Home Blog Pagina 2130

Intelligenza Artificiale, nasce l’AI Alliance

0

(Adnkronos) – Promuovere un’intelligenza artificiale aperta, sicura e responsabile.Meta con Ibm presenta così l’Ai Alliance, una collaborazione che conta 50 membri fondatori a livello globale, tra cui Amd, Anyscale, Cern, Cleveland Clinic, Università Cornell, Dartmouth College, Dell Technologies, Epfl, Eth, Hugging Face, Imperial College London, Intel, Insait, Linux Foundation, Moc Alliance – gestita dall’Università di Boston e dall’Università di Harvard, Nsf, Oracle, Red Hat, Roadzen, ServiceNow, Sony Group, Stability AI, Università della California – Berkeley, Università dell’Illinois, Università di Notre Dame, Università di Tokyo e Yale. I progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, sottolinea Meta, stanno creando nuove opportunità in grado di migliorare il modo in cui lavoriamo, viviamo, impariamo e interagiamo gli uni con gli altri.

Un’innovazione aperta e trasparente è essenziale per mettere a disposizione di un ampio bacino di ricercatori, sviluppatori e utenti specializzati nel campo dell’intelligenza artificiale le informazioni e gli strumenti necessari per sfruttare questi progressi, mettendo al primo posto la sicurezza, la diversità, le opportunità economiche e i vantaggi collettivi.E sebbene siano molte le aziende, le startup, i ricercatori, i governi e le altre realtà che si impegnano a favore di un approccio scientifico aperto e di tecnologie accessibili – e che vogliono avere un ruolo attivo durante la nuova fase di innovazione dell’Ia -, una maggiore collaborazione e condivisione delle informazioni aiuterà la community a innovare più velocemente e in modo più inclusivo, identificando rischi specifici per mitigarli prima di rilasciare un prodotto.  Ecco perché oggi Meta presenta Ai Alliance, un gruppo di organizzazioni leader attive nel mercato, nel mondo delle startup, in quello accademico, nel campo della ricerca e nelle realtà istituzionali, che hanno scelto di unirsi per sostenere l’innovazione aperta e la scienza aperta nel settore dell’intelligenza artificiale.

AI Alliance, spiega Meta, “è un’organizzazione orientata all’azione e di carattere spiccatamente internazionale, realizzata per creare opportunità ovunque attraverso una gamma diversificata di istituzioni che possono plasmare l’evoluzione dell’IA in modi che riflettono meglio le esigenze e la complessità delle diverse società”.  Inoltre AI Alliance è focalizzata sulla valorizzazione di una community aperta, e sul dare la possibilità a sviluppatori e ricercatori di accelerare l’innovazione responsabile nel campo dell’intelligenza artificiale, garantendo allo stesso tempo rigore scientifico, fiducia, sicurezza, diversità e competitività economica.Grazie all’unione di sviluppatori, scienziati, istituzioni accademiche, aziende e altri soggetti promotori di innovazione, Meta concentrerà risorse e conoscenze per analizzare i temi relativi alla sicurezza, fornendo al contempo una piattaforma per la condivisione e lo sviluppo di soluzioni adatte alle esigenze di ricercatori, sviluppatori e utenti di tutto il mondo.  Per farlo, AI Alliance intende avviare o potenziare progetti che rispondono ai seguenti obiettivi: Sviluppare e distribuire parametri di riferimento e standard di valutazione, strumenti e altre risorse che consentano lo sviluppo e l’uso responsabile dei sistemi di IA su scala globale, compresa la creazione di un catalogo di strumenti di sicurezza, protezione e fiducia verificati.

Sostenere la promozione e l’abilitazione di questi strumenti presso la comunità degli sviluppatori per lo sviluppo di modelli e applicazioni.Far progredire in modo responsabile l’ecosistema di foundation models aperti con diverse modalità, compresi i modelli scientifici, multilingue e multimodali altamente specializzati che possono aiutare ad affrontare le sfide della società in materia di clima, istruzione e altro.

E non solo.  Gli obiettivi sono anche Promuovere un vivace ecosistema di acceleratori hardware di IA, incentivando i contributi e l’adozione di tecnologie software abilitanti essenziali.Sostenere lo sviluppo di competenze globali in materia di IA e la ricerca esplorativa.

Coinvolgere la comunità accademica per sostenere ricercatori e studenti nell’apprendimento e nella partecipazione a progetti di ricerca su modelli e strumenti di IA essenziali.Sviluppare contenuti e risorse educative per informare l’opinione pubblica e i policy maker su benefici, rischi, soluzioni e normative specifiche per l’IA.

Lanciare iniziative che incoraggino lo sviluppo aperto dell’IA in modo sicuro e vantaggioso e ospitare eventi per presentare case study dedicate all’IA, mostrando come i membri dell’AI Alliance stiano usando la tecnologia aperta nell’IA in modo responsabile e per un beneficio collettivo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, il papà al funerale: “Grazie per questi 22 anni insieme”

0

(Adnkronos) – “Grazie Giulia per questi 22 anni insieme e per la tua immensa tenerezza”.Lacrime e un lungo applauso accompagnano le parole di Gino Cecchetin che ha ricordato, prima delle fine dei funerali, la figlia Giulia uccisa dall’ex fidanzato. “Cara Giulia, è giunto il momento di lasciarti andare.

Salutaci la mamma.Ti penso abbracciata a lei e ho la speranza che, strette insieme, il vostro amore sia così forte da aiutare Elena, Davide e anche me non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto, ma anche ad imparare a danzare sotto la pioggia”, le parole del papà. “Sì, noi tre che siamo rimasti vi promettiamo che, un po’ alla volta, impareremo a muovere passi di danza sotto questa pioggia”, ha continuato.  “Cara Giulia, grazie, per questi 22 anni che abbiamo vissuto insieme e per l’immensa tenerezza che ci hai donato.

Anch’io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano”, ha detto ancora il papà. “Io non so pregare, ma so sperare: ecco voglio sperare insieme a te e alla mamma, voglio sperare insieme a Elena e Davide e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti: voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e voglio sperare che un giorno possa germogliare – ha continuato – E voglio sperare che produca il suo frutto d’amore, di perdono e di pace.Addio Giulia, amore mio”.  “In questo momento di dolore e tristezza – ha detto il papà di Giulia -, dobbiamo trovare la forza di reagire, di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento.

La vita di Giulia, la mia Giulia, ci è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte, può anzi deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne”, ha detto ancora, aggiungendo: “Grazie a tutti per essere qui oggi: che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita”. “Carissimi tutti, abbiamo vissuto un momento di profonda angoscia: ci ha travolto una tempesta terribile e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai.Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi per portarci il calore del loro abbraccio”, ha esordito prendendo la parola al funerale della figlia. “Mi scuso per l’impossibilità di dare riscontro personalmente, ma ancora grazie per il vostro sostegno di cui avevamo bisogno in queste settimane terribili”, ha continuato.  “Mia figlia Giulia, era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria.

Allegra, vivace, mai sazia di imparare.Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma”, le parole di papà Gino. “Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma – ha continuato – Nonostante la sua giovane età era già diventata una combattente, un oplita, come gli antichi soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà: il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti”. “Come può accadere tutto questo?

Come è potuto accadere a Giulia?Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa ci coinvolge tutti: famiglie, scuola, società civile, mondo dell’informazione”, ha poi sottolineato. “A chi è genitore come me, parlo con il cuore: insegniamo ai nostri figli il valore del sacrificio e dell’impegno e aiutiamoli anche ad accettare le sconfitte – ha continuato -.

Creiamo nelle nostre famiglie quel clima che favorisce un dialogo sereno perché diventi possibile educare i nostri figli al rispetto della sacralità di ogni persona, ad una sessualità libera da ogni possesso e all’amore vero che cerca solo il bene dell’altro.Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia ci connette in modi straordinari, ma spesso, purtroppo, ci isola e ci priva del contatto umano reale”.  “È essenziale che i giovani imparino a comunicare autenticamente, a guardare negli occhi degli altri, ad aprirsi all’esperienza di chi è più anziano di loro – ha proseguito -.

La mancanza di connessione umana autentica può portare a incomprensioni e a decisioni tragiche.Abbiamo bisogno di ritrovare la capacità di ascoltare e di essere ascoltati, di comunicare realmente con empatia e rispetto”.  “Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro avrebbero dovuto amarle e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita”, sottolinea e continua: “Mi rivolgo per primo agli uomini, perché noi per primi dovremmo dimostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di genere.

Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali”. “Dovremmo essere attivamente coinvolti, sfidando la diffusione di responsabilità, ascoltando le donne, e non girando la testa di fronte ai segnali di violenza anche i più lievi – ha continuato – La nostra azione personale è cruciale per rompere il ciclo e creare una cultura di responsabilità e supporto”.  “Anche i media giocano un ruolo cruciale da svolgere in modo responsabile”, continua. “La diffusione di notizie distorte e sensazionalistiche non solo alimenta un’atmosfera morbosa, dando spazio a sciacalli e complottisti, ma può anche contribuire a perpetuare comportamenti violenti”, ha proseguito. “Chiamarsi fuori, cercare giustificazioni, difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza e la disperazione per chiamarlo col suo nome, trasformare le vittime in bersagli solo perché dicono qualcosa con cui magari non siamo d’accordo, non aiuta ad abbattere le barriere”, ha scandito Gino Cecchettin. “Perché da questo tipo di violenza che è solo apparentemente personale e insensata si esce soltanto sentendoci tutti coinvolti.Anche quando sarebbe facile sentirsi assolti”, ha proseguito. “Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il flagello della violenza di genere”, la richiesta dalla chiesa: “Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Le forze dell’ordine devono essere dotate delle risorse necessarie per combattere attivamente questa piaga e degli strumenti per riconoscere il pericolo”.  “La mia riconoscenza giunga anche a tutte le forze dell’ordine, al vescovo e ai monaci che ci ospitano al presidente della Regione Zaia e al ministro Nordio e alle istituzioni che congiuntamente hanno aiutato la mia famiglia”, ha detto ancora.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, chiavi e applausi: Padova fa “rumore” – Video

0

(Adnkronos) – Chiavi, campanelli e applausi.Le migliaia di persone che hanno partecipato fuori dalla Basilica di Santa Giustina a Padova ai funerali di Giulia Cecchettin hanno fatto “rumore” per la 22enne uccisa dall’ex fidanzato.

