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Pa, con progetto ‘Digital hub’ oltre 2 mln imprese avranno accesso più rapido a dati

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(Adnkronos) – Facilitare il dialogo tra Imprese e Pubblica Amministrazione grazie alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) e alla flessibilità delle tecnologie mobile. È questa la ricetta alla base del progetto attuato da Unioncamere e InfoCamere che, soprattutto a beneficio delle realtà più piccole e ancora poco digitalizzate, ha realizzato il Servizio di collegamento delle imprese alla PDND: un’iniziativa prevista dal Piano nazionale per gli interventi complementari al PNRR e condotta con la regia del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la collaborazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.  “Grazie all’interoperabilità garantita dalla Piattaforma Digitale Nazionale Dati, le imprese possono ora tagliare costi e tempi della burocrazia.Per esempio, nel contesto della Composizione negoziata della crisi d’impresa, il legale rappresentante non deve più andare all’INPS per richiedere il certificato unico dei debiti contributivi, ma può accedervi direttamente attraverso il Servizio di collegamento.

In questo modo, avviciniamo sempre di più la Pubblica Amministrazione alle necessità di imprese e cittadini”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti.  Con questa iniziativa, il cassetto digitale dell’imprenditore impresa.italia.it – il servizio realizzato dal Sistema camerale e attualmente utilizzato da oltre 2,3 milioni di imprenditori per accedere ai propri dati e documenti ufficiali contenuti nel Registro delle imprese – da dicembre è anche una app e si arricchisce di nuove funzionalità.Grazie alla sua integrazione con il Servizio di collegamento, il legale rappresentante potrà accedere anche ai propri dati e certificati resi disponibili sulla PDND dalle Pubbliche Amministrazioni che gestiscono dati d’impresa.  “Il progetto del Servizio di collegamento imprese – ha detto il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete – ha superato tutte le milestone previste e consegna agli operatori economici una nuova infrastruttura per dialogare in modo innovativo, più efficiente e meno costoso con la Pa.

Il risultato premia gli sforzi che in questi anni il sistema camerale ha indirizzato per migliorare il rapporto tra imprese e Pa e raccoglie i frutti della stretta collaborazione istituzionale con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, il MiMIT e gli altri soggetti istituzionali coinvolti”.  Il primo obiettivo di progetto è stato raggiunto già a giugno scorso con l’entrata in esercizio del Servizio di collegamento alla PDND nel contesto della Composizione negoziata delle crisi d’impresa, gestita da Unioncamere.Attraverso un protocollo di interoperabilità completamente automatizzato, la Piattaforma di Composizione negoziata consente all’imprenditore di autorizzare gli esperti da lui indicati ad accedere ai dati sulla posizione debitoria dell’impresa sotto il profilo tributario, contributivo e assicurativo in possesso di INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione, dati necessari all’esperto per trovare una soluzione alla crisi d’impresa.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump escluso da primarie in Colorado, ora la battaglia in Corte Suprema

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(Adnkronos) – La sentenza della Corte Suprema del Colorado che ha decretato che Donald Trump è ineleggibile nello Stato per il ruolo avuto nell’insurrezione del 6 gennaio, avrà come effetto di portare dritto alla Corte Suprema i guai giudiziari dell’ex presidente.E lo farà anche in fretta dal momento che i sommi giudici del Colorado hanno sospeso l’applicazione della sentenza – che di fatto esclude Trump dalle primarie repubblicane del 5 marzo – fino al 4 gennaio, appunto per permettere il ricorso alla Corte Suprema.  Con una maggioranza nettamente conservatrice di 6 a tre, e tre giudici nominati da Trump, la Corte dovrà prima dell’inizio della corsa delle primarie valutare se è applicabile al candidato alla presidenza la sezione 3 del 14esimo emendamento, ratificato nel 1868 per assicurare i diritti civili degli schiavi liberati.

La specifica sezione era stata articolata per impedire agli ex ufficiali confederati di ritornare al Congresso, decretando l’ineleggibilità di un funzionario pubblico e militare che ha partecipato ad un’insurrezione.  “I pericolo di un ritorno di Trump ad un incarico pubblico è esattamente quello previsto dagli estensori della sezione 3″, ha dichiarato Ron Fein, direttore di Free Speech for People, una delle organizzazioni che hanno presentato in diversi stati americani ricorsi per ‘buttare fuori” Trump dalla scheda elettorale.  Finora altre corti di livello inferiore, in Colorado ed altri stati, non avevano ritenuto applicabile al presidente questa sezione, ma ora con una decisione a maggioranza – 4 a 3 – la Corte Suprema dello stato, che ha sei giudici di nomina democratica, ha accolto il ricorso sull’ineleggibilità di Trump.  “Abbiamo concluso che le prove, una grande parte delle quale non contestate, hanno stabilito che il presidente Trump ha partecipato ad un’insurrezione”, si legge nella sentenza che, assicurano i giudici, non è stata raggiunta “a cuor leggero: abbiamo presente la magnitudine e il peso delle questioni davanti a noi, siamo anche attenti al dovere solenne di applicare la legge, senza timori o favoritismi, e senza essere influenzati dalle reazioni pubbliche alle decisioni che la legge ci impone di prendere”.  Una decisione che potrebbe influenzare altri stati dove sono attese le decisioni della Corte Suprema, come il Minnesota e il Michigan.Ma soprattutto portare ad un pronunciamento della Corte Suprema che John Elwood, un avvocato costituzionalista di Washington, considera una sentenza “unica in una generazione”, forse la più importante dall’era del Watergate, ha detto a Nbcnews.  L’aspettativa dei più è che la Corte a maggioranza repubblicana rovescerà la sentenza del Colorado o per l meno la sospenderà.

Ma esperti giuristi sottolineano come alcuni suoi membri di fede repubblicana, che appartengono alla scuola ‘originalista’, cioè legata all’interpretazione letterale della carta costituzionale, si potrebbero trovare davanti ad un “dilemma”, Ian Bassin, direttore di Protected Democracy.  “Così se la Corte dovesse applicare semplicemente la legge, allora la semplice lettura della legge richiederebbe la conferma della decisione del Colorado – aggiunge parlando con Politico – ma naturalmente la Corte non esiste nel vuoto, risponde alla politica e la realtà politica è che Donald Trump ha costruito un enorme seguito politico”.Parole che suggeriscono la portata del terremoto politico, e della risposta nel Paese, che potrebbe arrivare da una conferma da parte della Corte Suprema della decisione del Colorado, conferma che avrebbe quindi un valore nazionale dell’ineleggibilità di Trump.  Non a caso tutti i rivali di Trump nelle primarie hanno velocemente condannato la decisione della Corte del Colorado. “Lo batterò sul campo non abbiamo bisogno che i giudici prendano queste decisioni, le prenderanno gli elettori”, ha dichiarato Nikki Haley.  “La sinistra invoca la democrazia per giustificare il suo uso del potere anche se questo significa abusare di potere giudiziario per rimuovere un candidato dalla scheda”, le ha fatto eco Ron DeSantis.

