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Le follie delle crociate contro carne sintetica e insetti

Un’analisi delle implicazioni economiche e ambientali delle crociate contro carne sintetica e insetti, smontando le accuse mosse e evidenziando le conseguenze negative per l’economia e l’ambiente.

Le follie delle crociate contro carne sintetica e insetti

    • In breve
        • La notizia riguardante il governo che sta conducendo una “crociata” contro la carne sintetica e gli insetti ha destato molta attenzione e ha suscitato molte reazioni.
          Questa scelta ha infatti scatenato una vivace discussione e ha creato divisioni tra coloro che la considerano una scelta giusta e coloro che la ritengono una follia.
          In questo articolo, verranno smontate una a una le accuse che spingono il governo a combattere contro l’utilizzo di carne sintetica e insetti come fonte di proteine.
          Si analizzeranno le conseguenze negative di queste politiche a lungo termine e si esploreranno le alternative sostenibili ed etiche disponibili per il consumo di proteine.

Le Crociate del Governo contro Carne Sintetica e Insetti: Una Follia Costosa

Negli ultimi anni, il dibattito sull’impatto ambientale della produzione e del consumo di carne si è intensificato.

In risposta, alcune aziende hanno iniziato a sviluppare alternative a base di proteine vegetali o insetti, mentre altri ancora si sono concentrati sulla carne sintetica, creando un prodotto che ha lo stesso aspetto e sapore della carne animale, ma con un impatto ambientale ridotto.

Le ragioni dell’opposizione alla carne sintetica e agli insetti

La ragione principale per cui il governo ha deciso di opporsi alla carne sintetica e agli insetti è che ritiene che queste opzioni alimentari non siano sostenibili e possano causare danni all’ambiente.

Tuttavia, molti scienziati e esperti di settore hanno confutato queste affermazioni, sostenendo che la carne sintetica e gli insetti sono in realtà molto più sostenibili delle opzioni alimentari tradizionali come la carne bovina e suina.

In effetti, i bovini emettono grandi quantità di gas serra nocivi per l’ambiente, mentre gli insetti hanno un enorme potenziale di sostenibilità e possono essere coltivati in modo molto efficiente e a basso impatto ambientale.

Inoltre, la carne sintetica ha il potenziale per ridurre drasticamente l’impatto ambientale dell’allevamento di animali per la produzione di carne.

La scelta del governo di contrastare la carne sintetica e gli insetti sembra quindi basarsi su motivazioni errate e preconcetti, piuttosto che su una valutazione razionale dei fatti.

Ciò potrebbe portare a conseguenze negative, sia per l’ambiente che per l’economia.

Infatti, molti paesi stanno già investendo nella produzione di carne sintetica e negli insetti come opzioni alimentari sostenibili.

In conclusione

C’è da dire anche che non tutti sembrano favorevoli a queste alternative.

Alcuni governi, come quello degli Stati Uniti (che nei grandi allevamenti ha una notevole fonte di reddito), hanno lanciato una crociata contro la carne sintetica e gli insetti come fonte di proteine, sostenendo che questi prodotti rappresentino un rischio per la salute e l’ambiente.

Ma queste accuse sono fondate?

In realtà, la crociata del governo contro la carne sintetica e gli insetti sembra basarsi su opinioni non fondate e preconcetti, piuttosto che su una valutazione, e
molte delle argomentazioni portate sono state smontate da numerosi esperti del settore, che sostengono invece che la carne sintetica e gli insetti siano fonti di proteine sostenibili ed etiche.

Se il governo non seguirà questa tendenza, potrebbe finire per diventare sempre più isolato a livello internazionale e perdere la possibilità di partecipare a questo nuovo mercato emergente.

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Vivimotori: ecco gli argomenti della serata

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Vivimotori: nuovo format di Vivicentro

Questa sera alle ore 21 andrà in onda su tutte le piattaforme social il nuovo format di Vivicentro: Vivimotori!

Gli argomenti della serata:

Partiamo dalla F1:

La FIA annulla la TD39

Negli ultimi giorni ci sono state delle novità riportate da diverse testate secondo le quali la TD39 sia stata abrogata dalla FIA, e sappiamo quanto abbia fatto soffrire Ferrari nello scorso finale di stagione. La notizia è arrivata dopo due gp ma a quanto pare è da inizio anno che non è più in vigore.

Le parole del boss della F1 Stefano Domenicali

Domenica scorsa, in occasione del GP di Portimao che ha dato il via alla stagione della Moto GP, Stefano Domenicali ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato del futuro del Circus: “Voglio eliminare le prove libere” continua poi il CEO “Le prove libere servono solo agli ingegneri, non al pubblico”. Domenicali, dunque, ci crede e cercherà di spingere verso questa soluzione, anche perché ormai l’unico vero obiettivo della F1 è quello di essere e di far spettacolo.

Verso l’Australia

La F1 torna in Australia dove l’anno scorso abbiamo visto forse la Ferrari più bella e dominante degli ultimi anni. Chissà se la casa di Maranello riuscirà ad aggiustare un po’ il tiro con gli aggiornamenti preannunciati. Dall’altro canto, invece, Red Bull sembra sempre più implacabile e cerca la terza vittoria stagionale in tre round.

FONTE FOTO: Scuderia Ferrari Twitter

Concludiamo con la Moto GP:

Gara sprint: il format a due facce

La gara sprint ha esordito questo weekend a Portimao e ha garantito una gara spettacolare con molti colpi di scena, il pubblico ha gradito molto il format che ha rinfrescato un po’ l’ambiente. Dal lato piloti invece non tutti ne sono stati contenti, troppi contatti e troppe cadute, c’è anche chi ci ha rimesso come Bastianini che ha riportato la. frattura della scapola.

Il solito Marquez

Al terzo giro del gp di Portimao, Marquez tenta una manovra azzardata, colpisce Martin e centra in pieno Oliveira. Non è la prima volta che lo spagnolo si diletta in manovre al limite colpendo e mettendo a rischio l’incolumità degli altri piloti. La FIM ha deciso per lui che dovrà scontare due long lap penalty nel prossimo gp che correrà, che già sappiamo non sarà l’Argentina; come anche per Oliveira, Bastianini e P. Espargaro.

Verso l’Argentina

Doppietta di gare per la Moto GP che cambia continente e va oltre oceano verso l’Argentina.  Fra i ricordi risale a galla la prima vittoria di Aprilia in classe regina con A. Espargaro, quest’anno è ancora favorita per lap vittoria ma con Vinales che in questo inizio di stagione ha dimostrato di essere più in palla del compagno di squadra. C’è ovviamente anche Ducati fra i favoriti, con le sue otto moto in pista che per questo weekend saranno sette per l’assenza di Bastianini. Il favoritissimo è Bagnaia che è il pilota più in forma al momento, ma sappiamo come le trasferte extraeuropee regalino sempre gare diverse.

Pecco Bagnaia Moto Gp
Fonte: Twitter Ducati

Appuntamento dunque a questa sera alle ore 21 su tutti i canali di Vivicentro con Vivimotori dove tratteremo tutti questi temi insieme a voi ed alle vostre interazioni!

‘Sanità malata’ il dramma delle liste d’attesa in Campania

Il focus di “Sanità malata” di Sky TG24 esplora le difficoltà delle liste d’attesa in Campania e le storie di coloro che si trovano a pagare per visite ed esami che dovrebbero essere un loro diritto nel sistema sanitario italiano.

