: in manette due 17enni

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A 16 anni stuprata in spiaggia da due ragazzi: in manette due 17enni in provincia di Salerno. La Squadra Mobile di Salerno ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip presso il Tribunale per i minorenni di Salerno, su richiesta della competente Procura, nei confronti di due 17enni, indagati per il reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una 16enne.

Secondo la ricostruzione, i fatti si sarebbero verificati nella notte tra il 15 e il 16 agosto scorso, in occasione dei festeggiamenti del Ferragosto. I due minori, abusando delle condizioni di inferiorità psico fisica della minore, dovute all’assunzione di alcolici e stupefacenti, l’avrebbero condotta in un parcheggio nei pressi della spiaggia dove si stava svolgendo un falò, costringendola a subire atti sessuali e umiliandola con diversi insulti.

Le indagini, avviate nell’immediatezza dalla Squadra Mobile, si sono basate a riscontro delle dichiarazioni della vittima, oltre che con l’analisi delle celle del traffico telefonico, anche con le testimonianze di altre persone informate sui fatti e con immagini di videosorveglianza, che hanno immortalato le fasi precedenti e successive alla consumazione del reato.

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Fonte AdnKronos

Chiude con 35mila visitatori ‘Sogno mediterraneo. Sergio Vacchi’

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Con 35mila visitatori e l’importante donazione della grande tela “La telefonata di marmo” (1966) si chiude domani, martedì 27 gennaio, la mostra ”Sogno mediterraneo. Sergio Vacchi” omaggio del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli all’artista scomparso dieci anni fa (Castenaso, Bologna, 1º aprile 1925 – Siena, 15 gennaio 2016) uno dei più originali e significativi protagonisti del Novecento italiano. Entra infatti nelle collezioni di Capodimonte, per volontà della Fondazione Vacchi, un’opera del ciclo Federico II di Hohenstaufen che, con raffinata ironia, ha al centro l’archeologia, il mare, la storia del territorio tra arte, artigianato e architetture. In particolare, “La Telefonata di marmo” (200×230 cm, smalto su tela), opera ermetica e fantastica, è ambientata in un notturno mediterraneo. La testa dell’imperatore emerge da una quinta architettonica mentre la mano solleva la cornetta del telefono in un tempo sospeso e congelato, carico di tensione ma apparentemente calmo. L’oggetto entra anacronistico in un’ ambientazione storica del passato creando immediatamente contemporaneità e interrogativi, sfidando certezze e cronologie. Il dipinto induce alla riflessione con un richiamo alla simbologia dei serpenti.

“La telefonata di marmo, già ammirata per tre mesi di mostra, sarà destinata al prossimo allestimento della sezione di arte contemporanea. Ringraziamo la Fondazione Vacchi e in particolare la sua presidente Marilena Graniti Vacchi che ha voluto questo importante omaggio per il centenario a Napoli scegliendo Capodimonte e che ora con una significativa donazione chiude il cerchio coronando una storia artistica e personale – dichiara il direttore Eike Schmidt, autore del saggio sul rapporto con la città ‘Da Adamo ed Eva a Federico II di Hohenstaufen’ nel catalogo edito da Forma – Per noi era doveroso ricordare soprattutto il ruolo di Sergio Vacchi nel momento più decisivo per la svolta contemporanea della scena artistica di Napoli e riavvicinarlo al vivacissimo e sperimentale panorama attuale”.

Già nel 1965 infatti alla Galleria “Il Centro” l’artista bolognese presentò “Adamo ed Eva in Italia”: un ciclo che sanciva il ritorno al figurativo. Nello stesso anno Marcello Rumma avviava un’intensa attività di promozione di arte contemporanea e Lucio Amelio apriva la Modern Art Agency. Nel 1966 Vacchi espone alla Galleria San Carlo. Come è noto, Sophia Loren e Carlo Ponti sono stati suoi affezionati collezionisti, acquisendone più di cento lavori tra i quali la monumentale Morte di Federico II di Hohenstaufen – Notturno italiano (1966), appartenente allo stesso ciclo dell’opera appena donata dalla Fondazione Vacchi a Capodimonte. “A nome della Fondazione Vacchi – sottolinea Marilena Graniti Vacchi – desidero ringraziare il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt, per l’attenzione e la sensibilità con cui ha accompagnato questa mostra dedicata a Sergio Vacchi. La donazione dell’opera ‘La telefonata di marmo’, esposta in mostra, intende essere un gesto di riconoscenza e di continuità, affinché il lavoro di Vacchi possa continuare a dialogare con il pubblico negli spazi del Museo di Capodimonte”.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Virtus Entella, Confente e Colombi: lo show dei numeri uno nel silenzio del Menti

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Se il calcio fosse solo una questione di numeri, ci si limiterebbe a leggere quell’1-0 finale sul tabellone luminoso. Ma il pomeriggio surreale e silenzioso del “Romeo Menti” ha raccontato una storia diversa, scritta non dagli attaccanti, ma dai due padroni assoluti delle aree di rigore. La sfida tra Alessandro Confente e l’ex di turno Simone Colombi è stata un saggio di tecnica e carisma, un duello a distanza che ha nobilitato la gara, trasformandola in una vetrina per due dei migliori interpreti del ruolo.

Colombi, il ritorno del grande ex

Per Simone Colombi non poteva essere una domenica banale. Tornare a Castellammare, anche in uno stadio privato del calore della sua gente, ha un peso specifico diverso. Il portiere della Virtus Entella ha onorato il suo passato sfoderando una prestazione monstre. È stato lui l’ultimo ad arrendersi, l’argine contro cui si è infranta più volte la manovra offensiva delle Vespe.

L’istantanea della sua gara è tutta nel duello con Cacciamani: un volo plastico su un diagonale velenoso, un intervento che ha strozzato in gola l’urlo del gol all’attaccante gialloblù quando la palla sembrava già destinata all’angolino. Se i liguri sono rimasti aggrappati alla partita fino ai minuti convulsi dell’attesa VAR, il merito è esclusivamente dei suoi guantoni e di una leadership che gli ha permesso di guidare la difesa con l’autorevolezza di chi conosce ogni zolla di quel campo.

Confente e l’arte della concentrazione

Dall’altra parte del campo, Alessandro Confente ha accettato la sfida rispondendo colpo su colpo. La sua è stata una gara diversa, forse ancora più difficile per un portiere: meno sollecitato nel volume di gioco rispetto al collega, ma decisivo quando il pallone ha iniziato a scottare davvero.

La sua grandezza si è misurata nel recupero. Lì, dove la stanchezza annebbia le idee e le gambe tremano, Confente ha tirato giù la saracinesca. Un riflesso istintivo, felino, che ha salvato il risultato e blindato tre punti pesantissimi. Oltre alla vittoria, il portiere si porta a casa la soddisfazione personale del clean sheet: mantenere la porta inviolata in una gara così tirata è linfa vitale per l’autostima di tutto il reparto arretrato.

Una sicurezza per Abate

Alla fine, il duello dei “portieri moderni” lo vince il padrone di casa. Non solo per la parata tecnica, ma per la tenuta mentale. Nei minuti infiniti della revisione video, quando il destino del match era appeso a un filo, la calma olimpica di Confente ha trasmesso sicurezza a una squadra che sentiva il cuore battere forte.

Ignazio Abate può sorridere: se la difesa della Juve Stabia ha retto l’urto, è perché alle spalle del muro difensivo c’è un’ultima, invalicabile protezione. Confente vince la sfida dei numeri uno e si regala il sorriso più bello di questo sabato pomeriggio.

L’AZZURRO PENSIERO. La Juve punisce il Napoli oltre i propri demeriti. Finisce 3-0

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Il Napoli esce dall’Allianz Stadium con una sconfitta pesante nel punteggio (3-0), ma che racconta una storia diversa rispetto a quanto visto in campo per oltre un’ora. Una gara decisa dagli episodi e dalla spietatezza dei padroni di casa nelle ripartenze finali, che condanna la squadra di Conte nonostante una prestazione di grande generosità.

La cronaca: David apre, la Juve chiude in contropiede

Il match si sblocca intorno al 20’: David trova l’inserimento perfetto in area di rigore e, con un sinistro chirurgico, batte l’estremo difensore azzurro infilando l’angolo lontano.

