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Pensioni di Marzo 2023: ci saranno aumenti in alcune situazioni

Il pagamento delle pensioni di marzo 2023 è imminente e le date di accredito sono state confermate da Poste Italiane.

Pensioni di Marzo: ci saranno aumenti in alcune situazioni

Le pensioni saranno accreditate sui conti bancari il 1º marzo e distribuite agli sportelli postali dal 1º al 6 marzo. Non ci sarà alcun anticipo come è stato fatto durante lo stato di emergenza pandemica.

Aggiornamento delle pensioni

Per coloro che prendono pensione, ci saranno aumenti in alcune situazioni, come la perequazione 2023.

Per i pensionati che prendono pensioni previdenziali, pensioni di vecchiaia e pensioni sociali, ci sarà un aumento del 7,1%, che sarà applicato sulla base di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021.

Inoltre, ci saranno arretrati per i pensionati che hanno presentato domanda di pensione nel 2020 e nel 2021.

Per coloro che prendono pensioni di anzianità, ci sarà un aumento del 4,2% per coloro che sono stati iscritti all’INPS entro il 31 dicembre 1995.

Per quanto riguarda gli assegni di invalidità e di vecchiaia anticipata, ci sarà un aumento del 5%.

Per quanto riguarda i pensionati che hanno presentato domanda di pensione nel 2020 e nel 2021, ci saranno arretrati per questi mesi.

I pensionati che hanno presentato domanda nel 2020 beneficeranno di un arretrato mensile pari a 1,5 volte la pensione mensile, mentre per i pensionati che hanno presentato domanda nel 2021 la somma sarà pari a 2 volte la pensione mensile.

Ci saranno anche trattenute fiscali sulle pensioni di marzo 2023.

Gli importi delle trattenute dipendono dal reddito annuale e dalla situazione fiscale di ciascun pensionato.

In sintesi

Le pensioni di marzo 2023 saranno accreditate sui conti bancari il 1º marzo e distribuite agli sportelli postali dal 1º al 6 marzo.

La rivalutazione delle pensioni e gli arretrati saranno erogati dall’INPS per coloro che percepiscono un assegno superiore a 2.101,52 euro.

Inoltre, ci saranno trattenute fiscali sulle pensioni di marzo 2023 e le date di pagamento sono state pubblicate sul calendario dell’INPS.

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Perché investire in pubblicità in TV? Ecco qualche buona ragione

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La pubblicità in TV è stata a lungo uno dei principali strumenti di marketing per le aziende desiderose di aumentare visibilità e fatturato. Tuttavia in un’epoca in cui la pubblicità digitale sta diventando sempre più dominante, molte aziende potrebbero chiedersi se investire in pubblicità televisiva sia ancora conveniente.

La verità è che la televisione resta uno dei mezzi pubblicitari più efficaci per raggiungere un vasto pubblico e creare un forte impatto emotivo. In questo articolo, per l’appunto, scopriremo assieme alcune delle principali ragioni per cui le aziende dovrebbero prendere in considerazione questo tipologia di campagna e, quindi, ingaggiare un team di esperti nella realizzazione spot pubblicitari.

La pubblicità in TV esiste da sempre

Lo spot pubblicitario in TV è una forma di promozione che ha accompagnato lo sviluppo della televisione fin dalle sue origini. Negli anni si è evoluto, adattandosi ai cambiamenti sociali e tecnologici, ma ha sempre mantenuto il suo fascino e la sua efficacia. Nonostante l’avvento di nuove forme di pubblicità digitale, lo spot televisivo continua a essere una leva strategica importante per le aziende che desiderano ampliare il proprio mercato. Tuttavia, per ottenere i migliori risultati, è necessario integrare la pubblicità in TV con altre forme di comunicazione, soprattutto online, per raggiungere un pubblico ancora più ampio.

I costi non sono più proibitivi come un tempo

La pubblicità in TV, oggi, è cambiata molto e tra gli aspetti più interessanti vi è quello della diminuzione dei costi di realizzazione e pubblicazione dovuta all’avvento di nuove forme pubblicitarie. Rispetto agli anni d’oro della televisione, infatti, il mercato pubblicitario è stato rinnovato da un forte ridimensionamento dei costi e, quindi, ha permesso anche ad aziende con fatturati più contenuti di potervi accedere.

Grazie anche alla possibilità di scegliere gli slot pubblicitari in base al target di riferimento, oggi, è possibile avviare campagne promozionali più mirate e con ROI (ritorni sugli investimenti) decisamente più centrati. Chiaramente è sempre raccomandabile il consulto con un esperto in questo tipo di pubblicità perché, come si vedrà nel paragrafo successivo, la scelta richiede particolari conoscenze dei canoni linguistici, dei palinsesti e delle reti di inserzionisti a cui rivolgere l’attenzione.

Lo spot pubblicitario è un ricco concentrato di informazioni

Lo spot pubblicitario, grazie alla sua capacità di comunicare in pochi secondi un messaggio preciso e coinvolgente, rappresenta un ricco concentrato di informazioni per il pubblico. Grazie alle tecniche e ai linguaggi utilizzati dagli esperti, infatti, lo spot può presentare l’azienda o il prodotto con grande efficacia.

Bisogna poi considerare, come accennato, i vantaggi offerti dalla possibilità di scegliere gli orari e i canali televisivi su cui trasmettere la pubblicità, grazie ai quali è possibile raggiungere target specifici di utenti e ampliare il proprio bacino di potenziali clienti. Investire in spot pubblicitari non solo offre un’opportunità per aumentare la visibilità dell’azienda o del prodotto, ma anche per migliorare la reputazione del brand e consolidare il rapporto con il pubblico: un’opportunità interessante da non sottovalutare, sia per aziende già operanti sul mercato che per realtà in procinto di nascere.

Primarie Pd: ha vinto Elly Schlein, l’anti Meloni. “E’ il nostro tempo”

Elly Schlein ha fatto storia il 26 febbraio 2023, diventando la prima segretaria donna del Partito Democratico italiano dopo aver vinto le primarie.

Primarie Pd: ha vinto Elly Schlein, l’anti Meloni. “E’ il nostro tempo”

Elly Schlein, giovane donna che si è fatta un nome con le sue battaglie femministe, ecologiste, LGBT e di sinistra, ha ribaltato l’esito delle primarie del Pd.

La vittoria di Schlein è stata annunciata da Stefano Bonaccini, che ha espresso orgoglio ed entusiasmo per la nuova guida del Pd.

La vittoria di Schlein ha rappresentato una svolta storica per il Partito Democratico, non solo per il fatto che è la prima donna a diventare segretaria, ma anche per la sua forte attenzione alle questioni di genere e femministe.

Infatti, Schlein è nota per la sua attività politica a favore dei diritti delle donne e delle minoranze, nonché per il suo impegno in difesa dell’ambiente e dell’inclusione sociale.

La campagna elettorale di Schlein si è concentrata su temi come il lavoro, la fiscalità, l’Europa e i diritti, presentando una mozione in 12 punti con proposte concrete.

Durante il dibattito televisivo con Bonaccini, Schlein ha sottolineato l’importanza di rinnovare il Partito Democratico, di costruire una nuova cultura politica e di dare spazio a nuove generazioni e nuove idee.

In conclusione

La vittoria di Schlein alle primarie del Partito Democratico è stata accolta con grande entusiasmo e congratulazioni da parte di molte personalità politiche, sia all’interno che all’esterno del partito.

La sua elezione rappresenta un importante passo avanti per la presenza delle donne nella politica italiana e per la promozione di politiche di inclusione e di giustizia sociale.

Nel suo discorso di vittoria, Schlein ha affermato che questa è “un’occasione unica per cambiare e andare verso un futuro che metta al centro l’uguaglianza e l’emergenza climatica”.

Ha anche sottolineato che la sua vittoria è un segnale di speranza e di rinnovamento per la politica italiana.

In breve

La nomina di Schlein come prima segretaria donna del Pd rappresenta un passo in avanti per la parità di genere, nonché un importante traguardo per l’intero partito, che ha da tempo chiesto un cambiamento nella sua leadership.

Il nuovo segretario ha promesso di mettere in primo piano i temi della giustizia sociale, della lotta contro le disuguaglianze e della sostenibilità ambientale, in un momento in cui l’Italia è alle prese con una crisi economica e sociale senza precedenti.

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Salmone al forno con salsa di yogurt e limone

Il salmone al forno è un secondo piatto di pesce leggero e gustoso, perfetto per qualunque pranzo o cena di famiglia, e perfetto anche per il periodo di Quaresima.