Un rumore per spezzare il silenzio intorno ai femminicidi, come chiesto dalla famiglia e dalle istituzioni.Applausi, ma anche chiavi per rumoreggiare, ‘ciao Giulia’ e ‘grazie Gino, grazie Elena’ hanno riempito la piazza.

E c’è anche una voce isolata che grida ‘ergastolo’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giuramento di fedeltà o insulto a Re Carlo? Cosa hanno detto i maori

0

(Adnkronos) – Hanno detto “Carlo” oppure “eruzione cutanea”?Non si è capito bene se durante il giuramento di fedeltà alla corona britannica, all’apertura del 54esimo parlamento neozelandese, i membri del partito maori ‘Te Pati’ abbiano pronunciato le parole “Kingi Tiare” (re Carlo) oppure la più offensiva frase “Kīngi harehare” (re eruzione cutanea).

Assonanza a parte, il dibattito su quel che hanno davvero detto i parlamentari maori si è inevitabilmente acceso. Anche perché il giuramento poteva benissimo essere fatto in un più comprensibile e meno equivocabile inglese, mentre nel dizionario maori la parola “harehare” è dispregiativa, ben oltre il senso strettamente ‘dermatologico’ del suo significato. “Ci sono molti significati per molte cose”, ha detto ai giornalisti la co-leader di Te Pati Maori, Debbie Ngarewa-Packer, dopo la cerimonia di giuramento, quando le è stato chiesto del significato di “harehare” e se i parlamentari del suo partito fossero stati “carini” cambiando il riferimento al re.Sono stati “come sempre provocatori”, ha risposto. Un altro co-leader del partito maori, Rawiri Waititi ha affermato che la parola “tiare” (Carlo) può significare “lepre” in alcune zone della Nuova Zelanda, ma anche “crosta”, in altre aree della nazione.

Insomma, forse non se ne verrà mai a capo, vista la varietà delle sfumature che le parole maori acquistano nelle diverse regioni neozelandesi, e probabilmente si è trattato soltanto dell’ennesima provocazione.D’altronde le avvisaglie per questa interpretazione c’èrano state poco prima, quando il partito maori aveva rotto il protocollo e, prima ancora di farlo al re, aveva giurato fedeltà ai propri nipoti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Diego Abatantuono a Claudio Santamaria, ecco il cast di LOL 4

0

(Adnkronos) – Svelato il cast della quarta stagione di LOL: Chi ride è fuori.Diego Abatantuono, Edoardo Ferrario, Angela Finocchiaro, Maurizio Lastrico, Aurora Leone, Lucia Ocone, Giorgio Panariello, Claudio Santamaria, Rocco Tanica si sfideranno a rimanere seri per sei ore consecutive provando, contemporaneamente, a far ridere i loro avversari, per aggiudicarsi un premio finale di 100.000 euro a favore di un ente benefico scelto da chi vincerà.

La novità di quest’anno sarà anche la presenza di un aspirante comico, vincitore dello show Original LOL Talent Show: Chi fa ridere è dentro.  Dopo lo straordinario successo delle prime tre stagioni, LOL: Chi ride è fuori torna per una nuova sorprendente stagione su Amazon Prime con l’esilarante sfida a colpi di battute fra i dieci professionisti della risata impegnati nel tentativo di strappare un sorriso agli altri partecipanti senza mai cedere alla comicità degli avversari, in una battaglia di sketch senza esclusione di colpi che mostra diversi stili comici: dalla stand-up, all’improvvisazione, fino alla commedia fisica e a tanto altro. A osservare l’esilarante gara comica dalla control room, torna nelle vesti di arbitro e conduttore, Fedez, affiancato dal co-host Frank Matano, e da Lillo Petrolo, che per questa stagione vestirà i panni di vero e proprio coach.Alla prima risata di uno dei partecipanti, dalla control room scatterà un cartellino giallo di ammonizione, seguito alla successiva dal temuto cartellino rosso di espulsione dal gioco.

L’ultimo sfidante che riuscirà a resistere rimanendo serio per tutte le sei ore di gioco sarà il vincitore, e potrà donare 100.000 euro a un ente benefico di sua scelta. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele vuole allagare i tunnel di Hamas? Precedenti e rischi della possibile strategia a Gaza

0

(Adnkronos) –
Allagare la rete di tunnel usati da Hamas e da altri gruppi armati nella Striscia di Gaza per renderli inutilizzabili.Sarebbe questa l”ultima’ strategia dei militari israeliani nel contesto delle ostilità esplose dopo il terribile attacco del 7 ottobre in Israele.

La dimensione sotterranea dell’enclave palestinese è un labirinto di cunicoli che sarebbe più lungo della metropolitana di Londra.Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti Usa, i militari israeliani hanno installato a metà novembre cinque pompe idriche a nord di Gaza City.

La Bbc ha chiesto loro un commento, ma per ora si limitano ad affermare di verificare le indiscrezioni, e la rete britannica precisa di non poter confermare le ultime notizie in modo indipendente.  Eppure, ricordano i media internazionali, nel 2015 l’Egitto utilizzò l’acqua del Mediterraneo per allagare una rete di centinaia di tunnel lungo il confine con Gaza.Il contrabbando è il ‘problema’ rappresentato da sempre da quel labirinto sotterraneo.

E nel 2015 l’operazione egiziana scatenò le ire a Rafah dove denunciarono danni per le coltivazioni.Nel 2021, prosegue la Bbc, le Idf affermarono di aver distrutto con raid aerei più di 100 chilometri di tunnel a Gaza.

Hamas parlava di una rete di gallerie sotterranee di 500 chilometri (402 la metropolitana di Londra). 
Adesso a complicare lo scenario ci sono gli ostaggi, rapiti il 7 ottobre in Israele e da allora trattenuti nella Striscia.Hamas afferma che si trovano in “luoghi sicuri e nei tunnel”.

E c’è anche la questione dell’impatto ambientale.Pompare acqua salata potrebbe comportare anche danni per la falda acquifera sotterranea.

L’operazione potrebbe rendere estremamente difficile coltivare la terra di Gaza e, inoltre, quello che è stato immagazzinato negli anni nei tunnel potrebbe contaminare il terreno.Non solo.

L’operazione che secondo il Wall Street Journal avrebbero in mente i militari israeliani potrebbe richiedere settimane e quindi consentire ai combattenti di Hamas di spostarsi, portando potenzialmente con loro gli ostaggi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero medici, dottori al sit in di Roma: “In pensione prima del coccolone”

0

(Adnkronos) – La pioggia battente non ha fermato i medici e gli infermieri che oggi a Roma sono scesi in piazza per lo sciopero di categoria.Fischietti e bandiere dei sindacati, un migliaio gli operatori nella Capitale ma altrettanti sit-in si svolgono a Torino, Bologna, Napoli e Palermo, collegati su un maxi schermo.

Tanti i cartelli ironici nei confronti della manovra e del Governo, colpevoli di “abbandonare chi era stato definito eroe durante il Covid.C’è anche chi ironizza con un cartello ‘fai da te’ con scritto “in pensione prima del coccolone” con il dottore che indossa un maschera da anziano.

Ma i medici e gli infermieri chiedono soprattutto “rispetto” e lo urlano a gran voce.  “Questo è il primo sciopero dei medici, ma senza risposte andiamo avanti e apriamo lo sconto con le dimissioni di massa.Se non ci apprezzano andremo via dai reparti.

Oggi mancano 20mila medici”.Così all’Adnkronos Salute Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, oggi a Roma in sit-in per lo sciopero dei medici.

C’è possibilità di ricucire con il Governo? “Si possono distogliere le risorse dal lavoro straordinario e per la sanità privata e convogliarle sul personale”, risponde Di Silverio.  Lo sciopero dei medici e degli infermieri “è la dimostrazione palese e plateale di un disagio profondo che pervade la professione che lavora in un ambiente non adeguato, i medici chiedono di poter fare i medici in sicurezza e qualità con personale adeguato ai bisogni dei cittadini”.Così all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e chirurghi, presente al sit in. “C’è una grande preoccupazione – aggiunge – anche sul lato della responsabilità medica.

Occorre tutelare i professionisti come fatto durante la pandemia”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Enorme rischio di attacchi terroristici in Europa”, l’allarme Ue

0

(Adnkronos) – L’Unione Europea si trova attualmente a fronteggiare un elevato rischio terroristico a causa della guerra di Gaza.Lo ha affermato la commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson. “Con la guerra tra Israele e Hamas e le aggregazioni che l’avvicinarsi delle festività natalizie provoca nella nostra società, c’è un enorme rischio di attacchi terroristici nell’Unione Europea”, ha detto, arrivando a una riunione dei ministri degli Interni dell’Ue a Bruxelles e facendo riferimento all’aggressione con coltello avvenuta sabato a Parigi, in cui un turista tedesco è rimasto ucciso e due persone sono rimaste ferite, nonché ad altri incidenti precedenti.  La commissaria ha annunciato di “mettere a disposizione ulteriori 35 milioni di euro per la protezione, fra gli altri luoghi di aggregazione, dei luoghi di culto”.

