Home Blog Pagina 1570

Milano, cento anni di radio tra società, industria e tecnologia in mostra alla Bicocca

0

(Adnkronos) – È stata inaugurata, all’università degli studi di Milano-Bicocca, la mostra ‘Scrivere nel vento.Cento anni di radio tra società, industria, tecnologia.

Che storie!’, promossa da Fnm, Ferrovienord e Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese (Mils) in collaborazione con l’università degli studi di Milano-Bicocca, organizzata in occasione del Bicocca Music Festival 2024.  L’esposizione, che gode del patrocinio del Senato della Repubblica e del patronato di Regione Lombardia, è ospitata nello Spazio Agorà, edificio Agorà U6 (piazza dell’Ateneo Nuovo, 1) ed è aperta al pubblico fino al 28 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00 a ingresso libero.Attraverso 21 pannelli e 58 apparecchi radio storici, con significativi elementi dalla collezione Cutrupi e della collezione Fimi-Phonola, provenienti dal Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese, viene celebrato uno straordinario traguardo nella storia della tecnologia.  L’esposizione approfondisce gli sviluppi tecnologici, l’evoluzione nel design e nella società del periodo che va dalla fine degli anni ’20 alla fine degli anni ’60 per ricostruire la straordinaria innovazione introdotta nella società da questo strumento di comunicazione di massa.

Il visitatore ha la possibilità di immergersi in un percorso denso di storia, scandito da approfondimenti audiovisivi e moduli interattivi per un’esperienza espositiva dinamica e coinvolgente.  Il momento inaugurale, aperto dal pro-rettore vicario dell’università degli studi di Milano-Bicocca, Marco Emilio Orlandi, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia; Andrea Gibelli, presidente di Fnm; Marco Piuri, direttore generale di Fnm; Fulvio Caradonna, presidente di Ferrovienord; Arnaldo Siena, presidente del Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese e Silvio Bonfiglio, curatore della mostra.Ospite speciale dell’evento il direttore artistico di Radio Deejay Linus.  “Il percorso espositivo -spiega il presidente di Fnm, Andrea Gibelli- illustra la storia della radio, tra complementi d’arredo ed elettrodomestici, e racconta la grande evoluzione tecnologica e sociologica del primo medium di massa personale.

In questo 2024, si celebra infatti un traguardo straordinario: il centenario della prima trasmissione radiofonica in Italia a diffusione nazionale.Questo semplice ma rivoluzionario dispositivo continua a svolgere un ruolo cruciale in vari aspetti della nostra vita moderna e ha trasformato il modo in cui comunichiamo, intratteniamo e ci informiamo”.  “Questa mostra -sottolinea il presidente di Ferrovienord, Fulvio Caradonna- è la prima tappa di un percorso narrativo nato tra il Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese (Mils), Ferrovienord e Fnm.

Suggella una collaborazione che ha lo scopo di creare un museo diffuso che illustri l’apporto del sistema ferroviario allo sviluppo economico e sociale del Paese.Un’esperienza a tappe che precede e accompagna la creazione di ‘Sarò’, un museo vero e proprio della mobilità di prossima realizzazione a Saronno”.

In occasione della mostra ‘Scrivere nel vento’, inoltre, è stata lanciata la prima edizione del PodcastTalent ‘Viaggi di andata e racconto, dedicata alla narrazione di viaggio in ogni sua forma, rivolto ai podcaster e alla community di ascoltatori radiofonici e di podcast.Scadenza per la raccolta dei testi: sabato 31 agosto 2024. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roland Garros, Nadal ko contro Zverev: addio a Parigi?

0

(Adnkronos) – Il 14 volte vincitore del torneo Rafael Nadal esce di scena al primo turno del Roland Garros, seconda prova stagionale del Grande Slam, in corso di svolgimento sui campi in terra rossa del Bois de Boulogne.In quella che molto probabilmente è stata la sua ultima partita a Parigi il 37enne spagnolo, ex numero 1 del mondo, sceso al numero 275 a causa di continui problemi fisici, cede al 27enne tedesco Alexander Zverev, numero 4 del ranking Atp e quarta testa di serie, con il punteggio di 6-3, 7-6 (7-5), 6-3 in tre ore e cinque minuti.  “Non sono sicuro al 100% che questa sia stata la mia ultima partita qui, ma se lo dovesse essere devo ringraziarvi.

Le emozioni che ho provato qui al Roland Garros sono sempre state straordinarie ed è stato speciale l’amore che qui ho sempre ricevuto”, le parole di Nadal. “C’è una buona probabilità che non giocherò più questo torneo, ma non posso esserne certo -sottolinea Nadal-.Il corpo sta meglio rispetto agli ultimi due anni per me così difficili, ma magari tra due mesi dirò basta.

Al momento però non me la sento di dirlo, ho degli obiettivi e spero di essere sul campo per i Giochi di Parigi, mi dà motivazioni.Spero di essere preparato”.  La campionessa in carica Iga Swiateek avanza al 2° turno del Roland Garros.

La polacca, numero 1 del mondo e prima testa di serie, sconfigge la transalpina Leolia Jeanjean, numero 148 del ranking Wta e passata attraverso le qualificazioni, con il punteggio di 6-1, 6-2 in poco più di un’ora di gioco. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il tappo di Salvini diventa un caso, lo sfottò di Calenda – Video

0

(Adnkronos) –
Da una parte un uomo che beve da una bottiglietta di plastica con il naso schiacciato contro il tappo, dall’altra un altro che beve da una bottiglietta senza tappo attaccato. ‘Meno Europa’, sulla prima foto. ‘Più Italia’ sulla seconda.La card elettorale sui social di Matteo Salvini su “Eco-norme surreali volute da Bruxelles?

No, grazie.Sì al buonsenso!

Per Più Italia e Meno Europa, vota Lega” è subito diventato virale.Scatenando le ironie della rete.  “Ho dovuto controllare che il profilo fosse quello vero, pensa come sei ridotto”, scrive un utente twitter.

Ed un altro: “Te la cavi male ad aprire una bottiglietta d’acqua figuriamoci con le infrastrutture”.Ma c’è anche chi condivide: “È evidente che è un post provocatorio e che è anche la verità, l’Ue crea abomini del genere dal semplice tappo di bottiglia alle case green”.

