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Dal ginocchio valgo al piede piatto, i difetti nei bimbi: cosa fare e quando preoccuparsi

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(Adnkronos) – Ginocchio valgo, displasia dell’anca, piede torto congenito, morbo di Osgood Schlatter, ipercifosi o scoliosi: sono solo alcuni dei problemi più comuni che i genitori si trovano a dover affrontare nel percorso di crescita dei loro bambini o adolescenti.Non sempre si tratta di patologie vere e proprie, piuttosto di paramorfismi, cioè condizioni che si risolvono spontaneamente con la crescita: nell’ambito dell’ortopedia in età pediatrica la distinzione, in effetti, è d’obbligo.

Gli ortopedici della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot) e della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica (Sitop) hanno elaborato una guida per scoprire i ‘vero e falso’ su cosa fare e quando preoccuparsi. “Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza – spiega Alberto Momoli, presidente della Siot e direttore Uoc Ortopedia e Traumatologia, Ospedale San Bortolo, Vicenza – possono presentarsi patologie ortopediche come la displasia dell’anca nei neonati o difetti della colonna vertebrale, tipici dell’età pre-adolescenziale, come scoliosi o ipercifosi, che un pediatra attento sarà in grado di intercettare suggerendo un controllo successivo da un ortopedico pediatrico.Molte patologie, infatti, se non trattate durante l’infanzia e in adolescenza, possono manifestarsi con complicanze maggiori e più difficili da trattare nell’età adulta”. Tra le patologie vere e proprie in età pediatrica si possono annoverare la displasia evolutiva dell’anca e il piede torto congenito che sono tipiche del neonato; tra quelle che riguardano i ragazzi in età preadolescenziale tra i 10 e i 13 anni, molto frequenti sono il morbo di Osgood Schlatter e le scoliosi idiopatiche dell’adolescente.

Esistono poi quelle forme che sono considerate paramorfismi, cioè situazioni che spesso sono presenti ma non hanno nessuna reale influenza sull’evolutività del bambino né impattano sulla sua funzione come il piede piatto lasso valgo, il ginocchio valgo, l’ipercifosi e i paramorfismi scoliotici. “In età pediatrica, è fondamentale distinguere tra patologie vere e paramorfismi – sottolinea Antonio Andreacchio, presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica e direttore Struttura complessa del reparto Ortopedia e Traumatologia Pediatrica dell’ospedale dei Bambini Buzzi di Milano – perché richiedono una gestione e un intervento da parte dell’ortopedico necessariamente diversi.I paramorfismi, infatti, sono false patologie che rappresentano tappe di passaggio nell’età evolutiva che nella maggior parte dei casi non impattano nella vita del bambino o adolescente ma si risolvono spontaneamente.

Sono però spesso proprio tali paramorfismi a preoccupare molto i genitori che portano il figlio dall’ortopedico.Raccomandiamo sempre di rivolgersi a specialisti ortopedici dell’età pediatrica per evitare di incorrere in ansie o rischiare trattamenti inutili, se non talvolta anche dannosi, per il bambino o l’adolescente”. La displasia evolutiva dell’anca è una patologia congenita?

Vero. “La displasia evolutiva dell’anca è una malformazione congenita che porta gradualmente la testa del femore a dislocarsi dalla cavità acetabolare, destinata a contenerla – sottolineano gli ortopedici – Per verificare l’eventuale presenza della displasia evolutiva dell’anca il primo controllo ortopedico avviene già alla nascita, successivamente è possibile fare un’ulteriore verifica con un esame ecografico, entro i primi 60-90 giorni di vita.Se diagnosticata precocemente, infatti, la displasia evolutiva dell’anca può essere agevolmente trattata.

In caso contrario la displasia può evolvere in lussazione che, non di rado, necessita di intervento chirurgico”. Il piede torto.L’unico trattamento risolutivo è quello chirurgico?

Falso. “Il piede torto è tra le malattie congenite ortopediche più diffuse con un’incidenza di 1 caso ogni mille nati.Come la displasia evolutiva dell’anca, deve essere trattato precocemente, possibilmente entro i primi 15 giorni di vita.

La diagnosi – scrivono gli specialisti – è di tipo ispettivo e spesso avviene già durante la gravidanza attraverso l’ecografia fetale.Nei casi di piede torto, la terapia va iniziata quanto più precocemente possibile per ottenere i migliori risultati, sfruttando la spiccata malleabilità dei tessuti del neonato.

La metodica più utilizzata (metodo Ponseti) è la tecnica non invasiva con le migliori prove di efficacia e prevede una serie di manovre manipolative e gessi che permettono una correzione progressiva del piede.In caso di persistente equinismo si procede alla correzione chirurgica mini-invasiva del tendine di Achille e alla successiva applicazione del gessetto per 20 giorni circa.

Per mantenere la correzione ottenuta si raccomanda un tutore da portare di notte fino ai 5 anni di vita”. 
Morbo di Osgood Schlatter, è una patologia che si risolve spontaneamente?Vero.

Il morbo di Osgood Schlatter è una delle più comuni cause di dolore in sede anteriore al ginocchio che si manifesta negli adolescenti durante l’accelerazione della crescita che si verifica in pubertà. È dovuta ad una sofferenza su base vascolare della cartilagine di accrescimento della apofisi tibiale anteriore o osteocondrosi, dove si inserisce il tendine rotuleo.La malattia esordisce tra i 10 e i 15 anni per i maschi e tra gli 8 e i 13 anni per le femmine.

Si manifesta più frequentemente nei ragazzi e ragazze che praticano sport come la corsa, il salto, il basket, la pallavolo, la ginnastica e il calcio.Di solito colpisce un ginocchio, ma può coinvolgere entrambe le ginocchia (20-30% dei casi).

La frequenza del morbo di Osgood-Schlatter è tre volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine e si risolve spontaneamente con la crescita del ragazzo. 
Ginocchio valgo.Scarpe apposite, plantari o tutori sono necessari per correggerlo?

Falso. “Il ginocchio valgo (comunemente indicato come ginocchio a ‘X’) è un difetto delle ossa della coscia (il femore) e della gamba (la tibia) che deviano verso l’interno, tanto che le ginocchia si avvicinano l’una all’altra.Si presenta per lo più intorno ai 3 anni d’età.

Il ginocchio valgo non è una vera e propria patologia ma rientra nei cosiddetti paramorfismi ovvero un effetto posturale.Si stima che 1 bambino su quattro in età prescolare presenti il ginocchio valgo, un disturbo che nel 98% dei casi si risolve spontaneamente entro i 7/8 anni.

Non servono scarpe apposite, plantari o tutori, tende a rientrare da solo. 
Piede piatto lasso valgo La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire il piede piatto doloroso da adulto?Vero. “Il piede piatto che si evidenzia nei primi anni di vita a causa di una lassità legamentosa non è una vera patologia.

In generale, la maggior parte dei bambini fino a 5-6 anni presentano un piede piatto con il retro piede valgo, si tratta del cosiddetto piede lasso infantile, disturbo fisiologico dovuto all’immaturità del sistema muscolo-scheletrico, non ancora adattato all’appoggio.Nell’90% dei casi si verifica una correzione spontanea con lo sviluppo, mentre nel restante 10% potrebbe essere consigliabile intervenire”, rispondono gli specialisti.  
Scoliosi idiopatiche dell’adolescente.

Scoliosi idiopatica e atteggiamento scoliotico hanno un diverso significato?Vero.

La scoliosi idiopatica o dell’adolescenza è una deformità evolutiva della colonna vertebrale che appare durante l’età dell’adolescenza e progredisce fino alla fine dell’accrescimento (15 anni circa per le femmine; 16 anni circa per i maschi).Colpisce il sesso femminile con un rapporto di 4 a 1 rispetto a quello maschile e in 1 caso su 3 è ereditaria.

Le cause che producono la deviazione della colonna non sono ancora del tutto note, di sicuro si sa che la malformazione ha una trasmissione genetica.La scoliosi è diversa dall’atteggiamento scoliotico che è invece una curva della colonna vertebrale sul piano frontale ma senza rotazione vertebrale e non evolve nel tempo, la cui causa non è genetica e quindi si può correggere. Le scoliosi idiopatiche possono essere curate con successo mediante busti ortopedici, altre volte invece i busti non riescono a bloccare la progressione della deformità per cui è necessario ricorrere al trattamento chirurgico.

La moderna correzione chirurgica della scoliosi si basa sull’uso di barre solitamente in titanio che vengono fissate mediante viti o uncini alla colonna.Il loro uso permette di ottenere una correzione immediatamente stabile per cui non è più necessario nella fase post-operatoria l’uso di busti gessati. 
Ipercifosi.

Può essere causata dall’eccessivo uso di tablet, pc e smartphone?Vero. “Si tratta di una patologia che, nella maggior parte dei casi, riguarda gli adolescenti.

