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Elezione nuovo Papa, via al Conclave: chi è il cardinale Pietro Parolin

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(Adnkronos) –
Il cardinale Pietro Parolin, per oltre un decennio il collaboratore più vicino e influente di Papa Francesco, è oggi considerato da molti osservatori uno dei principali candidati a nuovo Pontefice al Conclave 2025. 
Nato il 17 gennaio 1955 a Schiavon, nella provincia e diocesi di Vicenza, Parolin proviene da una famiglia cattolica praticante: il padre era titolare di un negozio di ferramenta, mentre la madre insegnava alle elementari.Un evento traumatico lo segnò profondamente durante l’infanzia: la morte del padre in un incidente stradale, quando aveva solo dieci anni. Fin da ragazzo avvertì la vocazione sacerdotale e, a soli quattordici anni, fece ingresso nel seminario diocesano di Vicenza.

Ordinato sacerdote nel 1980, a venticinque anni, fu poi inviato a Roma per specializzarsi in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana.Proprio in quegli anni iniziò anche la sua preparazione per la carriera diplomatica al servizio della Santa Sede.

Dopo aver completato una tesi sul Sinodo dei Vescovi, intraprese ufficialmente il percorso diplomatico vaticano nel 1986. Dopo un primo incarico triennale in Nigeria, fu assegnato alla nunziatura in Messico, dove contribuì al ripristino dei rapporti ufficiali tra il Paese e il Vaticano.Nel 1992 fu richiamato a Roma per lavorare nella Seconda Sezione del Segretariato di Stato, alle dipendenze del cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato.

Gli vennero affidate le relazioni con Spagna, Andorra, Italia e San Marino.Nel 2000 collaborò con il vescovo Attilio Nicora nella delicata attuazione della revisione del Concordato Lateranense del 1984. Parolin seppe mettere a frutto, tra il 2002 e il 2009, le sue competenze diplomatiche e una fitta rete di contatti in ambiti cruciali, come il disarmo nucleare, il dialogo con i regimi comunisti e la mediazione in aree di crisi. È ritenuto un profondo conoscitore delle dinamiche geopolitiche in Asia e Medio Oriente.

Nel 2005 giocò un ruolo chiave nel riavvicinamento tra la Santa Sede e la Cina, un successo diplomatico che all’epoca fu molto lodato, ma che oggi rischia di pesare come un punto debole della sua eredità.L’approccio adottato da Parolin con Pechino portò, nel 2018, alla firma di un accordo provvisorio segreto sulla nomina dei vescovi cinesi, rinnovato nel 2020, 2022 e 2024. L’intesa ha sollevato forti critiche, non solo da parte del cardinale emerito di Hong Kong Joseph Zen Ze-kiun e dei cattolici cinesi fedeli a Roma, ma anche da autorevoli voci nel mondo cattolico europeo e statunitense, che accusano il Vaticano di aver fatto troppe concessioni al regime comunista cinese in un momento delicato, con conseguenze potenzialmente gravi.

Parolin, tuttavia, ha sempre invitato a non giudicare con precipitazione, mantenendo un tono conciliante e misurato. Tra il 2016 e il 2017, Parolin fu al centro di una controversia legata alla gestione della crisi dell’Ordine di Malta, culminata con la rimozione forzata del Gran Maestro Fra' Matthew Festing.Parolin è noto anche per la sua decisa contrarietà alla liturgia tradizionale, che ritiene in contrasto con il "nuovo paradigma" di Chiesa promosso da Papa Francesco, fondato sulla sinodalità, la decentralizzazione e una prospettiva globale.

Ritiene che il pontefice abbia attuato in modo pieno lo spirito del Concilio Vaticano II. Per i suoi detrattori, Parolin rappresenta un volto del progressismo ecclesiale, un diplomatico pragmatico che preferisce soluzioni politiche e compromessi alla chiarezza dottrinale.Viene anche visto come erede della diplomazia dell’Ostpolitik vaticana degli anni Sessanta, oggi spesso criticata, specialmente nel suo approccio verso la Cina.

Per i suoi sostenitori, invece, è un uomo di grande idealismo, promotore instancabile della pace e della concordia, dotato di una straordinaria capacità di mediazione e riservatezza, impegnato nel delineare una nuova direzione per la Chiesa del XXI secolo. Parolin padroneggia fluentemente l’italiano, il francese e lo spagnolo, e possiede anche una buona conoscenza dell’inglese.Tra il 2002 e il 2009 ricoprì l’incarico di sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, un ruolo strategico e riservato, nel quale si occupò delle relazioni diplomatiche con il Vietnam, la Corea del Nord, Israele e la Cina.

Benedetto XVI lo nominò vescovo nel 2009 e lo inviò come nunzio apostolico a Caracas, in Venezuela.La svolta avvenne nel 2013, quando Papa Francesco lo scelse come nuovo Segretario di Stato, affidandogli un ruolo centrale nel suo pontificato e, l’anno successivo, lo inserì nel ristretto Consiglio dei Cardinali per la riforma della Chiesa. Nel corso degli anni, Parolin si è guadagnato grande stima tra i diplomatici laici per la sua affidabilità e discrezione come rappresentante papale sulla scena internazionale.

La sua figura ricorda a molti quella di Papa Paolo VI, anch’egli ex diplomatico divenuto pontefice.  
Parolin è tra i pochissimi alti prelati rimasti in carica per quasi l’intero pontificato di Francesco.Il rapporto con il Papa ha attraversato alti e bassi, ma la fiducia non è mai venuta meno: Francesco ha più volte riconosciuto il valore del suo operato, confermandolo nel Consiglio dei Cardinali sin dal 2014.

Per chi cerca un pontefice in linea con l'orientamento di Francesco – vicino ai poveri, favorevole a una Chiesa aperta e sinodale – Parolin appare come il naturale continuatore del cammino intrapreso, in grado di proseguire le riforme, ma con uno stile più misurato, sobrio e diplomatico. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezione nuovo Papa, via al Conclave: chi è il cardinale Gerhard Ludwig Müller

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(Adnkronos) – Tra i cardinali considerati 'papabili' al Conclave 2025 c'è Gerhard Ludwig Müller.Considerato un leader deciso, pragmatico e coraggioso, è un teologo rispettato che non si riconosce nell'etichetta di "conservatore" e preferisce definirsi semplicemente "cattolico".

Potrebbe venire scelto come nuovo papa? Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, nato il 31 dicembre 1947 a Finthen, sobborgo di Magonza, proviene da una famiglia cattolica devota: suo padre Martin era operaio nel settore automobilistico, mentre sua madre Lioba era casalinga.Dopo il liceo vescovile Willigis a Magonza, ha studiato filosofia e teologia nelle città di Magonza, Monaco di Baviera e Friburgo in Brisgovia.

