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Juve Stabia, Davide Buglio: Il centocampista dopo l’esperienza a Catanzaro sarà a disposizione di De Giorgio

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Certe storie sembrano destinate a interrompersi, ma poi il destino le riporta sempre al punto di partenza. È il caso di Davide Buglio, che dopo una stagione trascorsa in prestito al Catanzaro torna ufficialmente alla Juve Stabia, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua avventura in maglia gialloblù.

Per il centrocampista classe 1998 si chiude così l’esperienza in Calabria, con il Catanzaro che non ha esercitato il diritto di riscatto, e si riaprono le porte del Romeo Menti. Il suo rientro coincide con il mese di luglio 2026 che è quello tradizionalmente usato per la preparazione pre campionato.

L’addio della scorsa estate non era stato un vero e proprio saluto, ma un arrivederci. Buglio aveva lasciato Castellammare dopo essere diventato uno dei simboli della rinascita della Juve Stabia. Con le sue prestazioni, il suo carattere e la sua leadership aveva contribuito in maniera determinante alla storica promozione in Serie B, confermandosi poi uno dei punti di riferimento anche nella stagione successiva, culminata con la qualificazione ai playoff.

A Catanzaro, il centrocampista ha affrontato un’annata diversa rispetto a quelle vissute in Campania. Pur mettendo sempre in campo professionalità, impegno e disponibilità, non è riuscito a trovare quella continuità che aveva caratterizzato la sua esperienza con le Vespe. Un percorso che, dal punto di vista sportivo, non ha regalato le stesse soddisfazioni, ma che lo stesso Buglio ha definito fondamentale per la propria crescita personale, grazie ai rapporti umani costruiti durante la permanenza in giallorosso.

Adesso lo scenario cambia completamente. Castellammare di Stabia lo riabbraccia e con essa anche una tifoseria che non ha mai dimenticato il contributo dato dal centrocampista nelle stagioni più esaltanti degli ultimi anni.

La domanda che accompagna il suo ritorno è inevitabile: Davide Buglio riuscirà a riprendersi le chiavi del centrocampo?

Le caratteristiche che lo hanno reso uno dei migliori interpreti del ruolo non sono certo scomparse. Capacità di recuperare palloni, intensità, equilibrio tattico e una buona visione di gioco rappresentano ancora oggi il suo marchio di fabbrica. Qualità che potrebbero rivelarsi preziose per la Juve Stabia nella costruzione della squadra che affronterà il campionato 2026-2027.

Anche la scelta della società di rinnovargli il contratto prima della partenza per Catanzaro lascia intendere quanto il club abbia sempre creduto nel suo valore. Quel prolungamento non appare come un semplice atto formale, ma come un investimento su un calciatore ritenuto ancora centrale nel progetto tecnico.

Per la Juve Stabia, il ritorno di Buglio significa ritrovare un elemento che conosce perfettamente l’ambiente, la piazza e le responsabilità che comporta indossare la maglia gialloblù. Per il giocatore, invece, è l’occasione di rilanciarsi e dimostrare che la parentesi calabrese è stata soltanto una tappa di crescita.

Il mercato e le scelte tecniche diranno quale sarà il suo ruolo nella nuova Juve Stabia. Una cosa, però, appare certa: Davide Buglio torna a casa con la voglia di riprendersi il posto che aveva conquistato sul campo e di essere nuovamente uno dei leader di una squadra che vuole continuare a stupire.

Juve Stabia, la storia dei numeri uno in Serie B: da Confente ai portieri del passato, aspettando il futuro

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La porta della Juve Stabia è pronta a vivere un’altra estate di riflessioni. Alessandro Confente ha difeso i pali delle Vespe nel campionato 2025-2026, affiancato da Pietro Boer, formando una coppia che ha dimostrato grande professionalità e disponibilità nel corso della stagione appena conclusa. Adesso, però, il mercato potrebbe cambiare gli scenari e resta da capire se il club confermerà gli attuali estremi difensori oppure se deciderà di voltare pagina.

Tra i portieri presenti nell’organico gialloblù c’era anche Alessandro Signorini, che non ha avuto l’occasione di esordire nell’ultimo campionato e che ha lasciato le Vespe dopo la scadenza del contratto fissata al 30 giugno 2026. Il giovane estremo difensore può comunque vantare una presenza in Serie B nella stagione 2024-2025, quando sulla panchina delle Vespe sedeva Guido Pagliuca e il ruolo di titolare era saldamente nelle mani di Demba Thiam.

Ripercorrere la storia della Juve Stabia in Serie B significa inevitabilmente ricordare i protagonisti che hanno custodito la porta gialloblù nelle varie epoche. Bisogna compiere un autentico viaggio nel tempo fino al campionato 1951-1952, quando a difendere i pali delle Vespe furono Renato Giudici e Sergio Morselli.

La macchina del tempo arriva poi alla stagione 2011-2012, una delle più apprezzate dai tifosi stabiesi. In quell’annata Simone Colombi e Andrea Seculin offrirono sicurezza ed esperienza alla squadra guidata da Piero Braglia, contribuendo a una stagione che resta tra le più belle della storia recente del club.

Nell’annata successiva, la 2012-2013, Andrea Seculin rimase a Castellammare di Stabia, condividendo il ruolo con Timothy Nocchi. Anche quella coppia rappresentò un punto di riferimento per una squadra chiamata a difendere la categoria.

Il discorso cambia radicalmente nella stagione 2013-2014, una delle più difficili nella storia recente della Juve Stabia. In quell’annata si assistette a un continuo alternarsi tra Laurențiu Brănescu, Sergio Viotti, Alex Calderoni e Massimiliano Benassi. Un vero e proprio valzer tra i pali che non riuscì a dare stabilità alla squadra, protagonista di una stagione estremamente complicata.

Uno scenario simile si sarebbe ripetuto anche nel campionato 2018-2019, durante la gestione di Fabio Caserta. La stagione iniziò con Paolo Branduani come titolare, prima di vedere l’arrivo di Ivan Provedel. Nel mezzo trovò spazio anche Danilo Russo, che difese con orgoglio la porta gialloblù in un campionato particolare, segnato dall’emergenza Covid-19 e da eventi che hanno reso quell’annata unica nella storia del calcio italiano.

La storia dei portieri della Juve Stabia in Serie B racconta quindi esperienze molto diverse: stagioni caratterizzate dalla continuità tra i pali, spesso coincise con risultati importanti, e altre segnate da frequenti cambi che non hanno prodotto gli effetti sperati.

Ora l’attenzione è tutta rivolta al campionato 2026-2027. I tifosi attendono di conoscere chi sarà il prossimo custode della porta del Romeo Menti. Sarà ancora Alessandro Confente il punto di riferimento tra i pali oppure arriverà un nuovo numero uno?

Il mercato darà presto le sue risposte. L’auspicio dell’ambiente stabiese è che, qualunque sia la scelta della società, possa garantire quella continuità che in passato ha spesso rappresentato uno degli ingredienti fondamentali delle stagioni più fortunate delle Vespe.

“ROMA BOXING NIGHT”: “Face to Face” venerdì 3 luglio 2026 al Museo Nazionale Romano – Sala delle Conferenze

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La Federazione Pugilistica Italiana celebra i suoi 110 anni con la  “ROMA BOXING NIGHT”, evento che vedrà protagonisti grandi campioni impegnati in incontri con titoli italiani, silver, mondiali in palio.

MANCA SEMPRE MENO ALLA SERATA FIRMATA FPI, TAF E DE CAROLIS PROMOTION CON IN PALIO UN MONDIALE, UN EBU SILVER E DUE CINTURE D’ITALIA

Sale sempre di più l’attesa per l’evento clou dei 110 anni della Federazione Pugilistica Italiana promosso e organizzato insieme a The Art of Fighting (TAF) e De Carolis Promotions.

Impresso sui cartelloni della Capitale, il “Roma Boxing Night” è l’appuntamento da non perdere: sabato 4 luglio al PalaTziano di Roma con inizio alle h 18 (pre-card) e h 20.30 (main card).

Supportata dal Ministro per lo Sport e i Giovani e dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con il patrocinio del CONI e partnership di livello, la kermesse vedrà in palio un titolo mondiale, una cintura EBU Silver (l’ex titolo dell’Unione Europea) e due titoli italiani.

L’atteso “Face to Face” tra i contendenti si svolgerà in occasione della cerimonia del peso programmata presso la Sala Conferenze del prestigioso Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo venerdì 3 luglio alle h 13.00.

