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Juve Stabia-Turris, Pagliuca: 10 gare da vivere come un sogno

Pagliuca, le sue dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match Juve Stabia-Turris.

Guido Pagliuca, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto con la Turris per 1-0.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“A questi ragazzi andrebbe fatta una statua.All’interno di questo gruppo c’è una stima immensa e ci viene da ridere quando si sentono dei discorsi strani sulla nostra unità interna.

Andiamo avanti per il nostro percorso.E’ la vittoria di un gruppo fantastico e la dedico ai nostri ragazzi e alla nostra Curva.

Questa è la vittoria di Castellammare.

Abbiamo subito la traversa di Giannone al 4° minuto di recupero dopo non averla chiusa per 4 volte la gara.

Noi ci aspettavamo la Turris con il 4-3-3 e li li abbiamo messi in difficoltà.Nella difficoltà loro verso la mezzora sono andati uomo su uomo e si è sporcata la gara Sui duelli individuali alcuni li abbiamo vinti e altri li abbiamo
persi ma senza soffrire mai molto.

Mancano 10 gare e oggi abbiamo guadagnato punti in un derby che è sempre una cosa bella.

E’ un sogno e lo dobbiamo vivere e non deve diventare un ossessione. 58 punti sono tanti e siamo a + 7 sul Benevento.

Abbiamo avuto due grosse occasioni a inizio secondo tempo.Faccio i complimenti alla Turris perché se continua così raggiungerà l’obiettivo salvezza.
Finché riusciamo ad essere lucidi facciamo la nostra partita ma quando non riusciamo a giocare dobbiamo anche essere capaci di fare una gara sporca.

Quando abbiamo una settimana tipo hai delle risposte.

Quando giochi ogni tre giorni qualcosina concediamo e qualche punto lo abbiamo perso così.Sono convinto che la sconfitta di Catania sia stata un’opportunità per noi alla vigilia di un rush finale.

Li ho visti contenti i ragazzi.

A Catania finché siamo rimasti in gara abbiamo fatto bene.Ora c’è grande entusiasmo dopo la vittoria, ritorniamo a vincere e siamo felici con il merito che è tutto dei ragazzi.

Viviamo queste dieci gare finali come un sogno con grande carattere.

Quando ci sarà da giocare lo faremo e quando dobbiamo essere sporchi faremo anche quello.
Ho vinto due campionati in serie d.Dobbiamo stare sereni e sapere che quando si fanno 16 risultati utili significa che è una squadra con grandi valori.

Il gol ci ha aiutato.

Verso il 35° minuto siamo diventati un po’ leziosi e quando trovi una squadra che gioca uomo su uomo diventa una gara ancora più complicata”.

https://youtu.be/v2RjN1eYaco

L’aviaria è arrivata in Antartide, il virus in due uccelli trovati morti

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(Adnkronos) – L’aviaria è arrivata fino in Antartide.Gli scienziati del Centro di biologia molecolare Severo Ochoa del Consiglio superiore per la ricerca scientifica (Csic), che dipende dal ministero della Scienza, innovazione e università spagnolo, hanno confermato la presenza del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, per la prima volta intorno al Polo sud, lo scorso 24 febbraio.

Nello specifico, l’équipe – guidata dal ricercatore del Csic Antonio Alcamí, che lavora nella base antartica spagnola Gabriel de Castilla, sull’isola Deception – ha analizzato i virus trovati in due campioni di Skua (uccelli appartenenti alla famiglia degli stercorari) morti vicino alla base antartica argentina Primavera.  I campioni – precisa il Csic in una nota – sono stati ottenuti adottando le massime misure di protezione per evitare la trasmissione del virus alle persone, e i virus presenti sono stati immediatamente inattivati per poterli studiare in tutta sicurezza.Successivamente, i campioni sono stati trasportati da una nave argentina alla base antartica sull’isola Deception, dove sono stati analizzati dai ricercatori del Csic Ángela Vázquez e Alcamí.  L’analisi ha dimostrato che gli uccelli erano stati infettati dal sottotipo H5 dell’influenza aviaria e che in almeno un esemplare era presente il virus dell’influenza aviaria altamente patogeno, identificato da analisi con un’attendibilità del 100%.

La scoperta dimostra, dunque, per la prima volta che il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità ha raggiunto l’Antartide nonostante la distanza e le barriere naturali che lo separano dagli altri continenti – evidenziano i ricercatori – e consentirà di predisporre programmi di prevenzione mirati.La scoperta, inoltre, potrebbe anche spiegare le morti di uccelli registrate durante l’estate antartica.

Finora la variante più aggressiva era stata riscontrata in numerose località dell’emisfero settentrionale e, dalla scorsa estate, anche nell’emisfero meridionale.Il virus è stato recentemente descritto nelle isole subantartiche, ma ad oggi, nonostante siano state segnalate morti significative di alcuni uccelli nel territorio antartico, non ne era mai stata confermata la presenza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza “prospera e indipendente” senza Hamas: il dopoguerra del generale Ziv

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(Adnkronos) – Una Striscia di Gaza “prospera, indipendente, che merita un suo futuro senza dipendere da Israele”.Una prospettiva che sarebbe ”la migliore sia per i palestinesi di Gaza, sia per gli israeliani, anche se non sarà facile e ci vorranno molti anni”.

Ma con una precondizione: “Israele ha ben chiaro che Hamas non debba più governare, né controllare Gaza, tantomeno restare come vicino” degli israeliani.Ed è per questo che è “necessario sradicare Hamas, prima di tutto militarmente”.

Ne è convinto il maggiore generale in pensione Israel Ziv , uno dei più autorevoli commentatori militari strategici e di difesa israeliani.  Esperto di operazioni militari transfrontaliere, in un incontro con i giornalisti a Roma ha spiegato che una volta sconfitto Hamas, ”ma non in questo momento”, si dovranno anche affrontare ”gli errori politici e militari che sono stati commessi in Israele e che hanno permesso l’attacco di Hamas.Il capo di Stato Maggiore dovrebbe prendersi la responsabilità, ma non ora.

Ora bisogna finire il lavoro con Hamas”.E affrontare una ”situazione che è molto rischiosa e che rischia di diventare una guerra regionale”. Intanto, ”tecnicamente quella a Gaza non è già più una guerra, è un’operazione militare e il ritiro dei riservisti lo dimostra.

Per i militari è già ‘il day after’, ma politicamente siamo ancora in guerra.E non possiamo modificare nulla fino a quando non riporteremo a casa tutti i nostri” rapiti.

Ovvero, ”Israele non può uscire da Gaza, né finire la guerra senza riportare a casa i 134 ostaggi” ancora nell’enclave.Anche se ”non sappiamo dove siano, non abbiamo uno schema chiaro di chi sia ancora in vita”.

Incerta anche la collocazione del ricercato numero uno di Israele, il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar. ”Dalle informazioni che abbiamo si troverebbe a Khan Yunis, forse nascosto in un tunnel.Ha passato molto tempo a creare il suo nascondiglio, per evitare di essere catturato o ucciso, ma potrebbe anche essersi messo in fila per ottenere aiuti umanitari”, ha dichiarato Ziv escludendo l’ipotesi che la mente dell’attacco del 7 ottobre sia fuggita in Egitto. Nel frattempo si prepara l’offensiva di terra a Rafah, dove hanno trovato riparo milioni di rifugiati. ”Per ora lo abbiamo minacciato, ma non ci siamo ancora andati per via della presenza dei rifugiati, perché non vogliamo coinvolgere i civili”, spiega. Difficile, per Ziv, immagine un accordo tra Israele e Hamas. ”Si può arrivare a una soluzione politica tra due Paesi in conflitto, ma quando dall’altra parte c’è una organizzazione radicale, fondamentalista e religiosa” che teorizza ”la distruzione di Israele e degli ebrei”, diventa ”difficile concordare dei punti”.

C’è quindi da domandarsi chi prenderebbe il posto di Hamas. “Onestamente penso che solo i palestinesi locali possano governare Gaza, è l’unica opzione”, afferma l’analista, aggiungendo però di ritenere necessaria ”la creazione di una task force internazionale che sia in grado di guidare una transizione in modo positivo” verso una nuova leadership.Che non può essere quella del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Mahmoud Abbas. ”Ero con il mio amico premier Ehud Olmert nel 2009 quando, seduto al tavolo con Abu Mazen, gli ha proposto una soluzione per la nascita di uno Stato palestinese che però non fosse armato.