Lo stesso Chris Christie, grande critico di Trump, ha difeso l’ex presidente affermando che “non si dovrebbe impedirgli di essere presidente con i tribunali, ma con i voti degli elettori”.  Il più drastico di tutti è Vivek Ramaswamy che per protesta, e solidarietà con Trump, afferma di volersi ritirare dalle primarie del Colorado e esorta anche gli altri candidati repubblicani a farlo. “Se non lo fanno sosteranno questa manovra illegale che avrà conseguenze disastrose per il Paese”, ha detto il miliardario candidato alla Casa Bianca.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Ferragni, procura Milano apre fascicolo

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(Adnkronos) – Il procuratore di Milano Marcello Viola ha assegnato all’aggiunto Eugenio Fusco il fascicolo che nasce dall’esposto presentato dal Codacons e da Assourt che ipotizza il reato di truffa sulla vicenda che vede protagonisti l’influencer Chiara Ferragni e il gruppo Balocco per la vendita di alcuni pandoro.In questo momento il fascicolo è un modello 45 (senza ipotesi di reato, né indagati), gli eventuali accertamenti saranno affidati alla Guardia di finanza.  Nei giorni scorsi Chiara Ferragni, quasi in lacrime, ha chiesto scusa per il ‘caso pandoro Balocco’.

L’influencer, con un video su Instagram, ha voluto “dare concretezza al gesto”, dice, devolvendo “1 milione di euro al Regina Margherita per sostenere le cure dei bambini”. L’imprenditrice è stata sanzionata dall’Antitrust per la vicenda della beneficenza collegata alla vendita di un pandoro ‘griffato’.In attesa di procedere con il ricorso contro la sanzione, Ferragni ha annunciato di voler fare la donazione. “Mi sono resa conto di aver commesso un errore di comunicazione.

Un errore di cui farò tesoro in futuro, separando completamente qualsiasi attività di beneficienza, che ho sempre fatto e continuerò a fare, da attività commerciali”, dice. Dopo il pandoro, anche le uova di Chiara Ferragni sono entrate nel mirino di Selvaggia Lucarelli che, con alcuni post su X che rilanciano un suo articolo sul Fatto Quotidiano, sollevando dubbi su altre pratiche commerciali associate alla beneficenza dell’influencer. “Sul Fatto scrivo di come la promozione delle uova di Pasqua benefiche di Chiara Ferragni con Dolci Preziosi nel 2021 e 2022 abbia seguito lo stesso schema, altro che errore di comunicazione.Lei ha percepito cachet di 500 e 700 000 euro e Dolci preziosi ha donato 12 e 24 000 euro.

Ferragni ha promosso le uova dicendo che lei e Dolci preziosi sostenevano i Bambini delle fate, ma di fatto era una fruttuosa operazione commerciale” ha scritto la Lucarelli all’indomani del video di scuse con cui l’imprenditrice ha parlato di un “errore di comunicazione” nella vicenda dei pandori Balocco e le donazioni all’Ospedale Regina Margherita di Torino.Ma “l’errore di comunicazione era funzionale proprio a questo – attacca la Lucarelli – a generare l’equivoco.

Lei guadagnava e passava pure per buona”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, verso nuova fase a Gaza: lo scenario sulla tregua

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(Adnkronos) – Per americani ed israeliani il conflitto a Gaza ha raggiunto un punto di svolta, con la prossima fase che potrebbe comprendere una ripresa dei negoziati con Hamas per gli ostaggi, accompagnato da un cessate il fuoco di due o più settimane, seguito da un graduale ritiro delle truppe israeliane dal nord di Gaza.E’ questo lo scenario che tratteggia David Ignatius, scrittore e commentatore del Washington Post sempre molto informato sui dietro le quinte della politica internazionale, secondo il quale le continue dichiarazioni pubbliche israeliane sul fatto che la guerra durare ancora “mesi” sono una tattica nei confronti di Hamas.  “I leader israeliani sanno che devono spostarsi ad una nuova fase del conflitto, anche solo per permettere ai riservisti di lasciare il fronte e tornare a fare i loro lavori”, scrive ancora Ignatius, sottolineando che per quanto i piani israeliani siano “ancora confusi”, di fatto hanno accolto la base dello scenario prospettato dall’amministrazione Biden.

Questo prevede una Gaza dove Hamas non può più imporre la sua volontà politica, mentre altri palestinesi, probabilmente provenienti dall’Autorità Nazionale Palestinese, sono responsabili della governance, sostenuti da una forza di peacekeeping formata da Paesi arabi moderati “che odiano Hamas quasi quanto lo odia Israele, anche se non lo dicono a voce alta”.  
Questo organismo di transizione sarebbe di fatto “un’autorità di ricostruzione di Gaza”, che si dovrà occupare del ‘day after” nell’enclave in cui israeliani e americani sperano che i Paesi del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, possano svolgere un ruolo chiave, fornendo soldi, leadership e legittimità per la ricostruzione.  L’amministrazione Biden sta facendo pressioni su Israele affinché si muova verso questa fase meno aggressiva al più presto possibile, già entro la fine dell’anno, per evitare altre vittime civili.Una posizione che è emersa durante le recenti visite in Israele del consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, e del capo del Pentagono Lloyd Austin.

Il dipartimento di Stato ha preparato un documento di 20 pagine in cui ha dettagliato i passi fondamentali e le opzioni della fase post conflitto. Benjamin Netanyahu ha resistito a queste pressioni, e da parte israeliana si parla di una transizione a gennaio, se non ancora più tardi.Ma “c’e’ il riconoscimento della necessità di avviare una nuova fase”, afferma Ignatius sottolineando che questa non significherà che i combattimenti non continueranno, soprattutto nel sud di Gaza.  “La situazione sul campo di battaglia a Gaza è lungi dall’essere risolta – continua – i comandanti israeliani credono che nel nord di Gaza i comandi e le strutture di controllo di Hamas sono state spaccate: le unità combattono, ma non sono in grado di comunicare con i leader politici e militari, Yehiya Sinwar and Mohammed Deif, che sono nascosti nel sud, probabilmente vicino Khan Younis”.

La loro uccisione è uno degli obiettivi principali di Israele, ma la questione è complicata anche dal fatto che “probabilmente i due leader si sono circondati degli ostaggi rimasti”, ponendo Israele di fronte “al dilemma, tra polverizzare Hamas e salvare gli ostaggi”.  In quest’ottica il tentativo di riprendere i negoziati con Hamas, attraverso il Qatar, per la liberazione degli ostaggi, per il quale gli israeliani stanno considerando un esteso cessate il fuoco, forse di due settimane, per permettere ad Hamas di riunire gli ostaggi e consegnarli.Ed è anche quindi possibile che Israele si possa impegnare a ritirare le sue truppe, ma vuole la libertà di farlo in modo graduale.  Intanto, una cosa su cui Usa e Israele appaiono d’accordo è la necessità di passi urgenti contro la crisi umanitaria a Gaza, anche per ridurre l’ondata di critiche internazionali contro Israele e “la sua super potenza protettrice” per le quasi 20mila vittime palestinesi.