E’ una deformità in avanti della colonna sul piano sagittale causata essenzialmente da posture scorrette che oggi sono spesso associate all’eccessivo uso di dispositivi tecnologici: l’utilizzo eccessivo di tablet, pc e smartphone è responsabile in molti casi della cifosi.Fondamentale, quindi, la diagnosi precoce.

Mentre in fase iniziale è possibile intervenire con rieducazione motoria e ginnastica medica, in fase avanzata è necessario far indossare al bambino o adolescente il busto ortopedico.Nel caso in cui la diagnosi arrivi troppo tardi, poi, si potrebbe dover ricorrere all’intervento chirurgico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal fisco ‘in vacanza’ a estensione PagoPa, novità da Agenzia delle Entrate

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(Adnkronos) – Adempimenti più snelli e servizi digitali rafforzati.La circolare dell’Agenzia delle entrate detta le istruzioni agli uffici, con riguardo alle misure di semplificazione e razionalizzazione previste dal decreto legislativo di attuazione della delega fiscale.

Tra le novità, stop all’invio di comunicazioni e inviti da parte del fisco nei mesi di agosto e dicembre, nuovi termini per il pagamento a rate delle somme dovute a titolo di saldo e di primo acconto delle imposte e dei contributi e progressiva estensione della piattaforma “Pagopa” per i pagamenti.  In particolare, l’esame delle nuove misure di razionalizzazione e semplificazione in materia di adempimenti fiscali è suddiviso in quattro paragrafi, dedicati alle semplificazioni relative al pagamento dei tributi, alla razionalizzazione delle comunicazioni obbligatorie, al potenziamento dei servizi digitali e ai periodi di sospensione per le comunicazioni e gli inviti ai contribuenti.La circolare illustra le novità anche con alcuni esempi. L’Agenzia delle Entrate
va ‘in vacanza’.

Salvo casi di indifferibilità e urgenza, infatti, non potrà inviare comunicazioni e inviti al contribuente nei due seguenti periodi dell’anno: dal 1° agosto al 31 agosto e dal 1° dicembre al 31 dicembre.Tra gli atti interessati dalla novità rientrano le comunicazioni concernenti gli esiti dei controlli automatizzati e dei controlli formali delle dichiarazioni, gli esiti della liquidazione delle imposte dovute sui redditi assoggettati a tassazione separata, nonché le lettere di invito per l’adempimento spontaneo.

La previsione non fa venir meno la sospensione, già prevista nel periodo 1° agosto – 4 settembre, per il pagamento delle somme dovute in esito alla stessa tipologia di atti e alla trasmissione di documenti e informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate o da altri enti impositori. Sono previsti nuovi termini per il pagamento “a rate” delle somme dovute a titolo di saldo e di primo acconto delle imposte e dei contributi risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate dai titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall’Inps.E’ previsto il differimento, dal 30 novembre al 16 dicembre, del termine ultimo entro il quale perfezionare la rateizzazione dei versamenti dovuti a titolo di saldo e di primo acconto; l’individuazione di un’unica data di scadenza, corrispondente al giorno 16 di ogni mese, entro la quale effettuare il pagamento delle rate mensili successive alla prima.  Viene inoltre data la possibilità ai titolari di partita Iva di ridurre il numero di versamenti periodici di importo ridotto.

Le novità riguardano anche le modalità con cui vengono effettuati i pagamenti.Il decreto Adempimenti prevede infatti l’estensione, anche progressiva, dell’utilizzo della piattaforma “Pagopa” in relazione alle somme che possono essere pagate con modello F24. Il decreto legislativo prevede sia l’avvio di nuovi servizi digitali sia il potenziamento di quelli già attivi con l’obiettivo di semplificare ulteriormente l’interazione con i cittadini.

In particolare, saranno messi a disposizione servizi digitali per potenziare i canali di assistenza a distanza, per consentire la registrazione delle scritture private, la richiesta di certificati e lo scambio di documentazione tra contribuenti e uffici dell’Agenzia.Sarà inoltre ampliato il ventaglio di atti e comunicazioni a disposizione dei contribuenti all’interno del cassetto fiscale.  —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Houthi preparano “quarta fase dell’escalation” contro Israele e Usa

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(Adnkronos) – Il leader degli Houthi, le delle milizie sciite filoiraniane nello Yemen guidate da Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi, ha annunciato la “preparazione della quarta fase di escalation se l’ostinazione del nemico israeliano e degli americani continuerà” contro un cessate il fuoco a Gaza. Il capo degli Houthi ha rivendicato nel suo consueto discorso televisivo del giovedì che le milizie, che controllano la capitale Sanaa dal 2014, hanno “effettuato in questa settimana 8 operazioni nel Golfo di Aden, Mar Rosso e nel sud della Palestina” con “33 missili balistici e droni”, prendendo di mira “6 navi legate al nemico israeliano, agli Usa e ai britannici”. Il 30 aprile scorso le forze statunitensi hanno colpito un drone Houthi diretto verso le navi americane Uss Philippine Sea e Uss Laboon nel Mar Rosso, ha riferito sui social media il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Tre missili balistici antinave e tre Uav sono inoltre stati lanciati dallo Yemen contro una nave di proprietà della Grecia, ha spiegato ancora il Centcom aggiungendo che nell’attacco Houthi nel Mar Rosso non sono state riportate vittime o feriti. Intanto anche l’Italia partecipa alla protezione delle navi commerciali in transito nell’area nel mirino degli Houthi.Nella tarda mattinata del 29 aprile la fregata Virginio Fasan della Marina Militare, impegnata nella protezione ravvicinata di un mercantile commerciale europeo nell’ambito dell’Operazione Eunavfor Aspides, ha infatti abbattuto un drone nel Mar Rosso in prossimità dello stretto di Bab El Mandeb.

Il drone, dalle caratteristiche analoghe a quelli già usati in precedenti attacchi degli Houthi, si trovava a circa 5 chilometri dalla nave italiana, in direzione del mercantile scortato. Attacchi complessi con missili e droni si erano già verificati durante la stessa mattinata, sventati grazie alle manovre evasive effettuate dal mercantile su indicazioni del comando di Nave Fasan.Un missile è esploso in acqua nelle vicinanze della nave scortata, causando solo lievi danni superficiali.  Attualmente nell’area per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali, Nave Virginio Fasan ha avvicendato Nave Caio Duilio come unità sede del comando tattico di Eunavfor Aspides, operazione di sicurezza marittima dell’Unione Europea per la salvaguardia della libertà di navigazione nelle Aree del Mar Rosso e del Golfo di Aden  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte bianche a Napoli: 2 operai morti in 2 Cantieri

Morte bianche a Napoli: tragedie sul lavoro con due operai morti, uno caduto durante l’allestimento di un’impalcatura, l’altro deceduto su un cantiere scolastico.Indagini in corso.

Tragedie sul lavoro a Napoli: due operai morti in incidenti separati

Due tragedie sul lavoro si sono verificate in provincia di Napoli il giorno successivo al primo maggio, lasciando due operai, rispettivamente di 57 e 60 anni, senza vita.

A Lettere, precisamente in via Depugliano, i carabinieri sono intervenuti dopo che Raffaele Manzo, 57 anni, è caduto dal terzo piano di un edificio in fase di ristrutturazione mentre stava lavorando all’installazione dell’impalcatura.La Procura di Torre Annunziata ha subito provveduto al sequestro del cantiere per avviare le dovute indagini.

Nel frattempo, a Casalnuovo di Napoli, un altro operaio di 60 anni ha perso la vita sul cantiere di una scuola situata in viale dei Tigli.Nonostante i soccorsi, l’uomo è deceduto poco dopo il suo arrivo in ospedale.

Attualmente, sono in corso indagini per comprendere meglio la dinamica di entrambi gli incidenti.

Maggio a Napoli si illumina di fede e miracoli!

Maggio a Napoli si apre con due eventi sacri di grande rilevanza: il Miracolo di San Gennaro e la Supplica a Pompei.Canale 21 offre una copertura completa di queste celebrazioni, in diretta, per consentire a tutti di partecipare virtualmente a questi momenti di fede e devozione.

Miracolo di San Gennaro e Supplica a Pompei: Celebrazioni Sacre su Canale 21

Il mese di Maggio a Napoli promette emozionanti eventi religiosi, con il ritorno del Miracolo di San Gennaro e la Supplica alla Madonna del Santo Rosario di Pompei, entrambi in onda su Canale 21.

Canale 21 si prepara a trasmettere in diretta due celebrazioni sacre di grande importanza: il Miracolo di San Gennaro e la Supplica alla Madonna del Santo Rosario di Pompei.Il Miracolo di San Gennaro, atteso con fervore, avrà luogo sabato 4 maggio alle ore 16:30, con la ritualistica liquefazione del sangue del Patrono di Napoli.