‘Sanità malata’: il dramma delle liste d’attesa in Campania

Il sistema sanitario italiano è da tempo alle prese con le difficoltà delle lunghe liste d’attesa e dei tempi di attesa prolungati per visite ed esami.

Una serie di approfondimenti di Sky TG24, intitolata “Sanità malata”, mette in luce il dramma di coloro che si ritrovano costretti a pagare per avere accesso ai loro diritti sanitari.

Le storie raccontate in questa serie di approfondimenti toccano le corde più sensibili del sistema sanitario italiano.

Persone che, pur avendo diritto alla visita o all’esame, si vedono costrette ad aspettare mesi, se non anni, prima di poter accedere ai servizi sanitari.

Non solo:
molte di queste persone, stanche di aspettare e con la salute in gioco, non hanno altra scelta che pagare delle cifre esorbitanti per accedere alle cure di cui hanno bisogno.

La situazione sta diventando sempre più critica, e il disagio dei cittadini è in aumento.

L’accesso ai servizi sanitari dovrebbe essere un diritto universale garantito dallo Stato, ma purtroppo in Italia molti cittadini sono costretti a pagare somme ingenti per poter avere accesso alle cure di cui hanno bisogno.

In questo scenario, è importante che si intervenga per affrontare il problema delle lunghe liste d’attesa e del difficile accesso ai servizi sanitari.

Sono necessari interventi strutturali, come un potenziamento degli ospedali e dei centri di prenotazione, ma anche la promozione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini, come la prenotazione anticipata e il rispetto degli impegni presi.

La serie di approfondimenti di Sky TG24 è un contributo importante per affrontare questi temi, aumentando la consapevolezza della situazione e invogliando le istituzioni a soluzioni efficaci e immediate.

In questo modo, si può sperare che in futuro tutti i cittadini possano avere accesso alle cure di cui hanno bisogno, senza dover pagare cifre ingenti o aspettare tempi eccessivi.

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Bambino muore a scuola nel Napoletano, defibrillatore guasto

Leggi la notizia del tragico decesso di un bambino a scuola nel Napoletano a causa del defibrillatore guasto. Scopri le ultime informazioni e le reazioni delle autorità locali.

Bambino muore a scuola nel Napoletano, defibrillatore guasto

    • In breve
        • Nel Napoletano si è verificata una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica. Un bambino è morto a scuola a causa di un defibrillatore fuori uso.
          Il defibrillatore è uno strumento fondamentale in caso di emergenza cardiaca e la sua mancanza di funzionamento è risultata fatale per il bambino.
          Sono in corso le indagini per capire le cause dell’incidente e individuare eventuali responsabilità.

Bambino muore a scuola a causa del defibrillatore fuori uso

Un bambino è tristemente morto di arresto cardiaco in una scuola del Napoletano a causa del defibrillatore guasto presente nella struttura.

La tragedia ha lasciato tutti sgomenti e si è generata una forte domanda: come possiamo prevenire futuri incidenti come questo?

Il problema dei defibrillatori guasti è stato spesso sollevato, tuttavia la situazione rimane critica in molte strutture pubbliche.

In questo caso, la mancanza di manutenzione del defibrillatore ha determinato la morte di un bambino innocente.

La sopravvivenza dopo un arresto cardiaco può essere notevolmente aumentata se i dispositivi di defibrillazione sono facilmente disponibili e in buone condizioni, e se le persone presenti sulla scena sanno come utilizzarli correttamente.

Pertanto, l’istituzione di procedure di manutenzione costanti e la formazione del personale della scuola sulla rianimazione potrebbe aiutare a prevenire futuri incidenti.

Chiediamo anche un’azione decisa da parte delle autorità responsabili per garantire che i defibrillatori presenti nelle strutture pubbliche siano sempre funzionanti e pronti all’uso.

La vita di una persona non può essere considerata soltanto come una questione finanziaria.

In conclusione

In questo momento di grande dolore, esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia del bambino e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragica vicenda.
Speriamo che sia introdotta un’azione decisa per garantire che le strutture pubbliche siano al sicuro per tutti.

Cyrano de Bergerac: dal 29 marzo al Teatro Sociale – Centro Teatrale Bresciano

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Prosegue con Cyrano de Bergerac la stagione di prosa del Centro Teatrale Bresciano dal titolo “Questo cuore umano“.

Lo spettacolo diretto e interpretato da Arturo Cirillo porta in scena la celebre storia del poeta spadaccino dal lungo naso, raccontata da Rostand.

Rostand vede l’adattamento e la regia Arturo Cirillo.

Sul palco con Arturo Cirillo, ci saranno  Rosario Giglio, Francesco Petruzzelli, Irene Ciani, Giulia Trippetta, Giacomo Vigentini. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Paolo Manti, la musica originale e rielaborazioni di Federico Odling, per una produzione Marche Teatro, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Emilia Romagna Teatro / ERT Teatro Nazionale.

La storia di Cyrano de Bergerac

Poeta e spadaccino, Cyrano è innamorato della bella cugina Rossana, ma non osa svelare il suo sentimento a causa di “quel naso che di un quarto d’ora ovunque mi precede”. Si offre così di aiutare Cristiano, giovanotto bello ma un po’ superficiale, a dichiararsi alla fanciulla, scrivendo per suo conto bellissime lettere d’amore…

L’adattamento di Arturo Cirillo

Arturo Cirillo dirige la famosa e triste vicenda descritta da Rostand, incontrata per la prima volta da bambino nella forma del musical e che, da allora, ha sempre conservato un posto privilegiato nella memoria del regista.

A distanza di oltre trent’anni, Cirillo porta in scena il suo Cyrano, accentuando il lato poetico e visionario del personaggio, uomo di spada ed eroe della retorica, attraverso la rielaborazione delle musiche di Ludovico Modugno della versione musical incontrata nella sua infanzia, cui si aggiungono altri autori, da Édith Piaf a Fiorenzo Carpi.

Un teatro canzone, o un modo per raccontare la vicenda d’amore tra Cyrano, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole ma anche le note, componendo un poetico viaggio nella memoria di un amore impossibile.

Un dramma musicale sulla storia di un uomo che si considerava brutto e non degno d’essere amato. Un uomo, o un personaggio, in fondo, che dal teatro è stato salvato.

Arturo Cirillo commenta con  queste parole la genesi di questo spettacolo:

“Andare con il ricordo ad un musical da me visto da ragazzino a Napoli, nell’ancora esistente Teatro Politeama, è stato il primo moto di questo nostro nuovo spettacolo. Il musical in questione era il Cyrano tratto dalla celeberrima commedia di Rostand, a sua volta ispirata ad un personaggio storicamente vissuto, coetaneo del mio amato Molière. Riandare con la memoria a quella esperienza di giovane spettatore è per me risentire, forte come allora, l’attrazione per il teatro, la commozione per una storia d’amore impossibile e quindi fallimentare, ma non per questo meno presente, grazie proprio alla finzione della scena.

Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche con elaborazioni di altre musiche, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi. Un teatro canzone, o un modo per raccontare comunque la famosa e triste vicenda d’amore tra Cyrano, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole, ma anche le note – che a volte fanno ancora di più smuovere i cuori – e riportarmi a quella vocazione teatrale che è nata anche grazie al dramma musicale di un uomo che si considerava brutto e non degno d’essere amato.

Un uomo, o un personaggio, in fondo salvato dal teatro, ora che il teatro ha più che mai bisogno di essere salvato.

Dove e quando vedere Cyrano de Bergerac

Ospitato al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20) dal 29 marzo al 2 aprile 2023, tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30, lo spettacolo tratto da Edmond.