Una sfida che prenderà forma di fronte alla famosa statua del “Pugile in riposo” con un momento artistico di grande livello, nel connubio tra Arte e Boxe, su cui sono incentrate le celebrazioni dei 110 anni FPI e le iniziative sociali correlate, come la campagna contro la violenza sulle donne #ProvaciConMe.

Il programma della serata del 4 luglio promette uno spettacolo senza precedenti.

A cominciare dal main event: Mauro Forte (22-1, due pareggi) difende la cintura EBU Silver dei Pesi Gallo dall’assalto di Vincenzo Picardi (12-1), veterano del ring già campione italiano e dell’Unione Europea. Un test difficile e cruciale per Forte, chiamato a confermarsi per mettere nel mirino il Titolo Europeo.

Nel co-main event, Francesco Faraoni (8-1) ottiene una nuova chance per il Titolo italiano contro Giovanni Rossetti (12-4), già campione nazionale e internazionale, oltre che sfidante alla cintura dell’Unione Europea. Una sfida equilibrata tra due pugili giovani all’anagrafe ma esperti, determinati a conquistarsi un importante step in avanti di carriera.

Roma si prepara a tremare sotto i colpi devastanti dei pesi massimi con la sfida per il titolo italiano tra Antonio Carlesimo (10-0) e Angelo Morejon (10-0), imbattuti dal record identico. Un altro match dall’esito incerto tra dueartisti del KO: si prevedono emozioni forti e un match pronto a concludersi ben prima del limite.

Ed ecco il momento del primo titolo mondiale nella storia di TAF: l’italiana Pamela Noutcho (10-0) difende la cintura IBO dei Pesi Leggeri femminili dalle cattive intenzioni di Jenny Tulcan (14-0). Un match tra imbattute che promette scintille e che potrebbe proiettare Noutcho ancora più in alto, ai vertici assoluti della boxe femminile. Francesco Russo (13-6), picchiatore dal pugno devastante, tanto da aver vinto 11 incontri su 13 per KO incrocerà i guantoni con Simone Brusa .

Proseguendo, spazio al rematch tra Mattia Fraccarolli (6-1) e Alessio Mastronunzio (14-7) nei pesi welter, il quale avrebbe dovuto affrontare Pietro Rossetti per la rivincita del match di dicembre, venuto meno a causa dell’infortunio last minute di quest’ ultimo. In apertura dell’evento Davide Borrelli (3-0) se la vedrà con Luca Khalil (2-1) nei welter, mentre altri incontri sono ancora in fase di definizione.

I biglietti sono disponibili qui:

https://ticket.taftheartofighting.com/it/shop/biglietti-palatiziano

INFORMAZIONI UTILI

Qui sono online più dettagli sull’evento:

https://taftheartofighting.com/pages/landing-event

Contatti

Sito web: https://www.taftheartofighting.com/

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/taf

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Canale YouTube:

https://www.youtube.com/channel/UCvaHbFlSTt-theartofighting/-dZJj5A0fy8Q

TAF & DE CAROLIS PROMOTIONS

Sabato 4 luglio – Apertura cancelli h. 17:10, Inizio show h.18 PalaTiziano, Piazza Apollodoro 10 (Roma)

MAIN EVENT. Mauro Forte (22-1, due pareggi) vs. Vincenzo Picardi (12-1) -Titolo EBU Silver, Pesi Gallo

CO-MAIN EVENT. Francesco Faraoni (8-1) vs. Giovanni Rossetti (12-4) -Titolo Italiano, Pesi Medi

Antonio Carlesimo (10-0) vs. Angelo Morejon (10-0) – Titolo Italiano, Pesi Massimi

Pamela Noutcho (10-0) vs. Jenny Tulcan (14-0) – Titolo Mondiale IBO, pesi Leggeri

Francesco Russo (13-6) – vs Simone Brusa Pesi Medi

Alessio Mastronunzio (14-7) vs. Mattia Fraccarolli (6-1) – Pesi Welter

Davide Borrelli (3-0) vs. Luca Khalil (2-1) – Pesi Welter

La Federazione Pugilistica Italiana compie 110 anni: Evento “Roma Boxing Night” sabato 4 Luglio

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Un ritorno nella Capitale esplosivo e in grande stile per le due società organizzatrici che, insieme alla Federazione e ai protagonisti della kermesse, hanno dato l’avvio ad una sfida senza precedenti.

Con il supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani e dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, il patrocinio del CONI e partnership di livello, l’evento più atteso dagli appassionati di boxe suonerà il gong sabato 4 luglio sul ring del PalaTiziano di Roma, sotto i riflettori di Mediaset, che segue e valorizza le imprese dei grandi Campioni del Pugilato PRO.

Un evento unico che, grazie alla sinergia tra la Federazione e i promoter Edoardo Germani, Giovanni De Carolis e Rolando Frascaro, con la collaborazione della Promo Boxe italia e della Buccioni Boxing Team, vedrà in scena un titolo mondiale, un EBU Silver (l’ex cintura dell’Unione Europea) e due titoli italiani.

“Ringrazio in primis le istituzioni- dichiara il Presidente FPI Flavio D’Ambrosi – che ci hanno permesso di organizzare un evento incredibile. Quando ci stavamo avvicinando ai 110 anni della Federazione Pugilistica Italiana mi sono chiesto quale evento potesse essere l’ideale per festeggiare questa data importante. Mi sono immaginato un film epico, con protagonisti i nostri pugili, per scrivere un altro pezzo di storia della nostra disciplina, con una location straordinaria. Il 4 luglio si esaudirà tutto questo, in una serata fatta di forza, passione, identità e agonismo. Una kermesse che dimostra come la cooperazione delle componenti di tutto il nostro ecosistema, possa portare alla creazione di grandi eventi di pugilato e oggi, in conferenza, si respira rispetto e grande fair play tra i pugili”

“Sono felicissimo della card che abbiamo messo in piedi insieme alla De Carolis Promotionsottolinea Edoardo Germani (TAF)che dimostra l’ottimo percorso finora realizzato, grazie anche alla collaborazione della Federazione, che sta dimostrando di credere nel pugilato professionistico. Ci rende orgogliosi riempire i palazzetti, riportare la gente agli eventi di pugilato, e quale migliore occasione delle celebrazioni dei 110 anni della Federazione per portare un grande spettacolo al Pala Tiziano, casa della boxe a Roma. Sono convinto che questa cooperazione regalerà tante soddisfazioni a tutti quanti, partendo dal nostro pubblico con l’obiettivo di allargare la nostra platea, cogliendo l’aiuto che i media ci stanno dando, in particolare Mediaset”.

Entusiasta anche Rolando Frascaro (De Carolis Promotion): “Ormai sono quasi tre anni che collaboriamo assieme a TAF, con cui abbiamo organizzato numerosi eventi di ottimo livello. A tal proposito, voglio sottolineare l’aiuto da parte degli altri promoter per creare una card credibile e incredibile. Quindi, mi unisco al discorso del Presidente sull’ecosistema pugilato, dove tutti gli attori devono cooperare per continuare a far crescere questo movimento”.

Castellammare protagonista della ricerca: presentato in Lussemburgo il Digital Twin della mobilità urbana

Castellammare di Stabia si afferma come laboratorio di innovazione tecnologica e città modello nel panorama della ricerca internazionale. Il caso stabiese è stato infatti presentato alla 20th International Conference on Complex, Intelligent and Software Intensive Systems (CISIS 2026), in corso presso la University of Luxembourg, grazie a uno studio che propone un approccio innovativo alla gestione della mobilità urbana attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei gemelli digitali.

La ricerca, dal titolo “Mobility Digital Twins over the Cloud–Edge Continuum: The Castellammare di Stabia Case Study”, porta la firma di Manfredi Napolitano, Franca Rocco di Torrepadula, Alessandra Somma, Beniamino Di Martino e Nicola Mazzocca e rappresenta un importante riconoscimento del percorso intrapreso dalla città nel campo della trasformazione digitale.

Un gemello digitale per gestire il traffico cittadino

Il progetto ha consentito di realizzare un Digital Twin, ovvero un gemello digitale dei flussi di traffico cittadini, costruito grazie all’elaborazione dei dati raccolti dalla rete di oltre 200 telecamere installate sul territorio comunale.