Salmone al forno con salsa di yogurt e limone

Ricetta per un secondo piatto perfetto anche per il periodo di Quaresima.
Puoi utilizzare sia il salmone fresco sia quello surgelato: nel primo caso dovrai eliminare la pelle.
Per un piatto ancora più completo e sostanzioso, puoi unire delle patate, sbucciate e tagliate a dadini. In questo caso ti consigliamo di sbollentarle in acqua salata per una decina di minuti, così da ridurre i tempi di cottura ed evitare che il salmone possa seccarsi.

Ingredienti:

  • 4 filetti di salmone fresco (circa 150 g ciascuno)
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • Sale e pepe q.b.
  • 1 limone biologico
  • 1/2 tazza di yogurt greco naturale
  • 2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
  • 1 spicchio d’aglio tritato

Preparazione:

  1. Preriscaldare il forno a 200°C.
  2. In una ciotola, mescolare insieme l’olio d’oliva, il succo di mezzo limone, sale e pepe.
  3. Spalmare l’olio aromatizzato su entrambi i lati dei filetti di salmone e posizionarli in una teglia da forno rivestita con carta da forno.
  4. Cuocere in forno per circa 12-15 minuti, o fino a quando il salmone risulta cotto ma ancora umido.
  5. Nel frattempo, preparare la salsa di yogurt e limone: in una ciotola, mescolare insieme lo yogurt, il succo del restante mezzo limone, il prezzemolo tritato e l’aglio tritato.
  6. Servire il salmone caldo, accompagnato con la salsa di yogurt e limone a piacere.

ACCADDE OGGI 27 Febbraio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

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ACCADDE OGGI 27 Febbraio è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #27Febbraio

ACCADDE OGGI 27 Febbraio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

“La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.„
Italo Svevo

COSA RESPIRIAMO OGGI

Nati il 27 febbraio…
Costantino I (274)
Rudolf Steiner (1861)
John Steinbeck (1902)

… e morti
Enrico di Montpensier (1608)
Louis Vuitton (1892)
Ivan Pavlov (1936)

ACCADDE OGGI 27 Febbraio…
1593 – Giordano Bruno viene incarcerato nel palazzo del Sant’Uffizio a Roma.
1821 – Il ministro Jacques Joseph, conte di Corbière, emana le Ordinanze.
1844 – La Repubblica Dominicana riconquista la libertà dopo la dominazione haitiana.
1933 – Il Palazzo del Reichstag di Berlino viene incendiato.
1976 – Il Sahara Occidentale dichiara l’indipendenza.
1991 – Il presidente statunitense George H. W. Bush annuncia che il Kuwait è stato liberato.

Feste e ricorrenze

Civili
Nazionali:
Repubblica Dominicana – Festa nazionale

Religiose
Cristianesimo:
Sant’Alnoto da Stowe, eremita e martire
Sant’Anna Line, martire
San Baldomero di Lione, suddiacono
Santi Basilio e Procopio, monaci
San Besas, martire
Sant’Euno di Alessandria (Cronione), martire
San Gabriele dell’Addolorata, religioso
San George Herbert, poeta e prete (Chiesa anglicana)
San Giovanni di Gorze, abate
San Giuliano di Alessandria, martire
San Gregorio di Narek, dottore della Chiesa armena
San Luca di Messina, abate
Sant’Onorina di Graville, martire
San Procopio il Decapolita, confessore (Chiesa ortodossa)
Beato Emanuele di Cremona, vescovo
Beata Francinaina Cirer Carbonell (Francesca Anna della Vergine Addolorata), fondatrice delle Suore di carità di San Vincenzo de’ Paoli
Beato Giacomo de Valois, mercedario
Beato Guglielmo Richardson, sacerdote e martire
Beato Marco Barkworth, sacerdote benedettino, martire
Beata Maria Josefa Karolina Brader (Maria Carità dello Spirito Santo), fondatrice delle Suore francescane di Maria Immacolata
Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù
Beato Ruggero Filcock, sacerdote gesuita, martire

Religione romana antica e moderna:
Equirria Marti

Wicca:
2006 – Luna del ghiaccio

Eventi

380 – Editto di Tessalonica, con cui l’imperatore d’Oriente Teodosio I e i colleghi d’Occidente Graziano e Valentiniano II dichiarano la religione cristiana l’unico culto ammesso all’interno dell’Impero Romano.
425 – Fondazione dell’Università di Costantinopoli da parte dell’imperatore Teodosio II e di sua moglie Elia Eudocia
1511 – Friuli, Rivolta del Crudele giovedì grasso (Crudel Joibe Grasse in friulano);
1593 – Giordano Bruno è incarcerato nel palazzo del Sant’Uffizio a Roma;
1594 – Enrico IV di Francia viene incoronato a Notre-Dame;
1700 – Viene scoperta l’isola Nuova Britannia;
1821 – A Parigi, il ministro Corbière emana le Ordinanze, che parificano le scuole ecclesiastiche ed introducono un potere di sorveglianza dei vescovi per quel che concerne la religione;
1844 – La Repubblica Dominicana riconquista la libertà dopo la dominazione haitiana;
1870 – La bandiera del Giappone viene usata per la prima volta su alcune navi mercantili;
1898 – Giorgio I di Grecia scampa ad un attentato;
1900 – Viene fondato il Partito Laburista;
1917 – Rivoluzione di febbraio: i bolscevichi occupano la residenza zarista a San Pietroburgo;
1933 – Incendio del Reichstag: L’edificio del parlamento tedesco a Berlino, il Reichstag, viene incendiato;
1940 – Viene scoperto il carbonio-14, un isotopo radioattivo del carbonio;
1951 – Viene ratificato il 21esimo emendamento della costituzione degli Stati Uniti d’America che limita a due i mandati presidenziali;
1976 – Il Sahara Occidentale dichiara l’indipendenza;
1990 – Lettonia: viene ripristinata la bandiera lettone in uso prima dell’annessione all’URSS;
1991 – Guerra del Golfo: il presidente statunitense George H. W. Bush annuncia che il Kuwait è stato liberato;
1994 – Si chiudono a Lillehammer, in Norvegia, i XVII Giochi olimpici invernali;
1996 – Fanno il loro debutto in Giappone i Pokémon, grazie ai videogiochi Pokémon Versione Rossa e Pokémon Versione Blu sviluppati da Nintendo;
2010 – Il Cile è colpito da un terremoto di magnitudo 8.8 Mw che uccide oltre 500 persone;
2015 – Viene assassinato il politico russo Boris Nemtsov.

ALMANACCOACCADDE OGGI 27 Febbraio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi / Redazione

 

Primarie PD 2023 tra Bonaccini e Schlein: postazioni chiuse

Primarie PD 2023 tra Bonaccini e Schlein, seggi chiusi alle 20, , quasi 600mila persone hanno votato fino alle ore 13.

Primarie PD 2023 tra Bonaccini e Schlein: postazioni chiuse

Chiuse alle ore 20 le postazioni per le primarie del Partito democratico. Inizia immediatamente lo spoglio delle schede per conoscere chi tra tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein sarà il nuovo segretario del Partito Democratico dopo Enrico Letta.

    • Letta: “Supereremo ampiamente il milione di partecipanti”, nel 2019 l’affluenza è stata di un milione e mezzo di elettori. A Roma e Milano hanno votato 30mila persone, 73mila in Emilia Romagna.

I risultati verranno comunicati, dalle 20, dalla sede nazionale dem.
Da quel momento, verranno comunicate le proiezioni che arriveranno dai vari comitati regionali e provinciali, e poi i risultati definitivi.

    • Gentiloni da Bruxelles: “Affluenza alta”
      Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni annuncia sui social di aver votato alle primarie del Pd. “Votato ora a Place Flagey a Bruxelles. Affluenza alta!”, scrive su twitter.

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Attualità

L’Ascoli trova la traversa. Il Benevento resiste in dieci. Stellone: “Ci teniamo stretto questo punto”.