Il programma prevede una suggestiva processione lungo le strade del centro storico, dal Duomo alla Basilica di Santa Chiara, dove l’Arcivescovo mons.Domenico Battiglia celebrerà la Santa Messa.

Canale 21 offrirà una copertura completa di questo solenne rito, con l’attesa commossa del segno del miracolo rappresentato dallo sventolio dei fazzoletti bianchi, simbolo di amore tra San Gennaro e il suo devoto popolo.

Raffaele Manzo, operaio edile, perde la vita in incidente cantiere a Lettere

Una tragedia scuote Lettere, provincia di Napoli, dove un operaio edile, Raffaele Manzo, perde la vita in un drammatico incidente sul cantiere.Le indagini sono in corso per comprendere le cause e le eventuali responsabilità, mentre la comunità piange la perdita di un uomo stimato.

Tragedia a Lettere: Operaio Edile Muore in Incidente sul Cantiere

Tragedia a Lettere, provincia di Napoli: Raffaele Manzo, operaio edile di 57 anni, perde la vita in un tragico incidente sul cantiere.

Il dramma avvenuto ieri mattina, riportato da fonti locali come “Il Mattino”, ha scosso la comunità.Manzo stava lavorando alla messa in sicurezza di un edificio condominiale quando è precipitato dal terzo piano, perdendo la vita sul colpo.

Le autorità competenti, tra cui i Carabinieri di Lettere e Castellammare di Stabia, insieme alla Procura di Torre Annunziata, hanno avviato un’indagine approfondita.Il cantiere è stato immediatamente sequestrato e sono stati raccolti tutti i documenti relativi ai lavori in corso.

La salma di Manzo è stata sottoposta ad autopsia mentre sono stati analizzati filmati delle telecamere di sorveglianza e ascoltati i testimoni oculari.Le prime informazioni suggeriscono possibili irregolarità legate alla sicurezza sul lavoro.

L’inchiesta si concentra sul rispetto delle normative in materia di sicurezza e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione.La Procura di Torre Annunziata ipotizza reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti.

Raffaele Manzo, figura rispettata e stimata nella comunità, lascia moglie e tre figli.La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, come testimoniano le parole commosse dei suoi conoscenti e della sindaca di Lettere, Anna Amendola.

Il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino per commemorare la sua memoria e ricordare l’ennesima vittima del lavoro.

Ue, in vigore il nuovo Patto di stabilità: ecco cosa prevede

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(Adnkronos) – La riforma del Patto di stabilità entrata in vigore martedì scorso si fonda sulla proposta che la Commissione Europea ha avanzato formalmente nell’aprile del 2023, dopo aver ripetutamente sondato il terreno e aver discusso con gli Stati per molti mesi.La proposta della Commissione è stata modificata in misura significativa dal Consiglio, complicandola non poco, e in misura molto minore dal Parlamento Europeo, nel corso dei negoziati in trilogo.

I testi sono frutto di un compromesso raggiunto tra il fronte dei nordici, guidati in particolare dalla Germania del ministro delle Finanze Christian Lindner, che aveva bisogno di irrigidirla per recuperare consensi nel suo elettorato (i Liberali dell’Fdp sono in caduta libera nei sondaggi), e i Paesi mediterranei, in particolare Italia e Francia, che hanno entrambi debiti pubblici cospicui.  Tecnicamente, si tratta di tre atti legislativi: un regolamento che rimpiazza il braccio preventivo del patto di stabilità, un regolamento emendato sul braccio correttivo del patto e una direttiva emendata, che definisce nei dettagli le regole di bilancio cui gli Stati membri si devono attenere per rispettare le norme Ue in materia di conti pubblici.Il compromesso raggiunto non produce comunque, si apprende a Bruxelles, un quadro regolatorio tale da consentire a tutti i Paesi Ue di effettuare gli enormi investimenti che sarebbero necessari per migliorare le capacità nel campo della difesa e per compiere la transizione verde e digitale.

Gli Stati Ue ad alto debito dovranno fare scelte nella spesa, probabilmente dolorose, ma comunque meno pesanti di quelle che sarebbero state necessarie se fosse tornato in vigore il ‘vecchio’ patto di stabilità. 
Per questo l’Italia ha accettato l’accordo, sia pure senza troppo entusiasmo, come segnalato più volte dal governo.Nel negoziato, comunque, la Germania aveva il coltello dalla parte del manico perché, se non fosse stato trovato un’intesa, il primo gennaio 2024 sarebbero ritornate in vigore le vecchie regole.

E per Italia e Francia sarebbe stato peggio.La riforma mira a rendere relativamente più semplice e prevedibile il quadro regolatorio Ue in materia di conti pubblici, che per convenzione viene chiamato patto di stabilità, ma che è in realtà un coacervo a più strati, che si sono sovrapposti e integrati nel tempo, come ricorda un briefing del think tank del Parlamento Europeo: tra questi, il trattato di Maastricht del 1992, il patto di stabilità e crescita del 1997 e il trattato intergovernativo del gennaio 2013, approvato dopo la crisi del 2011, che va sotto il nome di Fiscal Compact.  Il cuore del sistema è stato fissato dal protocollo 12 del Trattato sull’Ue, con i cosiddetti criteri di Maastricht: un Paese non dovrebbe avere un deficit superiore al 3% del Pil né un debito pubblico superiore al 60% del Pil (questi due parametri non vengono toccati dalla riforma).

Per evitare una spesa pubblica eccessiva, il Trattato di Maastricht definiva una procedura volta a correggere le situazioni di deficit eccessivo, la procedura per deficit eccessivo, appunto (Edp in gergo).Nel 1997 è stato poi creato il braccio preventivo, per gli Stati non in procedura, il cui nocciolo è costituito dall’Mto (obiettivo di medio termine), definito in termini di saldo strutturale (vale a dire, al netto di elementi una tantum e misure straordinarie).

La riforma elimina elementi del ‘vecchio’ quadro come l’Mto, il parametro per la riduzione del debito (in ragione di un ventesimo annuo della differenza tra il debito/Pil e il 60%) e la procedura per deviazione significativa.  
Dopo il 1997 il patto è stato modificato, in più fasi: nel 2011 il Six-Pack ha introdotto una procedura per correggere gli squilibri macroeconomici; nel 2013 il Two-Pack, con due regolamenti, ha introdotto una maggiore enfasi sul controllo del debito e della spesa.Un’altra riforma, nel 2015, sotto Jean-Claude Juncker, ha reinterpretato come la Commissione valuta gli investimenti pubblici, le riforme strutturali e le condizioni cicliche, quando giudica i bilanci degli Stati membri.

Malgrado tutti questi sforzi, il rispetto delle regole nell’Unione è stato assai diseguale: secondo lo European Fiscal Board, un organo indipendente di consulenza della Commissione, la compliance in termini di numeri è stata appena del 54%. Inoltre, malgrado le riforme avessero flessibilizzato, in qualche misura, il quadro, lo hanno per contro reso molto più opaco, complicato e meno prevedibile.Questo ha creato anche un problema di comunicazione, e quindi politico: l’ex commissario all’Economia Pierre Moscovici confessò pubblicamente di provare imbarazzo a dover scendere in sala stampa a comunicare decisioni basate su regole incomprensibili ai più.

L’ex premier Matteo Renzi, che da Juncker aveva ottenuto la flessibilità in cambio dei voti per il lussemburghese nella nomina in Parlamento (forte di una folta delegazione di eurodeputati), accusò la Commissione di mandare “ridicole letterine” per chiedere aggiustamenti nei conti.  Un colpo serio alla credibilità delle regole era arrivato nel 2003, quando la Commissione non sanzionò, e neppure minacciò di sanzionare, Francia e Germania, che avevano sforato le soglie.La Commissione von der Leyen, raggiunta la piena consapevolezza che le norme erano ormai inadeguate, ha lanciato nel febbraio 2020, poco prima che la pandemia di Covid-19 sconvolgesse la vita degli europei, una revisione del quadro di governance economica.

Nel marzo 2020, quando Covid-19 falcidiava le popolazioni europee, a partire dall’Italia Settentrionale, il patto di stabilità è stato sospeso, attivando la clausola generale di salvaguardia, per dar modo ai Paesi di poter sostenere le proprie economie, paralizzate dalle misure necessarie a contenere il contagio.  
Fu per primo David Sassoli, il presidente del Parlamento Europeo scomparso all’inizio del 2022, a dire apertamente che il patto di stabilità non avrebbe potuto tornare in vigore così com’era.La clausola di salvaguardia è stata estesa a tutto il 2023, a causa della guerra in Ucraina, ma è stata disattivata alla fine del 2024.