Stato d’allerta nella zona flegrea dopo il terremoto di Campobasso

Dopo il forte terremoto che ha colpito Campobasso, la zona dei Campi Flegrei e Napoli sono state in stato d’allerta per il bradisismo, un problema quotidiano nella zona flegrea.

Stato d’allerta nella zona flegrea dopo il terremoto di Campobasso

    • In breve
        • La notte del terremoto di Campobasso ha portato grande preoccupazione a Napoli e nella zona dei Campi Flegrei, dove molti sono stati colti di sorpresa dalla violenza delle scosse.
          In particolare, l’allerta era massima nelle aree già soggette al quotidiano problema del bradisismo, come accade spesso in zona flegrea.
          La situazione, comunque, è stata costantemente monitorata dalle autorità e dai media locali, che hanno cercato di mantenere la calma e di fornire aiuto e informazioni a quanti ne avevano bisogno.

La notte di preoccupazione a Napoli e nei Campi Flegrei

Nella notte del terremoto di Campobasso, Napoli e la zona dei Campi Flegrei si sono trovati in uno stato di preoccupazione a causa del bradisismo, un problema quotidiano nella zona flegrea.

La popolazione è rimasta in allerta per tutta la notte, temendo ulteriori scosse telluriche e il possibile innalzamento del livello del mare.

Le conseguenze del terremoto sono state diverse: molti edifici hanno subito danni più o meno gravi e molte persone hanno trascorso la notte fuori dalle proprie case, in attesa di una situazione più stabile.

Le autorità locali hanno immediatamente avviato una serie di misure di sicurezza per garantire la tutela della popolazione.

Oltre alle prime risposte immediate, nella zona sono state effettuate successivamente molte valutazioni allo scopo di verificare eventuali danni alle strutture e di accertare la sicurezza degli edifici.

In questo momento di difficoltà, è importante che le autorità e la comunità locale lavorino insieme per garantire la sicurezza e il benessere della popolazione. In particolare, è necessario prestare attenzione ai segnali di allerta e seguire le istruzioni delle autorità competenti per garantire la sicurezza delle persone e delle infrastrutture.

In conclusione

Stato d’allerta – La notte di preoccupazione a Napoli e nella zona dei Campi Flegrei dopo il forte terremoto di Campobasso è stata un’esperienza stressante per la popolazione, ma ha dimostrato la forza e la resilienza della comunità locale di fronte alle emergenze.
Fortunatamente, le conseguenze del terremoto si sono rivelate meno gravi di quanto si temesse e la zona ha potuto riprendere velocemente la propria attività in sicurezza.
Resta, comunque, la testimonianza della preoccupazione e della tensione dei momenti successivi al terremoto e l’importanza di essere sempre preparati a situazioni di emergenza.
In ogni caso, la solidarietà e il grande impegno delle autorità e delle comunità locali hanno contribuito a far fronte alla situazione, dimostrando l’importanza di avere una forte collaborazione in caso di eventi di emergenza.

Articolo a cura di Redenta Daniela Bisconti

Stazione Tav a Pompei: Nuovo hub ferroviario per il 2024

Stazione TAV a Pompei. Scopri il progetto del nuovo hub ferroviario a Pompei presentato dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Treni da Roma disponibili nel 2024. Leggi di più qui.

Stazione Tav a Pompei: Nuovo hub ferroviario per il 2024

    • In sintesi
        • Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ha annunciato recentemente un progetto per la costruzione di una nuova stazione TAV a Pompei.
          L’hub ferroviario dovrebbe essere completato entro il 2024 e permetterà di collegare la città di Pompei con Roma attraverso treni ad alta velocità.
          La costruzione della stazione TAV rappresenta un importante passo avanti per la città di Pompei e per l’intera regione campana.
          Grazie a questa infrastruttura, sarà possibile potenziare il trasporto ferroviario e migliorare la mobilità dei cittadini, facilitando anche l’accesso al sito archeologico di Pompei.

Il progetto dell’hub ferroviario per il 2024

L’annuncio del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano sulla costruzione di una stazione TAV a Pompei ha destato grande interesse in tutta Italia.

Il progetto, che prevede la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria ad alta velocità, consentirà ai viaggiatori in partenza da Roma di arrivare a Pompei in pochissimo tempo a partire dal 2024.

Il nuovo hub ferroviario sarà una vera e propria rivoluzione per il trasporto pubblico nel Sud Italia, e permetterà di raggiungere Pompei in poco meno di un’ora da Roma.

La stazione, che sarà dotata delle ultime tecnologie per la sicurezza e il comfort dei passeggeri, si troverà in corrispondenza della stazione già esistente e verrà collegata al sito archeologico tramite una navetta dedicata.

Il progetto, che rientra nel più ampio piano di investimenti per la mobilità sostenibile del governo, prevede anche la riqualificazione della stazione esistente, che diventerà un importante snodo di interscambio tra i treni regionali e quelli ad alta velocità.

In conclusione

L’annuncio del Ministro Sangiuliano rappresenta una grande opportunità per la città di Pompei e per tutta la Campania, che potranno beneficiare dei vantaggi di una moderna e sostenibile infrastruttura ferroviaria.
La decisione di realizzare una nuova stazione TAV a Pompei testimonia l’impegno del governo italiano nel potenziamento delle infrastrutture e nella valorizzazione del patrimonio culturale del paese.

Lunedì di Pozzano: la tradizione stabiese si rinnova

Scopri la storia e il significato del rituale millenario del ‘Lunedì di Pozzano’ a Castellammare di Stabia, grazie alla rivitalizzazione degli antichi riti religiosi da parte dei Padri Minini. L’appuntamento per l’anno corrente è il 10 aprile.

Lunedì di Pozzano: la tradizione stabiese si rinnova

    • In breve
        • Il “Lunedì di Pozzano” è uno dei riti più antichi e significativi di Castellammare di Stabia, una città della Campania nota per la sua ricca tradizione culturale e religiosa.
          Questa celebrazione si tiene ogni anno il lunedì dopo Pasqua nella frazione di Pozzano, e consiste in una processione religiosa che attraversa le strade del paese e culmina con la benedizione delle case e dei campi.
          Questo antico rito, che risale almeno al XV secolo, era caduto in disuso negli ultimi decenni, ma è stato resuscitato grazie all’impegno dei Padri Minini, una congregazione religiosa che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale e spirituale della zona.
          Grazie al loro lavoro, il “Lunedì di Pozzano” è tornato a essere una festa importante per la comunità locale e un’occasione per riscoprire le radici culturali e religiose del territorio.
          L’appuntamento col “Lunedì di Pozzano” quest’anno, l’appuntamento è per il 10 aprile.

Lunedì di Pozzano: la millenaria tradizione stabiese resuscitata dai Padri Minini

Castellammare di Stabia, città della provincia di Napoli, è famosa per le sue antiche tradizioni, molte delle quali si sono tramandate di generazione in generazione.

Una di queste tradizioni, che si rinnova grazie all’impegno dei Padri Minini, è l’appuntamento col “Lunedì di Pozzano” (lunedì dell’angelo o pasquetta), il lunedì dopo la Pasqua che quest’anno cade il 10 aprile.

Il “Lunedì di Pozzano” è una festa che affonda le sue radici nel passato e che ha conservato nel tempo il suo significato originario di rito propiziatorio per la buona stagione e per la fertilità della terra.

La festa si svolge nella frazione di Pozzano, nel cuore della campagna stabiese, dove si trovano le terrazze dei famosi vigneti che producono il pregiato vino locale.