Nel corso della riunione, i ministri dell’Ue si consulteranno sulla sicurezza nell’Unione Europea alla luce delle guerre in Medio Oriente e Ucraina.All’ordine del giorno figurano anche una discussione sull’area Schengen senza visti e i progressi sulla riforma dell’asilo e dell’immigrazione nella Ue. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Messina Denaro, arrestata Martina Gentile: è la figlia di Laura Bonafede, amica intima boss

0

(Adnkronos) – Arrestata all’alba di oggi Martina Gentile, la figlia di Laura Bonafede, l’amica intima del boss Matteo Messina Denaro.La giovane, accusata di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dalle modalità mafiose.

Di lei il boss mafioso, quando era latitante, diceva: “E’ come se fosse mia figlia, ha molto di me perché l’ho insegnata io, se vedessi il suo comportamento ti sembrerei io al femminile”. “L’operazione – dice il Ros dei Carabinieri – costituisce la prosecuzione dell’indagine che lo scorso 16 gennaio ha permesso al Ros di catturare a Palermo l’allora latitante Matteo Messina Denaro”.Lo scorso 13 aprile era stata arrestata anche Laura Bonafede, madre di Martina Gentile, per la stessa accusa. Martina Gentile – alla quale il giudice ha concesso i domiciliari – avrebbe consegnato dei ‘pizzini’ per il boss mafioso con la figlia (che ora ha 3 anni) nel passeggino, secondo quanto emerge dall’inchiesta.

Gli investigatori stanno cercando di scoprire a chi fossero diretti.La donna è stata arrestata dai Carabinieri a Pantelleria, dove insegnava in una scuola come supplente in una scuola. Le impronte della giovane sono state trovate dai carabinieri del Ros nel covo del capomafia arrestato il 16 gennaio del 2023.

E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare del gip. “Gli accertamenti tecnici svolti dal Ris dei Carabinieri – si legge nella misura – hanno evidenziato la presenza di due impronte papillari riconducibili a Martina Gentile su un dvd che custodiva il latitante e che conteneva la registrazione di un film”.Per il gip Alfredo Montalto “si tratta di un ulteriore elemento di prova perfettamente coerente con il quadro fin qui rassegnato e dunque significativo di un rapporto tra la giovane donna e il latitante che si arricchiva anche di un’assistenza concreta alle esigenze di quest’ultimo, anche sotto forma di ausilio alla coltivazione di hobby o più semplicemente di assistenza volta a rendere meno gravoso lo stato di clandestinità”. Secondo la Dda di Palermo la donna “è stata uno degli ingranaggi indispensabili del sistema di comunicazione ingegnato dal latitante”, “grazie al quale questi ha anche potuto mantenere la indispensabile sponda di Laura Bonafede nella condivisione e gestione delle strategie mafiose sul territorio di Campobello di Mazara”.  Martina Gentile “aderiva pienamente agli ideali mafiosi già ereditati dal nonno e attuati dal padre”, entrambi in carcere per associazione mafiosa, scrive ancora il gip.

Conosceva “tutti i meccanismi di controspionaggio del boss Matteo Messina Denaro”. “Martina Gentile può vantare un tale patrimonio di conoscenze”, dice il gip, “e sulla sua rete di coperture, tanto da porla strategicamente al centro, accanto alla madre, del suo sistema di assistenza e protezione del latitante e, in tal modo, in grado di condizionarlo, inquinarlo o comunque renderlo ancora oscuro nelle molte parti ancora non svelate”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dallo spazio un Manifesto per la Terra, torna il New Space Economy European Expoforum

0

(Adnkronos) – Un Manifesto per la Terra perché per l’umanità “Non esiste un pianeta B.Parte da questo appello l’edizione 2023 del New Space Economy European Expoforum (NSE), un appuntamento che da cinque anni si rinnova alla Fiera di Roma.

Organizzato – da oggi e fino al 7 dicembre prossimo – presso il padiglione 4, NSE ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Difesa, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Agenzia Spaziale Italiana, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di Enea, di Ingv e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.Il New Space Economy European Expoforum è organizzato con la collaborazione della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Roma.

Alla cerimonia di apertura interviene anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha la delega allo Spazio.  NSE 2023 è l’expoforum internazionale sul trasferimento tecnologico ed il suo obiettivo è accendere un faro “sulla capacità della nuova economia spaziale di consentire nuovi mercati terrestri basati sull’innovazione spaziale guidata dall’imprenditorialità”.Dunque da NSE c’è attesa per la visione che può offrire “sul potenziale crescente del settore spaziale” e su come l’ExpoForum possa mettere “in rete” i tanti soggetti del settore: dai grandi attori industriali alle piccole e medie imprese, dal mondo universitario e della ricerca alle start-up, dalle agenzie spaziali alle istituzioni internazionali, fino agli investitori, agli esperti di diritto e di finanza e ai media.

Forte il messaggio del Manifesto lanciato al New Space Expoforum NSE 2023: “L’unico corpo celeste che può sostenerci è quello nel quale ci siamo evoluti e questa è ormai una verità scientificamente accertata: ‘Non esiste un pianeta B’.Ma potremmo dire lo stesso per lo spazio?

Se guardiamo all’orbita terrestre bassa, dove si muovono migliaia di satelliti e di detriti e si prevede che altre migliaia di satelliti arriveranno, forse sì.Per un giusto sviluppo della new space economy emergente, dobbiamo preservare lo spazio a noi più vicino: non c’è uno spazio B!”.  Al NSE 2023 viene presentata, in anteprima mondiale, la prima Piattaforma Metaverso Lunar City, ideata da Next One Film Group di Alessandra Bonavina, con il supporto dell’Unione europea – NextGenerationEU e realizzata in partnership con Vection Technologies, Thales Alenia Space e Altec.

La Piattaforma Metaverso Lunar City consente di ‘visitare’ con visori di realtà virtuale, un’anticipazione fedele di alcune aree di un futuristico Spazioporto Lunar City: dal grande ingresso passeggeri spaziali al modulo Columbus, sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea e costruito da Thales Alenia Space, fino all’arrivo nel Gate delle partenze con vista tra Luna e Terra.Quello che potrebbe apparire solo come un sofisticato streaming immersivo EduEntertainment in realtà è una piattaforma Metaverso che, assicurano gli organizzatori, non nasconde obiettivi di utilizzo della realtà virtuale per la simulazione di viaggi per tour operator e ‘viaggiatori’ spaziali ma soprattutto formazione per l’addestramento di astronauti, ingegneri e test di sviluppo esperimenti per enti di ricerca e università.

Lo stand Lunarcity si può visitare da oggi a domani 6 dicembre alle 12-18 e il 7 dicembre alle 10-13. All’NSE 2023, inoltre, partecipano innovatori e player di peso del settore spaziale che si confrontano anche su idee rivoluzionarie e potenziali applicazioni.E’ possibile vedere come tecnologie spaziali all’avanguardia possano essere adattate, integrate e applicate per guidare l’innovazione e la crescita in vari mercati terrestri, dai trasporti all’agricoltura, dalla sanità alle telecomunicazioni e a molto altro ancora.

Ricco il programma delle tre giornate dell’evento che prevede una conferenza scientifica con numerose tavole rotonde, un’esposizione fieristica, eventi tematici e momenti dedicati al networking e al business to business. La prima giornata oggi di lavori è scandita dalla Cerimonia di apertura con i saluti istituzionali e una introduzione a cura del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che interviene anche nella Opening accanto al presidente della Fondazione Amaldi Alberto Tuozzi, alla vicepresidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Elda Turco Bulgherini, al direttore Programmi e Strategie dell’Ufficio per le Politiche Spaziali e Aerospaziali alla Presidenza del Consiglio dei ministri Mauro Piermaria e al Capo dell’unità politica spaziale e aerospaziale del COMINT Colonnello Luigi Riggio.Seguono due conferenze sul tema generale “There is No Space B” e un momento di approfondimento per raccogliere i punti di vista dell’industria e delle agenzie e centri di ricerca.

Dal pomeriggio si aprono i confronti su temi di interesse internazionale tra i relatori appartenenti al settore spaziale e non spaziale.Tra gli oltre cento speakers partecipano ai brainstorming anche rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del settore finanziario. Alle ore 14.45, si parla di “Geopolitics of space: the need of a global law” ed in particolare della necessità di regolamentare lo spazio.

Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico dell’ONU del 1967, che afferma il principio secondo il quale lo spazio appartiene all’umanità e non a un individuo o un Paese, mostra oggi infatti forti limiti a seguito dell’evoluzione del contesto politico ed economico.Nel XXI secolo le orbite attorno alla Terra si stanno infatti popolando di un numero crescente di satelliti e astronavi, molti per scopi commerciali ma soprattutto per scopi militari e di intelligence.

Inoltre gli Stati Uniti e la Cina hanno avviato una nuova corsa allo spazio in cui la Luna, e l’orbita cislunare, rappresentano un obiettivo strategico.Gli esperti si interrogano sulla possibilità di “tracciare un confine nello spazio e poi elaborare una legge globale che rispetti gli interessi nazionali”. Lo spazio come ultima frontiera della competizione politica, tecnologica e industriale è il tema della tavola rotonda delle ore 15.30 “Space Domain”.

Negli ultimi anni, lo spazio e il cyberspazio sono passati da “fattori chiave” a posizione riconosciuta accanto ai “tradizionali” domini terrestre, marittimo e aereo.Le operazioni militari nazionali e multinazionali non sono concepibili senza il supporto di sistemi spaziali.