I Paesi membri sono riusciti poi a trovare un accordo il 20 dicembre 2023, nel corso di un Ecofin in videoconferenza, sotto la presidenza spagnola guidata dalla ministra Nadia Calvino, che poco dopo, con l’appoggio decisivo della Germania, è diventata presidente della Bei.  Il cuore della riforma, presentata dopo un lungo lavoro di consultazione e di dibattito, segue gli orientamenti annunciati dalla Commissione nel novembre 2022: la sostenibilità del debito verrebbe assicurata attraverso un monitoraggio stretto da parte della Commissione, basato su un percorso di aggiustamento fiscale specifico per ogni Paese, ancorato ad un quadro per l’analisi della sostenibilità del debito (Dsa in gergo).In particolare, la Commissione dovrebbe negoziare bilateralmente con ogni Stato membro un piano a medio termine basato su un percorso della spesa primaria netta, pluriennale, un po’ sul modello dei Pnrr usati per i fondi di Next Generation Eu, con un orizzonte temporale minimo di quattro anni.

I quattro anni possono essere estesi a sette, a condizione che vengano effettuati determinati investimenti e riforme, da negoziare con ogni Paese.  La possibilità di allungare temporalmente il percorso di aggiustamento è concepita come incentivo a fare investimenti e riforme, vista l’inefficacia del vecchio patto di stabilità al riguardo.Le vecchie regole hanno prodotto, o non hanno impedito, una “crescita molto, molto bassa” e un aumento dei debiti pubblici dei Paesi membri, come ha ricordato più volte il commissario Paolo Gentiloni.

E hanno depresso gli investimenti, tanto che Juncker dovette inventarsi un piano ad hoc, basato sull’effetto leva, per tentare di porre rimedio alla cronica carenza di investimenti dell’area euro.  La riforma mira anche a promuovere una maggiore ‘ownership’, titolarità, dei piani, prevedendo un ruolo maggiore per le autorità nazionali indipendenti (Ifis in gergo).Come detto, i parametri per il deficit/Pil (3%) e debito/Pil (60%) rimangono invariati.

Vengono introdotti, su richiesta della Germania, requisiti numerici orizzontali e un aggiustamento fiscale minimo pari allo 0,5% del Pil all’anno, se il Paese in questione ha un deficit superiore al 3%.Alla base dei piani nazionali sta il parametro unico della spesa netta finanziata a livello nazionale, vale a dire la spesa pubblica al netto delle misure discrezionali, esclusa la spesa per interessi e la spesa ciclica per la disoccupazione.  Questo indicatore, osservabile e misurabile, sostituisce altri parametri centrali del ‘vecchio’ patto di stabilità, non osservabili e soggetti a revisioni ex post anche consistenti.

In particolare, il tasso di crescita della spesa primaria netta è definito al netto delle nuove misure sul fronte del gettito.In pratica, se uno Stato vuole spendere di più, può farlo, a patto che finanzi adeguatamente questa spesa aggiuntiva con misure sul gettito (cioè alzando le tasse).  La Commissione fissa una traiettoria tecnica della spesa, che assicuri una riduzione plausibile del debito, per i Paesi che ‘sforano’ i parametri di debito e deficit, con l’obiettivo di far sì che il debito venga messo su un percorso di riduzione plausibile, che il deficit rientri entro il 3% del Pil e che la crescita della spesa rimanga al di sotto della crescita del Pil nel medio termine.

Lo Stato in questione dovrà anche assicurare che alla fine del periodo di piano il debito/Pil sia inferiore rispetto all’inizio e che lo sforzo fiscale non sia ‘caricato’ sugli ultimi anni del piano, per evitare che i governi ‘scarichino’ gli oneri sui successori.  
Il periodo di aggiustamento può andare da 4 a 7 anni: più il piano viene esteso, minore sarà il peso dell’aggiustamento annuo richiesto.Il sistema è concepito così per incentivare investimenti e riforme in linea con le priorità Ue.

Ogni anno lo Stato membro deve produrre un rapporto sui progressi fatti, mentre le autorità nazionali indipendenti hanno un ruolo maggiore nel controllo.  
Deviazioni dal percorso fissato per la spesa netta sono possibili in circostanze eccezionali, grazie ad una clausola in caso di recessione severa e anche ad una clausola specifica per Paese (quest’ultima è una novità, perché il quadro precedente prevedeva solo clausole a livello Ue, non a livello di Paese).Il Parlamento Europeo, in tutto il processo, viene costantemente informato, ma non ha un ruolo nel processo di monitoraggio.

La riforma del braccio preventivo del patto lascia invariati i parametri di deficit e debito, ma il superamento del 3% per il deficit/Pil non innesca automaticamente una procedura per deficit eccessivo (Edp).Per gli Stati membri con debito sopra il 60% del Pil, il rispetto del percorso fissato per la spesa netta è sufficiente ad evitare una procedura per deficit eccessivo. 
Tuttavia, per i Paesi più indebitati e che deviano dal percorso, può essere aperta una procedura per deficit eccessivo basata sul debito (Debt-Based Edp), che con il vecchio patto veniva talora ventilata, ma non è mai stata attuata.

Viene attuato un percorso correttivo per la spesa netta.E, finché uno Stato soggetto a Edp non corregge la rotta, paga una multa per un importo fino allo 0,05% del Pil, ogni sei mesi, fino a una pena cumulativa pari allo 0,5% del Pil.

In questo modo, le sanzioni massime vengono ridotte, ma nello stesso tempo rese più praticabili ed efficaci.Le Ifis, in tutto questo, dovrebbero validare le previsioni di bilancio, valutare le analisi di sostenibilità e l’impatto delle politiche.  
La procedura per deficit eccessivo rimane invariata, con la preparazione di un rapporto ex articolo 126.3 e la raccomandazione al Consiglio di aprire la procedura per chi sfora la soglia del 3%: questo dovrebbe accadere il prossimo 19 giugno per i Paesi al di sopra della soglia, tra cui Francia e Italia.

E’ previsto che gli investimenti fatti per la transizione verde e digitale e per le altre priorità Ue, come la difesa, vengano tenuti in conto come fattori mitiganti, quando si valuta l’avvio di una procedura per deficit.Non è lo scorporo che chiedeva l’Italia, ma va nella direzione delle richieste italiane (e francesi).  Grazie alle insistenze del Parlamento, poi, viene esclusa dai principali indicatori monitorati la spesa nazionale per i programmi cofinanziati dall’Ue, per evitare che, come successo negli anni dell’austerity seguiti alla crisi finanziaria, gli Stati finiscano per tagliare anche la spesa legata ai programmi Ue, cofinanziata dall’Unione. Ora, entro il 21 giugno prossimo, la Commissione dovrebbe condividere con gli Stati membri linee guida tecniche, che includono le traiettorie di riferimento della spesa).

In estate, gli Stati avranno un dialogo tecnico con la Commissione, dopodiché, entro il 20 settembre dovranno inviare a Bruxelles i piani a medio termine.La scadenza può essere prorogata di qualche settimana, in caso di bisogno, in accordo con la Commissione. 
Nell’autunno di quest’anno, poi, la Commissione presenterà le proprie valutazioni dei piani nazionali e formulerà raccomandazioni al Consiglio sugli stessi, appoggiandoli o, eventualmente, chiedendo revisioni.

Il 2025 sarà il primo anno di applicazione dei piani nazionali a medio termine.Ogni anno, poi, lo Stato membro dovrà mandare a Bruxelles, entro il 30 aprile, un rapporto annuale, che conterrà anche una valutazione delle deviazioni annue e cumulative dal percorso di spesa concordato, sulla base del conto di controllo.  La segretaria al Tesoro Janet Yellen, nello scorso ottobre, era stata chiara, a Lussemburgo: “Spero che l’accordo finale, incentivando livelli di debito sostenibili, permetta anche di perseguire investimenti favorevoli alla crescita”, aveva detto.

Si vedrà nei prossimi anni se, con la riforma entrata in vigore due giorni fa, l’Ue sarà riuscita a seguire il consiglio della ex presidente della Federal Reserve.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, pressing di Macron per invio truppe europee: la deadline

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(Adnkronos) – Emmanuel Macron torna a “porre la questione” di un invio di truppe occidentali in Ucraina se la Russia dovesse sfondare la linea del fronte nella guerra in corso da oltre 2 anni.In un’intervista all’Economist, che solleva lo stesso polverone già provocato nelle settimane scorse, con gli alleati europei contrari a questa ipotesi, il presidente francese ribadisce che “nulla può essere escluso”.   
Le parole di Macron assumono un significato particolare in un momento cruciale del conflitto.

L’Ucraina, che attende di sfruttare le armi stanziate dagli Usa nell’ultimo pacchetto approvato dal Congresso, negli ultimi mesi è stata costretta a ripiegare per gestire la carenza di armi e munizioni. La Russia, secondo analisti e esperti, potrebbe sferrare una nuova massiccia offensiva tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate: la pressione di Mosca sul fronte orientale è costante, il ministero della Difesa russo rivendica progressi quasi quotidiani dopo la presa di Avdiivka, la città al centro delle ostilità durante l’inverno.L’ipotesi che la nuova spallata dell’esercito di Vladimir Putin si riveli efficace non può essere esclusa.   Il ministero della Difesa russo nelle ultime ore ha annunciato di aver assunto il controllo di due villaggi situati vicino ad Avdiivka, nell’oblast di Donetsk, nell’Ucraina orientale.