Anche perché si è fatto reale il rischio di epidemie di colera ed altre malattie nella Striscia dove l’85% dei suoi 2 milioni di abitanti è sfollato, senza acqua e servizi igienici.  Dall’inizio del conflitto, dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, gli israeliani hanno spinto i civili palestinesi a muoversi da nord verso sud, ma ora che il sud sta diventando il campo principale di battaglia, gli israeliani stanno pensando di creare quelle che definiscono “isole umanitarie” nel nord, spingendo i civili palestinesi a muoversi in senso contrario.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maxitunnel Hamas a Gaza, l’esperto: “Costato milioni di euro, fiumi di soldi da fondi dirottati”

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(Adnkronos) – Il “più grande tunnel di Hamas” nella Striscia di Gaza “potrebbe essere costato qualche milione di euro”.Ed è “solo uno” dei tanti.

Si parla di “decine, centinaia di milioni di euro investiti da Hamas nella costruzione delle infrastrutture sotterranee” nell’enclave palestinese “nel corso degli ultimi dieci anni in particolare”.Fiumi di euro, di dollari che Hamas è riuscito a “investire” perché per il gruppo – che dal 2007 controlla la Striscia di Gaza ora martellata dalle operazioni israeliane dopo il terribile attacco del 7 ottobre in Israele – “è facile trattenere i fondi” destinati all’enclave e “riuscire a dirottarli”, “anche i fondi Ue”, poiché il gruppo “ha la responsabilità della gestione di quei fondi essendo la forma di governo della Striscia di Gaza”.

Parla così con l’Adnkronos Claudio Bertolotti, analista dell’Ispi esperto di Medio Oriente e Nord Africa, di radicalizzazione e terrorismo internazionale e direttore di Start InSight, già Capo Sezione Contro Intelligence e Sicurezza della Nato in Afghanistan. E puntualizza: “Non si può dire che quel singolo euro di provenienza Ue sia stato usato per la costruzione di tunnel o la fabbricazione di razzi Qassam, ma del totale” che arriva nelle casse di Gaza (da più parti e da più Paesi) “buona parte è stata investita da Hamas in spese militari e l’altra buona parte in servizi per il sociale per creare consenso”.Anche se lo scorso 21 novembre il collegio dei commissari europei, riunito a Strasburgo, ha approvato la revisione degli aiuti Ue alla Palestina ordinata dopo il 7 ottobre, concludendo che “non ci sono indicazioni che soldi Ue abbiano prodotto benefici, diretti o indiretti, per l’organizzazione terroristica di Hamas”, come spiegava il vicepresidente esecutivo della Commissione Valdis Dombrovskis. La dimensione sotterranea dell’enclave palestinese è un lungo labirinto di cunicoli.

Come ha fatto Hamas a costruire quello che è stato descritto come il più grande tunnel scoperto dai soldati israeliani a Gaza? “Con grande difficoltà all’inizio, ma con crescente facilità e maggiore manovrabilità all’aumentare della profondità”, dice Bertolotti, spiegando che il terreno in cui sono stati scavati i tunnel è caratterizzato da carbonato di calcio.Si parla “di tre metri al giorno, con una manovalanza specializzata, dotata di martelli pneumatici elettrici, quindi minore emissione rumorosa, ma al contempo minore capacità di rompere lo strato di carbonato di calcio”. Materialmente, spiega, “sono scesi giù come un pozzo in verticale e poi progressivamente si sono spostati in orizzontale” e “hanno iniziato a spostarsi dall’area di frontiera verso l’interno di Gaza, utilizzando strumenti di facile reperibilità perché proviene tutto dal mercato civile”. E tornando alle risorse? “Il grosso proviene da fondi, da aiuti umanitari che Hamas dirotta sulle proprie opere e sulle spese per la realizzazione di opere strutturali”, rimarca Bertolotti. “La maggior parte viene spesa per le armi, ma – precisa – una parte ancor più consistente per la costruzione di tunnel usati come linee di movimento dei combattenti per muoversi verso obiettivi da colpire”. 
All’interno di questa dimensione sotterranea “sono stoccate armi, sono state allestite una serie di strutture che consentono di usare quei tunnel come infrastruttura di movimento dalla base di partenza all’area operativa e anche per ricoverare eventuali feriti o alloggiare combattenti”.  E in particolare quell’enorme tunnel (oltre quattro chilometri con ‘ingresso’ nei pressi del valico di Erez, secondo le forze israeliane), “ma è solo uno”, era “dotato di fognature, di un impianto elettrico, di un sistema di comunicazione interna, consentiva il transito di veicoli di media capacità e al suo interno c’erano arsenali di armi leggere e armi medie”, evidenzia l’esperto. Poi sottolinea un altro aspetto: “L’utilizzo intensivo di sovrastrutture in cemento armato, archi in cemento utilizzati in funzione della capacità di distruzione dell Idf”.

E’, rimarca, un’opera che “potrebbe essere costata qualche milione di euro” nel contesto di una “attuale infrastruttura sotterranea di Hamas che parte da quella usata negli anni ’80, ’90 e 2000 dai palestinesi con finalità di contrabbando, per l’ingresso di beni a Gaza, anche di armi”. Poi quei cunicoli “sono stati usati per rapire soldati israeliani” e, dice Bertolotti, “la vera rivoluzione che ha imposto Hamas è che oggi sono diventati infrastrutture belliche a tutti gli effetti”.E c’è “una rete estremamente intricata di tunnel che portano verso l’Egitto, che appartengono alla storia, ma che comunque vengono ancora utilizzati”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid e influenza, 1 milioni di casi a Natale: la previsione

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(Adnkronos) – Un milione di italiani a letto a Natale con Covid, influenza e virus respiratori.E’ la previsione fatta all’Adnkronos Salute da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano. “Siamo in una fase di crescita di tutte le sindromi simil-influenzali.

Il dato presumibile – spiega l’esperto – è che durante il Natale ci saranno complessivamente 1 milione di italiani con influenza, con Covid e con altre infezioni respiratorie”.  “Siamo nella fase di ascesa della curva dell’influenza – sottolinea Pregliasco – ma anche di Sars-CoV-2 e di altri virus.In particolare il Covid è sottostimato”.

Anche perché oggi, ragiona il medico, “una gran quota di casi sono asintomatici o accompagnati da sintomi ‘banali'”, producendo pazienti inconsapevoli di essere ‘untori’ o che trascurano la possibilità di alimentare la catena del contagio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega Pro, il flop del Catania nel girone d’andata – La Bastonatura

Lega Pro, il flop del girone di andata è sicuramente rappresentato dal Catania passato da Tabbiani a Lucarelli.

Lega Pro, il Catania passato dalla guida tecnica di Tabbiani a quella di Lucarelli, senza che il gioco mostrato in campo ma soprattutto i risultati siano cambiati più di tanto, rappresenta sicuramente il flop più imprevisto delle prime 18 giornate del Girone C 2023-2024.

