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Prof. Zucchetti: “Cooperare su Av Salerno-Reggio Calabria, no alle divisioni”

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(Adnkronos) – “Cooperare è meglio che dividersi”.Così il professor Roberto Zucchetti, coordinatore del Dibattito pubblico sull’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, commenta il campanilismo territoriale emerso nella discussione, conclusa da poco, sul progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo tracciato Romagnano-Praia a Mare, di 97 chilometri, che attraverserà il Vallo di Diano per ritornare, dopo 37 chilometri di gallerie, lungo la costa tirrenica all’altezza della Riviera dei Cedri, nel nord della Calabria.

L’opera costerà 8 miliardi di euro finanziati dal Fondo complementare, vedrà l’impiego di quasi 85mila addetti a tempo pieno e, secondo le stime tecniche, genererà un valore aggiunto di 6,1 miliardi di euro e poi un incremento di 230 milioni di euro del traffico turistico e di quello business.  “Uno degli aspetti principali emersi in questo dibattito – riassume all’Adnkronos Zucchetti, tra l’altro economista, esperto di trasporti e docente di lungo corso nell’Università Bocconi – è che le popolazioni locali nutrono una grande aspettativa nei confronti dell’opera.In effetti, le contestazioni sono arrivate quasi per intero da gruppi che temono di essere penalizzati dal fatto che la linea in questione non passi dal loro territorio o non abbia fermate vicine. È inoltre emersa la difficoltà delle comunità locali a lavorare insieme per cogliere le opportunità che potrà offrire la nuova linea, la cui attivazione è prevista nel 2031, in funzione della completa copertura finanziaria”.  Nel corso della procedura pubblica, alcuni comitati e cittadini hanno espresso posizioni critiche su diversi temi: la scelta di transitare per il Vallo di Diano e non seguire la linea costiera; la richiesta di riattivare al traffico commerciale la linea storica Sicignano-Lagonegro, che invece il decreto interministeriale 146 del 2022 tutela come linea storica a scopo turistico.

Inoltre, alcuni cittadini hanno sollevato dubbi sull’adeguatezza delle analisi sismiche e idrogeologiche, sebbene vagliate in profondità, e sull’idoneità della soluzione proposta a servire l’utenza proveniente da Scalea (Cosenza) e dintorni. “Le diverse posizioni dei portatori di interessi vanno sempre raccolte e rispettate.Ma vanno evitate le strumentalizzazioni L’opera da realizzare ha richiesto uno studio molto approfondito – evidenzia Zucchetti – e i tecnici hanno mostrato di aver tenuto conto di tutte le problematiche sollevate, dei rischi, dei costi e dei benefici.

Parliamo di una linea che avrà una velocità massima di 300 chilometri, al netto delle tratte di accelerazione e decelerazione e dei brevi tragitti in cui, per via della pendenza, la velocità dei treni raggiungerà i 280 chilometri.Allora sono obbligatorie delle scelte, ed è chiaro che qualcuno sia scontento”.  “Un treno ad alta velocità fa poche fermate perché una fermata fa perdere molto tempo. È come nella Formula 1, in cui il cambio delle gomme dura qualche secondo ma l’ingresso al box e il rientro in pista fanno perdere molto più tempo.

Allora – rimarca Zucchetti – bisogna ragionare sui vantaggi che un’opera come la Romagnano-Praia a Mare può portare ai territori delle tre regioni interessate, Campania, Basilicata e Calabria.Dunque, gli attori locali devono mettersi d’accordo, cooperare, avviare strategie per collegare i vari territori con l’Alta velocità ferroviaria, per sviluppare il turismo e incrementare l’economia.

Inoltre, i territori devono avere un ruolo attivo, devono chiedere al governo e alle Regioni di migliorare l’accessibilità stradale e il trasporto pubblico locale.Ricordo che Rfi mette i binari, ma poi gli operatori ferroviari mettono i treni e li fanno fermare solo se c’è un numero sufficiente di passeggeri”.  Nei giorni scorsi, è nata la polemica sul fatto che l’opera è finanziata per l’80 per cento e che i suoi costi sono nel frattempo quasi raddoppiati. “Prima a causa del Covid, ora per via delle guerre in corso, i prezzi dei materiali e dell’energia sono aumentati ovunque, non soltanto in Italia.

L’opera va finanziata integralmente, questo è l’interesse di tutti.Perciò, la polemica non aiuta” taglia corto Zucchetti.

Quanto al ruolo del Dibattito pubblico, “noi abbiamo garantito un ampio confronto di tutti i soggetti interessati con Rfi, proponente del tracciato discusso, e con i progettisti di Italferr – ricorda – Il Dibattito pubblico è, come ha detto l’apposita Commissione nazionale, una forma di ‘democrazia sostanziale’, che però non è ancora molto conosciuta e sfruttata e rischia di essere depotenziata dal nuovo Codice dei contratti pubblici.E’ fondamentale per conoscere a fondo il progetto di una grande opera come il tracciato appena discusso dell’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, anche consultando i documenti che la riguardano, tutti pubblicati sul sito ufficiale insieme agli aggiornamenti sulle questioni poste dai portatori di interessi e ai materiali, inclusi i filmati, relativi agli incontri in presenza oppure on line.

Stavolta abbiamo fornito, anche a mezzo stampa, che ringrazio molto, informazioni ancora più dettagliate dei vari momenti di illustrazione del progetto, di ascolto dei territori e di confronto fra le parti”.  Articolato in dieci incontri tra quelli on line e quelli in presenza, il Dibattito pubblico ha registrato 17 contributi degli stakeholder pubblicati sul sito web ufficiale, 1.363 partecipanti, 1.093 visualizzazioni dei cinque webinar, 15 comunicati stampa trasmessi a 750 giornalisti, cinque uscite televisive, quasi 2mila uscite sul web e una copertura mediatica, considerati tutti i canali di comunicazione utilizzati, di ben oltre mezzo milione di persone. “Abbiamo compiuto uno sforzo ulteriore e doveroso, nella consapevolezza che il Dibattito pubblico è garanzia di trasparenza e permette ai cittadini di interloquire con le istituzioni senza bisogno di mediatori; per esempio, i destinatari degli espropri possono parlare direttamente con Rfi avendo accanto i sindaci e i tecnici comunali, in un contesto istituzionale e sicuro.Infine, ma non per ultimo, il Dibattito consente di avere notizie certe da fonti ufficiali.

L’Alta velocità nel Mezzogiorno – conclude – facilita lo spostamento di persone e merci ma non garantisce di per sé lo sviluppo: è uno strumento prezioso che deve essere utilizzato da una capacità imprenditoriale che è necessario rafforzare.Posso chiudere con uno slogan: occorre cooperare per competere!”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Gaetano Castelli: “Nella scenografia un colpo di scena al centro del palco”

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(Adnkronos) – “Quest’anno, per gli ospiti sul palco dell’Ariston ci sarà una grande sorpresa: usciranno, oltre che dalle uscite laterali, anche dal centro dove succederà qualcosa che sarà spettacolare”.Ad anticiparlo in esclusiva all’Adnkronos è Gaetano Castelli, lo scenografo legato indissolubilmente al festival che quest’anno firma la sua 22ma scenografia,

la quinta con Amadeus come direttore artistico e conduttore. “Questa è la mia 22ma festival di Sanremo, la decima che firmo con mia figlia e la quinta con Amadeus, ed è stata forse la scenografia più difficile -dice il maestro, citando la figlia Maria Chiara con la qual da anni collabora- C’è voluto un anno di lavoro per avere idee nuove”.  Il palco, che richiama motivi floreali in omaggio al festival dei fiori, “è basato su una serie di curve, per far entrare lo spettatore in una sorta di volta magica -spiega Castelli- Le luci sono incorporate nel progetto e non ci sono ledwall.