La cerimonia inizia con una messa solenne celebrata dai Padri Minini nella chiesa di San Salvatore, seguita dalla processione del simulacro del patrono per le vie del paese.

Ma il momento più atteso della giornata è la benedizione della campagna, che avviene attraverso l’antico rito della “fucarazione”.

I giovani del luogo portano in processione falò fatti di vecchi arbusti secchi, e, dopo averli accesi in un punto prestabilito, li fanno rotolare giù per le colline e veneti, invocando la protezione del cielo e della terra per il raccolto del nuovo anno.

La festa prosegue con canti, balli, e un abbondante buffet di prodotti locali, dove il vino di Pozzano regna sovrano.

Non mancano i giochi popolari e la lotteria che coinvolge ogni partecipante.

Il “Lunedì di Pozzano” nella tradizione

Il “Lunedì di Pozzano” rappresenta una delle pochissime occasioni in cui si può ancora respirare l’autenticità delle tradizioni locali e assaporare il cibo e il vino genuini prodotti in questa terra così ricca di storia e di cultura.

Durante la processione, la statua del santo viene portata in giro per le strade del paese, accompagnata dalla banda musicale e dai fedeli in preghiera.

La processione si conclude con il rientro della statua nella chiesa di San Bartolomeo.

L’appuntamento col “Lunedì di Pozzano” rappresenta un momento di forte devozione religiosa per la comunità stabiese.

La tradizione, che risale almeno al XVIII secolo, è stata ripresa nel dopoguerra dai Padri Minini, che si sono impegnati a preservare le antiche usanze locali.

Oltre alla processione, il “Lunedì di Pozzano” è anche un’occasione per gustare i prodotti tipici del territorio.

Infatti, durante la giornata si svolge anche la sagra della salsiccia, durante la quale è possibile assaporare le prelibatezze della cucina stabiese.

Questo evento rappresenta non solo un momento di forte devozione religiosa, ma anche un’occasione per gustare i prodotti tipici della zona e per preservare le antiche usanze locali.

In conclusione

Il “Lunedì di Pozzano” è una delle più antiche tradizioni di Castellammare di Stabia, che continua a essere celebrata grazie all’impegno dei Padri Minini.
L’appuntamento col “Lunedì di Pozzano” rappresenta un momento di forte devozione religiosa per la comunità stabiese.
La tradizione, che risale almeno al XVIII secolo, è stata ripresa nel dopoguerra dai Padri Minini, che si sono impegnati a preservare le antiche usanze locali.
Oltre alla processione, il “Lunedì di Pozzano” è anche un’occasione per gustare i prodotti tipici del territorio.
Infatti, durante la giornata si svolge anche la sagra della salsiccia, durante la quale è possibile assaporare le prelibatezze della cucina stabiese.

Pasta con Asparagi e Pomodorini Secchi: la ricetta

Pasta con Asparagi e Pomodorini Secchi: un Primo Facile E Veloce che cuoce in 20 minuti. Fate lessare gli asparagi per pochi minuti in acqua bollente salata in modo che rimangano ben croccanti e conservate la loro acqua di cottura nella quale farete cuocere la pasta.

Pasta con Asparagi e Pomodorini Secchi: la ricetta

Ingredienti:

  • 320g di pasta (preferibilmente penne o fusilli)
  • 500g di asparagi
  • 100g di pomodori secchi
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe nero q.b.

Preparazione:

  1. Pulire gli asparagi eliminando la parte dura del gambo e tagliandoli a pezzetti di circa 3 cm.
  2. In una pentola capiente portare a ebollizione dell’acqua salata e cuocere gli asparagi per circa 5-7 minuti, fino a quando saranno teneri ma ancora croccanti.
  3. Scolali e conservandone l’acqua.
  4. Nel frattempo, mettere i pomodori secchi in ammollo in acqua tiepida per circa 15 minuti, poi scolarli e tagliarli a pezzetti.
  5. In una padella, far rosolare la cipolla e gli spicchi d’aglio tritati finemente con un po’ di olio extravergine di oliva.
  6. Aggiungere i pomodori secchi tagliati e farli cuocere per un paio di minuti.
  7. Aggiungere gli asparagi scolati e farli saltare in padella per un paio di minuti.
  8. Cuocere la pasta nell’acqua di cottura degli asparagi seguendo le istruzioni sulla confezione.
  9. Scolarla e aggiungerla alla padella con gli asparagi e i pomodori secchi.
  10. Saltare la pasta in padella per qualche minuto, aggiungendo un po’ di olio extravergine di oliva se necessario.
  11. Aggiustare di sale e pepe nero e servire il piatto caldo.

Buon appetito!

ACCADDE OGGI 29 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

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ACCADDE OGGI 29 Marzo è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #29Marzo

ACCADDE OGGI 29 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

Il torto è spesso meglio distribuito di quanto ci piace credere.
Erri De Luca

Nati il 29 marzo …
Carlo Emanuele La Marmora
29 marzo 1788 21 febbraio 1854
Terence Hill 29 marzo 1939
Angus Young 29 marzo 1959

… e morti
Luigi Luzzatti 1 marzo 1841 29 marzo 1927
Filippo Turati 26 novembre 1857 29 marzo 1932
Francesco Ruffini 10 aprile 1863 29 marzo 1934

Feste e ricorrenze

Internazionali:
Ora della Terra

Religiose
Cristianesimo:
Santi Armogasto, Archinimo e Saturnino, martiri
San Costantino, abate di Montecassino
Sant’Eustachio, vescovo di Napoli
Santa Gladys, Regina
San Guglielmo Tempier, vescovo di Poitiers
San Gwynllyw (Gundleius), Re del Galles
San Ludolfo di Ratzeburg, martire
San Marco di Aretusa, vescovo
Santi Pastore, Vittorino e compagni, Martiri di Nicomedia
San Simplicio, abate di Montecassino
Beata Agnese di Chatillon, monaca
Beato Bertoldo, Priore generale dei Carmelitani
Beato Emanuele de Alburquerque, cavaliere mercedario
Beato Giovanni Hambley, sacerdote e martire