Nel 1977 ha conseguito il dottorato in teologia con una tesi sul contributo del teologo protestante Dietrich Bonhoeffer alla teologia sacramentale ecumenica, sotto la guida del professor Karl Lehmann.L'11 febbraio 1978 è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Magonza dal cardinale Hermann Volk.

Dopo l'ordinazione, ha prestato servizio in tre parrocchie e insegnato religione nei licei di Büdingen e Nidda.Nel 1985 ha ottenuto l'abilitazione all'insegnamento universitario a Friburgo in Brisgovia. Nel 2002, Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di Ratisbona, diocesi precedentemente guidata anche da Joseph Ratzinger.

Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 24 novembre 2002 dal cardinale Friedrich Wetter, con la partecipazione del cardinale Karl Lehmann e del vescovo Vinzenz Guggenberger.  Durante il suo episcopato, ha sviluppato ampiamente la diocesi e ha servito in vari organi della Santa Sede.Nel 2012 si è trasferito a Roma quando Papa Benedetto XVI lo ha nominato prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf).

In questo ruolo, è stato anche presidente della Pontificia Commissione Biblica, della Commissione Teologica Internazionale e della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.Papa Francesco lo ha creato cardinale diacono nel 2014.

Nel 2017, Papa Francesco ha deciso di non rinnovargli il mandato di prefetto della Cdf.  Dopo aver lasciato l'incarico, Müller ha assunto un profilo ancora più pubblico, proseguendo le sue pubblicazioni in varie lingue e ampliando la sua attività apostolica a livello internazionale. Müller è considerato un leader deciso, pragmatico e coraggioso.Teologo rispettato, non si riconosce nell'etichetta di "conservatore" e preferisce definirsi semplicemente "cattolico".

Formatosi sotto l’influenza di teologi progressisti come Lehmann, ha raggiunto i vertici della Chiesa grazie anche al sostegno di Benedetto XVI.Pur non ponendo la liturgia al centro della sua azione, considera dottrina e pastorale egualmente importanti, e ha promosso la devozione eucaristica in diverse forme. Negli anni iniziali della crisi degli abusi ha faticato a trovare una linea coerente, ma in seguito ha assunto posizioni ferme.

Da vescovo di Ratisbona ha agito con decisione contro gruppi dissidenti.Nel 2024 sono emerse minori contestazioni riguardanti la sua gestione finanziaria ai tempi della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha fermamente smentito. 
È considerato teologicamente ortodosso, anche se alcune sue posizioni – ad esempio sull'Eucaristia e sulla verginità perpetua di Maria – hanno suscitato perplessità.

Ha mostrato interesse per la teologia della liberazione, cercando però di separarla dalle sue componenti marxiste.Tradizionalista nella sostanza, si oppone fermamente al diaconato femminile e alla modifica del celibato sacerdotale, pur avendo mostrato in passato apertura a eccezioni.

Sostenitore convinto del Concilio Vaticano II, si è opposto duramente alla Fraternità San Pio X.Tuttavia, negli ultimi anni si è avvicinato al mondo della Tradizione e si è fatto critico accanito del Sinodo sulla sinodalità, del Cammino sinodale tedesco e di ciò che percepisce come deviazioni dalla dottrina della Chiesa.

Ha criticato anche le restrizioni alla Messa tradizionale in latino. Müller ha espresso forti critiche al globalismo e all'Agenda 2030, denunciando le "élite potenti" che la sostengono.Ha evitato critiche dirette a Papa Francesco, pur sollevando molte riserve sul suo pontificato, che ha attribuito in parte alla sua cerchia di collaboratori stretta.

Ritiene, ad esempio, che Francesco sia colpevole di eresia materiale, ma non formale.Di recente, Müller aveva rilasciato una breve dichiarazione a sostegno dei cinque cardinali che avevano presentato dei "dubia" a Francesco.

Il cardinale tedesco si era detto "felice" che "altri, a modo loro, stiano facendo ciò che è necessario" per ricordare al Papa "la responsabilità che Dio gli ha affidato per la preservazione della Chiesa".L'azione in difesa della fede cattolica dei cardinali Robert Sarah, Raymond Burke, Joseph Zen Ze-kiun, Juan Sandoval e Walter Brandmüller, che aveva suscitato scalpore in Vaticano, ha ricevuto così il sostegno dell'ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il cardinale tedesco ha messo in guardia dal fatto che avere oggi una posizione eretica può favorire la carriera ecclesiastica: ha ricordato che i vescovi non devono essere burattini che ripetono ciecamente quello che dice il Papa, e protesta contro il neopapismo. 
Tradizionalista nella sostanza, si oppone fermamente al diaconato femminile e alla modifica del celibato sacerdotale, pur avendo mostrato in passato apertura a eccezioni.Sostenitore convinto del Concilio Vaticano II, si è opposto duramente alla Fraternità San Pio X.

Tuttavia, negli ultimi anni si è avvicinato al mondo della Tradizione e si è fatto critico accanito del Sinodo sulla sinodalità, del Cammino sinodale tedesco e di ciò che percepisce come deviazioni dalla dottrina della Chiesa.Ha criticato anche le restrizioni alla Messa tradizionale in latino. Secondo il cardinale Müller, se i cattolici sanno che i papi sono i successori di San Pietro a Roma, devono anche sapere che devono opporsi alla caricatura dei papi fatta dai protestanti nel XVI secolo e da coloro che usano l'autorità papale per fare bella figura agli occhi del Nuovo Ordine Mondiale.

Il cardinale Müller ha dichiarato di aver "difeso la dottrina cattolica", adempiendo coscienziosamente alla sua responsabilità di vescovo e cardinale. "Ma – ha aggiunto – sono felice che altri, a modo loro, facciano ciò che è necessario e ricordino al Papa la responsabilità che Dio gli ha affidato di custodire la Chiesa nella dottrina degli apostoli". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezione nuovo Papa, via al Conclave: chi è il cardinale Kurt Koch

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(Adnkronos) – Tra i cardinali considerati 'papabili' al Conclave 2025 c'è Kurt Koch.Se scelto come nuovo Papa potrebbe rappresentare una figura di equilibrio e riconciliazione dopo un periodo segnato da divisioni.  
Il cardinale Kurt Koch è nato il 15 marzo 1950 a Emmenbrücke, nella diocesi di Basilea, situata nel cantone svizzero di Lucerna, all'interno di una famiglia di commercianti.

Fin dalla giovinezza ha manifestato un interesse profondo per l’ecumenismo.Ha intrapreso gli studi teologici a Monaco di Baviera e successivamente a Lucerna, iniziando la propria carriera come teologo laico.

Tra il 1976 e il 1978 ha preso parte a un progetto di ricerca promosso dalla Commissione episcopale Iustitia et Pax, sotto la supervisione del professor Franz Furger, dedicandosi all’approfondimento di tematiche etiche e sociali in prospettiva cristiana.Dal 1979 al 1982 ha svolto il ruolo di assistente universitario in teologia sistematica presso la Facoltà di Teologia di Lucerna. Fu ordinato sacerdote a 32 anni, a Berna, continuando a coltivare i suoi studi nelle aree della dogmatica, della teologia morale, dell’ecumenismo e del pensiero riformato.

