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Jennifer Marino, ritrovata ragazzina scomparsa a Novara

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(Adnkronos) – E’ stata ritrovata oggi Jennifer Marino, la ragazza minorenne allontanatasi la scorsa settimana dalla sua abitazione a Novara.Questa mattina alle 9.45 circa, su segnalazione della Centrale operativa della Questura di Milano, gli agenti della Polizia ferroviaria hanno rintracciato nella stazione ferroviaria Milano Repubblica la studentessa scomparsa il 17 aprile, mentre andava a scuola.  Jennifer è stata raggiunta dalla mamma, che ieri sera aveva lanciato per lei appelli in diretta con Federica Sciarelli a ‘Chi l’ha visto?’.  La ragazzina questa mattina aveva contattato direttamente il 112 Nue per comunicare la propria presenza in stazione ed attendere l’arrivo della Polizia di Stato.

Il telefono utilizzato dalla 14enne, a dire della stessa nel corso della chiamata da lei fatta, era privo di sim telefonica, motivo per il quale poteva effettuare solo chiamate di emergenza.Gli operatori hanno, quindi, intrattenuto la conversazione con la ragazza sino all’arrivo di una pattuglia della Polfer di Milano Porta Garibaldi che, rintracciatala sulle scale del binario 2, l’ha poi accompagnata presso i propri uffici. I poliziotti hanno subito contattato la madre a Novara cui, un’ora dopo, è stata riaffidata la figlia per far rientro a casa assieme. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

25 aprile, la strage nazista di Civitella in Val di Chiana: cosa è successo

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(Adnkronos) – Oggi 25 aprile 2024 il presidente della Repubblica Mattarella ha scelto quest’anno per la celebrazione della festa della Liberazione Civitella in Val di Chiana, in Toscana.Ma cosa è successo in questo paese?  Il 29 giugno 1944 a Civitella in Val Chiana, in provincia di Arezzo, che durante la ritirata tedesca si trovava nelle immediate retrovie del fronte lungo la Linea Gotica, divenne teatro di una efferata strage nazifascista.

Qualche giorno dopo la morte di alcuni soldati tedeschi, i nazisti iniziarono a rastrellare gli uomini e poi irruppero in chiesa, dove il parroco, don Alcide Lazzeri, tentò senza successo di salvare i fedeli offrendosi come vittima.  A cinque a cinque tutti gli uomini, compreso il prelato, vennero trucidati e il paese fu incendiato, per uccidere anche chi in qualche modo era riuscito a nascondersi.Sommando ai martiri di Civitella quelli delle due frazioni di Solaia e Cornia, dove furono uccise con spietata ferocia anche donne e bambini, e della vicina San Pancrazio, in tutto furono massacrate 244 persone. La sera del 18 giugno 1944, domenica, nove soldati tedeschi, forse paracadutisti della divisione “Hermann Göring”, si avvicinano ad una casa colonica in località Madonna presso Civitella.

Dopo aver ordinato la cena e mangiato, si diressero verso il Dopolavoro del paese, sedendosi ad un tavolo, le armi appoggiate a terra.Un gruppo di partigiani, saputo che nel paese giravano dei tedeschi, decise di tentarne il disarmo.

Verso le 21, essi entrano nel locale armati.Qui le versioni divergono: chi dice che i partigiani aprirono subito il fuoco, chi invece propende per una intimazione di resa, a cui i tedeschi avrebbero reagito.

In ogni caso, ci fu un conflitto a fuoco e tre tedeschi cadono a terra.Uno di essi, illeso, invece riusciva a fuggire.

Nel Dopolavoro la confusione era al massimo, i civili scappavano da ogni parte e qualcuno era stato anche ferito.Dei tedeschi, due erano morti e uno e ferito. Verso le 23 della notte, alla casa colonica della Madonna, arriva un tedesco che porta sulle spalle un compagno ferito.

E’ lo stesso del Dopolavoro, che viene lavato e curato, finchè i suoi compagni lo portano via su un camion.Al paese, intanto, quando spunta l’alba, la popolazione scappa terrorizzata dalla rappresaglia.

Nel frattempo, l’arciprete don Alcide Lazzeri, saputo dell’accaduto, decide di far lavare i due morti tedeschi rimasti nel Dopolavoro, ed organizza loro il funerale con le poche donne che è riuscito a trovare.Ma dei tedeschi ancora nessuna traccia.  Il 20 giugno arriva un militare tedesco, forse un medico, ad esaminare i due cadaveri che ancora giacciono nel locale di ritrovo.

Assieme ad una interprete, egli ascolta don Lazzeri che rammenta le fasi dell’attacco e dichiara che i civili sono estranei a quanto accaduto.L’ufficiale accetta, come segno di buona volontà, che i due soldati siano sepolti nel locale cimitero, e così avviene, con la partecipazione di un picchetto militare tedesco.

Ma ancora le intenzioni dei soldati non sono chiare, e i paesani hanno paura a tornare.  Dopo una serie di indagini, i tedeschi vanno via.Anzi, qualcuno dice ai civitellini di stare tranquilli, perché non ci saranno rappresaglie.

Ma invece, la mattina del 29 giugno 1944, quando anche per la festa di San Pietro e Paolo, molti sono rientrati, unità della divisione paracadutisti corazzati “Hermann Göring”, a cui si affiancano altri militari, pare ci siano stati anche degli italiani, circonda il paese all’alba.Tutti gli uomini vengono strappati alle case e portati sulla piazza del paese, tra essi anche don Lazzeri che offre la sua vita in cambio di quella dei civili.

Non viene ascoltato: sarà ucciso con un colpo alla nuca come tutti gli altri 149 i morti, tra cui due sacerdoti.Poi, i corpi vengono gettati nelle case a cui i tedeschi hanno dato fuoco. L’ampiezza dell’operazione e il numero di compagnie coinvolte nei fatti di Civitella non permette di stabilire con esattezza l’ora, ma tutti i testimoni sopravvissuti concordano nell’aver individuato l’arrivo dei soldati tedeschi intorno alle 5,30 del mattino, quando le famiglie si preparavano ad andare alla messa nel giorno di Pietro e Paolo. Tra gli intenti dell’operazione vi era sicuramente anche quello di rallentare l’avanzata delle truppe Alleate, nel momento in cui si stava costruendo negli Appennini la Linea Gotica a difesa dell’Italia settentrionale. I primi ad essere uccisi furono gli abitanti delle frazioni intorno al paese.

Le case di Palazzina, Querciola, Maestà Tonda furono perquisite dai soldati tedeschi e in ognuna furono uccisi uomini, donne e ragazzi, che erano rimasti a casa.A Civitella i militari entrarono da Porta Senese, percorrendo le strade del paese e spingendo in direzione della chiesa parrocchiale coloro che venivano catturati lungo il loro tragitto.

