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Kate, “tempi ricovero compatibili con endometriosi profonda”: l’ipotesi dell’esperto

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(Adnkronos) – “Dai miei colleghi britannici non trapela alcuna indiscrezione riguardo lo stato di salute di Kate Middleton.Tuttavia, se si esclude una patologia oncologica dell’apparato genitale, i tempi di ricovero – 14 giorni dall’intervento chirurgico a cui la principessa del Galles è stata sottoposta, e i 3 mesi di degenza che dovrà rispettare – sono troppi, e per questo motivo compatibili con le conseguenze di un’endometriosi profonda, malattia invalidante che interessa l’apparato genito-urinario e la zona dell’intestino, tra colon retto e utero.

L’endometriosi, infatti, causa forti dolori prima e durante il ciclo mestruale, quando si hanno rapporti sessuali e nella fase di defecazione.Dolori lancinanti che si manifestano anche con la minzione”.

Così all’Adnkronos Salute Vito Trojano, presidente della Sigo – Federazione italiana di ginecologia e ostetricia, tornando sui problemi di salute della principessa Kate. “Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi – tiene a precisare Trojano – anche se tutto farebbe pensare ad un intervento di isterectomia totale, con asportazione dell’utero e delle ovaie, dovuto all’endometriosi.Se così fosse, comunque la principessa del Galles potrà tornare ad una vita normale appena terminato il periodo di convalescenza”. L’endometriosi in Italia “colpisce 3 milioni di donne – sottolinea l’esperto – tante sono le pazienti con diagnosi conclamata.

Il picco si verifica tra i 30 e i 40 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse”.La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, “il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna”.

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore mestruale.Il dolore può essere cronico e persistente, con aggravamento durante il periodo mestruale.

Alcune donne lamentano astenia e lieve ipertermia, che può accentuarsi in periodo mestruale, e fenomeni depressivi, “anche perché è tra le principali cause di infertilità tra le donne.Il 30% di infertilità è infatti dovuta a questa patologia”.  “Per questo motivo, anche grazie alla Sigo”, rimarca il presidente, l’endometriosi è stata inserita “nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, riconoscendo a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo”.

La malattia non si può prevenire, ma “il ricorso alla chirurgia deve essere l’ultima chance – avverte Trojano – anche perché risolve solo in parte il problema.Sul fronte farmaci, invece, abbiamo a disposizione dei progestinici.

Utilizzati nel tempo riescono a tenere sotto controllo la sintomatologia, ma certo non riducono la formazione di cisti voluminose che vanno a comprimere altri organi”. (di Francesca Filippi) —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, Oreo ‘Con influencer non c’erano accordi per beneficenza’

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(Adnkronos) –
La collaborazione di Oreo con Chiara Ferragni “non prevedeva alcun accordo di beneficenza”.Ad affermarlo a chiare lettere è la società Mondelez Italia, titolare del marchio Oreo, che ha risposto al Codacons in merito alla richiesta di chiarimenti circa l’iniziativa di solidarietà avviata nel 2020 dalla Ferragni.

La richiesta si riferiva alla pubblicizzazione, da parte dell’influencer attraverso Instagram, di una capsule collection (cioè una collezione formata da pochi capi coordinati) realizzata in collaborazione con l’azienda Oreo, denominata ‘Capsule collection limited edition Chiara Ferragni by Oreo’, con la quale la Ferragni ‘prometteva che il 100% del ricavato delle vendite di tali abiti sarebbe andato in beneficenza per iniziative contro il coronavirus’, spiega il Codacons.  Nella sua lettera, di cui l’Adnkronos ha preso visione, la società Mondelez Italia Services Srl nello specifico scrive: “In risposta alla vs lettera del 15/01/2024 si rende necessario evidenziare preliminarmente che l’accordo di collaborazione tra Oreo e Chiara Ferragni comportava che la Sig.ra Chiara Ferragni disegnasse un packaging in limited edition di Oreo Double, in vendita da Marzo 2020 per un breve periodo e da noi venduto alla grande distribuzione allo stesso prezzo di cessione del prodotto standard.Contemporaneamente veniva creata una capsule collection (linea di abbigliamento in edizione limitata ritraente il biscotto Oreo) a marchio Oreo by Chiara Ferragni.

La capsule collection Oreo by Chiara Ferragni comprendeva una parte utilizzata come premio del concorso ‘Libera il tuo stile Oreo’ nel 2020, e come tale non oggetto di vendita, e un’altra parte dedicata, venduta direttamente dalla Sig.ra Chiara Ferragni attraverso i propri canali.La collaborazione sopra descritta non prevedeva alcun accordo di beneficenza”.  A seguito dell’emergenza Covid, si sottolinea nel documento, Chiara Ferragni “ha deciso autonomamente, al di fuori dell’accordo commerciale in essere, di donare in beneficenza l’ammontare derivante dai proventi della vendita della parte della capsule collection nella sua disponibilità.

Venuti a conoscenza della sua decisione di procedere in tal senso, anche Oreo ha deciso di effettuare una donazione allo stesso ente (Cesvi a favore dell’emergenza Coronavirus)”.La società decide quindi di prendere fermamente le distanze: “Per informazioni più dettagliate circa la suddetta vendita della capsule collection e la relativa donazione, Vi invitiamo pertanto a rivolgervi direttamente alla Sig.ra Chiara Ferragni”, scrive Mondelez Italia. “Il Codacons, ringraziando Oreo per i chiarimenti forniti, ha ora chiesto alle società della Ferragni e al Ministero del lavoro – competente per le raccolte fondi – tutti i dettagli circa la donazione effettuata, per capire l’entità delle vendite della capsule collection, le somme destinate in beneficenza, la data e le modalità della donazione.

In caso di mancata risposta, sarà inevitabile una nuova denuncia contro l’influencer”, fa sapere l’Associazione dei consumatori. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto Uefa, Boban annuncia dimissioni

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(Adnkronos) – Zvonimir Boban lascia l’Uefa.Lo scrive la stessa organizzazione con una nota ufficiale, comunicando le dimissioni del capo dell’Area professionale dell’organismo. “La Uefa desidera annunciare la partenza di Zvonimir Boban dall’organizzazione di comune accordo”, si legge. “Boban è entrato nell’organizzazione nel 2021 come Chief of Football e ha avviato diversi progetti significativi nello sviluppo tecnico, tra cui la creazione dello Uefa Football Board e dello Youth Football Forum.