Nel 1987 conseguì il dottorato con una tesi sull’opera del teologo evangelico tedesco Wolfhart Pannenberg.Rimase presso l’Università di Lucerna, dove ottenne l’abilitazione nel 1989 e fu nominato docente di dogmatica, liturgia e teologia ecumenica presso l’Istituto di Formazione. Nel dicembre 1995 fu designato vescovo di Basilea e ricevette la consacrazione episcopale per mano di Papa Giovanni Paolo II.

Durante il suo ministero episcopale, continuò a mantenere un’intensa attività accademica, pubblicando costantemente.Dal 1998 al 2006 fu vicepresidente della Conferenza Episcopale Svizzera e successivamente ne divenne presidente dal 2007 al 2009. Nel luglio 2010, Benedetto XVI lo chiamò a Roma, affidandogli la guida del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, succedendo al cardinale Walter Kasper.

In quello stesso anno fu creato cardinale.Dal 2010 ricopre questo incarico, che è stato trasformato in dicastero con la riforma della Curia sancita dalla costituzione Praedicate Evangelium nel 2022, di cui è divenuto prefetto.

Nel 2021 Papa Francesco lo ha elevato al titolo di cardinale-presbitero. All’interno della Curia romana, Koch è membro di numerosi dicasteri, tra cui quello per la Dottrina della Fede.Se prima del 2010 si occupava di un ampio ventaglio di tematiche teologiche, da allora ha orientato quasi esclusivamente il proprio lavoro alla promozione dell’unità tra i cristiani.

Tra gli episodi di rilievo del suo impegno romano si ricordano l’incontro ecumenico di Lund del 2016, in occasione del 500° anniversario della Riforma, e la pubblicazione, nel 2024, di un documento sul primato del Papa in prospettiva sinodale. Figura mite e riservata, con lunga esperienza nella macchina curiale, il cardinale Koch possiede una conoscenza approfondita della Chiesa germanofona e delle questioni teologiche che in essa emergono. È noto per la sua posizione critica nei confronti del Cammino Sinodale tedesco, pur mostrando apertura verso riforme ponderate, come dimostrato da uno studio recente sul ministero del Vescovo di Roma.Questo lavoro testimonia la sua solida preparazione teologica e la capacità di riflettere con rigore sul ruolo del papato nella Chiesa e sulla sua possibile evoluzione. Dotato di equilibrio, Koch è in grado di distinguere chiaramente tra convinzioni personali e responsabilità magisteriali legate al suo incarico: una qualità interpretata da alcuni come punto di forza, da altri come possibile segno di ambiguità.

In passato ha abbandonato posizioni più progressiste, come il sostegno al celibato opzionale o all’ordinazione femminile, per aderire maggiormente all’indirizzo dei pontificati successivi.Ciò ha sollevato interrogativi sulla solidità delle sue convinzioni più profonde. La sua competenza, seppur notevole, è incentrata quasi esclusivamente sull’ambito ecumenico, una specializzazione che talvolta viene percepita come limitante rispetto alle sfide più ampie della Chiesa attuale.

Koch ha pienamente fatto proprio l’approccio al dialogo con l’ebraismo secondo cui la Chiesa non è chiamata a una “missione” evangelizzatrice verso gli ebrei, ma a privilegiare l’incontro e la comprensione reciproca.Tuttavia, ha anche difeso il magistero tradizionale, opponendosi a proposte radicali in tema di intercomunione.

Sottolinea con forza la centralità dell’Eucaristia, pur non sostenendo la liturgia preconciliare, che a suo avviso ostacola il cammino verso l’unità. Il suo retroterra culturale, profondamente radicato nella teologia tedesca, lo rende incline alla mediazione e al compromesso, configurandolo come un profilo conservatore ma aperto al dialogo.Se venisse eletto al soglio pontificio, potrebbe rappresentare una figura di equilibrio e riconciliazione dopo un periodo segnato da divisioni.

Il cardinale Koch parla fluentemente tedesco, italiano, francese e inglese. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezione nuovo Papa, via al Conclave: chi è il cardinale Fernando Filoni

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(Adnkronos) – Inizia il Conclave 2025 e il cardinale Fernando Filoni viene sempre più spesso citato tra i possibili candidati a diventare nuovo papa.Oggi 79enne, è una figura di spicco nella diplomazia vaticana e attuale Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto incarichi di grande rilievo, tra cui prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e nunzio apostolico in Iraq durante il conflitto del 2003. 
Nato il 15 aprile 1946 a Manduria, in provincia di Taranto, fu ordinato sacerdote il 3 luglio 1970.Ha ottenuto il dottorato in filosofia e in diritto canonico, oltre a un diploma in scienze dell’opinione pubblica con specializzazione in giornalismo.

Nei primi anni del suo ministero a Roma si dedicò alla pastorale parrocchiale e all’insegnamento nelle scuole superiori, per poi entrare nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1981.Prestò servizio in varie rappresentanze pontificie: in Sri Lanka, Iran, Brasile e Filippine; durante la guerra tra Iran e Iraq fu assegnato a Teheran. Uno dei suoi incarichi più significativi fu quello svolto a Hong Kong tra il 1992 e il 2001, dove monitorò da vicino la condizione della Chiesa cattolica in Cina, lavorando per favorire una maggiore unità tra i vescovi della Chiesa ufficiale e quelli della comunità clandestina, incoraggiandoli a ristabilire la piena comunione con Roma.

In quegli anni aprì anche una “missione di studio” sulla Chiesa nella Cina continentale. Nel 2001 fu nominato nunzio apostolico in Iraq e Giordania.Durante l’invasione americana del 2003, scelse di rimanere a Baghdad, diventando simbolo concreto della vicinanza della Chiesa al popolo iracheno in un momento di grande sofferenza.

Nel 2006 fu trasferito nelle Filippine. Nel 2007 Papa Benedetto XVI lo nominò sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, ruolo strategico assimilabile a quello di capo di gabinetto del Papa.Nel 2011 fu chiamato a guidare Propaganda Fide, una delle congregazioni più importanti della Curia romana, incaricata delle missioni e dell’evangelizzazione.

L’anno successivo fu creato cardinale e, nel 2018, promosso cardinale-vescovo da Papa Francesco. Dal 2019 è a capo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.Con una competenza particolare su Cina e Medio Oriente, Filoni ha definito “storico” l’accordo provvisorio tra la Santa Sede e Pechino del 2018, pur ammettendone i limiti e le difficoltà.