I soldati tedeschi giunsero poi presso la Casa di Riposo e qui uccisero otto ospiti che si trovavano al suo interno. Giunti alla chiesa, dove erano riuniti gli abitanti, trovarono la porta chiusa.Il parroco don Alcide Lazzeri, comprendendo con ogni probabilità cosa stava accadendo, aveva benedetto la popolazione facendola chiudere dentro l’edificio.

I soldati lanciarono una bomba a mano per aprile la porta e trascinarono fuori gli abitanti che si erano rinchiusi sperando di salvarsi.Sembra che allora proprio don Alcide abbia gridato: “Sono io il responsabile di quanto è accaduto, uccidete me”. Il tentativo fu inutile.

Gli uomini furono portati a lato della chiesa a gruppi di cinque, e uccisi.Lo stesso don Lazzeri morì nell’eccidio.

Dopo le esecuzioni, i soldati tedeschi continuarono a cercare e uccidere gli abitanti rimasti dentro le abitazioni.In ultimo, incendiarono le case di Civitella, provocando la morte anche di coloro che avevano tentato di salvarsi nascondendosi nelle cantine o nelle soffitte.

Solo pochi uomini riuscirono a sfuggire al massacro. Allo stesso tempo in cui veniva sferrato l’attacco a Civitella, un altro gruppo di tedeschi partìti da Monte San Savino lungo il sentiero di montagna che va al piccolo paese di Cornia, passando per le fattorie Il Burrone e Solaia, da dove il prete don Natale Romanelli, dopo aver celebrato la messa delle sette, era appena partito per Verniana.Dopo un chilometro circa, incontrò un amico che gli disse di tornare indietro e avvertire la gente che doveva scappare.

La madre e la sorella del prete si rifiutarono di ascoltarlo, sostenendo che i tedeschi non avrebbero toccato le donne, ma a Cornia essi non risparmiarono nessuno.Alle nove, ora in cui gli uomini si erano nascosti nei boschi di Valibona, i tedeschi arrivarono.

Qualcuno di loro fu testimone delle scene terribili che si verificarono.I soldati chiusero cinque donne in una casa, spararono loro e poi appiccarono il fuoco.

Una donna fu colpita da una bomba a mano e saltò insieme ad un maiale.La sorella del prete, affetta da poliomielite, fu uccisa nel giardino della sua casa, che restò un mucchio di rovine.

Solo la chiesa rimase intatta, ma fu bombardata in seguito dai cannoni alleati. Il 3 luglio altre truppe tedesche appartenenti alla 1 Fallschirmjäger-Division in ritirata della Linea Albert arrivarono nella zona e si sistemarono nella chiesa di Cornia, dove distrussero tutto.Don Natale affermò che questi soldati erano stati peggiori dei loro commilitoni che erano entrati a Civitella due giorni prima.

Quest’ultimi si servirono del paese come principale posizione difensiva per più di quindici giorni, creando alloggi all’esterno delle mura, dormendo nella cantine delle case che ancora erano in piedi, mettendo i materassi per terra in chiesa, non senza averla dissacrata, usando i paramenti sacri come carta da gabinetto e sparando alle immagini sacre.L’artiglieria della 4 British Division, che in quel momento si trovò già nelle vicinanze, bombardò continuamente il paese con l’intento di cercar di annientare questi tedeschi, col risultato di far crollare altre case.

La torre del castello fu danneggiata, e tutta la chiesa parrocchiale andò in rovina, con la torre campanaria rasa al suolo. A Solaia, oltre all’intera famiglia Valli, fu uccisa Modesta Rossi, staffetta partigiana e moglie del partigiano Dario Polletti, mentre si trovava in casa con il figlio piccolo in braccio, anch’egli ucciso con una scure insieme alla madre, sotto gli occhi dell’altro figlio di sette anni, Mario. La divisione “Hermann Goering” era composta in larghissima parte di giovani tra i 17 e i 24 anni ed era reclutata su base volontaria dalla Hitlerjugend e da altre organizzazioni collaterali del partito nazista.Aveva fatto le sue uniche prove nell’Europa occupata, specializzandosi in massacri di civili.

A partire dal marzo del 1944, era stata spostata in Toscana partecipando a diverse incursioni nell’area appenninica. L’eccidio di Civitella, Cornia e San Pancrazio fu sicuramente uno dei più efferati dei massacri compiuti.Nell’area aretina, l”Hermann Goering’ aveva trucidato, nel mese di aprile del 1944, tutta la popolazione di Vallucciole, nell’alto Casentino, rubricando poi come ‘Banditen’ gli uomini, le donne e i bambini, spesso infanti, sorpresi nelle loro case.

Alla Divisione appartenevano anche i membri di un ex Corpo musicale che durante il 1942 si era esibito in varie città italiane, venendo sciolto nel 1943 quando le truppe tedesche presenti in Italia necessitavano di rinforzi.Alcuni dei suoi componenti si trovavano sicuramente, come truppe ausiliarie del reparto di Polizia militare, tra i soldati che perpetrarono l”eccidio del 29 giugno 1944 a Civitella, tanto è vero che i due ufficiali condannati dal Tribunale di La Spezia, ne facevano parte. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Macron: “Europa oggi può morire, dipende da nostre scelte”

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(Adnkronos) – “Siamo in un momento di grande accelerazione.Dobbiamo essere lucidi, l’Europa oggi può morire, è mortale.

Questo dipende unicamente dalle nostre scelte, scelte che devono essere fatte oggi”.Così Emmanuel Macron nel discorso che ha tenuto questa mattina alla Sorbona, sette anni dopo l’intervento con cui aveva gettato le basi per il suo impegno per l’Ue.

Poi la denuncia: l’Europa “è circondata” e “ancora oggi è troppo lenta”.Il presidente francese ha quindi citato la transizione ambientale, digitale, la difesa, la Russia e la Cina. “Sul nostro continente si gioca una questione di pace e di guerra”.  L’Europa corre inoltre il rischio di impoverimento, di uno stallo, ha affermato ancora, precisando che “le regole del gioco sono cambiate” nel mondo. “La nostra Europa è sempre più contestata per il suo modello politico, nella sua capacità di costruire narrative”, ha sottolineato Macron, ricordando che la “soluzione è la nostra capacità di prendere decisioni strategiche massicce, capire il cambiamento di paradigma e rispondere con la potenza, la prosperità e l’umanesimo”, elementi “con cui sarà possibile dare contenuto all’Europa e a non farla sparire, un progetto politico”. La Russia è un vicino “disinibito, diventato aggressivo”, l’Europa “deve cambiare paradigma” e costruire nuove capacità, ha affermato quindi Macron, senza escludere lo sviluppo di uno scudo antimissile. “La condizione necessaria per la nostra sicurezza è che la Russia non vinca la sua guerra contro l’Europa.

