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Meloni in Tunisia: Finta conferenza stampa dopo vero Dissenso sui migranti

Giorgia Meloni in Tunisia affronta il tema dei migranti durante, ma una ennesima conferenza stampa senza giornalisti solleva interrogativi.Un’immagine di leadership, ma senza domande solleva critiche sulle politiche del governo italiano.

Meloni in Tunisia: ennesima falsa conferenza stampa ma vero Dissenso

La situazione descritta anche in una finta conferenza stampa davanti ad un microfono, leggio e null’altro (se non una stanza vuota) evidenzia una discrepanza tra la retorica del governo italiano, rappresentata dalla visita di Giorgia Meloni in Tunisia e le reali condizioni dei migranti e delle relazioni tra i due paesi.

Nonostante Meloni abbia annunciato accordi e promesso sostegno finanziario, la mancanza di accesso legale all’Italia per la popolazione tunisina e straniera rimane un problema significativo.Questo è evidenziato dal caso di Ghassen Chraifa, l’artista tunisino bloccato dalle procedure burocratiche per partecipare alla Biennale di Venezia, e dalle manifestazioni di dissenso che si verificano davanti all’ambasciata italiana a Tunisi.

Inoltre, il Memorandum of Understanding firmato tra Unione europea e Tunisia sembra essere in contrasto con le deportazioni di massa di persone subsahariane e sudanesi verso il deserto tunisino, una pratica documentata e denunciata da varie associazioni per i diritti umani.Il finanziamento dell’Italia all’apparato securitario tunisino, incluso l’invio di motovedette, è stato oggetto di contestazione e critiche da parte di queste associazioni, che accusano la Guardia costiera di Tunisi di gravi violazioni dei diritti umani.

Questa situazione evidenzia la necessità di una revisione delle politiche migratorie e delle relazioni bilaterali tra Italia e Tunisia, con un maggiore rispetto dei diritti umani e un impegno concreto per affrontare le cause profonde delle migrazioni e promuovere una cooperazione più equa e paritaria tra i due paesi.

Ucraina in pressing su G7. Allarme Cia: senza armi Usa, Kiev può crollare

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(Adnkronos) –
L’Ucraina chiede di accelerare la consegna dei sistemi di difesa aerea Patriot e Samp/T, determinanti per contenere gli attacchi della Russia.La Cia, intanto, lancia l’allarme: senza le armi degli Usa, Kiev rischia di perdere la guerra entro il 2024.

Al Congresso sono bloccati 60 miliardi di dollari di aiuti destinati al paese guidato dal presidente Volodymyr Zelensky.Il Senato ha dato il via libera, ma la Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana non ha ancora votato e il semaforo verde non è scontato. In questo quadro, la Cia ha mandato un messaggio chiarissimo.

Se gli Stati Uniti non manderanno altri aiuti militari, l’Ucraina potrebbe “perdere” la guerra contro la Russia entro la fine dell’anno.L’allarme – fra i più netti finora inviati dall’amministrazione Biden al Congresso – è stato lanciato dal direttore della Cia, William Burns, che appena un mese fa si era limitato ad avvertire del rischio che Kiev “perda terreno e probabilmente terreno significativo nel 2024”. Ora, parlando al George W.

Bush Center, Burns è andato molto oltre: “Con la spinta che verrebbe dall’assistenza militare, sia dal punto di vista pratico che psicologico, credo che gli ucraini siano assolutamente in grado di resistere fino al 2024”.Ma, ha continuato, “senza assistenza supplementare, il quadro è molto più disastroso: c’è il rischio molto concreto che gli ucraini possano perdere sul campo di battaglia entro la fine del 2024, o almeno mettere Putin in una posizione tale da poter dettare i termini di una soluzione politica”.  
I raid effettuati dalla Russia negli ultimi giorni hanno acceso i riflettori sulla priorità assoluta per l’Ucraina: servono sistemi di difesa aerea.

E’ il punto su cui ha insistito il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, nel suo giro di bilaterali a Capri, teatro del G7 Esteri, dopo l’ennesima strage russa nella città di Chernihiv.Un appello, quello di Kiev, che segue l’irritazione manifestata dal presidente Zelensky, per il diverso trattamento che l’Occidente – a suo parere – ha riservato ad Israele rispetto al suo Paese nel fronteggiare la minaccia dai cieli. E che è stato accolto dai capi delle diplomazie dei ‘Grandi’ della Terra, che hanno espresso la volontà politica di garantire all’Ucraina l’assistenza militare necessaria, così come dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo cui segnali “positivi” sul sostegno militare all’Ucraina sono arrivati dagli Usa e da altri alleati come la Germania.

Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato che “abbiamo tutti confermato il nostro massimo impegno” sull’Ucraina. “Aiutare l’Ucraina significa lavorare per la pace – ha dichiarato Tajani nel suo intervento nella sessione di apertura del G7 – Se l’Ucraina perde, Putin non si siederà mai al tavolo della pace.E’ nostro dovere aiutare il Paese in difesa dei valori di libertà, democrazia e rispetto del diritto internazionale”. Durante i faccia a faccia con i suoi colleghi, il titolare della Farnesina ha ribadito come il sostegno politico, finanziario e militare a Kiev sia “essenziale per permettere all’Ucraina di sedere al tavolo di pace in condizioni di parità”.

Concetto sottolineato anche da Stoltenberg, che in un punto stampa ha esortato gli alleati a dare i propri Patriot e Samp/T perché ogni giorno di ritardo “provoca sempre più morti e danni in Ucraina”. 
Kuleba, dal canto suo, ha indicato come una “priorità” l’arrivo “il prima possibile” dei sistemi di difesa aerea nel colloquio avuto nell’isola campana con il segretario di Stato americano, Antony Blinken, mentre dagli Usa arrivano prime notizie incoraggianti per Kiev sugli aiuti militari bloccati dal Partito Repubblicano. Gli aiuti americani non cambieranno la situazione al fronte che è “sfavorevole” gli ucraini, ha rintuzzato subito il portavoce del Cremlino, Dmytro Peskov, secondo cui sarà solo “l’industria bellica americana” a trarre vantaggio della situazione. “E’ un passaggio fondamentale per andare verso la pace perché Putin si siederà intorno a un tavolo solo se capirà che è impossibile sconfiggere l’Ucraina”, ha invece tenuto il punto Tajani. 
“Non ci sono divisioni tra gli alleati” in merito agli aiuti all’Ucraina, “all’interno del G7 c’è piena solidarietà”, ha evidenziato Kuleba, sottolineando a Sky Tg24 che i Patriot americani e i Samp/T franco-italiani “sono gli unici sistemi capaci di intercettare i missili balistici russi”.Il ministro, riferendosi anche alla carneficina di Chernihiv, ha chiarito senza mezzi termini che si tratta di “una questione di vita o di morte”, aggiungendo che l’unico motivo della sua visita a Capri è garantire che l’Ucraina abbia i mezzi per difendersi.