Inoltre, i satelliti sono diventati un’infrastruttura critica per le società e le economie della Terra.Stati Uniti, Cina e Russia, sfruttando anche tecnologie digitali innovative, perseguono vantaggi competitivi nell’orbita alta.

La Nato ha ufficialmente riconosciuto lo spazio come dominio operativo e le forze armate degli Stati Uniti e dei principali alleati europei si stanno organizzando di conseguenza. Alle ore 16.30 si affronta la tematica della “Space Culture”, originale momento di confronto, trasversale e multidisciplinare, sull’impatto dello spazio nella cultura, grazie alle esperienze e alle sensibilità di esperti e personalità del cinema, della letteratura, dell’innovazione, dell’audiovisivo e delle arti figurative.Lo spazio non è più ristretto al solo consesso tecnico-scientifico, ma ormai pervade tutti gli aspetti della vita sociale e culturale.

Alle 17,30 la prima giornata di NSe si chiude con la tavola rotonda “The Space Economy as seen from the two sides of Atlantic”, moderata da Leopoldo Benacchio – Senior Scientist dell’Inaf.Al confronto intervengono, fra gli altri, Laurie Leshin, Direttore Nasa Jp che manda un video messaggio; Marco Villa, Chief Revenue Officer di Terran Orbital; l’astronauta dell’Esa Roberto Vittori, generale dell’Aeronautica Militare Italiana, Frank Webb, Program Manager di NASA JPL.  La mattinata di mercoledì 6 dicembre è invece strutturata in quattro diverse tavole rotonde, sarà dedicata ad esplorare come i fondi governativi e privati stiano innescando nuove iniziative legate alle opportunità offerte dallo spazio.

Si inizia alle 9.30 con un focus sull’Earth Observation (EO) e su come i servizi basati sull’Osservazione della terra possano essere utilizzati a supporto della pubblica amministrazione centrale.Il tema è trattato nella tavola rotonda “From the EU Recovery Plan New Earth Observation Services for the Central Government” in viene anche affrontato il tema dell’impatto del programma spaziale italiano IRIDE che nasce dal PNRR. La seconda giornata di lavori viene scandita dalle conferenza sulla rapida espansione della new space economy, guidata dai progressi tecnologici e dall’aumento della partecipazione del settore privato, la questione critica della sicurezza informatica è diventata un tema di fondamentale interesse.

Alle ore 10.15 in “Cybersecurity and new space economy: role, market opportunities in space and on ground” si approfondiranno quindi gli aspetti chiave della sicurezza informatica all’interno dell’industria spaziale, con particolare attenzione alle questioni critiche e all’esame delle potenziali opportunità di mercato. Alle ore 11.30 è la volta del confronto “merging players in European Launch Industry and the challenge with USA and China” e l’attenzione si sposta sul settore dei lanci spaziali e su come questo settore stia evolvendo in Europa, la cui sfida è colmare il divario con gli Stati Uniti, e con SpaceX in particolare.Mentre Vega C è in crescita e Ariane 6 sta preparando il suo debutto, è in corso una profonda trasformazione nell’industria europea dei lanci, sostenuta da iniziative private e dall’introduzione di tecnologie innovative, come i carburanti verdi e l’approccio alla riusabilità.

Le opportunità di investimento, dovute all’ingresso di nuovi fondi privati, sono inoltre al centro della tavola rotonda “Investment opportunities in the NSE” delle ore 12.15.La new space economy ha aperto grandi opportunità a chi opera sul mercato e la sfida secondo gli osservatori è “trasformare le innovazioni nazionali in leader di mercato globali nel campo strategico dell’aerospazio”. Nel pomeriggio di domani, alle ore 14, è in agenda “Education for the Space Economy” incontro in ci si confronta sull’evoluzione dell’offerta accademica in ambito universitario, che da un lato deve garantire la capacità di innovazione e sviluppo del settore aerospaziale, dall’altro deve aumentare la propria attrattività e garantire le giuste competenze.

Un’evoluzione che muove sui pilastri fondamentali dell’interdisciplinarietà, dei progressi tecnologici, dell’internazionalizzazione, della formazione online.Nuovo appuntamento, sempre domani, alle ore 14.45 alla “New Space Economy for Latin America”, una conferenza che apre una finestra sull’America Latina come mercato emergente nel campo spaziale con le opportunità che possono scaturire in quest’area.  Alla seconda giornata di lavori ci si concentrerà, poi, alle ore 15.30, sulle “Moon Opportunities”, le opportunità di business legate allo sfruttamento delle risorse lunari.

La Luna può infatti fornire agli scienziati nuove prospettive di ricerca, diventando anche un osservatorio privilegiato sul pianeta Terra.Le indagini sulla superficie lunare e nell’orbita lunare miglioreranno la conoscenza delle leggi della fisica nello spazio, dell’attività di estrazione e metteranno alla prova teorie vecchie di decenni.

Prospettive che non possono prescindere dalla necessità di preservare questa risorsa unica e preziosa.Guardando allo spazio da ‘abitare’, alle ore 16.45, in “Feed the Future Astronauts” vengono raccontate le novità nel campo dell’alimentazione, settore che sta cambiando giorno dopo giorno grazie al nuovo modo di pensare al cibo per le missioni anche a lungo termine, che include la stampa 3D e l’agricoltura nell’ambiente spaziale. La giornata di chiusura del New Space Economy European Expoforum, giovedì 7 dicembre, declina nelle varie tavole rotonde il tema delle nuove opportunità che derivano dallo spazio per tutelare e migliorare la Terra.

Alle ore 9.30 si apre il confronto in “From the EU Recovery Plan New Earth Observation Services for the Local Government” che verte sui nuovi servizi spaziali a beneficio delle pubbliche amministrazioni locali.In “Monitoring Natural Disasters from Space – State of the Art and Perspectives”, alle ore 10.15, si analizzano i nuovi approcci per mitigare i rischi e proteggersi dai danni sotto vari aspetti: dall’utilizzo delle tecnologie satellitari al ruolo della protezione civile, all’applicazione delle tecniche di machine learning, fino alle implicazioni in campo assicurativo.

Un tema di stretta attualità, connesso agli effetti del cambiamento climatico. Inoltre alla conferenza “Operational Space Weather in the New Space Economy Era”, alle ore 11.30, l’attenzione si sposta sulle nuove misure per rafforzare la resilienza alle minacce meteorologiche spaziali.Nel panorama in rapida evoluzione della new space economy, il ruolo del monitoraggio e delle previsioni meteorologiche spaziali operative è diventato infatti sempre più importante.

La meteorologia spaziale, che comprende l’attività solare e i suoi effetti sulle condizioni magnetiche e atmosferiche della Terra, può infatti avere un impatto significativo in diversi ambiti, dalle comunicazioni e navigazione satellitare al turismo spaziale e all’esplorazione lunare.Verrà quindi approfondita la relazione tra la meteorologia spaziale, la tecnologia e l’industria spaziale. La tecnologia quantistica rivoluzionerà davvero i campi dell’IT e della sicurezza o sarà solo un’altra tecnologia sofisticata per appassionati accademici?

Questa e altre domande sono invece ggetto della tavola rotonda “Quantum Computing for Space” in agenda alle ore 12.15.NSE 2023 si conclude con l’incontro “The Space National Vision”, in programma alle ore 13, che offrirà una panoramica sul futuro dell’Italia nel settore spaziale, che non dipende solo dalla ricerca e dall’innovazione, ma anche dalle politiche e strategie istituzionali.

Per governare meglio questi fenomeni è necessaria una revisione del quadro normativo a livello nazionale, per adattarlo alle sfide di oggi e di domani. Ma NSE 2023 è anche un Exhibition e la tre giorni di ExpoForum prevede una ampia area espositiva dove troveranno spazio le realtà – dalle agenzie spaziali alle PMI, dalle associazioni industriali fino alle start-up – che operano in una vasta gamma di aree di interesse.I protagonisti della new space economy possono fare networking e, al contempo, i visitatori potranno accostarsi a queste realtà innovative.

Diversi stand propongono iniziative di coinvolgimento per gli studenti, come i simulatori di volo dell’Aeronautica Militare o i diversi esperimenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).I ricercatori dell’Ingv, in particolare, sono presenti all’Expo con uno stand in cui i visitatori possono interagire direttamente e scoprire come la tecnologia spaziale può essere applicata alle Geoscienze per condurre ricerche avanzate su terremoti, vulcani e ambiente.  Nell’area Experience dedicata alle scuole è infine possibile vedere i docufilm Expedition e Lunar City ad orari prestabiliti e potrà anche essere disputata una partita di padel e tennis nello Spazio con la VR Splasch, il prototipo di un videogioco coprodotto da Thales Alenia Space Italia e Next One Film Group (il 5 e 6 dicembre in orario 10-18).

Si può persino scegliere di giocare sulla Stazione Spaziale Internazionale, sulla Luna e su Marte, ma la vera sfida sarà gestire le differenti gravità che rendono il gioco davvero avvincente. (di Andreana d’Aquino)
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, diversi licei occupati nella notte a Roma

0

(Adnkronos) – Diversi licei sono stati occupati nella notte a Roma.Oltre al Tasso, nella notte studenti hanno occupato anche i licei Mamiani e Vittorio Colonna.

Le occupazioni sarebbero avvenute tra le 2 e le 3 di notte.Sul posto la Polizia.  Al liceo classico Tasso gli studenti sono entrati dall’adiacente liceo scientifico Righi. “Si comunica che chiunque entri nella scuola è di fatto occupante – si legge in un comunicato del preside che ha fatto denuncia ai Carabinieri – E il suo regolamento rientra nella fattispecie prevista dall’Istituto.

