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Fedez, Muschio Selvaggio è di Luis Sal: dalla lite alla decisione del giudice

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(Adnkronos) –
Fedez perde Muschio Selvaggio e il podcast finisce nella mani dello youtuber Luis Sal.Lo ha deciso il giudice di Milano Amina Simonetti che ha affidato il 50% delle società finora nelle mani del rapper a un custode per scongiurare che possa venderle a un terzo.

La decisione è stata presa dopo il ricorso dello scorso 5 febbraio con cui Luis Sal, socio al 50% come Fedez, chiedeva il sequestro giudiziario dopo la fine del rapporto con il marito di Chiara Ferragni.Fedez attualmente conduce il podcast con Mr Marra. Il rapper si esprime dal proprio profilo Instagram. “Il tribunale di Milano non ha ‘decretato’ che le quote appartenenti a me debbano essere vendute a Luis Sal.

Anche perché la causa che deciderà sul merito della vicenda non è ancora iniziata.Un giudice ha stabilito che un custode gestirà le mie quote nell’interesse della società Muschio Selvaggio srl e non nell’interesse di Luis Sal!

Di conseguenza non sono stato esautorato da nulla tanto è vero che le puntate continueranno ad andare in onda”, scrive Fedez. “Detto ciò – prosegue – grazie a tutte le persone che sostengono il lavoro di questi 10 mesi a Muschio Selvaggio.Lavoro portato avanti con la sola forza della passione.

Abbiamo seguito il solo desiderio di cercare di portare contenuti di qualità.Non è stato un periodo facile per tutte le persone che lavorano a questo progetto.

Persone che ringrazio anche quando sembrava un podcast finito”. 
Il sodalizio tra Fedez e Luis Sal si è interrotto lo scorso anno, dopo la trasferta di Muschio Selvaggio al Festival di Sanremo 2023.La rottura si è consumata con messaggi incrociati tra i due ex soci. “Mi sarebbe piaciuto che fosse stato Luis a dare le spiegazioni per il rispetto di 3 anni di lavoro insieme e per il rispetto nei confronti del pubblico”, le parole di Fedez in un video diffuso all’inizio di giugno dello scorso anno. “Il podcast non è nato per guadagnare soldi, abbiamo rifiutato tante entrate in questi anni per evitare di contaminare il contenuto.

Per me e Luis era una parentesi di grande libertà.La parentesi di Sanremo è stata più lavorativa che divertente.

L’ho voluta io, è stato un progetto che pensavo potesse essere utile.Non siamo stati pagati, i soldi sono stati spesi per il format.

E’ stata una parentesi impegnativa, Luis inizialmente non era d’accordo ma poi ha detto ‘proviamo a farlo’.E’ stata un’esperienza caduta in un momento in cui la mia salute mentale non era proprio al top.

Alla fine del progetto c’è stata una discussione lavorativa, ho fatto notare a Luis come avessi la sensazione di dovermi far carico di tutto, senza supporto da parte sua.Alla fine della conversazione abbiamo deciso di prenderci qualche settimana per capire cosa fare”, ha aggiunto l’artista. “Non avevo avuto campanelli d’allarme, ma dopo una settimana di riflessione Luis mi ha mandato un messaggio dicendo che il podcast era identificabile soprattutto come un prodotto di Federico, non voleva più fare Muschio Selvaggio e voleva dedicarsi ad altri progetti.

Ci sono rimasto male, anche perché avevamo fondato una società qualche settimana prima”, ha aggiunto Fedez, spiegando all’epoca che “Luis è ancora nella sigla perché ad oggi il podcast è ancora di Luis, spero si trovi una soluzione perché ad oggi sono io a portare avanti la società.Luis sa che è sempre il benvenuto per fare puntate, i microfoni sono aperti per qualsiasi spiegazione in libertà e trasparenze.

Questa situazione mi ha dato molto dispiacere.So che la narrazione è ‘Fedez litiga con tutti’, mi dispiace che per il lavoro si sia rotto un rapporto che andava oltre.

Tenevo molto a Luis, non è stato facile.E’ strano ora portare avanti questa cosa da solo, ma non mi sento di buttare 3 anni di lavoro”. 
A stretto giro, la replica di Luis Sal ‘condita’ dalla celeberrima frase “dillo alla mamma, dillo all’avvocato”, diventata un tormentone sui social. “Gli argomenti dovevano essere la cosa più importante, già si parlava abbastanza di Fedez e Muschio Selvaggio non doveva essere un altro luogo in cui si parlasse di lui.

Con il passare del tempo, queste premesse vengono a mancare.Gliel’ho fatto notare da amico, glielo hanno fatto notare anche gli utenti nei commenti”, ha detto Luis Sal.

Dopo il Festival di Sanremo, secondo la ricostruzione di Luis Sal, il rapporto è andato in tilt.Fedez avrebbe chiesto a Luis Sal di cedere le quote della società e avrebbe prospettato una puntata in cui lo YouTuber avrebbe dovuto scusarsi per le assenze nei precedenti episodi. “Mi trovo a dovermi difendere” in ambito legale “e dalle cose non vedere che Federico dice su di me.

Trovo a dovermi difendere in un giochino, che Federico è molto bravo a fare e al quale non voglio partecipare.Federico, non voglio giocare: non giochiamo più, dillo alla mamma…

dillo all’avvocato…”. 
Tutto finito?Macché.

Terza puntata con Fedez e i bilanci: “Se questo senso di oppressione nei miei confronti era così latente da tanto tempo, perché hai deciso di fondare una società insieme a me due settimane prima di lasciarla?Chiedendomi successivamente 600mila euro per una società che non vale neanche la metà di quei soldi, vietandomi di dare spiegazioni e minacciando di raccontare la tua verità se io avessi osato dire che tu avevi abbandonato il podcast per dedicarti ad altri progetti?, le parole del rapper il 9 giugno 2023. 
A novembre, gli ultimi aggiornamenti degli ex soci. “Non c’è stato alcun accordo, tantomeno di riservatezza, ed anzi siamo in causa (fatta da Federico) e mi sto difendendo”, le parole di Luis Sal.