Le truppe di Mosca hanno conquistato Berdychi e Ocheretyne.Il primo è situato a circa 10 chilometri a nord-ovest di Avdiivka (da cui gli ucraini si sono ritirati a febbraio), il secondo è poco più distante, ma nella stessa direzione.  Le news dal campo confermano in sostanza le previsioni del comandante in capo delle forze ucraine, Oleksandr Syrsky, che pochi giorni fa haaveva anticipato il ritiro da Berdychi e da altri due villaggi vicini per proteggere “la vita dei nostri difensori”.

Fonti militari ucraine, citate dall’agenzia Dpa, hanno precisato che ora gli scontri più pesanti nel Donetsk si registrano nelle zone di Pokrovsk e Kurakhove.Pezzo dopo pezzo, il muro dell’Ucraina rischia di sfaldarsi.

Il cedimento spalancherebbe alla Russia le porte verso il cuore dell’Ucraina.  La prospettiva non può essere esclusa, come dice Avril Haines, direttrice della National Intelligence, alla Commissione Forze Armate del Senato a Washington.C’è la possibilità che i russi mettano a segno “break tattici”.  “Le tattiche sempre più aggressive di Putin contro l’Ucraina, compresi gli attacchi alle infrastrutture elettrice, mirano a impressionare l’Ucraina: portare avanti la guerra”, è il messaggio del Cremlino, “porterà altri danni all’Ucraina senza dare speranza di vittoria a Kiev.

Queste strategie aggressive sono destinate a proseguire, la guerra non finirà presto”.Inutile, dice, sperare per ora in negoziati produttivi: “La Russia negli ultimi mesi ha mostrato disponibilità a discutere con Kiev e Washington sul futuro dell’Ucraina.

Ma difficilmente farà concessioni significative”.  “Se i russi dovessero sfondare le linee del fronte, se ci fosse una richiesta ucraina – cosa che oggi non avviene – dovremmo legittimamente porci la domanda”, dice Macron, secondo cui “escluderlo a priori significa non imparare la lezione degli ultimi due anni”, con i Paesi della Nato che avevano inizialmente escluso l’invio di carri armati e caccia a Kiev prima di cambiare idea. “Come ho detto, non escludo nulla, perché siamo di fronte a qualcuno che non esclude nulla”, ribadisce Macron al settimanale britannico, in un riferimento a Putin. “Probabilmente siamo stati troppo esitanti nel fissare dei limiti alla nostra azione nei confronti di qualcuno che non ne ha più e che è l’aggressore”, afferma il presidente, indicando il suo “chiaro obiettivo strategico: la Russia non può vincere in Ucraina”.  “Se la Russia vince in Ucraina, non avremo più sicurezza in Europa – scandisce – Chi può pretendere che la Russia si fermi lì?Quale sicurezza ci sarà per gli altri Paesi vicini, la Moldavia, la Romania, la Polonia, la Lituania e tanti altri?

E oltre a questo, che credibilità abbiamo noi europei che avremmo speso miliardi, che avremmo detto che era in gioco la sopravvivenza del continente e che non ci saremmo dati i mezzi per fermare la Russia?Quindi sì, non dobbiamo escludere nulla”. L’ipotesi prospettata dal leader francese non scuotono Mosca.

La prima risposta ufficiale è affidata alle parole di Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri.Le dichiarazioni del presidente, dice, “sono in qualche modo legate ai giorni della settimana, è una sorta di ciclo”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europa League, Marsiglia-Atalanta termina 1-1

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(Adnkronos) – Una bolgia, ma la Dea c’è.Marsiglia e Atalanta si affrontano al Velodrome per un posto nella finale di Europa League e il primo atto termina 1-1.

Il secondo si giocherà a Bergamo il 9 maggio.Giusto il tempo per studiare ancora meglio gli avversari che stasera si sono dimostrati tosti tosti.

Ma ad andare in vantaggio per prima è l’Atalanta all’11’ con Scamacca che capitalizza un passaggio di Koopmeiners e insacca alle spalle di Pau Lopez.Al Velodrome scende il gelo, però il Marsiglia non sbanda e tre minuti dopo sfiora il pari con un lancio che scavalca il portiere Musso.

Idea buona, ma Kolasinac e soprattutto la sua testa dicono no spedendo il pallone sul fondo.Il pareggio però è nell’aria.

E dopo l’infortunio allo stesso Kolasinac sostituito da Pasalic, il Marsiglia segna e fa esplodere il Velodrome al 21′ con Mbemba.E a due minuti dalla fine del primo tempo è ancora il Marsiglia a farsi pericoloso e a sfiorare il gol con Aubameyang.  Nella ripresa iniziano i cambi tattici.

Al 59′ entra Lookmann ed esce Scamacca.Nessuna delle due squadre riesce però a sfondare la difesa avversaria, anche se il Marsiglia si vede annullare un gol per fuorigioco al 64′.

Al 65′ Gasset si gioca la carta del doppio cambio entrano Merlin e Moumbagna, escono Clauss e Sarr.Poi una manciata di minuti dopo l’allenatore della squadra francese cambia ancora: Murillo e Harit fuori, dentro Ounahi e Ndiaye.

La traversa di Ounahi al 74′ e la spinta dei francesi sembrano far propendere Gasperini per una doppia sostituzione: all’85’ Fuori Zappacosta e De Ketelaere dentro Hataboer e Miranchuk.Scelta che viene premiata con un palo al 90′ dallo stesso Miranchuk.

I due minuti di recupero non cambieranno il risultato.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Bayer Leverkusen 0-2, giallorossi k.o. in andata semifinale Europa League

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(Adnkronos) –
La Roma viene sconfitta in casa per 2-0 dal Bayer Leverkusen nell’andata della semifinale di Europa League.I tedeschi, freschi campioni di Germania, si impongono all’Olimpico con i gol di Wirtz al 28′ e Andrich al 73′. Il ritorno si gioca giovedì 9 maggio a Leverkusen.

La formazione giallorossa allenata da De Rossi dovrà vincere in trasferta con 2 gol di scarto per portare il duello ai supplementari o con 3 reti di vantaggio per volare in finale.I campioni di Germania, allenati da Xabi Alonso, non hanno perso nemmeno una partita nella stagione 2023-2024.  
La prima azione pericolosa è targata Roma all’11’ con Dybala che centra la porta con il sinistro dalla lunghissima distanza, ma Kovar non si fa sorprendere e blocca centralmente.

Al 16′ Tah viene superato da Lukaku nel duello fisico che trattiene e atterra il belga per evitarne la volata verso la porta.Giallo per il difensore tedesco. La squadra di De Rossi manovra e si rende pericolosa di nuovo al 19′ quando El Shaarawy viene pescato dietro la linea difensiva degli ospiti, entra in area dalla sinistra e mette in mezzo un pallone che viene deviato in corner, ma era in posizione di fuorigioco.

Al 21’ buona apertura di Karsdorp per Cristante che crossa basso e teso ma trova solo il corner.Dalla bandierina Dybala pesca Paredes che aggancia e serve Lukaku che di testa in avvitamento colpisce la traversa. Alla prima disattenzione la Roma rischia: Wirtz manda Frimpong in porta con un filtrante rasoterra in verticale, ma l’esterno olandese trova solo l’esterno della rete sull’uscita di Svilar.

Dybala è protagonista poco dopo su punizione, ma la palla termina alta sopra la traversa. E poco dopo su un clamoroso errore difensivo giallorosso il Leverkusen passa in vantaggio: al 28′ Karsdorp sbaglia il retropassaggio per Mancini, con Grimaldo che si avventa sul pallone e serve a Wirtz solo davanti alla porta per l’1-0.I giallorossi accusano il colpo e al 31′ rischiano il raddoppio ancora con Frimpong che serve Wirtz che impegna Svilar. La squadra di Xabi Alonso guadagna terreno e al 34′ Grimaldo mette al centro per Frimpong che ci prova di prima ma non trova la porta di poco.

Momento favorevole ai tedeschi con la Roma in affanno.Al 38′ Wirtz riceve palla sui venti metri e calcia a incrociare con il destro con la sfera che termina ancora al lato.

Al 41’ ci prova dal limite Andrich ma Svilar si oppone in due tempi.La Roma si fa rivedere al 43′: sponda di Lukaku per Pellegrini che calcia col piatto ma non trova la porta per pochissimo.

Al 46’ giallorossi ancora pericolosi su corner ma Kovar sblocca la deviazione di un compagno.In pieno recupero ancora Leverkusen pericoloso in ripartenza ma Wirtz spreca. La Roma ad inizio ripresa cerca di sfruttare le palle inattive e al 49′ sul cross dalla sinistra arriva Cristante che gira il pallone per Karsdorpo che manca per pochissimo l’appuntamento con la palla.