La mia solidarietà a tutti quegli studenti a cui è stato negato il diritto allo studio” ed impedito di vivere la ‘settimana dello studente’, “un’esperienza culturalmente significativa e democraticamente condivisa”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, contagi raddoppiati in 3 settimane: crescono ricoveri e morti

0

(Adnkronos) – Dopo circa un mese di sostanziale stabilità del numero dei nuovi casi Covid settimanali in Italia, “da 3 settimane consecutive si rileva la progressiva ripresa della circolazione virale.Infatti, dalla settimana 2-8 novembre a quella 23-29 novembre il numero dei nuovi casi settimanali è aumentato da 26.855 a 52.175 (+94,3%), un raddoppio dei contagi.

Crescono anche i ricoveri in area medica, +58%”.Lo evidenzia il report della Fondazione Gimbe con il monitoraggio della situazione Covid in Italia.  “Rispetto all’effettiva circolazione virale – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe –, il numero dei contagi è largamente sottostimato perché il sistema di monitoraggio, dopo l’abrogazione dell’obbligo di isolamento per i soggetti positivi, poggia in larga misura su base volontaria.

Infatti, da un lato la prescrizione di tamponi nelle persone con sintomi respiratori è ormai residuale (undertesting), dall’altro con l’utilizzo diffuso dei test antigenici fai-da-te la positività viene comunicata ai servizi epidemiologici solo occasionalmente (under-reporting)” “Nella settimana 23-29 novembre l’incidenza dei nuovi casi oscilla da 1 caso per 100mila abitanti della Sicilia a 183 del Veneto – ricostruisce il report Gimbe -.Rispetto alla settimana precedente i nuovi casi aumentano in 15 Regioni: dal +3,7% del Veneto al +43,4% della Sardegna.

In calo le restanti 6 Regioni: dal -3,5% della Provincia Autonoma di Trento al -32,3% dell’Umbria.In 80 Province si registra un aumento dei nuovi casi: dal +1,5% di Trieste al +60% di Matera.

Nelle restanti 21 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,2% di Salerno al -50% di Messina); stabili le Province di Cagliari, Catanzaro, Enna, Oristano, Siracusa, Sud Sardegna con una variazione dello 0%”.  “Dopo un mese di stabilità, i posti letto occupati da pazienti Covid dal 2 novembre al 29 novembre sono aumentati in area medica da 3.632 fino a 5.741 (+58,1%) e in terapia intensiva da 99 a 170 (+71,7%) Al 29 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 9,2% in area medica (dall’1,8% della Basilicata al 10,1% dell’Umbria) e dell’1,9% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Marche, Provincia Autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta al 2,8% dell’Emilia-Romagna)”, si legge nel report.  “Se in terapia intensiva – spiega il presidente Cartabellotta – i numeri sono esigui dimostrando che oggi l’infezione da Sars-CoV-2 solo raramente determina quadri severi, l’incremento dei posti letto occupati in area medica conferma che nelle persone anziane, fragili e con patologie multiple può aggravare lo stato di salute richiedendo ospedalizzazione e/o peggiorando la prognosi delle malattie concomitanti”.Infatti, il tasso di ospedalizzazione in area medica cresce con l’aumentare dell’età: in particolare, passa da 39 per milione di abitanti nella fascia 60-69 anni a 112 per milione di abitanti nella fascia 70-79 anni, a 271 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e a 421 per milione di abitanti negli over 90.  Crescono anche i decessi per Covid in Italia. “Sono raddoppiati nelle ultime 4 settimane: da 148 nella settimana 26 ottobre-1 novembre a 291 nella settimana 23-29 novembre, per un totale di 881 decessi.

Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, i decessi risultano quasi esclusivamente a carico degli over 80.Infatti, a fronte di un tasso di mortalità di 3 decessi per milione di abitanti, sono 23 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e 46 per milione di abitanti negli over 90″, spiega Gimbe. La campagna vaccinale anti-Covid “è al palo soprattutto per gli anziani e i fragili: negli over 80, la fascia di età più suscettibile a ricoveri e decessi, si è arrivati a coprire il 7,4% della popolazione con intervalli che vanno dallo 0% dell’Abruzzo al 17% della Toscana”, sottolinea ancora il report della Fondazione Gimbe. “Al 30 novembre sono state somministrate 1.042.541 dosi così suddivise: 190.467 (18,3% del totale) agli under 60 anni, 183.901 (17,6%) alla fascia 60-69 anni, 327.340 (31,4%) alla fascia 70-79 anni e 340.833 (32,7%) agli over 80 – fotografa il report – La media mobile a 7 giorni è pari a 23.854 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 27.380 della settimana precedente (-12,9%).

Il tasso di copertura nazionale per gli over 60 è del 4,9% (dallo 0% dell’Abruzzo al 12% della Toscana”.  “Nonostante le raccomandazioni del Ministero della Salute – rimarca il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta– i tassi di copertura negli over 60, ed in particolare negli over 80, rimangono molto bassi a livello nazionale e prossimi allo zero in quasi tutte le Regioni del Sud.Con un numero di somministrazioni che, invece di aumentare, si riduce.

Purtroppo, al fenomeno della ‘stanchezza vaccinale’ e alla continua disinformazione sull’efficacia e sicurezza dei vaccini, si sono aggiunti vari problemi logistico-organizzativi: ritardo nella consegna e distribuzione capillare dei vaccini, insufficiente e tardivo coinvolgimento di farmacie e medici di medicina generale, mancata attivazione della chiamata attiva dei pazienti a rischio, difficoltà tecniche dei portali web di prenotazione.Con la tragica conseguenza – conclude – che l’attuale incremento della circolazione virale viene a coincidere con il progressivo declino della copertura immunitaria in un numero sempre più elevato di anziani e fragili, aumentando inesorabilmente ricoveri ordinari e decessi”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, droni Kiev su mar d’Azov e Crimea. Russia: “Respinti 35 attacchi”

0

(Adnkronos) – La Russia annuncia di aver respinto nella notte diversi attacchi con droni condotti dall’Ucraina.In una nota su Telegram, il ministero della Difesa russo fa sapere che 22 aerei senza pilota sono stati distrutti e altri 13 intercettati sul mar d’Azov e sulla Crimea. Mosca, intanto, avrebbe perso 333.840 soldati in Ucraina dall’inizio della sua invasione il 24 febbraio del 2022, ha riferito lo Stato maggiore delle forze armate ucraine.

Nel computo sono incluse 1.030 vittime delle forze russe subite nell’ultimo giorno. Secondo il rapporto, la Russia ha perso anche 5.587 carri armati, 10.416 veicoli corazzati da combattimento, 10.483 veicoli e serbatoi di carburante, 7.987 sistemi di artiglieria, 913 sistemi di razzi a lancio multiplo, 605 sistemi di difesa aerea, 323 aerei, 324 elicotteri, 6.032 droni, 22 imbarcazioni e un sottomarino.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pil Italia a due velocità nel 2023, divario crescita tra Nord e Sud

0

(Adnkronos) –
Pil a due velocità nel 2023: la crescita del prodotto interno lordo italiano è stimata a +0,7% con una crescita dello 0,4% nel Mezzogiorno e del 0,8% nel Centro-Nord.E’ la stima contenuta nel rapporto Svimez, presentato oggi.

La riapertura del divario di crescita Nord-Sud è imputabile al calo dei consumi delle famiglie (–0,5%), che non dovrebbe osservarsi nel Centro-Nord (+0,4%).Dinamica sfavorevole causata da una contrazione del reddito disponibile delle famiglie meridionali (–2%), doppia rispetto al Centro-Nord come nel 2022.  Gli investimenti dovrebbero essere interessati da una dinamica positiva, ma in forte decelerazione rispetto al 2022: +5% dal +9,8 dell’anno precedente nel Mezzogiorno, +3,3% dopo il +9,1 del 2022 nel Centro-Nord.  La componente in macchine, attrezzature e mezzi di trasporto è stimata in crescita a tassi sostanzialmente allineati nelle due ripartizioni (+5,1% nel Mezzogiorno e +4,9 nel Centro-Nord).

In deciso rallentamento rispetto al 2022, soprattutto al Centro-Nord, gli investimenti in costruzioni: +5,1% dal +13,1 dell’anno precedente nel Mezzogiorno, +1,7% dal +11 nel Centro-Nord.Il rallentamento riflette l’indebolimento dell’effetto Superbonus e lo slittamento temporale degli interventi del PNRR.

Un contributo positivo, viceversa, dovrebbe venire, soprattutto al Sud, dallo stimolo indotto dalla spesa di fine ciclo della programmazione europea 2014-20.  Nel 2024 si stima che il pil aumenti dello 0,7% a livello nazionale, per effetto del +0,7 del Centro-Nord e del +0,6 del Mezzogiorno.Al Sud la crescita dei consumi delle famiglie dovrebbe tornare in positivo, sia pure mantenendosi al di sotto della media del Centro-Nord (+0,8 contro +1,3%), grazie al recupero del reddito disponibile reso possibile dal rientro dell’inflazione.

Gli investimenti dovrebbero crescere in maniera più pronunciata nel Mezzogiorno, accelerando rispetto al 2023 soprattutto grazie alla dinamica molto favorevole della componente in costruzioni (+9,7% contro +2,2% nel Centro-Nord).Nel 2025, la crescita nazionale dovrebbe attestarsi sul +1,2%.

La crescita del pil meridionale è stimata 4 decimi di punto al di sotto del dato del Centro-Nord: +0,9% a fronte del +1,3.La crescita del pil meridionale continua invece a beneficiare degli effetti espansivi degli investimenti, rispetto all’anno precedente, anche nella componente in macchine, attrezzature e mezzi di trasporto per effetto del Pnrr.   Sulla dinamica territoriale del PIL 2024-2025 incidono gli effetti espansivi degli interventi finanziati dal Pnrr, per la concentrazione nel biennio del massimo sforzo di realizzazione infrastrutturale.