Pronta la replica del rapper. “Confermo, non c’è nessun accordo di riservatezza, non c’è nulla -la chiosa di Fedez- E quando c’è una società al 50% tendenzialmente le cose si risolvono davanti a un giudice, almeno fra adulti”.Oggi, la decisione del giudice.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, inchiesta crollo scalinata Globe Theatre: chiesto processo per gestore

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(Adnkronos) – La procura di Roma ha chiesto il processo per il gestore, all’epoca dei fatti, del Globe Theatre al termine delle indagini sul crollo di una scalinata in legno della struttura, all’interno di Villa Borghese, dove il 22 settembre 2022 restarono feriti 11 ragazzi, poi finiti in ospedale, al termine di uno spettacolo.  Nel procedimento i pm titolari del fascicolo, Gianfederica Dito ed Eugenio Albamonte, contestano al legale rappresentante dell’associazione Teatri Roma (Atr) le accuse di lesioni colpose, crollo colposo e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento.  Per i magistrati, il gestore non avrebbe “provveduto a mantenere la struttura in adeguate condizioni di stabilità e solidità, omettendo anche di provvedere e disporre le dovute attività manutentive della struttura e segnatamente della scala in legno’’.Per gli inquirenti, la struttura presentava “chiari segni di logorio e fragilità con sfaldamento di alcune parti; logorio che peraltro determinava il cedimento dei punti di ancoraggio della scala’’.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, pressing Pd per accordo Basilicata e Piemonte. Schlein: “Testardamente unitari”

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(Adnkronos) – “Testardamente unitari”.Elly Schlein dalla Sardegna definisce così il suo Pd commentando la vittoria nella regione, ma con lo sguardo sulle prossime e imminenti sfide elettorali.

Tra due settimane ci sono le regionali in Abruzzo e qui c’è una coalizione larghissima a sostegno di Luciano D’Amico che sfiderà il prossimo 10 marzo il meloniano Marco Marsilio.Un mese dopo sarà il turno della Basilicata e poi, nell’election day di giugno, del Piemonte.

In entrambe le regioni non c’è ancora un accordo, una situazione di stallo cristallizzata da settimane.  La vittoria in Sardegna però può riaprire i giochi.Sia nel rapporto con i 5 Stelle che interno al Pd dove viene frenato il fronte dei perplessi sull’alleanza con i pentastellati.

Dario Franceschini lo ha messo agli atti tempestivamente ieri sera via social: “La Sardegna indica che la strada imboccata tra mille difficoltà nel settembre 2019 era quella giusta.Ora va percorsa con convinzione e generosità”.

Ecco quella ‘generosità’ da mettere in campo per provare a chiudere accordi là dove ancora non ci sono.  Dice il responsabile Enti Locali del Pd, Davide Baruffi: la vittoria in Sardegna “per noi è lo sprone a proseguire su questa strada, a partire dall’Abruzzo dove si vota tra due settimane.E per la Basilicata e il Piemonte, dove un accordo unitario è ora indispensabile esercitando tutti un di più di responsabilità”.

E poi Andrea Orlando: “Spero che il segnale sardo arrivi a tutti i dirigenti del centrosinistra anche in Piemonte e Basilicata”.In Basilicata il Pd ha annunciato il sostegno ad Angelo Chiorazzo che non piace a M5S e sinistra.

Da tempo circolano voci su Roberto Speranza.Conte difficilmente potrebbe dire no al suo ex ministro, ma Speranza non ha mai avallato l’ipotesi.

Almeno, finora.  In Piemonte al momento il Pd ha in campo due candidature: quella di Daniele Valle, area Bonaccini, e Chiara Gribaudo, vicina alla segretaria Schlein.Dopo un’accelerazione nelle scorse settimane, anche su richiesta di Conte e Schlein, una serie di tavoli della potenziale coalizione sono finiti in un nulla di fatto.

Le distanze tra Pd e M5S locali sono antiche e continuano a mostrarsi difficilmente sanabili.La capogruppo grillina in consiglio regionale Sarah Disabato lo ha ribadito pure oggi: “‘Siamo felici per il risultato raggiunto in Sardegna.

Qui siamo in Piemonte e, come appare sempre più chiaro, la realtà è ben diversa.Non c’è alcun collegamento e oggi è bene rimarcarlo”.  Una doccia fredda per i dem che subito stamattina con il segretario regionale Domenico Rossi hanno chiesto “un cambio di passo”: “Mi auguro uno scatto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche che si riconoscono alternative alla destra che governa il Paese e la nostra regione.

Uniti si può vincere, anche in Piemonte”.Anche Alleanza Verdi e Sinistra rivolge un appello all’unità: “Non ci sono alibi per non seguire la strada della Sardegna”, dichiara netto il deputato Avs, Marco Grimaldi.  Conte da parte sua, conferma la linea M5S: “Per noi la strada è ‘il campo giusto’, un campo che nasce sulla base di un confronto serio e su un progetto credibile, in Sardegna è prevalso il metodo del campo giusto.

E’ la dimostrazione che non esistono campi larghi costruiti artificiosamente solo per spartirsi il potere.Esiste invece un campo che nasce dalla fatica e dalla serietà del confronto”.

Intanto, a Bari per la prima volta i 5 Stelle hanno accettato le primarie di coalizione: per il candidato sindaco del centrosinistra del post Antonio Decaro si sfideranno Vito Leccese sostenuto dai dem e l’avvocato Michele Laforgia sostenuto da Avs e stimato da M5S.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Navalny, la denuncia: “Non si trova agenzia funebre per i funerali”

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(Adnkronos) – Molte sedi in Russia si rifiutano di ospitare la cerimonia d’addio per Alexei Navalny.La squadra del dissidente morto in carcere ha chiamato da ieri “la maggior parte delle agenzie funebri private e pubbliche, dei siti commerciali e delle sale funebri”, ha riferito la portavoce, Kira Yarmysh, dell’oppositore russo morto il 16 febbraio in una colonia penale all’età di 47 anni.

Alcuni locali affermano che i loro spazi sono occupati mentre altri si rifiutano di menzionare il nome di Navalny, ha scritto su X. “In un posto ci è stato detto che alle agenzie funebri era vietato collaborare con noi.Dopo una giornata di ricerche, non abbiamo ancora trovato la sala per la cerimonia”.  “Non ne so nulla.

Non ho nessuna informazione” ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, su un presunto scambio di prigionieri che avrebbe visto coinvolto anche Navalny.E, dopo le notizie diffuse dall’entourage dell’oppositore, sulla presunta mediazione dell’oligarca russo Roman Abramovich, il portavoce del Cremlino ha invitato a chiedere direttamente a lui come riporta l’agenzia russa Interfax. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Turris (1-0): Il podio e il contro podio gialloblè

Per la nostra rubrica il Podio e il Contropodio vi parliamo della vittoria della Juve Stabia nel derby contro la Turris, con le Vespe che chiudono la gara sul 1-0

L’analisi espressa nel nostro podio e contropodio su Juve Stabia – Turris racconta della seconda vittoria casalinga del 2024 conquistata dalle Vespe.La Juve Stabia ritrova i tre punti tra le mura amiche superando la Turris nell’accesissimo derby del Menti.