Ma visto che si è nel pieno della campagna elettorale, il post di Salvini ha attirato l’attenzione anche dei competitor.   Critico Nicola Fratoianni: “Ma Salvini sa che ogni anno 8 milioni di tonnellate di microplastiche finiscono negli oceani?E lui scatena una campagna contro uno dei metodi per impedire la diffusione delle microplastiche”. 
Carlo Calenda invece la butta sul sarcasmo postando una specie di tutorial su come si beve dalle bottigliette con il tappo attaccato: “Una persona normale mette di lato” il tappo, una volta aperta la bottiglietta “e beve. “Siccome poi non bevi tutto, perché non sei un cammello, guarda che fai Salvini: chiudi e tappi qua, poi appoggi.

Poi se hai voglia ‘ariapri’, lo rifaccio due volte perché così ci arrivi anche tu.Se vuoi te la posso fare una terza volta, però credo che con due ci arrivi anche tu.

Non è molto più difficile di baciare un prosciutto”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allerta a Roma, uomo con coltello in strada – Video

0

(Adnkronos) – Massima allerta a Roma per un uomo in mimetica e con un cappello calato sul volto che si aggira con un coltello in una mano e una padella nel’altra in piazza dei Prati degli Strozzi, nel centralissimo quartiere Prati, a Roma. Numerosi i residenti ad aver segnalato, spaventati, la presenza dell’uomo ai carabinieri che lo stanno cercando dopo avere allertato la centrale operativa e le altre forze dell’ordine.Al momento nessuno sarebbe stato minacciato o ferito. (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, esperti: “Migliore qualità di vita con trattamenti long acting contro Hiv”

0

(Adnkronos) – L’avvento di terapie efficaci contro l’Hiv ha da tempo cambiato il volto di questa patologia.Oggi, le persone che ricevono questa diagnosi “sono più longeve”, ma restano ancora sotto scacco di un vissuto di colpa, noto come “stigma e, soprattutto, autostigma”.

Nuovi “trattamenti a lunga durata d’azione” (long acting) possono essere un aiuto non solo dal punto di vista infettivo, anche per “l’aspetto psicologico”.Lo hanno spiegato gli esperti intervenuti al webinar ‘Come aumentare oggi la qualità della vita della persona con Hiv?’, secondo appuntamento della rubrica ‘Parliamo di Hiv oggi.

Per guardare al domani’, promossa da Adnkronos in collaborazione con ViiV Healthcare, trasmessa oggi e disponibile sui canali web e social del Gruppo editoriale. “Nella persona con Hiv c’è sempre un alone, un peso”, un senso di colpa “che difficilmente si riesce a scalfire.L’avere anche altre patologie legate all’invecchiamento che poi causano la polipharmacy”, cioè il dover assumere più di 5 pasticche al giorno, “il rispettare degli orari e fare dei controlli, peggiorano ancora di più il ‘sentirsi malato’ di queste persone”, afferma Miriam Lichtner, professore ordinario di Malattie infettive, Dipartimento di Neuroscienze, Salute mentale e Organi di senso (Nesmos), Università Sapienza di Roma, ospite dell’evento insieme a Silvia Nozza, medico infettivologo dell’Unità di Malattie infettive dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, e Maurizio Amato, amministratore delegato di ViiV Italia. “Stigma e autostigma – chiarisce Nozza – si riferiscono al fatto che la persona con infezione da Hiv”, anche se con la terapia arriva ad avere “una carica virale negativa, quindi non è in grado di trasmettere il virus”, secondo il principio U=U (undetectable = untrasmittable), “si può sentire comunque malata perché” l’assunzione “quotidiana della terapia, per esempio”, è un “ricordare sempre di avere l’infezione da Hiv” e, questo può influire “anche nell’ambito dei rapporti sociali”.

Al momento “l’innovazione tecnologica ci porta delle terapie che, per esempio, possono essere assunte una volta ogni 2 mesi – sottolinea Lichtner – Sono i cosiddetti farmaci long acting, che hanno un’azione duratura.Vengono inoculati per via intramuscolare – 2 punture che si fanno contemporaneamente e che poi durano nel sangue per 2 mesi – liberando la persona dalla schiavitù di prendere tutti i giorni una terapia per tutta la vita.

E’ una grande opportunità”.Sempre più pazienti “aderiscono con grande entusiasmo a queste terapie perché si sentono come liberati il concetto del sentirsi malati”. Liberare dall’assunzione quotidiana della terapia ha un impatto a livello emotivo. “Ci sono varie pubblicazioni scientifiche – sottolinea Nozza – Una, fatta anche nel nostro centro, fa vedere come la decisione di una persona con infezione di Hiv di assumere terapie che non sono più quotidiane, ma ogni 2 mesi, oppure – contento più futuribile – a pillole da assumere una volta alla settimana, rappresenta un importante miglioramento della qualità di vita”.

Ci sono alcune molecole che “possono essere stabili per sei mesi, addirittura per un anno – precisa Lichtner – Si somministrano, per esempio, con degli impianti sottocutanei o in compresse long acting.Pensare a una terapia che viene assunta una sola volta l’anno è veramente qualcosa che ricorda quasi il vaccino, dal punto di vista delle tempistiche.

Da anni si lavora, ma non si riesce a superare il concetto dello stigma.Non si esce da questo concetto e così, quando una persona sa di avere questa infezione, si autodiscrimina.

Non è tanto quello che avviene poi nella società: lo scoglio maggiore è proprio contro se stesso”, nel vivere l’infezione “come una colpa”.Bisogna quindi lavorare sia su “una cultura di accoglienza”, ma anche “di accettazione”, cosa che “probabilmente – puntualizza la specialista – non riguarda solamente l’Hiv”. La sfida “più importante – ribadisce Nozza – è che la persona con infezione da Hiv non si senta paziente, ma parte di una società, sapendo che ha semplicemente una positività a un virus perfettamente controllato dalla terapia.

Questa è sicuramente una sfida che deve essere giocata su diversi piani per le persone con l’infezione.Ritengo fondamentale che, per raggiungere questi obiettivi”, siano messe a disposizione “terapie meno impattanti dal punto di vista degli effetti collaterali e dell’impiego.