E’ una battaglia che sto facendo, quella di eliminare i ledwall: qui finalmente non ci sono.Questo fa in modo che quando il palco è poco illuminato si accendano i riflettori che fanno da contorno al disegno scenografico, che comunque resta visibile”.

Un lavoro da grande ‘artigiano’ che si avvale, però, di altissima tecnologia. “Quello che cerco di fare è di ideare la volta scenografica e poi rivestirla della più alta tecnologia -rivela lo scenografo- La mia è la scuola di Antonello Falqui, dove c’è un capitano regista, poi il cast artistico, il direttore della fotografia (Mario Catapano, ndr), l’audio e poi tutti insieme si arriva a un’idea.Un lavoro di gruppo”.  Un palco che nello schermo diventa immenso, grazie alle mani sapienti di chi conosce perfettamente la ‘scatola’ tv. “Mi fregio della capacità, dopo tanta esperienza, di far percepire lo studio come enormemente più grande rispetto a quello che è nella realtà -sorride Castelli- Chiunque entra in teatro esclama ‘ma in tv sembra molto più grande!’ (chi scrive conferma, ndr)”.

E se gli si chiede quale sia la scenografia che ha preferito tra quelle fatte, non ha dubbi: “La prima è quella che ricordo con più affetto: parliamo del 1987, era la prima volta del mio Sanremo con Baudo e non c’era l’orchestra dal vivo.Il primo amore non si scorda mai.

Anche se l’ultima è sempre quella che preferisco, perché sempre è più ricca di elementi scenografici attuali, moderni”.  Impossibile non parlare della mitica scala, croce e delizia della scenografia (e dei protagonisti sul palco). “La scala?Se fosse stato per me non l’avrei mai messa -rivela lo scenografo- Perché toglierla vuol dire avere una scenografia pulita, altrimenti in ogni inquadratura dei cantanti, che sono quasi sempre ripresi dalla vita in su, si vedono le righe dietro”.

E Castelli regala un aneddoto: “Con Antonella Clerici, che vestiva in modo ‘esagerato’ con abiti ampi e temeva molto la scala, mi sono inventato un ovale di otto metri che si staccava dalla parete e scendeva giù, e lei si trovava dall’altra parte del palcosenico.Io speravo che da quella volta scomparisse, ma nulla”.  Stavolta “sono riuscito a togliere la scala centrale -dice il creatore delle scene dell’Ariston- Anche se con Amadeus non è stato facile arrivarci.

Mi ricordo che nel primo Sanremo che ho fatto con lui, lo volevo convincere a toglierla.Facemmo una riunione e mi disse: mi hai convinto.

Il tempo di prendere la macchina e arrivare allo studio che mi arriva una sua telefonata: Gaetano ci ho ripensato, la scala è un simbolo, non possiamo toglierla.Mi diede una pugnalata”, scherza lo scenografo.

Quest’anno c’è riuscito, ma con una promessa: “Gli ho detto ‘ti tolgo la centrale e te ne do due laterali’ -rivela Castelli- E ti metto un colpo di scena al centro del palco”.Non resta che attendere il 6 febbraio per scoprire quale. (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, Pro Vita & Famiglia: “64% degli italiani è per diritti umani a nascituri”

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(Adnkronos) – Oltre 7 italiani su 10 vogliono il riconoscimento del reato di duplice omicidio in caso di donna in gravidanza, ben il 64% è favorevole al riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, come sancito dalla Costituzione, anche ai nascituri, e per il 57% il criterio principale per distinguere un essere umano è che abbia un Dna, proprio come accade fin dal momento del concepimento.Sono i dati del Sondaggio di Pro Vita & Famiglia onlus commissionato a Noto Sondaggi e presentati questa mattina presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale, a Roma, durante la conferenza stampa ‘Semplicemente Umano’, organizzata dalla onlus in collaborazione con World Youth Alliance. “I risultati del Sondaggio evidenziano un consenso popolare sul riconoscimento del duplice omicidio, ben il 76% e addirittura il 79% delle donne, e questa è la prova di come per gli italiani quella nel grembo materno è una vita umana a tutti gli effetti, da tutelare e proteggere”, spiega Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.  “Anche gli altri dati emersi, sui diritti umani da riconoscere ai nascituri e sul Dna come criterio principale per distinguere un essere umano sono l’ennesima conferma di quanto diciamo da sempre con le nostre battaglie in favore della Vita, in ogni sua fase e condizione, e per i diritti di donne, bambini e di tutte le persone: ovvero che i diritti umani hanno inizio nel grembo e tutti i diritti inalienabili hanno senso e possono essere riconosciuti, a cascata, solo se c’è il primo dei diritto, quello alla Vita. – continua Coghe – Il riconoscimento dell’umanità del concepito e, di conseguenza, della sua capacità giuridica è quindi un tema che tocca profondamente gli italiani e che chiama inesorabilmente in causa la politica.

Sappiamo che c’è già in discussione una proposta di legge proprio sul duplice omicidio e che in questi mesi più di un disegno sulla capacità giuridica è stato presentato: la strada è quella giusta ma non si può rimanere fermi alle parole e alle buone intenzioni, lo Stato deve intervenire concretamente e far diventare legge provvedimenti di civiltà e umanità”. «All’origine di tutti i mali di questa nostra società liquida c’è il fatto che il bambino nel grembo sia stato ‘cancellato’ – aggiunge Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus – Si ignora che la biologia, la genetica e l’embriologia insegnano che fin dal concepimento c’è un nuovo essere umano unico e irripetibile: se non si riconosce la dignità della persona umana fin dal primo istante, allora tutto è possibile: aborto, manipolazioni genetiche, fecondazione artificiale, utero in affitto e compravendita di bambini.Se a quel piccolo non si riconoscono la dignità e le sue qualità intrinsiche, allora si può abusare di tutti i piccoli e i fragili: si sdogana la pedofilia e la pedopornografia, si trascurano i bambini ed adolescenti scomparsi in Italia ogni anno (17.130 nel 2022), si trascurano i figlicidi (ogni due settimane un genitore uccide un figlio).

Ecco perché – spiega Brandi – oggi Pro Vita & Famiglia lancia una campagna affinché la società riconosca l’umanità del concepito in nome di tutti i piccolissimi che non possono parlare e che vengono assemblati, manipolati, venduti e uccisi come se niente fosse”.  “Un primo grande passo per questa campagna – aggiunge Maria Rachele Ruiu – per il concepito.La campagna più grande contro le discriminazioni è la nostra.

Sono umana, tu sei umano, è umano il più piccolo bimbo nella pancia della mamma.Questa campagna ci condurrà direttamente al 25 maggio, quando invaderemo pacificamente Roma come abbiamo già fatto in questi anni, con una grande manifestazione per la vita perché non vogliamo lasciare indietro nessuno”. L’universo di riferimento è stata la popolazione italiana, con un campione rappresentativo di 1.000 cittadini, intervistati a gennaio 2024, come spiega Antonio Noto, presidente di Noto Sondaggi, che ha riportato tutti i dati emersi.La vita ha inizio dal momento del concepimento per il 36% dei cittadini, ma il dato schizza al 43% se a rispondere sono solo le donne.

Allo stesso modo ben il 53% delle donne pensa che «l’embrione umana sia una vita umana a pieno titolo» – il 47% del totale degli intervistati – dichiarandosi dunque d’accordo con l’affermazione fatta dal Comitato Nazionale di Bioetica.Gli italiani, però, sono anche convinti che il dibattito sull’aborto sia basato molto su credenze ideologiche, poiché oltre 5 cittadini su 10 pensano che l’affermazione scientifica che la vita umana inizia dal concepimento, così come dichiarato dal 90% su 5.500 biologi di tutto il mondo, non farebbe cambiare l’opinione di chi è favorevole a questa pratica.