C’erano tante soluzioni, anche per i rifugiati, ma lui non ha voluto firmare”, spiega Ziv. Se ”in Cisgiordania gli Stati Uniti devono fare un upgrade dell’Anp con un premier che sia più forte e individuare un presidente più autorevole di Abbas”, per Gaza la task force internazionale dovrebbe sviluppare un piano politico, ma anche sociale occupandosi dei rifugiati, ”siamo arrivati alla terza generazione e questo deve finire”, e delle scuole per le nuove generazioni di palestinesi. ”Un ruolo che va tolto all’Unrwa, quello della gestione delle scuole, perché abbiamo visto cosa insegnano ai bambini: antisemitismo, il non diritto di Israele e degli ebrei a esistere…L’Unrwa deve scomparire”, ha affermato il consulente militare senza mezzi termini.

Per non parlare del fatto che ”l’85 per cento degli ospedali sono usati da Hamas per tenere armi, come centro logistico e per le comunicazioni, per avere elettricità”. Coinvolto in progetti di sviluppo sostenibile in tutto il mondo, Ziv sta già anche pensando alla ricostruzione di Gaza nel dopoguerra. “Penso a un contributo dagli Emirati per rendere Gaza prospera con strutture adeguate, prospere, scuole.Merita un futuro con rispetto e non sospetto”, afferma. “Difficile, se non impossibile”, sembra invece “ripristinare la fiducia tra gli israeliani che vivono al confine con Gaza e i palestinesi, gli stessi che aiutavano prima dell’attacco del 7 ottobre e che hanno stuprato, ucciso, incendiato case”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Macron: “Ipotesi invio soldati a Kiev in futuro”

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(Adnkronos) –
Una “coalizione” per fornire missili a lungo raggio all’Ucraina, senza escludere in futuro l’invio di truppe.Sono le conclusioni a cui è arrivato il presidente francese Emmanuel Macron al termine della Conferenza di Parigi sul sostegno a Kiev nella guerra contro la Russia.

Macron ha annunciato la creazione di una “coalizione” per fornire “missili e bombe a medio e lungo raggio” all’Ucraina.Il leader transalpino ha anche aggiunto che l’invio di truppe occidentali sul terreno in Ucraina non dovrebbe “essere escluso” in futuro, anche se in questa fase “non c’è consenso” su questa ipotesi: “Oggi non c’è consenso sull’invio di truppe di terra in modo ufficiale, scontato e approvato.

Ma nella dinamica non è da escludere nulla.Faremo tutto il necessario affinché la Russia non possa vincere questa guerra”, ha spiegato. “Se siamo qui riuniti, è perché siamo convinti, fin dal primo giorno di questa guerra, che ciò che sta accadendo in Ucraina non sia cruciale solo per l’Ucraina, ma anche per la nostra sicurezza collettiva e per la difesa di un ordine internazionale fondato sul diritto”, ha detto Macron in apertura dell’appuntamento.  “L’Ucraina – ha aggiunto – è già riuscita grazie all’eroica resistenza dei suoi soldati, anche grazie al nostro sostegno e alle misure prese fin dai primi giorni, a sconfiggere i disegni del Russia.

L’operazione speciale che due anni fa doveva durare tre settimane è ancora in corso, con posizioni ormai stabilizzate sul fronte.Allo stesso tempo assistiamo, soprattutto negli ultimi mesi, ad un irrigidimento della Russia, un indurimento che si è manifestato in materia di politica interna crudelmente con la morte di Alexei Navalny: l’abbiamo tutti formalmente condannata, ma ha segnato la linea di questo indurimento.

Attraverso il perseguimento giudiziario degli oppositori politici, l’interdizione degli oppositori politici dalle elezioni, la morte di Alexei Navalny, il divieto aggiuntivo di nuove strutture, c’è un evidente indurimento”. “L’Ucraina oggi è determinata, ha bisogno di noi, al di là di ciò che già abbiamo fatto, con sforzi di bilancio, economici e di capacità già considerevoli.Ma considerando quello che ho appena detto, oggi siamo non solo ad un punto che segna poco più di due anni dall’inizio di questa guerra di aggressione russa.

Siamo indubbiamente nel momento di un risveglo necessario da parte di tutti noi, tenendo conto della trasformazione della minaccia dal punto di vista militare e strategico”, ha detto ancora.  Kiev può contare sul sostegno dell’Europa ma attende ancora un segnale decisivo dagli Stati Uniti.A Washington, dopo il via libera del Senato, la Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana deve esprimersi sul pacchetto di armi e aiuti da 61 miliardi di dollari.

Sullo sfondo, la figura di Donald Trump che condiziona le scelte di alcuni deputati.E proprio a Trump si è rivolto ancora il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Trump, ha detto Zelensky alla Cnn, sarà “contro gli americani” se sceglierà di sostenere la Russia invece dell’Ucraina.Il numero 1 di Kiev ha ribadito di “non riuscire a capire come Trump possa stare dalla parte di Putin. È incredibile”. “Penso che Donald Trump non conosca Putin – ha detto Zelensky – So che lo ha incontrato…

ma non ha mai combattuto con lui.L’esercito americano non ha mai combattuto contro l’esercito russo.

Mai…ho una comprensione migliore.

Non credo che capisca che Putin non si fermerà mai”. Nella sua intervista, il presidente ha aggiunto che la Russia sta spendendo “miliardi” per diffondere false informazioni sulla guerra e che ha avuto successo nell’usare la disinformazione come arma e nell’influenzare il dibattito negli Stati Uniti. “Sono rimasto sorpreso dal fatto che siano forti anche negli Stati Uniti, nella Ue, in tutto il mondo.Hanno investito molti soldi in questo”, ha detto.  In attesa della fumata bianca a Washington, l’Ucraina continua ad aumentare i propri sforzi in una guerra sempre più tecnologica. “L’Ucraina ha raggiunto la Russia sia in termini di quantità che di capacità dei droni da combattimento prodotti”, ha detto Oleksandr Kamyshin, ministro delle industrie strategiche del governo di Kiev.

L’Ucraina, ha annunciato, sta ora producendo proprie versioni dei droni Shahed di fabbricazione iraniana utilizzati dalla Russia. I droni ucraini – ha aggiunto – sono equivalenti agli Shahed “sia in termini di dimensioni degli ordigni esplosivi che in termini di portata ed altri parametri tecnici”. “E quest’anno non siamo in alcun modo indietro rispetto alla Russia nella produzione di questi droni”, ha detto alla televisione ucraina.Kamyshin ha sottolineato che l’Ucraina sta ora utilizzando anche altri tipi di droni nella lotta contro le forze russe, e li dispiega per colpire siti in profondità nel territorio russo. “Ciò che esplode in Russia viene da noi”, ha detto il ministro.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiorentina-Lazio 2-1, rimonta viola con Kayode e Bonaventura

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(Adnkronos) – La Fiorentina rimonta e batte la Lazio per 2-1 oggi nel match che chiude la 26esima giornata della Serie A 2023-2024.Il successo consente ai viola di salire a 41 punti e scavalcare i biancocelesti, fermi a quota 40.  Il match è vivace sin dall’inizio e le occasioni fioccano.

All’11’ Arthur spaventa la Lazio ma non inquadra la porta.Al 17′ la risposta della Lazio con Guendouzi, che si libera di Milenkovic e conclude a fil di palo.

Dall’altra parte, al 18′, è più preciso Nico Gonzalez: Provedel ci mette la mano e devia il pallone sul palo.Al 23′ altro legno viola, stavolta timbrato da Belotti con un colpo di testa.

I padroni di casa continuano a tenere il pallino del gioco e al 41′ collezionano il terzo palo della serata, ancora con Nico Gonzalez.La Lazio, dopo aver schivato guai per tutto il primo tempo, colpisce con Luis Alberto: manovra con Guendouzi e Isaksen, lo spagnolo conclude di destro e firma l’1-0. La Fiorentina, in svantaggio dopo una prima frazione arrembante, riparte all’attacco anche in avvio di ripresa.

Belotti, Nico Gonzalez e Ranieri vanno alla conclusione uno dopo l’altro.Il pareggio strameritato arriva al 61′ con la firma di Kayode: il terzino chiude bene sul secondo palo e sfrutta il cross di Belotti, 1-1.