Lega Pro, il flop del Catania.

Gli etnei dopo 18 giornate di campionato, quindi ad un solo passo dalla fine del girone di andata, sono a distanza siderale dal primo posto occupato dalla Juve Stabia (ben 17 punti il distacco) e con 22 punti conquistati hanno una media punti di 1,2 a gara che rappresenta una media da lotta per la salvezza e non per la promozione in Serie B, vero obiettivo dichiarato dagli etnei ad inizio stagione.

Secondo peggior attacco del campionato con soli 15 gol realizzati finora (ha fatto peggio solo il Brindisi con 14 reti realizzate), il fallimento del progetto Catania in questa prima parte del campionato è soprattutto imputabile alla scelta iniziale sbagliata di mister Tabbiani, un tecnico che non ha mai saputo dare un gioco credibile a questa squadra.

Senza dimenticare che Tabbiani al suo arrivo a Catania non aveva il gradimento della piazza etnea, avendo esperienze in Serie C solo col Fiorenzuola, portato dalla D alla C nel 2020-2021 e poi salvato nei due campionati successivi.

Ma anche con l’arrivo di Cristiano Lucarelli sulla panchina del Catania le cose non è che siano cambiate tanto sia in termini di gioco, che latita sempre, ma soprattutto in termini di risultati come testimoniato dalle ultime due sconfitte consecutive nel derby col Messina e in casa col Sorrento domenica scorsa.

Le colpe dei calciatori nel flop del Catania.

Ma è ovvio che le colpe nel flop temporaneo del Catania non sono solo di mister Tabbiani e del suo successore Lucarelli. Gran parte delle colpe ricadono anche sui calciatori che, pur essendo molto spesso di categoria superiore, non hanno saputo dare a questa squadra il giusto cambio di marcia atteso.

Giocatori del calibro di Mazzotta, Marsura, Chiricò, sempre più innamorato del pallone forse anche troppo e sempre troppo individualista, Zammarini, Di Carmine e tanti altri, avrebbero dovuto dare ben altro contributo al di là di quelli che possono essere stati gli errori di Tabbiani e successivamente di Lucarelli, che pure ci sono e sono evidenti a chi segue le sorti degli etnei.

Cambiare l’allenatore è servito alla società anche a riconciliarsi con la piazza delusa dai risultati iniziali, ma per ora mancano seri segnali di risveglio da parte della squadra etnea in preda attualmente ad una crisi di gioco e di risultati ma anche mentale e forse anche fisica a ben 17 punti dalla vetta che sembrava il vero obiettivo di questa squadra, oggi lontanissimo.

Assalto alla Cgil, Castellino condannato a 8 anni e 7 mesi, Fiore e Aronica a 8 anni e mezzo

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(Adnkronos) –
Condannati a otto anni e mezzo di reclusione il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e l’ex Nar Luigi Aronica e a otto anni e 7 mesi Giuliano Castellino.Questa la sentenza dei giudici della prima sezione penale di Roma nel processo per l’assalto alla sede della Cgil avvenuta nel corso della manifestazione ‘no green pass’ del 9 ottobre del 2021.

Condannati anche gli altri imputati Salvatore Lubrano, a 8 anni e due mesi, come Luca Castellini, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa.  Subito dopo la lettura della sentenza in aula sono esplose le proteste di famigliari e amici degli imputati che hanno gridato ‘mo famo la guerra’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Selvaggia Lucarelli vs sinistra: “Incapace di individuare anello debole pure in caso Pandori/Ferragnez”

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(Adnkronos) – Selvaggia Lucarelli non vuole più parlare di Chiara Ferragni, del caso del pandoro Balocco, delle uova di pasqua e della beneficenza mancata dell’influencer più famosa del mondo.Ma l’opinionista, prende spunto dalla questione per attaccare la sinistra e la sua “incapacità di individuare l’anello debole della catena pure nel caso Pandori/Uova/Ferragnez”, come scrive su X allegando gli screenshot della storia postata su Instagram.  “Ci si è molto occupati, soprattutto a sinistra – scrive nella sua storia – di come Giorgia Meloni abbia attaccato una libera cittadina (sorvolo su chi ha definito la libera cittadina una che rappresenta l’opposiziono o ‘la sinistra’ perché siamo alle comiche).

Mi duole dover dire, ma Giorgia Meloni non ha attaccato una cittadina per le sue opinioni o per un dissenso espresso o per posizioni politiche.Giorgia Meloni – sottolinea Lucarelli – ha commentato un fatto di cronaca che aveva a che fare con la cattiva beneficenza e con l’opportunismo si un personaggio che non ha meno potere mediatico di lei (smettiamo di fingere che i cittadini siano tutti uguali)”. “E ne ha approfittato per buttare lì un pensierino elementare su influencer e ricchezza facile che è, appunto, elementare, ma che è uno dei tanti ‘umori’ – sottolinea l’opinionista – che la destra in questi anni ha intercettato.

Cosa che la sinistra non ha fatto.Anzi, perfino in questo caso qualcuno da quelle parti è riuscito a prendere le difese della povera milionaria che fa pubblicità ingannevole usando beneficenza e bambini con il tumore.

Quel qualcuno è in buona compagnia eh, e cioè – attacca ancora Lucarelli – con pochi influencer di tristi circoletti che vivono di luce riflessa e di personaggi che fanno morali in tv in salottini di sinistra, ben attenti a non toccare mai il tema delle diseguaglianze perché l’unoco davvero scomodo, l’unico che li esporrebbe al rischio di perdere qualcosa”.  “Ecco, facciamo che va bene anche questo.La prossima volta però -afferma – , da quella sinistra, mi aspetto anche che qualcuno si ricordi una cosa di sinistra”. 
“L’anello debole sono i giornali e i giornalisti – scrive Lucarelli -.

Perché forse non è chiaro ma una buona parte del lavoro di denuncia si paga con cause costose e sfinenti che i potenti possono permettersi.E avviano spesso cause pure sapendo di avere torto e che forse perderanno solo per colpire i giornalisti sul piano economico e costringerli comunque alla prudenza nel nominarli per anni (i processi durano anni).

Tanto denunciare non costa nulla”.  “Ecco, sarebbe onesto e molto di sinistra, la prossima volta – conclude – , ricordare che oltre alla presidente del Consiglio che esercita il proprio potere in evidente disequilibrio di forze, ci sono i milionari che fanno altrettanto con i giornalisti.E con chiunque provi a minacciare la loro posizione dominante”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tombolate e feste notturne, come sopravvivere al Natale in condominio

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(Adnkronos) –
Poche regole per trascorrere un Natale tranquillo in condominio.L’Anammi, Associazione nazional-europea amministratori d’immobili, propone una serie di consigli pratici per evitare problemi durante il periodo delle feste, sulla scorta delle segnalazioni che, nel corso degli anni, sono giunte dai suoi 13mila associati. “Purtroppo – osserva Giuseppe Bica, presidente dell’Associazione – anche a Natale la vita condominiale può riservare qualche sgradita sorpresa il vicino che protesta per la tombolata a tarda ora, il parcheggio occupato dai parenti della signora al piano di sopra, il guasto domestico che sembra irreparabile perché il tecnico è irreperibile.