Attraverso questa piattaforma è possibile creare una rappresentazione digitale dinamica della mobilità urbana, capace di simulare differenti scenari e di effettuare analisi “what-if”. In questo modo, l’amministrazione può valutare in anticipo gli effetti di nuove politiche, modifiche alla viabilità o interventi infrastrutturali prima della loro concreta realizzazione.

L’obiettivo è fornire strumenti sempre più avanzati per supportare le decisioni pubbliche attraverso l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale, affrontando con un approccio innovativo una delle principali criticità delle città moderne: la gestione della mobilità.

Un progetto nato dalla collaborazione con il mondo della ricerca

L’attività di ricerca sul caso di studio di Castellammare di Stabia è stata promossa dall’assessore alla Smart City e Mobilità sostenibile, Beniamino Di Martino, nell’ambito della collaborazione scientifica e istituzionale avviata con ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing.

Il progetto nasce dall’accordo quadro sottoscritto tra il Comune e ICSC e coinvolge lo Spoke 9 “Società Digitali e Smart Cities”, coordinato scientificamente dal professor Nicola Mazzocca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’iniziativa è finalizzata allo sviluppo di tecnologie innovative per costruire città sempre più intelligenti, sostenibili e capaci di utilizzare i dati come strumento di conoscenza, pianificazione e governo del territorio.

Di Martino: “Un riconoscimento al percorso di innovazione della città”

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore Beniamino Di Martino, che sottolinea il valore scientifico e strategico della presentazione internazionale.

“La presentazione del caso di studio di Castellammare di Stabia a CISIS 2026 rappresenta un importante riconoscimento del percorso intrapreso dalla città sul fronte dell’innovazione. Abbiamo promosso questa attività di ricerca perché riteniamo fondamentale dotare la città di strumenti avanzati capaci di leggere i fenomeni urbani e supportare scelte strategiche basate su dati concreti.

Il Digital Twin della mobilità consente di valutare scenari e possibili interventi prima della loro attuazione, offrendo nuove opportunità per una pianificazione più efficace e sostenibile della mobilità urbana attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi avanzata dei dati.

Si tratta di un ulteriore passo nel percorso di trasformazione digitale di Castellammare di Stabia e nella costruzione di un modello di città sempre più orientato all’innovazione, alla sostenibilità e all’utilizzo delle nuove tecnologie al servizio dei cittadini”.

Castellammare guarda al futuro

La presentazione del progetto in uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati ai sistemi intelligenti e alle tecnologie software conferma come Castellammare di Stabia stia investendo concretamente nella digitalizzazione e nella ricerca applicata.

L’utilizzo dei Digital Twin, dell’intelligenza artificiale e dei Big Data rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della pianificazione urbana e potrebbe consentire, nei prossimi anni, di migliorare la gestione del traffico, ridurre i tempi di percorrenza, ottimizzare i servizi e rendere la città sempre più sostenibile, efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini.

Castellammare: Due fotografi stabiesi conquistano Rimini e diventano protagonisti a Ginnastica in Festa

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Da Castellammare di Stabia ai più importanti eventi della ginnastica italiana. C’è anche la firma di due professionisti stabiesi dietro gli scatti che hanno raccontato Ginnastica in Festa, la prestigiosa manifestazione andata in scena alla Fiera di Rimini e capace di richiamare migliaia di atleti provenienti da ogni parte d’Italia.

Protagonisti di questa importante esperienza sono Ivo Raffone e Ciro Serrapica, selezionati da Giacomello Group, azienda considerata un punto di riferimento nazionale nel settore della fotografia sportiva e dei servizi dedicati alle premiazioni, per entrare a far parte del team ufficiale incaricato di documentare uno degli appuntamenti più attesi della stagione.

Un incarico di prestigio

La scelta di affidare ai due fotografi stabiesi un ruolo di primo piano rappresenta un importante riconoscimento professionale, frutto di un percorso costruito negli anni attraverso competenza, esperienza e passione.

Sin dal primo giorno di manifestazione, Raffone e Serrapica hanno ricoperto incarichi di responsabilità, mettendo a disposizione del team tutto il proprio know-how nella gestione dell’imponente macchina organizzativa fotografica.

Ai due professionisti sono state affidate due delle postazioni più strategiche dell’intero impianto fieristico, punti nevralgici dai quali era necessario raccontare le gare con rapidità, precisione e sensibilità artistica. Non solo: hanno anche coordinato parte della squadra di fotografi impegnata a coprire i numerosi campi di gara, garantendo un servizio puntuale e di altissima qualità.

Una vera maratona fotografica

Per tutta la durata dell’evento, il lavoro è stato intenso e senza soste. Dalle 8.30 del mattino fino alle 21 di sera, oltre dodici ore consecutive di attività quotidiana per non perdere neanche un istante delle competizioni.

Ogni esercizio, ogni esultanza, ogni medaglia conquistata è stata raccontata attraverso immagini capaci di cogliere il gesto atletico nel momento perfetto, trasformando migliaia di scatti in un archivio fotografico che restituisce tutta l’intensità, il sacrificio e le emozioni vissute dagli atleti.

Il risultato finale ha contribuito in maniera significativa al successo organizzativo di Ginnastica in Festa, confermando ancora una volta l’importanza della fotografia professionale nella valorizzazione dei grandi eventi sportivi.

Da Rimini nasce una nuova sfida

L’esperienza romagnola non rappresenta soltanto un prestigioso traguardo professionale, ma segna anche l’inizio di un progetto destinato a guardare al futuro.

Dalla collaborazione nata durante la manifestazione prende infatti forma una joint venture tra Giacomello Group, Ivo Raffone e Ciro Serrapica, con l’obiettivo di esportare nel Mezzogiorno il modello organizzativo che ha reso l’azienda un riferimento a livello nazionale.

La partnership punta a rafforzare la presenza del marchio nel Sud Italia, offrendo servizi fotografici altamente specializzati a federazioni sportive, società e organizzatori di grandi eventi, valorizzando al tempo stesso le competenze e le professionalità presenti sul territorio.

Un orgoglio per Castellammare

Per Raffone e Serrapica si tratta dell’ennesima conferma di un percorso professionale costruito sul campo, attraverso anni di lavoro, sacrificio e continua crescita.

Il loro successo rappresenta anche un motivo di orgoglio per Castellammare di Stabia, che vede due suoi professionisti affermarsi in un contesto nazionale di altissimo livello. Un riconoscimento che apre nuove prospettive per il futuro e conferma come talento, preparazione e passione possano trasformarsi in opportunità concrete, portando il nome della città stabiese tra le eccellenze della fotografia sportiva italiana.

Juve Stabia, torna Kevin Piscopo: il jolly offensivo potrebbe diventare un’arma preziosa per De Giorgio

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Il calciomercato della Juve Stabia passa anche dai ben 11 ritorni dal fine prestito. Tra questi c’è Kevin Piscopo che dopo la conclusione dell’esperienza in prestito al Bari, è rientrato ufficialmente a Castellammare di Stabia. Il calciatore ritroverà l’ambiente che conosce bene e che lo ha visto protagonista della storica promozione in Serie B.

Per le Vespe il ritorno del classe 1998 rappresenta un aspetto tutt’altro che secondario nella costruzione della rosa per il campionato 2026/2027. Piscopo, infatti, possiede caratteristiche tecniche e tattiche che potrebbero renderlo una pedina importante nello scacchiere di Pietro De Giorgio, chiamato a plasmare una squadra competitiva e capace di adattarsi ai diversi momenti della stagione.

Un attaccante diventato un autentico jolly

Nel corso della sua carriera, Piscopo ha saputo evolversi sotto il profilo tattico. Nato come attaccante centrale, ha progressivamente ampliato il proprio bagaglio, dimostrando di poter ricoprire diversi ruoli nel reparto offensivo.

Prima punta, seconda punta, esterno d’attacco o uomo di raccordo tra centrocampo e attacco: la sua duttilità rappresenta uno dei principali punti di forza. Una qualità sempre più ricercata nel calcio moderno, dove la capacità di cambiare assetto senza ricorrere a continue sostituzioni può fare la differenza.

Oltre alla versatilità, Piscopo può contare su un buon bagaglio tecnico, dinamismo e grande disponibilità al sacrificio, caratteristiche che gli permettono di essere efficace anche nella fase di non possesso, contribuendo al lavoro collettivo della squadra.