I viola potrebbero mettere la freccia al 65′, quando il fallo di Casale su Belotti viene punito con il calcio di rigore.Sul dischetto va Nico Gonzalez, che completa la sua serata surreale colpendo il terzo palo personale.

Il vantaggio della Fiorentina matura al 69′.Beltran spara, Provedel respinge e Bonaventura è puntale al tap-in: 2-1, rimonta e vittoria.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Jacob Rothschild, il finanziere e filantropo britannico aveva 87 anni

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(Adnkronos) – E’ morto a Londra all’età di 87 anni Jacob Rothschild, finanziere, politico e filantropo britannico.Figlio del barone Victor Rothschild, Jacob iniziò la sua carriera nella banca di famiglia nel 1963, prima di lasciare il gruppo per assumere il controllo e presiedere fino al 2019 il Rothschild Investment Trust.

Era stato anche fondatore del gruppo J Rothschild Assurance Group. Dal 1991 al 1999 era stato alla Camera dei Lord.Aveva inoltre sostenuto diverse istituzioni culturali, tra le quali la National Gallery di Londra.

La famiglia ha elogiato in una dichiarazione “un finanziere superbamente abile, un paladino delle arti e della cultura”, nonché un “appassionato sostenitore delle cause di beneficenza in Israele e della cultura ebraica” e “un ambientalista entusiasta”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Ernesto Assante, critico musicale di ‘Repubblica’

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(Adnkronos) –
Il giornalista Ernesto Assante, uno dei più noti critici musicali italiani, autore radiofonico e televisivo, nonché conduttore, è morto all’età di 66 anni.E’ stato colto da un malore improvviso la scorsa notte ed è stato ricoverato al policlinico Umberto I di Roma, dove è deceduto nel tardo pomeriggio di oggi.

Tra gli ultimi suoi impegni, il Festival di Sanremo, di cui era da tempo un veterano.A confermare la notizia della scomparsa il collega Riccardo Luna sui siti di “La Repubblica” e “La Stampa”.  
Nato a Napoli il 12 febbraio 1958, Assante intraprende l’attività giornalistica nel 1977, collaborando con il “Quotidiano dei lavoratori”.

Nel 1978 collabora come critico musicale a “Il manifesto”, per il quale scriverà fino al 1984.Nel 1979 comincia a scrivere per “La Repubblica”, dove è stato critico musicale e caporedattore e infine inviato. È stato direttore di McLink e Kataweb ed era collaboratore dell’Enciclopedia Italiana Treccani per le voci che riguardano la musica popolare. Assante è stato collaboratore con numerosi settimanali e mensili italiani e stranieri, tra i quali “Epoca”, “L’Espresso”, “Rolling Stone”.

Ha ideato ed è stato responsabile dei supplementi Musica, Computer Valley e Computer, Internet e Altro di Repubblica. 
Assante ha scritto libri di critica musicale, alcuni dei quali insieme con il collega Gino Castaldo, con il quale dal 2005 ha tenuto delle “Lezioni di rock.Viaggio al centro della musica” con lo scopo di approfondire, grazie anche a un ascolto guidato e ai video mostrati, la storia di coloro che sono entrati nella leggenda del rock.

Dal 2003 al 2009 ha insegnato “Teoria e tecnica dei nuovi media” e in seguito “Analisi dei linguaggi musicali”, alla Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma. Sul versante televisivo Assante ha lavorato come consulente musicale di Domenica In e Orecchiocchio (1982/1983), programma che lanciò Fabio Fazio, oltre che a Doc, trasmissione di Renzo Arbore, e in qualità di autore con Carlo Massarini per Sanremo Rock e il Cantagiro (fine anni ’80, inizio ’90).Sempre per la Rai ha lavorato a programmi come Rischiatutto (2016 con Fazio), Celebration con Neri Marcorè e Serena Rossi (2017), Ci vuole un fiore (2022), con Francesco Gabbani. La prima esperienza come speaker radiofonico di Assante è stata nel 1975 in una piccola radio romana, Roma International Sound.

Poi, sempre nel 1975, e fino al 1982, ha lavorato con Radio Blu, una delle prime emittenti rock della Capitale.Ha cominciato a lavorare alla Rai nel 1980, a Rai Radio 1, con “La civiltà dello spettacolo”, poi ha collaborato ai canali della Filodiffusione e quindi, nel 1982, a Rai Radio 3, quando ha incominciato a condurre “Un certo discorso” e quindi “Pomeriggio Musicale”, per poi passare a “Stereonotte”, dove è stato conduttore dal 1983 al 1987.

Negli anni seguenti ha condotto diverse trasmissioni a Italia Radio.Dal 2010 al 2017 è stato conduttore con Gino Castaldo di Playlist su Radio Capital.

Sulla stessa emittente ha condotto con Mary Cacciola il programma domenicale Sunday Afternoon e poi Newsroom. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alessandra Mussolini: “Aggredita e insultata a Strasburgo, sono sconvolta” – Video

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(Adnkronos) – Alessandra Mussolini aggredita in pieno centro a Strasburgo.A raccontarlo all’Adnkronos è la stessa Mussolini, che ripercorre l’episodio di cui è stata vittima stasera in pieno centro della città francese mentre si recava in un ristorante per cena. “Sono stata picchiata con una stampella in testa e in varie parti del corpo, insultata, sono sconvolta”, dice. “Era appena finita la seduta del Parlamento europeo, io stavo camminando per strada accompagnata dal mio assistente, indossavo un cappuccio perché fa freddo -racconta la parlamentare europea- Ad un certo punto un tizio sui 40 anni è spuntato dal nulla: era italiano, lo so perché ha cominciato a insultarmi violentemente, diceva ‘Mussolini pezzo di m…., fascista, e altre cose del genere”.

A quel punto, l’uomo “si è avvicinato, era armato di un bastone, una specie di stampella, e ha cominciato a darmi addosso, sull’orecchio, sulla testa, sulla schiena, alle spalle”, racconta la Mussolini. La parlamentare non ha riportato ferite gravi, ma è sotto choc: “Io sono stravolta, incredula -spiega- Uno non se lo aspetta, così in centro, a Strasburgo, è assurdo”, scandisce. “Non riuscivano a fermarlo perché era una furia”.L’episodio, secondo la Mussolini, è di matrice politica: “Mi ha riconosciuto ed è scattato, colpendomi forte da dietro, pronunciando parolacce di tutti i tipi sul nome ‘Mussolini’ e minacciando di ammazzarmi”.

La Mussolini spiega che non è la prima volta che viene fermata con epiteti poco gradevoli, ma “è la prima volta che accade un episodio così forte, non erano mai riusciti ad arrivare ad aggredirmi fisicamente.Sono sconvolta, perché c’è un clima di violenza che mi preoccupa moltissimo”. E spiega: “Io la scorta non l’ho mai avuta, non l’ho mai voluta, quindi è una cosa orrenda perché ti senti proprio ferita”.

La parlamentare non sporgerà però denuncia. “E contro chi?Ora me ne vado in albergo e la chiudo qui.

Ma sono avvilita, sono molto amareggiata”.Più per lo spavento che per i dolori, spiega: “Ho riportato giusto qualche ferita per le botte che m’ha dato sull’orecchio che mi fa male, e sulla testa, ma ringraziando Dio mi ha solo sfiorata sulle spalle e sul braccio.

Mentre mi colpiva mi sono piegata in avanti con la testa, ti viene d’istinto.Ma la ferita è più l’amarezza, non posso ancora crederci”, conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mussolini aggredita a Strasburgo: “Bastonate e insulti per il mio nome, sono sotto choc”

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(Adnkronos) – “Sono stata aggredita in pieno centro a Strasburgo, picchiata con una stampella in testa e in varie parti del corpo, insultata, sono sconvolta”.A raccontarlo con tono concitato all’Adnkronos è Alessandra Mussolini, che ripercorre telefonicamente l’episodio di cui è stata vittima stasera in pieno centro della città francese mentre si recava in un ristorante per cena.  “Era appena finita la seduta del Parlamento europeo, io stavo camminando per strada accompagnata dal mio assistente, indossavo un cappuccio perché fa freddo -racconta la parlamentare europea-.