Lo scenario da scongiurare è quello della “Terza Guerra Mondiale” che diventerebbe realtà se la Russia vincesse la guerra, ha scandito il premier ucraino, Denys Shmyhal, intervistato alla Bbc. E una sponda importante il governo ucraino l’ha trovata nei vertici delle istituzioni europee. “Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e smettere di dire: lo faranno gli Stati Uniti.Abbiamo i Patriot, abbiamo sistemi antimissili.

Dobbiamo tirarli fuori dai nostri depositi e inviarli in Ucraina.Sono sicuro che lo faremo, ma dobbiamo farlo in fretta”, è stato lo sprone dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell, mentre da Mosca si registra una nuova strategia nei bombardamenti.  Nelle ultime settimane, infatti, le forze russe hanno iniziato ad infliggere danni al sistema energetico ucraino, cercando di colpire anche i vasti depositi di gas sotterraneo su cui hanno contato i Paesi della Ue lo scorso inverno per scongiurare crisi di approvviggionamento.

Le rovine della bombardata centrale termoelettrica a carbone di Trypilska, la principale centrale di Kiev a 50 km a sud della capitale che produceva elettricità per milioni di persone, sono il simbolo di questo cambio di passo. “Dobbiamo prendere decisioni più rapide per sostenere maggiormente l’Ucraina perché non possiamo permetterci la vittoria di Putin.L’Ucraina sta combattendo, ma ha bisogno di armi e noi dobbiamo fornirle molto più rapidamente”, ha rimarcato Borrell, mentre da Bruxelles, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha evidenziato l’estrema determinazione dell’Europa a sostenere l’Ucraina, sottolineando che per la consegna delle armi chieste da Zelensky “non è questione di mesi, ma di giorni o settimane”.

Schierati con Kiev senza esitazioni si sono confermati i Paesi baltici, che hanno rivelato quello che concretamente chiede l’Ucraina ai suoi alleati.Nient’altro che “sei” sistemi Patriot, ha affermato la premier estone, Kaja Kallas. “Si sta valutando cosa si può dare e che disponibilità c’è, l’Italia non ha Patriot quindi non è una questione che ci riguarda, noi abbiamo già avuto un pacchetto che è stato approvato poco tempo fa”, ha chiosato Tajani.

Intanto oggi pomeriggio si terrà nel quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles una riunione del Consiglio Nato-Ucraina alla quale Zelensky parteciperà da remoto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Meloni si sfila da ‘toto-Draghi’: “Nome autorevole, ma ora è filosofia”

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(Adnkronos) – Non apre e non chiude, semplicemente si sfila.Perché sul futuro di Mario Draghi ai vertici dell’Europa -quella che verrà dopo il voto del 9 giugno- per Giorgia Meloni si fa mera “filosofia”.

I giochi si decideranno soltanto poi, quando i voti saranno nero su bianco e i rapporti di forza ben definiti.Tutto questo dibattere attorno all’ex premier e numero uno della Bce sembra quasi infastidirla.

Lasciando l’Europa Building dopo un Consiglio europeo che si è protratto ben oltre ogni più fosca aspettativa -tanto che al ‘fischio’ di fine vertice un applauso spontaneo si leva dalla sala stampa-, la premier si ferma per un punto stampa alla lanterna, rispondendo a ogni singola domanda come fosse su un ring.  Aborto, par condicio, carcere per i giornalisti, discesa in campo di Ilaria Salis, vendita dell’Agi: ribatte domanda su domanda parlando spesso -per ben 4 volte- di fake news.E anche su Draghi, lascia intendere, è la stampa ad aver ‘ricamato’. “Io sono contenta che si parli di un italiano – premette – ma questo dibattito è filosofia.

La tendenza di decidere prima che i cittadini votano non mi troverà mai d’accordo.Sono i cittadini che decidono le maggioranze, per questo non parteciperò al dibattito” su Draghi sì, Draghi no, Draghi forse. “Questo dibattito è buono per i titoli dei giornali e fare campagna elettorale – aggiunge poi – ma non è così che funziona.

Questa tendenza a tentare di decidere chi fa cosa prima che i cittadini votino è una tendenza sulla quale non mi troverete mai”.E pazienza se le parole pronunciate da ‘Super Mario’ alla vigilia del vertice siano suonate alle orecchie di molti come un discorso programmatico, la rotta che punta a un ruolo di peso nei futuri assetti europei.  I giochi si fanno poi, torna a ribadire Meloni, che inizia la sua giornata arrivando all’Europa Building mezz’ora prima dell’avvio del summit per incontrare la presidente uscente Ursula Von Der Leyen, candidata del Ppe in corsa per il bis ma con un certo affanno, complice il ‘fuoco amico’ del Partito popolare europeo.

Con lei, dirà poi Meloni incontrando i giornalisti, ha parlato di migranti, con i flussi “in significativo calo”, rivendica, prova che la strategia messa in piedi “sta dando risultati”.Ma è comunque un’Europa “diversa” quella che la premier italiana vede dopo il voto, “capace di rispondere alle grandi sfide” che l’attendono.  Perché un cambio di passo va impresso, e il rapporto di Enrico Letta -su cui oggi si sono ‘accapigliati’ i leader- e il cambiamento “radicale” chiesto da Draghi dimostrano, rimarca, che le critiche mosse in passato da chi certo non vantava l’etichetta dell’europeista convinto un fondamento l’avevano: “fino a ieri ci dicevano che andava tutto bene – rivendica Meloni, ricordando il ‘pedigree’ di Letta e Draghi – oggi fanno i conti con il fatto che le priorità sono altre”.  E lei sente di avere l’opinione pubblica dalla sua parte: “Potete continuare a ripetere che sono una pericolosa fascista e mi aiutate anche, visto che penso che la gente che vede il lavoro di questo governo si renda conto che gli estremisti stanno da un’altra parte”, dice.

Come stanno dall’altra parte, per l’esattezza “a sinistra” -accusa- quelli che vorrebbero cambiare la Legge 194, ma che a suo dire non hanno il coraggio di dirlo, di intestarsi la battaglia.  Meloni difende a spada tratta l’emendamento della discordia al dl Pnrr quater sui movimenti pro-vita nei consultori: “ricalca esattamente il testo della 194”, che è una “legge equilibrata”.Anche sul ‘balletto’ andato in scena in vigilanza sulle regole della par condicio, “non c’è nessuna TeleMeloni, non accetto lezioni di democrazia da nessuno”, tuona.  Mentre il carcere per i giornalisti – altra notizia che ha infiammato il dibattito – “c’è già, è una legge di Fdi che lo sta togliendo”.