Nella ripresa il Napoli entra in campo con un piglio diverso, schiacciando la Juventus nella propria trequarti alla ricerca del pareggio. Gli azzurri creano pressione, ma non riescono a trovare il guizzo vincente. Nel finale, con la squadra di Conte sbilanciata in avanti, la Juventus colpisce due volte in contropiede: prima Yildiz e poi Kostic firmano il definitivo 3-0, un passivo forse troppo severo per quanto espresso in campo.


Il commento di Antonio Conte: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

Nonostante la sconfitta, Antonio Conte difende la prestazione della squadra, sottolineando l’equilibrio della sfida fino al raddoppio bianconero:

“È stata una partita equilibrata per oltre un’ora. Dopo il secondo gol si è chiusa la gara. Complimenti alla Juventus, ma anche ai miei ragazzi che hanno dato tutto. Stiamo navigando in un mare agitato, ma dalla barca non scendiamo perché vogliamo combattere.”

L’allenatore guarda avanti con ottimismo: “Ho un gruppo serio, sono orgoglioso dell’impegno che stanno mettendo. Abbiamo ancora molti mesi e obiettivi da raggiungere, andiamo avanti con fiducia.”

Le voci dal campo: Di Lorenzo e Buongiorno

Il capitano Giovanni Di Lorenzo non nasconde l’amarezza, soffermandosi anche su un episodio dubbio in area bianconera:

  • “Fa male perché eravamo in partita fino alla fine. Dal campo ci sembrava ci fosse un rigore su Hojlund, ma è stato deciso diversamente. Ora dobbiamo reagire: mercoledì ci aspetta una sfida fondamentale per la Champions.”

Sulla stessa linea il difensore Alessandro Buongiorno, che sottolinea la compattezza del gruppo:

  • “Avremmo meritato qualcosa in più sull’1-0. C’è delusione, ma il gruppo è unito e si sacrifica. Dobbiamo tenere duro e riprendere la nostra strada con determinazione.”


Analisi e Prossimi Impegni

Il Napoli deve ora smaltire in fretta la delusione di Torino. Sebbene il risultato finale sia rotondo, la capacità degli azzurri di restare in partita e pressare una big come la Juve nel secondo tempo resta un segnale positivo. La testa va subito al turno infrasettimanale, dove in palio ci saranno punti pesantissimi per la corsa all’Europa che conta.

Juve Stabia, Mannini: Una luce nel silenzio del Menti. Il “ragazzino” gioca da veterano contro l’Entella

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C’è un volto che brilla più degli altri nel pomeriggio surreale e silenzioso del “Romeo Menti”. È il volto pulito di Mattia Mannini. In un sabato dove l’assenza del pubblico avrebbe potuto spegnere gli animi, il giovane talento scuola Roma ha acceso la luce. Chiamato in causa all’ultimo istante per sostituire un pilastro come Carissoni, messo ko dall’influenza, Mannini non ha tremato. Anzi, ha trasformato un’emergenza improvvisa nell’occasione della vita, regalando una prestazione che ha tutto il sapore della consacrazione.

La maturità del predestinato

Nonostante la carta d’identità reciti 2006, Mannini si è mosso sulla fascia con la disinvoltura di chi quei campi li calca da anni. Per i presenti (addetti ai lavori e staff) è stata una vera delizia per gli occhi: accelerazioni brucianti, cross tesi e una capacità di lettura tattica rarissima per un quasi ventenne.

Chi si aspettava un ragazzo timoroso, limitato a svolgere il “compitino” per non sbagliare, è rimasto spiazzato. Mannini ha cercato costantemente la giocata propositiva, diventando una spina nel fianco costante per la difesa dell’Entella. Sostituire un leader come Carissoni non era impresa facile, ma lui ha interpretato il ruolo con un mix perfetto di umiltà e spavalderia. Ha spinto quando c’era da offendere e ha stretto i denti nel convulso finale, quando la Virtus provava il tutto per tutto e le attese del VAR toglievano il respiro. Il suo sorriso al triplice fischio è l’istantanea più bella di questo sabato: la felicità pura di chi sa di aver dato tutto per la maglia.

La scommessa vinta

Con il successo sull’Entella e la scoperta di un Mannini così convincente, Ignazio Abate può sorridere due volte. Nonostante l’emergenza influenza e il peso psicologico di una gara giocata in un clima irreale, il tecnico ha avuto il coraggio di gettare nella mischia il giovanissimo esterno, ricevendone in cambio una prestazione di assoluto livello.

La duttilità e la freschezza del ragazzo rappresentano ora una risorsa fondamentale per lo scacchiere tattico gialloblù. In questa seconda parte di campionato, dove le gambe inizieranno a pesare e ogni punto varrà il doppio, sapere di poter contare su un Mannini in questo stato di grazia è ossigeno puro. Abate ha trovato un’arma in più nel suo arsenale, un volto felice che incarna perfettamente lo spirito di questa Juve Stabia: una squadra che non ha paura di scommettere sul talento per blindare l’obiettivo salvezza.

Savoia calcio, pareggio in casa per 2-2 contro l’Enna grazie a Guida. Fotogallery

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Finisce con un pareggio la sfida tra Savoia ed Enna, valida per la ventunesima giornata del campionato di Serie D.

L’Enna parte bene e chiude il primo tempo in vantaggio grazie alla doppietta di Tchaouna che segna al 2’ e raddoppia al 26’ su assist della difesa oplontina.

L’episodio

Sul momentaneo 0-1  si è verificato un episodio non sanzionato dall’arbitro.  Francesco Umbaca riceve palla in area sulla destra e viene falciato da un difensore siciliano. Proprio sul proseguimento dell’azione è poi arrivata la seconda rete degli avversari.

Umbaca atterrato in area

Il secondo tempo.

Nella ripresa solo assalti confusi del Savoia. Addirittura Chaouna sfiora il colpo del 3 a 0. Ma quando la partita sembra terminare verso una sconfitta, nel finale Michele Guida accende improvvisamente il Savoia.

La doppietta di Guida.

Al 41′ il gol che riapre la gara e in pieno recupero il pareggio al 48’che fa esplodere il Giraud.

IL TABELLINO:

Savoia (3-4-2-1): Sciammarella ’06 – Frasson, Checa, Vaccaro (46’ Fiasco ’05) – Schiavi, Ledesma (81’ Sellaf ’05), Pisacane ’06 (46’ Munoz), Esposito ’07 (46’ Carlini ’07) – Guida, Umbaca – Reis (66’ Meola).
A disposizione: De Lorenzo ’07, Bitonto ’06, Forte, Cadili. All. Catalano
Enna (4-4-2): Vito – Di Modugno, Occhiuto ‘05, Spina, Zerillo ‘06 – Bamba (77’ Galfano ‘07), Dadic, Tchaouna Franky ‘05 (71’ Rossitto), Distratto ‘07(84’ Salvi ‘09) – Tchaouna Franck ‘05, Diaz Garcia (61’ Gabrieli).
A disposizione: Loliva, Manganaro ‘07, Deriu ‘05, Cespedes ‘06. All. Passiatore.
Arbitro: Pasqualini di Macerata.
Assistenti: Pisu di Oristano e Tinelli di Treviglio.
Reti: 2’ Tchaouna Franck, 25’ Tchaouna Franck, 88’ Guida, 94’ Guida.
Ammoniti: 12’ Dadic, 22’ Spina, 54’ Diaz Garcia, 62’ Di Modugno, 94’ Guida.
Recupero: 2’ pt, 5’ st.
Note – angoli: 9-2.

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

Supercinema Castellammare, serata di comicità con Benvenuti in casa Esposito per La Stagione Teatrale di Luca

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La rassegna “La Stagione di Luca”, diretta da Luca Nasuto, al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia, è un punto di riferimento culturale che consolida il legame tra la città di Castellammare e le grandi produzioni teatrali italiane, con un cartellone di alto livello, che alterna drammi intensi a commedie brillanti.

Finalmente in scena anche a Castellammare di Stabia al Teatro Supercinema lo scorso venerdì un fortunato spettacolo teatrale che ha raccolto successi in tutt’Italia: “Benvenuti in casa Esposito”.

Un venerdì sera di risate con questa esilarante commedia, interpretata da noti attori del panorama nazionale, la cui comicità lascia spazio a una riflessione critica sulla legalità e sull’importanza dei legami familiari.