La Uefa esprime la sua gratitudine al signor Boban e gli augura buona fortuna per i suoi impegni futuri di carriera”. “Ho parlato e discusso con il presidente dell’Uefa” Aleksandr Ceferin “riguardo ad un problema nato durante l’ultimo meeting dell’Esecutivo ad Amburgo .Si tratta di una proposta al Congresso di febbraio prossimo, per modificare lo statuto e consentire allo stesso Presidente di potersi candidare nuovamente dopo questo mandato che doveva essere il suo ultimo.

Dopo aver manifestato la mia più grande preoccupazione e il mio totale dissenso, il Presidente mi ha risposto che per lui non c’è nessun problema legale né tantomeno etico morale e che avrebbe perseguito senza alcun dubbio la propria aspirazione”, scrive Boban nella sua lettera di dimissioni.  “Paradossalmente nel 2017 è stato proprio Ceferin a proporre e avviare un pacchetto di riforme che negavano chiaramente tale possibilità: regole che dovevano proteggere l’Uefa e il calcio europeo dalla ‘bad governance’, per anni il modus operandi di tutto il vecchio sistema. È stata una cosa straordinaria per il calcio e anche per Ceferin stesso.Questo distacco da quei valori cancellando le riforme più importanti e sorprendente ed è incomprensibile, soprattutto in questo momento.

Capisco bene che nulla è ideale, tantomeno io, e so bene che bisogna accettare la logica del compromesso, ma di fronte a questo fatto, se lo accettassi, andrei contro i principi e i valori comuni in cui credo fermamente.E non faccio il fenomeno, perché di certo non sono l’unico a pensarla così.

In questi tre anni il rapporto e la collaborazione con Aleksander e con tutti i colleghi in Uefa è stata ottima.Li ringrazio per questo augurando loro tutto il bene possibile.

Dispiace tanto ma, a malincuore, lascio Uefa”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, ricoveri ancora giù: gli ultimi dati

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(Adnkronos) –  Ricoveri Covid “ancora in discesa del 35% nell’ultima settimana” in Italia.E’ quanto rileva il monitoraggio della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, grazie alla sua rete sentinella che “disegna una curva dei ricoveri ormai in picchiata nelle ultime sei settimane”. “Questa volta il dato più evidente è il -43% che arriva dai ricoverati ‘per Covid’, ovvero – precisa il report – coloro che occupano posti letto nelle malattie infettive o nelle medicine con sindromi respiratorie e polmonari da riferire all’infezione da Sars-Cov-2.

Per i ricoveri ‘con Covid’, ovvero coloro che sono in ospedale per altre cause ma sono risultati positivi al coronavirus, la percentuale di riduzione è stata del 29% e rappresentano il 63% dei pazienti Covid negli ospedali.L’età media è di 78 anni e nel 92% dei casi si tratta di soggetti che presentano anche altre patologie”. “In calo – prosegue Fiaso – del 25% anche i ricoveri Covid nelle terapie intensive, con un 55% in meno dei pazienti ‘per Covid’ in rianimazione.

Si tratta in termini assoluti di poche unità per ospedale e qui il profilo è quello di soggetti con età media di 68 anni e altre patologie”.Dopo il crollo registrato la scorsa settimana (-75%) “resta stabile e di poche unità il dato che arriva dagli ospedali pediatrici e dai reparti di pediatria degli ospedali sentinella monitorati dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Non ci sono bambini in terapia intensiva – conclude rassicurando la Fiaso – e ricoveri sono esclusivamente nella fascia di età tra 0-4 anni ‘per Covid’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, auto con sei persone a bordo si schianta contro albero: due morti

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(Adnkronos) – Due persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto a Roma, in via Fosso dell’Orsa.E’ accaduto ieri sera, intorno alle 21.30 circa, ed è intervenuta la Polizia locale di Roma Capitale.

Per cause tuttora in fase di accertamento, una Smart four four ha perso il controllo ed è finita prima contro un albero e poi contro un veicolo in sosta.Sei le persone a bordo del mezzo, tutti uomini, di nazionalità egiziana.

I deceduti avevano uno 46 anni e il secondo 20 anni.  Gli altri quattro, sono stati trasportati in codice rosso in vari ospedali capitolini.Indagini sono attualmente in corso da parte degli agenti del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale per ricostruire la dinamica dei fatti e per accertate l’identità delle persone a bordo, in quanto prive di documenti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bolelli e Vavassori in finale nel doppio agli Australian Open

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(Adnkronos) – Simone Bolelli e Andrea Vavassori conquistano la finale del doppio maschile agli Australian Open di Melbourne.I due azzurri hanno battuto i tedeschi Yannick Hanfmann e Dominick Koepfer con il punteggio di 6-3, 3-6, 7-6 in 2 ore e 11 minuti, e in finale giocheranno contro l’indiano Rohan Bopanna e l’australiano Matthew Ebden.

La coppia azzurra diventa la terza formazione italiana della storia a giocare una finale Slam dopo Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola e quella composta dallo stesso Simone Bolelli e Fabio Fognini.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’anticiclone Zeus spazza via l’inverno, sole primaverile quasi ovunque: le previsioni

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(Adnkronos) – Gennaio come marzo con temperature primaverili ovunque.Secondo le previsioni meteo di oggi, il maestoso anticiclone nordafricano Zeus da Algeri raggiungerà anche la Russia e il Mar Baltico, con la totale copertura anche del nostro Paese a garanzia di tempo stabile, in prevalenza soleggiato e molto mite. . Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it, conferma che le prossime ore vedranno anche venti caldi e secchi di Favonio o Foehn scendere dalle vallate alpine di Nord-Ovest: questo contribuirà, oltre all’anticiclone nordafricano, a scaldare l’aria fino a valori eccezionali per gennaio.