In questo senso, per esempio, le terapie long acting, che sono arrivate abbastanza recentemente, sono sicuramente un modello da seguire e da perfezionare anche dal punto di vista pratico”. In quest’area “è fondamentale che i farmaci riflettano i bisogni di clinici e pazienti – evidenzia Amato – La prima esigenza è continuare a lavorare con uno spirito di squadra tra industria, ricerca clinica – quindi professionisti dell’area della salute – e con le stesse community di pazienti.Un altro sforzo molto importante è fare in modo che questa innovazione, una volta realizzata, venga effettivamente messa a disposizione delle persone che vivono con l’Hiv, nel caso della terapia”, ma anche “dei potenziali soggetti interessati alla PrEP, la profilassi pre-esposizione.

In questo – conclude – serve la collaborazione anche con le istituzioni, per fare in modo che le barriere d’accesso siano superate e che i farmaci vengano tempestivamente messi a disposizione di chi ne può beneficiarne, soprattutto quando parliamo di farmaci che rappresentano una risposta agli unmet need, farmaci di valore innovativo”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e la storia con Anna Kalinskaya: “Sì, stiamo insieme: non dico altro”

0

(Adnkronos) – “Come sapete non mi piace parlare di gossip.Sì, sto con Anna, quello lo posso confermare, ma vogliamo tenere tutto molto riservato.

Non dirò altro sulla mia vita privata”.Così Jannik Sinner conferma la sua relazione con la tennista russa Anna Kalinskaya, nel corso della conferenza stampa dopo il successo sullo statunitense Chris Eubanks al primo turno del Roland Garros. “Sono contento di essere qui a Parigi, contento di essere tornato alle competizioni, e questa la cosa più importante -spiega il 22enne altoatesino-.

La partita oggi non è stata semplice e dopo un lungo periodo di stop non sai mai cosa aspettarti.Ma nella mia testa sento la fiducia di quello che ho fatto in questa stagione e cerco di essere positivo.

Il match è andato abbastanza bene, sono partito nel migliore dei modi sia nel primo sia nel secondo set.Nel terzo ho poi dovuto salvare un po’ di palle break ma alla fine, nel momento clou, ho servito bene”. Causa pioggia buona parte del match si è disputata con il tetto chiuso: “Per la prima volta ho giocato con il tetto chiuso su questo campo, si è creata una atmosfera molto bella.

C’era tanta gente e ho sentito il supporto del pubblico.Alla fine credo sia stata una bella partita… con il mio team stiamo cercando di alzare il livello ma in generale posso essere soddisfatto di come è andata oggi”. Complessivamente il campione degli Australian Open, a causa del problema all’anca è stato lontano dai campi per 27 giorni: “E’ stato un periodo difficile, sono stato fermo per molto tempo e per un po’ non ho potuto pensare al tennis.

Ho passato tanto tempo sdraiato nel letto e in alcuni momenti non riuscivo neanche a uscire di casa.Ho perso un po’ di massa muscolare, un po’ di kg, ma la cosa più importante è che l’anca ora sta bene.

Non sento dolore nei movimenti, anche se ovviamente devo risvegliare qualcosa a livello muscolare.Giorno dopo giorno mi sento più forte, certo devo mettere un po’ di ritmo nei colpi e ritrovare un po’ le sensazioni del campo ma la speranza è di alzare piano piano il livello, a cominciare dal prossimo turno”.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Re Carlo nonostante il tumore sta meglio, non abdicherà”

0

(Adnkronos) – “Carlo III nonostante l’età, nonostante la malattia, non abdicherà”.Il giornalista e scrittore Vittorio Sabadin, uno dei massimi esperti della Royal Family inglese, parla con l’Adnkronos del futuro della Monarchia inglese. “Quello di Edoardo VIII fu per il Paese un vero choc, fu considerato un tradimento.

Chi abdica dà l’impressione di essere un disertore”. “Fare il re all’interno della famiglia reale inglese è visto come un vero e proprio dovere.Carlo III ha straordinari esempi nella sua famiglia, Giorgio V, Giorgio VI, la madre, la regina Elisabetta II.

Grande impegno, dedizione assoluta.Purtroppo però a mio avviso il 2024 rimane ‘un annus horribilis'”.  E sulla ‘monarchia snella’ auspicata da Carlo III, Vittorio Sabadin non ha dubbi: “Intenzioni legittime, all’inizio, quelle di Carlo, ma purtroppo lo scandalo del principe Andrea prima, l’uscita di Harry e Meghan, e ora la malattia della principessa Kate, hanno drammaticamente cambiato le carte in tavola.

La Royal Family si è ridotta e non può far fronte a tutti gli impegni.Il futuro della monarchia è nelle mani di Carlo III e del principe William, dei 13 ‘royals’ in attività 9 hanno più di 70 anni.

L’Inghilterra ama i Windsor e la monarchia – prosegue il noto scrittore e giornalista – Bisogna però, a mio avviso, cominciare a parlare di più alle nuove generazioni di inglesi”.  “E il principe William in parte lo sta facendo.Recentemente nei giardini di Buckingham Palace, per il tradizionale Garden party, ha voluto accanto le principesse Beatrice e Eugenia, i figli della principessa Anna, Peter Philips e Zara Tindall, quest’ultima con il marito Mike Tindall.

Purtroppo – sottolinea ancora – l’assenza di Kate pesa e si sente.E’ veramente la principessa delle fiabe.

Una figura iconica presente in tutte le monarchie, giovane, bella, carismatica con un fascino ineguagliabile.Della principessa del Galles non sappiamo più nulla, possiamo solo intuire che sta molto, molto male”. Il principe Harry rimane la spina nel cuore per Carlo III, da tempo tenta una riconciliazione con ‘l’enfant terrible’ della royal family inglese. “Il duca di Sussex negli ultimi tempi – ricorda Sabadin – è sempre venuto da solo in Gran Bretagna, la sua popolarità è in forte ribasso, anche negli Stati Uniti.

I Windsor purtroppo, non si fidano più di lui.Ancora troppo succube della moglie Meghan, hanno violato segreti e conversazioni private.