Di fronte alla guerra tra Israele e Hamas nel 2023, ha lanciato un appello per una soluzione a due Stati e per l’abbandono delle logiche di vendetta, auspicando rispetto reciproco e una pace duratura. Vicino al Cammino Neocatecumenale, il cardinale Filoni è un convinto sostenitore del Concilio Vaticano II e del ruolo delle conferenze episcopali, tema al quale ha dedicato anche una pubblicazione.Figura riservata ma pastorale, dotata di un bagaglio eccezionale di esperienza diplomatica e curiale, viene sempre più spesso citato tra i possibili candidati al papato. Secondo il vaticanista John Allen, rappresenta un profilo con visione globale, fermezza dottrinale e solide capacità di governo.

Tuttavia, il fatto di non aver mai guidato una diocesi può essere percepito da alcuni come un limite, e per altri è espressione di una “vecchia guardia” vaticana.Resta il fatto che, alla luce dei nuovi equilibri ecclesiali, il conclave potrebbe rivalutare il suo ruolo in modo significativo. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave oggi al via, gli occhi del mondo puntati sul comignolo della Sistina

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(Adnkronos) – E' il giorno del Conclave, che si aprirà alle 16.30 di oggi per eleggere il 267esimo Papa dopo la morte di Francesco, avvenuta il 21 aprile scorso. Alle 16.15, nella Cappella Paolina partirà la processione presieduta dal cardinale Pietro Parolin, il più anziano di nomina, che presiederà tutto il Conclave.I cardinali invocheranno lo Spirito Santo.

Quindi, l''Extra omnes' pronunciato dal maestro delle celebrazioni liturgiche, l’arcivescovo Diego Ravelli.  Sotto le volte affrescate michelangiolesche, in un ambiente bonificato, avrà inizio la votazione.Il voto è segreto, ogni cardinale scrive il nome scelto su una scheda e la frase: 'Eligo in Summum Pontificem', poi la fa scivolare nell’urna.

Per diventare Papa occorre il consenso dei 2/3 dell’assemblea: 89 voti.  E da stasera gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sul comignolo della Cappella Sistina: la prima fumata di oggi è prevista in serata, intorno alle 19.Nei giorni successivi, salvo elezione del nuovo Papa, ci saranno due fumate al giorno: una a metà mattina (verso le 12) e una nel tardo pomeriggio (indicativamente le 17.30).

Se si raggiunge la maggioranza dei due terzi, la fumata sarà bianca e il mondo saprà che il 267esimo Papa è stato eletto.All’interno della Sistina, una stufa brucia le schede dopo ogni scrutinio.

Dal 2005, per evitare confusioni, il fumo nero (niente elezione) è prodotto mescolando le schede bruciate a cartucce chimiche a base di perclorato di potassio, antracene e zolfo.Il bianco (eletto il Papa) si deve all’aggiunta di lattosio e clorato di potassio.  Lunedì, nel corso della doppia congregazione, i cardinali hanno tracciato intanto il profilo del prossimo Papa: “Una figura che deve essere presente, vicina, capace di fare da ponte e guida, di favorire l’accesso alla comunione a un’umanità disorientata e segnata dalla crisi dell’ordine mondiale" e "un pastore vicino alla vita concreta delle persone", come ha riferito il portavoce vaticano Matteo Bruni.  E' piuttosto improbabile che già oggi dal comignolo possa uscire il fumo bianco dell'habemus papam.

Guardando all'elezione degli ultimi Pontefice, la convergenza sulla persona da eleggere si è trovata in due-tre giorni. Nel dettaglio, per l'elezione di Paolo VI – nel 1963 – sono occorsi tre giorni: dal 19 al 21 giugno e quattro fumate.La scelta di Giovanni Paolo I è arrivata dopo due giorni il 26 agosto del 1978 (quarto scrutinio, seconda fumata).  Giovanni Paolo II è stato eletto in tre giorni il 16 ottobre 1978 alla quarta fumata.

L'elezione di Benedetto XVI è avvenuta nel secondo giorno di conclave, il 19 aprile 2995 al quarto scrutinio.Per papa Francesco, i cardinali si ritrovarono in conclave il 12 marzo 2013.

Il suo nome uscì il 13 marzo, al quinto scrutinio. Da ieri i cardinali elettori hanno potuto prendere possesso della loro stanza a Casa S.Marta assegnata attraverso il sorteggio.

Poiché le stanze della residenza dove ha vissuto Papa Francesco per dodici anni – la sua stanza, la 201 resterà sigillata – non bastano per tutti i cardinali e per gli officiali e gli addetti a vario titolo che gravitano attorno alla macchina organizzativa del conclave (lunedì il giuramento di segretezza di un centinaio di persone), alcuni di loro risiedono nell’edificio adiacente di S.Marta vecchia.  Da oggi, e ogni volta che faranno ritorno a S.

Marta per i pasti e il riposo, le 133 porpore elettrici si potranno spostare a piedi da S.Marta alla Sistina percorrendo via delle Fondamenta o accompagnate su un apposito bus e percorreranno ogni volta un tragitto di un chilometro.

Per tutto il tempo del Conclave i telefonini saranno schermati nelle aree interessate dal conclave: la misura non riguarderà Piazza San Pietro.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Barcellona 4-3, Frattesi regala la finale di Champions ai nerazzurri

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(Adnkronos) – L’Inter vola in finale di Champions League.Al termine di 120 minuti epici, i nerazzurri vincono 4-3 contro il Barcellona a San Siro e staccano il pass per l’ultimo atto del torneo a Monaco di Baviera.

L’incredibile partita di San Siro finisce ai supplementari, dopo il 3-3 dei 90’ regolamentari.Decide il gol di Frattesi: in finale, per Inzaghi ci sarà una tra Arsenal e Psg (francesi vittoriosi 1-0 nella partita d’andata all’Emirates, mercoledì 7 maggio alle 21 il ritorno al Parco dei Principi). La prima notizia della semifinale riguarda gli attaccanti.

Lautaro Martinez ce la fa e Inzaghi lo schiera nell’undici titolare accanto a Thuram.Anche Flick recupera Lewandowski, ma non rischia e il polacco parte dalla panchina.

Per il resto, solito 3-5-2 nerazzurro, con Dumfries e Dimarco a tutta fascia e linea di centrocampo completata dal trio Barella- Calhanoglu-Mkhitaryan.Blaugrana con il solito 4-2-3-1 a trazione offensiva, guidato da Ferran Torres e supportato da Yamal, Raphinha e Olmo.

Si riparte dal 3-3 della gara d’andata e i primi minuti ricordano proprio la trama vista una settimana fa allo Stadio Olimpico Lluís Companys di Barcellona.Gli spagnoli tengono il possesso, i nerazzurri provano a sfondare sfruttando gli spazi. È così che arriva l’1-0 di Lautaro Martinez al 21’: il recupero di Dimarco sulla trequarti è provvidenziale e manda Dumfries in porta.