Nei fondovalle alpini potremo raggiungere i 20 gradi (Valle d’Aosta), 15°C anche a Bolzano, poi sono previsti picchi di 17 gradi a Milano e 16 a Cuneo.  In questa giornata ‘marzolina’, dobbiamo segnalare, sempre per essere precisi, il vento forte sui crinali alpini e locali nevicate in Val Pusteria e nelle valli di confine; inoltre non mancheranno locali addensamenti marittimi sul Basso Tirreno e nebbie in val padana. 
Da venerdì 26 il tempo sarà ancora più stabile; da una parte ritroveremo sole quasi ovunque, dall’altra, però, avremo nebbie più fitte in val padana e nubi basse localmente al Centro: questo provocherà un calo delle temperature massime laddove la nebbia o le nubi basse insisteranno anche di giorno.In montagna il tempo sarà ovunque sereno, tranquillo e mite, salvo rinforzi di vento sulle Alpi in giornata. Il weekend seguirà lo stesso copione, avremo l’anticiclone Zeus prepotente con sole e primavera quasi ovunque salvo nebbie o nubi basse in val padana; i venti sono previsti deboli, in generale attenuazione dal pomeriggio anche sulle Alpi. Il picco delle temperature verrà poi raggiunto proprio nei giorni della Merla, 29-30-31 gennaio, con valori di circa 12°C superiori alla media del periodo: ricordiamo che, nella favola popolare, una merla bianca si rifugiava vicino ad un tiepido camino diventando nera di fuliggine proprio durante questi 3 giorni, considerati i più freddi dell’anno.

In questo anticipo di primavera vedremo invece volare ‘Merle bianche’; con il caldo previsto i camini resteranno spenti anche in montagna! NEL DETTAGLIO Giovedì 25.Al nord: sole e mite al Nord Ovest e in montagna, nubi e locali nebbie altrove.

Venti forti sui crinali alpini.Al centro: soleggiato, ma con nubi basse mattutine sulle coste tirreniche.

Al sud: prevalenza di sole. Venerdì 26.Al nord: nubi basse o locali nebbie in pianura, sole in montagna.

Al centro: nebbie su zone interne e viterbese, sole altrove.Al sud: sole prevalente. Sabato 27.

Al nord: nubi basse o locali nebbie in pianura, sole in montagna.Al centro: nubi mattutine sulle coste, poi tutto sole.

Al sud: sole prevalente. Tendenza: anticiclone Zeus ad oltranza, almeno fino alla fine di gennaio con tempo soleggiato salvo nubi basse o nebbie in Pianura Padana. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, raid a Rafah e scontri a Jenin. Tajani incontra Herzog

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(Adnkronos) – Continuano i bombardamenti di Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza.Secondo le ultime news sulla guerra di oggi, 25 gennaio 2024, un raid ha colpito all’alba un condominio a Rafah, uccidendo almeno un persona.

Violenti scontri tra le forze israeliane e i combattenti palestinesi nella città di Jenin, in Cisgiordania.Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è oggi in Israele, dova ha incontrato il presidente Isaac Herzog.

L’incontro, a quanto si apprende, è durato 35 minuti.  Ci sono stati violenti scontri durante la notte tra le forze israeliane e i combattenti palestinesi nella città di Jenin, in Cisgiordania.Lo riferiscono i media locali.

Le forze israeliane hanno fatto irruzione in vari quartieri della città e hanno arrestato un palestinese. L’agenzia di stampa statale palestinese Wafa riferisce che le forze israeliane hanno anche distrutto monumenti ai palestinesi caduti.Filmati condivisi dai media locali mostrano le strade della città distrutte dai bulldozer militari israeliani. Durante gli scontri, i combattenti palestinesi hanno preso di mira le forze israeliane con ordigni esplosivi e colpi di arma da fuoco, riferisce l’agenzia di stampa Shehab.  Almeno una persona è rimasta uccisa e altre ferite quando un aereo da guerra israeliano ha bombardato all’alba un condominio a Rafah.

Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti locali.Il raid ha avuto luogo nel quartiere di Tal as-Sultan, a ovest di Rafah, che ospita oltre 1,3 milioni di palestinesi che vivono in condizioni di sovraffollamento.  Le Nazioni Unite hanno confermato che i ribelli yemeniti Houthi hanno ordinato al personale americano e britannico delle Nazioni Unite con sede nella capitale Sana’a di lasciare il paese entro un mese, a causa dei bombardamenti in risposta agli attacchi contro le imbarcazioni nel Mar Rosso.

Il portavoce del Segretariato generale dell’Onu Stéphane Dujarric ha dichiarato in una conferenza stampa di aver “ricevuto comunicazioni dalle autorità de facto” che chiedevano la partenza dalle aree del Paese sotto controllo, che comprende Sana’a e altre zone nel nord e nell’ovest. “Qualsiasi richiesta sul personale delle Nazioni Unite basata esclusivamente sulla sua nazionalità è incompatibile con il quadro giuridico dell’Onu”, ha detto il portavoce prima di aggiungere che questa misura “ostacola” anche la capacità dell’organizzazione di adempiere al mandato di sostegno al popolo yemenita.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambra Angiolini contro deriva social: “Blocco quelli che non rispettano lavoro e regole”‘

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(Adnkronos) –
Ambra Angiolini scende in campo contro i leoni da tastiera.L’attrice, che oggi debutta al Teatro Bobbio di Trieste con lo spettacolo ‘Oliva Denaro’ – tratto dall’omonimo romanzo di Viola Ardone che racconta la storia vera di Franca Viola, la ragazza siciliana che a metà degli anni 60 fu la prima, dopo aver subito violenza, a rifiutare il cosiddetto “matrimonio riparatore” – si scaglia nei commenti sotto il post della locandina condivisa dalla stessa attrice su Instagram contro chi lascia commenti aggressivi e offensivi. “Vi dico – scrive Ambra – che sto bloccando tutti quelli che non rispettano il lavoro e le regole di questo mio spazio.

Le frustrazioni e la rabbia si possono curare… altrove …grazie.Non lamentiamoci solo della ‘pochezza’ che circola qui sopra, facciamo qualcosa per fermarla”, conclude.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione trasformativa e multidisciplinarietà per affrontare le grandi trasformazioni moderne

Le sfide contemporanee hanno obbligato le Aziende a un totale cambiamento del proprio modello di business con innovazione, trasformazione digitale e sostenibilità che stanno stravolgendo il modo di fare impresa e stanno ridefinendo nuovi contesti, fissando nuovi obiettivi e generando nuovi strumenti che organizzazioni ed ecosistemi devono necessariamente fare propri per poter affrontare efficacemente questa trasformazione.Per favorire questo scenario, stanno nascendo centri interdipartimentali di ricerca multidisciplinare, come ad esempio ITIR, che operano su nuove logiche, nuovi paradigmi e nuove opportunità per andare incontro a questo mutamento epocale e trovare soluzioni in grado di dare risposte concrete alle sfide collettive (che comprende cambiamento climatico, sviluppo di tecnologie esponenziali, crisi energetiche e geopolitiche, digitalizzazione, al fine di trovare soluzioni in grado di dare risposte concrete alle sfide collettive.