Decisiva la rete lampo di Adorante, con i gialloblu che tremano nel finale per la traversa di Giannone.Successo portato a casa, che consente alla squadra di Pagliuca di tenere a distanza il Benevento, anch’esso vittorioso.

PODIO DI JUVE STABIA – TURRIS (1-0)

Medaglia d’oro:

Ad Andrea Adorante, Andora decisivo con i suoi gol pesanti.

Per l’attaccante della Juve Stabia, arrivato a gennaio dalla Triestina, sono già sei i gol siglati in gialloblu; reti pesanti che hanno svoltato il rendimento offensivo della Juve Stabia, permettendole di essere molto più cinica.Gol da attaccante rapace quella di Adorante, pronto per il tap-in dopo la conclusione di Meli parata da Marcone.

Esultanza che mette la gara in discesa, ma non troppo, e poi sostituta dal tanto sacrificio pure garantito dal 9 stabiese.

Medaglia d’argento:

A Davide Buglio, onnipresente senza limiti di ruolo, zona di campo e caratteristiche tecniche.La nuova acconciatura sfoggiata nel derby, quasi da guerriero Moicano, incarna alla perfezione lo spirito battagliero dell’ex Siena, che morde le caviglie della Turris, garantendo però anfhr fosforo e qualità alla manovra della Juve Stabia.

Eccezionale anche nell’intesa con Leone, Buglio non sbaglia la gestione di nemmeno un pallone, dando profondità con i suoi strappi ma anche copertura quando il gioco si fa duro.Per lui un compleanno da ricordare.

Medaglia di bronzo:

Demba Thiam, cui la Turris non fa passare una serata tranquilla.

Torna a ruggire il portiere stabiese, costretto nell’ultima gara a raccogliere la sfera dalla sua rete.Preciso e sicuro soprattutto nella ripresa, quando la Turris spinge con rinnovata decisione.

Nega la rete a Jallow, disimpegnandosi poi in più uscite in cui mostra sicurezza.Nell’unica occasione in cui può fare poco, la traversa lo salva fermando la botta dalla distanza di Giannone.

CONTROPODIO

Il morso è tornato, il cinismo sotto porta ancora no.

Peccato aver tenuto la gara aperta fino alla fine rischiando concretamente di subire una nuova beffa finale.Ritrovare condizione fisica brillante, automatismi e ferocia sotto porta sarà determinante per affrontare al meglio il rush finale.

Certo, lavorare con la soddisfazione dei tre punti sarà per squadra e tecnico più piacevole.

Mister Reseller il tempio delle sneaker in edizione limitata

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Sono più di 20.000 coloro che hanno scelto Mister Reseller per i loro acquisti; il motivo?La vasta gamma di modelli in edizione limitata presente all’interno dell’e-commerce.

Il brand, infatti, si impegna costantemente nella ricerca di modelli autentici e difficili da reperire, così da poterli proporre ai propri clienti.Grazie a questo impegno e ai feedback positivi di coloro che hanno suggerito Mister Reseller come punto di riferimento per trovare questi gioielli rarissimi, l’azienda si è costruita nel tempo una brand reputation di tutto rispetto.

Ma come nasce questa realtà?Fondata nel 2020 da Marco Chiarenza, germoglia a causa dell’esigenza degli sneakerheads di ricercare nuovi modelli per arricchire le proprie collezioni esclusive.

Grazie all’intuizione del suo creatore, al gusto per le sneakers più ricercate e al modello di business innovativo, lo shop online ha ottenuto una crescita esponenziale in pochissimo tempo.Basti pensare che, dalla nascita, l’eCommerce ha registrato un aumento di fatturato del 1212%; questo ha reso possibile l’apertura di due punti vendita fisici, uno a Senigallia (nel 2022) e l’altro a Cattolica (nel 2023).

Numeri che hanno anche permesso di offrire ai propri clienti un vasto assortimento di marchi (Nike, Air Jordan, Adidas, Yeezy, New Balance, Ugg, Salomon, Asics, Converse, Supreme) e modelli in edizione limitata.

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Mister Reseller specialista in vendita di Sneaker in edizione limitata

Gli appassionati del settore trovano in Mister Reseller la soluzione perfetta per individuare sneakers in edizione limitata, collezioni firmate da celebrities, modelli cult dello streetwear, capsule collection e collaborazioni con designer del lusso.Gli sneakerheads, infatti, sono alla continua ricerca di nuovi oggetti preziosi da aggiungere alla scarpiera e degni di essere esposti, per cui avere a disposizione un punto di riferimento di questo tipo risulta indispensabile.

Sull’ecommerce è possibile reperire le ultime novità, spesso in promozione.Per quanto concerne l’acquisto, dopo aver individuato il modello di proprio interesse, sarà sufficiente acquistarlo per riceverlo in 48h.

Elementi come modelli introvabili, marchi top e un’immensa passione per il mondo streestwear hanno reso Mister Reseller il punto di riferimento, online e nei negozi fisici, per la ricerca di scarpe da collezione.www.mistereseller.com

Scuola, Valditara: “Riforma voto in condotta alle battute finali”

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(Adnkronos) – ”La riforma del voto in condotta è all’esame del Senato e ormai alle battute conclusive.E’ importante questa riforma perché ridà valore al comportamento e quindi alla condotta ma soprattutto cambia il senso delle sospensioni.

Prima significavano stare a casa, quasi un premio, adesso invece saranno più scuola, più studio e anche attività di cittadinanza solidale”.Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara intervenendo al Forum Adnkronos al Palazzo dell’Informazione. Quanto alla riforma dei giudizi, per Valditara “serve per fare maggiore chiarezza in modo che le famiglie e gli studenti sappiano qual è il livello dei loro apprendimenti”. “Quindi accanto a dei giudizi analitici più complessi, più tecnici che servono innanzitutto ai docenti per ricostruire il percorso dello studente – spiega – ci dovrà essere una pagella, un documento che qualifichi, ottimo, buono, sufficiente e insufficiente in modo che ci possa essere una rappresentazione molto evidente, utile per capire come migliorare”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia-Francia, l’ambasciatore Briens in visita all’Adnkronos

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(Adnkronos) – L’ambasciatore francese a Roma, Martin Briens, è stato oggi in visita all’Adnkronos, al Palazzo dell’Informazione, dove è stato ricevuto dall’editore Giuseppe Marra, che gli ha regalato una copia del libro per i 60 anni dell’agenzia e del Libro dei fatti. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nei tunnel di Gaza la caccia al leader di Hamas, tra incognita ostaggi e rischio di ‘vittoria diversa’

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(Adnkronos) – Ne sono convinti i militari israeliani.Il leader di Hamas Yahya Sinwar si nasconde nel labirinto di tunnel sotterranei nel sud della Striscia di Gaza.