Il protagonista, interpretato dall’attore Giovanni Esposito, è Tonino Esposito, figlio di un defunto boss della camorra del Rione Sanità, un personaggio goffo e ingenuo, privo della ferocia necessaria per succedere al padre, il che crea situazioni comiche e paradossali.

Il problema è che Tonino non si rende conto che quest’attività non fa per lui, perché come delinquente è una frana e si ritrova sempre in situazioni tragicomiche, tanto che alla fine il capoclan, Don Pietro De Luca detto “’O Tarramoto”, lo fa mettere agli arresti domiciliari pur di evitare che combini guai peggiori.

Le sue disavventure mostrano l’assurdità dei codici d’onore e delle gerarchie criminali, mettendo alla berlina il modus vivendi degli affiliati e privandoli di quell’alone di fascino o terrore che spesso li circonda nei media.

La criminalità organizzata appare come un mondo grottesco, ignorante e, in ultima analisi, perdente. Attraverso la risata, l’autore invita alla riflessione, dimostrando che l’umorismo può essere un’arma potente contro la prevaricazione mafiosa.

Nel cast oltre a Giovanni Esposito ci sono gli strepitosi Nunzia Schiano, Salvatore Misticone nella parte dei suoceri e Susy Del Giudice in quella della moglie di Esposito.

Molto bravi anche Aurora Benitozzi nel ruolo della figlia ribelle Tina, Giampiero Schiano, che interpreta il fantasma di un capitano spagnolo, con il cui teschio Tonino parla dei suoi problemi nel cimitero delle Fontanelle, Gennaro Silvestro nel ruolo del boss e Carmen Pommella in quello della madre di Tonino.

Il testo teatrale è stato scritto da Pino Imperatore insieme a Paolo Caiazzo e ad Alessandro Siani, che ne ha curato anche la regia.

Il ritmo della commedia è serrato con continui cambi di scena, mantenendo alta l’attenzione del pubblico e garantendo risate fin dall’inizio. La messa in scena è realistica, con scenografia e costumi che rispecchiano le aspirazioni piccolo-borghesi dei personaggi.

La scenografia è dinamica, capace di trasformarsi a vista, passando dall’abitazione degli Esposito a quella più sfarzosa del boss “‘o Tarramoto”, con un grande trono e quadri di tendenza.

L’integrazione di proiezioni video permette di espandere lo spazio teatrale, alternando gli interni domestici a suggestivi scorci della città.

Gli abiti contribuiscono alla caratterizzazione, oscillando tra il gusto popolare e l’ostentazione tipica di certi ambienti, rendendo immediatamente riconoscibili i ruoli e le aspirazioni dei personaggi.

“Benvenuti in casa Esposito”, commedia ben riuscita e dalla travolgente comicità, ha raccolto gli applausi scroscianti del folto pubblico intervenuto al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia. Ha salutato i presenti alla fine dello spettacolo anche l’autore del testo Pino Imperatore.

Un plauso a Luca Nasuto, attore, drammaturgo e poeta, nonché direttore artistico della rassegna, per aver portato a Castellammare di Stabia il grande teatro nazionale, con alcuni dei più straordinari attori comici italiani.

Conte: “Se scendi dalla barca rischi di uscire dall’Europa”

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Dopo la pesante sconfitta contro la Juventus per 3-0 allo Stadium, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha commentato la partita a Sky Sport: “Fino all’1-0 è stata una partita equilibrata, poi dopo la seconda rete si sono aperti gli spazi per loro. Complimenti a loro ma anche ai miei, ho poco da dire a questi ragazzi. Per la prima volta ho fatto entrare un giocatore che non avevo mai visto in allenamento. Non dobbiamo piangere e se qualcuno vuole scendere lo faccia pure, ma noi rimaniamo a combattere con tutte le nostre forze”. Sul contatto Hojlund-Bremer: “Non ho visto. Gli arbitri facciano quello che meglio credono, basta che ci sia onestà per un calcio pulito”.

Sugli obiettivi di questa stagione: “Mancano ancora sedici partite. Noi stiamo lì per fare del nostro meglio. Ho dei ragazzi seri che stanno dando tutto. Dalla barca non si scende perché c’è un campionato ancora lungo e tanti obiettivi: ci può essere l’obiettivo Champions, quello dell’Europa League, della Conference. Se scendi dalla barca rischi davvero di stare fuori dall’Europa. Sta a noi cercare di fare il nostro meglio”.

Juve Stabia – Virtus Entella (1-0): Le foto dei protagonisti in campo

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Guarda le foto di Juve Stabia – Virtus Entella realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe con i liguri allenati da Andrea Chiappella in uno stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia a porte chiuse per disposizione del Prefetto di Napoli.

TABELLINO UFFICIALE

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (45′ Ruggero), Bellich; Mannini (72′ Gabrielloni), Correia, Leone (72′ Pierobon), Zeroli, Cacciamani; Mosti; Candellone (24′ Burnete) (89′ Maistro).
A disp.: Signorini, Boer, Dalle Mura, Baldi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Beggi (Abate squalificato).
VIRTUS ENTELLA (3-4-2-1): Colombi; Parodi (75′ Fumagalli), Tiritiello (45′ Alborghetti), Marconi; Bariti (67′ Mezzoni), Nichetti (67′ Dalla Vecchia), Karic, Di Mario; Franzoni, Guiu (75′ Cuppone); Debenedetti.
A disp.: Del Frate, Siaulys, Squizzato, Russo, Turicchia, Del Lungo.
All.: Chiappella.

Direttore di gara: Sig. Giuseppe Mucera della sezione AIA di Palermo

1° Assistente sig. Paolo Bitonti della sezione AIA di Bologna

2° Assistente sig. Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido

IV° ufficiale sig. Alberto Ruben Arena della sezione AIA di Torre del Greco

VAR sig. Matteo Gualtieri della sezione AIA di Asti

AVAR sig. Stefano Del Giovane della sezione AIA di Albano Laziale

Marcatori: 13′ Candellone (JS)

Angoli: 4 – 3

Ammoniti: 8′  Tiritiello 31′ Leone 90′ Di Mario

Espulsi: –

Recupero: 2 min pt – 7 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Partita a porte chiuse disposte da ordinanza del Prefetto di Napoli

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

Juventus-Napoli 3-0! Benzina terminata per gli Azzurri

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In un periodo di massima crisi, dettata dagli infortuni, per il Napoli di Antonio Conte, i Partenopei vanno allo Stadium ad affrontare la Juventus dell’ex Spalletti. La squadra è in enorme difficoltà, reduce dal pareggio in Champions, arrivato in maniera rocambolesca.

Primo tempo

Il primo tempo mette subito le cose in chiaro, la Juve pressa forte e fa la partita. Il Napoli pare già stanco già dall’avvio, illuminato dal solo Vergara, che sarà il migliore in campo degli Azzurri.

Al diciassettesimo, Thuram raccoglie palla e calcia al giro sul secondo palo, ma la palla sbatte sul legno.

Al ventiduesimo arriva il gol della Juve, McTominay respinge un cross, Locatelli raccoglie al limite dell’area ed imbuca per David, Spinazzola non contiene ed il canadese a tu per tu con Meret non sbaglia, 1-0.

Al ventiquattresimo la Juve va vicina al raddoppio, Yildiz serve Concencao solo in area, calcia e prima di esultare trova il salvataggio sulla linea di Buongiorno.

Al trentanovesimo, c’è un episodio in area di rigore bianconera, Bremer abbatte Hojlund a palla lontana, per l’arbitro non c’è nulla e neanche per il VAR, ma sembra palese l’errore della classe arbitrale.

Secondo tempo

Nella ripresa il Napoli accenna una reazione mentale, spinge forte e crea occasioni, ma al settantasettesimo arriva l’errore di Juan Jesus in uscita dal basso, Yildiz di invola verso la porta a campo aperto e batte Meret, 2-0 nel momento migliore del Napoli.

Il Napoli esce completamente dalla partita. La Juve dilaga, all’ottantaseiesimo c’è il sigillo di Kostic, che dalla distanza calcia da fermo e trova l’angolino, nulla può fare Meret, 3-0.