Innovazione trasformativa in ambito aziendale: di cosa si tratta

Nell’epoca moderna, il termine trasformazione è sempre più utilizzato in ogni ambito: da quello ambientale a quello digitale, passando per il business, l’energia e la società.

Si tratta però di un cambiamento che, rispetto a quelli del passato, riguarda più fattori e necessita di strategie nuove e modalità differenti da quelle utilizzate in precedenza.Un cambiamento che richiede, da parte delle Aziende, la capacità di sapersi riformare verso un’innovazione trasversale che coinvolge il tessuto aziendale e le persone che ne fanno parte, ma anche la società e il pianeta, prendendo e che prende il nome di innovazione trasformativa. Abbracciarla significa modificare radicalmente e irreversibilmente il modello di business tradizionale, inglobando digitalizzazione e sostenibilità nel proprio modo di operare per dare vita a nuovi processi, prodotti, servizi e modelli in grado di sostenere nuovi valori e obiettivi.

wall street in new york

Multidisciplinarietà: il driver per un cambiamento 100% efficace

In questo scenario di cambiamento profondo e sistemico, la multidisciplinarietà assume un’importanza vitale per poter gestire al meglio questo nuovo approccio e le sfide del futuro.

Permette di mettere insieme molteplici competenze per avere una prospettiva più ampia e aperta, in modo da far convergere concetti, obiettivi, strategie, dinamiche e processi verso la costruzione di qualcosa di nuovo che genera soluzioni, best practices e opportunità di sviluppo innovativo.

Come affrontare l’innovazione trasformativa in ambito aziendale

Per affrontare al meglio l’innovazione trasformativa è prima di tutto essenziale un approccio integrato e multidisciplinare, che deve coinvolgere valori, obiettivi e modalità operative dell’intero nucleo aziendale e deve portare a un cambiamento profondo e radicale e a una nuova attenzione e responsabilità anche verso l’esterno.Il punto di partenza è la trasformazione digitale: la tecnologia e i nuovi strumenti rappresentano il primo passo per poter dare vita a una rivoluzione realmente efficace e duratura.

Altri pilastri indispensabili sono la transizione ecologica, essenziale per minimizzare l’impatto e promuovere l’utilizzo consapevole delle risorse, la sostenibilità sociale, fattore chiave per una crescita realmente positiva nel lungo periodo e la purpose transformation, in grado di riallineare profondamente obiettivi e valori.L’innovazione trasformativa deve quindi essere un processo di cambiamento che combina simultaneamente questi differenti fattori, in un equilibrio indispensabile per guardare al futuro con una maggior attenzione all’intreccio virtuoso fra prosperità, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale.

Corea del Nord, Pyongyang conferma lancio nuovo missile strategico

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(Adnkronos) – Le autorità nordcoreane hanno confermato il lancio di prova di un nuovo tipo di missile strategico da crociera verso il Mar Giallo, avvenuto ieri e che l’esercito sudcoreano aveva già denunciato. “Il 24 gennaio, la Direzione generale missilistica della Repubblica popolare democratica di Corea ha effettuato il primo lancio di prova del nuovo missile da crociera strategico ‘Bull Arrow-3-31’ in fase di sviluppo”, ha scritto l’agenzia statale nordcoreana Kcna. Pyongyang ha chiarito che il test non ha avuto “alcuna ripercussione sulla sicurezza” dei paesi della regione e che il lancio non ha conseguenze sull’attuale situazione di “escalation retorica e militare” nella penisola coreana, ma piuttosto è stato un forma di “rinnovamento costante” dell’arsenale.  Da parte sua, il ministro della Difesa sudcoreano, Shin Wok Wik, ha minacciato di “porre fine al regime nordcoreano” se deciderà di “fare la guerra” alla penisola coreana e ha ricordato che il Paese vicino ha recentemente deciso di “fare della Corea del Sud il suo principale nemico” poiché mantiene una “politica ostile” contro il Paese “con l’idea di rendere comunista l’intera penisola”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Osimhen: “Futuro? Ho già deciso tutto”

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Ho già in mente quel che sarà il mio prossimo step, ma prima voglio finire la stagione a Napoli.Ho già chiare le cose, il mio piano e soprattutto so quello che voglio fare e ottenere”.

Sono queste le parole sul suo futuro pronunciate in un’intervista esclusiva alla ‘Cbs’ da parte di Victor Osimhen.Parole che fanno tremare i tifosi del Napoli, soprattutto se si considera il girone d’andata poco positivo svolto dagli azzurri.

Napoli, Osimhen apre alla Premier per il suo futuro

Dopo la sconfitta di Supercoppa maturata contro l’Inter, con Osimhen impegnato in Coppa d’Africa, il nigeriano si è lasciato andare a un’intervista a tutto tondo sul suo futuro.

Osimhen ha scelto: già sa cosa vuole e quello che accadrà nel suo futuro.Ad ammetterlo è lui stesso che ha già fatto intuire quale potrebbe essere (qualora decidesse di lasciare Napoli a fine stagione) la sua prossima destinazione. “Il 60% delle persone parlano di rumors che mi accostano alla Premier League.

Sappiamo – ha continuato Osimhen – che sia il miglior campionato del mondo.Ora, però, voglio finire la stagione con il Napoli e poi dare seguito alla scelta presa”.

Osimhen

E ora che si fa?

Indipendentemente da quella che possa essere la scelta di Osimhen, chiunque club voglia bussare alla porta del Napoli dovrà fare i conti con la clausola da 130 milioni di euro che De Laurentiis ha inserito all’interno del nuovo contratto del nigeriano (rinnovato circa un mese fa).

La particolarità della clausola, però, riguarda le validità in quanto solo i club esteri potranno usufruirne.Qualora una squadra italiana fosse interessata a Osimhen, non potrebbe far valere la clausola presente sul nuovo contratto dell’attaccante del Napoli, ma dovrebbe trattare direttamente con De Laurentiis che, già come spiegato in diverse circostanze, durante la sessione estiva di mercato ha rifiutato diverse offerte proveniente dall’Arabia Saudita di circa 200 milioni di euro.