E’ accusato di essere la mente della strage del 7 ottobre in Israele.Gli danno la caccia da quel giorno.

Ma Sinwar, l’uomo più ricercato da Israele, è circondato da scudi umani, da ostaggi.  E le operazioni militari israeliane contro Hamas a Gaza, in corso dal 7 ottobre, non possono concludersi fin quando Sinwar non sarà stato catturato o ucciso o almeno fin quando non sarà più in grado di gestire il gruppo, hanno confermato al Washington Post funzionari israeliani in carica ed ex funzionari.Anche se è oggetto di dibattito quanto controllo abbia ancora Sinwar.

E individuare il covo del leader di Hamas potrebbe essere più facile che avviare un blitz per ‘neutralizzarlo’ senza morti o feriti tra gli ostaggi, stando a fonti d’intelligence e sicurezza israeliane, statunitensi e occidentali. 
Uccidere Sinwar sarebbe per Israele una vittoria strategica e simbolica, anche se molti esperti mettono in dubbio che l’eliminazione di un solo leader consenta al governo israeliano di avvicinarsi all’obiettivo dichiarato dal premier Benjamin Netanyahu: la distruzione totale di Hamas, un obiettivo irrealistico secondo alcuni.E Netanyahu è stato criticato per aver posto questo obiettivo davanti alla liberazione degli ostaggi. Gli americani affermano di essere d’accordo con Israele sul fatto che Sinwar si nasconda nella dimensione sotterranea di Khan Yunis, dove è nato nel 1962, e che si sia circondato di ostaggi.

Circa 130 sono ancora tenuti prigionieri, un numero che include i corpi di una ventina di persone che per le autorità israeliane sono già morte.Nelle loro operazioni, secondo rapporti di stampa israeliani, i soldati di Tsahal avrebbero trovato abiti di Sinwar, appunti scritti a mano e persino uno spazzolino da denti. Negli ultimi giorni alcuni funzionari hanno affermato di ritenere che il leader di Hamas possa essersi spostato a Rafah, al confine con l’Egitto, e da Israele si sono affrettati a smentire voci su una possibile fuga.

L’attenzione sul leader di Hamas è tornata dopo che il 13 febbraio le forze israeliane (Idf) hanno diffuso quelle che sarebbero immagini di telecamere di sicurezza che mostrerebbero Sinwar in un tunnel sotto Khan Yunis mentre cammina con moglie e figli tre giorni dopo l’attacco di Hamas in Israele. Alon Pinkas, un veterano della diplomazia israeliana, non ha dubbi sul fatto che ‘neutralizzare’ Sinwar non significherebbe “sradicare, annientare o rovesciare Hamas”, né “rappresenterebbe una vittoria”, ma sarebbe solo “pura giustizia”.E se l’annunciata operazione militare israeliana su Rafah è considerata come ‘l’assalto finale’ dei militari israeliani contro Hamas, il destino di Sinwar – evidenzia il Post – resta “cruciale” per le sorti del conflitto, anche se dovesse cambiare la “definizione di vittoria”.

Si è parlato anche di consentirgli di lasciare Gaza per andare in esilio. 
La sua ‘rimozione’ non porrà fine alla guerra, ma potrebbe accelerare la fine di Hamas, secondo una fonte vicina alla leadership israeliana.Qualcuno potrebbe prendere il suo posto.

Ma si arriverebbe o a una “scissione” o comunque a un “forte indebolimento di Hamas”.E per alcuni potrebbe essere la vittoria di Israele. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mali, liberati i tre italiani sequestrati nel 2022. Oggi pomeriggio saranno a Roma

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(Adnkronos) – Questa notte sono stati liberati tre cittadini italiani, Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni Langone, che erano stati sequestrati il 19 maggio 2022 nella loro abitazione alla periferia della città di Koutiala, a sud est della capitale del Mali, Bamako, dove vivevano da diversi anni. È un’area particolarmente permeata dalla presenza di miliziani jihadisti; il rapimento era avvenuto da parte di una fazione jihadista riconducibile al JNIM, Gruppo di supporto per l’Islam e i musulmani, allineata con al-Qa’ida, attiva in larga parte dell’Africa Occidentale.La famiglia Langone viveva a Koutiala da diversi anni, all’interno di una comunità di Testimoni di Geova, del tutto integrati. “Il rilascio della famiglia – sottolinea Palazzo Chigi in una nota – è stato reso possibile grazie all’intensa attività avviata dall’Aise, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, fin dall’immediatezza del sequestro, e in particolare grazie ai contatti dell’Agenzia con personalità tribali e con i servizi di intelligence locali.

Nonostante la lunga prigionia, i componenti della famiglia Langone godono di buone condizioni di salute.Il loro rientro in Italia è previsto per oggi a Roma”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morbillo, Bassetti: “Se si accenderà focolaio epidemico sarà difficile contenerlo”

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(Adnkronos) – “Nel 2023 più di 30mila casi di morbillo in Europa, di cui il 75% in soggetti non vaccinati.Il maggior numero di casi nel Paese meno vaccinato d’Europa, la Romania, con solo il 71% di copertura (2 dosi di vaccino).

E l’Italia? 85% di copertura vaccinale: ben lontani dall’obiettivo del 95%.Se si accenderà un focolaio epidemico, sarà difficile contenerlo”.

Ammonisce così sui social Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, tornando sulla risalita dei casi di morbillo a livello internazionale.Un trend che non risparmia l’Italia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme cybersicurezza, boom frodi informatiche su Facebook, Whatsapp e Criptovalute

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(Adnkronos) – Forte crescita delle frodi informatiche su Facebook, Whatsapp e Criptovalute.Secondo l’ultimo report sulla cybersecurity di Swascan (Tinexta Group), gli strumenti digitali più colpiti sono infatti quelli di uso quotidiano come il pacchetto Office 360 (17,8%), Facebook (11,5%) e WhatsApp (3,9%).