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Il normalizzatore Breda cambia attacco per il suo Ascoli. Si ritrova poi negli ultimi dieci minuti con il difensore Simic a far coppia con Dionisi. Dal primo con la coppia Mendes-Ciciretti ha tenuto basso il Benevento nella propria trequarti. Ma le streghe con l’alchimia di un uomo in meno (espulso al 34′ pt Improta R.) han resistito dall’inizio alla fine. Tello, goleador dell’ultimo Benevento (3 reti nelle ultime 4 gare casalinghe), non è mai ripartito. Il solo Simy cercava strenuamente di auto lanciarsi. I 7 minuti di recupero non hanno le forze per nessuna delle due di farsi male. Nonostante ad un minuto dal settimo Simic di testa quasi premiava la mossa di Roberta Breda ma di mezzo ci si metteva la traversa. Il Benevento adesso se la dovrà vedere con il momento tribolato della Ternana fra sette giorni (che ha visto una conferenza stampa del presidente Bandecchi a dir poco movimentata), ma intanto recupera un punto sull’altra umbra, il Perugia, anch’essa invischiata nella lotta salvezza. Ma prima c’è il turno infrasettimanale con il più in forma SudTirol.

Stellone (Allenatore Benevento):

“Molto contento per lo spirito di sacrificio. Anche sul palleggio giocavamo tranquilli. Loro han preso più campo dopo i 20 minuti ma non ci hanno mai nè impensierito né disuniti. Espulsione inesistente perché per me non c’era ammonizione in nessuno dei due falli. Caric, Tello, Viviani e gli altri hanno bruciato le magliette tanto han corso. Ora giochiamo fra due giorni e siamo in emergenza. Ma l’atteggiamento da squadra con 70 minuti in dieci, mi è piaciuta; mi fa ben sperare. Fino alla mezz’ora anche l’aspetto propositivo non mi era dispiaciuto. Ci teniamo stretto il punto non tanto per la classifica ma per il morale”.

Tabellino Ascoli – Benevento 0-0

ASCOli

Leali; Caligara (67′ Proia, 81′ Lungoyi), Ciciretti (67′ Dionisi), Adjapong (56′ Donati), Collocolo, Falzerano, Botteghin, Falasco, Bellusci, Buchel, Mendes (81′ Simic).
A disp.: Bolletta, Guarna, Quaranta, Giordano, Sidibe, Eramo, Tavcar.
All. Roberto Breda

BENEVENTO
Paleari; El Kaouakibi (62′ Letizia), Acampora (62′ Pastina), Karic, Tello, Improta, Foulon (70′ Jureskin), La Gumina (70′ Nwankwo), Viviani, Tosca, Leverbe.
A disp.: Manfredini, Lucatelli, Kubica, Carfora, Perlingieri, Sanogo, Koutsoupias.
All. Roberto Stellone

Ammoniti: Leverbe (B), Proia (A), Lungoyi (A)
Espulsi: Improta (B).

Arbitro: Francesco Cosso di Reggio Calabria.
Assistenti: Fabiano Preti di Mantova e Sergio Ranghetti di Chiari.
Quarto Ufficiale: Giorgio Vergaro di Bari.
Var e Avar: uigi Nasca di Bari e Filippo Valeriani di Ravenn

Carmine D’Argenio, Autore a Vivicentro

Primavera 3, Juve Stabia corsara a Francavilla: vittoria per 2-4

Primavera 3, Vespette corsare a Francavilla: vittoria per 2-4. Decidono le reti Saviano, Borrelli e una doppietta di Aprea.

Allo stadio Nuovarredo Arena di Francavilla Fontana, si è giocata la diciottesima giornata del campionato Primavera 3 tra Virtus Francavilla e Juve Stabia. La gara è terminata con il risultato di 2-4 per le Vespette con ottime prestazioni di Aprea (doppietta) e Saviano subentrato a inizio secondo tempo.

IL TABELLINO DEL MATCH DI PRIMAVERA 3 TRA VIRTUS FRANCAVILLA E JUVE STABIA.

VIRTUS FRANCAVILLA – Milli, Giovine, Quarta, Santoro, Barrotta, Serio, Latagliata, Miggiano (13’st Cirulli), Ejesi, Prinelli (34′ St Gargaro), Gelusa (13’st Stigliano). A disp. Ruggiero, Cerfeda, De Giorgio, Gorgoni, Martina, Vapore, Renna, Russo, Spinelli, Parisi. All: Solidoro Andrea.

JUVE STABIA – Esposito, Caropreso (32’st Pagliuso), Fravola, Ceccarini, Misiano, Borrelli, Minasi (23’st Del Mondo), Faccetti (1’st Saviano), Perna (40’st Hoxha), Piccolo, Aprea (40’st Schettino). A disp. Gaglione, Martire, Riccio, Ascolese. All: Luiso Pasquale.

GOL – 35’pt Santoro (F), 3’st Saviano (JS), 10’st Ejesi (F), 19’st Aprea (JS), 21’st Borrelli (JS), 29′ Aprea (JS).

AMMONIZIONI – Giovine (F), Miggiano (F), Borrelli (JS), Minasi (JS), Piccolo (JS).

ESPULSIONI – Santoro (F), Ejesi (F).

Di seguito tutti gli altri risultati del Girone B di Primavera 3.

Catanzaro-Latina 2-1

Foggia-Palermo 0-1

Fermana-Potenza 1-4

Gubbio-Bari 1-4

Turris-Avellino 2-0.

In classifica in testa il Palermo con 42 punti, segue il Potenza con 37, Bari 36, Foggia 33, Catanzaro e Juve Stabia 26, Virtus Francavilla 24, Avellino 21, Turris 18, Fermana 16, Gubbio 15 e Latina ultimo con 13 punti.

 

Juve Stabia – Catanzaro (1-4). Le foto dei calciatori e del pubblico presente al Menti

Guarda le foto di Juve Stabia – Catanzaro realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così della sconfitta delle Vespe allenate da Mister Alessandro Pochesci con i ragazzi di Mister Vincenzo Vivarini allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia – Catanzaro finisce con una sconfitta pesante e netta per le Vespe con la capolista che chiude i conti della gara già al 20′ del primo tempo con ben 3 reti messe a segno.

Le Vespe non hanno mai dato l’impressione di giocarsela con la prima della classe che passeggia al Menti e si accontenta dei 3 punti senza infierire sull’avversario.

A fine gara contestazione della tribuna del Menti e dimissioni di Giuseppe Langella. Il futuro si fa sempre più scuro e torbido per la Juve Stabia.

Queste sono le foto di Juve Stabia – Catanzaro

IL TABELLINO

JUVE STABIA: Barosi, Cinaglia (31’st Vimercati), Altobelli, Caldore, Maggioni, Scaccabarozzi, Berardocco (13’st Maselli), Ricci (1’st Gerbo), D’Agostino (13’st Volpe), Silipo (36’st Bentivegna), Pandolfi.

A disposizione: Russo, Carbone, Zigoni, Sardo, Moreschini, Picardi, Peluso, Rosa.

Allenatore: Alessandro Pochesci.

CATANZARO: Fulignati, Scognamillo, Fazio, Martinelli, Situm (27’st Tentardini), Sounas (18’st Brignola), Ghion (18’st Pontisso), Verna, Vandeputte, Biasci (27’st Curcio), Iemmello (35’st Cianci).

A disposizione: Sala, Grimaldo, Welbeck, Bombagi, Gatti, Katseris, Cinelli.

Allenatore: Vincenzo Vivarini.

Arbitro: Centi di Terni

Assistenti: Licari – Pressato

IV uomo: Angelucci

Marcature: 4’pt Iemmello (C), 9’pt Iemmello (C), 20’pt Biasci (C), 28’st Vandeputte (C), 42’st Scaccabarozzi (JS).

Ammonizioni: Sounas (C), Altobelli (JS), Volpe (JS), Tentardini (C), Picardi (JS)

Espulsioni: Nessuno

Recupero: 0’pt, 3’st.

Le azioni salienti:

PRIMO TEMPO

3° Catanzaro subito in vantaggio: Altobelli scivola e perde banalmente palla e da un’autostrada libera a Iemmello a cui non resta che entrare in area e depositare in rete.

9° Catanzaro raddoppia: Vandeputte semina il panico tra Berardocco e Ricci che gli aprono un grande varco, cross al centro e diciannovesimo assist per l’esterno offensivo del catanzaro con il liscio di Biasci ma dietro, tutto solo, insacca Iemmello indisturbato.

20° Tris del Catanzaro: errore madornale di Silipo in uscita, ne approfitta Sounas per servire Biasci che entra in area di rigore e batte Barosi.

SECONDO TEMPO

28° Il Catanzaro cala il poker: da Brignola a coronamento di una stupenda azione palla per Vandeputte che sigla il suo decimo gol in campionato.