Sconfitta pesante per il morale del Napoli, che già era mentalmente instabile; per via dei problemi che lo continuano a colpire.

Juve Stabia – Virtus Entella (1-0): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia continua la sua crescita ed a farne le spese è la Virtus Entella che cade al Menti sotto il fendente di Leonardo Candellone. Nonostante l’assenza dei tifosi, le vespe volano ancora alto.

PODIO

Medaglia d’oro: a Kevin Zeroli ed al suo impatto super con i colori della Juve Stabia. Seconda maglia da titolare consecutiva e seconda prova incisiva per l’ex Monza che, come avvenuto a Bari, anche contro la Virtus Entella mette lo zampino nella rete che decide il match. Suo infatti l’ottimo passaggio filtrante poi capitalizzato da Candellone. Zeroli poi ci prova più volte trovando però Colombi attento negli interventi. Innesto più che azzeccato. Primo posto condiviso con Candellone che realizza la rete del vantaggio e regge le sorti dell’attacco fino al 25′. La sua uscita dal campo mostra a tutti, anche a chi lo critica, che il suo contributo è troppo importante per la fase offensiva per le Vespe che appunto perdono di peso in avanti proprio a causa della sua assenza sul rettangolo verde.

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, ormai certezza della difesa stabiese. Il ritorno tra i titolari di Varnier dirotta sul centro destra l’ex Sudtirol, che però non risente del cambio di posizione. Pulito negli interventi e ruvido nell’usare il fisico, Giorgini non sbaglia niente e anzi “comanda” anche bene i compagni: nel silenzio del Menti si sentono infatti forti le sue urla, con Correia e Mannini tra i principali destinatari delle esortazioni del difensore.

Medaglia di bronzo: proprio a Mattia Mannini, che non fa sentire la mancanza di Carissoni. L’attacco influenzale che colpisce l’ex Cittadella lancia tra i titolari il ragazzo cresciuto nella Roma che, finalmente, mostra di che pasta è fatto. Corsa e tanto cuore nei saliscendi sulla fascia di Mannini, impeccabile soprattutto nel sostegno alla linea difensiva. L’impressione è che il girone di ritorno possa essere nuovo inizio bella storia del 76 con la Juve Stabia.

CONTROPODIO

La notizia che fa storcere il naso è l’infortunio di Candellone, ancora da valutare ma certamente influente almeno sulla prossima gara con la Reggiana. L’assenza del capitano, nello stato di forma attuale, crea un vuoto difficile da colmare. Con Gabrielloni in cerca della migliore condizione e Burnete, che va aiutato ma che deve anche lui aiutare l’ambiente ad aiutarlo, le settimane a venire saranno importanti per il futuro prossimo della Juve Stabia. Inoltre, sono da registrare le amnesie difensive finali che, come avvenuto col Pescara, erano costate due punti prima dell’intervento del var.

Juve Stabia, altra svolta societaria: Avram Grant è il Nuovo Head of Football Operations di Solmate

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Il futuro della Juve Stabia si tinge di un respiro internazionale che profuma di grande calcio. La notizia che sta facendo vibrare il cuore del popolo gialloblù non è solo un cambio di organigramma, ma un segnale inequivocabile: la Solmate (Brera Holdings PLC, quotata al NASDAQ: SLMT), proprietaria al 100% delle Vespe, non ha alcuna intenzione di fermarsi nel mondo del calcio. Al contrario, rilancia, puntando sulla massima professionalità possibile.

L’annuncio ufficiale è di quelli che spostano gli equilibri: Avram Grant, già advisor della società, è stato nominato Head of Football Operations. Una scelta che conferma come la holding, con base strategica ad Abu Dhabi, voglia strutturare il proprio comparto sportivo con una guida dal pedigree indiscutibile.

Un Gigante del Calcio Mondiale al Timone

Per capire la portata di questa nomina, basta scorrere il curriculum di Avram Grant. Non capita spesso che un club di Serie B o una realtà sportiva italiana sia legata a un dirigente capace di arrivare ai vertici assoluti del calcio europeo.

  • Chelsea FC: Ha guidato i “Blues” fino alla storica finale di UEFA Champions League.

  • Premier League: Esperienze di primo piano con West Ham e Portsmouth.

  • Nazionali: Ha guidato la Nazionale israeliana e diverse selezioni in Africa, dimostrando una visione del calcio a 360 gradi.

Nel suo nuovo ruolo, Grant supervisionerà tutte le operazioni sportive di Solmate, assumendo le responsabilità precedentemente gestite da Dan J. McClory e Alberto Libanori. Il suo compito sarà chiaro: portare efficienza, disciplina commerciale e valore a lungo termine.

Perché i Tifosi della Juve Stabia Possono Esultare?

L’investimento in una figura come Grant è la prova provata che la Solmate vuole “fare calcio” in modo serio e strutturato. Per la Juve Stabia, questo significa far parte di un ecosistema che punta all’eccellenza operativa.

L’obiettivo dichiarato dal CEO Marco Santori è quello di ottimizzare il business sportivo integrandolo con la strategia sulle infrastrutture di asset digitali della società. Per la piazza di Castellammare di Stabia, questo si traduce in:

  1. Competenza d’Élite: Avere una leggenda del calcio a supervisionare le strategie significa accesso a metodologie di lavoro utilizzate nei top club mondiali.

  2. Stabilità e Ambizione: Un dirigente del calibro di Grant non accetta incarichi senza un progetto solido e ambizioso alle spalle.

  3. Visione Internazionale: La possibilità di internazionalizzare il brand Juve Stabia e attrarre nuove opportunità, sia tecniche che commerciali.

“Avram porta in azienda un pedigree calcistico senza pari”, ha sottolineato Santori. “Ottimizzerà e introdurrà disciplina commerciale nel nostro business sportivo”.

Una Nuova Era per le Vespe

Mentre Solmate continua a espandersi nel settore tecnologico e delle infrastrutture Solana, la nomina di Grant mette al sicuro l’anima sportiva del progetto. Il popolo gialloblù può guardare al futuro con rinnovato ottimismo: la rotta è tracciata e al comando c’è un uomo che ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo.

IL MORSO DELLA VESPA. Menti chiuso, cuore aperto: lo Stabia vince per i suoi tifosi

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In un’atmosfera surreale, con le tribune del Menti chiuse al pubblico a seguito dei tafferugli post-Pescara, la Juve Stabia continua la sua marcia spedita verso i piani alti della classifica. Gli uomini di Ignazio Abate (squalificato e sostituito in panchina dal suo staff) centrano il sesto risultato utile consecutivo, piegando di misura una Virtus Entella battagliera ma poco concreta sotto porta.

Lampo di Candellone e tegola infortunio

Il match si sblocca dopo appena tredici minuti. L’intuizione vincente porta la firma del nuovo arrivato Zeroli, che pesca in profondità Leonardo Candellone. Il capitano gialloblù si avventa sul pallone: la prima conclusione viene murata dall’ex Colombi, ma sulla respinta il numero 9 non perdona. È l’1-0, nonché il settimo centro stagionale (il terzo di fila) per il bomber delle Vespe.

La gioia del gol dura però poco: pochi minuti dopo il vantaggio, Candellone è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare, lasciando il campo tra le preoccupazioni dello staff tecnico in vista dei prossimi impegni.

Reazione Entella e legni sfiorati

La Virtus Entella, gravata dalle statistiche di un attacco asfittico e ancora a secco di vittorie esterne, prova a scuotersi. I liguri si rendono pericolosi con Guiu e Di Mario, ma trovano sulla loro strada un Confente in stato di grazia e una difesa stabiese sempre lucida nelle chiusure.

Nella ripresa, la Juve Stabia avrebbe l’occasione d’oro per chiudere i conti: Leone serve a Cacciamani un pallone che urla solo “gol”, ma il giovane attaccante si fa ipnotizzare da Colombi a tu per tu con la rete.

Il brivido finale e il VAR

Il finale è un autentico assalto ligure. Al triplice fischio manca pochissimo quando il Menti (vuoto) trema: Fumagalli mette dentro la palla del pari, ma la gioia degli ospiti viene strozzata dal VAR, che ravvisa un fuorigioco millimetrico di Cuppone. Lo stesso Cuppone e Franzoni sfiorano il colpaccio in pieno recupero, ma il fortino gialloblù regge l’urto.