Nonostante questo oltre la metà della popolazione (52%) pensa che bisognerebbe dare maggiore spazio alle discussioni scientifiche e bioetiche sull’umanità del concepito quando si parla di aborto. Proprio “sul riconoscimento della piena umanità del concepito, il più piccolo e povero degli esseri umani, si gioca tutta la partita di una società che voglia essere ‘semplicemente umana’ – spiega invece Marina Casini, presidente della Federazione Internazionale One of Us e presidente del Movimento per la Vita – Riconoscere la piena umanità dei figli concepiti e non ancora nati – aggiunge – è la condizione per una reale tutela della donna e della sua libertà durante la gravidanza; il presupposto del coraggio tutto femminile dell’accoglienza, come sanno molto bene i Centri di Aiuto alla Vita e i servizi SOS Vita e Progetto Gemma.Un riconoscimento che è anche l’antidoto a tutte le forme di distruzione degli esseri umani allo stadio embrionale, come può accadere con il ricorso alla ‘provetta’”. Sul piano medico-scientifico è poi intervenuto Giuseppe Noia, Docente di Medicina Prenatale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Hospice Perinatale, Centro per le Cure palliative del Policlinico Gemelli di Roma. “L’umanità del concepito – ha spiegato – ha solide basi scientifiche: molti studi ne hanno dimostrato il ‘protagonismo biologico’ (Helen Pearson) e la sua relazionalità con la madre e il British Medical Journal lo ha definito attivo direttore d’orchestra del suo impianto e del suo destino futuro.

Io stesso definisco il concepito come ‘medico della madre’, poiché invia staminali guaritrici che risolvono patologie materne ed esso si è dimostrato un vero e proprio paziente da poter curare come un adulto, con terapie e trattamenti palliativi prenatali e post natali.Credo che questo già basti a riconoscere che sia ‘semplicemente umano'”.  “È urgente rispondere al tema che solleviamo oggi, anche alla luce dei rapidi sviluppi del progresso biotecnologico – ha spiegato Francesca Piergentili, avvocato del Foro di Roma – Il diritto – ha sottolineato – è chiamato a dare il suo contributo, con una riflessione rigorosa e autonoma, libera da pregiudizi, per rispondere alla domanda: va riconosciuta all’embrione una tutela sin dal momento del concepimento, in quanto essere umano, soggetto titolare dello stesso diritto alla vita e della stessa dignità umana dell’adulto, o può essere prevista per il concepito una protezione limitata, riferita solo ad alcuni diritti acquisiti al momento della nascita?

Ebbene, la risposta è nell’art. 3 della Costituzione che garantisce il ‘pieno sviluppo della persona umana’, il quale non può essere realizzato senza il riconoscimento del diritto alla vita ‘primo dei diritti inviolabili dell’uomo, in quanto presupposto per l’esercizio di tutti gli altri’, come da sentenza della Consulta nel 2019″. “Apprezziamo profondamente gli sforzi di Pro Vita & Famiglia nell’organizzare progetti di ricerca come quello presentato oggi.Essi ci aiutano a capire qual è l’ampia comprensione pubblica di questioni cruciali legate alle questioni fondamentali della vita e ci aiutano a guidare i nostri sforzi educativi per portare i fatti scientifici sulla vita non nata al più ampio pubblico possibile”, è il commento di Ramòn Barba Castro, European Director of Advocacy, membro della World Youth Alliance, una Ong che comprende migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo impegnati nella promozione e nello sviluppo di società libere e giuste attraverso una cultura della vita, e con la quale Pro Vita & Famiglia collabora. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, il centrocampista Sergio Maselli ceduto al Giugliano

Juve Stabia, Sergio Maselli ceduto a titolo definitivo al Giugliano.

Juve Stabia, si conclude dopo una anno e mezzo l’avventura di Sergio Maselli, centrocampista ex Lecce classe 2001, con le Vespe.La cessione al Giugliano che era ormai ufficiosa da giorni, diventa ora ufficiale.

Diventano tre ora le cessioni della Juve Stabia in questa finestra di mercato di gennaio: a quelle di Vimercati al Sudtirol e di Bentivegna al Novara, si aggiunge quella di Maselli al Giugliano.Due gli arrivi: Adorante dalla Triestina e Mosti dalla Virtus Entella ma di proprietà del Modena.

Quando mancano ormai 6 giorni alla chiusura della sessione invernale di mercato delle Vespe, restano due gli obiettivi per i gialloblè: un difensore centrale e un centrocampista.

Il comunicato della Juve Stabia sulla cessione di Maselli al Giugliano.

“La S.S.Juve Stabia comunica la cessione, a titolo definitivo, del centrocampista Sergio Maselli, classe ’01, al Giugliano Calcio 1928.

La società ringrazia Sergio per il lavoro svolto in questi anni e gli augura le migliori fortune professionali.

S.S.

Juve Stabia”. 

La carriera di Maselli.

Nell’estate del 2022 la Juve Stabia punta sul giovane centrocampista centrale, classe 2001, Sergio Maselli, prelevandolo a titolo definitivo dal Lecce.Mediano brevilineo, Maselli è cresciuto nei settori giovanili di Bari e Lecce.

Nella stagione 2021-2022, in prestito al Foggia, Maselli ha disputato 11 gare nel Girone C di Serie C, mentre nell’annata precedente ha giocato 6 gare in Serie B con la maglia del Lecce.Il centrocampista ha esordito in Serie B con il Lecce e poi nella Coppa Italia maggiore ma non ha trovato modo di debuttare anche in Serie A nel corso della stagione 2018/2019 in cui mister Liverani lo convocò svariate volte senza farlo però mai entrare in campo.

Maselli, nello scorso campionato, ha totalizzato 24 presenze, 1007 minuti di gioco, 3 ammonizioni e 1 espulsione diretta alla ventesima di Campionato, oltre ad una rete di buona fattura contro il Pescara al Menti.Maselli, in un centrocampo stabile con la figura di Berardocco da registra, ha avuto però difficoltà a trovare spazio e modo di farsi notare e di acquistare la fiducia per giocare da titolare.

Stesso andamento anche in questa stagione quando Maselli ha trovato poco spazio perchè nel suo ruolo giocava Giuseppe Leone, centrocampista scuola Juve, probabilmente il calciatore dal rendimento più elevato in maglia gialloblè e forse il miglior regista del Girone C di Lega Pro.In questa stagione Maselli ha collezionato solo 3 presenze di cui una sola da titolare (causa squalifica di Leone), ironia della sorte proprio nell’ultima giornata di campionato con la maglia gialloblè e contro la sua futura squadra, il Giugliano, di cui farà parte a partire dalla prossima gara di campionato.

Incidente a Roma, scontro tra scooter e mezzo Ama: un morto

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(Adnkronos) – Grave incidente stamattina, intorno alle 10, in piazza della stazione Prenestina, all’altezza con l’incrocio di via Attilio Hortis, a Roma.Nello scontro tra un mezzo ‘squaletto’ Ama e un motorino è morto il conducente del veicolo a due ruote, un uomo italiano di 56 anni.

Sul posto è intervenuta la polizia locale di Roma Capitale, con le pattuglie del V Gruppo Prenestino.Il conducente Ama, di 34 anni, per un malore, è stato trasportato all’ospedale San Giovanni.