Siamo di fronte a potenza disinibita, che ha attaccato un Paese d’Europa, che non ci dice quali sono i suoi limiti”, ha denunciato, sottolineando: “Perché dovremmo dirglieli noi” i nostri limiti? 
Stati Uniti e Cina stanno sovra finanziando i loro settori critici. “Va bene l’apertura commerciale, ma l’Europa deve difendere i suoi interessi”.L’apertura non può funzionare se Stati Uniti e Cina “non rispettano le regole del commercio”, ha affermato. “Se un bene non rispetta norme chiare, non potrà entrare in suolo Europeo.

Giusto rispetto per le nostre frontiere e per i nostri produttori”, ha aggiunto, denunciando il rischio che gli europei si trasformino in un popolo di soli consumatori. Quanto a Ucraina e Moldova fanno parte “della nostra famiglia europea e hanno la vocazione all’adesione all’Unione”, ha detto allora. “L’Europa si pensa oramai come un insieme coerente dopo l’aggressione russa, sostenendo che Ucraina e Moldova fanno parte della nostra famiglia europea e hanno la vocazione all’adesione all’Unione quando sarà il momento, come i Balcani occidentali”. “L’immigrazione comincia alle frontiere europee, non al confine della Francia”, ha sottolineato, parlando del controllo delle frontiere esterne dell’Ue come di una delle sfide cruciali del blocco che in passato “ha dimenticato di proteggere le sue frontiere esterne”. “La Francia è un Paese di movimento secondario.L’immigrazione rientra nello spazio europeo da altre frontiere e la Francia, più che altri Paesi ha bisogno di una politica efficace dato che comincia alle frontiere europee e non francesi”.”Oggi siamo troppo divisi”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza del “rientro dei migranti nei loro Paesi di origine”. “Le nostre frontiere sono un bene comune.

Dobbiamo costruire una struttura politica per prendere decisioni comuni su migrazioni ma anche terrorismo e criminalità organizzata”, ha proposto il Presidente francese, nel discorso sull’Europa che ha tenuto alla Sorbona, a Parigi.L’Europa ha ora “iniziato a riaffermare chiaramente l’esistenza delle sue frontiere”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rai, sciopero dei giornalisti il 6 maggio: motivi della protesta

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(Adnkronos) – I giornalisti della Rai sciopereranno il 6 maggio.Lo comunica l’Usigrai in una nota, nella quale si sottolinea che “l’incontro di raffreddamento con l’azienda si è risolto con un nulla di fatto, motivo per cui confermiamo il nostro stato d’agitazione”.”Sentita la commissione garanzia, è stato proclamato uno sciopero di 24 ore, con astensione dal lavoro dalle 5.30 di lunedì 6 maggio alle 5.30 di martedì 7″, si legge in una nota del sindacato, secondo cui, “nel rispetto delle regole fissate dalla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, non potranno aderire i giornalisti del Giornale Radio Rai che già saranno impegnati in uno sciopero sabato 27 aprile contro l’ipotesi di accorpamento del Gr Sport con Rai Sport e di Gr Parlamento con Rai Parlamento che svuoterebbe Radio1 della sua vocazione all news senza alcun vantaggio per la testata e l’azienda”.  Nei giorni precedenti verranno messe in atto una serie di iniziative sindacali come da mandato dell’assemblea dei cdr, dello scorso 17 aprile.  L’Usigrai elenca quindi “i motivi della protesta: il controllo asfissiante sul lavoro giornalistico, con il tentativo di ridurre la Rai a megafono del governo, l’assenza dal piano industriale di un progetto per l’informazione della Rai, le carenze di organico in tutte le redazioni, il no dell’azienda ad una selezione pubblica per giornalisti, la mancata sostituzione delle maternità, la disdetta dell’accordo sul premio di risultato, senza una reale disponibilità alla trattativa, la mancata stabilizzazione dei colleghi precari”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

25 aprile, presidio pro Palestina in una piazza Duomo piena

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(Adnkronos) – Piazza Duomo a Milano è stata riempita dal presidio pro Palestina, prima dell’arrivo del corteo ufficiale per il 25 aprile.I manifestanti hanno occupato tutta l’area transennata davanti al palco su cui sono previsti gli interventi istituzionali dalle 15.30.

La fila più estrema di transenne è rivestita di manifesti che inneggiano alla resistenza palestinese.Anche la statua di Vittorio Emanuele II, al centro della piazza, è stata avvolta da una grande bandiera palestinese, nonostante la tripla fila di transenne posta a difesa del monumento. Accanto alle bandiere palestinesi, sventolano anche quelle delle sigle che hanno aderito alla manifestazione: tra gli altri, Unione sindacale di base, Potere al popolo, collettivo universitario Cambiare rotta.  In piazza ci sono anche i centri sociali e le realtà antagoniste, come la rete ‘Dax resiste’. ‘Netanyahu assassino’ e ‘Intifada fino alla vittoria’ gli slogan che hanno accompagnato l’entrata in piazza, dove è stato esibito un grande striscione: ‘Fuori i genocidi dalla storia’.

Un altro manifesto usa le parole scelte dalla Brigata ebraica per sfilare al corteo del 25 Aprile ‘Ora e sempre la democrazia si difende’, mutandole in ‘Ora e sempre la resistenza si difende’ —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Funerali Francesco Pio: Appello per Giustizia dopo Tragedia Pitbull

La comunità di Eboli si stringe attorno alla famiglia di Francesco Pio, il bambino di soli 13 mesi tragicamente ucciso da due pitbull.Mentre si tengono oggi le sue esequie, la richiesta di giustizia e una maggiore regolamentazione per la detenzione di cani potenzialmente pericolosi come i pitbull diventa sempre più urgente.

Le esequie del bambino tragicamente ucciso dai pitbull: un appello per la giustizia

Oggi la comunità di Eboli si è riunita per dare l’estremo saluto a Francesco Pio, il dolce bambino di 13 mesi vittima dell’aggressione di due pitbull.

La famiglia, ancora sotto shock, non smette di chiedere giustizia per questa perdita insopportabile.Presso la parrocchia dei Santi Giuseppe e Fortunato di Borgo Aversana a Battipaglia, si sono svolti i funerali, segnando un momento di profondo dolore e commozione.

La zia del piccolo, Virginia, visibilmente provata, si è rivolta ai media per esprimere il dolore della famiglia D’Amaro: “Non riusciamo a trovare parole per descrivere ciò che è accaduto.Il nostro cuore è spezzato per la mancanza di Francesco Pio, un bambino che amavamo come un figlio.