L’olandese guarda Szczesny e poi serve il capitano, che appoggia in rete a porta vuota per il primo boato di San Siro.Il Barcellona si accende con il passare dei minuti e sfiora il pari a più riprese, ma i nerazzurri raddoppiano cogliendo di sorpresa gli avversari.

Al 42', Lautaro Martinez viene lanciato da Mkhitaryan e Cubarsì recupera con un intervento che sembra sul pallone: Marciniak viene però richiamato al Var e dopo revisione assegna il rigore.Sul dischetto va Calhanoglu, che nel recupero porta i suoi sul 2-0.

L’Inter torna in campo per contenere, gli spagnoli alzano subito la voce e al 54’ accorciano le distanze con Eric Garcia, che spedisce all’incrocio il pallone del 2-1. Il Barcellona alza i giri e riporta tutto in equilibrio intorno all’ora di gioco, con un pallone scodellato in area per Dani Olmo, che batte Sommer e fa 2-2.La partita a questo punto prende la direzione dei blaugrana: all’88’, Barella perde un brutto pallone a ridosso dell’area e Raphinha ne approfitta.

Il brasiliano prima viene murato da Sommer, poi non sbaglia sulla respinta e ribalta la partita.Finita?

Per niente.L’Inter si tuffa all’attacco e Acerbi va a fare il centravanti.

Proprio il difensore diventa l’uomo copertina , deviando in rete con il destro il cross basso di Dumfries per un epilogo pazzesco al 94': 3-3, come all’andata e partita ai supplementari.Il gol di Acerbi cambia l’inerzia del big match di San Siro e l’Inter torna avanti alla prima occasione: al 99’, Thuram supera Araujo e tocca per Taremi.

L’iraniano fa sponda per Frattesi, che piazza il sinistro che vale il 4-3 alle spalle di Szczesny.Negli ultimi minuti, il protagonista diventa Sommer, che nega a Yamal il gol del 4-4 con un intervento prodigioso sul sinistro a giro dell’attaccante, a una manciata di minuti dal triplice fischio.

Finisce 4-3 sotto la pioggia di San Siro, l’Inter torna in finale di Champions. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump e la scoperta: “Russia fuori da Mondiali Usa 2026? Non sapevo…”

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(Adnkronos) – "La Russia è esclusa dai Mondiali di calcio?Davvero?".

Donald Trump scopre che la Russia, salvo cambiamenti nei prossimi mesi, non parteciperà alla Coppa del Mondo di calcio che gli Stati Uniti ospiteranno con Messico e Canada. "Non lo sapevo, è così?", chiede il presidente degli Stati Uniti al presidente della Fifa, Gianni Infantino, presente alla Casa Bianca per un evento in vista del Mondiale Fifa per club, che si giocherà negli Usa. "E' esclusa, ma speriamo che qualcosa accada.Speriamo che arrivi la pace e che" la Russia "venga riammessa", dice Infantino con un pizzico di imbarazzo. "E' possibile.

Potrebbe essere un incentivo valido", dice Trump sperando che anche il 'soccer' faccia la sua parte nella complicata strada verso la pace tra Mosca e Kiev. "Vogliamo evitare che vengano uccise 5000 persone ogni settimana, è una cosa orribile, incredibile.Fermeremo quella guerra", aggiunge il presidente americano. Altra domanda sull'esclusione della Russia dal G8. "La Russia è stata un membro di quello che una volta era il G8.

Non ho votato io l'esclusione della Russia, è stata una cosa sciocca.Se la Russia non fosse stata esclusa dal G8, la guerra non sarebbe iniziata", dice Trump. "L'hanno buttata fuori e forse anche per questo milioni di persone muoiono.

Riammettere la Russia?Non credo sia il momento giusto…". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Barcellona, Inigo Martinez sputa ad Acerbi dopo il gol del 2-0 – Video

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(Adnkronos) – Brutto episodio nella semifinale di Champions tra Inter e Barcellona.Nel primo tempo di San Siro, dopo il gol del raddoppio segnato da Calhanoglu su rigore, al minuto 46', Inigo Martinez ha sputato a Francesco Acerbi e il clima della partita è diventato rovente.

Dopo il fallo di Cubarsì su Lautaro Martinez, valso il penalty poi trasformato dal centrocampista turco, i due avevano già cominciato a discutere.  Poi, dopo il raddoppio nerazzurro e il gesto del difensore, ecco il principio di rissa, con Acerbi corso dall'arbitro Marciniak per lamentare l'atteggiamento antisportivo dell'avversario.L'Inter non si è goduta così nemmeno l'esultanza, visto che diversi giocatori sono corsi al centro dell'area per separare i protagonisti.

Marciniak poi ha fatto rientrare la situazione fischiando la fine del primo tempo.     —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Giacalone: “Le Vespe daranno molto fastidio nei Playoff. Fiore era come un padre”

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Angelo Giacalone, ex centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Il pungiglione stabiese che va in onda tutti i Lunedì dalle ore 20:30 sui canali social Vivicentro.it.
Le dichiarazioni di Giacalone sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.it.
“La mia esperienza alla Juve Stabia fu particolare, quel campionato partimmo in ritardo, la squadra poi fu completata e facemmo una grandissima stagioneo con una salvezza meritata.
Sono stato benissimo a Castellammare con l’ultimo anno della presidenza Fiore, ci è stato molto vicino, non ci è mai mancato nulla e siamo stati bravi con Cucchi ad ottenere la salvezza.
Fiore era un padre, uno che si preoccupava di tutti, si presentava al ritiro con la moglie, ti prendeva singolarmente, a Vico avevamo tutti le case pagate, era sempre presente nonostante i problemi di salute, un grandissimo presidente.
Ricordo con affetto quando ci siamo salvati con il Taranto, in campo facemmo la guerra ed è stata una bellissima partita, durante l’anno non c’era molta affluenza, ma eravamo comunque seguiti, siamo stati bravi a fare i punti per salvarci.Ancora oggi mi sento con Antonello Altamura.
Quest’anno in serie B vediamo tante squadra blasonate che stanno facendo difficoltà.

Prendiamo la Samp, non è sempre colpa dell’allenatore, i blucerchiati avevano altri obiettivi, ma ai giocatori mancano gli attributi.Finora hanno cambiato vari allenatori, per cui ora possiamo dire che dipende dai giocatori.

A Castellammare non sarà facile per loro, a prescindere dal grande campionato che stanno facendo le Vespe, secondo me è una delle squadre che gioca il miglior calcio in B.