Sono in corso gli accertamenti da parte della Polizia locale per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dall’Iraq alla Siria, ecco dove si rischia lo scontro diretto tra Usa e Iran: gli scenari e i timori

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(Adnkronos) – L’allargamento regionale della guerra tra Israele e Hamas aumenta sempre più il rischio di uno scontro diretto tra potenze, in particolare tra Stati Uniti e Iran.Fazioni legate alla Repubblica islamica hanno di recente preso di mira i militari americani di base in Iraq e Siria, che hanno risposto al fuoco.

La tensione è salita alle stelle anche in Pakistan e Yemen, accrescendo i timori che il conflitto per procura tra i due Paesi possa trasformarsi in guerra aperta. La Repubblica Islamica, che da tempo si oppone alla presenza delle forze statunitensi in quello che considera il suo ‘cortile’, ha costruito, addestrato, finanziato e armato negli ultimi anni una rete di milizie sciite antioccidentali e anti-israeliane.Alcuni di questi gruppi, fa notare la Cnn, hanno fatto un salto di qualità negli ultimi tempi, in particolare i ribelli Houthi dello Yemen, che con i loro attacchi nel Mar Rosso hanno causato danni enormi alla navigazione e spinto Usa e Gran Bretagna ad intervenire.

Gli Stati Uniti, che da anni valutano un’uscita di scena dal Medio Oriente, si trovano ancora bloccati nella regione, dove già prima della guerra potevano contare su oltre 30mila soldati.Questo contingente, sostiene la Cnn, è aumentato dopo lo scoppio del conflitto tra Israele e Hamas, con Washington che ha fatto confluire altre migliaia di militari. In alcuni Paesi, tra cui Iraq e Siria, la presenza militare statunitense si sovrappone a quella dell’Iran e dei suoi alleati, ma è in Libano che la Repubblica islamica può contare sul suo ‘proxy’ più forte: Hezbollah, ritenuto la forza paramilitare più potente del Medio Oriente.

Il gruppo, che è vicino a Hamas, ha la sua base principale al confine tra Israele e Libano ed è protagonista di continui scontri a fuoco con lo Stato ebraico fin dall’inizio della guerra di Gaza.Sebbene non si conosca l’esatta dimensione dell’arsenale del gruppo sciita, gli esperti stimano che possa contare tra i 150mila e i 200mila missili, razzi e mortai in gran parte forniti dall’Iran.

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, sostiene che il gruppo conti 100mila combattenti. In Iraq Teheran esercita un’influenza significativa su diverse milizie sciite strettamente legate ai Guardiani della Rivoluzione come Kataib Hezbollah, Harakat al-Nujaba e Kataib Sayyid al-Shuhada.Secondo gli esperti, alcuni di questi gruppi, come Kataib Hezbollah, rispondono più alle autorità iraniane che al governo di Baghdad.

Queste fazioni hanno effettuato decine di attacchi contro le forze statunitensi dall’inizio della guerra di Gaza, a cui gli Usa – che oggi dispongono di circa 2.500 forze nel Paese – hanno risposto con raid aerei.Nei giorni scorsi, personale americano è rimasto ferito in un attacco con missili balistici contro la base aerea di al-Asad.

Temendo che il suo Paese diventi un teatro di guerra, il primo ministro iracheno, Mohammed al-Sudani, ha chiesto il ritiro della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Scenario simile a quello iracheno si registra in Siria, dove l’Iran ha una presenza diretta.Qui la sua Forza Quds, l’unità di elite dei Pasdaran che gestisce le operazioni all’estero, è schierata a sostegno del regime di Bashar al-Assad dalla rivolta del 2011.

I suoi uomini hanno ricoperto il ruolo di consiglieri militari e combattuto in prima linea.La Siria ospita anche le Brigate Zainabiyoun e Fatemiyoun, milizie sciite legate ai Guardiani della Rivoluzione che si ritiene reclutino combattenti afghani e pakistani.

Gli Stati Uniti hanno 800 militari in Siria nell’ambito della missione per sconfiggere il sedicente Stato islamico.La maggior parte è di stanza nella Siria orientale, dove sostengono le forze filo-curde Fds, ma c’è anche un contingente nel sud-est.

Nelle ultime settimane sono aumentati gli attacchi dei gruppi sostenuti dall’Iran contro le truppe statunitensi in Siria e anche in questo caso gli Usa hanno risposto con raid. Ma oggi al centro del conflitto per procura tra Iran e Stati Uniti ci sono i ribelli Houthi dello Yemen, che hanno intensificato i loro lanci missilistici contro le navi nel Mar Rosso, affermando di voler penalizzare Israele.Il gruppo ha attualmente il controllo dello Yemen settentrionale e per quasi otto anni ha tenuto testo a una coalizione sostenuta dagli Stati Uniti e guidata dall’Arabia Saudita con cui lo scorso ha raggiunto un accordo per un cessate il fuoco.

Le armi a disposizione degli Houthi, sostiene la Cnn, prima erano in gran parte assemblate con componenti iraniani introdotti clandestinamente nello Yemen, ma i ribelli oggi hanno fatto grandi progressi dal punto di vista della produzione bellica.Nell’ambito della missione ‘Prosperity Guardian’ per salvaguardare i traffici marittimi, l’esercito americano ha dispiegato navi da guerra nel Mar Rosso che, insieme alle forze britanniche, in più occasioni hanno colpito obiettivi Houthi. A differenza di tutti gli altri alleati di Teheran nella regione, Hamas – che prima della guerra con Israele contava su circa 30mila miliziani – è un’organizzazione musulmana sunnita e non sciita e non subirebbe la stessa influenza degli altri ‘proxy’ iraniani in Medio Oriente.

Non ci sono prove che Teheran fosse a conoscenza in anticipo degli attacchi del 7 ottobre, ma gli Stati Uniti ritengono che la Repubblica islamica abbia fornito fino a 100 milioni di dollari all’anno ai gruppi militanti palestinesi come Hamas e la Jihad islamica. Sebbene la guerra tra Israele e Hamas non si sia ancora estesa agli Stati arabi del Golfo, alcune delle monarchie si sentono a rischio poiché sono state già prese di mira da gruppi legati all’Iran.E’ il caso dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, che sono stati attaccati dagli Houthi.

Gli Stati del Golfo, alleati degli Stati Uniti, ospitano anche alcuni dei maggiori dispiegamenti di truppe statunitensi nel mondo. Se ne contano 13.500 in Kuwait, la più grande presenza militare americana nella regione, e circa 10mila nella base aerea di al-Udeid in Qatar, la più grande base militare americana in Medio Oriente dove ha sede anche il quartier generale avanzato del Comando centrale degli Stati Uniti.Più di 2.700 forze statunitensi sono di stanza presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, mentre gli Emirati Arabi Uniti ospitano 3.500 militari statunitensi presso la base aerea di al-Dhafra, che ospita il Gulf Air Warfare Center.

Altri hub militari statunitensi sono il Bahrein, che ospita la Quinta Flotta della Marina, la Giordania con circa 3.000 soldati statunitensi, e la Turchia, dove si trovano 1.465 militari nella base aerea di Incirlik. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pena di morte, Alabama verso esecuzione per ipossia da azoto: cos’è

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(Adnkronos) – Per la prima volta al mondo, in Alabama, negli Stati Uniti, potrebbe essere portata a termine un’esecuzione per ipossia da azoto, vale a dire per inalazione di gas azoto per 15 minuti fino alla totale scomparsa di ossigeno, con compromissione letale degli organi vitali.Si tratta di un metodo assolutamente sperimentale di esecuzione, purtroppo approvato dalla Corte suprema dell’Alabama, ma che – per paradosso – è vietato sugli animali, denuncia Amnesty. L’ipossia da azoto è una forma di esecuzione in cui un detenuto viene privato dell’ossigeno e messo in condizione di respirare solo azoto, causandone la morte.