La Svimez ha stimato in 2,2 punti percentuali l’impatto cumulato sul PIL nazionale nel biennio nell’ipotesi di completo e tempestivo utilizzo delle risorse disponibili: +2,5 nel Mezzogiorno e +2% nel Centro-Nord.  Secondo le stime della Svimez, il Pnrr eviterà la recessione al Sud in entrambi gli anni di previsione: –0,6% e –0,7% il pil del Mezzogiorno nel 2024 e nel 2025 “senza PNRR”.Anche il Centro-Nord beneficia dello stimolo, grazie al quale l’area evita una sostanziale stagnazione nel biennio: –0,2% e crescita piatta nel Centro-Nord Mezzogiorno nel 2024 e nel 2025 nello scenario “senza PNRR”. Nel post-Covid il Sud aggancia la ripresa ma senza industria mentre un forte slancio arriva dal settore delle costruzioni con la spinta del superbonus.

Nel biennio 2021-2022, in un contesto che vede la dinamica del pil italiano nel biennio 2021-2022 si uniforme su base territoriale, l’economia del Mezzogiorno è cresciuta del 10,7%, più che compensando la perdita del 2020 (–8,5%).Nel Centro-Nord, la crescita è stata leggermente superiore (+11%), ma ha fatto seguito a una maggiore flessione nel 2020 (–9,1%).

La novità di una ripartenza allineata tra Sud e Nord sconta però l’eccezionalità del contesto post-Covid per il tenore straordinariamente espansivo delle politiche di bilancio e la diversa composizione settoriale della ripresa.Fatto 100 il dato di crescita cumulata del valore aggiunto extra-agricolo nel biennio, i servizi hanno contribuito per 71,1 punti nel Mezzogiorno e 63,6 nel Centro-Nord.

Il contributo delle costruzioni si è spinto 7 punti oltre la media del Centro-Nord (18,9 contro 11,9), grazie all’impatto espansivo esercitato dal Superbonus 110%.Questo il quadro tratteggiato dal rapporto Svimez. Viceversa, il contributo dell’industria è stato limitato nel Mezzogiorno: 10 punti contro i 24,5 del Centro-Nord, in virtù anche del consistente assottigliamento della base produttiva subìto tra il 2007 e il 2022: quasi –30% di valore aggiunto, contro una flessione del 5,2% nelle regioni centro-settentrionali.

Il confronto europeo rivela tuttavia il ritardo accumulato anche dall’industria del Centro-Nord: negli stessi anni il valore aggiunto industriale dell’UE a 27 è aumentato di quasi il 14%, quello della Germania di oltre il 16%.  
Più occupazione ma precarietà si inasprisce.Inediti livelli di povertà – Rispetto al pre-pandemia la ripresa dell’occupazione si è mostrata più accentuata nelle regioni meridionali: +188 mila nel Mezzogiorno (+3,1%), +219 mila nel Centro-Nord (+1,3%).

In tema di precarietà del lavoro, nella ripresa post-Covid dopo il «rimbalzo» occupazionale è tornata a inasprirsi la precarietà.Dalla seconda metà del 2021, è cresciuta l’occupazione più stabile, ma la vulnerabilità nel mercato del lavoro meridionale resta su livelli patologici.

Quasi quattro lavoratori su dieci (22,9%) nel Mezzogiorno hanno un’occupazione a termine, contro il 14% nel Centro-Nord.Il 23% dei lavoratori a temine al Sud lo è da almeno cinque anni (l’8,4% nel Centro-Nord), emerge ancora dal rapporto. Tra il 2020 e il 2022 è calata la quota involontaria sul totale dei contratti part time in tutto il Paese, ma il divario tra Mezzogiorno e Centro-Nord resta ancora molto pronunciato: il 75,1% dei rapporti di lavoro part time al Sud sono involontari contro il 49,4% del resto del Paese.

L’incremento dell’occupazione non è in grado di alleviare il disagio sociale in un contesto di diffusa precarietà e bassi salari.Nonostante la crescita dell’occupazione, nel 2022 la povertà assoluta è aumentata in tutto il Paese. La povertà ha raggiunto livelli inediti.

Nel 2022, sono 2,5 milioni le persone che vivono in famiglie in povertà assoluta al Sud: +250.000 in più rispetto al 2020 (–170.000 al Centro-Nord).La crescita della povertà tra gli occupati conferma che il lavoro, se precario e mal retribuito, non garantisce la fuoriuscita dal disagio sociale.

Nel Mezzogiorno, la povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata è salita di 1,7 punti percentuali tra il 2020 e il 2022 (dal 7,6 al 9,3%).Un incremento si osserva tra le famiglie di operai e assimilati: +3,3 punti percentuali.

Questi incrementi sono addirittura superiori a quello osservato per il totale delle famiglie in condizioni di povertà assoluta.  
Doppio impatto inflazione su redditi famiglie – L’accelerazione dell’inflazione del 2022 ha eroso soprattutto il potere d’acquisto delle fasce più deboli della popolazione.Sono state colpite con maggiore intensità le famiglie a basso reddito, prevalentemente concentrate nelle regioni del Mezzogiorno.

Nel 2022 l’inflazione ha eroso 2,9 punti del reddito disponibile delle famiglie meridionali, oltre il doppio del dato relativo al Centro-Nord (–1,2 punti). Rispetto alle altre economie europee, in Italia la dinamica inflattiva si è ripercossa in maniera significativa sui salari reali italiani, che tra il II trimestre 2021 e il II trimestre 2023 hanno subìto una contrazione molto più pronunciata della media UE a 27 (–10,4% contro –5,9%), e ancora più intensa nel Mezzogiorno (–10,7%) per effetto della più sostenuta dinamica dei prezzi.Questa dinamica si colloca in una tendenza di medio periodo delle retribuzioni lorde reali per addetto, anch’essa particolarmente sfavorevole al Mezzogiorno: –12% le retribuzioni reali rispetto al 2008 (–3% nel Centro-Nord). 
Gelo demografico nazionale, il Sud si spopola – La diminuzione delle nascite e il progredire della speranza di vita hanno portato l’Italia tra i paesi europei più anziani.

Le migrazioni interne e internazionali hanno ampliato gli squilibri demografici Sud-Nord.Se da un lato, le comunità immigrate si concentrano prevalentemente nel Settentrione “ringiovanendo” una popolazione sempre più anziana; dall’altro, il Mezzogiorno continua a perdere popolazione, soprattutto giovani qualificati.

E’ il quadro tratteggiato dal Rapporto Svimez che fotografa il gelo demografico nazionale e lo spopolamento del Sud.Dal 2002 al 2021 hanno lasciato il Mezzogiorno oltre 2,5 milioni di persone, in prevalenza verso il Centro-Nord (81%).

Al netto dei rientri, il Mezzogiorno ha perso 1,1 milioni di residenti.Le migrazioni verso il Centro-Nord hanno interessato soprattutto i più giovani: tra il 2002 e il 2021 il Mezzogiorno ha subìto un deflusso netto di 808 mila under 35, di cui 263 mila laureati. Al 2080 si stima una perdita di oltre 8 milioni di residenti nel Mezzogiorno, pari a poco meno dei due terzi del calo nazionale (–13 milioni).

La popolazione del Sud, attualmente pari al 33,8% di quella italiana, si ridurrà ad appena il 25,8% nel 2080.Il progressivo processo di invecchiamento del Paese non si arresterà nei prossimi decenni: tra il 2022 e il 2080, il Mezzogiorno dovrebbe perdere il 51% della popolazione più giovane (0–14 anni), pari a 1 milione e 276 mila unità, contro il –19,5% del Centro-Nord (–955 mila). La popolazione in età da lavoro si ridurrà nel Mezzogiorno di oltre la metà (–6,6 milioni), nel Centro-Nord di circa un quarto (–6,3 milioni di unità).

Il Mezzogiorno diventerà quindi l’area più vecchia del Paese nel 2080, con un’età media di 51,9 anni rispetto ai 50,2 del Nord e ai 50,8 del Centro. Per invertire la tendenza pluridecennale al calo delle nascite occorre mettere in campo politiche attive di conciliazione dei tempi di vita e lavoro e rafforzare i servizi di welfare, la strada indicata dalla Svimez.Il potenziamento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno è cruciale per contrastare il declino demografico, sottolinea.

Le regioni meridionali presentano il tasso più basso di occupazione femminile in confronto all’Europa (media UE 72,5): Campania (31%), Puglia (32%) e Sicilia (31%).Le restanti regioni del Centro-Nord si avvicinano alla media europea, ma restano lontane dal benchmark dei Paesi scandinavi e della Germania (78,6).

La carenza di servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia, specialmente nella prima infanzia, penalizza le donne nel mondo lavorativo.Una donna single nel Mezzogiorno ha un tasso di occupazione del 52,3%, nel caso di donna con figli di età compresa tra i 6 e i 17 anni scende al 41,5% per poi crollare al 37,8% per le madri con figli fino a 5 anni (65,1% al Centro-Nord), la metà rispetto ai padri (82,1%). 
Gravi ritardi nei servizi per la prima infanzia – Il Sud affronta gravi ritardi nell’offerta di servizi per la prima infanzia, evidenziati dai dati sui posti nido autorizzati per 100 bambini tra 0-2 anni nel 2020: Campania (6,5), Sicilia (8,2), Calabria (9) e Molise (9,3).

