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Coppa del Mondo di Nuoto in acque libere, il francese Olivier e la brasiliana Cunha vincono la 10 km a Golfo Aranci

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(Adnkronos) – Dopo il grande successo dello scorso anno, la Coppa del Mondo di Nuoto in acque libere è tornata in Sardegna per la sua seconda edizione.Nella favolosa location di Golfo Aranci, nel cuore della Costa Smeralda, è andata in scena la seconda tappa della World Cup 2024 di Nuoto in Acque libere. La giornata di gare si apre con la dieci chilometri maschile e il successo del francese Marc Antoine Olivier, che si allena nel gruppo dei fondisti del centro federale di Ostia, con Fabrizio Antonelli.

Arrivo in solitaria, dopo un poderoso allungo a mille metri dalla fine, per il transalpino e vicecampione iridato di Doha 2024 che tocca in 1h50’03”; alle sue spalle il connazionale Logan Fontain e Kristof Rasovzky.Quinto l’italiano Andrea Filadelli, ottavo Verani.

Più indietro Gregorio Paltrinieri, che ha pagato molto la temperatura fredda delle acque sarde.Non è partito, invece, Domenico Acerenza per un affaticamento muscolare alla spalla.

Nella 10km femminile il successo è andato alla brasiliana Ana Marcela Cunha, trentaduenne campionessa olimpica, davanti a Viviane Jungblut.Terza, la tedesca Leonie Beck, che lo scorso anno vinse la tappa di Golfo Aranci, a un secondo e mezzo dall’oro.

L’italiana Taddeucci ha chiuso la sua gara generosa all’ottavo posto. Per il secondo anno consecutivo, l’evento ha portato in Sardegna il meglio del nuoto mondiale, grazie allo straordinario lavoro del Comitato Organizzatore e della Federazione Italiana Nuoto e alla sinergia indispensabile creata con la Regione Sardegna e il Comune di Golfo Aranci.La partecipazione è stata incredibile, oltre 250 persone tra atleti e staff per 24 delegazioni da cinque diversi continenti, dal Brasile, all’Australia, agli Stati Uniti e la Cina.

Il programma prevede nella mattinata di domani la staffetta 4×1500, con gli azzurri che saranno ancora protagonisti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medici Isde ai candidati elezioni Ue: “Impegno a politiche per l’ambiente”

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(Adnkronos) – Seguendo i suggerimenti dei ricercatori e degli scienziati che si occupano di salute planetaria, l’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde Italia) chiede ai candidati e alle candidate alle elezioni per il Parlamento europeo “un impegno trasparente e conseguente per promuovere buone politiche mirate a salvaguardare l’ambiente e prevenire le malattie causate dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, nonché dal cambiamento climatico”.Sono questi i principali contenuti dell’evento promosso da Isde Italia in occasione della 23.esima edizione delle Giornate italiane mediche dell’ambiente, presso l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Roma. Gli esperti – riporta una nota – hanno presentato le loro raccomandazioni e proposte per migliorare le politiche ambientali e sanitarie a livello europeo, in base a quanto contenuto nel Manifesto-appello predisposto dall’associazione e nel documento ‘Per realizzare un’Europa forte abbiamo bisogno che i leader non abbiano paura di dare priorità alla salute’, realizzato dalla rete europea ambiente e salute Heal, di cui Isde Italia è il referente per il nostro Paese. “Chiediamo ai candidati europei – afferma Giovanni Ghirga, medico Isde Italia – di impegnarsi attivamente nelle politiche di mitigazione dei danni economici causati dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento atmosferico, entrambi principalmente causati dall’uso dei combustibili fossili.

Buoni risultati si potranno ottenere promuovendo politiche ambientali più sostenibili, incentivando l’uso delle energie rinnovabili, riducendo le emissioni di gas serra e lavorando per una collaborazione internazionale volta a raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.Questo al fine di proteggere la salute dei cittadini, l’ambiente e l’economia agendo in modo proattivo per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici”. Il cambiamento climatico – ricordano gli esperti – produce con sempre maggiore frequenza e intensità ondate di caldo, inondazioni e siccità.

Il solo caldo ha causato 61mila decessi nell’estate del 2022 in Europa: bambini, donne in gravidanza e anziani sono i più esposti e i più suscettibili agli effetti sanitari.Per l’inquinamento atmosferico, che ogni anno causa decine di migliaia di morti premature, Isde Italia ritiene necessario che il prossimo Parlamento europeo si adoperi per adottare i nuovi limiti di qualità dell’aria prima delle scadenze attualmente previste, per perseguire il prima possibile l’allineamento dei limiti dell’Ue a quelli proposti dall’Organizzazione mondiale della sanità nel settembre 2021.

A tale proposito, Giovanni Viegi, pneumologo ed epidemiologo Cnr, dopo aver illustrato gli effetti sanitari dell’inquinamento atmosferico, ha menzionato il provvedimento sui nuovi limiti accettabili nell’Ue riferendo che “in Italia 175 decessi ogni 100mila abitanti sarebbero evitabili senza i 10 anni di ritardo nel perseguire l’obiettivo di una concentrazione di Pm2,5 di 10 microgrammi/metro cubo”. Per contrastare un sistema alimentare basato sugli allevamenti e sull’agricoltura intensivi, Isde Italia ritiene necessario che vengano immediatamente banditi tutti i pesticidi che possono provocare danni alla salute e incentivati la produzione biologica e locale oltre al consumo a filiera corta.Sulla gestione dei rifiuti, gli esperti, per comprendere i costi in gioco di produzione e trattamento e le opportunità di affare per i trafficanti e i gestori illegali, hanno ricordato che solo il 7,2% dei materiali deriva da riciclo di rifiuti.

Dal 20 maggio – ricorda la nota – è in vigore il nuovo regolamento che detta norme più severe per la spedizione dei rifiuti che, purtroppo, è esecutiva solo tra 3 anni.Per gli esperti è inaccettabile che malavita e inquinamento prosperino all’ombra dei 35 milioni di tonnellate di rifiuti Ue esportati nel 2023, a cui si aggiungono gestioni illegali interne, oltre allo scarico, nei Paesi destinatari dei rifiuti, dell’impatto ambientale delle economie dei mittenti. Secondo Isde Italia, ci sono quasi 35mila aree da bonificare nel nostro Paese – circa 300 mila ettari, 2 volte la provincia di Milano – ma solo circa la metà hanno il procedimento di caratterizzazione e progettazione concluso e appena il 15% ha la bonifica effettuata (fonte Ispra).