Ad un certo punto un tizio sui 40 anni è spuntato dal nulla: era italiano, lo so perché ha cominciato a insultarmi violentemente, diceva ‘Mussolini pezzo di m…., fascista, e altre cose del genere”.A quel punto, l’uomo “si è avvicinato, era armato di un bastone, una specie di stampella, e ha cominciato a darmi addosso, sull’orecchio, sulla testa, sulla schiena, alle spalle”, racconta la Mussolini. La parlamentare non ha riportato ferite gravi, ma è sotto choc: “Io sono stravolta, incredula -spiega- Uno non se lo aspetta, così in centro, a Strasburgo, è assurdo”, scandisce. “Non riuscivano a fermarlo perché era una furia”.

L’episodio, secondo la Mussolini, è di matrice politica: “Mi ha riconosciuto ed è scattato, colpendomi forte da dietro, pronunciando parolacce di tutti i tipi sul nome ‘Mussolini’ e minacciando di ammazzarmi”.La Mussolini spiega che non è la prima volta che viene fermata con epiteti poco gradevoli, ma “è la prima volta che accade un episodio così forte, non erano mai riusciti ad arrivare ad aggredirmi fisicamente.

Sono sconvolta, perché c’è un clima di violenza che mi preoccupa moltissimo”. E spiega: “Io la scorta non l’ho mai avuta, non l’ho mai voluta, quindi è una cosa orrenda perché ti senti proprio ferita”.La parlamentare non sporgerà però denuncia. “E contro chi?

Ora me ne vado in albergo e la chiudo qui.Ma sono avvilita, sono molto amareggiata”.

Più per lo spavento che per i dolori, spiega: “Ho riportato giusto qualche ferita per le botte che m’ha dato sull’orecchio che mi fa male, e sulla testa, ma ringraziando Dio mi ha solo sfiorata sulle spalle e sul braccio.Mentre mi colpiva mi sono piegata in avanti con la testa, ti viene d’istinto.

Ma la ferita è più l’amarezza, non posso ancora crederci”, conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Sardegna, Tajani: “Per il governo non cambia nulla”

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(Adnkronos) – “Aspettiamo fino all’ultima scheda dell’ultima sezione….”.Fonti di Via della Scrofa, parlando con l’Adnkronos, fanno sapere che la partita delle regionali in Sardegna per Fratelli d’Italia può dirsi chiusa soltanto in presenza di un dato definitivo, certo, inappellabile.

Il lungo scrutinio che sta accompagnando il day-after del voto nell’Isola – condito dalle polemiche per i ritardi nelle comunicazioni dei risultati – consegna un testa a testa tra la candidata del campo progressista, la pentastellata Alessandra Todde, e il sindaco Fdi di Cagliari Paolo Truzzu, frontman del centrodestra fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni al posto del governatore uscente Christian Solinas.  
In vantaggio la candidata del centrosinistra, che incassa un ottimo risultato a Cagliari, Sassari e nella suo Nuoro.Per quanto riguarda il voto delle liste, il Partito democratico e Fratelli d’Italia sono al momento appaiati intorno al 14%, mentre Forza Italia doppia la Lega di Matteo Salvini.

Credono nella vittoria il leader del M5S Giuseppe Conte e la segretaria dem Elly Schlein, che infatti nel pomeriggio partono per raggiungere Cagliari dove seguiranno la fase finale dello spoglio.Nel centrodestra si respira invece un clima più teso, anche se ufficialmente la linea è quella della massima prudenza.  Uscendo da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani predica calma nel commentare i dati parziali del voto in Sardegna, ma rimarca come dall’esito della consultazione non ci saranno ripercussioni sulla navigazione della coalizione di governo: “Aspettiamo i risultati definitivi”, ma in ogni caso “non cambia nulla” dal punto di vista degli equilibri “né nella maggioranza, né nel governo”. “Siamo tutti tranquillissimi, nessuno è nervoso”, assicura il ministro degli Esteri, che aggiunge: “Andiamo avanti per vincere in Abruzzo e in Basilicata dove sono assolutamente convinto che il candidato sarà Bardi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi: “Per una valutazione definitiva attendiamo l’esito del testa a testa in Sardegna.In ogni caso il voto non avrà ripercussioni sul governo e sulla maggioranza”.

Tuttavia secondo Lupi “potrà essere utile uno spunto di riflessione”. 
I primi campanelli d’allarme nel centrodestra sono suonati in tarda mattinata, quando i primi dati dello spoglio sembravano suggerire una affermazione molto più netta della Todde: “Con tutte le cautele del caso, la tendenza non mi pare positiva.Il candidato individuato al posto del presidente uscente non ha ribaltato un giudizio sulla giunta non positivo.

Noi abbiamo preso una decisione che era molto difficile: Truzzu, sindaco di Cagliari, nella classifica dei sindaci del Sole 24 Ore, non slittava ai primi posti.Penso che bisognerà riflettere”, le parole consegnate dal capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ai microfoni di La7.

L’azzurro ha poi aggiunto: “Ci può essere un giudizio sull’amministrazione locale, non c’è un giudizio che riguarda un dato generale che vede il centrodestra governare saldamente per l’intera legislatura.Capisco che l’opposizione si ringalluzzisca, ma poi rischiano di andare incontro – come successo ieri a Conte – a situazioni nelle quali vanno per suonare e vengono suonati”.  
Nel pomeriggio la rimonta di Truzzu, prima dell’allungo di Todde in serata.

In casa Fdi c’è chi attribuisce la causa del mancato exploit di Truzzu al malcontento per il governo uscente targato Solinas, l’uomo di Matteo Salvini sull’Isola che Fdi non ha voluto ricandidare: “Paghiamo il fatto che forse, in cinque anni, non abbiamo governato proprio brillantemente”, ha detto chiaro e tondo il deputato sardo di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda: “Io sono sempre ottimista, la partita si gioca fino all’ultima sezione.Mi aspettavo questo risultato a Cagliari, sapevo che non sarebbe stata una passeggiata”, ha proseguito il presidente della Commissione Trasporti commentando il voto del capoluogo che ha ‘punito’ il suo sindaco.

Nel partito di Meloni i sospetti di molti si addensano sulla Lega e sulla possibilità che il Carroccio abbia utilizzato il voto disgiunto come ‘arma’ per punire Truzzu nel segreto dell’urna.La notte è ancora lunga, ma chiuse le urne in Sardegna la vera partita per il centrodestra comincia a Roma. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, agguato allo Sperone: ucciso un uomo e un altro è ferito grave

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(Adnkronos) – Si torna a sparare a Palermo, dove nel tardo pomeriggio di oggi, 26 febbraio, un uomo è stato ucciso e un altro è rimasto gravemente ferito in un agguato avvenuto nel quartiere Sperone, alla periferia del capoluogo siciliano.  La vittima è il trentenne Giancarlo Romano.Il ferito grave è stato trasportato all’ospedale Buccheri La Ferla.

Sul posto ancora la polizia e la scientifica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Torino 3-2, tripletta di Dybala e giallorossi salgono

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(Adnkronos) – La Roma batte il Torino per 3-2 oggi nel match in calendario per la 26esima giornata della Serie A 2023-2024.La tripletta di Dybala regala il successo ai giallorossi: con la quinta vittoria in sei giornate nella gestione di De Rossi, i capitolini salgono a 44 punti a -2 dall’Atalanta e continuano a inseguire il quarto posto, occupato a quota 48 dal Bologna.

Il Torino rimane a 36 punti.  Buon approccio alla partita da parte degli ospiti pericolosi due volte in avvio prima con Ricci e poi con Zapata, in entrambe le occasioni provvidenziale Smalling prima ad anticipare il centrocampista granata e poi a respingere la conclusione dell’attaccante colombiano.Al 9′ grande chance invece per i padroni di casa.

Azmoun viene lanciato in porta sul centro sinistra: avanza, penetra in area e poi serve un pallone orizzontale per Kristensen in area, la conclusione del danese si stampa sul palo.Al 17′ pericoloso il Toro su un palla persa in impostazione da Svilar.

I granata recuperano alto e servono Sanabria per un tiro dal limite dell’area deviato in extremis da Smalling in angolo. Alla mezz’ora Ricci vicino al gol.Bellanova crossa dalla destra e trova il compagno sul centro sinistra dell’area: controllo e destro al volo sul primo palo, largo di poco.