In questo quadro il report rileva che l’Italia è tra i cinque paesi più colpiti al mondo nell’attacco ransomware, il programma informatico ‘malevolo’ che può ‘infettare’ i nostri Pc, tablet, smartphone o la nostra smart TV bloccando l’accesso ai contenuti che vengono poi ‘liberati’ solo dietro riscatto.  I programmi software di uso comune nei nostri pc e cellulari, i social network, le app di messaggistica istantanea e adesso anche criptovalute e portafogli digitali sono sempre più imitati dai criminali informatici attraverso il phishing.A rilevarlo è l’ultimo report “Threatland” curato da Swascan, azienda di cybersecurity del Gruppo Tinexta, secondo cui i programmi più colpiti al mondo sono nell’ordine Office365 (17,8%), Facebook (11,5%), WhatsApp (3,9%), Outlook (2,4%) e “Crypto/Wallet” (2,1%) ormai fra i primi cinque bersagli preferiti dagli hacker. Gli analisti rilevano che la tipologia di cyber attacchi più diffusa a livello globale è proprio quella del cosiddetto phishing che sfrutta tecniche sofisticate per mandare e-mail, sms o comunicazioni ingannevoli che sembrano provenire da fonti attendibili, o legittime, per ottenere informazioni riservate: nel secondo semestre del 2023 nel mondo sono stati registrati ben 448.665 portali dedicati al phishing.

Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan (Tinexta Group) sottolinea che “la realtà digitale oggi si evolve nel mondo a velocità impressionante con attacchi informatici che diventano sempre più subdoli e aggressivi, anche grazie alla proliferazione di strumenti e competenze facilitati dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale”.  La cybersecurity, commenta Iezzi, “è diventata una priorità ineludibile e le aziende devono investire per rafforzare le misure di sicurezza dei loro sistemi informatici.Un impegno volto a garantire resistenza e resilienza non solo del tessuto produttivo del nostro paese, ma anche del sistema-Paese Italia.

Per raggiungere questo obiettivo, le organizzazioni, in particolare le Pmi, devono essere supportate attraverso percorsi di collaborazione tra pubblico e privato, ma anche tramite incentivi, agevolazioni e defiscalizzazione degli investimenti”.Per il Ceo di Swascan, quindi, “la cybersecurity è una necessità imperativa per proteggere il nostro patrimonio, l’economia e la quotidianità dei cittadini”.  Riguardo il fenomeno ransomware, il report evidenzia che in Italia nel 2023, le vittime degli attacchi ransomware sono nel 77% dei casi piccole e medie imprese con fatturato inferiore ai 250 milioni di dollari: gli hacker entrano nelle reti aziendali, attraverso la diffusione di software malevoli che ‘prendono in ostaggio’ i dati sensibili dell’impresa, e richiedono un riscatto per ripristinarli.

Si tratta di un trend in continua crescita anche nel secondo semestre dell’anno (+44%) e che fa salire il nostro Paese dall’undicesimo al quinto posto tra quelli più colpiti al mondo (88 attacchi in totale): ci precedono solo gli Stati Uniti (1.200), il Regno Unito (171), il Canada (126) e la Germania (105).  In questo stesso periodo la gang di hacker che ha compiuto più azioni a livello globale, con 526 attacchi di cui 18 in Italia, è Lockbit, bloccata di recente dalle autorità Usa e Gran Bretagna insieme all’Europol.Tra i settori maggiormente colpiti in Italia spiccano i servizi (21% degli attacchi) e il manifatturiero (20%) seguiti dalla sanità (11%) e del comparto tecnologico (9%).

La crescente digitalizzazione di questi ultimi due settori, evidenziano infine gli analisti di Swascan, dimostra “la pervasività della minaccia dei ransomware che in misura minore coinvolge anche altri comparti come i servizi pubblici, la logistica, il lusso e l’alimentare”.La maggior parte delle aziende attaccate (58%) ha un numero di dipendenti compreso tra 1 e 50 e si trova quasi esclusivamente nel Nord (56%) e nel Centro Italia (37%), indica il rapporto.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Gloria vince prime time lunedì 26 febbraio

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(Adnkronos) – Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera, in termini di telespettatori, per la serie ‘Gloria’ interpretata da Sabrina Ferilli che ne ha ottenuti 3.095.000 pari a uno share del 17,2%.Secondo gradino del podio per Canale 5 con ‘Grande Fratello’ che ha registrato 2.528.000 telespettatori ma con uno share del 19,5%, più elevato rispetto a quello registrato dalla fiction di Rai1 dovuto alla maggiore durata del programma.

Terzo posto per Italia 1 con ‘Fast & Furious 7’ che ha totalizzato 1.154.000 telespettatori e uno share del 6,7%.  Fuori dal podio su Rai3 ‘PresaDiretta’ è stata seguita da 943.000 telespettatori (share del 4,8%) mentre su La7 ‘La Torre di Babele – Anni ‘60, l’ultima età dell’oro?’ condotto da Corrado Augias ha realizzato 892.000 telespettatori e uno share del 4,6%.Su Rai2 invece ‘Mad in Italy’ ha interessato 885.000 telespettatori (share del 5,3%) e su Retequattro ‘Quarta Repubblica’ ne ha conquistati 777.000 (5,3% di share).

Chiudono gli ascolti del prime time Tv8 con ‘4 Hotel’, visto da 635.000 telespettatori (3,2%), e Nove che con il doppio episodio di ‘Little Big Italy’ ha registrato 318.000 spettatori con il 2,2%. L’access prime time vede in vetta Rai1 che ‘Cinque Minuti’ ha ottenuto 4.802.000 telespettatori e il 22,3% e, a seguire, con ‘Affari Tuoi’ 5.533.000 telespettatori e il 25,2% di share.Su Canale 5 invece ‘Striscia la notizia’ ha raccolto 3.219.000 telespettatori con il 14,7%.

Anche nel preserale Rai1 è in testa con ‘L’Eredità’ che ha conquistato 5.019.000 telespettatori pari al 27,1%, mentre Canale 5 con ‘Avanti un altro!’ si è fermato a 3.579.000 telespettatori con il 20,3% di share.Nel complesso la comparazione delle reti generaliste Rai più RaiNews24 nei confronti delle generaliste Mediaset più TgCom24 vede, nell’intera giornata, la Rai al 31,3% e 2.815.000 telespettatori e Mediaset al 27,7% e 2.522.000 telespettatori e, in prima serata, la Rai al 32% con 6.755.000 telespettatori contro i 5.366.000 e il 25,4% di Mediaset.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Denis Verdini torna in carcere a Firenze, revocati arresti domiciliari

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(Adnkronos) –
Denis Verdini lascia gli arresti domiciliari e torna in carcere.L’ex parlamentare di Forza Italia non è più in detenzione domiciliare nella sua villa di Firenze.