42° Gol della bandiera per la Juve Stabia: unico lampo per le Vespe con Scaccabarozzi su punizione battuta da posizione angolata dalla sinistra.

EDITORIALE Juve Stabia – Catanzaro (1-4): lo scivolone dei punti al contrario

Editoriale – La Juve Stabia nell’ultimo turno di campionato ospitava la capolista Catanzaro che passeggia al Menti e strappa 3 punti utili al raggiungimento della matematica promozione in serie B.

Ovviamente la disparità di calciatori e di tattica acquisita nel corso di tutto il Campionato non risparmia le vespe che abbandonano, almeno mentalmente, la partita al nono minuto di gara, ovvero allo scoccare della seconda rete.

E poco importa del rigore non assegnato dall’arbitro nel corso del trentacinquesimo.

Sarebbe stato solo un grande alibi per la tifoseria e , forse, per la Juve Stabia.

Il reale problema di questa squadra non è l’aver affrontato la capolista, perché con un po’ di analisi tattica nel corso di questi ventotto giorni, un’idea sull’incompatibilità tecnica dei nuovi ideali di gioco di Mister Pochesci ed i venticinque petali di rosa stabiesi, era evidente.

Ovviamente solo l’allenatore deve e può decidere schemi, moduli e gli undici da schierare in campo ad ogni partita.

Ma quanto peseranno per le Vespe queste sconfitte, in particolare con il Picerno ed il Foggia, a livello mentale?

Le innovazioni devono apportare cambiamenti positivi.

Quando, invece, l’innovazione è radicale e comporta strategie completamente nuove e impensabili rispetto alle precedenti soluzioni, non c’è da meravigliarsi dei risultati deludenti.

Con questo, lungi da noi, dare la colpa, o gli eventuali meriti che potranno arrivare, a Mister Pochesci, ma una esamina su quanto sta accadendo.

Che i giocatori attuali della Juve Stabia non siano tutti adeguati alla categoria, è una realtà indiscutibile, come pure non riuscire a disporli in campo per far emergere le potenzialità del singolo al fine di ottenere un buon gioco di squadra.

Non è bugia che Colucci abbia lasciato la rosa in bilico tra quarto e quinto posto, così come è da ricordare che ogni singola entità riusciva a mostrare quanto nelle sue corde.

E se l’attacco non era decollato, almeno per quelli presenti sempre in campo, non era nelle loro possibilità poter fare di più.

Editoriale Juve Stabia – Catanzaro: cosa mi resta di te?

Cosa resta della Juve Stabia?

Quesiti, dubbi, perplessità. Peccato non ci sia nessuno stregone a ripulire da questa scalogna che si abbatte sulle vespe ad ogni match.

Di partite dall’arbitraggio anomalo ne è pieno il mondo, ma di calciatori che reagiscono alle ingiustizie della vita pure.

L’amara delusione, inoltre, sta proprio sulla penalizzazione psicofisica di questi ragazzi che, nonostante l’impegno ed il dispendio di energie, non riescono a tirar fuori ciò che di buono hanno.

Come nelle migliori orchestre, se la bacchetta del maestro dà indicazioni stonate a chi le riceve, il concertino non potrà mai deliziare le orecchie di chi lo ascolta. In campo, gli occhi di chi li vede.

Eppure ci sarà qualche angelo nella filosofia di Mister Pochesci.

Gli stessi che invocava Marco Giampaolo, ex calciatore ed allenatore italiano, sostenendo: “La classifica è come il sesso degli angeli non c’importa!”

Forse proprio perché gli angeli il sesso non lo fanno!

Ed allora, gentili signori, se il calcio è un grande spettacolo, probabilmente i tagliandi stabiesi servono a godere di poche, misere e instabili emozioni.

Neanche l’stinto animale delle vespe, il loro pungere lasciando il segno, può, oramai, farci trepidare e sorprendere.

In piena linea con le aspettative della Società, questo Campionato può servire solo a restare nella categoria senza troppe pretese.

Fermo restando, la presenza indispensabile di Mignanelli, di Caldore e di pochi altri.

Altresì meglio stringersi in un unico coro che fa: “ Senti quando scivola lentamente sulla pelle una lacrima, senti questa musica dimmi per l’ultima volta che cosa mi resta di te? Mi resta di te?”

Eh, cara Elodie, vorremmo tanto dire l’istinto naturale di venirti a cercare, ma, ahinoi, non sappiamo più quale sia la strada per poterla ritrovare!

Il Castellani paura non ci fa (più): Napoli batte Empoli a domicilio, fantasmi scacciati e un altro passo verso la gloria

Nel giorno della festa del papà (19 marzo 2017 n.d.a.), ormai quasi 6 anni or sono, si verificava un fatto storico, nella storia quasi centenaria del Napoli: col risultato di 3-2, per la prima volta in assoluto, gli azzurri avevano vinto al “Castellani” di Empoli.

Mai, nelle 8 precedenti sfide in Toscana, era stato centrato un solo successo. Neppure il Napoli di Maradona ci riuscì , affrontando l’Empoli in 2 circostanze ( nell’ 87 e nell’88) e sempre pareggiando col risultato di 0-0.

19 Marzo 2017. Quel giorno la storia cambiò. Era ancora il Napoli di Maurizio Sarri, alla seconda stagione in azzurro. La decisero Insigne ( con doppietta) e una splendida punizione di Mertens.

Data storica, si diceva in premessa. Perché il tabù del “Castellani” per il Napoli continuò a dettar legge, con due sconfitte nelle altrettante due successive apparizioni, nella tana dell’Empoli.

L’ultima, dolorosissima, porta la data del 24 Aprile 2022, neanche 1 anno fa. Era già il Napoli di Luciano Spalletti e fu una disfatta. La conduceva comodamente per 2-0 il Napoli con goal di Mertens e Insigne ( ancora loro) e la vittoria sembrava ormai saldamente in pugno. Poi, 7 minuti di follia, in cui l’Empoli riuscì a fare 3 goal, a rimontare il punteggio e a vincere, nel modo più beffardo.

Fu il giorno che, di fatto, vide il Napoli abdicare alla lotta scudetto, nel modo più triste e ignominioso. Fu il giorno che fece capire, al popolo azzurro, che quel Sogno tanto agognato doveva ancora una volta essere rimandato, a data da destinarsi. Fu il giorno della disfatta di Alex Meret, che in quella domenica di Aprile dell’anno scorso era in campo e contribuì in maniera purtroppo decisiva al risultato finale.

Vederlo ora, titolare inamovibile della capolista che se ne va, strappa un tenero sorriso. Sarebbe stato impensabile, almeno fino a 10 mesi or sono. Forse anche qualcuno in meno.

Il Castellani di Empoli, insomma, rappresenta per il Napoli un nemico scomodissimo dinanzi al quale non ci si può concedere distrazione alcuna. Lo dice la storia e Luciano Spalletti, in parte, di quella storia è stato una delle vittime più recenti.

E’ per questo che, rispetto a Francoforte, conferma lo stesso 11 titolare, con la sola eccezione di Mario Rui in luogo di Olivera: la vuole vincere a tutti i costi, Luciano. L’ha già detto in conferenza: zero cali di concentrazione e solo tanto e duro lavoro.

Paolo Zanetti, da par suo, è un tecnico giovane, affamato e capace. Che praticamente ha salvato già l’Empoli a Gennaio e questo la potrebbe dire già lunga sulle sue capacità. Col Napoli, però, finora ha sempre perso, ma a fare bella figura ci tiene.

Parte coriaceo, l’Empoli. Ma si sgonfia presto. Kvara dal limite dell’area disegna un arcobaleno perfetto sul piede di Zielinski, che propone subito il cross a centro-area: Ismajli, nel tentativo disperato di anticipare Osihmen, infila l’incolpevole Vicario e regala al Napoli l’1-0.  E’ appena il minuto 15.

Reagiscono, i padroni di casa, con una sberla di Henderson da quasi 30 metri, pochi minuti più tardi: Meret respinge a lato e non si fa sorprendere.

Gli uomini di Spalletti, come al solito loro, concedono qualche minuto di sfogo alle velleità avversarie e poi diventano i dominatori della scena, trovando il raddoppio al minuto 28: gioco a due tra Kvara e Zielinski a seguito di battuta di corner, col georgiano che libera un perfido destro dal limite dell’area: Vicario respinge corto e sulla palla che ballonzola si avventa Osihmen come un falco. Il 2-0 è cosa fatta.