L’azoto, gas incolore, inodore, ininfiammabile, chimicamente stabile, non tossico, diventa asfissiante in caso di eccessiva concentrazione nell’aria e quindi di mancanza dell’ossigeno.E’ presente per il 78,1 per cento nell’aria che respiriamo. Il protocollo dell’esecuzione, descritto in un documento depositato in tribunale dalle autorità dello stato e citato da AbcNews, prevede che dopo essere stato legato alla barella, al detenuto viene applicato sul viso un “respiratore ad aria compressa, un tipo di maschera tipicamente utilizzata in ambienti industriali per fornire ossigeno salvavita”.

A Smith verrà quindi letta la motivazione della sentenza e gli verrà chiesto se ha qualcosa da dire prima che venga attivato “il sistema di ipossia da azoto” da un’altra stanza.L’azoto gassoso verrà somministrato per almeno 15 minuti o “cinque minuti dopo la comparsa del tracciato piatto sull’Ecg”.  “Quello che si sa è che l’azoto gassoso, in determinate circostanze, può causare la morte – ha spiega Joel Zivot, professore associato di anestesiologia presso la Emory University’s School of Medicine, citato da Usa Today – Ma quanto al come funzioni esattamente non è ancora chiaro”.

Gran parte di ciò che viene registrato nelle riviste mediche sulla morte per esposizione all’azoto proviene da incidenti industriali e tentativi di suicidio. Tra i rischi legati al metodo, secondo l’anestesista Joel Zivot, ci sono le convulsioni, il soffocamento da vomito, l’ingresso di aria all’interno della maschera che potrebbe prolungare l’esecuzione, non portare alla morte ma causare un incidente cerebrovascolare o ridurre in stato vegetativo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sci: Coppa del mondo a Cortina, in Cav control room per gestire traffico e parcheggi

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(Adnkronos) – Un piano operativo e una piattaforma unica, gestita da Concessioni Autostradali Venete (Cav) nella sua sala operativa di Mestre, in cui confluiscono i dati in tempo reale sul traffico forniti da 7 gestori stradali e autostradali del Nordest, con il supporto di 3 partner tecnologici. È il sistema, ormai collaudato, che dal 2020 viene continuamente aggiornato e potenziato grazie al supporto della Regione del Veneto e che offre un servizio efficace e all’avanguardia a beneficio di viaggiatori e forze di polizia in occasione di grandi manifestazioni sportive.Un’organizzazione che viene riproposta in occasione della Coppa del Mondo di Sci Alpino Femminile, a Cortina d’Ampezzo tra il 24 e il 28 gennaio 2024.  Per tutte le giornate della competizione sportiva, la Control Room monitorerà la situazione del traffico e dei trasporti, sia a Cortina che lungo la viabilità di adduzione, permettendo di intervenire subito in caso di necessità e informando tempestivamente visitatori e addetti ai lavori.

La piattaforma potrà essere consultata all’indirizzo infomobility.moovamobilityconnect.it e dalla home page di Cav.  Ogni cittadino potrà dunque conoscere in ogni momento lo stato della viabilità in zona, la situazione del traffico in entrata e uscita da Cortina, eventuali incidenti, lavori e interruzioni stradali, eventi meteo, disponibilità di parcheggi, dislocazione di distributori di carburanti e colonnine di ricarica, l’attivazione di zone a traffico limitato e le corse del trasporto pubblico locale.Non mancheranno, infine, informazioni sui servizi specifici dell’evento, come quelle inerenti a impianti di risalita, navette, servizi a supporto di media, staff e personalità invitate. A rendere possibile il tutto sarà la piattaforma informatica Moova, messa a disposizione dal partner tecnologico Almaviva, nella quale confluiranno tutti i dati della rete gestita dalle concessionarie autostradali Concessioni Autostradali Venete, Autostrade per l’Italia, Autostrade Alto Adriatico, Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, Superstrada Pedemontana Veneta, Anas per le arterie statali, Veneto Strade per quelle regionali, Provincia di Treviso, Comuni di Conegliano, Vittorio Veneto e Cortina d’Ampezzo per quelle di rilevanza locale.

In campo anche Telepass e Telepass Innova per i servizi di infomobilità. L’esperienza accumulata in questi anni da Cav nella gestione dell’infomobilità legata ai grandi eventi si sta dunque rivelando preziosa per assicurare la piena regolarità nello svolgimento di importanti manifestazioni sul territorio regionale, contribuendo a garantire la sicurezza della mobilità stradale e autostradale.Un’eccellenza tecnologica che, negli anni, ha assicurato il successo di un modello operativo già molto avanzato e che lascia intravedere ulteriori sviluppi sul fronte delle smart roads, a beneficio della sicurezza dei viaggiatori e di una sempre maggiore sostenibilità ambientale delle infrastrutture regionali.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, Alabama verso prima esecuzione con azoto. Onu: “E’ tortura”

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(Adnkronos) – Il 58enne Kenneth Eugene Smith, rinchiuso dal 1996 nel braccio della morte di un carcere in Alabama, rischia di passare alla storia come il primo condannato negli Stati Uniti – e nel mondo, secondo la denuncia del Death Penalty Information Center – a essere giustiziato con l’azoto.La Corte Suprema degli Stati Uniti, dopo la Corte d’appello, ha respinto il tentativo di bloccare quella che i legali del detenuto definiscono una punizione “inusuale e crudele”.

L’esecuzione dovrà avvenire entro trenta ore a partire dalle 7 di oggi ora italiana. Il ricorso all’azoto potrebbe causare al condannato – riconosciuto colpevole nel 1989 dell’omicidio di una donna, Elisabeth Sennett – sofferenze aggiuntive, argomentano i legali di Smith, che ieri sera hanno annunciato alla Bbc l’intenzione di presentare un altro appello alla Corte Suprema della nazione nella speranza di un ripensamento dell’ultimo minuto.L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha parlato di pratica potenzialmente equivalente a tortura o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, e ha chiesto di fermare l’esecuzione. L’inalazione di azoto puro causa il collasso delle cellule e porta alla morte.

In un documento depositato in tribunale le autorità dell’Alabama hanno dichiarato che il condannato dovrebbe perdere conoscenza in pochi secondi e morire nel giro di pochi minuti.Ma il ricorso all’azoto è stato denunciato dai medici, secondo cui esiste il rischio di una serie di incidenti catastrofici, dalle convulsioni violente alla sopravvivenza in stato vegetativo.  L’Alabama e altri due Stati americani hanno approvato il ricorso all’ipossia da azoto come metodo alternativo alle iniezioni perché i farmaci utilizzati nelle iniezioni letali sono diventati più difficili da trovare. L’Alabama aveva già tentato di giustiziare Smith con un’iniezione letale due anni fa, ma all’atto dell’esecuzione non era stato possibile individuare una vena adatta all’inoculazione dei farmaci nei tempi prescritti.

Smith è stato uno dei due condannati per l’omicidio della 45enne Sennett, realizzato su commissione, per mille dollari, nel marzo 1988, e organizzato dal marito della vittima, un predicatore oberato dai debiti che voleva incassare i soldi dell’assicurazione e che si uccise prima di essere arrestato.La donna morì dopo essere stata picchiata con un attrezzo da camino e pugnalata al petto e al collo.

I due omicidi inscenarono un finto furto con scasso in casa della vittima.L’esecuzione dell’altro sicario, John Forrest Parker, è avvenuta nel 2010.  Gli avvocati di Smith hanno presentato un ricorso alla Corte Suprema dello Stato, sostenendo che sottoporre i condannati a più tentativi di esecuzione rappresenta una violazione dell’ottavo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che tutela da punizioni “crudeli e inusuali”.