Questa mattina agenti della polizia hanno infatti dato esecuzione a un’ordinanza del Tribunale di sorveglianza del capoluogo toscano e lo hanno condotto nel carcere fiorentino di Sollicciano.Denis Verdini, 72 anni, deve scontare un cumulo di pene, per alcune condanne per bancarotta. All’ex braccio destro di Silvio Berlusconi, già coordinatore d Forza Italia e poi ex senatore di Ala, sono stati revocati gli arresti domiciliari su richiesta della Procura generale di Firenze sulla base di tre episodi di evasione dalla villa di Pian dei Giullari, dove dal gennaio del 2021 sta scontando una condanna definitiva a 6 anni per la bancarotta del Credito Cooperativo Fiorentino, di cui è stato a lungo presidente.

L’ex senatore è stato condannato inoltre in via definitiva a 5 anni e mezzo anche per il fallimento della Società Toscana Edizioni.Dopo la sentenza della Corte di Cassazione del novembre 2020 che trasformò in definitiva la condanna per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino, Verdini entrò per breve tempo nel carcere romano di Rebibbia e poi in ragione dell’emergenza Covid gli furon cocessi i domiciliari.  Invece di rientrare a casa, Verdini aveva partecipato a Roma ad alcune cene con politici e dirigenti Anas.

Ad assistere a quelle cene, c’erano gli investigatori della Guardia di Finanza che, per conto della Procura della Capitale, stavano conducendo un’inchiesta per corruzione, in cui Denis Verdini è indagato assieme al figlio, Tommaso.La documentazione delle evasioni di Verdini è stata stralciata dal resto dell’inchiesta e inviata per competenza a Firenze.

Le trasferte a Roma di Verdini erano state autorizzate dallo stesso Tribunale di Sorveglianza: l’ex senatore aveva fatto richiesta di potersi assentare dalla dimora fiorentina per curarsi dal suo dentista di fiducia nella Capitale e aiutare il figlio, titolare di un ristorante.Ma le assenze sarebbero andate oltre i permessi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Offerte Internet casa con connessione fibra ottica: diffusione delle tariffe FTTH in Italia

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Cresce la diffusione della fibra ottica in Italia per le connessioni internet delle abitazioni.In parallelo, con l’avanzata di questa tecnologia da nord a sud della Penisola, si moltiplicano le offerte Internet casa che permettono di navigare in Rete alla massima velocità, con una connessione stabile e performante e a costi sempre più concorrenziali, come rilevano anche recenti analisi di Segugio.it, il portale leader nel mercato della comparazione delle tariffe.

Corre la fibra ottica FTTH in Italia, rallenta la fibra mista rame

La fibra ottica FTTH (Fiber to the home) è al galoppo in Italia.

A fotografare la crescita costante di questa tecnologia dalle top prestazioni di navigazione (arriva fino a 2,5 Gbps in download) è l’ultimo Osservatorio sulle comunicazioni dell’Agcom (l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni) relativo ai primi nove mesi del 2023.Dall’indagine emerge che gli accessi FTTH (ovvero il cavo che resta in fibra fino all’ingresso dell’appartamento dell’utente) hanno registrato un aumento di +195 mila unità nel terzo trimestre del 2023 e di +905 mila su base annua.

Non solo: se si confrontano i numeri di settembre 2019 e quelli di settembre 2023, l’incremento delle linee FTTH ha fatto un balzo in avanti di 3,15 milioni di unità.

Frena, invece, la fibra mista rame FTTC, ovvero quella in cui la rete in fibra ottica arriva fino alla centralina di zona più vicina al luogo di fornitura del servizio.Stando alla rilevazione dell’Agcom, le linee in rame si sono ridotte di circa 168 mila unità su base trimestrale e di 857 mila rispetto al settembre 2022.

Nell’ultimo quadriennio sono diminuite di 6,15 milioni di accessi.Pur prendendo atto di questo calo, non va però dimenticato che la tecnologia FTTC continua a rappresentare poco meno del 50% della base clienti complessiva.

Fibra ottica in marcia, prezzi Internet casa più bassi

Con l’avanzata della fibra ottica FTTH crescono, allo stesso tempo, anche le offerte Internet casa proposte dalle compagnie di telecomunicazioni.

Il risultato è un aumento della velocità di connessione e un calo generalizzato dei canoni mensili (sia quelli standard sia quelli in promozione).Ciò fa sorridere i consumatori che, oggi, beneficiano dell’opportunità di navigare da casa con maggiori prestazioni rispetto al passato e a prezzi low cost.

Ma quanto costa, in media, un’offerta per accedere al web dalla propria abitazione?Setacciando il comparatore offerte Internet casa di Segugio.it, è possibile attivare una connessione per guardare film e serie TV in streaming, giocare online o seguire eventi live a partire da un costo mensile medio di 19,99 euro (in promozione per un anno, poi 26,99 euro al mese).

Salendo di prezzo, si può scegliere di avere la fibra e le chiamate illimitate con una spesa di 22,99 euro al mese, nel caso in cui però si sottoscriva un’offerta fibra e mobile con lo stesso operatore.Per chi, invece, voglia mantenere il proprio provider mobile e sottoscrivere un’offerta Internet casa con un’altra compagnia di telecomunicazioni, sono attivabili tariffe di rete fissa con un canone mensile che oscilla tra i 26,99 euro e i 27,95 euro.

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Comparazione delle offerte, la prima mossa del risparmio

La diffusione della fibra ottica in Italia ha spinto le Telco a ingaggiare una sorta di “lotta” delle tariffe, combattuta sul terreno di promozioni e sconti nel tentativo di rendere appetibili le rispettive soluzioni agli occhi dei consumatori.

Una concorrenza che, a volte, rischia di disorientare gli utenti.Ecco perché la prima mossa del risparmio passa dal confronto delle offerte attraverso la comparazione online e gratuita.

Grazie a questi strumenti 100% digitali e senza impegno è possibile trovare la soluzione Internet casa più in linea con le proprie esigenze di spesa, ma (soprattutto) maggiormente “cucita” sui propri stili di navigazione e consumo.Oltre alla comparazione delle tariffe, è sempre raccomandabile verificare la copertura di rete nella propria area di residenza, così da avere un quadro preciso della velocità di navigazione che si potrà raggiungere con il pacchetto che si intende sottoscrivere ed evitare brutte sorprese una volta che il contratto è stato firmato.