Lei, assicura, difende “la libertà di stampa”, e infatti assicura non ci sia la sua ‘manina’ -“ho letto tante falsità e ricostruzioni surreali”- dietro la vendita dell’Agi, al centro della trattativa Eni-Angelucci: “non so se chi ispira queste letture fosse abituato a usare le partecipate dello Stato per risolvere i problemi privati degli amici o per stiparci i parenti, può essere che sia stato così ma non è la mia lettura su a cosa servano le partecipate”.  Sul caso Salis – mentre la candidatura per Avs viene prima smentita e poi annunciata – Meloni assicura che il Governo continuerà a fare il suo lavoro: “non cambia nulla” riguardo alla detenzione della maestra 39enne, “verrà garantita comunque come è giusto”. “La politicizzazione della vicenda, come ho già detto in passato, non so quanto possa aiutare il caso in sé”, ma “le scelte personali di Salis non mi permetto di giudicarle”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gli Stati Uniti mettono il veto su adesione piena Palestina all’Onu

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(Adnkronos) – Al Consiglio di Sicurezza gli Stati Uniti hanno votato contro la richiesta palestinese di diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.Il Consiglio, composto da 15 membri, ha votato un progetto di risoluzione che raccomandava ai 193 membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di ammettere “lo Stato di Palestina alle Nazioni Unite”.  Il progetto di risoluzione ha ricevuto 12 voti a favore, due astenuti e un voto contrario.

Una risoluzione del Consiglio di sicurezza ha bisogno di almeno nove voti a favore e nessun veto da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia o Cina per essere approvata. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Champions League, Italia avrà 5 squadre

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(Adnkronos) – L’Italia schiererà 5 squadre nella Champions League 2024-2025.La certezza arriva dopo i quarti di finale di Conference League e Europa League.

L’Italia piazza in semifinale Fiorentina, Roma e Atalanta, garantendosi una delle prime 2 posizioni che nel ranking per nazioni prevedono l’iscrizione della quinta squadra.Con 19.285 punti, l’Italia comanda davanti alla Germania (17.642) e non può più essere raggiunta dall’Inghilterra, terza a 17.375 e rappresentata solo dall’Aston Villa in Conference League: da sola la squadra di Birmingham non può garantire i punti necessari per un eventuale sorpasso anche in caso di eliminazione con doppia sconfitta per Atalanta, Roma e Fiorentina. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pechino Express, Amiche vincono settima tappa

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(Adnkronos) – Le Amiche, Maddalena Corvaglia e Barbara Petrillo, vincono la settima tappa di Pechino Express 2024 – La rotta del Dragone.In Sri Lanka, le Amiche precedono Damiano e Massimiliano Carrara, I Pasticcieri, e Le Ballerine, Megan Ria e Maddalena Svevi.

Ultimo posto per Estefania Bernal e Antonella Fiordelisi, la formazione Italia Argentina, precedute da I Fratm, Artem e Antonio Orefice.Le due coppie sono a rischio eliminazione.

Le Amiche scelgono di eliminare Italia Argentina: la busta, però, salva la coppia che rimane in gara.Le coppie in corsa restano 5. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europa League, Atalanta-Liverpool 0-1: nerazzurri in semifinale

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(Adnkronos) –
Sconfitta indolore per l’Atalanta nel match di ritorno dei quarti di finale dell’Europa League.Finisce 0-1 e la Dea fa l’impresa, centrando una storica semifinale per effetto dello 0-3 rifilato al Liverpool ad Anfield nella gara di andata.  Partono forte i Reds e al settimo minuto sono già in vantaggio.

Su cross dalla destra, Ruggeri colpisce con un braccio: rigore che Salah realizza battendo Musso.Al 12′ il portiere salva su Diaz e sventa il possibile raddoppio del Liverpool.

Al 16′ miracolo di Alisson che toglie dalla porta una deviazione involontaria di Van Dijk ma l’azione era viziata da un fuorigioco dei nerazzurri.Possibilità per l’Atalanta al 28′ con Miranchuk che angola troppo il mancino, la palla va fuori.

Al 39′ gigantesca occasione per il raddoppio dei Reds ma lo stesso Salah, solo davanti a Musso, sballa il pallonetto e manda fuori.Al 40′ gran filtrante di De Roon per Koopmeiners che realizza, gol che però viene annullato per fuorigioco.

Il primo tempo si chiude così con gli ospiti in vantaggio. Nella ripresa il Liverpool cerca di fare la partita alla ricerca del gol che riaprirebbe il discorso qualificazione, ma il pressing continuo dell’Atalanta toglie il respiro alla manovra dei Reds.Occasione al 50′ per Ederson, che tira dopo una mischia in area, Alisson para senza problemi.

Otto minuti più tardi Van Dijk stacca di testa ma Musso fa buona guardia.Al 60′ Atalanta vicina al pari con Koopmeiners, sinistro in girata controllato dal portiere ospite.

Al 68′ è Scamacca a mandare alto un cross teso di Zappacosta dalla destra.Col passare dei minuti il Liverpool capisce che la rimonta è un’impresa impossibile e i ritmi calano un po’.

Finisce così, con i tifosi bergamaschi in festa per una qualificazione che proietta i nerazzurri in semifinale di Europa League.     —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Milan 2-1, giallorossi in semifinale Europa League

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(Adnkronos) –
La Roma batte il Milan per 2-1 nel ritorno di quarti di finale di Europa League e, dopo la vittoria per 1-0 in trasferta all’andata, si qualifica per le semifinali dove sfiderà il Bayer Leverkusen, appena diventato campione di Germania.I giallorossi allenati da De Rossi si aggiudicano anche il secondo round del derby con i rossoneri.  Il Milan prova a prendere le redini del gioco, ma viene punito alla prima occasione.

Mancini, in proiezione offensiva, inventa un controllo strepitoso e offre palla a Pellegrini: destro a giro, palo pieno e Mancini è il primo a piombare sul pallone per il tap-in che vale l’1-0 al 12′.Il difensore, già a segno nella gara d’andata e nel derby, conferma di attraversare un momento d’oro. Il Milan aumenta la pressione per tornare subito in carreggiata e al 20′ va vicinissimo al pareggio.

Loftus-Cheek conclude di destro, la palla deviata da un difensore schizza sull’erba e conclude la sua corsa sulla traversa: la Roma si salva e nell’azione successiva colpisce. Lukaku resiste a Gabbia in progressione, il pallone scodellato dall’attaccante belga viene respinto e finisce a disposizione di Dybala: sinistro chirurgico, palla in rete e 2-0 al 22′.Il Milan è alle corde, la Roma è totalmente padrona della situazione ma si complica la vita al 31′.

Celik insegue Leao e lo abbatte con un intervento scomposto: per l’arbitro Marciniak è espulsione diretta, giallorossi in 10 per un’ora di gioco.Nell’ultima porzione del primo tempo il Milan si riversa nella metà campo avversaria e sfiora il gol al 36′.

Cross da sinistra, colpo di testa di Loftus-Cheek e El Shaarawy respinge con la schiena. Il Milan inizia la ripresa con un assetto ancor più offensivo.Chukwueze prende possesso della fascia destra, Leao spinge con continuità sulla fascia sinistra.

Al centro dell’attacco si sistemano Jovic e Giroud.La Roma, senza Lukaku e Dybala sostituiti, si chiude nella propria trequarti e riparte, creando una colossale occasione al 59′.