Chiediamo solo giustizia, in questo momento di inimmaginabile sofferenza”.Nel piazzale antistante la chiesa, molte persone, anche se sconosciute alla famiglia, si sono radunate per mostrare solidarietà e rispetto. “Francesco Pio è ora un angelo che vola in cielo”, ha detto una mamma presente, evidenziando il profondo impatto emotivo che questa tragedia ha avuto su di lei.

Il sindaco di Eboli, Mario Conte, ha espresso la sua vicinanza alla famiglia colpita da questa terribile tragedia.Prima di partecipare alle esequie, ha fatto visita alla Casa del commiato, ribadendo la necessità di regolamentare la detenzione di cani potenzialmente pericolosi come i pitbull. “Sono rimasto impressionato dalla ferocia con cui questi cani hanno attaccato il piccolo Francesco Pio, senza lasciargli scampo”, ha dichiarato il sindaco.

Ha inoltre raccontato di aver parlato con il nonno del bambino, il quale ha descritto il momento dell’attacco, sottolineando la tragica sequenza degli eventi che ha portato alla perdita del bambino, nonostante i tentativi di soccorso da parte dei familiari.

Rama a Ranucci: “Pronto a partecipare a Report ma in diretta”. Trattative in corso per intervista

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(Adnkronos) – Nuova puntata dello scontro tra Edi Rama e Sigfrido Ranucci.Il premier albanese, che nei giorni scorsi aveva contestato il servizio andato in onda su Report sull’accordo tra Roma e Tirana sui migranti, si rivolge direttamente al conduttore della trasmissione con un lungo post su X, nel quale denuncia “calunnie e distorsioni” e si dice “pronto a partecipare alla prossima puntata di Report, a condizione che il mio intervento sia fatto in diretta, poiché non nascondo il timore che dopo averlo registrato in buona fede finisca poi nel tritacarne della vostra censura”.  A quanto apprende l’Adnkronos, Rama potrebbe a breve essere ospite di ‘Report’.

Sarebbero infatti in corso trattative per un’intervista  “Caro Conduttore Sigfrido Ranucci, buongiorno! – esordisce Rama – Siccome ieri durante il suo intervento nella stessa tv albanese di parte, coinvolta già prima di Report nella diffusione delle stesse calunnie poi importate in Italia da Report, lei avrebbe detto che sarebbe stato meglio che la contattassi direttamente, eccomi qui in contatto diretto con lei ma sotto gli occhi di tutti, perché con tutte le distorsioni di una sola e semplice verità che ho avuto la sfortuna, ma anche la fortuna di vivere sulla mia pelle nel giro di appena 72 ore, non ho il coraggio di comunicare con lei senza testimoni”. Il premier albanese si dice dispiaciuto “che invece di dare retta a mia nonna che diceva errare è umano perseverare è diabolico, lei abbia fatto un altro passo falso: ma siccome in questo caso non sono io ad aver errato, ho il dovere di perseverare per onorare la verità calpestata da quel brutale servizio, e non mollare nel difendere l’Albania e le sue istituzioni incluso il suo ruolo nell’accordo bilaterale con l’Italia che il suo programma ha tutto il diritto di criticare bombardando il governo del suo paese, ma non ha nessun diritto di farlo infangando con le calunnie il mio paese e la parola albanese”. Nel lungo post su X, Rama continua: “Dispiace anche che lei paragoni la mia telefonata civilissima come parte lesa del suo operato, a interventi del Cremlino che sarebbero stati compiuti sul suo programma.Almeno per il rispetto che si deve alle vittime del Cremlino, non paragonerei con tanta leggerezza il polonio usato per censurare con la morte gli oppositori scomodi a un intervento telefonico avvenuto a seguito di una censura subita”. Il premier albanese recrimina ancora, accusando Ranucci di aver “mentito su una lettera di protesta da me annunciata al direttore durante la ormai famosissima telefonata, sostenendo che la lettera non le è ancora arrivata, quando in verità io non ho mai né annunciato tale lettera e né posso spedire quello che non ho mai annunciato, essendomi limitato solo ad osservare un accaduto surreale nel suo programma, nel quale prima si censurano le risposte chieste e poi si attaccano i censurati per non aver risposto”.

Poi Rama contesta “la distorsione di quelli che indica come atti giudiziari concernenti mio fratello, poiché tali atti non solo non esistono ma esattamente questo è già oggetto di una querela giudiziaria per diffamazione qui in Albania, circostanza che in una trasmissione di investigazione approfondita come lei pretende di realizzare, andrebbe perlomeno menzionata per evitare di riprodurre acriticamente lo stereotipo di un’altra epoca dell’albanese interessato solo agli stupefacenti e di un’Albania corrotta dalla testa e piedi”. “Dispiace infine – prosegue Rama – che lei non abbia il coraggio di affrontare la semplicissima ragione della mia telefonata al suo direttore, cioè la richiesta di chiarire il motivo di una menzogna presentata non una ma due volte, non solo in Italia ma anche in Albania, cioè che il segretario generale del Consiglio dei ministri non aveva risposto alla vostra richiesta di chiarimenti, accompagnata poi da una terza menzogna che ha assunto la forma di smentita delle prime due pubblicando le risposte ricevute soltanto sul sito della trasmissione, aggiungendone una quarta su atti giudiziari inesistenti”. Quindi il premier conclude: “Auspicando che quando ha detto che mi vorrebbe nel suo programma per dire la mia non era un’altra menzogna, io mi dichiaro pronto a partecipare alla prossima puntata di Report con la sola condizione che il mio intervento sia fatto in diretta, poiché non nascondo il timore che dopo averlo registrato in buona fede finisca poi nel tritacarne della vostra censura, visti questi significativi precedenti in cui prima censurate, poi insultate senza base e infine accusate di replicare il modello del Cremlino quando semmai ci sarebbe motivo di sospettare il contrario.In ogni caso, ora sono io ad aspettarmi una telefonata sua, assicurandola che mi troverà disponibilissimo a concordare il nostro confronto pubblico, in diretta e senza ostaggi, menzogna dopo menzogna, verità dopo verità, sperando di concludere con un affettuoso abbraccio virtuale con in mezzo un mare tra i nostri punti di vista sul valore della libertà d’informazione, che come lei ha giustamente detto non ha prezzo”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Reggio Calabria, grave incidente su SS106: scontro tra auto e moto, un morto

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(Adnkronos) – Una persona è morta in un incidente avvenuto sulla strada statale 106 ‘Jonica’, al km 15,300 all’altezza di Bocale (Reggio Calabria).A causa dello scontro il traffico è stato temporaneamente bloccato, in direzione nord. Sul posto sono intervenute le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione del traffico in piena sicurezza e per consentire il ripristino della regolare viabilità nel più breve tempo possibile. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Clima, Confindustria e Deloitte: costo emissioni gas serra nel G7 penalizza competitività

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(Adnkronos) – Sulle sfide per la competitività B7 pesano il costo dell’energia e delle emissioni di gas serra.Nello specifico i costi elevati dell’energia elettrica costituiscono un ulteriore onere, in particolare per le aziende e i consumatori europei che sostengono prezzi tra i più alti a livello internazionale, doppi rispetto al mercato cinese.