Il vantaggio potrebbe triplicarsi appena 5 minuti dopo, ma la conclusione da dentro l’area di Osihmen, a seguito di scippo-palla di Lozano a Luperto, è respinta in modo decisivo da una gran parata di Vicario.

Il bombardamento dei partenopei non cessa ancora, perché 120 secondi più tardi è Kim, con un imperioso stacco di testa ( da corner ben battuto da Zielinski), a trovare una traversa clamorosa a Vicario ormai battuto: la palla non ha varcato la linea e l’Empoli si salva dalla capitolazione.

Primo tempo che si conclude, così, col punteggio di 2-0 per il Napoli e seconda frazione che si apre con un piccolo brivido per la capolista: Satriano recupera una palla dalla linea di fondo, portandola via a Mario Rui senza commettere fallo; cross insidioso al centro e perfetto anticipo di Rrahmani su Piccoli, che già pregustava la girata a rete a pochi metri da Meret.

L’Empoli, rispetto alla prima frazione, tenta maggiormente di ricorrere a giocate in verticale, nel tentativo di servire quanto più velocemente le due punte, Piccoli e Satriano. Il risultato è che il Napoli fiuta il pericolo, non stacca la spina dalla partita e riprende a macinare campo ed occasioni di goal.

Come quella che, al minuto 53, vede Lozano andare vicino alla segnatura, smarcato da un tacco splendido di Anguissa appena dentro l’area di rigore empolese.

Sarebbe 3-0, al 60esimo, se solo Osihmen, imbeccato stupendamente da Lobotka con un lancio in profondità, non si trovasse in posizione di fuorigioco: goal giustamente annullato.

5 minuti dopo e accade l’episodio che potrebbe riaprire la contesa: per un ingenuo fallo di reazione a centrocampo, su Caputo, viene correttamente espulso Mario Rui: Ayroldi, chiamato al VAR, non ha dubbi. Per il Napoli, si tratta della prima espulsione in stagione.

Proprio in quel momento, si perfeziona la legittimazione del risultato e della leadership: il Napoli, alla terza trasferta consecutiva e già di scena appena 4 giorni prima a Francoforte, si ritrova in inferiorità numerica nell’ultima mezz’ora di gara, contro una squadra viceversa riposata, che  ha avuto a disposizione l’intera settimana per preparare la partita.

Tuttavia, se non ci fosse il tabellino a ricordarlo, che il Napoli stia giocando con l’uomo in meno non se ne accorge proprio nessuno: autoritaria, consapevole ed imperiosa la reazione degli azzurri, che governano la fase finale del match con la solidità di chi non accetta di farsi limitare, neppure dagli incidenti di percorso. La manovra non perde mai di lucidità e salgono in cattedra, splendidamente, tutti gli uomini del centrocampo, guidati dal professor Stani Lobotka, che non perde una palla manco a pagarlo oro.

L’Empoli, di fatto, sebbene abbia dalla sua l’uomo in più, non riesce a creare nessuna situazione realmente pericolosa, anzi: sono del Napoli, in ripartenza, le occasioni più ghiotte.

Come il destro del Cholito da dentro l’area, subentrato a uno stremato Osihmen; che giunge al minuto 84 e chiama Vicario a una buona parata.

O ancora, la chance che capita sui piedi di Gianluca Gaetano, anch’egli fresco subentrato, proprio all’ultima azione del match.

Con la calma e la forza d’animo di chi vuole abbracciare presto un vecchio amico che non vede da più di 3 decenni, il Napoli fa un altro giro e un’altra corsa.

E, prima di andar via, raccoglie altri 3 punti e li mette in saccoccia.

Che al “Castellani, si sa, non è mai scontato.

Luciano Spalletti lo sa. Stavolta, i fantasmi, restano nelle tenebre. O forse sono solo i suoi ragazzi che fanno troppa luce. Per tutti.

Cancellate le sanzioni ai truffatori del reddito di cittadinanza

Con l’ abolizione del reddito di cittadinanza, il governo Meloni ha eliminato anche l’articolo che prevedeva le sanzioni ai truffatori dello Stato per ottenere l’aiuto, e questo sì che da un senso all’operato destrorso.

Cancellate le sanzioni ai truffatori del reddito di cittadinanza

Il governo Meloni ha cancellato le sanzioni per i truffatori del reddito di cittadinanza, una mossa sulla scia di tante altre promosse fino ad ora tendendo a “lisciare il pelo” ad una certa parte della popolazione (che li vota).
Ed infatti è stata accolta con favore da molti italiani.

La misura è stata presa nell’ambito della riforma del reddito di cittadinanza, che prevede l’erogazione di un sussidio mensile ai cittadini in condizioni di disagio economico.

Ora infatti, a “misfatto” portato a casa, il governo Meloni dice che sta lavorando, a sua volta, su una riforma del Reddito di cittadinanza che prevede importanti novità, come la limitazione nel tempo dell’assegno e la sospensione in caso di mancato rispetto delle obbligazioni previste.

In particolare

Con l’eliminazione dell’articolo che prevedeva le sanzioni per i truffatori, il governo Meloni dice che ha preso una decisione importante per tutelare i cittadini italiani.

In questo modo, dice, i cittadini italiani possono beneficiare di un aiuto in tempi di difficoltà economica, senza temere di incorrere in sanzioni.

La cancellazione delle sanzioni, dice, rafforza la sicurezza nell’utilizzo del reddito di cittadinanza e offre maggiore tranquillità ai beneficiari.

La riforma mira anche a ridurre l’abuso del sistema da parte di chi truffa lo Stato per ottenere il sussidio, ma intanto, di fatto e di sicuro, è stato un colpo di spugna sui tanti abusi e sulle diverse truffe che ci sono state.

In conclusione:

la cancellazione delle sanzioni rappresenta un segno tangibile della volontà del governo di non punire i truffatori del reddito di cittadinanza, ma di incoraggiare una maggiore coscienza civile nel loro utilizzo e incoraggiare un uso responsabile del sussidio.

Barcone con migranti affonda a Crotone: oltre 100 morti e dispersi

L’affondamento di un qualche barcone con migranti nel Mediterraneo è una tragedia che si ripete spesso e che causa molte vittime.

Barcone con migranti affonda a Crotone: oltre 100 morti e dispersi

Oggi, 26 febbraio 2023, un barcone carico di migranti è affondato al largo delle coste di Crotone, in Italia.

Si stima che siano morti o dispersi circa 100 persone, tra cui 6 bambini.

Le autorità non hanno ancora confermato il numero esatto di vittime, ma stanno ancora cercando i dispersi.

L’imbarcazione, con a bordo circa 150 persone, partiva dalle coste della Libia ed è stata avvistata dalla Guardia Costiera Italiana intorno alle 4 del mattino.

L’imbarcazione era in condizioni disastrose e ha iniziato a imbarcare acqua fino a quando è affondata.

Le vittime e i dispersi sono perlopiù migranti provenienti dall’Africa subsahariana, come Mali, Senegal, Costa d’Avorio e Ghana.

La tragedia ha riacceso le polemiche sulla gestione dei flussi migratori da e verso l’Italia. Il governo italiano ha denunciato la mancanza di un impegno comune da parte degli Stati europei per affrontare la crisi migratoria.

La tragedia di Crotone è solo l’ultima di una lunga serie di tragedie che coinvolgono i migranti in viaggio verso l’Europa.

Solo nel 2016, più di 5.000 persone sono morte o sono state dichiarate disperse durante le traversate verso l’Europa.

La comunità internazionale ha il dovere di adottare politiche per prevenire tali incidenti e per salvare vite umane.

Il governo italiano ha promesso di fare tutto il possibile per evitare che tragedie come quella di Crotone si ripetano, ma intanto promulga leggi che tendono ad ostacolare i soccorsi.

Empoli-Napoli 0-2 – L’occhio indiscreto

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Empoli-Napoli 0-2 – L’occhio indiscreto: laddove lo scorso anno si toccò il punto più basso della gestione Spalletti Il Napoli vola e spazza via anche i toscani che nello scorso torneo tolsero 6 punti agli azzurri e misero fine alle residue speranze scudetto.

I “FABBRI AZZURRI” DI SPALLETTI: IL NAPOLI VOLA TRAVOLGENDO TUTTI GLI OSTACOLI.

Spalletti lo aveva detto in conferenza alla vigilia del match. Voleva vedere gli azzurri con gli occhiali dei fabbri che permettono di guardare solo avanti con massima concentrazione sul prossimo avversario.