Insomma, anche durante la festività natalizie, la conflittualità del condominio si fa sentire, magari inasprendo contrasti già esistenti”. 
Il piccolo grande dramma di questo periodo è rappresentato dai guasti tecnici.Al riguardo, però, a meno che non si tratti di problematiche modeste, l’Anammi consiglia di non improvvisarsi mai vigile del fuoco, elettricista o, in generale, operaio specializzato. “Non fate gli eroi – avverte il presidente Bica – in caso di pericolo, è bene allontanarsi e dare subito l’allarme”.

In via preventiva, l’associazione suggerisce di tenere sempre in casa un estintore e di conservare in un luogo sicuro tutti i prodotti a rischio combustione, come l’alcol. 
Il problema più comune riguarda gli orari. “E’ festa per tutti – sottolinea Bica – quindi un po’ di sana tolleranza non guasta.Sì dunque alle riunioni familiari anche a in tarda serata, ma che rispettino le normali regole della civile convivenza, evitando, per esempio, urla disumane al tavolo da gioco”.

Se poi si ha intenzione di organizzare una festa in grande stile per San Silvestro, il segreto è molto semplice: avvertire in tempo i vicini, magari scusandosi in anticipo per gli eventuali disagi. “L’ideale – suggerisce il presidente dell’Anammi – sarebbe invitarli In questo modo si previene qualsiasi contestazione”. Una cosa è certa: i condomini non vanno mai lasciati soli, neanche a Natale.Nel caso l’amministratore di condominio sia assente per ferie, i suoi amministratori dovranno essere informati per tempo.

Sarà quindi stilata una comunicazione ad hoc con la lista delle aziende e dei professionisti cui, di norma, ci si rivolge per le riparazioni e la manutenzione degli impianti condominiali, insieme ai loro recapiti.Il tutto dovrà essere affisso nella bacheca condominiale.  “Se l’immobile – precisa ancora il presidente Bica – si avvale di un addetto alla portineria, sarà questi, in caso di bisogno, ad interpellare le ditte interessate, basandosi sull’elenco fornito dal professionista.

Se invece l’amministratore lavora in uno studio professionale, potrà indicare un referente temporaneo, in grado di aiutare comunque i condomini”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Longo, l’allenatore del Picerno avversario della Juve Stabia

Longo, la carriera e le sue caratteristiche tecnico-tattiche del tecnico del Picerno, prossimo avversario della Juve Stabia.

Emilio Longo con il suo Picerno è stato sicuramente uno degli allenatori che più si è messo in mostra nello scorso campionato di Lega Pro Girone C 2022-2023 e che sta continuando sulla stessa scia anche nel campionato in corso.

Con il suo modulo tattico 4-2-3-1 che peraltro il Picerno attua in campo sempre in modo molto propositivo mantenendolo tale sia nella fase passiva che nella fase attiva di gioco, è stato capace per lungo tempo di tenere lo scorso anno, in quanto a punti conquistati, quasi lo stesso ritmo del Catanzaro capolista.

LA CARRIERA DI EMILIO LONGO PRIMA DI APPRODARE AL PICERNO.

Longo, nato a Salerno il 25 agosto 1973, è alla sua prima esperienza nel calcio professionistico. Scelta oculata quella del Picerno che ha individuato questo tecnico che ha avuto una lunga gavetta tra i dilettanti.

Dopo le prime esperienze nel 1999-2000 col Pontecagnano e poi alla Picenzia, Longo ha allenato diverse squadre in Serie D. Tra di esse Gelbison, Turris, Battipagliese, San Severo, Cavese e Folgore Caratese allenata da Longo dalla stagione 2018-2019 fino all’ultimo campionato 2021-2022.

L’unica esperienza tra i professionisti per Longo è stata con il Livorno in Serie B nel campionato 2014-2015 da allenatore in seconda di Carmine Gautieri, esonerato dopo 22 giornate.

Nella stagione 2021-2022 Emilio Longo ha allenato la Folgore Caratese in Serie D, arrivando quinto in classifica ed è stato eliminato in semifinale contro il Legnano.

Nella scorsa stagione 2022-2023 Emilio Longo, al primo anno di guida tecnica del Picerno, ha brillantemente portato i lucani ad un sesto posto finale con la conseguente qualificazione ai playoff dove però è stato eliminato al primo turno dei playoff.

Infine Longo ha affrontato in carriera la Juve Stabia solo nella gara di andata dell’8/10/2022 terminata col punteggio di 1-0 per le Vespe con gol di Mignanelli e con lo stesso risultato di 1-0 ha vinto la gara di ritorno allo stadio “Curcio” disputata nel febbraio 2023.

Superlega, la Corte di Giustizia decide il futuro del calcio in Europa

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(Adnkronos) – Quando si parla di Superlega, oggi, si pensa a un progetto sostanzialmente ‘morto’.L’idea di un calcio esclusivo, solo per club ricchi, nell’immaginario collettivo è stata spazzata via dalla reazione dura dell’Uefa, che ha potuto contare su un diffuso afflato di rivolta dal basso, partita proprio da alcune delle tifoserie delle squadre direttamente coinvolte nel progetto.

Eppure, domani la Corte di Giustizia Europea deve prendere una decisione che può cambiare, in un senso o nell’altro, il futuro del calcio europeo.Si deve pronunciare sul ricorso presentato da A22, la società che ha ereditato il progetto della Superlega, che sintetizzando chiede se sia legittimo o meno che l’Uefa eserciti il suo monopolio sul calcio europeo, escludendo quindi che chiunque altro possa organizzare un torneo ufficiale in Europa senza il suo via libera.

Il progetto è nato nel 2021 con un blitz di 12 squadre, comprese Juventus, Inter e Milan.Rapidamente, in un quadro subito polarizzato, si sono sfilati 9 club e a sostenere la Super League sono rimasti Real Madrid, Barcellona e Juventus.

Il club bianconero, nell’ultima stagione alle prese con procedimenti in ambito nazionale e internazionale, ha annunciato l’avvio del passo indietro.   Il ricorso è formulato in maniera tale da porre la questione in termini prevalente economici, nel quadro del diritto comunitario.La passione violata dei milioni di tifosi europei finisce inevitabilmente in secondo piano rispetto alle norme che regolano un mercato, come quello in cui operano le società di calcio.

La Corte, in particolare, dovrà stabilire se la principale delle regole imposte dalla Uefa, ovvero che qualsiasi nuova competizione debba essere soggetta ad approvazione preventiva, sia compatibile con il diritto della concorrenza nella Ue.Oppure, al contrario, come sostiene la società che ha di fatto ereditato il progetto della Superlega, che per non sancire un monopolio totale la stessa Uefa debba lasciare una porta aperta garantendo un accesso al mercato.    La sentenza di domani può aprire scenari profondamente diversi tra loro.