In Europa sono stimati 342mila siti contaminati: solo il 15% è stato sottoposto a intervento di risanamento ambientale (fonte Iss) e arriva al 14% il numero delle 42 aree di interesse nazionale (Sin) con un progetto di bonifica approvato e al 16% quello con procedimento concluso con esito di ‘non contaminazione’ o con ‘bonifica conclusa’: il resto è da caratterizzare e da bonificare, a danno degli oltre 6 milioni di residenti.  Inoltre, per l’associazione medica occorre agire con decisione nel contrastare il nuovo rischio planetario derivante dalle microplastiche ormai presenti ovunque, compresa la catena alimentare, producendo gravi rischi per la salute.I recenti provvedimenti Ue in tema di riduzione di imballaggi e delle microplastiche prodotte intenzionalmente non sarebbero sufficienti a contrastare gli effetti ambientali e sanitari.

Per questo gli esperti fanno un appello ai professionisti sanitari di tutto il mondo a esortare i delegati a impegnarsi per un Trattato giusto ed equo che rispetti i diritti umani, limiti la produzione di plastica, elimini i prodotti di plastica non necessari, compresa la plastica monouso, dia priorità alla disintossicazione e garantisca la trasparenza dei prodotti e dei materiali in plastica.Infine, è indispensabile tenere conto dei costi esterni, ambientali e sanitari, derivanti dall’inquinamento causato da attività umane non ecologiche.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rissa a Ischia: nasconde per gioco un accendino nel reggiseno ed è rissa

Una banale sfida tra amici, scatenata da un accendino nascosto nel reggiseno di una ragazza, si trasforma in una violenta rissa coinvolgente.Scopri i dettagli di questo evento esplosivo!

Rissa a Ischia: Accendino scatenatore nel bar, arresti e denunce

Un accendino rubato e nascosto nel reggiseno di una ragazza è il detonatore di una rissa violenta che ha coinvolto cinque persone, trasformando un tranquillo momento in un caos scatenato.

Quello che sembrava un gioco innocente si è trasformato rapidamente in un conflitto fisico che ha visto crescere l’escalation fino a coinvolgere altri.La scintilla della discordia è stata accesa in un bar di Ischia, dove un gruppo di amici si godeva la serata tra chiacchiere e drink.

Tuttavia, l’atmosfera si è surriscaldata quando una ragazza ha preso l’accendino di uno dei presenti e l’ha nascosto nel suo reggiseno, sfidando il proprietario a recuperarlo.Ciò ha scatenato la reazione del fidanzato della ragazza, che non ha gradito l’atto e ha difeso l’amico.

La situazione è rapidamente degenerata in una rissa fisica, coinvolgendo altre persone presenti nel locale.Le liti verbali hanno ceduto il passo ai pugni, trasformando il bar in un campo di battaglia.

La contesa è proseguita anche al di fuori del locale, trasferendosi per strada, dove la tensione è giunta al culmine.L’intervento delle forze dell’ordine è stato inevitabile per riportare la calma.

I vigili urbani sono stati i primi a intervenire, ma il fidanzato della ragazza, visibilmente ubriaco, ha opposto resistenza al controllo, aggredendo gli agenti.La situazione è poi sfuggita di mano quando i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Ischia sono intervenuti per sedare la rissa.

Il giovane è stato arrestato per minacce, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.Durante la perquisizione a casa sua, è stato trovato un bilancino di precisione e un panetto di hashish nascosto nel comodino, aggravando ulteriormente la sua posizione.

Non è stato l’unico ad essere coinvolto nelle conseguenze legali di questa rissa.Tutti e cinque i giovani coinvolti, incluso un sedicenne, sono stati denunciati e proposti per il Daspo urbano, mostrando come un momento di leggerezza possa trasformarsi in gravi conseguenze legali.

Gp Monaco, Hamilton il più veloce in prime libere e problemi per Leclerc

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(Adnkronos) – La Mercedes di Lewis Hamilton ha fatto segnare il miglior tempo nella prima sessione di prove libere sul circuito di Montecarlo per il Gp di Monaco, con il tempo di 1.12.169.Seconda la McLaren di Oscar Piastri (+0.029) e terza l’altra Mercedes di George Russell (+0.126).

La sessione è stata interrotta a circa un quarto d’ora dalla fine per l’incidente della Kick Sauber di Guanyu Zhou che ha anche causato qualche problema alla Ferrari di Charles Leclerc: il monegasco non è riuscito ad evitare alcuni detriti in pista. Il pilota della rossa ha chiuso al quinto posto, dietro a Lando Norris su McLaren, mentre il compagno di scuderia Carlos Sainz in decima.Sesto posto per Alonso e settimo per Stroll, ottavo Tsunoda e non Ricciardo.

Più indietro le Red Bull, con l’undicesimo e il dodicesimo tempo ad opera di Max Verstappen e Sergio Perez.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sgomberi abusivi al Savorito: Riqualificazione Urbana a Castellammare di Stabia

Sgomberi al Savorito a Castellammare di Stabia: nove alloggi abusivi evacuati per riqualificazione urbana.

Sgombero abusivi al Savorito: Azione risolutiva delle forze dell’ordine

Sgomberi al Savorito: Nell’arco di due giorni, precisamente dal 21 al 23 maggio 2023, sono stati eseguiti gli sgomberi di nove alloggi abusivi situati all’interno del Centro Sociale Savorito a Castellammare di Stabia.Questa azione è stata intrapresa in risposta a decreti di sequestro preventivo emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le abitazioni in questione, di proprietà del Comune, erano state illegalmente occupate da altrettante famiglie.Il piano di sgombero è stato elaborato dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Napoli, in collaborazione con la Commissione Straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia.

Le operazioni di sgombero sono state condotte congiuntamente da diverse forze dell’ordine, inclusi Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, con il coordinamento del dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare di Stabia.Lo sgombero si rendeva necessario per dare attuazione al sequestro preventivo e per porre fine a occupazioni abusive protrattesi per anni, nonostante la destinazione non residenziale degli immobili interessati.

Al termine dell’azione di sgombero, il Comune ha provveduto a renderli inagibili per impedire ulteriori occupazioni illegali.

È importante sottolineare che l’intero complesso immobiliare è destinato alla demolizione nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione del quartiere Savorito.Questa operazione non solo mira a ripristinare la legalità nella gestione del patrimonio pubblico, ma anche a migliorare le condizioni di vita e l’aspetto estetico dell’area interessata.