Spinazzola ha la strada spianata verso la porta di Maignan ma El Shaarawy perde l’attimo per l’assist ideale: Spinazzola arriva al tiro, ma da posizione defilata non fa male al Milan.All 65′ El Shaarawy, ancora lui, offre a Abraham un pallone d’oro: il centravanti può concludere da 3 metri, palla alta.

Il Milan riversa palloni su palloni nell’area giallorossa, ma la porta di Svilar non corre rischi reali fino all’86’.Leao, impreciso per gran parte del match, azzecca il cross che Gabbia sfrutta con una perfetta incornata: 2-1.

Il Milan non ha le energie per l’assalto finale, la Roma vince e vola in semifinale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis, Mimmo Lucano: “Candidata alle Europee? Sono contento”

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(Adnkronos) – ”Sono contento della candidatura di Ilaria Salis”.Lo dice all’Adnkronos, Mimmo Lucano, candidato alle Europee di Avs, commentando la discesa in campo per la sfida di Bruxelles anche di Ilaria Salis. “Lei è un’attivista, la sua candidatura nasce dalla condivisione di un ideale, non da opportunismi o altro, visto quello che sta pagando per il suo impegno politico, perché si schiera a difesa del rispetto dei diritti umani ed è una antifascista”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, estrazione oggi: combinazione vincente 18 aprile 2024

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ all’estrazione del SuperEnalotto di oggi.Centrati sei ‘5’ che vincono 31.108 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 91,9 milioni di euro.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. La combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto è 15, 27, 42, 53, 65, 85.

Jolly 88 e SuperStar 49.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conference League, Fiorentina-Viktoria Plzen 2-0: viola in semifinale

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(Adnkronos) – La Fiorentina si qualifica per le semifinali della Conference League.Ai viola servono i tempi supplementari però per avere la meglio sull Viktoria Plzen per 2-0 grazie a un gol liberazione di Nico Gonzalez e a quello di Biraghi, dopo le tante occasioni sprecate e con tre legni colpiti durante i 120′.

La Fiorentina di Vincenzo Italiano doveva vincere contro il Plzen, dopo il pareggio in trasferta a reti inviolate, e lo ha fatto nonostante la fatica a sfondare il muro ceco anche in dieci uomini.Viola per il secondo anno consecutivo in semifinale dove sfiderà una tra Paok e Club Brugge con un occhio verso la finale di Atene.  L’allenatore viola per la sfida deve fare i conti con le assenze dell’ultima ora di Bonaventura e di Nzola e decide di affidarsi a un attacco tutto qualità con Nico Gonzalez, Beltram e Kouamé alle spalle di Belotti, per scardinare la difesa dei cechi, imbattuti nelle 15 partite disputate in Conference League in questa stagione.

In virtù di 11 vittorie e 4 pareggi subendo solo tre gol, ma anche la Fiorentina è imbattuta in questa Conference League con 4 vittorie e 5 pareggi. I viola partono fortissimo e all’arrembaggio sprecando occasioni su occasioni, per imprecisione e un po’ di sfortuna.Al 6′ Kouamé va via sulla sinistra e tocca dentro per Belotti che in scivolata spedisce in porta, ma il portiere dei cechi si oppone.

Poi sulla stessa azione è proprio Kouamé a rendersi pericoloso di testa, ma anche qui è bravissimo Jedlicka.La Viola continua a spingere, concedendo pochissimo agli avversari e al 30’ si procura ancora una doppia occasione con Kouamé che arriva alla conclusione ravvicinata, ma c’è il miracolo di Jedlicka che poi viene aiutato dal palo su un successivo colpo di testa di Belotti.

Al 45′ ancora sfortunata la Fiorentina ancora con Kouamé che lanciato in area libera il sinistro ma colpisce in pieno la traversa.Nei minuti di recupero arriva l’ennesima palla-gol, questa volta sui piedi di Nico Gonzalez, con i cechi che si rifugiano in angolo e sventano di nuovo miracolosamente il pericolo. Più cauta la Fiorentina nella ripresa, con i cechi sempre coperti e pronti a ripartire.

Al 56′ ci prova in rovesciata Mandragora ma la palla termina alta sopra la traversa.Al 67’ il Viktoria resta in dieci uomini per l’espulsione dopo il check del Var di Cadu per un duro fallo su Dodô.

La Fiorentina continua ad attaccare ma con i cechi chiudi dietro non trovano lo spazio giusto.Si va ai tempi supplementari con i viola che puntano sul fattore campo e l’uomo in più.  Al 92’ nel primo supplementare la Fiorentina passa: corner di Biraghi che crossa dentro, il pallone arriva sul mancino di Nico Gonzalez che controlla e di prima intenzione batte Jedlicka per l’1-0.

Si aprono spazi e al 104′ altro legno dei viola con Martinez Quarta che colpisce bene di testa ma colpisce il palo.Al 108′ la Fiorentina raddoppia grazie a capitan Biraghi che solo davanti a Jedlicka concretizza l’assist di Ikoné in contropiede. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, i Carabinieri festeggiano i 105 anni del brigadiere

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(Adnkronos) – Centocinque anni festeggiati con i suoi colleghi dopo una lunga carriera.I Carabinieri di Palermo hanno incontrato Salvatore Galante nato a Montedoro in provincia di Caltanissetta nel 1919, Brigadiere dei carabinieri in congedo.

Nella sua casa, nel quartiere Oreto, a Palermo, circondato dai familiari, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Generale di Brigata Luciano Magrini, “ha portato un caloroso saluto e un affettuoso abbraccio dell’Arma al militare centenario, consegnandogli in dono una Lucerna in cristallo”. Salvatore Galante sposa la signora Filomena ed ha due figli Angela e Vincenzo.Si arruola nell’Arma dei carabinieri il 24 febbraio 1939 e viene trasferito alla Legione di Verona.

Si congeda dopo 35 anni di servizio il 14 aprile 1974 con nomina a Vice Brigadiere di complemento.Ha partecipato alla 2° guerra mondiale, è stato mobilitato con la 150^ sezione a disposizione della Divisione Acqui destinazione Albania con l’incarico di “portaordini”.

Dall’Albania in Grecia e da lì, sempre con la Divisione Acqui, è stato trasferito presso l’isola di Corfù.Rientrando da un servizio con la moto, a causa di un incidente con un’autovettura militare riportava la frattura della tibia e del perone della gamba destra ed a seguito di ciò veniva rimpatriato in convalescenza. I colleghi della Sezione, rimasti in Grecia, (ben 68 compreso il Comandante) morirono tutti nell’eccidio di Cefalonia.

Dopo circa due mesi di convalescenza, di nuovo assegnato a Verona, da lì mobilitato con la 27esima Sez.presso la Divisione Mantova.