Nel caso in cui il ricorso venga respinto, l’idea di una Superlega, la si pensi nella sua versione originale o in quella rivista e allargata proposta da A22 a inizio di quest’anno, verrebbe definitivamente archiviata, sancendo l’inviolabilità del totale controllo della Uefa sul calcio europeo.Se al contrario il ricorso venisse accolto, il percorso verso un calcio separatista e ‘privato’ sarebbe spianato.

Una strada intermedia, con un accoglimento parziale del ricorso, lascerebbe contendibile il futuro del calcio in Europa, con un confronto che sarebbe presumibilmente alimentato da un rimpallo di tentativi e reazioni tra le due sponde del fiume calcio, che continuerebbe a scorrere con tutti i suoi problemi.   Cosa vuol dire tutto questo per il calcio?Qualsiasi risposta che non voglia essere solo personale, e istintiva, deve tenere conto della profonda trasformazione in atto in tutti i settori, del fattore chiave della sostenibilità economica, ma non può dimenticare la storia e il ruolo sociale del calcio.

Soprattutto per una ragione banale.Questi fattori devono coesistere se si vuole realmente pensare al futuro del calcio, che è insieme sport, espressione popolare e industria.

Spesso si tende a discutere di quale debba essere l’ordine corretto secondo cui mettere in fila le priorità.Discussione utile se serve a trovare una sintesi, discussione pericolosa se punta solo a mercificare il calcio oppure solo a mettere in piedi operazioni nostalgiche.   Il calcio cambia, si evolve, come tutto il resto.

Ma se non si vuole correre il rischio concreto che a forza di cambiare sparisca, per una progressiva consunzione, vanno tenuti fermi alcuni punti imprescindibili.Il calcio deve restare di tutti e aperto a tutti e deve trovare redditività e remunerazione nel sostegno dell’unica fonte inesauribile di sostentamento che ha sempre avuto: il coinvolgimento dei tifosi, che sono una massa di persone che rende il prodotto calcio qualcosa di profondamente diverso da qualsiasi altro prodotto.

Chi ritiene che il prodotto calcio possa esistere solo rendendolo un prodotto elitario continuerà a sostenere una Superlega, un perimetro piccolo dove far entrare chi ha soldi da investire e da spendere; chi crede che possa continuare a essere un prodotto di massa, deve pretendere che gli organismi che lo gestiscono, Lega e Federcalcio, Uefa e Fifa, siano capaci di guardare avanti con trasparenza, iniziando a porre rimedio alla lunga serie di errori che hanno commesso finora. (Di Fabio Insenga)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo e il messaggio di Natale, anche quest’anno scritto senza aiuto consiglieri

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(Adnkronos) – Re Carlo ha scritto il messaggio che pronuncerà il giorno di Natale senza ricorrere all’aiuto dei consiglieri.Lo scrive il Daily Mail, ricordando che anche lo scorso anno, per il suo discorso alla nazione, fu consentito ai funzionari reali di apportare solamente qualche piccola modifica, perché le riprese potessero essere adattate ai contributi d’archivio durante la messa in onda.

Nel suo primo messaggio, il re aveva ricordato sua madre, la regina Elisabetta II, affermando che “il Natale è un momento particolarmente toccante per tutti noi che abbiamo perso i nostri cari.Sentiamo la loro assenza e li ricordiamo in ogni tradizione amata”.  Il re ha imparato che parla meglio quando improvvisa – afferma il quotidiano britannico – Un talento che Carlo ha appreso relativamente tardi nella vita.

Fu al Diamond Jubilee Concert al The Mall nel 2012 che Charles decise che i suoi appunti non andavano bene e riscrisse il suo discorso mentre si trovava sul palco reale.In quell’occasione, il futuro sovrano incitò perfino la folla a gridare ad alta voce il nome del principe Filippo, in modo che questi lo sentisse nell’ospedale dove era ricoverato.

L’appello di Carlo commosse la regina quasi fino alle lacrime. Per tornare a Elisabetta, sembra che alcuni discorsi li scrivesse di proprio pugno anche lei.Resta nella memoria il suo ultimo messaggio del Natale del 2021, quando ricordò il principe consorte morto in aprile. “Sebbene il Natale sia un tempo di grande felicità e allegria per molti – disse – può essere un periodo difficile per quanti hanno perso i loro cari.

Quest’anno, in particolare, ne capisco il motivo.Nei mesi successivi alla morte del mio amato Filippo ho trovato grande conforto nel calore e nell’affetto dei tanti tributi alla sua vita e al suo lavoro”. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natale, quanto ci vuole a smaltire una fetta di pandoro?

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(Adnkronos) – Le tavolate di Natale, come ogni anno, promettono di lasciare il segno sull’ago della bilancia, a causa di abbuffate e bevute, ma anche della pigrizia e della sedentarietà che non permettono di smaltire le tante calorie ingurgitate tra pranzi e cenoni.Se i nutrizionisti bocciano le cosiddette ‘diete pre e post-natalizie’ che “a nulla servono, se non inserite in un cambiamento delle abitudini di vita”, raccomandano invece di fare, durante le maratone alimentari natalizie, “più esercizio fisico”.  E per dare un’idea di quanta attività serva per smaltire le calorie assunte, ricordano che: per ‘bruciare’ una fettina di pandoro da 100 grammi, pari a 402 calorie, bisogna camminare a passo svelto per 1 ora e 42 minuti o andare in bicicletta per 1 ora e 8 minuti, altrimenti se si resta inattivi servono 4 ore e 36 minuti.

Mentre per un bicchiere di spumante (125 ml) le calorie sono 109 e per ‘farle fuori’ bisogna camminare velocemente per 28 minuti o pedalare per 18 minuti, altrimenti da ‘fermi’ servirà 1 ora e 15. E ancora: nella tabella diffusa dalla Società italiana di nutrizione umana (Sinu), si ricorda come un piatto di tortellini in brodo (100 gr), apporta 506 calorie e per smaltirle bisogna camminare 2 ore e 10 minuti o andare in bicicletta per 1 ora e 26, altrimenti se si resta inattivi serviranno ben 5 ore e 49 minuti.Per una porzione di cosciotto di agnello al forno le calorie sono 118, che si bruceranno con 30 minuti a piedi o 20 in bicicletta e 1 ora e 20 se si sta fermi.

Quanto al pesce, tipico piatto della vigilia di Natale o del cenone di Capodanno, un fritto misto di gamberi e calamari da 150 grammi apporta 255 calorie, che saranno ‘eliminate’ dopo 1 ora e 5 minuti di camminata veloce o 43 minuti di pedalata, altrimenti serviranno 2 ore 55 se non si farà movimento.  Infine, per un piatto di cotechino con lenticchie le calorie saranno 487, che si smaltiranno dopo 5 ore 34 minuti di inattività, 2 ore di cammino o 1 ora e 22 di bici.Mentre con 30 grammi di frutta secca si assorbiranno 195 calorie, da bruciare con 49 minuti a piedi, 33 in bicicletta o 2 ore e 14 minuti se si resta fermi.