E chissà che, in vista della prossima estate, le strade tra il Napoli e Osimhen non decidano di separarsi definitivamente.

Ucraina, aereo russo abbattuto Belgorod: Zelensky chiede inchiesta internazionale

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(Adnkronos) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto un’inchiesta internazionale sull’aereo caduto a Belgorod, in Russia, che trasportava 65 prigionieri ucraini.Nel suo discorso video di ieri sera, Zelensky ha affermato che è “ovvio che i russi stanno giocando con la vita dei prigionieri ucraini, con i sentimenti dei loro parenti e con le emozioni della nostra società”, sottolineando che “tutti i fatti devono essere accertati”. La Russia ha dichiarato che non ci sono sopravvissuti dopo che “Kiev ha abbattuto” l’aereo Il-76 con 65 prigionieri di guerra ucraini, sei membri dell’equipaggio russo e tre persone di scorta.

Mosca ha affermato che gli ucraini sarebbero stati trasportati nell’aereo per uno scambio di prigionieri. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele e le accuse di genocidio a Gaza, domani sentenza a L’Aja

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(Adnkronos) – E’ attesa per domani, venerdì 26 gennaio, la sentenza della Corte internazionale di giustizia (Cig) sulle eventuali misure cautelari da adottare nei confronti di Israele nell’ambito del ricorso presentato dal Sudafrica contro lo Stato ebraico per il crimine di genocidio.All’udienza a L’Aja ci sarà anche la ministra degli Esteri Sudafricana, Naledi Pandor.  La Cig, secondo gli osservatori, potrebbe stabilire una serie di misure tra cui chiedere lo stop dell’operazione militare nella Striscia di Gaza.

La sua decisione è vincolante e non appellabile, ma non è detto che Israele decida di rispettarla dato che la Corte non ha gli strumenti per far rispettare le sue sentenze.Venerdì la Corte non si esprimerà sulla principale questione del ricorso (per la quale ci vorranno anni) ossia se Israele abbia commesso genocidio nell’enclave palestinese.  “La guerra ci è stata imposta da Hamas.

I terroristi di Hamas hanno fatto irruzione in Israele e hanno commesso atti orribili.Gli aggressori hanno mostrato con orgoglio la loro barbarie.

Ogni azione intrapresa da Israele è giustificata al fine di mantenere la sicurezza dei civili dopo gli attacchi del 7 ottobre”, aveva affermato Tal Becker, il consulente legale del ministero degli Esteri israeliano all’apertura del secondo giorno di udienze presso la Corte internazionale, sottolineando che i firmatari della denuncia “hanno presentato un quadro manipolativo degli eventi e hanno erroneamente utilizzato il termine ‘genocidio’, svuotandolo di contenuto”. 
Chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza significherebbe “incoraggiare Hamas” e altri gruppi terroristici, negando a Israele il diritto di difendersi, spiegava quindi il team legale d’Israele davanti alla Corte respingendo le accuse.Accuse, veniva argomentato, che vengono smentite dagli sforzi per gli aiuti umanitari e si basano su quadro “distorto” delle dichiarazioni del governo israeliano.

Tanto più che è Hamas a volere il genocidio degli israeliani. La richiesta di cessate il fuoco punterebbe quindi a proteggere Hamas dalla risposta d’Israele alle atrocità del 7 ottobre.Accoglierla, ha affermato il giurista Gilad Nolan nelle dichiarazioni finali, “sarebbe un segnale ai gruppi terroristi che possono commettere crimini di guerra e contro l’umanità e poi chiedere la protezione della stessa Corte”.

In questo modo “s’indebiliscono” gli sforzi della Corte per punire i genocidi, trasformandola “in un’arma nelle mani di terroristi che non hanno nessun rispetto per l’umanità e il diritto internazionale”. Quanto alle accuse di volere il genocidio della popolazione palestinese, il team legale ha sottolineato che ciò viene smentito dalle diverse azioni adottate da Israele per ridurre le vittime civili e permettere la distribuzione di aiuti umanitari.Se il genocidio fosse stato lo scopo, “Israele avrebbe forse rinviato le operazioni di terra per settimane, investito importanti risorse per dire ai civili dove, quando e come lasciare le aree di combattimento, mantenuto un apposito staff di esperti il cui solo ruolo è inviare gli aiuti?”, ha chiesto Galit Raguan, alto funzionario del ministero israeliano della Giustizia.  Nel ricorso presentato dal Sudafrica si chiede alla Corte di determinare se i comportamenti di Israele rappresentino violazioni della Convenzione contro il genocidio di cui fanno parte sia Tel Aviv che Pretoria.

Lo Stato sudafricano, nello specifico, accusa Israele non solo di commettere atti di genocidio, ma anche di una mancata prevenzione e repressione di atti di genocidio imputabili alle truppe.La Convenzione, infatti, vieta agli Stati gli atti di genocidio, ma prevede anche il loro obbligo di prevenire e reprimere i corrispondenti atti individuali.  
Non è la prima volta che la Cig viene chiamata a pronunciarsi sull’accusa di genocidio.

L’Ucraina ha citato la Russia per questo crimine a seguito della sua invasione del 2022.Ma in quel caso il ricorso vedeva protagonisti i due Paesi direttamente coinvolti nella guerra, mentre il Sudafrica è un attore terzo nella disputa tra Israele e Hamas.

Anche in questo caso c’è un precedente.Nel 2019 il Gambia ha presentato un’istanza contro il Myanmar per i presunti atti di genocidio commessi contro il popolo Rohingya.

Sul motivo che ha spinto il Sudafrica ad imbarcarsi in questo procedimento va considerato che il partito al governo, l’African National Congress (Anc), storicamente sostiene l’Olp e da tempo paragona il trattamento riservato da Israele ai palestinesi con quello dei neri sudafricani durante l’apartheid. La Corte istituita nel 1945, che solitamente si occupa di questioni di confini e sovranità, è il massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite e risolve controversie tra Stati: non si occupa quindi di accertare i crimini individuali, di competenza invece della Corte penale internazionale (Cpi) e con cui non va confusa sebbene entrambe abbiano sede a L’Aja. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Election day, ddl Ferragni, missione in Mar Rosso: cosa c’è sul tavolo del Cdm

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(Adnkronos) – Consiglio dei ministri convocato per oggi, 25 gennaio, alle ore 10.30 a Palazzo Chigi.Sono diversi i temi sul tavolo dell’esecutivo che figurano nel corposo ordine del giorno.