Eventi

1090 – Prima menzione nota, in un atto di donazione, dell’ospedale di Santa Maria della Scala a Siena.
1139 – Ufficializzazione dell’Ordine Templare.
1461 – Guerra delle due rose: Battaglia di Towton. Edoardo di York rovescia la regina Margaret e diventa re Edoardo IV d’Inghilterra
1476 – Giovanni Caboto diventa cittadino Veneziano
1516 – La Serenissima Repubblica di Venezia delibera l’istituzione del ghetto, primo in Europa, dove gli ebrei veneziani erano costretti a risiedere.
1638 – I coloni svedesi stabiliscono il primo insediamento nel Delaware, chiamandolo Nuova Svezia
1799 – Lo stato di New York approva una legge tesa ad abolire gradualmente la schiavitù
1807 – Georg Wilhelm Friedrich Hegel pubblica la prima edizione della Fenomenologia dello spirito
1847 – Guerra messicano–americana: gli Stati Uniti conquistano dopo un assedio la città di Vera Cruz
1848
Inizia la prima guerra d’indipendenza italiana: le truppe del regio esercito piemontese oltrepassano il Ticino al comando del re Carlo Alberto di Savoia[senza fonte]
Una insolita gelata blocca quasi completamente la caduta delle acque alle Cascate del Niagara
1849 – Il Regno Unito annette il Punjab
1865 – Guerra di secessione americana: inizia la Battaglia di Appomattox Court House
1871 – Apre la Royal Albert Hall
1879 – Guerra anglo–zulu: Battaglia di Kambula: nello scontro con le forze britanniche muoiono ventimila zulu
1912 – Robert Falcon Scott al Polo Sud, scrive l’ultima annotazione sul taccuino: otto mesi dopo una spedizione di soccorso ne ritrova il corpo.
1930 – Heinrich Brüning è indicato come cancelliere tedesco[senza fonte]
1941 – Seconda guerra mondiale: termina la Battaglia di Capo Matapan (era iniziata il 27 marzo)
1945 – Seconda guerra mondiale: ultimo giorno di attacchi dall’Inghilterra delle Fortezze volanti
1946 – La Piaggio presenta sul mercato la Vespa
1951 – Caso Rosenberg: Ethel e Julius Rosenberg sono accusati di cospirazione e spionaggio
1971
Per l’uccisione dell’attrice Sharon Tate, chiesta la pena di morte (a Los Angeles, California) per Charles Manson e tre sue seguaci
Massacro di My Lai: l’ufficiale William Calley è processato per assassinio premeditato e condannato alla prigione a vita
1973 – Guerra del Vietnam: gli ultimi soldati americani lasciano Saigon, Vietnam del Sud. In totale i morti ammontano a 930.000 nord–vietnamiti, 180.000 sud–vietnamiti e 45.000 statunitensi
1979 – Con la mediazione di Jimmy Carter, il presidente egiziano Anwar al–Sadat e il primo ministro israeliano Menahem Begin firmano il trattato di pace tra Egitto ed Israele
1989 – Alaska: naufragio della petroliera Exxon Valdez
1993 – Edouard Balladur diventa primo ministro di Francia
2004 – Sette paesi dell’ex Cortina di ferro entrano a far parte della NATO: Bulgaria, Estonia, Lituania, Lettonia, Romania, Slovacchia e Slovenia
2009 – In Italia, nasce ufficialmente sulle ceneri di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, Il Popolo della Libertà partito di centro destra guidato da Silvio Berlusconi
2017 – Il Regno Unito invoca l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea dando formalmente inizio alla Brexit
2018 – A seguito della BrexiTH, si dimette il presidente dell’associazione BtH.

 

Juve Stabia, le conseguenze degli errori – La Bastonatura

Juve Stabia, due errori hanno inciso profondamente sul cammino delle Vespe in questa stagione che ormai relega la squadra gialloblè a fare prima possibile quei 3-4 punti che possono significare una salvezza sia pure tribolata: l’esonero di Colucci e il mercato di gennaio.

IL CAMMINO TRIBOLATO DELLA JUVE STABIA NELLA STAGIONE 2022-2023, FRUTTO DI DIVERSI ERRORI DI VALUTAZIONE.

Mister Colucci primo fra tutti già dall’estate scorsa aveva capito sin dal ritiro precampionato gli evidenti limiti di questa squadra. Per questo motivo aveva basato il suo gioco su un 4-3-3 asimmetrico che in fase passiva diventava anche un 4-5-1 e in cui tutti dovevano essere bifasici.

Un 4-3-3 in cui uno dei tre davanti era quasi sempre un centrocampista aggiunto che doveva dare più copertura in fase di non possesso. E nella fase passiva, proprio per i limiti notevoli di questa squadra, anche i due esterni offensivi dovevano partecipare alla fase di copertura con frequenti rientri. E soprattutto la squadra giocava più raccolta e coperta 15-20 metri più dietro rispetto alla gestione Pochesci.

Non è un caso quindi che con Colucci questa Juve Stabia abbia dato il meglio di sè. Prova ne è il fatto che la Juve Stabia nelle prime 18 giornate di campionato abbia subito solo 11 gol (media 0,61 a gara) restando per tutto il girone di andata la terza migliore difesa del torneo e rimanendo stabilmente al quarto posto fino a fine gennaio.

L’amministratore unico nonché direttore generale Polcino parlò di Poschesci non più tardi di qualche settimana fa in conferenza come “la scelta migliore che si potesse fare per sostituire Colucci che avrebbe permesso alla Juve Stabia di cambiare registro attuando un gioco più offensivo”. 

In realtà il campo e soprattutto i numeri, che non mentono mai nel calcio, hanno dimostrato l’esatto opposto. Ci si voleva divertire e probabilmente ambire a qualcosa in più. Ma mai errore fu più madornale.

La rosa della Juve Stabia (Tonucci e Santos via, di fatto senza sostituirli), di sicuro non rinforzata a gennaio dall’arrivo di giovani che hanno dato contributo zero finora alle sorti delle Vespe, non aveva giocatori con caratteristiche tali da poter permettere al nuovo tecnico di poter attuare il proprio gioco offensivo. Ci si voleva divertire, ma alla fine a divertirsi sono stati solo e soprattutto gli avversari.

E le conseguenze si sono viste in modo nefasto in campo. La Juve Stabia ha smarrito una delle poche certezze del girone di andata che era rappresentata dalla fase difensiva.

La gara di Potenza, come molte della gestione precedente di Pochesci, è stata un campionario di errori difensivi che mai si erano visti tra le fila delle Vespe soprattutto durante la guida tecnica di Colucci.

E i numeri sono davvero impietosi sotto questo punto di vista. Nelle ultime 10 giornate di campionato (9 della gestione Pochesci più una con Novellino), la Juve Stabia sarebbe ultima con 5 punti, 10 gol fatti e 24 subiti. Nelle ultime 10 gare le Vespe rappresentano la peggiore difesa del campionato con una media di 2,4 gol subiti a partita.

Un dato questo dei gol subiti che stride fortemente con i soli 11 gol subiti nelle prime 18 giornate (tutto il girone di andata tranne la gara col Cerignola). Una media gol subiti che si è addirittura quadruplicata passando dagli 0,61 a gara della gestione Colucci nel girone di andata ai 2,4 gol subiti a gara della gestione Pochesci più la prima di Novellino.

Ora però è il momento di non piangere più sul latte versato e di salvare il salvabile cercando di non ripetere più questi errori di valutazione che hanno inciso e non poco sul cammino delle Vespe.

L’esperienza di Novellino può ora risultare decisiva e la squadra è chiamata nelle tre gare in casa che restano e nell’unica trasferta di Messina a dare il massimo per scacciare via tutti i fantasmi e superare tutte le avversità come quella di non poter contare su Pandolfi nelle prossime 3 di campionato per un’espulsione che poteva essere evitata in un momento così delicato.

 

Juve Stabia, stangata del Giudice Sportivo per Pandolfi!

Pandolfi, squalifica di tre giornate per condotta violenta nei confronti di un giocatore avversario e sanzione per la Juve Stabia.

IL COMUNICATO DEL GIUDICE SPORTIVO SULLA SQUALIFICA DI LUCA PANDOLFI DELLA JUVE STABIA.

PANDOLFI LUCA, squalifica di tre giornate per avere, al 32° minuto del primo tempo, tenuto una condotta violenta nei confronti di un calciatore
avversario in quanto, con il pallone non a distanza di gioco, disinteressandosi dell’azione, lo colpiva
con un pugno sul volto, facendolo cadere a terra.
Misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, e 38 C.G.S., valutate le modalità
complessive della condotta e considerato, da una parte, la mancanza di conseguenze e, dall’altra, la
delicatezza della parte del corpo dell’avversario attinta, il tipo di colpo inferto e l’impossibilità di
contesa del pallone (r. a.a. n.1)”.