Il ritorno dopo l’esperienza al Bari

L’avventura in prestito con il Bari si è conclusa e ora per Piscopo si apre una nuova opportunità con la maglia gialloblù. La Juve Stabia potrebbe decidere di puntare su di lui dopo l’avallo del nuovo mister Pietro De Giorgio.

Il ritorno a Castellammare arriva in un momento importante della sua carriera. A 28 anni, Piscopo è nel pieno della maturità calcistica e può mettere al servizio della squadra l’esperienza accumulata tra Serie B e Serie C, oltre alla conoscenza di un ambiente nel quale ha già lasciato il segno e che solo una necessità tattica nello scorso campionato lo ha visto partire temporaneamente per il capoluogo pugliese.

Un’arma tattica per De Giorgio?

Uno dei maggiori vantaggi che il ritorno di Piscopo offre alla Juve Stabia riguarda proprio la flessibilità tattica. La possibilità di impiegarlo in più posizioni potrebbe consentire a De Giorgio di modificare l’assetto offensivo durante la partita senza stravolgere gli equilibri della squadra.

Che venga schierato da riferimento offensivo, da seconda punta o da esterno, Piscopo garantisce soluzioni differenti e imprevedibilità negli ultimi metri, qualità fondamentali in un campionato lungo ed equilibrato come la Serie B.

Voglia di riscatto e nuove ambizioni

Il mercato estivo chiarirà se sarà confermato nella rosa per la stagione prossima ed in caso affermativo quale sarà il ruolo che l’allenatore intenderà affidargli all’interno del nuovo progetto tecnico, ma una certezza già c’è: la Juve Stabia ritrova un giocatore motivato, esperto e perfettamente consapevole delle aspettative della piazza.

Per Kevin Piscopo potrebbe trattarsi di una nuova occasione per essere protagonista con la maglia gialloblù. Per le Vespe, invece, il suo ritorno potrebbe trasformarsi in un acquisto “interno” di grande valore, capace di offrire qualità, esperienza e quella duttilità che spesso rappresenta una delle chiavi del successo nel calcio moderno.

Castellammare di Stabia, le spiagge riconquistano metri: Completato il ripascimento della costa stabiese

A Castellammare di Stabia il mare restituisce spazio alla città. Sono stati infatti completati gli interventi di difesa costiera e ripascimento del litorale nel tratto compreso tra il Porto di Marina di Stabia (escluso) e l’area antistante via Tito, nel cuore del centro urbano.

Un’opera imponente, finanziata con circa 4 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha permesso non solo di mettere in sicurezza la costa ma anche di ampliare in modo significativo la superficie dell’arenile, con un incremento che in alcuni punti arriva fino a circa 20 metri di spiaggia in più.

Le aree che nei mesi scorsi erano state interdette per consentire l’esecuzione dei lavori sono oggi nuovamente accessibili e fruibili da cittadini e visitatori, restituendo alla città uno dei tratti di litorale più estesi e strategici della Campania.

L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al fenomeno dell’erosione costiera e di riqualificazione ambientale, con l’obiettivo di migliorare la qualità del litorale e aumentare gli spazi pubblici a disposizione della collettività.

Un risultato che assume un valore rilevante non solo dal punto di vista tecnico, ma anche urbano e sociale, perché restituisce alla città una spiaggia più ampia, più sicura e più fruibile, rafforzando il legame tra Castellammare e il suo mare.

Soddisfazione anche da parte del sindaco Luigi Vicinanza, che ha sottolineato la portata strategica dell’intervento:

“Si tratta di un intervento strategico per il nostro territorio, che restituisce sicurezza, qualità e fruibilità alla fascia costiera. Grazie alle risorse del PNRR abbiamo realizzato un’opera importante per la comunità. Continuiamo a difendere la scelta di un arenile libero e gratuito, senza concessioni ai privati, perché la spiaggia è un patrimonio pubblico da garantire a tutti i cittadini”.

Con il completamento dei lavori, Castellammare di Stabia si riappropria dunque di un pezzo importante della propria costa, puntando su una visione di lungo periodo che mette al centro tutela ambientale, accessibilità e valorizzazione del territorio.

Juve Stabia, Rizza: il ricordo non risente del tempo, l’abbraccio del Circolo Velico Stabia alla famiglia

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In occasione del sesto Memorial dedicato a Giuseppe Rizza, in programma nella sua Noto il 6 luglio 2026, il Circolo Velico Stabia ha voluto rinnovare il proprio affetto e la propria vicinanza alla famiglia dell’indimenticato calciatore, che ha vestito con orgoglio, passione e senso di appartenenza la maglia della Juve Stabia.

Un momento di grande emozione e raccoglimento, nel quale il ricordo dell’ex difensore continua a essere vivo non solo tra gli appassionati di calcio, ma nell’intera comunità stabiese. Giuseppe Rizza rappresenta ancora oggi un esempio di lealtà, sacrificio e umanità, valori che il tempo non ha mai cancellato. Per tanti resta un “angelo del cielo”, capace di ispirare ancora chi lo ha conosciuto e chi continua a custodirne la memoria.

In occasione del memorial, il mondo dello sport stabiese si stringerà simbolicamente attorno alla famiglia Rizza attraverso le parole dei rappresentanti del Circolo Velico Stabia.

Il presidente del Circolo, Giuseppe Esposito, ha sottolineato il valore del ricordo:

“Ricordare Giuseppe Rizza non è solo un dovere morale, ma un atto di profondo rispetto verso un ragazzo che ha saputo onorare la maglia della Juve Stabia con fierezza. La sua dedizione e il suo esempio restano vivi nella nostra comunità. In questo sesto memorial, il nostro Circolo si unisce al cordoglio e al ricordo collettivo, confermando la propria vicinanza incondizionata alla sua famiglia.”

Parole cariche di significato anche quelle del Direttore Tecnico Vincenzo Verde, che ha voluto evidenziare soprattutto le qualità umane dell’ex calciatore:

“Nel mondo dello sport, la tecnica e il talento sono fondamentali, ma è l’umanità a definire il vero campione. Giuseppe Rizza ha lasciato un segno indelebile per la sua integrità e per la passione che metteva in campo. Siamo orgogliosi che il suo nome sia legato alla storia sportiva della nostra terra e ci uniamo con commozione al ricordo di un atleta straordinario.”

Particolarmente toccante il messaggio del Responsabile della Comunicazione del Circolo Velico Stabia, Gianluca Apicella, che ha voluto rivolgere un pensiero personale alla famiglia:

“Per me, Giuseppe non è solo il calciatore che abbiamo applaudito, ma un legame umano che va ben oltre il rettangolo di gioco. Portarlo nel cuore è naturale, perché Giuseppe era ed è luce. In questo giorno di memoria, voglio inviare un abbraccio personale, fortissimo e sincero, alla sua famiglia e, in modo particolare, a sua sorella Veronica. Siete un esempio di forza e il mio pensiero è costantemente rivolto a voi. Giuseppe resterà sempre parte della nostra famiglia.”

Attraverso queste testimonianze, il Circolo Velico Stabia ribadisce il proprio ruolo di punto di riferimento non solo per lo sport, ma anche per i valori della memoria, della solidarietà e dell’appartenenza. Celebrare Giuseppe Rizza significa infatti ricordare un ragazzo che, con il suo impegno dentro e fuori dal campo, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Juve Stabia e nel cuore di un’intera comunità.

Il sesto Memorial di Noto rappresenterà ancora una volta un’occasione per trasformare il dolore in memoria condivisa e per far sì che il sorriso, l’umiltà e i valori di Giuseppe continuino a vivere attraverso il ricordo di chi non ha mai smesso di volergli bene.

Juve Stabia, si chiude un ciclo: salutano Raffaele La Penna e lo staff tecnico di fiducia di Mister Abate

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La Juve Stabia continua a ridisegnare il proprio organigramma tecnico in vista della stagione 2026-2027. Dopo i cambiamenti che hanno interessato la guida tecnica, il club gialloblù ha ufficializzato la conclusione di diversi rapporti di collaborazione, salutando alcuni dei protagonisti del recente percorso sportivo delle Vespe.

Con una nota ufficiale, la società di via Cosenza ha comunicato che martedì 30 giugno 2026 si è concluso il rapporto contrattuale con il preparatore atletico Raffaele La Penna e con il suo vice, Francesco Di Capua, responsabile del recupero degli infortuni. Si chiude così un’avventura durata tre stagioni, durante le quali lo staff ha contribuito a uno dei periodi più importanti della storia recente del club.