Vedo una ‘reale’ riconciliazione molto, molto lontana”.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Ue, appello Aism ai candidati italiani su sclerosi multipla

0

(Adnkronos) – In occasione della Settimana nazionale della sclerosi multipla dedicata all’informazione sulla malattia, nel corso di una diretta streaming su Aism.it, in vista delle prossime elezioni europee l’Associazione italiana sclerosi multipla ha rivolto un appello ai candidati italiani.Durante questo confronto, Aism ha presentato il suo Manifesto, che evidenzia 30 linee d’azione sulle priorità di salute, ricerca scientifica, inclusione e partecipazione sociale. Con circa 1,2 milioni di persone colpite da sclerosi multipla (Sm) in Europa, di cui 800mila nell’Unione europea, l’urgenza di affrontare questa emergenza sociale è evidente.

Si tratta di una malattia che colpisce soprattutto i giovani sotto i 40 anni e le donne, con costi sociali elevati.Tuttavia, la mancanza di strategie nazionali e di opportunità di partecipazione politica per le associazioni di pazienti ha lasciato molte questioni ‘sommerse’.

Le disparità nell’accesso ai trattamenti – spiega Aism in una nota – sono notevoli come evidenziato dall’indagine condotta dalla Piattaforma europea di sclerosi multipla (Emsp) nel 2020.Solo il 43% delle persone con Sm riceve trattamenti modificanti il decorso della malattia, con percentuali che oscillano dal 90% in Lituania, Malta e Svizzera al 10% in Serbia e Bosnia-Erzegovina.

Questi ostacoli, uniti alla limitata accessibilità ai farmaci sintomatici e alla carenza di inclusione sociale, sono parte di un quadro più ampio di discriminazione e disuguaglianza che colpisce le persone con disabilità nel nostro continente. Le elezioni europee imminenti offrono un’opportunità cruciale per sollevare l’Agenda della Sm e patologie correlate – rimarca l’assiociazione – e iniziative come l’incontro faccia a faccia, via webinar, organizzato da Aism con i candidati italiani al futuro Parlamento europeo rivestono un’importanza straordinaria.Nel dettaglio, l’Agenda della Sm e patologie correlate 2025, inclusa nel Manifesto, propone una serie di priorità fondamentali come il riconoscimento e il sostegno delle reti e dei consorzi europei dedicati alla Sm, l’inclusione di sclerosi miltipla, Nmosd (disturbi dello spettro della neuromielite ottica) e Mogad (malattia associata agli anticorpi anti-glicoproteina oligodendrocitica della mielina) nei programmi di finanziamento europeo, e l’investimento in tecnologie e medicina digitale per migliorare la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento della malattia. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere politiche che garantiscano un accesso equo e tempestivo ai farmaci, facilitare la partecipazione dei pazienti nella ricerca e assicurare un adeguato finanziamento alla ricerca scientifica, con particolare attenzione alle priorità dell’Agenda 2025 che prevede anche il sostegno alle associazioni di pazienti e alle fondazioni di ricerca no-profit, la promozione della cultura, informazione e sensibilizzazione sulla Sm e l’integrazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu nelle politiche europee. In quest’ottica di impegno e collaborazione, il presidente della Fondazione (Fism) Mario Alberto Battaglia afferma: “Ci confronteremo con i candidati al nuovo Parlamento europeo sulla mappa impegnativa di priorità, azioni e scelte che Aism ha messo a punto per l’Europa dei prossimi anni.

Chiederemo il loro impegno, ascolteremo quanto vorranno condividere con noi, condivideremo una responsabilità comune per costruire una società inclusiva per tutti i cittadini, ovunque vivano”.Assicura Federica Balzani, giovane donna con Sm e vice presidente Emsp: “Noi del movimento della sclerosi multipla e patologie correlate siamo pronti a fare la nostra parte, per un’Europa più inclusiva, per sostenere direttamente la realizzazione dei diritti e dei desideri di tanti cittadini come noi”.  Aism e la Piattaforma europea sclerosi multipla – conclude la nota – si impegnano a lavorare con tutti gli stakeholders per il bene di tutti, contribuendo al progresso delle terapie, della riabilitazione, del lavoro e della ricerca scientifica. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caivano, dagli orrori al riscatto: la nuova vita del centro sportivo Delphinia

0

(Adnkronos) – Era conosciuta come la ‘piscina degli orrori’ all’interno dello Sporting Club Delphinia di Caivano, dove si sono consumate le violenze a carico delle due cugine di 12 e 10 anni, da parte un gruppo di ragazzi.Per due di questi, maggiorenni, la Procura di Napoli nelle scorse settimane ha chiesto 12 anni e 11 anni e 4 mesi di reclusione.  A distanza di poco meno di dieci mesi, alla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si accendono idealmente i riflettori sull’ex centro sportivo, simbolo di incuria, degrado, oltre che delle violenze, a pochi metri di distanza dal Parco Verde, dove negli anni ha prosperato la camorra.

Il centro sportivo – che cambierà anche nome – affidato alle Fiamme Oro della Polizia di Stato, inizierà a diventare il terreno di sport e riscatto.  Piscina, campi di calcio, di tennis, di padel accanto ad un centro polifunzionale per la cultura, anche un’area verde, sistemata grazie al lavoro dei carabinieri della Forestale: la prima pietra del restyling della struttura è stata posta a fine novembre dello scorso anno, con lo smantellamento da parte del Genio Militare delle insegne del vecchio impianto sportivo, alla presenza del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Andrea Abodi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari.  Il governo, dopo l’entrata in vigore del decreto Caivano il 15 settembre, a ottobre ha deciso di provvedere in prima persona al risanamento della struttura sportiva.Messa da parte la procedura di aggiornamento del project financing già presentato, il primo atto è stata la nomina di un commissario straordinario ad hoc per la riqualificazione di Caivano, Fabio Ciciliano, ricordando che nel comune compresso tra Napoli e Caserta, sono in carica tre commissari a guidarlo per i successivi 18 mesi, sino alle elezioni.

Il Consiglio comunale di Caivano è stato infatti sciolto per le infiltrazioni camorristiche emerse dall’inchiesta della Dda che aveva portato all’arresto di nove persone, tra cui esponenti della passata amministrazione.  Poi, la struttura è stata affidata a Sport e Salute: impegno economico da 9,3 milioni di euro per il risanamento di 50 mila metri quadrati.A seguire, l’Esercito e il Genio Militare hanno lavorato alla bonifica, rimuovendo rifiuti di ogni specie (anche amianto) da un luogo che era diventato il riferimento privilegiato dei tossicodipendenti della zona.