Queste sono le regioni meridionali più distanti dall’obiettivo del LEP dei posti autorizzati da raggiungere entro il 2027 (33%).Gli investimenti del PNRR mirano a colmare queste disparità, ma non sono stati programmati a partire da una mappatura territoriale dei fabbisogni di investimento, bensì attraverso procedure a bando, con una capacità di risposta fortemente influenzata dalle capacità amministrative degli enti locali.

I dati presentati nel Rapporto riguardo lo stato di attuazione del Piano Asili nido fanno emergere diverse criticità proprio sotto questo profilo: sono stati assegnati ai Comuni 3,4 Miliardi; 1,7 mld al Sud, di cui solo il 36% messe a gara (51% nel Centro-Nord).  La recente riduzione degli obiettivi del PNRR per i nuovi posti asili nido (da 248 mila a 150 mila) solleva preoccupazioni sulla possibilità di raggiungere il target europeo.Dalla simulazione effettuata dalla SVIMEZ risulta che, anche se si superassero tutte le difficoltà attuative, le attuali ripartizioni delle risorse non consentirebbero di raggiungere il target europeo del 33% in tutte le regioni.

In particolare, la riduzione del target PNRR non consentirebbe di raggiungere il LEP, ad esempio, in Sicilia (-17 mila posti), Campania (-13 mila).  I divari di offerta di servizi educativi riguardano anche la scuola primaria.Dai dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2021-2022, emerge che solo il 21,2% degli allievi della primaria nel Mezzogiorno frequenta una scuola dotata di una mensa; il 53,5% al Centro-Nord.

Solo un allievo su tre (33,8%) frequenta una scuola primaria dotata di palestra nel Mezzogiorno; quasi un allievo su due (45,8%) nel Centro-Nord.Questi tipi di gap generano effetti negativi diretti sulla performance degli studenti e indiretti sulle famiglie e sul mercato del lavoro.

Nonostante un miglioramento negli early leavers, con un calo dal 20% nel 2008 all’11,5% nel 2022, il Mezzogiorno presenta ancora tassi più elevati, soprattutto nelle regioni di Campania, Calabria e Sicilia (nel 2022 early leavers meridionali 15,1% vs 9,4% del Centro-Nord) .Gli sforzi per ridurre questi divari devono considerare le specificità territoriali e affrontare le sfide nella fornitura di servizi educativi e nell’integrazione delle donne nel mercato del lavoro. 
Pnrr – Il contributo del Pnrr alla crescita del prossimo biennio dipenderà dalla sua pronta ed efficace attuazione.

Sulla base dei dati dei progetti complessivi del sistema Regis (il sistema unico di rendicontazione del Pnrr), la Svimez ha monitorato lo stato di attuazione degli interventi che vedono i Comuni come soggetti attuatori.Il valore complessivo dei progetti presenti in Regis ammonta a 32 miliardi di euro, per il 45% allocati ai Comuni del Mezzogiorno.

Per circa la metà dei progetti risultano avviate le procedure di affidamento; la quota di progetti messi a bando, tuttavia, si ferma al 31% al Mezzogiorno rispetto al 60% del Centro-Nord.Anche la capacità di procedere all’aggiudicazione presenta significative differenze territoriali: 67% al Mezzogiorno, 91% al Centro-Nord.

E’ il quadro che emerge dal Rapporto Svimez presentato oggi.  Gli esiti del monitoraggio della Svimez confermano le criticità già evidenziata dall’associazione in ordine ai limiti di capacità amministrative delle amministrazioni locali meridionali e all’urgenza di rafforzarne gli organici e competenze. 
Cambiamento climatico – Il 2022 è stato l’anno più caldo e siccitoso mai registrato in Italia, con una temperatura media superiore di 1,23°C rispetto al trentennio 1991-2020 e una diminuzione delle precipitazioni del 22% rispetto alla media 1991-2020.Il cambiamento climatico colpisce diversamente le regioni, con la Sicilia a maggior rischio desertificazione (70% del territorio minacciato da insufficienza idrica), seguita da Molise (58%), Puglia (57%) e Basilicata (55%).

Le temperature più elevate hanno effetti economici differenziati tra Nord e Sud, con le regioni settentrionali che potrebbero vedere un aumento del PIL (+0/2%) e il Sud una significativa riduzione (-1/3%), con picchi superiori al -4% in Campania e Sicilia.Il cambiamento climatico impatta su diversi settori, tra cui Energia, Turismo, Assicurazioni, Immobiliare e Trasporti.

Lo sottolinea il rapporto Svimez.  È essenziale accelerare la produzione di energie rinnovabili in Italia, con particolare attenzione al Mezzogiorno, che ha il potenziale per diventare un polo produttivo strategico.Ma occorre superare l’idea del Mezzogiorno come mero hub energetico europeo, che è in contraddizione con il nuovo approccio europeo alle politiche industriali e soprattutto risulta miope rispetto agli obiettivi di autonomia energetica, competitività industriale e coesione territoriale.

La capacità installata di energie rinnovabili in Italia è cresciuta nel 2022, ma è ancora insufficiente per raggiungere gli obiettivi europei.  Le regioni del Sud, come la Sicilia, la Puglia e la Campania, hanno registrato una crescita sopra la media nazionale.Questi progressi però nascondono la sotto-dotazione manifatturiera e la dipendenza strategica dalle importazioni asiatiche nel comporto delle tecnologie verdi (pannelli, turbine e biocarburanti), che nel 2022 sono raddoppiate (+104%) a 22 miliardi a livello europeo.

Proprio in questo settore si potrebbe dispiegare il potenziale del Mezzogiorno, che a partire dalle eccellenze sul territorio può ambire a diventare un polo produttivo strategico rispetto agli obiettivi di sicurezza energetica e autonomia strategica europea.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero medici oggi, Bassetti contrario: “Non siamo metalmeccanici”

0

(Adnkronos) – Matteo Bassetti contrario allo sciopero dei medici. “Trovo sbagliato oggi scioperare visto che questo Governo è arrivato da poco.Credo che i medici non dovrebbero mai scioperare, non siamo metalmeccanici, tranvieri, nel nostro lavoro c’è di mezzo la vita delle persone che immagine diamo scioperando oggi?”, dice all’Adnkronos Salute il direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, sottolineando: “il Governo in carica ha il cerino in mano.

La situazione dei sanitari, medici e infermieri, non è buona ma non è un problema di oggi ma degli ultimi 20 anni.Dove si è soltanto tolto alla sanità, dalla sinistra al centro alla destra.  “Sui temi della salute non dobbiamo dividerci, quando si fa uno sciopero ci si contrappone invece serve un impegno bipartisan”, suggerisce Bassetti. “Bisogna ripensare il nostro sistema – aggiunge – ci sono problemi strutturali, soprattutto di risorse.

Si dovrebbe rivedere tutta la filiera delle risorse immesse nel sistema sanitario.Andare a mettere mano al numero chiuso nelle professioni sanitarie che è stato un grandissimo errore.

Cercare di mettere – conclude – un pochino più di merito all’interno degli ospedali, all’interno della sanità, ma alzando l’asticella”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente nel milanese, tir perde controllo su A4: un morto

0

(Adnkronos) – Incidente mortale all’alba di oggi sulla A4 Milano-Brescia all’altezza dello svincolo di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.La vittima è un camionista che ha perso il controllo del tir su cui viaggiava, ha speronato un furgone e poi si è schiantato su un pilone di cemento che sorregge i pannelli luminosi.

Nell’incidente, avvenuto alle 6 di oggi, è rimasto ferito anche il conducente del furgone, di 58 anni, ma le sue condizioni non sembrano gravi, a quanto riferiscono i vigili del fuoco, intervenuti insieme a Polizia stradale, 118 e personale di Milano di Autostrade per l’Italia.  In particolare i vigili del fuoco di Sesto San Giovanni sono impegnati nel recupero del corpo del camionista, bloccato all’interno della cabina.A seguito dell’incidente, poco prima delle 7, è stata chiusa l’uscita di Sesto San Giovanni, per chi proviene da Brescia, e il traffico è stato ridotto a una corsia, provocando lunghe code.

Lo ha comunicato Autostrade per l’Italia, consigliando agli utenti in viaggio verso Milano si consiglia di uscire alla stazione di Monza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Onu: “A Gaza situazione apocalittica”. Israele vuole allagare tunnel di Hamas

0

(Adnkronos) – “Ogni volta che pensiamo che le cose non possono essere più apocalittiche a Gaza, lo sono”.E’ quanto scrive su X Martin Griffiths, responsabile Affari umanitari delle Nazioni Unite, secondo il quale nella Striscia “non c’è alcun posto sicuro, non gli ospedali, non i rifugi, non i campi profughi, nessuno è al sicuro, non i bambini, non gli operatori sanitari, non gli operatori umanitari”. Intanto le Forze di difesa israeliane stanno pensando di allagare la rete di tunnel di Hamas nella Striscia di Gaza con acqua di mare.

Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui nei giorni scorsi cinque grandi pompe idriche sono state installate a nord del campo profughi di al Shati, ognuna delle quali capace di pompare migliaia di metri cubi di acqua di mare.Israele ha informato gli Stati Uniti che stanno lavorando a questa opzione e che stanno studiando la fattibilità del piano e i fattori ambientali. Nel frattempo altri tre soldati israeliani uccisi nell’operazione nella Striscia di Gaza.

Lo hanno reso le Forze di difesa israeliane (Idf), secondo cui si tratta di un ufficiale e due militari del 53mo battaglione della 188ma Brigata corazzata.Sale così a 78 il numero dei soldati israeliani morti da quando è iniziata l’offensiva di terra a fine ottobre. Oggi il Qatar al centro della mediazione nella guerra tra Israele e Hamas accoglie oggi i leader del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) per una riunione che, sottolineano con l’Adnkronos fonti a Doha, servirà a “riallineare i Paesi dell’area e vedere se c’è spazio per una posizione comune”.