Le conseguenze della classifica

Con questo 1-0, le due squadre prendono direzioni opposte:

  • Juve Stabia: Sempre più salda in zona playoff, confermandosi una delle realtà più solide del torneo.

  • Virtus Entella: Gli uomini di Chiappella restano pericolosamente invischiati nella lotta playout, pagando ancora una volta l’incapacità di pungere lontano da casa.

A fine gara, nonostante i cancelli chiusi, la squadra è corsa sotto le mura dello stadio per festeggiare con i tifosi che hanno sostenuto i colori gialloblù dall’esterno per tutti i novanta minuti.

Teatro Karol di Castellammare: Maurizio de Giovanni presenta il suo nuovo romanzo “L’orologiaio di Brest”

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Al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, nell’ambito della Rassegna “Platealmente – Dal libro alla Scena” un autore dal grande carisma: Maurizio de Giovanni, col romanzo “L’orologiaio di Brest”.

Teatro Karol gremito lo scorso giovedì sera per l’incontro con Maurizio de Giovanni, un autore che durante le presentazioni dei suoi romanzi riesce a mobilitare il pubblico e riempire i teatri, creando eventi letterari di grande richiamo.

A fare gli onori di casa e ad accogliere sul palco il famoso scrittore partenopeo, il giornalista Pierluigi Fiorenza e la prof. Eliana Bianco, che con la consueta verve e simpatia hanno interloquito con un de Giovanni affabile e divertente che, tra l’altro, è anche un estimatore di Castellammare di Stabia e ci torna sempre volentieri.

“Se non si viene a Castellammare, non vedo in quale altro luogo della nostra regione si debba venire – ha esordito – È un posto pieno di cultura, di bellezza, di consapevolezza. Castellammare è ricchissima e deve sempre ricordarsi di esserlo in ogni momento.”

Anche stavolta con “L’orologiaio di Brest” de Giovanni non ha deluso il suo pubblico, presentando un noir dalla trama carica di tensione emotiva e mistero, dove il destino e le coincidenze temporali muovono le vite dei protagonisti.

L’opera, una narrazione complessa che si muove tra il 1984 e il 2025 indagando le dinamiche oscure della storia italiana, si discosta dalle precedenti (come le serie del Commissario Ricciardi o dei Bastardi di Pizzofalcone) per esplorare contesti e atmosfere diverse.

È un noir storico, ambientato tra Italia e Francia, che intreccia le vite di Vera Coen, giornalista in cerca della verità sulla morte del padre, e dell’abitudinario professor Andrea Malchiodi.

Al centro della storia c’è l’enigmatica figura di un ex militante degli anni di piombo, un esperto di armi ed esplosivi noto come “l’orologiaio”, custode di segreti inconfessabili legati alla lotta armata e a tradimenti istituzionali.

La trama scava nei meandri della “notte della Repubblica”, rivelando l’esistenza di una “Entità” governata da una persona con un potere immenso, e suggerisce connessioni tra il terrorismo degli anni ’70/’80 e i centri di potere oscuro.

Il tema dell’amore emerge soprattutto nel rapporto padri-figli, spesso segnato da assenze, silenzi e consapevolezza tardiva, e nelle conseguenze emotive che le scelte politiche e criminali del passato hanno avuto sulla vita privata dei personaggi.

Nel romanzo, il tempo non è solo un’ambientazione, ma il vero protagonista. La narrazione esplora il rapporto tra passato e presente, rivelando come la memoria, il ricordo e l’assenza condizionino l’identità e le azioni dei personaggi.

Evocato sin dalle prime pagine, il tempo scorre, si ferma e ritorna, creando un’atmosfera intensa e sospesa. La struttura narrativa mette in luce come il passato non passi mai veramente, ma influenzi il presente.

“Questo romanzo nasce da una riflessione sul tempo. Il tempo è una convenzione, quindi è oggettivo da un punto di vista – ha affermato de Giovanni – Dal punto di vista personale il tempo è qualcosa di diverso, per esempio, l’ultima volta che abbiamo visto una persona molto cara. Abbiamo un tempo fino ad allora e uno vissuto dopo. Siamo persone diverse da quel momento in poi.”

“Anche il tempo comune ha avuto degli snodi – ha sottolineato l’autore – e quello della stazione di Bologna, con l’orologio fermo all’ora della strage, è qualcosa che ci portiamo dentro. Questo Paese è stato una cosa fino a quell’ora e qualcosa di diverso da quell’ora in poi.”

“Se il telefono avesse suonato un minuto dopo, Marco (uno dei personaggi del noir) sarebbe già uscito per andare al mare. Sono cose banali e immediate che possono cambiare la vita delle persone. Sono piccoli eventi: vai a una festa dove non dovevi andare, oppure non ci vai perché hai la febbre, incontrerai o non incontrerai qualcuno che ti cambierà la vita.”

“Se una barca che affonda al largo della Libia, uccidendo tutti, avesse a bordo un ragazzino di sei anni che un giorno avrebbe scoperto la cura per i tumori? Questi snodi dell’essere e del non essere sono la materia della narrazione.”

Le riflessioni di Maurizio de Giovanni non sono mai banali perché si radicano in temi sociali profondi. De Giovanni contrappone il tempo vissuto individualmente a quello storico, evocando gli anni di piombo e il loro strascico sulla coscienza contemporanea.

In sintesi, il tempo in quest’opera non è una semplice linea cronologica, ma una ferita aperta e un’indagine sulla memoria.

È proprio questa la cifra distintiva di Maurizio de Giovanni: la capacità di usare il genere noir o poliziesco come un “cavallo di Troia” per esplorare le fragilità umane e le contraddizioni della società contemporanea.

Tra i presenti all’evento il sindaco di Castellammare dott. Luigi Vicinanza, il dott. Luigi Riello, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli dal 2015 al 2023, e dirigenti scolastici, docenti e alunni di vari istituti stabiesi, che con la loro presenza hanno testimoniato l’attenzione con cui la scuola promuove la lettura come esperienza viva e non solo come dovere scolastico.

Il sindaco Luigi Vicinanza è salito sul palco per salutare il noto scrittore che nel suo romanzo racconta un periodo buio della nostra storia.

Il primo cittadino, dopo aver fraternamente salutato de Giovanni, in riferimento agli anni ’80 ha affermato:

“Sono stati anni tremendi, i peggiori della storia italiana, della Nostra Repubblica. Le uniche cose positive che eravamo giovani e che arrivò Maradona a Napoli e vinse lo scudetto. Che grande invidia per questa “Entità”, il cui potere dura da cinquecento anni, mentre qui a Castellammare non lo fanno durare neanche cinque anni!”

Un evento letterario che ci ha lasciato qualcosa su cui riflettere, suggerendo che il libro non sia solo un oggetto di consumo, ma uno strumento di resistenza intellettuale, in un mondo dominato da contenuti rapidi e frammentati.

“L’orologiaio di Brest” di Maurizio de Giovanni (Feltrinelli, 2025) è un romanzo noir dalla trama coinvolgente, il ritmo incalzante e i personaggi ben delineati, che culmina con un colpo di scena finale, lasciando il lettore con il fiato sospeso.

È il primo capitolo di una nuova e promettente serie letteraria che indaga il rapporto tra memoria e oblio: non vediamo l’ora di leggerne il prossimo.

Juve Stabia – Virtus Entella (1-0): Le pagelle ai calciatori gialloblù

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Non c’era il boato della Curva Sud a spingere il pallone in rete, né il consueto calore del pubblico stabiese a difendere il fortino nei minuti finali. Eppure, nel silenzio surreale dello stadio Romeo Menti, la Juve Stabia ha fatto parlare il campo, centrando un successo vitale contro la Virtus Entella nella giornata n.31 della Serie BKT 2025-2026.

Il match-point porta ancora una volta la firma di Leonardo Candellone: il suo settimo sigillo stagionale, arrivato al 13′ del primo tempo, non è solo un numero che certifica la sua importanza capitale nell’economia della squadra, ma è il simbolo di una Juve Stabia cinica e operaia. Se l’attaccante ha aperto le danze, a chiuderle a doppia mandata ci ha pensato un monumentale Alessandro Confente, autore di un riflesso prodigioso allo scadere su Cuppone che ha evitato la beffa del pareggio.