Rilegno, riciclo imballaggi di legno sfiora il 65%

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(Adnkronos) – Sono 1.641.938 le tonnellate di legno raccolte e avviate a riciclo nel 2023 dal sistema Rilegno, di cui il 46,10% è costituito da imballaggi.La percentuale di riciclo raggiunge il 64,92% rispetto all’immesso al consumo, che è stato di 3,3 milioni di tonnellate, e rimane sempre ben oltre l’obiettivo del 30% entro il 2030 ribadito anche dal nuovo Regolamento Europeo (Ppwr).

Cresce ancora il comparto del riutilizzo con 909.210 tonnellate di pallet rigenerati e reimmessi al consumo, praticamente oltre 70 milioni di pezzi.La rigenerazione e il riutilizzo degli imballaggi in legno è sempre stata considerata un’attività strategica da Rilegno ed è una pratica diffusa tra le imprese consorziate.

A livello territoriale, nel riutilizzo, è la Lombardia a primeggiare con 264.860 tonnellate (il 29% del totale), seguita dal Piemonte con 133.754, dal Veneto con 110.849, dall’Emilia Romagna con 108.883 e dalla Toscana con 101.364.Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dal Rapporto sull’attività svolta da Rilegno nel 2023 approvato dall’Assemblea annuale tenutasi a Cesenatico, dove il Consorzio ha la sua sede operativa. Rilegno garantisce in tutta Italia il riciclo e il recupero degli imballaggi di legno e gestisce una filiera che si basa su 1.957 consorziati, 384 piattaforme di raccolta capillarmente diffuse sul territorio e 16 impianti di riciclo.

Una gestione efficiente del riciclo del legno che rappresenta non solo un impegno per un mondo sempre più sostenibile, ma anche una risorsa economica, dando vita a una vera economia circolare importante per il Paese.Infatti, il riciclo consente al legno di intraprendere un nuovo ciclo di vita, generando nuova materia e quindi nuovi prodotti.

Il 95% del materiale legnoso riciclato viene utilizzato per la creazione di pannelli truciolari, linfa vitale per l’industria del mobile, e altri prodotti come pallet block, blocchi di legno cemento per l’edilizia, biofiltri, pasta di legno destinata alle cartiere e compost. Un sistema che genera un impatto economico stimabile in circa 3,1 miliardi di Euro, oltre 10mila posti di lavoro e un “risparmio” nelle emissioni di CO2 pari a 1,8 milioni di tonnellate. “Il Consorzio conferma ottimi risultati anche nel 2023”, commenta il presidente Nicola Semeraro, “il dato da sottolineare è quello del riutilizzo, su cui Rilegno ha sempre puntato, cresciuto fino a superare le 900mila tonnellate.Questo risultato così importante, raggiunto in un mercato grande come quello italiano che è secondo solo a quello tedesco, ha un impatto determinante in relazione all’immesso al consumo con conseguenze positive a livello ambientale ed economico”. “Il 2023 – commenta Semeraro – è stato l’anno della proposta del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, che pone obiettivi ambiziosi da raggiungere che necessitano di adeguati mezzi economici a sostegno.

Il percorso di sostenibilità dell’Ue introduce norme utili ma stringenti, tuttavia la sostenibilità ambientale è un bene che riguarda la collettività e per questo è nobile e va perseguito a qualunque costo”. “Un punto su cui credo valga la pena prestare attenzione è che il legno pur essendo un materiale che cresce in natura, non è considerato nella attuale normativa, ai fini della raccolta differenziata, un materiale compostabile.Sarebbe opportuno un intervento nella normativa europea EN di riferimento che definisca il legno come materiale compostabile, in quanto materiale bio per eccellenza”, conclude Semeraro. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ghali e il tumore della madre: “Ne siamo usciti alla grande”

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(Adnkronos) – “Tutto bene, mamma è qui con noi”.Esordisce così Ghali, appena salito sul palco del Teatro Manzoni di Milano.

In platea ci sono le donne, pazienti ed ex pazienti, dell’Istituto europeo di oncologia, riunite per il consueto meeting voluto per la prima volta dall’oncologo Umberto Veronesi e ormai tradizione consolidata che va avanti anche dopo la sua scomparsa, seppur con un nome nuovo: non più ‘Ieo per le donne’, ma ‘Ieo con le donne’.E’ un modo per il rapper per esorcizzare “l’emozione”, spiega, dichiarando subito i suoi sentimenti.

Timidamente, quando parla della malattia affrontata della mamma Amel – un tumore al seno – all’inizio ne parla come di “quella cosa che è successa”.  “Pensavo di prepararmi un discorsetto, ma per certe cose non ci si può preparare”, sorride.E’ una storia “partita tanti anni fa – dice – e negli anni ho notato anche la differenza su come viene affrontata, ormai.

Ho attraversato questa cosa per la prima volta nel 2001.Erano altri tempi, altre cure, anche un altro momento per me e lei.

Ma, una volta superato, è cambiato tutto in meglio.Sono cambiate tante cose in me, in noi, nella nostra vita”.

La malattia di Amel è arrivata in un momento difficile.Ghali era un bambino, frequentava le scuole elementari. “Nel frattempo ci avevano sfrattati, non avevamo casa.

Ma è stato assurdo come, appena superato, tutto è migliorato.E’ entrata una luce nella nostra vita, ci hanno dato la casa, ho iniziato a vivere nel quartiere che poi mi ha cresciuto e che ci ha dato tanta creatività e tanta forza: Baggio, il mio quartiere.

E’ entrata la fede, ho iniziato a credere tantissimo in Dio.Mi si è accesa la passione per la musica.

Ne siamo usciti alla grande”.  Poi, però, continua Ghali, “dopo tanti anni pensavamo di lasciarci la cosa alle spalle, ma durante il Covid è tornata.E abbiamo avuto la fortuna di essere seguiti da dei dottori incredibili e fantastici che ci hanno salvato ancora una volta, li ringrazio e faccio un applauso a loro.