Tra gli altri il testo sull’election day, ma anche il cosiddetto ‘ddl Ferragni’, la missione militare in Mar Rosso, un giro di vite sugli hacker e più risorse da destinare agli anziani.  All’ordine del giorno, dunque, lo schema di decreto-legge recante “disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali dell’anno 2024 e in materia di revisione delle anagrafi della popolazione residente e di determinazione della popolazione legale (Presidenza – Interno)”, che tra le altre misure contiene anche quella sull’election day.Proprio sul testo del dl resta da sciogliere il nodo politico sul terzo mandato: secondo quanto riferiscono fonti di Fratelli d’Italia all’Adnkronos, infatti, ci sarebbe il via libera per i piccoli Comuni fino a 15mila abitanti, ma la chiusura del partito della premier sul ‘terzo giro di boa’ per i governatori. Sul tavolo anche la stretta sugli hacker con lo schema di disegno di legge “in materia di reati informatici e di rafforzamento della cybersicurezza nazionale (Presidenza – Giustizia)”.  All’attenzione dei ministri anche lo schema di disegno di legge “in materia di destinazione di proventi derivanti dalla vendita di prodotti (Presidenza – Imprese e Made in Italy)”.

In poche parole, quello che è stato già ribattezzato il ‘ddl Ferragni’ che, tra le altre misure, prevede multe da 5mila a 50mila euro per chi viola le disposizioni previste dalla legge.Il provvedimento, composto da 5 articoli, arriva dopo l’inchiesta sul pandoro-gate che coinvolto l’influencer Chiara Ferragni. E ancora: ddl recante “modifiche alla legge 21 luglio 2016, n. 145 recante disposizioni concernenti la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali – collegato alla legge di bilancio 2024 (Affari esteri e cooperazione internazionale)”.

Spazio quindi anche alla missione militare in Mar Rosso nel Consiglio dei ministri.Secondo fonti parlamentari, il governo si appresta a rendere più ‘flessibile’ la legge che norma le missioni militari all’estero, la 145 del 2016.

Missioni già in atto potranno essere impiegate “nella medesima area” con forze di “prontezza operativa” a disposizione per nuove crisi o situazioni di emergenza senza necessitare di un nuovo provvedimento.Così da consentire e facilitare evitando intoppi, spiegano le stesse fonti, lo svolgimento della prevista missione militare nel Mar Rosso. In Cdm anche lo schema di decreto legislativo “in materia di politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della delega di cui agli articoli 3, 4 e 5 della legge 23 marzo 2023, n. 33 – esame preliminare – (Presidenza – Lavoro e politiche sociali – Salute)”.

Il dl “stanzierà risorse per garantire all’anziano una vita serene a dignitosa”, ha detto la premier Giorgia Meloni rispondendo ieri al question time alla Camera e precisando che le risorse ammonteranno a oltre un miliardo di euro. All’ordine del giorno anche un decreto legislativo “sul funzionamento del Consiglio della magistratura militare e sull’ordinamento giudiziario militare ai sensi dell’articolo 40, comma 2, lettere d) ed e), della legge 17 giugno 2022, n. 71 – esame definitivo (Difesa)”; schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di accertamento tributario e di concordato preventivo biennale – esame definitivo (Economia e Finanze); leggi regionali; varie ed eventuali. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Romina Carrisi è diventata mamma, è nato Axel Lupo

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(Adnkronos) – Fiocco azzurro in casa Carrisi-Rastelli.Romina Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina Power, ha dato alla luce in un ospedale romano il suo primogenito, Axel Lupo, avuto dal compagno regista Stefano Rastelli.

Il piccolo, venuto alla luce alle 22.39 di ieri sera con un parto naturale, dopo oltre 14 ore di travaglio, pesa 3kg e 100 grammi. “Il bambino e la mamma godono di ottima salute”, fanno sapere i famigliari all’Adnkronos.Romina Carrisi e Stefano Rastelli si sono conosciuti due anni fa durante il programma di Rai1 ‘Oggi è un altro giorno’ di Serena Bortone per cui entrambi hanno lavorato.

E da allora sono inseparabili.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni alla Camera contro tutti, non arretra su Stellantis e ‘morde’ le opposizioni

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(Adnkronos) –
Punge tutti e non arretra di un millimetro.Anche su Stellantis o sugli attacchi ai media, che continua a rimbrottare per la loro narrazione.

Giorgia Meloni nell’arena della Camera per il ‘premier time’ ne ha per il leader del M5S Giuseppe Conte, da lui “ereditati solo disastri” accusa, e per Elly Schlein e l’odiata sinistra: “Vi fidate di noi, visto che ci chiedete di risolvere problemi creati da voi”.Difende il suo operato e l’operato del suo governo, rivendica un cambio di passo nelle politiche sul Mezzogiorno: Sud “mai tradito, numeri e fatti sono più forti delle polemiche”, dice mentre continuano gli attacchi frontali sull’Autonomia voluta dalla Lega.

E ancora: scuda l’operato del governo nei rapporti con l’Europa, nell’approccio sulla sanità e sulle privatizzazioni, sul cambio di passo impresso mandando in pensione il reddito di cittadinanza, “perché se non vuoi lavorare – tuona scaldando il ring per il match con Conte – non fai il mantenuto di Stato”. Arriva qualche minuto in anticipo e dribbla i cronisti.I commessi chiudono le porte a vetro del lungo corridoio che conduce all’Aula, il suo passaggio è blindatissimo in entrata e resta tale in uscita, con il capo ufficio stampa di Palazzo Chigi Fabrizio Alfano e la fedelissima Patrizia Scurti che quasi la ‘scudano’.