Poi c’è stato il lavoro di Sport e Salute, il montaggio delle strutture sportive.Il cronoprogramma è stato rispettato.  “Domani non credo che ci sarà possibilità di dialogo, sarà una comparsata come sempre in questo periodo elettorale, andiamo avanti a passeggiate anche quando magari il tuo governo non c’entra assolutamente niente con le opere in questione”, ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine della visita del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, alla nuova stazione marittima del Molo Beverello di Napoli.

Alla domanda dei cronisti se, in occasione della visita di domani della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Caivano, porrà la questione dei fondi di Coesione non ancora sbloccati per la Campania, De Luca ha spiegato: “Se ci sarà la possibilità, ricorderò che ci sono, oltre che il Comune di Caivano per cui siamo soddisfatti dell’opera realizzata, altri 550 comuni che aspettano da un anno lo sblocco dei fondi di coesione.Contiamo che prevalga la ragionevolezza”.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Zanetti (Confitarma): “Deve essere priorità in agenda Italia ed Europa”

0

(Adnkronos) – “Dall’economia del mare passa oltre un terzo del Pil italiano” con punte del 70% per le importazioni: quindi “il settore marittimo è un sistema centrale nella catena del valore” e come Confitarma “spingeremo perché le sue istanze rimangano una priorità nell’agenda dell’Italia e dell’Europa”.Lo ha sottolineato Mario Zanetti, presidente Confitarma partecipando al nuovo appuntamento di Maredì, trasmesso sul sito dell’Adnkronos. Zanetti ha ricordato come “c’è una sfida di transizione ecologica che comunque il mondo dell’armamento italiano ha iniziato ad affrontare quando non era di moda farlo”.

Peraltro il suo impatto è importante ma non problematico visto che – spiega – “lo shipping mondiale incide fra il 2-3% delle emissioni mondiali di CO2” Su questo fronte – aggiunge Zanetti – “l’Europa ha legiferato e dovra’ continuare a farlo, ma capire come Europa e Stati nazionali andranno a mettersi insieme è fondamentale per il prossimo ciclo economico italiano” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Un missile dalla Nord Corea”, paura in Giappone

0

(Adnkronos) – La Corea del Nord avrebbe lanciato un missile balistico.A darne notizia è l’agenzia di stampa Kyodo che parla di quanto rilevato dal sistema di allerta del Giappone.

La notizia arriva dopo che la Corea del Nord ha informato Tokyo dei suoi piani per il lancio, entro il 4 giugno, di un razzo per la messa in orbita di un satellite spia, il secondo, come hanno evidenziato i media locali. I militari sudcoreani, riferisce l’agenzia Yonhap, confermano che la Corea del Nord ha lanciato un proiettile non meglio precisato in direzione sud sul Mar Giallo.Non ci sono al momento altre informazioni, neanche sul luogo da cui sarebbe stato effettuato il lancio nel giorno del trilaterale a Seul tra il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol e i premier di Giappone e Cina, Fumio Kishida e Li Qiang. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Qvc Italia, con Pride month 2024 accanto alla comunità LGBTQIA+

0

(Adnkronos) – QVC Italia conferma la volontà di sostenere il Pride month anche per il 2024.La nuova campagna, attiva sulle piattaforme di proprietà dall’1 al 30 giugno 2024, lancia lo slogan ‘La cultura delle diversità’ che ha l’obiettivo di sensibilizzare alla tolleranza, al rispetto reciproco, all’inclusione e al valore della diversità.

La campagna, infatti, mira ad alimentare la creazione di una cultura di accoglienza sin dalla prima educazione, contrastare stereotipi e pregiudizi, promuovere le sfide affrontate dalla comunità LGBTQIA+, promuovere l’empatia e la solidarietà prevenendo bullismo e discriminazione e proporre modelli positivi.L’intento di QVC Italia è di contribuire alla promozione di una società basata sull’uguaglianza, il rispetto reciproco e la comprensione.

Un impegno a cui è chiamato ognuno di noi per costruire un mondo migliore e più inclusivo per le generazioni presenti e future. Per celebrare e sostenere la campagna ‘La cultura delle diversità’, QVC ha realizzato una t-shirt disponibile in 4 colori e con 4 messaggi diversi: ‘Ho la fobia di ogni fobia’; ‘Voglio diventare top model.Di educazione’; ‘Accettare non significa usare l’accetta’; ‘Chi apre la mente apre il cuore”.

Su tutte le versioni un invito importante: ‘Indossiamo le parole del rispetto. #BePride’. La t-shirt è acquistabile su www.qvc.it dall’1 giugno al costo di 19,90 euro (spese di spedizione gratuite).Tutto il ricavato andrà a favore dell’Associazione Agedo Milano che aiuta i genitori nel coming out dei figli e delle figlie e promuove il riconoscimento dei diritti civili e i necessari cambiamenti sociali del nostro Paese.  ‘Abitare le differenze’ è il nome del progetto sostenuto da QVC Italia che, attraverso percorsi di formazione dedicati non solo a persone della comunità LGBTQIA+, ma anche ai loro familiari e amici, ha come obiettivo il potenziamento delle caratteristiche psicologiche che favoriscono la resilienza e promuovono il senso di appartenenza a un contesto sociale e familiare funzionale. Partecipare al Pride month per QVC Italia è un impegno concreto e costante che risponde alla missione dell’azienda: ispirare un modo più equo e inclusivo di fare retail.  Anche al suo interno QVC Italia si impegna da sempre nella cura e promozione di ambienti inclusivi che offrano equità e un senso di appartenenza per ogni membro del team, partner, cliente o membro della comunità. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

’50 special’ compie 25 anni, cosa succedeva il 27 maggio 1999

0

(Adnkronos) –
’50 special’, il successo dei Lunapop, che compie 25 anni.Era il 27 maggio 1999, a un passo dal nuovo millennio, l’Italia si sveglia ancora senza lo smartphone appoggiato sul comodino del letto.

Internet si sta diffondendo lentamente nelle nostre case ma Facebook è soltanto un gioco di ruolo tra gli universitari di Harvard.I social network sono lontani a venire.

Le persone osservano il mondo dalla finestra di casa o leggendo libri, magazine e giornali.Siamo nel momento perfetto, in bilico sulla fune, a cavallo fra due epoche.