Vedo un Pagliuca molto preparato, bravissimo a preparare le partite, ha la cazzimma giusta, si divertono, sono tambureggianti, la Juve Stabia ha un grandissimo allenatore.
Oggi per me rischia di più la Samp di retrocedere, la Salernitana in casa si è ripresa, l’ambiente sta cercando di reagire, a Genova non lo vedo, anche il Brescia è stato messo in difficoltà dallo Stabia che non ha rischiato niente.
Oggi la squadra con meno pressione e non ha niente da perdere è la Juve Stabia che ai Playoff seriamente può andare in A, darà grande fastidio a chiunque.
Mi piace molto Pierobon che fa un grande pressing, è impressionante, ma tutta la squadra si muove bene in campo, ai Playoff darà grandissimo fastidio a tutti.
Il mister ha la fortuna di avere avuto i giocatori richiesti, ha anche calciatori di prospettiva.Lovisa per l’età che ha è un grandissimo direttore che capisce di calcio, la Juve Stabia deve tenersela stretto.

Se c’è programmazione è molto importante e bisognerebbe tenere stretti i membri dello staff.”

Usa, da Corte Suprema sì ad applicazione immediata del divieto di a trans nell’esercito

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(Adnkronos) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annunciato che l'amministrazione Trump può iniziare ad applicare immediatamente il divieto di prestare servizio militare per le persone transgender, mentre proseguono i singoli ricorsi legali.I tre membri liberali della corte hanno pubblicamente dissentito dalla decisione. Con una maggioranza di sei voti, la Corte ha revocato la sospensione da parte di un tribunale inferiore di un ordine esecutivo emesso dal Presidente degli Stati Uniti fino a quando una corte d'appello federale non si sarà pronunciata nel merito. Durante il primo mandato di Trump, l'Alta Corte aveva permesso al presidente di applicare un divieto simile – ma leggermente più permissivo.

Quel divieto era stato poi annullato dall'allora presidente Joe Biden. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, scontro tra scooter e camion sulla tangenziale est: morto un 62enne

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(Adnkronos) – Un italiano di 62 anni è morto oggi, martedì 6 maggio, a Roma in seguito a un grave incidente avvenuto sulla Tangenziale Est.  Nell'incidente, avvenuto in prossimità di via dei Campi Sportivi in direzione Stadio Olimpico, sono rimasti coinvolti lo scooter guidato dall'uomo che ha perso la vita e un furgone: l'autista del camion è rimasto illeso.Sul posto, le pattuglie del II gruppo Parioli della polizia locale di Roma Capitale.  Per consentire gli accertamenti, la tangenziale è chiusa a partire dalla rampa di accesso di via Salaria. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Casamonica, morto Guerrino: la questura prescrive funerali privati

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(Adnkronos) – E' morto oggi, 6 maggio, a Roma Guerrino Casamonica, appartenente all'omonimo clan di origine Sinti radicato nella Capitale.Per i funerali, il Questore di Roma ha prescritto la forma privata delle esequie, in programma nella giornata di domani".  "Il provvedimento, notificato ai familiari più stretti e all’agenzia funebre incaricata per gli adempimenti esequiali, è stato adottato – spiega una nota – in ragione di tradizioni già ostentate da esponenti della famiglia di appartenenza del defunto, che in passato hanno visto compiere atti di ostentazione della memoria del de cuius, proprio in occasione dei riti funerari, generando turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche per la percezione 'celebrativa' di modus vivendi improntati alla illegalità". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tra rafting e natura, il weekend di Giorgia Meloni in Val di Sole

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(Adnkronos) – Fine settimana tra le montagne del Trentino per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è concessa qualche ora di relax in Val di Sole tra rafting e passeggiate nella natura.A raccontarlo, su Facebook, è Alessandro Fantelli, amministratore della Ursus Adventures. "È stato un immenso onore accogliere in Val di Sole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro Francesco Lollobrigida, l'onorevole Gianluca Caramanna e altre altissime cariche dello Stato", scrive Fantelli, "un'occasione straordinaria per far vivere un'esperienza autentica a contatto con la natura: rafting tra le rapide del Noce, un emozionante volo in parapendio e momenti di relax e condivisione in riva al fiume".  A colpire Fantelli "è stata la semplicità, la simpatia e l'autenticità con cui questi importanti rappresentanti delle istituzioni si sono immersi nello spirito della montagna".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave 2025, perché Pizzaballa può diventare Papa: l’analisi Cnn

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(Adnkronos) –
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa nuovo Papa?Possibile per la Cnn, che analizza la figura del religioso alla vigilia dell'inizio del conclave 2025.

Il patriarca Latino e primo cardinale di Gerusalemme è un "candidato intrigante". E' convinto che ''fede e potere non vanno d'accordo'', di dieci anni più giovane rispetto ai più papabili successori di Francesco, spinto sotto i riflettori dalla guerra di Gaza che ''mi ha fatto porre tante domande'' e autore di un gesto per lui ''ovvio'', proporsi come ostaggio in cambio dei bambini israeliani rapiti di Hamas.  ''Un portatore di pace'' e ''una figura inconfondibile nei corridoi bui dell'antico patriarcato di pietra in questo angolo travagliato del mondo'', aggiunge l'emittente parlando di un religioso la cui ''fede è stata messa alla prova, sfidata, a volte persino messa in dubbio, ma alla fine più è più forte di tutti gli interrogativi incontrati lungo il cammino''.Un frate francescano amato ''per la sua autenticità e disinvoltura'' dagli abitanti di Gerusalemme in generale dai suoi parrocchiani sono soprattutto palestinesi in particolare, che lo hanno benedetto in arabo mentre si dirigeva verso l'aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv per poi raggiungere il Vaticano e partecipare al Conclave. 
Nato a Bergamo 60 anni fa e da 35 anni in Terra Santa, Pizzaballa si è recato due volte nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra, l'ultima prima di Natale.

Allo scoppio del conflitto, aveva subito detto che "la prima cosa da fare è cercare di ottenere il rilascio degli ostaggi, altrimenti non ci sarà modo di fermare'' un'escalation, aggiungendo una nota di cautela: "Non si può parlare con Hamas.E' molto difficile".

A 7 giorni dall'inizio del conflitto disse anche di essere "pronto a uno scambio, a qualsiasi cosa, se questo può portare alla libertà, a riportare i bambini a casa.Da parte mia c'è la totale disponibilità".

Alla Cnn ha detto che rimase ''sorpreso dalla reazione meravigliata del mondo, ma non in Palestina'', e di come non seguirono proposte simili alla sua.E si è chiesto: "Perché i bambini israeliani e non quelli palestinesi?

La mia risposta è stata che anche per loro sono pronto". A 19 mesi dall'inizio del conflitto a Gaza, "in questo momento la mia impressione è che i leader siano in un certo senso paralizzati dal loro ruolo – ha aggiunto Pizzaballa alla Cnn – La lezione che ne traggo è che fede e potere non vanno d'accordo.Se vuoi essere libero come leader religioso, devi essere indipendente da qualsiasi tipo di potere, economico, politico, sociale, qualsiasi cosa.

E non ci siamo ancora arrivati".Pizzaballa ha guidato la Chiesa cattolica a Gerusalemme attraversando molti conflitti, ma l'attuale guerra a Gaza è la più dura. "Abbiamo perso tutto.