Provo tanta ammirazione per voi, mi ispirate tanto e siete anche un esempio.Mia mamma ha sempre voluto che diventassi un pilota o un dottore”, ammette, scatenando l’ilarità del pubblico, sottolineata anche dal commento dell’attrice Lella Costa, al suo fianco nel palco: “Meno male che non le hai dato retta”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo e William vorrebbero privare Harry e Meghan dei titoli reali

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(Adnkronos) –
Carlo e William vorrebbero privare Harry e Meghan dei titoli reali ma non possono farlo.Secondo l’esperto reale Tom Quinn, infatti, re e figlio ne hanno discusso ma avrebbero le mani legate: non vogliono che i Sussex rappresentino in alcun modo la famiglia reale, specialmente nei loro viaggi all’estero, ma sanno anche che “la rimozione dei titoli potrebbe ritorcersi contro di loro, dato che il figlio del re e sua moglie si lamenterebbero pubblicamente di essere stati rinnegati e sovrano ed erede al trono è l’ultima cosa che desiderano”. Inoltre, spiega al Mirror l’esperto, “William e suo padre sanno che, anche senza i loro titoli reali, Meghan e Harry continuerebbero a viaggiare per il mondo come se fossero ancora tali e la maggior parte delle persone nel mondo li accoglieranno ancora” con tutti gli onori.

Com’è noto, il duca e la duchessa di Sussex si sono ritirati dai loro ruoli di membri della famiglia reale senior nel 2020, con il loro trasferimento in America.La coppia ora risiede a Montecito, in California, con i loro due figli, il principe Archie e la principessa Lilibet.  Da quando la coppia si è trasferita dall’altra parte dell’oceano, hanno preso parte a diversi progetti, spesso facendo rivelazioni bomba su quando vivevano nella famiglia reale, sollevando sopracciglia e provocando tensioni, sottolinea il tabloid britannico.

I Sussex si sono seduti con orgoglio su sedie con su scritto “Duca” e “Duchessa” durante il loro recente tour in Nigeria ed erano “felicissimi” che i loro titoli reali fossero in mostra.  Da quando la coppia si è ritirata dai loro ruoli di reali senior nel 2020, hanno mantenuto i titoli di duca e duchessa di Sussex, ma hanno perso quelli di Sua Altezza Reale.Harry inoltre ha rinunciato ai propri titoli militari.

All’inizio dell’anno, i Sussex hanno rilanciato il loro sito web, chiamandolo sussex.com e utilizzando i loro titoli reali di duca e duchessa di Sussex e l’immagine di uno stemma.Il sito web presenta un’immagine della coppia con sopra il testo: “The Office of Prince Harry & Meghan, The Duke & Duchess of Sussex”.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pesanti condanne ai 3 pentiti per gli omicidi a Castellammare!

Pesanti condanne per i 3 pentiti coinvolti negli omicidi a Castellammare.Le sentenze per Pasquale e Catello Rapicano insieme a Ciro Sovoreto sono il risultato del processo per l’omicidio di Vincenzo De Maria.

Sentenze pesanti per pentiti omicidi Castellammare

Condanne ai 3 pentiti per gli omicidi a Castellammare: Pasquale e Catello Rapicano insieme a Ciro Sovoreto, collaboratori di giustizia, ricevono pesanti sentenze nel processo per l’omicidio di Vincenzo De Maria, noto come “o’ bob”, avvenuto l’8 maggio 2005 nel rione CMI di Castellammare di Stabia.

L’udienza presso il tribunale di Napoli, come riportato da fonti giornalistiche, vede il procuratore della DDA Giuseppe Cimmarotta depositare le condanne riguardanti altri crimini commessi dai tre pentiti. Catello Rapicano riceve una condanna di 13 anni per l’omicidio di De Maria e anche una condanna definitiva di 10 anni per l’omicidio di Raffaele Carolei nel 2012. Pasquale Rapicano è condannato a 14 anni per l’omicidio di De Maria e a ulteriori 14 anni in via definitiva per l’omicidio di Giuseppe Zingone nel 2004. Ciro Sovoreto riceve 14 anni di reclusione per l’omicidio di De Maria e 12 anni definitivi per l’omicidio di Giuseppe Zingone nel 2004.L’omicidio di Vincenzo De Maria è avvenuto per mano dei fratelli Rapicano e di Sovoreto, contribuendo così alla risoluzione di un caso irrisolto.

De Maria, conosciuto come “o’ bob”, è stato colpito mortalmente da proiettili in piazza Giovanni XXIII a Castellammare di Stabia. Antonio Occidente e Luigi Vitale sono stati condannati a 14 anni di carcere per questo omicidio.Raffaele Carolei è stato assassinato nel settembre 2012 a Castellammare di Stabia.

I Rapicano, tramite la collaborazione con le autorità, si sono autoaccusati dell’omicidio, svelando che Carolei è stato eliminato su ordine del clan D’Alessandro a causa del suo passato associato agli Omobono-Scarpa.Giuseppe Zingone e Massimo Del Gaudio sono stati uccisi a Castellammare di Stabia nel 2004.

Zingone, bersaglio del clan D’Alessandro, è stato assassinato insieme a Del Gaudio, estraneo alla criminalità organizzata.I fratelli Rapicano e Ciro Sovoreto, grazie alla loro collaborazione, hanno permesso di ricostruire la dinamica di questo omicidio, portando all’identificazione dei responsabili.

Questo processo segna un importante passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata nel territorio, dimostrando l’efficacia della collaborazione tra le forze dell’ordine e gli ex affiliati.

Giustizia, Sarina (i-Law): “Ia e diritto al primo appuntamento di i-hour”

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(Adnkronos) – “Dopo cinque anni di attività abbiamo pensato che fosse giunto il momento di creare un’occasione di comunicazione e di confronto con colleghi, amici e operatori del settore, per favorire una crescita.Abbiamo così creato il format i-hour, un’ora dedicata al confronto e all’approfondimento su un argomento di attualità, in un contesto conviviale.

Per questa prima edizione abbiamo scelto l’intelligenza artificiale, quindi l’approccio del diritto e del mondo del processo a questa nuova tecnologia”.Parole di Davide Sarina, senior partner di i-law Studio Legale, firm nata nel 2018 e specializzata in tematiche legali, regolamentari e fiscali che disciplinano l’attività legata al credit management in ambito bancario e finanziario. i-law ha presentato a Milano il nuovo format su temi di attualità e di interesse per gli stakeholder e i professionisti del settore.

Un momento di “scambio e contaminazione” che prevede un happy hour finale.Durante il primo appuntamento, che si è svolto in Terrazza Palestro, si è tenuta la tavola rotonda “Intelligenza Artificiale ed efficientamento del processo esecutivo: nuove frontiere per la giustizia”, che ha visto coinvolti ospiti di prestigio del mondo legal e consulenziale in un dibattito sulle prossime sfide dettate dalla normativa europea sull’intelligenza artificiale.  Nel corso del primo appuntamento di i-hour, è emersa la necessità di avviare una contaminazione tra esponenti della digital innovation e la magistratura: “La magistratura ha dato prova di essere sempre al passo anche con la digitalizzazione.