E ad Empoli avviene proprio questo, soprattutto per scacciare via quei fantasmi che risalgono solo a dieci mesi fa. Un Napoli in campo concentratissimo che domina gli avversari e nel quale giganteggiano il solito Lobotka ma anche Zielinski, il ritrovato Lozano, la difesa di ferro che non subisce gol da ben 465 minuti (Eintracht compreso), e ovviamente i soliti Kvara e Osimhen.

Arrivano l’autogol di Ismajli, costretto a ciò da un assist sublime di Zielinski susseguente a un interno destro sontuoso di Kvaratskhelia, e il raddoppio di Osimhen che riprende una corte respinta di Vicario su tiro velenoso del georgiano Kvara.

Poi Osimhen si divora almeno altre due reti (una per tempo) e c’è anche la traversa interna di Kim che avrebbe potuto dare più ampiezza al punteggio come gli azzurri avrebbero ampiamente meritato stradominando gli avversari.

Il Napoli non si scompone neanche per la sciocchezza di Mario Rui che colpisce un calcione nelle parti basse Caputo peraltro dopo aver subito fallo, che lo costringerà almeno a due turni di stop per condotta violenta. Ma anche in 10 il Napoli domina e sterilizza completamente l’Empoli reso inerme ieri dai famelici ragazzi di Spalletti per i quali non esistono più aggettivi ormai.

E anche in 10 il Napoli va almeno due volte vicino al terzo gol, prima con Simeone e poi con Gaetano proprio allo scadere.

Un Napoli che non conosce confini ed ostacoli e che ora avrà due avversari di livello alto, entrambi al “Maradona”. Prima la Lazio di Maurizio Sarri e poi l’Atalanta di Gasperini.

Ma il Napoli che vince da 8 gare consecutive in campionato, con Osimhen che a sua volta segna da nove gare consecutivamente (Champions compresa), non ha paura e, nonostante le assenze certe di Mario Rui e Raspadori, indosserà gli occhiali da fabbro e cercherà di mettere altri due mattoncini importanti nella costruzione del sogno scudetto.

Uomo e guerra: binomio invariabile ed indivisibile?

Uomo e guerra: l’analisi sulla natura umana e la sua tendenza a ricorrere alla guerra è un argomento complesso e dibattuto.

Uomo e guerra: binomio invariabile ed indivisibile?

La natura umana è stata oggetto di dibattiti per secoli, sia da un punto di vista pessimista che ottimista.

In passato, si è pensato che la guerra fosse:

1. un aspetto intrinseco alla natura umana e al suo sviluppo sociale;
2. una manifestazione inevitabile della natura umana, dovuta a una combinazione di istinto, cultura, psicologia ed economia

e che sarebbe stata una costante nella storia umana.

Nell’antichità era spesso usata come metodo di risoluzione delle controversie.

Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato che non esiste una predisposizione innata alla guerra nell’uomo, ma che essa è piuttosto il risultato di processi sociali e culturali oltre che una conseguenza della mancanza di meccanismi alternativi per risolvere le controversie.

Un altro punto di vista è quello che considera la guerra come un prodotto dell’egoismo umano.

Secondo questa prospettiva, l’uomo è guidato dalla ricerca della propria soddisfazione personale, e quindi cerca di raggiungere tale obiettivo mediante la guerra.

Comunque sia, la realtà è che la guerra continua ad essere un fenomeno presente nella società umana e la sua eliminazione sembra un obiettivo utopico.

Di fatto, la natura umana non può essere completamente scissa dalla realtà ambientale in cui vive e dalle azioni che compie nei confronti di essa.

Il cambiamento climatico, ad esempio, è una minaccia reale per l’umanità e i comportamenti dell’uomo possono influire sulla sua intensità e sulla sua durata.

In sintesi

Sebbene non esista una predisposizione innata all’atto bellico nell’uomo, la guerra è stata presente nel corso della storia umana:

• Guerra di Troia: XII secolo a.C.
• Prima guerra persiana: 492-490 a.C.
• Guerre puniche: 264-146 a.C.
• Guerre di Giulio Cesare: 58-50 a.C.
• Guerre galliche: 58-50 a.C.
• Guerre civili romane: 49-45 a.C.
• Guerre marcomanniche: 166-180 d.C.
• Guerre persiane di Costantino: 337-363 d.C.

e poi:

• Guerra dei cento anni: 1337-1453
• Guerra dei trent’anni: 1618-1648
• Guerra di successione spagnola: 1701-1714
• Guerra dei sette anni: 1756-1763
• Guerre napoleoniche: 1799-1815
• Prima guerra mondiale: 1914-1918
• Seconda guerra mondiale: 1939-1945
• Guerra fredda: 1947-1991
• Guerra di Corea: 1950-1953
• Guerra del Vietnam: 1955-1975
• Guerra del Golfo: 1990-1991

ed è tuttora un fenomeno attuale e concreto:

• Guerra in Afghanistan (2001-presente)
• Guerra in Iraq (2003-2011)
• Guerra in Libia (2011-presente)
• Guerra Civile Siriana (2011-presente)
• Guerra in Yemen (2015-presente)
• Guerra del Sahel (2018-presente)
• Guerra Civile Nigeriana (2019-presente)
• Guerra del Nagorno-Karabakh (2020-presente)
• Guerra in Ucraina (invasione Russa) (2022-presente)

In conclusione

Indipendentemente da quali siano le cause della guerra, è necessario prendere in considerazione le conseguenze di tale pratica.

La guerra è un grande spreco di vite umane e di risorse, e può avere conseguenze negative a lungo termine sulla società.

Tuttavia, la natura umana non può essere considerata isolatamente dalla realtà ambientale in cui vive e dalle azioni che compie nei suoi confronti.

Pertanto, è importante cercare di trovare alternative alla guerra, come i meccanismi di risoluzione delle controversie, per prevenire la guerra e migliorare la qualità della vita di tutti i popoli.

Matrimonio rovinato: trova suocera ad allattare il futuro marito

Matrimonio rovinato: sposa va in bagno e trova la suocera che allattava, al seno, il futuro marito. “Cocco di mamma” a un altro livello

Matrimonio rovinato: trova suocera ad allattare il futuro marito

La storia che ha fatto il giro dei social oggi riguarda una sposa che, pochi minuti prima di pronunciare il fatidico “sì” al suo matrimonio, è entrata nel bagno e ha trovato la suocera che allattava il futuro marito.

La sposa è rimasta talmente scioccata da questa scena da pensare di annullare il matrimonio.

La vicenda, raccontata da una wedding planner, è diventata virale sui social e ha suscitato molta curiosità e interesse da parte degli utenti.

Nonostante l’accaduto abbia destato molto scalpore, non è chiaro se la sposa abbia effettivamente annullato il matrimonio o se abbia deciso di andare avanti con la cerimonia nonostante l’incidente.

La notizia non è stata confermata ufficialmente da fonti affidabili, ma l’episodio ha comunque attirato l’attenzione di molti utenti sui social e dei media.

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Cronaca

Ricetta Pasta con Pomodori secchi, (fioretto), e Pecorino

La Pasta con Pomodori secchi, (fioretto), e Pecorino è un primo piatto super semplice, ma ugualmente ricco di gusto, che si prepara in pochissimi minuti e vi regalerà grandi soddisfazioni a tavola.

Ricetta Pasta con Pomodori secchi, (fioretto), e Pecorino

Nella ricetta ho scelto di utilizzare gli spaghetti ma, a piacere, possono essere sostituiti con un altro formato di tuo gusto.
Inoltre, ho scelto di presentare la ricetta con e senza il fioretto di broccolo lasciando la scelta al tuo gusto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di pasta
  • 200 g di pomodori secchi
  • 1 fioretto di broccoli (se gradito)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 50 g di pecorino romano grattugiato
  • 1 peperoncino piccante
  • Olio d’oliva q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione:

  • Se si sceglie di usare anche il fioretto di broccoli iniziare portando a ebollizione una pentola d’acqua salata.
    Aggiungere il fioretto di broccoli, diviso in cimette, e lasciare cuocere per 3-4 minuti.
    Scolarlo e metterlo da parte.
  • Mettere i pomodori secchi in una ciotola, coprirli con acqua calda e lasciarli ammorbidire per circa 20 minuti.
  • Una volta ammorbiditi, scolarli e tagliarli a strisce sottili.
  • In una padella, scaldare l’olio d’oliva con gli spicchi d’aglio sbucciati e il peperoncino piccante (senza semi se si vuole evitare il troppo piccante).
  • Aggiungere i pomodori secchi e cuocere per qualche minuto.
    (Aggiungere il fioretto di broccoli e lasciar cuocere per altri 2-3 minuti).
  • Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, seguendo le istruzioni sulla confezione.
  • Quando la pasta è al dente, scolarla e versarla nella padella con i pomodori secchi (e i fioretti di broccoli).
  • Saltare la pasta a fuoco vivo per qualche minuto, aggiungendo un po’ di acqua di cottura se necessario.
  • Aggiungere il pecorino romano grattugiato e mescolare bene.