Abbiamo perso la fiducia, abbiamo perso i rapporti.Molte famiglie hanno perso il lavoro.

Hanno perso tutto.La mia comunità a Gaza ha perso la casa e il futuro", ha affermato. Pizzaballa si è recato nella Striscia di Gaza due volte dall'inizio della guerra, una volta lo scorso maggio e l'ultima prima di Natale. "L'impatto emotivo è stato molto forte", ha ammesso, affermando che ''ogni uomo di fede si pone delle domande, me compreso".

Meno di due settimane prima della morte di Papa Francesco, Pizzaballa aveva riflettuto sul fatto che "si è così frustrati dalla situazione che si chiede a Dio: 'Dove sei?'. 'Dove sei?'.Poi torno in me e capisco che la domanda dovrebbe essere: 'Dov'è l'uomo ora?

Che cosa abbiamo fatto della nostra umanità?'".Ma "non possiamo considerare Dio colpevole di ciò che stiamo facendo", ha affermato. "Vedo in questo mare di oscurità tante luci ovunque, e questo mi dà speranza", ha detto. 
Arrivato a Gerusalemme quando aveva 25 anni, il frate francescano si muove tra le maggioranze ebraiche e musulmane e dal 2020 è punto di riferimento per cattolici che vivono in Israele, nei Territori palestinesi, in Giordania e a Cipro.

Il suo nuovo cardinalato e la guerra lo hanno spinto a ricoprire il ruolo di portavoce in Vaticano sia degli israeliani sia dei palestinesi, e in particolare di quelli di Gaza, sentendo "il bisogno di essere la voce del mio popolo al mondo, ma anche la voce della fede per il mio popolo".Perentorio, ha affermato che "uno dei problemi che abbiamo oggi è che tendiamo a disumanizzare l'altro.

Non dovremmo farlo" perché "l'altro è un essere umano.Chiunque sia, è un essere umano''. Con questo spirito, durante le sue visite a Gaza portò del cibo che aveva acquistato dalla comunità musulmana di Gerusalemme e conservato in un'azienda ebraica. "Vedo in questo mare di oscurità tante luci ovunque, e questo mi dà speranza", ha detto.

E salutando i suoi parrocchiani prima di partire per il Conclave, ''come sempre ha evitato i sentimentalismi'', scrive la Cnn, limitandosi a uno ''sbrigativo arrivederci''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edilizia, Martinez (Sinloc): “Distretti energetici positivi fondamentali per pianificazione sostenibile”

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(Adnkronos) – "I distretti energetici positivi sono fondamentali nel futuro della programmazione territoriale per garantire una pianificazione e attuazione di sistemi energetici sostenibili: sia da un punto di vista ambientale sia di equità sociale, sia di rendimento per gli investitori”.Lo afferma Andrea Martinez, vicedirettore generale di Sinloc, nel suo intervento al panel ‘Fonti energetiche e decarbonizzazione: nuove frontiere’ all’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio e dedicata all’edilizia sostenibile e, più in generale, al futuro del comparto delle costruzioni, in cui le nuove tecnologie digitali saranno sempre più protagoniste.

Tema centrale dell’undicesima edizione della kermesse, intitolata “Connect minds, enable innovation – Condividere le intelligenze per abilitare l'innovazione”, le connessioni tra persone, competenze e tecnologie a 360°. “In assenza di una pianificazione c'è il grande rischio che le stesse tecnologie entrino in conflitto tra loro e che sia difficile per il territorio e per chi deve finanziare questi progetti e di conseguenza fare le scelte giuste.Quale può essere un approccio giusto?

Quello di analizzare un territorio dal punto di vista del fabbisogno energetico, di incrociare questi fabbisogni con le opzioni tecnologiche esistenti allo stato attuale e con un occhio anche a quelle che potrebbero essere tecnologie sostitutive nel medio periodo.Senza dimenticare la governance da dare a questa programmazione -prosegue Martinez- e poi a chi realizzerà gli interventi: il pubblico, il privato, i cittadini, le imprese, le utility, i diversi stakeholder di un territorio.

Per un periodo di tempo ancora importante saranno necessari dei contributi, non necessariamente a fondo perduto, ma degli strumenti finanziari immaginati per far fronte a un rischio di incertezza che rimarrà in questo mercato per alcuni anni, finché non si consolideranno in qualche modo le diverse posizioni”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edilizia, Pulice (Cdp): “Aiutiamo amministrazioni a conoscere reale valore patrimonio immobiliare”

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(Adnkronos) – “Ci stiamo occupando di supportare i territori, ossia la pubblica amministrazione locale e regionale, con attività di consulenza, affiancando il pubblico e offrendo conoscenza sul reale valore del patrimonio immobiliare”.Così Massimiliano Pulice, responsabile competence center rigenerazione urbana e infrastrutture di Cassa Depositi e Prestiti, intervenendo al panel ‘La sfida della sostenibilità tra società, economia e ambiente’ dell’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio.  “In Italia abbiamo circa 320 milioni di metri quadri immobiliari da rigenerare, tra pubblici e privati, ma molti proprietari e gestori di asset non hanno la minima idea di che potenziale hanno i loro asset.

La digitalizzazione – spiega Pulice – permette una pianificazione più attenta, una migliore comprensione del potenziale ma il tema chiave resta quello della conoscenza.Infine, per quel che riguarda la rigenerazione urbana” si devono attrarre “player e fondi che facciano anche investimenti a lungo termine, con exit strategy a 20-25 anni”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edilizia, Ingersoll (LucidCatalyst): “Affiancare nucleare a rinnovabili aiuta a ridurre emissioni”

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(Adnkronos) – “In tema di nucleare stiamo assistendo ad una trasformazione dell’opinione pubblica.I giovani, in particolare, vedono l’energia nucleare come una parte della soluzione all’emergenza energetica e climatica.

Dobbiamo quindi impegnarci e lavorare per poter garantire gli stessi servizi offerti dall’energia ora impiegata ma riducendo drasticamente le emissioni.Sono un promotore delle energie rinnovabili, sono molto motivato a risolvere il problema climatico e non penso che il nucleare si debba sostituire alle rinnovabili, ma può essere uno strumento molto utile perché, anche in poco spazio, può produrre moltissima energia”.