Al 42′ si sblocca la partita, la Roma lavora palla sulla trequarti, poi Cristante cerca Azmoun spalle alla porta con un passaggio verticale: alle sue spalle c’è Sazonov che lo colpisce in ritardo, appena dentro l’area.L’arbitro assegna il rigore e Dybala dagli 11 metri spiazza Milinkovic-Savic e fa 1-0.

La gioia giallorossa dura solo due minuti perché i granata trovano l’immediato pareggio.Bellanova crossa dalla destra e trova Zapata a centro area.

Colpo di testa all’altezza del dischetto incrociato sul palo lontano, quello alla destra di Svilar: tiro non forte ma angolato, palla in rete e 1-1.
 Al 3′ della ripresa Lazaro riceve da Vlasic sul centro sinistra dell’area, da posizione defilata e lascia partire un tiro forte sul primo palo: Svilar c’è e para in tuffo.Al 12′ la Roma torna in vantaggio con un gran gol di Dybala.

L’argentino riceve palla ai venticinque metri, leggermente decentrato sulla destra e fa partire uno splendido sinistro a giro, che si insacca sul secondo palo: nulla da fare per Milinkovic-Savic e 2-1.Al 19′ triplo cambio per De Rossi, fuori Angelino, Paredes e Azmoun, dentro Spinazzola, Bove e Lukaku. 
Al 24′ la ‘Joya’ cala il tris: L’argentino lavora palla al limite e scambia con Lukaku, che lo lancia sulla sinistra dell’area: mancino basso in diagonale e 3-1.

Al 37′ ancora un scatenato Dybala a inventare un assist di destro, il piede meno ‘educato’, per Bove: bravo Sazonov a intuire la giocata e ad anticipare il centrocampista giallorosso, deviando in fallo laterale.Al 43′ pericoloso Okereke con un destro a giro, parato da Svilar in tuffo.

Un minuto dopo i granata riaprono la partita.Sul tiro-cross basso e teso di Ricci dalla destra dell’area c’è la deviazione di Huijsen nella sua porta.

Nei minuti finali molto spezzettati e con molti contrasti la Roma riesce a difendere con successo il risultato portando a casa tre punti fondamentale per proseguire la rincorsa Champions.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia-Turris, Rileggi LIVE 1-0 (2° Adorante)

Juve Stabia-Turris, il live testuale del match dallo stadio “Romeo Menti” per la 28esima del Girone C di Lega Pro.

Juve Stabia-Turris è uno dei match clou della 28esima giornata del Girone C di Lega Pro.Le Vespe per rialzare la testa dopo il pari interno col Brindisi e soprattutto la sconfitta di Catania, mentre per la Turris è una partita importante per confermare quando di buono si sta facendo con la guida tecnica di Leonardo Menichini e soprattutto per abbandonare la zona playout.

I temi di Juve Stabia-Turris.

La Juve Stabia esce fuori da una settimana non semplice dopo la sconfitta di Catania che ha incrinato un pò le certezze delle Vespe anche se occorre dire che anche al “Massimino” la prestazione dei ragazzi di Pagliuca c’è stata anche se non coronata dal risultato finale.

Nel derby con la Turris la Juve Stabia dovrà sopportare la pesante tegola dell’assenza di Marco Bellich per squalifica che potrà essere sostituito in tre modi: Folino dal primo minuto, oppure Baldi centrale difensivo con Andreoni sulla destra oppure viceversa Andreoni centrale con Baldi sulla fascia destra.Meno probabile che il tecnico decida di partire con una difesa a tre.

Leonardo Menichini, che è diventato allenatore della Turris dallo scorso 23 gennaio subentrando a Caneo, ha ridato fiducia non solo alla squadra ma a tutto l’ambiente: 2 vittorie, due pareggi e una sola sconfitta di misura a Picerno per 1-0 testimoniano la solidità data al collettivo corallino che è in un ottimo momento di forma.Incertezza sull’atteggiamento tattico che Menichini darà alla sua squadra: 4-3-3 che il tecnico ex Monterosi ha utilizzato nelle prime 4 gare alla guida tecnica della Turris oppure il 3-4-2-1 visto nell’ultimo vittorioso match contro il Potenza.

Di sicuro sarà una Turris concreta e molto prudente che giocherà con diversi uomini dietro la linea della palla e che creerà densità in mezzo al campo cercando di chiudere tutte le linee di passaggio delle Vespe.Gara quindi che si prospetta molto complicata tatticamente per la Juve Stabia che ha già mostrato nelle precedenti esibizioni interne di soffrire questo tipo di atteggiamento degli avversari.

Il direttore di gara di Juve Stabia-Turris.

Sarà il sig.

Andrea Ancora della sezione AIA di Roma 1 a dirigere il match Juve Stabia – Turris valevole per la 9^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma lunedì 26 febbraio 2024 allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia con inizio alle ore 20,45.Il sig.

Ancora sarà coadiuvato dal sig.Egidio Marchetti della sezione AIA di Trento e dal sig.

Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido, il IV° ufficiale sarà il sig.Samuele Andreano della sezione AIA di Prato.

Le formazioni ufficiali.

JUVE STABIA (4-3-1-2): Thiam; Andreoni, Folino, Bachini, Mignanelli; Buglio (42° s.t.

Pierobon), Leone, Meli (28° s.t.Baldi); Mosti (18° s.t.

Piscopo); Candellone (42° s.t.Erradi), Adorante.

A disposizione: Esposito, La Rosa, Romeo, Pierobon, Piscopo, Baldi, Guarracino, Garau, Gerbo, D’Amore, Erradi, Picardi, Marranzino, Stanga, Piovanello.

Allenatore: sig.Guido Pagliuca.

TURRIS (4-3-3): Marcone; Maestrelli, Esempio (32° s.t.Giannone), Panelli (12° s.t.

Contessa), Nicolao (12° s.t.Ricci); Scaccabarozzi (26° s.t.

Saccani), Casarini, Pugliese; Nocerino (26° s.t.Siega), Jallow, D’Auria.

A disposizione: Iuliano, Pagno, Franco, Cocetta, Serpe, Giannone, De Felice, Pavone, Maniero, Cum, Contessa, Onda, Saccani, Siega, Ricci.

Allenatore: sig.Leonardo Menichini.

Angoli: 2-4

Ammoniti: 15° Pagliuca (J), 34° Panelli (T),

Espulsi:

Note: spettatori 4.000 circa.Concesso un minuto di recupero nel primo tempo.

Primo tempo live Juve Stabia-Turris.

GOOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: Vespe subito in vantaggio!!!

Gran tiro di Meli dal limite, para Marcone ma irrompe sulla sfera Adorante che mette nel sacco. 

9° Turris in campo con un 4-3-3 che in fase di non possesso diventa un 4-5-1.

15° Subito ammonito Pagliuca per proteste.

27° Azione tambureggiante della Juve Stabia con tiro finale di Leone messo in angolo da un difensore della Turris.Sull’angolo battuto gran tiro di Mosti dalla distanza alto sulla traversa.

34° Ammonito Panelli per un fallaccio su Buglio della Juve Stabia.

36° Turris molto pericolosa: su azione di angolo battuto dalla sinistra, respinge Thiam ma sulla sfera irrompe Casarini che fa partire un bel tiro dal limite che termina di poco oltre la traversa.

41° Azione di Buglio per Adorante che si accentra e fa partire un tiro di interno destro che è preda del portiere Marcone della Turris.

46° Finisce il primo tempo con il vantaggio più che meritato delle Vespe.

Juve Stabia che ha legittimato il vantaggio anche con un altro paio di occasioni in cui poteva arrivare il raddoppio.La Turris si difende e bene e riparte e si è resa molto pericolosa al minuto 36 con un gran tiro di Casarini che ha fatto la barba alla traversa della porta difesa da Thiam.

Secondo tempo live Juve Stabia-Turris.

4° Juve Stabia vicinissima al raddoppio: Meli su cross di Buglio tira due volte e trova entrambe le volte la parata di Marcone che salva il risultato per la Turris.

6° Adorante si libera molto bene del diretto avversario e va al tiro di destro e impegna Marcone in una parata non facile.

15° Turris vicinissima al pareggio: angolo battuto dalla sinistra da Contessa e colpo di testa di Maestrelli di pochissimo fuori.