Il lavoro svolto da La Penna e dal suo gruppo è stato determinante nel percorso che ha portato la Juve Stabia alla conquista del campionato di Serie C Girone C nella stagione 2023-2024, con il conseguente ritorno in Serie B. Un ciclo impreziosito anche da due partecipazioni consecutive ai playoff per la promozione in Serie A, entrambe concluse con il prestigioso traguardo delle semifinali, a testimonianza della crescita tecnica e atletica della squadra.

Contestualmente, la società ha reso nota anche la risoluzione consensuale dei contratti con i collaboratori che hanno fatto parte dello staff di Ignazio Abate nella stagione 2025-2026. Lasciano il club il vice allenatore Cesare Beggi, il collaboratore tecnico Davide Farina, il preparatore atletico Alessandro Micheli e il match analyst Dario Cucinotta.

Si tratta di un passaggio naturale all’interno del processo di riorganizzazione avviato dalla società in vista del nuovo campionato, che vedrà la Juve Stabia ripartire con un nuovo progetto tecnico e uno staff profondamente rinnovato.

Nel comunicato, il club ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i professionisti che lasciano Castellammare di Stabia, sottolineandone la professionalità, l’impegno e la dedizione dimostrati durante il periodo trascorso in gialloblù.

La società ha infine augurato a Raffaele La Penna, Francesco Di Capua, Cesare Beggi, Davide Farina, Alessandro Micheli e Dario Cucinotta le migliori fortune, sia dal punto di vista professionale che personale.

Con questi saluti si chiude definitivamente un ciclo che ha regalato alla Juve Stabia risultati storici, dalla straordinaria promozione in Serie B fino alle due esaltanti cavalcate nei playoff per la Serie A. Adesso il club guarda avanti, pronto a scrivere un nuovo capitolo della propria storia con uomini nuovi ma con la stessa ambizione che ha caratterizzato le ultime stagioni.

Juve Stabia, dalla prima Serie B a oggi: Piero Braglia resta il re delle panchine gialloblù

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La storia della Juve Stabia in Serie B è fatta di imprese memorabili, delusioni cocenti e ripartenze. Un percorso che attraversa epoche diverse e che ha visto alternarsi sulla panchina gialloblù allenatori capaci di lasciare un segno indelebile, ognuno con il proprio stile e la propria eredità. Alcuni sono rimasti soltanto una parentesi, altri sono entrati per sempre nella storia del club. Tra tutti, però, c’è un nome che continua a rappresentare il punto di riferimento assoluto per il popolo stabiese: Piero Braglia.

Il primo capitolo della Juve Stabia in cadetteria si apre nella stagione 1951-1952. A guidare le Vespe nella storica prima partecipazione al campionato di Serie B fu Arnaldo Sentimenti, figura prestigiosa del calcio italiano. L’impatto con la categoria, tuttavia, si rivelò particolarmente difficile. I risultati non arrivarono e la società tentò di cambiare rotta affidandosi al tecnico ungherese Arpád Hajós, ma nemmeno questo cambio riuscì a evitare un epilogo amaro. Quella prima esperienza si concluse con la retrocessione, aprendo un lunghissimo periodo di assenza dalla seconda serie nazionale.

Bisognerà attendere quasi sessant’anni prima di rivedere la Juve Stabia tra i cadetti. Il ritorno, conquistato nel 2011, rappresenta uno dei momenti più emozionanti della storia del club e porta inevitabilmente la firma di Piero Braglia. L’allenatore toscano non fu soltanto il condottiero della promozione, ma riuscì a costruire una squadra competitiva e a regalarle tre stagioni consecutive in Serie B, un traguardo mai raggiunto prima dalle Vespe.

Con Braglia la Juve Stabia toccò il punto più alto della propria storia recente. Il suo calcio, il carattere trasmesso alla squadra e la capacità di valorizzare ogni elemento del gruppo conquistarono definitivamente il cuore dei tifosi. Anche il finale della terza stagione, culminato con la retrocessione e con il tentativo della società di affidare la squadra a Fulvio Pea nelle ultime giornate, non ha minimamente scalfito il legame tra il tecnico di Grosseto e Castellammare. Ancora oggi Braglia rappresenta il simbolo della migliore Juve Stabia vista in Serie B.

Diversa, ma altrettanto intensa, è la storia vissuta con Fabio Caserta. Dopo aver riportato le Vespe in cadetteria nel 2019, l’ex centrocampista si trovò a guidare una stagione destinata a rimanere tra le più particolari di sempre. L’inizio complicato sembrava condannare la squadra, ma una straordinaria rimonta riaccese le speranze di salvezza, prima dell’improvviso stop imposto dalla pandemia di Covid-19.

Alla ripresa del campionato, però, qualcosa si spezzò. Nonostante la piena fiducia della società nei confronti di Caserta, la Juve Stabia non riuscì a ritrovare brillantezza e concluse la stagione con una retrocessione tanto dolorosa quanto inattesa. Una beffa che ancora oggi viene ricordata come una delle pagine più amare della storia recente del club.

Negli ultimi anni la panchina gialloblù ha visto protagonisti prima Guido Pagliuca, artefice di un nuovo ciclo entusiasmante culminato con risultati che hanno riacceso l’entusiasmo della piazza, e successivamente Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità importante e a proseguire il percorso di crescita della società nel campionato cadetto.

La storia, però, spesso sceglie i suoi protagonisti. E quella della Juve Stabia in Serie B sembra averne individuato uno più di tutti. Tra i tanti allenatori che hanno guidato le Vespe, il cuore dei tifosi continua a battere quando viene pronunciato il nome di Piero Braglia. In un calcio moderno dove le panchine cambiano rapidamente e i progetti durano sempre meno, il tecnico toscano resta il simbolo di un’epoca irripetibile, l’uomo che più di ogni altro ha saputo incarnare il carattere, l’orgoglio e lo spirito combattivo di Castellammare di Stabia.

Per questo, a distanza di anni, il suo nome continua a occupare un posto speciale nella memoria collettiva della tifoseria gialloblù. Per i risultati ottenuti, per il rapporto costruito con la città e per le emozioni regalate, Piero Braglia resta ancora oggi la vera leggenda della Juve Stabia in Serie B.

“Qui per raccogliere le vostre lacrime”, il Papa nella Terra dei Fuochi

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 “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. Si tratta della prima volta di un pontefice, accolto da 15mila fedeli, nelle zone martoriate da roghi, veleni e inquinamento.

“Sono qui, – dice – però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”.

“Ringrazio il Signore di potervi incontrare, ritornando in Campania pochi giorni dopo la mia visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, le parole del Santo Padre ricordando il predecessere che non potè partire a causa della pandemia.

“Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Leone incoraggia la popolazione: “Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?”, noi crediamo e diciamo: “Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”.

Prevost cita ancora il predecessore: “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes.

“Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice.

“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”, il grido di Papa Leone nel suo primo discorso. “ È un grido che chiede conversione!”, dice.

E ancora: “Anche questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, denuncia. “Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, dice Leone scuotendo le coscienze: “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”.

“Occorre fidarsi ancora – dice Leone -, ascoltare ancora, credere ancora. Le scelte che avete fatto, il cammino ecclesiale che avete percorso, le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Se ci si ferma, si torna indietro”. Per il Papa “va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”.

“Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha ricordato Leone.

Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un ‘esercito’ di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”, continua. “In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, il monito.

L’incontro con le famiglie: “Non abbandonarci”

Momento toccante e intenso in cattedrale ad Acerra in occasione dell’incontro tra il Papa e i famigliari di tante persone – tra loro molti bambini – morti a causa dell’inquinamento ambientale. Tra loro c’è chi gli consegna una lettera come ha fatto nei giorni scorsi Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’Associazione ‘Noi genitori di tutti’: “Gli chiederemo di non abbandonarci e di ammonire le istituzioni. Dopo quattordici anni di denunce, nulla si è mosso”, aveva spiegato la donna alla vigilia dell’arrivo di Leone.

Lo sversamento dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali sono la quotidianità. I rifiuti vengono incendiati dando luogo ai roghi tossici, in altri casi vengono intombati nel sottosuolo contaminando terreni agricoli e falde acquifere. Marzia ha perso il suo unico figlio a causa dell’inquinamento e dei veleni presenti nella Terra dei Fuochi. “Avevo solo un figlio – ha detto – non temo più nulla. Gli ultimi accadimenti nella Terra dei Fuochi sono di ieri con nuovi sversamenti di rifiuti. Io dirò al Papa di non abbandonarci e di lanciare appelli alle istituzioni. Tanti bambini continuano a morire, non si può fare finta di nulla”.