L’euro, nato il primo di gennaio di quell’anno, non ha ancora mandato in pensione la lira mentre Michael Jordan gioca la sua ultima partita di basket.Leonardo Di Caprio è diventato da poco una star planetaria quando Valentino Rossi sta per vincere il suo secondo titolo di campione del mondo nella classe 250.  
Roberto Benigni dice al mondo intero che ‘La vita è bella’ e un po’ sembra vero perché anche dal punto di vista politico si guarda al futuro.

Il governo di Israele e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina hanno firmato storici accordi e negoziati di pace.Ed è proprio in quei giorni che, nei negozi di dischi che sono ancora il punto di ritrovo di milioni di giovani del pianeta, esce una nuova canzone di una band di cinque scalmanati ragazzi emiliani che farà da colonna sonora all’estate italiana di un’intera generazione.

Il suo titolo è ’50 Special’ e la canta un giovanissimo studente del liceo scientifico Albert Sabin di Bologna.Parla dei colli bolognesi, di una vespa che ti toglie i problemi. “Ho sempre pensato che il segreto della canzone si nascondesse nelle prime quattro parole.

Nell’assenza dell’articolo a introdurle. ‘Vespe truccate/anni sessanta’.Erano i versi di una nuova generazione che andava dritta al punto, in volo fin dalla prima battuta, come accendere la telecamera in una scena già in movimento, una porta che si apre sulla pista piena di una festa.

Per questo il pubblico ai concerti non la canta, la grida, facendo rimbalzare in bocca quelle parole che hanno il profumo del rock’n’roll della fine degli anni 50, la musica da cui proviene tutto.Jerry Lee Lewis era il mio idolo da ragazzino e ‘Great Balls of fire’ è stata la prima canzone che ho adorato”, racconta Cesare Cremonini.  Quel giorno, dal volto spregiudicato di cinque adolescenti, nacque un fenomeno musicale che ruppe le regole della discografia italiana e spalancò le porte ad una carriera musicale di un artista che, lettore attento dei sentimenti umani, per anni scriverà canzoni senza tempo, attraversando le generazioni, sempre sfidando sé stesso. ’50 Special’ esce in radio il 22 maggio 1999, ma nessuno nel mondo della musica sa il perché e da dove venga.

Nessuna major discografica alle spalle. È infatti la Universo, una piccola etichetta indipendente di Roma, a pubblicare il disco che suona brit-pop ma non ha le chitarre distorte.  
Il brano, che ha segnato l’inizio della carriera di Cremonini, continua ad essere celebrato non solo dai fan. “La ascoltai alla radio e venni travolto subito dalla perfezione pop di quello che stava uscendo dalle casse della macchina.Una gioiosa invidia invase il mio animo, perché quella era la canzone che avrei voluto fare io”, racconta Jovanotti che aggiunge: “Freschezza, immagini precise, novità, e quel velo di nostalgia che hanno le grandi canzoni allegre che restano per sempre. È tutto semplicemente perfetto in quella canzone, una miracolo pop, evento rarissimo, 50 special è un capolavoro che non ha bisogno del tempo per diventare un classico perché era un classico già al primo ascolto.

Un piccolo big bang che ha generato l’universo Cesare Cremonini, che da quel momento non ha mai più smesso di espandersi in ogni direzione”. “A volte succede, e quando succede c’è sempre da far festa”, dice il giornalista Gino Castaldo che aggiunge: “‘5o special’ semplicemente non la videro arrivare, la discografia se ne accorse quando era troppo tardi, fu lei, la canzone, a comandare, a rendersi necessaria, erano cinque bambini rock’n’roll che ebbero in mano per un istante l’energia del tempo”. “Estate ‘99.Bei tempi.

Potevo ancora permettermi di passare l’estate a Riccione col pretesto di fare la radio”, ricorda Linus che racconta: “Qualche mese prima avevo presentato a San Marino un festival per esordienti, e avevano vinto 5 adolescenti bolognesi in odore di maturità.Quando il loro ufficio stampa mi scrive che invece che studiare avevano inciso un singolo la mia parte paterna si intenerisce e li invita in studio.

Loro si precipitano come farebbero 5 volpi con un pollaio e il resto è storia”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moby, la Corsica ‘ringrazia’ Vincenzo Onorato: è cittadino onorario di Bonifacio

0

(Adnkronos) – Nella cornice del municipio di Bonifacio, situato nella città vecchia, alla presenza di istituzioni locali ma anche di ospiti da tutta la Corsica, dalla Sardegna e degli amici di sempre, si è svolta la cerimonia che ha reso Vincenzo Onorato, Armatore di Moby, Cittadino Onorario di Bonifacio.Il Sindaco Jean-Charles Orsucci è intervenuto per sottolineare l’importanza che il collegamento navale con Santa Teresa di Gallura ha per il porto e per la città di Bonifacio, e nel suo discorso ha voluto raccontare la storia dell’azienda fin da quando ha iniziato il collegamento tra le due isole. Oltre ai ringraziamenti e ad elogiare la Compagnia, il Sindaco ha voluto ricordare quando, nel 2016, la Saremar abbandonò il collegamento e la Moby intervenne senza esitazione per mantenere la linea d’inverno nonostante la mancanza di contributi.Il Sindaco ha infine consegnato all’Armatore la medaglia rappresentativa del comune. Un emozionato Vincenzo Onorato ha ripercorso nel suo discorso la sua storia d’amore con la Corsica, in particolare per Bonifacio, città dove tutt’ora passa una porzione importante della sua vita, per poi regalare alla città un manufatto artigianale sardo, in segno di fratellanza tra le due isole.

L’importante riconoscimento è arrivato in un anno che segna il traguardo dei cinquant’anni di presenza di Moby nell’isola, nonché anno di importanti novità a livello commerciale sulla stessa, con nuove navi impiegate sulle linee, un numero maggiore di collegamenti, e una stagionalità più lunga. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez-Codacons, tribunale Milano chiude le indagini

0

(Adnkronos) – La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti del Codacons per una presunta diffamazione ai danni di Fedez, le cui società sono state oggetto di un esposto alla Guardia di Finanza.Ma per l’associazione dei consumatori “la vicenda non è affatto finita”. “Per la Procura di Milano sembrerebbe essere lecito definirsi ‘nullatenenti’ anche se, con una rete di società facenti sempre capo a colui che si è cosi definito, si generano enormi flussi milionari di denaro”, afferma infatti il Codacons. “Siamo felici che stavolta l’operato del rapper rientri nella piena legalità, e constatiamo come la Procura di Milano condivida la possibilità di un cittadino di definirsi ‘nullatenente’ pur generando flussi milionari di denaro con le proprie attività – spiega il Codacons -.