Ieri i giudici hanno respinto l’appello.Nessun giudice ha dissentito pubblicamente dalla sentenza.

Smith aveva anche fatto ricorso separatamente alla Corte d’Appello, dove aveva contestato la legalità del protocollo sull’azoto dell’Alabama.La corte ha però respinto la richiesta di ingiunzione del detenuto.  Il team legale del condannato fa presente tra l’altro che il metodo dell’azoto è “stato introdotto di recente, non testato”, e rischia tra le altre cose di provocare un soffocamento da vomito.

Ma per il procuratore generale dello Stato dell’Alabama, Steve Marshall, si tratterebbe “forse del metodo di esecuzione più umano mai concepito”. Un rischio potenziale è presente – in caso di fuoriuscita di gas – anche per il consigliere spirituale di Smith, il reverendo Jeff Hood, che sarà nella stanza quando avverrà l’esecuzione.Hood ha già detto che preferirebbe rischiare la vita piuttosto che rinunciare ad assistere Smith.

L’Alabama ha uno dei più alti tassi di esecuzioni pro capite negli Stati Uniti e ha 165 persone attualmente nel braccio della morte.Dal 2018, lo Stato è stato responsabile di tre tentativi falliti di iniezione letale in cui i detenuti condannati sono sopravvissuti.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Abc del canone Rai 2024, da pagamenti a esenzione: quello che c’è da sapere

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(Adnkronos) – Il canone Rai nel 2024 è sceso da 90 a 70 euro.Dal 2016 viene addebitato sulle fatture emesse dalle imprese elettriche in dieci rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno.

La rata mensile, quindi, passa da 9 a 7 euro.Ogni anno ci sono, però, due importanti scadenze per quanto riguarda il canone Rai.

Il 31 gennaio 2024 è il termine ultimo sia per dichiarare di non avere la tv che per pagare il canone con modello F24.Lo ricorda Mauro Antonelli, dell’Unione nazionale consumatori spiegando cosa devono fare gli italiani. Se nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al versamento del canone, è titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale il canone deve essere versato con il modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno.

Il modello F24 deve essere utilizzato per il pagamento del canone anche da parte dei cittadini per i quali la fornitura di energia elettrica avviene nell’ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale, ossia per chi abita nelle isole di Ustica, Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filucudi, Capraia, Ventotene. Il versamento del canone tv in caso di rinnovo può essere eseguito: in un’unica soluzione annuale, versando 70 euro entro il 31 gennaio 2024; in due pagamenti semestrali, rispettivamente entro il 31 gennaio e il 31 luglio (35,73 euro a rata per il 2024); in quattro rate trimestrali, rispettivamente entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre (18,62 euro a rata per il 2024). Alcuni soggetti sono esentati dal pagamento del Canone Rai.Tre sono i casi di esonero. 1) Chi, avendo 75 anni o più, ha un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro (soglia valida dal 2018). 2) Diplomatici e militari stranieri. 3) Chi non detiene una tv. L’agevolazione spetta per l’intero anno se il compimento del 75° anno è avvenuto entro il 31 gennaio dell’anno stesso.

Se il compimento del 75° anno è avvenuto dal 1° febbraio al 31 luglio dell’anno, l’agevolazione spetta per il secondo semestre.  I soggetti che hanno presentato la dichiarazione sostitutiva, se le condizioni di esenzione permangono, possono continuare a beneficiare dell’agevolazione anche nelle annualità successive, senza procedere alla presentazione di nuove dichiarazioni.Se, invece, si perdono i requisiti attestati in una precedente dichiarazione sostitutiva, ad esempio perché si supera il limite di reddito previsto, è necessario presentare la dichiarazione di variazione dei presupposti del modello di dichiarazione sostitutiva. Dal 1° gennaio 2016 la detenzione dell’apparecchio si presume nel caso in cui esiste ‘un’utenza per la fornitura di energia elettrica’ nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica (ossia si presume nei confronti dei titolari di un’utenza elettrica ad uso domestico residente).

Se non è vero, per superare questa presunzione ed evitare l’addebito in bolletta, ogni anno i cittadini che non detengono un apparecchio televisivo e sono intestatari di un contratto di energia elettrica residenziale devono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione della tv.Insomma non basta aver già dichiarato in passato di non avere una tv, bisogna rifarlo ogni anno. Per ottenere l’esonero è necessario che nessun componente della famiglia anagrafica detenga un apparecchio televisivo.

Entro il 31 gennaio del 2024, quindi, va ripresentata la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato, compilando il quadro A del modellino (Dichiarazione sostitutiva di non detenzione della televisione), altrimenti si sarà costretti a pagare come minimo il canone del primo semestre.Anche gli eredi devono presentare una dichiarazione sostitutiva per dichiarare che nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata alla persona deceduta, non è presente alcun apparecchio televisivo. La dichiarazione sostitutiva va presentata direttamente dal contribuente (titolare di utenza elettrica residenziale) o dall’erede: tramite l’applicazione web; tramite gli intermediari abilitati (Caf, professionisti, ecc.); tramite raccomandata senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

E’ necessario, in questo caso, allegare un valido documento di riconoscimento tramite posta elettronica certificata, purché la dichiarazione stessa sia sottoscritta mediante firma digitale.La dichiarazione firmata digitalmente dovrà essere inviata mediante Pec all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni, via libera del Cdm ad election day

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(Adnkronos) – A quanto si apprende, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto dl election day, provvedimento che, tra le altre cose, accorpa la data delle elezioni europee, del primo turno delle amministrative e delle regionali in Piemonte, Basilicata e Umbria. Via libera anche alla norma -contenuta nel dl election day- che apre al terzo mandato per i sindaci dei comuni tra i 5mila e i 15mila abitanti.Per i comuni sotto i 5mila abitanti il tetto ai mandati viene totalmente eliminato. Tra gli altri provvedimenti sul tavolo, il cosiddetto ddl Ferragni, per rendere più trasparente i prodotti di cui parte dei proventi sono destinati alla beneficenza, la stretta sugli hacker con le misure sulla cybersicurezza, e le norme per agevolare la missione in Mar Rosso.

Alla riunione del Cdm seguirà una conferenza stampa. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alto Adige, sciatrici cadono da seggiovia all’Alpe di Siusi: morta una donna, l’altra è grave

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(Adnkronos) – Tragico incidente su una seggiovia in Alto Adige.Due sciatrici sono cadute dalla seggiovia all’Alpe di Siusi, una 83enne che è morta e una 55enne che è ricoverata in ospedale a Bolzano in gravi condizioni.

Le due sciatrici sarebbero precipitate da un’altezza di circa sette metri.Sul posto sono intervenuti gli elicotteri Aiut Alpin Dolomites e Pelikan 2, il soccorso alpino e i carabinieri.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mutui, rate in calo: quanto potrebbero scendere nel 2024

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(Adnkronos) – Rate dei mutui in calo nel 2024?E di quanto potrebbero scendere?

Oggi si riunisce la Bce e non sono previste novità sul fronte dei tassi, che dovrebbero rimanere stabili.Ma le rate dei mutui variabili italiani potrebbero iniziare già a diminuire dal secondo trimestre 2024 con un calo che, per un finanziamento medio, sarebbe intorno ai 10 euro, per arrivare a quasi 100 euro entro la fine dell’anno e 120 euro entro giugno 2025.