Dieci proposte di interventi ambientali per Acerra: è il documento che i famigliari delle vittime hanno consegnato a papa Leone XIV. “Chiediamo un patto intergenerazionale, una forma di risarcimento ambientale che ci apra la strada ad un futuro migliore. Vogliamo che dalle debolezze del nostro territorio scaturisca una nuova possibilità da costruire assieme e che le ricchezze che abbiamo siano invece tutelate e valorizzate. Santo Padre, vogliamo in sostanza e semplicemente, vivere e vivere bene, tendere alla felicità”, si legge nella lettera aperta.

“Dica di agire, presto ed in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità”, chiedono al Pontefice i cittadini di Acerra.

Troppi sono i figli di questa terra che si ammalano e troppe volte non ce la fanno – denunciano – vengono rilevati ogni anno sforamenti da polveri sottili oltre ogni limite consentito dalla Legge; recenti studi hanno evidenziato presenza in falda di sostanze ritenute altamente pericolose. Santo Padre, tuttavia noi non perdiamo la speranza ed ogni giorno c’è chi continua a lottare per consegnare un domani migliore alla futura umanità. La strada è difficile e troppe volte chi dovrebbe ascoltare il grido di dolore della nostra Terra, si volta dall’altra parte. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci, lo dobbiamo a chi si ammala e a chi non c’è più, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alle generazioni che verranno”.

Incontro con sindaci e cittadini: “Malaffare e indifferenza hanno lasciato spazio ai crimini”

Il Papa ha poi denunciato il “malaffare” e “l’indifferenza”. Parlando ai sindaci dei novanta comuni e alla cittadinanza in piazza Calipari, Leone ha detto: “Poco fa, nel Duomo, ho incontrato alcuni familiari delle vittime dell’inquinamento che, negli ultimi decenni, ha reso tristemente nota quest’area come “Terra dei fuochi”: un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”.

“Ho desiderato ringraziare vescovi, preti, diaconi, religiose, religiosi e laici che hanno accolto prontamente il messaggio dell’Enciclica Laudato si’ e il costante invito di Papa Francesco a essere Chiesa in uscita, missionaria, sinodale. Camminare insieme, vincere l’autoreferenzialità, osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira”, ha spiegato Leone.

“Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità”, le parole del Pontefice. “Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra – ha spiegato -. Confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita”.

“In questo territorio, la vita c’è e contrasta la morte, la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”, ha continuato, invitando a non cedere a rassegnazione e a non fare lo scaricabarile. “C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri – avverte tra gli applausi – sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”.

“Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto”, ha spiegato indicando la strada per la rinascita. “Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità”.

Papa Prevost ha poi citato l’enciclica sociale del predecessore: “‘La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico’”. Da qui il monito: “Sorelle, fratelli, quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”.

Ritorno in Vaticano in elicottero

Il Papa si è poi congedato da Acerra. Arrivato al Campo Arcoleo in auto scoperta, Leone, prima di salire sull’elicottero che lo riporterà Vaticano, ha salutato le autorità locali, il sottosegretario alla presa del Consiglio, Alfredo Mantovano. In elicottero è stata portata anche una pizza margherita e un vassoio di sfogliatelle. (dall’inviata Elena Davolio)

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Fonte AdnKronos

Napoli choc al Cardarelli: paziente si lancia nel vuoto dal reparto grandi ustionati

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Tragedia questa mattina, poco prima delle 10, all’ospedale Cardarelli di Napoli. Una paziente ricoverata nel reparto di Terapia intensiva grandi ustionati (TIGU) è morta dopo essersi lanciata nel vuoto dal terzo piano del padiglione E. L’episodio si sarebbe verificato all’interno dell’area bagno. La paziente era in attesa di essere trasferita nella giornata odierna presso il reparto di Chirurgia plastica ricostruttiva.

L’azienda ospedaliera sottolinea come tutti i pazienti siano seguiti h24 dal personale sanitario, secondo i protocolli previsti per i reparti di terapia intensiva, e ricorda che nel 2025 sono state aggiornate le procedure anti-suicidio. Le condizioni dei pazienti ricoverati nella Tigu prevedono inoltre un monitoraggio costante, sia sanitario sia psicologico, proprio in ragione della particolare gravità dei traumi trattati. La Direzione strategica dell’ospedale Cardarelli ha espresso cordoglio e vicinanza ai familiari della paziente.

Fonte AdnKronos

Bimba di 2 anni in ospedale a Napoli, è positiva alla marijuana

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Una bimba di 2 anni è stata ricoverata in ospedale perché positiva alla marijuana. È accaduto nella notte a Napoli, dove i carabinieri della compagnia Vomero sono intervenuti all’ospedale pediatrico Santobono.

Poco prima delle 4 la piccola, accompagnata dalla madre 33enne e dal fratellastro 15enne, era risultata positiva al THC (tetraidrocannabinolo, principio attivo della cannabis). Da una prima sommaria ricostruzione ancora da verificare pare che il 15enne sia assuntore sporadico di sostanza stupefacente e che la bimba ne abbia ingerito una piccolissima quantità.

La bambina resta in osservazione ma non è in pericolo di vita. La vicenda è stata segnalata alla Procura per i minorenni di Napoli e ai servizi sociali.

Fonte AdnKronos

Castellammare, “Rottamazione Quinquies”: via libera del Consiglio comunale, sanzioni e interessi cancellati

Il Consiglio comunale di Castellammare di Stabia ha approvato all’unanimità l’adesione alla cosiddetta “Rottamazione Quinquies”, la misura di definizione agevolata prevista dalla legge n. 199/2025 che consentirà ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune beneficiando di importanti agevolazioni.

Il provvedimento riguarda tutti i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e interessa tributi e somme dovute come Imu, Tari, canoni comunali e sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

L’adesione alla misura permetterà ai contribuenti di estinguere il proprio debito versando esclusivamente gli importi dovuti, senza il pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, secondo le modalità previste dalla normativa nazionale. Un’opportunità rivolta a cittadini, famiglie, professionisti e imprese che desiderano regolarizzare la propria posizione con condizioni decisamente più favorevoli rispetto alle ordinarie procedure di riscossione.

Soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale. Il sindaco Luigi Vicinanza e l’assessore al Bilancio Alessandra Polidori hanno sottolineato come la misura rappresenti un aiuto concreto per il territorio.

«Con questo provvedimento intendiamo offrire ai cittadini e alle attività economiche del territorio una concreta opportunità per regolarizzare la propria posizione nei confronti del Comune. Non si tratta di un condono, ma di una misura prevista dalla normativa nazionale che consente di mettersi in regola a condizioni agevolate. Una misura che guarda con attenzione alle difficoltà di tante famiglie e imprese, ma che allo stesso tempo rappresenta un passo importante verso una gestione più ordinata ed efficace delle entrate comunali. L’obiettivo è migliorare la capacità di riscossione, ridurre le posizioni ancora aperte e rafforzare la solidità finanziaria del Comune, garantendo maggiori risorse da destinare ai servizi per la città», hanno dichiarato il primo cittadino e l’assessore.

Definito anche il calendario operativo previsto dalla “Rottamazione Quinquies” per gli enti locali. Entro il 31 luglio 2026 dovranno essere adottati, pubblicati e comunicati tutti i provvedimenti dell’ente, mentre entro il 30 settembre 2026 saranno trasmessi al Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati richiesti a fini statistici.

Successivamente, entro il 15 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione dei contribuenti i dati nell’area riservata del proprio portale. Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 sarà possibile presentare o integrare la domanda di adesione alla definizione agevolata.

L’Agenzia comunicherà poi entro il 28 febbraio 2027 l’ammontare delle somme dovute e le modalità di pagamento. I contribuenti potranno scegliere se saldare l’importo in un’unica soluzione oppure rateizzarlo, effettuando il primo versamento entro il 31 marzo 2027.

L’amministrazione comunale ha inoltre precisato che quello approvato rappresenta soltanto il primo intervento in materia. Seguirà infatti una seconda delibera del Consiglio comunale che disciplinerà le posizioni debitorie relative al periodo in cui la riscossione era affidata al precedente concessionario. Anche tali situazioni saranno quindi oggetto di una specifica regolamentazione, completando il quadro della definizione agevolata per i contribuenti stabiesi.