Trasferito ad Asti, poi a Torino, da lì in Calabria a Marcellinara (Cz), poi Nicastro, infine trasferito a Palermo alla Caserma Bonsignore, oggi Caserma Carlo Alberto dalla Chiesa, quale responsabile dell’ufficio autodrappello fino al 1974.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Catania, muore incastrato tra cabina e porta ascensore

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(Adnkronos) – Un uomo di 31 anni, manutentore di ascensori, è morto dopo essere rimasto incastrato tra la cabina e la porta di un piano dell’elevatore di un condominio di Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania, dove era al lavoro.I medici del 118 hanno constatato il decesso del 31enne dopo che il corpo è stato liberato dai Vigili del fuoco.

Una donna che era dentro la cabina dell’ascensore è stata soccorsa da personale medico perché sotto choc.Indagano i Carabinieri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Milan, gol di Mancini: la dedica per Mattia Giani

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(Adnkronos) – Gianluca Mancini in gol nel match Roma-Milan, ritorno dei quarti di finale di Europa League.Il difensore giallorosso, a segno già della gara di andata a Milano, si ripete nella sfida di ritorno all’Olimpico insaccando al 12′ dopo il palo colpito da Pellegrini.

Dopo il gol, Mancini festeggia con una dedica speciale.Il difensore esibisce una maglietta con la scritta ‘Ciao Mattia per sempre con noi’.  Il messaggio è un omaggio a Mattia Giani, il calciatore 26enne morto lunedì all’ospedale di Careggi, a Firenze, dopo il malore accusato domenica 14 aprile allo stadio comunale di Campi Bisenzio (Firenze), durante l’incontro del campionato di Eccellenza tra Lanciotto e Castelfiorentino, squadra in cui militava.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francia, due bambine accoltellate vicino a scuola

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(Adnkronos) –
Due bambine di 6 e 11 anni sono state accoltellate vicino a una scuola elementare a Souffelweyersheim, vicino a Strasburgo in Francia.Lo rende noto l’emittente Bfmtv spiegando che l’aggressore, affetto da disturbi psichici, è stato fermato e le due bambine portate in ospedale con ferite non gravi.

In serata, infatti, sono state dimesse.Una terza ragazzina di un altro istituto ha avuto un attacco cardiaco – e le sue condizioni sono gravi – dopo che tutte le scuole della cittadina di Souffelweyersheim erano state messe in lockdown per ragioni di sicurezza. Il 28enne sospettato dell’attacco è stato fermato subito dopo l’aggressione senza opporre resistenza.

Secondo Bfmtv, che cita fonti giudiziarie, il giovane sarebbe già stato ricoverato tre volte per problemi psichici, e, dopo aver tentato il suicidio una prima volta nel 2022, ieri era scomparso dopo aver mostrato nuovamente intenti suicidi. L’attacco di oggi è avvenuto mentre la Francia è in stato di massima allerta per il timore di attacchi terroristici in vista delle Olimpiadi e dopo che in diverse città del Paese si sono registrati episodi di violenza che hanno coinvolto minorenni.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Droga, proposta choc sindaca Amsterdam: “Venderla in farmacia”

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(Adnkronos) – “L’unico modo per combattere il traffico di droga e le sue conseguenze disastrose sull’economia e la sicurezza” di Amsterdam “è la vendita della cocaina e dell’ecstasy nelle farmacie o attraverso un canale medico-sanitario”.E’ la proposta shock che arriva dalla sindaca di Amsterdam, Femke Halsema.  Durante un’intervista la prima cittadina, 57 anni, in carica dal 2018, ha inquadrato il problema della lotta al traffico di droga che vede Amsterdam e l’Olanda come crocevia internazionale lamentando la mancanza nel Paese di una discussione “più pragmatica o economica e non solo moralista” sulle droghe.  “Penso che alcune droghe siano pericolose e penso anche che sia saggio ridurne l’uso.

Ma noto anche – ha precisato – che il modo in cui lo facciamo non aiuta.Dobbiamo pensare a modi migliori per regolamentarle”.  “La proposta della sindaca di Amsterdam” sulla vendita delle droghe in farmacia “è quantomeno originale ma soprattutto sbagliata”.

E’ quanto dice all’Adnkronos Salute Roberto Tobia, segretario di Federfarma nazionale. “E non tutto quello che arriva dall’Europa è corretto.Le farmacie fanno altro, ad esempio con la cannabis terapeutica si occupano di terapie del dolore per alleviare le sofferenze dei pazienti con patologie molto pesanti”.  “Sono un centinaio le farmacie in grado di lavorare la cannabis terapeutica per la terapia del dolore – spiega Tobia -.

Ma negli ultimi anni è cambiata la normativa per la distribuzione.Nel 2017 gli esercizi che si occupano di questo settore potevano somministrare la cannabis terapeutica attraverso il sistema dei rimborsi con il Ssn.

Nel 2018 la normativa è cambiata e si sono scelte solo alcune indicazioni terapeutiche, dalla Sclerosi multipla alle lesioni del midollo.C’è però un grosso problema – avverte Tobia – relativo alla disponibilità in Italia della materia prima.

Ogni anno la richiesta è di circa 2.900 chili, dell’importazione se ne occupa lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze anche attraverso l’Olanda, tanto per tornare sul tema.Ma – continua – ogni anno rimane un ‘gap’ tra quello che arriva e le richieste, a cui si è riusciti a ottemperare grazie all’autorizzazione del ministero della Salute che si è rivolto ad altri paesi come il Canada.

Ma non basta”.  Il 26 maggio si celebra la XXIII Giornata nazionale del sollievo, le farmacie “partecipano attivamente e sono pronte a fare la nostra parte, a dare supporto per colmare questo gap e collaborare – conclude Tobia – nell’aiutare i pazienti che hanno necessità della cannabis terapeutica”. “Oggi abbiamo norme relative all’uso di droghe che sono state varate in tempi passati, in un mondo diverso da quello attuale” commenta all’Adnkronos Salute Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e psicoterapeuta. “I Paesi si trovano con dei provvedimenti che forse nemmeno ottengono l’effetto che volevano ottenere all’inizio, quindi cercano in qualche modo – chi più, chi meno – di cambiarle.Ma la mia sensazione è che spesso si resti su un piano astratto.

Sento fare delle affermazioni che possono andare bene per un talk o per un social”.  Nel caso della proposta del sindaco di Amsterdam “immagino ci sia dietro un pensiero preciso, ma è chiaro che è difficile interpretare da una sintesi mediatica.Se sono scettico?

Sì, perché questa al momento non appare ancora una proposta concreta, ma un’affermazione di principio”, commenta all’Adnkronos Salute da Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e psicoterapeuta. L’esperto, da anni al lavoro sul tema delle sostanze psicoattive, delle dipendenze e delle dinamiche che portano al consumo, attualmente coordina il Tavolo tecnico sulle dipendenze della Regione Lombardia.E analizza la situazione attuale in un rapido giro del mondo: “Negli Usa alcuni Stati hanno legalizzato la cannabis, altri no.

In Canada qualcuno ha depenalizzato tutto, poi magari adesso sta un po’ tornando indietro.La Germania sta tentando una strada molto cauta di legalizzazione della cannabis, la Spagna aveva fatto qualcosa di simile.