Questo quanto risulta da un’analisi di Facile.it che ha esaminato i futures sugli Euribor, che rappresentano le aspettative di mercato.  “Christine Lagarde – spiegano gli esperti di Facile.it – ha dichiarato che i primi tagli dei tassi Bce potrebbero arrivare per l’estate, ma come noto l’Euribor, l’indice di riferimento per i tassi variabili, tende spesso ad anticipare le decisioni della Banca centrale, pertanto non è da escludere che i primi benefici sulle rate dei mutuatari possano arrivare già a partire dal secondo trimestre di quest’anno”.  Analizzando la rata di un mutuo medio variabile di recente sottoscrizione (126.000 euro in 25 anni, Ltv 70% stipulato a gennaio 2022), si vede come questa sia arrivata a superare i 750 euro a dicembre 2023, ma secondo le previsioni dei futures (aggiornate al 19/01/2024) potrebbe scendere sfiorando i 740 euro a partire dal secondo trimestre del 2024, calare di altri 30 euro nel terzo trimestre, per poi chiudere l’anno a circa 660 euro, vale a dire quasi 100 euro in meno rispetto alla rata di dicembre 2023.Allungando l’orizzonte temporale, a giugno 2025 la rata potrebbe arrivare a circa 630 euro (-119 euro). L’aumento dei tassi di interesse che ha caratterizzato gran parte dello scorso anno ha condizionato i principali valori economici legati ai mutui, a partire dalla richiesta media che, secondo l’Osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it, nel 2023 è stata pari a 127.595 euro (-8% in meno rispetto al 2022).

Sebbene ci si sia confrontati con un calo degli importi richiesti, l’aumento dei tassi di interesse ha fatto comunque crescere la rata media per i nuovi mutui del 13%; la cedola è passata da 612 euro del 2022 a 695 euro.Stabili, invece, la durata media del piano di ammortamento (vicina ai 25 anni) ed il valore dell’immobile oggetto di mutuo (di poco inferiore ai 200.000 euro).

A diminuire è il Loan To Value, ovvero il rapporto tra il valore dell’immobile e il mutuo richiesto, passato dal 76% del 2022 al 71% del 2023.  In aumento – e non è una buona notizia – l’età media dei richiedenti; se nel 2022 chi presentava domanda di mutuo aveva in media meno di 38 anni, nel 2023 si è tornati sopra i 40 anni, cosa che non accadeva dal primo semestre del 2021.La variazione è legata al crollo del peso percentuale degli under 36, passato dal 50% del 2022 al 39% del 2023; l’aumento dei tassi di interesse ha evidentemente gravato maggiormente sulle fasce di popolazione con meno solidità reddituale ed, anche isolando i soli mutui chiesti per l’acquisto della prima casa, emerge un calo significativo della quota di under 36 che scende al 51%, a fronte del 58% del 2022. Il 2023 ha visto un ritorno della surroga, spinta soprattutto dalla volontà di chi aveva un mutuo variabile di mettersi al riparo dall’aumento delle rate; secondo l’analisi di Facile.it il peso delle surroghe è arrivato al 21% delle richieste totali, a fronte di un bassissimo 7% rilevato nel 2022.

Non sorprende, in ultimo, vedere come sul fronte dei tassi, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 si siano orientati verso quello fisso che, per il 2023, ha offerto quasi sempre condizioni migliori rispetto al variabile; quest’ultimo, nel 2022, raccoglieva più del 35% della richiesta. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, si stacca parte di camion: operaio muore schiacciato

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(Adnkronos) – Un operaio meccanico specializzato di 30 anni è morto ieri intorno alle 15 schiacciato da una parte laterale di camion che si è staccata dal mezzo.E’ accaduto in un cantiere di Maccarese sul litorale romano.

Il 30enne si trovava su una gru quando è accaduto l’incidente e stava svolgendo lavori di manutenzione.Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Fiumicino. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anziani, arriva prestazione universale: 1000 euro in più per over 80 fragili

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(Adnkronos) – Istituita, in via sperimentale, dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, una prestazione universale, destinata agli anziani over 80 non autosufficienti con “un livello di bisogno assistenziale gravissimo” e un Isee sotto 6.000 euro.Lo prevede la bozza del cosiddetto Dlgs attuativo della delega sull’assistenza ai non autosufficienti sul tavolo del Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi.

La misura è “subordinata allo specifico bisogno assistenziale al fine di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale delle persone anziane non autosufficienti”.  “L’Inps provvede all’individuazione dello stato di bisogno assistenziale, di livello gravissimo, dei soggetti anziani” over 80 “sulla base delle informazioni sanitarie a disposizione nei propri archivi e delle indicazioni fornite dalla commissione” ad hoc istituita “per l’individuazione degli indicatori atti alla definizione dei criteri di classificazione dello stato di bisogno assistenziale gravissimo”.L’Isee degli anziani beneficiari non deve superare 6000 euro. All’articolo 36, il dlgs prevede inoltre che “la prestazione universale, esente da imposizione fiscale e non soggetta a pignoramento, è erogata su base mensile ed è composta da una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento” a cui si aggiunge “una quota integrativa definita “assegno di assistenza”, pari ad euro mille mensili finalizzata a remunerare il costo del lavoro di cura e assistenza, svolto da lavoratori domestici con mansioni di assistenza alla persona titolari di rapporto di lavoro conforme ai contratti collettivi nazionali di settore” o “l’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza e forniti da imprese qualificate nel settore dell’assistenza sociale non residenziale, nel rispetto delle specifiche previsioni contenute nella programmazione integrata di livello regionale e locale”.   Il dlgs promuove anche a “la mobilità delle persone anziane nei contesti urbani ed extraurbani, mediante l’istituzione di servizi di trasporto pubblico appositamente dedicati” ma anche “mediante la concessione di apposite agevolazioni per il trasporto privato”.

Muoversi, in paese e in città, ma non solo.Il dlgs punta anche a mandare gli anziani ‘in vacanza’, attraverso convenzioni ad hoc che li conduca in “strutture ricettive, termali, balneari, agrituristiche e i parchi tematici, al fine di assicurare, a prezzi vantaggiosi, la fruizione delle mete turistiche alle persone anziane, anche nei giorni infrasettimanali e nei periodi di bassa stagione”, si legge nel provvedimento.

Che punta anche a promuovere “la realizzazione, a prezzi vantaggiosi, di soggiorni di lungo periodo nelle strutture ricettive situate in prossimità dei luoghi legati al turismo del benessere e alla cura della persona in favore di persone anziane autosufficienti”. 
Il provvedimento guarda poi anche al coinvolgimento dei giovani, mediante “la stipula di convenzioni con organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale”, che punti a “programmi di ‘turismo intergenerazionale’, che consentano” la “partecipazione di giovani che accompagnino le persone anziane” in vacanza.  La bozza prevede anche di incentivare l’attività fisica nella popolazione anziana e puntare sulla pet therapy.All’articolo 13 viene infatti previsto che “le regioni, per il triennio 2024-2026, promuovono la realizzazione di progetti che prevedano la corresponsione di agevolazioni per le spese medico-veterinarie” o “alimentari, per incentivare l’adozione di cani ospitati nei canili rifugio e dei gatti ospitati nelle oasi feline da parte delle persone anziane con un nucleo familiare composto da una sola persona e in possesso di un Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità non superiore a euro 16.215”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, ‘I fantastici 5’ su Canale 5 vince prime time mercoledì 24 gennaio

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(Adnkronos) – Canale 5 ha vinto il prime time di ieri sera con ‘I fantastici 5’ che ha ottenuto 2.706.000 telespettatori e uno share del 16%.Secondo gradino del podio per Rai1 con il film ‘Quando Hitler rubò il coniglio rosa’ che è stato visto da 2.116.000 telespettatori pari a uno share del 12,4%.