20° Mignanelli perde banalmente un pallone al limite dell’area e ne approfitta Nocerino per andare al tiro, para Thiam e sulla ribattuta sbaglia la più clamorosa delle occasioni Pugliese con tiro di poco fuori da ottima posizione.

29° Turris pericolosissima: triangolazione al limite dell’area di rigore con Jallow che va al tiro senza marcature e salva Thiam.

31° Punizione battuta sulla trequarti, da Mignanelli cross per Candellone che arriva solo a sfiorare di testa la sfera che termina sul fondo.

43° Va al tiro Jallow, para senza problemi Thiam con presa a terra.

50° Traversa clamorosa di Giannone con un gran tiro dai 30 metri.

51° Ammonito Saccani per la Turris.

52° Finisce il match con la vittoria delle vespe molto sofferta nel secondo tempo ma meritata.

 

 

 

Pnrr, ok del Cdm al nuovo decreto. Da alloggi studenti a sicurezza sul lavoro: le novità

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(Adnkronos) – Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha approvato il decreto legge recante “ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. “Questo Dl Pnrr ha avuto una fase di confronto sia con le organizzazioni di categoria e le parti sociali nei lavori dei tavoli tecnici che abbiamo tenuto, sia con tutti gli enti attuatori, province, regioni e comuni e con tutte le amministrazioni”, ha spiegato il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto.  “E’ stato un lavoro molto complesso, articolato sia dal punto di vista della dimensione finanziaria del decreto sia dal punto di vista delle importanti norme che sono state inserite che sono certo contribuiranno in modo sostanziale ad un’accelerazione della spesa e ad una semplificazione delle norme e soprattutto a fare si che il Pnrr trovi ulteriori riscontri a quelli che già positivamente abbiamo ottenuto nel lavoro che ci lasciamo alle spalle.Con questo dl – ha chiarito Fitto – creiamo le condizioni per sviluppare un lavoro ulteriore nei prossimi mesi che sono mesi intensi e importanti per la verifica finale della quinta rata sia per quanto riguarda la sesta e settima rata che sono obiettivi del 2024”.  “Oggi segniamo una svolta sugli alloggi universitari, tema prioritario del Governo”.

Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, sul Dl Pnrr 4 approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede misure di semplificazione per la realizzazione di nuovi posti letto. “Abbiamo messo a punto un ‘pacchetto’ ad hoc dedicato all’housing.Il Cdm ha accolto la mia proposta di prevedere la figura di un Commissario straordinario per gli alloggi universitari, un soggetto attuatore che integrerà le competenze del Mur accelerando così la realizzazione dei posti letto.

Individuerò già nei prossimi giorni questa figura che farà anche da elemento di congiunzione con gli altri Ministeri, la Struttura di Missione Pnrr della Presidenza del Consiglio e gli Enti locali.Un soggetto altamente specializzato che coordinerà le politiche di housing attraverso procedure semplificate”, sottolinea Bernini. “Sempre oggi – aggiunge Bernini -, a completamento di questo pacchetto, il Mur ha pubblicato l’avviso per realizzare i 60mila nuovi posti letto entro il 2026 previsti dal Pnrr. È un target ambizioso, una sfida che vogliamo vincere.

Finalmente il nostro Paese si dota di una politica sulle residenze universitarie dopo anni di lentezze e ritardi”. Ampliata la platea dei soggetti che potranno realizzare nuovi alloggi.Sino ad oggi la norma si riferiva solo al privato convenzionato con il pubblico, ora direttamente anche a soggetti pubblici, in linea con quanto previsto dalla legge 338/2000. È inoltre prevista la possibilità di riconoscere un contributo sotto forma di credito d’imposta anche ai proprietari degli immobili.

Per la realizzazione delle residenze universitarie sarà rafforzata la collaborazione con il Demanio.Università statali, Enti di Ricerca e Enti regionali per il Diritto allo Studio potranno richiedere il supporto all’Agenzia come stazione appaltante. Attraverso un regime semplificato sarà possibile cambiare la destinazione d’uso degli immobili, trasformandoli in studentati con un vincolo di almeno 12 anni.

Sarà sempre ammesso il mutamento della destinazione d’uso degli immobili da destinare a studentati e gli interventi legati al mutamento alla destinazione d’uso sono realizzabili attraverso una segnalazione certificata di inizio attività (Scia).Previste anche agevolazioni fiscali: se aumenta il valore della rendita catastale dell’immobile a seguito del mutamento della destinazione d’uso, l’incremento non concorre ai fini della determinazione della tassazione sugli immobili e delle imposte ipotecarie e catastali. Il Mur ha pubblicato oggi il bando per i 60mila nuovi posti letto che dovranno essere realizzati entro il 30 giugno 2026.

Lo stanziamento previsto è di 1,2 miliardi in attuazione della Riforma 1.7- ‘Alloggi per gli studenti e riforma della legislazione sugli alloggi per gli studenti’, della Missione 4, Componente 1 ‘Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido all’università” del Pnrr.Il bando è aperto ai soggetti gestori di alloggi o residenze – sia pubblici che privati -.

Gli immobili, di almeno 20 posti letto ciascuno, dovranno trovarsi nelle immediate prossimità delle sedi universitarie o comunque in zone ben collegate tramite il trasporto pubblico.Il contributo economico verrà erogato in un’unica soluzione e sarà pari a circa 20mila euro a posto letto. 
Non meno del 30 per cento dei posti letto, si legge in una nota del Mur, dovrà essere destinato agli studenti meritevoli e provenienti da famiglie a basso reddito.

Gli importi che gli studenti dovranno corrispondere alla struttura saranno in linea con i bandi degli Enti per il diritto allo studio.Gli studenti saranno individuati tramite le graduatorie regionali.

La restante parte dei posti letto sarà destinata a tutti gli altri, sempre su criteri di merito.Si tratta di posti letto ai quali verrà applicata una tariffa inferiore almeno del 15% rispetto ai valori medi di mercato.

Questi vincoli dovranno essere rispettati per almeno 12 anni. Le candidature per la realizzazione dei nuovi posti letto verranno valutate singolarmente seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, secondo la modalità ‘a sportello’, cioè non attendendo la presentazione di tutte le domande ma favorendo una rapida valutazione e l’avvio delle attività di quei progetti già immediatamente cantierabili o in corso di esecuzione.Lo sportello si chiuderà ad esaurimento delle risorse stanziate.

Sarà possibile presentare domanda di finanziamento e calcolare in anticipo la tariffa di mercato dell’immobile – e stabilire così da subito l’importo del canone di locazione che potranno richiedere agli studenti – attraverso la nuova piattaforma informatica predisposta da Cassa Depositi e Prestiti SpA. Una volta valutato positivamente il singolo intervento e approvato tramite il decreto di concessione, i gestori avranno 12 mesi per completare l’intervento e mettere a disposizione i posti letto, pena il decadimento del beneficio concesso.L’attività di gestione delle strutture verrà costantemente monitorata dal Mur, anche successivamente alla rendicontazione del target Pnrr, per garantire che le tariffe favorevoli per gli studenti perdurino nel corso del tempo, anche oltre l’orizzonte temporale del Piano. ”Nel 2024 prevediamo un aumento del 40% delle ispezioni” grazie alla decisione di ”mettere in campo risorse aggiuntive per potenziare l’attività ispettiva dell’Inl attraverso il completamento del reclutamento di 466” persone a cui ”si aggiungerà un nuovo reclutamento di 250 ispettori.

Sono tutti tecnici – ha spiegato in conferenza stampa il ministro del Lavoro, Marina Calderone – che vogliamo destinare a quelle che sono le misure e il contrasto all’utilizzo improprio della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, ”Guardiamo alla prevenzione e tutela della salute e alla sicurezza dei lavoratori”, aggiunge. “Prevediamo di raddoppiare il nostro potenziale ispettivo e quindi i controlli”, ha spiegato Calderone.  ”Chi adempie spontaneamente a delle obbligazioni avrà il diritto a una riduzione delle sanzioni civili”.Gli ‘sconti’ non saranno applicati ”mai e poi mai ai debiti per premi e contributi, che vanno integralmente pagati”, aggiunge.  La patente a punti, ha spiegato il ministro, ”passa attraverso un processo di qualificazione delle imprese, che consenta di fare una selezione a monte delle competenze e delle caratteristiche che deve avere un imprenditore nel momento in cui inizia un’attività imprenditoriale, soprattutto se si tratta di un’attività ad alto rischio”.