In Olanda è tollerato il possesso di piccoli quantitativi di cannabis, ma il fatto che sia tollerato non significa che sia legale, anche se stanno facendo degli esperimenti.Insomma, tutti stanno chiedendosi: quello che abbiamo fatto finora va bene per gli obiettivi che si vogliono raggiungere oppure no?

Il primo problema è ovviamente quali sono gli obiettivi: si va dal contrasto alla criminalità organizzata al garantire le persone che usano sostanze, però forse non è facile ottenere tutto contemporaneamente”, ragiona.  Anche su quest’ultima proposta finita sotto i riflettori, continua Gatti, “scenderei sul concreto, perché poi bisogna decidere con quali regole un principio si realizza.Io posso entrare in farmacia e comprare un chilo di cocaina?

Chi potrà farlo?I medici, con tutto quello che hanno da fare, devono mettersi pure a dare la cocaina?

E, ancora: è un qualcosa che viene inteso a scopo terapeutico?”.Il sindaco di Amsterdam parla di contrasto del traffico di droga e sicurezza. “Io – riflette l’esperto italiano – credo che gli scenari geopolitici siano cambiati in questi anni.

Anche la questione delle droghe è cambiata: arriveranno sempre nuove sostanze e nuove sostanze anche di sintesi.La posizione di dire che le mettiamo a disposizione può essere abbastanza impossibile.

Sarebbe dunque necessario che tecnici e politici, nel modo più laico possibile, dichiarando gli obiettivi che vogliono raggiungere, cercassero di ragionare sulle norme che ci sono adesso e nell’interesse dei cittadini vedere che tipo di cambiamenti sono attuabili.Ma smetterei di fare affermazioni di principio che sembrerebbero risolutive, ma non lo sono”.  Seguendo le dichiarazioni di Halsema, continua il ragionamento di Gatti, “si parla di canale medico sanitario.

Ma l’ambito sanitario fa pensare alla cura, a un percorso terapeutico.Al limite si può arrivare a un ragionamento di riduzione del danno – osserva Gatti – Mi chiedo dunque”, nell’ambito della proposta in questione, “cosa c’entrano i medici.

E mi chiedo, in parte, anche cosa farebbe il farmacista.Se l’obiettivo è mettere in difficoltà le organizzazioni criminali, questa cosa va valutata attentamente.

Perché dubito che i narcos smettano di fare i narcos perché la cocaina viene venduta in farmacia.Magari si mettono a fare un’altra cosa, mettendo sul mercato qualcos’altro.

Quindi il discorso è più complesso di quello che si immagina”.  Volendo pensare sempre a un’attuazione concreta della proposta, Gatti immagina: “Io faccio il medico, un mio paziente viene da me e mi dice: io tutti i giorni consumo un tot di coca.Che faccio?

Gli dico che va bene, però di stare attento, e finisce lì?Il mio ruolo di sanitario quale dovrebbe essere?”.

Diversa, per Gatti, “è la sperimentazione che viene fatta in Svizzera, con la distribuzione controllata di eroina: in una situazione in cui le persone non sono curabili in altro modo, si cerca di ridurre un po’ il danno.Il senso dei terapeuti è di cercare di portare la situazione verso una maggior stabilità, ma la modalità scelta dalla Svizzera può essere applicata per un numero di persone ridotto, non è certo il contrasto alla criminalità organizzata”.  “Io – incalza l’esperto – sono un po’ stanco non tanto del fatto che ci siano delle posizioni contrapposte sul problema della droga che vanno dal fortemente proibizionista al fortemente pro legalizzazione.

Dal punto di vista di operatore che tutta la vita si è occupato di persone che dalle droghe hanno dei problemi, sono stanco di vedere affermazioni che vengono poste in un modo ‘glamour’ e poche proposte concrete che ragionino su come poi attuare quanto si prospetta.Le cose più concrete che ho visto in realtà al massimo hanno riguardato la cannabis, in alcuni Stati e in modo diverso, oppure dall’altra parte delle sperimentazioni molto ristrette.

Mi piacerebbe veramente – conclude – che anche nel nostro Paese si riuscisse a mettersi attorno a un tavolo a ragionare, pur tenendo presente che questo è un discorso che va fatto almeno a livello europeo.Mi piacerebbe che si ragionasse togliendosi un attimo di dosso le preclusioni, gli ideali, e parlando di quali sono gli obiettivi, come li perseguiamo e cosa facciamo di conseguenza nell’interesse dei cittadini.

Questa cosa ancora non la vedo”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aviaria, i timori dell’Oms: “Preoccupa rischio contagio tra esseri umani”

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(Adnkronos) – La variante A/H5N1 dell’influenza aviaria è diventata “una pandemia animale zoonotica globale”.Il mese scorso mucche e capre si sono aggiunte all’elenco delle specie colpite, un’evoluzione ritenuta dagli esperti sorprendente per gli esperti perché non si riteneva fossero suscettibili a questo tipo di influenza.

E ora il rischio che questo virus possa propagarsi fino all’uomo “resta una grande preoccupazione”.Lo ha dichiarato Jeremy Farrar, Chief Scientist dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Ad oggi non è stata registrata trasmissione interumana (da uomo a uomo) del virus, è la premessa, ma l’H5N1 ha avuto un tasso di mortalità “estremamente alto” tra le persone che sono state contagiate fino al oggi.

Questa “è un’infezione influenzale iniziata prevalentemente nel pollame e nelle anatre, e si è diffusa efficacemente nel corso degli ultimi uno o due anni fino a diventare una pandemia zoonotica – animale – globale.La grande preoccupazione, ovviamente, è che così facendo, e infettando anatre e pollame – ma ora sempre più mammiferi – il virus si evolva e sviluppi la capacità di infettare gli esseri umani.

E, poi, aspetto critico, sviluppi la capacità di passare attraverso una trasmissione da uomo a uomo”, ha evidenziato Farrar.Le sue parole sono rimbalzate su diversi media internazionali.  L’esperto ha commentato l’epidemia di H5N1 registrata tra le mucche da latte negli Stati Uniti e ha sollecitato un ulteriore attento monitoraggio e attività di indagine da parte delle autorità sanitarie pubbliche, “perché potrebbe evolversi e trasmettersi in modi diversi”. “Dobbiamo assicurarci che, se l’H5N1 dovesse arrivare agli esseri umani con una trasmissione da uomo a uomo, saremo nella posizione di rispondere immediatamente con un accesso equo ai vaccini, alle terapie e alla diagnostica”.  Nello spirito di aumentare la cooperazione internazionale in caso di nuova pandemia, l’Oms ha anche annunciato un linguaggio aggiornato per descrivere gli agenti patogeni presenti nell’aria.