Ricordiamo però che la vicenda non è affatto conclusa, in quanto dopo la chiusura delle indagini sarà il giudice a dover valutare la legittimità dei nostri dubbi, e valutare se una semplice ma dovuta richiesta di chiarimenti sulle società facenti capo al rapper avanzata alla Guardia di Finanza possa rappresentare una forma di diffamazione, anche in considerazione del fatto che analoghi esposti a Fiamme Gialle e Agenzia delle Entrate sono stati inoltrati dal Codacons nei confronti di altri influencer operanti in Italia”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa del Mondo di nuotodi Golfo Aranci, la staffetta di Paltrinieri è d’oro

0

(Adnkronos) – Si è chiusa sabato la seconda edizione della Coppa del Mondo di Nuoto in acque libere di Golfo Aranci e le aspettative non sono state disattese. 114 atleti tra donne e uomini hanno dato spettacolo nelle cristalline acque della Costa Smeralda, aiutati dal bel tempo e dal sole che ha illuminato la suggestiva location.Se nella 10km il pubblico può essere rimasto un po’ deluso dai risultati degli italiani, la staffetta 4×1500 mista ha invece regalato una gioia grandissima a tutti i presenti e a chi guardava da casa. È stata infatti la delegazione italiana guidata dal fuoriclasse Gregorio Paltrinieri, insieme a Ginevra Taddeucci, Veronica Santoni e Andrea Filadelli, a conquistare la medaglia d’oro dopo un accesissimo sprint a tre finale con Germania e Ungheria.  Dopo aver patito il freddo venerdì, super Greg ha piazzato una ultima frazione spettacolare, come fosse in vasca, andando a completare la rimonta avviata da Filadelli e a toccare per primo il tabellone dell’arrivo.

L’entusiasmo del pubblico e l’inno di Mameli che ha risuonato davanti ai tanti accorsi per vedere la gara, non hanno lasciato indifferente nessuno dei presenti, compresi i tedeschi, medaglia d’argento, che hanno iniziato a battere le mani a tempo sulla seconda strofa del Canto degli Italiani. Immagini che fanno bene non solo al movimento dell’Open Water, ma a chiunque sia appassionato di sport.Uno spirito che ha segnato ancora una volta un grandissimo successo per la manifestazione, che tornerà anche il prossimo anno.

La macchina dell’organizzazione, sempre più rodata, ha regalato una grande soddisfazione a tutte le forze in gioco. La soddisfazione di Danilo Russu, presidente della Fin Sardegna e promotore, assieme a Stefano Rubaudo (coordinatore tecnico del settore nuoto in acque libere), dello sbarco nell’Isola della manifestazione, è enorme. “La Coppa del Mondo di Golfo Aranci è stata una tappa che ha sancito la crescita del settore a livello nazionale – spiega Russu -.Il nuoto di fondo piace, appassiona e la gente ha risposto.

Oltre alle 24 nazionali erano presenti 12 rappresentative dei comitati regionali a testimonianza dell’interesse della crescita del settore fondo da parte della Federazione.Un ringraziamento sentito alla Regione Sardegna per il contributo fondamentale all’organizzazione di questo evento, al comune di Golfo Aranci, alla World Aquatics e alla FIN per la fiducia, alla società organizzatrice Aquatic Team Freedom e alla Presidente Silvia Fioravanti, al GUG nazionale e regionale, alla Lega Navale di Golfo Aranci, alla guardia costiera di Golfo Aranci, a tutto lo staff e ai volontari che hanno partecipato.

Una menzione particolare voglio al responsabile federale del fondo Stefano Rubaudo”. In Sardegna il fondo sarà ancora protagonista.Ora l’appuntamento è a settembre con i Mondiali Juniores (6-7-8 settembre ad Alghero) e con la Coppa del mondo paralimpica (21 settembre a San Teodoro). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chieti, bimba sparita da casa degli zii: le ipotesi

0

(Adnkronos) – La polizia sta cercando una bimba, di 8 anni, di San Giovanni Teatino in provincia di Chieti, sparita da casa degli zii.E’ stato anche aperto dalla Procura un fascicolo per sottrazione di minore.

Il tribunale aveva sospeso la potestà genitoriale della piccola sia alla mamma che al papà, che sono stati arrestati lo scorso 19 aprile per motivi di droga.La piccola era stata presa in carico dai Servizi sociali e collocata dai giudici in una comunità.

In determinate fasce orarie e nel fine settimana, poi, andava dagli zii.Ma da ieri non si hanno più sue notizie.  
Non si esclude che la madre, che era ai domiciliari, l’abbia avvicinata e portata via.

Dalla Questura di Chieti, pur mantenendo il massimo riserbo sulle indagini, tengono a precisare che non si tratta di un rapimento da parte di sconosciuti. “Esprimo vicinanza alla famiglia – dice all’Adnkronos, il sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente – e spero di avere presto buone notizie”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Colpito da ictus autista che travolse e uccise Davide Rebellin, gravissimo in ospedale

0

(Adnkronos) – Wolfgang Rieke, il 63enne camionista tedesco che investì e procurò la morte al ciclista Davide Rebellin, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso a seguito di un ictus che l’ha colpito nella serata di ieri.Proprio oggi era prevista la prima udienza del processo in tribunale a Vicenza che è stata naturalmente rinviata.

L’uomo da fine febbraio si trovava agli arresti domiciliari e con braccialetto elettronico in un’abitazione in provincia di Treviso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry e i guai con il visto: cosa potrebbe perdere

0

(Adnkronos) –
La residenza americana da 14 milioni di euro di Harry e Meghan è a rischio.I Sussex potrebbero perderla se il ricorso per rendere pubblica la loro domanda di visto per gli Stati Uniti venisse accolto.