Tra gli svantaggi competitivi vi è l’elevato costo delle emissioni di gas serra nel G7 rispetto ai Paesi che non hanno ancora adottato efficaci politiche di sostenibilità, con il prezzo Europeo delle quote diemissione di gas serra nel 2023 pari a 90,26 $/tCO2e, dieci volte superiore al prezzo cinese.A evidenziarlo è il B7 Flash, la nota di Confindustria e Deloitte elaborata in occasione dell’evento B7 “G7 Industry Stakeholders Conference” in programma a Torino il 28 aprile e della riunione ministeriale G7 su “Energia, ambiente e clima” in agenda il 28, 29 e 30 aprile nel capoluogo piemontese.

Il B7 Italy 2024, di cui Deloitte Italia è l’unico Knowledge Partner, è guidato da Confindustria e presieduto da Emma Marcegaglia.
 Un altro costo da considerare è quello dei cosiddetti “stranded assets”, ovvero di tutti quegli investimenti che, in ragione del loro legame con le fonti fossili, sono destinati a perdere valore nei prossimi anni.Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), includendo le risorse finanziarie, le infrastrutture, le attrezzature, i contratti e i posti di lavoro, le stime globali degli asset legati ai combustibili fossili non recuperabili al 2035 ammontano cumulativamente ad almeno mille miliardi di dollari.

Questa cifra aumenterà fino a superare i 4 mila miliardi di dollari nel momento in cui saranno applicate politiche climatiche in grado di raggiungere l’obiettivo dei 1,5°C.A questi numeri andranno aggiunti i potenziali costi dovuti alla dismissione anticipata di parte delle reti di trasporto e distribuzione elettrica non compatibili con il mix di generazione rinnovabile e degli apparati industriali e civili basati sull’utilizzo di combustibili fossili.

I beni e le risorse non recuperabili per obsolescenza anticipata nel contesto della transizione verde diventeranno quindi un onere economico per le imprese e per i consumatori.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, ecco 6 consigli per affrontare al meglio un colloquio in inglese

(Adnkronos) – L’inglese si conferma una delle lingue più utilizzate nel mondo del lavoro, tanto che la sua conoscenza è ormai richiesta in quasi tutti gli annunci. È quanto emerge da uno studio recente di EF su più di 10.000 annunci di lavoro, che ha identificato i settori in cui la padronanza dell’inglese è più ricercata, in quanto competenza diventata quasi implicita in alcune aree di mercato (come le vendite e l’accoglienza), e le professioni innovative (per esempio: supporto all’amministrazione, sviluppatore, tecnico, addetti vendita) che ne richiedono una solida padronanza.Ed Edusogno, la startup di English learning online fondata da 3 giovani under 30, ha messo a punto una lista di 6 consigli per affrontare al meglio un colloquio in inglese.Primo – essere trasparenti.

Onestà e precisione circa la propria capacità di esprimersi in lingua inglese sono fondamentali per affrontare il colloquio serenamente.Per questo è importante riportare correttamente il proprio livello sul curriculum in base al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, e non mentire su eventuali certificazioni e soggiorni all’estero durante il colloquio: sono in gioco la nostra serietà e senso di responsabilità.Inoltre, condividere con il recruiter la volontà di intraprendere un percorso volto al miglioramento della lingua, può essere un gesto molto apprezzato.

Secondo – studiare l’interlocutore.Arrivare al colloquio dopo aver fatto una ricerca sulla realtà per cui ci si candida – in particolare guardando sito e pagine social – è importante perché permette di arrivare preparati ed essere più pronti nel discutere in inglese delle aspettative o dei dubbi legati alle prospettive di lavoro in quella posizione.Terzo – il cv in inglese è importante.

Anche se si sta cercando lavoro in Italia, avere una copia del proprio cv in lingua inglese è un plus irrinunciabile, tanto che molte aziende chiedono di ricevere esclusivamente questa versione, anche quelle con sede in Italia. È importante quindi essere in grado di esporlo parlando della propria istruzione e delle esperienze lavorative con la stessa fluidità con cui siamo in grado di farlo in Italiano.Quarto – preparare le risposte.Stilare una lista di domande e risposte in inglese permette di non essere colti di sorpresa se posti di fronte ai tipici quesiti di un colloquio.

Oltre alle domande sul proprio percorso di studi e background professionale, è bene prepararsi a rispondere anche in merito a passioni e attitudini personali, e alle domande più insidiose come ‘Tre pregi e tre difetti?’ o ‘Dove vorresti essere tra 5 o 10 anni?’.Esercitarsi a essere fluenti nelle risposte può davvero fare la differenza.Cinque – proattività.

In genere, all’inizio del colloquio l’intervistatore pone al candidato qualche domanda più ‘leggera’ per rompere il ghiaccio.Preparare un breve argomento a piacere su un tema di natura personale (per esempio circa i propri interessi, il viaggio più recente, etc.) evita l’imbarazzo di non saper da dove cominciare e trasmette molta più sicurezza di sé.Sei – fare una simulazione.

Perché non chiedere a un amico madrelingua o particolarmente fluente di fare le veci del recruiter e darci un supporto in una breve sessione di allenamento?Simulare il colloquio in un ambiente protetto ci permetterà di analizzare i nostri punti deboli e intervenire tempestivamente.Questo esercizio è utile per chi ha un inglese particolarmente arrugginito.  “La maggior parte dei ruoli professionali richiede una competenza linguistica intermedia, situata tra il livello B1 e B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.Per posizioni più specializzate e di livello più alto, come ingegneri e professionisti del marketing, è necessario un livello avanzato d’’inglese, almeno C1 o C2.