Quanto all’altro grande classico del Natale, il panettone: una fetta apporta 337 calorie, smaltibili in 1 ora e 25 di camminata veloce, 57 minuti di bici o 3 ore e 51 minuti da inattivi. “Se aumentiamo il livello di attività fisica, otteniamo due risultati: l’aumento del dispendio energetico, ma anche lo sviluppo e il mantenimento della massa muscolare, che a sua volta aumenta il metabolismo di base”, concludono i nutrizionisti della Sinu. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Picerno, la storia dell’avversario della Juve Stabia e l’arbitro

AZ Picerno, la storia dell’avversario della Juve Stabia e il direttore di gara.

AZ PICERNO, fondato nel 1973 ha all’attivo 5 campionati di
Serie D.

La storia del Picerno.

Ha vinto, nella stagione 2018/2019, il GIRONE H della stessa
anzidetta competizione nazionale, quarto livello del campionato
nazionale di calcio, ottenendo così la promozione in Serie C per la prima
volta nella sua storia.

Nella stagione 2013-2014 vince, per la prima volta, la Coppa Italia
Dilettanti Basilicata. Presidente onorario dell’AZ Picerno è Donato Curcio,
imprenditore picernese emigrato negli Stati Uniti, co-finanziatore anche
dello stadio locale in erba artificiale che porta il suo nome.

In Serie C l’AZ Picerno ottiene il primo punto contro la Cavese, alla prima giornata, nella partita finita 1-1. Chiude la stagione regolare al sedicesimo posto, per poi
centrare la salvezza vincendo i play-out contro il Rende, ma, a causa della
combine relativa alla partita di Serie D del maggio 2019 contro il Bitonto,
il club picernese viene condannato all’ultimo posto ed alla retrocessione.

La sentenza di retrocessione viene confermata dalla Commissione di
Appello Federale l’11 settembre 2020. Disputa il campionato di Serie D
terminando al secondo posto del girone. Il 27 luglio 2021 viene
riammesso in Serie C al posto del rinunciatario Gozzano.

Due anni fa playoff arrivando decima con la guida di mister Colucci, mentre nella
passata stagione con l’attuale Emilio Longo, ancora playoff ma da sesti e
sempre fuori al primo turno.

Lo score del Picerno.

Lo score dell’AZ Picerno in questo campionato:
2° in classifica con 34 punti frutto di
9 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte 30 gol fatti e 14 subiti
In casa: 4 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte con 14 gol fatti e 4 subiti
Fuori casa: 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte con 16 gol fatti e 10
subiti.

Il direttore di gara.

La gara sarà diretta dal sig. Andrea Bordin della sezione di Bassano Del Grappa al suo quinto anno in Serie C con 57 gare dirette con questo score: 25 vittorie interne, 20 pareggi e 12 affermazioni esterne. 16 i rigori assegnati e 12 le espulsioni decretate.

Quest’anno ha già diretti 7 gare con 5 vittorie interne, 1 pareggio e 1 affermazione esterna. Nessuno rigore assegnato e 3 espulsioni decretate.
Gliassistenti saranno: 1° sig. Matteo Pressato della sezione di Latina; 2° sig. Andrea Zezza della sezione di Ostia Lido; quarto uomo il sig. Carlo Rinaldi della sezione di Bassano Del Grappa.

Natale e videogame come regalo a bambini, alert scienziati

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(Adnkronos) – E’ un ‘evergreen’ delle letterine a Babbo Natale, uno dei regali più desiderati.E come ogni anno saranno tantissimi i bambini che vedranno realizzarsi questo desiderio e troveranno fra i doni sotto l’albero l’ultima versione del loro videogioco preferito, o nuovi game da esplorare.

Ma un nuovo studio lancia un alert a chi è alle prese con la scelta di quello più giusto da regalare: occhio alle ‘loot box’, è il messaggio.Dietro questi pacchetti a sorpresa, opzioni inserite in un ampio numero di videogiochi, potrebbe nascondersi un rischio gioco d’azzardo, specie se chi interagisce con queste funzionalità è un soggetto particolarmente a rischio.  Le loot box sono dei pacchetti acquistabili che offrono ricompense casuali: strumenti di gioco, potenziamenti, funzioni aggiuntive.

Di recente sono finiti al centro del dibattito sui loro potenziali rischi e a oggi non sono regolate dalle leggi sul gioco d’azzardo.La ricerca appena pubblicata sulla rivista sulla ‘Royal Society Open Science’, condotta dall’università di Plymouth nel Regno Unito, ha dimostrato che le persone a rischio (per esempio chi ha problemi di gioco e gioco d’azzardo) hanno maggiori probabilità di interagire con le loot box rispetto agli altri.

Non è la prima volta che la ricerca punta il dito contro questi articoli.Diversi lavori infatti hanno dimostrato che sono strutturalmente e psicologicamente simili al gioco d’azzardo, ma nonostante le evidenze raccolte sui collegamenti con possibili rischi, rimangono comunque accessibili ai bambini, osservano gli esperti. Lo studio dell’ateneo britannico è uno dei più ampi e solidi mai condotti sulle loot box e ha spinto gli esperti a ribadire la richiesta di maggior rigore su questi strumenti.

Gli autori hanno raccolto tramite sondaggi i pensieri di 1.495 giocatori che acquistano loot box e di altri 1.223 che acquistano altri contenuti di gioco non randomizzati.Sulla base di quanto emerso gli esperti hanno spiegato che correre il rischio di aprire una loot box era associato a persone che avevano sperimentato problemi di gioco d’azzardo, impulsività e cognizioni legate al gambling, inclusa la percepita incapacità di smettere di acquistarli. Nello studio è stato poi dimostrato che qualsiasi impatto finanziario o psicologico derivante dall’acquisto di loot box può influenzare in modo sproporzionato varie coorti a rischio, come chi ha avuto problemi di gioco d’azzardo in precedenza. “Le loot box – osserva l’autore principale, James Close, università di Plymouth – sono ricompense a pagamento nei videogiochi, ma il giocatore non sa cosa c’è dentro.

Per via dello schema mentale rischio/ricompensa e dei comportamenti associati all’accesso alle loot box, sappiamo che ci sono somiglianze con il gioco d’azzardo e questi nuovi lavori forniscono una descrizione più robusta che esplora le complessità del problema”. La ricerca, prosegue, “mostra che l’uso delle loot box è guidato da convinzioni come ‘vincerò in un minuto’, il che riecheggia davvero la psicologia che vediamo nel gioco d’azzardo.I lavori condotti contribuiscono a fornire un insieme sostanziale di prove che dimostrano che, per alcuni, le loot box possono portare a danni finanziari e psicologici.