In questa direzione va il ”percorso di accompagnamento alle regolarizzazioni, a un comportamento regolare delle aziende”.  ”Quando parliamo di compliance, vuol dire mettere a disposizione del nostro personale ispettivo, degli istituti di previdenza e assistenziali, delle procedure e delle possibilità di poter interloquire con il cittadino contribuente, per la sistemazione delle poste di debito che scaturiscono anche dall’incrocio delle informazioni delle banche dati che sono in nostro possesso”, conclude Calderone.  “Pronti gli incentivi del Piano Transizione 5.0 che consentiranno di sostenere le imprese negli investimenti legati all’efficientamento energetico, favorendo il combinato transizione digitale e green”, ha annunciato il sottosegretario delle Imprese, Massimo Bitonci.Le risorse stanziate, ricorda, “sono pari a 6,3 miliardi e verranno riconosciute sotto forma di credito d’imposta, cumulabile con altri incentivi aventi ad oggetto gli stessi costi.

Gli incentivi riguarderanno sia gli investimenti in beni materiali che immateriali, per l’autoproduzione di energia rinnovabile”.  “Un’attenzione privilegiata l’abbiamo riservata alla formazione del personale, con un finanziamento fino al 10% dell’investimento”, spiega il sottosegretario. ”I progetti agevolabili dovranno comportare un risparmio energetico pari o superiore al 3% a livello aziendale oppure al 5% per il processo produttivo specifico interessato.La misura presenta aliquote che partono dal 35% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni; del 15% oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni e del 5% per investimenti oltre i 10 milioni e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni”.  Inoltre, prosegue Bitonci, ”se l’impresa supererà il 6% o il 10% di riduzione dei consumi energetici la misura del credito d’imposta sarà incrementata sensibilmente.

Abbiamo introdotto due certificazioni: una ex ante prima dell’inizio del progetto e una ex post dopo la sua realizzazione, affinché venga tutelato l’investimento dell’imprenditore”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piantedosi: “Turbato da immagini di Pisa. Stretta su cortei? Dato privo di fondamento”

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(Adnkronos) – Quelle sugli scontri al corteo di Pisa sono “immagini mai belle da vedersi, sono rimasto turbato e sono immagini che non piacciono neanche ai poliziotti”.Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a ‘Cinque minuti’.

Quali sono gli esiti dell’inchiesta interna “è prematuro per dirlo.Io credo che per prima cosa dobbiamo affermare il diritto, anche per gli appartenenti alle forze di polizia, di non subire processi sommari”, ha aggiunto il ministro, continuando: “E’ molto importante fare appello a tutti che non ci sia la strumentalizzazione di questi episodi.

Non trascinare le forze di polizia nell’agone politico”. “Il presidente Mattarella ha fatto un riferimento ben preciso sull’autorevolezza delle forze di polizia che si esprime in altri modi, io segnalo oggi un’operazione con 130 arresti di presunti affiliati alla criminalità organizzata: sono queste le situazioni in cui si afferma l’autorevolezza delle forze di polizia”, ha detto ancora, affermando di aver condiviso l’irritazione e la sorpresa del capo dello Stato rispetto a quanto avvenuto durante il corteo di Pisa. I manifestanti “non hanno collaborato in un caso cercando, a Firenze, di deviare dal percorso preavvisato e concordato con la questura, cercando di andare ad assaltare un obiettivo sensibile, un obiettivo americano su cui qualche settimana prima si era verificato anche il tentativo di un attentato incendiario”, ha aggiunto. “Nel caso di Pisa non c’è stato neanche un preavviso e, nonostante i contatti da parte della autorità locali nei confronti di alcune persone, che risultavano essere gli organizzatori – ha continuato Piantedosi – c’è stata l’assoluta volontà di sottrarsi a qualsiasi forma di coordinamento e quindi alla possibilità di gestire in maniera ordinata l’evento”. “Nella maniera più assoluta, è un dato privo di fondamento”, la replica del ministro alle critiche da parte dell’opposizione secondo le quali da parte del governo ci sarebbe una stretta sui cortei. “Sia a Firenze che a Pisa, gli incidenti sono avvenuti in presenza di manifestazioni in cui i partecipanti hanno tentato di superare lo sbarramento delle forze di polizia a tutela di obiettivi sensibili” ha detto il ministro, a quanto si apprende, nella sua informativa in Cdm. In particolare, ha aggiunto, a Firenze i manifestanti hanno preavvisato la questura “solo 24 ore prima del suo inizio” e “durante lo svolgimento del corteo, dopo aver acceso numerosi fumogeni e imbrattato un esercizio commerciale, hanno cercato di raggiungere il Consolato Generale Usa, già oggetto di attentato incendiario” il 2 febbraio scorso, “non rispettando quanto comunicato in sede di preavviso in merito al luogo di conclusione della manifestazione” provando “più volte a sfondare il cordone di sicurezza posto a protezione dell’obiettivo sensibile”. A Pisa, ha aggiunto il ministro, “per la manifestazione non era stato presentato alcun preavviso alla Questura, la quale, avendone avuta notizia, ha cercato più volte di contattare gli organizzatori per ottenere informazioni in merito al tipo di iniziativa che sarebbe stata svolta e al relativo percorso ma invano.Gli stessi manifestanti, durante lo svolgimento del corteo, non hanno voluto fornire indicazioni su dove fossero diretti e si sono sottratti ai reiterati tentativi di mediazione da parte di personale della Digos, provando, nonostante gli ammonimenti da parte del dirigente del servizio e la richiesta espressa e ripetuta di non dirigersi in Piazza dei Cavalieri, di forzare il blocco delle Forze di polizia e venendo volutamente a contatto con i reparti mobili”. E ancora: “Sul caso specifico di Pisa, è in corso una indagine da parte della magistratura per verificare ciò che è accaduto anche grazie alla documentazione messa subito a disposizione, completa di materiale video-fotografico realizzato dalla Digos durante la manifestazione, una prassi consolidata che garantisce sempre la massima trasparenza degli operatori”. “Le relazioni di servizio e il materiale video-fotografico saranno esaminati dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza per verificare in maniera approfondita quanto è accaduto”, ha aggiunto il ministro. “Nessuno ha interesse ad alzare il livello di tensione, tantomeno il Viminale che, insieme a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, ha come prioritario obiettivo che ogni evento si svolga in maniera pacifica”, ha spiegato ancora. “Il governo non ha cambiato le regole di gestione dell’ordine pubblico”, ha spiegato. “I responsabili della sicurezza agiscono sul territorio sulla base di valutazioni fatte sul posto e non seguendo fantomatiche indicazioni da parte delle autorità politiche”, ha poi sottolineato. “Sono del tutto inaccettabili perché false e strumentali le polemiche sollevate contro il governo con l’obiettivo di accreditare nell’opinione pubblica la narrazione di una presunta strategia tesa a impedire la libera manifestazione del pensiero.

Ed è ancor più inaccettabile che per queste finalità di natura politico-elettorale ci si spinga perfino ad attaccare il ruolo e la professionalità delle forze di polizia”, ha continuato, aggiungendo: “Ho condiviso pienamente le parole del presidente Mattarella.Come il Capo dello Stato sono convinto che l’autorevolezza delle forze di Polizia non si nutre dell’uso della forza”. “Questa autorevolezza affonda nel sacrificio di centinaia di caduti nella lotta al terrorismo e alla criminalità, nella leale difesa delle istituzioni democratiche anche negli anni più bui della Repubblica, nella capacità di accompagnare con equilibrio e professionalità lo sviluppo della società italiana – ha detto – Rimanendo sulle parole del Capo dello Stato, incontrando i sindacati, ho sottolineato anche il precedente richiamo da parte dello stesso presidente contro ‘la intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese’”. “I fatti di Pisa e di Firenze rappresentano casi isolati e certamente non caratteristici o ricorrenti”, ha poi ribadito il ministro dell’Interno.