Questi dati dimostrano l’importanza di investire nella formazione linguistica per tutti coloro che aspirano a carriere di successo”, commenta Marco Daneri, director of education di Edusogno.  “È questo il motivo che ci ha spinto a condividere dei consigli per affrontare al meglio un colloquio di lavoro in lingua inglese.Crediamo fortemente che investire in corsi di lingua caratterizzati da metodologia e insegnanti altamente qualificati sia cruciale per rimanere competitivi sul mercato del lavoro e per sfruttare appieno le opportunità professionali, siano esse in Italia o all’estero”, conclude.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guglielmo Marconi, 150 anni fa la nascita di uno dei più grandi inventori della storia moderna

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(Adnkronos) – Il 25 aprile 1874 nasceva a Bologna Guglielmo Marconi.Sono dunque trascorsi 150 anni dalla nascita di uno dei più grandi inventori della storia moderna, che grazie al telegrafo senza fili cambiò per sempre il nostro modo di comunicare e nel 1909 condivise con Carl Ferdinad Braun il Nobel per la Fisica. “La società di oggi che vede connessioni in tempo reale fra milioni di persone in una situazione mondiale, superando i confini spazio-temporali tra popoli e nazioni, deve molto al prezioso contributo di Guglielmo Marconi” si legge in una dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Illustre scienziato e instancabile ricercatore, Marconi fin da giovane si distinse per la genialità di intuito e per le sue ineguagliabili capacità di sperimentazione che lo portarono a inventare il nuovo sistema di telegrafia senza fili che ha dato impulso all’elaborazione degli odierni strumenti di comunicazione a portata globale, con ricadute inimmaginabili per l’umanità – prosegue – Il sistema radio sviluppato da Guglielmo Marconi permise di salvate numerose vite mentre si consumavano tragedie in mare come quelle della nave Florida e dei transatlantici Republic e Titanic”. “La sperimentazione dalle radiocomunicazioni a onde lunghe alla telegrafia a onde corte fu per Marconi un ulteriore traguardo che seppe brillantemente raggiungere, consegnando alle generazioni future inedite tecniche radiofoniche – sottolinea ancora il capo dello Stato – Le sue capacità trovarono riconoscimento con il conferimento del Premio Nobel per la Fisica e con la nomina a Senatore del Regno d’Italia, così come con le lauree honoris causa della Regia Scuola di Applicazione per ingegneri e in Fisica dell’Università di Bologna, nonché la nomina di Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, dopo avere ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche”. “A 150 anni dalla nascita, mi unisco al ricordo della sua figura di scienziato che ha saputo promuovere la ricerca nel nostro Paese, fautore di sviluppi tecnologici che hanno cambiato il mondo”, conclude Mattarella.  A Palazzo Piacentini è stata inaugurata la mostra ‘Guglielmo Marconi e le onde del Made in Italy’, promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy con il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Gugliemo Marconi.

La mostra mette a disposizione di tutti parte del considerevole patrimonio scientifico e documentale riguardante Marconi custodito all’interno del Museo storico della Comunicazione dell’Eur e ora esposto nel dicastero di via Veneto fino al 12 maggio.In questo lasso di tempo sarà possibile ammirare 19 oggetti-cimelio che raccontano l’esperienza scientifica del luminare, vissuta tra ricerche e sperimentazioni sull’elettromagnetismo e non solo.

Su appositi frame espositivi, dotati anche di monitor, troveranno spazio tra gli altri: la riproduzione dell’apparecchio trasmittente con antenna, utilizzato da Marconi nel primo esperimento di trasmissione dei segnali senza fili nella Villa Griffone di Pontecchio; la ricostruzione del primo detector magnetico realizzato utilizzando una scatola di sigari nel 1902; il modellino del Panfilo Elettra; vari apparecchi trasmettitori e riceventi; telegrafi; alcune radio; un televisore; diverse fotografie e video dell’Istituto Luce; alcune fotografie di proprietà del Museo storico della comunicazione riprodotte in grandi dimensioni; le riproduzioni ingrandite di emissioni filateliche a tema, per concessione di Poste Italiane; altri oggetti appartenenti all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Hamas: “Giù armi con accordo su 2 Stati”. Proteste pro Gaza in campus Los Angeles, 93 arresti

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(Adnkronos) –
Hamas sarebbe disposta a sciogliere la sua ala militare se venisse riconosciuto lo Stato palestinese.In un’intervista all’Ap rilanciata dai media israeliani, Khalil al-Hayya, membro dell’ufficio politico del gruppo residente a Doha, ha detto che l’organizzazione sarebbe pronta a deporre le armi se venisse creato “uno stato palestinese pienamente sovrano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza”. Due presunti terroristi palestinesi sono stati uccisi dalle Forze di difesa israeliane in un raid aereo sulla parte centrale di Gaza mentre tentavano di lanciare razzi contro Israele.

Secondo quanto riferito dalle Idf, i due sono stati avvistati dagli uomini della Brigata Nahal nei pressi di un deposito di armi e di un lanciarazzi, bombardati nel raid. Intanto almeno 93 persone sono state arrestate a Los Angeles, all’Università della Southern California, in relazione alle manifestazioni pro Palestina che si stanno tenendo in molti campus americani.Secondo quanto riferito dal capo della polizia di Los Angeles, Kelly Muniz, le 93 persone sono state arrestate per violazione della proprietà privata. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

25 aprile, Meloni: “Con fine fascismo poste basi democrazia”. Salvini: “Sempre onorato senza sbandierarlo”

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(Adnkronos) – “Nel giorno in cui l’Italia celebra la Liberazione, che con la fine del fascismo pose le basi per il ritorno della democrazia, ribadiamo la nostra avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari.Quelli di ieri, che hanno oppresso i popoli in Europa e nel mondo, e quelli di oggi, che siamo determinati a contrastare con impegno e coraggio”.

Lo scrive su Instagram la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Continueremo a lavorare – aggiunge- per difendere la democrazia e per un’Italia finalmente capace di unirsi sul valore della libertà.Viva la libertà!”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dai presidenti del Senato, Ignazio La Russa, della Camera Lorenzo Fontana, del Consiglio Meloni, della Corte costituzionale Augusto Barbera, dal ministro della Difesa Guido Crosetto, e dalle alte cariche militari, ha reso omaggio all’Altare della Patria, deponendo una corona di alloro sulla tomba del Milite ignoto, in occasione della Festa della Liberazione. Il capo dello Stato, che non rinunciò all’omaggio al Vittoriano neanche durante il lockdown, quando si recò da solo a piazza Venezia, si sposterà ora a Civitella in Val di Chiana, in Toscana, scelta quest’anno per la celebrazione del 25 aprile, dove nel 1944 i nazisti trucidarono 244 persone.

La giornata si concluderà nel pomeriggio al Quirinale con l’udienza ai rappresentanti delle Associazioni d’Arma. “Io ho sempre onorato Il 25 aprile senza doverlo sbandierare e senza politicizzarlo”.Queste le parole del vice premier e ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini arrivando al Sacrario dei Caduti di Milano per la deposizione delle corone di alloro in occasione delle celebrazioni per la giornata della liberazione insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “Non ho detto che sarei venuto qui fino all’ultimo per evitare che ci fossero quelli che invece di celebrare il passato perché non ritorni, vanno in giro a creare problemi”, ha spiegato.

Del resto “vedevo stamattina da Roma delle immagini vergognose, scandalose di aggressione alla Brigata ebraica.Ecco – ha concluso – io spero che in un giorno troppo lontano, il 25 aprile sarà una giornata di unità nazionale”. “Questo è un governo scelto dai cittadini.