Elezioni Sardegna, Truzzu: “Sconfitta mia responsabilità. Cagliari ha votato contro di me”

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(Adnkronos) – ”A Cagliari mi pare che ci sia stato più un voto contro di me che per Todde”.Così il candidato del centrodestra Paolo Truzzu in conferenza stampa dopo la sconfitta alle regionali in Sardegna di cui si è assunto la responsabilità: “E’ del sottoscritto e di nessun altro”.  Con il 45,3% Alessandra Todde, candidata del Campo largo di centrosinistra, ha battuto Paolo Truzzu, candidato del centrodestra, che si è fermato al 45% quando le sezioni scrutinate sono 1822 su 1844.  “Il voto disgiunto c’è sempre stato”, ha detto ancora Truzzu dicendosi convinto che sull’esito “ha inciso molto il risultato di Cagliari”. “Il risultato dice che ho sbagliato e i cittadini non hanno apprezzato quello che ho fatto.

Al 99% rifarei le stesse scelte, ho cercato di dare una visione alla mia città e probabilmente non sono riuscito a comunicarla al meglio ai cittadini”, ha affermato Truzzu.  ”Non chiederemo alcun riconteggio perché il riconteggio eventualmente lo fa il Tribunale – ha quindi aggiunto – Una volta che avremo i dati del Tribunale valuteremo con i dati che abbiamo dalle nostre sezioni, dai nostri rappresentanti di lista, qual è la situazione e se pensiamo che ci sia un elemento per poter fare un ricorso lo faremo ma non è una cosa oggi all’ordine del giorno perché non ci sono le condizioni.Non sappiamo qual è il risultato, non abbiamo il verbale della Corte d’Appello.

I ricorsi si fanno quando c’è un risultato conclamato”.  E a chi gli chiedeva se avesse sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha risposto: “Le ho mandato un messaggio stamattina”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, stato di emergenza sanitaria in 20 regioni del Perù

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(Adnkronos) –
L’epidemia di Dengue dilaga in Perù, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria in 20 regioni (su 25).I casi sono oltre 31mila – riporta ‘Rpp’ – di cui quasi 18mila confermati, con 32 morti, ha riferito il ministro della Sanità César Vásquez Sánchez. “Marzo e aprile, almeno nei primi 15 giorni, saranno i mesi più difficili”, ha prospettato.

La decisione di decretare l’emergenza, ha spiegato, è stata presa perché ci sono regioni che fronteggiano un “rischio imminente”. “Sono aumentati molto i casi, ma non i decessi”, ha tenuto a precisare il ministro.Per mortalità “siamo terzi, non primi come eravamo l’anno scorso”, e “ci sono Paesi come il Brasile, l’Argentina e il Paraguay che si trovano in una situazione più complessa della nostra”, ha aggiunto.  Per contrastare l’infezione veicolata dalle zanzare, ha illustrato il titolare della Sanità peruviana, “abbiamo cercato di aumentare la formazione del personale sanitario di primo livello in modo da individuare tempestivamente” i casi.

Squadre di fumigazione entreranno nelle case e saranno organizzate campagne di informazione per la popolazione.Ancora: verrano usati droni per identificare i luoghi con acqua stagnante, dove potrebbero annidarsi e proliferare gli insetti vettori.

E ai comuni, in base alle necessità rilevate, verrano trasferite risorse per il contrasto dell’epidemia.Quanto al vaccino, “abbiamo già manifestato il nostro interesse – ha evidenziato il ministro – L’Organizzazione panamericana della sanità ci ha messi in lista d’attesa”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Oleg Orlov condannato a due anni e sei mesi di colonia penale

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(Adnkronos) – L’esponente di spicco di Memorial Oleg Orlov è stato condannato a due anni e sei mesi di colonia penale per discredito reiterato delle forze militari russe con l’aggravante dell’odio verso i valori tradizionali.Lo ha reso noto Mediazona e confermato Memorial.

La lettura della sentenza è avvenuta presso il tribunale Golovinsky di Mosca in cui si è svolto il processo.La corte ha ordinato l’arresto immediato di Orlov, che ha quasi 71 anni.   “La storia di Oleg Orlov è quella di un uomo che si è battuto tutta la vita contro la guerra e la dittatura”, riassume Alekandr Cherkasov, che con lui ha militato in Memorial sin dalle prime discussioni da cui l’organizzazione ha avuto origine.

E lo ha fatto, motivato dal “senso di soffocamento” che provava da tempo, sin dall’inizio degli anni Ottanta, per protestare contro la repressione del movimento Solidarnosc in Polonia e il rischio di un intervento di Mosca, e contro l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione sovietica.Inizia a stampare e distribuire volantini per le strade di Mosca, per denunciare la guerra e chiederne la fine immediata e il ritiro delle forze militari o contro la dichiarazione dello stato di emergenza in Polonia.  A lungo non sa bene cosa fare.

Non è convinto dal movimento dei dissidenti che trova non efficace.Matura così l’idea dei volantini, di come stamparli da solo con un duplicatore, uno strumento da produrre facilmente in casa per replicare testi, che poi distribuisce la notte intorno alla stazione Kievsky, poi sul Kutuzovsky, negli androni delle case di Mosca.  
Nel 1988, inizia a partecipare alle discussioni di Memorial per la riabilitazione delle vittime del terrore sovietico, la denuncia delle violazioni dei diritti umani, la costruzione di monumenti per le vittime.

Prende parte a spedizioni in Siberia, per individuare le rovine dei gulag staliniani.Poi c’è stato il Nagorno Karabakh nel 1990, dove è rimasto in territorio di guerra diverse settimane, un conflitto su cui ha contribuito a scrivere il primo rapporto indipendente.

Decide in questo periodo di lasciare il lavoro di accademico, per dedicarsi interamente all’impegno di attivista. Biologo, Orlov, e fisico, Cherkasov, negli anni, sono diventati di fatto giuristi con il loro lavoro sul campo.Per documentare, e riferire a tribunali in Russia o alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo, le violazioni commesse, in particolare dalle forze militari russe.

Hanno fatto ricorso al metodo scientifico, “non credere a tutto ciò che viene detto, ma mettere alla prova, metodo che si è rivelato molto utile nelle zone d’ombra, per non rimanere ostaggio di quello che dice una parte o l’altra”.   Dopo la morte di Alexei Navalny “le cose si sono solo fatte più chiare e pericolose.Ma è una situazione che va avanti da molti anni, dalla morte dei nostri compagni di battaglia, fra cui Anna Politkovkaya, Natalia Estemirova, Boris Nemtsov.