Nonostante le assenze e un clima da “allenamento congiunto”, i ragazzi di Abate hanno dimostrato quella maturità necessaria per navigare nelle acque agitate della serie B, confermando un trend di crescita (sei risultati utili consecutivi) importante.

Andiamo a vedere nel dettaglio chi ha brillato e chi ha sofferto nella sfida contro i biancocelesti di Chiappella.

Confente 7: La sicurezza sta diventando la sua dote, governa l’area con autorità, trasmette calma a tutto il reparto. Reattivo sulla conclusione ravvicinata sul finale partita.

Giorgini 6,5: Gioca con sicurezza sia da laterale che da centrale. Annulla sistematicamente le punte avversarie. Una sola disattenzione sull’azione del gol annullato, fortunatamente, per fuorigioco

Varnier 6,5: Presidia la sua zona di competenza con attenzione, concedendo quasi niente agli attaccanti finché è stato supportato dal fisico. Dal 46′ Ruggiero 6: Si lancia subito nella mischia, presidiando la sua zona con attenzione, concede solo l’occasione del gol annullato per fuori gioco. Si fa vedere con personalità anche in fase offensiva.

Bellich 7: Puntuale e concreto quando serve, dalle sue parti non si passa, lettura delle situazioni pericolose sempre attenta. Un vero muro.

Mannini 6,5: Buona prestazione del giovane under20, si inserisce con i tempi giusti, si fa apprezzare anche in fase difensiva, non fa rimpiangere l’assenza di Carissoni. Dal 72′ Gabrielloni 6: Nei pochi minuti giocati fa vedere le sue qualità, si mette subito a disposizione della squadra.con il miglioramento della condizione fisica si farà valere ancor di più.

Mosti 6,5: Il suo apporto è stato fondamentale nel compito di schermatura, riesce a gestire il possesso palla con il piglio giusto permettendo alla difesa di rifiatare.

Leone 6,5: Sempre lucido, neanche l’ammonizione lo condiziona, scherma la difesa, le sue geometrie son precise, detta i tempi della manovra con precisione. Dal 72’Pierobon 6: entra carico in partita sapendo quasi sono i suoi compiti, le sue ripartenze sono state fermate da falli avversari facendo abbassare il ritmo della partita.

Correia 7: Ci dobbiamo ripetere, in questa nuova posizione si trova meglio, sfrutta la sua prestanza fisica per strappare in ripartenza, sta dando equilibrio al centrocampo, oggi ha tentato anche la via del gol.

Cacciamani 6,5: Il 3-5-1-1 lo penalizza un po’, perché lo porta a fare molto lavoro di copertura svolto con ordine e disciplina, riesce con i suoi spunti in velocità a tenere in allerta la difesa avversaria. Oggi un eccellente Colombi gli ha negato il gol.

Zeroli 6,5: oggi è arrivata la conferma delle sue qualità, geniale il passaggio a Candellone sull’azione del gol. Vede subito la porta e non ha paura a calciare.

Candellone 6,5: Si nota la sua assenza quando non gioca. Lotta su ogni pallone, freddo e lucido quando il compagno lo trova libero in area, oggi match winner. L’anima giallo blu. Dal 23′ Burnete 5: l’unica nota stonata di questa squadra non riesce mai a rendersi pericoloso. Dal 88′ Maistro 6: nei pochi minuti si é messo subito a disposizione della squadra mantenendo palla per far passare il tempo e abbassare i ritmi.

Abate/Beggi 7:
Anche se oggi non era al comando, in settimana ha fatto un ottimo lavoro sulla mente dei giocatori. Oggi ha riproposto il 3-5-1-1 che con l’inserimento di Zeroli può diventare un 3-5-2 esaltando l’equilibrio che la squadra sta trovando. Azzeccati i cambi che non hanno fatto perdere il controllo della partita nonostante la squadra si sia abbassata sulla spinta degli avversari che in sporadiche occasioni si sono resi pericolosi.

Juve Stabia – Virtus Entella, l’ex Simone Colombi: Loro sono forti. Oggi il pari era il risultato più giusto

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Per Simone Colombi, tornare a calpestare il prato dello stadio “Romeo Menti” non sarà stato un esercizio banale. Il portiere della Virtus Entella è l’uomo che, nel 2011, difese i pali della Juve Stabia nel ritorno in Serie B dopo ben 59 anni di attesa. Oggi, in un contesto surreale a causa delle porte chiuse, Colombi si è ritrovato di fronte il suo passato, uscendo sconfitto per 1-0 a causa del guizzo di Candellone, ma con la consapevolezza di chi ha visto una squadra, la sua, capace di lottare fino all’ultimo secondo.

Un approccio difficile, una reazione da squadra

L’analisi di Colombi parte dall’impatto veemente della capolista, che nei primi trenta minuti ha messo alle corde i liguri:

“Abbiamo incontrato una squadra forte a livello qualitativo e di organizzazione,” ha ammesso l’estremo difensore nel post-partita. “Nel primo tempo abbiamo pagato un po’ dazio in generale, ma nel complesso della gara il pareggio ci poteva stare. Anzi, lo meritavamo.”

Il riferimento è anche al gol annullato all’Entella, un episodio che ha lasciato l’amaro in bocca ai biancocelesti: “L’avevamo anche trovato il pari, dicono che l’episodio fosse dubbio. Portiamo a casa la sconfitta e ripartiamo, ci aspetta un’altra settimana di lavoro.”

Testa a testa con la capolista

Nonostante la Juve Stabia stia conducendo un campionato di vertice, Colombi sottolinea come la Virtus Entella non abbia sfigurato, specialmente nella ripresa: “Siamo entrati con un piglio diverso. Nel complesso abbiamo dimostrato di non essere inferiori alla Juve Stabia. Sappiamo che le partite si decidono sugli episodi, ma torniamo a casa con la consapevolezza di poter competere con tutte.”

Il portiere bergamasco riconosce il valore dell’avversario, ma ribadisce l’orgoglio del gruppo: “Non era affatto facile venire qui e fare punti contro una squadra che sta facendo un ottimo campionato. Era il nostro obiettivo, non ce l’abbiamo fatta, ma non usciamo ridimensionati.”

Febbraio, il mese della verità

Con l’esperienza di chi ha vissuto mille battaglie in Serie B, Colombi guarda già oltre la sconfitta di Castellammare, puntando tutto sull’equilibrio mentale: “Non dobbiamo farci condizionare da un risultato negativo, così come non lo facciamo con quelli positivi. La nostra forza deve essere l’organizzazione, quella che abbiamo sempre dimostrato. Ora dobbiamo prenderci i tre punti in casa contro un’altra grande squadra. Giocare contro l’Entella non sarà facile per nessuno.”

Il mese di febbraio si preannuncia denso di sfide delicate, ma l’Entella riparte dalla solidità del suo leader tra i pali. Simone Colombi ha lasciato il “Menti” con il rammarico del risultato, ma con la certezza che la sua squadra ha le carte in regola per dire la sua contro chiunque, proprio come quella Juve Stabia di cui lui stesso, quindici anni fa, scrisse la storia.

Juve Stabia – Virtus Entella, Chiappella: La prestazione è stata positiva ma ora aspetto qualcosa dal mercato

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Esce a testa alta ma a mani vuote dal “Romeo Menti” la Virtus Entella, sconfitta 1-0 dalla Juve Stabia nella giornata n.31 del campionato di Serie BKT. In uno stadio deserto per le porte chiuse, a decidere è stato il lampo di Candellone, ma nel post-partita mister Andrea Chiappella ha voluto sottolineare i meriti dei suoi ragazzi, pur non nascondendo la necessità di interventi esterni per alzare l’asticella.

Nessun cambio di volto, solo esecuzione

Analizzando i due tempi di gioco, Chiappella respinge l’idea di una squadra dai due volti. La crescita nella ripresa non è stata frutto di uno stravolgimento mentale, quanto di una migliore applicazione:

“Nessun cambio di atteggiamento,” chiarisce il tecnico. “Abbiamo semplicemente fatto meglio quello che avevamo preparato. Avevamo di fronte una squadra più forte di noi, eppure nel primo tempo, nonostante la sofferenza, siamo riusciti a creare tre palle gol nitide. Nella ripresa abbiamo provato ad alzare il ritmo; non era facile, ma credo che i ragazzi abbiano dato il massimo.”