Poi l’antifascismo sì, mi sembra evidente”, ha aggiunto sottolineando: “Ma poi qualcuno ha nostalgia del fascismo?Spero di no”. “Quando si celebra il ritorno della libertà e della democrazia bisogna tutti insieme gioire, senza fare polemiche.

Questo, credo, sia il modo migliore per festeggiare una giornata importante per la nostra Repubblica”.Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dopo la deposizione delle corone di alloro davanti a Palazzo Marino. “Quella di oggi – ha aggiunto il ministro – è una giornata di unità, di festa e di gioia, anche.

Dunque lasciamo le polemiche al loro destino”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia in visita al Liceo Scientifico “Francesco Severi”

Juve Stabia, una rappresentanza di calciatori in visita al Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi”.

Juve Stabia, una delegazione di calciatori costituita dall’attaccante Kevin Piscopo, dal centrocampista Marco Meli e dal portiere Matteo Esposito, oltre al collaboratore dell’Ufficio Stampa, Mattia Molinari, si è recata ieri in visita presso il Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” a Castellammare di Stabia in Via Libero D’Orsi in occasione del decimo anniversario dell’indirizzo musicale 2014-2024.I calciatori sono stati accolti in modo caloroso dai numerosi studenti presenti all’incontro.

Nell’occasione premiato anche Mario Aprea, calciatore della Primavera delle Vespe e autore di un gol decisivo di pregevole fattura nel match di Coppa Italia con la Turris, che oltre a far parte della rosa delle Vespe diverse volte anche in prima squadra è anche uno degli studenti del Liceo Scientifico “Francesco Severi”.

Il comunicato della società stabiese sulla visita della propria delegazione presso il Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi”.

“Una rappresentanza della S.S.Juve Stabia 1907, questo pomeriggio, si è recata presso il Liceo Scientifico Francesco Severi nell’ambito del decimo anniversario dell’indirizzo musicale 2014-2024.

La delegazione, composta da Kevin Piscopo, Marco Meli e Matteo Esposito oltre al collaboratore dell’ufficio stampa Mattia Molinari, è stata accolta in maniera calorosa dagli studenti, ricevendo anche alcuni premi.

S.S.Juve Stabia”. 

Bce: “Inflazione Eurozona continua a decelerare, crescita in ripresa graduale in 2024”

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(Adnkronos) – Mentre l’inflazione complessiva nell’Eurozona “continua gradualmente il suo percorso disinflazionistico, di riflesso al calo dei tassi di crescita per beni alimentari e beni industriali non energetici”, emergono “timidi segnali di una ripresa graduale della crescita nel prosieguo dell’anno”.Lo rileva il Bollettino economico della Bce, pubblicato oggi. Il minor tasso di crescita per i beni industriali non energetici, spiegano gli economisti della banca centrale, “è determinato dalla perdurante attenuazione delle pressioni inflazionistiche, nonostante il lieve aumento dell’inflazione dei beni energetici riconducibile in larga misura a effetti base”.

Nell’Eurozona le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine (per il 2028) si collocano per lo più “intorno al 2%”, mentre quelle delle aspettative a più breve termine “sono diminuite”.  Il ritmo di espansione del Pil in termini reali dovrebbe rimanere “modesto” nel primo trimestre del 2024, a causa del “perdurare di uno scostamento tra il settore manifatturiero, in difficoltà, e quello dei servizi, che mostra invece “maggiore capacità di tenuta”.Emergono, tuttavia, “timidi segnali di una ripresa graduale della crescita nel prosieguo dell’anno”. Nei prossimi mesi, prevede ancora il Bollettino, ci si attende che l’inflazione oscilli “intorno ai livelli attuali”, per poi diminuire “fino a raggiungere l’obiettivo del 2% il prossimo anno, “per effetto della più debole crescita del costo del lavoro, del dispiegarsi degli effetti della politica monetaria restrittiva perseguita dal Consiglio direttivo e del venir meno dell’impatto della crisi energetica e della pandemia”.    —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiorello: “72% italiani si sente antifascista, l’altro 28% manda curriculum alla Rai”

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(Adnkronos) – Il buongiorno di ‘VivaRai2!’ arriva anche oggi, 25 aprile.Fiorello, Biggio, Casciari e tutta la banda hanno aperto la giornata con la consueta, immancabile dose di buonumore.

La puntata è stata inaugurata da un messaggio speciale letto da Fiorello per celebrare la Festa della Liberazione.La festa “di chi ci ha liberato, di chi ha conquistato la libertà – il monologo dello showman – Festa di chi difende la libertà, di chi la rispetta, di chi è libero e di chi sa che la libertà è anche un dovere, il dovere di onorare questo privilegio”. Proprio dal tema del 25 aprile si parte con l’ironia del giorno: “Un’indagine ha rivelato che il 72% degli italiani si sente antifascista.

Il restante 28% sapete cosa fa?Manda il curriculum alla Rai!”.

Le polemiche in tv, infatti, non finiscono mai: “Il caso Scurati con Bortone e Corsini che non saranno ascoltati, il caso Zanchini, Amadeus che va via…insomma, noi non vi stiamo più dietro, ogni giorno ce n’è una.

Occhio a Carlo Conti, a ‘I migliori anni’ potrebbe evocare il ventennio…”, scherza Fiorello. Si parla anche di Edi Rama, primo ministro albanese che “ha chiamato la Rai per dire che Report ce l’ha con la Meloni.Pare che ora Ranucci dovrà leggere il monologo di Scurati in albanese”, sdrammatizza lo showman.

Al centro dell’attenzione anche il ‘regalone’ fatto da Banca Intesa ai deputati: “Paga interessi del 5,6%.Cioè, leggo: il 5,6% è 28 volte quello che paga ai semplici cittadini!

Intesa sì, ma con i deputati!In realtà, attenzione, non tutti i deputati hanno accettato questa cosa”.

Fiorello mostra così la lista di tutti coloro che non hanno accettato: una serie di fogli bianchi, senza alcun nome. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Protesta a Castellammare: No all’abbattimento dei palazzi nel rione Savorito

La comunità di Castellammare di Stabia si mobilita contro il progetto di abbattimento nel rione Savorito.Associazioni e residenti reclamano soluzioni concrete e coinvolgimento nell’elaborazione delle decisioni.

Protesta a Castellammare contro l’abbattimento dei palazzi nel rione Savorito: la voce delle associazioni locali

Nel cuore di Castellammare, la comunità del rione Savorito si mobilita contro il piano di riqualificazione urbana proposto dal Comune.

Le associazioni locali, “Giovani Arm” sotto la guida di Antonio Sessa e “L’Isola dei Ragazzi” rappresentata da Veronica Santaniello, si preparano a un’azione decisa.Il 26 aprile, con un banchetto informativo, daranno avvio a una raccolta firme e all’organizzazione di un comitato di quartiere, coinvolgendo tutte le famiglie interessate.