Si parte dal Medio Oriente, dove ammette di pensarla diversamente da Benjamin Netanyahu sulla soluzione dei due popoli e due Stati.Ma invita a smetterla con l’ambiguità su Israele, “sempre più diffusa in Occidente”, e annuncia il lavoro del governo italiano per “curare minori palestinesi nei nostri ospedali”.  Ma è con l’interrogazione successiva che l’aria si fa più frizzante, perché Azione le chiede di Stellantis e Meloni non mostra ripensamenti sull’affondo dei giorni scorsi, affondo che ha finito per indispettire anche i vertici aziendali. “Il Gruppo automobilistico Fiat e i marchi italiani collegati rappresentano una parte importante della storia industriale nazionale. È un patrimonio che merita la massima attenzione e penso che questo significhi anche avere il coraggio di criticare alcune scelte che sono state fatte dalla proprietà e dal management del Gruppo quando sono state distanti dagli interessi italiani”, compresa la nascita stessa di Stellantis che “celava – per Meloni – un’acquisizione francese dello storico gruppo italiano”.

Ora l’obiettivo è “tornare a produrre un milione di veicoli l’anno con chi vuole investire davvero sulla storica eccellenza italiana”: “se si vuole vendere un’auto sul mercato mondiale pubblicizzandola come gioiello italiano, allora quell’auto deve essere prodotta in Italia”. La difesa degli interessi italiani è il leitmotiv dei suoi interventi di risposta a ben dieci interrogazioni.La Lega serve un assist sul decreto legislativo atteso domani in Cdm sugli anziani, “bisogna dire no alla cultura dello scarto che a volte sembra sopraffare, gli anziani sono 14 milioni e rappresentano una ricchezza per il Paese”, il governo indirizzerà loro “risorse per oltre 1 miliardo di euro”, dice Meloni, mentre il capogruppo del Carroccio Riccardo Molinari incassa e ringrazia, ma nella replica torna a sollevare il tema delle pensioni e la battaglia per ‘quota 41’. Sulle privatizzazioni la premier torna a ribadire l’obiettivo dei 20 miliardi in 3 anni, “è alla nostra portata” assicura per poi attaccare a muso duro l’opposizione: “noi l’Italia non la svendiamo, siamo lontani anni luce delle regalie del passato”, con doni “a qualche fortunato e bene inserito imprenditore, come si fece con gli oligarchi russi dopo l’Unione sovietica…”.

Sulle stragi naziste “gli indennizzi sono doverosi, da parte del governo – dice puntando il dito contro alcune ricostruzioni – non ci sono intenti dilatori del governo”, ma “semplicemente l’avvocatura di Stato fa il suo lavoro” perché “è giusto ci sia contraddittorio”. 
Ma è con Conte e Schlein che si toglie tutti i sassolini dalla scarpa, tanto da indurre a fine seduta il leader del M5S a dire ai cronisti: “Parla più da leader di opposizione, non trovate?”.Al presidente dei pentastellati, che le rimprovera una debacle in Europa sul nuovo patto di stabilità, risponde dura che i nuovi paletti decisi a Bruxelles superano “le regole irrealistiche” del passato, scritte all’insegna di un'”austerità cieca” e il merito va “anche all’Italia”. “Se noi, nonostante l’eredità pessima” dei governi Conte “siamo riusciti comunque a portare a casa un buon compromesso” sul nuovo Patto di stabilità “è perché in quest’anno di governo abbiamo dimostrato che la stagione dei soldi gettati al vento per pagarsi le campagne elettorali è finita”, l’affondo di Meloni, a cui segue la replica durissima dell’ex premier che le dà del “Re Mida al contrario” invitandola a lavorar meno “per il bene dell’Italia”, “ha ragione, su questo ha ragione…”, bisbiglia Meloni ai suoi mal celando un certo nervosismo.  A Elly Schlein che le ricorda lo stato comatoso in cui versa la sanità italiana, con i pazienti oncologici costretti a sperare che le liste d’attesa non siano più lunghe di quel che resta loro da vivere, Meloni replica come la situazione con cui il governo si trova “a fare i conti si è stratificata negli ultimi 14 anni” e “considero una implicita attestazione di stima il fatto che oggi chiediate a noi di risolvere tutti i problemi che voi non avete risolto nei 10 anni in cui siete stati al governo.

Grazie per fidarvi di noi e grazie per fidarvi di questo governo”.  Dunque illustra la politica sanitaria che ha in mente, a partire dallo stop ai medici ‘gettonisti: “un problema di cui questo governo si è occupato dall’inizio del suo insediamento”, un “fenomeno odioso su cui siamo intervenuti” e che “puntiamo ad azzerare”. “Non non ci siamo tirati indietro neanche sul problema della carenza di personale e sulla necessità di aumentare gli organici nelle strutture sanitarie… – rivendica Meloni -.Ci stiamo occupando e ci occuperemo anche di questa eredità pesante, compreso il superamento del tetto di spesa, un obiettivo che contiamo di raggiungere quanto prima compatibilmente con gli impegni di finanza pubblica”.  
Ma la segretaria dem non ci sta e tra le due sono scintille. “Non esiste nessuna destra sociale – l’attacca Schlein – questa è una destra letale sul diritto alla salute.

E sulla sanità lei è la regina dei tagli”, affonda mentre Meloni scuota platealmente la testa.La leader del Pd esce dall’Aula con aria soddisfatta, mentre Meloni si allontana dalla Camera alla velocità della luce per far ritorno a Palazzo Chigi, sul tavolo carte, dossier e nodi da sbrogliare.

Lo scontro a Montecitorio è già alle spalle ed è solo l’antipasto di quel che verrà.Per le portate più gustose c’è da attendere il ‘duello’ tv che le vedrà l’una contro l’altra.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi Hamas, Qatar accusa Netanyahu: “Ostacola mediazione per carriera politica”

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(Adnkronos) – Il Qatar contro Benjamin Netanyahu nel pieno delle trattative in corso per il rilascio degli ostaggi.In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha ha attaccato il premier israeliano, per una serie di dichiarazioni “irresponsabili.