Con l’approvazione unanime del Consiglio comunale prende così il via un percorso che punta da un lato a favorire la regolarizzazione delle posizioni fiscali dei cittadini e, dall’altro, a migliorare la capacità di riscossione dell’ente, rafforzando le risorse economiche disponibili per garantire servizi sempre più efficienti alla comunità di Castellammare di Stabia.

Castellammare, Antonio Monda: “Una Mattina Gloriosa” è viaggio tra memoria, accoglienza e segreti di New York

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Lo scorso lunedì 29 giugno, la suggestiva cornice del MuDiss (Museo Diocesano Sorrentino Stabiese) di Castellammare di Stabia ha ospitato un’intensa serata culturale, resa ancora più intima da un improvviso temporale estivo.

Davanti a un pubblico di motivati lettori, il noto scrittore Antonio Monda – docente alla New York University e direttore artistico del festival Le Conversazioni – ha presentato “Una mattina gloriosa”, l’attesissimo volume conclusivo della sua celebre saga newyorkese.

All’incontro, moderato dalle abili domande dello scrittore Silvio Perrella, ha preso parte l’Assessora al Turismo Nunzia Acanfora.

Dopo aver portato i saluti del Sindaco Luigi Vicinanza, l’Assessora ha espresso profonda gratitudine agli ospiti, sottolineando il forte legame tra il romanzo e l’identità locale: «Il rapporto tra i luoghi e le persone, tra il viaggio e la memoria, tra la città e le storie che custodisce, riporta a Castellammare», ha dichiarato Nunzia Acanfora, aggiungendo che «Castellammare è una città sul mare che non è soltanto un luogo in cui si arriva e si riparte, ma è un punto in cui si intrecciano storie e ci permette di raccontare la memoria del passato continuando a costruirne di nuove».

L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale, si inserisce in un piano di valorizzazione della città come polo culturale e dei suoi gioielli storici, a partire proprio dal MuDiss, ospitato nei locali dell’antico monastero di San Francesco in Piazza Giovanni XXIII.

L’incontro ha unito riflessioni sulla memoria, il ruolo di New York e il tema dell’accoglienza.

L’opera si rivela come un affascinante mosaico storico ambientato nell’aprile del 1912. La narrazione si sviluppa interamente sulla banchina del molo 59 di New York, il punto esatto in cui sarebbe dovuta attraccare la nave più bella e sicura del mondo: il Titanic.

Monda sfrutta questa fiduciosa attesa per radunare un universo umano straordinariamente eterogeneo, dove personaggi reali della società dell’epoca e figure letterarie si incontrano e si confrontano.

Questo microcosmo diventa il pretesto perfetto per affrontare temi sociali di drammatica urgenza: il razzismo sistemico, gli orrori delle guerre coloniali, le barriere e i sacrifici legati alla difficile vita degli immigrati, fino alla totale mancanza di scrupoli degli arricchiti.

New York emerge così come la protagonista assoluta del romanzo: una metropoli che promette libertà, accoglienza e potenza, ma che finisce per scontarsi con le proprie contraddizioni.

Il fulcro ideale di questa tensione è il “tradimento” dei valori originari della nazione, simboleggiato proprio dal celebre sonetto del 1883 “Il Nuovo Colosso” di Emma Lazarus, inciso sul piedistallo della Statua della Libertà («Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri…»), i cui principi di accoglienza appaiono oggi tragicamente negati.

Durante il dialogo con Silvio Perrella, Antonio Monda ha confessato di aver scritto questo libro prima dell’attuale e buio momento storico, proprio alla ricerca di quei principi fondamentali di accoglienza e libertà che la Grande Mela sa offrire come nessun’altra città al mondo.

L’autore ha poi arricchito la serata svelando la genesi del suo profondo legame con la metropoli, a partire dalla dedica del libro: “Al tassista che mi ha detto ‘benvenuto nel cuore del mondo’ la prima volta che sono arrivato a Manhattan”.

Monda ha ricordato con emozione il suo primo viaggio in America a soli diciotto anni, quando rimase folgorato dalla visione dei grattacieli ancora illuminati dal sole mentre a terra era già buio.

«Vi posso dire che in tanti anni ho passato momenti difficili, di dolore, di solitudine, di rabbia, di angoscia, mai un momento di noia», ha affermato lo scrittore.

Tra i momenti più alti dell’incontro, Monda ha condiviso con la platea del MuDiss anche un prezioso aneddoto personale: il suo incontro con il celebre scrittore Isaac Singer, premio Nobel per la letteratura nel 1978, confermando come la sua capacità di far dialogare grandi personalità storiche e finzione nasca da un amore viscerale per la cultura e la memoria

A rendere l’opera un tassello imperdibile della narrativa contemporanea è lo stile magistrale di Antonio Monda. La sua scrittura possiede la rara capacità di far dialogare la verità storica con l’invenzione letteraria senza mai perdere in fluidità o credibilità.

Attraverso i pensieri, i dubbi e le emozioni intime di personalità realmente esistite, Monda non si limita a descrivere un’epoca, ma vi immerge totalmente il lettore. New York si anima e vibra sotto gli occhi di chi legge, trasformandosi da semplice sfondo a entità viva, pulsante e magnetica.

Il ritmo narrativo è incalzante, privo di qualsiasi momento di noia, fedele allo spirito della metropoli che racconta.

Una mattina gloriosa di Antonio Monda, SIS Mondadori, è un libro che va assolutamente letto perché si inserisce nel nostro presente come un potente e necessario monito.

In un momento storico complesso e a tratti buio, le pagine di Antonio Monda ci ricordano che i valori cardine della civiltà – la libertà e l’accoglienza – non sono conquiste acquisite per sempre, ma principi fragili che richiedono una difesa quotidiana.

È un romanzo che unisce il fascino intramontabile della grande narrazione storica alla lucidità della critica sociale. Una lettura densa e avvolgente che, esattamente come è emerso durante la suggestiva serata al MuDiss, lascia un’impronta indelebile nell’anima del lettore.

L’ascesa delle Moto Cinesi nel Motosport. QJ Motor, ZX Moto, CF Moto rappresentano la rivincita del Dragone

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Ultimamente colossi come QJ Motor- ZX Moto e CF Moto, sono sotto i riflettori per i risultati che stanno raggiungendo nelle varie competizioni sportive motoristiche di livello mondiale e parliamo di MotoGP e Mondiale SBK (Super Bike).

La rapida evoluzione sia in campo tecnologico, ma anche in campo stilistico ha permesso a tali marchi di essere apprezzati dagli appassionati di motociclismo.

Di solito un successo nel Motorsport è un’equazione direttamente proporzionale all’aumento delle vendite, perché permette di farsi conoscere sia da un puto di vista qualitativo, sia da un puto di vista estetico, ma aggiungerei anche da un punto di vista economico, determinando di conseguenza un grande successo nelle vendite.

Ma la cosa che sorprende è come l’industria Cinese delle moto sia cambiata radicalmente puntando tutto alla qualità e alle alte prestazioni, dimostrando che il campo non è di dominio delle sole case giapponesi o europee. Ormai la Cina a livello industriale vuole imporsi non più come la semplice fabbrica del mondo, ma come la fabbrica di successo e vuole dominare in ogni settore e nel motociclismo ha creato un solco per un grande futuro vincente. Ecco alcune moto che rappresentano un vero e proprio orgoglio di tecnologia e qualità costruttiva.

  • ZX Moto 820RR Campionato World SSP (SBK) ha conquistato per ora 8 Vittorie ed 11 Podi. Motore Tricilindrico.
  • QJ Motor Moto2 MotoGP in collaborazione con il Team Gresini fino al 2024 lottando nelle 5 cinque posizioni ed attualmente la QJ Motor con la SRK 800 RS Campionato World SSP (SBK), ha ottenuto ottime prestazioni. Motore quattro cilindri in linea.
  • CF Moto è attiva con successo nel motomondiale grazie anche alla partnership strategica con KTM.

La CF Moto in questi anni è stata protagonista sia nel Moto3 MotoGP, con grandissimi risultati, vincendo anche un mondiale e poi successivamente dedicandosi anche al Moto2 e nel 2027 punta di entrare nella classe regina. Nel mentre sta sviluppando la moto SR-RR V4 spinta da un motore di 1000cc a V4 con oltre 210cv.

Grazie all’ingresso in tali competizioni, di queste case motociclistiche cinesi, sicuramente ha segnato in positivo il mondo del Motorsport, in quanto più  concorrenza, porta a più spettacolo da vivere per gli appassionati.