L’iniziativa, ha spiegato Farrar, è stata originariamente innescata dall’emergenza Covid e dal riconoscimento di una mancanza di termini comunemente concordati tra medici e scienziati per descrivere la modalità di trasmissione del coronavirus, il che ha aumentato la sfida rappresentata da quella crisi. Per evitare situazioni simili, l’Oms ha condotto consultazioni con quattro importanti agenzie di sanità pubblica di Africa, Cina, Europa e Stati Uniti, prima di annunciare un accordo su una serie di nuovi termini concordati.Per esempio la definizione ‘particelle respiratorie infettive’ o Irp, dovrebbe essere utilizzata al posto di ‘aerosol’ e ‘droplet’ (goccioline), per evitare qualsiasi confusione riguardo alla dimensione delle particelle coinvolte.

Al di là della nuova terminologia, l’iniziativa consolida comunque l’impegno della comunità internazionale ad affrontare “epidemie e pandemie sempre più complesse e frequenti”, ha infine evidenziato Farrar ai giornalisti a Ginevra. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sorrento: Chiuso definitivamente il depuratore di Marina Grande

Dismesso il depuratore di Marina Grande a Sorrento.L’impianto, trasferito in gestione a Gori nel 2002 e oggetto di numerosi lavori di adeguamento e rifunzionalizzazione che lo hanno reso in grado di operare per oltre un ventennio, chiude definitivamente.

Grazie agli interventi  progettati ed eseguiti da Gori, infatti, i reflui provenienti da parte del territorio comunale di Sorrento sono adesso collettati all’impianto di Punta Gradelle: un depuratore all’avanguardia, realizzato dalla Regione Campania e da marzo 2023 entrato in gestione Gori, con un trattamento depurativo di ultrafiltrazione di ultima generazione.Un intervento storico per la Penisola Sorrentina ed il Golfo di Napoli e un passo importante verso la valorizzazione del territorio, celebrato stamane insieme al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha anche effettuato un sopralluogo presso alcune delle infrastrutture realizzate.

Le dichiarazione del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che ha presenziato alla celebrazione di dismissione del depuratore di Sorrento a Marina Grande

Un’opera strategica per il nostro territorio.

Abbiamo realizzato un tunnel che consente di collegare la rete fognaria del comune di Sorrento all’impianto di Punta Gradelle, completando lo schema depurativo della Penisola Sorrentina.L’opera è parte del progetto più generale della Regione Campania che punta a rendere balneabile tutta la fascia costiera, dal Volturno fino a Sapri.

Tra i punti più delicati c’era il Golfo di Napoli, a causa dello sversamento del fiume Sarno, dove siamo intervenuti potenziando i depuratori dei comuni di Angri e di Scafati; stiamo attualmente lavorando anche per il collettamento dei reflui di Torre del Greco, al fine di raggiungere un risultato straordinario per le nostre coste”.

A seguire, la presentazione degli interventi presso il Teatro Tasso, con un approfondimento dedicato alle altre opere realizzate in Penisola Sorrentina.Presenti anche il Sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, il Presidente di Gori, Sabino De Blasi, l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello, la funzionaria della Soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli, Brunella Como, il Coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola, e il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo.

L’evento, moderato dal giornalista Antonino Pane, ha rappresentato un momento di condivisione con la comunità.Hanno partecipato, infatti, oltre 200 studenti provenienti dalle scuole superiori del territorio, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste, ai sindaci e ai cittadini.

Il recupero paesaggistico del territorio

Nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici ed archeologici, Gori ha elaborato una soluzione progettuale che ha consentito un basso impatto sul tessuto urbano, coniugando tutela dell’ambiente ed ottimizzazione del servizio.

È stato così garantito il recupero paesaggistico di Marina Grande, grazie alla dismissione del depuratore situato proprio alle spalle del borgo marinaro di Sorrento.

Dopo attenti studi e valutazioni, è stato realizzato un collettore fognario di circa 530 metri situato all’interno di una galleria, per consentire il convogliamento a gravità dei reflui al depuratore di Punta Gradelle.La realizzazione di questo tunnel, al di sotto del centro storico di Sorrento, ha richiesto una serie di fasi lavorative altamente specializzate, a cominciare da uno studio geotecnico approfondito per esaminare le caratteristiche del sottosuolo, senza trascurare la logistica connessa alla gestione del cantiere in considerazione dei limitati spazi esistenti.

Oltre alle opere in sottosuolo, è stato rifunzionalizzato l’impianto di sollevamento di Marina Grande e ne è stato costruito uno nuovo  all’interno del vecchio depuratore; sono stati poi realizzati nuovi tratti di rete fognaria per convogliare i reflui nel nuovo collettore in galleria.Tutti i lavori sono stati condotti con forte e costante sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, visti gli importanti ritrovamenti rinvenuti in fase di scavo in Piazza della Vittoria e su Corso Italia.

Il commento del sindaco di Sorrento, Massimo Coppola

“Questo traguardo è stato reso possibile grazie alla sinergia tra la nostra amministrazione comunale, la Regione Campania, l’Ente Idrico Campano e Gori. Un grazie ai miei concittadini che hanno sopportato in questi anni, con grande senso di responsabilità, i disagi legati ai cantieri.

Abbiamo raggiunto l’obiettivo di liberare Marina Grande, uno dei borghi probabilmente più belli d’Italia, imprigionata dagli anni Cinquanta in una geografia dei luoghi che non le apparteneva.

A noi, ora, il compito di progettare, attraverso la rifunzionalizzazione degli spazi, la strada per un definitivo rilancio, per la vivibilità dell’area e per il benessere dei suoi abitanti“.

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Le parole del Presidente di Gori, Sabino De Blasi

La realizzazione di questi interventi rappresenta un eccellente risultato collettivo, raggiunto grazie alla sinergia tra territorio e istituzioni.Le Bandiere Blu che sventolano in Penisola Sorrentina testimoniano il nostro impegno concreto e gratificano anche gli sforzi per il risanamento del fiume Sarno e il recupero della piena balneabilità nel Golfo di Napoli, attraverso il completamento delle reti fognarie e il potenziamento del servizio depurativo.

Lavoriamo per restituire ai cittadini la bellezza originaria dei nostri luoghi, contribuendo alla tutela delle risorse e al  rilancio turistico”.

Il commento del Coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola, sulla chiusura definitiva del depuratore di Marina Grande a Sorrento

“Questa giornata testimonia il grande lavoro che stiamo facendo, ormai da qualche anno, per uno dei territori più belli del mondo.Abbiamo il diritto e il dovere di dare il nostro contributo affinché questo continui ad essere il volto più bello non solo della Campania, ma anche dell’Italia.

Oggi celebriamo una tappa importante di un percorso che continuerà.Sappiamo che ci sono ancora delle criticità ma siamo consapevoli di avere l’energia e la competenza per risolverle, insieme alle amministrazioni comunali”.

Le conclusioni del Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo

Questo intervento non solo contribuisce alla valorizzazione del paesaggio e alla tutela dell’ecosistema marino, ma anche alla creazione di un ambiente più salubre e gradevole per i residenti e per i visitatori.