Il riferimento è alle parole pronunciate da Netanyahu durante un recente incontro con le famiglie degli ostaggi, durante il quale, secondo quanto rivelato da Channel 12, avrebbe definito il Qatar un mediatore “problematico” e si sarebbe detto “molto arrabbiato con gli americani” che hanno rinnovato di dieci anni l’accordo sulla base militare di Udeid. “Siamo sconcertati dalle dichiarazioni attribuite al primo ministro israeliano in vari resoconti dei media sul ruolo di mediazione del Qatar.Se confermate, sono irresponsabili e distruttive per gli sforzi volti a salvare vite innocenti, ma non sono sorprendenti”, ha affermato Majed al Ansari.  Poi l’accusa: “Se le dichiarazioni riportate dovessero risultare vere, il premier israeliano non farebbe altro che ostacolare e minare il processo di mediazione, per ragioni che sembrano servire alla sua carriera politica invece di dare priorità alla salvezza di vite innocenti, compresi gli ostaggi israeliani”, scrive ancora su X il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar. “Da mesi, e dopo il successo della mediazione dello scorso anno che ha portato al rilascio di oltre cento ostaggi, il Qatar è impegnato in un dialogo regolare con le parti negoziali, comprese le istituzioni israeliane, nel tentativo di stabilire il contesto per un nuovo accordo sugli ostaggi e l’ingresso immediato degli aiuti umanitari a Gaza”, ha ricordato il portavoce. “Invece di preoccuparsi delle relazioni strategiche del Qatar con gli Stati Uniti, speriamo che Netanyahu decida di operare in buona fede e di concentrarsi sul rilascio degli ostaggi”, conclude al Ansari. Il consigliere per il Medio Oriente del presidente americano Joe Biden, Brett McGurk, ha intanto incontrato a Doha il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al-Thani.

I colloqui, ha riferito Axios, hanno riguardato l’accordo che dovrebbe portare al rilascio degli ostaggi a Gaza.Una fonte israeliana, citata dal sito americano, ha tuttavia precisato che in merito a una possibile intesa la posizione di Hamas si è irrigidita negli ultimi giorni.

In precedenza McGurk ha incontrato al Cairo il direttore dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, mentre oggi vedrà il re giordano Abdullah II a Amman.Dalla Giordania si sposterà quindi negli Emirati. Migliaia di manifestanti hanno intanto bloccato Ayalon Highway, una delle principali arterie di Tel Aviv, chiedendo un accordo immediato che porti al rilascio degli ostaggi che ancora sono nelle mani delle fazioni palestinesi a Gaza.

Lo ha riferito il Times of Israel, sottolineando che le scene di stasera ricordano le proteste dei mesi scorsi contro la contestata riforma della giustizia promossa dal governo Benjamin Netanyahu. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uccide il padre a coltellate e fugge, arrestato a Enna

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(Adnkronos) – Avrebbe ucciso il padre a coltellate per poi scappare ed essere in seguito convinto a tornare dalle forze dell’ordine.La Polizia di Stato di Enna ha quindi arrestato M.M., presunto responsabile dell’omicidio del genitore convivente.

Il delitto si sarebbe consumato all’interno dell’abitazione di famiglia, dove la vittima sarebbe stata colpita da numerosi fendenti inferti con un’arma da taglio, presumibilmente un coltello da cucina, ritrovato sui luoghi.Il presunto autore, in seguito, si è allontanato facendo perdere le sue tracce. Immediatamente sono state avviate dai poliziotti della squadra mobile le ricerche e dislocate numerose pattuglie su tutto il territorio ennese alla ricerca del sospettato, alcune delle quali si sono estese anche nelle province limitrofe dove, per un certo tempo, era stata localizzata l’utenza in uso dal presunto assassino.

Il tempestivo intervento delle forze di Polizia ed il contestuale avvio delle indagini condotte dalla Procura di Enna hanno consentito agli agenti di agganciare telefonicamente il presunto autore del reato, che con estenuanti attività di convincimento è stato invitato a far rientro ad Enna.Nonostante ciò, nel frattempo, lo stesso è stato intercettato nei pressi degli uffici della Questura. Dai primi accertamenti sarebbero emersi accesi e forti contrasti tra padre e figlio, accresciuti nel tempo, per motivi verosimilmente di carattere economico e, comunque, in fase di ulteriore approfondimento.

Il Pubblico Ministero di turno, dopo aver proceduto all’immediato interrogatorio dell’arrestato, durante il quale lo stesso ha parzialmente ammesso il tragico gesto, ne ha disposto il trasferimento in carcere, in attesa dell’udienza di convalida da parte del Gip.Il Questore di Enna ha espresso massima soddisfazione per l’attività d’indagine svolta dal personale della Squadra Mobile di Enna che rivela il costante impegno profuso dalla Polizia di Stato e la proficua e sinergica collaborazione con l’Autorità Giudiziaria. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cortei pro Palestina nel Giorno della Memoria, “approfondite valutazioni” del Viminale

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(Adnkronos) – A quanto apprende l’Adnkronos da fonti del Viminale, al Ministero dell’Interno sono in corso “approfondite valutazioni” su alcune manifestazioni pro Palestina preannunciate per il prossimo 27 gennaio, Giorno della Memoria, che hanno destato preoccupazione nella Comunità ebraica di Roma.  Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha sottolineato come il corteo pro palestina previsto a Roma per il 27 gennaio sarebbe una “sconfitta per tutti”. “La manifestazione pro-Palestina a Roma indetta per il 27 gennaio, Giorno della Memoria, sarebbe una sconfitta per tutti.Abbiamo visto iniziative analoghe degenerare in comizi grondanti odio, appelli all’uccisione degli ebrei, bandiere israeliane bruciate e aggressioni agli agenti.

Non capiamo come sia stato possibile – chiede Fadlun – concedere l’autorizzazione in una ricorrenza che è internazionale, per di più nel contesto del 7 ottobre, massacro antisemita come non se ne vedevano dai tempi del nazismo.Inspiegabile anche per le possibili conseguenze sull’ordine pubblico e la sicurezza di Roma, e per la ferita della Shoah che si riapre facendo sanguinare il cuore di ogni ebreo e, ci auguriamo, di ogni italiano e ogni persona che conservi un barlume di umanità.

Alle istituzioni, nazionali e locali – dice ancora -, chiediamo di impedire questa vergogna.Chiediamo responsabilità e buon senso.

Le istituzioni assumano l’unica decisione possibile: dire No alla marcia antisemita nel Giorno della Memoria”. “Tutti vogliamo la pace in Medioriente, tutti il cessate il fuoco e una Palestina sovrana ma libera dal terrorismo.Organizzare la manifestazione pro Palestina il giorno della memoria è una provocazione e denota purtroppo l’odio verso Israele che c’è nei settori più integralisti della sinistra.

Il Pd e Avs devono prendere le distanze: il 27 gennaio deve essere il giorno del ricordo per milioni di ebrei innocenti uccisi dalla follia nazista”, il commento del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)