Al 51′ risponde il Leverkusen con Hincapié che si libera di Paredes e colpisce di testa al limite dell’area ma non trova la porta.Ancora giallorossi pericolosi al 56′: Cristante svetta di testa ma non trova l’angolino opposto.

Al 62’ De Rossi cambia Karsdorp, fischiato dal pubblico, ed inserisce Angelino, ma il passo dei tedeschi sembra superiore ai giallorossi. La gara si fa nervosa nel finale con diversi ammoniti soprattutto dopo il raddoppio del Leverkusen al 73′: Frimpong appoggia palla a rimorchio per Stanisic che tocca per Andrich che trova un destro che si infila sotto l’incrocio per lo 0-2.De Rossi inserisce Azmoun e Baldanzi per i minuti finali con la Roma che rialza la testa e sfiora la rete con l’iraniano che davanti al portiere innescato da Pellegrini calcia debolmente.

Entra nel finale anche Abraham che riesce a divorarsi al 94’ il gol dell’1-2 mandando di testa da due passi sopra la traversa.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, da oggi in vendita la maglia celebrativa autografata

Juve Stabia, da oggi in vendita una maglia imperdibile: si tratta di una maglia autografata da tutta la rosa, oltre che dallo staff tecnico e dai dirigenti.

Juve Stabia, in vendita da oggi una maglia celebrativa imperdibile per i collezionisti e in generale per tutti i tifosi delle Vespe che vogliono avere un ricordo indelebile della stagione appena trascorsa e culminata con la terza promozione in Serie B negli ultimi 13 anni.La maglia è in vendita da oggi giovedì 2 maggio nello store ufficiale sito in Corso Giuseppe Garibaldi 24, a Castellammare di Stabia, e attraverso lo store online sul sito ufficiale.

Il comunicato ufficiale della società stabiese sulla vendita della maglia celebrativa autografata.

“Siamo in B!

La cavalcata è stata esaltante, un traguardo raggiunto, desiderato e sperato: ora è realtà!

La S.S.Juve Stabia 1907 ha deciso di festeggiarla con una maglia celebrativa nuova.

Già indossata nell’ultima gara di campionato con l’AZ Picerno, su di essa riporta gli autografi di tutta la rosa, staff tecnico e dirigenti del club.Un pezzo unico di collezione per ricordare la stagione 2023/2024.

La maglia celebrativa sarà in vendita da giovedì 2 maggio nello store ufficiale sito in Corso Giuseppe Garibaldi, 24, a Castellammare di Stabia, e attraverso lo store online sul sito ufficiale.

Sarà disponibile anche la versione replica ufficiale.

Acquista anche tu la maglia celebrativa, in regalo il box ufficiale S.S.

Juve Stabia 1907.

S.S.Juve Stabia”. 

Un pazzo davvero unico e imperdibile da collezione per ricordare la storica stagione 2023-2024 per tutti i tifosi delle Vespe.

Juve Stabia in visita ai bambini dell’Oratorio della cattedrale

Juve Stabia, visita all’Oratorio della cattedrale del Centro Antico di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia sempre molto attenta all’aspetto sociale soprattutto dopo una grande vittoria come quella della cavalcata trionfale di questa stagione culminata con lo storico ritorno in Serie B.Una cospicua delegazione composta da Andrea Adorante, Nicola Mosti, Marco Meli, Davide Buglio, Federico Romeo, Luca Stanga, il responsabile della comunicazione Ciro Novellino, il collaboratore dell’ufficio stampa Mattia Molinari e il segretario Vincenzo Esposito, ha fatto visita ai bambini dell’Oratorio della cattedrale del centro antico di Castellammare di Stabia.

Grande l’entusiasmo dei ragazzi che hanno fatto tante foto con i loro beniamini e hanno ricevuto tanti autografi dai calciatori della Juve Stabia.Presente anche insieme ai calciatori una delegazione della Curva Sud, da sempre dodicesimo uomo in campo per le Vespe.

Il comunicato ufficiale della Juve Stabia sulla visita di oggi all’Oratorio della Cattedrale.

“Questo pomeriggio, una delegazione della S.S.

Juve Stabia 1907, composta da Andrea Adorante, Nicola Mosti, Marco Meli, Davide Buglio, Federico Romeo, Luca Stanga, il responsabile della comunicazione Ciro Novellino, il collaboratore dell’ufficio stampa Mattia Molinari e il segretario Vincenzo Esposito, ha fatto visita ai bambini dell’Oratorio della cattedrale del centro antico di Castellammare di Stabia.Tra tantissimo entusiasmo, i bambini hanno scattato foto e ricevuto tanti autografi.

Era presente anche una delegazione della curva Sud”.

Ancora una bella giornata con i calciatori della Juve Stabia che fanno sentire il loro affetto ai bambini dell’Oratorio del centro antico di Castellammare ai quali non è sembrato vero poter abbracciare i propri beniamini e trascorrere un pò di tempo con loro.

 

Londra, in centinaia contro il trasferimento dei migranti su una chiatta: almeno 45 arresti

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(Adnkronos) – Almeno 45 attivisti sono stati arrestai mentre cercavano di impedire il trasferimento di migranti da Londra alla Bibby Stockholm, la controversa chiatta nel Dorset usata dal governo britannico per i richiedenti asilo.Centinaia di manifestanti oggi hanno bloccato la strada intorno Best Western di Londra, da dove dovevano partire i pulmann con i migranti.

All’arrivo della polizia, hanno formato una catena ed alcuni si sono seduti di fronte al veicolo e sono stati trascinati via con la forza dagli agenti.  La chiatta ha una capacità di 500 posti, da quando è stata noleggiata dal governo britannico per usarla per i migranti è stata la centro di polemiche per le condizioni di sicurezza e sanitarie, con anche un’epidemia di legionella e nei mesi scorsi la morte di un richiedente asilo albanese.  “Alloggiare migranti negli alberghi costa milioni di sterline al giorno ai contribuenti britannici – ha dichiarato il ministro dell’Interno, James Cleverly – non permetteremo ad un piccolo gruppo di studenti che si mettono in posa per i social di fare la cosa giusta per i britannici”. Le proteste di oggi sono un’indicazione del tipo di resistenza che il governo britannico potrà incontrare quando incomincerà ad applicare la controversa legge per la deportazione dei migranti in Ruanda.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo a Roma, dopo la pioggia ecco la grandine – Video

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(Adnkronos) – Il maltempo non dà tregua a Roma.Dopo la pioggia battente di stamattina, arriva la grandine in serata, in particolare nella zona sud della capitale.

I ‘chicchi’ sono di dimensioni notevoli, non risparmiano la carrozzeria delle auto e imbiancano il manto stradale in una giornata per niente primaverile.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, estrazione di oggi 2 maggio: i numeri della combinazione vincente

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ all’estrazione del Superenalotto di oggi 2 maggio.Realizzati, invece, tre ‘5’ che vincono 57.954,17 euro ciascuno.

Le schedine vincenti sono state giocate una online, un’altra in una tabaccheria di Eraclea (Ve) e un’altra ancora presso un tabacchi di Fiumicino (Roma).Il jackpot per il prossimo concorso sale a 98,4 milioni di euro.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 14, 43, 54, 69, 80, 90.Numero Jolly: 1.

Numero SuperStar: 57.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stasera cena ‘clandestina’ Scholz-Macron a Parigi: i temi sul tavolo

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(Adnkronos) – Un incontro “clandestino” tra i due “pesi massimi” dei leader Ue.Così il sito di Politico definisce la cena di stasera a Parigi tra il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ed il presidente francese, Emmanuel Macron.

La cena, che si tiene a pochi giorni dall’arrivo in Europa del presidente cinese Xi Jinping (atteso domenica in Francia e poi in Serbia e Ungheria), viene descritta da tre fonti come un evento semi-privato: Scholz e la moglie, Britta Ernst, sono in vacanza nella capitale francese ed incontreranno in un ristorante Macron e la moglie Brigitte.  Attorno al tavolo non saranno ammessi consiglieri ed è facile ipotizzare che la politica europea nei confronti della Cina possa essere uno dei temi che verrà affrontato dai due leader, che negli ultimi anni hanno avuto vari scontri, a partire dall’invio di truppe di terra in Ucraina.Un’ipotesi, quest’ultima, che Macron ha rilanciato nelle scorse ore in un’intervista all’Economist.

Un altro motivo di tensione tra Francia e Germania è la potenziale imposizione di dazi Ue sui veicoli elettrici cinesi. La cena sarà anche l’occasione per Scholz per informare il presidente francese del suo incontro con Xi a Pechino del mese scorso.Secondo Noah Barkin del German Marshall Fund, Macron proverà a convincere il cancelliere ad unirsi all’incontro con Xi della settimana prossima insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.  Un altro probabile argomento della cena sarà la politica di difesa dell’Ue ed il suo finanziamento.