In questo caso, il figlio minore di re Carlo potrebbe affrontare gravi conseguenze, tra cui l’obbligo di lasciare gli Stati Uniti e, di conseguenza, anche la villa milionaria di Montecito, dove vive con sua moglie Meghan Markle e i figli, il principe Archie e la principessa Lilibet.La Heritage Foundation ha intrapreso un’azione legale contro il Dipartimento per la Sicurezza nazionale americano per ottenere l’accesso ai documenti relativi ai visti di Harry, e un giudice statunitense sta esaminando il caso.   Nella sua autobiografia ‘Spare’ – ricorda il Mirror – Harry ha ammesso di aver assunto droghe da giovane, il che ha portato il think tank statunitense a chiedere di chiarire quale sia la verità sul visto del principe, in modo che il contribuente americano possa capire se avesse dichiarato il suo uso di droga.

Ciò ha portato anche a ulteriori domande sul motivo per cui gli è stato permesso di venire e risiedere negli Stati Uniti poiché l’uso di droghe è proibito.  Nel suo bestseller, Harry ha rivelato di essersi dilettato con marijuana, funghi magici, ayahuasca e cocaina per cercare di affrontare la morte di sua madre, la principessa Diana.L’ipotesi della Heritage Foundation e che gli potrebbe essere negata la cittadinanza americana se mai ne facesse richiesta in futuro, poiché la varietà di droghe che ha ammesso di aver assunto sono vietati o sotto stretto controllo.

Il commentatore reale Richard Fitzwilliams ha spiegato al Sun: “Il nocciolo della questione è che sarà molto imbarazzante o potrebbe essere molto imbarazzante.Harry potrebbe aver incluso l’uso di droga nel suo modulo di domanda.

Se non lo ha fatto, la cosa farà senza dubbio notizia, e questo non sarà vantaggioso per i Sussex”.  Attualmente il visto di Harry è valido, ma in futuro sarà soggetto a rinnovo, il che potrebbe comportare anche delle difficoltà.Fitzwilliams ha osservato che si è discusso dei “doppi standard” sul fatto se Harry abbia ingannato gli Stati Uniti nella sua domanda, non includendo il suo precedente uso di droga o se gli sia stato concesso un trattamento speciale qualora ne avesse invece fatta ammissione.

Si è discusso anche della potenziale futura richiesta di Harry per la cittadinanza americana, poiché lo vedrebbe costretto a rinunciare al suo titolo reale.Per poter ottenere un passaporto americano, Harry dovrebbe prestare giuramento di fedeltà, che gli imporrebbe di “rinunciare alla fedeltà a qualsiasi principe, stato o sovrano straniero”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Storia dei Campi Flegrei: Dal 1538 ai Giorni Nostri tra Eruzioni e Scosse

I Campi Flegrei, un’area vulcanica vicino Napoli, hanno una storia segnata da eruzioni e terremoti, con l’ultima grande eruzione nel 1538.

La Storia dei Campi Flegrei: Dall’Antichità ai Giorni Nostri

I Campi Flegrei, una vasta area vulcanica situata a ovest di Napoli, rappresentano uno dei complessi vulcanici più affascinanti e pericolosi del mondo.La loro storia, intrecciata con eventi sismici e vulcanici, ha modellato il paesaggio e influenzato la vita delle popolazioni locali per millenni.

Un’Area di Intensa Attività Vulcanica

Fin dall’antichità, i Campi Flegrei sono stati conosciuti per la loro intensa attività vulcanica.

Il nome stesso, derivato dal greco “phlegraios”, significa “ardente”.L’area è costellata di crateri, fumarole e sorgenti termali, testimonianza della sua natura instabile.

Tra i fenomeni vulcanici più noti si ricordano l’eruzione di Monte Nuovo nel 1538, un evento che ha segnato profondamente la storia della regione.

L’Eruzione del 1538: Un Evento Memorabile

Nell’estate del 1538, l’attività sismica nei Campi Flegrei si intensificò notevolmente.Le scosse, che continuarono per giorni, furono avvertite distintamente anche nella città di Napoli, suscitando paura e preoccupazione tra gli abitanti.

Secondo le cronache dell’epoca, negli ultimi dieci giorni prima dell’eruzione, si registrarono dai cinque ai dieci terremoti al giorno.Circa 30 ore prima dell’eruzione, fu osservato un fenomeno inquietante: il mare tra il lago di Averno e il Monte Barbaro si ritirò, probabilmente a causa del sollevamento del fondale marino.

Questo fu un chiaro segnale che qualcosa di eccezionale stava per accadere.Infatti, l’area dove sarebbe emerso Monte Nuovo si abbassò di circa quattro metri per poi risollevarsi rapidamente, formando una bocca eruttiva nel giro di sette ore.

I Campi Flegrei Oggi: Un Rischio Permanente

Oggi, i Campi Flegrei continuano a essere un sorvegliato speciale della vulcanologia mondiale.

Le continue scosse che si registrano da giorni riportano alla memoria degli studiosi l’estate del 1538.Gli scienziati monitorano costantemente l’area attraverso una rete di sensori che rilevano movimenti del suolo, variazioni di temperatura e composizione chimica dei gas emessi dalle fumarole.

Questo monitoraggio è essenziale per prevedere possibili eruzioni future e minimizzare i rischi per la popolazione.

La Scienza del Monitoraggio Vulcanico

L’attività vulcanica dei Campi Flegrei è studiata con tecnologie avanzate che permettono di rilevare i minimi cambiamenti nella geologia della regione.Il monitoraggio include l’uso di satelliti per osservazioni a distanza, la sismografia per rilevare terremoti, e l’analisi dei gas vulcanici.

Questi strumenti sono fondamentali per comprendere i meccanismi che governano il sistema vulcanico e per prevedere potenziali eruzioni.

Conclusioni: La Necessità di Essere Preparati

La storia dei Campi Flegrei è un monito costante della potenza della natura e della necessità di essere sempre preparati.Gli eventi del 1538 e le recenti attività sismiche ci ricordano che viviamo su un pianeta dinamico, dove il cambiamento può avvenire rapidamente e con conseguenze devastanti.

La continua ricerca e il monitoraggio sono essenziali per garantire la sicurezza delle popolazioni che vivono in queste aree ad alto rischio.In conclusione, i Campi Flegrei rappresentano un fenomeno naturale di grande interesse scientifico e storico.

Comprendere la loro attività passata e presente è fondamentale per mitigare i rischi futuri e proteggere le comunità locali.La storia ci insegna che, pur non potendo controllare la natura, possiamo prepararci ad affrontarla con conoscenza e consapevolezza.