Juve Stabia sanzionata anche per 800 euro “per fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti violenti commessi dai suoi sostenitori presenti nel Settore Ospiti integranti pericolo per l’incolumità pubblica, consistiti nell’aver fatto esplodere nel Settore loro riservato sei petardi di lieve intensità, senza arrecare alcun danno a persone e cose.

Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 6, 13,
comma 2, 25 e 26 C.G.S., valutate le modalità complessive dei fatti, rilevato che la Società sanzionata disputava la gara in trasferta e che non si sono verificate
conseguenze dannose (r. proc. fed., r. c.c.)”. 

Luca Pandolfi: l’attaccante della Juve Stabia dal talento inespresso. ControLuce

La Juve Stabia sabato è stata sconfitta in maniera indegna dal Potenza con una prestazione in cui si è salvato solo Barosi e in cui il peggiore dei suoi è stato l’attaccante Luca Pandolfi. Pandolfi al 33′ del primo tempo ha commesso un fallo di reazione contro un avversario ed è stato giustamente espulso lasciando i suoi compagni in 10.

Chi è Luca Pandolfi l’attaccante della Juve Stabia?

Luca Pandolfi, attaccante classe 1998 nato a Napoli, doveva essere uno dei colpi più importanti effettuati dal direttore sportivo Di Bari nella sessione estiva di calciomercato. Pandolfi, dotato di tecnica e di senso del gol, ha avuto molti problemi a dimostrare le sue doti in questo campionato. Il suo risveglio da un lungo letargo è avvenuto in concomitanza con l’ingresso di Mister Pochesci.

Durante l’amichevole allo stadio “Diego Maradona”, aveva però impressionato la piazza  con un pallonetto tentato praticamente da centrocampo su cui il portiere degli azzurri, Sirigu, si era letteralmente superato per deviarlo in corner.

Le sue caratteristiche

Capace di  interpretare il ruolo di attaccante in qualsiasi modulo tattico, Pandolfi può rappresentare sia l’attaccante centrale, sia partire un pò più dietro o anche da esterno o giocare anche in coppia.

Dotato di un allungo importante è l’unico calciatore delle vespe che sa “aggredire” la profondità.

Durante il match contro il Potenza, però, il numero 7 ha deciso di non giocare ad armi pari. Cercando, infatti, di liberarsi da un semplice gioco tra avversari, dove il calciatore rosso-blu lo ostacolava trattenendolo con la maglia, Pandolfi reagisce con un plateale schiaffo sul collo anteriore dell’avversario.

Gesto punito immediatamente dall’arbitro con un cartellino rosso.

La Juve Stabia prosegue il match a dieci uomini.

Questa azione, non solo fallimentare per il senso di squadra, è ingiustificabile.

Il calcio, infatti, dovrebbe essere sinonimo anche di rispetto e di capacità di vincere ad armi pari!

Luca Pandolfi: carriera e curiosità

Luca Pandolfi, classe 1998 napoletano, cresciuto nell’Altovicentino, dopo un breve passaggio al Melfi, trova continuità prima al Portici e poi soprattutto al Castrovillari, dove realizza 12 gol in 31 presenze nella stagione 2018-2019. Il campionato successivo lo vede prima ad Alessandria e, da gennaio, ad Arezzo, ma causa lockdown con gli amaranto giocherà appena quattro gare. La consacrazione arriva alla Turris nel campionato di Lega Pro 2020-2021 dove gioca una prima parte di campionato siglando 6 gol e risultando uno dei migliori dei corallini, meritando sul campo l’acquisto da parte del Brescia dove si trasferisce a gennaio 2021.

Il Brescia lo acquista in prestito con diritto di riscatto ma poco dopo la firma sul contratto però, tra i lombardi e la Turris, nasce una querelle. La società campana avrebbe, secondo l’accusa delle Rondinelle, ceduto Pandolfi sapendo che quest’ultimo era infortunato.

I vari ricorsi del Brescia però vengono tutti respinti, il calciatore non viene riscattato dalle rondinelle e nella stagione 2021-2022 va in ritiro con la Turris. Ben presto però si materializza l’ipotesi Cosenza in Serie B con cui colleziona 17 presenze in cadetteria nella scorsa stagione.

Pandolfi, che è arrivato alla Juve Stabia dal Cosenza con la formula del prestito con diritto di riscatto, ha esordito ufficialmente con la maglia della Juve Stabia  contro la Gelbison nel girone di andata. In questa stagione ha conquistato 33 presenze e 6 goal che gli hanno permesso il titolo di capocannoniere. Ma, talvolta, nella vita, così come nel prato verde, sarebbe meglio essere ricordati per la correttezza verso le persone ed i compagni di squadra anziché per le volte che si è trafitta una rete avversaria!

Ruggiero: “Ora conta solo vincere e la salvezza per la Juve Stabia”

Antonio Ruggiero, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”.

Le dichiarazioni di Antonio Ruggiero sul momento della Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Ogni azione del Potenza dava la sensazione che potessero fare gol. Da palla inattiva e anche con azioni manovrate. Parlare di una gara del genere potrebbe risultare difficile. Subire 5 gol a Potenza dove nel 2003-2004 la rivalità era ad un livello massimo è sembrata una debacle troppo pesante.

Credo che i giocatori di una volta si faccia fatica a trovarli ora. Soprattutto sotto l’aspetto umano e caratteriale. Noi volevamo solo portare la Juve Stabia più in alto possibile. Avevamo un solo obiettivo e lo abbiamo portato a compimento con la vittoria del campionato proprio contro il Potenza nel 2004.

Non sono mai stato un giocatore forte tecnicamente. La nostra era forza fisica e non voler mollare mai cercando sempre di raggiungere l’obiettivo in ogni modo. Lo stadio era sempre pieno e la gente era coinvolta sempre. C’era un’unione tra pubblico e squadra che non ho mai più rivisto. Negli ultimi anni tranne un po’ nell’era Manniello noto un certo distacco da parte del pubblico.

Sono venuto nel 2002, abbiamo vissuto la città e il calcio vero di Castellammare. Ora è come se stessero nascondendo gli effettivi problemi della squadra. Purtroppo ci sono carenze tecniche e caratteriali della squadra perchè altrimenti non si avrebbero risultati così negativi. E il pubblico di Castellammare non merita questo. Noi fummo contestati solo alla 17esima di andata dopo la sconfitta all’andata col Potenza.

In questo momento non potrei dire niente ai ragazzi. Ora c’è da fare gruppo, ci sono scontri diretti importanti. Ora è anche difficile lottare per la salvezza dopo aver veleggiato nei primi posti della classifica.

Il presidente D’Arco a cui ho sempre voluto un gran bene aveva un progetto importante da realizzare ma si circondò di persone che non volevano il bene della Juve Stabia.

Credo che sia difficile a poche gare dalla fine cercare di capire il lavoro che Novellino vuole fare con la squadra. A questo punto Novellino si deve adattare a quello che possono dare i ragazzi. Ora conta solo vincere anche mettendo il pullman davanti alla porta e facendo un solo tiro in porta.

Prima del Potenza ci misero in condizione di giocare quella gara con un unico risultato. Tra le due gare con il Potenza e la finale di Coppa Italia con la Massese scelgo sicuramente quella col Potenza che ha scatenato una festa immensa tra i tifosi della Juve Stabia.

La volontà dei ragazzi ora conta tantissimo. Ho 50 anni e mi diverto a giocare ancora in Prima Categoria. Ora contano solo ed esclusivamente le motivazioni che hanno questi ragazzi. Ora conta solo fare gruppo e vincere le partite ed arrivare a raggiungere la salvezza”.