Nell’emirato – dopo l’incontro preparatorio dei ministri degli Esteri – sono attesi i leader di Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti, ospiti dell’emiro Tamim bin Hamad Al Thani. Presidente di turno del Ccg, il Qatar vuole discutere degli “ultimi sviluppi regionali e internazionali”, con un focus particolare sulla ripresa delle ostilità a Gaza, dopo la fine della tregua venerdì scorso, fa sapere il segretario generale del Ccg, Yassim Mohamed Al Budaiwi.A Doha, anche dopo la partenza dei capi del Mossad richiamati dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, i negoziati proseguono “sottotraccia, ma ad un altissimo livello” sottolineano le fonti, secondo cui il Qatar, dopo la prima fase del rilascio degli ostaggi, “ha alzato ulteriormente l’asticella, per cercare di andare verso una soluzione di più lungo periodo”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni comunali Firenze 2024, Sara Funaro candidata a sindaco del Pd

0

(Adnkronos) – Niente primarie a Firenze per la scelta del successore del sindaco Dario Nardella: Sara Funaro, assessora al Welfare del Comune, è stata indicata ufficialmente dall’assemblea del Pd come candidata per la corsa alla poltrona di primo cittadino del capoluogo toscano nella primavera del 2024.La candidatura di Funaro ha ottenuto 137 voti favorevoli, mentre 24 sono stati i contrari e 8 gli astenuti.

I sostenitori dell’ex assessora Cecilia Del Re si sono battuti fino all’ultimo per le primarie.  Sul nome di Funaro, ha spiegato il segretario del Pd cittadino Andrea Ceccarelli, c’è stato “un consenso largamente condiviso, pari al 74% delle persone sentite durante le consultazioni” che hanno preceduto l’assemblea di ieri sera al circolo di San Bartolo a Cintoia, conclusasi intorno alla mezzanotte.  “Ho sempre sostenuto che fare il sindaco di Firenze deve essere un sogno e non un’ossessione e che, quando fai parte di una comunità devi rispettarne le regole democratiche.E’ con questo spirito – ha spiegato l’assessora Funaro – che mi metto a disposizione: con la mia storia e il mio impegno, con la forza delle nostre idee e delle azioni che abbiamo compiuto in questi anni, nei quali sono spesso venuta a contatto con la parte più vulnerabile e sofferente della nostra città.

Da lì dobbiamo cominciare, mettendoci all’altezza degli occhi delle persone perché la sinistra serve se cambia le vite di chi ne ha più bisogno.Questa deve essere la nostra missione, recuperando la storia bellissima della nostra città”. La coalizione che dovrebbe guidare Sara Funaro, 47 anni, nipote dell’ex sindaco Piero Bargellini, dovrebbe essere composta, oltre che dal Pd, da Sinistra Italiana, Verdi, Azione, +Europa, socialisti, Movimento azione laburista e Volt.

Per quanto riguarda Italia Viva, resta aperta la possibilità che il partito dell’ex sindaco Matteo Renzi decida di correre da solo, puntando sull’attuale vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport in TV oggi 5 dicembre: Tennis, Nuoto, Calcio Femminile e Altro

Sport in TV oggi: Orari e Programma (5 dicembre)

Sport in TV oggi 5 dicembre: tennis con Cocciaretto, Europei di nuoto, calcio femminile, e tanto altro. Emozioni senza limiti!

Oggi, martedì 5 dicembre, un’esplosione di emozioni sportive invade le reti televisive e gli streaming. Dalla sfida nel Torneo WTA 125 di Angers con Elisabetta Cocciaretto al via degli Europei di nuoto in vasca corta ad Otopeni. La Nazionale italiana di calcio femminile affronta la Svizzera, mentre il palinsesto offre anche Coppa Italia, Serie C, Champions League di volley e basket, e lo spettacolare sci freestyle con la Coppa del Mondo di skicross. Sintonizzatevi per una giornata intensa di sport e adrenalina!

Sport in TV oggi: Orari e Programma (5 dicembre)

Oggi, martedì 5 dicembre, gli appassionati potranno godere di un ricco palinsesto sportivo in tv e in streaming. Le protagoniste saranno discipline varie, offrendo agli spettatori un’ampia scelta di eventi emozionanti.

  1. **Tennis: Torneo WTA 125 di Angers**

– Elisabetta Cocciaretto si esibirà nel torneo WTA 125 di Angers, promettendo partite di alto livello

  1. **Nuoto: Europei in vasca corta**

– Gli Europei di nuoto in vasca corta, ad Otopeni (Romania), iniziano con la speranza di successi italiani e l’assegnazione delle prime medaglie

  1. **Calcio femminile: Nations League**

– La Nazionale italiana di calcio femminile affronta la Svizzera nel decisivo match per la permanenza nella Lega A di Nations League

  1. **Altri eventi imperdibili**

– Coppa Italia e Serie C nel calcio, Champions League di volley femminile e basket (EuroCup e Eurolega), sci freestyle con la Coppa del Mondo di skicross

Sintonizzatevi per una giornata intensa di emozioni sportive!

CALENDARIO SPORT IN TV OGGI
Martedì 5 dicembre

08.30 Nuoto, Europei in vasca corta Otopeni: batterie – Rai Sport HD, Rai Play

10.00 Tennis, WTA 125 Angers: 1° turno (Dalle 10.00 Cocciaretto-Bandecchi) – Nessuna copertura tv/streaming

13.00 Sci freestyle, Coppa del Mondo Val Thorens: qualificazioni cross femminile – Nessuna copertura tv/streaming

13.30 Sci freestyle, Coppa del Mondo Val Thorens: qualificazioni cross maschile – Nessuna copertura tv/streaming

16.15 Calcio, Serie C: Atalanta U23-Triestina – Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 251, Sky Go, Now

17.00 Nuoto, Europei in vasca corta Otopeni: semifinali e finali – Rai Sport HD, Rai Play

17.00 Volley femminile, Champions League: Eczacibasi-Maritza – eurovolley.tv

18.00 Volley femminile, Champions League: Lodz-Dnipro – eurovolley.tv

18.00 Basket, EuroCup: Turk Telekom-Cluj Napoca – DAZN

18.30 Basket, Eurolega: Anadolu Efes-Panathinaikos – Sky Sport Arena, Sky Go, Now, DAZN

18.30 Basket, Champions League: AEK Atene-Sassari – DAZN

18.30 Calcio, Serie C: Pontedera-Pescara – Sky Sport 252, Sky Go, Now

19.00 Calcio femminile, Nations League: Italia-Svizzera – Rai Sport HD, Rai Play

19.30 Basket, EuroCup: Hamburg-Prometey – DAZN

20:00 Volley femminile, Champions League: Le Cannet-Alba Blaj – eurovolley.tv

20.00 Basket, EuroCup: Slask Wroclaw-JL Bourg – DAZN

20.00 Basket, EuroCup: Venezia-London Lions – Sky Sport Max, Sky Go, Now, DAZN

20.00 Basket, Eurolega: Alba Berlino-Zalgiris Kaunas – DAZN

20.15 Basket, Eurolega: Olympiacos-Real Madrid – DAZN

20.30 Basket, Eurolega: Partizan-Monaco – DAZN

20.30 Basket, Eurolega: Bayern Monaco-Olimpia Milano – Sky Sport Uno, Sky Go, Now, DAZN

20.30 Volley femminile, Champions League: Conegliano-Stoccarda – DAZN

21.00 Calcio, Coppa Italia: Lazio-Genoa – Canale 5, Mediaset Infinity, Sportmediaset.it

Tramparulo: Juve Stabia famelica, lotta su ogni pallone

Tramparulo, le sue dichiarazioni sul momento della Juve Stabia nel corso de “Il Pungiglione Stabiese”.

Francesco Tramparulo, tifoso della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per commentare con noi il momento delle Vespe.

Le dichiarazioni di Francesco Tramparulo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“La Juve Stabia è un’identità. Sto rivivendo le emozioni di quando c’era Roberto Fiore come presidente. Sento le stesse sensazioni di quell’epoca. Quando i Distinti e tutto lo stadio erano sempre pieni. Anche nell’era di Paolo D’Arco c’era una buona affluenza di pubblico ogni domenica. Vedo più gente quest’anno rispetto a quando andammo in Serie B.

Stiamo vedendo una squadra che ha messo in campo il carattere e qui c’è un grandissimo merito del mister, ragazzi che lottano su ogni pallone e li vedo proprio famelici. Pagliuca si deve calmare un po’ perché credo che ormai gira la voce tra gli arbitri che lo ammoniscono alla prima protesta come accaduto col Benevento e col Brindisi.

Credo che il livello del campionato sia migliorato negli ultimi anni, sembra che ci sia un livello qualitativo più elevato rispetto agli ultimi anni. Il livello del campionato è medio alto in questa stagione.

Il gioco di Pagliuca fa sì che tutti possano arrivare al gol. Segnano poco gli attaccanti ma proprio per il gioco di Pagliuca non è un caso che abbiano segnato tanti gol i difensori e i centrocampisti. E’ un gioco che premia gli inserimenti di difensori e centrocampisti.

Il tasso tecnico del Girone C di Serie C è salito molto ma per ciò che concerne gli arbitri è peggiorata la situazione. Pochi arbitri che hanno diretto la Juve Stabia hanno meritato la sufficienza finora.

Il Picerno è una squadra fortissima, ben impostata che darà filo da torcere a tutti e che è una delle pretendenti a questo punto per i primissimi posti del campionato.
Vincendo a Crotone la Juve Stabia – conclude Tramparulo – darebbe un segnale fortissimo al campionato.