Oggi il processo civile telematico è una certezza, venti anni fa era un miraggio – riprende Sarina – Quindi abbiamo cercato di capire se l’intelligenza artificiale può essere un valore aggiunto nel prossimo futuro, anche rispetto alle tematiche del processo esecutivo”. L’evento è stato anche l’occasione per presentare i servizi, i risultati e la crescita dello studio legale, in particolare del Focus Team “Special Situations & UTP”: “Eravamo in 35, siamo cresciuti e oggi contiamo circa 200 collaboratori dislocati in tutta Italia – fa sapere il senior partner – Le sedi principali sono a Milano e a Roma, ma abbiamo altre sedi a Napoli, Bologna, Torino, Firenze, Padova, Bari.Dal 2018, anno di fondazione dello studio, a oggi, abbiamo sviluppato una rete di domiciliatari fidelizzati e collaudati per arrivare in tutti i fori d’Italia.

Anche coltivando un rapporto umano nei confronti degli altri interlocutori del processo che sono i giudici, le cancellerie, per ottenere quel risultato che non sempre la digitalizzazione garantisce”. Il team conta ora 30 avvocati specializzati e ha in gestione 1.600 pratiche, per un gross book value (Gbv) di quasi 2 miliardi di euro.Nel complesso i-law gestisce oltre 18.000 posizioni con un gross book value totale che supera i 4 miliardi di euro.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuova Delhi ‘bollente’, temperatura percepita 50 gradi: domani si vota

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(Adnkronos) – Il caldo soffocante continua a non dare tregua in India.L’ondata di calore, che sta colpendo alcune zone del nord del gigante asiatico, potrebbe durare fino a mercoledì prossimo, avvertono dal dipartimento di meteorologia, come riporta la Bbc, mentre in diverse regioni iniziano ad aumentare i problemi con acqua ed elettricità a causa dell’aumento dei consumi.

Ieri la colonnina di mercurio è salita sopra i 45 gradi in molti stati.A Barmer, nel Rajasthan, ha raggiunto i 48.8.

E a Nuova Delhi la richiesta di energia è arrivata a un nuovo record nella storia della capitale indiana che questa settimana ha avuto temperature tra i 45 e i 46 gradi. Secondo gli esperti l’indice di calore, la temperatura percepita, ha superato i 50 gradi a causa dell’umidità.Sono aumentati i casi di malori legati al caldo.

Giovedì a Delhi la colonnina di mercurio segnava 41 gradi, un grado sopra la norma, ma la temperatura percepita era ben più alta, come fossero 50 gradi, riferiscono i media indiani.E, si legge sul Times of India, tra oggi e domani il rischio sono 54-56 gradi percepiti. “Quest’anno Delhi è bollente”, ha sintetizzato alla Bbc Rohit Nair, 34 anni, che qui lavora e denuncia una situazione insopportabile, in cui è “impossibile stare senza aria condizionata”.

Domani a Delhi si vota in occasione della sesta tornata delle elezioni politiche. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Preghiera islamica al Politecnico di Torino, arriva la diffida di rettore e ministro Bernini

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(Adnkronos) – Il Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati, in pieno coordinamento con la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, venuto a conoscenza dell’annuncio di svolgimento della preghiera islamica del venerdì presso la sede centrale del Politecnico, ha immediatamente provveduto a inviare richiesta al Prefetto e al Questore di Torino di diffida dallo svolgere funzioni e attività presso le sedi dell’Ateneo nei confronti delle autorità religiose eventualmente coinvolte.Il Rettore e la Ministra “ribadiscono con forza i principi di indipendenza e laicità delle istituzioni universitarie”. “Le università sono luoghi di confronto e di espressione del libero pensiero, ma sono luoghi laici – ha detto Giovanna Iannantuoni, Presidente della Crui – .

In questo senso, l’annunciata preghiera islamica del venerdì al Politecnico di Torino rappresenta per il sistema universitario un precedente preoccupante.La Crui si affianca alle dichiarazioni del rettore Corgnati e della ministra Bernini nel rivendicare l’indipendenza delle istituzioni accademiche”. “Se qualcuno pensa che la laicità delle istituzioni universitarie sia un concetto astratto, inviolabile per alcuni e sacrificabile per altri, si sbaglia di grosso: quanto accaduto a Torino, dove l’Università occupata è stata trasformata in una moschea, con tanto di inno alla jihad e preghiera islamica, è semplicemente intollerabile.

Quando un’occupazione arriva a veicolare la guerra santa, anche per evitare il concreto rischio di proselitismo, lo sgombero è l’unica soluzione”.Ad affermarlo Paola Ambrogio, senatrice di Fratelli d’Italia. “Qui non è in gioco il principio di tolleranza – continua Roberto Ravello, dirigente regionale di Fratelli d’Italia – ma la completa disgregazione di valori al centro della nostra società.

Se passa il messaggio per cui un’occupazione può impedire l’accesso a studenti, docenti e personale universitario e può, invece, consentire ad un imam di inneggiare alla jihad e all’antisemitismo, è la fine della società per come la conosciamo.Intere generazioni hanno lottato per la libertà, non saranno certo collettivi, anarchici e antagonisti, ma nemmeno l’Islam radicale, a mettere in discussione ciò che il coraggio e il sacrificio ci hanno donato.

E’ un concetto troppo prezioso per essere immolato sull’altare dell’integrazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Estate 2024, da animatori a barman: oltre 40mila opportunità di lavoro tramite agenzia

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(Adnkronos) – Sono oltre 40mila le opportunità di lavoro tramite agenzia in arrivo con l’estate 2024.Queste le stime di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, per la bella stagione.

Le figure sono quelle più classiche per l’estate: animatori e operatori per centri estivi, receptionist, cassieri stagionali, camerieri, barman, bagnini, addetti ai servizi di spiaggia e guardiani anche alla prima esperienza.E poi, ancora, Dj e tecnici suono, audio, luci, addetti al booking, yacht concierge, Spa Therapist e addetti ai rifugi alpini. Sono queste alcune tra le figure professionali più ricercate nel mondo del lavoro nel trimestre giugno-agosto 2024, periodo nel quale in vista del picco per le vacanze estive si registra un boom di richieste legate ai servizi di accoglienza turistica, a spettacoli e animazione, accompagnamento e cura, e ad attività produttive manifatturiere stagionali collegate soprattutto alla filiera agroalimentare, secondo quanto emerge da una rilevazione effettuata dall’Osservatorio di Assolavoro Datalab nei grandi portali di raccolta vacancy (LinkedIn, Trovit e Indeed) e tramite analisi dirette. Entro agosto 2024 i gruppi professionali di riferimento ai quali appartengono le professioni estive alimenteranno in tutto circa 440mila richieste di profili stagionali.