Cimmino: “Due scelte nefaste: l’esonero di Colucci e il mercato”

Salvatore Cimmino, tifoso della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”.

Le dichiarazioni di Salvatore Cimmino sul momento della Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Questa squadra è più limitata dello scorso anno. L’anno scorso era un organico più completo e più competitivo. A gennaio sono state fatte scellerate, la prima è stata quella di non fare mercato. Non si è sostituito Tonucci. La seconda scelta scellerata è stata quella di esonerare Colucci. Nessuno ci ha detto i motivi ma sono intuibili. Forse chiedeva di rinforzare la rosa e non è avvenuto.

Non mi piace dare tutte le colpe ai calciatori che sono passati da Colucci che aveva capito i limiti della squadra, a Pochesci che predicava un calcio offensivo. Abbiamo iniziato il campionato senza attaccante centrale. Abbiamo preso Zigoni che non ha più la brillantezza di un tempo, Santos che non si è mai inserito, poi è arrivato Volpe che non gioca da sei mesi.

La Juve Stabia ha tre-quattro giocatori di talento. Non facendo mercato abbiamo svalutato i nostri investimenti. Se compravi un difensore centrale affidabile non esponevi a figuracce Barosi che ci ha salvato in tante partite. E non abbiamo patrimonializzato un nostro investimento. Bisognava sostituire Tonucci e comprare un attaccante di livello. Anche Pandolfi con un attaccante fisico a fianco sarebbe andato in doppia cifra.

La nostra è una squadra incompleta. Abbiamo messo Altobelli in difesa e non abbiamo più un centrocampista fisico. Non c’è nessuno che faccia il leone a centrocampo e in attacco non hai l’attaccante.

Sull’aspetto mentale ho paura perché nel corso della stagione questi calciatori non mi hanno dato sicurezze. Spero in Altobelli. Il problema fondamentale è che avevamo un grande motivatore come Colucci. Prendeva con dolcezza gli elementi più giovani e redarguiva anche i calciatori quando ci voleva. Lui aveva capito i limiti della squadra e giocava 15 metri più dietro assicurando un certo equilibrio. La società dovrebbe mettere in essere qualche iniziativa per portare più gente possibile allo stadio”.

Pasqua 2023: Misteri e riti sacri in Campania

Questo articolo esplora le celebrazioni nella Regione delle Cinque Provincie, con un’attenzione particolare alle processioni del Venerdì Santo dedicate alla Via della Croce. Scopri i riti sacri che riescono a cogliere la vera essenza di questa festività.

Pasqua 2023: Misteri e riti sacri in Campania

    • In breve
        • La Pasqua 2023 in Campania si preannuncia come un momento di grande partecipazione e condivisione tra le comunità delle cinque provincie.
          Tra i misteri, i riti e le processioni, le tradizioni culinarie e la bellezza dei paesaggi campani, questa festa rappresenta un’occasione unica per immergersi nella cultura e nella spiritualità della regione.
          Nelle Cinque Provincie, sono molte le tradizioni che sono legate alla Pasqua.
          In questi momenti di festa e di preghiera, è possibile cogliere l’essenza spirituale della Pasqua e della Settimana Santa, che rappresentano una grande occasione per riflettere sulla vita, sulla morte e sulla fede

Cogli la vera essenza della festività pasquale attraverso i misteri e i riti sacri.

Le comunità delle cinque provincie si preparano a celebrare questo importante momento della fede cristiana attraverso i misteri, i riti e le processioni che ne rappresentano la vera essenza.

In particolare, la giornata del Venerdì Santo è il momento clou delle celebrazioni pasquali, durante la quale le diverse comunità della regione mettono in scena la Via Crucis con processioni dedicate alla Via della Croce.

Questi riti sacri sono molto sentiti in Campania e rappresentano un momento di condivisione e partecipazione per tutti i fedeli.

A Napoli la Pasqua è un momento di grande devozione e celebrazione.

La città partenopea è famosa per la sua tradizione delle “Sette Chiese”, ovvero la visita a sette chiese nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo.

Ogni chiesa rappresenta una delle sette fasi della Passione di Cristo e viene adornata con i caratteristici “Sepolcri”, ossia altari addobbati con fiori e candele.

Ma la Pasqua in Campania non è solo fede e devozione, ma anche tradizione culinaria.

In ogni provincia è possibile gustare le prelibatezze tipiche della festa, come la pastiera napoletana, il casatiello salernitano, la pizza rustica irpina e le casatelle di ricotta diffuse in provincia di Benevento.

Gli eventi programmati: dove, come e per quando

In ordine alfabetico

 

 

Mariarosa, 8 anni: raccolti 220mila dollari per operarla negli Usa

Il caso della piccola Mariarosa, 8 anni, per la quale sono stati raccolti 220mila dollari per operarla al cuore negli Stati Uniti.

Mariarosa, 8 anni: raccolti 220mila dollari per cura cardiaca negli Usa

    • In breve
        • Mariarosa, una bambina di 8 anni, soffre di una grave malformazione cardiaca e deve essere operata al cuore negli Stati Uniti.
          La sua famiglia ha organizzato una raccolta fondi per coprire i costi dell’intervento, che deve essere effettuato al più presto per salvare la vita della bambina.
          La storia di una lotta contro il tempo e la solidarietà di tanti che si sono uniti per aiutare Mariarosa.
          Sono stati raccolti 220mila dollari per consentirle di poter curare la sua malattia.
          La raccolta fondi per Mariarosa è stata un successo grazie alla generosità della comunità locale.

Il caso di Mariarosa

La solidarietà della comunità che salva una vita.

Mariarosa è una bambina di soli 8 anni che vive a Castellammare di Stabia e che, a causa di una malformazione cardiaca congenita, deve affrontare una complessa operazione al cuore negli Stati Uniti.

La famiglia della piccola non ha le risorse per affrontare il costo dell’intervento e ha deciso di lanciare una campagna di crowdfunding per raccogliere i fondi necessari.

La buona notizia è che la comunità locale ha risposto in modo oltre ogni aspettativa: in pochi mesi sono stati raccolti 220mila dollari, grazie alle donazioni di tante persone e alle numerose iniziative organizzate per sostenere la causa e coprire i costi dell’intervento chirurgico.

È stato un gesto incredibile di solidarietà e vicinanza verso Mariarosa e la sua famiglia, che hanno trovato nella comunità il sostegno necessario per poter affrontare questa difficile sfida.

Ora la bambina può partire per gli Stati Uniti per sottoporsi all’operazione, che richiederà grande abilità e delicatezza da parte dei medici.

C’è tanta speranza che tutto possa andare per il meglio e che Mariarosa possa tornare a casa in salute e serena.

In conclusione

Questa storia tocca il cuore di molte persone e dimostra che quando la comunità si unisce per una causa comune, può fare la differenza nella vita di una persona.
Siamo orgogliosi di far parte di una comunità così solidale e pronta ad aiutare chi ne ha bisogno.

Mariarosa è il simbolo di come, anche in tempi difficili, la solidarietà possa essere la strada giusta per affrontare le sfide e superarle insieme.

La sua vicenda, che ha toccato il cuore di tanti, è un esempio di come le azioni di ognuno di noi possano fare la differenza nella vita degli altri.

Speriamo che l’operazione di Mariarosa sia un successo e che possa godere di una lunga e felice vita.