Questo movimento nasce in solidarietà alle famiglie residenti nei palazzi destinati alla demolizione, le quali si trovano nell’incertezza riguardo al loro futuro abitativo e affrontano quotidianamente il rischio di essere allontanate dalle proprie case.L’associazione “L’Isola dei Ragazzi” ha radicato la sua presenza nel territorio per oltre tre decenni e, pertanto, possiede una conoscenza approfondita delle realtà familiari coinvolte.

Il loro obiettivo è di portare al tavolo delle decisioni le reali condizioni economiche delle famiglie, tramite la raccolta di informazioni dettagliate e firme a supporto del comitato di quartiere.Si sottolinea l’importanza di promuovere un dibattito costruttivo nel rione, coinvolgendo istituzioni locali, scuole e la comunità ecclesiale per garantire una soluzione concreta e immediata al problema abitativo.

Nel frattempo, mentre scadono i termini per la presentazione delle offerte relative al bando per i lavori di riqualificazione urbana, emerge la mancanza di una risposta adeguata riguardo all’alloggio delle famiglie coinvolte.Il progetto, del valore di 22 milioni di euro, prevede la demolizione degli edifici esistenti e la creazione di nuovi alloggi, ma non fornisce alternative abitative temporanee per i residenti durante i lavori.

Questa lacuna nel piano suscita la forte reazione delle associazioni locali e della comunità del rione Savorito, che si sentono abbandonate e escluse dal processo decisionale.In questo contesto, la protesta delle associazioni rappresenta un richiamo urgente all’amministrazione comunale affinché si adoperi per garantire il diritto all’abitare dignitoso per tutti i cittadini, senza trascurare le esigenze immediate delle famiglie coinvolte nel processo di riqualificazione urbana

Tensioni e commemorazioni: il 25 Aprile tra celebrazioni e conflitti

Il 25 Aprile in Italia è un giorno di commemorazione e riflessione sulla libertà e la Resistenza.Tuttavia, quest’anno le celebrazioni sono state segnate da tensioni e conflitti, con scontri fisici e polemiche che hanno coinvolto la Brigata Ebraica e altri gruppi.

Mentre il paese si unisce per ricordare il sacrificio di coloro che hanno lottato per la libertà, le divisioni e le controversie riflettono un momento di grande tensione sociale e politica.

Il 25 Aprile è una giornata sacra in Italia, dedicata alla celebrazione della libertà e della Resistenza.Come sottolineato da Piero Calamandrei, la libertà è un bene prezioso, tanto essenziale quanto l’aria che respiriamo, e spesso ne comprendiamo il valore solo quando rischiamo di perderla.

Tuttavia, quest’anno le celebrazioni sono state accompagnate da tensioni e conflitti.A Torino, prima della tradizionale fiaccolata in memoria della Liberazione, si sono verificati scontri fisici tra membri della Brigata Ebraica e militanti dei centri sociali, con danneggiamenti ai simboli, inclusa la bandiera dell’Ucraina.

Questo episodio riflette il clima teso che permea le piazze di tutta Italia, aggravato dalla crisi in corso in Medio Oriente.Anche a Roma, dove sono attese circa 5000 persone per la commemorazione, si prevede un clima di tensione.

Tra i relatori previsti, vi è Roberto Salis, padre di Ilaria, un’attivista antifascista detenuta in Ungheria.Tuttavia, la manifestazione principale si terrà come sempre a Milano, dove la presenza della Brigata Ebraica sarà soggetta a particolare osservazione.

Questa brigata è stata recentemente coinvolta in una polemica con l’Anpi riguardo allo slogan “Cessate il fuoco”, che ha portato la comunità ebraica a boicottare il corteo nazionale.La questione rimane aperta, aggiungendo ulteriore tensione a un momento già delicato per il paese.

Furto di Bici Elettrica: 58enne Arrestato a Vico Equense

A Vico Equense, un 58enne è stato fermato dopo un furto di bici elettrica.L’arresto è avvenuto grazie alle azioni tempestive dei Carabinieri, ma non senza resistenza.

Ciclismo e Fuga a Vico Equense: Arrestato 58enne per Furto di Bici Elettrica

Nella pittoresca cornice di Vico Equense, un 58enne di origine tunisina è stato fermato dai Carabinieri in una fuga insolita ma non meno impegnativa: il furto di una bicicletta elettrica.

L’episodio si è svolto lungo un percorso che potrebbe essere definito una “tappa di media montagna ideale per le fughe”, un tragitto impervio che ha visto il protagonista approfittare dell’assistenza elettrica per rubare le due ruote.L’inizio della vicenda è stato segnato dalla partenza sulla strada statale 165, un itinerario che da Sorrento attraversa Meta fino a Castellammare di Stabia.

Qui, il malvivente ha preso il controllo di una bicicletta non di sua proprietà e ha preso la fuga, lasciando il legittimo proprietario a trovare solamente la catena legata a un palo, e a chiamare il numero di emergenza.Grazie al costante piano di sorveglianza del territorio messo in atto dalla Compagnia di Sorrento, numerose pattuglie erano già in azione e hanno prontamente intercettato il ciclista sulla strada statale.

Nonostante un tentativo disperato di resistenza durante la salita verso Punta Scutolo, il 58enne è stato raggiunto dai Carabinieri, che hanno evitato un confronto diretto per ridurre il rischio di lesioni.La fuga ha quindi preso una nuova piega mentre il malvivente si dirigeva verso Vico, ma l’uso del treno della circumvesuviana di Seiano ha portato solo alla sua intercettazione da parte delle forze dell’ordine.

L’arresto, però, non è stato privo di difficoltà, con il sospettato che ha opposto resistenza e persino inflitto un colpo a un ufficiale prima di arrendersi, forse esausto dalla sua prova fallita contro il tempo.Le accuse di rapina impropria, resistenza e violenza a pubblico ufficiale hanno portato il 58enne agli arresti domiciliari, in attesa del processo.

Nel frattempo, la bicicletta è stata restituita al suo legittimo proprietario.

25 aprile, a Roma in piazza manifestanti pro Palestina e Brigata ebraica: grida e insulti – Video

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(Adnkronos) – Tensione tra grida, insulti e petardi a piazza di porta San Paolo a Roma dove sono in corso due manifestazioni in contemporanea in occasione del 25 aprile, Festa della liberazione.Da un lato i manifestanti pro Palestina, circa 300 persone tra movimento degli studenti palestinesi, antagonisti e collettivi universitari, dall’altro rappresentanti della Brigata ebraica e della comunità ebraica.

I due schieramenti sono separati dai blindati della polizia e dagli agenti in tenuta anti sommossa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)