Il rammarico per il gol annullato

L’episodio chiave che avrebbe potuto cambiare la storia del match resta il gol annullato ai liguri. Su questo punto, l’allenatore sceglie la via della diplomazia, pur con un pizzico di amarezza: “Le immagini non sono chiare, ma accettiamo la decisione arbitrale. Speriamo solo di essere più fortunati in futuro.”

Il tabù trasferta e la richiesta alla società

La classifica piange quando l’Entella gioca lontano da Chiavari, un dato che Chiappella non ignora, pur difendendo la bontà del lavoro svolto: “Ci stiamo impegnando, è vero che fuori casa non riusciamo a portare punti, ma le prestazioni ci sono e questo ci dà fiducia.”

Ciò che il mister salva è lo spirito: “Mi porto di positivo l’atteggiamento, la volontà di andare a pressare una squadra forte e la mentalità offensiva messa in atto.” Tuttavia, la buona volontà potrebbe non bastare per il finale di stagione. L’allenatore lancia quindi un messaggio chiaro alla dirigenza in vista delle ultime battute di mercato o degli svincolati:

“Lavoriamo per migliorare sempre, ma mi aspetto che si intervenga sul mercato per sistemare la squadra.”

La Serie B: fucina di talenti

In chiusura, una riflessione sul campionato cadetto, che si conferma imprevedibile e formativo: “La Serie B è un campionato in cui ogni anno ci sono sorprese. Ci sono tantissimi talenti e giovani di prospettiva; ogni partita offre lo spunto per lavorare su qualche aspetto particolare.”

L’Entella torna a casa con zero punti, ma con la certezza di aver tenuto testa a una delle squadre più in forma del torneo. Ora la palla passa alla società: per trasformare le “buone prestazioni” in punti pesanti, l’appello del mister attende una risposta.

Juve Stabia – Virtus Entella, Confente: “A Frosinone abbiamo toccato il fondo, ora siamo un’altra squadra”

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In un “Romeo Menti” avvolto dal silenzio delle porte chiuse, la Juve Stabia fa risuonare l’urlo della vittoria. Nella giornata n.31 del campionato di Serie BKT 2025-2026, le Vespe superano di misura la Virtus Entella grazie al settimo sigillo stagionale di Leonardo Candellone. Ma se l’attaccante ha messo la firma sul tabellino, è Alessandro Confente ad aver messo i guantoni su tre punti pesantissimi, confermando il momento d’oro della squadra, giunta al sesto risultato utile consecutivo.

Nel post-partita, l’estremo difensore gialloblù ha analizzato con lucidità il match e il percorso di crescita del gruppo, tra retroscena tecnici e ambizioni future.

Il silenzio del Menti e la “pezza” finale

Giocare senza il calore del pubblico non è mai semplice, specialmente in una piazza calda come Castellammare. Per Confente, tuttavia, non è stata una novità assoluta, anche se l’approccio mentale cambia radicalmente:

“Non è la prima volta, nel post-Covid ho già testato le porte chiuse. Il tifo è un aiuto alla concentrazione; senza tifosi, quella concentrazione devi trovarla da solo dentro di te.”

Una concentrazione che è stata fondamentale proprio nei secondi finali, quando l’Entella ha tentato l’assalto disperato. La parata decisiva allo scadere è l’immagine della partita: “Oggi la parata più difficile è stata l’ultima, non tanto per il gesto tecnico, quanto per l’importanza che aveva,” ammette il portiere. “Ho provato una sensazione bella perché ho messo una pezza sul risultato, ma dall’altro lato brutta perché avremmo voluto non rischiare. Però è andata bene e mi porto a casa la parata.”

La svolta di Frosinone e l’obiettivo salvezza

La Juve Stabia di oggi sembra lontana parente di quella di inizio stagione. Confente individua un momento preciso che ha segnato lo spartiacque del campionato: la trasferta di Frosinone.

“A Frosinone è come se avessimo toccato il fondo,” confessa con onestà. “Da lì, consapevoli della nostra forza e grazie al mister, abbiamo risalito la china, guardandoci in faccia e lavorando sugli errori”. Questa presa di coscienza ha permesso al gruppo, rinnovato in molti elementi, di trovare l’amalgama necessario. Sulla possibilità di alzare l’asticella: “Vogliamo raggiungere la salvezza il prima possibile, così da poter guardare poi ad altro con tranquillità.”

Il “nuovo” Confente e il rapporto con Petrazzuolo

Tra i segreti della crescita di Confente c’è il lavoro quotidiano con il preparatore dei portieri, Petrazzuolo. Un rapporto iniziato in salita ma sfociato in una profonda evoluzione tecnica.

“Inizialmente abbiamo trovato difficoltà a trovare un equilibrio,” rivela il numero uno delle Vespe, “ma ora mi sento migliorato in tutto ciò che faccio. Mi sento un portiere completamente diverso e non posso che ringraziarlo.” Facendo un bilancio stagionale, Confente ricorda con orgoglio l’intervento su Keita contro il Monza e quello sul corner contro il Pescara, pur mantenendo l’autocritica sui gol subiti.

Un muro difensivo nato dall’amicizia

Il “clean sheet” contro l’Entella è merito di un reparto che funziona a memoria. Secondo Confente, la solidità difensiva nasce ben lontano dal rettangolo verde: “La differenza forse la fa il fatto che facciamo gruppo anche fuori dallo stadio; questo ci aiuta a fidarci di più gli uni degli altri.” Una fiducia cieca che bandisce le critiche distruttive: “Non giudicherei mai un errore di un compagno. Anche oggi abbiamo rischiato alla fine e dobbiamo migliorare, ma sappiamo di poter contare su chiunque giochi.”

I modelli: da Alisson a Svilar

In chiusura, uno sguardo agli idoli che ispirano il suo stile. Se Buffon resta il monumento intoccabile, Confente guarda al presente e al passato recente con occhi da studioso del ruolo: “Da piccolo mi piaceva molto Alisson ai tempi della Roma, giocava in maniera pazzesca. Oggi ti direi Donnarumma e Svilar, che secondo me stanno facendo davvero molto bene.”

Con un Confente così, e una squadra che ha saputo rialzarsi dal “fondo” della gara con il Frosinone, la Juve Stabia può guardare al finale di stagione con la consapevolezza di chi ha i mezzi per dire la sua fino a fine stagione.

Juve Stabia – Virtus Entella (1-0), Beggi: “Vittoria dedicata ai tifosi, preoccupa la condizione di Leo”

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In un Romeo Menti spettrale per l’assenza di pubblico, la Juve Stabia fa risuonare l’urlo della vittoria. Nella giornata n.31 del campionato di Serie BKT 2025-2026, le Vespe superano la Virtus Entella per 1-0, conquistando tre punti fondamentali che profumano di salvezza e, forse, di qualcosa in più.

A decidere il match è il solito Leonardo Candellone, che appone il suo settimo sigillo stagionale prima di arrendersi a un infortunio muscolare. In panchina, a guidare la squadra, c’era il vice allenatore Cesare Beggi, che nel post-partita ha analizzato con lucidità ed emozione una gara definita “di cuore e di testa”.

Vittoria agrodolce: l’ansia per il Capitano

È stato un esordio vincente per Mister Beggi, ma non privo di preoccupazioni. Il tema centrale è l’uscita anticipata del match-winner.

“L’uscita di Candellone ha pesato tanto, perché è il nostro centravanti” ha ammesso Beggi. “Leonardo ha sentito qualcosa al flessore, non sappiamo ancora nulla di preciso, vedremo nei prossimi giorni”.

Tuttavia, il tecnico ha voluto sottolineare la risposta della squadra alle difficoltà: “Burnete ha dato tanto, ha pressato e fatto quello che serviva in quel momento. La squadra è matura abbastanza da non far pesare l’assenza di Leonardo, anche in vista della prossima gara”. Buone notizie anche sul fronte Gabrielloni: il suo ingresso era programmato nel percorso di recupero e diventerà una pedina fondamentale per il finale di stagione.

Il “Fortino” senza pubblico e l’elogio ai singoli

Giocare senza la spinta della Curva Sud è stato “un colpo duro”, come definito dallo stesso Beggi. “Per noi il pubblico è ossigeno. Ne abbiamo sentito la mancanza, anche se li sentivamo sostenerci da fuori. La vittoria è per la gente che non è potuta venire allo stadio”.