La scelta di realizzare un tunnel sotterraneo per il convogliamento a gravità dei reflui dimostra un approccio innovativo e attento all’ambiente, garantendo al contempo un’adeguata gestione del servizio idrico.L’impegno del Governatore Vincenzo De Luca e la sinergia tra Ente Idrico Campano, Regione Campania e Gori, si sono rivelate ancora una volta virtuose e fondamentali per portare a termine questo progetto ambizioso che, oltre a migliorare la qualità della vita per i cittadini, permetterà il recupero e la riqualificazione del suggestivo borgo di Marina Grande”.

https://www.youtube.com/watch?v=ja3sqAGO2kA

Milano, violenze su bimbe di una scuola materna: maestro arrestato

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(Adnkronos) – Un maestro è stato arrestato dalla polizia locale, su richiesta della procura di Milano, con l’accusa di violenza sessuale aggravata su quattro bambine di una scuola materna della periferia sud-ovest della città.Le presunte vittime avrebbero subito le molestie (strusciamenti e palpeggiamenti) in classe, riprese dalle telecamere installate lo scorso 13 aprile, quando sono nati i primi sospetti nei confronti dell’educatore di 34 anni.  L’indagine, coordinata dalla pm di Milano Rosaria Stagnaro, ha permesso – dopo una segnalazione di sospetti abusi – di entrare nella struttura scolastica lo scorso 13 aprile e di installare le telecamere per verificare le accuse nei confronti dell’uomo.

Sono bastati pochi giorni per trovarsi davanti agli occhi ben cinque episodi sospetti nei confronti delle piccole di 4 anni o al massimo 5 anni, spiegano gli investigatori.  Il primo presunto abuso immortalato sarebbe di lunedì 15, poi il 17 aprile sarebbero state registrate altre immagini sospette facendo scattare la decisione di arrestare il maestro che, davanti alle accuse, non ha proferito parola.Solo due giorni fa a Milano un altro episodio simile aveva portato all’arresto (domiciliari), sempre grazie all’uso delle telecamere, di una maestra d’asilo accusata di maltrattamenti nei confronti di alcuni piccoli.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biennale Arte, Fürstenberg Fassio: “Banca Ifis nell’arte grazie a scultura contemporanea”

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(Adnkronos) – “Ifis è entrata nel mondo dell’arte con la scultura contemporanea, in particolare con la nostra collezione Parco Internazionale di Scultura, che vi invito a visitare, composto da 22 ettari di sculture iconiche del panorama internazionale.Siamo presenti a Venezia con ‘Casa Banksy’, come la chiamo io, con il bambino migrante di Banksy.

Il messaggio che questo artista vuole veicolare con quest’opera è la tutela dei diritti universali dell’uomo e dei bambini, quindi, partendo dalla Carta dell’Onu del 1948, Banksy chiede alla società contemporanea, in questo caso all’Europa, di essere il veicolo per sollevare e parlare di questo tema”.Così Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, a margine della presentazione di ‘Ifis Art’, alla Biennale Arte di Venezia. Il progetto voluto e ideato proprio dal presidente, raccoglie tutte le iniziative realizzate dalla Banca per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei loro valori: dalla collezione d’arte al Parco Internazionale di Scultura, dal progetto di recupero dell’opera di Banksy e di restauro del Palazzo San Pantalon che la ospita, da Economia della Bellezza al sostegno di manifestazioni artistiche e culturali, da programmi di education a prodotti editoriali. “Su questo interverremo in un progetto congiunto con Genesi, un progetto d’arte molto importante per la tutela dei diritti umani, guidato da Letizia Moratti.

Porteremo un’interazione fra quest’opera e i temi che Genesi vuole tutelare – spiega il presidente di Banca Ifis – E’ un messaggio importante: non è un caso che Banksy abbia scelto Venezia per lasciare questo messaggio su questo palazzo.Venezia è una città internazionale, è una città che ha un’economia molto virtuosa, ha una serie di problemi dovuti anche all’urbanistica, alla gestione della città, ma Ifis è con Venezia e sosterremo tante iniziative qui”.  Ifis art si articola in una serie di iniziative, a partire dall’importante collezione d’arte che la Banca ha acquisito nel tempo, costituita da oltre 100 opere di 50 artisti, che spazia dall’arte classica a quella contemporanea.

Alcune tra le più importanti opere della collezione hanno trovato la loro casa naturale nel Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis, un progetto curato da Giulia Abate e Cesare Biasini Selvaggi, all’interno dei 22 ettari di giardino di Villa Fürstenberg, a Mestre.A partire dal prossimo 28 aprile 2024, quindi, il parco sarà aperto al pubblico e visitabile gratuitamente ogni domenica (escluse le festività), previa prenotazione tramite l’app dedicata “Ifis art”.

Il Parco sarà ricco di iniziative, inaugurando il Public Program del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2024 di Venezia.  Il presidente ripercorre, poi, il valore della sinergia tra pubblico e privato: “Il pubblico fa tanto.L’Italia è un Paese che ha nella sanità, nell’istruzione e nella giustizia, un rispetto dei diritti per tutti.

Spesso guardiamo alla spesa pubblica e pensiamo che sia eccessiva, ma dobbiamo guardare anche alla tutela dei diritti che il nostro Paese è in grado di dare.Mario Draghi, quando chiamò la collaborazione privato-pubblico, in cui ricordò che la sinergia parte dal pubblico e con essa anche i progetti, ma non tutti i progetti possono essere finanziati dal pubblico.

In questo caso – prosegue – noi come banca privata per il 51%, ma anche del mercato per il restante 49%, abbiamo aderito a questo tipo di metodologia e cerchiamo di sostenere il pubblico attraverso il ministero della Cultura, del Turismo, con il Coni e anche attraverso le iniziative col presidente Malagò per le borse sportive degli atleti juniores – ha illustrato il presidente -.Il nostro intento è quello di redistribuire una parte del nostro profitto anche in progetti che possano sostenere il Paese e la sua economia”.  Fürstenberg Fassio, poi, fa un accenno anche a ‘Venezia Bond’: “Questo tipo di strumento finanziario che stiamo studiando potrà intervenire sull’economia e sull’artigianato veneziano e sostenere piccole aziende e artigiani che dopo la pandemia, con l’inflazione ai tassi di interesse, hanno avuto una contrazione delle loro economie.

C’è una competizione spesso sleale all’interno di questi mercati, perché il Made in Italy è un prodotto eccellente che compete a livello internazionale, mantenendo un prezzo superiore rispetto ai prezzi internazionali.Ma ricordiamo che il Made in Italy è copiato, quindi bisogna tutelarlo affinché possa essere messo sul mercato e venduto con gli strumenti giusti.

A tal proposito, Ifis, come banca, che ha sede legale nel Comune di Venezia, ha anche una responsabilità rispetto all’economia veneziana.Quindi, da un lato sosteniamo la cultura e dall’altro dobbiamo sostenere le aziende attraverso il credito e gli strumenti finanziari che possono portare a Venezia investitori e quindi denari da investire”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)