Imola 2024: Il Ricordo Di Ayrton Senna Non Muore Mai nonostante siano trascorsi 30 anni dalla sua scomparsa

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Quest’anno ricorre il 30° anniversario della scomparsa di Ayrton Senna che il 1 maggio 2024 a bordo della sua Williams si schiantò alla curva del Tamburello dell’autodromo di Imola.

A distanza di 30 anni c’è un uomo, uno sportivo, uno scrittore, un giornalista che ricorda ancora quel momento tragico per tutti gli appassionati di Formula Uno: stiamo parlando di Carlo Ametrano. Il suo impegno per mantenere viva la memoria del pilota carioca è a tratti commovente. Non mancano occasioni per Carlo di organizzare eventi su Senna.

Tra questi ricordiamo proprio quello che ogni anno viene rinnovato ad Imola anche grazie alla preziosa collaborazione delle Cantine Zuffa, che da qualche anno sono diventate un prezioso sostegno non solo economico.

Per questo 30° anniversario abbiamo avuto il piacere di ricevere il racconto di quest’ultima edizione del Senna Day.

Queste sono state parole di Carlo Ametrano e Pasquale Buondonno sulle Senna Day 2024 che si è tenuto ad Imola:

“Il cielo era screziato da livide striature rossastre e arancio, le cromature di colori accesi si fondevano in un tramonto intenso e noi, mentre attraversavamo il Circuito Enzo & Dino Ferrari di Imola, ci godevamo questa primavera incerta nella ridente vallata Emiliana dell’antica Felzna di origine etrusca. Ci lasciavamo ispirare dalla varietà dei colori caldi e dalla temperatura gradevole. L’aspetto migliore della natura prorompeva in tutta la sua eleganza illuminando una piana che brillava di un verde intenso.

Lungo le vie che portavano alla campagna e alle vigne di via Sellustra, verso le Cantine Zuffa dell’amico Augusto, una luce nuova risplendeva. Superate le ultime abitazioni, il selciato di cemento scompariva per lasciare definitivamente il posto a un fondo di erba, paglia, fieno e liberi pascoli.

Trent’anni sono passati, eppure sembra ieri. Ricordi, dolori e speranze si mescolano, infine si rinnovando e una solenne  kermesse dove va in scena un revival: quello dello sport che racconta la vita.

Mentre approntiamo gli ultimi dettagli per la trasmissione serale del Senna Day, concordiamo sul fatto che la velocità è la forma di estasi per antonomasia, quella che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo per elevarlo. Poi, l’esempio di alcune grandi leggende di questo sport, ha saputo ben raffinare e accrescere.

La kermesse stava per avere  inizio. L’emozione era tanta soprattutto dopo aver fatto una capatina in mattinata alla pista automobilistica di Imola e alla famigerata Curva del Tamburello.”

Le emozioni sulla pista di Imola

“Eravamo proprio lì, a limitare lo sterrato dell’autodromo, tra curve, rettilinei e tornanti. Ci sembrava di essere partecipi di una vecchia gara automobilistica lontana nel tempo, a ravvivare antiche emozioni, duelli epici quelli come tra Senna-Prost, Senna-Mansell, e poi ancora Mansell-Prost di che ci sembrava si ravvivasse a distanza di tempo dinanzi a noi. Sorpassi e frenate improvvise, cambi di traiettorie, gimcane necessarie per arrivare primi al traguardo.

Aspettando l’estate, i nostri ricordi ci assalivano con le stesse emozioni di allora. Era qualcosa di struggente bellezza, si, perché la storia ormai è stata scritta e appartiene agli annali, non la puoi cambiare, è dottrina, ma tutto ciò non ha valore se essa non suscita emozioni, se non è in grado di rivelare un messaggio, profondere vividamente il suo insegnamento. Senna è stato il prototipo del grande pilota non “robotizzato”, colui che ti diceva che “le difficoltà non esistono” e che “puoi osare”, che fin quando sei in piedi sulle tue gambe, hai sempre una possibilità, perché la resa è la peggiore delle sconfitte. Non ha scusanti.”

La conferenza stampa del Senna Day 2024 e la cena alle cantine Zuffa di Imola

“Da Augusto Zuffa, con ospiti di eccezione nell’ampia Sala Conferenze, noi abbiamo presentato il trentennale del SENNA DAY. Tutti, in base all’esperienza diretta o indiretta vissuta col grande campione carioca che ci ha lasciati prematuramente, hanno rimarcato un punto ben preciso: Ayrton Senna era un campione del popolo, di lui se ne ricorda l’umiltà, la fiera determinazione e in definitiva,  la sua immensa umanità,  quella che lo portava ad amare il prossimo,  ad aiutare l’infanzia sfortunata, a tendere una mano dire “da ora non sarai più solo”. Essere conquistati con l’esempio. Essere professori con le buone maniere, appunto, quando la parola è sussurrata e non urlata, come invece vorrebbe la maggior parte della massa e, perché no, anche una certa stampa. Mentre la compostezza, la pacatezza, l’essere persone miti, “empatici”, ti rende già “idolo” dinanzi alla gente, perché è l’essenza quello che conta.

Senna ha conquistato tutti non tanto per la pregevolezza delle traiettorie con cui affrontava le gare, ma per il suo esempio di uomo. E questo, nel mondo “patinato” della velocità, non è cosa da poco.”


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