Nonostante il silenzio degli spalti, in campo la Juve Stabia ha mostrato carattere da vendere, specialmente nei singoli spesso meno celebrati. Beggi ha speso parole al miele per Mannini “ha aspettato con pazienza il suo momento e non ha demeritato” e per lo spirito di sacrificio di Pierobon, che “vive con un fastidio fisico ma darebbe una gamba per questa squadra”. Menzione d’onore anche per il giovane talento Kevin Zeroli (classe 2005): “Non ha bisogno di presentazioni, ha una scuola importante dietro. Si è integrato bene ma ha ancora tantissimo margine di miglioramento”.

Obiettivo Salvezza (per ora)

Con questa vittoria, la classifica sorride, ma lo staff tecnico predica calma. Alla domanda se si possa guardare oltre la salvezza, Beggi è categorico:

“Non ha senso cambiare obiettivo adesso a gennaio. Quando arriveremo a quota 46 potremo pensare ad altro”.

La vittoria è frutto anche di una grande tenuta difensiva: “Il pacchetto arretrato negli ultimi 25 minuti ha saputo soffrire bene. Il nostro stadio è un fortino, qui ci sentiamo a casa”.

Testa a Reggio Emilia

Ora le Vespe dovranno trasferire questa solidità anche in trasferta, a partire dalla prossima sfida a Reggio Emilia. Con o senza Candellone, la Juve Stabia si presenterà con la consapevolezza dei propri mezzi. “Prepariamo sempre le partite per fare bene, crediamo nel gruppo”, conclude Beggi. “Questa vittoria premia i ragazzi e il mister che hanno lavorato benissimo in settimana. Ci trasmettono la voglia di vincere”.

Le porte erano chiuse, ma il cuore della Juve Stabia è rimasto spalancato.

Juve Stabia – Virtus Entella: 1-0 (13′ Candellone)

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Benvenuti amici sportivi e tifosi gialloblù in un’atmosfera allo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia che vi raccontiamo oggi surreale, insolita per una piazza calda: il match valevole per la 21ª giornata della Serie BKT 2025-2026 si giocherà infatti nel silenzio più totale. Si scende in campo a porte chiuse, in seguito alla decisione del Prefetto di Napoli scaturita dai gravi scontri avvenuti tra le tifoserie al termine della sfida contro il Pescara.

Nonostante l’assenza del pubblico sugli spalti, il campo promette scintille. Si affrontano due formazioni in un eccellente stato di salute, pronte a darsi battaglia per obiettivi importanti:

La Juve Stabia arriva carica di entusiasmo dopo il colpo grosso esterno al San Nicola, dove ha superato il Bari dimostrando carattere e solidità. Oggi l’obiettivo è dare continuità a quella prestazione, pur senza la spinta del “dodicesimo uomo”.

La Virtus Entella dall’altra parte è una squadra in grande spolvero e col morale alle stelle. Gli ospiti sono reduci da due risultati di assoluto prestigio: la vittoria contro la corazzata Monza e il pareggio strappato con i denti nell’ultimo turno nel sentitissimo derby contro la Sampdoria.

Il silenzio del Menti amplificherà ogni voce, ogni contrasto e ogni indicazione dei due allenatori. Tutto è pronto per il calcio d’inizio.

Restate con noi: tra pochissimo le formazioni ufficiali e il via alla gara.

TABELLINO UFFICIALE

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (45′ Ruggero), Bellich; Mannini (72′ Gabrielloni), Correia, Leone (72′ Pierobon), Zeroli, Cacciamani; Mosti; Candellone (24′ Burnete) (89′ Maistro).
A disp.: Signorini, Boer, Dalle Mura, Baldi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Beggi (Abate squalificato).
VIRTUS ENTELLA (3-4-2-1): Colombi; Parodi (75′ Fumagalli), Tiritiello (45′ Alborghetti), Marconi; Bariti (67′ Mezzoni), Nichetti (67′ Dalla Vecchia), Karic, Di Mario; Franzoni, Guiu (75′ Cuppone); Debenedetti.
A disp.: Del Frate, Siaulys, Squizzato, Russo, Turicchia, Del Lungo.
All.: Chiappella.

Direttore di gara: Sig. Giuseppe Mucera della sezione AIA di Palermo

1° Assistente sig. Paolo Bitonti della sezione AIA di Bologna

2° Assistente sig. Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido

IV° ufficiale sig. Alberto Ruben Arena della sezione AIA di Torre del Greco

VAR sig. Matteo Gualtieri della sezione AIA di Asti

AVAR sig. Stefano Del Giovane della sezione AIA di Albano Laziale

Marcatori: 13′ Candellone (JS)

Angoli: 4 – 3

Ammoniti: 8′  Tiritiello 31′ Leone 90′ Di Mario

Espulsi: –

Recupero: 2 min pt – 7 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Partita a porte chiuse disposte da ordinanza del Prefetto di Napoli

PRIMO TEMPO

8′ Ammonito Tititiello per un fallo su Candellone che partiva in contropiede

13′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Mannini riceve palla e se ne va sulla fascia, assist a Zeroli che fa 2 passi e serve nel corridoio Candellone che entra in area e calcia a rete trovando la risposta dell’ex Colombi che però respinge sui piedi ancora di Candellone che la deposita a rete.

17′ Juve Stabia pericolosa con Candellone che riceve palla e appoggia a Zeroli che calcia forte e teso di prima intenzione trovando Colombi pronto.

21′ Pericolosa la Virtus Entella con Guiu che da fuori calcia a rete a fil di palo, bravo Confente che si distende alla sua sinistra.

24′ Infortunio di Candellone che nel tentativo di controllare un pallone scivola e subisce un infortunio muscolare alla gamba sinistra. Al suo posto entra Burnete.

31′ Ammonito Leone per simulazione in area di rigore. Diffidato sarà squalificato per la gara con la Reggiana

36′ Altro tentativo della Juve Stabia con Zeroli che recupera palla e calcia a rete sul primo palo con Colombi che non si fa sorprendere.

37′ Virtus Entella pericolosa: Veloce azione di contropiede di Karic rasoiata palla a terra per Di Mario che non riesce ad arrivare sul pallone

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero

47′ Sugli sviluppi di una rimessa laterale ancora Zeroli prova ad impensierire Colombi che blocca il suo tiro diretto sul primo palo.

Finisce il primo tempo con le Vespe in vantaggio grazie al gol di Candellone che poi abbandona il campo per infortunio. Un primo tempo di marca stabiese con gli ospiti che provano qualche timida azione offensiva senza creare grossi grattacapi a Confente.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Varnier con Ruggero. Virtus Entella che sostituisce Tiritiello con Alborghetti

47′ Cacciamani recupera palla e se ne va sulla fascia, entra in area e calcia a rete trovando Colombi pronto e attento

50′ Juve Stabia pericolosa: Leone recupera palla e serve Cacciamani dalla parte opposta che in area di rigore calcia sul primo palo trovando Colombi pronto ad un grandissimo intervento con la deviazione in angolo.

67′ La Virtus Entella sostituisce Nichetti con Dalla Vecchia e Bariti con Mezzoni

72′ Nella Juve Stabia entrano Pierobon e Gabrielloni con Leone e Mannini

75′ La Virtus Entella sostituisce Guiu con Cuppone e Parodi con Fumagalli

89′ La Juve Stabia sostituisce Burnete con Maistro

90′ Ammonito Di Mario per fallo su Pierobon

Il direttore di gara concede 7 minuti di recupero

92′ Giorgini pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il suo colpo di tacco esce di poco sul secondo palo

95′ Virtus Entella pericolosa Marconi la mette in mezzo e Cuppone devia sul primo palo trovando la risposta di Confente in calcio d’angolo

Finisce con la vittoria della Juve Stabia contro una buona Virtus Entella che ha lottato fino all’ultimo per conquistare il pari cercando di sfruttare l’uscita di Candellone che da solo stava reggendo le sorte dell’attacco gialloblù. Prossima trasferta a Reggio Emilia che ha perso a Frosinone con un Leone in meno e forse anche Candellone, uscito oggi per infortunio. Vespe che si portano a 33 punti.