Lo spiega Eric Ingersoll, managing partner di LucidCatalyst, nel suo intervento al panel ‘Fonti energetiche e decarbonizzazione: nuove frontiere’ all’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio e dedicata all’edilizia sostenibile e, più in generale, al futuro del comparto delle costruzioni, in cui le nuove tecnologie digitali saranno sempre più protagoniste.Tema centrale dell’undicesima edizione della kermesse, intitolata “Connect minds, enable innovation – Condividere le intelligenze per abilitare l'innovazione”, le connessioni tra persone, competenze e tecnologie a 360°. “Il processo regolatorio è molto lento e occorrono fondi ingenti, come conseguenza molti progetti hanno bisogno di investimenti pubblici, ma se ci spostassimo da un project based delivery model ad un product based delivery model i costi potrebbero essere ridotti – aggiunge Ingersoll – In America è in atto un piano per la realizzazione di micro impianti nucleari per villaggi molto remoti, dove è difficile far arrivare le comuni fonti energetiche e dove le rinnovabili, per le condizioni climatiche estreme, non sono semplici da sfruttare.

Lo sforzo per sviluppare micro reattori è ad ora un investimento piuttosto di successo”.  “È molto entusiasmante partecipare a questo convegno – conclude – dove le persone si confrontano sulle costruzioni innovative e su come cambiare il modo in cui le infrastrutture sono realizzate.Sono stato chiamato ad intervenire per parlare di come possiamo ripensare al modo in cui l’energia nucleare viene consegnata per renderla più compatta, più rapida da realizzare, più economica e in grado di contribuire davvero ai nostri sforzi di decarbonizzazione, sia a livello locale che a livello globale”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rebuild 2025, Clerici Maestosi (Enea): “Distretti a energia positiva possibile risposta neutralità climatica”

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(Adnkronos) – “I distretti a energia positiva sono una delle possibili risposte, nel prossimo futuro, per attivare i processi di transizione urbana verso la neutralità climatica.Con il termine ‘distretti a energia positiva’ si fa riferimento a parti fisiche della città che, accomunate da una condivisione di rete elettrica o termica, generano più energia rinnovabile di quanta ne impieghino in consumo.

Questo significa essere positivi.Il bilancio di positività, tendenzialmente, può essere calcolato su base annuale o su base mensile”.

Così Paola Clerici Maestosi, ricercatore senior di Enea, nel suo intervento al panel ‘Fonti energetiche e decarbonizzazione: nuove frontiere’ all’edizione 2025 di Rebuild, la due giorni in svolgimento al Centro Congressi Riva del Garda (TN) il 6 e 7 maggio e dedicata all’edilizia sostenibile e, più in generale, al futuro del comparto delle costruzioni, in cui le nuove tecnologie digitali saranno sempre più protagoniste.  Tema centrale dell’undicesima edizione della kermesse, intitolata “Connect minds, enable innovation – Condividere le intelligenze per abilitare l'innovazione”, le connessioni tra persone, competenze e tecnologie a 360°. “Ovviamente sono un obiettivo di lungo raggio perché hanno una complessità elevata.Non si tratta di una complessità strettamente tecnologica – prosegue Clerici Maestosi – ormai le tecnologie di produzione di rinnovabili sono moltissime e consentono anche una flessibilità tra la produzione di rinnovabili in locale e l'immissione in rete”.  “Dal mio punto di vista, lavorando sui distretti di energia positiva nell'ambito della Driving Urban Transition Partnership e sulla definizione di questo concetto che verrà presto normato dalla UNI – Ente Italiano di Normazione, la problematica principale risiede nella capacità organizzativa delle strutture preposte alla definizione delle strategie comunali, che devono decidere di investire e ragionare in termini di distretto a livello urbano – aggiunge – Un distretto che può essere contiguo sia fisicamente che virtualmente, ovvero edifici connessi non perché vicini, ma perché connessi da una rete. È possibile farlo aggregando tutta una serie di soluzioni già presenti sul territorio”. “Non c'è un'unica soluzione di distretto di energia positiva, dipende dalle risorse che sono sul territorio, così come dagli stakeholder di sistema, privati e pubblici, che sono disposti ad investire sul distretto energetico – conclude – Probabilmente sarà una delle possibili soluzioni del futuro.

Non ci saranno moltissimi distretti in Italia, ma quelli che ci saranno potrebbero ragionevolmente diventare o neutri o positivi, cioè produrre più energia rinnovabile di quanta ne consumeranno”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Barcellona in campo alle 21, la semifinale di Champions in diretta

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(Adnkronos) – Si gioca oggi, martedì 6 maggio, Inter-Barcellona.La semifinale di ritorno di Champions League a San Siro arriva dopo il pirotecnico 3-3 dell'andata allo Stadio Olimpico Lluís Companys, fissato dalle reti di Thuram, Dumfries (doppietta), Yamal, Ferran Torres e dall'autogol di Sommer.

Calcio d'inizio alle 21.   Nell'altra semifinale, che si giocherà domani sera alle 21, in campo Psg e Arsenal al Parco dei Principi.Successo francese all'andata (0-1 all'Emirates Stadium) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Industria, Mandelli (Bper Banca): “2024 non particolarmente favorevole per settore siderurgico”

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(Adnkronos) – “Per il settore siderurgico il 2024 non è stato un anno particolarmente favorevole, con alcuni gradienti di differenze all'interno di questa filiera.Crediamo che il 2025 possa segnare un'inversione di tendenza, anche se purtroppo quello che è successo recentemente dal punto di vista geopolitico, come il tema delle tariffe, può avere un po’ rallentato le nostre aspettative".

A dirlo Marco Mandelli, Chief Corporate & Investment Banking Officer di Bper Banca, ospite al talk di apertura dell’undicesima edizione della Conference and Exhibition internazionale Made in Steel, la fiera dedicata al settore siderurgico dove i protagonisti del settore si incontrano e si confrontano. Il convegno iniziale, dal titolo “The beauty of steel” ha offerto uno sguardo sulla situazione della siderurgia italiana ed europea nel contesto globale: “Crediamo che ci siano dei segnali interessanti – illustra Mandelli – come il piano di investimenti della Germania, il piano di investimenti della Francia e il ReArm Europe, che certamente contribuiranno ad aumentare la domanda e conseguentemente anche i prezzi, consentendo alle aziende di recuperare un po’ di marginalità che, rispetto agli anni d'oro 2021-2022, è oggettivamente stata persa nel tempo”. Forte il supporto di Bper per le aziende del settore siderurgico: “Noi di Bper siamo molto impegnati su questo settore perché ci piace e perché nel secondo Paese manifatturiero d'Europa, quella siderurgica è una manifattura con la M maiuscola.Allochiamo cifre importanti su questa filiera, quindi vogliamo conoscerla, vogliamo capire in anticipo i trend di mercato e approcciare il nostro stile di banca a 360 gradi – conclude – Oggi abbiamo creato una divisione corporate all'interno della quale il cliente può trovare tutte le attività che gli servono: dall'attività del day by day fino alle operazioni di natura straordinaria a supporto per la parte internazionale e per il supply chain final, come la fabbrica Bper Factor.

Ad oggi abbiamo un approccio che ci consente di seguire i clienti in maniera totalizzante vicini al territorio, con la possibilità di poter migliorare, ma sempre in ascolto e contando su una buona relazione con i clienti e gli imprenditori”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)