Tra queste le opportunità tramite agenzie per il lavoro sono più di 40mila.La somministrazione, inoltre, nel periodo in esame offrirà complessivamente in tutti i settori e nelle attività anche non stagionali circa 230mila opportunità di lavoro.  Buona conoscenza di almeno una lingua straniera, ottime capacità comunicative, flessibilità negli orari e disponibilità a lavorare nei weekend.

Queste le caratteristiche più spesso ricercate dalle aziende.  Si tratta per lo più di contratti di lavoro in somministrazione, ovvero con le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente e, per quelli a tempo determinato, con occasioni doppie di reimpiego allo scadere del rapporto di lavoro. Sul sito di Assolavoro è presente l’elenco delle principali agenzie accreditate presso l’apposito Albo del ministero del Lavoro (https://assolavoro.eu/agenzie-associate/). È inoltre possibile attraverso il servizio ‘Trova la filiale’ (https://assolavoro.eu/trova-la-filiale/) scoprire la filiale dell’agenzia per il lavoro più vicina a casa propria.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Studenti musulmani esonerati da studio di Dante, Valditara: “Inammissibile”

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(Adnkronos) – E’ stata ”disposta una ispezione per verificare come stanno i fatti”, annuncia il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parlando del caso di una scuola a Treviso dove due studenti musulmani sarebbero stati esonerati dallo studio della Divina Commedia di Dante perché offensivo della loro cultura. “L’esclusione dal programma scolastico di uno dei pilastri della nostra letteratura, per motivi religiosi o culturali ancora non abbiamo ben capito, è del tutto inammissibile”, ha aggiunto Valditara al termine del Consiglio dei ministri. In particolare, come raccontano il Gazzettino di Treviso e l’emittente Antenna Tre, il caso riguarda una scuola media di Treviso, dove i genitori musulmani di due studenti di terza media hanno chiesto che i figli fossero esentati dallo studio della Divina Commedia di Dante e potessero sostituirlo con Boccaccio.Una richiesta che la docente e il preside hanno alla fine accolto. Sarebbe stata la stessa docente, che in passato aveva dovuto affrontare qualche rimostranza sullo stesso tema, a chiedere preventivamente alle famiglie dei ragazzi che non seguono l’ora di religione di farle sapere se avessero avuto qualcosa in contrario allo studio di Dante.

E a quel punto le due famiglie musulmane hanno manifestato la loro contrarietà allo studio di un testo considerato irrispettoso della religione islamica. “Mi ha raccapricciato la notizia proveniente da una scuola nel trevigiano, dove per rispetto di una famiglia verranno esonerati alcuni alunni dallo studio della Divina Commedia.Mi sembra demenziale che nelle nostre scuole non si possa studiare Dante perché offensivo.

Penso che siamo o sull’orlo del baratro o sul limite del ridicolo”, ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. “Che venga espunto il Sommo poeta dalle nostre classi perché qualche famiglia si ritiene offesa, penso sia un cedimento culturale, etico, morale ed educativo senza capo né coda”, ha rimarcato il ministro delle Infrastrutture.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, quoziente familiare favorirebbe una riduzione delle tasse

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(Adnkronos) – “Il quoziente familiare, a differenza di quanto avviene oggi in Italia, dove la tassazione ha una base individuale che, a parità di reddito, penalizza le famiglie monoreddito e quelle con figli a carico, favorirebbe una riduzione delle tasse”.Ad affermarlo è l’Eurispes nel rapporto Italia 2024 ricordando che il quoziente familiare è un indicatore della situazione economica delle famiglie che, al momento, viene utilizzato in via di sperimentazione per l’agevolazione del Superbonus edilizio al 90% sugli edifici unifamiliari.

L’intenzione del Governo è però quello di estendere la sua portata nel 2024, anche in termini di imposizione generale Irpef.Rispetto all’Isee, il quoziente familiare è un indicatore più semplice, perché si ottiene dividendo il reddito complessivo del nucleo familiare per il numero dei suoi componenti in base a dei coefficienti, senza tener conto della composizione del patrimonio. La tassazione familiare, da un punto di vista della teoria del diritto tributario, rileva Eurispes, “si può ottenere applicando due schemi differenti: il cumulo dei redditi e la tassazione per parti”.

Che cosa comporterebbe l’introduzione del quoziente familiare? “Il quoziente familiare, in sostanza, ribalterebbe il sistema attuale di tassazione, basato sui redditi individuali.Questo sistema avvantaggerebbe le famiglie con figli, diventando così, seppur indirettamente, un incentivo alla natalità.

L’imposizione fiscale cadrebbe sul reddito medio pro capite, piuttosto che su quello familiare unitario.Anche oggi vi è in realtà, un sistema di detrazioni per le spese relative ai figli a carico, che va dunque considerato nel calcolo complessivo dei vantaggi che un tale nuovo sistema di tassazione porterebbe per le famiglie più numerose”.  La disciplina del suo attuale, limitato, utilizzo, sottolinea Eurispes, consente alle persone fisiche la possibilità di beneficiare della predetta detrazione nella misura del 90% delle spese sostenute nell’anno 2023, a condizione però che i lavori siano avviati dal 1° gennaio 2023 e che sussista un determinato requisito reddituale.

Il reddito di riferimento per usufruire dell’agevolazione non deve superare l’importo di 15.000 euro; il reddito complessivo familiare è costituito dalla somma dei redditi complessivi posseduti, dal contribuente, dal coniuge del contribuente, o dal soggetto legato da unione civile, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa.Vanno sommati, inoltre, i redditi posseduti: dal convivente del contribuente, presente nel nucleo familiare, nonché quelli dei familiari, diversi dal coniuge o dal soggetto legato al contribuente da unione civile, presenti nel nucleo familiare, se ricorrono i requisiti reddituali per essere considerati fiscalmente a carico.  Introdurre anche in Italia il quoziente familiare secondo il modello francese, sottolinea Eurispes, “potrebbe senz’altro comportare per le famiglie un risparmio medio annuo di imposta, che andrebbe ad aumentare al crescere del reddito e del numero dei componenti delle famiglie.