Comprendiamo bene che questa battaglia è pericolosa e forse lunga, Oleg comprende che sarà molto pericolosa e molto lunga.E’ come il cavaliere che lotta contro il drago, che continua a farlo anche se il suo avversario è terribile”, aggiunge Cherkasov, che ha 57 anni, è in Memorial dal 1989, ora da diversi mesi ha lasciato la Russia.  L’organizzazione per cui lavorano entrambi è stata presente nelle zone dei conflitti che si sono aperti con il crollo dell’Unione sovietica, dalla Transnistria al Tagikistan.

Poi la Cecenia, la prima guerra e la seconda, quando il lavoro è diventato “più sistematico”, sono stati aperti uffici, non solo a Grozny, ma anche nel Daghestan e in Inguscetia, per documentare sparizioni forzate, le torture, un lavoro proseguito, a Grozny fino al 2018, nelle repubbliche vicine fino alla chiusura di Memorial poche settimane prima dell’inizio della guerra contro l’Ucraina, contro cui Orlov non solo ha scritto l’articolo pubblicato da Mediapart in cui parla del regime in Russia come di fascismo all’origine del procedimento giudiziario a suo carico ma è sceso in piazza per picchetti individuali (da solo con un cartello in una zona centrale di Mosca).  Il risultato?Su 3-5mila sparizioni forzate avvenute in Cecenia, in Russia ci sono state quattro sentenze di tribunale.

Circa trecento sono stati invece i casi aperti alla Corte europea.La Russia ha pagato sanzioni, “l’imposta per l’impunità”, come la chiamiamo noi, ma mai avviato una inchiesta effettiva, mai cambiato nulla nella struttura delle forze militari per prevenire la ripetizione di tali crimini.

Però, con Orlov, siamo riusciti a “evitare che la tragedia si trasformasse in statistica, a dare un nome a diverse centinaia di vittime”.  E anche se oggi in Russia la legge protegge i responsabili delle sparizioni, dal momento che è stata una pratica sistematica, vale a dire di un crimine contro l’umanità, non c’è prescrizione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vive con 2 proiettili nella gamba dal 1940, operata a 98 anni a Mantova

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(Adnkronos) – La signora Lina, 98 anni, conviveva con due proiettili nella gamba destra dai tempi della Seconda guerra mondiale.Era rimasta ferita 84 anni fa, durante un bombardamento aereo che colpì tutta la sua famiglia.

Solo ora quelle pallottole le sono state tolte, grazie a un’intervento eseguito all’ospedale Carlo Poma – Asst di Mantova che racconta la sua storia.  Lina Martelli è originaria di Gabbiana, frazione del comune di Castellucchio nel Mantovano.Vive in una residenza per anziani e nei giorni scorsi è stata operata d’urgenza al Poma in Chirurgia vascolare.

I reperti di quei vecchi proiettili mai rimossi avevano causato la rottura di un’arteriola muscolare, che a sua volta aveva provocato un ematoma post traumatico.Asportati proiettili e parti metalliche, si è proceduto con l’emostasi e la ricostruzione dei tessuti.

Successivamente la paziente è stata ricoverata in Nefrologia e Dialisi per le conseguenze dell’ematoma post-trauma.Una volta dimessa ha fatto ritorno in Rsa, ma ogni settimana rientra in ospedale per l’emodialisi.  Lina torna con la mente a quel giorno del 1940 quando “passò ‘Pippo’, l’aereo dei bombardamenti.

Voleva colpire un camioncino e invece centrò in pieno la mia famiglia.Ero con mamma, papà, i nonni e 4 fratelli.

Rimasero tutti feriti”.Fu Lina, che aveva 15 anni, a riportare le ferite più gravi.

In ospedale fecero quel che poterono: “Provarono a togliermi i proiettili – ricorda – ma non ci riuscirono”.Alla fine della guerra il matrimonio e il trasferimento a Rivalta sul Mincio. “Mio marito Attilio non c’è più.

Oggi avrebbe più di cent’anni.Non abbiamo avuto figli, ma ho tanti nipoti.

Io sto meglio, ora – dice Lina – Per il resto, sarà quel Dio vorrà”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo in Toscana, allerta meteo arancione: ultime news

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(Adnkronos) – Allerta meteo arancione oggi, martedì 27 febbraio, in Toscana.Il rischio idrogeologico riguarda in particolare la parte occidentale e il bacino dell’Ombrone pistoiese.

Ma piove su gran parte della regione, con cumulati superiori a 130mm a Fabbriche di Vergemoli, 121mm ad Equi Terme e alcuni allagamenti a Livorno, comunica sui social il presidente della Regione Eugenio Giani, spiegando che “rimangono alti i livelli in tutti i bacini delle zone oggetto di allerta, in particolare su quelli centro-settentrionali e costieri: sopra il primo livello di guardia al momento stabili l’Ombrone pistoiese a Pistoia e Poggio a Caiano e il Bisenzio a Signa e Gamberame; al secondo livello San Dalmazio a Pomarance; al primo livello anche Cecina, Reno a Pracchia, Ozzeri, Freddana, Carrione, Era e Merse”. Giani inoltre, segnalando che si registrano “aumenti anche lungo l’asta dell’Arno, ma al momento molto sotto il primo livello di guardia” e che “le precipitazioni continueranno per tutta la giornata”, invita la cittadinanza alla “massima attenzione”. Una squadra dei vigili del fuoco di Viareggio è intervenuta nel comune di Massarosa, in via Sarzanese Sud (Ss 439), all’altezza del bivio per il ristorante Chandelle, per una frana di grosse dimensioni che ha ostruito completamente la carreggiata.Sul posto sono intervenuti anche l’assessore, la protezione civile del Comune, i carabinieri di Viareggio e l’Anas.

La viabilità è stata ripristinata attorno alle ore 7:30. Sempre a Massarosa, in via Pietra a Padule, la squadra di Viareggio è intervenuta per un’altra frana che ha coinvolto un’autovettura con due persone a bordo che sono rimaste bloccate all’interno, ma non sono rimaste ferite.La strada era completamente ostruita e la viabilità è stata ripristinata attorno alle 5:00. Altre frane si sono verificate sul Monte Quiesa dal versante di Bozzano, a Pedona, a Levigliani e in Garfagnana a Gallicano, dove 3 famiglie sono rimaste isolate. Sempre a causa del maltempo una serie di alberi sono caduti sulla sede stradale in varie località. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)