Macron sta spingendo fortemente per i cosiddetti ‘defence bond’, che implicherebbero l’emissione congiunta europea di debito per finanziare gli investimenti militari.Scholz finora ha rifiutato l’idea. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regeni, uno degli 007 imputati partecipò a sopralluogo dove fu trovato il corpo

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(Adnkronos) – Uno degli 007 egiziani imputato nel processo per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni era presente al sopralluogo del 10 febbraio 2016 con i team investigativi lungo la strada dove fu ritrovato il corpo del ricercatore friulano. È quanto emerso dalle testimonianze degli investigatori dello Sco e del Ros sentiti oggi nel corso dell’udienza davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma dove sono mostrate anche le foto che ritraggono l’ufficiale egiziano sul luogo del ritrovamento.Uhsam Helmi, secondo quanto riferito dai testi, ha partecipato anche a quasi tutti gli incontri dei team investigativi italiani e egiziani quando erano in corso le indagini sul caso Regeni. “Quello con gli occhiali da sole è il colonnello Helmi, era presente molto spesso”, ha confermato in aula il colonnello del Ros dei carabinieri Loreto Biscardi. A processo oltre a Uhsam Helmi ci sono anche il generale Sabir Tariq, i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif per il reato di sequestro di persona pluriaggravato, e nei confronti di quest’ultimo i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate e il concorso in omicidio aggravato.

Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco il direttore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato Vincenzo Nicolì ha ricostruito in aula l’avvio delle indagini. “Venivamo da un’esperienza positiva di scambi con la polizia egiziana, eravamo riusciti a interrompere qualche anno prima un traffico di migranti e le aspettative in partenza erano quelle di chiarire la vicenda.All’inizio ci fu una apparente collaborazione, ci consentirono di assistere alle assunzioni di testimonianze ma noi – ha spiegato – cercavamo riscontri oggettivi.

Fin da subito le autorità egiziane furono informate che ciò che era emerso dall’autopsia svolta in Italia non era compatibile con le loro ipotesi investigative come l’incidente stradale”.  “Mano a mano che si andava avanti ci furono prospettate altre ipotesi come il coinvolgimento di Giulio Regeni in un traffico di opere d’arte rubate, altre che riguardavano la sua sfera sessuale, poi quella di uno scontro fisico con una persona davanti all’ambasciata.Tutto queste ipotesi investigative della polizia egiziana – ha spiegato Nicolì – non erano però assolutamente riscontrate.

Proprio quando il 24 marzo 2016 decidiamo di far rientrare il team investigativo, con i nostri uomini che erano in aeroporto, ho sentito la notizia che gli egiziani sostenevano di aver trovato gli assassini di Giulio Regeni e allora li ho chiamati per dirgli di non partire e di rimanere lì”.  “Poi ci fu la riunione che si svolse in due giorni, il 7-8 aprile 2016.La parte italiana in quell’occasione ha dato conto delle richieste fatte dal nostro Paese rimaste inevase, soprattutto sui dati tecnici.

Nel corso dell’incontro dopo l’intervento del professor Fineschi che aveva eseguito l’autopsia eseguita sul corpo del ricercatore, il clima divenne più rigido.Dopo questo incontro ci fu il ritiro dell’ambasciatore da parte dell’Italia”, ha spiegato.

Nel corso dell’udienza durante la testimonianza del funzionario dello Sco Alessandro Gallo sono state mostrate in aula anche le foto che erano state scattate ai corpi dei cinque uomini indicati dalla polizia egiziana come responsabili della morte di Regeni e uccisi a loro dire durante un conflitto a fuoco.  “Emerge un’incompatibilità tra le immagini del pulmino e dei corpi con la ricostruzione di un conflitto a fuoco”, è stato spiegato dall’investigatore.Inoltre “dall’analisi sul telefono trovato addosso a uno dei cinque uomini è emerso che, a mezz’ora della scomparsa di Giulio, si trovava a 100 km dal centro del Cairo”. “E’ emersa l’assoluta mancata collaborazione egiziana, l’ostruzionismo e i depistaggi.

L’inizio della ricostruzione di queste difficoltose indagini al Cairo, e anche il clima di intimidazione”.Così l’avvocato Alessandra Ballerini, legale di parte civile della famiglia di Giulio Regeni, al termine dell’udienza davanti alla Prima Corte di Assise di Roma. “C’erano molte contestazioni da parte degli egiziani e molto ostruzionismo.

Abbiamo capito le informalità con cui sentivano questi testimoni, non venivano fatti i verbali.Ai nostri investigatori di fatto era impedito di fare domande dirette, e anche chiedere agli egiziani di fare delle domande se questi non le ritenevano pertinenti o più che altro le ritenevano scomode non le ponevano ai ‘testi’”, ha sottolineato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannacci contestato a Napoli: “Io non cambio, vengano a confrontarsi”

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(Adnkronos) – Contestazioni a Napoli per il generale Roberto Vannacci, capolista della Lega nella Circoscrizione Sud alle elezioni Europee 2024.Tensione e tafferugli hanno preceduto la presentazione del libro di Vannacci fuori dal Teatro InArte, sul Lungomare di Napoli.

I manifestanti che erano in presidio in piazza del Plebiscito hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine in via Nazario Sauro, e c’è stata una carica di alleggerimento.I manifestanti hanno anche lanciato dei palloncini pieni di acqua contro la polizia.  “Purtroppo capita che nella democrazia nella quale viviamo, i locali che ospitano le mie presentazioni vengano addirittura minacciati”, ha commentato il generale. “E’ successo a Verona, dove il proprietario ha dovuto desistere, è successo a Mantova dove hanno rinunciato ma la presentazione verrà spostata in un altro locale.

Anche questa tecnica di cercare di censurare, di attribuire frasi che non sono quelle vere, si sta rivelando un’attività totalmente controversa e che suscita risultati opposti a quelli che si propone.Ringrazio i contestatori, che danno ulteriore lustro e importanza a questo evento.

Invito queste persone a venire in questa sala e a rappresentarci i loro pensieri, le loro critiche, le loro idee.Non mi sono mai sottratto al confronto.

Questo invito lo faccio sempre ma ha poco successo.E ringrazio le forze dell’ordine, che sono sempre presenti”. “Io non cambio.

Credo di aver dimostrato in 37 anni di mia vita di non cambiare, di credere in quello che faccio.Non credo di aver fatto delle esternazioni estreme”, ha quindi affermato Vannacci. “Credo che invece estreme siano state le interpretazioni che è stato voluto dare a quelle esternazioni”.

Quanto al successo del suo primo libro ha spiegato: “Poteva essere un qualche cosa che sarebbe stato diffuso a poche centinaia di persone, invece gli strumentalizzatori delle mie parole ne hanno decretato il successo quasi 300 mila copie”. Quanto alla sua candidatura nelle liste del Carroccio, “non credo che la mia candidatura sia divisiva all’interno della Lega.Sono discussioni assolutamente legittime nell’ambito di un partito, io sono un candidato indipendente”, ha rimarcato. “Risolveranno le loro problematiche all’interno del partito.

Vado avanti per la mia strada rappresentando quei valori di patria, confini, sicurezza, identità che ritengo sovrapponibili a quelli del partito con il quale mi candido come indipendente e che ritengo basilari in Europa”. “Il contributo in Europa sarà fondamentalmente su 3, 4, 5 argomenti principali che sono quelli della sovranità nazionale, del valore di patria, di confini, di sicurezza e soprattutto la riscrizione totale di questo che è il Green Deal che costerà un’enormità alle tasche degli italiani senza conseguire alcun obiettivo da un punto di vista ecologico”, ha detto Vannacci che alla domanda se condividesse il testo sul Patto di Stabilità, Vannacci ha riferito: “Lo dovrei esaminare con più attenzione, non l’ho visto, quindi in genere non do pareri su ciò che non conosco”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’orango si cura da solo, la prima scimmia che fa automedicazione

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(Adnkronos) –
Si era ferito a una guancia, Rakus.Così si è procurato delle foglie di Akar Kuning (in gergo botanico Fibraurea tinctoria), una pianta rampicante usata nella medicina tradizionale per curare le lesioni – ma anche contro la dissenteria, per il diabete e la malaria – le ha masticate creando una sorta di impasto e se le è applicate sul viso proprio nel punto dolente.

Una classica scena di automedicazione, se non fosse che il protagonista non è un uomo, ma una scimmia.Ed è la prima volta in assoluto che viene segnalato un ‘dottor orango’ in azione.

Segno che anche i primati praticano l’automedicazione.  
Rakus è un maschio selvatico di orango di Sumatra (Pongo abelii).Gli esperti che lo hanno osservato in azione ritengono che stesse trattando la sua ferita utilizzando una pianta con note proprietà medicinali.