Terzo posto per Rai3 con ‘Chi l’ha visto?’ visto da 1.877.000 telespettatori (share dell’11,6%). Fuori dal podio su Italia1 ‘Safe’ ha interessato 1.541.000 telespettatori raggiungendo uno share dell’8,05% mentre su La7 ‘Una giornata particolare – La marcia su Roma’ ha totalizzato 1.056.000 telespettatori e uno share del 6%.Su Retequattro ‘Fuori dal coro’ è stato seguito da 921.000 telespettatori (share del 6,69%) mentre su Rai2 ‘The Swarm’ è stato seguito da 424.000 telespettatori (share del 2,3%).

Chiudono gli ascolti del prime time Tv8 con ‘Robin Hood – Principe dei ladri’, seguito da 411.000 telespettatori (share del 2,63%) e Nove con ‘Il fidanzato di mia sorella’ che è stato seguito da 297.000 telespettatori (share dell’1,67%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Berlusconi, 30 anni fa discesa in campo: convention azzurra, ecco la ‘scaletta’

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(Adnkronos) – Ultimi ritocchi alla ‘scaletta’ della convention azzurra ‘Le radici del futuro’ che venerdì celebrerà i 30 anni dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi.Si comincia alle 16, nel Salone delle Fontane dell’Eur, con un coro che intonerà l’inno di Forza Italia e quello di Mameli.

Ad aprire la kermesse sarà il segretario nazionale, Antonio Tajani, che ‘lancerà’ il video integrale dello storico discorso pre-registrato (‘L’Italia è il paese che amo’) che nel ’94 ufficializzò l’ingresso nell’arena politica dell’imprenditore brianzolo conosciuto come l’inventore di Milano 2 e delle tv commerciali.  Sarà il numero uno azzurro a introdurre Gianni Letta, per oltre vent’anni il braccio destro e fidato consigliere del Cavaliere, che prenderà la parola in ricordo del leader azzurro.Secondo il programma dell’evento, ancora passibile di modifiche, saranno ricordati anche Nicolò Ghedini, storico avvocato dell’ex premier (morto l’agosto del 2022) e Alessio Gorla, uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi, uno dei registi del trionfo elettorale del ’94 e poi dirigente di Mediaset e Rai scomparso di recente.

Sul palco salirà il politologo Giovanni Orsina, uno dei principali studiosi del berlusconismo.  Subito dopo verrà proiettato un lungo video su Fi, una sorta di excursus storico dalla fondazione al giorno d’oggi.Seguiranno gli interventi di Stefania Craxi, presidente della commissione Affari esteri e Difesa del Senato e figlia dell’ex leader Psi, Bettino; dell’ambasciatore Umberto Vattani; di Rita dalla Chiesa, attuale deputato forzista e figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, e dell’ex senatore Massimo Baldini, presidente dell’associazione che riunisce gli ex parlamentari azzurri.

Tra gli ospiti, Iva Zanicchi, padre Matteo Tagliaferri, fondatore della ‘Comunità in Dialogo’ di Trivigliano e l’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato.La kermesse verrà conclusa da Tajani.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giappone, condannato a morte responsabile incendio a Kyoto del 2019

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(Adnkronos) –
Condannato alla pena di morte Shinji Aoba, l’uomo accusato di aver provocato nel 2019 un incendio in uno studio di animazione che causò 36 morti e 32 feriti.La sentenza è stata emessa dal tribunale distrettuale di Kyoto ritenendo che l’uomo era pienamente responsabile, anche se la difesa aveva sostenuto che fosse affetto da un disturbo mentale. Il giudice Keisuke Masuda ha dichiarato che l’imputato ha commesso “il crimine di sua spontanea volontà e per risentimento” contro la società, senza influenza o inganno, respingendo l’argomento secondo cui aveva qualche problema mentale.

Il magistrato ha quindi affermato che al momento dell’accaduto l’imputato era in grado di giudicare cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato, concordando con la tesi del pubblico ministero circa la sua capacità di assumersi le responsabilità. Inoltre, ha sottolineato che alcuni sopravvissuti hanno visto i loro compagni avvolti dalle fiamme, motivo per cui soffrono di effetti psicologici e provano sensi di colpa e rimorso. “La morte di 36 persone è estremamente grave e tragica.Sono state immediatamente avvolte dalle fiamme e dal fumo, senza poter fuggire”, ha aggiunto. “La paura e il dolore delle vittime che sono morte nello Studio 1, diventato subito l’inferno, e che sono morte dopo, sono indescrivibili”, ha dichiarato pronunciando la condanna a morte, come riportato dalla televisione pubblica giapponese Nhk. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, rapina in banca a San Basilio: fermati in due, erano armati

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(Adnkronos) – Intervento della polizia, stamattina, in via Donato Menichella in zona Torraccia a Roma, per una rapina in banca.Scattato l’allarme, sul posto sono intervenute le volanti e gli agenti dei commissariati Fidene e San Basilio.

E’ stata trovata una persona fuori dalla banca, che probabilmente faceva da ‘palo’, e un altro rapinatore all’interno.La polizia ha sequestrato due pistole, una delle quali trovata nel cestino del bagno.

I due rapinatori sono stati fermati.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Incontro tra Scuola e Carabinieri: Un Fronte Comune Contro Bullismo, Cyberbullismo e Stupefacenti”

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Nel quadro di una collaborazione a cadenza annuale, Scuola e Carabinieri si sono incontrati per affrontare le tematiche urgenti che minacciano la sicurezza e il benessere degli studenti.L’incontro, svoltosi nella giornata di ieri presso il plesso scolastico di Graniti, dell’Istituto Comprensivo di Francavilla di Sicilia, diretto dalla dirigente scolastica Maria Rita Lo Giudice, ha visto la partecipazione attiva di docenti, studenti e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.

Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata all’affrontare il crescente problema del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole.Il Maresciallo Giuseppe Salvatore Griolo, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare gli studenti sulle conseguenze di tali comportamenti, mettendo in luce l’impatto negativo che possono avere sulla vita di chi ne è vittima.

Docenti e operatori della scuola sono stati incoraggiati a promuovere un dialogo aperto e a implementare programmi educativi per contrastare il bullismo, fornendo agli studenti le competenze necessarie per affrontare situazioni difficili in modo costruttivo.Un altro aspetto cruciale affrontato durante l’incontro è stato il problema dello spaccio di stupefacenti all’interno e nei dintorni delle scuole.

Il Brigadiere Antonio Spagnuolo, ha sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione tra istituti scolastici e forze dell’ordine per prevenire e contrastare la diffusione di sostanze illegali.L’Arma dei Carabinieri nel corso degli anni si è spesso impegnata a intensificare i controlli anche nei pressi delle scuole e a fornire supporto nella realizzazione di programmi di prevenzione.

Contestualmente, è stato ribadito il ruolo fondamentale dei genitori nell’educare i propri figli sui rischi legati agli stupefacenti e nel riconoscere eventuali segnali di coinvolgimento.

Infine, è emerso con forza il concetto dell’importanza dello studio e dell’educazione come strumenti fondamentali per il futuro dei giovani, evidenziando come un ambiente di apprendimento sicuro sia essenziale per il successo formativo e personale dei discenti.Gli insegnanti promuovono da sempre un approccio positivo all’apprendimento, fornendo un ambiente stimolante e sostenendo gli alunni nelle loro aspirazioni. L’Arma dei Carabinieri ha offerto il proprio supporto nella realizzazione di iniziative volte a valorizzare l’importanza del connubio tra educazione alla legalità e istruzione.

L’incontro tra scuola e Carabinieri ha rappresentato un passo significativo nella creazione di un ambiente sicuro e positivo per gli studenti. La collaborazione continua tra le due parti si propone di affrontare le sfide emergenti, promuovendo un clima di rispetto reciproco, responsabilità e crescita personale.

Mariella Musso © TUTTI I DIRITTI RISERVATI