Piantedosi ha sottolineato che “per un regolare svolgimento di tutte le iniziative va ricordato che è sempre imprescindibile la collaborazione degli stessi manifestanti sia nella fase del necessario preavviso delle iniziative sia durante lo svolgimento delle manifestazioni rispettando le prescrizioni ed evitando comportamenti provocatori o violenti”. Riguardo alle manifestazioni “per il personale in divisa, tutto questo rappresenta un impegno quotidiano rischioso tanto che, nel 2023, nel corso delle manifestazioni pubbliche, si sono registrati 120 feriti, 31 già quest’anno”. Incontrando al Viminale i vertici delle organizzazioni sindacali confederali questa mattina “ho espresso la massima fiducia di tutto il governo nei confronti delle forze di polizia.Gli uomini e le donne in divisa sono servitori dello Stato e lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale a presidio della sicurezza e della legalità”, ha detto il ministro. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lucca, uccide la moglie a coltellate in strada

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(Adnkronos) – Una donna è morta dopo essere stata accoltellata dal marito a Fornaci di Barga, in provincia di Lucca.Il fatto sarebbe avvenuto in strada e sul posto sono intervenuti i carabinieri.

I sanitari non hanno potuto far altro che accertare il decesso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Drusilla Foer in ospedale per una polmonite bilaterale: “Ci rivediamo presto”

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(Adnkronos) –
Drusilla Foer è ricoverata in ospedale per una polmonite bilaterale.Lo comunica la stessa Drusilla, al secolo Gianluca Gori, attraverso un ironico video in cui lei non viene inquadrata ma vengono ripresi alcuni familiari intorno al letto di ospedale che indossano la mascherina. “Ti devi riposare e se possibile, scrivi anche due paroline ricordandoti di noi” le dicono due di loro, riferendosi scherzosamente al testamento. “Testamento? – risponde la Foer – Ma voi siete pazzi!!

Andatevene, uccelli del malaugurio.Ho una polmonite bilaterale – confessa l’attrice – questo va ammesso, ma mi sto curando”.

Uno di loro fa un cenno con le corna e lei: “Ecco, bravi, fate così.Orrendi!

Andatevene uccelli del malaugurio, andatevene…”.E in sovrimpressione appare la scritta ‘Ci rivediamo presto!’.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concorso straordinario magistratura, insorge Anm: “Viola la Costituzione, pronti a sciopero”

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(Adnkronos) – L’Associazione nazionale magistrati contro l’ipotesi di un concorso per il reclutamento straordinario dei magistrati. “Se le decisioni del Consiglio dei Ministri confermeranno le indiscrezioni di stampa, la giunta esecutiva centrale dichiara fin d’ora lo stato di agitazione e, nel monitorare gli sviluppi della vicenda, si appresta a proporre, nel prossimo Comitato direttivo dell’associazione fissato per il 2 e 3 marzo, le più forti iniziative di protesta, ivi compreso lo sciopero, contro tali improvvide iniziative del governo”, afferma l’Anm in una nota. “Solo qualche giorno fa in un incontro con il ministro Nordio, avevamo ricevuto ampia assicurazione in merito all’inesistenza di una prospettiva immediata di reclutamento straordinario in magistratura in violazione dei principi costituzionali del concorso pubblico – ricorda l’Anm – Apprendiamo ora da fonti di stampa che il tema è tornato alla ribalta ed è all’ordine del giorno dell’odierno Consiglio dei ministri.Con il pretesto dell’attuazione del Pnrr il Governo si appresta a scardinare l’architettura costituzionale del concorso per la magistratura”, denuncia il sindacato delle toghe.  “Sono già in corso di svolgimento concorsi per 1300 e più posti.

La proiezione attendibile è che, sulla base del piano di assunzioni già in atto, al 2026 ci saranno non più, probabilmente meno, di 300 vacanze, numero assolutamente fisiologico.L’idea di bandire un concorso straordinario per circa 750 posti riservato ad alcune categorie, scelte ad arbitrio del governo e senza adeguate garanzie selettive – osserva l’Anm – avrà solo l’effetto di mortificare, in uno con la magistratura, il merito, l’impegno e la passione dei giovani laureati, di quanti hanno svolto stage di formazioni presso gli uffici giudiziari e di quanti si stanno impegnando nell’ufficio per il processo”.  “L’ordine giudiziario sarà privato di un presidio fondamentale della sua legittimazione, dato da un concorso serio, rigoroso e aperto, senza riserve, che dia la possibilità di accesso alla magistratura di tutti i cittadini.

La giustizia, e i cittadini nel cui nome essa è amministrata – conclude la nota – non meritano tutto questo”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sardegna, spoglio a rilento: da Ficarra e Picone a Spinoza scatta l’ironia del web

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(Adnkronos) – “C’è un bel ritmo!”.E’ l’ironia di Ficarra & Picone a sintetizzare perfettamente sui social, insieme ad una foto di Fantozzi, il ‘ritmo’ dello scrutinio delle elezioni regionali in Sardegna, che procede molto a rilento. ‘L’andamento lento’ – per citare Tullio De Piscopo – dello spoglio elettorale nell’isola scatena il sarcasmo del popolo del web, che si profonde in battute, meme, gag ironiche.

Tra gli utenti, diversi personaggi noti: oltre a Ficarra & Picone anche l’autore tv Luca Bottura ironizza postando lo stemma dei 4 Mori, simbolo del vessillo sardo, che al posto delle teste nere mostra quattro rotelline in attesa di collegamento. “Regione Sardegna, il nuovo stemma”, scrive. “Il 75% delle schede di Cagliari non è stato caricato nel conteggio della regione.Idem il 30% di Sassari.

Una buona prima elementare aiuta a fare i conti”, scrive il giornalista del Corriere Tommaso Labate.C’è chi posta uno spezzone dell’ultranovantenne Rose del film ‘Titanic’: “Giovane scrutatrice sarda che torna a casa dopo le elezioni”, scrive l’utente. “Non è uno spoglio ma uno spogliarello.

Siamo ancora fermi al guanto”, si diverte un altro.Qualcuno posta un video in cui alcuni uomini della preistoria scrivono sulla pietra: “Gli scrutatori, mentre trascrivono i dati..”, scrivono a corredo delle immagini.

Definitivo l’humor di Spinoza: “I sardi campano cent’anni per recuperare il tempo perso durante gli scrutini”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Navalny doveva essere liberato”, il piano costruito in 2 anni

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(Adnkronos) –
Il piano per lo “scambio umanitario” tra Aleksei Navalny e altri detenuti nelle carceri russe per motivi politici con spie di Mosca in Occidente era stato messo a punto due anni fa, spiega Maria Pevchikh, la collaboratrice del dissidente morto nella colonia penale di Kharp lo scorso 16 febbraio, poche ore dopo che era stata finalizzata l’intesa. Dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina, era diventato chiaro che Navalny non poteva rimanere in Russia, ha spiegato la giornalista, citando l’aiuto di Christo Grozev, giornalista investigativo di Bellingcat, nel definire gli elenchi.  “Avrebbero potuto servire solo alcuni mesi, ma non c’era volontà politica e desiderio di concluderlo.Ci sono state decine di viaggi, centinaia di telefonate senza risposta.

Americani e tedeschi a parole dicevano che era importante salvare Navalny, e poi non facevano nulla”.L’entourage di Navalny inizia quindi a cercare strade alternative, impensabili, come Kissinger, che non ha poi fatto molto, o personaggi molto facoltosi con influenze politiche, o amici di Putin. “Alcuni hanno aiutato, e molto ma non vogliono che il loro nome sia citato. 
“Siamo andati avanti molto, la primavera dello scorso anno il piano è stato approvato, avrebbe potuto essere attuato allora.

Ma non si è fatto.Telefonate interrotte.

Malintesi.Precisazioni.

E a dicembre, il piano era di nuovo sul tavolo”, ricostruisce ancora Pevchikh. Il miliardario Roman Abramovich porta la proposta a Putin. “Negoziatore informale, era in grado di parlare sia con europei e americani e allo stesso tempo rappresentava Putin” a cui era stato detto che l’unico modo di avere Vadim Krasikov (un operativo dell’Fsb condannato all’ergastolo in Germania per l’uccisione di Zelimkhan Khangoshvili, georgiano di etnia cecena, combattente contro le forze russe nella seconda guerra, ndr) era cedere Navalny”.  Ma Putin odia così tanto Navalny ” da andare contro i suoi interessi.A febbraio gli è stata consegnata una proposta: Krasikov in cambio di due americani e Navalny. “Il 15 ho ricevuto la conferma che i negoziati erano arrivati nella loro fase finale, che Navalny avrebbe dovuto essere liberato a giorni”, conclude Pevchikh.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)