I vantaggi sono assicurati dal fatto che le aliquote progressive verrebbero applicate sul reddito medio pro capite (per definizione inferiore) e non sul reddito di ogni componente familiare”. Utilizzando il sistema vigente in Francia, in caso di un cittadino single con un reddito imponibile di 30mila euro senza alcuna deduzione o detrazione, essendo il coefficiente pari a 1, rileva Eurispes, “il quoziente familiare risulterà di 30mila euro e il totale di imposta da pagare (con aliquota marginale del 30%) sarà pari a 2.921,95 euro.Nel caso di un genitore single con due figli e un reddito di 30mila euro, il quoziente familiare sarà di 12mila euro (ovvero 30mila diviso 2,5), per un’imposta di 195,25 euro che, moltiplicata per il coefficiente di 2,5, darà un totale di 488,12 euro.

Rispetto al lavoratore single del primo esempio, a parità di reddito, il risparmio sarà di ben 2.433 euro”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, un terzo degli italiani paga in nero alcuni servizi, 37,6% rinuncia a baby sitter

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(Adnkronos) – Per far fronte alle difficoltà economiche molti italiani chiedono un sostegno finanziario alla famiglia di origine o sceglie di acquistare a rata.Ma non solo.

Un terzo degli italiani paga in nero alcuni servizi.E’ quanto emerge dal rapporto Italia dell’Eurispes.

Di fronte alle difficoltà economiche, per ottenere liquidità il 32,1% degli italiani intervistati ha chiesto sostegno finanziario alla famiglia di origine; il 17,2% è ricorso al sostegno di amici, colleghi e altri parenti; il 16% ha richiesto un prestito in banca, mentre il 13,6% ha dovuto chiedere soldi in prestito a privati (non amici o parenti) non potendo accedere a prestiti bancari, una nicchia dove chiaramente può essersi insinuata l’usura; inoltre, il 27,5% degli italiani ha ottenuto liquidità mettendo in vendita beni o oggetti su canali di compravendita on line, tipo E-Bay, Vinted, aste online, ecc.e il 15,3% ha dovuto vendere o ha perso beni come la casa o l’attività commerciale/imprenditoriale.

Si acquista a rate, spesso su piattaforme online a interessi zero.Per affrontare l’acquisto di nuovi beni il 42,7% ha optato per la rateizzazione dei pagamenti e fra le opzioni di rateizzazione, il 21,3% ha scelto piattaforme on line che offrono servizi finanziari senza interessi (ad esempio Klarna, Scalapay, ecc.).  Sul fronte dei pagamenti il 24,8% ammette di aver pagato le bollette con forte ritardo, il 22,1% ha avuto ritardi nel pagamento delle tasse, il 18,5% è stato in ritardo/arretrato con le rate del condominio e il 14,9% ha saldato in ritardo i conti presso commercianti/artigiani.

Inoltre, osserva Eurispes, un terzo degli italiani paga in nero alcuni servizi.Il bisogno di risparmiare ha spinto il 33,6% degli italiani infatti a pagare in nero alcuni servizi come ripetizioni, riparazioni, baby sitter, medici, pulizie, ecc., il 37,6% ha dovuto rinunciare alla baby sitter e il 24,3% alla badante.

Il 14,6% dei rispondenti ha noleggiato abiti e accessori in occasione di feste o cerimonie, e l’11,7% è tornato a vivere in casa con la famiglia d’origine.Le rinunce toccano anche la salute.

La necessità di ridurre le spese comporta spesso, oltre alla messa in atto di strategie per risparmiare e ottenere liquidità, anche alla rinuncia a spese importanti di carattere sanitario, in alcuni casi anche essenziali per la salute.Poco meno di un italiano su tre ha rinunciato a cure/interventi dentistici (29,5%), a controlli medici periodici/preventivi (28,7%) e a trattamenti/interventi estetici (28%).

Il 23,1% ha rinunciato a visite specialistiche per disturbi o patologie specifiche, il 17,3% a terapie/interventi medici e il 15,9% all’acquisto di medicinali.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, in quasi 1 casa su 4 in Italia c’è almeno un animale da compagnia  

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(Adnkronos) – In quasi una casa su quattro in Italia troviamo almeno un animale da compagnia (37,3%; +4,6% rispetto al 2023).Poco più di 4 italiani su 10 che accolgono un animale possiedono un cane (41,8%) e quasi 4 su 10 un gatto (37,7%).

Il 20,3% di chi ha con sé un animale spende meno di 30 euro al mese per la sua cura e il mantenimento.E’ quanto emerge dal 36esimo rapporto Italia dell’Eurispes. Circa il 60% degli italiani, invece, effettua una spesa mensile superiore ai 30 euro ed entro i 100 euro.

Dal 2015 ad oggi è sensibilmente diminuita la percentuale di coloro che riescono a spendere meno di 30 euro al mese e dai 30 ai 50 euro.I pet vengono soprattutto salvati dalla strada o scelti in un canile/gattile/simili (39,7%), ma in un caso su quattro (25%) si è trattato di un acquisto in negozio o allevamento, mentre in uno su cinque di un regalo (20,8%). Il 14% dei proprietari di un pet ha pensato di dare in affido il proprio animale a causa di difficoltà economiche ma di non averlo fatto, mentre il 7,1% ha dovuto prendere questa decisione.

Il 13,9% ha pensato di dare in affido il proprio animale a causa delle difficoltà nel gestirlo in termini di tempo o di incompatibilità con la famiglia, ma di non aver poi proceduto in tale senso, mentre il 6,5% ha dovuto optare per l’affido ad altri.Il 20% ha rinunciato ad avere altri animali, oltre a quelli già in loro possesso, a causa di difficoltà economiche, mentre il 29,2% ha dovuto rinunciarvi a causa della difficoltà nel gestirli. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, matrimoni con almeno uno sposo straniero al 15,6% totale unioni

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(Adnkronos) – A partire dal 2000 è aumentata costantemente la formazione di unità familiari e di coppie interculturali.I matrimoni con almeno uno sposo straniero hanno raggiunto nel 2022 il 15,6% del totale dei matrimoni, per un totale di 29.574, facendo segnare un aumento del 21,3% rispetto all’anno precedente.