Un report di questa condotta inedita per un primate è pubblicato sulla rivista ‘Scientific Reports’, perché sarebbe la prima volta che si sorprende un animale selvatico intento ad autocurarsi.Prima di questo studio, spiegano gli autori, diverse specie di primati selvatici erano state osservate ingoiare, masticare o strofinare piante con proprietà medicinali, ma senza applicarle su ferite recenti. La scienziata Isabelle Laumer e colleghi biologi del Max Planck Institute of Animal Behavior di Costanza (Germania) e dell’Universitas Nasional dell’Indonesia hanno osservato l’orangutan maschio nel giugno 2022, nell’area di ricerca Suaq Balimbing nel Parco nazionale di Gunung Leuser, in Indonesia.  
Rakus ha masticato gambo e foglie di Akar Kuning e applicato ripetutamente per 7 minuti il liquido ‘unguento’ così generato sopra una ferita sulla sua guancia destra, ferita che aveva riportato 3 giorni prima.

Rakus ha quindi spalmato le foglie masticate fino a coprire completamente la lesione e ha continuato a nutrirsi della pianta per oltre 30 minuti.Gli autori riportano che non c’erano segni di infezione nel punto trattato nei giorni successivi.

Ed entro 5 giorni la ferita si era chiusa, per poi guarire completamente nel giro di un mese.Poiché Rakus ha applicato ripetutamente il materiale vegetale sulla sua ferita e in nessun’altra parte del corpo, e l’intero processo ha richiesto più di mezz’ora, è probabile che abbia trattato intenzionalmente la sua ferita facciale con Akar Kuning, sostengono i ricercatori.  
Precedenti ricerche hanno identificato proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, antifungine e antiossidanti nell’Akar Kuning e le foglie masticate potrebbero aver contribuito a ridurre il dolore e l’infiammazione causati dalla ferita di Rakus e favorito la guarigione.

Gli autori non sanno se questa fosse la prima volta che Rakus curava una delle sue ferite o se avesse già appreso questo comportamento da altri oranghi della sua zona natale.Poiché sembra che Rakus abbia curato intenzionalmente la sua ferita, ciò suggerisce che il comportamento potrebbe aver avuto origine in un antenato comune condiviso dagli umani e dalle grandi scimmie, ragionano gli esperti. “Il comportamento di Rakus – conferma Laumer – sembrava essere intenzionale poiché trattava selettivamente la ferita e nessun’altra parte del corpo, con il succo della pianta.

Il comportamento è stato ripetuto anche più volte, non solo con il succo della pianta, ma anche successivamente con materiale vegetale più solido”.Gli autori puntualizzano infine di non aver osservato al momento altri oranghi nell’area di ricerca ‘automedicare’ le loro ferite.

Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i ricercatori incontrano raramente esemplari feriti. “Gli oranghi del sito raramente mangiano la pianta – spiega Caroline Schuppli, autrice senior dello studio – Tuttavia possono toccare accidentalmente le loro ferite mentre si nutrono di questa pianta e quindi applicare involontariamente il succo della pianta sulle lesioni.Dal momento che la Fibraurea tinctoria ha potenti effetti analgesici, possono avvertire un immediato sollievo dal dolore, il che potrebbe indurli a ripetere il comportamento più volte”.  “Il trattamento di ferite nell’uomo è stato probabilmente menzionato per la prima volta in un manoscritto medico risalente al 2200 a.C. – rimarca Schuppli – E’ possibile che esista un meccanismo sottostante comune per il riconoscimento e l’applicazione di sostanze con proprietà mediche o funzionali alle ferite e che il nostro ultimo antenato comune già mostrasse forme simili di comportamento”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imola 2024: Il Ricordo Di Ayrton Senna Non Muore Mai nonostante siano trascorsi 30 anni dalla sua scomparsa

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Quest’anno ricorre il 30° anniversario della scomparsa di Ayrton Senna che il 1 maggio 2024 a bordo della sua Williams si schiantò alla curva del Tamburello dell’autodromo di Imola.A distanza di 30 anni c’è un uomo, uno sportivo, uno scrittore, un giornalista che ricorda ancora quel momento tragico per tutti gli appassionati di Formula Uno: stiamo parlando di Carlo Ametrano.

Il suo impegno per mantenere viva la memoria del pilota carioca è a tratti commovente.Non mancano occasioni per Carlo di organizzare eventi su Senna.

Tra questi ricordiamo proprio quello che ogni anno viene rinnovato ad Imola anche grazie alla preziosa collaborazione delle Cantine Zuffa, che da qualche anno sono diventate un prezioso sostegno non solo economico.

Per questo 30° anniversario abbiamo avuto il piacere di ricevere il racconto di quest’ultima edizione del Senna Day.

Queste sono state parole di Carlo Ametrano e Pasquale Buondonno sulle Senna Day 2024 che si è tenuto ad Imola:

“Il cielo era screziato da livide striature rossastre e arancio, le cromature di colori accesi si fondevano in un tramonto intenso e noi, mentre attraversavamo il Circuito Enzo & Dino Ferrari di Imola, ci godevamo questa primavera incerta nella ridente vallata Emiliana dell’antica Felzna di origine etrusca.Ci lasciavamo ispirare dalla varietà dei colori caldi e dalla temperatura gradevole.

L’aspetto migliore della natura prorompeva in tutta la sua eleganza illuminando una piana che brillava di un verde intenso.

Lungo le vie che portavano alla campagna e alle vigne di via Sellustra, verso le Cantine Zuffa dell’amico Augusto, una luce nuova risplendeva.Superate le ultime abitazioni, il selciato di cemento scompariva per lasciare definitivamente il posto a un fondo di erba, paglia, fieno e liberi pascoli.

Trent’anni sono passati, eppure sembra ieri.

Ricordi, dolori e speranze si mescolano, infine si rinnovando e una solenne  kermesse dove va in scena un revival: quello dello sport che racconta la vita.

Mentre approntiamo gli ultimi dettagli per la trasmissione serale del Senna Day, concordiamo sul fatto che la velocità è la forma di estasi per antonomasia, quella che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo per elevarlo.Poi, l’esempio di alcune grandi leggende di questo sport, ha saputo ben raffinare e accrescere.

La kermesse stava per avere  inizio.

L’emozione era tanta soprattutto dopo aver fatto una capatina in mattinata alla pista automobilistica di Imola e alla famigerata Curva del Tamburello.”

Le emozioni sulla pista di Imola

“Eravamo proprio lì, a limitare lo sterrato dell’autodromo, tra curve, rettilinei e tornanti.Ci sembrava di essere partecipi di una vecchia gara automobilistica lontana nel tempo, a ravvivare antiche emozioni, duelli epici quelli come tra Senna-Prost, Senna-Mansell, e poi ancora Mansell-Prost di che ci sembrava si ravvivasse a distanza di tempo dinanzi a noi.

Sorpassi e frenate improvvise, cambi di traiettorie, gimcane necessarie per arrivare primi al traguardo.

Aspettando l’estate, i nostri ricordi ci assalivano con le stesse emozioni di allora.Era qualcosa di struggente bellezza, si, perché la storia ormai è stata scritta e appartiene agli annali, non la puoi cambiare, è dottrina, ma tutto ciò non ha valore se essa non suscita emozioni, se non è in grado di rivelare un messaggio, profondere vividamente il suo insegnamento.

Senna è stato il prototipo del grande pilota non “robotizzato”, colui che ti diceva che “le difficoltà non esistono” e che “puoi osare”, che fin quando sei in piedi sulle tue gambe, hai sempre una possibilità, perché la resa è la peggiore delle sconfitte.Non ha scusanti.”

La conferenza stampa del Senna Day 2024 e la cena alle cantine Zuffa di Imola

“Da Augusto Zuffa, con ospiti di eccezione nell’ampia Sala Conferenze, noi abbiamo presentato il trentennale del SENNA DAY.

Tutti, in base all’esperienza diretta o indiretta vissuta col grande campione carioca che ci ha lasciati prematuramente, hanno rimarcato un punto ben preciso: Ayrton Senna era un campione del popolo, di lui se ne ricorda l’umiltà, la fiera determinazione e in definitiva,  la sua immensa umanità,  quella che lo portava ad amare il prossimo,  ad aiutare l’infanzia sfortunata, a tendere una mano dire “da ora non sarai più solo”.Essere conquistati con l’esempio.

Essere professori con le buone maniere, appunto, quando la parola è sussurrata e non urlata, come invece vorrebbe la maggior parte della massa e, perché no, anche una certa stampa.Mentre la compostezza, la pacatezza, l’essere persone miti, “empatici”, ti rende già “idolo” dinanzi alla gente, perché è l’essenza quello che conta.

Senna ha conquistato tutti non tanto per la pregevolezza delle traiettorie con cui affrontava le gare, ma per il suo esempio di uomo.

E questo, nel mondo “patinato” della velocità, non è cosa da poco.”

https://youtu.be/NXlPQcjGzN4