Juve Stabia, si chiude anche l’avventura di Alessandro Signorini: il portiere saluta dopo tre stagioni

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Un altro volto dello storico gruppo che ha riportato la Juve Stabia in Serie B saluta Castellammare. Attraverso un comunicato ufficiale, il club gialloblù ha annunciato la conclusione del rapporto contrattuale con il portiere Alessandro Signorini, il cui accordo terminerà il 30 giugno.

Arrivato all’inizio della stagione 2023/24, Signorini ha fatto parte della rosa che ha scritto una delle pagine più belle della recente storia della Juve Stabia, contribuendo alla straordinaria cavalcata culminata con la vittoria del campionato di Serie C e la promozione in Serie B.

Nel corso delle tre stagioni trascorse in gialloblù, l’estremo difensore ha collezionato due presenze ufficiali, mettendosi sempre a disposizione dello staff tecnico e dei compagni con grande professionalità. Pur trovando poco spazio tra i pali, Signorini ha rappresentato una figura importante all’interno dello spogliatoio, condividendo ogni momento del percorso di crescita della squadra.

Con la scadenza del contratto si conclude così la sua esperienza a Castellammare di Stabia, dove ha vissuto da protagonista, insieme al gruppo, il ritorno della Juve Stabia nel campionato cadetto.

Nel comunicato diffuso dalla società, il club ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento al portiere per l’impegno dimostrato durante il triennio in gialloblù: «La società desidera ringraziare Alessandro per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento ai colori sociali dimostrati durante il triennio trascorso a Castellammare, augurandogli le migliori soddisfazioni, sia sul piano personale che professionale, per il prosieguo della sua carriera».

Il saluto ad Alessandro Signorini si inserisce nel processo di rinnovamento avviato dalla Juve Stabia in vista della stagione 2026/27. Dopo aver salutato diversi protagonisti delle ultime annate, il club continua a definire la rosa che sarà affidata al nuovo tecnico Pietro De Giorgio, senza dimenticare chi, anche lontano dai riflettori, ha contribuito a costruire i successi degli ultimi anni.

Per Signorini si chiude un capitolo ricco di soddisfazioni e di emozioni, con la promozione in Serie B che resterà uno dei ricordi più belli della sua esperienza in maglia gialloblù.

Juve Stabia, De Giorgio: Altro passo verso le Vespe, il Potenza ufficializza la risoluzione del contratto

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L’attesa sta per finire. La Juve Stabia è sempre più vicina ad annunciare Pietro De Giorgio come nuovo allenatore per la stagione 2026/27. Nelle ultime ore è infatti arrivato quello che rappresentava il passaggio formale indispensabile prima dell’ufficializzazione: la risoluzione consensuale del contratto che legava il tecnico calabrese al Potenza.

È stata proprio la società rossoblù a comunicare la separazione attraverso una nota ufficiale, nella quale ha ringraziato De Giorgio per il lavoro svolto durante la sua esperienza in Basilicata.

“Il Potenza Calcio comunica di aver raggiunto l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Pietro De Giorgio. Il club ringrazia mister De Giorgio per l’impegno profuso nel corso della sua esperienza in rossoblù, impreziosita dalla conquista del primo storico trofeo professionistico del Potenza Calcio, la Coppa Italia Regionale Trenitalia di Serie C. La società augura a Pietro De Giorgio le migliori fortune umane e professionali per il prosieguo della carriera”, si legge nella nota diffusa dal club lucano.

Un comunicato che, di fatto, libera definitivamente l’allenatore, spianando la strada alla firma con la Juve Stabia. Da giorni, infatti, il nome di De Giorgio è accostato con insistenza alla panchina gialloblù e ormai manca soltanto l’annuncio ufficiale da parte della società del presidente Alfredo Guerri.

Il tecnico calabrese arriva a Castellammare forte di un percorso di crescita costante. Nella stagione appena conclusa ha guidato il Potenza in uno dei gironi più competitivi della Serie C, confrontandosi con piazze storiche e ambiziose come Catania, Benevento, Salernitana, Cosenza, Crotone e Casertana.

Nonostante l’elevato livello della concorrenza, il Potenza ha chiuso il campionato al decimo posto, conquistando l’accesso ai playoff promozione. Il cammino dei lucani è stato tutt’altro che banale: la squadra di De Giorgio ha superato i primi turni fino a raggiungere i quarti di finale della fase nazionale, dove è stata eliminata dall’Ascoli, formazione che successivamente avrebbe conquistato la promozione in Serie B vincendo gli spareggi. Decisivi lo 0-0 maturato allo stadio Viviani e la sconfitta di misura per 1-0 al “Del Duca”.

A rendere ancora più significativa l’esperienza dell’allenatore calabrese è stata la conquista della Coppa Italia Regionale Trenitalia di Serie C, il primo trofeo professionistico nella storia del Potenza, un risultato che ha ulteriormente valorizzato il suo lavoro e la sua crescita tecnica.

Per la Juve Stabia si tratta di una scelta orientata alla continuità e alla valorizzazione di un allenatore giovane, emergente e già capace di dimostrare personalità in un contesto difficile. Dopo il brillante percorso delle Vespe nelle ultime stagioni, la società sembra intenzionata ad affidare la panchina a un tecnico che ha saputo costruire squadre organizzate, propositive e competitive.

Adesso manca soltanto l’ultimo passo: l’annuncio ufficiale della Juve Stabia. Con la rescissione del contratto con il Potenza ormai definita, l’arrivo di Pietro De Giorgio a Castellammare di Stabia appare ormai questione di ore.

Juve Stabia, ufficiali tre riscatti e un rinnovo: il club blinda l’ossatura per il futuro

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La Juve Stabia inizia a costruire il proprio futuro partendo anche dalle certezze. Il club gialloblù ha ufficializzato una serie di operazioni che rafforzano la programmazione in vista della stagione 2026/27, blindando alcuni dei protagonisti dell’ultimo campionato e valutando i rientri alla base di diversi calciatori reduci da esperienze in prestito.

La notizia più importante riguarda l’acquisizione a titolo definitivo dei difensori Andrea Giorgini, Manuel Ricciardi e Lorenzo Carissoni. Nel corso della stagione 2025/26 si sono infatti verificate le condizioni previste per il riscatto dei loro cartellini e i tre giocatori sono diventati a tutti gli effetti calciatori della Juve Stabia.

Un segnale di continuità da parte della società, che ha deciso di puntare su tre elementi che hanno dimostrato affidabilità e rendimento, legandoli al club con un contratto fino al 30 giugno 2028. Una scelta che conferma la volontà della dirigenza di mantenere un’ossatura solida sulla quale costruire la squadra che sarà affidata al nuovo allenatore Pietro De Giorgio.

Le buone notizie non finiscono qui. La società ha infatti comunicato anche il prolungamento del contratto del centrocampista Christian Pierobon, che nel corso della passata stagione aveva già rinnovato il proprio accordo con il club. Il nuovo vincolo contrattuale avrà validità fino al 30 giugno 2027, a conferma della fiducia riposta nel giovane centrocampista, destinato a rappresentare una risorsa importante anche per il futuro.

Contestualmente, la Juve Stabia ha reso noto l’elenco dei calciatori che dal 1° luglio faranno rientro a Castellammare di Stabia dopo aver concluso le rispettive esperienze in prestito. Torneranno a disposizione Christian Andreoni, Marco Meli ed Enrico Piovanello dal Crotone, Francesco D’Amore e Alessandro Louati dalla Triestina, Edoardo Duca dal Lecco, Davide Buglio dal Catanzaro, Kevin Piscopo dal Bari, Matteo Baldi dalla Torres, Daniel Perin dal Treviso, Tomi Petrovic dalla Pergolettese ed Elian Demirovic dal Primorje.

Per tutti loro si aprirà adesso una nuova fase. Sarà lo staff tecnico a valutarne il futuro durante il ritiro precampionato, decidendo chi potrà rientrare nel progetto tecnico e chi, invece, potrebbe intraprendere una nuova esperienza lontano da Castellammare.

Le comunicazioni ufficiali rappresentano un primo tassello concreto della programmazione gialloblù. Tra riscatti, rinnovi e rientri dai prestiti, la Juve Stabia getta le basi della rosa che affronterà il prossimo campionato di Serie B, in attesa delle prossime mosse di mercato che andranno a completare l’organico.