E’ quanto emerge dal 36esimo rapporto Italia dell’Eurispes.  Tra questi, i matrimoni misti con cittadini italiani – sposo italiano e sposa straniera; sposo straniero e sposa italiana – sono 20.678, il 69,9% delle nozze con almeno uno sposo straniero e il 10,9% del totale delle nozze celebrate in Italia nel corso dell’anno.Le unioni tra persone dello stesso sesso con un unito italiano e un unito straniero ammontano invece nel 2022 a 427, pari al 15,2% del totale delle unioni civili, di cui 334 unioni di uomini e 93 unioni di donne.

In diminuzione l’acquisizione di cittadinanza per matrimonio: nel 2022 su 213.716 stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana, solo l’8,8% l’ha ottenuta tramite matrimonio.Resta la questione dei figli contesi, con una stima di almeno 300 bambini condotti illecitamente all’estero dall’Italia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I-Law lancia nuovo format ‘I-hour’, focus su Ia e nuove frontiere giustizia

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(Adnkronos) –
I-law Studio Legale – firm specializzata nelle tematiche legali, regolamentari e fiscali che disciplinano l’attività legata al credit management – ha presentato i-hour, il nuovo format di confronto su temi di attualità e di interesse per gli stakeholder e i professionisti del settore, che prevede un’ora di approfondimento e un momento di networking con happy hour finale.Nel corso del primo i-hour, svoltosi nella splendida cornice di Terrazza Palestro a Milano, si è tenuta la tavola rotonda “Intelligenza Artificiale ed efficientamento del processo esecutivo: nuove frontiere per la giustizia”, con il coinvolgimento di ospiti di prestigio del mondo legal e consulenziale, che hanno dibattuto sulle conseguenze e le prossime sfide dettate dalla normativa europea sull’intelligenza artificiale. L’evento è stato inoltre l’occasione per presentare i servizi, i risultati e la crescita dello studio, che dal 2018 a oggi è passato da 35 a quasi 200 professionisti, tra cui in particolare il Focus Team “Special Situations & Utp”, guidato dall’ultimo acquisto Lorenzo Marcello del Majno, dedicato ad attività giudiziali e stragiudiziali, anche di natura restructuring, aventi oggetto crediti Npl e Utp di natura corporate e large ticket. “Abbiamo voluto lanciare i-hour, un format di incontro e networking, in una fase di forte espansione e investimento in cui stiamo rafforzando servizi e posizionamento.

Il modello operativo che abbiamo scelto in questi anni e che vogliamo valorizzare ha al centro la specializzazione di ogni fase del processo.Siamo cresciuti in maniera esponenziale in poco tempo, arrivando a un team di quasi 200 professionisti focalizzato sul trovare ogni strada possibile per raggiungere gli obiettivi dei nostri clienti.

Con gli ultimi investimenti sulle persone e sulla tecnologia copriamo ormai end to end tutti i servizi legati alla gestione del credito”, commenta Davide Sarina, Senior Partner di i-law Studio Legale. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potenziamento del Monitoraggio Sottomarino dei Campi Flegrei: Sicurezza e Prevenzione

Il monitoraggio della caldera sottomarina dei Campi Flegrei è stato potenziato con nuove tecnologie per migliorare la sicurezza e la prevenzione dei rischi vulcanici.

Potenziamento del Monitoraggio della Caldera Sottomarina dei Campi Flegrei: Un Passo Cruciale per la Sicurezza

Il monitoraggio della caldera sottomarina dei Campi Flegrei, uno dei vulcani più studiati al mondo, ha recentemente subito un significativo potenziamento.Questa caldera si estende nell’area marina del Golfo di Pozzuoli, dove è già presente la rete di monitoraggio geofisico multiparametrico “Medusa”.

L’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV) ha ampliato la sua infrastruttura di ricerca con l’installazione di un nuovo osservatorio sottomarino per lo studio del degassamento idrotermale.

Nuovo Osservatorio Sottomarino: Un’Innovazione Cruciale

Il potenziamento del monitoraggio è stato possibile grazie al supporto del Dipartimento della Protezione Civile, inserendosi in un progetto più ampio volto a migliorare la sorveglianza e le indagini sulla caldera flegrea.Il nuovo osservatorio marino, installato nel Golfo di Pozzuoli presso la “Secca delle Fumose”, consente di monitorare in continuo vari parametri cruciali come la temperatura delle emissioni idrotermali, la concentrazione di anidride carbonica di origine vulcanica disciolta nell’acqua di mare e le correnti marine.

Questi dati sono fondamentali per stimare l’energia dei processi di degassamento e rilevare eventuali variazioni temporali, contribuendo a una migliore comprensione e gestione del rischio vulcanico.

Collaborazione e Implementazione Tecnologica

L’installazione è stata realizzata dal gruppo subacqueo dell’INGV, coordinato dall’Unità Funzionale di Geochimica dei Fluidi dell’INGV-OV, in collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e altre autorità locali.Questa nuova strumentazione potenzia ulteriormente le reti multiparametriche già esistenti, migliorando la capacità di monitoraggio in un’area sottomarina con sfide logistiche significative.

Un Impegno Condiviso per la Sicurezza

Il potenziamento del monitoraggio dei Campi Flegrei si inserisce in un contesto più ampio di sicurezza e prevenzione.

In un recente incontro a Palazzo Chigi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, insieme ai sindaci di Pozzuoli e Bacoli, Luigi Manzoni e Josi Gerardo Della Ragione, ha discusso con il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci sull’importanza di accelerare le valutazioni e completare il percorso del decreto sui Campi Flegrei.Manfredi ha dichiarato: “Servono dai 500 ai 700 milioni per mettere in sicurezza tutto.

Dobbiamo gestire l’ordinarietà affinché i cittadini possano vivere il fenomeno con la maggiore serenità possibile, procedendo con investimenti per il patrimonio e finanziamenti per le strutture private”.

La Risposta del Sindaco di Bacoli

Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha sottolineato l’importanza di convivere con il fenomeno sismico, senza incentivare lo spostamento della popolazione.Ha affermato: “Il territorio nazionale è interamente sismico.

Noi restiamo nei Campi Flegrei.Possiamo convivere in questa parte di mondo con grande responsabilità da parte dello Stato, che deve mettere in sicurezza i fabbricati e creare i presupposti per rendere resilienti i Campi Flegrei”.

Conclusione

Il potenziamento del monitoraggio della caldera sottomarina dei Campi Flegrei rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più efficace del rischio vulcanico.

Grazie alla collaborazione tra istituzioni scientifiche e autorità locali, si punta a garantire la sicurezza e la serenità delle comunità residenti in questa area vulcanica attiva, valorizzando al contempo la resilienza del territorio.