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Regole di abbigliamento al Liceo Scientifico Majorana di Monterusciello

Le regole di abbigliamento del Liceo Scientifico Majorana di Monterusciello (Napoli): no a jeans strappati e minigonne. I genitori protestano contro divieti.

Regole di abbigliamento al Liceo Scientifico Majorana di Monterusciello

    • In breve
        • Il caso del Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Monterusciello, in provincia di Napoli, ha suscitato scalpore a causa del divieto imposto dalla scuola sull’uso di jeans strappati e minigonne.
          La decisione ha scatenato la protesta di alcuni genitori, che hanno ritenuto ingiusto e discriminatorio questo divieto.
          La scuola ha risposto alla protesta affermando che il divieto è stato imposto per motivi di decoro e rispetto degli standard educativi.
          In definitiva, il caso del Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Monterusciello ha evidenziato la necessità di una maggiore riflessione sul tema dell’abbigliamento scolastico e sulla sua regolamentazione, in modo da trovare un equilibrio tra le esigenze educative e il rispetto delle libertà individuali degli studenti.

Il caso

Il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” a Monterusciello, in provincia di Napoli, è stato al centro di una recente disputa riguardante la politica scolastica sulla divisa degli studenti.

In particolare, sono stati proibiti gli indumenti considerati inappropriati, tra cui jeans strappati e minigonne.

La protesta

La decisione della scuola ha scatenato una forte reazione da parte dei genitori degli studenti, che si sono lamentati dell’impossibilità di vestirsi come vogliono i loro figli, sostenendo che la scuola non dovrebbe imporre una uniforme troppo rigida.

Alcuni genitori hanno organizzato una protesta in loco, in segno di dissenso contro la scelta della scuola.

La risposta della scuola

Nonostante le proteste, la scuola ha mantenuto la propria policy riguardante la divisa, sottolineando l’importanza dell’abbigliamento improntato alla sobrietà.

La scuola ha fatto notare che gli studenti devono imparare ad essere rispettosi dell’ambiente scolastico, e fare un uso adeguato della propria libertà individuale.

Inoltre, il preside ha affermato che la scelta riguardava solo l’abbigliamento, mentre non c’è alcun tipo di discriminazione basata sulla provenienza sociale degli studenti.

In conclusione

L’episodio ha sollevato una serie di interrogativi sul tema dell’abbigliamento scolastico e sulla sua regolamentazione.

Alcuni genitori hanno chiesto una maggiore flessibilità nella scelta dell’abbigliamento degli studenti, soprattutto in un’epoca in cui l’abbigliamento informale è diventato sempre più diffuso.

In generale, il dibattito sulla divisa scolastica riguarda spesso la possibilità di esprimere la propria individualità attraverso l’abbigliamento, senza compromettere la funzione della scuola e la necessità del rispetto dell’ambiente scolastico.

La controversia sulle minigonne e i jeans strappati a Monterusciello è solo l’ultimo esempio di questo dibattito, e dimostra la delicatezza del bilanciamento tra le esigenze delle scuole e quelle degli studenti stessi.

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Domenicali: “Voglio eliminare le prove libere”

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Le parole del CEO della Formula 1 Stefano Domenicali che analizza attentamente il futuro del Circus durante il GP di Portimao in MotoGP

Domenicali: “Voglio eliminare le prove libere”

Voglia di attuare rivoluzione, che non è comun denominatore di innovazione. La Formula 1 sta attraversando uno dei migliori momenti di tutta la sua lunga carriera sotto tanti punti di vista, ma è proprio così che si rischia di “prendere il dito con tutta la mano”.

L’obiettivo: ridurre al minimo le prove libere

Argomento caldo delle ultime ore sono le parole di Stefano Domenicali. Il CEO della Formula 1 infatti, ospite durante il Gran Premio di Portimao della MotoGP, non ha perso l’occasione per ritornare su un argomento a lui molto caro: l’eliminazione delle prove libere. In particolare, Domenicali ha rimarcato il grande passo in avanti svolto dai vertici della MotoGP, che hanno deciso di dar spazio alla Sprint (che si svolgerà ogni sabato pomeriggio), anticipando le qualifiche al sabato mattina. Tutto ciò, in base a quanto detto dal CEO, è direttamente proporzionato allo spettacolo, a quello che il pubblico ama vedere.

Domenicali: “Le libere interessano agli ingegneri, non al pubblico”

Sarà dunque attuata rivoluzione in Formula 1? È ancora presto per dirlo, considerando che per attuare cambi regolamentari c’è bisogno dell’ok della FIA, a oggi ancora molto taciturna. Ed è proprio questo silenzio che piace a Domenicali: “Il nuovo format (in riferimento alla MotoGP) è molto bello. Sono un fautore – ha ammesso Domenicali – dell’annullamento delle prove libere. Servono tanto agli ingegneri, questo è vero, ma piacciono poco al pubblico. È importante che ci sia azione tutti i giorni. Tutto ciò potrebbe aggiungere ulteriore intensità allo show: tutti vogliono vedere le auto in pista per correre”.

Il CEO non molla

Domenicali, dunque, ci crede e cercherà di spingere verso questa soluzione, anche perché ormai l’unico vero obiettivo della F1 è quello di essere e di far spettacolo.

Paella di pesce e uova: la ricetta

La Paella di pesce e uova è un’idea vincente, un vero tripudio di sapori che vi conquisterà forchettata dopo forchettata.

Paella di pesce e uova: la ricetta

La Paella di pesce e uova è un piatto buono e completo, una ricetta di piatto unico di grande effetto, pur nella sua relativa semplicità.

Ingredienti:

  • 400g di riso
  • 500g di gamberi
  • 500g di cozze
  • 500g di vongole
  • 500g di seppie
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 pomodori maturi
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di zafferano
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe q.b.
  • Brodo di pesce

Preparazione:

  1. Inizia preparando il brodo di pesce. Per farlo, fai bollire 1,5 litri d’acqua con gli scarti dei pesci, le teste dei gamberi, le spine delle seppie e le cozze e le vongole non aperte in una pentola a parte. Dopo 30 minuti, filtra il brodo con un colino a maglia fine e tienilo da parte.
  2. Pulisci i gamberi e le seppie e mettili da parte.
  3. In una padella grande, fai rosolare la cipolla tritata e gli spicchi d’aglio tagliati a pezzetti con un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungi i peperoni tagliati a cubetti e i pomodori pelati e tagliati a pezzi. Lascia cuocere per alcuni minuti finché le verdure saranno morbide.
  4. Aggiungi le seppie e le cozze e lascia cuocere per 5 minuti finché le cozze non si aprono. Togli le cozze dalla padella e tienile da parte.
  5. Aggiungi i gamberi e le vongole alla padella e lascia cuocere per 5-7 minuti finché i gamberi non diventano rosa e le vongole non si aprono.
  6. Aggiungi il riso alla padella e mescola bene. Aggiungi il brodo di pesce bollente fino a coprire il riso (circa 1,5 litri). Aggiungi il cucchiaino di zafferano e il sale e il pepe a piacere.
  7. Lascia cuocere la paella a fuoco medio-basso per circa 20 minuti finché il riso non assorbe tutto il brodo e diventa morbido. Mescola di tanto in tanto per evitare che il riso si attacchi al fondo della padella.
  8. Quando il riso è quasi pronto, fai quattro incavi sulla superficie e rompi un uovo in ogni incavo. Copri con un coperchio e lascia cuocere per altri 5-7 minuti finché le uova non sono cotte.
  9. Togli la padella dal fuoco e guarnisci la paella con le cozze precedentemente messe da parte. Servi caldo!

Buon appetito!