Servire la pasta calda, guarnita con qualche foglia di prezzemolo fresco.

Buon appetito!

ACCADDE OGGI 26 Febbraio: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 26 Febbraio è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #26Febbraio

ACCADDE OGGI 26 Febbraio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

Gli uomini malvagi non hanno bisogno che di una cosa per raggiungere i loro scopi, cioè che gli uomini buoni guardino e non facciano nulla.„
John Stuart Mill

COSA RESPIRIAMO OGGI

Nati il 26 febbraio…
Francesco Morosini (1619)
Claude-Adrien Helvétius (1715)
Giulio Natta (1903)

… e morti
Joseph de Maistre (1821)
Alois Höfler (1922)
Eric Marshall (1963)

ACCADDE OGGI 26 Febbraio…
364 – I generali dell’esercito romano acclamano imperatore Valentiniano I.
1266 – Carlo I d’Angiò, nella battaglia di Benevento, sconfigge Manfredi, ponendo fine al dominio degli Hohenstaufen in Italia.
1956 – Termina il XX Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, in cui Nikita Krusciov inizia la destalinizzazione dell’Unione Sovietica.
1991 – Tim Berners-Lee rilascia WorldWideWeb, il primo browser ed editor web WYSIWYG.
2001 – I quindici Stati dell’Unione europea firmano il trattato di Nizza.

Feste e ricorrenze

Civili

Religiose
Cristianesimo:

Sant’Agricola di Nevers, vescovo
Sant’Alessandro di Alessandria, patriarca
Sant’Andrea di Firenze, vescovo
San Dionigi di Augusta, vescovo
San Faustiniano, vescovo di Bologna
Sant’Ilario di Magonza, vescovo
San Nestore di Magydos, vescovo
Santa Paula Montal Fornés (Paola di San Giuseppe di Calasanzio), fondatrice delle Religiose delle scuole pie
San Porfirio di Gaza, vescovo
Santo Stefano Nemanja, re serbo (Chiesa ortodossa)
San Vittore eremita
Beato Robert Drury, martire
Beata Tomasa Ortiz Real (Pietà della Croce), fondatrice Suore salesiane del Sacro Cuore di Gesù

Eventi

364 – I generali dell’esercito romano acclamano imperatore Valentiniano I;
1154 – A Palermo muore Ruggero II di Sicilia primo Re di Sicilia e fondatore del Regno;
1266 – Battaglia di Benevento: le forze francesi di Carlo I d’Angiò sopraffanno una forza combinata tedesco-siciliana;
1561 – Viene fondata la città di Santa Cruz de la Sierra in Bolivia;
1658 – Con la firma del Trattato di Roskilde la Danimarca-Norvegia cede ampi territori alla Svezia;
1794 – Il Primo palazzo di Christiansborg a Copenaghen viene distrutto da un incendio;
1815 – Napoleone fugge dall’isola d’Elba;
1909 – Il Kinemacolor, il primo processo riuscito di film a colori, proietta a Londra A Visit to the Seaside, il primo film a colori proiettato in pubblico;
1922 – Inizia il governo di Luigi Facta, l’ultimo prima dell’avvento del Fascismo in Italia;
1935 – Viene costituita la Luftwaffe
1947 – In Jugoslavia il generale tedesco Alexander Löhr viene condannato a morte per crimini di guerra nei confronti di civili jugoslavi e fucilato
1956 – Termina il XX Congresso del PCUS, in cui Nikita Krusciov inizia la “destalinizzazione” dell’Unione Sovietica;
1982 – Iniziano le trasmissioni di Radio Italia la prima radio privata caratterizzata da una programmazione di sola musica italiana;
1991
Guerra del golfo: Su Radio Baghdad, il leader iracheno Saddam Hussein annuncia il ritiro delle truppe irachene dal Kuwait;
Tim Berners-Lee rilascia WorldWideWeb, il primo browser ed editor web WYSIWYG;
1993 – Un’autobomba esplode sotto la torre settentrionale del World Trade Center di New York causando la morte di 6 persone e il ferimento di diverse centinaia;
1999 – Viene lanciato il Pentium III;
2001 – I 15 stati dell’Unione europea firmano il Trattato di Nizza;
2006 – Giornata di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali svoltisi a Torino.

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ALMANACCO 26 Febbraio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Empoli – Napoli (0-2). I voti ai protagonisti in campo

Il Napoli sbanca anche il Castellani di Empoli con un secco 2 a 0 grazie ad una prestazione e attenzione da voti altissimi in pagella.

Tabellino della gara

Empoli (4-3-1-2): Vicario; Ebuehi (23′ st Stojanovic), Ismajli, Luperto, Parisi; Haas (31′ st Vignato), Marin, Henderson (12′ st Grassi); Baldanzi; Satriano (31′ st Pjaca), Piccoli (12′ st Caputo).

A disp.: Ujkani, Perisan, De Winter, Stojanovic, Cacace, Walukiewicz, Fazzini.

All.: Zanetti

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui; Anguissa (47′ st Ndombele), Lobotka, Zielinski (47′ st Gaetano); Lozano (25′ st Olivera), Osimhen (39′ st Simeone), Kvaratskhelia (25′ st Elmas).

A disp.: Gollini, Marfella, Bereszyinski, Juan Jesus, Olivera, Ostigard, Demme, Politano, Zerbin.

All.: Spalletti

Arbitro: Ayroldi

Marcatori: 17′ aut. Ismajli (E), 28′ Osimhen (N)

Ammoniti: Henderson, Grassi (E), Lozano (N)

Espulsi: Mario Rui (N)

Questi i voti agli azzurri dopo Empoli – Napoli:

MERET, voto 6.5:  quinto clean sheet consecutivo per Alex, tra campionato e Champion’s, con tanto di porta inviolata anche al “Castellani”. Un buon intervento su tiro dalla distanza di Henderson, nel primo tempo, unito a qualche buona uscita, eseguita alla perfezione e in sicurezza.

DIFESA

KIM, voto 7:  solita performance robusta del centrale coreano, che riesce ad uscire sempre pienamente vincitore dai duelli. Sfiora il goal di testa, nel primo tempo, con un imperioso stacco da corner, con la sfera che però impatta sfortunatamente sulla traversa

RRAHMANI, voto 7.5:  lucido, preciso e puntuale nelle marcature preventive, che esegue alla perfezione soprattutto nella fase potenzialmente più complessa del match, ossia quella finale, col Napoli ridotto in inferiorità numerica: dimostrazione che coraggio e personalità non gli mancano di certo. In apertura di ripresa, si fa apprezzare per una chiusura perfetta su Piccoli, già pronto a calciare a pochi metri da Meret

DI LORENZO, voto 7: impossibile dare un voto inferiore dopo aver assistito all’ennesima prova rocciosa di questo Capitano di ferro, bravo a contenere così come ad accompagnare, sempre con maggiore qualità, la manovra dei suoi, spostandosi da un lato all’altro della sua corsia di competenza con velocità impressionante e proponendosi, quando possibile, in mezzo al campo, a supporto dell’azione

MARIO RUI, voto 4:  macchia una buona prestazione con un’ingenuità colossale che gli vale un’espulsione tanto sacrosanta quanto evitabilissima. Fortuna che i suoi riescono a gestire l’inferiorità numerica con personalità e compattezza, ma resta pur sempre la grave responsabilità di un uomo ( prim’ancora che un calciatore), che dall’alto dei suoi 31 anni – e della sua posizione di leader in squadra – certi gesti non dovrebbe proprio prenderli in considerazione, soprattutto in una fase della stagione così decisiva come quella attuale. L’aggravante è che l’intervento sarà considerato in gioco pericoloso e la squalifica non potrà essere inferiore alle 2 giornate nella migliore delle ipotesi. Per inciso: le prossime 2 sfidanti degli azzurri in campionato si chiamano Lazio e Atalanta. Oltre al danno, la beffa

CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 7: al pari della partita di Francoforte, parte in sordina, perdendo qualche pallone di troppo nella prima frazione. Cresce a vista d’occhio nella ripresa, sfoderando grande personalità soprattutto dopo l’espulsione di Mario Rui: recupera palloni, ne smista con qualità, ne ripulisce altri ancora, accompagna le azioni d’attacco sempre con buona tecnica e si concede qualche preziosismo, ulteriore risorsa a cui attingere dal suo ricchissimo bagaglio

LOBOTKA, voto 8: dominante dal primo minuto di gioco, diventa supereroe col Napoli in 10, quando si carica letteralmente la squadra sulle spalle e ne diventa il custode più fidato. E’ uomo ovunque, perché ormai Lobo non ha dalla sua solo straordinarie doti nel palleggio, ma è diventato altrettanto eccelso in fase di non possesso, riuscendo ad intercettare una serie difficilmente calcolabile di passaggi avversari e a rendere puliti i palloni più infidi e casuali. E così, quando la sciocchezza di Mario Rui costringe il Napoli all’uomo in meno, proprio lì Lobo si esalta e proprio nel momento di potenziale maggiore ostacolo. Palla a lui è palla in banca. Attira gli empolesi fin dentro l’area di Meret, li stordisce con le sue piroette, prende falli in quantità industriale. E con la stessa lucidità manda i compagni in porta, come nell’azione del goal giustamente annullato ad Osihmen. Non stacca mai la spina dal campo, mai un solo passaggio che dia l’idea di esser casuale e non parte integrante di un disegno. Che tu sia benedetto, ragazzo

ZIELINSKI, voto 7: dal suo cross si origina l’autorete di Ismajli, che nel tentativo di anticipare Osihmen, buca la porta di Vicario. Contribuisce in modo notevole a rendere pulita la manovra dei suoi, giocando una serie infinita di palloni, quasi tutti con un tasso di qualità da calciatore importante. Dote, questa, che viene utilissima alla squadra, soprattutto nella fase finale del match, all’interno della quale, la gestione del risultato, passa spesso dai suoi piedi sapienti.

ATTACCANTI

LOZANO, voto 7: riconferma il suo stato di forma, disputando un’altra ottima partita. Il pur ottimo Parisi lo soffre e Chucky, dal canto suo, si sente in fiducia e rischia spesso la giocata, riuscendo in molte occasioni a saltare l’uomo o comunque a proporre inviti ficcanti nell’area di Vicario. Va vicino al goal nella ripresa, con un destro di poco a lato

OSIHMEN, voto 7.5:  ottava rete consecutiva in campionato per Victor, che sale a quota 19 goal in 20 presenze finora disputate. Numeri da capogiro, per un bomber che ha imparato, ormai, a fare pure i “goal brutti”, come il tap-in che manda in rete la sfera ballonzolante in area empolese, dopo respinta di Vicario su tiro di Kvara. Gli annullano, giustamente, un goal nella ripresa per fuorigioco ed è invece super Vicario, nel primo tempo, a negargli la doppietta con un super intervento ravvicinato. Per il resto, è il solito straripante Victor: una costante spina nel fianco quando viene servito in profondità e sempre un motivo di preoccupazione feroce per chi deve marcarlo

KVARA, voto 7.5:  entra, con classe sopraffina, in entrambi i goal del Napoli. Nel primo, è lui a disegnare lo splendido arcobaleno che smarca Zielinski e mette il polacco nelle condizioni migliori per effettuare il cross a centro-area, da cui avrà seguito l’autogoal di Ismajili. Nel secondo, è Kvara stesso ad effettuare il tiro, carico d’effetto, che dal limite dell’area empolese parte e trova la corta respinta di Vicario, su cui è prontissimo a fiondarsi Osihmen per lo 0-2.  Decisivo nei momenti topici del match ed elegantissimo ad ogni tocco di palla, che distribuisce sempre in modo saggio, in barba al trattamento speciale che gli riservano gli uomini di Zanetti, sempre pronti a raddoppiarlo.

I VOTI AI SUBENTRATI DI EMPOLI – NAPOLI

NDOMBELE:  S.V.

GAETANO:  S.V.

OLIVERA, voto 6.5:   entra per sopperire all’assenza dell’espulso Mario Rui e lo fa benissimo, senza concedere nulla ed accompagnando la manovra con buona qualità

ELMAS, voto 6.5:  chiamato per far rifiatare Kvara, subentra benissimo. Colpisce, in particolar modo, il quantitativo elevato di palloni che gioca con la sicurezza tecnica e caratteriale del veterano, sebbene sia raramente scelto da Spalletti nell’11 iniziale. Segno del lavoro dell’allenatore sul ragazzo e di quanto, il centrocampista macedone, si senta parte integrante del progetto. Risorsa e uomo in più

SIMEONE, S.V.

I voti ai toscani dopo Empoli – Napoli:

VICARIO, voto 6.5

EBUEHI, voto 6

ISMAJLI, voto 5.5

LUPERTO, voto 5.5

PARISI, voto 6

HAAS, voto 5.5

HENDERSON, voto 5.5

MARIN, voto 5.5

BALDANZI, voto 5.5

SATRIANO, voto 5.5

PICCOLI, voto 5.5

CAPUTO, voto 5

GRASSI, voto 5

STOJANOVIC, voto 6

PJACA, voto 6

VIGNATO, voto 5

I voti agli allenatori dell’Empoli e del Napoli:

ZANETTI, voto 5.5:   vero è che, contro questo Napoli, le difficoltà sono evidenti per tutti, ma altrettanto vero è che, con la capolista ridotta in 10 uomini per praticamente mezz’ora, osare di più sarebbe stato lecito. A maggior ragione in considerazione del fatto che gli empolesi avevano avuto l’intera settimana a disposizione per preparare la gara, a differenza del Napoli, impegnato martedì scorso a Francoforte. Sconfitta ineccepibile

SPALLETTI, voto 7.5:   rispetto a Francoforte, propone lo stesso 11 titolare, con la sola eccezione di Mario Rui al posto di Olivera dall’inizio. Dimostrazione di quanto, il tecnico degli azzurri, ritenesse importante andar via con i 3 punti dal Castellani. E i suoi, recepiscono ed eseguono alla perfezione, gestendo con grandissima maturità anche l’inferiorità numerica, patita nella fase finale della partita. Comunione d’intenti, si direbbe. Con tantissime soluzioni tattiche a corredo di una macchina che procede, a grande passo, verso un grande sogno

IL DIRETTORE DI GARA

AYROLDI, voto 6.5: corretto il rosso a Mario Rui, così come pure annullare il goal ad Osihmen nella ripresa e convalidare l’azione dell’autogol di Ismajli, che sblocca il risultato. Valuta bene gli episodi cardine

Zanetti: “Potevamo fare di più”

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Le parole del tecnico dell’Empoli Paolo Zanetti al termine della partita contro il Napoli

Zanetti: “Potevamo fare di più”

Paolo Zanetti, tecnico dell’Empoli, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di DAZN al termine della sconfitta della sua squadra contro il Napoli. Ecco le sue dichiarazioni.

Come valuti la prestazione della tua squadra?

“Sono contento di alcune cose, come la nostra forza nel non mollare mai. Abbiamo portato a casa un risultato dignitoso contro una squadra che a vederla da vicino è davvero impressionante. Abbiamo commesso due errori su palla in attiva nel primo tempo e lì abbiamo perso la partita. Ci servirà: siamo una squadra giovane e da questo tipo di match possiamo portare a casa buoni insegnamenti”.

Questo Napoli è imbattibile o potevate fare di più?

“Eravamo super concentrati, però eravamo meno fluidi e sciolti rispetto alle altre partite. Sono segnali che c’era un po’ di timore: potevamo sicuro fare meglio di così, ma questo non toglie i meriti alla straordinaria forza del Napoli”.

Nel secondo tempo siete cresciuti, non trovi?

“La partita che stavamo giocando non stava funzionando per via di quel sistema di gioco. Abbiamo iniziato a fare un gioco diverso, ma mi aspettavo di fare qualcos’altro. È mancata la forza ma non l’impegno. Ci siamo tolti il dente e ora possiamo pensare alle prossime partite”.

I più intenzionati hanno sentito un po’ di pressione?

“Non lo so: probabilmente sì, ma non ti so dire. Il Napoli è impressionante come squadra: serve velocità di pensiero, grande tecnica che i miei ragazzi hanno fatto vedere a tratti, sbagliando più del solito”.