Tuttavia, non si tratta di renderle illegali, ma di garantire che il loro impatto sia considerato simile a quello del gioco d’azzardo e che siano messe in atto politiche per garantire che i consumatori siano protetti da questi danni”.  La ricerca è stata finanziata dall’associazione ‘GambleAware’ e condotta insieme all’università di Wolverhampton e altri collaboratori.Un precedente passaggio di questo studio ha anche trovato evidenze del fatto che i minori di 18 anni che si sono impegnati con le loot box sono passati ad altre forme di gioco d’azzardo. “La nostra ricerca – conclude il co-responsabile Stuart Spicer – aggiunge ulteriori dati sul fatto che queste funzionalità che si trovano nei videogame rappresentano un problema per i gruppi a rischio, come le persone con pensieri disfunzionali sul gioco d’azzardo, con redditi più bassi e con livelli problematici di utilizzo dei videogiochi.

Speriamo davvero che questi risultati si aggiungano alla base di prove che mostra il legame tra loot box, gioco d’azzardo e altri comportamenti rischiosi, e che ci sia una maggiore spinta ad agire e ridurre al minimo i danni”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, la mossa del Codacons: “Milano ritiri Ambrogino d’Oro a lei e Fedez”

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(Adnkronos) – Dopo il ‘caso pandoro Balocco’, una istanza al Comune di Milano affinché ritiri l’Ambrogino d’oro riconosciuto a Chiara Ferragni e Fedez nel 2020 e “indagini a tappeto di Antitrust e Guardia di Finanza su tutto il settore degli influencer, un mondo opaco e poco trasparente che nel 2023 ha generato solo in Italia un giro d’affari da 348 milioni di euro”.Alla base della nuova mossa del Codacons “lo scandalo sullo ‘schema Ferragni’ in tema di beneficenza emerso in questi giorni -spiega il Codacons- con l’influencer coinvolta in iniziative di solidarietà opache e ingannevoli a danno dei consumatori, la sanzione da 1 milione di euro inflitta dall’Antitrust per il caso del pandoro Balocco e le accuse di truffa aggravata al vaglio della magistratura”.  “Non solo -attacca l’Associazione dei Consumatori- La stessa iniziativa di beneficenza promossa nel 2020 dai Ferragnez in favore dell’ospedale San Raffaele, e che ha poi portato al riconoscimento dell’Ambrogino d’oro, è stata coinvolta in un provvedimento dell’Antitrust, sfociato in una sanzione da 1,5 milioni di euro verso Gofundme , piattaforma scelta dalla coppia per la raccolta fondi, per le commissioni ingannevoli applicate ai donatori.

Tutti gli elementi emersi fanno venire meno i requisiti alla base della concessione dell’Ambrogino d’oro ai Ferragnaz da parte del Comune di Milano”.   “Pertanto -scandisce il Codacons- l’amministrazione deve provvedere al riesame dell’intero procedimento, valutando il ritiro del premio.Serve poi estendere le indagini a tutto il mondo degli influencer, che spesso pubblicizzano sui social resort di lusso e prodotti griffati senza informare correttamente gli utenti circa la natura promozionale dei post, e per capire se i proventi di tali attività siano registrate e regolarmente sottoposte a tassazione”.

L’associazione, infine, rivolge “una dura critica ai mass media e al mondo della politica, che per anni e senza svolgere le opportune verifiche hanno sostenuto le iniziative di ‘pseudo-beneficenza’ dei Ferragnez, santificando la coppia a tutto danno dei cittadini.A partire dal 2020 abbiamo combattuto in totale solitudine una battaglia per chiedere maggiore trasparenza sulle campagne benefiche di Fedez e Chiara Ferragni, e a parte alcune testate che hanno dato voce alle nostre proteste, mass media e politici si sono compattati in difesa della coppia, descrivendo i Ferragnez come ‘angeli della beneficenza’, senza indagare sul fatto che la vera beneficenza fatta dalla coppia era quella verso se stessa”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Patto di stabilità, “lavoriamo per accordo oggi”

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(Adnkronos) – “Non siamo proprio nella prospettiva” di rinviare l’accordo sulla riforma del Patto di stabilità ad un altro Ecofin. “Lavoriamo per un accordo, è veramente il nostro obiettivo”.Lo spiegano fonti di Bercy, il ministero delle Finanze francese, prima dell’Ecofin in videoconferenza di questo pomeriggio.  Il nuovo patto di stabilità e crescita che sarà sul tavolo dei ministri delle Finanze dell’Ue prevede un miglioramento netto rispetto alle regole esistenti, attualmente sospese ma che tornerebbero in vigore a inizio 2024, sia per la Francia che per l’Italia.

L’obiettivo, attualmente definito come Mto (Medium Term Objective), spiegano fonti francesi, passa dallo 0% strutturale per la Francia ad un deficit strutturale dell’1,5%; per l’Italia il miglioramento è ancora maggiore, dato che l’Mto per il nostro Paese era +0,25%, cioè un avanzo strutturale, mentre ora l’obiettivo, in caso di accordo sulle nuove regole, è un deficit strutturale dell’1,5% del Pil, definito orizzontalmente per tutti i Paesi membri.Per la fonte, con un deficit strutturale all’1,5%, il debito pubblico dell’Italia “è sostenibile, con una probabilità molto forte”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rieti, uccide moglie a martellate e si spara: indagini in corso

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(Adnkronos) – Sono in corso le indagini della polizia sull’omicidio suicidio avvenuto ieri a Sant’Elia, in provincia di Rieti, dove due coniugi, lui 82 anni, lei 72, sono stati trovati morti in casa da un parente.Accanto ai corpi è stato trovato un martello, usato molto probabilmente dal marito per uccidere la moglie e un fucile da caccia, regolarmente detenuto, con cui l’uomo si è poi tolto la vita sparandosi.

La polizia sta svolgendo gli accertamenti per chiarire i motivi del gesto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, al via interrogatorio di Leonardo La Russa accusato di violenza sessuale: pronto a rispondere a pm

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(Adnkronos) –
Leonardo Apache La Russa, indagato insieme all’amico deejay Tommaso Gilardoni con l’accusa di violenza sessuale, viene interrogato in procura a Milano dalle pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro titolari dell’inchiesta sul presunto stupro del 19 maggio scorso.  Assistito dal difensore Adriano Bazzoni, il giovane – entrato nella stanza al quarto piano accanto a quella del procuratore – sembra intenzionato a chiarire quanto accaduto a casa del presidente del Senato Ignazio La Russa, dopo una serata esclusiva in un club del centro di Milano.Il 21enne sarebbe pronto a ribadire (cosa che finora ha fatto la difesa) che con la presunta vittima c’è stato solo un rapporto consensuale.

Difesa già sostenuta dall’amico deejay interrogato la scorsa settimana, sempre in procura.  E di quella serata, secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’, ci sono dei video girati con telefonini: “Nei fotogrammi la giovane sembrerebbe cosciente e partecipe – riporta il quotidiano -, ma allo stesso tempo i video da soli non possono dimostrare se e quanto il mix di alcol e sostanze che aveva assunto possa aver alterato il suo stato mentale, compromesso la sua capacità di autodeterminarsi e poi ricordare l’accaduto”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)